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05 gennaio 2023

CUTTPUTLLI


Il primo tempo, pur con qualche passo falso, è piuttosto avvincente. In seguito la sceneggiatura si smaglia al punto tale da sembrare frutto dello sforzo creativo di un adolescente appassionato di thriller: ti viene in mente un'idea interessante, ma non sei in grado di svilupparla con la dovuta maturità e professionalità. Il retroscena che coinvolge l'eroe negativo è narrato in modo agghiacciante. Cuttputlli è il remake hindi di Ratsasan, film tamil del 2018. Ne ho letto la trama in rete, trama per tre quarti riproposta da Cuttputlli tranne per quel che riguarda appunto la presentazione del serial killer - sulla carta, appare meglio gestita nell'originale tamil.
Akshay Kumar offre un'interpretazione misurata; il suo personaggio, mal definito, non meritava tanta diligenza. La regia, invece di limitare i danni della sceneggiatura, ci mette del suo ad amplificarli. La velocità con cui vengono archiviati i traumi delle ragazzine abusate, gli efferati omicidi e il dolore dei familiari, è imbarazzante. Mi correggo: non è la rapidità il problema, bensì la superficialità e l'imperdonabile grossolanità del trattamento. 

TRAMA

Arjan abbandona il sogno di realizzare un film su un serial killer ed entra in polizia. Prende servizio in una località montuosa nell'Himachal Pradesh, nella stessa stazione dove è assegnato il cognato. Nella zona due giovani studentesse vengono barbaramente assassinate. Arjan si trova a dover affrontare nella realtà una tragedia che sino ad allora aveva solamente immaginato.

RECENSIONI

Rediff: **
'Akshay delivers a relaxed, restrained act. Too bad there's little else to hold on to in this flimsily written thriller. (...) An absolutely absurd climax and super amateurish execution'.
Sukanya Verma, 02.09.22

Galatta:
'As the chase for the serial killer begins, Cuttputlli becomes generically watchable. No nails are going to be bitten to shreds. But at least, the crimes involving schoolgirls are gruesome enough that we want the perpetrator caught. In other words, we root for Arjan [il protagonista] and that's half the battle won. But how you wish they'd taken more care of the details'.
Baradwaj Rangan

Cinema Hindi: **
Punto di forza: Akshay Kumar, l'assenza di sermoni.
Punto debole: sceneggiatura e regia.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Akshay Kumar - Arjan, poliziotto
* Rakul Preet Singh - Divya, insegnante di inglese

Regia: Ranjit M. Tewari
Sceneggiatura: adattamento hindi di Aseem Arora della sceneggiatura del film tamil Ratsasan (2018).
Colonna sonora: Tanishk Bagchi, Dr Zeus, Aditya Dev
Fotografia: Rajeev Ravi
Montaggio: Chandan Arora
Traduzione del titolo: puppet
Anno: 2022

28 dicembre 2022

DOCTOR G


Mi chiedo quanti attori al mondo possano vantare un sottogenere cinematografico tutto loro. Nel 2012 in India venne distribuito Vicky Donor. Il protagonista era Ayushmann Khurrana, volto noto della televisione, al suo debutto sul grande schermo. Vicky Donor incontrò il favore del pubblico e della critica, e inaugurò un sottogenere di commedia strettamente legato al nome di Khurrana. Un tipo di commedia che si propone di combattere i pregiudizi, ridefinendo i parametri dei rapporti personali. L'eroe è un uomo comune la cui parabola passa dal pregiudizio alla tolleranza. 

