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16 settembre 2009

M A S T


Tutto ci saremmo aspettati da un regista tosto come Ram Gopal Varma tranne che uno zuccheroso musical, una tenera storia d'amore, un film sui sogni adolescenziali, una fiaba a lieto fine. Varma non sembra navigare in acque familiari, e appare un poco disorientato: 'Mast' rappresenta, nella filmografia di RGV, la seconda incursione in territorio bollywoodiano dopo il leggendario 'Rangeela', senza purtroppo ripeterne la magia. Rare le inquadrature mozzafiato e le sequenze originali tipiche del suo cinema. La pellicola è curata, certo, ma si stenta a credere che sia firmata da lui.

'Mast' è un omaggio alla divina Sri Devi, attrice di cui il regista, da ragazzo, era follemente innamorato. E chi altra poteva interpretare il sogno cinematografico del giovane protagonista del film se non l'allora compagna di Varma, Urmila Matondkar? Un vero banchetto per il nostro RGV, non c'è che dire, ma la tempesta ormonale provocata da tanta abbondanza ha un po' nuociuto al risultato finale.
'Mast' è una favola dolce che si lascia seguire con piacere. Il protagonista, Kittu, è tutti noi: chi non vorrebbe agguantare per davvero un sogno di celluloide? Ma è anche una commedia un po' inconsistente. Qualche lacuna nella sceneggiatura, soprattutto nel secondo tempo; una recitazione dignitosa ma non indimenticabile da parte di Aftab Shivdasani - nell'aspetto e nei modi ricorda vagamente Aamir Khan, peccato non sia riuscito ad eguagliarlo in personalità: Kittu è simpatico, si fa voler bene, ma non impressiona -; un personaggio, quello di Mallika, non ben costruito.
Di contro, la colonna sonora è fresca e molto piacevole; le coreografie sono gradevoli e a tratti inedite; l'abilità tecnica di Urmila come ballerina non si discute; nei brani danzati la fotografia, le scenografie, i costumi sono brillanti; i caratteristi impeccabili - con l'esclusione di Sheetal Suvarna. Una menzione speciale per Neeraj Vora e per il suo effervescente cameo.

Gli aspetti di 'Mast' dai quali si riconosce l'inconfondibile marchio RGV:
- l'argomento cinema, la vera unica ossessione di Varma, è onnipresente;
- l'ironia: sul giornalismo scandalistico, sui titoli dei film Hindi, sulle famiglie che regolano le vite e le carriere delle giovani future star, sulla figura del 'villain', sul pathos;
- gli originalissimi titoli di testa;
- la visualizzazione del brano strumentale interpretato da Urmila.

