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21 novembre 2022

SHAMSHERA


Mi stupisce che Shamshera non abbia incontrato il favore del pubblico indiano, perché, come genere, non si discosta molto dai campioni di incassi kannada e telugu degli ultimi anni. Forse Ranbir Kapoor è un tipo poco imperioso e troppo urbano per interpretare il classico bruto sanguinario - il timbro di voce non lo aiuta. Però è un valido attore, e il suo personaggio nella pellicola regala un minimo di sfumature espressive. 
In parte, stupisce la bocciatura anche della critica. Shamshera è meno stereotipato dei modelli a cui si ispira o rispetto alla recente produzione hindi. Non inonda lo spettatore di retorica nazionalista o di eccessivo melodramma, l'eroe negativo non è - udite udite - un musulmano ed è di casta alta, il protagonista è - udite udite - un bandito di casta bassa, l'eroina non è una pallida ombra, i dominatori britannici non vengono ridicolizzati (vedi il quasi amabile colonnello Freddy).

La regia in diverse sequenze è di qualità. Abbondano le inquadrature d'effetto, la fotografia contribuisce in larga misura a creare suggestioni, alcune scene di combattimento (scontro Balli/Freddy, scontro finale) sono di buon livello così come alcune coreografie, almeno la colonna sonora avrebbe dovuto convincere gli scettici. La sceneggiatura è troppo diluita nel primo tempo (anche se, alla seconda visione, conoscendo tutta la vicenda, risulta meno spenta), per poi arricchirsi e decollare. Il ritmo si irrobustisce, ti ritrovi coinvolto e dentro il film, persino emozionato, tifi per l'eroe e per la sua banda, e speri in una morte adeguatamente crudele per l'antagonista - deprecabile, lo so. A proposito, Sanjay Dutt si diverte un mondo, ma, a furia di vederlo sbatacchiato e assassinato, pellicola dopo pellicola, alla fine un po' dispiace.
In ultima analisi Shamshera è una storia amara di indiani contro indiani, i britannici restano sullo sfondo. Una metafora delle divisioni interne che facilitarono l'espansione straniera e che, ancora oggi, certo non creano un clima di concordia sociale. Shamshera, prima risposta hindi ai robusti attacchi delle cinematografie telugu e kannada nonché ritorno sul set di Ranbir Kapoor dopo quattro anni, non è un capolavoro, ma un film sottovalutato forse sì.

TRAMA

La stirpe guerriera dei Khameran viene sconfitta dall'esercito Moghul e costretta alla fuga. I Khameran vorrebbero stabilirsi a Kaza, ma i notabili di casta alta del luogo non ne vogliono sapere e, forse per convenienza, preferiscono considerare i Khameran di casta bassa e li estromettono dalla città. Per sopravvivere, i Khameran, guidati da Shamshera, si trasformano in banditi. Le loro razzie si moltiplicano. I notabili, stanchi dei furti continui, pagano i britannici perché se ne occupino. Il compito viene affidato all'ufficiale indiano Shuddh Singh, che inganna Shamshera. [Spoiler] I Khameran vengono rinchiusi in un villaggio fortezza e schiavizzati. Shamshera tenta la fuga per procurarsi l'oro necessario per il riscatto della sua gente, ma viene catturato e ucciso. Venticinque anni dopo, il testimone passa al figlio Balli.

RECENSIONI

Mid-Day: ***
'Films such as these rely on expensive, extensive, exquisite world-building alone. (...) The level of action sequences is doubtlessly outstanding'.
Mayank Shekhar, 23.07.22

Film Companion:
'The cultural context is irrelevant here. (...) Visual effects aside, Shamshera is a hollow remnant of a bygone era of storytelling. (...) The screenplay makes the mistake of reducing a mythical larger-than-life character to an oddly bureaucratic battle for freedom. (...) As rugged father Shamshera and roguish son Balli, Ranbir Kapoor's return to the big screen is visibly an effort to be more 'massy' and accessible. He moves and grooves fine, but the masala-movie pitch doesn't come naturally to him'.
Rahul Desai, 22.07.22

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: tema della discriminazione castale, sceneggiatura non troppo stereotipata, fotografia, colonna sonora.
Punto debole: scarso carisma da parte di Ranbir Kapoor - forse inadatto al ruolo.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Ranbir Kapoor - Balli/Shamshera
* Sanjay Dutt - Shuddh Singh, daroga (ufficiale di polizia nell'impero Moghul e nel Raj britannico)
* Vaani Kapoor - Sona, danzatrice e moglie di Balli
* Saurabh Shukla - Doodh Singh, compagno di Shamshera e di Balli
* Ronit Roy - Pir Baba, compagno di Shamshera e di Balli 
* Craig McGinlay - colonnello Freddy

Regia: Karan Malhotra
Sceneggiatura: Ekta Pathak Malhotra, Karan Malhotra
Colonna sonora: Mithoon. Il ritornello di Shamshera è entusiasmante e mi risuona tuttora nelle orecchie. Ipnotico il brano Fitoor (voce femminile Neeti Mohan) e incantevole la visualizzazione (coreografia Brinda). Segnalo anche l'energetico Ji Huzoor (coreografia Chinni Prakash) e lo struggente Parinda (solo audio, voce principale Sukhwinder Singh). Commento musicale di classe.
Coreografia: Brinda, Chinni Prakash, Shakti Mohan
Fotografia: Anay Goswamy
Montaggio: Shivkumar V. Panicker
Azione:  Franz Spilhaus, Parvez Shaikh
Anno: 2022

RASSEGNA STAMPA

'"It was very hard for me (to do this film). Karan [Malhotra] held my hand. One thing I lack as an actor is angst. I am not an angry person. I am a fun-loving, happy and detached guy. Karan struggled with angst and we sat together a lot. He was like, 'how do I extract the emotion of anger from you for the character'. He started going deeper in my personal life, into my past, because he wanted to tap into that side of me". (...) "I got a great partner in Karan. It was a very hard role and there were many days when I was, 'I can't do this.' Apart from the physical stress, the mental stress of playing this part, of this high octane world, the emotions were up there". (...) "After 15 years in the industry as an actor, you have to keep challenging yourself and pushing the boundaries. No director ever really saw me in films like this. I'm really grateful that Karan Malhotra offered me a role like this because I was not getting such offers. They usually saw me as a coming of age or a romantic guy. So I jumped onto this offer because I knew this film has the potential to speak to a larger audience, to speak to an audience who love going to the cinemas for the movie experience".'

