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01 ottobre 2011

RAJA BABU



Raja Babu, commedia chiassosa dal background campestre, fornisce dosi generose di intrattenimento ad alto volume, musica e gags. Era l’era di Govinda e Karisma Kapoor. Prima che arrivasse il ciclone Dilwale Dulhania Le Jayenge a stravolgere il box office l’appuntamento annuale con una commedia di David Dhawan era una data da segnare nel calendario, gli anni passano e i gusti cambiano ma questa tipologia di film resta ancora molto amata nel pubblico indiano forse perchè è uno degli ultimi ritratti di una Bollywood non sofisticata e verace, poco global ma ricca di ironia, eccessi e voglia di far sorridere.

TRAMA
Raja Babu (Govinda) è l’ unico erede di una famiglia molto ricca ed occupa i suoi giorni cercando nuovi modi per spendere denaro, la madre (Aruna Irani) lo ricopre di attenzioni mentre il padre (Kader Khan) cerca disperatamente di metterlo in riga. Durante uno dei tanti pomeriggi di ozio Raja si innamora di Madhubala (Karisma Kapoor), la ragazza vedendo da quale prestigioso ambiente proviene lo immagina un brillante uomo in carriera ed accetta il fidanzamento non sapendo a cosa va incontro.

Realizzato con mezzi modesti e indirizzato ad un pubblico di massa, Raja Babu è un prodotto dal gusto un po' rustico ma appartiene ad una lista di film che hanno rappresentato un decennio, contiene scene simpatiche e dispensa divertimento nella prima parte riservano per il climax alcuni elementi da family drama: allontanamenti, ricongiungimenti, identità svelate, nello stile più classico dei vecchi film commerciali. Qualitativamente e tecnicamente potrà risultare scadente ma la verve che lo guida compensa la sua spoglia semplicità: palme, prati verdi, alberi di mango, costumi esuberanti, abbondanza di accessori e coreografie veraci, i passi di danza e molte scene  presentano chiari ammiccamenti erotici ben camuffati nella commedia e nei balletti. La canzone "Sarkai Lo Khatiya" , ancora oggi molto famosa, è una sorta di educazione sessuale per teenager che può tranquillamente passare in Tv.

La pellicola si inserisce in un filone di titoli kitsch e non raffinati ma anche ingiustamente snobbati, blockbuster al loro tempo, oggi poco popolari nel pubblico internazionale che negli ultimi anni ha imparato a seguire bollywood. Il film è stato un tormentone al cinema prima e nelle programmazioni televisive poi, coloro che son stati ragazzini o bambini in India negli Anni ’90 difficilmente non ricorderanno il personaggio Raja o il ritornello di "Ui Amma Ui Amma"  e di "Aaj Yaad" . Govinda è nato per i ruoli brillanti e il pubblico non lo identifica come un eroe irraggiungibile ma come un ragazzo alla mano dall’approccio immediato, la sua spalla, Shakti Kapoor, propone un personaggio paradossale e più simile ad una caricatura, l’amico/servitore si presenta con caschetto piastrato, maglia della salute, boxer hawaiani e ombrello arcobaleno, l'attore vanta un  corposo elenco di ruoli di supporto come comico o villain. L’abbinamento Govinda / Karishma ha portato al successo molti titoli di quegli anni, per lo più commedie spensierate con lunghe sequenze danzate, la vena goliardica dell’eroe e il carattere energico e indomabile dell’eroina si sono compensati a meraviglia ed hanno acceso le fantasie del pubblico in sala, gli spettatori degli oggi denominati single screens.



Il mio giudizio sul film : *** 3/5

ANNO : 1994

REGIA : David Dhawan

CAST:
Govinda ………………. Raja Babu
Karishma Kapoor …………. Madhubala
Shakti Kapoor …………….. Nandu
Aruna Irani ………………. Janki
Prem Chopra ……………… Lakhan
Kader Khan ……………. Kishen Singh
Gulshan Grover …………. Banke


COLONNA SONORA: Anand - Milind
PLAYBACK SINGERS : Abhijeet, Udit Narayan, Kavita Krishnamurthy, Kumar Sanu, Poornima, Vinod Rathod, Jolly Mukherjee,

QUALCOS’ALTRO
Il film è stato girato in un villaggio dell’India del Sud e la sceneggiatura è ispirata ad una commedia tamil intitolata Raasa Kutti.
In una scena Govinda si maschera da Micheal Jackson e dal personaggio da Dharmendra in Dharam Veer.
Appaiono sequenze del film di Amitabh Bachchan  Trishul (1978) 

22 agosto 2010

RAAVAN


Il prossimo 6 settembre Mani Ratnam sarà premiato alla 67ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Il giorno seguente verrà proiettato l'ultimo film di Ratnam, Raavan.

TRAMA

Beera Munda (Abhishek Bachchan) un fuorilegge di Lal Maati, nel nord dell'India, rapisce Ragini (Aishwarya Rai), la moglie del capo della polizia Dev Pratap Sharma (Chiyaan Vikram), scatenando una furiosa caccia all'uomo da parte dell'ispettore Sharma per salvare Ragini.

