26 aprile 2016

I MIGLIORI FILM DEL 2015 CONSIGLIATI DA CATERINA (ALTRE CINEMATOGRAFIE INDIANE)



Di SS Rajamouli
Con Prabhas, Anushka Shetty, Rana Daggubati, Tammannah e Sathyaraj

Il film dell'anno tra effetti speciali, fantasy e mitologia. La fervida immaginazione di Rajamouli (Eega, Magadheera) si scatena con una produzione in grande stile (e altissimo budget). Musiche, scenografie e suggestioni da kolossal. Imperdibile.




2) KAAKA MUTTHAI (TAMIL)
Di M. Manikandan
Con V. Ramesh e J.Vignesh

Due bambini degli slums di Chennai si adoperano per materializzare il loro sogno. Entrare nell'invitante pizzeria aperta poco distante da casa e pubblicizzata dalla star Silambarasan. Si consolida il sodalizio professionale tra Dhanush e il regista Vetri Maaran (Aadukalam). Insieme producono e promuovono un film delizioso che si è fatto notare in festival cinematografici di mezzo mondo, dalla standing ovation alla prima assoluta di Toronto alla programmazione del festival del film di Roma, di Dubai, Londra e Los Angeles. Vincitore di due National Awards e debutto perfetto per un nuovo e promettente regista.




3) YEVADE SUBRAMANYAM (TELUGU)
Di Nag Ashwin
Con Nani e Malavika Nair

Ancora un altro film telugu che nel 2015 mi ha stupita e lasciata senza parole. Questa volta si tratta di un viaggio, nelle montagne dell'Himalaya e dentro se stessi. Una storia semplice ma un'esecuzione efficace, sentita e senza troppi fronzoli.





4) I  (TAMIL)
Di Shankar
Con Vikram e Amy Jackson
Un film che gioca con gli estremi e che come tutti i titoli di Shankar compie il giro del mondo e propone emozioni contrastanti. Un mix tra il Gobbo di Notre Dame, Anniyan, Robot e la Bella e la Bestia. Effetti speciali, romantiche atmosfere, trasformazioni e vendette. Fantistica l'interpretazione di Vikram, una nuova occasione per scoprire i suoi tanti volti e il suo talento illimitato.





5) YATCHAN  (TAMIL)
Di Vishnu Vardhan
Con Arya, Kreshna, Swaty Reddy e Deepa Sannidhi
Commedia action con piacevoli atmosfere picaresche. La rivincita dei loosers e uno scambio di ruoli quasi impossibile da pensare. Notevole la colonna sonora di Yuvan Shankar Raja, ebrezza alla prima nota, e l'affiatata intesa tra i due protagonisti. Un ottimo film d'intrattenimento che non annoia mai e sa essere originale a suo modo.





6) SIZE ZERO (TELUGU)
Di Prakash Kovelamudi
Con Anushka Shetty, Arya e Prakash Raj

Simpatico e frizzante. Un film carico di ottimismo che racconta la storia di una ragazza in sovrappeso e della sua amicizia / amore per un giovane sportivo e salutista. Sullo sfondo dei razionalissimi matrimoni combinati e  nella cornice due famiglie tradizionali e i loro pregiudizi. Il regista di Anaganaga o Dheerudu abbandonando storie di dame e cavalieri approda alla vita reale ma non rinuncia al suo approccio fantastico e sognatore.





7) RANI PADMINI (MALAYALAM)
Di Aashiq Abu
Con Manju Warrier e Rima Kallingal

Due donne si mettono in viaggio per motivi diversi, si incontrano tra le montagne di Manali e le loro storie si intrecciano. Avvincente e delicato, diretto da Aashiq Abu, regista del piacevole Salt n' Pepper e dell'intenso revenge drama 22 Female Kottayam, a quanto pare specializzato in (buonissimi) film tutti al femminile.





8) TRISHA ILLIANA NAYANTHARA (TAMIL)
Di Adi Ravichandran
Con GV Prakash Kumar, Anandhi, Manisha Yadhav e Simran

I turbamenti di un giovane alle prese con ragazze complicate e le prime esplosioni ormonali. Il protagonista è GV Prakash Kumar, attore e compositore musicale di successo. Simpatico, autoironico e malgrado l'etichetta di commedia sexy, mai volgare.





9) JAMES BOND (TELUGU)
Di Sai Kishore Macha
Con Sakshi Chaudhary e Allari Naresh

Un uomo crede di sposare una ragazza all'antica e invece si ritrova accanto un boss della malavita in gonnella. Un film divertente che gioca con gli equivoci e propone molte scene comiche. Un buon scacciapensieri.





10) MILI (MALAYALAM)
Di Rajesh Pillai
Con Amala Paul e Nivin Pauly

Una ragazza timida e insicura muove i suoi primi passi da sola nel mondo. Non tutti hanno fiducia di lei e la considerano un anello debole. Cambiamenti e nuovi amici porteranno una ventata d'energia e l'indipendenza che da tanto tempo cercava. Per le cinematografie del Sud il 2015 è stato l'anno delle storie al femminile. Evviva!




e  dato che non riesco a lasciarlo fuori dalla lista :

O KADAL KANMANI (TAMIL)
Di Mani Ratnam
Con Nitya Menon, Dulquer Salmaan, Prakash Raj e Leela Samson

Aditya e Tara sono una coppia moderna e scelgono di convivere in un appartamento di Mumbai senza dire niente alle proprie famiglie o assumersi troppe responsabilità. Una storia di passione slegata da sentimenti e romanticherie che con il passare dei mesi comincia a vacillare ed entrare in crisi. Colpa della società che non approva? Di sentimenti che crescono o di legami troppo ingombranti? Un film di successo girato contemporaneamente in tamil e telugu. Presto un remake in lingua hindi con Aditya Roy Kapur e Shraddha Kapoor.



26 marzo 2016

FILM 2015 CONSIGLIATI DA CATERINA




1) BAJIRAO MASTANI
Di Sanjay Leela Bhansali
Con Ranveer Singh, Deepika Padukone e Priyanka Chopra

Raffinato, bellissimo, emozionante. Un kolossal che difficilmente dimenticherete. Gli aggettivi sono sempre pochi quando si tratta di descrivere un film di Sanjay Leela Bhansali, un regista - enigma e un vero e proprio artista completo della settima arte. Dopo un paio di passi incerti Bhansali torna a percorrere il giusto binario e crea un film artistico quanto potente, pronto a riportare il sorriso (e gli occhi lucidi) ai fans di questo personaggio straordinario. Dialoghi d'impatto, interpretazioni sentite, estetismo estremo (ma mai fine a se stesso), musiche emozionanti, inquadrature e riprese originali, sapienti scelte narrative, set faraonici curati nei minimi dettagli, coreografie da togliere il fiato, costumi, acconciature, sguardi, azione, colori. Devo continuare?



2) DIL DADAKNE DO
Di Zoya Akhtar
Con Priyanka Chopra, Ranveer Singh, Anil Kapoor, Shefali Shah, Farhan Akhtar, Rahul Bose,

Qualsiasi cosa tocca diventa oro. Zoya Akhtar è una regista intelligente, moderna e lungimirante, capace di creare film nuovi e sempre interessanti su qualsiasi tema. Alla narrazione si unisce il viaggio (anche le locations sono protagoniste al pari degli attori). Questa volta si naviga nel Mediterraneo a bordo di una nave da crociera. Si spezza piano piano il quadretto apparentemente perfetto di una famiglia benestante ma ipocrita. I veli cadono uno ad uno e allo spettatore, mai annoiato nonostante i lunghi monologhi e la tematica del film, non resta che godersi lo spettacolo.



3) BAJRANGI BHAIJAAN
Di Kabir Khan
Con Salman Khan, Harshaali Malhotra, Kareena Kapoor, Nawazuddin Siddiqui

E' stato per me uno dei film più coinvolgenti dell'anno, complice lo sguardo dell'adorabile piccola protagonista, la presenza sempre luminosa di Nawazuddin Siddiqui o un'immagine tutta nuova di Salman Khan, tenero quanto un orsacchiotto (strano ma vero) e capace di portare avanti egregiamente sia le scene di commedia, ballo, azione che quelle più toccanti e difficili. BB racconta in modo diverso l'inquieta relazione tra India e Pakistan senza peccare di banalità e ripetizioni.



