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16 dicembre 2019

LAAL KAPTAAN


Il primo tempo è estremamente soporifero, nel secondo la storia prova a rianimarsi (e rianimarci) ma ormai è troppo tardi. Ed è un peccato perchè Laal Kaptaan vanta qualche pregio: una fotografia ammaliante, il tentativo di mescolare il film in costume con il genere western, la feroce interpretazione di Saif Ali Khan in un ruolo originalissimo. Navdeep Singh sceglie di rappresentare lo sgretolamento dell'impero Moghul in modo piuttosto realistico, quindi non aspettatevi l'opulenza a cui ci hanno abituati registi come Bhansali o Gowariker. In LK solo polvere, desolazione, sangue, rovine, caos, guerrieri, banditi, straccioni. La narrazione però è letale. Ritmo pressochè assente. Sceneggiatura criminale che stritola un'idea interessante. 

TRAMA

Siamo alla fine del 18mo secolo. Gossain, un sadhu guerriero ossessionato dalla sete di vendetta, è un'anima errante in una vasta, scabra terra di nessuno. 

RECENSIONI

Mid-Day: **
'Frankly, there's far more to this film than for it to be looked at simply centred on its star (Saif Ali Khan), who's stunning, no doubt. Or the rating, that by virtue of it being vaguely indicative, becomes reductive, anyway. What we effectively experience here is a valiant attempt at merging the East, with the Western. (...) There are way too many scenes to the point that it begins to feel like a stretch, and you merely hope for the movie to get to the point'. 
Mayank Shekhar, 18.10.19

Film Companion:
'Laal Kaptaan is a boring and self-absorbed period drama - one that is so obsessed with historical detailing, eccentric characters, bare physicality and country-style pace that it forgets to be narratively and humanely absorbing. It just looks like a whole lot of work for nothing. (...) The problem with LK and its semi-loaded political subtext is that its narrative contrivances are dreadfully basic'. 
Rahul Desai, 18.10.19

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: la fotografia, lo sconcerto di un western ambientato in India nel 18mo secolo, Saif Ali Khan e il suo bizzarro personaggio.
Punto debole: la sceneggiatura e l'agghiacciante narrazione.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Saif Ali Khan - Gossain
* Manav Vij - Rehmat Khan
* Zoya Hussain - la vedova
* Deepak Dobriyal - l'inseguitore
* Aamir Bashir - Adam Khan

Regia: Navdeep Singh
Sceneggiatura: Deepak Venkateshan, Navdeep Singh
Colonna sonora: Samira Koppikar
Fotografia: Shanker Raman
Traduzione del titolo: capitano rosso
Anno: 2019

CURIOSITA'

* L'attore Aamir Bashir ha diretto una sola pellicola, Harud (2010), a cui è stato conferito il National Award per il miglior film in lingua urdu.

GOSSIP & VELENI

* Saif Ali Khan in LK è un po' fuori forma.

27 agosto 2013

GO GOA GONE


 
Mentre in alcune delle nostre sale è ancora in programmazione World War Z con Brad Pitt, in India la mania per gli zombie ha incominciato a dilagare mesi fa. Prima con Rise of the Zombie, poi con Go Goa Gone, ultima produzione della Illuminati Films, casa di produzione dell'illuminatissimo Saif Ali Khan.

TRAMA

Bunny (Anand Tiwari), Hardik (Kunal Khemu) e Luv (Vir Das) sono coinquilini ed amici. Quando Hardik perde il lavoro e Luv viene lasciato dalla ragazza, decidono di approfittare del viaggio di lavoro di Bunny a Goa per divertirsi insieme.
Quello che ci vuole è proprio il rave party a cui li invita la bella Luna (Puja Gupta). Peccato che il risveglio riserverà qualche pessima sorpresa.

RECENSIONI

The Times of India ***
Go Goa Gone è differente in senso positivo da qualsiasi altra cosa abbiate visto prima. E per i giovani e irrequieti (tatuati, con i piercing, entusiasti dei rave party) o persino per quelli a cui piace il divertimento folle, è un grande corsa...
Comunque alcune situazioni di GGG sono ripetitive. Perciò, le risate che erano spontanee, da un certo punto in poi diventano un po' forzate in alcune circostanze.
Meena Iyer, 09.05.2013

Hindustan Times **1/2
Una commedia bollywoodiana sugli zombie, l'idea stessa è appetitosa. Ero davvero su di giri al pensiero di vedere Go Goa Gone. Gli sceneggiatori-registi Raj Nidimoru e Krishna DK offrono quello che il folle promo ha promesso, ma solo per metà film. Dopo l'intervallo la pellicola fa di noi degli zombie, diventa morta, pesante, noiosa...
Raj, DK e il loro team di scrittori mantengono il susseguirsi delle gag fitto e veloce. Le battute sono acide, irriverenti e molto divertenti, ci sono stati diversi momenti in cui ho riso di gusto.
E dopo, all'improvviso, l'energia scema come aria da un palloncino. Una volta che la situazione è stata preparata, i registi sembrano rimanere senza idee.
La trama si avvolge su se stessa. Il gruppo continua ad essere attaccato dagli zombie e a cercare di scappare...
Penso che il problema di Go Goa Gone sia troppa intelligenza e non abbastanza trama.
Anupama Chopra, 10.05.2013

Diana ****
Parente alla lontana di Kaminey e più stretto di Delhi Belly, GGG fa parte di un filone, ancora nuovo a Bollywood, che non possiamo che amare alla follia.
Già l'idea di base secondo cui è una droga a trasformare le persone in zombie è geniale, degna della scena del film di Romero, Zombi, in cui i morti viventi si ammassano al centro commerciale, e delle relative implicazioni sociologiche di quella scelta.
In più GGG è meravigliosamente scanzonato e cialtrone. L'umorismo è irriverente e i protagonisti funzionano alla perfezione. Prima ancora che entrino in scena gli zombie ed il meraviglioso Boris (Saif Ali Khan); i tre amici, il playboy Hardik (nome per niente casuale...come non lo sono gli altri), il romantico Luv e il più timido Bunny, hanno già conquistato tutti con la loro buffa coabitazione, le disavventure amorose, lo scambio di battute impietose e il rapporto d'amicizia goliardico. Poi si aggiunge l'elemento splatter e l'ironia e il divertimento aumentano.
Molto carina anche Puja Gupta che si fa valere nel suo piccolo ruolo.
Confesso che nel corso della prima visione del film ho cominciato a sviluppare una passione speciale per i due autori e registi Krishna DK e Raj Nidimoru, che si è rafforzata durante l'inevitabile bis. A loro devo già 99 e Shor in the city.
E' ufficiale: li adoro.
Da vedere.

Il bello:
- Saif Ali Khan biondo che fa il russo: P R I C E L E S S.
- Il film è super divertente. Tra le scene più esilaranti quella in cui Hardik viene sottoposto a vari test per capire se è stato infettato dagli zombie.

Il brutto:
- La fine di Nikolai.
- Un paio di scene non sono adatte ai deboli di stomaco. Assumere lontano dai pasti.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Boris - Saif Ali Khan
Hardik - Kunal Khemu
Luv - Vir Das
Bunny - Anand Tiwari
Luna - Puja Gupta
Priyanka - Meenal Thakur
Cameo di Pitobash Tripathy, Krishna DK, Suparn Verma e Soha Ali Khan

Scritto da Krishna DK, Raj Nidimoru e Sita Menon

Diretto da Krishna DK e Raj Nidimoru

Musiche di Sachin-Jigar

Coreografie di Aadil Shaikh

Prodotto da Illumminati Films

Distribuito da Eros Now

Anno 2013

CURIOSITA'

- Curiosando su internet ho trovato alcune notizie risalenti al 2012 che riportavano casi di cronaca di aggressioni a morsi dopo l'assunzione di una droga chiamata settimo cielo o bath salts, in America, o droga dei cannibali. Che Krishna DK, Raj Nidimoru e Sita Menon abbiano preso ispirazione? Beh un colpo di genio!
- La pellicola si apre con il famosissimo (o famigerato?) video della canzone Golimar, parte della colonna sonora di Donga, film telegu del 1985. Il protagonista Chiranjeevi, circondato da zombie, riprende le mosse di Michael Jackson in Thriller.
Ecco il video.
- Soha Ali Khan, che fa una piccola apparizione in Go Goa Gone, è legata sentimentalmente a Kunal Khemu.
- Alla canzone sui titoli di coda, Babaji Ki Booty, prestano la loro voce anche i tre protagonisti Kunal Khemu, Vir Das e Anand Tiwar.
- Il finale del film lascia aperta la possibilità di un eventuale seguito. Magari!

