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13 agosto 2012

KUCH KUCH HOTA HAI

Clamoroso successo degli anni '90, Kuch Kuch Hota Hai (KKHH) è un classico. Uno di quei film immortali che hanno consacrato il proprio cast e che sono entrati a far parte della storia della cinematografia in lingua Hindi.

TRAMA

La madre di Anjali (Sana Saeed), Tina (Rani Mukherjee), prima di morire in seguito alle complicazioni del parto, ha lasciato delle lettere per la sua bambina, perchè non crescesse senza conoscerla. Il giorno dell'ottavo compleanno, Anjali legge la lettera che le rivela la storia dell'incontro tra suo padre Rahul (Shah Rukh Khan) e Tina, e quella di Anjali Sharma (Kajol), la migliore amica di Rahul ai tempi del college.

Diana *****
KKHH è una storia d'amore. La trama è semplice ma abbastanza articolata.
La prima parte, che è raccontata da Tina nella lettera per sua figlia, è  mostrata in flashback: Rahul, lo sbruffone della scuola, ci prova con tutte ma ha una sola migliore amica, la straripante, un po' maschiaccio, Anjali. Quando entra in scena la figlia del preside Tina, molto femminile ed affascinante, Rahul rimane incantato. Ad Anjali, che si è resa conto di essere innamorata dell'amico, non resta che uscire di scena.
Tornati al presente, Rahul e Anjali avranno l'occasione di reicontrarsi. Anjali sarà, però, fidanzata con Aman (Salman Khan).
La storia è, quindi, dinamica, la sua vivacità e la sua freschezza sono tra le carte vincenti del film.
L'appeal dei protagonisti, l'allegria degli ambienti, la bella colonna sonora e le frizzanti coreografie di Farah Khan danno vita ad un'orgia coloratissima per lo spettatore che può bearsene felice. Tutto, inoltre, è raccontato con leggerezza ed umorismo ma mai con superficialità. Karan Johar, sceneggiatore e regista al suo debutto, dà prova di maturità. I suoi personaggi funzionano, divertono e colpiscono al cuore. Tra le molte scene buffe, infatti, sono quelle romantiche le più coinvolgenti, quelle rimaste nella memoria di tutti. La scoperta e la tenerezza del primo amore, il dolore della perdita e la sensualità di un'intesa in età più adulta (basterà nominare la "scena del gazebo" per sentire sospirare schiere di fan bollywoodiani) fanno vibrare la pellicola di intense emozioni.
Il cast è eccezionale, vanta la coppia d'oro di Bollywood, Kajol e SRK, la splendida Rani Mukherjee ai suoi primi passi, la star Salman Khan e i mitici Anupam Kher e Farida Jalal. Tutti bravissimi. Naturalmente a spiccare sono i protagonisti: SRK, che in più di un'occasione ha affermato che nella vita reale non si metterebbe mai in ginocchio per conquistare una donna e che certe smancerie sentimentali non fanno per lui, ma che evidentemente nella parte dell'eroe romantico è perfettamente a suo agio tanto da reinventarne le caratteristiche e creare un delizioso Rahul. E Kajol, la meravigliosa. Caschetto sbarazzino nel primo tempo, eleganti saree nel secondo, iperenegetica e vitale. E' attaverso il suo viso, il sorriso luminoso, lo sguardo loquace che passano tutte le emozioni del film, tutto il suo significato.
Anupama Chopra, nel suo libro King of Bollywood: Shah Rukh Khan and the seductive world of Indian cinema, sostiene che KKHH offrisse al pubblico degli anni '90 la perfetta fusione tra modernità e tradizione di cui c'era bisogno. In un momento di crescita economica, di apertura commerciale e culturale nei confronti dell'Occidente si avvertiva la necessità di conciliare i valori tradizionali indiani e l'ondata di novità portata dall'Occidente, sia in termini consumistici che di costumi. I protagonisti di KKHH vestono con abiti firmati, frequentano un college, molto diverso da un tipica scuola indiana, animato da cheerleaders e da studenti in skateboard,  eppure si recano al tempio per le preghiere e conservano il dovuto rispetto e la devozione per i genitori e i legami familiari. Essi offrono un'attraente immagine del proprio paese d'origine e la possibilità di identificazione anche agli indiani residenti all'estero che si lasciano andare alla nostalgia.
Le considerazioni di Anupama sono interessanti ed indubbiamente KKHH ha contribuito a segnare un'epoca.
Quello, però, a cui mi piace pensare è a un giovane uomo di ventisei anni, grassottello e insicuro che raggiunge con passo goffo il palco dei Filmfare Awards del 1999, per ricevere la statuetta come miglior regista. Un ragazzo cresciuto a pane e cinema che racconta con il groppo in gola di come inconsapevolmente si fosse preparato per tutta la sua giovane vita a quel momento, come lo avesse sognato, provando e riprovando il discorso di ringraziamento davanti allo specchio. Quel ragazzo era Karan Johar all'inizio di una luminosa carriera e Kuch Kuch Hota Hai è proprio questo: il meraviglioso frutto di un sogno.