CURIOSITÀ

* Lo spunto storico che fa da (remoto) sfondo a Shamshera è quello del Criminal Tribes Act, incluso nella legislazione coloniale britannica in India a partire dagli anni settanta del diciannovesimo secolo. Il primo atto, datato 1871, definiva alcuni gruppi tribali come criminali per natura, autorizzando limitazioni alla libertà dei loro appartenenti.

GOSSIP & VELENI

* La questione dello schiavismo nella fortezza si ispira forse troppo a K.G.F - Chapter 1, distribuito il 21 dicembre 2018 (le riprese di Shamshera iniziarono lo stesso mese). Il furto sul treno ricorda la sequenza analoga in Dhoom:2 - Back in action. In entrambi gli esempi, Shamshera esce sconfitto dal confronto. Poi: perchè Balli non uccide Shuddh Singh quando libera Sona? (Sto diventando troppo sanguinaria?).

28 gennaio 2020

PAGALPANTI


Anees Bazmee ha diretto alcune commedie piuttosto divertenti. Sfortunatamente Pagalpanti non è fra queste.

TRAMA

Tre amici. Tre belle ragazze. Una serie di disavventure e un nugolo di criminali. Un tesoro. Imbrogli. (...) ?? (...) LEONI SUL SET. RIPETO: LEONI SUL SET. A TUTTO IL CAST: RIFUGIARSI NELLE AUTO. (...) Poi giuro che non mi ricordo come finisce il film.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* I completini sfoggiati da Anil Kapoor mi hanno fatto palpitare in più di un'occasione.

RECENSIONI

Film Companion:
'It’s 2019, and Bazmee - old-school in the manner of jazzy frame rates, swish pans and songs featuring dancers doing Govinda steps in fluorescent costumes at exotic locations while foreigners gawk at this acidic spectacle - is still trying to replicate his Welcome and Singh Is Kinng days. I’m all for harebrained comedies, but even nonsense needs to have a language. (...) But films like Pagalpanti lack that tone. For starters, it heavily features John Abraham, Kriti Kharbanda and Pulkit Samrat. As a result, the Anil Kapoors and Saurabh Shuklas and Arshad Warsis try doubly hard to salvage the stubborn datedness of the Bazmee universe. (...) Sometimes it’s difficult to tell the difference between the ladies. I guess that’s the point. I never thought I’d be attributing this to the conscious imagination of adult writers, but that’s the world we’re in. In between, there’s a sudden nationalistic surge in dialogue; it’s as if the makers suddenly decide to cash in on John Abraham’s genre because clearly the comedy isn’t working out too well. The closest the film comes to being smart is when the climax features three lions - in England - though I suspect the symbolism is entirely accidental. The big cats look quite confused and cute, as if they were feeling existential like Madagascar’s Alex. (“Is this my purpose in life? To rescue a Bollywood comedy instead of ruling the great wild?”). There’s not much more I can say about Pagalpanti. It exists. I exist. Baby steps. I’m fine. No problem. Thank you'.
Rahul Desai, 22.11.19

Cinema Hindi: * 1/2

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* John Abraham - Raj
* Arshad Warsi - Junky
* Pulkit Samrat - Chandu
* Saurabh Shukla - Raja
* Anil Kapoor - Wi-Fi
* Ileana D'Cruz - Sanjana
* Kriti Kharbanda - Jhanvi
* Urvashi Rautela - Kavya

Regia: Anees Bazmee
Sceneggiatura: Rajiv Kaul, Praful Parekh, Anees Bazmee
Colonna sonora: Sajid–Wajid, Yo Yo Honey Singh, Tanishk Bagchi, Nayeem-Shabir
Traduzione del titolo: follia
Anno: 2019

GOSSIP & VELENI

* Pulkit Samrat e Kriti Kharbanda pare siano fidanzati. In passato Pulkit era stato fidanzato con Yami Gautam.

27 gennaio 2020

B A L A


Nel 2019 sono stati distribuiti tre film hindi dedicati all'argomento della calvizie. Gone Kesh è il mio preferito, realizzato con sensibilità, offre una sceneggiatura curata e una storia d'amore (non centrale) credibile. Ujda Chaman è scadente. Bala fluttua nel mezzo. Ottime interpretazioni, narrazione e ritmo vivaci, trama abbastanza articolata - anche se non entusiasmante -, sceneggiatura in parte deludente (impeccabile però il finale fra Bala e Latika), colonna sonora gradevole. Bala scivola maldestramente sulla caratterizzazione dei personaggi, poco definiti e poco simpatici. La bizzarria è che proprio il meno encomiabile, mi riferisco a Pari, risulti il più sorprendente, grazie anche alla performance perfetta di Yami Gautam.

Il cast è azzeccato. Ayushmann Khurrana passa dalle battute speziate ai dialoghi emotivi con leggerezza e fluidità, e ci regala una succosa carrellata di espressioni, posture, gestualità. Gli attori di supporto, con l'eccezione di Javed Jaffrey, sono deliziosi. Bhumi Pednekar lotta con un personaggio stridente, ed è truccata in modo agghiacciante. Davvero non capisco perchè la produzione non abbia scritturato un'attrice dalla pelle scura invece di imporre questo imbarazzo a Bhumi.