Il sito ufficiale del film.

19 febbraio 2012

AARAKSHAN

Diretto da Prakash Jha, appassionato di temi politici-sociali, già regista di Raajneeti, Aarakshan affronta la questione del sistema educativo indiano. Amitabh Bachchan, da grande mattatore, si prende sulle spalle la responsabilità di tutto il film salvandone le sorti, almeno parzialmente.

TRAMA

Prabhakar Anand (Amitabh Bachchan) è il rispettato preside del STM College, una scuola prestigiosa e selettiva che garantisce un alto livello di istruzione e ottime possibilità lavorative. Il posto al STM si ottiene grazie al merito, tanto che nemmeno il ministro dell'Istruzione, Baburamji (Saurabh Shukla), riesce ad imporre l'iscrizione del nipote, che non vanta un punteggio sufficiente. Quando la Corte Suprema decide d'innalzare al 49,5% la quota dei posti riservati nelle università alle caste più basse, il malcontento ed i conflitti nel SMT College esplodono. Deepak Kumar (Saif Ali Kha), un dalit, professore, pupillo di Prabhakar Anand ed innamorato di Poorbi Anand (Deepika Padukone), figlia del preside, lascia la scuola.
Prabhakar Anand viene sabotato, escluso ed allontanato dal STM College per lasciare spazio alla corruzione ed a un sistema lucrativo che trasformi  l'istruzione in un affare.

RECENSIONI

The Times of India ***
Il regista Prakash Jha è di una razza a parte. Negli anni settanta-ottanta si affermò come uno dei principali fautori del cinema cosiddetto parallelo, e da allora non ha mai rinnegato le sue radici. Anzi, ha optato per una combinazione di cinema d'autore e di massa, di contenuto e di masala. Da qui l'importanza di film come Gangaajal, Apaharan, Raajneeti, nei quali, senza annoiare, vengono trattati argomenti scottanti. Aarakshan segue le medesime regole, offrendo uno sguardo incisivo sulla politica indiana delle quote riservate e sul suo impatto sul sistema scolastico. O perlomeno questo è il tema del primo tempo, che grazie a ciò risulta davvero drammatico. I confronti sullo schermo fra i personaggi interpretati da Amitabh Bachchan e da Saif Ali Khan sono esplosivi e coinvolgenti. Saif regala una delle sue migliori performance dopo Omkara, ma nel secondo tempo il suo personaggio viene rimosso all'improvviso e in modo arbitrario, perchè la pellicola abbandona completamente l'argomento principale per abbracciare una storia del tutto diversa, rappresentata con la formula tradizionale dell'eroe straordinario (Bachchan) contrapposto allo spregevole, machiavellico villain (Manoj Bajpai). Triste. Il primo tempo funziona, il secondo - una diatriba contro la scuola privata - non porta da nessuna parte.
Nikhat Kazmi, 11.08.11

Hindustan Times **
Enfatico, semplicistico ma importante. Prateik Babbar ha lo sguardo sempre sbalordito, ed è l'unico fra i protagonisti di Aarakshan ad essere genuinamente contro le quote riservate alle minoranze negli istituti scolastici statali. Gli altri sostengono la proposta governativa per ragioni diverse: sociali (il Prabhakar Anand di Amitabh Bachchan riconosce il merito di raddrizzare i torti della storia), economiche (il personaggio interpretato da Manoj Bajpai subodora il denaro che le ricche caste superiori spenderanno per gli istituti privati) e personali (il Deepak Kumar di Saif Ali Khan è un dalit). L'affabile, disinvolto, urbano Saif non appare affatto fuori luogo nel suo ruolo. Aarakshan è un dramma poco sottile, eccessivo, che sembrerebbe dunque favorevole alle quote. Ma in caso contrario, sarebbe stato bollato come favorevole al sistema castale? In questo Paese ci viene proibito di discutere i meriti e i demeriti delle quote riservate su base castale? E gli spettatori non possono nemmeno decidere quali pellicole guardare? Il personaggio interpretato da Amitabh Bachchan possiede un certo suo onore, anche se risulta troppo filmico. Ammirare un uomo onesto che non scende a compromessi e che si espone per salvaguardare ciò in cui crede, è ancora fonte d'ispirazione. Ciò non accade intorno a noi, nel mondo reale, ed è per questo che andiamo al cinema. Bachchan infonde una dignità immensa nel suo ruolo, l'unico nettamente definito. Lo scaltro personaggio interpretato da Manoj Bajpai è, al contrario, il classico villain bollywoodiano, caricaturale e di cartone. E rappresenta il peggio della commercializzazione del sistema scolastico indiano, che poi è il vero argomento di Aarakshan. Non solo la sceneggiatura ma anche la realizzazione della pellicola sembra essere frettolosa, ed il risultato è il meno soddisfacente fra gli ultimi lavori di Prakash Jha: Gangaajal (2003, un dibattito sulle atrocità della polizia), Apaharan (2005, sull'anonima sequestri), Raajneeti (2010, nel quale un partito politico viene rappresentato come una nuova monarchia). Hip Hip Hurray (1984) è ancora di gran lunga il suo miglior film sulla gioventù indiana. Una pellicola minimalista e sensibile, al contrario di Aarakshan che si sforza di essere imponente e gradito dalle masse senza riuscirci. Una buona occasione mancata, anche se alcune questioni importanti vengono comunque poste all'attenzione dello spettatore. Lo stato attuale del sistema scolastico indiano è davvero agghiacciante, ed è un serio problema, ma la storia narrata in Aarakshan non è convincente. I conflitti si diluiscono in ingenuità, le motivazioni non sono chiare, alcune trite situazioni prendono il sopravvento. La pesante commercializzazione (del sistema scolastico) denunciata dal film sembra affliggere anche l'industria cinematografica.
Mayank Shekhar, 12.08.11

Diana ** 1/2
Buon primo tempo, arricchito da due brani in soli venti minuti, durante il quale ci si gode il ricco cast. Prateik Babbar, fresco volto in ascesa, Deepika Padukone e Saif Ali Khan, che si confermano coppia affiatata, e Amitabh Bachchan, unico e insostituibile. Il tema iniziale, le quote riservate, è interessantissimo e apre a riflessioni più ampie ed universali sulle minoranze e sui possibili sistemi di garanzia dell''uguaglianza sociale. Peccato che venga lasciato cadere troppo presto in favore della battaglia, un tantino retorica, contro avidità e corruzione della classe dirigente.
Secondo tempo di riconciliazioni e riscosse che nonostante le buone intenzioni finisce per annoiare e lasciare senza risposte.

Il bello:
- L'alchimia tra Deepika e Saif.

Il brutto:
- Il mancato approfondimento sulla questione delle quote riservate.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Dr. Prabhakar Anand - Amitabh Bachchan
Deepak Kumar - Saif Ali Khan
Mithilesh Singh - Manoj Bajpayee
Poorbi Anand - Deepika Padukone
Sushant - Prateik Babbar
Kavita Anand - Tanvi Azmi
Shakuntala Thakral - Hema Malini
Dinkar - Chetan Pandit
Ispettore di polizia - Mukesh Tiwari
Shambhu Yadav - Yashpal Sharma
Aniruddh Prasad - Darshan Jariwala
Baburamji - Saurabh Shukla
Vishambhar Das - Vinay Apte
Kamta Prasad - S. M. Zaheer
Munni - Aanchal Munjal
Sanjay Tandon - Deepraj Rana
Verma - Bikramjeet Kanwarpal
Damodar Seth - Rajeev Varma
Avvocato - Saurabh Dubey
Pandit Dinanath Upadhay - Amitosh Nagpal
La moglie di Kamta Prasad - Anita Kanwal
La madre di Deepak - Sonal Jha

Scritto da Anjum Rajabali e Prakash Jha

Diretto da Prakash Jha

Prodotto da Prakash Jha

Musiche di Shankar-Ehsaan-Loy

Coreografie di Jayesh Pradhan

Distribuito da Base Industries Groups

Anno: 2011

AWARDS

Screen Awards 2012:
- Best Actor in a Supporting Role (Male) -  Saif Ali Khan
- Best Lyrics - Prasoon Joshi
- Ramnath Goenka Excellence Award for 'having made a difference' - Prakash Jha

CURIOSITA'

- Il film ha avuto diverse contestazioni prima della sua uscita, tanto che ne è stato chiesto il divieto di proiezione sia in Uttar Pradesh, nel Punjab e nell'Andhra Pradesh, nel timore che le frasi di discrimidazione nei confronti delle caste inferiori contenute nella pellicola potessero risultare offensive e motivo di disordini tra gli spettatori.

