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29 dicembre 2011

ROOP TERA MASTANA



Roop Tera Mastana è uno dei tanti film interessanti naufragati nella produzione oceanica degli Anni Settanta, molti elementi stuzzicanti e i bizzarri twist della storia lo rendono un particolare esperimento di riciclaggio furbo dai risultati divertenti. La trama è guidata dal triangolo standard hero / heroine / villain ma il solito plot si rompe per lasciar spazio ad un continuo scambio di ruoli e doppi ruoli, l’architettura degli eventi è piacevole così come la colonna sonora, le scenografie, gli eccessi e i tocchi di esotismo.

TRAMA
Una ragazza povera (Mumtaz) viene obbligata a prendere il posto della principessa Usha affinchè un parente corrotto (Pran) incassi l’eredità che le verrà consegnata il giorno del suo diciottesimo compleanno, nel frattempo, Kishore (Jeetendra), il fidanzato  dell'ereditiera,  si accorge del piano in atto e vuole smascherare gli impostori.

Il lungo e variegato musical romantico dallo scenario barocco prende il titolo dal celebre brano “Roop Tera Mastana” che accompagnò una  scena cult del film Aradhana. La storia non manca di romanticismo e colpi di scena e nemmeno di canzoni nostalgiche e coreografie ammiccanti, il suo elevato dosaggio di sensualità, piuttosto alto se rapportato agli standard del tempo, rende il lungo tira e molla tra Usha e Kishore una love story meno patinata ma più intrigante e passionale.
RTM è uno di quei film dove tutto può succedere e tentare di attaccare qualsiasi etichetta di genere diviene un’impresa ardua se non impossibile, se Mumtaz è al tempo stesso la village belle,  l’aristocratica seduttrice e la vamp, Jeetendra si trova ad interpretare un doppio ruolo ancora più strampalato : il giovane principe viziato e il  goliardico padre chiacchierone.  L’eroe è spigliato e modaiolo, indossa jeans e indulge in costanti atteggiamenti da piacione, affascinante e sicuro come un vero bollywood hero deve essere, simpatico nelle scene comiche e pronto a saltare in qualsiasi direzione la storia voglia imboccare. Usha è soprattutto un sex symbol da capogiro, seguendo i cambiamenti del personaggio il suo guardaroba diviene più audace che mai, alle acconciature esagerate e agli abitini cuciti addosso si aggiungono vestaglie di pizzi e trasparenze, minigonne e cortissimi top. L'intesa tra le due star, Mumtaz e Jeetendra, è deliziosamente perfetta. Malgrado Pran abbia dovuto interpretare per decenni personaggi fin troppo simili tra loro ha regalato a ciascuno di essi qualcosa di indimenticabile, Ajit,  lo spregiudicato e impietoso bad boy è l'elemento che tiene cucita la storia ed impedisce alla narrazione di perdere la sua intensità.
La cornice diviene sempre più opulenta e stravagante, Khalid Akthar è stato assistente alla regia di Karim Asif durante le riprese di Mughal e Azam e questo ce lo può svelare anche la grandiosa sovrabbondanza di lussi e decorazioni che ha scelto per il suo film, troviamo ambienti splendenti, bizzarre statue in cartongesso, tendaggi,  veli e arredi che tradiscono la preferenza del regista per il luccicante artificio di set grandiosi costruiti con pazienza, regni perduti dell'escapismo e della contemplazione visiva.


Il mio giudizio sul film : *** 3/5


ANNO: 1972

TRADUZIONE DEL TITOLO: La tua bellezza fa perdere il controllo

REGIA: Khalid Akhtar

CAST
Mumtaz ……………….. Usha
Jeetendra ………………….. Kishore
Pran ………………………. Ajit
Malika ……………………. Champa
Aruna Irani appare per pochi secondi in una scena del film


COLONNA SONORA : Laxmikant & Pyarelal

PLAYBACK SINGERS: Kishore Kumar, Lata Mangeshkar, Mohammed Rafi

31 luglio 2009

CARAVAN


Sulle note di “Pya tu ab to aaja”, l’item song più famosa del passato bollywoodiano, una luminescente Helen travolge tra paillettes e lustrini, ballando con un’energia da eterno capodanno e sorridendo maliziosamente rinchiusa in una gabbietta dorata.
Questo è il momento più celebrato di Caravan, una canzone pazza e seducente che permette al film di iniziare in grande e trasmettere fin dalle prime immagini il giusto entusiasmo.


TRAMA
Sunita è perseguitata dall’uomo che le hanno imposto di sposare, un losco individuo che cerca di ucciderla sognando la sua eredità. Durante la fuga si imbatte in una comitiva di artisti itineranti e si nasconde nella loro carovana. Incontri, un nuovo amore e una valanga di personaggi bizzarri. Una corsa da un capo all’altro del paese prima di un finale inaspettatamente smorto e violento


Film incasinatissimo e carnevalesco, costumi, eccessi, personaggi fortemente caricaturali.

Asha Parekh, attrice preferita del regista Nasir Husain, questa volta si prepara a mostrarsi più composta e sdolcinata del solito, operando cambio d’immagine rispetto i suoi numeri scatenati in Teesri Manzil. Al suo fianco, un divertente Jeetendra nel ruolo di Mohan, impacciato giocherellone, conteso da due donne che finiscono per impaurirlo e metterlo in difficoltà.
Aruna Irani è Nisha, una gitana dai modi piuttosto selvaggi, innamorata di Mohan al punto da perseguitarlo psicologicamente e fisicamente, ottima performer nei vivaci numeri di danza.

Il film è carino ma lontano dall’essere un classico a tutti gli effetti.
Nasce come una piacevole e rocambolesca commedia, e avrebbe dovuto mantenersi in questa linea fino alla fine, ma non ci riesce. Ad un certo punto tutto inizia a farsi troppo serio, i ritmi si rompono e la regia sembra brancolare nel buio finendo per attaccarsi all’àncora del “già visto” e “già sentito”.

Il climax, rumoroso ed esente da qualsiasi forma di originalità, getta una colata di cemento sopra al film appiattendolo drasticamente e rendendolo solo uno tra i tanti.

Il mio giudizio : *** 3/5


Da vedere per :

- l’impedibile item song di Helen, cantata da Asha Bhosle
- la vitale aggressività di Aruna Irani
- i costumi, le acconciature, i set che riproducono in studio un pazzo accampamento gitano
- l’originalità della storia prima che venga abbattuta da un finale clonato


ANNO: 1971

REGIA: Nasir Husain


CAST:

- Asha Parekh………… Sunita
- Jeetendra…………… Mohan
- Aruna Irani…………… Nisha
- Helen……………………Monica
- Ravindra Kapoor………Rajan
- Kishan Mehta…………… Jhonny


COLONNA SONORA : Rahul Dev Burman

PLAYBACK SINGERS: Mohammad Rafi, Asha Bhosle, Rahul Dev Burman, Lata Mangeshkar, Kishore Kumar


UNA CURIOSITA’ :

Due riferimenti a Caravan sono presenti in altrettanti film di Farah Khan, La gabbietta di “Pya tu ab to aaja” compare nella canzone “Dhoom Tana” in Om Shanti Om, mentre “Ab jo milay hain” fa da sottofondo in una famosa scena sexy tra Shahrukh Khan e Sushmita Sen in Main hoon Na.