Le coreografie meritano un'analisi più approfondita. 'Mast' è un musical, e in quanto tale è ricco di brani: 8 cantati e uno strumentale.
1 - 'Hua Main Mast' (Rosemeyer): il realismo delle strade di Pune per Kittu si alterna ai fantasmagorici set artefatti per Mallika. Urmila in costumi stravaganti e in pose plastiche;
2 - 'Mere Hero' (Rosemeyer): coreografia molto divertente, imperniata ancor più del brano precedente sulle fantasie del giovane Kittu. Mallika esce dallo schermo. Kittu si identifica con l'eroe del film (che 'non è Govinda e non è Shah Rukh Khan'). La location è il Tirolo. L'ironia sulla funzione dell'eroe nelle pellicole Hindi è potente. E il finale davvero esilarante;
3 - 'Aasman Kaheta' (Rosemeyer): Antara e Urmila, due ballerine d'eccezione, insieme sullo schermo ma in un'occasione sprecata. Antara non muove un passo (peccato). La location mozzafiato è la Namibia;
4 - 'Pucho Na Yaar' (Farah Khan): forse la coreografia più dolce e più buffa di tutto il film. Inizio al rallentatore, nella miglior tradizione di Farah. Solo uomini sul set, e, a parte Aftab, non si può proprio dire che ballino. Ma la coreografia è molto ironica e ottimamente costruita. L'abbinamento RGV/Farah Khan pare funzionare a meraviglia (chi l'avrebbe detto?);
5 - 'Rama Krishna' (Rosemeyer): coreografia molto tecnica, un vero tributo di classe al miglior musical americano. Tutta da guardare. Urmila sempre all'altezza;
6 - 'Ruki Ruki' (Farah Khan): Farah a briglia sciolta! Dopo aver ideato per 'Dil Se' - diretto da Mani Ratnam e prodotto da Varma - la trascinante coreografia sul treno di 'Chayya Chayya', qui non si pone limiti nell'uso dei mezzi di trasporto. Sullo sfondo un Sud Africa fiabesco. Urmila e Aftab ballano allegri su treni, battelli, persino barche a rimorchio...
7 - 'Mast' (Rosemeyer): Urmila si offre in tutta la sua espressività;
8 - 'Sunatha Dekha Tha' (Rosemeyer): la coreografia più spontanea e naturale. I quattro ragazzi ballano fra loro, apparentemente noncuranti della camera, nel giardino di casa. Ancora una volta Antara e Urmila insieme. La coreografia è piacevole ma certo non mette in luce le sbalorditive doti tecniche delle due attrici;
9 - manca all'appello la coreografia del brano strumentale, probabilmente intitolato 'Mallika' e probabilmente coreografato da Farah. Qui si sente la mano pesante del regista: il coreografo si è piegato al volere di Varma e costruisce una peccaminosa coreografia attorno ad una sensualissima Urmila.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE:

- la confusione nella sala cinematografica;
- il monologo ossessivo del tassista arrivato dal Sud (come lo stesso RGV) che conia un nuovo insulto tutto dedicato a Boney Kapoor, reo di aver impalmato l'irraggiungibile Sri Devi;
- la passione del padre di Kittu per Rekha.

TRAMA

Kittu (Aftab Shivdasani) è uno studente spensierato e allegro. Perennemente al cinema, consegue pessimi risultati a scuola, ma coltiva un grande sogno: incontrare la sua star preferita, Mallika (Urmila Matondkar). All'ennesima pagella negativa, il padre (Dalip Tahil), esasperato, strappa i poster e le fotografie di Mallika che tappezzano la stanza del figlio. Kittu non sopporta l'oltraggio e scappa a Mumbai per coronare il suo sogno.

RECENSIONI

Cinema Hindi: ***1/2 'Mast' sembra non essere all'altezza di un regista come Ram Gopal Varma, ma alcune sequenze sono state girate in Italia - parliamo del 1999, quando la conoscenza dell'Europa da parte dei cineasti Indiani non andava oltre Londra e le Alpi Svizzere - e quindi mostriamo la nostra gratitudine al regista regalando al film mezza stella in più
Punto di forza: il sogno
Punto debole: il personaggio di Mallika; un secondo tempo anonimo; un finale debolmente costruito

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aftab Shivdasani ('Nishabd') - Kittu
* Urmila Matondkar ('Rangeela') - Mallika
* Antara Mali ('Naach') - Nisha
* Dalip Tahil ('Hello') - il padre di Kittu
* Smita Jaykar ('Devdas') - la madre di Kittu
* Sheetal Suvarna - la sorella di Kittu
* Govind Namdeo ('Satta') - lo zio di Mallika
* Neeraj Vora ('Company') - Usman
* Rajpal Yadav ('Chandni Bar') - cameriere

Regia e produzione: Ram Gopal Varma

Soggetto, sceneggiatura, dialoghi: Vinod Ranganathan e Ramesh Khatkar (anche assistente alla regia)

Colonna sonora: Sandeep Chowta ('Company')

Coreografia: Farah Khan ('Om Shanti Om') e Howard Rosemeyer ('Josh', 'Pareneeta')

Fotografia: Piyush Shah ('Salaam-E-Ishq')

Scenografia: Samir Chanda ('Ghajini')

Costumi: Manish Malhotra ('Billu')

