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25 marzo 2013

SPECIAL 26



Neeraj Pandey, salito al successo grazie al suo primo lavoro A Wednesday (2008), si cimenta in un secondo debutto lanciandosi ora in un progetto piu’ vicino al cinema popolare. Special 26 e’ una storia ispirata ad un evento di cronaca trascinata in un format cinematografico classico, il film vanta una sceneggiatura appetitosa ma soprattutto un cast eccellente: Akshay Kumar, Manoj Pajpaj, Anupam Kher e Jimmy Shergill riuniti nello stesso film.
 
TRAMA
Gli agenti Ranveer e Shanti (Jimmy Shergill e Divya Dutta) vengono convocati da due falsi ispettori delle fisco (Akshay Kumar e Anupam Kher) a svolgere un improvviso raid nella casa di un politico. Dopo aver scoperto di essere stati ingannati si uniscono a Waseem Khan (Manoj Pajpaj) l’uomo che conduce la caccia ai due furbi impostori.
 
Indietro di ventisei anni e indietro nel tempo fino al 19 gennaio 1987, giorno in cui ventisei falsi agenti delle finanze svaligiano sotto gli occhi di tutti una famosa gioielleria dell’Opera House a Mumbai. Il regista sposta le lancette dell’orologio,  propone immagini di Mumbai e Delhi in seppia, scrittura un fascinoso Akshay Kumar  e stabilisce un infuocato testa a testa con il magnetico Manoj Bajpai. I colori delle riprese divengono piu’ caldi, come se l’intero film fosse una vecchia cartolina, Akshay, elegantissimo, veste abiti vintage e si lascia crescere i baffi per il suo personaggio, bugiardo bad boy votato alla truffa, uno stiloso imbroglione i cui espedienti ricordano quelli di Di Caprio in Catch Me if you Can.  A dettare il tempo e' l'attesa del probabile confronto tra i due antieroi, Ajay e Waseem, il falso agente e quello vero, divisi da un colloquio di selezione andato male molti anni prima.
Special 26 ha forse poco a che vedere con un autentico thriller ma e’ un film carino che regala ottimismo per la produzione dell’anno cinematografico che si e’ da poco aperto, con estrema ironia la lotta all’evasione fiscale appare un furto legalizzato portato avanti sotto gli occhi di tutti e in piena luce diurna. Corruzione si confonde con altra corruzione, i tesori collezionati illegalmente divengono una refurtiva altrettanto illegale da incassare e la confusione cresce, dopo un po' tutti i limiti appaiono sballati. L'umorismo e' sottile e piacevole, molti dialoghi stuzzicanti, alcuni riservati ai protagonisti altri messi in bocca a personaggi che sfiorano lo schermo solo per un attimo, e parlo della folta schiera di junior artists in cerca di lavoro che appare nelle simpatiche scene del reclutamento di nuove leve, una sequenza spassosa che sfoggia un'improvvisa ansia di congelare i giudizi positivi del pubblico ancora prima che giunga il finale.
 
 Il mio giudizio sul film : ***  3/5
Punti forti : Il cast e l'umorismo
Punti deboli : La colonna sonora da sbadiglio e il personaggio affidato a Kajal Aggarwal. Entrambi ad alto tasso di dimenticabilita’.
Il paragone con A Wednesday!. Special 26 e' ben costruito e grazioso ma non riesce a toccare lo stesso livello qualitativo del film che l'ha preceduto.
 
 
ANNO: 2013
REGIA:  Neeraj Pandey
 
CAST:
Akshay Kumar .............................. Ajay
Manoj Pajpai ............................ Waseem Khan
Anupam Kher .......................... PK Sharma
Kajal Aggarwal ................................ Priya
Jimmy Shergill ..................... Ranveer
Divya Dutta ............................... Shanti
 
 
COLONNA SONORA: MM Keeravani e Himesh Reshammya ("Gore Mukhde")
PLAYBACK SINGERS: MM Keeravani, KK, Shreya Goshal, Sunidhi Chahuan, Bappi Lahiri, Keerthi Sangathia, Angaraag Mahanta, Chaitra Ambadipudi
 
 
QUALCOS'ALTRO:
Il compositore MM Keeravani ha deliziato il pubblico dell'India del Sud con splendide colonne sonore, purtroppo il suo debutto ufficiale nella cinematografia hindi non e' stato affatto esplosivo, stessa sorte e' toccata anche all'attrice Kajal Aggarwal  (gia' apparsa in Singham a fianco di Ajay Devgan) che non ha ricevuto qui un ruolo degno della sua popolarita' tolly/kollywoodiana.
Link alle recensioni di The Times of India e Hindustan Times  ( giudizio di entrambe *** 1/2  3,5/5) 
 

19 febbraio 2012

AARAKSHAN

Diretto da Prakash Jha, appassionato di temi politici-sociali, già regista di Raajneeti, Aarakshan affronta la questione del sistema educativo indiano. Amitabh Bachchan, da grande mattatore, si prende sulle spalle la responsabilità di tutto il film salvandone le sorti, almeno parzialmente.