RECENSIONI

The Times of India ***1/2
Il punto di forza di Raavan è la sua opulenza visiva. La pellicola è davvero un lavoro artistico. Il montaggio lascia senza respiro, unito all'eccellente fotografia di Santosh Sivan e di Manikandan. Raavan è una tale sequenza di immagini mozzafiato che dimenticherete - e quasi perdonerete - il fatto che il primo tempo non ha una storia, ma è essenzialmente un lungo inseguimento. Il secondo tempo sembra seguire una trama, adeguatamente ornata di colpi di scena, e il film diventa anche viscerale. Ma ogni aspetto di Raavan sembra piegato all'esigenza di rendere la pellicola un'opera d'arte, inclusi musica, scene d'azione, fotografia, trucco. Si doveva però prestare un'attenzione maggiore alla narrazione. Quanto alle interpretazioni, Aishwarya Rai spicca ed è la vera protagonista. Vikram è l'eroe in qualche modo indefinito e messo da parte. Abshishek Bachchan è estremamente godibile, ma fallisce nello sviluppare il personaggio dell'anti-eroe: con qualche istrionismo in meno l'attore naturale che è in lui sarebbe affiorato in superficie. Le performance che ci ha regalato nei precedenti lavori di Mani Ratnam - Yuva e Guru - sono decisamente migliori. Raavan è una festa per i sensi: abbandonatevi.
Nikhat Kazmi, 17.06.10
La recensione integrale.

Hindustan Times *1/2
Tutto il film è rimasto nella mente del regista. La trama è esile. La visualizzazione non delude. Rahman ha composto un pastiche delle sue precedenti colonne sonore. I dialoghi sono stringati. Ratnam, oltre che un esteta, è uno dei pochi registi indiani mainstream, dotato di voce chiara (Yuva, Anjali), di orecchio per la trama (Guru, Nayakan) e di occhio per il contesto contemporaneo (Roja, Bombay, Dil Se). Li ha persi tutti e tre in una volta sola. Rivogliamo il nostro vecchio Mani!
Mayank Shekhar, 18.06.10
La recensione integrale.

Diana **
Film attesissimo, uscito con clamore lo scorso giugno che tuttavia ha deluso molto.
Raavan nelle intenzioni doveva essere una pellicola di grande effetto ma un regista apprezzato, un cast di star, una grande attenzione alla fotografia e alla colonna sonora non sono stati sufficienti. Ratnam sembra essersi dedicato molto all'impatto visivo ed emotivo del suo lavoro ma il livello della sceneggiatura e dei dialoghi è rimasto basso. I personaggi non sono studiati con cura: Beera e Dev Sharma mancano di spessore emotivo. Le gravi motivazioni di Beera sono sviluppate in modo semplicistico e Dev sembra spinto più dalla brama di vendetta che dall'angoscia e dal timore per le sorti dell'amata.
Raavan non è un buon film.
Facciamo lo stesso i nostri sinceri complimenti a Mani Ratnam per la sua imminente partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia e un grosso in bocca al lupo al regista per il suo prossimo progetto.
Nell'attesa consigliamo di riguardare Guru.

Il bello:
- L'ambientazione, la foresta umida e fosca.
- Aishwarya Rai. Ratnam ama le sue eroine spaventate ma combattive e Ragini è il personaggio meglio caratterizzato del film. Le inquadrature strette sul volto di Aish, i suoi occhi chiari e disperati, sono tra le poche cose buone della pellicola.
La Rai è l'unica che passa indenne attraverso il disastro Raavan e che, splendida come sempre, mantiene intatti controllo, grazia e fascino.

Il brutto:
- Il finale prevedibile.
- La recitazione caricaturale di Abhishek Bachchan. L'attore che si è spesso distinto grazie ad una certa naturalezza e sobrietà, qui pare irriconoscibile. Tutto il biasimo a Mani Ratnam che evidentemente non ha saputo tirare fuori il meglio da Abhishek, di cui ricordiamo le splendide e misurate performance in Naach, Kabhi Alvida Naa Kehna, Guru e Delhi-6.
-Il personaggio interpretato da Vikram è tratteggiato grossolanamente, risultando inconsistente, ottuso, dai modi rozzi e violenti, non in grado di suscitare alcuna empatia, tantomeno di indurre lo spettatore all'identificazione.
- Molte scene ed alcuni dialoghi risultano inverosimili fino al cattivo gusto: incomprensibile ed imperdonabile, soprattutto da parte di un regista come Mani Ratnam.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Beera Munda - Abhishek Bachchan
Ragini Sharma - Aishwarya Rai
Dev Pratap Sharma - Chiyaan Vikram
Sanjeevani Kumar - Govinda
DSP Hemant Pratap - Nikhil Dwivedi
Jamuni - Priyamani

Scritto da Mani Ratnam e Vijay Krishna Acharya

Diretto da Mani Ratnam

Prodotto da Mani Ratnam, Sharada Trilok e Shaad Ali

Musiche: A. R. Rahman
Parole: Gulzar (Ishqiya)

Coreografie: Astad Deboo, Brinda (Guru), Ganesh Acharya (De Dana Dan) e Shobhana

Distribuito da Reliance Big Pictures e T-Series

Anno 2010

CURIOSITA'

- Contemporaneamente al film in Hindi, Ratnam ha girato una versione Tamil di Raavan dal titolo Raavanan, che sarà anch'essa presentato a Venezia, in cui Beera è interpretato da Vikram.
- Pare che la trama del film sia ispirata al Ramayana (i giornali hanno fatto riferimento ad un "moderno Ramayana") e alla vita di Kobad Ghandy, attivista naxalita.
- Priyamani, affermata attrice di film Tamil, Telegu e Malayalam che con Raavan ha fatto il suo debutto nel cinema Hindi, è la cugina di Vidya Balan.

Il sito ufficiale del film

Tutte le pellicole indiane in calendario alla 67ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia