29 giugno 2010

LITTLE ZIZOU


Little Zizou segna il debutto alla regia di Sooni Taraporevala, premiata sceneggiatrice di Mira Nair. Il film, co-prodotto dalla stessa Nair, ispirato a Fellini e dedicato a Zidane, è principalmente in lingua inglese, con battute in gujarati, marathi e hindi. Little Zizou è una piacevolissima commedia ambientata nell'eccentrica comunità parsi di Mumbai. Il piccolo protagonista ci descrive il suo mondo in modo poetico e leggero strappando più di un sorriso. Il tema sotteso alla pellicola è importante - la ricchezza della multietnicità che va difesa e salvaguardata dalle intolleranze -, ma l'atmosfera è divertita, pacata, bonaria.

Sooni Taraporevala ha redatto l'ottima sceneggiatura in soli dieci giorni. La regia non è mai di mano pesante o invasiva: sembra davvero che la storia cresca e si sviluppi naturalmente sotto i nostri occhi. I personaggi sono ben definiti, con l'eccezione di qualche figura minore appena abbozzata o troppo caricaturale. Ogni altro dettaglio del film colpisce per cura, finezza, realismo. L'interpretazione di Boman Irani è epocale: ci si innamora all'istante del suo personaggio, uno dei ruoli più accattivanti visti negli ultimi anni. Il piccolo Jahan Battivala ha annunciato di non voler diventare un attore, ed è un vero peccato. Imaad Shah è sobrio e ben calato nella parte.

Una menzione speciale alla colonna sonora. Composta dall'artista classico Bikram Ghosh, vede alla chitarra il musicista italiano Giuliano Modarelli. E non solo: il commento musicale è infarcito di brani italiani e italo-americani, ballati e cantati a squarciagola.

TRAMA

Il piccolo Xerxes (Jahan Battivala), soprannominato little Zizou, ha un sogno: portare Zidane a Mumbai. Il fratello Ataxerxes (Imaad Shah) ha un sogno: costruire un simulatore di volo. Anche il padre Cyrus (Sohrab Ardeshir) coltiva un sogno: preservare la purezza etnica dei parsi. Boman (Boman Irani) non sogna perchè possiede tutto: un lavoro che lo soddisfa, una famiglia felice, allegria, musica e... danza.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Boman Irani in una selvaggia coreografia di Mambo italiano, coreografia purtroppo mutilata nel film ma inclusa in versione integrale (*****) negli speciali offerti dal dvd. Boman ha girato la sequenza in un unico ciak, rivelandosi a sorpresa l'uomo più irresistibile del subcontinente. Video da guardare e riguardare e riguardare. Quanto al re del mambo: da sposare. Subito.
* La frenetica scena iniziale dell'invasione russa (!) di Mumbai al ritmo di Funiculì Funiculà sparata a tutto volume.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
Dopo aver firmato alcune avvincenti sceneggiature (Salaam Bombay, Mississipi Masala, Il destino nel nome - The namesake), Sooni Taraporevala si cimenta con mano abile anche nella regia. Il suo debutto è pura gioia, sia stilisticamente che contenutisticamente. E' una pacata ma sensibile denuncia contro il fondamentalismo. Sooni dirige la pellicola con una tale delicatezza e finezza che lascerete la sala con passo leggero, con un motivetto allegro sulle labbra e molto amore nel cuore, pronti ad abbracciare il mondo in tutta la sua diversità. Questo il potere di un piccolo grande film che mostra il mondo attraverso gli occhi di un ragazzino di nove anni. Xerxes osserva come l'amore e la tolleranza, rappresentati dal giornale dello zio (Boman Irani), prevalgano sul movimento fondamentalista del padre. Ad un primo sguardo Little Zizou sembra anche un colorato documentario dello stile di vita pieno di allure della comunità parsi. Ma ciò che emerge sono le realistiche performance di tutto il cast - i bambini sono brillanti -, e la gentile vena comica che conduce la narrazione con larghi sorrisi. Non perdetelo.
Nikhat Kazmi, 12.03.09

Hindustan Times: ***
Little Zizou è un po' come gironzolare in una delle case del bastione parsi di Mumbai: Cusrow Baug. Un eccentrico paesaggio fatto di chiacchiere no-stop e battibecchi bonari. E' un territorio familiare per Sooni Taraporevala. L'atmosfera e i personaggi parsi sono perfetti e brillano di autenticità quotidiana. Jahan e Iyanah Battivala conquistano giustamente la scena con quella naturalezza che solo i bambini possono mostrare. Ma anche Zenobia Shroff è una delizia, e il resto del cast è accattivante e realistico, con l'eccezione di Ardeshir e Shernaz Patel i cui personaggi mancano di misura. Che abbiate familiarità con i parsi oppure no, questo film vi scalderà col suo umorismo gentile e col suo appello alla pace.
Shashi Baliga, 14.03.09

Cinema Hindi: ****1/2
Punto di forza: Boman Irani; la sceneggiatura
Punto debole: le interpretazioni di Sohrab Ardeshir e di Shernaz Patel

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Boman Irani - Boman Pressvala
* Jahan Battivala - Xerxes Khodaiji, soprannominato little Zizou
* Iyanah Battivala - Liana Pressvala, figlia di Boman
* Imaad Shah - Ataxerxes Khodaiji, soprannominato Art, fratello di Xerxes
* Sohrab Ardeshir (Ahista Ahista) - Cyrus Khodaiji, padre di Xerxes e di Ataxerxes
* Shernaz Patel (Black) - Miss Patel, assistente di Cyrus
* Zenobia Shroff - Roxanne Pressvala, moglie di Boman
* TKnow Francorsi - Tito Fellini
* John Abraham (cameo) - Arjun
* Shiamak Davar (cameo) - se stesso

Regia: Sooni Taraporevala (sceneggiatura di Salaam Bombay, Mississipi Masala, Il destino nel nome - The namesake)
Sceneggiatura: Sooni Taraporevala
Colonna sonora: Bickram Ghosh
Coreografia: Shiamak Davar (Rab Ne Bana Di Jodi)
Fotografia: Himman Dhamija (Chandni Chowk to China)
Anno: 2009
Awards:
* National Award per il miglior film a tema familiare
* Miglior regia al Levante International Film Festival 2009 di Bari, sezione Experience

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 11.02.09, Hindustan Times: intervista a Sooni Taraporevala
* 27.02.09, The Times of India: dichiarazioni di John Abraham raccolte al party organizzato in onore del film
* 04.03.09, Hindustan Times: intervista a Sooni Taraporevala
* 05.03.09, Hindustan Times: intervista a Imaad Shah
* 10.03.09, Hindustan Times: dichiarazioni di Sooni Taraporevala
* 13.03.09, Bollywood Hungama: intervista a Imaad Shah
* 19.03.09, The Times of India: intervista a Imaad Shah e a Jahan Battivala
* Bollywood Hungama: intervista video a Imaad Shah
* Bollywood Hungama: intervista video a John Abraham
* NDTV: video di presentazione del film
* Video: presentazione del dvd
* Video: intervento di Sooni Taraporevala al River to River Florence Indian Film Festival 2009


CURIOSITA'