TRAMA

Bala è un adolescente incantatore, sicuro di sè, stronzetto e presuntuoso. Crescendo subirà una bella lezione.

LA BATTUTA MIGLIORE

* Se gli indiani credono ai politici, perchè non dovrebbero credere ai metodi miracolosi per combattere la calvizie?

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La prima sessione dal medico specializzato in trapianti.

RECENSIONI

Film Companion:
'The Ayushmann Khurrana social message movie is now a bonafide Bollywood sub-genre. In film after film, the actor, usually playing a middle-class, small-town character, tackles subjects that are considered risky and risqué for the traditionally wholesome world of Hindi cinema. He started with sperm donation in Vicky Donor and seems to be working through all types of societal issues. Bala is about lookism, defined as prejudice or discrimination based on physical appearance. (...) There is enough to enjoy here and yet Bala doesn’t land with the sophistication and satisfaction of Amar’s first film - Stree. Largely because the writing doesn’t have that subversion and cleverness. Stree also grappled with important issues but the film didn’t hit you on the head with it. Bala is more simplistic and on-the-nose. A running voiceover by Vijay Raaz explains to us what we are seeing. (...) Bala also tries to do too much - Bhumi Pednekar, painted many shades darker, is Bala’s childhood friend Latika. Latika is Kanpur’s woke activist. She’s in the film to teach us why our obsession with fair skin is a terrible thing. Ironically, the color on Bhumi’s face is so distracting that this moral gets lost. I think filmmakers should have the freedom to cast who they want but here Bhumi’s talent is misplaced. Moreover, her track is half-baked - it seems to be stitched in only so her character could deliver the messaging. Ayushmann, as always, is affable and relatable as Bala. With a refreshing lack of vanity, he nails the extreme insecurity and trauma of balding. Ayushmann isn’t afraid to look foolish and unheroic. We laugh both at Bala and with him. But I do wonder if after so many films, the act of being different has also become somewhat formulaic'.
Anupama Chopra, 08.11.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: ottimo cast, con l'eccezione di Javed Jaffrey; buona commedia, ma poteva essere migliore.
Punto debole: i personaggi (tranne Pari), in parte la sceneggiatura, l'argomento dei pregiudizi nei confronti della pelle scura è trattato in modo grossolano e appesantisce il film, la sequenza della scenata di Latika in casa di Bala è forzata e inopportuna (la colpevole è la zia della ragazza, non Bala).

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Ayushmann Khurrana - Bala
* Yami Gautam - Pari, la modella
* Bhumi Pednekar - Latika, l'avvocatessa
* Saurabh Shukla - padre di Bala
* Abhishek Banerjee - il parrucchiere
* Javed Jaffrey - Bachchan
* Umesh Shukla - nonno materno di Bala
* Sachin Chaudhary - Bala adolescente
* Aparshakti Khurrana - cameo
* Vijay Raaz - narratore

Regia: Amar Kaushik
Sceneggiatura: Niren Bhatt, Ravi Muppa
Colonna sonora: Sachin-Jigar                   
Traduzione del titolo: bal significa capelli.
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Riferimenti a Bollywood: una sfilza, fra cui Amitabh Bachchan, Aamir Khan, Salman Khan, Shah Rukh Khan, Rajinikanth, Hrithik e Rakesh Roshan, Ranveer Singh, Deepika Padukone, Ranbir Kapoor, Anushka Sharma, Rajesh Khanna, Mithun Chakraborty, Jaya Bhaduri, Govinda, Karisma Kapoor, Sonu Nigam, Dilwale Dulhania Le Jayenge, Kabhi Khushi Kabhie Gham, Kal Ho Naa Ho, Jab Tak Hai Jaan, Gully Boy. Bala imita molti attori, e con Pari ripropone alcune coreografie celebri.
* Film che trattano lo stesso tema: Ujda Chaman, Gone Kesh.

GOSSIP & VELENI

* I produttori di Ujda Chaman hanno accusato Bala di essere una copia di UC. 
* Bala ha scatenato diverse polemiche per il modo in cui viene rappresentato il tema della pelle scura.
* Ma Pari che russa?? Quello non lo posta su TikTok?
* Così come in Ujda Chaman, non capisco le sghignazzate perenni. Un uomo calvo fa ridere?

10 gennaio 2020

UJDA CHAMAN


Commedia poco sottile, non bruttissima ma insipida. E ripetitiva. Ujda Chaman parte bene, poi si appiattisce a mano a mano che la narrazione procede. Chaman, il protagonista, è spento, privo di spina dorsale e poco simpatico. Apsara, la sua partner, porta una ventata di freschezza. E' l'unico personaggio scritto con un minimo di cura: meritava qualche ritocco, ma nell'insieme esce a testa alta. Il soggetto è affollato - calvizie, sovrappeso e body shaming -, e si sviluppa in una sceneggiatura deludente. La storia d'amore non è sempre credibile. 

TRAMA

Chaman è un insegnante di hindi spietatamente deriso dai suoi studenti a causa della calvizie che lo affligge. I genitori lo soffocano con suggerimenti matrimoniali, le ragazze lo ignorano. Non resta che affidarsi a Tinder.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Il biblico litigio iniziale fra le due famiglie. Guddi, la madre di Chaman, è un personaggio impagabile (e implacabile), e con il marito forma una coppia davvero esplosiva.
* Le magnifiche espressioni di Saurabh Shukla.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Il comportamento degli studenti nei confronti di Chaman è esagerato. Non posso credere a tutta quell'orgia di maleducazione.
* [Spoiler] Il flirt con la studentessa. Eticamente inaccettabile, affonda la sceneggiatura nel tentativo di renderla pepata. Espediente idiota, scritto in modo agghiacciante. Difficile decretare chi dei due personaggi sia il più discutibile.