Il sottogenere di recente sembrava aver perso parte del suo smalto, ma Doctor G è un'iniezione ricostituente. Il film è divertente e interessante, retto da dialoghi arguti e da una sceneggiatura originale - non mi riferisco alla trama, quanto al trattamento. Il ritmo è scandito da un commento musicale che accompagna allegramente la visione. Nel secondo tempo si affacciano argomenti più seri, la regia rimane di qualità, però forse avrei preferito un tono leggero sino alla fine. In chiusura la pellicola si sfalda all'improvviso, come se tutto il personale tecnico (sceneggiatori inclusi) avesse mollato il set per andare in pausa pranzo, abbandonando gli sbalorditi attori ad improvvisare eventi e battute.
Doctor G tocca diversi temi in modo intelligente e armonioso, a volte anche solo con un rapido, periferico stralcio di conversazione. Colpisce la natura della relazioni personali. Le figure femminili sono indipendenti, dalla mentalità aperta, in continua fluida evoluzione, sempre un passo avanti rispetto al bistrattato protagonista (e agli altri personaggi maschili), il cui sviluppo è, al contrario, lento e difficoltoso. La sceneggiatura non concede sconti all'eroe, tantomeno premi.

Shefali Shah brilla nel ruolo affidatole, e quando appare sullo schermo cattura senza esitare l'attenzione del pubblico dirottandola violentemente dal protagonista. Puja Sarup travolge con la sua brusca spontaneità: spara battute come fossero proiettili, un vero peccato che non le sia stato concesso uno spazio maggiore. Ayushmann Khurrana è, beh, nel suo sottogenere personale, quindi khurraniano a dovere.

TRAMA

Uday vorrebbe specializzarsi in ortopedia, ma non vi sono posti disponibili nella sua città, quindi decide a malincuore di parcheggiarsi nel dipartimento di ginecologia, e ritentare l'ammissione l'anno successivo. A ginecologia è l'unico studente di sesso maschile. Le compagne di corso e il capo dipartimento gli rendono la vita impossibile. Le pazienti provano imbarazzo durante le visite. Uday stesso prova imbarazzo. Quando affronta da solo il suo primo parte, però, qualcosa scatta dentro di lui. Complice anche il supporto della bella Fatima, Uday si convince che la ginecologia forse non è poi così male.

RECENSIONI

Mid-Day: ***
'This is, at its core, a film about gender/sexual relations, meaning men, and women - between the young and the old; indeed, among the old, and among the young. Once you get that, it becomes simple to navigate this warm space. (...) This picture kinda falls into a confused space a lot of the times - and you may have to patiently engage with the characters, in order to absorb what it is that they're really going through, and how that makes sense for the point the picture is trying to make, eventually. (...) Doctor G is director Anubhuti Kashyap's debut feature. (...) The heartening fact is that she has a voice, by which I mean she actually has something to say - and can execute it entertainingly enough'.
Mayank Shekhar, 15.10.22

Film Companion:
'There's something about Doctor G. The story (...) follows a familiar trajectory. The setting (...) is stagey. At first glance, this is a formulaic social-message entertainer that does the little things well. The supporting cast, for instance, is spotless. (...) Muslim characters are not fetishised but normalised. (...) The film's wokeness, however, remains more playful - it has an eye on the cultural discourse in this country, but doesn't flaunt its themes. Yet, if one digs deeper, Doctor G works for a specific reason. It's a rare Ayushmann Khurrana movie that functions as a critique - and course-correction - of previous Ayushmann Khurrana movies. (...) The first half of Doctor G unfolds like the Khurrana-trope-generator narrative we've come to expect over the years. (...) [In] the Khurrana arc (...) illumination is treated as more of a narrative contest than a social ideology. (...) But the second half of Doctor G deconstructs this age-old template. It begins where most Khurrana films end, suggesting personal evolution is not limited to the design of a 'winning' story. If the first half was the movie we're conditioned to watch, the second reveals the consequences of choosing to change. (...) More than once, we see Shefali Shah's Dr. Nandini Srivastava cut Uday [il protagonista] down to size, even in the moments he thinks he's owned. Her presence reflects the influence of a female film-maker (Anubhuti Kashyap), and becomes a constant reminder that men and movie characters like Uday are celebrated too easily, often for things as simple as doing their job and not being awful people. (...) She is actually a reality check for both Uday and the film's viewers. (...) His bond with Fatima [la protagonista] becomes (...) a fresh subversion of all those glorified Bollywood heroes who interpret a girl's reluctance as a sign of her consent. (...) Most Hindi films take the shortcut of presenting a blatantly-flawed protagonist so that the redemption feels tangible. Perhaps if Uday were introduced as a man who is not so obviously guileless, Doctor G might have been a more rewarding story. But there is a lot to appreciate about the decisions the film takes towards the end; there's never a sense that Uday is a finished product. (...) The film may end, but you suspect that the man is still figuring things out'.
Rahul Desai, 14.10.22