* Little Zizou è stato presentato nel 2008 all'Asiatica Film Mediale di Roma; nel 2009 al River to River Florence Indian Film Festival, alla presenza della regista; nel 2009 al Levante International Film Festival di Bari, aggiudicandosi il premio per la miglior regia.
* Sooni Taraporevala proviene dalla comunità parsi di religione zoroastriana di Mumbai. Eccellente fotografa, le sue opere sono state esibite anche alla Tate Gallery di Londra. Nel 2000 pubblica a sue spese un volume fotografico, Parsi: the zoroastrians of India - A photographic journey, costato 24 anni di lavoro, esaurito in pochi mesi e ripubblicato nel 2004 da Overlook Press. Nel 1991, alla Mostra del cinema di Venezia, vince, insieme a Mira Nair, un premio per la miglior sceneggiatura originale per Mississipi Masala.
* Imaad Shah ha subito un incidente quasi mortale nel 2006 cadendo da un treno locale a Mumbai. La degenza è stata lunga e dolorosa. I postumi sono ben visibili anche in Little Zizou. Dichiarazioni di Imaad Shah rilasciate a The Times of India.
* TKnow Francorsi - vero nome Costantino Francorsi - è un musicista nonchè produttore musicale. Pagina personale sul web.
* Giuliano Modarelli è un chitarrista milanese appassionato di musica indiana. Sito ufficiale.
* Bickram Ghosh, noto suonatore di tabla, ha collaborato con George Harrison in Brainwashed e in Chants of India.
* I parsi sono i discendenti dei persiani fuggiti dal loro Paese a seguito dell'invasione araba. Sono seguaci della religione zoroastriana. La comunità parsi è ben descritta in romanzi quali il divertente Il talento dei parsi di Bapsi Sidhwa, Firozsha Baag di Rohinton Mistry e lo splendido Bombay Time di Thrity Umrigar.
* Nel film il piccolo protagonista mostra un ritaglio di giornale nel quale si parla della visita di Zidane in Bangladesh. Il calciatore è effettivamente stato a Dhaka nel novembre 2006, invitato per ragioni umanitarie dall'economista premio Nobel Muhammad Yunus.
* Riferimenti a Bollywood: viene mostrato il manifesto di Dhan Dhana Dhan Goal, pellicola con John Abraham e Boman Irani.
* Riferimenti all'Italia: un personaggio, Tito Fellini, è italo-indiano. Oltre a Funiculì Funiculà di Mario Lanza, sono inclusi nella colonna sonora alcuni brani italo-americani come Mambo italiano. Cyrus Koidaiji menziona Mussolini.
* Film con protagonisti bambini: Taare Zameen Par, Sikandar, Nanhe Jaisalmer. Film con protagonisti parsi: Being Cyrus, Parzania. Film che trattano il tema del calcio: Dhan Dhana Dhan Goal.

GOSSIP & VELENI

* I piccoli Jahan e Iyanah sono i figli di Sooni Taraporevala.
* Imaad Shah è figlio del grande Naseeruddin Shah.

27 giugno 2010

PAATHSHAALA


Di Paatshaala salviamo: Nana Patekar perchè, oltre ad essere l'attore di enorme talento che tutti conosciamo, è sempre eminentemente figo; Shahid Kapoor perchè è un amore qualunque cosa faccia; la denuncia (debolissima e soffocata da un oceano di superficialità, banalità, retorica) di un sistema scolastico che si sta trasformando in un'attività commerciale; la colonna sonora non proprio da buttare.

Il film è imbarazzante. Ayesha Takia si limita a portare a spasso sul set il suo push-up, le extension chilometriche (un po' di misura?), gli artigli laccati di rosso. Un caratterista valido come Saurabh Shukla sprecato in quel modo è un atto criminale. Infine: dov'è la trama?

TRAMA

Aditya Sahay (Nana Patekar), preside di un rinomato istituto scolastico, dinanzi alle accuse della proprietà stanca di registrare le ennesime perdite di bilancio, ha quattro opzioni: chiudere o aumentare le rette o ridurre la qualità dei servizi prestati o gestire la scuola come un'impresa. Non chiedete altro.

RECENSIONI

The Times of India: ***
Il film è misurato, sobrio e spesso troppo lento. Ma funziona grazie alla sua attualità e alla sua semplicità, anche se la narrazione procede un po' a fatica, specialmente nel secondo tempo, e tende a perdere slancio a causa di una sceneggiatura slegata e priva di immaginazione. Shahid Kapoor recita in tono sommesso il suo ruolo scritto in tono sommesso. Lo stesso per Nana Patekar. E sorprendentemente non c'è nessuna storia d'amore. Ma il quoziente emotivo e l'attualità di Paathshaala mantengono vivo l'interesse. Da guardare per la sua serietà.
Nikhat Kazmi, 15.04.10

Hindustan Times: *
L'idea è certamente nobile, ma il film non le rende giustizia.
Mayank Shekhar, 16.04.10

Cinema Hindi: *1/2
Punto di forza: Nana Patekar e Shahid Kapoor
Punto debole: tutto il resto

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Nana Patekar - Aditya Sahay
* Shahid Kapoor - Rahul Prakash
* Saurabh Shukla (Luck by chance) - Sharma
* Ayesha Takia (Wanted) - Anjali

Regia: Milind Ukey
Soggetto, sceneggiatura, coreografia e produzione: Ahmed Khan
Colonna sonora: composta da Hanif Sheikh, include la dolcissima Aye Khuda interpretata da Salim Merchant. Dichiarazioni di Salim rilasciate a Hindustan Times.
Dialoghi: Hanif Sheikh
Traduzione del titolo: è un termine in purissima hindi. Significa scuola, nello specifico una scuola per l'istruzione di base impartita in hindi e non in inglese. Non indica l'edificio scuola, infatti l'insegnamento può svolgersi anche all'aperto. (Ringraziamo Pushker per la traduzione).
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 06.04.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Milind Ukey
* 13.04.10, The Times of India: dichiarazioni di Shahid Kapoor
* 14.04.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Shahid Kapoor. L'attore promuove Paathshaala nell'istituto di Delhi dove ha studiato
* Video: presentazione del film
* Video: The making of Paathshaala, prima parte e seconda parte
* Pagina di Bollywood Hungama con la lista di tutti i link agli articoli e ai video dedicati a Paathshaala

CURIOSITA'

* Milind Ukey in passato è stato l'assistente regista di Sanjay Leela Bhansali in Khamoshi - The musical e in Hum Dil De Chuke Sanam.
* Ahmed Khan, noto coreografo (Yuvvraaj, Kaminey), ha diretto il film Fool'n'final interpretato da Shahid Kapoor e da Ayesha Takia.
* Nana Patekar e Shahid Kapoor hanno partecipato a Paathshaala a titolo gratuito. Articolo di the Times of India.
* Fra i bambini presenti nel cast, segnaliamo i piccoli attori Swini Khara (Cheeni Kum), Ali Haji (Fanaa) e Dwij Yadav (Nanhe Jaisalmer).
* Riferimenti all'Italia: uno studente in una sequenza sfoggia una t-shirt con la scritta Fashion Design Italian Disco Dancer.
* Film che trattano il tema del sistema scolastico indiano: Taare Zameen Par, 3 idiots.

25 giugno 2010

R O J A


Da un punto di vista estetico Roja - film tamil del 1992 diretto dal celebre Mani Ratnam - è una delizia per gli occhi: scenari naturali infiniti, inquadrature mozzafiato, superba fotografia. La storia è interessante: le vicende personali di un uomo e di sua moglie, provenienti dal sud dell'India, si mescolano alla tragedia di uno Stato martoriato, il Kashmir. La narrazione avvince dipanandosi in splendide sequenze d'azione, pathos, momenti lieti. Aspetto insolito: il vero protagonista della pellicola è il personaggio femminile. La colonna sonora di Rahman, la prima della sua strabiliante carriera, regala un commento musicale - ci riferiamo soprattutto a quello strumentale e soprattutto nelle scene d'inseguimento - davvero potente e ricco di estro. Il montaggio accurato incastra alla perfezione i virtuosismi del compositore alle immagini.

Però l'esposizione - a noi occidentali che guardiamo Roja diciotto anni dopo la sua distribuzione - appare datata, con qualche picco retorico di troppo. I personaggi potevano essere definiti meglio, con l'eccezione di Roja che, grazie anche all'interpretazione di Madhoo, risulta il più consistente. Lo stesso vale per i dialoghi: apprezzabili - illuminante il monologo del colonnello Rayappa quando comunica a Roja il rilascio del terrorista - ma non sempre all'altezza delle situazioni. Le interpretazioni sono discrete, godibile la performance di Madhoo (sia nella sfumatura fresca che, soprattutto, in quella drammatica), anche se è un peccato mortale confinare il talentuoso Pankaj Kapoor in un ruolo minore.