RECENSIONI

Mid-Day: *
'This is a film about lost hair that eventually makes you want to tear your own off at some point. Not saying this because this is the worst shit you'll ever come across. Of course not. But it's just the way the filmmakers treat balding to be - a terribly uncommon disease, where you stand out so badly in the real world, that even a lecturer/professor in a college gets taunted by kids all day long. (...) Really? Think majority of my male teachers (in school/college) may have well been bald. Who frickin' cares? Can't even remember'.
Mayank Shekhar, 04.11.19

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: i genitori di Chaman.
Punto debole: Chaman, la sceneggiatura.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sunny Singh - Chaman
* Maanvi Gagroo - Apsara
* Grusha Kapoor - Guddi, madre di Chaman
* Atul Kumar - padre di Chaman
* Saurabh Shukla - Guru Ji, l'astrologo
* Sharib Hashmi - Raj, il bidello
* Karishma Lala Sharma - Aaina, la studentessa

Regia: Abhishek Pathak
Sceneggiatura: Danish J. Singh ha curato l'adattamento hindi della sceneggiatura originale del film in lingua kannada Ondu Motteya Kathe, scritto e diretto da Raj B. Shetty.
Colonna sonora: Gourov - Roshin, Guru Randhawa                
Anno: 2019

CURIOSITA'

* UC è il remake di Ondu Motteya Kathe, film in lingua kannada del 2017 che vanta anche un remake in lingua malayalam, Thamaasha, del 2019. Le recensioni di OMK e di Thamaasha sono positive.
* Il 2 gennaio 2020 Mid-Day ha pubblicato un'intervista concessa dall'affascinante Akshaye Khanna, nella quale l'attore parla della sua calvizie: "Well, because it started happening to me at such a young age, it was like a pianist losing his fingers. It almost felt like that to me, in those days. Till you really come to terms with it, and then it starts bothering you less. It's like, I suppose, waking up one morning and saying, "Oh shit, I can't read!" So it would affect you, right? Or you get up in the morning and your knees are paining, and the pain just won't go away. You take a Combiflam for pain relief, and you might realise you need a knee surgery at a very young age. And you might be a sportsperson, so it is heartbreaking. You might lose a year or two of your career. So, as I said, it is like a pianist losing his fingers. Because the way you look as an actor is very important. And especially this part (pointing to the face upwards). [Balding] at 19 or 20 is devastating. It can mentally like kill you. But, as I said, it is like anything else - someone needs glasses, someone needs something else... It's up to you, and what you are comfortable with doing [about it]. I think it did affect my self-confidence as a young actor - more than I'd like to admit, actually. Definitely".
* Riferimenti a Bollywood: Ajay Devgan, Salman Khan, Gadar: Ek Prem Katha.
* Riferimenti all'Italia: Gucci, Prada.
* Film che trattano lo stesso tema: Gone Kesh, Bala, Teko (bengali), Dum Laga Ke Haisha, Fanney Khan.

GOSSIP & VELENI

* [Spoiler] La coincidenza dell'incontro alla festa di compleanno è troppo grossa. Siamo a Delhi, non in un villaggio di poche anime.

03 settembre 2019

FRAUD SAIYAAN


Da evitare come la morte.

Giudizio: *

Cast:

* Arshad Warsi - il protagonista (cosa mi combini, Arshad, cosa mi combini??)
* Saurabh Shukla - il socio nel crimine (e non mi riferisco alla trama del film)

Regia: Sourabh Shrivastava
Sceneggiatura: Sharad Tripathi e Amal Donwaar
Colonna sonora: Sohail Sen
Anno: 2019

Il capolavoro è incredibilmente prodotto dal regista Prakash Jha.

20 febbraio 2019

P K



Con questo film non mi raccapezzo. Cambio idea ogni due minuti. E' geniale? Una cazzata colossale? Boh. Sono (credo) sicura solo di un paio di cose: l'ho trovato troppo lungo per la storia che narra; il personaggio di PK mi ha molto divertito. Per il resto oscillo come un pendolo. Mi è difficile scrivere una recensione o esprimere una valutazione riassuntiva. Provo a sezionarlo, ma devo prima azzerare decenni di letture di romanzi di fantascienza (dimenticarmi, ad esempio, di Straniero in terra straniera, o di un capolavoro come L'uomo che cadde sulla Terra), e considerarlo una favola per adulti. 

1. Il soggetto, per il cinema indiano, è originale. L'idea alla base brillante. L'intenzione del tutto encomiabile. Uno strampalato alieno si scontra con le ambiguità e le complicazioni delle regole e dei riti di differenti credo religiosi. Un applauso al coraggio di Hirani: se sei in India e stanco di vivere, niente di meglio che criticare, anche bonariamente, la religione, e hai buone possibilità di ritrovarti cadavere.

2. La sceneggiatura arricchisce il soggetto con la storia d'amore di una ragazza indiana hindu e di un ragazzo pachistano musulmano. L'interpretazione dei due attori è freschissima, alcune scene sono godibili, ma devo ancora decidere se sentivo la necessità di questa sottotrama oppure no. Mi intriga di più la potenziale relazione fra PK e Jaggu.

3. I personaggi. Non saprei. Presi singolarmente (ed escludo il protagonista), sono piuttosto curati. Però c'è qualcosa, nelle loro interazioni, che non mi convince fino in fondo. Forse erano stati creati al di fuori del soggetto iniziale, e l'innesto nella sceneggiatura ha richiesto adattamenti che hanno causato qualche esagerazione e qualche implausibilità non accettabili in un progetto di questo calibro. PK è amabilissimo, anche se, come esemplare di un'avanzata civiltà aliena, un po' troppo sprovveduto (mollato sulla Terra per goliardia? I suoi colleghi d'astronave se ne volevano sbarazzare?). 

