28 marzo 2011

DHOBI GHAT



Un piccolo film composto, dal gusto e dal ritmo più europei che bollywoodiani, che dura solo un'ora e trentacinque minuti. Anche questa è India.

TRAMA

Arun (Aamir Khan), un artista che ha appena traslocato in un vecchio appartamento di Mumbai e Shai (Monica Dogra), che vive in America ma è in India per un anno sabbatico, s'incontrano ad un'esposizione. Incuriosita da Arun, che si rivela un tipo schivo e solitario, Shai conosce Munna (Prateik Babbar), il ragazzo che lava i panni nel quartiere del pittore.
Munna, fan di Salman Khan ed aspirante attore, si avvicina sempre più a Shai, mentre Arun si scopre completamente assorbito da alcune videocassette-diario, trovate per caso, che appartengono alla precedente proprietaria dell'appartamento, Yasmin (Kriti Malhotra).

RECENSIONI

Times of India *** 1/2
Qual è il tratto che qualifica una metropoli se non la moltitudine di persone che vi abita? L'indice di alienazione di chi vi giunge da luoghi differenti per conquistare il proprio spazio. Tutte anime perdute, bramanti, solitarie. Dhobi Ghat è un coinvolgente film sull'angoscia urbana. Le esperienze vissute sullo schermo dai quattro protagonisti possono essere diverse fra loro, ma presentano un aspetto in comune: la disperata ricerca di un'ancora di salvezza. DG segna il sensibile debutto di Kiran Rao, ed è una pellicola fortemente impregnata di umori e di anima. La regista utilizza i personaggi con intelligenza per dissezionare il tanto chiacchierato spirito di Mumbai, senza mai diventare querula. Il punto di forza del film è la sobria eleganza. Il quartetto scivola dentro e fuori dai fotogrammi, inseguendo sogni e aspirazioni. Aamir Khan enuncia l'arte della discrezione con la sua interpretazione di Arun. Monica Dogra e Kriti Malhotra alternano abilmente forza e vulnerabilità. Il Munna di Prateik Babbar è irresistibile, anche se un po' troppo chic per il suo ruolo. Ma alla fine è il quinto personaggio a stagliarsi, con i suoi colori e i suoi imprevedibili mutamenti: Mumbai, la maximum city. La fotografia di Tushar Kanti Ray cattura Mumbai in tutte le sue originali sfumature: nero, grigio, soleggiato, ombroso, caotico, desolato. DG è un esempio di intelligente cinema d'autore, un'ode lirica alla malattia contemporanea della metro-eccentricità.
Nikhat Kazmi, 20.01.11
La recensione integrale

Hindustan Times ***1/2
Prateik Babbar è incommensurabilmente naturale. Monica Dogra è disinvolta. Aamir Khan, accettando un ruolo così sommesso, ha compiuto una mossa ammirevole per una superstar, anche se, per la stessa ragione, forse non era adatto. Dhobi Ghat dura circa 90 minuti e non prevede intervallo. La trama è minimalista. La drammaticità è solo nelle emozioni espresse. L'esecuzione è abile. Kiran Rao, sicura in modo supremo per un'esordiente, sposa davvero il mondo dei suoi personaggi. Le storie si incrociano. Lo spettatore è catturato da quanto vede. Bombay è al centro dell'attenzione del film. E' probabilmente la sola città al mondo nella quale così tante classi si amalgamano in un fiume comune di dispiaceri, bellezza, speranze, ciascuno ignaro dell'effetto che provoca ogni giorno sugli altri. DG è viscerale, un omaggio di prima classe alla metropoli.
Mayank Shekhar, 21.01.11
La recensione integrale.

Diana ****
Kiran Rao firma un ottimo esordio dietro la cinepresa, debuttando con un film che svela molto della personalità della sua autrice. Le scelte di Kiran sono precise e sicure. Il suo stile elegante, controllato si traduce in un'estetica asciutta ma poetica e vitale. Un film dal look raffinato che però è palpitante, inteso ed emozionante.
I quattro protagonisti sono tutti bravi e giusti. Per il mitico Aamir Khan è un gioco da ragazzi, ma chi spicca davvero sono l'affascinante, Monica Dogra, nel suo primo ruolo da protagonista, e Prateik Babbar (già visto in Jaane Tu... Ya Jaane Na) dolcissimo e quasi troppo tenero per essere vero.