Roja testimonia il leggendario occhio cinematico di Mani Ratnam: le sue visioni grandiose ed evocative hanno conquistato e continuano a conquistare l'India. Una menzione speciale per il direttore della fotografia Santosh Sivan: la pellicola inebria letteralmente di colori. Roja è stato doppiato in diverse lingue indiane, raggiungendo un pubblico vastissimo, e guadagnando applausi e consensi anche da parte della critica. Malgrado le lacune, si comprende bene come un prodotto di tale raffinatezza tecnica nel 1992 abbia ottenuto un successo così clamoroso.

TRAMA

Roja (Madhoo) sposa Rishi (Arvind Swamy), un ingegnere di Madras, e lascia il suo villaggio d'origine. Alla diffidenza iniziale, subentra gradualmente un affetto sincero. Il marito riceve un incarico delicato in Kashmir, e Roja insiste per accompagnarlo. Ma le loro vite verranno presto travolte: Roja, giovane, ingenua, caparbia, si troverà ad affrontare, in un luogo a lei estraneo dove non si parla la sua lingua, un evento angoscioso.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La piacevolissima coreografia del brano Rukkumani: tutto il villaggio è coinvolto, con in prima linea le donne anziane.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Una delle sequenze più famose di Roja: l'eroe, a mani legate, tenta di spegnere col proprio corpo le fiamme che avvolgono la bandiera indiana (video). Il significato è forte ma la realizzazione è esagerata.

RECENSIONI

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: la spettacolare confezione
Punto debole: l'esposizione che appare oggi un po' datata

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Madhoo - Roja
* Arvind Swamy (Bombay) - Rishi Kumar, marito di Roja
* Pankaj Kapoor (Dharm) - Liaqat
* Nasser - il colonnello Rayappa
* Janagaraj - Chajoo

Soggetto, sceneggiatura e regia: Mani Ratnam (Dil Se)
Colonna sonora: è composta da A.R. Rahman che debutta così nel cinema, aggiudicandosi subito un National Award. E' la prima volta che un compositore esordiente conquista il prestigioso premio. Time include la colonna sonora di Roja nella classifica delle 100 migliori colonne sonore di tutti i tempi. Oltre al già citato Rukkumani (tamil e hindi), consigliamo il romanticissimo Kaadhal Rojave (in hindi Roja Jaaneman) e il solare Chinna Chinna Aasai (tamil e hindi).
Fotografia: Santosh Sivan (regista di Asoka)
Montaggio: Suresh Urs (Bombay)
Anno: 1992
Awards (selezione):
* National Film Awards per la miglior pellicola sul tema dell'integrazione nazionale e per la miglior colonna sonora.

CURIOSITA'

* Roja è il primo film della cosiddetta trilogia sul terrorismo, a cui seguiranno Bombay nel 1995 - in lingua tamil - e Dil Se nel 1998 - in lingua hindi.
* Alle soglie dell'indipendenza indiana, i tre quarti dei quattro milioni di abitanti del Kashmir erano di religione musulmana, ma il maharaja che governava il principato, Hari Singh, era hindu. Il Kashmir non aderì nè all'India nè al Pakistan: Hari Singh sperava di ottenere l'indipendenza. Intanto, in una provincia occidentale del Kashmir, i contadini musulmani si ribellarono ai proprietari terrieri hindu, sostenuti dai pakistani che varcarono il confine. Hari Singh, nel timore di perdere il potere, chiese aiuto a New Delhi aderendo all'India. Nehru, vista la predominanza musulmana nella popolazione locale, promise il plebiscito una volta scacciati gli invasori. Ma i combattimenti si sono protratti nel tempo creando una situazione sempre più caotica e difficile. Una porzione occidentale del Kashmir ha aderito al Pakistan. Nessun plebiscito unitario si è mai tenuto in Kashmir. Di fatto l'area è stata suddivisa in tre parti, amministrate da Pakistan, India e Cina, ed è tuttora oggetto di dispute territoriali. A complicare la situazione, gruppi locali terroristici che rivendicano l'autonomia del Kashmir. Il più noto è il JKLF, il Jammu Kashmir Liberation Front, fondato a Birmingham nel 1977. Nel 1995 si è diviso in due fazioni, poichè l'ala residente nella zona amministrata dall'India ha deciso di rinunciare alla lotta armata.
* Mani Ratnam, più volte premiato col National Film Award, è regista, sceneggiatore e produttore. La pellicola tamil Nayagan (1987) è stata inclusa da Time nella classifica dei 100 migliori film di tutti i tempi. Iruvar (1997) - sempre in lingua tamil - segna il debutto nel cinema di Aishwarya Rai. Nel 1998 Ratnam firma la sua prima pellicola hindi, Dil Se, a cui seguiranno Yuva nel 2004, Guru nel 2007 e Raavan nel 2010. Mani Ratnam sarà a Venezia alla prossima Mostra del Cinema perchè gli verrà conferito un premio alla carriera. Raavan sarà proiettato - anche nella versione tamil - alla presenza del cast e di A.R. Rahman.
* Madhoo ha esordito a Bollywood nel film di debutto di Ajay Devgan: Phool Aur Kaante.
* Arvind Swamy ha esordito nel cinema grazie a Ratnam, in Thalapathi. Roja, il suo secondo lavoro, lo vede nel ruolo del protagonista e lo consacra star a livello nazionale. Molto attento alle pellicole da interpretare, la filmografia di Arvind non è sterminata, ma l'attore si è aggiudicato diversi premi. Nel 2000, all'apice della carriera, ha preferito ritirarsi.
* Pankaj Kapoor è uno dei più raffinati attori indiani. Ha debuttato nel cinema grazie a Shyam Benegal. Ha interpretato diversi film d'autore ed è stato più volte premiato col National Award. Ha partecipato alla pellicola Gandhi, e ha doppiato Ben Kingsley nella versione hindi. Pankaj esordirà presto alla regia con Mausam, interpretato dal figlio Shahid. Forse Pankaj Kapoor sarà al festival di Venezia con Happi, probabilmente in concorso.
* Film che trattano lo stesso tema: Mission Kashmir, Sikandar, Fanaa.

GOSSIP & VELENI

* Mani Ratnam ha sposato la nipote della superstar tamil Kamal Haasan.

23 giugno 2010

F I R A A Q


Ad un primo tempo estremamente emozionante, segue un secondo tempo in tono minore. La regia della debuttante Nandita Das - già acclamata attrice - non delude. Le interpretazioni da parte del cast sono tutte impeccabili: Naseeruddin Shah spicca grazie ad una delle migliori performance della sua carriera. La sceneggiatura però non convince fino in fondo. Parte in modo sublime per poi indebolirsi. Le storie narrate nel film sono significative, ma ad un certo punto non avvincono più. Si concludono in modo frettoloso o non si concludono affatto.

Malgrado questo, la pellicola è da consigliare. Il messaggio che trasmette è importante, veicolato da sequenze indimenticabili, dialoghi accurati, recitazione sincera. Il primo tempo affonda nello spettatore con una rapidità ed una precisione chirurgica, lasciando decisamente il segno. L'approfondimento psicologico dei personaggi è l'aspetto più interessante di Firaaq: nessuna drammatizzazione, solo il fardello quotidiano di dolore, rimorso, incredulità dinanzi alla barbarie.