4) DILWALE
Di Rohit Shetty
Con Shahrukh Khan, Kajol, Varun Dawan e Kriti Sanon

Tante emozioni, una dopo l'altra. E un autentico sogno che si avvera, quello di ritrovare ancora una volta Shahrukh Khan e Kajol insieme, in una storia d'amore con tanto di canzoni, sguardi di fuoco, sorrisi e scenate di gelosia. Evvai!!! Standing ovation a Rohit Shetty per aver materializzato di nuovo la magia che solo questi due attori insieme sanno regalare. Certo magari tanto che c'era poteva veramente sfruttare l'occasione d'oro per confezionare un film indimenticabile. Purtroppo non è stato così ma non mi lamento. Avevo aspettative pari a zero e invece me la sono goduta. Le scene con il King e Kajol da rivedere all'infinito. Tutto il resto, ok, lasciamo stare.



5) BOMBAY VELVET
Di Anurag Kashyap
Con Ranbir Kapoor, Anushka Sharma e Karan Johar

Un film sfortunatissimo. La sua produzione è stata lunga e complicata e il suo debutto nelle sale un pesante tonfo. Peccato perchè, almeno a me, è sembrato molto bello. E l'ho pure rivisto con estremo piacere. Gangster story sofisticata e dal tocco hollywoodiano (non a caso la direttrice del montaggio è Thelma Shoonmaker collaboratrice storica di Martin Scorsese). Ancora un nuovo volto di Anurag Kashyap, ancora un'altra storia da raccontare.



6) PREM RATAN DHAN PAYO
Di Sooraj R. Bharjatya
Con Salman Khan, Sonam Kapoor, Anupam Kher e Neil Nitin Mukesh
Drammone bollywoodiano dallo stile fortemente retrò, non dimentichiamoci che il regista è Sooraj Bharjatya, pilastro del cinema conservatore e molto (dico MOLTO) melodrammatico. Questa volta però gli immancabili sentimenti, valori e dissidi familiari vengono ben spolverati e ricoperti di un avvenente vernice luccicante. Eccellente la fotografia, le canzoni, i set e anche le coreografie. Salman, nella sua personale rivisitazione del Principe e il Povero se la cava benissimo (quest'anno insieme a Ranveer Singh si è riservato i film migliori). Una delizia per gli occhi, una nostalgica immersione totale in una tipologia di cinema indiano che non esiste quasi più.



7) DHARAM SANKAT MEIN
Di Fuwad Khan
Con Paresh Rawal, Naseruddin Shah e Annu Kapoor
Paresh Rawal, Naseruddin Shah e Annu Kapoor insieme sono un vero spasso. E il film mi ha piacevolmente sorpresa con la sua sensibilità, leggerezza (quando serve) e ironia ben bilanciata. Il film gioca, senza mai esagerare o buttarla sul demenziale, sui pregiudizi religiosi e sulla presunta consapevolezza della propria identità. Tutto si capovolge e al protagonista non resta che ricominciare da zero, incontrando lungo il percorso vecchi nemici che diventano amici. Molto carino, da guardare per la tematica ma soprattutto per i tre inossidabili protagonisti.



8) SHAMITABH
Di R. Balki
Con Dhanush, Amitabh Bachchan e Akshara Hassan
Un film originale come pochi che può contare sulla presenza di due attori quasi ultraterreni. Amitabh Bachchan, la leggenda del cinema indiano (ma anche un artista che nonostante l'età e il curriculum non interrompe mai la sua crescita), e Dhanush, il più coinvolgente interprete della cinematografia tamil contemporanea. Entrambi danno il meglio del meglio e non esitano a rimettersi in discussione ad ogni scena. Il film ideale per conoscere Dhanush, e riscoprire, ancora una volta (e una volta ancora) l'inarrivabile talento di Big B, capace rendere credibile qualunque personaggio e dare intensità anche alle situazioni più assurde.


9) TAMASHA
Di Imtiaz Ali
Con Ranbir Kapoor e Deepika Padukone
Imtiaz Ali riesce a raccontare anche una storia semplice in modo profondo e sincero. Non mancano spunti per riflettere nottate intere una volta che il film sarà giunto ai titoli di coda, e anche per questa caratteristica adoro questo regista e tutto ciò che al pubblico continua a regalare, siano esse scene colorate e rassicuranti oppure dure da digerire e spigolose. Lo amo sempre perchè i suoi racconti non lasciano mai indifferenti, e al termine ci si sente un po' diversi, arricchiti, turbati, indecisi.


10) JAZBAA
Di Sanjay Gupta
Con Aishwarya Rai, Irrfan Khan e Shabana Azmi
Non è stato uno dei titoli più brillanti dell'anno ma il ritorno della Diva va celebrato. Irresistibile Irrfan Khan e i suoi dialoghi al vetriolo. Le bellissime inquadrature di Mumbai e i ritmi serrati della narrazione mi hanno trasportato nella storia mantenendo vivo l'interesse fino all'ultimo (o perlomento fino a pochi minuti dal climax). E poi Aishwarya Rai. Magnifica. Stilosa, seria, elegante, bellissima come sempre e con un personaggio che ben le si addice.

23 marzo 2016

FILM 2015 CONSIGLIATI DA DIANA

Annata ottima per il cinema in lingua Hindi che è cambiato e sta cambiando ma sa sempre divertire ed anche sorprendere.
Molte le pellicole interessanti tra cui Detective Byomkesh Bakshy!, Bombay Velvet, Shaandaar (anche se aimè ad un certo punto vira sul demenziale), Talvar, Dum Laga Ke Haisha, Time Out, Titli, Baby e Court (Marathi).
Assolutamente meraviglioso ed imperdibile Baahubali: The Beginning (Telegu).

Tra i film da dimenticare invece il più clamorosamente deludente è stato Katti Batti.

Ecco la classifica dei migliori film del 2015:

1) Shamitabh
diretto da R.Balki, con Amitabh Bachchan, Dhanush e Akshara Haasan. 
Daanish è muto dalla nascita e dalla nascita sogna di diventare un attore. Amitabh vive in un cimitero, sempre attaccato alla bottiglia e senza più sogni. Uno è il volto, l'altro è la voce. Quella voce che, come recita una battuta del film, suona bene anche sulla bocca di un cane.
Il giovane è determinato, vitale, anche spavaldo, il futuro a portata di mano. L'altro è quello che non ce l'ha fatta, disilluso, amareggiato, sconfitto.
Dhanush nell'interpretazione della vita, Amitabh Bachchan un titano, immenso.
Un film speciale. Da vedere, rivedere e rivedere.
Il trailer di Shamitabh 

2) Dil Dhahakne Do

diretto da Zoya Akhtar, con Anil Kapoor, Shefali Sha, Priyanka Chopra, Ranveer Singh, Anushka Sharma, Farhan Akhtar, Rahul Bose e Aamir Khan (voce).
La famiglia Merha: papà poco presente e anaffettivo, uomo d'affari che si è fatto da solo e che adesso rischia la bancarotta; mamma trascurata e frustrata, è più preoccupata di salvare le apparenze che ascoltare i figli, il ragazzo è un bambinone destinato ad ereditare un'azienda che non vuole e la figlia è infelice, sposata ad un marito che non ama e che non la capisce.
Tutti insieme partono per una crociere con gli amici per festeggiare i trent'anni di matrimonio dei coniugi Merha.
Film sulle famiglie disfunzionali ne sono stati fatti tanti, questo è da vedere per gli attori protagonisti e le loro performance meravigliose. E per il tocco luminoso della fluoriclasse Zoya.
Il trailer di Dil Dhahakne Do

