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05 maggio 2020

baaghi 3


che poi non è che son qui a pretendere. guardo horror da secoli. all'incoerenza ci si abitua. i film d'azione non richiedono una sceneggiatura scritta da un nobel. qualcuno è persino entusiasmante (dhoom 2) (dabangg). una pellicola d'intrattenimento può anche solo intrattenere. va bene così.
ma baaghi 3.
(...)
un feto lo giudicherebbe infantile e si rivolterebbe - schiena al cordone ombelicale - nell'utero.

mi limito:
* un personaggio si chiama IPL. minuto di riflessione. l'india non supera il cricket ed io non supero il suo cinema. il sole sorge e tramonta. a posto (scusate).
* ronnie si precipita nella fortezza dei terroristi in mezzo al deserto... col teletrasporto? 
* ronnie si precipita nella fortezza eccetera con una manciata di granate. niente mitra o lanciafiamme. o testate nucleari (che io avrei portato. chiedimi consiglio noo?). implica che ronnie potrebbe scatenare uno tsunami con una pistola ad acqua.
* esattamente ronnie come schiva migliaia di pallottole? ah ho capito. due universi paralleli si incrociano. in quello di ronnie c'è solo ronnie ed è un universo velocissimo. in quello dei terroristi ronnie non c'è ed è un universo lentissimo. si vede che ho studiato.
* il cattivo diventa eroico. ok. da oggi dico che sono una bionda naturale.
* IL TOP: orde di feroci terroristi pronti a sventrare ronnie e suo fratello. tasto pausa. i due si scambiano bacetti (con calma). tasto play. la carneficina riprende.
* alla siria mancava ronnie a fare un po' di casino in giro. e l'onu tace.

ma anche:
* il cameo iniziale (quello finale no) di jackie shroff mi ricorda quanto l'attore meriterebbe ruoli più corposi e progetti più intriganti.
* la brevissima performance di vijay varma ricorda al cast il significato della parola recitare.
* sapete che non mi dispiace il brano do you love me? ripetitivo (vero). rarefatto il giusto. fuori luogo in un film così chiassoso. per i maschietti: blindate gli occhi e spalancate le orecchie.
* le sequenze d'azione non mi convincono (troppo di troppo). ma la scivolosa spaccata sotto al cingolo è da ammirare in ginocchio.


eLLeSSeDì 

09 gennaio 2020

CHHICHHORE


In Chhichhore dramma e commedia si incrociano.
Partiamo dalla commedia. Chhichhore racconta la vita in un campus in modo divertente ed abbastanza realistico. I personaggi (e gli attori) sono freschi anche se privi di profondità. Le vicende che li riguardano allegre. I dialoghi esilaranti. Chhichhore osa parlare di pornografia e di masturbazione senza mai scadere nel grossolano. E' la bella copia di quelle agghiaccianti pellicole dal soggetto similare che periodicamente infestano il cinema popolare indiano. E' un prodotto piuttosto curato che, per certi versi e per certi temi, ricorda 3 Idiots. Il ritmo è esuberante, la regia convincente. 

Il dramma però si affianca male alla commedia, appesantendola e sottolineando il messaggio che vuole trasmettere. L'intenzione è lodevole ma la rappresentazione è molto scadente. La pellicola diventa didascalica. Il mondo degli adulti risulta artificioso. I personaggi perdono credibilità. A farne le spese è soprattutto Maya: il suo dolore è posto in secondo piano rispetto all'asprezza del carattere, ed è un errore imperdonabile. I dialoghi sono inascoltabili, la narrazione asfittica. La regia latita. 
Chhichhore alterna alti e bassi qualitativi. La noia è circoscritta, il film intrattiene, anche se la delusione è dietro l'angolo.

TRAMA

Il giovane Raghav attende con ansia i risultati dei suoi esami. Purtroppo viene bocciato, e il ragazzo tenta il suicidio. 