Il bello:
-  Aah Mumbai...sembra di essere lì e non si vorrebbe più venire via.

Il brutto:
- Un film minimalista, magari un po' snob, di cui lo stesso Aamir Khan ha detto: "...non è per le persone a cui piacciono le commedie, gli action, i thriller o altri film facilmente catalogabili. E' più per il pubblico che ama la musica e che legge molto, più per un pubblico di nicchia". (L'articolo integrale).
Che si preferiscano le pellicole essenziali o quelle più fastose e persino un po' trash, Dhobi Ghat è un gran bel film.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Arun - Aamir Khan
Munna - Prateik Babbar
Shai - Monica Dogra
Yasmin - Kriti Malhotra
Vatsala - Kitu Gidwani
Amma - Nafisa Khan

Scritto e diretto da Kiran Rao

Musiche di Gutavo Santaolalla

Prodotto e distribuito da Aamir Khan Productions

Anno 2011

CURIOSITA'

- Aamir Khan e Kiran Rao si sono sposati nel 2005, dopo essersi conosciuti sul set di Lagaan, quando  Kiran era uno degli assistenti alla regia di Ashutosh Gowariker. Per Aamir è il secondo matrimonio.
Insieme hanno fondato la Aamir Khan Productions e prodotto film di grande successo come Taare Zameen Par, Jaane Tu Ya Jaane Na e Peepli Live.

- Dhobi Ghat è stato realizzato con una tecnica chiamata "guerilla", spesso utilizzata per le pellicole a basso budget, che prevede di girare con una troupe ridotta, in locations reali, molto velocemente e senza richiedere i permessi.

- Monica Dorga, di origine indiana e cresciuta negli States, è una cantautrice e fa parte del duo electro punk Shaa'ir+Func.
Il sito ufficiale del gruppo Shaa'ir+Func.
Da You Tube un'intervista ed un assaggio delle doti canore di Monica Dogra.


Il sito ufficiale del film.

23 marzo 2011

FILM 2010 CONSIGLIATI DA DIANA

di Karan Johar, con Shah Rukh Khan e Kajol. 
Un film splendido, drammatico che riempie gli occhi, la testa e il cuore e che ha portato sugli schermi delle sale italiane il talento di Shah Rukh Khan. In occasione della prima di My name is Khan, nel corso di una serata indimenticabile, il Re ha partecipato al Festival Internazioneale del Film di Roma 2010.
Il film più bello dell'anno e il più importante dell'ultimo decennio.

2 - Udaan
di Vikram Motwane, con Rajat Barmecha e Ronit Roy.
Il giovane Rohan, dopo otto anni di lontananza, torna a casa dal padre, praticamente sconosciuto, che si dimostra subito rigido, anaffettivo e violento. Per il ragazzo comincia una lotta silenziosa per la soppravvivenza. A vincere saranno l'umanità, lo slancio vitale e l'anelito di libertà di Rohan, che la brutalità e l'ottusità del genitore non sapranno frustrare.
Vikram Motwane scrive e dirige con sensibilità un film intenso, ottimamente interpretato che coinvolge ed emoziona. Un gioiello di perfezione. Da vedere.

di Aparna Sen, con Rahul Bose e Chigusa Takaku.
Storia delicatissima e poetica di un amore epistolare tra un indiano e una ragazza giapponese. Interpretazioni superbe, Rahul Bose sopra tutti, scenari lirici e una regista di grande talento per un film intimo ed imperdibile.

di Abhishek Chaubey, con Naseruddin Sha, Vidya Balan e Arshad Warsi. 
Due criminali Khalu Jaan (Naseruddin Shah) e Babban (Arshad Warsi), una borsa piena di soldi, una giovane vedova,  Krishna (Vidya Balan), e l'India più aspra e polverosa. Tre eccezionali star nel cast, una commedia d'azione vivace e spiritosa, con un tocco di sensualità: che cosa desiderare di più?

