31 luglio 2010

G U R U


Con l'esclusione degli ultimi deboli dieci minuti, Guru può essere definito un film perfetto, privo di errori, splendidamente scritto e diretto, splendidamente interpretato. Il soggetto non nuovo per noi occidentali - l'ascesa trionfale e con modalità poco limpide di un self-made man - e l'ambientazione agghiacciante - l'industria manifatturiera di poliestere (riuscite ad immaginare qualcosa di più soporifero?) -, non ne scalfiscono l'eccellente qualità: Guru meriterebbe di essere incluso nella lista delle migliori pellicole di tutti i tempi.

Il film è innanzitutto una delizia per gli occhi. Ratnam torna a regalarci scenari naturali mozzafiato, e il direttore della fotografia dell'ottimo Bombay, Raja Menon, contribuisce in modo determinante ad esaltarne l'artisticità pittorica. E poi le scenografie, le coreografie, le inquadrature, l'innamorata ricostruzione di una Mumbai che ormai appartiene al passato, e - non da ultima - l'incomparabile bellezza di Aishwarya Rai. Ma non sono solo gli occhi ad essere bombardati dallo splendore di questa pellicola. Guru avvince senza un attimo di noia, diverte grazie ad un protagonista allegro e scanzonato e ai dinamici dialoghi, emoziona offrendo numerose sequenze di grandissimo cinema, denuncia, pone dilemmi etici.

La sceneggiatura non sbaglia un colpo, e racconta in modo efficace i tumultuosi cambiamenti in atto nell'India contemporanea. I dialoghi sono fra i migliori nella storia di questa cinematografia, con battute da custodire gelosamente nella memoria. I personaggi costituiscono, insieme alla sublime fotografia, il maggior pregio di Guru: veri, umani, sfaccettati, non solo buoni, non solo cattivi. Si staglia su tutti la figura di Guru: vitale, esuberante, energico, ma anche disonesto, aggressivo, poco incline alla riflessione morale. E uno degli aspetti più singolari del film è il rapporto conflittuale e sanguigno che si instaura fra il protagonista e Nanaji, un rapporto che non si spezza malgrado le profonde divisioni e le lotte che li vedranno combattere in fronti opposti. La regia e le inquadrature sono da manuale. Le interpretazioni indimenticabili. La colonna sonora magnifica e indispensabile.

Un applauso a Mani Ratnam per la regia e per la sceneggiatura, a Raja Menon per la fotografia, a Vijay Krishna Acharya per i dialoghi, ad Abhishek Bachchan, ad Aishwarya Rai. E pollice verso ai soliti miopi distributori italiani per averci ancora una volta privati della possibilità di ammirare su grande schermo non un film ma un'opera d'arte. I capolavori di questo calibro non hanno bisogno di effetti speciali e di tecnologia 3D: conquistano con la loro eccellenza.

TRAMA

La pellicola racconta una storia che abbraccia trent'anni. Nel 1951 il giovanissimo Guru (Abhishek Bachchan) emigra ad Istanbul in cerca di lavoro. Ma coltiva un sogno: mettersi in proprio. Da adulto, accompagnato dalla moglie Sujata (Aishwarya Rai), ci prova a Mumbai, districandosi fra regole corporative e difficoltà di vario tipo. Il nostro eroe non si dà per vinto. E non accetta un no come risposta. Anche se questo significa corrompere, frodare, truffare, infrangere la legge.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Abhishek Bachchan. Superbo, incontenibile, naturale. Ci si innamora all'istante del suo magico, ottimista Guru, di quando suona per scherzo la campanella della scuola, di quando sogna il futuro dondolandosi sull'altalena, di quando ammira compiaciuto l'adipe intorno all'addome. Ma soprattutto di quando mostra la sua ottima tecnica nel gioco del golf...

* Aishwarya Rai e la sua irraggiungibile bellezza, la sua insuperabile eleganza. Nelle splendide coreografie di Barso Re e di Tere Bina risulta ben chiaro il motivo per cui Ash sia la principale causa d'insonnia per la metà della popolazione maschile del pianeta. Sua la battuta migliore in un copione affollato di dialoghi indimenticabili: 'Lo sai che è già mattina in molte parti del mondo? Non riesci a pensare ad altro che a questo villaggio?'. Parole che sintetizzano alla perfezione il messaggio del film.

* L'intesa piena di calore condivisa da Abhishek e da Ash, innamorati per davvero: annunceranno ufficialmente il loro fidanzamento due giorni dopo la distribuzione di Guru. Indimenticabili lo scambio di battute alla stazione (video), le occasioni cercate, le effusioni rubate, le schermaglie notturne (video versione tamil). Ammirateli in Tere Bina. Grande coppia, sullo schermo e nella vita.

* Vidya Balan e la sua dolente performance. Gli irresistibili sorrisi, la dolcezza dello sguardo, la potente descrizione di una malattia che devasta, lo strenuo attaccamento alla vita. E l'amaro, disperato bacio (video). Vidya ricopre un ruolo minore, ma sufficiente a regalare alcuni dei momenti più intensi di Guru.

RECENSIONI

The Times of India:
Malgrado il regista metta valorosamente a nudo i crimini perpetrati dal settore industriale, improvvisamente alla fine preferisce ritrarsi e dipingere come un eroe un uomo che giustifica le frodi commesse in nome del pubblico interesse. E' l'ambivalenza morale del film che in qualche modo lascia insoddisfatti. Da un punto di vista cinematico Guru è la quintessenza di Mani Ratnam. Ciascun fotogramma è stupendo, complici le meraviglie della fotografia di Rajiv Menon. La combinazione di A.R. Rahman e di Gulzar crea magie con la melodia. Abhishek mette corpo e anima in un ruolo da sogno, anche se talvolta sembra che il personaggio gli richieda troppo, specialmente nel climax. Aishwarya Rai non riesce a crescere col suo ruolo. Il primo tempo è intensamente drammatico. Il secondo si dilunga e risulta ripetitivo. Ma Guru è una pellicola importante perchè affronta un argomento nuovo e solleva un importante interrogativo sull'aggressivo apparato industriale indiano.
Nikhat Kazmi, 13.01.07

Cinema Hindi: *****
Punto di forza: i personaggi, la fotografia, la sceneggiatura, le interpretazioni, ecceccecc.
Punto debole: Ratnam è, come noi, innamorato del suo protagonista, e gli perdona un po' troppe cose. Inoltre l'accenno a Gandhi nel finale si doveva evitare. Ma i pregi del film sono tanti e tali da annebbiare il giudizio e da indurre a perdonarne le debolezze.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhishek Bachchan - Gurukant Desai
* Aishwarya Rai - Sujata, moglie di Guru
* Mithun Chakraborty (Veer) - Manik Dasgupta detto Nanaji
* Vidya Balan (Ishqiya) - Meenu, nipote di Nanaji
* R. Madhavan (3 idiots) - Shyam Saxena, collaboratore di Nanaji e marito di Meenu
* Arya Babbar (Jail) - Jignesh, fratello di Sujata
* Manoj Joshi (Satta) - Ghanshyam Bhai, braccio destro di Guru
* Mallika Sherawat (Dasavatharam) - item song Mayya

Sceneggiatura e regia: Mani Ratnam
Dialoghi: Vijay Krishna Acharya
Colonna sonora: composta da A.R. Rahman, con testi di Gulzar, è di qualità eccellente. Segnaliamo Mayya, dalle esotiche sonorità mediorientali, interpretato da Maryem Tollar, cantante di origine egiziana; il pluripremiato Barso Re, interpretato da Shreya Ghoshal; Tere Bina, interpretato dallo stesso Rahman; il sostenuto Baazi Laga, interpretato da Udit Narayan (audio); e il dolcissimo Jaage Hain, con l'appassionato gioco di voci di Chitra e di Rahman, accompagnati dal Madras Chorale Group (audio).
Coreografia: le coreografie firmate da Saroj Khan (Devdas) e da Brinda (Yuva) sono tutte splendide. Oltre ai già citati Mayya, Barso Re, Tere Bina, vi suggeriamo anche Ek Lo Ek Muft.
Fotografia: Rajiv Menon (Bombay)
Scenografia: Samir Chanda (Delhi-6)
Montaggio: Sreekar Prasad (Kaminey)
Anno: 2007
Awards (selezione):
* Filmfare awards: miglior coreografia (Saroj Khan per Barso Re), miglior colonna sonora, miglior compositore, miglior cantante femminile (Shreya Ghoshal per Barso Re), miglior scenografia.
* IIFA awards: miglior compositore e miglior cantante femminile (Shreya Ghoshal).
* Star screen awards: miglior compositore e miglior cantante femminile (Shreya Ghoshal).
* Zee cine awards: miglior compositore e miglior cantante femminile (Shreya Ghoshal).

