29 giugno 2011

KNOCK OUT



Curioso mix di In linea con l'assassino e di A wednesday!, Knock out è un prodotto guardabile malgrado le lacune. I dialoghi in più di un'occasione scadono nella retorica. Non mancano rallentamenti, ripetizioni, ingenuità. Soprattutto non sono chiare l'identità della pellicola e la direzione della sceneggiatura. Troppi elementi si affastellano, generando una certa confusione di intenti. Knock out è un thriller psicologico o un film d'azione? E qual è il suo scopo? Scandagliare l'animo umano e metterne a nudo i lati oscuri, o denunciare la corruzione politica? Qualche taglio e un ritmo più serrato avrebbero giovato. Ma soprattutto focalizzarsi con maggiore decisione sull'argomento centrale sfrondando le sottotrame.

Se non avete visto In linea con l'assassino e se non vi aspettate un film memorabile, Knock out non vi deluderà. Soprattutto si resta affascinati dalle performance combinate di Sanjay Dutt e del solito ottimo Irrfan Khan. La tela psicologica che si crea fra loro intriga e coinvolge. L'architettura della storia è robusta, e la regia contribuisce ad infondere carisma alle figure dei due protagonisti. Una menzione per l'ironia: la fotografia di Gandhi compare in tutte le stanze del potere, alle spalle di uomini politici perennemente occupati a pianificare progetti criminosi.

TRAMA

La vicenda narrata in Knock out si svolge in tempo reale, dalle 11.00 alle 13.00 di una mattina mumbaita. Il consulente finanziario Tony Khosla (Irrfan Khan) utilizza una cabina telefonica pubblica per le sue conversazioni d'affari non proprio puliti. Ed in questo angusto spazio viene trattenuto da un misterioso interlocutore (Sanjay Dutt): un killer o un giustiziere?

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La versione di Zara Zara Touch Me (Race) offerta da Irrfan Khan. Superfluo precisare che il sex appeal di Irrfan è decisamente superiore a quello di Katrina Kaif. Posso prenotare una replica a casa mia? (Vestito solo della cravatta, Irrfan, grazie).

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* La pettinatura di Irrfan Khan.

RECENSIONI

The Times of India: ***
Knock out è per la maggior parte ambientato in una cornice chiusa: tutta l'azione si sviluppa intorno ad una cabina telefonica, e questa è l'unica similarità col film hollywoodiano In linea con l'assassino. L'espediente funziona bene, almeno parzialmente. Sia Irrfan Khan che Sanjay Dutt giocano con faccia tosta al gatto e al topo, ed investono un'energia nervosa nello sviluppo della storia. Il primo tempo stenta un po' a decollare, ma poi non delude. Ovviamente è Irrfan Khan a conquistare gli applausi con la sua recitazione tesa, ma anche Sanjay Dutt convince. Il regista Mani Shankar ha scritto un thriller che cattura l'attenzione dello spettatore e che pone l'accento su un punto importante: estirpiamo la corruzione e vediamo come l'India spicca il volo.
Nikhat Kazmi, 14.10.10

Hindustan Times: *1/2
Knock out è un knockoff (*) hollywoodiano, ma il plagio è il minore dei mali. Povero Irrfan Khan! Costretto a rivolgersi al cinema occidentale per partecipare a prodotti più originali!
(*) riproduzione abusiva
Mayank Shekhar, 15.10.10

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: la perfetta sintonia sullo schermo fra Irrfan Khan e Sanjay Dutt
Punto debole: la sceneggiatura confusa

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sanjay Dutt - Veer Vijay Singh
* Irrfan Khan - Bachchu/Tony Khosla
* Kangna Ranaut - Nidhi, la giornalista televisiva
* Gulshan Grover - Bapuji, il politico
* Sushant Singh - Vikram, il poliziotto

Soggetto, sceneggiatura e regia: Mani Shankar
Sceneggiatura: collaborazione di Vijay Singh
Dialoghi: Shiraz Ahmed (Wanted)
Colonna sonora: Gourov Dasgupta (Aa Dekhen Zara)
Coreografia: Ganesh Acharya (Raavan) e Ahmed Khan (Ghajini)
Fotografia: N. Nataraja Subramaniam (Parineeta)
Montaggio: Chandan Arora (Cheeni Kum)
Coreografia nelle scene d'azione: Allan Amin (Prince)
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Bollywood Hungama, 16.10.10: intervista a Kangna Ranaut
* Hindustan Times, 21.10.10: dichiarazioni di Kangna Ranaut
* Bollywood Hungama, 07.06.10: video conferenza stampa IIFA 2010, con Mani Shankar, Sanjay Dutt, Irrfan Khan, Kangna Ranaut
* Bollywood Hungama, 31.08.10: video presentazione di Knock out, con Mani Shankar, Sanjay Dutt e Kangna Ranaut
* Bollywood Hungama, 05.10.10: intervista video a Kangna Ranaut
* Bollywood Hungama, 09.10.10: intervista video ad Irrfan Khan
* Times Now: intervista video a Sanjay Dutt e ad Irrfan Khan
* Bollywood Hungama: lista di tutti i link agli articoli e ai video dedicati a Knock out

CURIOSITA'

* Sanjay Dutt è probabilmente l'attore indiano più attivo della sua generazione (Anil Kapoor in questo periodo si dedica a produzioni internazionali, mentre Jackie Shroff, Sunny Deol e Mithun Chakraborty sono meno impegnati), e - fatto insolito a Bollywood - non rifiuta di interpretare personaggi con i quali condivide l'età anagrafica. Nel 2010 ha offerto un'altra interessante performance in Lamhaa.
* Sanjay Dutt e Kangna Ranaut appaiono sempre più spesso insieme sullo schermo: Knock out, No problem, Double Dhamaal, Rascals.
* Apoorva Lakhia, che in Knock out ricopre il ruolo del fighissimo agente speciale incaricato di uccidere Tony Khosla, è in realtà un regista. Il suo film più apprezzato è Shootout at Lokhandwala. Nel sito Popcorn Tv potete visionare Ek Ajnabee, con Amitabh Bachchan, sottotitolato in italiano. Lakhia è stato anche aiuto regista di Gowariker in Lagaan, e di Mira Nair in Kama Sutra. Ha inoltre collaborato a pellicole hollywoodiane quali Tempesta di ghiaccio (di Ang Lee), Innamorati cronici (di Griffin Dunne) e Delitto perfetto (di Andrew Davis).
* Riferimenti a Bollywood: l'applauditissima reinterpretazione di Zara Zara Touch Me. Da chiodo fisso.
* Riferimenti all'Italia: Knock out si apre con una citazione attribuita a Niccolò Machiavelli: 'War is politics by other means' ('la guerra è politica con altri mezzi'). In rete non ho trovato conferma della paternità di Machiavelli. Una frase molto simile sembra contenuta nell'opera Della guerra di Carl von Clausewitz. Non essendo appassionata di politica nè di strategie militari, ho colpevolmente abbandonato le ricerche. Menzionati inoltre i marchi Gucci e Armani.
* Film che trattano lo stesso tema: A wednesday! presenta delle similarità nella trama. In Jhootha Hi Sahi (commedia) e in Karthik calling Karthik il telefono riveste un ruolo altrettanto centrale. In Shiva (2006) e in Contract il protagonista è un poliziotto giustiziere. In The killer (con Irrfan Khan) la storia dei due protagonisti si svolge quasi interamente in un taxi. In No smoking si sviluppa una pericolosa tela psicologica fra i personaggi interpretati da John Abraham e Paresh Rawal. In Kidnap (con Sanjay Dutt) si gioca al gatto e al topo. Aamir è un ottimo thriller psicologico con qualche spunto simile a Knock out. Anche Acid factory (con Irrfan Khan) rientra nel genere. Quanto alla corruzione politica: Satta, Rann.

GOSSIP & VELENI

* Sembra che il ruolo dell'ispettore di polizia in Slumdog millionaire fosse stato offerto a Gulshan Grover, il quale rifiutò, favorendo la candidatura di Irrfan Khan.
* Un ringraziamento a Mahie Gill compare nei titoli di coda. L'attrice aveva girato un'item song coreografata da Ganesh Acharya su richiesta dei produttori. In seguito il regista decise di tagliarla. Articolo di Bollywood Hungama.
* La 20th Century Fox, produttrice di In linea con l'assassino, aveva reclamato il riconoscimento dei diritti d'autore presso l'alta corte di Mumbai, ottenendo il blocco della distribuzione di Knock out. In seguito ad un ricorso presentato dai produttori indiani, il blocco venne cancellato a fronte del versamento di un cospicuo deposito di denaro. Articolo di Bollywood Hungama.
* Allan Amin pare sia un cuoco eccezionale, definito da Sanjay Dutt il migliore al mondo. Regista e cast sono tutti allegramente ingrassati nel corso delle riprese di Knock out. Mani Shankar, che ha guadagnato ben otto chili, ha rivelato che la maggior parte delle sequenze d'azione furono progettate nella cucina di Allan. Divertente articolo di Bollywood Hungama.

28 giugno 2011

MANMADHAN AMBU



Con fervente entusiasmo ho atteso di vedere Manmadhan Ambu, recente film con Kamal Haasan, Trisha e R.Madhavan che si dichiarava una frizzante commedia romantica girata in Italia in locations straordinarie. La reazione fredda del pubblico tamil doveva avvertirmi del pericolo cui andavo in contro ma non l'ho voluta ascoltare e ci ho sacrificato una domenica sera. Inutile piangere sul latte versato.