di Dibakar Banerjee, con Anshuman Jha, Shruti, Raj Kumar Yadav, Neha Chauhan, Amit Sial e Arya Devdutta.
Il film più innovativo degli ultimi anni, è girato esclusivamente per mezzo di videocamere digitali amatoriali e telecamere a circuito chiuso. Si tratta di tre episodi, tre differenti storie in cui questi mezzi di registrazione video diventano protagonisti. 
Una pellicola dura, cattiva, una denuncia sgradevole che disturba. E quando si è certi che le intenzioni di Dibakar Banerjee sono proprio quelle di colpire senza  indulgenza, si rimane ammirati.

di Siddharth Anand, con Ranbir Kapoor e Priyanka Chopra. 
Un film d'amore delizioso e divertente. I due protagonisti interpretati da Ranbir Kapoor e Priyanka Chopra, scatenati  e in grande forma, vogliono suicidarsi e invece s'innamorano. W le commedie romantiche!

19 marzo 2011

NO ONE KILLED JESSICA

Dopo quasi tre anni dal suo meraviglioso esordio, Aamir, il regista Raj Kumar Gupta conferma il suo talento e torna con un altro buon film: il racconto di un fatto di cronaca realmente accaduto.

TRAMA

Delhi, mentre sta lavorando come barista ad un party, Jessica (Myra Karn) viene uccisa con un colpo di pistola da un giovane, Manish Bharadwaj (Mohammed Zeeshan Ayyub), a cui aveva rifiutato un drink. Nonostante alla festa partecipino più di trecento potenziali testimoni ed al momento dell'accaduto siano presenti gli amici di Manish e i colleghi di Jessica, ottenere che il colpevole paghi per il delitto commesso si  rivelerà più difficile di quanto l'apparenza farebbe supporre. Manish è infatti il figlio di un politico influente, senza scrupoli e senza morale.

RECENSIONI

The Times of India ****
Basato sull'omicidio della modella Jessica Lall avvenuto nel 1999 in un locale dei quartieri alti di Delhi, e sul desiderio di giustizia della sorella Sabrina Lall, il film mostra l'India contemporanea esattamente com'è. La vicenda è ben nota, però il regista Rajkumar Gupta (che aveva già dato prova del suo talento in Aamir) la gestisce in modo talmente emozionante da creare un nuovo interesse. No one killed Jessica, a differenza delle tipiche saghe di supereroi, non narra solo la lotta di due donne, ma quella di un intero Paese che si unisce a loro. Sono molte le insidie da affrontare quando si decide di realizzare una pellicola che si ispiri ad un fatto di cronaca. NOKJ poteva svilupparsi come un asettico documentario, invece il regista e gli attori infondono anima e corpo nel film, che si offre come un teso thriller. L'ottima sceneggiatura (Rajkumar Gupta), i dialoghi (nei quali è Delhi a prendere vita) e gli attori catturano l'attenzione. L'interpretazione di Rani Mukherjee è adrenalinica. Ma è Vidya Balan a rubare la scena. Il resto del cast è perfetto. La pellicola vanta inoltre un impeccabile primo tempo e un'audace colonna sonora (Amit Trivedi). NOKJ è un'esperienza memorabile.
Nikhat Kazmi, 06.01.11
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
Vidya Balan è splendidamente naturale, però Rani Mukherjee sembra inadatta al ruolo. La location è New Delhi, una città che è nello stesso tempo urbana nell'aspetto e nelle infrastrutture, e feudalmente rurale nell'arrogante mentalità basata sullo sfoggio delle amicizie influenti. Può un film in un paio d'ore raccontare la verità su un fatto di cronaca? Forse no. Ma può rappresentarlo in modo avvincente. Ed è quello che fa il bravo regista e sceneggiatore Rajkumar Gupta. La narrazione è coinvolgente, la colonna sonora (Amit Trivedi) è edificante, la sceneggiatura ben tirata (si concede qualche scivolone solo verso la fine). Studiando No one killed Jessica con attenzione, si nota che la storia sembra più significativa sullo schermo che sulla carta. I fatti di cronaca nera narrati dai tabloid acquistano un'improvvisa rilevanza nazionale se illustrano i tempi in cui viviamo. L'effetto è terapeutico, le opinioni convergono. Il pubblico è insolitamente carico e vuole di più. E qui entra in scena il cinema. Questa è la terza pellicola basata sul caso di Jessica. La seconda è stata Halla Bol di Rajkumar Santoshi, seriosamente esagerata. E la prima è stata, ovviamente, quella andata in onda in diretta sui canali televisivi nazionali nel 2006, con Rang De Basanti come colonna sonora. NOKJ è importante per il modo in cui è stato realizzato, ed è un film da guardare.
Mayank Shekhar, 07.01.11
La recensione integrale.