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sequenza iniziale dei gavettoni.
* I suggerimenti tattici dell'allenatore di kabaddi.
* La performance calcistica di Sexa, e quella di Mummy al carrom (Google vi spiegherà cos'è, sciagurati!).

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Diverse sequenze maldirette e lacrimose: la conversazione telefonica fra Mummy e il figlio, la catena di no ripetuti da tutti i protagonisti al capezzale di Raghav, il piagnisteo di Anni quando discute l'argomento dell'impreparazione dei ragazzi al fallimento, eccetera. Il trucco, le interpretazioni, le vicende e i dialoghi dei personaggi adulti non sono credibili.

RECENSIONI

Mid-Day: 
'This film is literally all in its writing. Which isn't to suggest that the performers on screen (...) don't match up to the material. Oh, all of them do. They collectively shine, without doubt. (...) The story being told is so deeply universal that I can't imagine anyone not instantly relating to it. (...) Chhichhore is the sort of film that we can all add to, with our own versions of the same story - a user-generated series, if you like. (...) Why's this unique? Because I can't recall any Hindi mainstream movie, in the colour of its language (first-rate dialogues), and the tone of its very being, that's managed to capture what it's actually like to be on an Indian campus (...). It is, in that sense, polar-opposite to the wilful dumbf***ery of, say, Student Of The Year (SOTY), that had as little to do with India as a campus. For its time, Mansoor Khan's Jo Jeeta Wohi Sikandar (JJWS) might appear close to this, but more so for a similar 'joy of life'. 
Mayank Shekhar, 05.09.19

Film Companion:
'Indian college movies are made as weapons of mass distraction. They are fluffy and unrealistic and funny and aspirational - flush with melodramatic tropes of heroism and all-or-nothing competitions - because real college life is anything but dramatic. The Mohabbateins and Student of the Years and 3 Idiots of the world are designed as easy escapes from the country’s bleak academic culture. The darker the actual education system, the sillier the narrative tropes. These stories are simply told to make (student) life worth living. (...) The story is unrealistic and exaggerated. For instance, not one book or teacher is revealed. (Subtext: Life is our education). All we see are the ragtag occupants of a “losers” hostel trying to shed their tag by winning a two-month-long sports championship. But for once, this airy and inauthentic tone of a college movie - a very entertaining college movie - has a reason to belong. There is a lot at stake. Filmmakers usually assume their audiences to be (brain)dead and in need of resuscitation. Here, the listener is literally dying, and in need of psychological resuscitation. (...) Dangal director (and ex-IITian) Nitesh Tiwari, along with co-writers Piyush Gupta and Nikhil Mehrotra, locates a context to exercise his “good old days” tone on us. It’s a personal Mary-Poppins rendition of his own past... but it matters. It makes us laugh a little louder and cry a little softer - and be manipulated a little more willingly - because a family’s fate relies on the language of storytelling. The Main Hoon Na style swishes of parody (the 40:1 boy-to-girl ratio in engineering; hero’s friends segregated into categories - porn addict, alcoholic, guttermouth, mommy’s boy, chainsmoker stud; the filmy villain; the cartoon-level team tryouts) belong in this movie. The slow-motion climax, points tables and backroom meltdowns - they belong here. These stereotypes acquire a sense of gravitas. (...) The supporting cast is excellent. (...) Naveen Polishetty, in particular, stands out as Acid. (...) Thanks to this gang, Chhichhore is a hoot, but it’s not flawless. (...) The adults tend to discuss things not as friends, but as movie characters who want to educate the audience. (...) Sushant Singh Rajput gives a typically sincere performance. (...) Eventually though, it’s Tiwari’s understanding of mainstream emotional dynamics that tide the missteps over to frame an enjoyable film. He directs sports better than his contemporaries'.
Rahul Desai, 07.09.19

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: la commedia è davvero godibile.
Punto debole: il dramma è davvero insopportabile.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sushant Singh Rajput - Anni
* Varun Sharma - Sexa
* Shraddha Kapoor - Maya, moglie di Anni
* Naveen Polishetty - Acid
* Prateik Babbar - Raggie
* Tahir Raj Bhasin - Derek
* Mohammad Samad - Raghav, figlio di Anni e Maya
* Tushar Pandey - Mummy
* Saharsh Kumar Shukla - Bevda

Regia: Nitesh Tiwari
Sceneggiatura: Nitesh Tiwari, Piyush Gupta, Nikhil Mehrotra
Colonna sonora: Pritam
Traduzione del titolo: Mayank Shekhar nella sua recensione scrive: 'What does Chhichhore mean? Don't think this North Indian slang has a direct English translation. "Unhinged," is the closest I can come up with'. 
Anno: 2019
Awards: National Film Award per il miglior film in lingua hindi (aggiornamento del 30 marzo 2021)

CURIOSITA'

* Mohammad Samad ha debuttato in Firaaq, interpretando il ruolo del piccolo Mohsin.
* Riferimenti al cinema indiano: Silk Smitha.
* Film che trattano lo stesso tema: 3 idiots, i due Student of the year.

GOSSIP & VELENI

* Nel 2018 Sushant Singh Rajput è stato accusato di molestie.
* Prateik Babbar è il figlio della celebre attrice Smita Patil. Smita morì a 31 anni, due settimane dopo aver dato alla luce Prateik.
* Che un figone come Derek da adulto si riduca così non ci crede nessuno.
* Scusate, machissenefrega della reputazione dell'ostello.
* [Spoiler] Come fa Raghav a sopravvivere e a guarire? E l'anno successivo, apparentemente sanissimo, andare al college??

30 ottobre 2019

S A A H O


Avevo letto le recensioni indiane negative, ma sinceramente non mi aspettavo un film così scadente. L'immagine pubblica di Prabhas mi piace. Sembra un uomo amabile e perbene. Il fantasmagorico successo riscontrato dai due capitoli di Baahubali non ha scalfito il senso della realtà dell'attore. Però accettare il ruolo di Saaho, il protagonista di questa pellicola, è stata una decisione incauta. 
Non ricordo un solo dettaglio positivo di Saaho, salvo forse il colpo di scena prima dell'intervallo. Film lunghissimo, noiosissimo, dalla trama pasticciata e incomprensibile, dalle tonalità inutilmente fosche, dalla sceneggiatura che, più che raccontare, si limita a sputare eventi come capita, dalla regia sbronza, dal ritmo singhiozzante, dalle interpretazioni piatte. Saaho parte infliggendoci una catena interminabile di premesse incastonate una nell'altra, e pare che la storia vera e propria non inizi mai. La pellicola è infarcita di sequenze superflue che non contribuiscono alla narrazione nè tantomeno al divertimento, sequenze implausibili, inverosimili sino al delirio, sequenze che andavano riviste o (meglio) spietatamente tagliate. 

Saaho è costato una cifra astronomica, eppure i set non mi hanno impressionata, nè le roboanti scene d'azione, nè le coreografie o la colonna sonora. Il difetto peggiore a mio parere è la totale assenza di ironia, per cui gli eccessi - e sono parecchi, e colossali - infastidiscono invece di stupire e/o intrattenere. Ogni singola parola viene declamata, i dialoghi sono pomposi, i personaggi vacui e insopportabili. Qualche battuta e qualche episodio tentano con sforzo avvertibile di strappare un sorriso, senza riuscirci. Non si crea empatia con i protagonisti, della cui sorte allo spettatore non importa una cippa. 
Fra Saaho e il cambio di stagione nel guardaroba, scelgo il secondo. Persino un documentario sul manto stradale appassionerebbe di più.

TRAMA

Il capo di un cartello mafioso alla guida di un impero economico viene brutalmente ucciso. Si scatena la guerra fra le varie fazioni per la successione. 

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Il cambio di stagione nel guardaroba.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Saaho.