4. Le interpretazioni sono di buon livello. Saurabh Shukla merita una menzione speciale. Anushka Sharma è molto naturale (labbra escluse). Boman Irani addirittura affascinante. Il film è imperniato sulla figura di PK, ed è quindi Aamir Khan ad accollarsi la responsabilità maggiore. La superstar sembra divertirsi un mondo. Il suo personaggio è stralunato e pasticcione, combina disastri, crea scompiglio, fugge a precipizio inseguito da orde di devoti inferociti, imbastisce surreali (ma neanche tanto) conversazioni, eccetera eccetera. Non annoverando extraterrestri nel giro delle mie conoscenze (dovrò provvedere al riguardo), non posso valutare la credibilità della sua performance. Se considero il tono della pellicola e il tipo di cinema che Hirani predilige, direi che Aamir ha fatto un ottimo lavoro. E poi: esisteranno anche alieni buffi, no?

Arriviamo al punto cruciale. Il film ha raggiunto il suo obiettivo? Mi dico: il tema andava affrontato con più sottigliezza. Si dovevano sfrondare un po' le prediche religiose. Alcune sequenze forse andavano riviste. Poi mi dico: ma è una commedia, una pellicola di intrattenimento, cosa pretendo? Mi dico: PK è da guardare e riguardare per la bontà del messaggio e per alcune azzeccatissime scene. Poi mi dico: gli sceneggiatori dovevano lavorare con zelo maggiore su un progetto che meritava una realizzazione più raffinata. E via così da due giorni.
Come concludere? Mi è piaciuto? Non mi è piaciuto? Ma che ne so. Era meglio se questa recensione la scriveva LuceSole.

TRAMA

Là fuori c'è una civiltà tecnologica che gironzola nello spazio e - ahinoi - scopre la Terra. Nei cieli blu del Rajasthan si materializza un batuffolone volante. Atterra nel deserto, sputando un umanoide dalle orecchie a sventola, nudo come mamma aliena lo ha fatto. Cosa? Come si copre le pudenda? Ma con un monumentale mangiacassette a tracolla (voi no?).

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La prima apparizione di PK. Impagabile. Anche la seconda non è male, soprattutto per il quarto comandamento.
* La sua esilarante, affannosa ricerca di Dio. Statuette sacre con le batterie scariche, lo spavento per la crocifissione, Shiva che minaccia PK con un tridente in un bagno pubblico. E ricordatevelo bene domattina, davanti allo specchio, prima di decidere cosa mettervi: "Faith is connected to fashion".
* La battuta del personaggio di Boman Irani, giornalista televisivo: "Cercare Dio è religione, è trovarlo che è una notizia".

RECENSIONI

Rediff: ****
"The fact remains that PK is a ridiculously effective film, a triumph you are likely to walk away from with a gladder, lighter heart - and, perhaps, a moister handkerchief. (...) It's all cinematic saccharine, but then, given that Hirani takes the opportunity to aim some potshots at organised religion and its gatekeepers, is the familiar a worthy method to sneak in a message? A spoonful of sugar to make the medicine go down? (...) Aamir Khan is exceptional in PK, creating an irresistibly goofy character and playing him with absolute conviction. He laughs at his goblin-ears and walks around with his eyes on high-beam throughout the film, but his transformation isn't restricted to the physical. (...) This is an out-and-out Aamir film, and he soars. PK is no satire - it's a bit too toothless for that - but it is a rollicking mainstream entertainer with ambition to evoke some introspection, one with compelling moments and some genuine surprises".
Raja Sen, 19.12.14

Mayank Shekhar: ***
"Aamir Khan playing an alien PK is absolutely the finest thing about this movie. (...) In an obvious sort of way, this is also Aamir’s best performance yet. For one, his role has absolutely no reference points. (...) For the most part, he seems like a rather original and funny fellow: a short, slim weirdo with overstretched ears, lips red with betel juice, and eyelids that rarely blink. The film essentially works when he’s on screen. (...) PK himself is not the central focus of this film. This is not a sci-fi fantasy. The alien is only used as a device to make a point about humans in general. The reason for this is both simple and profound. Only someone equally distant and detached from this world might be able to objectively question how completely lunatic it is in the first place. Here we’re talking about religion. And you know just as well that humans just can’t talk about religion. It is not seen as an idea anymore. Religion has somehow got mixed up with race. (...) In that sense this hardcore mainstream Bollywood film aiming to set all-time records at the box-office that openly reveals and laughs at ridiculous ways in which humans kill, divide and dupe each other over religions that are basically companies with managers - whether Hinduism, Islam or any other - is laudable to start with. I hope it is watched and more importantly pondered over by masses across India and the sub-continent. (...) It’s also a Rajkumar Hirani movie almost all the way. I say almost, because unlike with his previous films, this script isn’t as sharp and seamless".
2014

Cinema Hindi: sono indecisa fra *** e ****, quindi vada per *** 1/2.
Punto di forza: Aamir Khan e il suo sconcertato, sconcertante PK (****); il messaggio.
Punto debole: la durata, alcuni scivoloni nella sceneggiatura.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - PK
* Anushka Sharma - Jaggu
* Sushant Singh Rajput - Sarfaraz, fidanzato di Jaggu
* Boman Irani - capo di Jaggu
* Saurabh Shukla - santone
* Sanjay Dutt - musicista itinerante
* Ranbir Kapoor - cameo

Regia: Rajkumar Hirani
Soggetto, sceneggiatura e dialoghi: Abhijat Joshi e Rajkumar Hirani
Traduzione del titolo: ubriaco, brillo
Anno: 2014

CURIOSITA'