TRAMA

Prabhakar Anand (Amitabh Bachchan) è il rispettato preside del STM College, una scuola prestigiosa e selettiva che garantisce un alto livello di istruzione e ottime possibilità lavorative. Il posto al STM si ottiene grazie al merito, tanto che nemmeno il ministro dell'Istruzione, Baburamji (Saurabh Shukla), riesce ad imporre l'iscrizione del nipote, che non vanta un punteggio sufficiente. Quando la Corte Suprema decide d'innalzare al 49,5% la quota dei posti riservati nelle università alle caste più basse, il malcontento ed i conflitti nel SMT College esplodono. Deepak Kumar (Saif Ali Kha), un dalit, professore, pupillo di Prabhakar Anand ed innamorato di Poorbi Anand (Deepika Padukone), figlia del preside, lascia la scuola.
Prabhakar Anand viene sabotato, escluso ed allontanato dal STM College per lasciare spazio alla corruzione ed a un sistema lucrativo che trasformi  l'istruzione in un affare.

RECENSIONI

The Times of India ***
Il regista Prakash Jha è di una razza a parte. Negli anni settanta-ottanta si affermò come uno dei principali fautori del cinema cosiddetto parallelo, e da allora non ha mai rinnegato le sue radici. Anzi, ha optato per una combinazione di cinema d'autore e di massa, di contenuto e di masala. Da qui l'importanza di film come Gangaajal, Apaharan, Raajneeti, nei quali, senza annoiare, vengono trattati argomenti scottanti. Aarakshan segue le medesime regole, offrendo uno sguardo incisivo sulla politica indiana delle quote riservate e sul suo impatto sul sistema scolastico. O perlomeno questo è il tema del primo tempo, che grazie a ciò risulta davvero drammatico. I confronti sullo schermo fra i personaggi interpretati da Amitabh Bachchan e da Saif Ali Khan sono esplosivi e coinvolgenti. Saif regala una delle sue migliori performance dopo Omkara, ma nel secondo tempo il suo personaggio viene rimosso all'improvviso e in modo arbitrario, perchè la pellicola abbandona completamente l'argomento principale per abbracciare una storia del tutto diversa, rappresentata con la formula tradizionale dell'eroe straordinario (Bachchan) contrapposto allo spregevole, machiavellico villain (Manoj Bajpai). Triste. Il primo tempo funziona, il secondo - una diatriba contro la scuola privata - non porta da nessuna parte.
Nikhat Kazmi, 11.08.11

Hindustan Times **
Enfatico, semplicistico ma importante. Prateik Babbar ha lo sguardo sempre sbalordito, ed è l'unico fra i protagonisti di Aarakshan ad essere genuinamente contro le quote riservate alle minoranze negli istituti scolastici statali. Gli altri sostengono la proposta governativa per ragioni diverse: sociali (il Prabhakar Anand di Amitabh Bachchan riconosce il merito di raddrizzare i torti della storia), economiche (il personaggio interpretato da Manoj Bajpai subodora il denaro che le ricche caste superiori spenderanno per gli istituti privati) e personali (il Deepak Kumar di Saif Ali Khan è un dalit). L'affabile, disinvolto, urbano Saif non appare affatto fuori luogo nel suo ruolo. Aarakshan è un dramma poco sottile, eccessivo, che sembrerebbe dunque favorevole alle quote. Ma in caso contrario, sarebbe stato bollato come favorevole al sistema castale? In questo Paese ci viene proibito di discutere i meriti e i demeriti delle quote riservate su base castale? E gli spettatori non possono nemmeno decidere quali pellicole guardare? Il personaggio interpretato da Amitabh Bachchan possiede un certo suo onore, anche se risulta troppo filmico. Ammirare un uomo onesto che non scende a compromessi e che si espone per salvaguardare ciò in cui crede, è ancora fonte d'ispirazione. Ciò non accade intorno a noi, nel mondo reale, ed è per questo che andiamo al cinema. Bachchan infonde una dignità immensa nel suo ruolo, l'unico nettamente definito. Lo scaltro personaggio interpretato da Manoj Bajpai è, al contrario, il classico villain bollywoodiano, caricaturale e di cartone. E rappresenta il peggio della commercializzazione del sistema scolastico indiano, che poi è il vero argomento di Aarakshan. Non solo la sceneggiatura ma anche la realizzazione della pellicola sembra essere frettolosa, ed il risultato è il meno soddisfacente fra gli ultimi lavori di Prakash Jha: Gangaajal (2003, un dibattito sulle atrocità della polizia), Apaharan (2005, sull'anonima sequestri), Raajneeti (2010, nel quale un partito politico viene rappresentato come una nuova monarchia). Hip Hip Hurray (1984) è ancora di gran lunga il suo miglior film sulla gioventù indiana. Una pellicola minimalista e sensibile, al contrario di Aarakshan che si sforza di essere imponente e gradito dalle masse senza riuscirci. Una buona occasione mancata, anche se alcune questioni importanti vengono comunque poste all'attenzione dello spettatore. Lo stato attuale del sistema scolastico indiano è davvero agghiacciante, ed è un serio problema, ma la storia narrata in Aarakshan non è convincente. I conflitti si diluiscono in ingenuità, le motivazioni non sono chiare, alcune trite situazioni prendono il sopravvento. La pesante commercializzazione (del sistema scolastico) denunciata dal film sembra affliggere anche l'industria cinematografica.
Mayank Shekhar, 12.08.11