RECENSIONI

Deccan Chronicle: (versione telugu) * 1/2
'Right from the beginning to the end, nothing holds the viewer's interest. Saaho is a completely mindless and unbearable film and one fails to understand how the makers poured so much money into it without any proper story. Even the action scenes are not impressive. While Saaho was being touted as a screenplay-based film, there is in fact no screenplay at all and everything is a disjointed mess. There are too many artistes in the film with a lot of incoherent action scenes, gunfire and racing. For the entire duration of the movie, one simply cannot understand what is happening onscreen. (...) There are no outstanding performances in Saaho. Prabhas’ looks and outfits are unimpressive and he seems a bit lazy and disinterested as he trudges through the film wearing only one expression. Also, Shraddha Kapoor is a total waste in this film while several other Hindi actors like Mahesh Manjrekar, Jackie Shroff, Neil Nitin Mukesh, Mandira Bedi and Tinnu Anand appear and disappear at will. The music and action scenes don’t do anything to redeem the film either. Sadly, Saaho is an unbearable watch. (...) This is easily one of the worst movies in recent times'.
Suresh Kavirayani, 31.08.19

Mid-Day: (versione hindi) * 1/2
'This film is so complex in its stupidity that at some point you fear for your brains dimming a bit, if you try too hard to understand what Saaho is really about. (...) This movie is an attempt to blow your brains out with a series of non-stop, high-octane action sequences, between a bunch of music-videos, with a strange mix of Punjabi pop and wannabe-Rahman peppiness. The aim is to play up Prabhas's under-stated swag. And basically propel him as the superhero, plus arch-enemy, all rolled into one - constantly announcing his entries and exits on screen. Every scene and dialogue is supposed to be a movie moment'.
Mayank Shekhar, 30.08.19

Cinema Hindi: * 1/2
Punto di forza: -
Punto debole: (non ho mica tutto questo tempo).

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Prabhas - Saaho
* Shraddha Kapoor - Amritha
* Jackie Shroff - Roy
* Neil Nitin Mukesh - Ashok
* Chunky Pandey - Devaraj
* Murali Sharma - David
* Mandira Bedi - Kalki
* Mahesh Manjrekar - Prince
* Tinnu Anand - Prithviraj, padre di Devaraj
* Jacqueline Fernandez - item song Bad boy

Regia e sceneggiatura: Sujeeth
Sceneggiatura: Sujeeth, Ashwin Madasu, Anil Kumar Upadyaula
Colonna sonora: Shankar-Ehsaan-Loy, Tanishk Bagchi, Guru Randhawa, Badshah
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Saaho è stato girato in simultanea in telugu, hindi e tamil, e doppiato in malayalam e kannada.
* Riferimenti all'Italia: Armani. La troupe di Saaho era a Roma nell'ottobre 2018, e i titoli di coda lo confermano. Chiedo scusa agli amici romani, ma io non ho identificato nessuna località nel film (ho visto la versione telugu) che possa essere associata alla nostra magnifica capitale (forse dormivo). Però le scenografe Illia Boccia e Giulia Parigi hanno collaborato all'allestimento dei set. Vedi anche Italy says Benvenuto, intervista nella quale Ivano Fucci di ODU Movies, fra le altre cose, dichiara: 'Saaho and [Radhe Shyam] both star Prabhas. While shooting the latter, we got the opportunity to have Saaho's action director Kenny Bates (...) shooting in Italy as well (with Six Underground) and we made a two-week shooting schedule in Rome, building the biggest blue screen ever made in Italy. (...) Saaho was (...) shot in Rome, at the Cinecittà World Studios and at the Fiera di Roma Hangars'.

GOSSIP & VELENI

* Ashok a testa in giù? Se non sei Ram Gopal Varma, meglio evitare inquadrature azzardate.