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 09.01.07, Bollywood Hungama: intervista a Mani Ratnam
* 10.01.07, Bollywood Hungama: intervista ad Abhishek Bachchan
* Bollywood Hungama: The making, prima, seconda e terza parte
* Video: première mondiale di Guru a Toronto
* Video: intervista a Mani Ratnam alla proiezione di Guru a New York
* Video: intervista ad Aishwarya Rai alla proiezione di Guru a New York
* Bollywood Hungama: video che raccoglie le dichiarazioni di Mani Ratnam
* Bollywood Hungama: video che raccoglie le dichiarazioni di Abhishek Bachchan

CURIOSITA'

* Guru è stato proiettato al Festival Internazionale del Film di Roma nel 2007 nella sezione Focus India, insieme a Gandhi my father, The last Lear e No smoking. Pagina del sito ufficiale del festival dedicata a Guru. E' stato inoltre presentato al Tongues on Fire London Asian Film Festival 2010.
* La Mumbai degli anni cinquanta rappresentata nel film è stata ricostruita a Chennai in uno dei più grandi set mai allestiti. Lo scenografo Sameer Chanda ha effettuato approfondite ricerche. Il risultato è uno spaccato di città curato nei minimi dettagli e completo di tram, case, comparse abbigliate in costumi di quegli anni.
* Abhishek Bachchan, su richiesta di Mani Ratnam, è dovuto ingrassare undici chili per impersonare meglio il ruolo di Guru da adulto.
* Mithun Chakraborty, nato a Calcutta e grande appassionato di cricket e di calcio, prima di entrare nell'industria cinematografica si avvicinò al movimento naxalita bengalese, da cui si dissociò dopo la morte accidentale del fratello. Mithun e la sua famiglia, a seguito di questa defezione, nel corso degli anni hanno ricevuto continue minacce da parte dei naxaliti. Mithun ha sempre coltivato una carriera parallela a quella bollywoodiana, interpretando diversi film d'autore e conquistando ben tre National Awards. L'attore aveva già recitato in due film intitolati Guru: nel 1989 e nel 2005.
* Vijay Krishna Acharya ha firmato la sceneggiatura di Dhoom 2 - Back in action, nonchè la sceneggiatura e la regia di Tashan.
* Ricordiamo che Mani Ratnam, Aishwarya Rai, Abhishek Bachchan e A.R. Rahman (e l'attore tamil Vikram) sono attesi alla proiezione di Raavan alla prossima Mostra del Cinema di Venezia.
* Molti ritengono che la storia di Guru si ispiri alla vita del noto industriale Dhirubhai Ambani, fondatore del gruppo Reliance. Come il protagonista del film, anche Ambani era originario del Gujarat, figlio di un maestro di scuola. Dhirubhai tornò in India, dopo un periodo di lavoro all'estero, per occuparsi di poliestere, e fu spesso accusato di frode e di atti illeciti. La famiglia Ambani è considerata una delle più ricche al mondo. Il gruppo Reliance, fondato nel 1958 a Mumbai, si dirama in vari settori: petrolchimico, tessile, assicurativo, telecomunicazioni. Dirubhai è morto nel 2002. Il timone delle sue aziende è passato ai figli Anil e Mukesh che, in disaccordo fra loro, hanno diviso in due l'impero.
* Film che trattano il tema delle frodi perpetrate dalle aziende: Corporate.

GOSSIP & VELENI

* Abhishek Bachchan e Aishwarya Rai si sono sposati il 20 aprile 2007, tre mesi dopo la distribuzione di Guru.
* Pare che Mithun Chakraborty, coniugato, abbia avuto una relazione segreta con Sridevi.

30 luglio 2010

AJAB PREM KI GHAZAB KAHANI


Scorrendo la filmografia del regista Rajkumar Santoshi, balza all'occhio la diversità delle pellicole da lui dirette. A titolo di esempio citiamo il demenziale Andaz Apna Apna (1994), con la coppia Aamir-Salman Khan; il fosco melò Pukar (2000); il bizzarro Lajja (2001), commistione di denuncia sociale ed estetica iperbollywoodiana; il pluripremiato The legend of Bhagat Singh (2002), a tema storico; l'ottimo Halla Bol (2008). Nel 2009 Santoshi agguanta sorprendentemente il secondo posto nella classifica degli incassi, alle spalle del fenomeno 3 idiots, con Ajab Prem Ki Ghazab Kahani (fonte: IBOS).

APKGK è una commedia contraddistinta da episodi comici di stampo classico. Ad una prima visione il film strappa qualche risata. Ad una seconda, annoia e non coinvolge. Da un punto di vista formale, APKGK rappresenta sullo schermo un colorato, zuccheroso fumetto tradizionale. Ma la sceneggiatura è rallentata da troppe pause che le gag non riescono a celare. Anche i dialoghi sembrano mutuati da un fumetto, e i personaggi sono volutamente vaporosi e di cartapesta. La regia si diverte un mondo, così come gli attori. Ranbir Kapoor si cimenta per la prima volta in un ruolo comico e sopra le righe. Katrina Kaif sfodera un'insospettata vena umoristica che però non riesce a mantenere per tutta la durata della pellicola. La colonna sonora di Pritam e le coreografie sono nella media, mentre la fotografia è di qualità. Ciò che davvero manca, purtroppo, è una trama.

TRAMA

Prem (Ranbir Kapoor) è un ragazzo che ha abbandonato gli studi e che scansa il lavoro, preferendo l'allegro incarico di presidente dell'Happy Club. Jennifer (Katrina Kaif) è una bibliotecaria adottata da una famiglia cattolica. Prem accorre in aiuto di Jennifer ogniqualvolta la ragazza si trova in difficoltà, nella speranza che lei, un giorno, possa ricambiare i suoi sentimenti.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La coreografia del brano Follow me: Ranbir, così, non lo avete mai visto.
* Il cameo di Salman Khan.

RECENSIONI

The Times of India: ***
Davvero: Ranbir è una rivelazione, Katrina è su di giri, e la frizzante intesa che li lega infiamma lo schermo. APKGK è una corsa sulle montagne russe: Rajkumar Santoshi tenta di ripercorrere le tracce del suo Andaz Apna Apna. Le monellerie di Salman e di Aamir non avevano sbancato il box office negli anni novanta (anche se oggi quel film conta uno stuolo di fan devoti che non si perdono nemmeno una delle innumerevoli repliche televisive), ma APKGK potrebbe non condividere lo stesso destino. Non solo Ranbir e Katrina ma anche il resto del cast è in forma scoppiettante. La trama procede come un'allegra corsa. Ranbir conquista la scena con le sue pagliacciate, le sue spiritose fulminanti battute ed il suo senso del tempismo comico. Katrina lo accompagna passo passo, creando un tango perfetto che mostra pochi momenti di noia: lento verso la metà e con un climax mal costruito. La colonna sonora di Pritam è spumeggiante: cattura la giovanile esuberanza del film senza diluire la melodia, ma soprattutto incanala il talento dei migliori crooner bollywoodiani. I dialoghi di Santoshi sono fra i più divertenti ascoltati di recente. La fotografia crea una colorata cittadina, ma l'artisticità di Tirru esplode nel duetto romantico Tu Jaane Na, lussuosamente girato in Turchia: mai prima d'ora l'obiettivo aveva corteggiato Katrina in questo modo.
Nikhat Kazmi, 05.11.09

Hindustan Times: *
Guardi il vuoto sullo schermo e ti rendi conto che non c'è nulla di comico nè di romantico. L'atmosfera è incommensurabilmente falsa.
Mayank Shekhar, 07.11.09

Cinema Hindi: **
Punto di forza: l'atmosfera zuccherosa e fumettistica, la fotografia, alcune gag.
Punto debole: l'inesistente trama.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Ranbir Kapoor - Prem
* Katrina Kaif - Jennifer
* Darshan Jariwala (Guru) - il padre di Prem
* Smita Jaykar (Devdas) - la madre di Prem
* Navneet Nishan (My name is Khan) - la madre di Jennifer
* Upen Patel (Namastey London) - Rahul
* Govind Namdeo (Satta) - il padre di Rahul
* Zakir Hussain (Phoonk) - Sajid Don
* Salman Khan - cameo

Regia: Rajkumar Santoshi
Sceneggiatura e dialoghi: Rajkumar Santoshi e R.D. Tailang
Colonna sonora: composta da Pritam, offre un divertente brano, Follow me, e la superhit Tu Jaane Na.
Coreografia: Ahmed Khan (Badmaash Company)
Fotografia: Tirru (Bhool Bhulaiyaa)
Montaggio: Steven H. Bernard (Halla Bol)
Traduzione del titolo: la meravigliosa storia di uno strano amore.
Anno: 2009
Awards:
* Filmfare awards: miglior performance per la critica assegnato a Ranbir Kapoor
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 14.10.09, Hindustan Times: intervista a Katrina Kaif
* 04.11.09, Bollywood Hungama: intervista a Ranbir Kapoor
* 09.11.09, Bollywood Hungama: intervista a Rajkumar Santoshi, prima e seconda parte
* Video: The making
* Bollywood Hungama: intervista-video a Katrina Kaif, prima e seconda parte

CURIOSITA'

* APKGK è stato proiettato all'Indian Film Festival Bollywood & Beyond 2010 (aggiornamento del 24.11.10).
* Darshan Jariwala ha conquistato il National Award come miglior attore non protagonista per Gandhi, my father, pellicola nella quale interpreta il ruolo di Gandhi.
* Riferimenti a Bollywood: Shah Rukh Khan, Katrina Kaif, Mother India, Sholay, Bobby.
* Riferimenti all'Italia: menzionate Milano e la Ferrari.