3) Piku
diretto da Shoojit Sircar, con Amitabh Bachchan, Deepika Padukone e Irrfan Khan.
Piku vive a Delhi con il padre settantenne, Bashkor, di cui si occupa con dedizione, sacrificio e qualche difficoltà.
Quando Bashkor decide di tornare in visita alla casa di famiglia a Kolkata, alla compagnia si unisce come autista Rana Chaudhary, gestore di una società di taxi.
Film che tratta lo spinoso tema dei genitori anziani che con il passare degli anni hanno sempre più paura di non essere autosufficienti, di rimanere soli e che diventano egoisti. E sui figli, sulle rinunce che questi decidono di fare mentre assistono i loro cari e li guardano invecchiare.
Bello, autentico, delicato e anche divertente!
Per big B questo ruolo dev'essere stato una pacchia e si vede, ma il vero mattatore stavolta è Irrfan che risplende subilme. Deepika Padukone è brava abbastanza da reggere la scena senza sfigurare né scomparire. Considerato il calibro dei suoi colleghi, non c'è male davvero.
Il trailer di Piku

4) Bajirao Mastani
di Sanjay Leela Bhansali, con Deepika Padukone, Priyanka Chopra e Ranveer Singh.
Storia dell'amore contrastato tra il Peshwa Bajirao I e la sua seconda moglie di madre musulmana Mastani.
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono, fate tacere il cane... Bhansali is back!
Pellicola dall'estetica straordinariamente perfetta, il bello in scena come solo Bhansali può.
Dimenticatevi Guzaarish, dimenticatevi Goliyon Ki Raasleela Ram Leela (perché no, Sanjay Leela non poteva essere completamente in sé quando raccontava la passione tra Ram e Leela, altrimenti certe piccole ma significative cadute nell'ordinarietà, se non nella volgarità, mai si sarebbero viste). Riempitevi gli occhi, riempitevi il cuore dell'oro, del rosso, degli scenari da favola, delle danze indimenticabili e delle inquadrature poetiche di un grande, grande Maestro.
Deepika Padukone e Priyanka Chopra hanno i personaggi più interessanti. Guerriera innamorata e determinata una, moglie vivace e complice l'altra. La prima dovrà affrontare una corte che la rifiuta, la seconda la perdita di un amore, del marito che sposa un'altra.
Entrambe brillano in un film in cui sono le donne ad essere forti e protagoniste.
Il trailer di Bajirao Mastani

5) Bajrangi Bhaijaan
diretto da Kabir Khan, con Salman Khan, Harshaali Malhotra, Nawazuddin Siddiqui, Kareena Kapoor Khan, Om Puri e Meher Vij.
Ai genitori di Shahida, una bimba pakistana che non parla dalla nascita, viene suggerito di portare la figlia a Delhi, per una preghiera al tempio. Sulla via del ritorno, la piccola, che gioca non sorvegliata, scende dal treno senza più riuscire a risalire in tempo, rimanendo sul suolo indiano. Incontrerà Pawan, bramino devoto al dio Hanuman, che si prenderà cura di lei e cercherà di riportarla a casa.
Dolcissimo film che affronta la questione indo-pakistana in modo leggero ma non per questo meno efficacemente di altre pellicole più dure e brutali.
Tenero il personaggio interpretato da Salman (bel colpo davvero per lui!), irresistibile Harshaali Malhotra, che speriamo di rivedere ancora.
Pluripremiato e campione d'incassi, Bajrangi Bhaijaan è una storia positiva, divertente, che intrattiene ed emoziona. Per famiglie, nel significato migliore.
Il trailer di Bajrangi Bhaijaan

6) Tamasha
di Imitiaz Ali, con Deepika Padukone e Ranbir Kapoor.
Tara e Ved si conoscono in Corsica e decidono di passare una settimana insieme a patto di non raccontarsi niente della propria vita e di non rivedersi mai più dopo la fine della vacanza. Tornata a casa Tara non riesce a dimenticare Ved e lo cerca. I due si mettono insieme ma Ved non sembra più lo stesso.
Tamasha è una storia d'amore ed è soprattutto la storia di Ved, della sua liberazione.
Nei film di Imitiaz c'è spesso qualcosa che non va, qualcosa che stona e che si vorrebbe fatto diversamente. Eppure, eppure.
Evidentemente al regista è caro il tema dell'io castrato, inespresso, tormentato da passioni incontrollate, da drammi del passato o da bisogni esistenziali frustrati, come in Rockstar, come in Highway, come in Tamasha. Evidentemente Imitiaz Ali sa toccare delle corde che sono profonde. Sa raccontare le emozioni e i sentimenti volando alto, con una visione personale ed artistica. E io lo amo per questo.
Il trailer di Tamasha

7) Drishyam
diretto da Nisbikant Kamat, con Ajay Devgan, Shriya Saran, Ishita Dutta, Mrinal Jadhav, Tabu, Rajaat Kapoor, Rishab Chodha e Kamlesh Sawant.
Remake di un film malayalam del 2013, Drishyam è la storia di una famiglia semplice, che vive in armonia e che improvvisamente viene coinvolta in un fatto tragico. Fin dove sapranno spingersi Vijay, Nandini e le loro figlie per riavere una vita tranquilla?
Bel suspance drama in cui Ajay Devgan fa la parte del leone cavandosela alla grande.
Non tutto è imprevedibile, tutto però fila a meraviglia mentre i pezzi del puzzle si ricompongono perfettamente: avercene!
Il trailer di Drishyam

8) Roy
diretto da Vikramjit Singh, con Arjun Rampal, Jacqueline Fernandez, Ranbir Kapoor, Anupam Kher e Anil Yadav.
Kabir è uno scrittore e sceneggiatore di successo le cui storie hanno per protagonista Roy, un misterioso ladro. Per il terzo capitolo della saga dedicata a Roy, Kabir vola in Malesia, dove incontrerà la bella regista Ayesha.
Film stroncato senza appello dalla critica e visto solo da una manciata di spettatori, che invece non manca di fascino.
Locations lussuose, due figure interessanti, Arjun stropicciato, Ranbir elegantissimo, al centro della scena, una trama che si dipana senza fatica e un ritmo che ricorda più i film europei piuttosto che le pellicole bollywoodiane, sono tra gli elementi che intrigano e avvolgono di Roy che ha anche qualcosa dell'atmosfera e dello spirito di The Thomas Crown Affair.
Il flop è immeritato e dispiace molto per Arjun che, pur non essendo un Khan, ha trovato una sua rispettabilissima dimensione, per Ranbir che molto, molto raramente, e Roy ne è la conferma, partecipa a progetti che non siano meritevoli, e per il regista al suo debutto, ingiustamente scoraggiato.
Magari un film insolito per il mercato indiano che però merita sicuramente una chance.
Il trailer di Roy

9) Dilwale
diretto da Rohit Shetty, con Kajol, ShahRukh Khan, Boman Irani, Kabir Bedi, Varun Dhawan e Kriti Sanon.
Raj e Veer sono fratelli che gestiscono insieme un'autofficina. Quando Veer si innamora di Ishita, una vecchia conoscenza di Raj, Meera, farà la sua ricomparsa.
E' un film di Shetty quindi ci sono macchine bianche, macchine blu, macchine gialle, rosa, rosse, nere... in abbondanza che si rincorrono qua e là. Ci sono i buoni sentimenti, i legami di famiglia, le gag demenziali ed una comicità che davvero non si capisce a chi possa piacere. Quello che manca è l'interesse, anche solo un tenero palpito, da parte di regista e sceneggiatori a mettere insieme una trama che sia un po' più curata, qualcosa che sia un po' più all'altezza del materiale esplosivo a disposizione. Infatti ci sono anche loro: Kajol e ShahRukh Khan.
Loro che devono dividere la scena (perché? perché??) con Varun e Kriti Sanon e che fanno scintille, ancora. Da sempre e per sempre.
Bastano loro due. Per scatenare grandi emozioni, per coinvolgere, divertire, far sognare, convincere e conquistare. Perché tutto sia come deve essere.
Alzi la mano chi pensava, sperava, di poter rivedere Kajol e ShahRukh Khan ancora così, vicini, come in Gerua, come in Janam Janam. Io no, mai stata sfacciatamente ottimista.
Grazie Shetty!
Il trailer di Dilwale

01 marzo 2016

KAAKA MUTTAI





Si consolida il sodalizio professionale tra Dhanush e il regista Vetri Maaran (Aadukalam). Insieme producono e promuovono un film delizioso che si è fatto notare in festival cinematografici di mezzo mondo, dalla standing ovation alla prima assoluta di Toronto alla programmazione del festival del film di Roma, di Dubai, Londra e Los Angeles. Vincitore di due National Awards e debutto perfetto per un nuovo e promettente regista.