03 agosto 2016

BAAGHI



In genere mi piace parlare solo di film belli, quelli che mi hanno tenuta sveglia la notte, che mi hanno fatta sorridere o anche venire il mal di stomaco. Il mondo del cinema Indiano è stupendo ma ogni tanto capita di trovare in giro anche una sòla, tipo il paccone famiglia di yogurt avariato al supermercato. Quello che pensi sia un'ottima offerta ma ti accorgi che è scaduto da un mese dopo aver buttato via lo scontrino. A quel punto non resta che aprire il secchio e fargli fare un bel volo. Baaghi puzza meno di acido ma segue la stessa sorte. Una confezione ingannevole, un inutile spreco di tempo e denaro.


TRAMA
Lei (Shraddha Kapoor) è carina, ingenua e rapita dal villain di turno, il classico belloccio filo-malavitoso che ha tempo da perdere per inventarsi problemi dove non esistono. Poi arriva il macho che fa le capriole tra una zampata e un pugno (Tiger Shroff) e un padre della sposa sciocco e avido di denaro. Quante novità. Non manca nessuno, c'è lo scemo del villaggio per amico e risponde all'appello anche il bimbo malato in attesa dei soldi per curarsi. Ma soprattutto cattivi, cattivi e cattivi a rotta di collo. Quelli con la faccia taylor made da cattivo, quelli che li guardi in faccia, non hai alcun dubbio e pensi : Questo è proprio cattivo.


Baaghi è prevedibile ai limiti dello sconforto. E' un film che si sfoglia come l'album delle medie, vai avanti e non sai se ridere o piangere. Riguardo una foto in cui avevo quattordici anni e un bel po' di chili di troppo. Non è cambiato niente, penso, poi leggo la data di nascita sul documento e dico, eh no! Stessa cosa per questo film. Sarebbe andato benino come contemporaneo di Judwa  ma tra le uscite del 2016 magari era meglio evitare. Tutto fa acqua. Dove lo guardi è un colabrodo. Si propone come ipotetico remake di Varsham ma solo a sentir avvicinare questi due titoli mi si accapona la pelle. Il film telugu a cui dice di ispirarsi a suo tempo ha fatto la fortuna di Prabhas e di Trisha nel mondo delle cinematografie del Sud. Di anni ne sono passati ma resta un prodotto raffinato, anche se nostalgico. Mentre Baaghi è semplicemente sfigato.

Un capitolo a parte Tiger Shroff. Qualcuno salvi questo innocente dai film del cappero! Dategli uno straccio di script ma soprattutto toglietegli le molle ai piedi!!! Continuano a costruirgli personaggi poco interessanti, a tratti pure ridicoli e lui si fa in quattro ma è tutta fatica sprecata. In Baaghi non ha le scarpe, ha due ammortizzatori, è agile come un giunco ma quando è troppo è troppo, probabilmente l'hanno svezzato sul set de La Foresta dei Pugnali Volanti. Eppur Tiger è un ragazzo niente male, ha degli occhi dolci che tradiscono una sensibilità marcata, piuttosto che fare il supereroe (e il verso a Hrithik Roshan) a tutti i costi dovrebbe cercare un ruolo più serio e tranquillo, tirando fuori  la sua personalità. E magari pure quella dolcezza nello sguardo che nasconde a suon di bicipiti oliati.

Il lato positivo è che guardando Baaghi mi sono sfasciata dalle risate. Insomma capita di vedere un film brutto ma così brutto è raro. Un pizzico di lucidità ogni tanto può tornare a tutti, quì neanche l'ombra. Coerenti nel delirio e nella noia fino all'ultimo. I dialoghi, soprattutto quelli della prima mezzora, sembrano scritti durante un concerto di Umbria Jazz, alla decima birra seduti sulle scalette del duomo. All'inizio è irritante, alla fine quasi comico. Ma soprattutto avrò gli incubi sulle parrucche. Se per poco ero distratta dalla bellezza del paesaggio del Kerala sono dovuta tornare bruscamente alla realtà dopo la sfilata di improbabili acconciature sintetiche con le quali i costumisti hanno castigato i poveri attori in seconda. Magari gli sono cadute in testa per sbaglio. Il fantomatico killer cinese non sarebbe stato più minaccioso senza il caschetto pixie con ciuffo alla Maria de Filippi? E per il padre era proprio necessario un gatto morto (grigio) in testa? Anche le comparse di trenta anni fa si sarebbero rifiutate di farsi conciare in quel modo. Spero li abbiano pagati il doppio.