Il bello:
Questo film per ragioni personali ed affettive è il mio preferito e mi è molto caro. Auguro a tutti quelli che lo guarderanno per la prima volta di divertirsi e di provare le stesse emozioni che travolsero me.

Il brutto:
Karan Johar è sempre stato una persona sensibile e molto intelligente. Lui stesso riconosce alcune ingenuità del suo film, come per esempio l'espediente delle lettere, otto per i primi otto anni di vita della bambina, che non tiene conto di come possano essere lette e comprese, soprattutto le prime. O di come, per esempio, Tina abbia avuto il tempo di scriverle. Karan, inoltre, esprime delle perplessità sul finale, lo definisce un compromesso e ammette di non essere riuscito a trovare di meglio per risolvere la situazione che lui stesso aveva ideato. Quello che pensò allora è che se fosse stato abbastanza convinto di se stesso e del film, avrebbe convinto anche il pubblico. E la cosa funzionò. La sua onestà, la sua freschezza e la sua determinazione sono nel film e ognuno le può sentire. Mai più, dice Karan, potrò rifare un film come KKHH, perchè non avrò mai più ventisei anni, non sarò mai più la stessa persona che ero allora. Quella magia fermata sulla pellicola rimane per noi e per tutti gli spettatori che verranno perchè, come recita il titolo Kuch Kuch Hota Hai (Qualcosa sta succedendo), quando si guarda KKHH qualcosa succede davvero.

LA SCHEDA DEL FILM
 

Cast:
Rahul Khanna -
Shahrukh Khan
Anjali Sharma - Kajol
Tina Malhotra - Rani Mukherjee
Aman Mehra - Salman Khan
La madre di Rahul - Farida Jalal
Il preside Malhotra, padre di Tina -
Anupam Kher
Col. Almeida - Johny Lever
Anjali Khanna -
Sana Saeed
Mrs. Sharma -
Reema Lagoo
Il bambino silenzioso - Parzun Dastur
Ms. Briganza - Archana Puran Singh
Rifat Bi - Himani Shivpuri
Neelam - Neelam Kothari

Scritto e diretto da Karan Johar

Prodotto da Yash Johar

Musiche di Jatin-Lalit

Coreografie di Farah Khan

Distribuito da Dharma Productions e Yash Raj Films

Anno 1998

AWARDS

National Film Awards:
Best Film For Providing Wholesome Entertainment - Karan Johar
Best Female Playback Singer - Alka Yagnik (Kuch Kuch Hota Hai)

Filmfare Awards:
Best Movie - Yash Johar
Best Director - Karan Johar

Best Actor - Shahrukh Khan
Best Actress - Kajol
Best Supporting Actor - Salman Khan
Best Supporting Actress - Rani
Mukherjee
Best Art Direction - Sharmishta Roy
Best Screenplay - Karan Johar


Zee Cine Awards:
Best Film - Yash Johar
Best Director - Karan Johar
Best Actor-Male - Shahrukh Khan
Best Actor-Female - Kajol
Best Actor in a Supporting Role-Female - Rani
Mukherjee
Best Music Director - Jatin Lalit
Best Playback Singer - Female - Alka Yagnik (Kuch Kuch Hota Hai)
Best Lyricist - Sameer (Kuch Kuch Hota Hai)
Lux Face of the Year - Rani
Mukherjee