Diana ** 1/2
Buon primo tempo, arricchito da due brani in soli venti minuti, durante il quale ci si gode il ricco cast. Prateik Babbar, fresco volto in ascesa, Deepika Padukone e Saif Ali Khan, che si confermano coppia affiatata, e Amitabh Bachchan, unico e insostituibile. Il tema iniziale, le quote riservate, è interessantissimo e apre a riflessioni più ampie ed universali sulle minoranze e sui possibili sistemi di garanzia dell''uguaglianza sociale. Peccato che venga lasciato cadere troppo presto in favore della battaglia, un tantino retorica, contro avidità e corruzione della classe dirigente.
Secondo tempo di riconciliazioni e riscosse che nonostante le buone intenzioni finisce per annoiare e lasciare senza risposte.

Il bello:
- L'alchimia tra Deepika e Saif.

Il brutto:
- Il mancato approfondimento sulla questione delle quote riservate.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Dr. Prabhakar Anand - Amitabh Bachchan
Deepak Kumar - Saif Ali Khan
Mithilesh Singh - Manoj Bajpayee
Poorbi Anand - Deepika Padukone
Sushant - Prateik Babbar
Kavita Anand - Tanvi Azmi
Shakuntala Thakral - Hema Malini
Dinkar - Chetan Pandit
Ispettore di polizia - Mukesh Tiwari
Shambhu Yadav - Yashpal Sharma
Aniruddh Prasad - Darshan Jariwala
Baburamji - Saurabh Shukla
Vishambhar Das - Vinay Apte
Kamta Prasad - S. M. Zaheer
Munni - Aanchal Munjal
Sanjay Tandon - Deepraj Rana
Verma - Bikramjeet Kanwarpal
Damodar Seth - Rajeev Varma
Avvocato - Saurabh Dubey
Pandit Dinanath Upadhay - Amitosh Nagpal
La moglie di Kamta Prasad - Anita Kanwal
La madre di Deepak - Sonal Jha

Scritto da Anjum Rajabali e Prakash Jha

Diretto da Prakash Jha

Prodotto da Prakash Jha

Musiche di Shankar-Ehsaan-Loy

Coreografie di Jayesh Pradhan

Distribuito da Base Industries Groups

Anno: 2011

AWARDS

Screen Awards 2012:
- Best Actor in a Supporting Role (Male) -  Saif Ali Khan
- Best Lyrics - Prasoon Joshi
- Ramnath Goenka Excellence Award for 'having made a difference' - Prakash Jha

CURIOSITA'

- Il film ha avuto diverse contestazioni prima della sua uscita, tanto che ne è stato chiesto il divieto di proiezione sia in Uttar Pradesh, nel Punjab e nell'Andhra Pradesh, nel timore che le frasi di discrimidazione nei confronti delle caste inferiori contenute nella pellicola potessero risultare offensive e motivo di disordini tra gli spettatori.

- La mitica Hema Malini onora la pellicola con un cameo.

- Prakash Jha è un plurivincitore del National Film Award.

- Deepika e Saif in coppia fanno scintille, come già dimostrato in Love aaj kal.

- Il making di Aarakshan.

Il sito ufficiale del film.

14 giugno 2010

RAAJNEETI


Il regista, sceneggiatore e produttore Prakash Jha (Gangaajal, Apaharan) ha collezionato nella sua carriera ben sei National Film Awards. Appassionato di temi sociali e politici, è stato anche un fine documentarista, oltre ad aver promosso diverse iniziative umanitarie. Raajneeti è il suo ultimo lavoro, un dramma a sfondo politico ispirato al Mahabharata. Lo sforzo produttivo e la ricchezza del cast - Ranbir Kapoor e Katrina Kaif a fungere da richiamo - sono stati premiati, ma nessuno si aspettava un successo così clamoroso. I media sciorinano continui aggiornamenti sull'entità da record degli incassi, anche nei mercati esteri, aspetto ancor più sorprendente considerando che Raajneeti tratta preminentemente vicende politiche indiane. Pare che, nella prima settimana di programmazione, solo 3 idiots e Ghajini abbiano conseguito risultati migliori al botteghino.