Award: Zee e Screen award per il miglior debutto maschile assegnato ad Aftab

Traduzione del titolo: 'spensierato'. Pushker precisa: amante della vita e che sa goderne ogni minuto. Gina K. ci spiega che 'great mast item' è una forma in slang che significa 'ragazza sexy'. Nel glossario del romanzo Il rumore dell'acqua, il termine viene così tradotto: 'Letteralmente 'sono su di giri'. Verso memorabile della canzone sexy del popolare film hindi Mast, che significa divertirsi o essere eccitati. Il titolo del film ha un significato sessuale: un elefante in calore è mast'. (Un personaggio dell'opera canta sotto la doccia 'Mein mast! Han-han mast!').

Anno: 1999

CURIOSITA'

* 'Mast' contiene alcune sequenze girate in location straniere, abitudine consolidata nella cinematografia popolare Hindi ma sempre avversata da Ram Gopal Varma. Oltre al Tirolo Italiano e Austriaco, possiamo ammirare la Namibia e il Sud Africa

* Aftab Shivdasani ha debuttato in un ruolo adulto proprio con 'Mast'. All'epoca della distribuzione del film aveva 21 anni. Urmila 25

* Antara Mali ha debuttato nel 1999 interpretando due film diretti da RGV: 'Mast' e 'Prema Katha'. Nel 2005 ha co-diretto, scritto e interpretato il film 'Mr. Ya Miss', co-prodotto da Ram Gopal Varma

* Neeraj Vora ha vinto lo Screen Award per la sceneggiatura e i dialoghi di 'Hera Pheri'. Ha diretto (e scritto) il sequel, 'Phir Hera Pheri'. Recentemente è stato distribuito 'Shortkut - The Con Is On', sempre diretto da Vora

* Howard Rosemeyer ha debuttato come coreografo proprio in 'Mast'. E ha recitato, fra gli altri, in 'Chalte Chalte' e 'Pareeneta'

* Nel film di Deepa Mehta 'Bollywood/Hollywood' si mostrano delle sequenze da 'Mast'

* Citazioni bollywoodiane:
- imperdibile il finto cartellone cinematografico con Urmila e Shah Rukh Khan. Nella realtà i due hanno girato insieme un solo film, l'imbarazzante 'Chamatkar';
- nel brano 'Mere Hero' sono nominati sia Govinda che SRK;
- citati Sri Devi, Boney Kapoor, Kajol, Manisha Koirala ('Company'), Sonali Bendre ('Sarfarosh'), Karisma Kapoor ('Raja Hindustani'), Amitabh Bachchan, Salman Khan e (in un modo godibilissimo) Rekha ('Lajja')

* Sri Devi, classe 1963 (più giovane di un anno di RGV), ha recitato in pellicole in diverse lingue Indiane. E' sposata col produttore Boney Kapoor, fratello di Anil Kapoor ('Slumdog Millionaire'). Varma è riuscito a coronare il suo sogno adolescenziale di dirigere l'attrice sul set: 'Kshana Kshanam' nel 1991 (secondo film del regista), e 'Govinda Govinda' nel 1993, entrambi in lingua Telugu

* 'Mast' è l'unica pellicola diretta da RGV coreografata da Farah Khan. E possiamo ammirare per l'unica volta le due fiamme di Varma insieme sullo schermo: Urmila e Antara

* Manish Malhotra ha disegnato i costumi per Urmila anche in 'Satya' e in 'Rangeela', entrambi diretti da RGV

GOSSIP&VELENI

* Fra le ex fidanzate di Aftab spicca il nome di Esha Deol ('Darling')

* Pare che Antara Mali sia stata la fiamma di Ram Gopal Varma subito dopo la clamorosa rottura con Urmila

* Kittu è decisamente tutti noi: chi non vorrebbe un poster altezza uomo di Shah Rukh Khan e Aamir Khan appeso alla porta della propria camera da letto? E che sogno consegnare una pizza a casa loro! Ma soprattutto CHE SODDISFAZIONE RAPIRE I DUE KHAN ROMPENDO UN VASO IN TESTA ALLE RISPETTIVE CONSORTI!

