16 luglio 2010

DIL SE


Dil Se segna il debutto di Mani Ratnam nella cinematografia hindi e chiude la trilogia sul terrorismo. Dopo aver affrontato la delicata questione del Kashmir in Roja e della convivenza spesso problematica fra hindu e musulmani in Bombay, Ratnam in Dil Se tocca un argomento poco noto ma spinoso: i fragili equilibri nell'area nord-orientale del subcontinente, un insieme di piccoli Stati annessi forzosamente all'India dagli inglesi, senza alcun rispetto per l'indipendenza di cui avevano goduto per gran parte della loro storia.

Basterebbe solo questo a rendere Dil Se interessante e consigliabile a dispetto delle sfilacciature nella trama. Ma la pellicola ci regala anche uno dei ruoli femminili più affascinanti e complessi del cinema hindi. Ratnam aveva mostrato in Bombay e soprattutto in Roja una grande attenzione per le protagoniste delle vicende narrate. In Dil Se la misteriosa, silenziosa Meghna cattura la scena dalla prima inquadratura all'ultima, riuscendo nel non facile compito di oscurare l'esuberante antagonista maschile interpretato da Shah Rukh Khan. Un'altra caratteristica che rende Meghna quasi unica: è un personaggio negativo che non si redime per amore ed anzi trascina con sè nella sua follia criminale l'uomo che ama.

Dil Se spicca nella trilogia di Ratnam - e in buona parte della cinematografia hindi - perchè è il terrorista ad essere il protagonista della vicenda, e, malgrado le reticenze di Meghna, la sua storia personale e le sue ragioni vengono approfondite. Ricordiamo che in Roja il personaggio affidato a Pankaj Kapoor rimane ai margini, recita battute poco convincenti e la sua redenzione finale appare debole. In Bombay gli argomenti che spingono hindu e musulmani a massacrarsi senza pietà sono concentrati in pochi (efficaci) dialoghi, mentre il risalto maggiore è posto sulle tragiche conseguenze. Inoltre Roja e Bombay si chiudono con un messaggio di speranza, Dil Se no. E forse questo è uno dei fattori che ne ha decretato l'insuccesso al botteghino indiano, anche se all'estero Dil Se ha guadagnato consensi clamorosi: è stata la prima pellicola indiana ad entrare nella classifica dei dieci film più visti in Gran Bretagna.

La regia, pur dignitosa, non pone Dil Se all'altezza di Bombay, che rimane il capitolo più convincente della trilogia. Dil Se vanta però un insolito, triste fascino che poche pellicole hindi sono riuscite ad eguagliare. Nello sviluppo della trama sono molte le imperfezioni. Il soggetto è davvero brillante, ma la sceneggiatura spesso lo impoverisce anzichè impreziosirlo. Troppe coincidenze portano Amar e Meghna sullo stesso sentiero. E gli implausibili colpi di scena finali fanno sorridere. Ratnam, forse consapevole del fatto che una storia come quella narrata nel suo film non sarebbe stata accolta favorevolmente dal pubblico, nel tentativo di bollywoodianizzare Dil Se qui e là ha un po' pasticciato. Le riprese sono state effettuate in località da sogno (Ladakh, Assam, Kerala) ma non con la stessa spettacolare resa di Roja e di Bombay (ad eccezione dell'incantevole visualizzazione del brano Satrangi Re). La fotografia e il montaggio sono di qualità ma non al livello delle due pellicole precedenti.

Manisha Koirala, struccata e priva di glamour, regala una performance indimenticabile. Le sue origini nepalesi e i suoi tratti somatici l'hanno resa perfetta per un ruolo difficile per ottenere il quale ogni attrice farebbe carte false. Shah Rukh Khan, a tre anni dal successo planetario di Dilwale Dulhania Le Jayenge, è nel 1998 la giovane, luminosa star di Bollywood. Shah Rukh funge da richiamo e non solo: l'attore è la scelta giusta per interpretare l'appassionato ed estroverso Amar, contrapposto all'enigmatica, distante Meghna. Ma in Dil Se nel complesso non offre la sua performance migliore, inoltre Amar non è psicologicamente definito. Preity Zinta, al suo debutto, è naturalissima. Il personaggio di Preeti è il più azzeccato dopo quello di Meghna.

