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24 novembre 2009

V E E R A N A


Il film comincia presentando la setta composta dallo stregone Baba, dalla sua donna demoniaca Nikita e da altri adepti mostruosi, tutti intenti a compiere un sacrificio umano in onore di un terribile idolo d'oro. Il thakur (*) del villaggio, Sameer Pratap, tende una trappola a Nikita e la uccide bruciandola su una pira. Il temibile stregone riesce a recuperare il corpo ormai orribilmente sfigurato della sua compagna e giura vendetta.
Molti anni dopo, Baba mette in atto il suo diabolico piano: cattura Sameer Pratap e la sua giovane figlia Jasmin in viaggio per una visita allo zio, il thakur Mahendra Pratap. Con un maleficio, Baba riesce a far penetrare lo spirito di Nikita nella ragazza. Quindi lo stregone porta Jasmin a casa del vecchio zio. Il padre della bambina viene creduto morto, mentre Baba si attira le simpatie della famiglia di Mahendra Pratap spacciandosi per colui che l'ha salvata dopo averla trovata priva di sensi sul bordo di una strada. Essendo già orfana di madre, la povera Jasmin viene adottata dallo zio, e anche a Baba è permesso di restare ad abitare con loro.
Diventata adolescente, Jasmin comincia a comportarsi in modo strano: se ne sta ore ed ore chiusa in camera e in sua presenza si verificano avvenimenti così allarmanti da indurre il vecchio Mahendra Pratap a far allontanare la figlia Sahila da casa. Jasmin, posseduta da Nikita, compie omicidi efferati su comando di Baba che la manipola grazie ad una bambola vudù. La ragazza adesca uomini sfruttando la sua bellezza e li assassina brutalmente nell'intimità, dopo essersi trasformata in una creatura mostruosa.
(*) Signorotto locale

Regia: Shyam e Tulsi Ramsay
Musiche: Bappi Lahiri
Anno: 1988

Attori:
Jasmin (Jasmin Pratap)
Kulbhushan Kharbanda (Thakur Mahendra Pratap)
Rajesh Vivek (Baba)
Gulshan Grover (Raghu)
Satish Shah (Hitchcock)
Sahila Chaddha (Sahila)
Hemant Birje (Hemant)

Recensione: ****
La scena iniziale è di grande impatto con le inquadrature del ferino idolo dorato e dei mostruosi adepti della setta di Baba che compiono il loro sangunario rito. Le musiche graffianti di Lahiri penetrano nel cervello dello spettatore rendendo insopportabile il suono, mentre le immagini ne stuzzicano la curiosità e lo inducono a proseguire nella visione.
La ricetta dei Ramsay e di moltissimi film dell'orrore degli anni '80 è sempre la stessa: un mostro, un macho, un servitore impacciato, belle ragazze, un antico palazzo, una love story, delle scene sexy e qualche mossa di kung-fu. Tutti gli ingredienti si incastrano in un mix ben riuscito: colpi di scena in pieno stile horror si alternano ad episodi davvero divertenti, come quello del domestico Raghu perseguitato da un feroce gatto (ovviamente) nero e quello della storia d'amore tra Sahila e Hemant.

Il personaggio meglio riuscito è quello di Jasmin, che con la sua sensualità ammalia uomini stupidi e rudi, per poi ucciderli brutalmente. I Ramsay si prendono gioco del genere maschile, i cui esemplari farebbero pazzie per seguire la sottana della prima ragazza disponibile che incontrano senza farselo ripetere due volte. L'immagine della donna, al contrario, è estremamente trasgressiva, non solo per l'epoca. Affascinante e capace di controllare gli uomini a suo piacimento, Jasmin/Nikita non incarna assolutamente l'ideale della ragazza rispettosa e modesta che è ancora diffuso in buona parte dell'India (e non solo). La canzone che intona quando è rinchiusa nella sua camera è ipnotica e fa trasparire tutta la solitudine della giovane causata dalla sua palese e pericolosa diversità.
Adatto ad un pubblico femminile che, quasi sicuramente, simpatizzerà per Nikita. Didattico per i signori spettatori: non fidatevi mai di una bella femme fatale, soprattutto se solitamente non avete successo con l'altro sesso. In ogni donna dimora un demonio, quindi uomo avvisato...

Curiosità:
* Le riprese furono completate nel 1985, ma il film uscì nelle sale solo nel 1988. La censura impose pesanti modifiche: 'Veerana' proponeva un'immagine della donna indiana decisamente troppo forte e sconveniente. I fratelli Ramsay non riuscirono ad ottenere il successo sperato al botteghino perché alla fine degli anni '80 il mercato dell'horror era già in declino.
* Negli U.S.A. il film è uscito con il titolo 'Veerana: The Vengeance of The Vampire', e in Gran Bretagna con il nome poco azzeccato di 'The Wilderness'.
* Hemant Birje era già noto al pubblico nelle vesti di Tarzan, e in questo film la sua prestanza fisica non lascia delusi/e.

29 luglio 2009

PURANA MANDIR


'Purana Mandir' è il primo episodio di una trilogia il cui protagonista è il sanguinario mostro Saamri.

