Il lungo e variegato musical romantico dallo scenario barocco prende il titolo dal celebre brano “Roop Tera Mastana” che accompagnò una scena cult del film Aradhana. La storia non manca di romanticismo e colpi di scena e nemmeno di canzoni nostalgiche e coreografie ammiccanti, il suo elevato dosaggio di sensualità, piuttosto alto se rapportato agli standard del tempo, rende il lungo tira e molla tra Usha e Kishore una love story meno patinata ma più intrigante e passionale.
29 dicembre 2011
ROOP TERA MASTANA
Il lungo e variegato musical romantico dallo scenario barocco prende il titolo dal celebre brano “Roop Tera Mastana” che accompagnò una scena cult del film Aradhana. La storia non manca di romanticismo e colpi di scena e nemmeno di canzoni nostalgiche e coreografie ammiccanti, il suo elevato dosaggio di sensualità, piuttosto alto se rapportato agli standard del tempo, rende il lungo tira e molla tra Usha e Kishore una love story meno patinata ma più intrigante e passionale.
07 dicembre 2011
HERA PHERI (1976)
30 ottobre 2011
BHUMIKA
Considerato tra i migliori lavori di Shyam Benegal, Bhumika è un racconto lento e sofferto che ferisce per la natura dei suoi contenuti ma ammalia per la qualità delle interpretazioni e la cura nell’architettura narrativa. Un presente sbiadito si intreccia a ricordi girati in seppia prima che irrompano i colori e le luci di scena dell’industria cinematografica. Vestita di seta lucente, vistosamente truccata, cavigliere e fiori nei capelli, Usha / Urvashi si presenta al suo pubblico con un’esibizione di danza nel set, la troupe è in fermento, le ragazze più inesperte la seguono, i tecnici la fissano estasiati, il suo sguardo trascina la telecamera con una malinconia che seduce mentre i passi veloci nascondono un’energia solo apparente. Smita Patil ha sentito il personaggio, l’ha fatto muovere, camminare, respirare, le ha prestato il suo volto, gli occhi intensi e il nero conturbante dei suoi capelli, ha fatto tremare le sue mani davanti alla sorpresa e al dolore, le ha dato la speranza di continuare a cercare, l’ha resa raggiante come una giovane sposa, ha spento le emozioni senza fiatare di fronte alle gabbie decise dal destino.
Fuggendo nuovamente dal marito geloso e sfruttatore (Amol Palekrar) Usha incontrerà Vinayak (Amrish Puri) l’altero nobiluomo che le prometterà una vita serena per poi soffocarla nelle regole asfissianti della sua rigida impostazione patriarcale. La donna desidera reinventarsi e spogliarsi dell’abito di scena (per lei materializzazione delle ipocrisie) ed è così disperata nel suo intento che sceglie con fretta e non riesce ad accorgersi né della freddezza, nè della malafede degli altri. Anche se cerca di voltare le spalle al passato i suoi volti e le sue situazioni ritornano e tutto comincia da dove è iniziato.
PLAYBACK SINGERS: Chandru Atma, Firoz Dastur, Uttara Kelkar, Saraswati Rane, Preeti Saagar e Bhupendra.
Urvashi, il nome d'arte scelto da Usha al suo ingresso nel mondo dello spettacolo, è legato ad una figura della mitologia hindu, la danzatrice celeste.
24 settembre 2010
KOSHISH
Un film senza parole e quasi privo di suoni ma dall’espressività squarciante. Una silenziosa poesia di segni e sguardi. Gli occhi gridano e gesti appena accennati suggeriscono emozioni, lanciano richiami, sigillano promesse. Nella tenerezza, nella disperazione, emerge la storia di un amore puro, un legame indissolubile acceso dalla volontà di sfidare la natura e il destino. L’essere infantili, testardi, forti e scoprirsi di colpo ingenui, fragili e irresponsabili. Due vite che si legano in un unico e difficile cammino, un lungo percorso, un tentativo.
TRAMA
Aarti e Hari, entrambi sordomuti , si innamorano e decidono di costruire una vita insieme. Fiduciosi di poter avere una propria casa e una propria famiglia affrontano ogni ostacolo senza scoraggiarsi e custodiscono con pazienza, giorno dopo giorno, la propria felicità.