Sansui Viewer’s Choice Movie Awards:
Best Actor - Shahrukh Khan
Best Actress - Kajol

Star Screen Awards:
Best Film - Yash Johar
Best Director - Karan Johar
Best Music Director - Jatin Lalit
Best Comedian - Archana Puran Singh

Bollywood Movie Awards:
Best Film - Yash Johar
Best Director - Karan Johar
Best Actor - Shahrukh Khan
Best Actress - Kajol
Best Music Director - Jatin Lalit
Best Playback Singer Male - Udit Narayan (Kuch Kuch Hota Hai)
Best Playback Singer Female - Alka Yagnik (Kuch Kuch Hota Hai)
Best Costume Designer - Manish Malhotra
Best Choreography - Farah Khan


CURIOSITA'

- Yash Johar è l'amatissimo padre di Karan Johar. L'indimenticato produttore è deceduto nel 2004.

- Per Rani Mukherjee Kuch Kuch Hota Hai fu il secondo film in lingua Hindi e divenne quello di lancio. Premiata e acclamata fece un esordio memorabile.

-  Il personaggio di Aman Mehra inizialmente era stato offerto a Saif Ali Khan che rifiutò. Karan Johar non aveva mai pensato a Salman Khan, che all'epoca era già una star, per un ruolo sì importante ma non molto ampio. Pare che proprio Salman abbia avvicinato Karan e gli abbia detto: "so che stai cercano un attore per un ruolo che nessuno accetta, lo faccio io". E che alle sorpresa di Karan abbia risposto semplicemente : "perchè mi piace tuo padre". Grande Salman!

- Un altro aneddoto carino a proposito del film riguarda la prima volta che il trio delle meraviglie, Kajol, Karan e SRK, s'incontrarono per parlare della storia. E di come i due attori temessero che l'idea del giovane regista non fosse buona. A quei tempi, Kajol, Karan e SRK, erano già ottimi amici: come deludere Karan e dirgli di no? Kajol e SRK si auguravano che la storia fosse buona fino a desiderare di farsela piacere. Beh pare che Karan tolse tutti dall'imbarazzo, perchè Kajol pianse e rise entusiasta durante tutto il racconto, rimanendo in lacrime sul finale, e SRK, anche se più compostamente, fu conquistato.

- Parte del video di Tujhe Yaad Na Meri Aayee e quello della title song, Kuch Kuch Hota Hai, furono girati in Scozia. Ecco una miniguida per chi volesse visitare i mitici luoghi dove la magia prese forma.

-Il successo del film è speculare a quello della bella colonna sonora curata dai fratelli Jatin e Lalit Pandit. La musica di Kuch Kuch Hota Hai si aggiudicò diversi awards ed è stata votata al terzo posto nella classifica delle quaranta migliori colonne sonore di sempre nel sondaggio di BBC Asian Network.
(Grazie a Cinema Hindi)

-  Per festeggiare i 10 anni trascorsi dall'uscita del film i protagonisti hanno rilasciato una bella intervista caricata su You Tube. Il nostro Karan racconta di quando si recò con Manish Malhotra a Londra per scegliere i costumi per Kuch Kuch Hota Hai, e misero gli occhi sulla maglietta Polo Sport blu e verde, indossata da SRK durante la canzone Koi Mil Gay, che costava 75 pounds. Ci vollero tre ore di discussione e una nottata di riflessione, per decidersi a spendere così tanto per una sola t-shirt.
Kajol, invece, ipersorridente ammette di aver suggerito a Karan di mostrarsi duro con lei e di urlarle dietro in modo che il resto della troupe non lo credesse troppo molle e non approfittasse della sua gentilezza ed educazione. Si immaginava, infatti, che tutti sarebbero rimasti impressionati se Karan avesse osato addirittura alzare la voce con lei, ma l'espediente non si rese necessario, l'autorità di Karan, naturalmente, non venne mai massa in discussione. Anzi, nel Making of inserito negli speciali del DVD, e ripreso da Bollywood Hungama qui, Rani, divertita, rivela che Karan aveva le idee chiare e conosceva benissimo i personaggi tanto che avrebbe potuto interpretare Tina anche meglio di lei.