Prakash Jha, per le sue eccezionali doti umane e professionali, merita questo riconoscimento da parte del pubblico. Ma Raajneeti? Il film è senza dubbio grandioso. L'occhio cinematico di Jha ci regala un prodotto da un punto di vista tecnico superbo. La spettacolarizzazione della politica - forse inedita nel cinema hindi - è potente. Il tema è importante. I personaggi (tutti negativi tranne Indu), gli eventi, gli scenari sono amplificati e drammatizzati. La fotografia è sanguigna. Le interpretazioni di Nana Patekar e di Manoj Bajpai sono impeccabili. Ajay Devgan e Ranbir Kapoor non deludono le aspettative: Ajay lancia dardi con lo sguardo, Ranbir è elegante, misurato, maturo. Arjun Rampal offre a tratti una buona performance. Katrina Kaif non provoca danni.

I difetti sono però altrettanto vistosi. La storia - avvincente nelle intenzioni - non è sostenuta dalla sceneggiatura. Lenta, ripetitiva, noiosa. I personaggi, troppi e nessuno adeguatamente a fuoco, appaiono un po' sfuggenti. La narrazione è di vecchio tipo. Se confrontiamo Raajneeti con Rann, pellicola distribuita in gennaio di argomento simile e con un cast affollato, le debolezze del film diretto da Jha saltano subito all'occhio. Raajneeti è un polpettone tradizionale, con interpretazioni non tutte allo stesso livello, con una sceneggiatura appesantita, con un finale frettoloso e con una drammatizzazione eccessiva. Rann, al contrario, è un moderno thriller dal ritmo serrato, con performance da manuale, con una sceneggiatura robusta, con dialoghi taglienti, ma soprattutto con un realismo che denuncia senza spettacolarizzare. Evidentemente il richiamo al Mahabharata ha nuociuto a Raajneeti, anche se ha contribuito a riempire le sale.

TRAMA

Samar (Ranbir Kapoor) rientra in India dagli Stati Uniti - dove sta per iscriversi ad un dottorato in letteratura inglese - in occasione del compleanno dello zio, eminente politico e capo di partito. Lo zio viene colto da malore e ricoverato d'urgenza in ospedale. Le sue condizioni di salute sono critiche. Scoppiano le guerre per la successione. Sanguinarie, violente, spietate. I legami familiari non contano nulla quando è in gioco il potere.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sabbia rossa che si alza in nuvole di sangue; le folle oceaniche; il bacio di Naseeruddin Shah.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Indu scopre all'improvviso di amare il marito. Lui ha appena massacrato a bastonate due esseri umani. La battuta di lei: 'Non ti avevo capito'. L'effetto è quasi comico.
* La vicenda del figlio abbandonato e ritrovato è un po' trita.

RECENSIONI

The Times of India: ****
Raajneeti segna il ritorno nel cinema hindi contemporaneo del dramma pieno di colpi di scena: la trama è sostanzialmente ispirata al Mahabharata e a Il padrino. Raajneeti stimola una riflessione sul sistema politico indiano, nel quale prevale la democrazia ma non nella sua forma più pura. Dinastie, illegalità, violenza e abuso di potere costituiscono il ventre molle della poco pulita struttura politica indiana, ove la lotta per conquistare voti è simile ad una guerra: priva di principi, belligerante e sanguinaria. Il regista Prakash Jha è sempre stato un maestro nel raccontare storie (Gangaajal, Apaharan). Questo thriller politico si ispira con stile al conflitto Pandava-Kaurava narrato nel Mahabharata, non solo per le vicende ma anche per i personaggi, le cui intense e corpose caratterizzazioni costituiscono il secondo punto di forza del film. Arjun Rampal riveste il ruolo di un moderno Yudhishthira, Ranbir Kapoor è Arjuna, Nana Patekar è Krishna, Manoj Bajpai è Duryodhana, Ajay Degnan è Karna. E nell'interpretazione di Ranbir Kapoor si scorgono sfumature tratte da Il padrino: il giovane attore offre con Samar un ritratto desi di Michael Corleone. Aggiungi a questo un pizzico di attualità e ottieni un thriller avvincente sullo scenario politico indiano contemporaneo. Quanto alle performance, il film colpisce per il suo coraggioso cast d'insieme che crea personaggi realistici. Nana, Ajay, Manoj e Arjun catturano quasi sempre l'attenzione. Katrina Kaif è disinvolta e naturale. Ma il film appartiene a Ranbir Kapoor che perfeziona l'arte del minimalismo, e letteralmente cresce sotto i nostri occhi: un vulcano in ebollizione che non può essere trattenuto quando erutta. La sceneggiatura di Prakash Jha e di Anjum Rajabali è intelligente: la narrazione simile ad un thriller parte in modo confuso ma subito si stabilizza offrendo un dramma politico rapido e pieno d'azione. Anche la colonna sonora vanta alcuni brani coinvolgenti (Bheegi Si di Pritam, Mora Piya di Aadesh Srivastava, Dhan Dhan Dharti di Wayne Sharp), ma il film non lascia loro molto spazio. Prendetevi del tempo per un'esperienza cinematografica seria e coinvolgente: non perdetevi Raajneeti.
Nikhat Kazmi, 03.06.10