Gulzar è stato per il cinema indiano una risorsa inesauribile di energia: poeta, scrittore, sceneggiatore, regista, una personalità completa e complessa, un talento creativo dai mille volti i cui contributi furono fondamentali nella realizzazione e nel successo di innumerevoli produzioni. Protagonista prediletto dei film da lui diretti il sorprendente Sanjeev Kumar, attore dalla comunicatività urlante, fusione perfetta di raffinatezza e prepotenza espressiva, l’uomo comune e l’artista, la virilità nascosta da fragilità e tenerezza, la volontà di esprimere senza riserve le proprie sensazioni. Jaya Bhaduri condivideva con Sanjeev uno stile interpretativo piuttosto somigliante e perfettamente compatibile, oltre che e un’immagine altra, schiva, discreta, coinvolgente. La loro collaborazione professionale fu chimica istantanea, e Koshish, un film attentamente studiato per loro, ne celebra la perfetta e completa interazione.
La vita quotidiana è una lotta nella quale non bisogna perdersi d’animo, questo sembra suggerire il film, nella quale l’unione di diverse esperienze di limiti e debolezze può trasformarsi in una solidissima forza. L’essere umano è pieno di risorse ed è nella sua natura cercare di superare gli ostacoli imposti, la volontà e l’amore vincono sulla vulnerabilità, sui pericoli, sull’isolamento.
Una perla silenziosa sperduta nell’oceanica (e fantastica) produzione cinematografica indiana, Koshish è una dolcissima canzone d’amore, più di una riflessione, più di un dibattito, più di un film sociale. La malinconia del vivere, la sincerità, l’affetto, la voglia di reagire si impossessano degli attori, e di ogni loro azione, trasformando il film in una delicata favola. Una favola dove la capacità di comprendersi e di non abbandonarsi diviene una tesoro prezioso .
Il mio giudizio sul film : ***** 5/5
ANNO : 1972
TRADUZIONE DEL TITOLO: Tentativo
REGIA : Gulzar
CAST:
Sanjeev Kumar……………….Hari
Jaya Bhaduri…………………….Aarti
Om Shivpuri......................... Narayan
Asrani………………………….Kamu
Dina Pathak.................... Durga
COLONNA SONORA : Madan Mohan, testi di Gulzar
PLAYBACK SINGERS : Mohammad Rafi, Sushma Shreshta
QUALCOS'ALTRO:
- Nel film ha un veloce cameo anche l'attore Dilip Kumar
- Sia Sanjeev Kumaar che Jaya Bhaduri vinsero il National Award per la loro interpretazione nel film
- Alcune canzoni scritte dal compositore Madan Mohan prima della sua morte e mai utilizzate in alcun film vennero riprese , sottoposte a modifiche e incluse nella colonna sonora di Veer Zaara (2004).
- Anche nel film di S.L. Bhansali Khamoshi - the musical viene ripreso il tema di una coppia sordomuta (Seema Biswas e Nana Patekar) che cresce una figlia in grado di sentire e parlare.
21 settembre 2010
MEHBOOB KI MEHNDI

03 agosto 2010
SHOLAY

29 marzo 2010
AMAR AKBAR ANTHONY

TRAMA
Le tre storie hanno equivalente spessore e si alternano con vivacità ed equilibrio. La classe di Amitabh Bachchan trionfa nel sarcastico e simpatico personaggio di Anthony Gonzalves, che si ubriaca, lotta tra la polvere e ride dietro le sbarre ma è anche capace di trasformarsi in eroe romantico o campione d’eleganza, fino a saltare fuori da un gigantesco uovo di Pasqua sorprendendo gli ospiti con divertenti indovinelli, privi di senso, ma in perfetto British English. Quest’uomo ha dell’incredibile, sarete d'accordo con me.
Rishi Kapoor aggiunge quel tocco di energia scanzonata accanto alla sua luminosa e sempre sorridente Neetu Singh. A Vinod Khanna spetta invece il personaggio più bacchettone e meno loquace, nonché l’eroina più smorta, (Shabana Azmi) ma il tanto antipatico Amar della prima parte diviene molto meno serioso nella seconda, fino a meritarsi una standing ovation nella canzone che da il titolo al film, in cui si esibisce coperto di strumenti musicali in un mix di straordinaria follia.
Le scene più belle:
23 novembre 2009
CHHOTI SI BAAT

Ashok Kumar è impareggiabile nel ruolo del colonnello dal nome altisonante ( Julius Nagendranath Wilfred Singh) che si incarica della formazione sociale di Arun impegnandolo in corsi accellerati di sicurezza, autostima, comportamento, linguaggio del corpo e soprattutto.. corteggiamento.