* All'epoca della distribuzione del film, i danni alle sale indiane da parte di svitati estremisti religiosi erano stati per fortuna limitati.
* Sembra che Junaid, figlio di Aamir Khan, abbia assistito Hirani alla regia di PK.
* Leggete un po' qui: 'Director Rajkumar Hirani’s plans to finish shooting the first schedule of his next, PK, in Italy, have come to an abrupt halt. (...) He had reportedly said, “This portion I shall shoot in Italy with Anushka. Aamir will join us in December.” But now, news is that PK’s October schedule has been pushed forward altogether due to “weather issues” in Italy. “The climatic conditions have changed a lot. The days have become shorter. The sun comes out only around 12.30 pm and light begins to fade by 7 pm. And to top that, it is very cold. We won’t be able to shoot at length in such conditions,” informs an insider. As a result, the Italy schedule has been pushed even further. “We will shoot that portion after everything else is wrapped up by the middle of 2013 (...).” adds the source. (...) Besides Anushka, TV actor Sushant Singh Rajput is also part of the schedule that is to be shot in Italy'. Bad weather stalls shoot of PK, Prashant Singh, Hindustan Times, 8 ottobre 2012.
* Riferimenti a Bollywood: Amitabh Bachchan (semplice, perchè Lui è DIO).

GOSSIP & VELENI

* Nel gennaio di quest'anno Rajkumar Hirani è stato accusato di abusi a sfondo sessuale. Non mi sono ancora ripresa.

12 ottobre 2011

YEH SAALI ZINDAGI

Le crime stories hanno una buona tradizione a Bollywood; con Yeh Saali Zindagi, Sudhir Mishra onora il genere e presenta un film interessante, audace e piacevolissimo.

TRAMA

Arun (Irrfan Khan) è l'agente finanziario ed il contabile di una società di Delhi che ha un grosso ma sporco giro d'affari. Per lavoro, incontra l'affascinante cantante Priti (Chitrangda Singh) e perde la testa per lei.
Kuldeep (Arunoday Singh), appena uscito di prigione, tenta un ultimo colpo, un rapimento, per guadagnare tanto da  riconquistare la moglie Shanti (Aditi Rao Hydari) e sistemarsi per il resto della vita.
Come nella canzone che prende il titolo dal film, Yeh Saali Zindagi (...questa "dannata vita" non ci ascolta, noi scegliamo una direzione ma siamo portati altrove...), l'imprevedibilità del futuro farà in modo che Arun e Kuldeep incrocino le loro storie.

RECENSIONI

The Times of India ***1/2
Non è la prima volta che il regista Sudhir Mishra si cimenta con una gangster story. Aveva già dimostrato la sua perizia in un precedente cult thriller, Is Raat Ki Subah Nahin, ambientato a Mumbai. In Yeh Saali Zindagi la vicenda si svolge nei sobborghi e nei sordidi vicoli di Delhi. E la location toglie il respiro. Le tele di Mishra - grazie anche al direttore della fotografia (Sachin Kumar Krishnan) - catturano la capitale, regalando immagini affascinanti. Ma la visualizzazione è solo una delle qualità del film. La sceneggiatura di Mishra è avvincente, e rispetta l'intelligenza dello spettatore. Come era accaduto per Kaminey, anche YSZ non racconta tutto e si aspetta che il pubblico si risvegli dalla letargia, colga i dialoghi, le intonazioni, le sfumature. YSZ potrebbe sembrare un po' confuso, ma prestando la dovuta attenzione si finisce con l'apprezzarlo. In primo luogo perchè il cast soffia fuoco e passione nelle performance. Irrfan Khan guida il gruppo col suo personale carisma, e Arunoday Singh non è da meno. Difficile inoltre ignorare la colonna sonora di Nishat Khan e i testi di Swanand Kirkire. Dark, ambiguo, insolito: YSZ è un dramma d'azione e di cervello. Avremmo però preferito un minor numero di bip...
Nikhat Kazmi, 03.02.11
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
Nessuna delle vicende narrate in Yeh Saali Zindagi cattura emotivamente il pubblico perchè tutte competono per conquistarne l'attenzione. L'umorismo è auto-consapevole. Le armi scattano con facilità. La narrazione è intricata. C'è leggerezza nella morte, e c'è stile nei dialoghi. YSZ potrebbe piacere ai fan di Tarantino e di Rodriguez, e potrebbe di contro non eccitare gli amanti del più maturo Hazaaron Khwaishein Aisi (2003) o di Yeh Woh Manzil To Nahin (1987), entrambi diretti da Mishra. Mishra è anche il regista di Is Raat Ki Subah Nahin (1996), un raro esempio di gangster story pre-Satya che narrava la malavita di Mumbai. In YSZ Mishra utilizza (e forse perde) la trama per mappare in modo accattivante la vita urbana della metropoli-villaggio di Delhi. Il film diviene una sorta di 'racconto di due città', Dickensiano per la sua grottesca commedia e per il numero di personaggi che la sviluppano. Ciascun ruolo è disegnato per essere morbidamente vistoso in un modo suo proprio. Il movimento è molto ampio, e risulta faticoso sincronizzarsi alla sua rapidità. YSZ appare confuso perchè nessun personaggio possiede un centro morale. E nessun personaggio tiene unita la trama. YSZ si muove ovunque per giungere ad una fine che va oltre quella progettata. La pellicola rimane in testa ma non abbastanza nel cuore. Gli attori sono tutti ispirati e meravigliosamente amalgamati fra loro. YSZ appare di gran lunga migliore della sua sceneggiatura.
Mayank Shekhar, 04.02.11
La recensione integrale.

Diana ***1/2
Yeh Saali Zindagi è un film sulla passione, anche erotica. I  protagonisti si muovono spinti dal desiderio, dall'amore, e la tensione sessuale è un elemento fondamentale della storia. Irrfan Khan e la splendida Chitrangda Singh insieme fanno tremare lo schermo grazie ad una chimica perfetta. Buona anche la sintonia tra Arunoday Singh e Aditi Rao Hydari.
Mentre la trama si complica in seguito all'entrata in scena degli elementi classici del genere - criminalità organizzata, poliziotti corrotti e politici non proprio irreprensibili - Yeh Saali Zindagi non perde la sua anima, compatezza e carattere.
Un film moderno, molto ben scritto ed intelligentemente realizzato. Meno innovativo ed adrenalinico di Kaminey, a cui effettivamente sembra in qualche modo imparentato, ma più denso e cerebrale.