29 luglio 2010

TUM MILO TOH SAHI


Gli amanti di Mumbai apprezzeranno l'inusuale soggetto nascosto di questo film: la conservazione del patrimonio storico della città. La narrazione procede morbidamente, raccontando le vicende di tre coppie appartenenti a tre generazioni diverse, le loro diffidenze reciproche, le incomprensioni, i loro problemi quotidiani. La sceneggiatura non è da buttare: offre alcuni piacevoli personaggi, un accenno per nulla zuccheroso alle relazioni coniugali, un finale quasi da legal-thriller, nonchè, sulla scia di 3 idiots, un messaggio che punta il dito contro l'inseguimento del successo a qualunque costo. I dialoghi sono perlopiù accettabili. La regia è un po' balbettante, ma la performance del duo Nana Patekar-Dimple Kapadia ne attutisce le pecche. Peccato per l'inespressiva interpretazione degli attori giovani e per l'inconsistenza dei loro personaggi. Da segnalare la convincente recitazione di Sunil Shetty.

TRAMA

Delshad (Dimple Kapadia) possiede e gestisce a Mumbai il tradizionale Lucky Café, frequentato da una clientela giovane e affezionata. Un gruppo leader nella ristorazione vuole acquistare il locale per incorporarlo nella propria catena. Solo il ruvido Subramanium (Nana Patekar) osa contrastare le subdole manovre del legale dell'azienda. Intanto gli studenti presentano un progetto alle Belle Arti per includere il Lucky Café nel patrimonio storico della città.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Il litigio fra Dilshad e Subramanium al supermercato. E non solo: Subramanium che pretende di pagare la spesa barattando una scarpa...

RECENSIONI

The Times of India: ***
TMTS è una dolce, piccola ode allo spirito del mumbaita puro che tenta di comunicare e di costruire legami durevoli. Nana Patekar e Dimple Kapadia creano una tale immagine di umanità, di calore e di solidarietà che lo spettatore non ne ha mai abbastanza. Il regista Kabir Sadanand raccoglie una storia semplice e la racconta bene, sfiorando il nuovo trend che sembra aver recentemente conquistato l'India: la crociata dell'uomo comune. Ma soprattutto cattura la sindrome da melting pot della nostra maximum city spargendo un po' di dolcezza nella dura realtà politica. Avremmo preferito qualche taglio, perchè il film tende a dilungarsi, specialmente nelle sequenze coreografiche. Tuttavia ce n'è abbastanza per catturare l'attenzione del pubblico.
Nikhat Kazmi, 01.04.10

Hindustan Times: *1/2
Un attore gigioneggia quando recita in modo eccessivamente emotivo: aggrotta la fronte, rotea gli occhi, gesticola in modo poco disinvolto, grida. Non risponde: reagisce. TMTS è pieno di gigionerie, persino da parte dell'attore bambino, e Sunil Shetty è l'esponente più di successo di questa raffinata arte dell'esagerazione sullo schermo. In TMTS ci sono così tanti personaggi, e tutti con la loro lunga storia, che la testa gira. Ma se si guarda oltre gli aspetti marginali - che costituiscono comunque la maggior parte del film -, la premessa, di cui si è fatto un pasticcio, è piuttosto pertinente. Si dibatte la trascuratezza indiana nel preservare il patrimonio contemporaneo e il carattere della città. La delicatezza del soggetto è certamente toccata dalla sceneggiatura, ma sullo schermo non si avverte. D'altronde tutto cambia. Nana Patekar, però, che all'inizio fatica ad entrare nel ruolo dell'anziano bramino tamil, alla fine torna ad essere il Nana di sempre. Il suo gigioneggiare, credo, è l'unico che ancora funzioni.
Mayank Shekhar, 01.04.10

Cinema Hindi: **1/2
Punto di forza: la calda intesa fra Dimple Kapadia e Nana Patekar.
Punto debole: l'interpretazione stucchevole degli attori giovani, i loro personaggi, le loro vicende.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
* Dimple Kapadia (Luck by chance) - Delshad
* Nana Patekar - Subramanium
* Sunil Shetty (Hera Pheri) - Amit
* Vidya Malvade (Chak De! India) - Anita, moglie di Amit
* Mohnish Behl (Rann) - l'avvocato
* Tanisha Mukherjee (Sarkar) - item song (video di Loot)

Regia: Kabir Sadanand
Sceneggiatura e dialoghi: Sameer Siddiqi e Rajen Makhijani
Colonna sonora: composta da Sandesh Shandilya (Road to Sangam), è piuttosto insignificante, con l'eccezione dell'intimo Tum Milo Toh Sahi interpretato da Shaan.
Traduzione del titolo: almeno incontrami (ringraziamo Pushker).
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 27.03.10, Hindustan Times: intervista a Dimple Kapadia
* 29.03.10, The Times of India: intervista a Kabir Sadanand
* 29.03.10, Bollywood Hungama: intervista a Nana Patekar
* 02.04.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Dimple Kapadia
* Video: The making, prima, seconda, quarta e quinta parte (per la terza parte, vedi il sito ufficiale nella sezione video)
* Video: presentazione del film alla stampa, con dichiarazioni di Dimple Kapadia, Sunil Shetty e Vidya Malvade
* Bollywood Hungama: video della presentazione della colonna sonora, con Nana Patekar, Dimple Kapadia, Sunil Shetty e Vidya Malvade
* NDTV: intervista-video a Dimple Kapadia raccolta da Anupama Chopra
* Video: intervista a Sunil Shetty

CURIOSITA'

* Dopo il successo di critica e pubblico di Krantiveer nel 1994, per la prima volta Nana Patekar e Dimple Kapadia tornano insieme sul set in TMTS.
* Il regista Kabir Sadanand ha un passato da attore, e ha recitato, fra gli altri, in Chameli.
* Riferimenti a Bollywood: Salman Khan, Preity Zinta.
* Riferimenti all'Italia: viene pronunciata la parola espresso.
* Film che trattano storie incrociate di coppie di diverse generazioni: l'ottimo Life in a metro.

GOSSIP & NEWS

* Vidya Malvade, ex-hostess, è stata sposata in prime nozze col pilota di Alliance Air che morì nel 2000 a seguito dell'impatto del suo aereo con un edificio a Patna.
* Tanisha Mukherjee è la sorella di Kajol.

28 luglio 2010

Y U V A


Con Yuva Mani Ratnam regala un prodotto fresco e insolito, tiepidamente accolto da pubblico e critica alla sua distribuzione nel 2004, ma che, nel corso degli anni, ha raccolto sempre più consensi assurgendo allo status di film-culto. Yuva offre uno spaccato abbastanza interessante dei giovani indiani urbanizzati dei primi anni duemila attraverso la narrazione di tre storie che illustrano tipologie diverse di ragazzi: Lallan è rozzo, non istruito, violento, e la sua vita segue un percorso in caduta libera privo di redenzione; Michael è intelligente, idealista, altruista; Arjun è confuso e superficiale, ed è l'unico dei tre a subire una formazione ed un cambiamento.

Il soggetto è brillante e poco comune in una cinematografia come quella hindi innamorata della giovinezza, giovinezza che però viene quasi sempre rappresentata in modo irrealistico e stereotipato. La sceneggiatura è di buon livello, soprattutto nel primo, splendido episodio. I dialoghi di Anurag Kashyap sono stringati e sinceri. I personaggi sono definiti con cura, compresi quelli minori. Spicca Lallan, un ruolo davvero da urlo, sanguigno, carnale, così diverso dai soliti personaggi di cartapesta che infestano il cinema hindi. Spicca la singolarità dei ruoli femminili, indipendenti e forti. Da menzionare anche la figura del politico corrotto, quasi simpatico, persino paterno. La narrazione è sostenuta e coinvolgente, con colpi di scena piuttosto plausibili. Alcuni episodi ricordano la retorica sovietica, diluita però in salsa indiana. La politicizzazione studentesca non è trattata in modo pedante, ed è vista più come una manifestazione positiva di esuberanza giovanile che come un fenomeno sociale. Ma il messaggio arriva forte e chiaro. Le sequenze d'azione, invece, sembrano mutuate dai film estremo-orientali.