REGIA : Basu Chatterjee
- Il film inizia dispensando una marea di informazioni su personaggi minori attraverso una voce fuori campo. L'abbondare di dettagli, inutile nell'economia del film, nasce con l'intento di creare una parentesi accattivante arrivando a mischiare situazioni buffe con immagini realistiche ed anatomiche. Chissà se il regista francese Jean Pierre Jeunet si è ispirato a Chhoti si baat per il suo prologo ne Il favoloso mondo di Amelie. Magari è così.
- Amol Palekar non è solo un attore (imperdibile il suo doppio ruolo in Golmaal di Hrishikesh Mukherjee) ma è stato anche il regista del fiabesco Paheli (2005).
- Arun e Prabha si incontrano tutti i giorni alla fermata dell'autobus sulla quale svetta un'enorme e coloratissima locandina vintage. Si tratta del film Zameer con Amitabh Bachchan e Saira Banu uscito sempre nel 1975.
- Il buffo pranzo tra Arun , Prabha e Nagesh ha luogo nel Flora Restaurant, un locale con cucina cinese molto in voga negli anni '70
- Il look di Surinder / Shahrukh Khan in Rab ne bana di jodi ricorda molto l'immagine di Amol Palekar in titoli come Chhoti si baat e Golmaal.
29 agosto 2009
BAWARCHI

Nient’altro che una casa borghese, una famiglia isterica e insoddisfatta alla ricerca di un nuovo servitore e un cuoco chiacchierone che vorrebbe rieducare i suoi padroni. Se non aggiungessi che il film è stato diretto dal grande Hrishikesh Mukherjee in collaborazione con il poeta Gulzar potrebbe sembrare una pura banalità, ma il tocco magico fa la differenza. Squadra che vince non si cambia. Si riunisce ancora una volta il team che aveva guidato il successo di Anand e nasce un nuovo film capace di “parlare”, perfettamente connesso a cuore e cervello e sintonizzato sulle giuste frequenze.
TRAMA
L’arrivo di un cuoco simpatico e brillante ravviva l’atmosfera smorta di una famiglia nevrotica, dove tutti sembrano non avere altro da fare che lamentarsi in continuazione e inventare problemi inesistenti. Le doti di Raghu (Rajesh Khanna) vengono alla luce un po’ alla volta, ma insieme agli effetti benefici da lui provocati, iniziano a sorgere dubbi sulla sua vera identità.
Popolata da personaggi divertentissimi quanto insopportabili, casa Sharma sembra farsi ogni istante più piccola, non c’è una porta che si possa chiudere, non c’è uno sguardo al quale si possa sfuggire. Tutti caratterizzati da maggiori vizi che virtù, i componenti della famiglia appaiono uno dopo l’altro mettendo in scena le proprie esasperazioni.Il nonnetto controlla giorno e notte Il cassettone dei gioielli e lo chiude con doppi giri di catene e lucchetti, le cognate acide e pressanti non perdono un’occasione per attaccarsi, e tra urla, litigi e discussioni, dall’incombente mediocrità si salva solo la sorridente Krishna (Jaya Badhuri), isolata nel suo mondo fatto di piccole gioie.
Rajesh Khanna centra il bersaglio ancora una volta.
Pur essendo stata a lungo scettica sulle qualità artistiche di quest’uomo non posso che ricredermi davanti alle sue interpretazioni nelle pellicole di Mukherjee. Ma se in Anand le lodi andavano divise anche con Amitabh Bachchan, in Bawarchi l’applauso esclusivo non glielo leva nessuno.
Ad affiancarlo una Jaya Badhuri sempre superba e discreta, in questo film infantile e timida quanto commovente; la malinconia nei suoi occhioni neri mentre spia la cugina bella e vanitosa in pochi secondi scava un autentico buco nello stomaco.
La sceneggiatura è scandita da ritmi vibranti, se la scena fa di tutto per assomigliare ad un palcoscenico teatrale anche le battute risentono di questa impostazione e si frammentano per essere più fluide. I dialoghi sono diretti, sentiti, immediati, intervallati da frasi ricorrenti che appaiono e riappaiono più volte fino a che arriva un momento in cui non te le levi più dalla testa.A me è successo con questa : "It is so simple to be happy but it is so difficult to be simple” / E’ così semplice essere felici ma è così difficile essere semplici.
Mi piace. La dovrò appuntare da qualche parte.