TRAMA
Ambu (Trisha) è un’attrice innamorata di un pacioccoso riccone schiavo di insicurezze e gelosie (R. Madhavan). Il tipo , per essere sicuro che la fidanzata bella e famosa non lo tradisca durante la crociera nel Mediterraneo, gli mette alle costole un investigatore privato (Kamal Haasan). I giorni passano e la ragazza non mostra alcun segno di infedeltà, l’investigatore per non perdere il posto deve inventarsi qualcosa.


Dopo una prima fase di incredulità sono scivolata nel più nero sconforto, il film non solo è oltraggiosamente scemo quanto supponente, irritante e lacrimoso, capace di provocare reazioni di violenza anche in un bradipo precedentemente sedato.

Un’esperienza dolorosa per varie ragioni:

Perché Kamal Haasan è più di una superstar ma un attore intelligente e capace, sempre votato all’originalità. Perché il suo volto è collegato a capolavori come Ambe Sivam e Virumaandi, perché è lui lo straziante mimo di Pushpak e sempre lui immobilizza con la sua tandava in Ek Duje ke liye. Kamal, incredibile ma vero, ha contribuito a realizzare questa oscenità. Errore che non gli perdonerò A VITA, o perlomeno fino a che non mi farà assistere ad un nuovo film degno di averlo nel cast.

Perché per la prima volta una pellicola viene ambientata interamente in Italia e su una nave italiana (la MSC Splendida) non si tratta di un passaggio o del video di una canzone ma della location quasi esclusiva delle riprese (fatta eccezione di alcune inquadrature a Parigi, Marsiglia e della corrida spagnola, episodio infelice che ancora stento a rimuovere dalla mente). La troupe gira davanti alla Fontana di Trevi in pieno giorno cercando di schivare le folle dei turisti, davanti al Colosseo, tra le calli veneziane e in Liguria, il film compie a suo modo un reportage della crociera classica del Mediteranno Occidentale aggiungendo ad essa un documentario sulla Serenissima. Un'occasione sprecata. L’MSC Splendida, neanche a dirlo, è splendida di nome e di fatto,  considerando che ho un debole non solo per Roma e Venezia ma anche per le navi da crociera guardare più di dieci minuti di Manmadhan Ambu diventa un’azione masochista.

Perché vedo R.Madhavan attraversare una fase infelice. E’ un bravo attore, un bel ragazzo, ha firmato molti titoli fortunati ma altrettanti da dimenticare, in questo film nella sua scena migliore lo vediamo urinare sopra al telefonino per poi rispondere alla chiamata in arrivo. E si tratta della scena migliore, evito di parlare della peggiore. Durante la proiezione distribuite sacchetti di carta come fanno le assistenti di volo.

Perché la storia è penosa e pure offensiva, perché il pretesto di inserire un amico malato del protagonista come giustificazione alla sua falsità è l’elemento più agghiacciante di un film già scandaloso di per sé.

Perché la volgarità abbonda e il finale non arriva mai. Trisha? Ci sei? Hai letto il copione prima di firmare o ti è bastato sapere che la nave MSC è dotata di un Centro Benessere? Anche il suo talento sembra essere andato momentaneamente in crociera.


Il mio giudizio sul film : Zero


ANNO : 2010

LINGUA : Tamil

TRADUZIONE DEL TITOLO : Manmadhan e Ambu sono i nomi propri dei due fidanzati in rottura

REGIA : K.S. Ravikumar

CAST:

Kamal Haasan ............. Raja
Trisha ............... Ambu
R. Madhavan......... Manmadhan


COLONNA SONORA : Devi Sri Prasad . Non ci credo!

PLAYBACK SINGERS : Kamal Haasan, Andrea Jeremiah, Priya Himesh, Suchitra, Devi Sri Prasad


QUALCOS'ALTRO

Il regista K.S. Ravikumar sta girando attualmente Rana con Rajnikant e Deepika Padukone. Aiuto.

Sito web dell' MSC Splendida, scenario di gran parte del film. Clicca qui.

24 giugno 2011

ALA MODALAINDI



Ala Modailandi è uno dei primi film stuzzicanti comparsi in un anno che per il Cinema Telegu si è aperto nel peggiore dei modi, un traguardo tutto al femminile per la regista al suo debutto (Nandini Reddy) e la superprotagonista (Nitya Menon). C’è aria di cambiamenti anche nel conservatore ambiente di Tollywood, industria che il più delle volte predilige la forma alla sostanza e che tende a tirarsi indietro quando si tratta di rischiare. Il film non espone né grossi capitali né megastars ma si ritaglia un meritatissimo, e inaspettato, successo.


TRAMA
Gautham (Nani) viene rapito da uno sprovveduto serial killer dal nome altisonante, John Abraham, che lo confonde con l’amante della figlia del suo boss; la strada è lunga e il bandito si annoia, per mantenersi sveglio durante la guida obbliga il ragazzo spaurito a raccontargli le sue avventure in amore. Conosciamo così l’affascinante Kavya (Sneha Ullal) item girl di notte e veterinaria di giorno, l’infedele Simran (Kriti Karbandha) ma soprattutto l’imprevedibile Nitya (Nitya Menon), autrice di un vero uragano nella sua vita privata.


Catene di situazioni tipo vengono affrontate con un approccio diverso, il film sembra quasi burlarsi degli ingredienti classici dei film commerciali e li rivisita con ironia. La vitalità della protagonista, Nitya Menon, attrice popolare in Kerala ma qui al suo debutto nella cinematografia Telegu, è la vera sorpresa del film, Nani, nei panni di Gautham è l’incarnazione perfetta del giovane indiano mammone e poco sicuro di sé. Piuttosto che proporre le vicende degli eroi in evidenza e intervallarle con siparietti tra attori comici in secondo piano, in Ala Modailandi tutti gli interpreti sono potenzialmente attori seri e attori comici.
Il budget per la realizzazione del film è stato molto limitato, le picturazions delle canzoni sono prive di immagini sbalorditive, lontane da coreografie elaborate o set artificiali. Da un punti di vista tecnico tutto sembra molto opaco, quasi dilettantistico, eppure la sostanza, le vibrazioni positive, i forti messaggi di indipendenza ed emancipazione femminile vincono sulla forma statica e poco glitterata.
Non senza una buona dose di intrattenimento, la sfida ai luoghi comuni si sviluppa attraverso l’irresistibilmente insensata love story tra Gautham e Nitya, la regista esordiente compie un ottimo lavoro nella sua strana re-interpretazione della routine e gli oltre cento giorni di programmazione nelle sale son pronti a suggerire che è ora di fidarsi dell’intuito delle donne e dare più possibilità ai debuttanti.


Il mio giudizio sul film ***1/2 3,5 /5

ANNO : 2011

LINGUA : Telegu

TRADUZIONE DEL TITOLO : Tutto è iniziato così

REGIA : Nandini Reddy

CAST:
Nitya Menon ………… Nitya
Nani ……………….. Gautham
Sneha Ullal …………. Kavya
Ashish Vidyarthi ………. John Abraham
Rohini …………………. La madre di Gautham
Kriti Karbandha ……………. Simran


COLONNA SONORA : Kalyani Malik

PLAYBACK SINGERS : Vedala Hemachandra, Geetha Madhuri, Kalyani Malik, Deepu


QUALCOS’ALTRO:
Nei titoli di testa tutto il cast artistico e tecnico viene presentato allo spettatore mostrando le loro foto da bambini, la canzone di sottofondo è “Ke Sera Sera” cantata da Doris Day negli anni ’60 Hollywoodiani.
Sheha Ullah è stata la giovane compagna di Salman Khan in Lucky No Time for Love (2005) .
Riferimenti a Bollywood: John Abraham, Dilwale Dulhania le Jayenge.

21 giugno 2011

PAIYAA



Stroncato dai critici, amato dal pubblico, Paiyaa è un film romantico con assaggi di commedia e di azione ma soprattutto è un fantastico musical di Yuvan Shankar Raja, promettente compositore re del box office di Kollywood. L’autore mette al servizio del film i suoi brani migliori e l’art studio, capitanato dal creativo Reejevan, costruisce set stravaganti o cerca le migliori locations naturali. Lingusamy, regista specializzato nel cinema d’intrattenimento di qualità (Bheema, Sandakozhi) non sbaglia nemmeno questa volta, la trama abbonda di clichet ma l’esecuzione vaporosa produce immediata dipendenza.

TRAMA
Shiva (Karthi Sivakumar) sta aspettando i parenti di un suo amico alla stazione centrale di Bangalore quando viene confuso per un tassista da una bellissima sconosciuta (Tamannah) accompagnata da un uomo dall’aspetto poco rassicurante. La ragazza rivela a Shiva di essere in pericolo e gli chiede di sbarazzarsi del tipo che è al suo fianco prima di riportarla dai parenti a Mumbai.  Nei tre giorni di viaggio i due avranno modo di conoscersi e innamorarsi.