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: dialoghi, sceneggiatura, regia.
Punto debole: la parte finale è troppo semplicistica, quasi dilettantesca. Il parto in corridoio un po' esagerato.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Ayushmann Khurrana - Uday, medico
* Rakul Preet Singh - Fatima, medico
* Shefali Shah - Nandini, medico, capo del dipartimento di ginecologia
* Sheeba Chadha - madre di Uday
* Ayesha Kaduskar - Kavya, studentessa
* Puja Sarup - Sunita, infermiera

Regia: Anubhuti Kashyap
Sceneggiatura: Sumit Saxena, Saurabh Bharat, Vishal Wagh, Anubhuti Kashyap
Dialoghi: Sumit Saxena ****
Colonna sonora: Amit Trivedi, Amjad Nadeem Aamir, Sultan Sulemani. Commento musicale di Ketan Sodha.
Coreografia: Bosco-Caesar, Vijay Ganguly
Fotografia: Eeshit Narain
Montaggio: Prerna Saigal
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* Riferimenti al cinema indiano: Rajinikanth, Neeraj Ghaywan.
* Riferimenti all'Italia: pasta.
* Film che trattano lo stesso tema: Khandaani Shafakhana.

GOSSIP & VELENI

* Anubhuti Kashyap è la sorella di Anurag e Abhinav Kashyap.

23 dicembre 2022

THANK GOD


Quando credi di aver già visto il peggio del peggio, ecco un film come Thank God, distribuito col chiaro scopo di smentirti.

TRAMA

Aayan è un agente immobiliare sull'orlo della bancarotta. E poiché (è assodato) alla sfiga non c'è mai fine, a seguito di un incidente d'auto, Aayan viene sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico. [Spoiler] Mentre il medico si affanna per salvargli la vita, Aayan si ritrova al cospetto del dio CG, e gli tocca superare alcune prove per non morire. 

RECENSIONI

Film Companion:
'Thank God is (...) an unwitting reincarnation of a scrapped aesthetic. (...) Its audacity to be made in 2022 is almost impressive'.
Rahul Desai, 26.10.22

Cinema Hindi: *
Punto di forza: -
Punto debole: non si salva niente. Niente.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sidharth Malhotra - Aayan, agente immobiliare
* Ajay Devgan - CG (dio Chitragupta)
* Rakul Preet Singh - Ruhi, agente di polizia, moglie di Aayan
* Nora Fatehi (cameo)

Regia: Indra Kumar
Sceneggiatura: adattamento di Aakash Kaushik e Madhur Sharma del film danese Sorte Kugler, di cui Thank God è il remake ufficiale hindi.
Colonna sonora: Tanishk Bagchi, Rochak Kohli, Chamath Sangeeth. 
Fotografia: Aseem Bajaj
Montaggio: Dharmendra Sharma
Anno: 2022

29 giugno 2022

RUNWAY 34


Runway 34 è ad oggi il migliore fra i film diretti da Ajay Devgan. La meticolosità tecnica, già rilevabile nel precedente Shivaay, qui si coniuga con una sceneggiatura che si sforza di emergere dalla mediocrità. La fotografia è di un nitore da manuale; il montaggio è fluido, senza sbavature. La prima parte della pellicola, con l'esclusione delle sequenze d'apertura, è tesa e ben diretta, e non sfigura accanto a prodotti occidentali di genere simile. In particolare, la tecnica di ripresa nella cabina di pilotaggio è impeccabile, morbida come una danza. La seconda parte, più lunga, sceglie una tensione di tipo diverso. Anche la psicologia cambia. E il ritmo. Il soggetto è alquanto inedito nel panorama cinematografico indiano, e Devgan ha corso un bel rischio nell'affrontarlo, ma, a differenza di Shivaay, in Runway 34 non si è fatto prendere la mano. 