Da un punto di vista tecnico si apprezzano le ottime inquadrature, una regia decisa, la fotografia, il montaggio. E il fatto che ciascuna delle tre storie sia realizzata seguendo uno stile diverso, rappresentativo del personaggio. La colonna sonora di Rahman lascia un po' spiazzati: diversa dalla maggior parte degli altri lavori del maestro, è più elettronica, meno drammatica. Singolare quanto il soggetto di Yuva, con una delle rare (e convincenti) tracce ballabili composte da Rahman, Fanaa. Da citare la splendida interpretazione vocale di Sunitha Sarathy in Anjaana Anjaani.

Quanto al cast, Abhishek Bachchan lascia senza parole, regalando la migliore interpretazione della sua carriera. Vale la pena vedere Yuva anche solo per godersi la sua strabiliante performance che riesce ad oscurare persino due attori di razza come Rani Mukherjee e Vijay Raaz. Ajay Devgan è appassionato, Vivek Oberoi volonteroso. Rani non delude mai. Esha Deol osa un po' di espressività. Kareena Kapoor, qui in versione pre-size zero, è piacevolissima e frizzante. Sonu Sood, Vijay Raaz, Saurabh Shukla e Om Puri sono impeccabili. Un cast d'insieme davvero azzeccato.

TRAMA

Yuva è ambientato a Kolkata. Un ragazzo in motocicletta, Michael (Ajay Devgan), dopo aver offerto un breve passaggio ad Arjun (Vivek Oberoi), viene colpito da tre pallottole sparate da Lallan (Abhishek Bachchan). Da questo episodio si dipanano le tre storie narrate da Yuva. Lallan, appena uscito di galera, recupera la moglie Shashi (Rani Mukherjee) ma non vuole saperne di mettere la testa a posto. Michael è il capo riconosciuto del movimento studentesco universitario. Arjun sogna gli Stati Uniti, sino a quando non incontra Meera (Kareena Kapoor).

RECENSIONI

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: la potente e feroce interpretazione di Abhishek Bachchan (*****). Lallan è ciclopico.
Punto debole: le storie di Michael e di Arjun sembrano meno graffianti ed emotive rispetto a quella di Lallan.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhishek Bachchan - Lallan Singh
* Ajay Devgan - Michael Mukherjee
* Vivek Oberoi (Company) - Arjun Balachandran
* Rani Mukherjee - Shashi, la moglie di Lallan
* Kareena Kapoor - Meera, la fidanzata di Arjun
* Esha Deol (Darling) - Radhika, la fidanzata di Michael
* Vijay Raaz (Barah Aana) - l'amico di Lallan
* Sonu Sood (Jodhaa Akbar) - Gopal Singh, il fratello di Lallan
* Om Puri - Prosenjit Bhattacharya, il politico
* Saurabh Shukla (Luck by chance) - il medico

Sceneggiatura, co-produzione e regia: Mani Ratnam
Dialoghi: Anurag Kashyap
Colonna sonora: A. R. Rahman. Segnaliamo il ritmato Dol Dol, il coinvolgente Dhakka Laga Bykka, e i già citati Fanaa e Anjaana Anjaani (titolo alternativo Khuda Hafiz).
Coreografia: Brinda (Raavan)
Fotografia: Ravi K. Chandran (Black)
Montaggio: Sreekar Prasad (Kaminey)
Traduzione del titolo: i giovani.
Anno: 2004
Awards (selezione):
* Filmfare awards: miglior attore non protagonista Abhishek Bachchan, miglior attrice non protagonista Rani Mukherjee, miglior film per la critica, miglior sceneggiatura.
* IIFA awards: miglior attore non protagonista Abhishek Bachchan.
* Screen awards: miglior attore non protagonista Abhishek Bachchan, miglior attrice non protagonista Rani Mukherjee.

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 17.05.04, Rediff: intervista ad Abhishek Bachchan, prima e seconda parte
* 19.05.04, Bollywood Hungama: intervista a Vivek Oberoi
* 20.05.04, Rediff: intervista a Mani Ratnam

CURIOSITA'

* Yuva è stato realizzato simultaneamente anche in tamil, col titolo Ayutha Ezhuthu. R. Madhavan ricopre il ruolo parallelo a quello di Abhishek Bachchan e Surya quello di Ajay Devgan. Esha Deol interpreta entrambe le versioni. Per la prima volta Ratnam si cimenta con un doppio film: in precedenza le sue pellicole erano state solo doppiate in lingue diverse.
* Pare che Yuva sia stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, ma nel sito ufficiale del festival non abbiamo trovato tracce. Aggiornamento del 24.11.10: la pellicola è stata proiettata al Tongues on Fire London Asian Film Festival 2010.
* Vivek Oberoi, durante la funambolica sequenza d'azione con Abhishek e Ajay in mezzo al traffico, è incorso in un incidente piuttosto serio che gli ha causato una grave frattura: uno stunt-man è scivolato con la moto investendo l'attore. Ricoverato in ospedale con ancora il sangue finto sul volto, Vivek si è divertito un mondo a prendersi gioco dei medici simulando un trauma cranico...
* Sembra che il nome di Anurag Kashyap sia stato suggerito a Mani Ratnam da Ram Gopal Varma.
* Riferimenti a Bollywood: Sushmita Sen. Menzionato anche il noto regista bengali di film d'autore Satyajit Ray.
* Riferimenti all'Italia: Vivek Oberoi pronuncia la parola cappuccino.
* Testi in italiano dedicati a Yuva: recensione pubblicata dal sito Asian Feast.
* Film che trattano il tema della politica nelle università: Gulaal, Haasil, Kaalbela (in lingua bengali).

GOSSIP & VELENI

* Vivek Oberoi e Abhishek Bachchan in una scena di Yuva se le suonano di santa ragione. Ricordiamo che Abhishek è il marito di Aishwarya Rai e che Vivek Oberoi è uno dei suoi ex-fidanzati...

26 luglio 2010

BARAH AANA


Co-prodotto da Giulia Achilli e interpretato da Violante Placido, Barah Aana è un piccolo, a tratti delizioso film, che avvicina l'Italia all'industria cinematografica di Mumbai. Non ci stancheremo di applaudire l'evento, anche se, malgrado le recensioni positive e la proiezione al River to River Florence Indian Film Festival 2009, nessun distributore ha avuto il coraggio di presentare la pellicola nelle sale italiane.

Barah Aana narra una storia piuttosto singolare, una sorta di formazione negativa vissuta da tre personaggi adulti che, pur lavorando stabilmente, vivono alle soglie della povertà nell'area disagiata di Dharavi. Yadav, Shukla e Aman finiscono coinvolti più o meno casualmente in un ingranaggio illegale che farà loro assaporare non solo il potere del denaro ma anche il ritrovato rispetto di sè. Abbastanza audace. La sceneggiatura è scritta in modo accurato. I protagonisti sono ben delineati, soprattutto Yadav. Il personaggio di Kate è meno stereotipato del solito. I dialoghi sono assolutamente godibili. La fotografia è di livello superiore.

Quanto alle performance, Vijay Raaz è incontenibile. La sua interpretazione è la più sfaccettata e completa, e segna di sicuro uno dei picchi recitativi della sua carriera. Raaz è decisamente sottostimato in India: un attore dal talento mostruoso il più delle volte confinato in ruoli minori. Ringraziamo Raja Menon per avergli affidato una parte così interessante e consistente. Naseeruddin Shah è volutamente sotto tono: il personaggio di Shukla è silenzioso e schivo, e quindi l'attore non ha molte occasioni di mostrare la sua abituale perizia. Arjun Mathur è coscienzioso. Violante Placido regala credibilità alla sua Kate.

TRAMA

Yadav (Vijay Raaz) lavora come portiere in un condominio. Vive a Dharavi, in una baracca che condivide con Aman (Arjun Mathur), un cameriere innamorato di Kate (Violante Placido). Yadav riceve una telefonata dalla moglie rimasta nel villaggio d'origine: il loro bambino ha seri problemi di salute, e per le cure mediche servono soldi. Un vicino, Shukla (Naseeruddin Shah), di professione autista, è il solo a prestare a Yadav la somma di denaro necessaria, ma Yadav viene rapinato.