TRAMA

Firaaq racconta una giornata della vita di alcuni abitanti di Ahmedabad, un mese dopo la tristemente nota carneficina del 2002. Il piccolo Mohsin (Mohammad Samad) fugge dal centro di accoglienza per cercare il padre in una città ferita e deserta. Arati (Deepti Naval) non dimentica l'orrore dei massacri e non si perdona la propria impotenza. Sanjay (Paresh Rawal), il marito, si gloria delle razzie a cui ha preso parte. Sameer (Sanjay Suri), musulmano, convice la moglie hindu Anuradha (Tisca Chopra) a trasferirsi a Delhi. Muneera (Shahana Goswami) non ha più una casa, bruciata nei roghi. Khan Saheb (Naseeruddin Shah), perso nel suo mondo di musica e di armonia, osserva incredulo gli effetti devastanti della follia umana.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
Quando i tempi diventano brutali, lo diventano anche gli esseri umani? Questa è la domanda che l'esordiente regista Nandita Das pone nel suo piccolo efficace film. Firaaq dice molto attraverso i suoi personaggi e il suo forte contenuto. La pellicola raramente indugia in visioni di violenza e di morte, ma ogni singolo fotogramma mette in guardia dalla depravazione umana, pur invocando con gentilezza quello spirito sublime che risiede in ognuno di noi. Cinque storie parallele ricreano il trauma di individui che tentano disperatamente di recuperare le fila della propria vita, ma che realizzano che i pregiudizi, le paure, i crimini non possono essere spazzati via, nè si può attribuirne la responsabilità alla Storia. Firaaq è un debutto sicuro da parte di Nandita Das, che aveva già dimostrato le sue doti di attrice. Il film documenta in modo equilibrato e sensibile le difficoltà dell'India contemporanea, e si appella al buon senso, alla pace e alla tolleranza.
Nikhat Kazmi, 19.03.09

Hindustan Times: ***1/2
Il film si apre in un cimitero, con un carico di cadaveri a riempire lo schermo. E' il periodo immediatamente successivo ai disordini in Gujarat del 2002. Un evento terribile che è stato affrontato in altre pellicole (la migliore: Parzania). Nandita Das non riprende quei fatti, ma ne trae ispirazione per intrecciare sei storie che esplorano le diverse facce dell'odio, dell'amore, dell'amicizia. Firaaq è un termine urdu che significa sia ricerca che separazione, due temi che stanno entrambi alla base delle vicende narrate. Alcune si incontrano, altre scorrono parallele. Ciò poteva dar luogo a confusione, ma la debuttante Nandita Das, che ha firmato la sceneggiatura con Shuchi Kothari, riordina le trame in una narrazione fluente ed emotiva. La brillante fotografia di Ravi K. Chandran regala al film un aspetto naturale. Il montaggio di Sreekar Prasad è teso e tirato. Con un cast come questo le interpretazioni soddisfano le aspettative. Ma alcuni attori ugualmente spiccano. Naseeruddin Shah offre un'altra eccellente performance nei panni di un musicista ignaro della dura realtà. Lo spettatore riesce a provare la sua disillusione. Riesce quasi a sentire la musica nella sua testa. Raghubir Yadav è una degna spalla. Shahana Goswami e Deepti Naval, due mogli tormentate, ciascuna nella sua maniera, lasciano il segno. E il piccolo Mohamed Samad che interpreta Mohsin è sorprendente. Malgrado alcuni personaggi e alcune scene siano un poco pesanti, Firaaq segna un punto grazie alla sua moderazione. Non capita spesso che un'attrice diventi regista: Nandita Das, con questo film, ci offre di sicuro una ragione per festeggiare.
Shashi Baliga, 20.03.09

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: lo splendido primo tempo (*****); l'efficace introspezione psicologica.
Punto debole: una narrazione poco conclusiva.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Naseeruddin Shah - Khan Saheb
* Raghubir Yadav (Salaam Bombay, Lagaan) - l'assistente di Khan Saheb
* Paresh Rawal - Sanjay
* Deepti Naval (Shakti the power) - Arati, moglie di Sanjay
* Mohammad Samad - Mohsin
* Sanjay Suri (Sorry Bhai) - Sameer Shaikh
* Tisca Chopra (Taare Zameen Par) - Anuradha Desai, moglie di Sameer
* Shahana Goswami (Rock On!!, Jashnn) - Muneera

Regia: Nandita Das (attrice in Earth e in Fire)
Sceneggiatura: Shuchi Kothari e Nandita Das
Colonna sonora: Rajat Dholakia e Piyush Kanojia (Gandhi my father)
Fotografia: Ravi K. Chandran (My name is Khan)
Scenografia: Gautam Sen (Yes boss)
Montaggio: Sreekar Prasad (Kaminey)
Traduzione del titolo: ricerca, separazione
Anno: ultimato nel 2008 e presentato in diversi festival internazionali, Firaaq è stato distribuito in India nel 2009.
Awards (selezione):
* National Awards: miglior montaggio e miglior scenografia.
* Filmfare Awards: fra gli altri, miglior film per la critica e miglior montaggio.
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 07.01.09, Bollywood Hungama: intervista a Tisca Chopra
* 20.02.09, Bollywood Hungama: intervista a Nandita Das
* 18.03.09, Hindustan Times: intervista a Nandita Das, nella quale, fra le altre cose, Nandita annuncia la sua probabile partecipazione al prossimo progetto di Deepa Mehta, la trasposizione cinematografica del celebre romanzo I figli della mezzanotte di Salman Rushdie
* 19.03.09, The Times of India: intervista a Tisca Chopra
* 03.04.09, The Times of India: intervista a Nandita Das
* 26.11.09, The Times of India: dichiarazioni di Nandita Das
* Video: dichiarazioni di Nandita Das
* Video di presentazione di Firaaq
* Video della conferenza stampa
* Video della première
* Video: dichiarazioni di Naseeruddin Shah
* Video: intervista a Nandita Das
* Video: intervista a Nandita Das

CURIOSITA'

* Firaaq è stato presentato, fra gli altri, al Toronto Film Festival 2008, al London Film Festival 2008, al 2008 South Asian International Film Festival di New York. Aggiornamento del 28.09.11: Firaaq è stato proiettato al World Cinema Amsterdam Festival 2011.
* Nel 2002 nello Stato del Gujarat un treno venne assaltato da un gruppo di musulmani. Secondo Wikipedia, 59 passeggeri hindu, soprattutto donne, bambini ed anziani di ritorno da un pellegrinaggio alla città sacra di Ayodhya, furono arsi vivi. La reazione della comunità hindu non tardò a manifestarsi: durante gli scontri cruenti che seguirono, vennero massacrati 790 musulmani e 254 hindu. Altre 223 persone furono date per disperse. 298 santuari sufi, 205 moschee, 17 templi hindu e persino 3 chiese cristiane furono danneggiati. 61.000 musulmani e 10.000 hindu rimasero senza casa.
* Nandita Das è stata membro della giuria al festival di Cannes nel 2005. La Francia l'ha nominata Cavaliere delle Arti e delle Lettere.
* Raghubir Yadav, per la sua interpretazione in Massey Sahib (1985), ha vinto il premio della critica alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel cast anche la scrittrice Arundhati Roy.
* Shahana Goswami, ex-campionessa nazionale di arrampicata (su parete artificiale), è una giovane attrice dal talento sorprendente. Vi suggeriamo di ammirarla in azione in Rock On!! e in Jashnn. Pare sia nel cast del prossimo film di Shah Rukh Khan, Ra-One. Shahana è la protagonista del video di Dido Let's do the things we normally do.
* Il BJP, il partito indiano associato al nazionalismo hindu, ha protestato ufficialmente contro la distribuzione di Firaaq avvenuta in periodo elettorale. Nandita Das, la cui madre è originaria del Gujarat, ha respinto le accuse di appoggio da parte del partito del Congresso di Sonia Gandhi. Rahul Gandhi, figlio di Sonia, è intervenuto alla première del film a Delhi, mentre il primo ministro del Gujarat, Narendra Modi, del BJP, pretendeva una proiezione speciale solo per lui. Ricordiamo che Parzania, che narra specificatamente le vicende della carneficina del 2002, non era stato distribuito in Gujarat. Articolo originale di The Times of India.
* Firaaq è stato girato ad Hyderabad. Nandita Das ha preferito evitare Ahmedabad perchè il tema del film era troppo sensibile. Proprio in una scuola di Hyderabad la regista ha scovato il piccolo Mohammad Samad, un bambino molto sorridente a cui Nandita, sul set, ha dovuto raccontare storie tristi per aiutarlo a calarsi meglio nel ruolo di Mohsin.
* Riferimenti a Bollywood: Preity Zinta; un accenno del brano Koi Mil Gaya tratto dalla colonna sonora di Kuch Kuch Hota Hai.
* Film che trattano il tema del massacro in Gujarat del 2002: Dev, Parzania. Citiamo anche una pellicola in lingua malayalam, Vilapangalkappuram. Film che trattano il tema degli scontri fra le diverse comunità etniche e religiose: Mr. and Mrs. Iyer, Dharm, Road to Sangam.