- La mitica Hema Malini onora la pellicola con un cameo.

- Prakash Jha è un plurivincitore del National Film Award.

- Deepika e Saif in coppia fanno scintille, come già dimostrato in Love aaj kal.

- Il making di Aarakshan.

Il sito ufficiale del film.

15 gennaio 2010

KURBAAN

Prodotto dalla Dharma Productions di Karan Johar (Kabhi Alvida Naa Kehna ), Kurbaan è l'esordio alla regia di Rensil D'Silva, già noto al pubblico indiano per essersi aggiudicato nel 2007, insieme a Rakeysh Omprakash Mehra, l'International Indian Film Academy Award per la sceneggiatura dell'acclamato Rang De Basanti.
I tiepidi risultati al box office di Kurbaan, data la massiccia campagna pubblicitaria di lancio, il calibro delle star impegnate nel film, Saif Ali Khan (Pareeneta), Kareena Kapoor, Om Puri (London Dreams, La Guerra di Charlie Wilson), Kirron Kher (Dostana) e i grossi nomi legati a produzione e regia, sono stati decisamente al di sotto delle aspettative.

TRAMA

Avantika Ahuja (Kareena Kapoor) è un insegnante di Delhi. Nella scuola dove lavora, arriva un nuovo collega, Ehsaan Khan (Saif Ali Khan) che inzia a corteggiarla. I due si innamorano e, quando Avantika deve trasferirsi negli Stati Uniti, si sposano e partono insieme. Arrivati in America, Avantika dovrà drammaticamente rendersi conto che non tutto è come sembra e che suo marito non è la persona che credeva.

RECENSIONI

Times of India ***1/2
Innanzitutto complimenti a Karan Johar per aver cambiato completamente direzione ed aver esplorato nuovi territori. Naturalmente lo amiamo per il suo cinema di classe K: i suoi film i cui titoli iniziano con la lettera kappa hanno ridefinito il genere romantico. Ma 'Kurbaan' mantiene lo schermo in ebollizione per la maggior parte del tempo grazie alla sua storia ben confezionata. 'Kurbaan' guarda all'altra faccia del fondamentalismo Islamico e mette in prospettiva gli eventi successivi all'11 Settembre. Chi sono questi ragazzi pieni di rabbia, di sete di vendetta, di bombe? Perchè sono determinati a mettere il mondo a ferro e fuoco? Può esserci uno scopo dietro la loro follia? 'Kurbaan', scritto da Karan Johar, solleva questi interrogativi estremamente attuali, senza nascondere l'unica innegabile verità: un attentatore suicida non può cancellare le ingiustizie del mondo. La storia di Johar ha dignità. La narrazione di Rensil D'Silva è avvincente. I dialoghi di Anurag Kashyap sono realistici, tranne quando si tenta di spiegare le basi teoriche del fondamentalismo Islamico: allora le battute sembrano rubate ai libri di testo o ai titoli dei giornali. Le performance sono coraggiose. L'intesa fra Saif e Kareena illumina il film: la coppia tratteggia con misurata passione il ritratto di due amanti condannati. Ma avremmo preferito che, dopo la sbalorditiva rivelazione del personaggio interpretato da Saif, la loro relazione fosse più ricca di emozioni. E che, nel secondo tempo, il film fosse meno lungo e con un montaggio più teso. Inoltre vi sono alcune incoerenze che minano il realismo a cui la pellicola aspira. Comunque 'Kurbaan' lascia il segno. Non perdetelo.
Nikhat Kazmi, 19.11.09
La recensione integrale

Hindustan Times
La sceneggiatura sembra gradevole e c'è dell'onestà nello scopo del film. Però sono solo le parole ad essere politiche. Il tono è quasi sempre quieto, ma alla fine ci si trova dinanzi ad un prodotto che non è nè abbastanza serio e abbastanza realistico da proporre una riflessione sul terrorismo globale, nè abbastanza leggero da intrattenere.
Mayank Shekhar, 21.11.09
La recensione integrale

Diana ***1/2
Buon thriller, teso e moderno che guarda al terrorismo internazionale dalla parte dei musulmani senza, però, nessuna indulgenza. La tensione drammatica, il confronto tra Avantika ed Ehsaan, le scene delle esplosioni in metropolitana, di un realismo e di una crudezza impressionanti, fanno pensare che questo film, intelligente, che coinvolge ed emoziona sia stato ingiustamente sottovalutato.

Il bello:
- Kareena Kapoor, innocente, incredula, fiera, e Kirron Kher, dura, cinica, crudele, che non ha più niente da perdere, sono brave, intense e convincenti.
- Dolore, paura e morte portano solo ad altro dolore, paura e morte. Un messaggio chiaro, incontestabile, necessario.

Il brutto:
- Alcune imprecisioni nella trama: perchè Riyaz non si rivolge immediatamente al F.B.I.? Perchè se Ehsaan è un pericoloso criminale la sua foto non è in possesso degli ufficiali della dogana o di quelli ai posti di blocco?
- La scena poco convincente durante la quale Riyaz conquista la fiducia di Ehsaan premendo il grilletto contro un innocente e diventando, di fatto, uguale ai terroristi che vorrebbe combattere.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

Ehsaan Khan - Saif Ali Khan
Avantika - Kareena Kapoor
Riyaz Mansoori - Vivek Oberoi
Rihana - Dia Mirza
Aapa - Kirron Kher
Bhaijaan - Om Puri
Avantika's father - Akash Khurana
Salma - Nauheed Cyrusi
Riyaz's father - Kulbhushan Kharbanda

Scritto e diretto da Rensil D'Silva

Musiche: Sulaiman e Salim Merchant (Love Aaj Kal)

Coreografie: Vaibhavi Merchant (Kambakkht Ishq)

Anno: 2009

Traduzione del titolo: Sacrificio

Distribuito da UTV Motion Pictures

Awards:

- Screen Award for Best Actor In Popular Category, Female, 2010 - Kareena Kapoor
- Apsara Award for Best Actress In Supporting Role, 2010 - Kirron Kher

CURIOSITA'

- L'Alta Corte di Bombay ha dovuto decidere in merito ad una richiesta di censura, riferita in particolar modo a due brani contenuti nel film, Shukran Allah e Ali Maula, ritenuti volgari ed offensivi nei confronti della religione musulmana. L'articolo integrale.
- I dialoghi di Kurbaan sono stati scritti da Anurag Kashyap (Dev D)
- Kareena Kapoor e Saif Ali Khan nella vita reale sono una coppia. L'intimita tra i due, oltre a scatenare una certa curiosità per le scene più hot del film, ha reso l'intesa amorosa tra Avantika e Ehsaan indiscutibilmente più calda.

Il sito ufficiale del film

19 dicembre 2009

PARINEETA (2005)


L'incontenibile suggestione che solo l'India sa regalare, le atmosfere eleganti dell'elite bengalese, lo charme e la seduzione di una storia accesa di desiderio ma sospesa in una realtà quasi fiabesca.
Il libero adattamento cinematografico del romanzo di Sarat Chandra Chattopadyay, diretto da Pradeep Sarkar, fa rivivere un classico delle letteratura e lo rende appetibile per le nuove generazioni, senza dover rinunciare ad una certa nostalgia. Dietro le spalle del debuttante regista, l'estro e l'esperienza di Vidhu Vinod Chopra, che stringe attorno al film un cast di prim'ordine per non lasciare niente al caso, dall'eccellente qualità della fotografia alla ricchezza di pathos delle interpretazioni.