- Da qualche tempo è annunciata l'uscita di Koochie Koochie Hota Hain, film d'animazione remake di Kuch Kuch Hota Hai, a cui presterebbe la voce gran parte del cast originale. Sarà il 2012 l'anno giusto?

 - Come tutti i film immortali, Kuch Kuch Hota Hai ha iniziato un filone, è stato oggetto di diversi tentativi di replica ed imitazione, ed è citatissimo. Ecco Farah Khan e Boman Irani in verisone Anjali e Rahul per la promozione di Shirin Farhad Ki Toh Nikal Padi (in uscita il prossimo 24 agosto). E una delle simpatiche locandine del film.








La pagina della Yash Raj Films dedicata al film.
La pagina della Dharma Productions dedicata al film.

18 febbraio 2010

MY NAME IS KHAN (IL MIO NOME E' KHAN)


Il 12 febbraio 2010 è uscito in tutto il mondo, tranne che in Italia, il nuovo film di Karan Johar, My Name is Khan.
E’ stato presentato il 10 febbraio ad Abu Dhabi con una grande première e, nella stessa settimana, ha partecipato fuori concorso al Festival Internazionale del Cinema di Berlino.
Il film rappresenta un evento che è stato lungamente atteso perchè riunisce sul grande schermo una delle coppie cinematografiche più amate di sempre, Kajol e Shah Rukh Khan. I due attori sono stati protagonisti di film che occupano un posto d'onore nella storia della cinematografia in lingua Hindi.
Kajol e Shah Rukh Khan non recitavano insieme da nove anni.

TRAMA

Rizwan Khan (Shah Rukh Khan) è un indiano musulmano, affetto da autismo, che vive a San Francisco con il fratello. Quando inizia a lavorare come venditore di prodotti di bellezza incontra Mandira (Kajol), parrucchiera, divorziata e madre di un ragazzino di nome Sameer (Yuvaan Makaar). Rizwan e Mandira si innamorano. Insieme sono felici ma l'attacco al World Trade Center dell'11 settembre 2001 cambierà le loro vite e darà inizio ad un viaggio che li allontanerà l’uno dall’altro.

RECENSIONI

The Times of India *****
Parliamo del fattore-K: Karan (Johar) e (Shah Rukh) Khan come non li avete mai visti. MNIK è senza dubbio una delle pellicole Bollywoodiane più significative e commoventi realizzate di recente. Reinventa completamente regista e attore, e crea un nuovo punto di riferimento per il duo che ha regalato all'India alcuni dei più popolari film d'intrattenimento. Il punto di forza di MNIK sono le interpretazioni. Shah Rukh Khan e Kajol non si dimenticano con facilità, e si finisce col portarsi appresso i loro personaggi all'uscita dalla sala. Così come Zarina Wahab, che infonde vita al perfetto prototipo della perfetta madre Indiana: totalmente legata alle proprie radici culturali ma totalmente laica. Aggiungeteci poi l'occhio del regista per i dettagli, il richiamo ad avvenimenti di attualità, le sequenze che pongono interrogativi e sfide, e otterrete un cinema che ispira, commuove e induce a riflettere. Eppure intrattiene: MNIK non è mai pedante, malgrado il suo appello alla tolleranza intesa come virtù fondamentale per il XXI secolo, nel quale non vi è posto per regionalismi, divisioni, caste, sciovinismi culturali o sessuali. Decretiamone il decesso mentre il resto del mondo passa oltre. Ma più di tutto è l'emozionante semplicità della narrazione di Johar a risplendere. Il film tesse una tela molto vasta: l'11 Settembre, il post-11 Settembre, gli abusi razziali, le draconiane leggi per la sicurezza, un'isterica giurisprudenza Americana, l'uragano Katrina. Ma raramente va fuori fuoco. MNIK offre senza dubbio la miglior interpretazione di Shah Rukh Khan. L'attore non perde mai il personaggio, malgrado i manierismi, il faticoso linguaggio del corpo ed il particolare modo di parlare. La sua performance è persino migliore di quella di Tom Hanks in 'Forrest Gump'. Kajol vince su tutta la linea, con una sobrietà che cattura. Karan Johar è diventato maggiorenne e racconta una storia complessa, ma lo fa con semplicità, senza dimenticare che lo scopo principale del cinema è quello di intrattenere.
Nikhat Kazmi, 11.02.10
La recensione integrale