GOSSIP & VELENI

* Deepti Naval è stata sposata col regista Prakash Jha (Raajneeti). In passato pare abbia avuto una relazione con Nana Patekar.

19 giugno 2010

THE JAPANESE WIFE


The Japanese wife è il nuovo delicatissimo lavoro di Aparna Sen. Il singolare connubio stilistico di colori indiani e di sensibilità estremo-orientale affascina e cattura. Il film, ambientato in una sognante località fatta di acqua e di cielo, è in lingua bengali e in inglese. L'esilità della trama e la lentezza della narrazione si stemperano sino a sciogliersi nello splendore del paesaggio. L'atmosfera è quasi autunnale, la malinconia è estetizzata. I personaggi (con l'esclusione di Mashi) sono timidi, solitari, introversi. Aparna Sen non racconta una storia, bensì rappresenta stati d'animo sovrapponendoli a scenari che ne esaltano l'universalità.

Rahul Bose regala un'interpretazione davvero insolita, ben lontana dal personaggio sofisticato e cosmopolita che ci ha offerto in passato. La sua performance è eccellente e ne dimostra la versatilità. Moushumi Chatterjee è una rivelazione: spontanea, vivace, amabilissima. Raima Sen affronta un ruolo difficile, quello della vedova silenziosa dal volto perennemente velato: Raima è espressiva e dolente, e la sua Sandhya colpisce al cuore.

The Japanese wife non è un film per tutti. E' colmo di poesia struggente, di intime emozioni umane. E' più lirico che psicologico. Non racconta, non avvince, non intrattiene, ma conquista con la sua incantevole bellezza.

TRAMA

Snehamoy (Rahul Bose) risponde ad un annuncio pubblicato da Miyage (Chigusa Cakaku), una timida ragazza giapponese. Inizia così un'amicizia epistolare che sfocerà in un singolare matrimonio a distanza.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Gli splendidi scenari naturali magicamente catturati dalla fotografia di Anay Goswami.

RECENSIONI

The Times of India: ****
Se amate l'estetica e bramate qualcosa che possa saziare la vostra sensibilità, allora dovete gustare il raffinato adattamento che Aparna Sen ha tratto dal racconto The Japanese wife di Kunal Basu. Ci sono una tale bellezza, sobrietà e minimalismo in questa pellicola che vi condurranno in un altro mondo. Guardatelo per la stellare performance di Rahul Bose. E assaporate la superba fotografia di Anay Goswami, che dipinge paesaggi su celluloide. Questo film è davvero una pozione inebriante che offusca i sensi.
Nikhat Kazmi, 08.04.10

Hindustan Times: **
Guardatevi dai commenti degli amici quali 'è un film girato benissimo', o 'le interpretazioni sono fantastiche', o ancora 'la pellicola è buona ma un po' lunga (o lenta)'. Ciò che intendono dire è che la storia fa schifo. The Japanese wife di Aparna Sen è girato a meraviglia, ragionevolmente ben recitato, ed è abbastanza lungo (o lento). Questi elementi distolgono l'attenzione dalla sceneggiatura che, francamente, è orrenda. Se non sbaglio questo è il primo adattamento di Aparna di un'opera letteraria. E si vede. Il realismo e il coinvolgimento dei suoi film qui sono del tutto assenti. In una prolifica carriera di circa 30 pellicole, Aparna è la sola che abbia estratto il top da Rahul Bose (Mr. and Mrs. Iyer, 15 Park Avenue). E qui non fa eccezione: Bose regala probabilmente la sua performance migliore. Ma il film rimane una noia.
Mayank Shekhar, 08.04.10

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: l'interpretazione di Rahul Bose; la fotografia di Anay Goswami (*****).
Punto debole: -

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rahul Bose - Snehamoy
* Moushumi Chatterjee - Mashi, la zia di Snehamoy
* Raima Sen (Parineeta) - Sandhya, la figlioccia di Mashi
* Chigusa Takaku - Miyage
* Kunal Basu (cameo)

Regia: Aparna Sen (Mr. and Mrs. Iyer)
Sceneggiatura: redatta da Aparna Sen, è basata sull'opera di Kunal Basu The Japanese wife and other stories, una raccolta di racconti pubblicata nel 2008. Recensione letteraria di Hindustan Times. Per la prima volta nella filmografia di Aparna, la regista ha lavorato su un soggetto non suo.
Colonna sonora: composta da Sagar Desai (Siddharth: the prisoner) mescola sapientemente sonorità classiche indiane e giapponesi. Dichiarazioni di Sagar Desai rilasciate a Hindustan Times.
Fotografia: Anay Goswami (Dil Kabaddi)
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 29.01.08, Hindustan Times: dichiarazioni di Aparna Sen
* 15.03.10, The Times of India: dichiarazioni di Raima Sen
* 26.03.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Aparna Sen
* 30.03.10, The Times of India: dichiarazioni di Aparna Sen
* 31.03.10, The Times of India: dichiarazioni di Moushumi Chatterjee
* 04.04.10, Hindustan Times: lunga ed interessante intervista a Rahul Bose
* 09.04.10, Hindustan Times: intervista a Raima Sen
* 17.04.10, Hindustan Times: esilarante intervista ad Aparna Sen. Non perdetevi la barzelletta sui cannibali. E prendete nota del fatto che La Strada di Fellini è uno dei tre film che la regista si porterebbe sull'isola deserta.
* 17.04.10, The Times of India: intervista a Rahul Bose
* Bollywood Hungama: video della conferenza stampa di presentazione del film
* video della presentazione della colonna sonora
* video della première
* intervista video a Rahul Bose
* video della presentazione del dvd

CURIOSITA'

* The Japanese wife ha subito una lunga gestazione: la regista ha atteso le stagioni giuste - e il monsone - per effettuare le splendide riprese degli scenari naturali.
* La pellicola è stata presentata all'Off Plus Camera Krakow International Festival of Independent Cinema 2010. Aggiornamento del 24.11.10: è stata inoltre proiettata al Melbourne International Film Festival 2010 e sarà presentata al River to River Florence Indian Film Festival 2010.
* Aparna Sen, prima di dedicarsi con successo alla regia, è stata un'acclamata attrice, e ha interpretato diversi film diretti da Satyajit Ray, Mrinal Sen e Rituparno Ghosh. Come regista ha vinto il National Film Award per 36 Chowringhee Lane - sua opera di debutto - e per lo splendido Mr. and Mrs. Iyer.
* Chigusa Takaku non parla inglese. Aparna Sen ha utilizzato un interprete presente sul set per tutta la durata delle riprese.
* The Japanese wife è ambientato nella località denominata Sundarbans, nota per la foresta di mangrovie di eccezionale estensione, e considerata dall'Unesco patrimonio dell'umanità. L'area, ricca di corsi d'acqua e di isolotti, conta la presenza di centinaia di esemplari di tigre reale del Bengala. Emilio Salgari vi ha ambientato diversi romanzi, fra cui I misteri della giungla nera. Alcune delle vicende narrate ne I figli della mezzanotte di Salman Rushdie si svolgono qui. Indimenticabili le descrizioni paesaggistiche contenute ne Il paese delle maree di Amitav Ghosh.
* Riferimenti a Bollywood: John Abraham; un accenno al trascinante brano Beedi dalla colonna sonora di Omkara.
* Film che trattano il tema delle relazioni fra persone di nazionalità diverse: Bombay to Bangkok, Kites. Da un punto di vista formale, The blue umbrella è una pellicola altrettanto lenta e poetica, ambientata in scenari da sogno.

GOSSIP & VELENI

* Aparna Sen è la madre di Konkona Sen Sharma.
* Sharmila Tagore, nota attrice, madre di Soha e di Saif Ali Khan, nonchè responsabile in India del Central Board of Film Certification - potente organismo che si occupa, fra le altre cose, di censura -, il 16.04.10 ha pubblicato su Hindustan Times un interessante pezzo che contesta punto per punto le critiche (francamente eccessive) a The Japanese wife mosse dal recensore cinematografico della stessa testata, Mayank Shekhar. Vi invitiamo a leggere anche i commenti dei lettori. Articolo originale.
* Raima Sen vanta un impressionante pedigree di sangue blu.