TRAMA
Shekar e Lolita crescono insieme e vivono un rapporto di complicità e dipendenza reciproca. Con l'arrivo di Girish, un amico di famiglia, Shekar inizia a realizzare che il suo legame con Lolita va ben oltre l'amicizia e si scopre d'un tratto aggressivo e paranoico. Le difficoltà che i due provano nel comprendere e dichiarare i propri sentimenti vengono smantellate dalla volontà del destino, rievocando il rituale sacro del matrimonio si accorgono di aver compiuto senza volerlo ciò che da tempo desideravano. Perseguitato dalla gelosia, e deviato dai commenti fuorvianti del velenoso padre, Shekar inizia a dubitare della buona fede della ragazza che ha sposato in segreto e la immagina legata al suo benefattore Giresh.

Il fiero sguardo di Vidya Balan dalle fessure di una tapparella, tra l'oro dei gioielli e il rosso del sindoor è un'immagine di eccezionale impatto estetico. Il film si apre con la musica di una tradizionale wedding song intrisa di velati richiami erotici, alla quale segue una serie di flashback, una corsa a ritroso nella storia.

Tra eleganti residenze e giardini ideali sbocciano amicizie infantili che presto si convertono in passioni; la forte determinazione di Lalita risalta sulla carenza di iniziative di Shekar, insicuro e inibito dalla figura paterna , cullato nella tranquillità della sua stanza, un mondo in miniatura accogliente e isolato.
Saif Ali Khan e Vidya Balan trasmettono le giuste note ad ogni passo ma le loro interpretazioni si fanno più potenti nella seconda parte, quando il misto di orgoglio, risentimento e gelosia li carica di una sorprendente audacia. Non meno importante la presenza di Sanjay Dutt, in questo film discreto e naturale, protagonista e perfettamente sintonizzato.

Così sofisticato, diretto, immediato, Parineeta strega anche lo spettatore più scettico e lo invita a perdersi nel suo mondo ricercatissimo nei dettagli e traboccante di sensualità. A metà strada tra realismo e sospensione, il film è soprattuto un bel racconto che si apre con un mosaico perfetto di immagini, guidato dall' inconfondibile voce di Amitabh Bachchan.

Riprendendo la location del romanzo, Calcutta, ma spostando il calendario in avanti di cinquanta anni, Shekar e Lolita si circondano di un'atmosfera anni '60 e la storia inizia a giocare, si sospende in sequenze immaginate, reinventa la quotidianità ed ingloba elementi occidentali, come la mania di Shekar per Elvis, (senza rinunciare a citare il premio Nobel R. Tagore) fino all'imprevista scenografia alla Moulin Rouge della divertente item song “Kaisi paheli zindagani” in cui Rekha riappare più giovane e scatenata che mai e il film si concede il suo attimo di follia.

Il mio giudizio sul film: **** 4,5 /5


ANNO: 2005

REGIA: Pradeep Sarkar

TRADUZIONE DEL TITOLO: donna sposata

CAST:

Vidya Balan....................... Lalita
Saif Ali Khan..................... Shekar
Sanjay Dutt........................ Girish
Dia Mirza.......................... Gayatri
Raima Sen........................ Koel
Sabhyasachi Chakravorty.............Navin Rai
Rekha................apparizione speciale


COLONNA SONORA : Shantanu Moitra,

testi di Swanand Kirkire, clicca QUI e leggi l'intervista esclusiva concessa a Cinema Hindi

PLAYBACK SINGERS: Shreya Goshal, Sonu Nigam, Sunidhi Chahuan, Rita Ganguly


CURIOSITA':

- Pradeep Sarkar ebbe con questo film un debutto da favola, il regista venne scoperto da Vidhu Vinod Chopra che gli aveva affidato le picturizations delle canzoni di Mission Kashmir

- Inizialmente Chopra e Sarkar pensavano di portare avanti un'adattamento di Parineeta ambientato ai giorni nostri, solo dopo mesi di considerazioni i due raggiunsero un accordo e decisero di ricreare per il fillm l'atmosfera degli anni '60.

- Vidhu Vinod Chopra in principio non era troppo sicuro delle capacità della debuttante Vidya Balan, la quale fu sottoposta ad un training di sei mesi prima di veder confermato il suo ruolo. Saif Ali Khan aveva espresso il desiderio di poter lavorare accanto ad Aishwarya Rai.

-Il fim è stato girato tra Calcutta e Darjeeling, il treno che compare nella canzone “Kasto maaza” è lo stesso che veniva rincorso da Rajesh Khanna in Aradhana film del 1969 in cui la protagonista è la madre di Saif, Sharmila Tagore.

- Il successo del film scatenò un record di vendite del romanzo da cui è ispirato, nella settimana successiva la premiere furono vendute oltre 3000 copie del libro.

09 agosto 2009

LOVE AAJ KAL (L'AMORE IERI E OGGI)

Love Aaj Kal è una delle prime uscite importanti in quel di bollywood, dopo la lunga pausa causata dallo sciopero per il mancato accordo tra produttori e proprietari dei multiplex sulle quote relative agli incassi. L'attesa era alta perchè si tratta del terzo film da regista di Imtiaz Ali, dopo il meritato successo di Jab We Met, e perchè il battage pubblicitario ha puntato molto sull'alchimia tra i due protagonisti insistendo maliziosamente a proposito dei baci che Saif Ali Khan e Deepika Padukone si sono scambiati per esigenze di copione. Love Aaj Kal è una delle tante commedie attuali ma non spregiudicate, che ha in sè tutti gli elementi di modernità, ma non dimentica le tradizioni. Locations, almeno in parte, oltremare, comparse e coprotagonisti occidentali, canzoni, poche, inserite nella trama del film (addio timidi sguardi tra le Alpi svizzere, ora si balla solo alle feste o in discoteca), protagonisti giovani ed indipendenti che si amano senza necessariamente sposarsi, sono gli ingredienti di un film premiato al box office, carino, colorato, ma non irresistibile.

TRAMA

Jai (Saif Ali Khan) e Meera (Deepika Padukone) si incontrano e si innamorano. Convinti come sono che i sentimenti siano incompatibili con la libertà ed una piena realizzazione delle proprie ambizioni, si allontanano e si respingono quanto più possibile. Basterà il tenero esempio dell'innamorato Veer (Rishi Kapoor) e la sua bella Harleen (Giselle Monteiro) e tutta la durata del film per far loro cambiare idea?

RECENSIONI

The Times of India:****
Non rimarrete delusi. Il film rispecchia la fobia nei confronti delle responsabilità nei rapporti sentimentali da parte dei giovani professionisti di successo. Con gran dispiacere dei genitori, i quali non ne comprendono il dilettantismo emotivo e li tormentano con i clichè dell'amore di una vita. Il segreto del modo di fare cinema del regista Imtiaz Ali risiede in tre fattori. Invece di dipendere pesantemente da una sceneggiatura lunga tre ore, Imtiaz si concentra sui dialoghi: frizzanti, concisi, realistici. Il secondo aspetto è la definizione dei personaggi, capaci di infiammare letteralmente lo schermo con la loro vena individualistica e la loro triste vulnerabilità. Il terzo aspetto è l'atmosfera e l'ambientazione. Londra e San Francisco sono belle, ma è ancora una volta Delhi a convincere in pieno. Gioca un ruolo importante nel creare la giusta atmosfera anche la colonna sonora di Pritam. Quanto ai difetti, il primo tempo tarda a carburare, ma poi confluisce in un coinvolgente secondo tempo. Per fortuna le affascinanti interpretazioni dei due protagonisti celano questi rallentamenti. Deepika è decisa ed efficace nel ruolo di Meera. Ma è Saif che regala al suo personaggio così tante sfumature da renderlo estremamente reale.
Nikhat Kazmi, 30.07.09
recensione integrale

Hindustan Times:***
Probabilmente questo tipo di relazione semi-informale con un ex partner è una novità nei film Hindi. Saif Ali Khan, al solito, recita la parte del 'Saif à la Hugh Grant', il che è una gran cosa. Non conosco nessuno nell'immaginario popolare che potrebbe interpretare meglio l'adorabile, disinvolto, simpatico Saif. Insieme a Deepika Padukone, mantiene vivo l'interesse dello spettatore. Amerete questa storia d'amore per il suo realismo.
Mayank Shekhar, 01.08.09
recensione integrale

Bollywood Hungama:****
...Love Aaj Kal non è un film facile da scrivere e realizzare. Certo è una love story ma non di quelle che parlano d'amore e struggimento del cuore. Ci sono due storie ambientate in differenti periodi... se non si è attenti si rischia di fare confusione con la trama...
Taran Adarsh, 30.07.09
recensione integrale

Diana:***
E' proprio vero, al di là dei tanto discussi (e castissimi) baci sulle labbra (Saif evidentemente non è uno che si tira indietro visto che aveva già baciato niente meno che Rani Mukherjee in Hum Tum e Preity Zinta in Salaam Namaste) tra i due protagonisti c'è una buona alchimia che, nonostante la differenza di età, sullo schermo funziona. E' grazie a Saif e Deepika che il film è piacevole, entrambi sono brillanti e perfettamente in parte.