Nel film non succede mai niente, o quasi, eppure l’attenzione dello spettatore resta alta per tutta la sua durata,  l’interesse non si spegne mai. Paiyaa genera da subito una piacevole sensazione avvolgente, non punta all’originalità quanto alla partecipazione, infonde relax e seduce con ritmi, immagini e colori.
Dopo il drammatico village movie ParuthiVeeran e l’avventuroso e oscuro Aiyrathil Oruvan, Karthi inizia con questo film la graduale costruzione del suo nuovo personaggio: l’eroe macho e infantile, moderno e vestito con abiti occidentali ma sempre semplice, spontaneo e disordinato, un uomo inconsapevolmente affascinante che lascia trasparire ogni sua emozione come farebbe un bambino. Il più giovane talento di casa Sivakumar dopo pochi film è già un idolo del pubblico, la sua personalità vivace vince ogni avversione o critica, l’immagine da ragazzo della porta accanto pronto a diventare un eroe continua a conquistare consensi anche nel suo film successivo, il bellissimo  Naan Mahaan Alla.
Karthi, instancabile tuttofare, è il cardine della storia ed è autore del suo successo, Tamannah è deliziosa come sempre, anzi perfetta, ma se al suo posto avessimo trovato un'altra attrice  la riuscita del film  non sarebbe stata intaccata. La trama è quasi banale eppure le energie impiegate nella sua visualizzazione sono tali da renderla unica a suo modo; non solo le buone interpretazioni, l’intesa tra i protagonisti e l’ottima colonna sonora ma anche un montaggio sapiente e saggi interventi di Editing. Sequenze d’azione vengono inserite per soddisfare l’audience della cinematografia tamil, poco abituato a comprare il biglietto di un film che si dichiara esclusivamente una storia romantica, e che ama piuttosto ritrovare sullo schermo combattimenti ritmati, coreografati, farciti di effetti speciali.
Pronto a farsi amare facilmente, Paiyaa si propone come uno stilosissimo contenitore di belle canzoni, un prodotto commerciale ma delicato e leggero, capace di trasformare un giorno anonimo in una serata piacevole. La scelta ideale per chi, come me, crede che le buone storie romantiche al cinema non siano mai abbastanza.

Il mio giudizio sul film : **** 4/5



ANNO : 2010

LINGUA : Tamil

TRADUZIONE DEL TITOLO : Un ragazzo

REGIA : Lingusamy

CAST:
Karthi Sivakumar ……………………Shiva
Tamannah ………………………… Charu
Milind Soman …………. Bali
Sonia Deepti …………. Priya



COLONNA SONORA : Yuvan Shankar Raja

PLAYBACK SINGERS: Yuvan Shankar Raja ("En Kadhal Solla"), Karthik e Sunitha Sarathy ("Suthuthe Suthuthe Bhoomi"), Benny Dayal ("Poongatre") , Haricharan ("Thuli Thuli"), Saindhavi ("Adada Mazhaida") e Rahul Nambiar


QUALCOS’ALTRO:

La protagonista femminile del film doveva essere Nayantara, l’attrice aveva chiesto però un compenso troppo alto così la scelta è caduta su Tamannah, che ha accettato di recitare nel film per molto meno fiduciosa di un positivo ritorno d’immagine.

Paiyaa è stato girato principalmente nei Ramoji Film City a Hyderabad e presso i Prasad Studios a Chennai. Le cascate della canzone "Adada Mazhaida" si trovano in Kerala. La Bombay che vediamo nel film è quasi sempre l’enorme set ricreato all’interno dei Big ND Studios, stesso allestimento utilizzato per altri titoli come Traffic Signal, Action Replayy, Dabangg e Once Upon a time in Mumbaai.

Il film ha ottenuto ottimi incassi anche in Regno Unito (al ventitreesimo posto nella classifica globale) ma soprattutto è stato un blockbuster in Malaysia al punto da diventare il primo titolo della top ten.

Le coreografie del film sono frutto della collaborazione di tre artisti : Sabeen Khan, Raju Sundaram e Brindha.

Chi sono Karthi Sivakumar e Tamannah ? Scopritelo leggendo il loro profilo nella sezione ATTORI e ATTRICI del Cinema Tamil.

20 giugno 2011

JHOOTHA HI SAHI



Con Jhootha Hi Sahi Abbas Tyrewala torna alla macchina da presa dopo il successo di Jaane Tu Ya Jaane Na, mentre la moglie Pakhi ricopre il ruolo della protagonista, oltre a redigere la sceneggiatura del film. Il risultato non è spiacevole da guardare nè troppo noioso, ma rimane comunque modesto. La narrazione è ripetitiva e priva di verve. Alcuni personaggi sono scritti con scarsa convinzione. La regia procede stancamente. Le rare sequenze divertenti sono diluite in una verbosità oceanica e in un numero eccessivo di dialoghi telefonici. John Abraham in versione Clark Kent è tenerissimo, spalleggiato da un simpatico Raghu Ram. Pakhi si impegna, e il suo aspetto da ragazza comune (non missindia-missmondo-misstutto) regala credibilità al personaggio di Mishka. La colonna sonora, composta da A.R. Rahman, è un po' anonima e certamente al di sotto della media a cui il Mozart di Madras ci ha abituati.

TRAMA

Siddharth (John Abraham) vive a Londra e gestisce con due amici una libreria. Il suo numero di telefono viene stampato per errore sui volantini che pubblicizzano un servizio sociale notturno di sostegno agli aspiranti suicidi di origine indiana. E così il sonno del nostro eroe viene all'improvviso disturbato da insolite chiamate, fra cui quella di Mishka (Pakhi).

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* In una brevissima sequenza uno dei personaggi indossa una maglietta di Star Trek. Manco a dirlo, il punto più alto del film.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* I siparietti fra la sorella di Omar e il fidanzato sono insopportabili.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
Jhootha Hi Sahi è una storia d'amore scritta e narrata in modo intelligente dal duo composto da Abbas Tyrewala e dalla moglie Pakhi. La sceneggiatura offre alcuni imprevedibili colpi di scena. Il parallelo amicizia-amore procede a zig-zag in modo coinvolgente attraverso una Londra pittoresca. Ai due protagonisti si affianca un bizzarro assortimento di personaggi che scatenano la maggior parte del divertimento, e che ricordano più Quattro matrimoni e un funerale o Notting Hill che la serie televisiva Friends. Il film ripropone il linguaggio che Tyrewala utilizzò nel suo debutto, Jaane Tu Ya Jaane Na, reiterandone lo scoppiettante umorismo giovanile, il legame fra amici e la celebrazione - ma anche la parodia - dello stile tradizionale bollywoodiano di rappresentare le storie d'amore. Tutto ciò ha una sua fresca qualità e un suo fascino. John Abraham tenta coraggiosamente di rompere lo stampo da mister muscolo e di dimostrare la sua tempra in qualcosa di più. La colonna sonora di A.R. Rahman è piena di energia, e i brani Cry cry e Maiyya Yashoda sono dei successi. Il debutto di Pakhi è sicuro. Il cast di supporto è efficace. Ognune vive il suo ruolo. E tutto contribuisce a rendere JHS divertente. Il modo di vivere degli immigrati indo-pachistani prende vita in tinte vibranti e realistiche.
Nikhat Kazmi, 21.10.10

Hindustan Times: *1/2
Il tono è davvero da sit-com americana, con conversazioni persino più banali. La finzione è totale. Jhootha Hi Sahi è inesorabilmente noioso e incontrollato. Difficile decidere cosa sconcerti di più, se il film o il cast per nulla ispirato. La storia narrata in JHS è ciò che sia chiama Trama Idiota, una trama che si basa interamente su equivoci irrilevanti allo scopo di allungare la solita sciocca premessa: un personaggio scritto a casaccio, molte sotto-trame, danze, canzoni, un altro tour guidato di Londra, colpi di scena. La protagonista dichiara: 'Fidato (*) è qualcuno di cui ti fidi'. Finito (*) significa finito. Magari questo film avesse capito quando farlo.
(*) In italiano nel testo.
Mayank Shekhar, 22.10.10

Cinema Hindi: **
Punto di forza: John Abraham
Punto debole: la narrazione asfittica

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* John Abraham - Siddharth
* Pakhi - Mishka
* Raghu Ram - Omar, amico di Siddharth
* R. Madhavan - Kabir, ex-fidanzato di Mishka (special appearance)
* Anaitha Nair - amica di Mishka (special appearance)
* Nandana Sen - special appearance
* Imran Khan - voce
* Riteish Deshmukh - voce
* Abhishek Bachchan - voce

Regia: Abbas Tyrewala
Sceneggiatura: Pakhi
Colonna sonora: è composta da A.R. Rahman con testi firmati da Abbas Tyrewala. Hello hello (solo audio) sembra l'unico brano degno di nota, anche se troppo simile a qualche traccia di Karthik calling Karthik. Una curiosità: è la prima volta che Saregama pubblica una colonna sonora anche in vinile dai tempi di Dil To Pagal Hai, ma soprattutto è la prima volta per Rahman.
Fotografia: Manoj Lobo (Jaane Tu Ya Jaane Na)
Montaggio: Shan Mohammed (Jaane Tu Ya Jaane Na) e Antara Lahiri
Traduzione del titolo: va bene anche se è un bugiardo (ringraziamo Atif)
Anno: 2010
Awards:
* Golden Kela Awards (selezione): peggior debutto femminile per Pakhi
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Hindustan Times, 11.10.10: intervista a John Abraham
* Bollywood Hungama, 13.10.10: intervista a Pakhi
* Bollywood Hungama, 19.10.10: intervista ad Abbas Tyrewala
* Bollywood Hungama, 21.10.10: intervista a John Abraham
* Bollywood Hungama, 21.10.10: dichiarazioni di Pakhi
* Bollywood Hungama, 22.10.10: intervista a Pakhi
* Bollywood Hungama, 23.10.10: intervista a John Abraham
* The Times of India, 18.12.10: dichiarazioni di Pakhi
* The Times of India, 13.01.11: dichiarazioni di Abbas Tyrewala. Il regista commenta le critiche negative rivolte a Pakhi: 'Le ero troppo vicino per poterla dirigere con obiettività. Le devo le mie scuse.'
* Video: Making of JHS, prima, seconda e terza parte (AMIAMO la guardia del corpo di John: UN MITO *****. Peccato non fosse nel cast del film)
* Bollywood Hungama, 18.08.10: video della partecipazione di John Abraham a MTV Roadies - Season 8, programma condotto da Raghu Ram
* Bollywood Hungama, 28.09.10: video della presentazione della colonna sonora
* Bollywood Hungama, 14.10.10: intervista video a Pakhi
* Bollywood Hungama, 21.10.10: video con John Abraham. La star incontra un gruppo di fortunati fan e risponde alle loro domande