Una notte la figlia di Raja Hariman Singh, sultano di Bijapurm, è assalita da Saamri, un noto adoratore del Male. Il re riesce a catturare la creatura malefica e la fa imprigionare. Saamri, già ricercato per violenze terribili compiute nei villaggi circostanti per soddisfare le forze oscure da cui trae il suo grande potere, viene processato e condannato a morte. Il purohit (1) del regno di Hariman Singh propone di metterlo al rogo in modo che il fuoco purificatore di Agni (2) possa annientarlo definitivamente. Il sultano, però, si oppone e decide di far decapitare il mostro e di seppellire la testa e il corpo lontani l’una dall’altro. Il capo mozzato verrà seppellito in un luogo remoto nella giungla, mentre il resto del corpo sarà riposto in un baule sigillato con il trishul - il tridente di Shiva - proprio nei sotterranei del palazzo reale. Saamri prima di essere giustiziato lancia una maledizione contro Hariman Singh: “Finché la mia testa riposerà lontano dal mio corpo ogni donna del tuo lignaggio morirà partorendo, e quando la mia testa si ricongiungerà al mio corpo mi sveglierò ed eliminerò tutti i tuoi discendenti”.

Suman vive con il padre a Mumbai, la madre è morta dandole la vita. La sua famiglia discende da Raja Hariman Singh di Bijapur, e gode di un certo tenore di vita. E’ fidanzata con Sanjay, un ragazzo di classe sociale inferiore, e vorrebbe sposarlo. Il padre non approva la relazione e racconta agli innamorati della maledizione scagliata da Saamri sulle donne della sua famiglia duecento anni or sono. I due partono assieme ad un altra coppia di amici, Anand e Sapna, per recarsi a Bijapur nell’antico palazzo di famiglia, per smentire la malefica profezia. Qui Suman ha delle visioni terrificanti e Saamri verrà accidentalmente riportato in vita.

(1) Il purohit è una sorta di pandit (officiante di rituali comuni) personale del re.
(2) Agni è la manifestazione di Dio che presiede il fuoco, elemento purificatore che distrugge la materia corporea rendendo possibile la liberazione dell'anima.

Regista: Shyam Ramsay e Tulsi Ramsay

Anno: 1984

Attori:

Mohnish Bahl (Sanjay)
Arti Gupta (Suman R. Singh)
Puneet Isaar (Anand)
Sadhana Khote (Sapna)
Ajay Agarwal (Saamri)

Recensione: *****

'Purana Mandir' è un cult del cinema horror bollywoodiano! Ha avuto un successo strepitoso. Su internet non si trova una recensione negativa e i fratelli Ramsay sono quotatissimi! Assolutamente da non perdere!

Non bisogna aspettarsi di provare qualcosa che assomigli alla paura poiché gli effetti speciali non impressionano di certo lo spettatore contemporaneo, nonostante le scene splatter non siano fatte male. Ciononostante pare abbia terrorizzato il pubblico dell’epoca.

Non trascurabile è l’influenza del cinema dell’orrore hollywoodiano degli anni 80: giovani in vacanza in un luogo remoto abitato da strani indigeni, problemi con la macchina durante il viaggio, bellissime ragazze con vestiti succinti, un terribile essere semi-umano e le immancabili scene ironiche. Tutti questi elementi si combinano con altri squisitamente indiani: la trama sembra la rivisitazione di un mito in chiave horror e moderna e i balletti (estremamente sexy, tanto che il film è venduto nelle stesse bancarelle dei dvd a luci rosse) non mancano! Saamri è una sorta di rakshas (3) (non un uomo sfigurato o che porta una maschera come Freddy Kruger & Co.) e uccide non per vendicare un torto subito ma spinto dalla sua bestialità. Le coppie incontrano nel villaggio sperduto dei locali che sembrano adivasi (4), con i quali sono costretti a scontrarsi. Alla fine è proprio con il tridente del grande Shiva (5) che il mostro verrà sconfitto; gli uomini chiedono ancora aiuto a Dio per restaurare la normalità. Geniale l'accostamento tra Saamri e il signorotto locale, che si comporta con una pari disumanità. Quest’ultimo è un uomo spietato, senza braccia, che per farsi rispettare si circonda di un manipolo di scagnozzi e rimprovera chi non lo asseconda colpendolo con i suoi stivali dalle suole coperte di chiodi.

Purana Mandir spinge i limiti della rappresentabilità: alcune scene sono davvero molto hard, come d’altronde avviene in buona parte dei film horror sia odierni che dei tempi che furono. Ma, per fare una citazione, “cos’è l’horror se non un genere che oltrepassa i confini?” (Omar Khan).

(3) I rakshas sono demoni dall'aspetto terribile noti per la loro ostilità nei confronti degli esseri umani e per i loro atti cannibaleschi. In realtà nel film Saamri è definito 'bhut', cioè uno spirito generalmente malvagio che ha conquistato una certa forza grazie a dei meriti ottenuti con la sua devozione quando era ancora in vita.
(4) Gli adivasi sono le minoranze indigene tribali.
(5) Il tridente di Shiva è una potentissima manifestazione del Dio hindu.

Volevo riportare dei commenti che ho letto su IMDB per dare un’idea di come il film fu accolto quando uscì nel 1984, ma mi è stato sconsigliato per motivi di diritti su ciò che viene pubblicato. Posso però segnalare dei link interessanti:

- IMDB

- Documentario su youtube dedicato ai fratelli Ramsay prodotto da Mondo Macabro: PRIMA PARTE e SECONDA PARTE

Per gli appassionati di cavalli: in questo film ci sono dei bellissimi esemplari di marwari/kathiawari.