Il mio giudizio sul film: **** 4/5
ANNO: 1972
REGIA : Hrishikesh Mukherjee
TRADUZIONE DEL TITOLO: Il cuoco
CAST:
- Rajesh Khanna…………Raghu
- Jaya Badhuri……………Krishna
- Usha Kiran……………..Choti Maa
- Durga Khote……………Badi Maa
- Aki Kangal……………... Munna
- Asrani………………….. Babbu
- Kali Bannerjee……….. Meeta
- Paintal………………...... Guruji
COLONNA SONORA : Madan Mohan
PLAYBACK SINGERS:
Lata Mangeshkar, Kishore Kumar, Manna Dey, Nirmala Devi, Lakshmi Shankar, Kumari Faiyyaz
UNA CURIOSITA’:
I titoli di apertura non appaiono sullo schermo ma vengono dettati da una voce d’eccezione, quella di Amitabh Bachchan.
31 luglio 2009
CARAVAN

Questo è il momento più celebrato di Caravan, una canzone pazza e seducente che permette al film di iniziare in grande e trasmettere fin dalle prime immagini il giusto entusiasmo.
TRAMA
Sunita è perseguitata dall’uomo che le hanno imposto di sposare, un losco individuo che cerca di ucciderla sognando la sua eredità. Durante la fuga si imbatte in una comitiva di artisti itineranti e si nasconde nella loro carovana. Incontri, un nuovo amore e una valanga di personaggi bizzarri. Una corsa da un capo all’altro del paese prima di un finale inaspettatamente smorto e violento
Film incasinatissimo e carnevalesco, costumi, eccessi, personaggi fortemente caricaturali.
Asha Parekh, attrice preferita del regista Nasir Husain, questa volta si prepara a mostrarsi più composta e sdolcinata del solito, operando cambio d’immagine rispetto i suoi numeri scatenati in Teesri Manzil. Al suo fianco, un divertente Jeetendra nel ruolo di Mohan, impacciato giocherellone, conteso da due donne che finiscono per impaurirlo e metterlo in difficoltà.
Aruna Irani è Nisha, una gitana dai modi piuttosto selvaggi, innamorata di Mohan al punto da perseguitarlo psicologicamente e fisicamente, ottima performer nei vivaci numeri di danza.
Il film è carino ma lontano dall’essere un classico a tutti gli effetti.
Nasce come una piacevole e rocambolesca commedia, e avrebbe dovuto mantenersi in questa linea fino alla fine, ma non ci riesce. Ad un certo punto tutto inizia a farsi troppo serio, i ritmi si rompono e la regia sembra brancolare nel buio finendo per attaccarsi all’àncora del “già visto” e “già sentito”.
Il climax, rumoroso ed esente da qualsiasi forma di originalità, getta una colata di cemento sopra al film appiattendolo drasticamente e rendendolo solo uno tra i tanti.
Il mio giudizio : *** 3/5
Da vedere per :
- l’impedibile item song di Helen, cantata da Asha Bhosle
- la vitale aggressività di Aruna Irani
- i costumi, le acconciature, i set che riproducono in studio un pazzo accampamento gitano
- l’originalità della storia prima che venga abbattuta da un finale clonato
ANNO: 1971
REGIA: Nasir Husain
CAST:
- Asha Parekh………… Sunita
- Jeetendra…………… Mohan
- Aruna Irani…………… Nisha
- Helen……………………Monica
- Ravindra Kapoor………Rajan
- Kishan Mehta…………… Jhonny
COLONNA SONORA : Rahul Dev Burman
PLAYBACK SINGERS: Mohammad Rafi, Asha Bhosle, Rahul Dev Burman, Lata Mangeshkar, Kishore Kumar
UNA CURIOSITA’ :
Due riferimenti a Caravan sono presenti in altrettanti film di Farah Khan, La gabbietta di “Pya tu ab to aaja” compare nella canzone “Dhoom Tana” in Om Shanti Om, mentre “Ab jo milay hain” fa da sottofondo in una famosa scena sexy tra Shahrukh Khan e Sushmita Sen in Main hoon Na.
16 giugno 2009
PAKEEZAH
Kamal Amrohi aveva sposato la bellissima Meena Kumari nel 1952, lei, il vero romanzo della sua vita, gli fece dimenticare moglie e figli e lo trascinò in una nuova fase della sua produzione cinematografica. Iniziò a materializzarsi il progetto di un film in grado di essere contemporaneamente intimo ma grandioso, classico ma innovativo, spettacolare e fuori dagli schemi, capace di creare per la sua Meena il personaggio migliore che le sia stato mai proposto, nel quale avrebbe potuto riversare le sue inquietudini innate, la sua eleganza e i suoi stessi timori. Ma la dipendenza dell’attrice dall’alcolismo iniziò a mettere in dubbio la riuscita di Pakeezah e a seguito della crisi coniugale la pellicola venne addirittura dimenticata. Nell’ultima fase della sua carriera, e già pesantemente provata dalla malattia, Meena decise di terminare le sequenze mancanti per far uscire il film nelle sale. Data la distanza temporale con le scene precedentemente girate è impossibile non notare in lei una forte trasformazione, in alcune parti Meena ha un volto fresco e vellutato, danza meravigliosamente e il suo aspetto è dinamico; nelle scene che furono aggiunte dopo è nascosta da un trucco pesante e suoi movimenti sono più lenti, la scenografia, le musiche sembrano partecipare al suo dolore. Eppure, proprio in queste scene Pakeezah raggiunge la sua eccellenza e l’espressività della protagonista è accentuata fino ad essere disperata, dolorosa e a tratti molto inquietante.