CURIOSITA'

* Abbas Tyrewala ha collaborato ai dialoghi e/o alle sceneggiature di diverse pellicole di successo, fra cui Asoka, Munna Bhai M.B.B.S., Maqbool, Main Hoon Na, Salaam Namaste. Ha inoltre scritto e diretto Jaane Tu Ya Jaane Na.
* Pakhi ha in realtà debuttato nel 2002 in Yeh Kya Ho Raha Hai?. JHS le regala il primo ruolo da protagonista.
* Raghu Ram è un volto noto di MTV India. Raghu e il fratello gemello Rajiv appaiono in Tees Maar Khan.
* Il lancio di JHS ha previsto una sequenza d'azione effettuata da John Abraham dal vivo. La star ha scalato una parete in Gulmohar Road, Juhu, ricoperta da un telo su cui giganteggiava lo slogan 'John Abraham è un bugiardo'. Una volta in cima, l'attore ha sciolto il telone, ed è apparsa un'enorme locandina del film. Video. Fra le altre attività promozionali, John si è anche prestato come commesso in una libreria.
* Sembra che JHS sia il secondo capitolo di una trilogia dedicata a tre differenti età. Pare però che, dopo il flop di JHS, Tyrewala stia scrivendo un thriller, e che abbia accantonato le commedie romantiche.
* Manasi Scott, che in JHS interpreta il ruolo della fidanzata di Siddharth, è una cantante. Video di una sua esibizione live. JHS segna il suo debutto a Bollywood.
* Le voci maschili che chiamano Siddharth in piena notte sono quelle di Imran Khan, Riteish Deshmukh e Abhishek Bachchan.
* Riferimenti a Bollywood: Aamir Khan, Kaagaz Ke Phool, Jaane Tu Ya Jaane Na. Nei titoli di testa si ringrazia Karan Johar.
* Riferimenti all'Italia: nei titoli di testa sono citati i marchi Benetton e Fila. Siddharth possiede un frigo Smeg color panna. Mishka appioppa al misterioso interlocutore telefonico il nomignolo di Fidato.
* Film che trattano lo stesso tema: in Anjaana Anjaani un doppio tentato suicidio avvicina i due protagonisti. In Karthik calling Karthik il telefono gioca un ruolo importante.

GOSSIP & VELENI

* Abbas e Pakhi Tyrewala si sono conosciuti sul set di Jaane Tu Ya Jaane Na, ma sembra sia stato Abraham ad insistere perchè Pakhi venisse scritturata in JHS. Abbas in precedenza aveva bocciato la candidatura di Pakhi per JTYJN.
* Nei giorni scorsi John Abraham ha confermato la rottura con Bipasha Basu. Ragazze: c-a-l-m-a! Prima compiliamo l'application form, poi ci mettiamo in fila per proporci (senza spingere, grazie).
* La moglie di Raghu Ram è l'attrice Sugandha Garg, la simpaticissima Zoya di Tere Bin Laden.
* John Abraham e Anaitha Nair hanno interpretato insieme un altro titolo distribuito nel 2010, lo sfortunato Aashayein.
* Pakhi ha raccontato di essere stata in passato innamorata di John Abraham. In occasione del primo incontro con la star, grazie a JHS, dopo lo scambio di saluti Pakhi per l'imbarazzo andò a sbattere contro una vetrata. Comprensibile.
* Pakhi e Shahid Kapoor a Delhi erano praticamente vicini di casa, e hanno frequentato per un limitato periodo di tempo lo stesso istituto scolastico. Vedi a nascere in India? Un tripudio di celebrità ovunque!

17 giugno 2011

HAUNTED 3D

Il cinema stereoscopico, proposto al pubblico per la prima volta negli anni 20, è nella, sua evoluzione moderna, l'ultima strategia hollywoodiana per portare nuovi spettatori al cinema e combattere la pirateria.
In India, dove sicuramente ci sono meno problemi ad invogliare le  persone ad uscire di casa per gustarsi un film in sala, a patto che si tratti di un prodotto di buona qualità, la prima pellicola in 3D risale al 1984 ed è Malayali, My Dear Kuttichathan. Nel 1985 esce in Hindi Shiva Ka Insaaf,  protagonista il mitico Jackie Shroff, che mantello sulle spalle, lotta contro i cattivi.(*)
Avatar ha rivoluzionato la tecnologia stereoscopica, Vikram Bhatt, incantato dal lavoro di James Cameron, ha voluto adottarne la tecnica. Il risultato è Haunted, il cui successo ha spinto Bhatt, ad annunciare il suo prossimo film in 3D, Dangerous Ishq. Buon divertimento.

(*) Un assaggio di Shiva Ka Insaaf.

TRAMA

Rehan (Mahakshay Chakraborty) arriva a Dalhousie per affari di famiglia: deve curare la vendità di una grande villa, la Glen Manor. Il ragazzo scoprirà ben presto che la casa nasconde un terribile segreto.

RECENSIONI

The Times of India ***
Se il film funziona, e funziona pittosto bene, è solo grazie ai suoi effetti spaciali. Godere l'horror in 3D è una nuova esperienza per lo spettatore, soprattutto se è realizzato brillantemente. Ogni volta che gli spiriti balzano verso di te, cacciano fuori la lingua o agitano i lombi, si fa un balzo indietro sulla poltroncina. E sì, ci sono molti fantasmi che fanno spaventose acrobazie. Un gran divertimento.
Volete gridare? Guardate Haunted.
La recensione integrale.

Bollywood Hungama *** 1/2
L'ultima parola? Haunted non entra nella categoria dei film horror di cattivo gusto, stereotipati, posticci e brutali. Al contrario si tratta di una pellicola avvincente, ben congegnata e ben narrata, 3D o non 3D. Perfetta per chi ama essere spaventato!
Taran Adarsh, 05.05.11
La recensione integrale.

Diana ***
La situazione è  tipica di molti film del genere: una casa isolata, defunti che non trovano pace, un mistero da risolvere e il maligno da contrastare. La realizzazione è buona (purtroppo  in Italia non possiamo valutare la riuscita del 3D) ma quello che rende questo film speciale sono i suoi difetti che diventano pregi. Una storia non particolarmente originale eppure avvincente, l'imperfezione di alcuni effetti speciali posticci ma affascinanti, persino Tia Bajpai, classe 1989, che sembra recitare la parte di una bambina sciocca, in realtà è giusta, ma soprattutto l'atmosfera del film, cupa, tesa, pesante,  che è la forza del film. Haunted 3D racconta una storia tragica, calca la mano sul dramma, è angoscioso eppure diverte. E ci si spaventa pure!

Il bello:
- La durata del film. Un horror di 2 ore e 20: che scorpacciata!
- Rehan che balla una buffissima break dance per Meera, un momento davvero tenero.
- Il look un po' trucido, in un certo senso arcaico di tutta la pellicola. Affascinante.
- Arif Zakaria: bravo!
- Il film è piuttosto drammatico, eppure con un po' d'ironia è facile che la persistenza e l'irrefrenabile ossessione del Professor Iyer per Meera ricordi la tenacia di certe "sanguinarie" fan bollywoodiane.

Il brutto:
-  Molti elementi di Haunted 3D sono già presenti in altri film horror e di fantasmi. Porte che sbattono, ombre fugaci e diversi richiami a L'Esorcista, suscitano, a tratti, una sensazione di già visto, senza togliere tuttavia suspance e gusto.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Rehan - Mahakshay Chakraborty
Meera - Tia Bajpai
Margaret - Achint Kaur
Professor Iyer - Arif Zakaria
Il vagabondo - Sanjay Sharma

Regia di Vikram Bhatt

Sceneggiatura di Amin Hajee

Musiche di Chirantan Bhatt

Prodotto da Vikram Bhatt e Arun Rangachari

Distribuito da ASA Production and Enterprises Pvt. Ltd., Dar Motion Picture e BVG Films

Anno 2011

CURIOSITA'

- Haunted 3D sarà il primo film in Hindi ad essere doppiato in spagnolo.
L'articolo integrale.

- La figlia sedicenne di Vikram Bhatt, Krishna, che è solita assistere il padre sul set, compare per pochi istanti nel film  nei panni di una giovane che suona il pianoforte.
L'articolo integrale.

- Mahakshay Chakraborty, al suo debutto, è il figlio di Mithun Chakraborty, famoso e premiatissimo attore di film Hindi e Bengali.