Hindustan Times: ***
Prakash Jha, il regista di Raajneeti, si è candidato due volte alle elezioni, quindi conosce da vicino gli intrighi politici, oltre a saper scioccare e meravigliare col suo cinema. Jha reinterpreta il Mahabharata alla luce dell'attuale democrazia indiana, nella quale la competizione politica è di tipo dinastico e i partiti sono nuove monarchie. Jha ci mostra in modo abile l'abuso che i partiti fanno dei mezzi di informazione, del sistema economico, delle caste, delle comunità religiose, delle coalizioni, dei tribunali, della polizia, della burocrazia, persino dei matrimoni e delle amicizie. Tutto per saziare la sete di potere. Non delude nessuno degli attori: dall'insolitamente ispirato Rampal al suo potente opposto Bajpai. Il film è di un'implacabilità assoluta. Non vi è tregua. Nessuna tragedia arresta il ritmo della pellicola. L'introspezione è superflua, così come la redenzione. Le elezioni sembrano le ultime e definitive, come se non dovessero essercene di successive, o come se non si dovessero più realizzare pellicole sulla politica. I film di Jha Gangaajal (2003) e Apaharan (2005) sono, in confronto a Raajneeti, più raffinati e più a fuoco. L'ambizione di Raajneeti, col suo cast stellare e con il suo ispirarsi ad un poderoso poema epico, ha rovinato il progetto. C'è una ragione perchè il Mahabharata è stato una serie televisiva. Shyam Benegal lo ha brillantemente adattato in Kalyug (1981) grazie ad un contenuto minimalismo. In Raajneeti invece la sceneggiatura è troppo elaborata ed esageratamente drammatica.
Mayank Shekhar, 03.06.10

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: la serietà del soggetto e la grandiosità della confezione
Punto debole: Raajneeti abbaglia ma non emoziona, e spesso annoia

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Nana Patekar - Brij Gopal, zio materno di Samar e di Prithviraj
* Ranbir Kapoor - Samar Pratap
* Arjun Rampal (Rock On!!) - Prithviraj Pratap, fratello di Samar
* Manoj Bajpai (Aks) - Veerendra Pratap, cugino di Samar e di Prithviraj
* Ajay Devgan - Sooraj Kumar
* Katrina Kaif - Indu, moglie di Prithviraj
* Sarah Thompson - Sarah, fidanzata di Samar
* Nikhila Trikha - Bharti Rai, madre di Samar e Prithviraj, sorella di Brij
* Naseeruddin Shah (special appearance) - Bhaskar Sanyal

Regia: Prakash Jha
Sceneggiatura: Prakash Jha e Anjum Rajabali (Ghulam, Pukar, The legend of Bhagat Singh, Naina, Apaharan)
Colonna sonora: Wayne Sharpe (Gangajaal), Pritam, Aadesh Srivastava, Shantanu Moitra (3 idiots)
Fotografia: Sachin Kumar Krishnan (The blue umbrella)
Traduzione del titolo: politica
Anno: 2010
Awards:
* Star Screen: miglior sceneggiatura, miglior attrice (popular choice) Katrina Kaif, miglior commento musicale (Wayne Sharpe). Aggiornamento del 02.03.11;
* Zee Cine: miglior attore non protagonista (Arjun Rampal). Aggiornamento del 02.03.11;
* IIFA: miglior attore non protagonista (Arjun Rampal). Aggiornamento del 31.07.11.
Sito ufficiale
Pagina ufficiale in YouTube

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 11.04.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Manoj Bajpai
* 27.04.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Ajay Devgan
* 08.05.10, Bollywood Hungama: intervista a Manoj Bajpai
* 10.05.10, Bollywood Hungama: dichiarazioni di Prakash Jha
* 22.05.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Arjun Rampal
* 03.06.10, Bollywood Hungama: dichiarazioni di Prakash Jha
* 04.06.10, Bollywood Hungama: intervista ad Ajay Devgan
* 05.06.10, Bollywood Hungama: intervista a Prakash Jha
* 10.06.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Prakash Jha
* 12.06.10, Bollywood Hungama: intervista ad Arjun Rampal
* 15.06.10, Bollywood Hungama: intervista a Katrina Kaif (aggiornamento del 15.06.10)
* 23.06.10, Bollywood Hungama: articolo che svela i trucchi degli effetti speciali (aggiornamento del 23.06.10)