Il bello:
- Irrfan Khan, bravo e davvero affascinante. La sua classe porta il film ad un altro livello.

Il brutto:
- Il personaggio di Chote, interpretato da Prashant Narayanan.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Arun -  Irrfan Khan
Kuldeep - Arunoday Singh
Priti - Chitrangda Singh
Shanti - Aditi Rao Hydari
Mehta - Saurabh Shukla
Satbeer - Sushant Singh
Tony - Vipin Sharma
Bade - Yashpal Sharma
Chote - Prashant Narayanan
Shyam - Vipul Gupta
Guddu - Tarun Shukla
La figlia del ministro - Madhvi Singh

Scritto e diretto da Sudhir Mishra

Prodotto da Prakash Jha

Musiche di Nishat Khan e Abhishek Ray

Coreografie di Rajiv Surti

Distribuito da Cine Raas Entertainment Pvt. Ltd.

Anno 2011

CURIOSITA'

- Al regista Sudhir Mishra piace, qualche volta, cambiare ruolo. Compare, infatti, come attore in alcuni film tra cui Traffic Signal e Raat Gayi Baat Gayi.

- E' la voce della bellissima Chitrangda Singh quella che canta sulle note della title song Yeh Saali Zindagi.
L'articolo originale.

- "Dal titolo sembrerebbe una lamentela nei confronti della vita. Ma è più uno scherzo. Un sorprendente punto di vista sull'esistenza.  Sudhir Mishra è andato oltre ciò che ha fatto nei film precedenti.  
Sudhir è un interessante filmmaker che sta cercando di realizzare qualcosa che sia orientato maggiormente verso i gusti del pubblico.
Qualcuno ha l'impressione che Yeh Saali Zindagi sia cupo. Non è così. E' un divertente ed affascinante thriller con il tocco di Sudhir..." (Irrfan Khan)
L'intervista integrale ad Irrfan Khan.

La pagina di Bollywood Hungama dedicata a Yeh Saali Zindagi.

15 luglio 2011

UTT PATAANG

Ecco un film che, seppur prodotto dalla Warner Bros in collaborazione con la Rash Productions, ha goduto di una promozione scarsissima. Utt Pataang non ha niente da invidiare, anzi, ad alcune pellicole molto pubblicizzate che spesso, al di là del clamore sollevato, si rivelano grandi delusioni.

TRAMA

Ram Sharma (Vinay Pathak) è stato da poco lasciato dalla compagna Sanjana (Mahie Gill) e vive ancora con le gigantografie di lei attaccate al muro. La sera in cui l'amico Nandu (Saurabh Shukla) gli presenta un'altra donna, Sanjana irrompe nell'appartamento di Ram. Quello che vuole Sanjana, però, non è un riavvicinamento, ma recuperare il passaporto per scappare con i soldi rubati a Lucky Sardana (Vinay Patha), il suo malavitoso nuovo amante.

RECENSIONI

The Times of India **1/2
Ecco un'altra storia con spunti energetici sparsi in mezzo alla mediocrità. Anche la struttura narrativa risulta discutibile: innovativa (forse) per pochi, pesante e incoerente per lo spettatore medio. Cosa funziona? Gli interludi del tipo ordinario interpretato da Vinay Pathak con la misteriosa straniera (Mona Singh). Ma lo stesso Pathak rovina tutto nel ruolo del gangster che scimmiotta la Pantera Rosa, con il suo francese per nulla divertente e il suo esagerato gigioneggiare. Altrettanto poco accattivante è la performance di Mahie Gill: manca la scintilla mostrata in Dev D. L'attrice sta ancora cercando un equilibrio a Bollywood a dispetto del suo impressionante debutto. Utt Pataang a intermittenza è interessante, però abbiamo già visto le stesse cose tante volte in altri gangster noir sperimentali.
Nikhat Kazmi, 03.02.11
Recensione integrale.

Hindustan Times *1/2
La trama si svolge al chiuso, nel corso di una singola notte, in quattro camere, con quattro attori. E si muove avanti e indietro. Come il film. Senza vita. Avanti e indietro.
Mayank Shekhar, 04.02.11
Recensione integrale.

Diana ***
Consueta commedia in cui uno dei protagonisti si appropria di una borsa piena di soldi (ma potrebbe anche essere un pugno di diamanti o una partita di droga) cercando di fregare l'"illegittimo" proprietario. Utt Pataang si distingue grazie all'interpretazione di attori maturi e allo stile garbato, che si estende anche alla rappresentazione del personaggio del boss Lucky Sardana, caricaturale ma non fino a diventare molesto. Insolito e carino l'incontro tra Ram e Koel, amareggiati e delusi dall'amore si aprono ad una nuova avventura. Ottima la scelta di raccontare la storia come un puzzle, inserendo il  punto di vista di più personaggi. Una soluzione dinamica che rende il film più interessante e piacevole.

Il bello:
- Vinay Pathak in scarpe da ginnastica fa la parte di un trentacinquenne.
- La struttura narrativa.