15 giugno 2010

BADMAASH COMPANY


La storia narrata in Badmaash Company è simile a quella di Teen Patti: un gruppo di ragazzi guadagna rapidamente ingenti somme di denaro con sistemi illegali. Teen Patti ne segue le vicende imbastendo uno stiloso thriller. L'accento è posto sul dramma. L'epilogo tragico che toccherà ad uno dei personaggi, sveglierà bruscamente gli altri dal torpore euforizzante nel quale la ricchezza li aveva affondati. Badmaash Company è diviso in due parti: la prima gioca in modo vincente la carta dell'intrattenimento. Ha un tono brillante e metropolitano, un ritmo rapido. La seconda, meno riuscita, aggiunge un tocco riflessivo. L'azione si sposta negli Stati Uniti perdendo autenticità. La sceneggiatura diventa ripetitiva, si appesantisce, e stona col frizzante inizio.

Il soggetto è interessante: sondare le aspirazioni e le ambizioni dei giovani indiani a metà degli anni novanta, quando l'economia del Paese comincia lentamente ma inesorabilmente a crescere. Quali cambiamenti personali e sociali avvengono nella classe media urbana? Di quale entità è la frattura fra la nuova generazione, piena di speranze e abbagliata dal lusso occidentale, e la generazione dei genitori? La sceneggiatura parte bene anche se rimane in superficie. Diverte e intrattiene. La pellicola però non decolla. Il risvolto drammatico è trattato in modo un po' banale. I dialoghi sono asciutti e tesi, ma non sempre all'altezza delle intenzioni. La regia si sgonfia col procedere della storia. Badmaash Company rimane un luccicante film giovanilistico, e non ci sarebbe nulla di male, se solo non diventasse troppo retorico e didascalico nella seconda parte. Parmeet Sethi, sceneggiatore e regista, non è riuscito ad incastrare a dovere i due diversi aspetti della pellicola, e il prodotto finale risulta confuso.

Comunque Badmaash Company sta registrando un lusinghiero successo al botteghino, rincuorando così la Yash Raj Films. Le interpretazioni sono buone: Vir Das, soprattutto, è da tenere d'occhio. Shahid Kapoor ha dimenticato i parziali insuccessi di Chance Pe Dance e di Paatshaala ed appare fresco e seducente. Anushka Sharma è brava e fuori dal coro, ma sempre con un'espressione involontariamente arcigna che non conquista. Meiyang Chang è davvero una novità. I personaggi che interpretano sono ben scritti. Una menzione speciale per Anupam Kher, che incarna la generazione dei genitori: solidi, onesti, insofferenti al lusso, ma anche poco coraggiosi, votati alla monotonia della routine quotidiana. Illuminante al riguardo il dialogo fra padre e figlio nel primo tempo: il miglior scambio di battute del film.

TRAMA

Karan (Shahid Kapoor) ha un sogno: diventare molto ricco nel più breve tempo possibile. Le idee non gli mancano, anche se truffaldine. Con gli amici Chandu (Vir Das) e Zing (Meiyang Chang) e con la fidanzata Bulbul (Anushka Sharma) fonda la Friends & Company. Tutto sembra filare liscio. Soldi a palate. Divertimento. Ma l'avidità acceca. L'amicizia annaspa. L'amore si spegne. E la polizia è alle costole.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* I titoli di testa: la Bombay di quindici anni fa e la Mumbai di oggi illustrate da una successione rapidissima di micro-sequenze e raccontate dalla voce fuori campo di Shahid. Una chicca per tutti gli amanti della megalopoli indiana.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
Badmaash Company presenta alcune sequenze interessanti, sebbene la storia segua una prevedibilissima traccia di crimine e punizione/pentimento. Ciò che disturba di più è la ripetitiva sequenza dei fatti che appesantiscono la pellicola e non raccontano nulla di nuovo. L'intesa fra il quartetto di attori è piena di energia, anche se la maggior parte del tempo è impiegata a ballare e a cantare. Shahid Kapoor riesce a catturare l'attenzione in alcune scene, ma è essenzialmente il gruppo composto da Vir Das, Chang e Anushka a colpire. Parmeet Sethi esordisce alla sceneggiatura e alla regia con Badmaash Company. La storia è interessante, ma solo perchè rappresenta le nuove generazioni che hanno fretta di arrivare in cima. La colonna sonora non sembra composta da Pritam. Nessun brano da classifica.
Nikhat Kazmi, 07.05.10

Hindustan Times: **
Ad un certo punto il film diventa improvvisamente incline alle prediche, per timore di essere frainteso nelle intenzioni. Noi rimaniamo seduti a contemplare la disonestà, le ambizioni esagerate, l'ingordigia, l'arroganza che corrompono il protagonista, e ci dimentichiamo che questa corsa è iniziata con grande divertimento. Badmaash Company cattura superbamente il periodo a metà degli anni novanta, quando l'economia indiana era all'inizio della sua ascesa. Anushka Sharma e Shahid Kapoor interpretano il ruolo della tipica ragazza che aspira a diventare top-model e del tipico ragazzo che aspira alla ricchezza. Il personaggio interpretato da Chang è dolcemente ispirato. La premessa del film è forte. L'ambientazione solida. La truffa piuttosto interessante. Gli amici formano un buon quartetto. Tutti ugualmente irresistibili, così come i loro scherzi. E lo schermo brilla. Intervallo. Poi tutto si sgonfia. Ti accorgi quando una sceneggiatura è scritta a metà, e sino a quel punto anche maledettamente bene. L'esempio più eclatante è rappresentato da Ek Haseena Thi di Shriram Raghavan. In casa Yash Raj (che produce Badmaash Company) ricordiamo Bachna Ae Haseeno di Siddharth Anand.
Mayank Shekhar, 07.05.10

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: il ritmo travolgente del primo tempo
Punto debole: un secondo tempo debole, ripetitivo e confuso

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Shahid Kapoor - Karan
* Anushka Sharma (Rab Ne Bana Di Jodi) - Bulbul
* Vir Das (Namastey London, Love Aaj Kal) - Chandu
* Meiyang Chang - Zing
* Anupam Kher - il padre di Karan
* Pawan Malhotra (Road to Sangam) - Jazz, lo zio di Karan

Soggetto, sceneggiatura, regia e dialoghi: Parmeet Sethi
Colonna sonora: i brani composti da Pritam non sono eccezionali. Interessante invece il commento musicale strumentale che ricorda vagamente le eleganti colonne sonore dei film d'azione degli anni settanta.
Coreografia: Ahmed Khan (Kaminey)
Fotografia: Sanjay Kapoor
Montaggio: Ritesh Soni (Dil Bole Hadippa!)
Traduzione del titolo: badmaash significa canaglia, mascalzone
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 08.04.10, Hindustan Times: intervista a Parmeet Sethi
* 04.05.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Shahid Kapoor
* 10.05.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Parmeet Sethi
* 11.05.10, Hindustan Times: intervista ad Anushka Sharma
* 29.05.10, The Times of India: dichiarazioni di Vir Das
* Bollywood Hungama: pagina con la lista dei link agli articoli e ai video dedicati a Badmaash Company

CURIOSITA'

* Parmeet Sethi ha debuttato alla regia con Badmaash Company. Precedentemente aveva recitato in pellicole quali Dilwale Dulhania Le Jayenge e Lakshya.
* Anushka Sharma è un'ex-modella. E' stata testimonial in India per la Fiat Palio (spot).
* Vir Das, fra le altre cose, ha fondato una comic rock band dal nome irresistibile: Alien Chutney. Lo amiamo anche solo per questo.
* Meiyang Chang è un dentista.
* Riferimenti a Bollywood: Amitabh Bachchan, Madhuri Dixit
* Riferimenti all'Italia: Prada, Ferrari
* Film che trattano lo stesso tema: Bunty Aur Babli, Teen Patti.