CURIOSITA'

* Raajneeti è stato proiettato all'Indian Film Festival of Ireland 2010, e nei prossimi giorni sarà presentato al River to River Florence Indian Film Festival 2010 (aggiornamento del 24.11.10).
* In Raajneeti sono state utilizzate ben 10.000 comparse. Nella scena del comizio di Indu, alle comparse si sono aggiunti 15.000 curiosi accorsi per assistere alle riprese. Molti abitanti di Bhopal hanno aiutato la troupe ad affiggere i finti manifesti elettorali nelle vie della città.
* Ranbir Kapoor è figlio di Rishi Kapoor e nipote di Raj Kapoor. Kareena Kapoor è sua cugina. E' stato assistente alla regia in Black. Ha esordito come attore nel 2007 in Saawariya. Carriera sbalorditiva: film interessanti come Wake up Sid! e Rocket Singh - Salesman of the year, e successi commerciali come Bachna Ae Haseeno e Ajab Prem Ki Ghazab Kahani.
* Arjun Rampal, ex-modello, ha conquistato il National Film Award per Rock On!!. Ha interpretato il famoso spot della Schweppes con Nicole Kidman, diretto da Shekhar Kapur.
* L'esordiente Nikhila Trikha, che nel film riveste il ruolo della madre di Samar, ha solo 30 anni.
* L'Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha chiesto a Prakash Jha di acquisire copia della sceneggiatura di Raajneeti da custodire negli archivi. Jha ha dichiarato: 'Sono onorato e molto felice. Sebbene il cinema hindi abbia la sua tradizione e la sua estetica, è sempre piacevole ottenere un riconoscimento internazionale. Anjum Rajabali ed io abbiamo lavorato molto alla sceneggiatura di Raajneeti. Abbiamo redatto diverse versioni e ci sono voluti anni per ottenere la sceneggiatura finale. E' bello constatare che questo sforzo non sia andato sprecato, ma che anzi sia stato benedetto dal successo commerciale e dal plauso della critica. La sceneggiatura è il fulcro di un film, e spero che in futuro in India rafforzeremo l'attenzione a questo aspetto della cinematografia'. L'Academy è l'organizzazione che si occupa di conferire gli Oscar. Le sceneggiature collezionate sono a disposizione del pubblico solo per motivi di ricerca. Altre sceneggiature di film indiani disponibili presso l'Academy: Rock on!!, Heroes, Lagaan, Devdas, Munnabhai M.B.B.S., Kal Ho Naa Ho, Chak De! India, Sarkar Raj e Gandhy my father. Articolo di Hindustan Times. (Aggiornamento del 29.09.10).
* Leggiamo nel Sanatana Dharma di Stefano Piano: 'Il Mahabharata è certamente l'opera più importante dell'intera cultura indiana. Questa gigantesca epopea redatta in sanscrito - che, con le sue quasi centomila strofe distribuite in 18 libri, è il più esteso poema (...) dell'umanità intera - è (...) una narrazione di miti e di gesta di eroi (...), che, con le sue innumerevoli digressioni su temi di ogni tipo, costituisce un'autentica enciclopedia di tutto il sapere tradizionale brahmanico. Il mito centrale di quest'immensa epopea, che è anche un ampio compendio di tutte le idee etico-religiose dell'India classica, illustra una situazione di crisi alla fine di un'era cosmica (...) attraverso la guerra fra due famiglie di cugini della stirpe (...) di sovrani, i Kaurava e i Pandava, discendenti gli uni e gli altri del mitico eroe Bharata, per il governo del regno di Kurukshetra (la zona pianeggiante a Nord di Delhi). L'esito della lotta, che vede schierati, da una parte o dall'altra, i principali re della terra, dipende da un altro principe, alleato dei Pandava e appartenente a un altro ramo della medesima dinastia; il suo nome è Krishna e in lui si cela una misteriosa presenza divina.' (Sanatana Dharma, Stefano Piano, Edizioni San Paolo, 1996, pagg. 70-71).
* Film che trattano lo stesso tema: Satta, Rann.