Il bello:
- Saif e Deepika, il loro struggente prendersi e lasciarsi. L'attrazione palpabile tra i due. La superficialità, l'immaturità ma anche il pudore vergognoso di non ammettersi innamorati: chiunque abbia avuto una relazione in cui la testa diceva di no ma tutto il resto del corpo urlava sì, amerà almeno un po' Love AAj Kal.
- Rishi Kapoor, convincente, indispensabile, adorabile.
- Il cameo di Neetu Singh Kapoor.

Il brutto:
- Bisogna aspettare il quarantottesimo minuto del film per godere del primo vero stacco musicale. La colonna sonora è divertente ma dispensata con il contagocce. Si sente la mancanza dei balletti a maggior ragione visto che si tratta di una commedia d' intrattenimento.
- Giselle Monteiro: c'era bisogno dell'unica brasiliana sulla faccia della terra senza alcun senso del ritmo per il ruolo di Harleen Kaur? Davvero nessun' altra modella, magari, indiana, altrettanto bella ma con maggior talento per la danza, era disponibile?
- Inutile sforzarsi di tenere il piede in due scarpe, meglio decidersi per un film tradizionale o per una commedia più moderna. Il rischio è di pasticciare con la trama, creando qualche incongruenza, ed esagerare inserendo elementi che sovraccaricano la storia per accontentare i più tradizionalisti.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Saif Ali Khan - Jai Vardhan Singh/ il giovane Veer Singh
Deepika Padukone - Meera Pundit
Giselle Monteiro - Harleen Kaur
Rishi Kapoor - Veer Singh da adulto
Rahul Khanna - Vikram

Regia: Imtiaz Ali (Jab We Met)

Musiche: Pritam Chakraborty (Billu, Singh Is Kinng)

Coreografie: Ashley Lobo (Namastey London, Jab We Met), Bosco Martis (Partner), Caesar Gonsalves (Partner), Saroj Khan (Delhi-6)

Prodotto da:
Illuminati Films (di proprietà di Saif Ali Khan che ne ha scelto il nome) in collaborazione con la Eros International

Anno: 2009

Traduzione del titolo: L'amore ieri, oggi e domani

CURIOSITA'

Pare che Kareena Kapoor, attuale compagna di Saif, si fosse detta entusiasta e disponibile per il ruolo di Meera. Saputo che la parte era già stata assegnata ha reagito con una certa eleganza, così come ha fatto durante il lancio del film dichiarando che sperava che Love Aaj Kal diventasse una hit anche maggiore del suo Kambakkht Ishq. Nessun commento invece dal fidanzato di Deepika, Ranbir Kapoor.

Il sito ufficiale del film


08 luglio 2009

ROADSIDE ROMEO

Romeo è un fiero cagnolino abituato a vivere nel lusso e nelle comodità. Un giorno i suoi irresponsabili padroni decidono di abbandonarlo per trasferirsi a Londra. Romeo dovrà affrontare la sua nuova vita di strada, troverà qualche ostacolo, alcuni compagni d' avventura e si innamorerà della bella Laila (Kareena Kapoor). Film d'animazione colorato e romantico per bambini e non.
Gli indiani in materia di cartoon sono agli inizi, se a Bollywood vorranno approfondire e sviluppare il filone dei film d'animazione che a Hollywood comincino pure a preoccuparsi.

RECENSIONI

Times of India:
L'animazione è buona. I doppiatori perfetti. La scenografia ricca di colori. Ma la storia è soverchiata dai cliché. Che cosa c'è di nuovo in un grosso grasso cane, il don Charlie Anna, che terrorizza i cani più piccoli lungo le strade?
...La storia è totalmente prevedibile.
la recensione completa

The Hindustan Times:
...buttatevi in questa avventura, Romeo conquisterà l'amicizia, l'amore e una nuova vita, a dispetto di Charlie Anna e della sua gag!
...Questo Diwali tenetevi pronti per un divertimento a quattro zampe.
la recensione completa

Diana:
E' vero: la storia non è delle più originali e lo sviluppo risulta prevedibile. Forse sarà sufficiente vedere i cani protagonisti di questa pellicola, ballare su due zampe al ritmo delle musiche spensierate dei fratelli Merchant,Salim e Sulaiman (Kaal, Dor, Chak De India, Aaja Nachle,Fashion, Rab Ne Bana Di Jodi e molti altri). O un Romeo di strada, con la voce di Saif Ali Khan dichiararsi alla sua amata in hindi. Forse basterà il tenero finale, omaggio alla coppia più bella del millennio, Raj e Simran di Dilwale Dulhania Le Jayenge, per conquistare anche i cuori più cinici. A me è bastato.
*** 3/5

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Saif Ali Khan - Romeo
Kareena Kapoor - Laila
Jaaved Jaffrey - Charlie Anna

Scritto e diretto da Jugal Hansraj

Anno: 2008

Distribuzione: Yash Raj Films e Walt Disney Pictures

Awards: Roadside Romeo ha ottenuto una nomination ai VES (Visual Effects Society) Award 2009

CURIOSITA'
  • l'animazione: l'intero progetto è stato curato dal Visual Computing Labs, della Tata Elxsi Ltd.
  • Roadside Romeo è uno dei primi film animati made in India, ma non è l'unico. Progetti di coproduzione sono stati: Sinbad: Beyond the Veil of Mists e Pandavas: The Five Warriors , entrambi del 2000. Più recentemente, nel 2008, è uscito Jumbo, con le voci di Akshay Kumar e Lara Dutta. Si attende, invece, l'estate del 2010, per Koochie Koochie Hota Hain versione cartoon by Dharma Productions del celebre Kuch Kuch Hota Hai.
  • Per chi ancora non lo sapesse: Kareena Kapoor e Saif Ali Khan sono una coppia anche fuori dal set.
Sito ufficiale del film

Aggiornamento del 28.09.2009

Roadside Romeo ha vinto come Best Animation Film agli Star Screen Awards del 2009

20 maggio 2009

RACE (UN TRUFFATORE IN FAMIGLIA)



Race è un puzzle superkitsch a tratti divertente e a tratti noioso, profuma di thriller ma non può definirsi tale. Questo film è stato uno dei maggiori successi del 2008 e sicuramente l’unico money-spinner dell’anno per l’attore Saif Ali Khan.
Non ha grandi ambizioni ma nasce con la sola missione di intrattenere, divertire e far guadagnare. Promesse che data la mole degli incassi è riuscito a mantenere.
TRAMA
Due fratelli ricchissimi perdono la testa per la stessa donna e si intrattengono vincendo e perdendo fortune alle corse dei cavalli. L’eredità dell’uno o dell’altro inizia a diventare un piatto appetibile per la top model Sonia, che d’accordo con Rajiv, il fratello alcolista, cerca di mettere fuori gioco il più tranquillo Ranvir.