L'intrigante colonna sonora include un gioiello: il celeberrimo Chaiyya Chaiyya, probabilmente il più noto e il più amato brano hindi di tutti i tempi, ripreso da Spike Lee (in originale e in versione remix - ad opera di Panjabi MC) in Inside man e citato persino in programmi televisivi italiani. La coreografia di Chaiyya Chaiyya è diventata un cult e ha lanciato Farah Khan nell'olimpo di Bollywood. Una menzione speciale per la visualizzazione del brano Jiya Jale, nella quale Shah Rukh Khan sfoggia un look pre-Asoka da infarto.

TRAMA

Amar (Shah Rukh Khan) è un giornalista di All India Radio spedito nelle regioni nord-orientali per un'inchiesta sulle celebrazioni dei 50 anni dell'indipendenza indiana. In una sperduta stazione ferroviaria, in una notte fredda e piovosa, incontra l'enigmatica Meghna (Manisha Koirala).

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sequenza dello show radiofonico di Amar: Shah Rukh Khan è incontenibile e ci offre un saggio del suo celebre istrionismo (video).

RECENSIONI

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: l'interpretazione stellare di Manisha Koirala (*****)
Punto debole: la sceneggiatura non sempre all'altezza delle intenzioni

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Manisha Koirala (Bombay) - Meghna
* Preity Zinta - Preeti
* Raghuvir Yadav (Firaaq) - Shukla, l'assistente di Amar
* Zohra Sehgal (Cheeni Kum) - la nonna di Amar
* Piyush Mishra (Gulaal) - il poliziotto
* Malaika Arora (Housefull) - item song Chaiyya Chaiyya

Soggetto, sceneggiatura e regia: Mani Ratnam
Produttori: Shekhar Kapur (regista di Elizabeth e di Elizabeth: the golden age), Ram Gopal Varma, Mani Ratnam
Dialoghi: Sujatha (Guru), Tigmanshu Dhulia (Family: ties of blood)
Colonna sonora: composta da A.R. Rahman - con testi di Gulzar -, è probabilmente uno dei migliori lavori del musicista di Madras. Oltre al già citato Chaiyya Chaiyya, segnaliamo anche lo splendido Dil Se Re (interpretato dallo stesso Rahman) e il dolcissimo E Ajnabi.
Coreografia: Farah Khan
Fotografia: Santosh Sivan (Roja)
Montaggio: Suresh Urs (Bombay)
Traduzione del titolo: col cuore (letteralmente: dal cuore).
Anno: 1998
Awards (selezione):
* National Film Award per la miglior fotografia
* Filmfare Awards per la miglior colonna sonora, per i migliori testi, per il miglior debutto femminile (Preity Zinta), per le migliori coreografie, per la miglior fotografia, per la miglior voce maschile (Sukhwinder Singh per Chaiyya Chaiyya).
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Video: presentazione della colonna sonora, con A.R. Rahman, Shah Rukh Khan, Manisha Koirala, Preity Zinta e Farah Khan. Versione live di Chaiyya Chaiyya con Sukhwinder Singh e Sapna Avasti. Prima e seconda parte.
* Video: Shah Rukh Khan e Malaika Arora interpretano dal vivo la coreografia di Chaiyya Chaiyya durante la presentazione della colonna sonora.

CURIOSITA'

* Dil Se è stato proiettato, fra gli altri, al festival di Berlino, dove si è aggiudicato un premio speciale.
* L'area nord-orientale dell'India si distingue dal resto dell'immenso Paese sia dal punto di vista etnico che da quello linguistico, ed è inoltre popolata da diversi gruppi tribali. Geograficamente in posizione isolata, l'area ha visto nel corso degli anni l'insorgere di movimenti locali armati che rivendicano l'autonomia dei propri Stati dall'Unione indiana. A titolo di esempio, nel solo Assam dal 1990 ad oggi si sono susseguiti scontri violenti fra l'esercito indiano e commandos estremisti dell'ULFA (United Liberation Front of Asom) che hanno provocato la morte di circa diecimila persone (fonte: Wikipedia).
* All India Radio è il canale radiofonico governativo indiano, con sede a Delhi. Fondato nel 1936, è uno dei network più estesi del mondo. Sito ufficiale.
* Film che trattano il tema del terrorismo: vedi le note a Roja e a Bombay. Film nei quali uno dei protagonisti è un terrorista: Fanaa, Kurbaan, New York. Film girati in Ladakh: Lakshya, LOC Kargil, in parte 3 idiots.

GOSSIP & VELENI

* Malaika Arora è sposata con Arbaaz Khan (Fashion), fratello di Salman Khan.
* La vita di Zohra Sehgal ha del romanzesco. Vi invitiamo a leggere la pagina di Wikipedia a lei dedicata.

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