Qualche imprecisione e qualche caduta di stile nella sceneggiatura non intaccano in modo irreparabile il film che, nel suo insieme, risulta abbastanza realistico. I personaggi soffrono però di una scrittura affrettata, inconclusiva. Vikrant, il comandante, è privo di profondità e di una necessaria evoluzione interiore - ed è qui che Runway 34 perde in termini di spessore. È inoltre ridicolmente macho e ostenta una calma innaturale nel primo tempo. Tania, il secondo pilota, è più a fuoco anche se ansiosa senza ragione durante l'indagine. Narayan, l'investigatore, parte bene per poi sgonfiarsi di botto (e con lui la direzione della trama, lasciando un po' spiazzato lo spettatore riguardo al finale). Per fortuna le interpretazioni offerte dal cast colmano le lacune, o almeno ci provano. Rakul Preet Singh non si è lasciata intimidire dai blasonati colleghi, e anzi ha regalato la performance a tratti più convincente. I dialoghi in ambito professionale sembrano verosimili, lo scambio di battute suona naturale. Quando ci si sposta però nella sfera personale, la qualità diventa intermittente, e qualche conversazione appare maldestra se non surreale.

TRAMA

Un aereo di linea sta affrontando il volo internazionale Dubai-Cochin reso difficoltoso dalle avverse condizioni atmosferiche. Per ragioni non chiare, il comandante si rifiuta di dirottare verso Bangalore, consumando così prezioso carburante in attesa dell'autorizzazione all'atterraggio. In seguito, è costretto a deviare verso la vicina Trivandrum, e, per un disguido fatale, la torre di controllo di Cochin non lo informa della chiusura di quell'aeroporto causa grave maltempo.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sequenza dell'atterraggio di fortuna, spaventosa e quasi poetica.

LA BATTUTA MIGLIORE

* La secca replica dell'investigatore all'analogia col soldato formulata dal comandante.

RECENSIONI

Mid-Day: ***
'Runway 34 is essentially an aviation movie. The only genuine one of the sub-genre in Hindi that I’ve seen. Not in the sense of a hijack drama that, say, the kinda crappy Zameen (2003), also starring Devgan, was. (...) The movie keeps you glued to the screen still - chiefly drawing out two phenomenal performers post-interval, when the competently executed air-turbulence drama is already over. That’s Amitabh Bachchan (...) and Boman Irani. (...) There’s Devgan in the front, right, left and centre, of course. He’s also directed and produced this film, with fairly first-rate work that’s gone into the VFX, surely from his own company. Of all the indefatigable, long-standing superstars of his/’90s vintage, Devgan is the lone one, who’s had career of sorts as a director alongside. Putting his name on the credit, unlike stars of yore, who used to hide behind ghost-directing their pictures instead. (...) Needless to add, this is Devgan’s best work as director'. 
Mayank Shekhar, 30.04.22