Il mio giudizio sul film : *

ANNO: 2016

TRADUZIONE DEL TITOLO : Ribelle


REGIA : Sabbir Khan

CAST :

Tiger Shroff........ Ronny
Shraddha Kapoor ................ Siya
Sunil Grover ............ il padre di Siya
Sudheer Babu ............. Raghav

COLONNA SONORA : Meet Bros, Amaal Mallik, Ankit Tiwari, Julius Packiam, Manj Musik




08 giugno 2010

TEEN PATTI


Teen Patti è un film da consigliare oppure no? Difficile rispondere. Alcuni aspetti sono interessanti: il soggetto intriga, il cast non delude, la confezione è stilosa. Altri sono deboli: regia non sempre attenta, sceneggiatura poco accurata. Ad una prima visione Teen Patti colpisce ma non conquista. Ad una seconda, i difetti affiorano brutalmente in superficie. Si apprezza la volontà della regista di realizzare un prodotto diverso, ma non basta. Sotto il thriller giace una potenziale storia di formazione negativa: la sceneggiatura si immerge più volte per portarla alla luce ma non è abbastanza decisa da riuscirci. Affondi psicologici si alternano a vacuità. Peccato.

Teen Patti ha incuriosito molti, e non solo in India, per il duo da urlo presente nel cast composto dagli attori Amitabh Bachchan e Ben Kingsley (al suo debutto bollywoodiano). Persino alcuni siti italiani hanno menzionato la pellicola. A Bachchan è stato affidato un bel ruolo: il matematico genialoide, ma soprattutto il solitario professore schernito dai colleghi e che assiste impotente all'avidità e alla trasformazione dei suoi studenti. E' in questa seconda sfumatura del personaggio che l'interpretazione di Amitabh risulta impeccabile ed emozionante. Quanto a Kingsley, fa ben poco: il suo ruolo è inconsistente.

R. Madhavan, stella del cinema del sud, si vede sempre più spesso a Bollywood: Rang De Basanti, Guru, Mumbai Meri Jaan, 13B, Sikandar, 3 idiots. E ora Teen Patti, nel quale si cimenta in un personaggio complesso, non molto comune nel cinema hindi: nè positivo nè negativo, ambiguo, solare e apparentemente affidabile, ma anche pieno d'ombre. Madhavan ne esce bene. Gli studenti sono interpretati da giovani attori esordienti, tutti bravi e convincenti. Se dimostrano qua e là qualche indecisione, la responsabilità è da imputare alla regia che non ha saputo indirizzarli correttamente.

TRAMA

Venkat (Amitabh Bachchan) è professore di matematica in un college indiano. Eccentrico e solitario, lavora ad una rivoluzionaria teoria sul calcolo delle probabilità. Ma le sue ricerche non sono sostenute dall'ambiente accademico perchè prive di applicazione pratica. Un giorno Venkat prova per puro caso a giocare a poker in internet: si spalancano nuove possibilità e nuovi scenari. Non tutti salutari.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La versione bollywoodiana di Summertime, interpretata sullo schermo da Jackie Shroff che si atteggia a playboy italiano, pronuncia qualche parola nella nostra lingua e... porta al guinzaglio un cane giocattolo. Molto kitsch. Indimenticabile.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
Teen Patti è un thriller teso, realizzato con stile, con un cast di giovani bravi attori ad affiancare un Amitabh Bachchan tutto da ammirare. Quanto a Ben Kingsley, è un peccato che non abbia ricoperto un ruolo più sostanzioso. Il secondo tempo è un po' ripetitivo e con un climax frettoloso, ma comunque Teen Patti avvince. La sceneggiatura di Leena Yadav è arguta e concisa. I dialoghi realistici. La colonna sonora di Salim-Sulaiman contiene un brano memorabile: l'item number di Sunidhi Chauhan Teri Neeyat Kharab Hai (una citazione anche per la coreografia di Ashley Lobo).
Nikhat Kazmi, 25.02.10