La pagina facebook dedicata al film.

16 giugno 2011

STANLEY KA DABBA


Il nome di Amole Gupte è indissolubilmente legato al film Taare Zameen Par. Insieme alla moglie, Deepa Bhatia, che infatti compare nei crediti nella sezione concept, research e editing, Gupte aveva ideato e scritto TZP. Inizialmente doveva esserne anche il regista, trovò lui Darsheel Safary, il magnifico volto di Ishaan, il bambino protagonista di Taare Zameen Par,  ma a causa di quelle che furono dichiarate divergenze artistiche, lasciò il progetto e la regia passo ad Aamir Khan, produttore e star della pellicola. Ad Amole Gupte rimasero il riconoscimento di direttore creativo e, evidentemente, la voglia di realizzare una storia tutta sua.

TRAMA

Stanley (Partho Gupte) è un ragazzino sveglio e vivace, pieno di amici. Arriva a scuola molto presto e non ha mai il pranzo con sè, ma lui e i compagni dividono con naturalezza giochi e pasti. Nessun problema se non fosse per uno stravagante quanto noncurante insegnante di Hindi, Babubhai Verma (Amole Gupte), ossessionato dal cibo.

RECENSIONI

The Times of India ***1/2
Amole Gupte con i bambini è magico, forse perchè è più uno psicologo che un regista. Dopo aver firmato la sceneggiatura di Taare Zameen Par, ora scrive e dirige Stanley Ka Dabba, un altro film che scalda il cuore descrivendo ragazzini che sono solo ragazzini, con i loro problemi e i loro abbandoni, e descrivendo adulti che sono proprio adulti, con le loro idiosincrasie, manie e la loro segreta angoscia. La bellezza di SKD è nella sua pura semplicità e nella sua autenticità. L'altro punto di forza è costituito dalle performance sincere, anche se alla fine sono i bambini a guadagnarsi tutte le lodi, in particolar modo il piccolo Partho, il cui Stanley accompagna lo spettatore a lungo dopo i titoli di coda.
Nikhat Kazmi, 12.05.11
Recensione integrale.

Hindustan Times ***
I bambini sono naturalmente spontanei, e dunque nel film non sembra che recitino una parte. Una camera manuale li segue nel corso di un intero anno scolastico. Lo spettatore intuisce dove la storia va a parare, la narrazione risulta un po' piatta, ma non importa. Stanley Ka Dabba nasce da numerosi workshop effettuati durante i fine settimana in una vera scuola di Mumbai. E si vede. Il realismo che traspare dalla pellicola cattura il pubblico in modo caldo e dolce. Gli spettatori portano a casa qualcosa che hanno sperimentato.
Mayank Shekhar, 13.05.11
Recensione integrale.

Diana **1/2

E' stato impossibile per me guardare Stanley Ka Dabba senza pensare a TZP. Le due pellicole hanno tanto in comune, disegni animati dal tratto infantile nei titoli di testa, il protagonista che in entrambe è un bambino, l'ambiente scolastico popolato per lo più da più insegnanti ciechi ed insensibili tra i quali se ne distingue almeno uno illuminato, i giri solitari di Stanley per la città, il modellino di un faro (anzichè di una barca), il talento di scrivere (invece che di disegnare) e dei piccoli che danzano ad una recita scolastica, eppure questi due film sono davvero diversi. TZP è di molto superiore e il paragone mortifica quest'ultimo progetto di Gupte che già di per sè non è impeccabile. Nonostante le buone intenzioni, infatti, la storia non convince. Stanley è un bambino speciale, viene notato mentre danza in un parco ed invitato a partecipare ad uno spettacolo, scrive temi divertenti, inventa storie fantasiose, è un leader tra i compagni e pensa esperimenti di scienze che nessuno immaginava: perchè non raccontare invece la storia di un ragazzino magari non al di sotto ma almeno nella media?
Si apprezza la vitalità di Stanley, la sua inscalfibile positività nonostante la  sua situazione, invece il comportamento del suo "antagonista", Babubhai Verma, detto Khadoosnon trova spiegazioni neanche alla fine.
Seppure sia innegabile, quindi, che il film possegga alcuni pregi, bellissima e straziante la scena in cui
Stanley beve fino a riempirsi lo stomaco d'acqua per controllare i morsi della fame,  presto ci si rende conto che gira tutto intorno ad un portavivande. Riduttivo, soprattutto se si tiene conto dei temi che Stanley Ka Dabba si propone di affrontare: il lavoro minorile e la vulnerabilità dei più piccoli.
Buone le interpretazioni: molto carina 
Divya Dutta, nei panni dell'insegnante d'inglese.

Il bello:
- L'amicizia tra i bambini. Quando "loro" sono gli adulti e "noi" quelli che giocano instancabili nel cortile assolato della scuola.
- Il film è stato girato senza interferire con la quotidianità dei piccoli protagonisti, nè con la loro routine scolastica, di sabato o nei giorni di vacanza e per non più di cinque ore di seguito.
Sui titoli di coda è, inoltre, indicata la possibilità di  supportare l'impegno contro il lavoro minorile, tema a cui è dedicata una sezione del sito ufficiale del film, The Tree of Hope.

Il brutto:
- L'insegnante scroccone è una figura che lascia piuttosto perplessi. Essendo un personaggio centrale, anzi la causa scatenante alla base di tutta la vicenda, una certa perplessità si riflette su tutto il film.
- Nell'ultimissima scena Stanley mente a proposito della persona che gli ha preparato il pranzo. Una scelta per il finale che non ho condiviso.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Rosy Miss, l'insegnante d'Inglese - Divya Dutta
Mrs. Iyer, l'insegnante di Scienze - Divya Jagdale
Rajendranath Zutshi, l'insegnante di Storia - Raj Zutshi
Parshu - Aditya Lakhia
Il Preside - Rahul Singh
L'insegnante di Matematica - Shiv Subramaniyam
L'insegnante d'Arte - Kadambari Shantshree
Babubhai Verma, l'insegnante di Hindi - Amole Gupte
Stanley - Partho Gupte

Scritto, diretto e prodotto da Amol Gupte

Musiche di Hitesh Sonik, testi di Amol Gupte

Distribuito da Fox Star Studios e Amole Gupte Cinema Pvt. Ltd.

Anno 2011

CURIOSITA'
- Durante la promozione, Amole Gupte ha indetto un concorso on line per i ragazzini tra i 9 e i 15 anni che avrebbero assistito al film. Tutti sono stati invitati a comporre un tema, a scrivere le proprie riflessioni su Stanley Ka Dabba. Il progetto ha preso il nome di The Great Wall Of Stanley.
- Stanley è interpretato da Partho Gupte, il delizioso figlio di Amole Gupte, alla sua prima esperienza.
- In una bella intervista, Amole spiega come Stanley Ka Dabba, sia ispirato anche al proprio vissuto. Il film è stato girato all'interno della scuola Holy Family ad Andheri, Mumbai, quella frequentata da bambino dallo stesso Gupte.
L'intervista completa.
 - Stanley Ka Dabba è stato proiettato al Giffoni Film Festival del 2011, conquistando l'ActionAid Award. Per saperne di più clicca qui.

Il sito ufficiale del film.

15 giugno 2011

ALLAH KE BANDAY



Allah Ke Banday è pieno di buone intenzioni, accompagnate da una regia a tratti potente, da un cast impeccabile, da un montaggio al cardiopalma, da una colonna sonora coinvolgente. Il soggetto è interessante, anche se non originale, ma viene purtroppo vanificato da una sceneggiatura che, principalmente nel secondo tempo, perde vigore e credibilità. I personaggi non convincono del tutto, malgrado le brillanti performance degli attori. Qualche esagerazione nelle caratterizzazioni, qualche episodio poco realistico e del sentimentalismo non necessario completano il quadro.

I giovani interpreti sono naturali e godibili, e dominano il tempo più riuscito: il primo. Si perdonano alcune cadute di tono perchè la storia sembra comunque crescere bene. Naseeruddin Shah regala un brivido mortale, nonostante il suo personaggio sia surreale. Nel secondo tempo la sceneggiatura si smaglia. La storia d'amore lascia perplessi. Atul Kulkarni, uno dei più raffinati attori indiani, è sprecatissimo (*). Si distinguono solo le performance degli ottimi Sharman Joshi e Faruk Kabir (che è anche il regista del film). E un paio di minuti di cinema immenso: l'uscita di scena di Naseeruddin Shah, una breve sequenza perfetta per concezione e per realizzazione, da ricordare sino in punto di morte.
(*) Aggiornamento del 16.06.11 - Atul Kulkarni ha cortesemente risposto ad un nostro messaggio nel suo profilo in Twitter: 'Grazie mille!!! Sì, nel corso delle riprese qualcosa andò storto nella sceneggiatura e nel montaggio, ma grazie per aver notato il lavoro!' (testo originale). Ringraziamo Atul per la sua estrema gentilezza.