Diana ***
Raj Kumar Gupta si muove dietro la cinepresa con serietà, onestà e pulizia trasformando una storia di cronaca  particolare in universale. Il caso di Jessica è reso esemplare senza che diventi stucchevole.
L'indignazione, la partecipazione, un comune senso di giustizia sono ancora possibili. Perlomeno in India.

Il bello:
- Rani Mukherjee nel bel ruolo della giornalista capace ed indipendente, Meera, è splendida. Perfetta.
- La Delhi dei titoli di testa.
- La performance misurata di Vidya Balan. La sua presenza è ormai una certezza, quasi una certificazione di qualità. Un vero talento.
- Per una volta si tratta di una storia vera. La voce dell'opinione pubblica si è davvero unita a quella dei mezzi di comunicazione per chiedere giustizia. Un fatto per niente scontato e molto toccante. Una storia da raccontare.

Il brutto:
- A differenza di quanto raccontato durante la promozione del film, No One Killed Jessica non è un thriller. Non si tratta di una pellicola che gioca sulla suspance. Grazie però ad una storia forte e alla regia pulita e capace del bravo Raj Kumar Gupta, il film convince fino in fondo.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Meera Gaity -  Rani Mukherjee
Sabrina Lall - Vidya Balan
Jessica Lall - Myra Karn
Vikram Jai Singh - Neil Bhoopalam
Pramod Bharadwaj - Shireesh Sharma
Manish Bharadwaj - Mohammed Zeeshan Ayyub
Mallika Sehgal - Bubbles Sabharwal
Sanjit Lall - Yogendra Tikku
June Lall - Geeta Sudan

Scritto e diretto da Raj Kumar Gupta

Musiche di Amit Trivedi (Udaan)

Coreografie di Ashley Lobo

Prodotto da Ronnie Screwvala

Distribuito da UTV

Anno 2011

CURIOSITA'

- Un altro film Hindi ispirato al caso di Jessica Lall è Halla Bol del 2008.

- C'è un collegamento ideale tra No One Killed Jessica e Rang de Basanti; per questo motivo nella pellicola di Raj Kumar Gupta sono mostrate alcuni fotogrammi di Rang de Basanti.

- Durante la promozione di No One Killed Jessica si sono diffuse le solite voci sulla presunta rivalità e i  supposti pessimi rapporti tra le due attrici protagoniste. Forse per smentire i maligni, come mossa pubblicitaria o, come preferiamo pensare noi, per il puro gusto della provocazione, durante un'intervista televisiva Rani ha baciato sulle labbra Vidya: grande Rani!
Ecco il video.

16 marzo 2011

FILM 2010 CONSIGLIATI DA CINEMA HINDI


Giudizio: ***1/2

17 - Anjaana Anjaani, diretto da Siddharth Anand, con Priyanka Chopra e Ranbir Kapoor. La commedia romantica più frizzante del 2010, con due svitati, tenerissimi personaggi, situazioni divertenti, grande intesa fra gli attori protagonisti. Sito ufficiale e trailer.
16 - Once upon a time in Mumbaai, diretto da Milan Luthria, con Ajay Devgan, Emraan Hashmi e Kangna Ranaut. Stilosissima gangster story ambientata negli anni settanta. Si rimane abbagliati dal carisma di Ajay, dalla bravura di Emraan e dal look perfetto di Kangna. La storia non è nuova ma sempre coinvolgente. E il tema musicale di Sandeep Shirodkar è uno dei migliori del 2010. Sito ufficiale e trailer.
15 - Karthik calling Karthik, diretto dall'esordiente Vijay Lalwani, con Farhan Akhtar e Deepika Padukone. Insolito thriller psicologico dall'atmosfera intrigante e dall'ipnotica colonna sonora di Shankar-Ehsaan-Loy. Farhan Akhtar si conferma uno degli attori più interessanti in circolazione. Trailer.
14 - Peepli (live), diretto dall'esordiente Anusha Rizvi, con Raghubir Yadav e Omkar Das Manikpuri. Corrosiva black comedy che strapazza politici e mass media, prodotta da Aamir Khan e selezionata dall'India per rappresentarla agli Oscar. Sito ufficiale e trailer.
13 - Tere Bin Laden, diretto dall'esordiente Abhishek Sharma, con il cantante pachistano Ali Zafar al suo debutto a Bollywood. Irriverente e goliardico, osa l'inosabile: sfiorare con una parodia che sconfina nella satira nientemeno che Osama Bin Laden. Presa di mira anche la politica estera americana: TBL non risparmia proprio nessuno. Sito ufficiale e trailer.