RECENSIONI

The Times of India: ***
La sceneggiatura è intelligente, la narrazione è tesa, l'umorismo sottile, l'ironia cruda. Ma più di tutto questo, sono le performance a sostenere il film, con i silenzi laceranti di Naseeruddin e con la rabbia disperata di Vijay Raaz.
Nikhat Kazmi, 20.03.09

Hindustan Times: ***
Naseeruddin Shah colpisce ancora nei panni di un taciturno autista che subisce le angherie di un'abrasiva datrice di lavoro. L'attore soddisfa le aspettative. Vijay Raaz è brillante, al suo meglio dopo Monsoon Wedding. Arjun Mathur è dignitoso. Violante Placido è l'anello debole, ma fortunatamente non fa troppo danno. Barah Aana intrattiene con una regia sicura, personaggi realistici, interpretazioni largamente efficaci. Un ringraziamento al regista Raja Menon per non aver inserito gratuiti item number. Che sollievo! 97 minuti concentrati e tirati.
Shashi Baliga, 20.03.09

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: l'interpretazione di Vijay Raaz (*****), il soggetto, la fotografia.
Punto debole: ritmo non sempre sostenuto; personaggi minori non ben delineati.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Vijay Raaz (Delhi-6, Aks) - Yadav, il portiere
* Arjun Mathur (Luck by chance, My name is Khan) - Aman, il cameriere
* Naseeruddin Shah - Shukla, l'autista
* Violante Placido - Kate

Soggetto, co-sceneggiatura, co-produzione e regia: Raja Menon
Co-sceneggiatura e dialoghi: Raj Kumar Gupta (regista di Aamir)
Co-produzione: Giulia Achilli
Fotografia: Priya Seth
Montaggio: Hemanti Sarkar (Sankat City)
Traduzione del titolo: lo stesso regista, Raja Menon, ci ha tradotto il titolo. 'Barah Aana significa letteralmente tre quarti di rupia nel vecchio sistema monetario indiano. Ho scelto questo titolo perchè ritengo che la vita non sia mai completa, e che questo ci renda tutti uguali, indipendentemente dalle nostre possibilità economiche e dal gruppo sociale a cui apparteniamo'. (Gli aana o anna costituivano, prima della decimalizzazione della rupia avvenuta nel 1957, 1/16 di rupia. Ogni anna era suddiviso in 4 paisa o in 12 pie. Oggi la rupia è suddivisa in 100 paisa).
Anno: 2009
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 12.01.09, The Times of India: presentazione di Barah Aana a Pune con dichiarazioni di Naseeruddin Shah
* 17.01.09, The Times of India: intervista a Raja Menon
* 20.03.09, The Times of India: dichiarazioni di Naseeruddin Shah
* 27.03.09, The Times of India: intervista a Vijay Raaz
* 09.04.09, The Times of India: dichiarazioni di Raj Kumar Gupta
* Video in italiano che raccoglie le dichiarazioni di Giulia Achilli e di Raja Menon
* Video: Raja Menon al River to River Florence Indian Film Festival 2009
* Bollywood Hungama: intervista-video a Raja Menon, Vijay Raaz e Arjun Mathur
* Mid-Day: video della presentazione di Barah Aana a Pune, con Naseeruddin Shah
* Video: proiezione speciale di Barah Aana, con Naseeruddin Shah e Imran Khan

Vedi anche:

* Raja Menon: intervista esclusiva, nella quale il regista ci ha svelato molti retroscena relativi alla realizzazione di Barah Aana.

CURIOSITA'

* Barah Aana era stato presentato in anteprima all'istituto italiano di cultura di New Delhi, alla presenza dell'ambasciatore italiano Roberto Toscano (testo). E' stato inoltre proiettato al River to River Florence Indian Film Festival 2009 alla presenza del regista.
* Barah Aana è stato girato a Dharavi, uno dei più grandi slum asiatici, con una popolazione che, secondo Wikipedia, va dalle 600.000 al milione di unità. Dharavi è stato rappresentato in diverse pellicole: Salaam Bombay!, Parinda, molti film di Ram Gopal Varma fra cui Satya e Sarkar, Black friday, Traffic Signal, Aamir, Slumdog Millionaire, Bombay, Nayagan, Kaminey.
* Riferimenti a Bollywood: Amitabh Bachchan, Salman Khan.
* Riferimenti all'Italia: il marchio Lavazza è uno dei brand-partner del film. I personaggi pronunciano le parole broccoli, espresso, cappuccino. Uno dei bar dove si incontrano Aman e Kate appartiene alla catena indiana Barista acquistata da Lavazza. Nei titoli di testa si ringrazia il consolato italiano a Mumbai.
* Diversi siti italiani hanno accennato alla pellicola, fra cui il Corriere della Sera (articolo).

GOSSIP & VELENI

* Arjun Mathur interpreta un ruolo controverso nell'episodio dedicato all'omosessualità incluso in I am, il chiacchieratissimo film diretto da Onir.

22 luglio 2010

AAP KI KHATIR (UN FIDANZATO IN AFFITTO)




Tutto sommato divertente, nonostante i dialoghi innaturali e canzoni monotone e mal inserite (probabilmente il peggior album di Himesh Reshammiya) , Aap ki khatir è un film da guardare piacevolmente una volta ma è un prodotto che si esaurisce nell’arco di tempo in cui viene proiettato. Ispirato all’hollywodiano The Wedding Date, gioca tutte le sue carte sulla sua interprete: Priyanka Chopra, frizzante, bella e soprattutto autoironica. Il resto del cast è presente solo per proforma, le altre donne fanno da cornice, gli attori uomini le allacciano le scarpe o le reggono la borsetta sudando come matti nell'intento di poterle correre dietro.


TRAMA
Anu (Priyanka Chopra), una ragazza egocentrica e superfashion, per non presentarsi single al matrimonio della sorella minore (Amisha Patel) affitta un accompagnatore (Akshaye Khanna) e lo spaccia per il suo nuovo fidanzato con lo scopo di riconquistare il suo ex Danny (Dino Morea). Ma Amar e Anu vanno più d’accordo del previsto e mente Danny esita nella sua confusione, il divertente escort si fa strada…


Priyanka e Akshaye Khanna sono ben compatibili nelle commedia ma molto impacciati nell’approccio romantico; mentre il personaggio di Anu è ben delineato e chiaro, quello di Aman, l’escort poi redento dal fascino della sua cliente, resta più insignificante e confuso, non si sa niente di lui e non si capisce come mai, già dalle prime scene, si atteggi da eroe a priori e inizi a cantare sdolcinerie fissando Anu con occhi sognanti. Una più decisa freddezza e antipatia iniziale avrebbe reso la trama più convincente e appetitosa.

Dall’andamento altalenante ma non del tutto noioso, Aap ki Khatir risente della carenza di aspettative e fiducia riposta in lui e non si dimostra migliore del film americano da cui è tratto, magari nemmeno il regista ci ha creduto fino in fondo e ha pensato di tirare via senza rifinire il plot o rendere succosa la chimica tra i protagonisti. I dialoghi sono spesso soporiferi, i personaggi secondari poco intriganti a partire da Dino Morea (che si domanda ancora il perché della sua recente imbalsamazione), Lilette Dubey nei panni di madre alternativa un po’ vamp diventa un’oca starnazzante che mette in mostra, fregandosene del buon gusto, vistose scollature. Ciliegina sulla torta Amisha Patel si ritrova mannequin nell’ennesimo film dove grazie a dio NON è protagonista e si dedica al suo passatempo preferito : indossare bei vestiti, bijoux e sandalini. Ci va benissimo... non fatele fare altro.


Il mio giudizio sul film : ** 2,5 / 5

Pollice in alto per : Una Priyanka Chopra agguerrita super-protagonista
Anupam Kher, prezzemolino, instancabile mattatore

Pollice in basso per: la fretta con cui è stato girato, la fretta con cui sarà possibile dimenticarlo



ANNO: 2006

TRADUZIONE DEL TITOLO: Solo per te

REGIA: Dharmesh Darshan

CAST:

- Priyanka Chopra....... Anu
- Akshaye Khanna........ Aman
- Amisha Patel.......... Shirani
- Dino Morea............ Danny
- Suniel Shetty......... Kunal
- Anupam Kher........... Arjun Khanna
- Lilette Dubey......... Betty Khanna


COLONNA SONORA: Himesh Reshammiya

PLAYBACK SINGERS: Himesh Reshammiya, Alisha Chinoy, Kay Kay, Sunidhi Chahuan, Kunal Ganjawala


QUALCOS'ALTRO:

- La fossetta sul mento di Akshaye, tratto distintivo dell'attore, è stata ereditata geneticamente dal padre Vinod Khanna, vera star degli anni '70/ 80 che ha recitato al fianco di Big B e Rishi Kapoor in film "epici" come Aamar Akbar Anthony, Chandni, Zameer e Muqaddar ka sikander; tra le sue più recenti intrepretazioni spicca il velenoso ufficiale di polizia di Wanted (2009)... da urlo!!

- Aap Ki Khatir è stato doppiato e adattato (con tagli e spezzettamenti presumo) alla programmazione Rai nel ciclo 2010 di "Le Stelle di Bollywood". Potrete vederlo sabato 24.07.10 in prima serata su Rai Uno.