Malgrado la storia un po’ deludente il pubblico femminile avrà ragioni a tonnellate per non perdersi questo film, se non altro per gustarsi un supersexy Saif Ali Khan in forma smagliante.
Ma lo stesso pubblico poi dovrà anche evitare di non mettersi le mani nei capelli davanti alla piattezza emotiva di Bipasha Basu (non che il film richiedesse una performance da Mughal-e Azam.. però uno sforzino ogni tanto poteva pure farlo) davanti all’inesistente talento di Katrina Kaif (che si salva solo nelle item songs) ed evitare di chiedersi perché abbiano introdotto nella pellicola anche Sameera Reddy. (?)
Stranamente a disagio anche Anil Kapoor con un personaggio defilato in un angolo che male si inserisce nel film, simpatico in alcune scene ma inspiegabilmente pallido in molte altre. Sono abituata a vederlo al fianco delle splendide Madhuri Dixit e Sri Devi… con la Reddy non ha certo fatto un salto di qualità.
Qualche buon cambiamento nella scelta del cast e un briciolo in meno di prevedibilità nei twist della storia ci avrebbe consegnato un risultato migliore. Così com’è il film puzza di “usa e getta” , perfetto per staccare la spina e rilassarsi ma carente di personalità, destinato ad essere dimenticato in fretta.

Il mio giudizio questa volta si divide così:
Saif Ali Khan **** 4/5
Promosso. Bravo nonostante tutto e bello anche più del solito. Da mangiarselo vivo.
Bipasha Basu – Katrina Kaif – Sameera Reddy * 1/5
In tre non fanno per una. Bocciate di netto. Stra – bambole, stra – fighe ma anche stra – inutili e stra – pezzi di legno
Anil Kapoor *** 3/5
Fuori posto, come ho già detto, ma è pur sempre Anil Kapoor.
Akshaye Khanna ** 2/5
Rimandato. Completamente sottotono.
Colonna sonora **** 4/5
Ritmi moderni, canzoni che riattivano l’attenzione. La più carina è forse “Zara zara touch me” copiata da un’inascoltabile canzone cinese sulla quale Pritam ha compiuto un miracolo.
Fotografia, locations, effetti **** 4/5
Il livello è alto. Data la qualità delle immagini proposte guardando il trailer mi aspettavo da Race molto di più di quello che ho trovato.
Plot * 1,5 /5
La storia è ingenua e poco convincente. Non è facile ripetere l’esperimento di Dhoom 2.

La media matematica sarebbe 2,78 ma arrotondo per eccesso e lo porto a 3 ***
Complice l’immagine di Saif Ali Khan seminudo che si rotola nella stalla… neanche a dirlo, il momento del film che preferisco.

ANNO: 2008
REGIA: Abbas & Mustan

CAST:
- Saif Ali Khan..............Ranvir
- Akshaye Khanna........Rajiv
- Bipasha Basu............Sonia
- Katrina Kaif..............Sophia
- Anil Kapoor...............D'Silva
- Sameera Reddy.........Mini
- Jhonny Lever............Max

COLONNA SONORA : Pritam
PLAYBACK SINGERS: Sunidhi Chahuan, Kay Kay, Mona, Shaan



RECENSIONI:
THE TIMES OF INDIA *** 3,5 /4
BOLLYWOOD HUNGAMA : **** 4/5

SITO UFFICIALE del film . Clicca qui

05 maggio 2009

LOC KARGIL



Non ricordo un film di guerra che mi sia piaciuto. E 'LOC Kargil' non fa eccezione.
La pellicola, una delle più lunghe (e più costose) nella storia del cinema indiano, dura ben 4 ore. Durante le quali non succede nulla. La trama si ispira ad un conflitto - purtroppo - reale, e ne segue fedelmente - purtroppo - la cronaca. La sceneggiatura è ripetitiva e tediosa.

Ma è la parzialità nel rappresentare il nemico a disturbare di più.
I soldati indiani nel film hanno volti, parole, gesti. Madri, mogli, fidanzate, figli. Sono tutti eroici ('Vittoria o martirio' il loro motto). Offrono impavidi il petto ai proiettili dell'invasore. Si immolano per salvare i compagni, eccetera eccetera.
I soldati pachistani, al contrario, non hanno volto. Nè madri, mogli o figli. Nascono spontaneamente dal fertile suolo della Terra dei Puri come muschio e funghi sulle cortecce degli alberi. L'appellativo con cui vengono più educatamente apostrofati è 'cani' o 'bastardi'. Tralascio quelli più pesanti. Sono tutti codardi e indegni di vivere.
Solo al termine del film Sanjay Dutt recita una battuta FINALMENTE umana alla volta del nemico. E per fortuna l'ordine è di seppellire le vittime pachistane invece di abbandonarle sul campo come animali.

Il nutrito grappolo di attori si impegna, ma il cast è talmente affollato che, alla fine, nessun personaggio ha abbastanza tempo a sua disposizione per impressionare lo spettatore. Inoltre si fatica a ricordare chi è chi e a capire chi fa cosa. Mi pare che l'unico a spiccare sia Ajay Devgan.
Il cast femminile è del tutto sprecato: la presenza delle attrici è talmente inutile, ridicola, solo decorativa, che definirla 'cameo' è esagerato.

TRAMA (ci provo)

Soldati ovunque. Marciano, sparano, muoiono. L'azione si svolge in una gelida landa desertica. Molte giovani vite recise di netto per conquistare un'inutile pietraia che io non vorrei nemmeno regalata.
Meglio un sanguinolento, onesto horror. Almeno si muore per un motivo plausibile.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: ****
'LOC Kargil' è probabilmente il più vivido e viscerale film indiano di guerra. I personaggi sono uomini vulnerabili e veri, forzati a diventare vittime o eroi o entrambi. La pellicola funziona soprattutto perchè mostra la dura realtà senza nascondere nulla. Ed è arricchita da dialoghi taglienti (O.P. Dutta), da una meravigliosa fotografia (Karim Khatri), da sequenze di battaglia ben costruite (Bhiku Verma) e da un efficace commento musicale (Aadesh Shrivastava). Il regista J.P. Dutta è brillante, ed è uno dei migliori sceneggiatori dei nostri tempi. Quanto al cast, le interpretazioni che spiccano sono quelle offerte da Ajay Devgan, Saif Ali Khan, Abhishek Bachchan e Manoj Bajpai. Ajay entra nella pelle del suo personaggio e regala una performance che può assicurargli solo elogi. Saif migliora di film in film, e riesce ad emergere malgrado il cast importante. Abhishek è estremamente piacevole e la sua interpretazione è fra le migliori della sua carriera. Manoj Bajpai è controllato e il cameratismo che condivide con Ashutosh Rana è fantastico. Il ruolo di Sanjay Dutt è poco consistente. Suniel Shetty è relegato nelle retrovie. Akshaye Khanna è bravo. Nel cast femminile, è Kareena Kapoor ad emergere, seguita da Esha Deol.'
Taran Adarsh, 25.12.03

Cinema Hindi: *
Punto di forza: (non so, dormivo)
Punto debole: troppi, ma spicca su tutti la parzialità

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sanjay Dutt ('Munna Bhai') - Lt. Col. Jyoshi
* Ajay Devgan ('Company') - Lt. Manoj Pandey
* Saif Ali Khan ('Omkara') - Capt. Anuj Nayyar
* Suniel Shetty ('Hera Pheri') - Sanjay Kumar
* Sanjay Kapoor ('Luck By Chance') - Maj. Deepak Rampal
* Abhishek Bachchan ('Dostana') - Lt. Vikram Batra
* Nagarjuna ('Shiva') - Maj. Padmapani Acharya
* Akshaye Khanna ('Dil Chahta Hai') - Lt. Balwan Singh
* Manoj Bajpai ('Satya') - Yogender Singh Yadav
* Rani Mukherjee ('Black') - fidanzata di Manoj Pandey
* Kareena Kapoor ('Jab We Met') - fidanzata di Anuj Nayyar
* Raveena Tandon ('Satta') - moglie di Deepak Rampal
* Mahima Chaudhry ('Lajja') - moglie di Yogender Singh Yadav
* Esha Deol ('Darling') - fidanzata di Vikram Batra
* Isha Koppikar ('Don') - fidanzata di Sanjay Kumar
* Divya Dutta ('Delhi-6') - (la moglie di non ricordo più chi)