Giudizio: ****

12 - Aakrosh, diretto da Priyadarshan, con Ajay Devgan, Akshaye Khanna e Paresh Rawal. Adrenalinico action thriller di ottima fattura. Interpretazioni superbe e ritmo coinvolgente. Non manca la denuncia sociale. Sito ufficiale e trailer.
11 - The Japanese wife, in lingua bengali, diretto da Aparna Sen, con Rahul Bose. Poetico e intimista. Splendida fotografia. L'eclettico Rahul Bose si offre in un'inedita versione. Sito ufficiale e trailer.
10 - Road to Sangam, diretto da Amit Rai, con Paresh Rawal e Om Puri. Soggetto originale. Grande performance di Paresh Rawal. Un inno alla convivenza pacifica a cui tutti noi possiamo e dobbiamo contribuire. Didattico. Sito ufficiale e trailer.
9 - Phas Gaye Re Obama, diretto da Subhash Kapoor, con Sanjay Mishra, Manu Rishi, Rajat Kapoor e Neha Dhupia. Commedia satirica a 360 gradi: recessione, NRI, Obama, l'anonima sequestri, yes we can, corruzione politica, femmine letali e chi più ne ha più ne metta. Sceneggiatura e interpretazioni robuste. In ginocchio al cospetto di Sanjay Mishra. Trailer.
8 - Well Done Abba!, diretto da Shyam Benegal, con Boman Irani e Minissha Lamba. Satira educata ma non per questo meno pungente. Al centro un caldo rapporto padre-figlia. E una performance indimenticabile da parte di Boman Irani. Trailer.
7 - Rann, diretto da Ram Gopal Varma, con Amitabh Bachchan, Sudeep, Paresh Rawal e Riteish Deshmukh. Realizzato con taglio da thriller, offre un quadro non proprio edificante della società contemporanea indiana, mettendo a nudo la corruzione di politici, baroni dei media, industriali. Trailer.
6 - Do Dooni Chaar, diretto dall'esordiente Habib Faisal, con Rishi Kapoor e Neetu Singh. Commedia gentile e realistica, quasi perfetta, che ricorda il cinema popolare italiano degli anni sessanta. Sceneggiatura e interpretazioni da manuale. Sito ufficiale e trailer.
5 - My name is Khan (Il mio nome è Khan), diretto da Karan Johar, con Shah Rukh Khan e Kajol. Favola moderna che ha incantato il pubblico di mezzo mondo. Performance stellare dell'attore protagonista. MNIK è stato presentato al festival di Roma 2010 alla presenza di un raggiante Shah Rukh Khan, ed in seguito è stato distribuito nelle nostre sale doppiato in italiano. Sito ufficiale e trailer.

Giudizio: ****1/2

4 - Dabangg, diretto dall'esordiente Abhinav Kashyap, con Salman Khan. Il film campione d'incassi del 2010, stupidissimo, divertentissimo, diretto e interpretato talmente bene da diventare irrinunciabile. Salman Khan è uno spettacolo. La colonna sonora di Sajid-Wajid e l'item song Munni Badnaam di Lalit Pandit sono incendiarie. Sito ufficiale e trailer.
3 - Ishqiya, diretto dall'esordiente Abhishek Chaubey, con Naseeruddin Shah, Arshad Warsi e Vidya Balan. Intrattenimento puro. Performance clamorose. Zero difetti. Ishqiya ha prepotentemente segnato una svolta nel cinema popolare hindi: distribuito poco più di un anno fa, è gia copiatissimo. Sito ufficiale e trailer.
2 - Udaan, diretto dall'esordiente Vikram Motwane, con Rajat Barmecha al suo debutto e Ronit Roy. Film sottile e psicologico, il più emozionante del 2010, ha conquistato consensi unanimi e premi a pioggia. Un classico. Sito ufficiale e trailer.
1 - Love Sex Aur Dhokha, diretto da Dibakar Banerjee. Dirompente, innovativo, coraggioso, epocale. La pellicola più raggelante e significativa degli ultimi anni, nonchè una delle pietre miliari nella storia della cinematografia hindi. Sito ufficiale e trailer.