11 luglio 2009

N A I N A


'Naina' è il remake bollywoodiano di 'The Eye', horror firmato dai fratelli Pang e ambientato ad Hong Kong.

Naina perde la vista all’età di cinque anni a causa di un incidente stradale in cui muoiono i genitori, durante un’eclissi solare. Si ritrova a vivere con la nonna e una zia a Londra. Ormai adulta si sottopone al trapianto delle cornee. L’intervento è praticato dal dottor Samir Patel e sembra essere perfettamente riuscito. In ospedale Naina apre per la prima volta gli occhi e ritorna a vedere dopo molto tempo. Una notte vede il suo compagno di stanza uscire accompagnato da un’ombra che ha la forma di una persona e lo segue. Nel corridoio viene fermata da un’infermiera che le assicura che non c’è assolutamente nessuno e che è normale che i suoi occhi non riescano ancora a distinguere bene gli oggetti.

Uscita dall’ospedale Naina è tormentata dagli incubi e vede delle persone che nessun altro può vedere. La nonna, preoccupata, la accompagna dal dottor Samir che tenta di calmarla sostenendo che soffre di semplici allucinazioni, comuni postumi dell’intervento. Le visioni di Naina, però, diventeranno sempre più insistenti…

Anno: 2005

Regista: Sripal Morakhia

Attori:

Urmila Matondkar (Naina)
Anuj Sahwney (Dr. Samir Patel)
Khamini Khanna (nonna di Naina)
Shweta Konur (Khemi)

Recensione: ***

Morakhia fa decisamente un buon lavoro con questo suo primo film. E’ vero: è decisamente scopiazzato da 'The Eye' dei fratelli Pang. E allora? Quanti horror americani sono remake di horror asiatici, talvolta girati con la collaborazione degli stessi registi di quello autentico, con un risultato che stravolge l’originale fino a renderlo ridicolo? (L’unico che mi sentirei di salvare dalla spazzatura è 'The Ring' di Verbinski per ovvi motivi).

Il pregio principale di 'Naina' è quello di essere ambientato principalmente a Londra, ma di avere tutti attori indiani e la protagonista non è un’ammazzavampiri o una bomba sexy con scarse capacità recitative: è Urmila Matondkar! Il ruolo di Naina è difficile da interpretare, ma la Matondkar riesce con successo a trasmetterci le sue emozioni. Le inquadrature degli occhi, riprese da 'The Eye', sono ancor più coinvolgenti. Tipicamente bollywoodiano è il personaggio della nonna, la buffa aiutante della protagonista.

Inoltre, per scoprire ciò che nascondono le sue visioni, Naina dovrà recarsi nel paese in cui ha remote radici. Qui si troverà ad affrontare una realtà ben diversa da quella dei patinati bar londinesi e degli ospedali all'avanguardia.

'Naina' è una copia di cui si può essere orgogliosi, nonostante Morakhia si ostini a negare ogni connessione con 'The Eye' e a sostenere che ciò che ha messo in scena è tutta farina del suo sacco (forse perché, al contrario del remake statunitense del 2008 non sono stati pagati i diritti?). La credenza che gli occhi dei defunti possano vedere i fantasmi, però, sembra essere radicata anche in India.

Al suo debutto nelle sale nel 2005 il film è stato fortemente criticato dalle associazioni dei medici indiane perché si temeva alimentasse la diffidenza verso i trapianti di cornee.

'Vedere non è credere' di Anjali Chandra, 25 marzo 2005, Times of India (riassunto)

'Un gruppo di oftalmologi protesta al fianco delle associazioni di non-vedenti che si schierano contro il film 'Naina' uscito di recente. Affermano che il film intralcerà l’intero movimento per la donazione delle cornee. Dinoo Gandhi, Segretario Onorario dell’Associazione Nazionale Non-Vedenti dichiara che 'La donazione degli occhi è ancora agli albori in India. Pertanto, un film che mette il trapianto delle cornee in cattiva luce è destinato ad avere effetti dannosi sulla gente'.