Hindustan Times ***
Questa è forse una delle rare occasioni in cui Shah Rukh Khan si è sforzato di non interpretare se stesso (altre eccezioni: 'Swades' e 'Chak De! India'). Non è un buon biglietto da visita per una carriera formata da circa 60 film. Le abitudini sono dure a morire. E' difficile percepire Shah Rukh Khan come il personaggio che interpreta. E' più una super-star, unica, che un attore (a differenza di Amitabh Bachchan e di Aamir Khan che sono una combinazione fra i due aspetti). 'Forrest Gump' nell'intenzione, 'Rain Man' nell'approccio, lievemente Bollywoodiano, più a fuoco rispetto a 'Kurbaan' (prodotto da Karan Johar e di argomento simile), si avverte dell'onestà nello scopo della pellicola. MNIK esprime bene il concetto che si prova minor empatia per un problema che non si è mai dovuto affrontare, che i pregiudizi sono insiti nel nostro DNA, e che gli Americani non fanno eccezione. Lo Shiv Sena nel suo settarismo è stato generoso a prendersela con la superstar Musulmana laica prima della distribuzione del film: ora sappiamo bene chi sono gli eroi negativi di MNIK, potrebbero essere proprio al di fuori del cinema. E hanno reso la pellicola ancor più importante proprio per l'argomento che tratta.
Mayank Shekhar, 11.02.10
La recensione integrale

Los Angeles Times
My Name Is Khan è un potente, intenso colpo al cuore e Khan e Kajol, le più grandi star di Bollywood, sono molto affascinanti ed entrambi all'altezza del carico di emozioni richiesto dal ruolo.
Kevin Thomas, 13.02.10
La recensione integrale

Diana *****5/5
My Name is Khan è un grande film.

Un film pieno, importante, intelligente, emozionante, che racconta l'umanità e l'amore.
Sullo sfondo si narra la storia americana degli ultimi dieci anni: l'11 settembre 2001, la minaccia del terrorismo internazionale, l'uragano Katrina, la guerra in Iraq e l'elezione di Barack Obama, ma il protagonista è Rizwan Khan. Un eroe dolce che, spinto dalla disperazione, con la perseveranza e l'onestà di chi non ha colpe, intraprende il suo cammino.
Il messaggio, espresso senza retorica o pedanteria, arriva forte e chiaro. Non si tratta di una denuncia ma di un'esposizione e di una risposta. La risposta per chi crede che musulmano sia sinonimo di terrorista.
Con My Name is Khan Karan Johar si conferma un grande regista. Come sempre punta la cinepresa sull'unica cosa che conta davvero: l'amore. Per la patria, la religione, per dio. L'amore per il prossimo, la solidarietà, l'amicizia. L'importanza della propria identità culturale, la fierezza. L'amore tra madre e figlio. L'amore tra un uomo e una donna.
Karan Johar dirige con l'acutezza e la sensibilità che ormai sono la sua firma, sa essere generoso, spiritoso, leggero, romantico ma anche lucido, misurato, sobrio.
E' innamorato dei suoi attori ed insieme a loro gira scene magistrali che sono già cult. Belle, giuste, magiche.
Dolcissima e commuovente la colonna sonora, perfetti gli attori comprimari.

Il bello:

-Kajol.
Perchè non le importa di non entrare in una taglia 40 o di non avere le sopracciglia sottili come ali di gabbiano. Perchè ha un talento fuori dal comune. Perchè incanta ed illumina lo schermo. Perchè è brava in modo stupefacente.
Perchè quando c'è lei è tutta un'altra cosa.