GOSSIP & VELENI

* La produzione ha più volte smentito le voci secondo cui la trama della pellicola sarebbe ispirata alla saga della potente famiglia Gandhi, dichiarando, al contrario, che Raajneeti è una moderna trasposizione dell'epico Mahabharata in ambito politico. Di certo il personaggio di Katrina che arringa folle oceaniche con la sua inflessione straniera riporta alla mente proprio Sonia Gandhi. E i due fratelli Samar (riflessivo e disinteressato alla politica) e Prithviraj (esuberante e irascibile) ricordano Rajiv Gandhi (marito di Sonia) e Sanjay (fratello di Rajiv).
* La scorsa settimana più di settanta affiliati al BJP, il partito indiano associato al nazionalismo hindu, hanno guardato un dvd pirata di Raajneeti proiettato su grande schermo in un hotel di lusso a Jaipur. Colti sul fatto, si sono difesi sostenendo che ritenevano fosse una copia originale. Prakash Jha ha replicato che regalerà a ciascuno di loro il dvd originale, affinchè possano rendersi conto della differenza 'fra essere sul lato giusto ed essere sul lato sbagliato della legge'. Jha probabilmente includerà l'episodio in una futura sceneggiatura. Articolo originale (aggiornamento del 23.06.2010).
* La scena dell'auto che esplode provocando la morte di due personaggi è copiata (male) da Sarkar Raj.
* Nana Patekar si è cucinato i pasti durante tutto il soggiorno a Bhopal. L'hotel nel quale alloggiava gli ha accordato l'uso della cucina. Uomo da sposare.
* Ranbir Kapoor è stato fidanzato con Deepika Padukone, sua partner in Bachna Ae Haseeno.
* La madre di Arjun Rampal è per metà danese. La moglie di Arjun, Mehr Jesia, è stata Miss India.

27 maggio 2009

A K S


'Aks' è uno di quei film che non soddisfano fino in fondo, ma che comunque colpiscono, e sui quali si ha molto da commentare. Vi sareste mai immaginati un esordio così stiloso e sorprendente da parte di Mehra, regista di 'Rang De Basanti' e di 'Delhi-6'? E Amitabh Bachchan a produrlo e ad interpretarlo?
La pellicola, malgrado la bocciatura del pubblico, ha conquistato diversi award e ha favorevolmente impressionato la critica.

Il soggetto è piuttosto insolito per la cinematografia Hindi. 'Aks' è un thriller con implicazioni soprannaturali, e il fatto che il realistico Mehra si sia cimentato con questo genere per il suo debutto lascia stupefatti.
La sceneggiatura è complessa e interessante. I personaggi brillano di luce propria e si differenziano nettamente dalle solite trite stereotipate figure che spesso, purtroppo, indeboliscono una produzione per altri versi molto vivace. I dialoghi sfortunatamente non sono sempre all'altezza, e alternano battute folgoranti ad altre banali.
La regia in buona parte del primo tempo e in alcune sequenze del secondo lascia senza respiro, grazie anche all'altissima qualità della fotografia e alla bravura del direttore artistico.
La colonna sonora è notturna, pulsante, ipnotica. Le coreografie sono molto tecniche.
Il prodotto finale è un film decisamente dark che affascina e seduce.

Il cast.
Si rimane più colpiti dall'antagonista che dal protagonista, malgrado Amitabh Bachchan si produca in un ruolo insolito per lui. Eppure è così: Manoj Bajpai è COLOSSALE. Il suo Raghavan è probabilmente l'unico killer in tutto il cinema Hindi a possedere caratteristiche così singolari e intriganti. Manoj è selvaggio, demoniaco, oscuro. L'inquietante follia, lo scabroso sex-appeal, l'intensità, lo sguardo penetrante, l'uso della voce, la gestualità: tutto contribuisce a mettere in ombra il grande Bachchan, che pure ci sorprende con un'interpretazione complessa e sfaccettata (di certo il personaggio di Manu è il più difficile).
Raveena Tandon è una perfetta dark lady, figura non comune nel cinema popolare Hindi. La sua Neeta è conturbante, sensuale, perduta. I costumi provocanti, le coreografie altamente seduttive, la musica da brivido caldo, i dialoghi espliciti e le sequenze hot con Manoj (ma anche con Bachchan) alimentano la corrente sotterranea di grande erotismo che impregna la pellicola.
Nandita Das è sempre all'altezza. Peccato che il personaggio di Supriya via via si indebolisca.
Una menzione speciale per Vijay Raaz: il suo cameo è FULMINANTE.

Ma allora cosa non ha funzionato?
L'impronta di eccessiva teatralità: nei fondali, nei tempi, nelle battute declamate, nella gestualità pronunciata. Gradualmente l'azione, la 'stilosità', i dialoghi sembrano spegnersi e svanire. Malgrado la storia sia intrigante quasi sino alla fine. E malgrado l'impeccabile interpretazione di Bachchan. Il ritmo è spesso esageratamente lento più che ipnotico, anche (purtroppo) nelle sequenze che avrebbero richiesto un'accelerazione.
E il finale è TERRIBILE (Mehra non ne ha ancora azzeccato uno).

'Aks' poteva essere davvero un piccolo capolavoro. Peccato che ad un certo punto il regista perda le fila del suo progetto. Il film va completamente fuori fuoco e diventa tutta un'altra cosa.
Dedichiamo comunque un applauso a Mehra, a Bachchan, a Manoj e a Raveena per aver prodotto, diretto e interpretato una pellicola così insolita. Bravi e coraggiosi.