Ma il punto è: per quanto il contenuto di un film possa essere vicino o meno alla realtà, potrà influenzare l'atteggiamento della gente nei riguardi di una causa? La dottoressa Annie Singh, direttrice della Banca degli Occhi di Lucknow pensa di si: 'Potrebbe farci ridere, ma le persone davvero si rifiutano di donare gli occhi perché hanno paura di rinascere ciechi o perché senza non potranno vedere Dio! E’ vero che gli Indiani sono molto superstiziosi, motivo per cui il programma per il trapianto delle cornee fa così fatica a prendere piede.'

Tanuja Joshi, Presidente dell’Associazione della Banca degli Occhi dell’India aggiunge il suo punto di vista: 'Date un occhio alle statistiche. Abbiamo 1.1 milioni di persone che aspettano un trapianto di cornee. Ma tutto quello che riceviamo sono 21.000 cornee e non tutte sono utilizzabili. Temiamo che il film potrebbe danneggiare gli eventuali beneficiari, molti dei quali appartengono agli strati più bassi della società e agli abitanti delle aree rurali, proprio tra coloro che sono i maggiori potenziali spettatori del film. Così, il finale in cui Urmila sembra lanciare il messaggio che avrebbe preferito rimanere cieca, avrà i suoi effetti.'

L’Associazione della Banca degli Occhi dell’India ha fatto appello alla Alta Corte di Delhi contro il film.'

23 marzo 2009

BHOOT


Swati e Vishal traslocano in un appartamento al dodicesimo piano di un grattacielo di Mumbai, dove ha avuto luogo un fatto terribile: una donna, Manjeet, si è buttata dal balcone assieme al figlio. Quando Vishal acquista l’appartamento è informato della tragedia dall’amministratore del palazzo ma non ritiene opportuno riferire nulla alla giovane moglie.
Una notte Swati, non riuscendo a prendere sonno si mette a guardare la televisione. Nello specchio che ha di fronte, improvvisamente vede per un attimo una donna. Da quel momento comincerà a soffrire di sonnambulismo e allucinazioni sempre più intense e frequenti.
Pochi giorni dopo la prima apparizione, il guardiano al condominio viene trovato assassinato in un modo alquanto strano. Il poliziotto che indaga sull’omicidio indirizza subito i suoi sospetti sulla povera Swati.
La condizione psicologica della donna si aggrava e Vishal si rivolge prima ad uno psichiatra, poi ad una medium…

Regista: Ram Gopal Varma
Produttore: Nitin Manmohan
Colonna sonora: Salim-Sulaiman
Anno: 2003
Genere: horror

Attori:
Urmila Matondkar (Swati)
Ajay Devgan (Vishal)
Nana Patekar (Liaqat Quereshi)
Rekha (Sarita)
Barkha Madan(Manjeet Khosla)
Fardeen Khan (Sanjay)
Tanuja (Mrs Khosla)
Seema Biswas (Kamla Bai)
Victor Banerjee (Dr. Rajan)
Sabeer Masani (guardiano)

Recensione ****

Horror ben riuscito: nonostante la banalità della trama il film è molto intenso. Ottime le inquadrature, i dettagli, la musica di suspence e l’interpretazione degli attori. Urmila Matondkar è fantastica sia nel ruolo della mogliettina moderna che in quello della posseduta. Anche Rekha recita bene la medium misteriosa.
La trama prende spunto da quella del film “L’esorcista”, mentre la figura del fantasma deve molto alla rappresentazione degli spettri del cinema horror asiatico.
Sullo sfondo del film si profila una riflessione sul rapporto tra modernità e tradizione. Il mondo moderno non può fare a meno del passato, anzi è proprio rivolgendosi a quest’ultimo che si possono risolvere i problemi del presente.