- Shah Rukh Khan.
Dopo aver visto questo film a qualcuno è venuto il dubbio che fosse un alieno. Un sospetto comprensibile poichè la sua interpretazione è più che sorprendente, è incredibile. Ma proprio chi ha ammirato Shah Rukh Khan in My Name is Khan sa che è umanissimo. Il suo tenero Rizwan lascia senza parole proprio per la sua calda umanità, per la fragilità e l'innocenza che esprime.
Nessuno potrà dimenticare come, indossando le scarpe da tennis del figlio, cammina timido per tutti gli Stati Uniti. O come nei momenti di tensione e di difficoltà rigira dei sassolini nella mano come fossero idee. Nè il suo sorriso dolce mentre, pieno di pudore, si copre il viso davanti alla donna che ama. E la semplicità di poche parole pronunciate con orgoglio e disarmante chiarezza "my name is Khan and I'm not a terrorist".
Shah Rukh Khan cineillumina d'immenso.


Il brutto:
Niente.
Da vedere, rivedere e rivedere.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Rizwan Khan - Shahrukh Khan
Mandira - Kajol
Sameer (Sam) - Yuvaan Makaar
Rizwan's mother - Zarina Wahab
Rizwan Khan (da bambino) - Tanay Chheda (Taare Zameen Par)
Zakir Khan - Jimmy Shergill (A Wednesday! )
Haseena Khan - Sonya Jehan Haseena Khan
Barack Obama - Christopher B. Duncan
Reese Garick - Kenton Duty
Mark Garrick - Dominic Renda
Sarah Garrick - Katie A. Keane
Mama Jenny - Jennifer Echols
Detective Garcia - Benny Nieves

Diretto da Karan Johar (Kabhi Alvida Naa Kehna)

Scritto da Shibani Bathija (Fanaa)

Musiche: Shankar Mahadevan, Ehsan Noorani and Loy Mendonsa (Taare Zameen Par)

Anno: 2010

Distribuito da: 20th Century Fox

AWARDS

2011 Filmfare Awards
Miglior resista - Karan Johar
Miglior attore - Shahrukh Khan
Miglior attrice - Kajol

2011 Zee Cine Awards
 
Miglior regista - Karan Johar
Miglior attore- Shahrukh Khan
Miglior cantante donna - Richa Sharma - "Sajda"
Miglior storia - Karan Johar e Shibani Bhatija

Miglior suono - Dileep Subramaniam
Best Marketed Movie
 

2011 Star Screen Awards
Miglior attore (giuria popolare) - Shahrukh Khan
Miglior direttore musicale - Shankar Ehsan Loy

Ramnath Goenka Memorial Award

6th Apsara Film e Television Producers Guild Awards
Miglior regista - Karan Johar
Miglior attore (giuria popolare) - Shahrukh Khan

Big Star Entertainment Awards
Miglior film - Dharma Productions
Migliore colonna sonora - Shankar Ehsan Loy


Oltre a questi riconoscimenti ed ad un notevole successo al botteghino, My name is Khan, si è aggiudicato  i Golden Kela Awards (i premi più divertenti ed ironici, assegnati a quelle che sono considerate le più brutte produzioni bollywoodiane) per il peggior film del 2010 e per il peggior protagonista maschile del 2010 (Shah Rukh Khan). Si sa che dove c'è la gloria c'è anche qualche detrattore.


CURIOSITA'
- L'attore Christopher B. Duncan, che interpreta Barack Obama, aveva già impersonato il presidente USA ne The Tonight Show di Jay Leno.
- Il primo febbraio 2010, Kajol e Shah Rukh Khan, in occasione della promozione di My Name is Khan, sono diventati le prime star indiane a suonare la campana di apertura della borsa di New York. Ecco il video.
- Per approfondire il soggetto del suo film, Karan Johar ha intervistato Maxine Aston. Psicologa ed ex moglie di un autistico, è autrice di libri, quali The Other Half of Asperger Syndrome, che aiutano le coppie a capire ed affrontare la Sindrome di Asperger.
- Nel week-end di uscita My Name is Khan ha battuto tutti i precedenti record d'incasso di un film indiano all'estero.

Il sito ufficiale del film.

Aggiornamento del 04.11.10
Siamo felici di aggiungere che My Name is Khan è arrivato anche in Italia!
Il 31 ottobre è stato presentato alla quinta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma durante una serata eccezionale. La proiezione del film, infatti, è stata preceduta da un incontro con il baadshah di bollywood in persona, Shah Rukh Khan.
Per maggiori dettagli rimandiamo all'articolo SHAH RUKH KHAN AL FESTIVAL DI ROMA: RASSEGNA STAMPA E VIDEO.
Ricordiamo inoltre che Il Mio Nome è Khan uscirà nei nostri cinema il 26 novembre prossimo.
Qui il trailer in italiano.
E' stata pensata dal regista stesso una versione del film recitata in inglese e più corta di 35 minuti per il pubblico americano. E' proprio questo adattamento che arriverà anche in Italia.
Karan Johar ha fatto un ottimo lavoro, riuscendo, nonostante i tagli, a rispettare la compattezza e l'essenza del film. Il nostro gusto personale, però, ci fa preferire la versione più lunga.

Aggiornamento del 03.01.11
Da oggi è a disposizione nel nostro blog un'ampia rassegna stampa dedicata a Il Mio Nome è Khan.

Aggiornamento del 16.05.11
Dal quattro maggio scorso è disponibile il dvd italiano di My name is Khan.
Per saperne di più.

03 giugno 2009

KABHI ALVIDA NAA KEHNA (NON DIRE MAI ADDIO)


Lo devo ammettere, sarò spaventosamente di parte. Non farei uscire una parola negativa nemmeno sotto minaccia.
Non solo perché mi ritrovo avvolta dalla mia costante carenza di obiettività ( in fondo chi può esserlo di fronte al proprio film preferito?) ma anche perché non è difficile tirare fuori valanghe di meriti avendo questo titolo tra le mani.

E’ il più sofisticato tra i film di Karan Johar, regista da record, figlio della radiosa nuova generazione bollywoodiana che ha già alle spalle clamorosi blockbuster e un pubblico delirante di seguaci sparso per il mondo intero.
Ripeto casomai fosse sfuggito a qualcuno: per il mondo intero!! Il film mira ad essere universalmente appetibile. Lo prescriverei come cura nei casi di pregiudizio latente nei confronti della cinematografia indiana, considerata ancora , da una vasta schiera di ignoranti, un’industria di serie B e destinata solo al veloce consumo nazionale. Vogliamo svegliarci una buona volta?

Kabhi Alvida Naa Kehna è un progetto ambizioso, dal budget illimitato e dal cast stellare, riunisce attori da paura e regala a ciascuno dei suoi grandi interpreti un personaggio accuratamente studiato.
Mantenendo le giuste dosi di ragione e sentimento, il film è impeccabile nella forma e al tempo stesso strabordante d’emozione. I fragili equilibri tra i rapporti umani perdono ogni contatto con la quotidianità per trasformarsi in uno spettacolo seducente ma non meno toccante, efficace e reale.


TRAMA
Dev e Maya sono insoddisfatti della loro vita di coppia e si confrontano per cercare di migliorare l’intesa con i rispettivi partner; col passare del tempo si accorgono che sta nascendo un legame nuovo che li coglie impreparati e che forse era stato già deciso dal destino. (La trama è semplice, ma garantisco, tutto il resto no)


La bellezza esteriore non è mai freddo estetismo piuttosto una costante ricerca del film perfetto, intoccabile, capace di incantare con sequenze meravigliose sfruttando mezzi all’avanguardia saziando gli occhi , appagando i sensi, raccontando una storia.
L’eccezionale fotografia mostra una New York di un fascino mai visto, nota è la cura maniacale di Karan per il raggiungimento della bellezza assoluta dell’immagine, dalla location alla luce; colori che devono sorprendere, rilassare, scioccare, attrarre magicamente la telecamera e accompagnare gli stati d’animo dei personaggi. Dai suoi interpreti richiede ovviamente l’eccellenza e presuppongo che per soddisfare i suoi ideali arriverà a strizzarli come limoni.
Karan vuole il meglio e sa come, e da chi, ottenerlo.