Regia, sceneggiatura, montaggio e produzione: J.P. Dutta ('Umrao Jaan')

Colonna sonora: Anu Malik ('Main Hoon Na'). Il brano 'Main Kahin Bhi Rahoon' dura ben 13 minuti

Anno: 2003

CURIOSITA'

* Il conflitto di Kargil è esploso nel Maggio-Luglio 1999 fra Indiani e Pachistani nel distretto di Kargil in Kashmir. La causa scatenante fu l'infiltrazione in territorio indiano di Pachistani e terroristi Kashmiri, che si spinsero oltre la linea di controllo (Line Of Control) designata come confine fra i due Stati. Gli Indiani riuscirono a respingerli e a ristabilire la LOC. L'evento ha ispirato diversi film (fra cui il non esaltante 'Lakshya' del 2004) in diverse lingue indiane, serie televisive e pièce teatrali

* J.P. Dutta è specializzato in film di guerra: con 'Border' (1997) si è aggiudicato il prestigioso National Award. E pare che nessuna cerimonia militare possa in India considerarsi conclusa senza l'esecuzione del brano 'Sandese Ate Hain' tratto da questa pellicola

* Sanjay Dutt è figlio dell'attore Sunil Dutt e dell'attrice Nargis

* Nagarjuna, stella del cinema Telugu, è laureato in ingegneria informatica. Ha conquistato il National Award nel 1996 per 'Ninne Pelladutha' e nel 1998 per 'Annamayya'. Ma si è guadagnato la nostra riconoscenza eterna fidandosi di uno sconosciuto giovane regista e acconsentendo ad interpretare il suo primo film. La pellicola è uno dei più clamorosi successi di Tollywood, 'Shiva'. E il regista nientedimenoche il GRANDE Ram Gopal Varma. Nagarjuna: GRAZIE!

* Manoj Bajpai si è aggiudicato il National Award nel 1999 per 'Satya' per la sua splendida interpretazione del personaggio di Bhiku, e nel 2003 per 'Pinjar'

* Citazioni bollywoodiane: ma Madhuri Dixit, ovviamente

GOSSIP&VELENI

* Fa una certa impressione vedere Ajay Devgan e Rani Mukherjee recitare il ruolo degli innamorati in un film. Nella vita reale Ajay è sposato con la cugina di Rani, Kajol, e pare che il rapporto fra le due non sia dei più affettuosi

* Fa una certa impressione vedere anche Saif Ali Khan e Kareena Kapoor, da qualche tempo fidanzati nella vita

* Ma la coppia forse più inedita è rappresentata da Abhishek Bachchan e Esha Deol, figli di due mostri sacri di Bollywood (Amitabh Bachchan e Dharmendra) che hanno interpretato insieme la pellicola più amata dal pubblico indiano: il classico, intoccabile 'Sholay'

* Quale film Hindi mi ha annoiato più di questo? Di sicuro 'Drona' (povero Abhishek: recita in entrambi).

04 maggio 2009

SALAAM | NAMASTE (CUORI IN ONDA)




Un applauso ai due frizzanti attori protagonisti: Preity Zinta e Saif Ali Khan. In 'Salaam Namaste' sorprendono per l'affiatamento e la complicità. Ma un applauso anche al regista e sceneggiatore Siddharth Raj Anand, qui al suo esordio (in precedenza aveva collaborato alla sceneggiatura del non esaltante 'Hum Tum'), per aver impresso alla pellicola un ritmo scoppiettante ed avvincente. Non stupisce che il film sia annoverato fra i maggiori successi del 2005.

Il soggetto è piuttosto inusuale per una commedia romantica Hindi: all'inizio sembra la classica trita storia d'amore fra due NRI di successo, con la classica luccicante confezione 'Yash Raj Films', con la classica location esotica, con il classico tripudio di lusso (abiti modaioli, case da sogno, feste esclusive, ecc.). Ad un certo punto però la sceneggiatura ci sorprende: i due protagonisti decidono di convivere (morti e feriti nelle sale cinematografiche indiane) e - scandalo - affrontano una gravidanza (a questo punto nessun sopravvissuto).

La sceneggiatura alterna commedia e, nel secondo tempo, dramma. E' di qualità alta rispetto allo standard delle commedie romantiche bollywoodiane, e media rispetto allo standard dei film drammatici Hindi non proprio ascrivibili al genere popolare. L'argomento trattato nel secondo tempo di 'Salaam Namaste' è talmente delicato che è facile cadere nella banalità o nella superficialità, ma la pellicola in questione, per essere uno smaccato prodotto commerciale di intrattenimento, ne esce abbastanza bene, grazie soprattutto all'interpretazione di Preity. Con qualche esagerazione in meno nel primo tempo e con una maggior sensibilità nel secondo, il film sarebbe stato un piccolo capolavoro.

Una menzione speciale per Arshad Warsi, attore dal talento mai abbastanza sottolineato. Ultimamente si è cimentato in film piuttosto imbarazzanti, e ci ha quindi deliziato vederlo in azione in una pellicola scintillante come questa.
Javed Jaffrey è sempre divertente, ma il suo personaggio è forse un po' troppo sopra le righe.
Amiamo Abhishek Bachchan. Ogni giorno di più.

'Salaam Namaste' è un ottimo esempio della famosa abilità della 'Yash Raj' di costruire successi planetari, indovinando i desideri più segreti del suo pubblico e amplificandone i sogni. Ma è indicativo anche di come la cinematografia popolare in lingua Hindi stia sempre più modernizzandosi, nelle tematiche e nell'approccio psicologico.

TRAMA

Ambar (Preity Zinta) e Nick (Saif Ali Khan) vivono a Melbourne. Decidono di coabitare per testare la natura della loro relazione. Ebbene sì: è amore. Pronti per il matrimonio e la famiglia? Bah, sembrerebbe non tanto.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: ****
'La 'Yash Raj' e Siddharth Raj Anand presentano un film che osa essere differente senza però urtare la sensibilità dello spettatore indiano. 'Salaam Namaste' combina il meglio del cinema di Aditya Chopra e di Karan Johar con l'azzardo di avventurarsi in aree rischiose e sinora inesplorate. La sceneggiatura è molto intelligente. I personaggi di Nick e Ambar sono realistici. Anand è un regista che spicca tra la folla. La fotografia (Sunil Patel) è fantastica. I dialoghi sono meravigliosi. La ciliegina sulla torta è rappresentata senza ombra di dubbio dalla piacevole colonna sonora di Vishal-Shekar. Saif Ali Khan regala una performance vivace: l'attore è eccezionale, sia nelle sequenze leggere che in quelle drammatiche. Preity Zinta è pazzesca, e offre la sua migliore interpretazione. Arshad Warsi è super-bravo.'
Taran Adarsh, 09.09.05

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: le interpretazioni e la regia
Punto debole: le solite roboanti esagerazioni (ma quando ti ci abitui, impari persino ad apprezzarle...)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Preity Zinta ('Kal Ho Naa Ho') - Ambar
* Saif Ali Khan ('Omkara') - Nick
* Arshad Warsi ('Munna Bhai') - Ron
* Javed Jaffrey ('Shauriya') - il padrone di casa
* Abhishek Bachchan ('Delhi-6') - narratore e cameo

Regia e sceneggiatura: Siddharth Raj Anand ('Bachna Ae Haseeno')

Dialoghi: Abbas Tyrewala (sceneggiatore e regista di 'Jaane Tu Ya Jaane Na')

Colonna sonora: composta da Vishal-Shekhar ('Dostana'), è di qualità media. Include l'allegro tormentone hindi-pop 'Salaam Namaste', da ascoltare a tutto volume

Coreografie: Ahmed Khan ('Ghajini')

Anno: 2005

Traduzione del titolo: 'salaam' è la forma di saluto fra musulmani, 'namaste' fra hindu

Award:

* Javed Jaffrey si è aggiudicato l'IIFA award come miglior attore comico

Produzione: Yash Raj Films

Sito: Clicca qui per ascoltare i brani della colonna sonora, visionare il trailer e i video musicali

CURIOSITA'

* Il film è il remake di 'Nine Months', con Hugh Grant

* Il regista Siddharth Raj Anand ha co-sceneggiato 'Hum Tum' e ha esordito alla regia con 'Salaam Namaste', a cui sono seguiti 'Ta Ra Rum Pum' e 'Bachna Ae Haseeno'. Regala un cameo in 'Salaam Namaste', quasi alla fine della pellicola, nel ruolo del tassista

* Preity Zinta ha debuttato in 'Dil Se' di Mani Ratnam con Shah Rukh Khan. Ha recitato in pellicole in diverse lingue indiane e in produzioni internazionali. E' coproprietaria di una squadra di cricket dell'Indian Premier League: i Kings XI Punjab. Nota anche come la 'Pretty Woman' indiana, Preity Zinta nel 2003 ha dimostrato un coraggio non comune testimoniando in un processo per mafia senza ritrattare la deposizione rilasciata prima dell'udienza (a differenza di quanto fatto da 13 altri testimoni, fra cui due impavidi maschioni: Salman Khan e Shah Rukh Khan). La stampa la ribattezzò 'il solo uomo a Bollywood'...