14 marzo 2011

PHAS GAYE RE OBAMA


Nel 2010 due sceneggiature hanno tratto spunto dalla recessione economica per sviluppare una frizzante commedia romantica (Anjaana Anjaani) e un'originalissima commedia satirica (Phas Gaye Re Obama). Mentre in Anjaana Anjaani l'ambientazione rimane occidentale, e solo nel finale si accenna ad un ritorno in India, Phas Gaye Re Obama rientra nel filone sempre più nutrito di quelle pellicole che non si accontentano nemmeno di una metropoli indiana, bensì cercano il sapore e il colore delle cittadine di provincia. Scelta che, a giudicare dai risultati e dal gradimento di critica e pubblico, si rivela azzeccata. Scelta che segna un avvicinamento stilistico alle cinematografie in lingue indiane diverse dalla hindi, nonchè un ritorno alla tradizione seppur con sensibilità contemporanea.

PGRO ironizza con intelligenza sullo spauracchio della recessione, accostando due mondi lontanissimi fra loro, stravolgendo e rappresentando in modo esilarante il processo di eventi a catena che specularmente, su scala planetaria, ha causato la crisi economica globale. Lo sberleffo, bonario ma significativo, manda in frantumi il sogno luccicante di una nuova vita nell'opulento primo mondo. L'India si prende la rivincita: PGRO volta pagina e fa sembrare vecchio e superato tutto quel cinema popolare hindi nel quale l'enfasi posta sull'occidente si traduceva in lusso ostentato e location da vip. Un accenno alla satira politica costituisce la ciliegina sulla torta, ma non è solo il soggetto a rendere accattivante il film. Le interpretazioni sono davvero impeccabili, con in prima linea il mattatore Sanjay Mishra affiancato da un godibilissimo Manu Rishi.

PGRO, a dispetto del budget contenuto e dell'assenza di superstar, ha ottenuto un successo inaspettato, chiudendo un'annata contraddistinta da fortunate pellicole dirette da registi esordienti o quasi e sostenute da sceneggiature originali: Ishqiya, Road to Sangam, Tere Bin Laden, Udaan, Peepli (live), Do Dooni Chaar, solo per citare alcuni titoli. La spinta innovativa non perde lo slancio. Il cinema indiano si conferma il rivale più agguerrito di Hollywood, e non solo grazie al numero di spettatori e di film prodotti.

TRAMA

India. Bhai Sahib (Sanjay Mishra) e il suo manipolo di sdruciti gangster specializzati in rapimenti fanno i conti con la recessione. Mancano i soldi per corrompere la polizia, per la benzina, per le pallottole, persino per ricaricare i cellulari. E i parenti dei rapiti, invece di pagare i riscatti, chiedono prestiti agli stessi rapitori. Stati Uniti. L'ex-milionario Om Shastri (Rajat Kapoor) a causa della recessione perde tutto. Le due vicende si incrociano in modo casuale per condurre, comicamente, a sviluppi inaspettati.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Alcune sequenze di PGRO sono già entrate nella storia: la lezione d'inglese, l'appropriazione indebita dello slogan elettorale di Obama, i rapimenti gestiti con tanto di apparato contabile e burocratico. Un vero spasso.
* Neha Dhupia: così non l'avete mai vista.