21 luglio 2010

JAANE KAHAN SE AAYI HAI


JKSAH è un film leggero, a tratti divertente, infarcito di cameo di lusso, con una buona intesa fra i tre attori principali. Il personaggio di Rajesh è amabile e interpretato con naturalezza da Riteish Deshmukh. Buona la performance della sua spalla, Vishal Malhotra, che ricorda vagamente Arshad Warsi. Jacqueline Fernandez mostra un filo di espressività in più rispetto a quanto offerto in Aladin. Ma la regia e la sceneggiatura non sono abbastanza solide da sostenere la pellicola, il secondo tempo è fiacco, la colonna sonora è insipida.

TRAMA

Rajesh (Riteish Deshmukh) è un assistente di Farah Khan. Innamorato - non ricambiato - della collega Natasha (Sonal Sehgal), sorella della superstar Desh (Ruslaan Mumtaz), per la legge della compensazione universale (è il caso di dirlo), viene risarcito con un dono letteralmente piovuto dal cielo.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* L'esilarante cameo di Akshay Kumar.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Il personaggio del padre di Rajesh è disgustoso.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
E' leggero, arioso, allegro e a tratti davvero divertente. Ma soprattutto JKSAH corregge il difetto di Aladin: mostra un'intima intesa fra Riteish Deshmukh e Jacqueline Fernandez. Forse il film non vanta una grande storia o una sceneggiatura scintillante, ma possiede abbastanza per far sorridere, come il buffo intervento di Farah Khan, l'esilarante cameo di Akshay Kumar, il tempismo comico di Riteish e di uno spigliatissimo Vishal. Concedetevi con JKSAH un intervallo di leggerezza.
Nikhat Kazmi, 08.04.10

Hindustan Times: *
L'andherite (*) è un disturbo piuttosto diffuso nei sobborghi settentrionali di Mumbai, la piccola porzione d'India che produce probabilmente il maggior numero di pellicole al mondo. Qui tutti parlano riferendosi al cinema, e forse pensano anche in termini di scene e dialoghi cinematografici. E' convinzione comune che Bollywood sia il mondo. Coloro che soffrono di questo disturbo di solito ambientano i loro film nel mondo del cinema, e JKSAH ne è un esempio. Il sottofondo musicale è un medley di vecchi brani bollywoodiani. Il protagonista, il suo amico e la ragazza di cui è innamorato lavorano nel cinema. Sulle pareti sono affissi manifesti di Dilwale Dulhanya Le Jayenge. Una storia periferica coinvolge la coreografa e regista Farah Khan che si riappacifica con Shah Rukh Khan. Sajid Khan, Akshay Kumar, Karan Johar, Priyanka Chopra regalano dei cameo. L'unico a sentirsi un po' alieno è lo spettatore.
(*) Andheri è il nome del più popoloso sobborgo di Mumbai, con circa quattro milioni di abitanti. Andheri East ha ospitato dagli anni trenta agli anni ottanta molti studi cinematografici. L'aeroporto internazionale di Mumbai è localizzato in quest'area. (nota di Cinema Hindi)
Mayank Shekhar, 09.04.10

Cinema Hindi: **
Punto di forza: le gag con Jacqueline Fernandez nel primo tempo
Punto debole: il secondo tempo

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Riteish Deshmukh (Aladin) - Rajesh
* Jacqueline Fernandez (Aladin) - Tara
* Vishal Malhotra (Kismat Konnection) - Kaushal, l'amico di Rajesh
* Ruslaan Mumtaz - Desh
* Sonal Sehgal - Natasha, sorella di Desh
* Satish Shah (Main Hoon Naa) - il padre di Rajesh
* Farah Khan - special appearance
* Sajid Khan (fratello di Farah e regista di Housefull) - cameo
* Priyanka Chopra - cameo
* Karan Johar - cameo
* Akshay Kumar - cameo
* Boman Irani - cameo
* Amrita Rao (Main Hoon Na) - cameo

Soggetto, sceneggiatura, dialoghi e regia: Milap Milan Zaveri (sceneggiatore di Heyy Babyy e di Housefull)
Colonna sonora: Sajid Wajid (Partner)
Coreografia: Bosco Caesar (3 idiots), Remo D'Souza (Kaminey)
Traduzione del titolo: Non si sa da dove venga (ringraziamo Pushker)
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 02.03.10, Bollywood Hungama: intervista a Riteish Deshmukh
* 10.03.10, Bollywood Hungama: intervista a Milap Zaveri
* 02.04.10, Bollywood Hungama: intervista a Jacqueline Fernandez
* 06.04.10, Bollywood Hungama: intervista a Riteish Deshmukh
* 08.04.10, Bollywood Hungama: intervista a Ruslaan Mumtaz
* 09.04.10, Hindustan Times: intervista a Riteish Deshmukh
* 09.04.10, Bollywood Hungama: intervista a Jacqueline Fernandez
* 10.04.10, Bollywood Hungama: intervista a Riteish Deshmukh
* Bollywood Hungama: intervista-video a Jacqueline Fernandez
* pagina di Bollywood Hungama con la lista dei link agli articoli e ai video dedicati a JKSAH

CURIOSITA'

* Boman Irani ha partecipato solo al trailer di JKSAH. Di fatto nel film l'attore non compare. Pare che questa strategia di marketing sia stata consigliata da Ram Gopal Varma, il quale sembra essere anche il padre dell'idea di una storia d'amore con un'aliena.
* Pare che Ruslaan Mumtaz fosse stato scelto per interpretare Slumdog Millionaire, ma poi scartato in favore di Dev Patel perchè ritenuto troppo bello per il ruolo.
* Jacqueline Fernandez è stata eletta Miss Sri Lanka nel 2006.
* Riferimenti a Bollywood: Amitabh Bachchan e Shah Rukh Khan. Cenni ai brani Dard-E-Disco, Baazigar O Baazigar, Mere Khwabon Mein Jo Aaye da Dilwale Dulhania Le Jayenge, Dastaan-E Om Shanti Om. Vengono mostrati i poster di Kuch Kuch Hota Hai, Dilwale Dulhania Le Jayenge, Kal Ho Naa Ho, Bobby.

19 luglio 2010

AASHIQUI




Girato negli anni Novanta ma pienamente classificabile tra i titoli del decennio precedente, Aashiqui è un film estremista in ogni suo aspetto, dall’aura candida dei personaggi all’esagerazione costante delle loro azioni esasperate. Il crescendo sentimentale, guidato da canzoni lentissime e classicheggianti, richiama per alcuni istanti immagini de Il tempo delle mele o dei vecchi fotoromanzi a puntate.
Dopo un primo tempo da cardiopalma, scene efficaci, dialoghi perfetti e decisivi twists narrativi, la seconda parte si abbandona a troppe riflessioni e indugia in un copia/incolla di scene riviste, corse in auto, echi del mondo glitterato dello spettacolo, reazioni immotivate di sacrificio e orgoglio, fino a che vecchi schemi si sovrappongono in uno scenario confuso. La trama subisce una rovinosa discesa verso il basso mentre attende il suo delizioso finale, semplice e casto ma arricchito di zuccherata passione. Le due figure si uniscono in un famoso abbraccio e la locandina del film diviene un’immagine iconica dell’amore giovanile e della riappacificazione.


TRAMA

Rahul incontra Anu in una notte di pioggia, entrambi sono trattenuti in una stazione di polizia, lei cercava di fuggire dal collegio mentre lui aveva sabotato con violenza il secondo matrimonio del padre. Solo due sguardi ed è amore. L’amore fa dimenticare a entrambi la propria aggressività verso il mondo esterno e li spinge a lottare per un obiettivo comune : restare per sempre insieme. Anu trova la sua indipendenza lavorando come modella, Rahul tenta di far incidere le sue canzoni, tutto sembra risolversi per il meglio fino a che non entra in scena la madre di Rahul, visceralmente legata al figlio dopo l’abbandono del marito e inconsciamente gelosa della sua bella fidanzata.


Rahul e Anu sono due ragazzi normali. Si guardano con irrefrenabile trasporto e i loro baci non hanno niente a che fare con il casto (seppur sensualissimo) innuendo bollywoodiano. Le situazioni, le immagini appaiono e sono quotidiane e scialbe, gli ambienti claustrali, gli arredi anonimi, le strade polverose e tutte uguali tra loro, i legami ossessivi, il mondo inevitabilmente nemico.
Anu compare tremante in un angolo della stazione di polizia, il suo viso è pallido, i capelli sfibrati, da quell’istante si apre una voragine di immaginI dalla quale si rischia di venire ingoiati, ho davanti flashback che ruotano confusi: i piedi della ragazza sui pioli della scala di legno, il vecchio giaccone appeso alla finestra, i rumori di sottofondo, i silenzi improvvisi, lacrime scroscianti si sovrappongono ad un colorato waltzer, le reclusioni forzate, la bottiglia bianca polverosa sopra l’armadio, l’ingresso furtivo in una casa abbandonata e poi geranei rosa catturati in una fotografia incandescente, tramonti rurali, labirinti di fitti alberi bianchi. Raggi di luce scavalcano oggetti e corpi, una luce blu al neon invade la stanza. L’overacting è portato agli eccessi così come il danzare ritmico di immagini forti, al punto da diventare un’irresistibile nevrosi.
Il mondo è cattivo e i due protagonisti frustrati e spauriti reagiscono con rabbia e imparano a difendersi, accesi dall’amore, perseguitati dai tranelli, terrorizzati dai grotteschi e ansimanti oppositori.