TRAMA
Due bambini vanno a caccia di uova di corvo arrampicandosi ogni giorno nell'albero del parco. Vivono negli slums con la mamma e la nonna, il padre è in prigione ed entrambi hanno dovuto lasciare la scuola per lavorare. Quando la pianta viene tagliata dal cortile la loro golosità incontra un nuovo desiderio: la pizza.


Per tutto il film non si conosce mai il nome dei due bimbi, chiamati sempre con i soprannomi di Piccolo e Grande "Kaaka Muttai" dalla loro golosità per le uova di corvo. Le stesse che i bimbi rubavano dalla pianta, arrampicandosi fino alla cima e rischiando pure di cadere. Da un giorno all'altro questo desiderio si annulla per lasciare spazio ad un altro sogno, un'immagine bella, invitante e nuova. Una pizza fumante. Promossa dagli spot televisivi ma anche presentata in gran stile da un sapiente marketing aziendale. I nuovi fast food luoghi in cui tutto è bello, pulito e colorato, dai volantini alle scatole, dalla simmetria di colori degli ingredienti alle vetrate lucidissime. La pizza diviene un'ossessione, una rivalsa, un progetto da portare avanti nel tempo e la volontà di fare il passo più lungo della gamba, sfiorando qualcosa che non rientrerebbe nelle loro possibilità.

Davanti ai desideri si è tutti un po' bambini perchè si spera, si pianifica, si sottrae alla vita di tutti i giorni del tempo per vagare in immaginazioni e suggestioni. Un viaggio mentale che anche in Kaaka Muttai è più gustoso e intrigante della meta stessa. Un desiderio rimandato può annullarsi nel tempo, oppure diventare sempre più forte, rubando spazio ad ogni altro pensiero. Ed ecco che nel giro di poche scene la pizza inizia a materializzarsi in qualcos'altro, e poi in altro ancora. In un modo del tutto geniale.

L'attrazione verso qualcosa diviene più forte se le condizione esterne non permettono di ottenerla. Attraverso una narrazione semplice ma ricca di coinvolgimento e sub-plots tutte le diverse figure, dai protagonisti ai personaggi minori, incarnano diversi aspetti del desiderio. All' abbondanza di qualcosa segue la mancanza e la ricerca disperata di qualcos'altro. Non si può fuggire al richiamo del piacere ma la maestria di ognuno (insieme al rischio) sta nel concretizzare un'idea seguendo la strada giusta. Trattandosi di una storia realistica e non di una fiaba i due piccoli fanno passi falsi e cedono alle tentazioni sottraendo però  sempre qualcosa a qualcuno, si inizia con le uova deposte dal corvo e si finisce con il rubare. Difficile sapersi fermare in tempo, riuscendo a rendere la realizzazione del proprio sogno un percorso costruttivo e non un'ossessione malsana.

Nella creazione di questo desiderio contribuisce la presenza della Tv, ironicamente ben due televisori, uno accanto all'altro, in una stanza piccolissima in cui voci diverse si mischiano in un mormorìo incomprensibile,  le sue immagini consolidano desideri già presenti (per esempio la voglia dei due fratelli di avere un cellulare) e ne creano di nuovi (come l'idea della pizza filante nella sua bella scatola).

Un bel film ha sempre molte cose da dire, diverse le emozioni in gioco che come carte in tavola si mescolano ad ogni turno. La globalizzazione e le difficoltà che si incontrano in città dove strati sociali opposti convivono senza sfiorarsi, e non è difficile immaginare cosa succede quando i mondi isolati vengono messi all'improvviso uno di fronte all'altro. Un confronto che fa male e intacca la routine di entrambi. 

L'immagine strumentalizzata dei due piccoli diviene il secondo sviluppo della storia. Una povertà che da fastidio se la città parallela è mossa da vibrazioni positive di crescita e sviluppo. Poi improvvisamente mostrata per attirare l'attenzione e trasformare tutti come per incanto in cittadini modello e benefattori. Insomma una realtà promossa o scacciata a seconda di come tira il vento, nella vita quotidiana come nei film, nei giornali e nei grandi dibattiti.

Kaaka Muttai sa bene come toccare le corde giuste dentro l'anima degli spettatori, cosa mostrare e quali sentimenti sfiorare, quando lasciar esplodere tenerezza e dolore ma anche quando ritrarsi senza dare troppe spiegazioni. Il film ha un'equilibrio perfetto e non smuove mai l'ago della bilancia nè in una direzione nè in un'altra. Il realismo e le emozioni forti che caratterizzano i film tamil non mancano ma tutto è intriso di dolcezza, di fiducia e di speranza.

Essendo un film complesso che gioca sulle sfumature, in Kaaka Muttai non esistono buoni e cattivi, nemmeno elementi del tutto positivi e negativi. La stessa fantomatica pizza, oggetto del desiderio per eccellenza, spinge i bimbi a mentire e a vivere di espedienti  ma al tempo stesso li distrae per un po' dai loro problemi, li aiuta a non pensare all'assenza del padre, li unisce in un obiettivo comune e in qualche modo li fa crescere.  L'esperienza costruttiva del film si estende anche al pubblico, che inevitabilmente si sentirà bussare dentro, e cambia le sorti dei due giovani attori, la cui vita è iniziata veramente negli slums di Chennai ma proseguirà tra i banchi di scuola e il mondo del lavoro grazie all'aiuto che Dhanush ha promesso di garantargli nel corso degli anni.

Il mio giudizio sul film : ****1/2  4,5/5

ANNO : 2015

REGIA : M. Manikandan

TRADUZIONE DEL TITOLO : Uova di corvo

LINGUA : Tamil


CAST:
V Ramesh ..... Chinna Kaaka Muttai
J Vignesh ..... Periya Kaaka Muttai
Iyshwarya Rajesh ............. la mamma dei due protagonisti
Babu Anthony ........... Shiva
Apparizione speciale di Silambarasan nella scena dell'inaugurazione


COLONNA SONORA : GV Prakash Kumar

VEDI ANCHE :
Kaaka Muttai in programmazione a Milano

26 febbraio 2016

JAZBAA


Che piaccia o no Jazbaa è un film che non si può fare a meno di guardare. E' il ritorno della Diva dopo un'assenza che pareva interminabile e soprattutto insieme a Irrfan Khan, accanto al quale forma una coppia insolita quanto ammaliante. Il punto di partenza è sufficiente a scatenare la curiosità mesi prima dell'uscita nelle sale, è stata trepidante l'attesa delle prime immagini, dei trailer, fino ai pareri dei critici e del pubblico.


TRAMA
Anuradha (Aishwarya Rai) è un'avvocato all'apice del suo successo ma anche una madre single che si divide tra le responsabilità familiari e gli impegni in tribunale. Per ottenere la sua collaborazione un misterioso ricattatore rapisce sua figlia e minaccia di ucciderla se la donna non sarà in grado di riaprire il processo e scagionare un assassino a un passo dalla pena di morte. Solo pochi giorni per tentare un'impresa impossibile: provare, o costruire di sana pianta, la sua innocenza.