RECENSIONI

The Times of India: ****
Bisogna essere in gamba per collegare lo sgretolamento di Wall Street alle sfaccendate gang indiane. E molto in gamba per tradurre lo slogan 'Yes we can' di Obama nel grido di guerra di un pugno di teppistelli. Il regista Subhash Kapoor ci riesce, ed il cast infonde vita ad un'adunata di divertenti personaggi. Dalla Grande Mela all'entroterra indiano, questa commedia degli equivoci respira grazie anche ad una sceneggiatura spiritosa. Le performance sono splendide. Phas Gaye Re Obama è un delizioso regalo a sorpresa di fine anno.
Nikhat Kazmi, 02.12.10

Hindustan Times: ***
L'esito del film è esilarante. Sanjay Mishra è l'attore che davvero fa funzionare Phas Gaye Re Obama, una black comedy scritta in modo superbo da Subhash Kapoor. Vale i soldi del biglietto.
Mayank Shekhar, 03.12.10

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: Sanjay Mishra (*****); l'originalità del soggetto.
Punto debole: -

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rajat Kapoor - Om Shastri
* Sanjay Mishra (Sankat City) - Bhai Sahib
* Manu Rishi (Oye Lucky! Lucky Oye!) - Anni
* Neha Dhupia - Munni
* Amol Gupte (Kaminey) - il ministro

Soggetto, sceneggiatura, regia e dialoghi: Subhash Kapoor
Colonna sonora: Manish J. Tipu
Coreografia: Sagar Das
Fotografia: Arvind Kannabiran (I am) e Mujahid Raza
Montaggio: Sandeep Singh Bajeli (Lahore)
Traduzione del titolo: Sono in trappola, Obama.
Anno: 2010
Awards:
* South Asian International Film Festival 2010 di New York: premio del pubblico;
* Star Screen: miglior attore comico (Sanjay Mishra). Dichiarazioni di Mishra.

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Hindustan Times, 12.12.10: dichiarazioni di Rajat Kapoor
* Bollywood Hungama, 09.11.10: video della presentazione della colonna sonora. Vi consigliamo di non perdere l'ingresso in scena di Sanjay Mishra e della sua gang...
* Bollywood Hungama, 01.12.10: intervista video a Manu Rishi e Amol Gupte
* Bollywood Hungama, 02.12.10: video della première
* Bollywood Hungama, 03.12.10: PGRO - The making
* Bollywood Hungama, 09.12.10: intervista video a Sanjay Mishra, Rajat Kapoor e Neha Dhupia
* Bollywood Hungama, 20.01.11: video della presentazione del DVD

CURIOSITA'

* Phas Gaye Re Obama è stato presentato in prima mondiale al South Asian International Film Festival 2010 di New York, dove ha conquistato il premio del pubblico.
* Subhash Kapoor, laureato in letteratura hindi, condivide con Anusha Rizvi, regista di Peepli (live), un passato da giornalista a Delhi. La sua prima pellicola, Salaam India (2007), è stata un insuccesso. Lo spunto per PGRO nacque casualmente: la moglie di Ashok Pandey, amico di Subhash e produttore del film, progettava di recarsi in Uttar Pradesh. Il regista la mise scherzosamente in guardia: 'Attenta a non farti rapire!'. La donna rispose: 'Oh, i rapitori rimarrebbero delusi nel constatare che non ho un soldo'. Tornando a casa, l'idea di PGRO si sviluppò nella mente di Subhash. E quando una settimana più tardi Kapoor raccontò all'amico la trama della pellicola, Ashok volle a tutti i costi produrla. PGRO è stato ultimato in 30 giorni. Il cast e la troupe tecnica hanno prestato la loro collaborazione senza ricevere alcun compenso in anticipo. Ora Subhash sta lavorando al suo prossimo progetto, una satira sul sistema giuridico indiano dal titolo provvisorio di Jolly LLB. Articolo di Mumbai Mirror.
* Manu Rishi ha scritto i dialoghi di Oye Lucky! Lucky Oye!, aggiudicandosi il Filmfare e l'IIFA award. Stimato attore teatrale, ha preso parte ad un adattamento di un'opera di Dario Fo: Morte accidentale di un anarchico.
* Riferimenti a Bollywood: Madhuri Dixit, Rani Mukherjee, Kareena Kapoor, Preity Zinta, Deepika Padukone. Citato Gabbar Singh, il leggendario eroe negativo di Sholay.
* Film che trattano il tema della recessione: Anjaana Anjaani, anche se marginalmente. In My name is Khan il presidente Obama è uno dei personaggi secondari della storia. The president is coming è una divertente commedia ispirata alla visita di Bush in India.

07 marzo 2011

WELL DONE ABBA!