TRAMA

Yakub (Varun Bhagwat) e Vijay (Madan Deodhar) sono due dodicenni che crescono in mezzo al crimine in uno slum di Mumbai. Yakub è orfano, ed è stato adottato dalla madre di Vijay. La donna è seriamente malata e necessita di cure costose. I ragazzi decidono dunque di mettersi in proprio, scavalcando il boss locale. Ma qualcosa va storto. I due vengono rinchiusi per undici anni in un carcere minorile, diretto da un lugubre funzionario (Naseeruddin Shah). Scontata la pena, Yakub (Faruk Kabir) e Vijay (Sharman Joshi), ormai adulti, tornano nel loro quartiere, pronti alla conquista.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Naseeruddin Shah: il suo personaggio non è del tutto riuscito, ma l'attore è da santificazione immediata.
* Sharman Joshi, che offre forse la sua migliore (ad oggi) interpretazione. Inoltre in AKB è fighissimo, il che non guasta.
* I titoli di testa, commentati dal brano Rabba Rabba. Ispirati a Slumdog millionaire, e va bene, ma ugualmente coinvolgenti.
* Zakir Hussain abbigliato e truccato da prostituta in una delle rare scene divertenti di AKB.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* I soliti cliché bollywoodiani, inaccettabili in un film come AKB che, per altri versi (il tema trattato della criminalità infantile e delle condizioni disumane negli istituti carcerari minorili; la realizzazione da guerrilla filmmaking), è piuttosto innovativo per gli standard della cinematografia hindi: qualche lampo di recitazione carica, la madre malata e il rapporto zuccheroso con i due protagonisti, l'eroe negativo (il direttore del riformatorio) dipinto a tinte forti, troppe semplificazioni e ingenuità nelle vicende rappresentate nel secondo tempo, l'amore a prima vista, la fidanzata di Vijay che non si pone alcun interrogativo sulla vita criminale di lui, l'eroe positivo (interpretato da Atul Kulkarni) troppo angelico e sdolcinato, la scappatoia finale senza conseguenze penali, eccetera.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
La pellicola brasiliana City of God ha ispirato molti registi indiani che hanno scelto di raccontare la vita dei ragazzi di Dharavi. Anche Faruk Kabir ha tratto spunto da quel classico, ma il suo linguaggio e la sua rappresentazione sono originali. Allah Ke Banday non intende intrattenere, e suscita nello spettatore un lamento silenzioso per l'innocenza perduta. Il punto di forza del film sono le interpretazioni efficaci e l'autenticità dello scenario. Girato nelle località reali, AKB colpisce grazie alla sua energia visuale. Sia Sharman Joshi che Faruk Kabir recitano con fuoco e con verve, ma è il cameo di Naseeruddin Shah a rubare la scena. E tenete d'occhio Faruk Kabir: è davvero promettente, sia come regista che come attore.
Nikhat Kazmi, 26.11.10

Hindustan Times: **
Molti ritengono che Dharavi sia lo slum asiatico più esteso, ma in realtà non è nemmeno il più vasto di Mumbai, se rapportato a Mankhurd, a nord di Dharavi, o all'area di Mira Road, nella parte nordoccidentale della città. Ma Dharavi sembra rimanga lo slum preferito dal povertariato urbano. Crimini efferati e ragazzini dotati di armi automatiche rimangono del tutto al di sotto del radar dei media. La polizia si fa notare per la sua completa assenza. Il regista ci conduce in un inferno oscuro. Il film brasiliano City of God è il riferimento. L'azione è eseguita in modo teso, ma l'esito è terribilmente insoddisfacente e semplicistico. Questo genere cinematografico mumbaita che ha tratto origine da Satya richiede ora un serio aggiornamento (Maqbool rappresentava tutta un'altra mitologia). Il terrorismo ha rimpiazzato la mafia di strada degli anni settanta. Il venerdì nero del 1993 ha alterato, probabilmente per sempre, il gioco, il campo da gioco e le sue regole. Le gang e gli slum non sono più gli stessi. Questo aspetto sarebbe un male minore se solo lo scenario di Allah Ke Banday non fosse così protagonista, ma sfortunatamente lo è.
Mayank Shekhar, 26.11.10

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: le interpretazioni, su tutte quella offerta da Naseeruddin Shah (*****).
Punto debole: la sceneggiatura inadatta al soggetto e alle intenzioni.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Madan Deodhar - Vijay
* Varun Bhagwat - Yakub
* Sharman Joshi - Vijay adulto
* Faruk Kabir, al suo esordio - Yakub adulto
* Naseeruddin Shah - il direttore del carcere minorile
* Atul Kulkarni - il maestro
* Zakir Hussain - Ramesh

Regia: Faruk Kabir, al suo esordio
Sceneggiatura: Faruk Kabir
Colonna sonora: è piuttosto interessante, ed è composta da un nugolo di musicisti. I Kailasa di Kailash Kher firmano Kya Hawa Kya Baadal; Chirantan Bhatt (Haunted) compone Maula; Hamza Faruqui firma Mayoos (magistralmente interpretata da Sunidhi Chauhan). Tarun & Vinayak compongono Rabba Rabba nonchè l'incalzante commento musicale.
Fotografia: Vishal Sinha (Bhoot)
Montaggio: Sandeep Francis (Mangal Pandey)
Traduzione del titolo: popolo di Dio (fonte: BollyMeaning)
Anno: 2010

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Bollywood Hungama, 02.11.10: intervista a Faruk Kabir
* Bollywood Hungama, 09.11.10: live chat con Sharman Joshi
* Hindustan Times, 06.12.10: dichiarazioni di Faruk Kabir
* Bollywood Hungama, 04.10.10: intervista video a Faruk Kabir, prima, seconda, terza e quarta parte
* Bollywood Hungama, 06.10.10: intervista video a Sharman Joshi
* Bollywood Hungama, 24.11.10: intervista video a Naseeruddin Shah
* Times Now: intervista video a Naseeruddin Shah
* Bollywood Hungama: lista di tutti i link agli articoli e ai video dedicati ad AKB

CURIOSITA'

* Faruk Kabir offrì a diversi attori (Shreyas Talpade, Kunak Khemu, Siddharth, Imran Khan) il ruolo di Yakub adulto, ma nessuno accettò. A due settimane dall'inizio delle riprese, Faruk decise di interpretarlo lui stesso.
* La quasi totalità delle sequenze di AKB sono state girate in location reali, spesso adottando la tecnica nota come guerrilla filmmaking: la produzione non disponeva di fondi a sufficienza per pagare i permessi per lunghi periodi, permessi talvolta difficili da ottenere.
* Molte scene di AKB sono state girate in un carcere minorile. Pare che i giovani detenuti fossero così eccitati dall'evento che risultava impossibile tenerli lontani dal set, sino a quando la produzione non decise di noleggiare dei dvd da distribuire nelle celle. Ma, all'arrivo di Naseeruddin Shah, la marea di ragazzini invase nuovamente il set. Naseeruddin, colpito dall'affetto di questi specialissimi fan, ordinò biryani, dolci e frutta per tutti. Articolo originale.
* Il video promozionale di Kya Hawa Kya Baadal vede protagonisti ben 1.000 ragazzi di età compresa fra i 5 e i 15 anni. Pare che per la prima volta dopo i tragici attacchi terroristici del novembre 2008 le autorità abbiano autorizzato un raduno di giovani di tale entità nell'area del monumento simbolo di Mumbai: la porta dell'India. I ragazzi provenivano dagli slum, dalle scuole pubbliche, dagli istituti privati. Vi erano anche alcuni stranieri. Le riprese sono durate dodici ore. Un esercito di 75 guardie di sicurezza e di 100 assistenti per l'infanzia garantiva l'incolumità dei piccoli. Articolo originale.
* Nel corso di un evento promozionale, Naseeruddin Shah e Faruk Kabir hanno incontrato i ragazzi ospitati in un carcere preventivo. Video diffuso da Bollywood Hungama.
* Faruk Kabir e il produttore del film hanno fondato la AKB Foundation con lo scopo di sostenere finanziariamente l'educazione scolastica dei ragazzi meno abbienti.
* Allah Ke Bande è il titolo di uno dei più grossi successi di Kailash Kher, incluso nella colonna sonora di Waisa Bhi Hota Hai Part II, pellicola di culto del 2003.
* Riferimenti a Bollywood: quando Vijay rivela a Yakub di aver incontrato una ragazza speciale, Yakub lo canzona affettuosamente accennando al celeberrimo brano Kuch Kuch Hota Hai.
* Riferimenti all'Italia: AKB si apre con una citazione di Maria Montessori tratta da Educazione per un mondo nuovo (1947): 'Se vi è per l'umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l'uomo'. Una curiosità: Maria Montessori si recò in India durante la seconda guerra mondiale per diffondere la sua opera pedagogica.
* Film che trattano il tema dell'infanzia negli slum: Traffic signal, Slumdog millionaire (produzione internazionale), Thanks Maa. Jail punta il dito contro il sistema carcerario indiano. Innumerevoli sono le pellicole che denunciano la criminalità organizzata negli slum. Una su tutte: Satya (vedi anche le note a Once upon a time in Mumbaai). Quanto ai romanzi, vi segnaliamo: La città della gioia (genere ibrido, per la verità), Le dodici domande, Il bambino con i petali in tasca.

GOSSIP & VELENI

* Faruk Kabir e Rukhsar (che in AKB interpreta la moglie del maestro) si sono sposati in segreto il 23 marzo 2010.
* Ignoriamo se si sia trattata solo di una manovra pubblicitaria o se davvero la cosa abbia avuto un seguito, comunque questo articolo di Hindustan Times rivela che Faruk Kabir progettava di intentare una causa ai danni delle autorità governative responsabili dei carceri minorili in India. Il regista, durante le ricerche effettuate per AKB, rimase scioccato dalle disumane condizioni in cui versavano i giovani detenuti. I ragazzi rimangono reclusi a scopo preventivo per lunghissimi periodi di tempo, senza che venga loro garantita l'assistenza legale d'ufficio. Nelle strutture che li accolgono non esistono programmi rieducativi, malgrado siano previsti dalla legge. Sembra che Naseeruddin Shah e Sharman Joshi avessero offerto il loro appoggio all'iniziativa.

Naseeruddin Shah in visita ad un carcere preventivo

12 giugno 2011

KHELEIN HUM JEE JAAN SEY



Khelein Hum Jee Jaan Sey è ambientato negli anni trenta del secolo scorso, e si basa sul libro Do and die: the Chittagong uprising 1930-1934 (1999) di Manini Chatterjee. Il genere storico in India di solito non incontra un grande successo al botteghino, a meno che la sceneggiatura non rielabori pesantemente i fatti, puntando sull'intrattenimento e generando un film in costume. Ricordiamo in tal senso due luminosi esempi, Lagaan e Jodhaa Akbar, entrambi diretti da Ashutosh Gowariker. Ma Gowariker con KHJJS non ripete la magia: la pellicola risulta didattica e dettagliata in modo eccessivo, con un ritmo lento e poco accattivante. La ricostruzione scenografica è lodevole, ed è l'unico aspetto tecnico degno di nota. La sceneggiatura, i dialoghi, la fotografia e il montaggio risultano al contrario piuttosto spenti. Abhishek Bachchan non sfigura nel ruolo di Surjya, anche se la sua eleganza e la sua pacatezza forse stridono con l'immagine del rivoluzionario. Sikander Kher e Vishakha Singh sono impeccabili.

Ma c'è un altro aspetto, efficacemente sottolineato dal critico di Hindustan Times, che disturba lo spettatore: la leggerezza (in senso negativo) con cui viene rappresentato sullo schermo l'arruolamento di un folto gruppo di adolescenti - un paio, pare, appena tredicenni - nelle fila della lotta armata. Già la premessa risulta debole (la mancanza di uno spazio dove giocare a calcio, il pestaggio di uno dei ragazzi da parte di un ufficiale britannico). A peggiorare le cose, la rapidità con cui gli adulti - pur di raggiungere i propri scopi - accettano l'offerta di collaborazione degli adolescenti, senza soppesarne i risvolti etici. L'addestramento è quasi un gioco. Ai ragazzi viene insegnato a maneggiare armi e a costruire bombe rudimentali. E non si esita a mandarli in prima linea ad ammazzare e a farsi ammazzare.
Il fine - l'indipendenza dell'India - sembra giustificare i mezzi. Difficile da digerire. KHJJS non solleva la questione della responsabilità morale: chi ha sulla coscienza la morte di tutti quegli adolescenti? Solo i dominatori britannici o anche i rivoluzionari indiani? KHJJS non è un film d'intrattenimento in costume (a cui avremmo perdonato molte cose), ma nemmeno un imparziale documentario storico: le figure (e le scelte) di Surjya e dei suoi compagni sono rappresentate in modo apologetico, giustificate dalla battuta finale (in risposta al giudice britannico che chiede conto del coinvolgimento dei ragazzi) 'In questo Paese nemmeno i bambini vi vogliono'. Argomento debolissimo, se esposto dinanzi ai cadaveri crivellati di colpi di quasi una sessantina di adolescenti e dinanzi al dolore devastante dei loro genitori (aspetto quest'ultimo a cui nel film si dedicano solo rapidi accenni). KHJJS è un ibrido mal riuscito che scontenta tutti.

TRAMA

La storia narrata in KHJJS è idealmente divisa in tre parti: l'arruolamento di un gruppo di ragazzi da parte di un movimento indipendentista e la preparazione di una spettacolare serie di attentati; la rappresentazione di cinque attacchi simultanei ad altrettante postazioni strategiche dell'autorità coloniale; la successiva fuga e la cattura dei rivoluzionari.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Gowariker ha effettuato ricerche per più di un anno per documentarsi. Il materiale fotografico recuperato è scarsissimo. Nei titoli di coda, il regista ha deciso di affiancare le immagini reali di ciascun personaggio storico a quelle degli attori. In alcuni casi ha utilizzato le uniche fotografie disponibili: corpi senza vita di adolescenti. Scelta discutibile.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
Basato sul libro Do and Die: the Chittagong uprising 1930-1934 di Manini Chatterjee, Khelein Hum Jee Jaan Sey documenta un capitolo di storia indiana, narrando le gesta di eroi reali. Guidato da Surjya Sen (Abhishek Bachchan), un maestro di scuola, il gruppo di rivoluzionari, composto principalmente da ragazzi, organizza un raid contro l'occupazione britannica nella lontana Chittagong. Il 18 aprile 1930 vengono simultanemante attaccate diverse postazioni britanniche. Ashutosh Gowariker ha ottenuto un grande successo con Lagaan e con Jodhaa Akbar, ma uno dei suoi film colpisce per l'eccellenza cinematica: Swades. Swades parla di amore per il proprio Paese in modo morbido, sottile e sensibile. KHJJS riecheggia un tema simile in un simile tenore. Celebra lo stesso sentimento di devozione con la stessa raffinatezza. Il punto di forza di KHJJS è il fatto che combina un grande dramma ad una grande misura. La pellicola si sviluppa come un avvincente thriller, con molta azione e nessun pulp patriotico. Al contrario, il regista presenta con gentilezza lo spirito nazionalista. Il film offre un cast interessante, con parecchi attori giovani. Abhishek Bachchan è semplice, ordinato e recita col cuore. Anche il risvolto romantico della vicenda è sotto tono. Lo stile e la fotografia evidenziano la ricerca del dettaglio. Ma è la narrazione di Gowariker e il tentativo di rappresentare la storia con ritmo a regalare a KHJJS il suo movimento e a convogliare il messaggio.
Nikhat Kazmi, 02.12.10

Hindustan Times: *1/2
In Khelein Hum Jee Jaan Sey manca un dibattito sull'argomento trattato. La sceneggiatura è blanda e non tiene conto delle implicazioni che la trama pone. Il climax è la sola storia narrata. Il film è fedele al libro di cui è un adattamento (Do and Die: the Chittagong uprising 1930-1934 di Manini Chatterjee). E lo abbiamo capito. Ma Gowariker - al solito super generoso in quanto a montaggio e senza pietà nei confronti dell'intorpidito pubblico - non ne è sicuro: più di due ore e mezza di pellicola richiedono pazienza estrema, non patriottismo, per navigare in quella che sembra una pagina di Wikipedia.
Mayank Shekhar, 03.12.10

Cinema Hindi: **1/2
Punto di forza: la scenografia, le interpretazioni di Abhishek Bachchan e di Sikander Kher, la freschezza dei giovanissimi attori. Alcune sequenze nella fase dell'arruolamento. Altre, molto crude ed emotive, nella fase della fuga.
Punto debole: la sceneggiatura, il montaggio, la lunghezza eccessiva. Il film risulta lento, soporifero. La rappresentazione degli attentati è noiosissima. KHJJS non pone alcun interrogativo sulla scelta operata dai rivoluzionari di affidare una missione così pericolosa a degli adolescenti.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhishek Bachchan - Surjya Sen
* Deepika Padukone - Kalpana Datta
* Sikander Kher - Nirmal Sen
* Vishakha Singh - Pritilata Waddedar

Regia: Ashutosh Gowariker
Sceneggiatura: Ashutosh Gowariker e Raoul V. Randolf
Colonna sonora: Sohail Sen (What's Your Raashee?) ha composto per KHJJS alcune canzoni e alcuni brani strumentali del tutto dignitosi. Il celebre paroliere Javed Akhtar ha tradotto in hindi i versi in sanscrito di Vande Mataram: pare sia stato il primo tentativo in tal senso (video). La title track è piuttosto piacevole.
Scenografia: Nitin Desai (Devdas)
Fotografia: Kiran Deohans (Jodhaa Akbar) e Seetharam Sandhiri
Montaggio: Dilip Deo (Wanted)
Traduzione del titolo: la traduzione offerta da BollyMeaning non è chiarissima. Lo stesso Gowariker ha dichiarato in questo articolo pubblicato da Mid Day di aver utilizzato il termine khelein non nel significato di gioco. Azzardiamo, in senso traslato e non letterale: 'mettiamo in gioco la nostra vita'. In senso più ampio, tenendo conto del tema di KHJJS: 'siamo pronti a tutto, anche a rischio della vita, per la libertà'. (Ringraziamo Atif per i preziosi suggerimenti).
Anno: 2010
Sito ufficiale
Canale ufficiale in YouTube

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Hindustan Times, 15.08.10: dichiarazioni di Ashutosh Gowariker
* Hindustan Times, 15.10.10: dichiarazioni di Ashutosh Gowariker
* Hindustan Times, 08.11.10: dichiarazioni di Sikander Kher
* Hindustan Times, 15.11.10: intervista ad Abhishek Bachchan
* Bollywood Hungama, 01.12.10: intervista ad Ashutosh Gowariker, prima e seconda parte
* The Times of India, 01.12.10: dichiarazioni di Ashutosh Gowariker
* Hindustan Times, 01.12.10: dichiarazioni di Abhishek Bachchan
* Bollywood Hungama, 02.12.10: dichiarazioni di Ashutosh Gowariker
* Bollywood Hungama, 02.12.10: intervista ad Abhishek Bachchan
* The Times of India, 02.12.10: intervista a Deepika Padukone
* The Times of India, 02.12.10: dichiarazioni di Deepika Padukone
* Bollywood Hungama, 24.11.10: intervista video ad Ashutosh Gowariker e ad Abhishek Bachchan, prima e seconda parte
* NDTV, 26.11.10: intervista video ad Ashutosh Gowariker, Abhishek Bachchan e Deepika Padukone, raccolta da Anupama Chopra
* India-Forums, 03.12.10: video della prima, con Ashutosh Gowariker, Abhishek Bachchan, Deepika Padukone, Aishwarya Rai, Amitabh Bachchan, Jaya Bachchan e Priyanka Chopra
* Bollywood Backstage: video della presentazione della colonna sonora, con Amitabh Bachchan, Ashutosh Gowariker, Abhishek Bachchan e Deepika Padukone
* Bollywood Backstage: video con dichiarazioni di Ashutosh Gowariker, Abhishek Bachchan e Deepika Padukone rilasciate a Radio Mirchi

CURIOSITA'

* Il 18 aprile 1930 le armerie delle forze coloniali di Chittagong (oggi in Bangladesh) furono colpite da un attentato terroristico guidato da Surjya Sen. Le linee telefoniche e telegrafiche vennero tagliate, il traffico ferroviario interrotto. All'azione parteciparono circa 65 rivoluzionari appartenenti alla sezione di Chittagong del sedicente Esercito Repubblicano Indiano. In seguito, gli attentatori si rifugiarono sulle colline intorno alla città, ma il 22 aprile furono accerchiati dalle truppe coloniali, e nello scontro a fuoco persero la vita più di 80 soldati e una dozzina di rivoluzionari. Surjya Sen esortò i compagni a disperdersi nei villaggi vicini. Alcuni ripararono a Calcutta. Altri vennero catturati. Successivamente il gruppo terroristico si riorganizzò. Negli anni 1930-32 vi furono nuovi attentati che causarono la morte di circa 250 persone. Nel 1932 si chiuse il processo ai rivoluzionari già arrestati. Surjya Sen fu catturato il 16 febbraio 1933 in seguito ad una soffiata da parte di un compagno, e fu impiccato il 12 gennaio 1934. (Fonte: Wikipedia).
* Surjya Sen (1894-1934) era un insegnante bengali di religione hindu, nonchè il presidente del comitato distrettuale di Chittagong del partito del Congresso. L'organizzazione dell'attentato del 18 aprile 1930 fu l'azione più importante della sua carriera di rivoluzionario, anche se lo costrinse ad una fuga continua, durante la quale accettò gli impieghi più disparati (facchino, contadino, cameriere) assumendo numerose identità di copertura (prete, devoto musulmano). Il suo compagno di lotta Netra Sen, per denaro e/o per gelosia, lo denunciò alle autorità, che catturarono Surjya a casa di Netra. Il traditore venne poi ucciso dai suoi compagni sotto gli occhi della moglie, grande sostenitrice di Surjya, prima di poter incassare la ricompensa di 10.000 rupie. La moglie di Netra si rifiutò di rivelare il nome dell'assassino del marito. Prima di essere impiccato, Surjya fu brutalmente torturato: i suoi carcerieri gli ruppero con un martello i denti e gli arti, e gli strapparono le unghie. Sen venne trascinato sul patibolo in stato di incoscienza. Non vi fu nessun funerale. Il corpo di Surjya venne rinchiuso in una cassa e gettato nel golfo del Bengala. Il giorno prima della sua esecuzione, Sen scrisse in una lettera: 'La morte bussa alla mia porta. La mia mente sta volando via verso l'eternità... In un momento così solenne, cosa devo lasciarvi? Solo questo: il mio sogno dorato, il sogno di un'India libera... Non dimenticate mai il 18 aprile 1930, il giorno della ribellione a Chittagong... Scrivete in rosso nei vostri cuori i nomi dei patrioti che hanno sacrificato le loro vite sull'altare della libertà per l'India'.
* Kalpana Datta (1913-1995) si unì al gruppo di Surjya Sen nel maggio del 1931, un anno dopo l'attentato alle armerie di Chittagong. Fu catturata tre mesi dopo Sen. Scarcerata nel 1939, si iscrisse al partito comunista e sposò Puran Chand Joshi, il segretario del partito. Manini Chatterjee, l'autrice di Do and die: the Chittagong uprising 1930-1934, è la nuora di Kalpana.
* La biblioteca dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences di Los Angeles ha richiesto una copia della sceneggiatura di KHJJS da conservare nei propri archivi. Articolo di Hindustan Times.
* Ashutosh Gowariker esordì nel mondo dello spettacolo nel 1983 come attore. Fu scritturato nel cast di Holi (1984), diretto da Ketan Mehta (Maya Memsaab, Mangal Pandey), considerato il vero debutto di Aamir Khan da adulto; della serie televisiva Circus (1989), con Shah Rukh Khan; di Chamatkar (1992), con Shah Rukh Khan; di Kabhi Haan Kabhi Naa (1993), con Shah Rukh Khan. Gowariker si dedicò alla regia a partire dal 1993 con Pehla Nasha, titolo che riveste un significato speciale per i fan di Aamir Khan e di Shah Rukh Khan: è infatti, ad oggi, l'unica pellicola nella quale le due superstar (affiancate da Saif Ali Khan) hanno recitato insieme, anche se solo in un cameo. Lagaan (2001), con Aamir Khan, vinse il National Award per il miglior film di intrattenimento, oltre ad essere incluso nella cinquina per il miglior film straniero agli Oscar. Fra gli altri titoli diretti da Gowariker, segnaliamo Swades e Jodhaa Akbar.
* Sikander Kher è stato assistente di Yash Chopra in Dil To Pagal Hai, e di Sanjay Leela Bhansali in Devdas.
* Vande Mataram è una poesia in lingua bengali e in sanscrito inclusa nel romanzo Anandamatha (1882) di Bankim Chandra Chattopadhyay. E' un inno alla dea Durga, identificata come la personificazione dell'India. Vande Mataram, nelle sue due prime strofe (testo in sanscrito, in bengali e traduzione in inglese), è considerata la canzone nazionale dell'India (distinta da Jana Gana Mana - vi presentiamo la versione di Kabhi Khushi Kabhie Gham - che è l'inno nazionale, preferito a Vande Mataram a causa dell'opposizione delle organizzazioni musulmane che ritenevano la poesia di Chattopadhyay troppo hindu, nonchè idolatra), e rivestì un ruolo importante nella lotta per l'indipendenza, tanto che le autorità britanniche proibirono di pronunciarne il titolo come motto in pubblico. Venne cantata per la prima volta in un contesto politico da Tagore in occasione della sessione del 1896 del partito del Congresso. Nel 2002 la BBC indisse un sondaggio internazionale per decretare le dieci canzoni più famose di tutti i tempi. Furono votati circa 7.000 brani, e Vande Mataram, nella versione (1997) reinterpretata da A.R. Rahman, conquistò il secondo posto in classifica. Inutile precisare che Vande Mataram è stata rappresentata sullo schermo in innumerevoli pellicole. Fra le più recenti, ricordiamo Rann (video).
* La bandiera indiana mostrata in KHJJS non riporta la ruota di Ashoka, aggiunta solo nel 1947. Una curiosità: la versione del 1907 del tricolore riportava le parole Vande Mataram.
* KHJJS è stato girato a Goa perchè pare che a Chittagong non sia rimasto nulla che ricordi gli anni trenta del secolo scorso.
* Film che trattano lo stesso tema: Chattagram Astragar Lunthan (1949), in lingua bengali. Nel 2011 dovrebbe essere distribuito Chittagong, con Manoj Bajpai. Mangal Pandey, con Aamir Khan, narra la rivolta del 1857. Il noioso The legend of Bhagat Singh narra in modo dettagliato un altro episodio della lotta indiana per l'indipendenza che vide protagonista un personaggio storico, Bhagat Singh appunto, ostile come Surjya Sen alla politica di nonviolenza propugnata da Gandhi. In Sikandar un ragazzino si trova coinvolto nelle vicende di un gruppo armato kashmiro. I personaggi di Rang De Basanti sono studenti universitari che, nell'India contemporanea, imbracciano le armi contro la corruzione del potere costituito: la pellicola è interessante ma presenta un vistoso lato debole, l'assenza di un'analisi etica del comportamento dei ragazzi, pericolosamente rappresentati come eroi.

GOSSIP & VELENI

* Sikander Kher è il figlio di Kirron Kher.
* Deepika Padukone è nata a Copenhagen, ed è la figlia di Prakash Padukone, il campione internazionale di badminton. Pare che anche Deepika sia un'ottima giocatrice, e che, per la sequenza della partita di badminton con Vishakha Singh in KHJJS, l'attrice abbia incontrato qualche difficoltà a simulare una tecnica che fosse solo amatoriale. La sorella di Deepika, Anisha, si è invece dedicata al golf, sembra a livello professionistico.
* Samrat Mukherjee (The blue umbrella), che in KHJJS interpreta il ruolo di Ganesh Ghosh, è il cugino di Kajol e di Rani Mukherjee, e pare sia l'unico attore bengalese nel film.
* Sembra che la distribuzione di Chittagong, interpretato da Manoj Bajpai, sia stata posticipata dall'ottobre 2010 a data ancora da definirsi su richiesta di Amitabh Bachchan.