Il mio giudizio sul film *** 3,5 / 5


ANNO: 1990

REGIA : Mahesh Bhatt

TRADUZIONE DEL TITOLO : Amato / Amata

CAST:

- Rahul Roy...... Rahul Roy
- Anu Agrawal ....... Anu Verghese
- Avtar Gill ...... L'ispettore di polizia
- Reema Lagoo...... Mrs Roy
- Tom Alter..... Arnie Campbell
- Homi Wadia ....... Mr Padamsee
- Mushtaq Khan ...... Rafoo Master


COLONNA SONORA: Nadeem & Shravan

PLAYBACK SINGERS: Kumar Sanu, Anurada Paudwal, Udit Narayan



INFO E CURIOSITA'

- La colonna sonora ebbe ancora più successo del film e rimase nelle classifiche dei brani più ascoltati fino all'avvento di Dilwale Dulhania Le Jayenge

- Rahul Roy è anche il vero nome dell'attore protagonista del film, l'attrice cambia solo il suo cognome da Anu Agrawal a Anu Verghese

- La famosa regista internazionale Deepa Mehta (Heaven of Earth) ha un piccolo ruolo nel film.

- Il recente film romantico Haal - e - Dil ha copiato in chiave moderna il bacio nella locandina di Aashiqui


17 luglio 2010

TAARE ZAMEEN PAR (STELLE SULLA TERRA)

Questa sera Raiuno ha avuto il privilegio di trasmettere Taare Zameen Par (Stelle sulla Terra). Pur essendo grati alla rete e riconoscendo ad essa il merito di avere portato sui nostri schermi un film di così grande importanza, ci rammarichiamo dei numerosi tagli imposti alla pellicola che ne è risultata brutalmente mortificata.
Taare Zameen Par è il debutto alla regia di Aamir Khan, attore di enorme talento già noto al pubblico italiano perchè protagonista di Lagaan (*).
Oltre ad essere una grandissima star, un attore intelligente, sensibile, con una carriera ventennale ed un vasto seguito, Aamir è un perfezionista. E da perfezionista, insieme ad Amole Gupte, ha ideato e diretto Taare Zameen Par, con attenzione ai contenuti ed alla forma, perchè aspirasse all'eccellenza.
La tenace volontà, la dedizione, la passione di Aamir Khan per il suo lavoro, uniti alla creatività e al suo incredibile talento fanno di Taare Zameen Par un film non solo eccellente, ma perfetto.
Per questo motivo riteniamo che trasmettere Taare Zameen Par in una versione che non sia quella integrale rappresenti una gravissima mancanza.

TRAMA
Ishaan (Darsheel Safary) è un bambino che sembra avere difficoltà di apprendimento e di socializzazione. A causa degli scarsi risultati scolastici, la sua famiglia decide di allontanarlo da casa e di farlo studiare in un collegio. L'incontro di Ishaan con l'insegnante, supplente di disegno, Ram Shankar (Aamir Khan), cambierà la sua vita.

RECENSIONI

Times of India ****
...Aamir Khan getta brillantemente uno sguardo nella misteriosa e magica mente di un bambino che davvero non capisce le motivazioni di adulti confusi che si ostinano a reprimere tutto ciò che è bello, innocente e libero, solo perchè senza profitto...
Nikhat Kazmi, 21.12.07
La recensione integrale.

Hindustan Times ****
...Sopra tutti l'attore bambino Darsheel Safary; con la sua incredibile sicurezza è il grande asso del film.
Un'esperienza imperdibile per gli spettatori più sensibili...
Khalid Mohamed, 28.12.07
La recensione integrale.

Diana ***** 5/5
Un film magnifico. Un primo tempo perfetto nel quale è protagonista assoluta la solitudine di Ishaan. Un bambino vivace, vitale, intelligente, curioso, creativo che è incompreso ed abbandonato a se stesso. Un mondo raccontato non a parole ma attraverso le immagini, la musica e il volto meravigliosamente espressivo di Darsheel Safary. Un inizio cupo, un'amarezza che nel secondo tempo si attenua e permette una consolazione. Il bisogno profondo di accettazione, di comprensione, di amore viene svelato, capito, soddisfatto.
Taare Zameen Par è un film giusto, commovente, spiritoso, realizzato rifuggendo banalità e retorica con abilità e grande senso artistico.
Un capolavoro da non perdere.
Tutti bravi, dal cast artistico a quello tecnico.
Un applauso fragoroso per Aamir Khan che debutta alla regia con un lavoro strabiliante che sarà termine di paragone altissimo e scomodo per tutti i suoi prossimi progetti.
La colonna sonora è indispensabile e bellissima.

Da vedere, rivedere e rivedere.

Il bello:
Taare Zameen Par è un film meraviglioso nelle sua interezza e per le tante piccole, splendide scene che contiene.
Ci limitiamo ad indicarne una su tutte che la Rai, per trasformare un film di 2 ore e 45 minuti in uno di 2 ore (pubblicità compresa), non ha trasmesso integralmente: il piccolo Ishaan che, dopo aver saltato la scuola di nascosto, gironzola da solo per le strade di Mumbai. Il Cinema con la C maiuscola. Mera Jahan.

Il brutto:
Assolutamente nulla.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Ishaan Awasthi - Darsheel Safary
Ram Shankar Nikumbh - Aamir Khan
Maya Awasthi/Ma - Tisca Chopra
Nandkishore Awasthi/Papa - Vipin Sharma
Yohaan Awasthi - Sachet Engineer
Rajan Damodran - Tanay Chheda
Il Preside - M.K. Raina

Scritto da Amole Gupte

Diretto da Aamir Khan

Musiche: Shankar-Ehsaan-Loy (Housefull)

Coreografie: Shiamak Davar (Aladin)

Distribuito da Aamir Khan Productions, UTV Home Entertainment e Walt Disney Company Home Entertainment

Anno 2007

AWARDS

Filmfare Awards 2007:
Miglior Film
Miglior Regia - Aamir Khan
Miglior Attore - Aamir Khan
Miglior Testo - Prasoon Joshi per la canzone Maa
Miglior Storia - Amole Gupte

Stardust Awards 2008:
Miglior Attrice non Protagonista - Tisca Chopra

Screen Awards 2008:
Miglior Regia - Aamir Khan
Miglior Attore non Protagonista - Aamir Khan
Miglior Testo - Prasoon Joshi per la canzone Maa
Migliore Storia - Arjun Kapoor
Migliori Dialoghi - Arjun Kapoor
Miglior giovane artista - Darsheel Safary

Apsara Awards 2009:
Miglior Film: Aamir Khan
Miglior Regia: Aamir Khan
Miglior Sceneggiatura: Amole Gupte
Miglior Storia: Amole Gupte
Miglior Testo - Prasoon Joshi per la canzone Maa
Migliori Effetti Speciali - Dhimant Vyas e Vaibhav Kumaresh
Miglior Cantante (Uomo) - Shankar Mahadevan per la canzone Maa

Nel 2008, inoltre, Taare Zameen Par ha vinto il National Film Award come Best Film on Family Welfare.

CURIOSITA'

- Per realizzare la magnifica animazione di Taare Zameen Par è stata utilizzata per la maggior parte la tecnica della Clay Animation o Claymation, che consiste nel creare personaggi, oggetti o sfondi con materiali malleabili, come la plastilina, per poi riprenderli in modo che sembrino in movimento.

- Nel film Abhishek Bachchan è citato come esempio di una persona che ha ottenuto un grande successo pur avendo avuto da bambino problemi con la lettura. Per farlo è stato chiesto il permesso a suo padre Amitabh Bachchan.
Altri personaggi famosi nominati che abbiano sofferto di dislessia: l'italiano Leonardo Da Vinci.

- Tre dei disegni che compaiono in Taare Zameen Par sono stati dipinti appositamente dal noto pittore indiano Samir Mondal.

- Aamir Khan ha un blog che cura personalmente e, da poche settimane, un contatto Twitter che è @aamir_khan.

Il sito ufficiale del film.

(*) Lagaan è uno dei pochissimi film in lingua Hindi arrivati nei nostri cinema grazie alla nomination ricevuta agli Oscar nel 2002 nella sezione Miglior Film Straniero.

Aggiornamento del 18.07.10:
Ieri Taare Zameen Par (Stelle sulla Terra) con 2.394.000 telespettatori e il 18,26% di share è stato il programma più seguito della serata.