TRAMA

Manu Verma (Amitabh Bachchan) è un funzionario responsabile per la sicurezza di personalità politiche. Raghavan (Manoj Bajpai) è un killer. Inevitabile la collisione. Tutto così semplice? Niente affatto.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: **
'Aks' tecnicamente parlando è un prodotto di qualità superiore, ma fallisce in un aspetto vitale: la narrazione. Per essere un esordiente, Mehra mostra doti tecniche immense. Il film vanta alcune immagini spettacolari. Mehra ha lavorato duro sullo stile, nel tentativo di mantenere uno standard internazionale. Le melodie di Anu Malik si discostano dalla musica a cui ci aveva abituati. La coreografia di 'Ye Raat' e di 'Aaja Gufawon Mein Aa' è affascinante. La fotografia (Kiran Deohans) è sullo stesso piano di quanto di meglio visto nel cinema internazionale. Il più grosso lato negativo è nella lunghezza e nel ritmo. Malgrado l'idea sia nuova ed interessante, la narrazione di Mehra lascia molto a desiderare. Sembra che il regista si sia concentrato più sulla forma che sulla sostanza. Gli avvenimenti diventano pesanti e deprimenti. La storia è stagnante. Ciò che poteva essere raccontato in due ore è stato allungato senza ragione, diluendo quindi l'impatto del film. Il montaggio è lento e la pellicola dovrebbe essere tagliata di almeno venti minuti per velocizzare il ritmo. La sceneggiatura poteva essere scritta meglio. Si doveva pensare ad una fine più appropriata. Dopo tanto tempo si può ammirare Amitabh Bachchan nel suo elemento. Regala un personaggio per il quale si è specializzato negli anni e fa un lavoro meraviglioso. Manoj Bajpai tende a volte a debordare. Raveena Tandon è seducente e fa bene la sua parte. Nandita Das è naturale.'
Taran Adarsh, 13.07.01

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: un primo tempo che incanta; uno scabrosissimo fascinosissimo Manoj Bajpai (*****)
Punto debole: un secondo tempo che annoia (si sente la mancanza di Manoj?)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Amitabh Bachchan - Manu Verma
* Manoj Bajpai ('Satya') - Raghavan
* Raveena Tandon ('Satta') - Neeta
* Nandita Das ('Earth') - Supriya Verma
* Vijay Raaz ('Delhi-6') - Yeda Yakub (cameo)

Regia: Rakeysh Omprakash Mehra al suo debutto cinematografico. Seguiranno 'Rang De Basanti' e 'Delhi-6'

Soggetto: Renzil D'Silva (co-sceneggiatore di 'Rang De Basanti')

Sceneggiatura: Rakeysh Omprakash Mehra, Kamlesh Pandey ('Delhi-6')

Colonna sonora: Ranjit Barot ('Main Hoon Na') e Anu Malik ('Main Hoon Na'). Amitabh Bachchan presta la voce narrante nel brano che accompagna i titoli di testa

Coreografia: Dinesh, Noble, Raju Sundaram ('Ghajini'). Alcune coreografie di 'No Smoking' di Kashyap devono molto a questo film

Fotografia: Kiran Deohans ('Jodhaa-Akbar')

Montaggio: P.S. Barthi ('Delhi-6')

Direzione artistica: Samir Chanda ('Rang De Basanti')

Anno: 2001

Award:

* IIFA: Paul Sims per gli effetti speciali

* Filmfare: Amitabh Bachchan miglior attore per la critica; Raveena Tandon special award; Ranjit Barot miglior commento musicale

* Zee Cine: Manoj Bajpai miglior attore in un ruolo negativo

* Screen: Manoj Bajpai, Raveena Tandon come miglior attrice non protagonista e Ranjit Barot

Traduzione del titolo: 'riflesso', 'ombra' (ringraziamo Gina K.)

Co-produzione e distribuzione: Amitabh Bachchan

CURIOSITA'

* Nandita Das ha interpretato i film di Deepa Mehta 'Fire' e 'Earth' (con Aamir Khan). Pochi mesi fa è stata distribuita in India la sua già premiata pellicola d'esordio come regista, 'Firaaq', interpretata da Naseeruddin Shah. Nel 2005 è stata membro della giuria al Festival di Cannes

* Godetevi la sequenza con i lupi: pare che Manoj Bajpai ad un certo punto se la sia vista brutta

* L'attore Kunal Kapoor ('Rang De Basanti') ha esordito nel cinema come assistente alla regia proprio in 'Aks'

* Citazioni bollywoodiane: Shah Rukh Khan

GOSSIP&VELENI

* Pare che Nandita Das non abbia gradito l'evoluzione del suo personaggio nel film. Nemmeno noi

* E cosa mi dite di Bachchan che si sveglia dopo una notte di sesso selvaggio? Non so, non mi sono ancora ripresa