Film Companion:
'Runway 34 is a turbulent flight through the cinema of masculinity. (...) The precedent set is: Being problematic is OK as long as you are great at what you do. As a result, the male saviour syndrome is writ large over a narrative that, at the most, dares to ask questions about his behaviour. (...) It's a technically sound film. In fact, the first half is so compellingly crafted that it's tempting to overlook the film's flimsy sociological identity. Mainstream Hindi cinema isn't big on airplane movies, so it's novel to see an entire hour dedicated to the drama of flying - complete with convincing visual effects, good editing, smart cinematography and a general sense of rhythm. (...) Given his lineage, it's comforting to see that the director in Ajay Devgan has a knack for slick action sequences. (...) The cross-cutting between the cockpit, the passengers, the ATC [Air Traffic Control] tower and the violent sky is exemplary. (...) There are some excitable directorial swishes, too. The transitions, for example: the first two minutes alone featuring reflection shots on a binocular lens and aviator glares. Then there's a nifty time-lapse sequence in a hotel room, which depicts the pilot racing against time to recover from a wild night. (...) But the writing ensures we stay humble as viewers. It keeps puncturing the visual confidence of the film. (...) The second half (...) is a courtroom drama. (...) Here is where the film collapses under the weight of its own culture'. 
Rahul Desai, 29.04.22

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: primo tempo coinvolgente, fotografia, montaggio. E poi Amitabh Bachchan è sempre DIO.
Punto debole: qualche imprecisione nella sceneggiatura, personaggi appena abbozzati, finale congegnato in modo poco convincente. La passeggera come si è procurata il numero di cellulare del comandante?

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Ajay Devgan - Vikrant Khanna, pilota civile, comandante
* Rakul Preet Singh - Tania Albuquerque, secondo pilota
* Amitabh Bachchan - Narayan Vedant, investigatore dell'Aircraft Accident Investigation Bureau
* Boman Irani - Suri, proprietario compagnia aerea

Regia: Ajay Devgan
Sceneggiatura: Sandeep Kewlani, Aamil Keeyan Khan
Colonna sonora: Jasleen Royal. Commento musicale di Amar Mohile. Soprannaturale il brano The fall song, interpretato dalla stessa Jasleen, e geniale l'abbinamento con la sequenza dell'atterraggio di fortuna.
Fotografia: Aseem Bajaj
Montaggio: Dharmendra Sharma
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* Runway 34 si ispira liberamente ad un evento accaduto nel 2015: il comandante del volo Jet Airways Dubai-Cochin fu costretto da circostanze simili a quelle narrate nel film ad atterrare a visibilità zero su una pista di lunghezza ridotta durante una tempesta. La trama ricorda inoltre Flight e Sully
* Riferimenti al cinema indiano: Katrina Kaif.

05 febbraio 2020

SHIMLA MIRCHI


Shimla Mirchi, distribuito nel 2020, era stato ultimato qualche anno prima ma stentava a trovare un distributore. Il regista è Ramesh Sippy, lo stesso che ha diretto il maestoso Sholay (tutti in piedi). Sippy torna dietro alla macchina da presa dopo più di 20 anni, e scrittura Hema Malini - in splendida forma - e l'amabile Rajkummar Rao. Considerando i nomi coinvolti, mi aspettavo un prodotto decisamente superiore. Purtroppo il film a mio parere è molto deludente. Un incrocio di equivoci che, col giusto ritmo e con dialoghi speziati, poteva divertire. Però la sceneggiatura è troppo zuccherosa, e i personaggi sono inerti.

TRAMA

Avi, estremamente timido, non riesce a dichiararsi alle ragazze a cui è interessato. Da una vita trascorre le vacanze con la famiglia a Shimla. E proprio a Shimla un giorno si imbatte in Naina. Amore a prima vista - da parte di lui.

RECENSIONI

Cinema Hindi: **
Punto di forza: Rajkummar Rao
Punto debole: sceneggiatura, personaggi

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rajkummar Rao - Avi
* Rakul Preet Singh - Naina
* Hema Malini - Rukmini, madre di Naina
* Shakti Kapoor - Captain Uncle
* Dharmendra - cameo

Regia: Ramesh Sippy 
Sceneggiatura: Ramesh Sippy, Kausar Munir, Rishi Virmani, Vipul Binjola
Colonna sonora: Meet Bros Anjjan
Traduzione del titolo: mirch significa peperoncini
Anno: 2020