Hindustan Times: *
Teen Patti è solo un film privo di senso, anche se illuminato da una fotografia (Aseem Bajaj) molto elegante.
Mayank Shekhar, 26.02.10

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: soggetto, cast, scenografia, fotografia
Punto debole: sceneggiatura ripetitiva, regia non sempre a fuoco

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Amitabh Bachchan - il professor Venkat
* R. Madhavan - il professor Shantanu
* Ben Kingsley - il professor Perci
* Dhruv Ganesh - Bikram
* Shraddha Kapoor - Aparna
* Siddharth Kher - Sid
* Vaibhav Talwar - Abbas
* Jackie Shroff (item song) - Tony Milano
* Ajay Devgan (special appearance) - Sunny

Regia: Leena Yadav (Shabd)
Soggetto, sceneggiatura e dialoghi: Leena Yadav e Shiv Kumar Subramaniam (Chameli)
Colonna sonora: composta da Salim-Sulaiman (Chak De! India), è davvero fascinosa. L'intenso Intezar, l'intrigante Neeyat dalle sonorità argentine e Life is a game vi conquisteranno. E non dimentichiamo Summertime.
Coreografia: Ashley Lobo
Fotografia: Aseem Bajaj (Chameli)
Scenografia: Ayesha Punvani
Montaggio: Hughes Winborne (Crash - Contatto fisico)
Traduzione del titolo: tre carte
Anno: 2010
Awards:
* Ben Kingsley si è aggiudicato il poco onorevole 'Ma ti ha dato di volta il cervello?' Golden Kela Award (aggiornamento del 31.07.11).

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 17.01.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Amitabh Bachchan
* 18.01.10, The Times of India: dichiarazioni di R. Madhavan
* 23.01.10, The Times of India: dichiarazioni di Leena Yadav
* 01.02.10, The Times of India: dichiarazioni di Leena Yadav
* 25.02.10, The Times of India: dichiarazioni di Leena Yadav
* 26.02.10, The Times of India: dichiarazioni di Ben Kingsley
* 26.02.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Ben Kingsley
* 26.02.10, Hindustan Times: intervista a Leena Yadav
* 28.02.10, Hindustan Times: intervista a Ben Kingsley
* Video: presentazione della colonna sonora, con dichiarazioni di Amitabh Bachchan
* Bollywood Hungama: pagina con la lista dei link agli articoli e ai video dedicati a Teen Patti

CURIOSITA'

* Teen Patti si ispira al film 21 di Robert Luketic.
* Ayesha Punvani ha lavorato sodo per la realizzazione delle scenografie del film: ha creato 80 set artificiali, vista l'impossibilità di girare in vere bische illegali. Articolo di Hindustan Times.
* Riferimenti a Bollywood: un accenno del brano Aaj Ki Raat, tratto dalla colonna sonora di Don.
* Riferimenti all'Italia: il personaggio interpretato da Jackie Shroff si è scelto il nome di Tony Milano. Jackie pronuncia le parole italiane denaro e bellissima, Madhavan le parole gelato, biscottino e ciao.
* Testi dedicati a Teen Patti pubblicati nei siti italiani:
* Film che trattano lo stesso tema: Badmaash Company. Un altro esempio di storia di formazione negativa: Rang De Basanti.

GOSSIP & VELENI

* La misteriosa modella brasiliana di nome Maria che ha interpretato la coreografia del brano Neeyat ha entusiasmato i produttori di Mumbai. La regista Leena Yadav è stata tempestata di telefonate al riguardo. Ma pare che la ragazza sia sparita, perdendo così l'occasione di diventare l'item-girl bollywoodiana più richiesta del momento. Articolo di Hindustan Times.