* Saif Ali Khan è figlio dell'attrice Sharmila Tagore ('8 x 10 Tasveer'). Soha Ali Khan ('Dil Kabaddi') è sua sorella. Si è aggiudicato il National Award come miglior attore per 'Hum Tum' (2004)

* 'Salaam Namaste' è stato il primo film Hindi interamente girato in Australia

* Altri cameo di volti meno noti: la donna e il bambino in libreria sono la moglie e il figlioletto di Arshad Warsi. L'uomo che legge il giornale sull'autobus, accanto a Preity Zinta, è il suo (ex?) fidanzato

* In una sequenza con Javed Jaffrey, viene diffuso il citatissimo tema de 'Il Buono Il Brutto Il Cattivo'. Il personaggio di Jaffrey menziona Roma

* Non perdetevi gli esilaranti titoli di coda: Saif Ali Khan è scatenatissimo

* Aggiornamento del 30 agosto 2010: nell'estate 2009, Salaam|Namaste è stato trasmesso da Rai 1, doppiato in italiano, col titolo Cuori in onda. 2.317.000 telespettatori (fonte TvBlog).

GOSSIP&VELENI

* Abhishek Bachchan COSI' non l'avete mai visto...

* Saif Ali Khan è fidanzato con Kareena Kapoor ('Jab We Met'). In passato era stato legato all'italiana Rosa Catalano

* Considerazione fra noi pochi intimi: quando si tratta di Bollywood, non importa QUANTO la pellicola sia melensa, tamarra, implausibile, sdolcinata, esagerata, retorica, strappalacrime. Mentre inorridita ripasso mentalmente tutti questi aggettivi, da brava tossica il dito è già posizionato sul tasto play del telecomando per sciropparmi il film successivo. Potere di un cinema ingenuo, divertente, cialtrone, pieno di candore e adorabilmente kitsch che induce ad un'assuefazione più pericolosa di quella provocata dall'eroina. Bollywood batte Hollywood 1-0. Non c'è altro da aggiungere

16 dicembre 2008

DIL CHAHTA HAI


Akash proviene da una famiglia benestante ed è abituato a vivere come gli pare, è sicuro di sé e si diverte spudoratamente nonostante i genitori siano abbastanza furbi da accorgersi che materialmente non sta combinando un cavolo . Da bravo figlio di papà fa finta di non sentire e rimanda fin che può gli impegni col lavoro e con la vita.
Non c'è da dargli torto.
Siddarth, al contrario, è eccessivamente responsabile. Un tipo introverso, riflessivo e con un estremo amore per l’arte; vive tra le tele della sua soffitta e le serate in compagnia degli amici (forse le uniche vere proprie occasioni in cui, seppur trascinato, riesce ad uscire di casa). Ha un ottimo rapporto con la madre single che lo ha cresciuto alla pari, ma i problemi nascono il giorno in cui inizia ad interessarsi alla conturbante vicina , già adulta, e con pendenti problemi familiari a cui si aggiunge un avanzato stadio di depressione.
Nasce un delicato rapporto di complicità, mai forzato e mai volgare.
E poi Samir, ipersensibile , appiccicoso e coccolone, una ragazza vale l’altra per lui, purchè possa sbavare ai piedi di qualcuna. L’idea di essere innamorato lo intrattiene più dell’amore in sé per sé e vive di costanti e frivole infatuazioni.

Tre personalità a confronto, neanche la nostra più fervida immaginazione saprebbe immaginarli inseparabili amici, e una storia che ad un primo sguardo appare già sentita e banale.
Eppure c’è il trucco.
Ed ecco che la magia esce fuori dal cilindro di Farhan Akhtar, un regista giovane , promettente, straordinariamente moderno, (e, da non dimenticare, straordinariamente figo) intelligente nel dipingere psicologie ma al tempo stesso sapiente intrattenitore (come scordarci il look disco del trio Saif-Akshaye-Aamir nella canzone "Koi Kahe Kehta Rahe"?)
Certo non è un film perfetto, il pre-climax risente un po’ della moda cinematografica degli anni precedenti, e cioè, l’inserimento classico di un matrimonio che sta per compiersi, all’improvviso fermato da un atto “eroico” di Aamir Khan (non invitatelo mai alle cerimonie). Insomma, fuggire con la sposa sembra essere quasi uno sport, si è già visto molte volte, e qui, forse, si poteva anche evitare.
Carinissima invece la scena della cena a casa di Shalini in presenza del suo fidanzato. Particolarmente interessante il continuo gioco di sguardi a insaputa del promesso sposo, abbastanza idiota e disorientato, mentre Aamir sa il fatto suo e lancia delle battute al vetriolo. Non è mai stato così affascinante (forse è il caso di non invitarlo mai nemmeno alle cene)…

Le strade si dividono e cosa resta della vecchia amicizia?
Lo stesso tema verrà ripreso in modo diverso in Rock On!! Film del 2008 che tra l’altro vedrà proprio il debutto come attore del regista di Dil Chahta Hai, Farhan Akthar. Seppur diverse, ora più che mai, queste due pellicole mi sembrano unite da un motivo di sottofondo : non è mai troppo tardi per ritrovarsi, meglio vincere l’orgoglio e passarci sopra, piuttosto che sbarrare porte e finestre ai primi accenni di temporale.

ANNO : 2001


TRADUZIONE DEL TITOLO : Desideri del Cuore

REGIA: Farhan Akthar

CAST:
- Aamir Khan - Akash
- Saif Ali Khan - Sameer
- Akshaye Khanna - Siddharth (Sid)
- Preity Zinta - Shalini
- Sonali Kulkarni - Pooja
- Dimple Kapadia - Tara Jaiswal

La COLONNA SONORA (firmata Shankar-Ehsaan-Loy) è sobria e metropolitana, così come l’abbigliamento degli attori, una standing ovation al costumista per il look favoloso di Aamir Khan. Che siano camicette, completi o T-shirts, il risultato è sempre da 10 e lode.


RECENSIONI

The Hindu (Entusiasta)
Recensione Originale

Bollywood hungama ** 2/5 (Impietosa)
Recensione Originale

Caterina **** 4/5
Un film senza dubbio interessante che merita di essere visto con attenzione.
Gli attori sono eccezionali e il giovane Farhan alla regia aggiunge quel tono di freschezza e spontaneità.
Nonostante Akshaye Khanna questa volta gli dia seriamente filo da torcere, la scena la domina inevitabilmente Aamir Khan, disinvolto e sbruffone quanto basta, elegante e casual nelle giuste dosi, sempre a suo agio e capace di scuotere e mobilitare una Preity Zinta ancora insicura.
L’ho guardato e mi sono divertita. W la nuova generazione di Bollywood!!


RICONOSCIMENTI E PREMI:

2002 Filmfare Awards

Best Supporting Actor - Akshaye Khanna
Best Comedian - Saif Ali Khan
Critics Award Best Movie
Best Screenplay
Best Choreography
Best Editing
RD Burman Award for New Music Talent - Shankar-Ehsaan-Loy

Per comodità sto citando solo i Filmfare Awards vinti… attenzione, ci sono altrettante nominations, e vittorie anche ai Zee Cine, IIfa e Star Screen Awards e il prestigioso National Award.