16 luglio 2010

DIL SE


Dil Se segna il debutto di Mani Ratnam nella cinematografia hindi e chiude la trilogia sul terrorismo. Dopo aver affrontato la delicata questione del Kashmir in Roja e della convivenza spesso problematica fra hindu e musulmani in Bombay, Ratnam in Dil Se tocca un argomento poco noto ma spinoso: i fragili equilibri nell'area nord-orientale del subcontinente, un insieme di piccoli Stati annessi forzosamente all'India dagli inglesi, senza alcun rispetto per l'indipendenza di cui avevano goduto per gran parte della loro storia.

Basterebbe solo questo a rendere Dil Se interessante e consigliabile a dispetto delle sfilacciature nella trama. Ma la pellicola ci regala anche uno dei ruoli femminili più affascinanti e complessi del cinema hindi. Ratnam aveva mostrato in Bombay e soprattutto in Roja una grande attenzione per le protagoniste delle vicende narrate. In Dil Se la misteriosa, silenziosa Meghna cattura la scena dalla prima inquadratura all'ultima, riuscendo nel non facile compito di oscurare l'esuberante antagonista maschile interpretato da Shah Rukh Khan. Un'altra caratteristica che rende Meghna quasi unica: è un personaggio negativo che non si redime per amore ed anzi trascina con sè nella sua follia criminale l'uomo che ama.

Dil Se spicca nella trilogia di Ratnam - e in buona parte della cinematografia hindi - perchè è il terrorista ad essere il protagonista della vicenda, e, malgrado le reticenze di Meghna, la sua storia personale e le sue ragioni vengono approfondite. Ricordiamo che in Roja il personaggio affidato a Pankaj Kapoor rimane ai margini, recita battute poco convincenti e la sua redenzione finale appare debole. In Bombay gli argomenti che spingono hindu e musulmani a massacrarsi senza pietà sono concentrati in pochi (efficaci) dialoghi, mentre il risalto maggiore è posto sulle tragiche conseguenze. Inoltre Roja e Bombay si chiudono con un messaggio di speranza, Dil Se no. E forse questo è uno dei fattori che ne ha decretato l'insuccesso al botteghino indiano, anche se all'estero Dil Se ha guadagnato consensi clamorosi: è stata la prima pellicola indiana ad entrare nella classifica dei dieci film più visti in Gran Bretagna.

La regia, pur dignitosa, non pone Dil Se all'altezza di Bombay, che rimane il capitolo più convincente della trilogia. Dil Se vanta però un insolito, triste fascino che poche pellicole hindi sono riuscite ad eguagliare. Nello sviluppo della trama sono molte le imperfezioni. Il soggetto è davvero brillante, ma la sceneggiatura spesso lo impoverisce anzichè impreziosirlo. Troppe coincidenze portano Amar e Meghna sullo stesso sentiero. E gli implausibili colpi di scena finali fanno sorridere. Ratnam, forse consapevole del fatto che una storia come quella narrata nel suo film non sarebbe stata accolta favorevolmente dal pubblico, nel tentativo di bollywoodianizzare Dil Se qui e là ha un po' pasticciato. Le riprese sono state effettuate in località da sogno (Ladakh, Assam, Kerala) ma non con la stessa spettacolare resa di Roja e di Bombay (ad eccezione dell'incantevole visualizzazione del brano Satrangi Re). La fotografia e il montaggio sono di qualità ma non al livello delle due pellicole precedenti.

Manisha Koirala, struccata e priva di glamour, regala una performance indimenticabile. Le sue origini nepalesi e i suoi tratti somatici l'hanno resa perfetta per un ruolo difficile per ottenere il quale ogni attrice farebbe carte false. Shah Rukh Khan, a tre anni dal successo planetario di Dilwale Dulhania Le Jayenge, è nel 1998 la giovane, luminosa star di Bollywood. Shah Rukh funge da richiamo e non solo: l'attore è la scelta giusta per interpretare l'appassionato ed estroverso Amar, contrapposto all'enigmatica, distante Meghna. Ma in Dil Se nel complesso non offre la sua performance migliore, inoltre Amar non è psicologicamente definito. Preity Zinta, al suo debutto, è naturalissima. Il personaggio di Preeti è il più azzeccato dopo quello di Meghna.

L'intrigante colonna sonora include un gioiello: il celeberrimo Chaiyya Chaiyya, probabilmente il più noto e il più amato brano hindi di tutti i tempi, ripreso da Spike Lee (in originale e in versione remix - ad opera di Panjabi MC) in Inside man e citato persino in programmi televisivi italiani. La coreografia di Chaiyya Chaiyya è diventata un cult e ha lanciato Farah Khan nell'olimpo di Bollywood. Una menzione speciale per la visualizzazione del brano Jiya Jale, nella quale Shah Rukh Khan sfoggia un look pre-Asoka da infarto.

TRAMA

Amar (Shah Rukh Khan) è un giornalista di All India Radio spedito nelle regioni nord-orientali per un'inchiesta sulle celebrazioni dei 50 anni dell'indipendenza indiana. In una sperduta stazione ferroviaria, in una notte fredda e piovosa, incontra l'enigmatica Meghna (Manisha Koirala).

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sequenza dello show radiofonico di Amar: Shah Rukh Khan è incontenibile e ci offre un saggio del suo celebre istrionismo (video).

RECENSIONI

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: l'interpretazione stellare di Manisha Koirala (*****)
Punto debole: la sceneggiatura non sempre all'altezza delle intenzioni

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Manisha Koirala (Bombay) - Meghna
* Preity Zinta - Preeti
* Raghuvir Yadav (Firaaq) - Shukla, l'assistente di Amar
* Zohra Sehgal (Cheeni Kum) - la nonna di Amar
* Piyush Mishra (Gulaal) - il poliziotto
* Malaika Arora (Housefull) - item song Chaiyya Chaiyya

Soggetto, sceneggiatura e regia: Mani Ratnam
Produttori: Shekhar Kapur (regista di Elizabeth e di Elizabeth: the golden age), Ram Gopal Varma, Mani Ratnam
Dialoghi: Sujatha (Guru), Tigmanshu Dhulia (Family: ties of blood)
Colonna sonora: composta da A.R. Rahman - con testi di Gulzar -, è probabilmente uno dei migliori lavori del musicista di Madras. Oltre al già citato Chaiyya Chaiyya, segnaliamo anche lo splendido Dil Se Re (interpretato dallo stesso Rahman) e il dolcissimo E Ajnabi.
Coreografia: Farah Khan
Fotografia: Santosh Sivan (Roja)
Montaggio: Suresh Urs (Bombay)
Traduzione del titolo: col cuore (letteralmente: dal cuore).
Anno: 1998
Awards (selezione):
* National Film Award per la miglior fotografia
* Filmfare Awards per la miglior colonna sonora, per i migliori testi, per il miglior debutto femminile (Preity Zinta), per le migliori coreografie, per la miglior fotografia, per la miglior voce maschile (Sukhwinder Singh per Chaiyya Chaiyya).
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Video: presentazione della colonna sonora, con A.R. Rahman, Shah Rukh Khan, Manisha Koirala, Preity Zinta e Farah Khan. Versione live di Chaiyya Chaiyya con Sukhwinder Singh e Sapna Avasti. Prima e seconda parte.
* Video: Shah Rukh Khan e Malaika Arora interpretano dal vivo la coreografia di Chaiyya Chaiyya durante la presentazione della colonna sonora.

CURIOSITA'

* Dil Se è stato proiettato, fra gli altri, al festival di Berlino, dove si è aggiudicato un premio speciale.
* L'area nord-orientale dell'India si distingue dal resto dell'immenso Paese sia dal punto di vista etnico che da quello linguistico, ed è inoltre popolata da diversi gruppi tribali. Geograficamente in posizione isolata, l'area ha visto nel corso degli anni l'insorgere di movimenti locali armati che rivendicano l'autonomia dei propri Stati dall'Unione indiana. A titolo di esempio, nel solo Assam dal 1990 ad oggi si sono susseguiti scontri violenti fra l'esercito indiano e commandos estremisti dell'ULFA (United Liberation Front of Asom) che hanno provocato la morte di circa diecimila persone (fonte: Wikipedia).
* All India Radio è il canale radiofonico governativo indiano, con sede a Delhi. Fondato nel 1936, è uno dei network più estesi del mondo. Sito ufficiale.
* Film che trattano il tema del terrorismo: vedi le note a Roja e a Bombay. Film nei quali uno dei protagonisti è un terrorista: Fanaa, Kurbaan, New York. Film girati in Ladakh: Lakshya, LOC Kargil, in parte 3 idiots.

GOSSIP & VELENI

* Malaika Arora è sposata con Arbaaz Khan (Fashion), fratello di Salman Khan.
* La vita di Zohra Sehgal ha del romanzesco. Vi invitiamo a leggere la pagina di Wikipedia a lei dedicata.