14 giugno 2010

RAAJNEETI


Il regista, sceneggiatore e produttore Prakash Jha (Gangaajal, Apaharan) ha collezionato nella sua carriera ben sei National Film Awards. Appassionato di temi sociali e politici, è stato anche un fine documentarista, oltre ad aver promosso diverse iniziative umanitarie. Raajneeti è il suo ultimo lavoro, un dramma a sfondo politico ispirato al Mahabharata. Lo sforzo produttivo e la ricchezza del cast - Ranbir Kapoor e Katrina Kaif a fungere da richiamo - sono stati premiati, ma nessuno si aspettava un successo così clamoroso. I media sciorinano continui aggiornamenti sull'entità da record degli incassi, anche nei mercati esteri, aspetto ancor più sorprendente considerando che Raajneeti tratta preminentemente vicende politiche indiane. Pare che, nella prima settimana di programmazione, solo 3 idiots e Ghajini abbiano conseguito risultati migliori al botteghino.

Prakash Jha, per le sue eccezionali doti umane e professionali, merita questo riconoscimento da parte del pubblico. Ma Raajneeti? Il film è senza dubbio grandioso. L'occhio cinematico di Jha ci regala un prodotto da un punto di vista tecnico superbo. La spettacolarizzazione della politica - forse inedita nel cinema hindi - è potente. Il tema è importante. I personaggi (tutti negativi tranne Indu), gli eventi, gli scenari sono amplificati e drammatizzati. La fotografia è sanguigna. Le interpretazioni di Nana Patekar e di Manoj Bajpai sono impeccabili. Ajay Devgan e Ranbir Kapoor non deludono le aspettative: Ajay lancia dardi con lo sguardo, Ranbir è elegante, misurato, maturo. Arjun Rampal offre a tratti una buona performance. Katrina Kaif non provoca danni.

I difetti sono però altrettanto vistosi. La storia - avvincente nelle intenzioni - non è sostenuta dalla sceneggiatura. Lenta, ripetitiva, noiosa. I personaggi, troppi e nessuno adeguatamente a fuoco, appaiono un po' sfuggenti. La narrazione è di vecchio tipo. Se confrontiamo Raajneeti con Rann, pellicola distribuita in gennaio di argomento simile e con un cast affollato, le debolezze del film diretto da Jha saltano subito all'occhio. Raajneeti è un polpettone tradizionale, con interpretazioni non tutte allo stesso livello, con una sceneggiatura appesantita, con un finale frettoloso e con una drammatizzazione eccessiva. Rann, al contrario, è un moderno thriller dal ritmo serrato, con performance da manuale, con una sceneggiatura robusta, con dialoghi taglienti, ma soprattutto con un realismo che denuncia senza spettacolarizzare. Evidentemente il richiamo al Mahabharata ha nuociuto a Raajneeti, anche se ha contribuito a riempire le sale.

TRAMA

Samar (Ranbir Kapoor) rientra in India dagli Stati Uniti - dove sta per iscriversi ad un dottorato in letteratura inglese - in occasione del compleanno dello zio, eminente politico e capo di partito. Lo zio viene colto da malore e ricoverato d'urgenza in ospedale. Le sue condizioni di salute sono critiche. Scoppiano le guerre per la successione. Sanguinarie, violente, spietate. I legami familiari non contano nulla quando è in gioco il potere.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sabbia rossa che si alza in nuvole di sangue; le folle oceaniche; il bacio di Naseeruddin Shah.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Indu scopre all'improvviso di amare il marito. Lui ha appena massacrato a bastonate due esseri umani. La battuta di lei: 'Non ti avevo capito'. L'effetto è quasi comico.
* La vicenda del figlio abbandonato e ritrovato è un po' trita.

RECENSIONI

The Times of India: ****
Raajneeti segna il ritorno nel cinema hindi contemporaneo del dramma pieno di colpi di scena: la trama è sostanzialmente ispirata al Mahabharata e a Il padrino. Raajneeti stimola una riflessione sul sistema politico indiano, nel quale prevale la democrazia ma non nella sua forma più pura. Dinastie, illegalità, violenza e abuso di potere costituiscono il ventre molle della poco pulita struttura politica indiana, ove la lotta per conquistare voti è simile ad una guerra: priva di principi, belligerante e sanguinaria. Il regista Prakash Jha è sempre stato un maestro nel raccontare storie (Gangaajal, Apaharan). Questo thriller politico si ispira con stile al conflitto Pandava-Kaurava narrato nel Mahabharata, non solo per le vicende ma anche per i personaggi, le cui intense e corpose caratterizzazioni costituiscono il secondo punto di forza del film. Arjun Rampal riveste il ruolo di un moderno Yudhishthira, Ranbir Kapoor è Arjuna, Nana Patekar è Krishna, Manoj Bajpai è Duryodhana, Ajay Degnan è Karna. E nell'interpretazione di Ranbir Kapoor si scorgono sfumature tratte da Il padrino: il giovane attore offre con Samar un ritratto desi di Michael Corleone. Aggiungi a questo un pizzico di attualità e ottieni un thriller avvincente sullo scenario politico indiano contemporaneo. Quanto alle performance, il film colpisce per il suo coraggioso cast d'insieme che crea personaggi realistici. Nana, Ajay, Manoj e Arjun catturano quasi sempre l'attenzione. Katrina Kaif è disinvolta e naturale. Ma il film appartiene a Ranbir Kapoor che perfeziona l'arte del minimalismo, e letteralmente cresce sotto i nostri occhi: un vulcano in ebollizione che non può essere trattenuto quando erutta. La sceneggiatura di Prakash Jha e di Anjum Rajabali è intelligente: la narrazione simile ad un thriller parte in modo confuso ma subito si stabilizza offrendo un dramma politico rapido e pieno d'azione. Anche la colonna sonora vanta alcuni brani coinvolgenti (Bheegi Si di Pritam, Mora Piya di Aadesh Srivastava, Dhan Dhan Dharti di Wayne Sharp), ma il film non lascia loro molto spazio. Prendetevi del tempo per un'esperienza cinematografica seria e coinvolgente: non perdetevi Raajneeti.
Nikhat Kazmi, 03.06.10

Hindustan Times: ***
Prakash Jha, il regista di Raajneeti, si è candidato due volte alle elezioni, quindi conosce da vicino gli intrighi politici, oltre a saper scioccare e meravigliare col suo cinema. Jha reinterpreta il Mahabharata alla luce dell'attuale democrazia indiana, nella quale la competizione politica è di tipo dinastico e i partiti sono nuove monarchie. Jha ci mostra in modo abile l'abuso che i partiti fanno dei mezzi di informazione, del sistema economico, delle caste, delle comunità religiose, delle coalizioni, dei tribunali, della polizia, della burocrazia, persino dei matrimoni e delle amicizie. Tutto per saziare la sete di potere. Non delude nessuno degli attori: dall'insolitamente ispirato Rampal al suo potente opposto Bajpai. Il film è di un'implacabilità assoluta. Non vi è tregua. Nessuna tragedia arresta il ritmo della pellicola. L'introspezione è superflua, così come la redenzione. Le elezioni sembrano le ultime e definitive, come se non dovessero essercene di successive, o come se non si dovessero più realizzare pellicole sulla politica. I film di Jha Gangaajal (2003) e Apaharan (2005) sono, in confronto a Raajneeti, più raffinati e più a fuoco. L'ambizione di Raajneeti, col suo cast stellare e con il suo ispirarsi ad un poderoso poema epico, ha rovinato il progetto. C'è una ragione perchè il Mahabharata è stato una serie televisiva. Shyam Benegal lo ha brillantemente adattato in Kalyug (1981) grazie ad un contenuto minimalismo. In Raajneeti invece la sceneggiatura è troppo elaborata ed esageratamente drammatica.
Mayank Shekhar, 03.06.10

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: la serietà del soggetto e la grandiosità della confezione
Punto debole: Raajneeti abbaglia ma non emoziona, e spesso annoia