Remake ufficiale del coreano Seven Days, Jazbaa è un thriller elegante pensato ed eseguito con cura. Veloci corse in auto, emozioni forti, ritmi serrati e un evidente  virtuosismo tecnico, tutto è molto bello da guardare, il coinvolgimento emotivo non manca. La fotografia è fantastica e garantisce ad ogni scena la giusta intensità, dominano i toni del verde, del grigio e del nero riprendendo i colori della toga e degli occhi cristallini di Aishwarya, orizzonti profondi, vedute aeree di una brulicante Mumbai in HDR e una dimensione alternativa in cui ogni dettaglio appare realistico a un primo sguardo e surreale a un secondo. Nonostante le buone performance, e una narrazione avvincente che non concede pause, le linee guida della storia a tratti vacillano. Il climax mi è sembrato esaustivo ma forse poco originale.

Non privo di difetti ma comunque molto buono, Jazbaa è uno dei titoli del 2015 da guardare assolutamente. Sempre grati a Sanjay Gupta per aver proposto una coppia cinematogafica inusuale e aver scritturato Irrfan Khan nel ruolo di un poliziotto un po' corrotto e sempre con la battuta pronta. I dialoghi scritti per il personaggio di Yohaan sono davvero irresistibili e capaci di contrastare qualche eccesso di melodramma e lacrime in glicerina di troppo sparse qua e là.

Tutto ruota intorno ad Aishwarya, protagonista e presenza abbagliante della quale si sentiva una mancanza tremenda. Il ruolo di Anuradha le si addice molto, una donna bella, brillante, matura e grintosa. La lista degli aggettivi potrebbe proseguire in eterno. Buona la sua interpretazione ed ottimo il look sobrio adatto sia alle situazioni che al personaggio. L'attrice è in gran forma e apre il film con una sessione di ginnastica al parco indossando una tutina seconda pelle che mette in risalto curve sexy e un corpo tonico.  Uno schiaffo in faccia a tutti coloro che l'avevano data per spacciata e anche alle sue colleghe più giovani ma sempre più (inutilmente) pelle ed ossa.

Irrfan appare un vero e proprio figo in ogni inquadratura, occhiali scuri, giacchetti di pelle, magliette aderenti che mettono in mostra la sua figura alta e slanciata, strafottente e dolce al punto giusto, credibile anche nelle scene un po' esagerate e sempre desiderabile. Anuradha e Yohaan, i due protagonisti, non hanno una vera e propria love story ma si rispettano e si completano a vicenda, sanno essere colleghi e amici, condividono una velata attrazione. Quest'intesa vibrante e una scintilla di passione mai dichiarata sono il valore aggiunto del film, non ci resta che creare un Jazbaa 2 nella nostra mente e immaginare tutto ciò che potrebbe avvenire al termine della vicenda principale. 

Aishwarya Rai è in India quello che sono state Marilyn e Audrey per gli States e Brigitte per la Francia. Lei non è solo un'icona di bellezza e una trendsetter nella moda, nello stile e nel makeup ma una diva vera, un'immagine che va ben oltre il mondo del cinema, delle passerelle e delle copertine. Aishwarya è uno di quei volti che visti una volta è impossibile dimenticare, elegante e leggiadra in ogni momento e in ogni situazione, anche quando i media la facevano a pezzi per il suo peso aumentato con la gravidanza spargendo gratuitamente veleno. In barba ai sabotatori la diva non ha mai smesso di ammaliare il suo pubblico, prima a distanza e a piccoli passi, poi finalmente con un una serie di film di diverso genere e mood. Come tantissimi altri fans non vedevo l'ora di vederla di nuovo in un lungometraggio tutto suo. Uno sguardo di Aishwarya trasforma gli uomini in statue di sale, ed è così magnetica da sedurre il pubblico femminile placando anche la più tiepida fiamma di gelosia. E' semplicemente qualcosa di più. Basta riconoscerlo.



Il mio giudizio sul film: *** 3/5

ANNO: 2015

TRADUZIONE DEL TITOLO : Coraggio

REGIA: Sanjay Gupta

CAST:

Aishwarya Rai ............Anuradha
Irrfan Khan ............ Yohaan
Shabana Azmi ............ Garima Chaudary
Jackie Shroff ........... Mahesh Maklai
Atul Kulkarni .......... Ronit

COLONNA SONORA: Amjad - Nadeem ("Bandeyaa"), Badshah ("Aaj Raat Ka Scene"), Arko Mukherjee ("Kahaaniya" e "Jaane Tere Shehar")

Vedi anche : articoli di Cinema Hindi su Jazbaa nella sezione Breaking News
Le prime del 9 ottobre 2015 : Jazbaa
Jazbaa: nuova locandina
Jazbaa : Kahaaniya
Jazbaa: locandine, trailer e video

08 gennaio 2016

YEVADE SUBRAMANYAM


Nani (il protagonista dell'eccentrico Eega) firma nuovamente un film originale e diverso. Yevade Subramaniyam è un esperimento per la cinematografia telugu che di solito preferisce percorrere terreni già battuti e assecondare le richieste di mercato. Sfidando con coraggio la routine dominano dialoghi filosofici, silenzi e canzoni sussurrate. Già dal titolo si susseguono domande a catena e riflessioni. Chi è Subramaniyam? Ci si conosce davvero? E soprattutto, si è veramente pronti a restare soli con se stessi?


TRAMA
Subramaniyam (Nani), bambino prodigio dotato di un senso degli affari eccellente fin dall'infanzia, cresce accanto al suo migliore amico Rishi (Vijay Deverakonda) che al contrario suo ama vivere in libertà e inseguire i suoi sogni. Da anni Rishi cerca di convincere l'amico a ricercare insieme un luogo leggendario ai piedi dell'Himalaya ma Subramaniyam è troppo ambizioso per concedersi delle pause e sta per convolare a nozze con una ricca modella. I cambiamenti però bussano alla porta e saranno drastici e improvvisi.


YS è un denso diario di viaggio. Il paesaggio dominante è la montagna, un ambiente che regala sempre emozioni forti e mette alla prova la capacità di adattarsi e di reagire. Non è stato facile per la troupe nè per gli attori girare tra le vette dell'Himalaya per oltre quaranta giorni, sfidando malesseri e problemi tecnici a non finire. Per fortuna premiati da un meritato successo. In un ambiente faticoso da affrontare ed estremo tutto è relativo, le distanze, il tempo e perfino i rumori, cambiano i bisogni e anche le priorità, i silenzi prendono il posto delle parole, le emozioni vengono amplificate.
YS è un racconto iniziatico. La storia di un amicizia, di un amore sbagliato e una catena di scelte difficili. Una parabola che elogia la Natura e anche una favola di rinascita. La montagna, da millenni un ambiente avvolto da un alone magico, nel quale uomini e dei si incontrano, grembo di misteri, stanza di meditazione. Simbolo della spiritualità, della purezza, della meta da raggiungere. La vetta è l'ultimo lembo di terra toccato dagli uomini, il primo sfiorato dal divino.
Ys è una favola ecologista. Promette un mondo migliore fatto di uomini diversi e consapevoli del contributo che ogni singolo può dare agli altri. Una visione iperottimista che non corrisponde alla realtà ma ne costruisce un plastico ideale. La responsabilità e i suoi molteplici significati. Aiutare e non restare fermi a guadare. Mantenere le promesse fatte, costi quel che costi. Vivere in modo etico in un mondo che ci è solo dato in prestito. O più semplicemente essere felici e coerenti con se stessi.
YS canta la solitudine. La capacità di vivere come singoli pur senza allontanare gli altri, di ascoltarsi, di sapersi concedere al nulla schivando la frenesia di suoni e frastuoni, saper rimanere fermi e in silenzio, improduttivi ma senza provare disagio o vergogna.
YS mi ha spiazzata del tutto. Credevo fosse una storia d'intrattenimento e invece emozioni diverse saltano fuori da scatole cinesi. Una dopo l'altra. Difficile metterlo in ordine in una scala di gradimento proprio poco tempo dopo aver visto Baahubali , e dopo aver pensato che sarebbe stato impossibile avere tra le mani qualcosa di meglio. Il 2015 è l'anno della rinascita del cinematografia telugu, dalla mitologia al racconto iniziatico le sorprese non mancano e nuovi film esplorano temi, generi e nuove consapevolezze. Nag Ashwin sarà al suo debutto alla regia ma il suo curriculum è già stellare. Basti pensare che il suo cortometraggio Yaadon Ki Baarat (del 2013, da non confondere con il film vintage con Dharmendra) è stato selezionato al Festival di Cannes nella sezione dedicata agli short movies. Se ciò non bastasse è stato aiuto regista di Sekar Kammula per Leader, probabilmente uno dei migliori film prodotti a Hyderabad nell'ultimo decennio. Un film che per farsi notare si affida al suo script e alla bellezza del paesaggio, l'unico make up è quello riservato alle immagini. La fotografia è uno dei suoi fiori all'occhiello, elaborata ma mai artificiale, capace di valorizzare un paesaggio che ha già del paradisiaco ed è sicuramente tra i più belli al mondo.

Il mio giudizio sul film : **** 4/5


ANNO : 2015

LINGUA : Telugu

TRADUZIONE DEL TITOLO : Chi è Subramaniyam?

REGISTA : Nag Ashwin

CAST :
Nani........... Subramaniyam
Malavika Nair .......... Anandi

Vijay Deverakonda .............. Rishi

Ritu Varma................ Riya

COLONNA SONORA : Radhan (la canzone "Challa Gaali" è stata composta da Ilaiyaraaja)


15 novembre 2015

BAAHUBALI : THE BEGINNING


Baahubali, il film più costoso nella storia del cinema indiano, è un fantasy che si ispira al genere mitologico (e quindi alle radici stesse della cinematografia telugu) ma trasporta gli eventi in una dimensione laica. SS Rajamouli, regista amatissimo dal pubblico dell'India del Sud, orchestra un fastoso Mahabharata, senza divinità ma costellato di eroi ed eroine: un giovane imponente dalla forza sovraumana, un'agile guerriera, un re tiranno la cui potenza è pari a quella dell'eroe (ma purtroppo usata per scopi opposti) e una regina coraggiosa che nonostante la prigionia mantiene intatta la sua fierezza e spera nel futuro.

TRAMA
Shivudu (Prabhas) scopre gradualmente la sua incredibile forza fisica inseguendo un'ossessione: scalare l'alta cascata che divide il villaggio da cui è cresciuto dal resto del mondo. Salvato miracolosamente quando era solo un neonato, non conosce le sue vere origini fino a che non incontra Avanthika (Tamannah) un'affascinante guerriera che gli racconta la sua missione disperata, liberare la regina Devasena (Anushka Shetty) tenuta prigioniera da Bhallala Deva (Rana Daggubati), salito sul trono dopo averlo sottratto con l'inganno a suo cugino Baahubali (sempre Prabhas), marito della donna.


Baahubali non ha fatto strage di cuori solo perchè è un film opulento, il denaro e gli effetti speciali non bastano. Non è salito in vetta alle classifiche dei film più visti di sempre grazie alle sue star, in pochi conoscevano già i volti dei protagonisti, tutti provenienti dalle cinematografie telugu e tamil. Un buon marketing non è sufficiente, nè la sola bellezza e il fumo senza arrosto. Ha convinto tutti perchè è un'epica vera, densa di contenuti e suggestioni, una piccola enciclopedia divisa in volumi, una narrazione a più voci che corre sulle ali della fantasia e dell'avventura. E quando gli schiavi che sollevano le funi per ergere la statua del tiranno iniziano ad inneggiare il nome di Baahubali, il loro salvatore, un brivido corre per la schiena e il film si trasforma da un buon fantasy elaborato in digitale in un kolossal pazzesco d'altri tempi (e nuove tecnologie). Roba che ipnotizzerebbe anche Mankiewicz e DeMille, se fossero ancora vivi.

Nel 2009 S.S. Rajamouli non aveva ancora raggiunto l'esperienza di oggi ma le canzoni e la freschezza giovanile di Magadheera mi tormentano ancora, nonostante gli effetti speciali arrossiscano davanti allo stile di Baahubali. Eppure quel film (e si parla già di un remake hindi nuovo di zecca con Shahid Kapoor) nella sua semplicità è riuscito a trasportare in un mondo diverso, fatto di amori segnati dal destino, magiche coincidenze e una coppia di attori affiatati: Ram Charan e Kajal Aggarwal al loro meglio. In Baahubali il regista ricrea un altro mondo parallelo, ma stavolta impiega una cura maggiore ai dettagli e un team più esperto. La sceneggiatura è densa e aumenta la sua forza con l'avanzare della storia, i dialoghi altisonanti, il linguaggio da epica, acceso da decisi scambi di battute. La narrazione alterna colpi di scena da kolossal a pennellate leggere, coreografie particolari e attimi in cui cullarsi in frivolezze estetiche sognando luoghi immaginari.

Per quanto riguarda gli attori devo ammettere che sono di parte. Li conoscevo e apprezzavo già tutti guardando con passione da alcuni anni anche il cinema dell'India del Sud. Anushka Shetty è da sempre la mia favorita, una donna vitale e una presenza solida sullo schermo. Se penso a lei ricordo lo sguardo temerario negli occhi di Jejamma nelle scene di Arundhati, ed ho già i brividi. Per Prabhas l'uscita di Baahubali è un punto a capo nella sua carriera, preceduta da un paio di buoni film e una lista lunga di titoli mediocri. Ha avuto in mano il ruolo di una vita e la certezza di essere ricordato da un pubblico ben più vasto di quello a cui era abituato. Più o meno lo stesso vale anche per Rana Daggubati e Tamannah, entrambi più che affermati nel cinema telugu ma relegati in un angolo a Bollywood, dove hanno cercato di sfondare.

Quella di Baahubali è una storia violenta. Indubbiamente. Come del resto lo è il Mahabharata e non a caso pure nella pellicola di Rajamouli i due nemici sono cugini, cresciuti nella stessa casa, cullati dalle stesse braccia, divisi da due parole: gelosia e potere. A volte sembra di trovare un film nel film, come una scatola cinese, e anche diverse tipologie di eroi, la cui costruzione si ispira a generi distanti nel tempo. Shivudu è un supereore moderno che ricorda quelli dei fumetti, non vola tra i grattacieli ma cerca di scalare una cascata, fa una vita normale ma segretamente sente di essere nato per fare dell'altro, per dare di più. Baahubali invece è l'eroe classico, legato al mito, senza macchia e senza paura, potrebbe essere Ettore dell'Iliade o il protagonista di un romanzo cavalleresco.

La colonna sonora di MM Keeravani non include una collezione di tormentoni, come fu per Magadheera, ma canzoni delicate che meglio si apprezzano in lingua telugu. Girato tra Ramoji Film City, il Kerala e la Bulgaria (e pazientemente elaborato in digitale), Baahubali è il film indiano più dispendioso di sempre. Il materiale e i set disegnati per le riprese diventeranno presto un'esposizione permanente pronta ad accogliere i visitatori negli studi di Hyderabad. Il pubblico in India, straordinariamente unito da Nord a Sud, già attende di conoscere cosa accadrà in Baahubali : The Conclusion, la cui uscita è programmata per il 2016. Il conto alla rovescia è già iniziato.


Il mio giudizio sul film : ***** 5/5


ANNO : 2015

LINGUA : Telugu (ma girato anche in tamil e doppiato anche in hindi e malayalam)

TRADUZIONE DEL TITOLO : L'uomo dalle forti braccia

REGIA : SS Rajamouli


CAST :

Prabhas ............ Shivudu /Bahubali
Rana Daggubati ............ Bhallaladeva
Tamannah .............Avanthika
Anushka Shetty ..........Devasena
Ramya Krishnan ........... Sivagami
Nasser................. Bijjaladeva
Sathyaraj ........... Katappa

COLONNA SONORA : MM Keeravani


QUALCOS'ALTRO:

Tra i principali produttori del film anche Karan Johar, che l'ha definito l'Avatar indiano.

Prabhas e Tamannah si erano già incontrati nel film Rebel. Anushka Shetty e Rana Daggubati hanno recitato insieme anche in Rudhramadevi, storia di un'imperatrice guerriera, altro film di genere fantasy/epico uscito nel 2015 ma diretto da Gunasekar, regista di Okkadu (Tevar il titolo del remake in hindi) e Ramayanam, film per bambini vincitore del National Award nel 1997.

Il regista compare nel film nella parte di un venditore di vino. Anche l'attore Sudeep (il cattivo di Eega tanto per intenderci) ha un piccolo ruolo.

Il neonato che compare nelle scene di apertura del film, e nel celebre poster, è in realtà una bambina. La figlia di un membro del cast tecnico nata in Kerala proprio nei giorni delle riprese.

Prima di calarsi nel ruolo di Bhallala Deva Rana Daggubati è dovuto ingrassare oltre 30 chili. Ecco perchè non riuscivo quasi a riconoscere il protagonista di Leader (al tempo piuttosto magro) dalle prime inquadrature in Baahubali in cui appare robusto come una montagna. Prima di aprire Wikipedia mi son detta per almeno dieci minuti... è lui o non è lui?

Ancora prima della sua uscita nelle sale la BBC ha dedicato uno special al making of del film in occasione del Centenario del Cinema Indiano nel 2013.

Vedi anche  Il cinema asiatico si specchia a Busan pubblicato da Cinema Hindi nella sezione Breaking News.

04 novembre 2015

YATCHAN


Una novella picaresca in salsa tamil scossa da una colonna sonora che è elettricità pura. La rivincita dei loosers e uno scambio di ruoli quasi impossibile da pensare. Un film che salta di colpo nella categoria dei feel good movies, ovvero quelli capaci di risollevare le sorti anche della serata più tediosa, e senza rifugiarsi in schemi facili e romanticherie. Forse non ha conquistato troppe recensioni positive dalle testate giornalistiche al tempo della sua uscita, nè ha spiazzato il mercato degli altri competitori al botteghino. Un'accoglienza tiepida (ingiusta) per un film che si sta facendo notare un po' in ritardo. Grazie al passaparola tutti quelli che se lo sono perso stanno recuperando. Me compresa.


TRAMA
Chinna (Arya) è un aspirante gangster fannullone che deve lasciare la sua città per evitare di essere fatto fuori da un pesce più grosso di lui, una volta a Chennai gli viene commissionato un omicidio ma non essendo affatto esperto deve preparare meticolosamente la scena. La sua storia si intreccia a quella di Karthik (Kreshna) il quale spinto dalla fidanzata Deepa (Swaty Reddy) che lo vede già una superstar abbandona il villaggio con il sogno di lavorare nel cinema.



Ecco ora che ho deciso di inizare a parlare di Yatchan mi accorgo che non riesco a descriverlo. Più o meno come mangiare un piatto delizioso e poi scervellarsi per indovinare gli ingredienti. L'ho adorato tutto, ma nell'insieme. Un susseguirsi di scene azzeccatissime, personaggi ben disegnati (dai protagonisti alle figure di sfondo) riprese dinamiche e stilose, belle picturizations e folli passi di danza, da imitare solo se si è fuori di testa o appena tornati dall'Oktoberfest. Chinna e Karthik riportano sullo schermo figure tradizionali del cinema indiano, il gangster e l'aspirante attore, per stravogerle con allegria e creare un intreccio divertente. Per entrambi si prova simpatia immediata (che è già un passaporto per il successo) nonostante non siano affatto degli agnellini. Dal primo istante pare di sapere tutto di loro, neanche fossero stati i nostri compagni di banco alle medie.

Vishnu Vardhan è un regista meticoloso ed elegante, qualsiasi sia il tema e il genere dei suoi film, dall'action movie più sanguinolento al dramma più strappalacrime, precisione è la parola d'ordine. Nessuna scena superflua, non ci sono momenti sprecati o passaggi messi lì solo per riempire il tempo. Le emozioni, qualunque esse siano, sono comunicate con chiarezza e fin dalla prima scena. Il regista ha già lavorato con Arya per ben tre volte prima di Yatchan (e gli ha affidato i suoi titoli migliori), la loro intesa si sente anche se il personaggio disegnato per lui è molto diverso da quelli che gli ha proposto in passato. Arya è un attore che apprezzo moltissimo, è un ragazzo con i piedi per terra e non si comporta da strafigo,  nonostante la sua bellezza ama cimentarsi in ruoli da anti-eroe e non ha problemi a ridere di se stesso trascinando il pubblico nello stesso sorriso. Un po' rough and tough ma giocherellone e impacciato, la sua umiltà non fa che aumentarne il fascino rendendo la sua presenza sullo schermo sempre più gradita.

Commedia e azione coesistono ma Yatchan non corre il rischio di diventare uno dei tanti film d'intrattenimento di routine, la storia riesce ad essere originale e il plot schiva ogni ripetizione.  L'aria è fresca e rigenerante, i dialoghi un po' burloni, le locations realistiche ma dipinte con colori nuovi. Abbasso gli studios e viva la strada.  La colonna sonora è da ascoltare a tutto volume, fino a far tremare i bicchieri e scappare i vicini. I miei sono emigrati in Svizzera. Che ci posso fare? Di compositori bravi in India ce ne sono tanti (i film richiedono continuamente musica) ma nessuno come Yuvan Shankar Raja riesce a farmi perdere del tutto la ragione. Dalla prima nota: blackout, dalla seconda: il mondo mi appare decisamente più bello, dalla terza: sorriderei anche al conoscente più velenoso. Yuvan ovunque tu sia GRAZIE.

 Il mio giudizio sul film : **** 4/5   (per la colonna sonora ***** 5/5)

ANNO : 2015

LINGUA : Tamil

REGIA : Vishnu Vardhan

CAST: 
Arya ....... Chinna
Kreshna ......Karthik
Swaty Reddy ...... Deepa
Deepa Sannidhi ......Swetha

COLONNA SONORA : Yuvan Shankar Raja

28 ottobre 2015

I


La favola della Bella e la Bestia incontra il Gobbo di Notre Dame, la rabbia di Anniyan i colori di Robot. Dalla  miscela nasce un film atipico, un cocktail stravagante dal budget astronomico. Si passa dai quartieri bassi di Chennai alle pagode cinesi, dal blu di Jodhpur alla Thailandia. L'immaginazione corre indisturbata e Shankar si sollazza facendo ciò che ama di più: il giro del mondo in un film. Vikram dona anima e corpo al suo personaggio e la sua dedizione lascia ammutoliti. A colmare il silenzio ci pensa A.R. Rahman con una colonna sonora avvolgente. I è tutto questo e anche di più.


TRAMA
Lingesan (Vikram), innocente wrestler virile e baffuto, entra nel mondo dello spettacolo per sostenere la carriera della ragazza di cui si è innamorato (Amy Jackson). Diviene un modello sofisticato e fighissimo (sempre Vikram) ma proprio all'apice della sua carriera il suo corpo si deforma, giorno dopo giorno diviene sempre più gobbo e ammalato (ancora una volta Vikram) e della sua bellezza non c'è più ricordo.


Shankar è uno di quei registi che ammiro follemente. Uno di quelli che si alza la mattina con un'idea e la vuole vedere sullo schermo, costi quello che costi, piaccia o no. I suoi film sono dispendiosi oltre ogni limite razionale, pieni di elementi da fumetto, sfide ardite alla logica, stravaganze, colori, locations esotiche e bellezza. A questi elementi in I si aggiunge l'orrore, l'estrema bruttezza, le sevizie, la sofferenza e vendette raccapriccianti. E' il gioco degli opposti, e come tutti gli estremi o si ama o si odia. Il protagonista sembra un barbaro assetato di sangue, il suo personaggio fa ribrezzo ma ecco che parte la storia.  La disciplina e la dedizione con cui Vikram ha dato vita al suo personaggio (anzi, personaggi) sono impressionanti. Tutto cambia in lui in un attimo, le espressioni, il linguaggio del corpo, la voce, la struttura fisica. I mutamenti sono incredibili, frutto di un buon team di truccatori, costumisti, etc, ma soprattutto del talento del protagonista, un vero colosso del cinema tamil sia per presenza scenica che per bravura.

Amy Jackson se la cava bene, è molto heroine e poco actress ma per una ragazza del tutto europea, nata al freddo dell'isola di Man, riuscire ad interpretare con naturalezza il ruolo di una modella tamil è già un fattore degno di nota. Si sente che le piace quello che fa e che ci mette passione. Riesce a non capitolare di fronte a un mostro sacro come Vikram e partecipa con energia. E poi è bellissima, incanta nei video musicali e dalle interviste sembra pure simpatica. Mi piace dal suo debutto in Madrasapattinam, quando ancora non potevo immaginare che avrebbe fatto così tanta strada.

Svariati sono gli effetti speciali, alcune combinazioni molto eleganti (per esempio le sequenze girate in Cina), altre più kitsch. C'è del comico ma anche del grottesco, romanticismo vellutato ma anche immagini disgustose. Il film disorienta ma resta aggrappato ad un punto fermo, la performance pazzesca di Vikram, così se tutto il resto non dovesse funzionare c'è sempre lui a tenere le redini della situazione.

Quando decido di guardare un film per la seconda volta è perchè spesso mi sono ritrovata a pensarci, a ricostruirne scene nella mente alla fermata del bus, lavando i piatti, aspettando il treno o in fila al supermercato. I è uno di quelli. Pur di trovare l'occasione di rivederlo ho convinto mio marito, e ci sono voluti due giorni dato che lui che ha la fortuna di parlare hindi ed è un po' pigro quando si tratta di seguire sottotitoli per quasi tre ore. Ma l'ha fatto per me. Perchè un film tamil va visto in lingua originale e mai doppiato, perchè la voce di Vikram mi scatena i brividi, perchè solo così riesco ad immergermi veramente nelle canzoni e nella storia. L'ha fatto per farmi contenta, almeno per i primi quindici minuti. Poi mano a mano che il film scorreva ha iniziato a cambiare espressione, ad appassionarsi sempre di più, a dimenticare l'ora di cena e anche i termosifoni accesi. Qundi tra qualche mese mi ricorderò ancora una volta di I, guardando la bolletta.


Il mio giudizio sul film : **** 4/5


ANNO 2015

LINGUA : Tamil

REGIA : Shankar 



CAST :

Vikram ........ Lingesan

Amy Jackson ............ Diya
Suresh Gopi .............. Vasudevan
Upen Patel .................. John


COLONNA SONORA : A.R.Rahman

07 ottobre 2015

I MIGLIORI FIM DEL 2014 CONSIGLIATI DA CATERINA (ALTRE CINEMATOGRAFIE INDIANE)



1) QISSA  (Punjabi)
Di Anup Singh
Con Irrfan Khan, Tillotama Shome, Tisca Chopra e Rasika Dugal

Dramma lacerante ma dall'esecuzione impeccabile. Ha conquistato il mio cuore già dai primi istanti della sua proiezione all'Odeon nell'edizione passata del River to River FFF. Uno grandissimo Irrfan Khan alle prese con un personaggio inseguito dalle ombre, negativo e disilluso, trascinato via dalla sua terra in seguito alla Partizione e divorato dal desiderio di avere un figlio maschio, per continuare la discendenza e soddisfare la società. Volendo crescere la sua figlia più piccola come un uomo avvia un inganno che negli anni sarà sempre più difficile da sostenere.



2) LUCIA (Kannada)
Di Pawan Kumar
Con Sathish Ninasam, Sruthi Hariharan

Realtà, sogno e una pasticca miracolosa in grado di rendere le illusioni ancora più belle della realtà. Il protagonista rinuncia al suo presente per cullarsi in utopie grandiose nelle quali tutto accade esattamente come vuole e riesce ad essere la persona che vorrebbe. Ma gli straordinari effetti della pillola "Lucia", sono destinati a durare? Qual'è veramente la sua vita reale, e cosa sta accadendo intorno a lui mentre i sogni rubano tutto il suo tempo? Un film stuzzicante e geniale, girato con un budget ridotto ma altissima concentrazione di idee.




3) BANGALORE DAYS (Malayalam)
Di Anjali Menon
Con Nazriya Nazim, Nivin Pauly, Dulquer Salmaan, Fahad Faasil e Parvathy Menon

Tre cugini, due ragazzi e una ragazza, lasciano la campagna di un paesino del Kerala per rincorrere i propri sogni a Bangalore. La loro amicizia si rafforza ma viene anche messa alla prova da nuovi legami. Un film completo, equilibrato, emozionante. Non mancano sorrisi, lacrime, momenti di leggerezza, momenti di tensione. Tre storie cinematografiche che potrebbero essere diari reali di tre ventenni dell'India di oggi, sospesa tra il moderno e la tradizione, tra campagne e megalopoli in crescita. Bellissime interpretazioni, soprattutto quelle di Nazriya Nazim e Fahdad Faasil, marito e moglie anche fuori dalle scene. Una crescita continua per la regista Anjali Menon, che da Kerala Cafè sforna un successo dietro l'altro.


4) MANAM (Telugu)
Di Vikram Kumar
Con Nagarjuna, Naga Chaitanya, Akkineni Nageswara Rao, Samantha e Shriya Saran

Prodotto ed interpretato da tutti i membri della famiglia Akkinenni, una delle dinastie di superstars del cinema telugu. Un interessante scambio di ruoli tra i membri della famiglia si intreccia con un plot cinematografico che abbraccia tre generazioni e salta dal presente al passato prossimo, e quello remoto. Un film delicato e ben raccontato, un esempio di come il cinema telugu deve essere, e finalmente un potente antidoto alle trame ripetitive che si stanno vedendo negli ultimi tempi. Manam è  una deliziosa eccezione (e ho già una gran voglia di rivederlo).


5) VELLAIYILLA PATTATHARI (Tamil)
Di Velraj
Con Dhanush e Amala Paul

Un film che si divide nettamente in due parti, la prima intima e riflessiva, fatta di piccole emozioni e lasciata completamente in mano al talento di Dhanush e alla sua delicatezza interpretativa. La seconda, più classica e commerciale, azione, canzoni, twist e dialoghi che movimentano la storia. Un film che sa emozionare, grazie soprattutto ai protagonisti, ma anche intrattenere, capace di soddisfare diverse tipologie di pubblico. E poi Dhanush è un amore, sempre splendido, in tutte le salse.

 

6) 7TH DAY  (Malayalam)
Di Akhil Paul
Con Prithviraj, Janani Iyer, Vinay Fort, Tovino Thomas

Poliziesco dai risvolti imprevedibili che gioca con lo spettatore e i personaggi. Il finale furbissimo e l'interpretazione di Prithviraj riescono a compensare la lentezza nella narrazione iniziale. Un film malayali che, nello stile di questa interessante cinematografia, richiede per prima cosa pazienza, parte con la prima ma aumenta la marcia ad ogni scena, senza più fermarsi.



7) CUKOO (Tamil)
Di Raju Murugan
Con Malavika Nair e Dinesh

Una tenera storia d'amore tra due ragazzi non vedenti. Lui attende pazientemente che la ragazza lo consideri più che un amico, lei, sogna invece al suo fianco un uomo capace di vedere, e di guidarla nel mondo. Realizzato con delicatezza e semplicità, cullato da una colonna sonora avvolgente. Tante emozioni.



7) HI, I'M TONY  (Malayalam)
Di Lal Jr.
Con Asif Ali, Lal, Miya, Biju Menon e Lena Abhilash

Una coppia di giovani sposi, un appartamento fin troppo bello e un ingombrante impiccione che per restare nella casa stuzzica l'avidità dei due malcapitati. Forse questo film non avrà niente di nuovo ma il suo budget superlow e l'intensità delle interpretazioni mi ha ancora una volta convinta che basta veramente poco per costruire un buon thriller a partire da niente. Il cinema in lingua malayalam non ama sperperare e a volte i frutti di questa estrema parsimonia sono esperimenti di cui prendere nota.