TRAMA
Salim (Raaj Kumar) viaggia in un treno di notte e si innamora di una donna bellissima addormentata al suo fianco, non sa chi sia e non vuole svegliarla ma lascia un biglietto ai suoi piedi. Sahibjaan (Meena Kumari), pur essendo una cortigiana, continua a sperare di incontrarlo e rilegge le sue parole in maniera ossessiva.Ancora prima di conoscersi veramente, i due si scoprono legati da qualcosa che va aldilà dell’amore e che le forze della natura cercano di incoraggiare. Anche gli oggetti inanimati prendono vita per proteggere la ragazza e ricondurla al suo destino.
Niente è caso. La musica durante tutte le esibizioni della cortigiana si interrompe di colpo, accentuando lo smarrimento di chi guarda qualcosa che mai viene portato a compimento. Costantemente si rimanda, richiamando la difficile genesi del film, nemmeno i brani musicali sembrano riuscire a trovare una propria fine, restando in bilico nell’attesa. L’acqua accompagna molte delle scene più suggestive e famose, impossibile non pensare al Devdas di Bhansali guardando Meena Kumari immergere le sue chiome corvine nella bellissima fontana. Ma l’acqua diviene anche una presenza misteriosa e oscura, che trascina nel fondo una brocca vuota e minaccia coloro che si avvicinano a Sahibjaan con cattive intenzioni. Troviamo set costruiti in studio e volutamente artificiali, uno strano feticismo dei piedi (elemento onnipresente), scenografici panorami dai colori accecanti. Una musica di sottofondo accompagna gran parte del film, concedendo spazio solo a suoni simbolici come il fischiare del treno, il chiacchiericcio insensato della gente, il tintinnare dei campanelli, uno stormo di uccelli che attraversa il cielo, l’impetuosa forza di una cascata.
Il lieto fine c’è ma è solo un’illusione. La trama mi sembra nient'altro che un pretesto per camuffare un'intenzione diversa del regista. Il film è fatalista, macabro, sofferente, c’è fin troppa bellezza nata per mascherare un dolore di fondo che non si esaurisce mai, ed è proprio questa sensazione di disagio e di soggezione a restare addosso agli spettatori anche dopo aver fatto scorrere fino in fondo i titoli di coda. Pakeezah è un fastoso racconto di addio, un dolente inganno.
Il mio giudizio sul film : ***** 5/5
ANNO: 1972
TRADUZIONE DEL TITOLO : colei che ha un cuore puro
REGIA: Kamal Amrohi
CAST:
- MEENA KUMARI ..... Sahibjaan / Nargis
- RAJ KUMAR........ Salim Ahmed
- ASHOK KUMAR...... Shahbuddin
- VEENA............ Nawabjaan
- KAMAL KAPOOR..... Nawab Zafar
COLONNA SONORA:
Ghulam Mohammed e Naushad (musica). Kamal Amrohi, Kaif Bhopali, Majroo Sultanpuri (testi)
QUALCOS'ALTRO:
- Il ruolo affidato a Raj Kumar doveva essere di Dharmendra
- Meena Kumari morì poco dopo l'uscita del film distrutta dall'alcolismo. Clicca quì e leggi la biografia della Tragedy Queen del cinema indiano.
- Date le condizioni fisiche della protagonista, la suggestiva sequenza dell'ultima esibizione di Sahibjaan è stata portata avanti da Padma Khanna, l'attrice il cui viso venne coperto da un velo, danzò al posto di Meena Kumari.
- La visualizzazione del brano "Chalo Dildar Chalo" venne realizzata in modo da evitare ogni inquadratura su Meena, l'attrice non era più in grado di apparire nel film.
02 giugno 2009
ANAND

Hrishikesh Mukherjee era davvero in vena di rischiare.
15 maggio 2009
ANAMIKA

27 aprile 2009
ZANJEER