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Nana Patekar - Brij Gopal, zio materno di Samar e di Prithviraj
* Ranbir Kapoor - Samar Pratap
* Arjun Rampal (Rock On!!) - Prithviraj Pratap, fratello di Samar
* Manoj Bajpai (Aks) - Veerendra Pratap, cugino di Samar e di Prithviraj
* Ajay Devgan - Sooraj Kumar
* Katrina Kaif - Indu, moglie di Prithviraj
* Sarah Thompson - Sarah, fidanzata di Samar
* Nikhila Trikha - Bharti Rai, madre di Samar e Prithviraj, sorella di Brij
* Naseeruddin Shah (special appearance) - Bhaskar Sanyal

Regia: Prakash Jha
Sceneggiatura: Prakash Jha e Anjum Rajabali (Ghulam, Pukar, The legend of Bhagat Singh, Naina, Apaharan)
Colonna sonora: Wayne Sharpe (Gangajaal), Pritam, Aadesh Srivastava, Shantanu Moitra (3 idiots)
Fotografia: Sachin Kumar Krishnan (The blue umbrella)
Traduzione del titolo: politica
Anno: 2010
Awards:
* Star Screen: miglior sceneggiatura, miglior attrice (popular choice) Katrina Kaif, miglior commento musicale (Wayne Sharpe). Aggiornamento del 02.03.11;
* Zee Cine: miglior attore non protagonista (Arjun Rampal). Aggiornamento del 02.03.11;
* IIFA: miglior attore non protagonista (Arjun Rampal). Aggiornamento del 31.07.11.
Sito ufficiale
Pagina ufficiale in YouTube

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 11.04.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Manoj Bajpai
* 27.04.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Ajay Devgan
* 08.05.10, Bollywood Hungama: intervista a Manoj Bajpai
* 10.05.10, Bollywood Hungama: dichiarazioni di Prakash Jha
* 22.05.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Arjun Rampal
* 03.06.10, Bollywood Hungama: dichiarazioni di Prakash Jha
* 04.06.10, Bollywood Hungama: intervista ad Ajay Devgan
* 05.06.10, Bollywood Hungama: intervista a Prakash Jha
* 10.06.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Prakash Jha
* 12.06.10, Bollywood Hungama: intervista ad Arjun Rampal
* 15.06.10, Bollywood Hungama: intervista a Katrina Kaif (aggiornamento del 15.06.10)
* 23.06.10, Bollywood Hungama: articolo che svela i trucchi degli effetti speciali (aggiornamento del 23.06.10)

CURIOSITA'

* Raajneeti è stato proiettato all'Indian Film Festival of Ireland 2010, e nei prossimi giorni sarà presentato al River to River Florence Indian Film Festival 2010 (aggiornamento del 24.11.10).
* In Raajneeti sono state utilizzate ben 10.000 comparse. Nella scena del comizio di Indu, alle comparse si sono aggiunti 15.000 curiosi accorsi per assistere alle riprese. Molti abitanti di Bhopal hanno aiutato la troupe ad affiggere i finti manifesti elettorali nelle vie della città.
* Ranbir Kapoor è figlio di Rishi Kapoor e nipote di Raj Kapoor. Kareena Kapoor è sua cugina. E' stato assistente alla regia in Black. Ha esordito come attore nel 2007 in Saawariya. Carriera sbalorditiva: film interessanti come Wake up Sid! e Rocket Singh - Salesman of the year, e successi commerciali come Bachna Ae Haseeno e Ajab Prem Ki Ghazab Kahani.
* Arjun Rampal, ex-modello, ha conquistato il National Film Award per Rock On!!. Ha interpretato il famoso spot della Schweppes con Nicole Kidman, diretto da Shekhar Kapur.
* L'esordiente Nikhila Trikha, che nel film riveste il ruolo della madre di Samar, ha solo 30 anni.
* L'Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha chiesto a Prakash Jha di acquisire copia della sceneggiatura di Raajneeti da custodire negli archivi. Jha ha dichiarato: 'Sono onorato e molto felice. Sebbene il cinema hindi abbia la sua tradizione e la sua estetica, è sempre piacevole ottenere un riconoscimento internazionale. Anjum Rajabali ed io abbiamo lavorato molto alla sceneggiatura di Raajneeti. Abbiamo redatto diverse versioni e ci sono voluti anni per ottenere la sceneggiatura finale. E' bello constatare che questo sforzo non sia andato sprecato, ma che anzi sia stato benedetto dal successo commerciale e dal plauso della critica. La sceneggiatura è il fulcro di un film, e spero che in futuro in India rafforzeremo l'attenzione a questo aspetto della cinematografia'. L'Academy è l'organizzazione che si occupa di conferire gli Oscar. Le sceneggiature collezionate sono a disposizione del pubblico solo per motivi di ricerca. Altre sceneggiature di film indiani disponibili presso l'Academy: Rock on!!, Heroes, Lagaan, Devdas, Munnabhai M.B.B.S., Kal Ho Naa Ho, Chak De! India, Sarkar Raj e Gandhy my father. Articolo di Hindustan Times. (Aggiornamento del 29.09.10).
* Leggiamo nel Sanatana Dharma di Stefano Piano: 'Il Mahabharata è certamente l'opera più importante dell'intera cultura indiana. Questa gigantesca epopea redatta in sanscrito - che, con le sue quasi centomila strofe distribuite in 18 libri, è il più esteso poema (...) dell'umanità intera - è (...) una narrazione di miti e di gesta di eroi (...), che, con le sue innumerevoli digressioni su temi di ogni tipo, costituisce un'autentica enciclopedia di tutto il sapere tradizionale brahmanico. Il mito centrale di quest'immensa epopea, che è anche un ampio compendio di tutte le idee etico-religiose dell'India classica, illustra una situazione di crisi alla fine di un'era cosmica (...) attraverso la guerra fra due famiglie di cugini della stirpe (...) di sovrani, i Kaurava e i Pandava, discendenti gli uni e gli altri del mitico eroe Bharata, per il governo del regno di Kurukshetra (la zona pianeggiante a Nord di Delhi). L'esito della lotta, che vede schierati, da una parte o dall'altra, i principali re della terra, dipende da un altro principe, alleato dei Pandava e appartenente a un altro ramo della medesima dinastia; il suo nome è Krishna e in lui si cela una misteriosa presenza divina.' (Sanatana Dharma, Stefano Piano, Edizioni San Paolo, 1996, pagg. 70-71).
* Film che trattano lo stesso tema: Satta, Rann.

GOSSIP & VELENI

* La produzione ha più volte smentito le voci secondo cui la trama della pellicola sarebbe ispirata alla saga della potente famiglia Gandhi, dichiarando, al contrario, che Raajneeti è una moderna trasposizione dell'epico Mahabharata in ambito politico. Di certo il personaggio di Katrina che arringa folle oceaniche con la sua inflessione straniera riporta alla mente proprio Sonia Gandhi. E i due fratelli Samar (riflessivo e disinteressato alla politica) e Prithviraj (esuberante e irascibile) ricordano Rajiv Gandhi (marito di Sonia) e Sanjay (fratello di Rajiv).
* La scorsa settimana più di settanta affiliati al BJP, il partito indiano associato al nazionalismo hindu, hanno guardato un dvd pirata di Raajneeti proiettato su grande schermo in un hotel di lusso a Jaipur. Colti sul fatto, si sono difesi sostenendo che ritenevano fosse una copia originale. Prakash Jha ha replicato che regalerà a ciascuno di loro il dvd originale, affinchè possano rendersi conto della differenza 'fra essere sul lato giusto ed essere sul lato sbagliato della legge'. Jha probabilmente includerà l'episodio in una futura sceneggiatura. Articolo originale (aggiornamento del 23.06.2010).
* La scena dell'auto che esplode provocando la morte di due personaggi è copiata (male) da Sarkar Raj.
* Nana Patekar si è cucinato i pasti durante tutto il soggiorno a Bhopal. L'hotel nel quale alloggiava gli ha accordato l'uso della cucina. Uomo da sposare.
* Ranbir Kapoor è stato fidanzato con Deepika Padukone, sua partner in Bachna Ae Haseeno.
* La madre di Arjun Rampal è per metà danese. La moglie di Arjun, Mehr Jesia, è stata Miss India.