Il brutto:
- Il muso lungo di Mona Singh. E' vero che l'attrice interpreta  una donna che è appena stata tradita ma un po' più di entusiasmo sarebbe stato gradito.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Ram Sharma / Lucky Sardana -  Vinay Pathak
Nandu Pandey - Saurabh Shukla
Sanjana Mahadik -  Mahie Gill
Koel Datta - Mona Singh
Ghani Bhai - Govind Namdeo
Nimmi - Delnaaz Paul
Inspector Shinde  - Murli Sharma

Scritto e diretto da Srikanth V. Velagaleti

Prodotto da Aparna Joshi

Distribuito da Warner Bros e Rash Productions

Musiche di Shamir Tandon

Anno 2011

CURIOSITA'

- Al ventisettesimo minuto, Ram invita Koel  a casa. Per rompere il ghiaccio, Ram propone di guardare uno dei dvd dell'amico Nandu, ma la situazione si fa più imbarazzante quando sullo schermo compaiono delle inaspettate scene di sesso. Sorpresa: la star dell'inopportuno film è l'italianissima Francesca Dellera!

- Mahie Gill ha debuttato nel cinema Hindi con Dev D, vincendo il  premio della critica come migliore attrice ai Filmfare Awards del 2010. Sarà la protagonista del prossimo film di Ram Gopal Varma Not a love story.

- A bollywood non è infrequente che un attore interpreti due o più ruoli nello stesso film. Esempi celebri sono Shahrukh Khan nel divertente Duplicate (1998) o nel più recente Don (2006). Oppure l'indimenticabile Shahid Kapoor in Kaminey. Per quanto riguarda le ragazze, a parte la mitica Kajol in Dushman e Kuch Khatti Kuch Meethi, ricordiamo Deepika Padukone nel poco consigliabile Chandini chowk to China. In ultimo, il terribile What's your raashee? nel quale Priyanka Chopra interpreta dodici parti diverse.

Non è disponibile un sito ufficiale di questo film. Segnaliamo la pagina dedicata ad Utt Pataang da Bollywood Hungama.

27 giugno 2010

PAATHSHAALA


Di Paatshaala salviamo: Nana Patekar perchè, oltre ad essere l'attore di enorme talento che tutti conosciamo, è sempre eminentemente figo; Shahid Kapoor perchè è un amore qualunque cosa faccia; la denuncia (debolissima e soffocata da un oceano di superficialità, banalità, retorica) di un sistema scolastico che si sta trasformando in un'attività commerciale; la colonna sonora non proprio da buttare.

Il film è imbarazzante. Ayesha Takia si limita a portare a spasso sul set il suo push-up, le extension chilometriche (un po' di misura?), gli artigli laccati di rosso. Un caratterista valido come Saurabh Shukla sprecato in quel modo è un atto criminale. Infine: dov'è la trama?

TRAMA

Aditya Sahay (Nana Patekar), preside di un rinomato istituto scolastico, dinanzi alle accuse della proprietà stanca di registrare le ennesime perdite di bilancio, ha quattro opzioni: chiudere o aumentare le rette o ridurre la qualità dei servizi prestati o gestire la scuola come un'impresa. Non chiedete altro.

RECENSIONI

The Times of India: ***
Il film è misurato, sobrio e spesso troppo lento. Ma funziona grazie alla sua attualità e alla sua semplicità, anche se la narrazione procede un po' a fatica, specialmente nel secondo tempo, e tende a perdere slancio a causa di una sceneggiatura slegata e priva di immaginazione. Shahid Kapoor recita in tono sommesso il suo ruolo scritto in tono sommesso. Lo stesso per Nana Patekar. E sorprendentemente non c'è nessuna storia d'amore. Ma il quoziente emotivo e l'attualità di Paathshaala mantengono vivo l'interesse. Da guardare per la sua serietà.
Nikhat Kazmi, 15.04.10

Hindustan Times: *
L'idea è certamente nobile, ma il film non le rende giustizia.
Mayank Shekhar, 16.04.10

Cinema Hindi: *1/2
Punto di forza: Nana Patekar e Shahid Kapoor
Punto debole: tutto il resto

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Nana Patekar - Aditya Sahay
* Shahid Kapoor - Rahul Prakash
* Saurabh Shukla (Luck by chance) - Sharma
* Ayesha Takia (Wanted) - Anjali

Regia: Milind Ukey
Soggetto, sceneggiatura, coreografia e produzione: Ahmed Khan
Colonna sonora: composta da Hanif Sheikh, include la dolcissima Aye Khuda interpretata da Salim Merchant. Dichiarazioni di Salim rilasciate a Hindustan Times.
Dialoghi: Hanif Sheikh
Traduzione del titolo: è un termine in purissima hindi. Significa scuola, nello specifico una scuola per l'istruzione di base impartita in hindi e non in inglese. Non indica l'edificio scuola, infatti l'insegnamento può svolgersi anche all'aperto. (Ringraziamo Pushker per la traduzione).
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 06.04.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Milind Ukey
* 13.04.10, The Times of India: dichiarazioni di Shahid Kapoor
* 14.04.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Shahid Kapoor. L'attore promuove Paathshaala nell'istituto di Delhi dove ha studiato
* Video: presentazione del film
* Video: The making of Paathshaala, prima parte e seconda parte
* Pagina di Bollywood Hungama con la lista di tutti i link agli articoli e ai video dedicati a Paathshaala

CURIOSITA'

* Milind Ukey in passato è stato l'assistente regista di Sanjay Leela Bhansali in Khamoshi - The musical e in Hum Dil De Chuke Sanam.
* Ahmed Khan, noto coreografo (Yuvvraaj, Kaminey), ha diretto il film Fool'n'final interpretato da Shahid Kapoor e da Ayesha Takia.
* Nana Patekar e Shahid Kapoor hanno partecipato a Paathshaala a titolo gratuito. Articolo di the Times of India.
* Fra i bambini presenti nel cast, segnaliamo i piccoli attori Swini Khara (Cheeni Kum), Ali Haji (Fanaa) e Dwij Yadav (Nanhe Jaisalmer).
* Riferimenti all'Italia: uno studente in una sequenza sfoggia una t-shirt con la scritta Fashion Design Italian Disco Dancer.
* Film che trattano il tema del sistema scolastico indiano: Taare Zameen Par, 3 idiots.