Dev Saran è il mio personaggio preferito nell'abbondante filmografia di Shahrukh Khan. E’ così intenso, così reale, così velenoso. Non un uomo dei sogni ma una persona vera piena di difetti, di rancore, di desideri non realizzati, di passioni represse che lo corrodono e lo rendono aggressivo. Le sue battute sono taglienti, la sua emotività disarmante, la sua tenerezza angelica. Il sex appeal? Lasciamo perdere; è capace di farmi sentire subito bene se mi sento male, o subito male, se al contrario mi sento bene.

La sceneggiatura, moderna, intensa. I dialoghi non concedono spazio alla noia.
Ognuno dei personaggi possiede un registro proprio, Dev è cinico ma anche stuzzicante, sempre provocatore nelle affermazioni. Rhea è realista e diplomatica, sa come utilizzare il linguaggio per mantenersi vaga o per colpire l’orgoglio. Maya è misurata, perfettina, anche nelle sue parole svela il suo perpetuo trattenersi. Che dire poi delle perle di saggezza che sono state scritte per Sam/Amitabh Bachchan? Il dialogo con Maya in ospedale è da respiro interrotto. Casomai dovesse squillarmi il telefono durante questa sequenza potrei tranquillamente spappolarlo contro un muro.


TIME STOPPING SCENES:

-Il mix di immagini nella canzone “Where’s the party tonight?”, la materializzazione del tradimento tra Dev e Maya si intervalla ai festeggiamenti della moglie Rhea e del marito Rishi, contenti di aver raggiunto i proprio obiettivi e sicuri dell’amore dei rispettivi partner.

- La cena a cui partecipano tutti i protagonisti, letteralmente incendiata dalle battute al vetriolo tra Dev (Shahrukh Khan) e Sam (Amitabh Bachchan). Uno scontro tra titani.

- Le scene di gelosia a teatro e le rispettive provocazioni; il gioco scorretto e gli sguardi che si intrecciano. Nessuna sillaba viene pronunciata, sarebbe stata superflua.


QUALCOS’ALTRO:

La protagonista inizialmente scelta per il ruolo di Maya era Kajol, che poi rifiutò consegnando questa meraviglia di film nelle mani di Rani Mukherjee. L’attrice compare in un breve cameo all’interno della canzone “Rock ‘n Roll Sonye”
Fin dal suo primo film Karan ha voluto assicurarsi che tutti i suoi attori indossassero sempre abiti all’ultimo grido, dalle grandi firme ai voluttuosi e scintillanti embroided saree. Il buon gusto e la cura per i dettagli sono una sua prerogativa. Eleganza + Eccentricità è un binomio possibile, guardate uno dei suoi lavori e ve ne renderete conto.


ANNO : 2006
REGIA : Karan Johar
TRADUZIONE DEL TITOLO: Mai dirsi addio
CAST:

- Shahrukh Khan.................... Dev Saran

- Rani Mukherjee....................Maya

- Amitabh Bachchan.................Sam Talwar

- Abhishek Bachchan................Rishi

- Preity Zinta.........................Rhea

- Kirron Kher..........................Kamaljit

- Arjun Rampal.........................Jai

Special Guests : Kajol e John Abraham


La COLONNA SONORA , firmata Shankar- Ehsaan- Loy è sicuramente meno coinvolgente delle loro precedenti collaborazioni (Kal Ho Naa Ho, Bunty aur Bably) ma tutto sommato basta così, non avrei nemmeno voluto in questo film canzoni troppo piacevoli e orecchiabili. Le song picturizations spaziano dall’incanto della natura alla frenesia della metropoli, dove si alternano bizzarre feste private di ricchi NRI, disco parties, sensualità che trabocca, attualità e un pizzico di fatalismo

PLAYBACK SINGERS: Sonu Nigam, Alka Yagnik, Shankar Mahadevan (Shankar), Loy Mendonsa (Loy), Shaan, Shafqat Amanat Ali, Vasundara Dhas.


RECENSIONI:
Bollywood Hungama (testo originale)
BBC Bollywood (testo originale)
The Times of India (testo originale)
New York Times (testo originale)


Il mio giudizio sul film: ***** 5/5
Se vi piacerà vi innamorerete irreversibilmente del cinema indiano.
Per coloro che sostengono che sia eccessivamente lungo (3h09’) melodrammatico, pesante, patinato, ho in serbo un unico commento: non ve lo meritate!!