La satira sociale non è molto comune nella cinematografia hindi, tuttavia nel 2010 sono state distribuite ben tre pellicole che, pur con esiti diversi, hanno osato cimentarsi nel genere: Well Done Abba!, Khatta Meetha e Peepli (live).
Well Done Abba! è un prodotto godibilissimo, che cresce e avvince (e diverte) a mano a mano che la narrazione procede, ed emana un tepore lieto dal quale è piacevole lasciarsi avvolgere. La performance di Boman Irani è irresistibile. Sorprendente l'interpretazione di Minissha Lamba, del tutto nel ruolo. L'intesa condivisa fra i due è piena di calore, e aggiunge un altro fiore all'occhiello: WDA! è anche la storia di uno splendido rapporto padre-figlia, rapporto che di fatto oscura la storia d'amore. Da segnalare l'inusualità delle figure femminili principali: da Muskan - una ragazza musulmana che vive in un villaggio, ma è indipendente, istruita e per nulla sottomessa - a Salma, lontana anni luce dalle zie tradizionali, alla sensualissima moglie dell'ingegnere. 
La satira è bonaria ma martellante e mai fuori fuoco. Il graffio non è corrosivo come in Peepli (live) eppure ugualmente efficace. La burocrazia e la corruzione indiane sono messe alla berlina con allegria e amabile candore, la sceneggiatura non è superficiale, i personaggi sono finemente tratteggiati, si sorride, si gusta la vivacità delle performance, l'ambientazione rustica, il sapore dolce-amaro del messaggio, la regia non invasiva di Benegal. Forse WDA! non è il miglior film dell'anno, forse non meritava di rimpiazzare Peepli (live) agli Oscar (come auspicato da alcuni critici indiani), ma di certo è consigliabile, oltre a costituire un'ulteriore pietra miliare nella carriera cinematografica di Boman Irani.

TRAMA

Armaan Ali (Boman Irani) si reca nel suo paesello d'origine per occuparsi del matrimonio della figlia Muskan (Minissha Lamba), ma ben presto si trova coinvolto in una ragnatela di burocrazia e mazzette. Niente paura. Muskan è sveglia. Intelligente. E ha un'idea.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Rehman Ali: i tentativi di fuga in un frullio d'ali di galline terrorizzate; la danza demenziale al matrimonio di Muskan (clicca qui). Finto, sopra le righe, ma adorabile come solo Boman Irani sa essere.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* L'interpretazione di Ravi Kishan.

RECENSIONI

The Times of India: ****
Il patriarca del cinema parallelo torna con un film che mostra in modo efficace perchè la new-wave indiana degli anni settanta inaugurò un nuovo trend in termini artistici e di significato. E oggi, mentre assistiamo ad un'altra ondata di sperimentazione, Well Done Abba! di Shyam Benegal emerge a parametro di riferimento. La pellicola si apre come una sinfonia gentile - mai eccessiva, mai isterica -, per chiudersi con una satira incisiva dell'inappropriata definizione di India shining. La sceneggiatura di Benegal se la prende con l'intera macchina governativa - politici, ingegneri, burocrati, poliziotti - che corrode il sistema, precludendo progresso e sviluppo. Il film è pura delizia, con gli eventi che si schiudono in una vena comica e briosa. Ma l'aspetto più affascinante è dato dai coloriti personaggi e dall'approccio ai problemi del villaggio, un microcosmo che rispecchia l'intera nazione. Boman Irani è assolutamente fantastico. Ma alla fine ciò che rimane è la firma del maestro, Shyam Benegal, su una tela realizzata con finezza. Assaporate sostanza e anima: guardate del cinema well done.
Nikhat Kazmi, 25.03.10

Hindustan Times: ***
La sceneggiatura di Benegal è sicuramente lirica e stratificata. Il soggetto è serio, l'ottimismo unico. Il film è una raffinata black comedy che potrebbe solo parzialmente deludere con il suo ritmo lento. Benegal debuttò nel 1962. Nehru era ancora primo ministro, la conquista della Luna lontana, il canale Doordarshan sarebbe diventato a diffusione nazionale vent'anni dopo. Benegal si è costruito con onestà una carriera più significativa di quella di un'intera industria cinematografica. Il suo lavoro è oggetto di tesi di dottorato. Che un intellettuale gentile e umile, dotato di dignità - qualità rara nei personaggi pubblici indiani -, abbia scelto di diventare regista, è una grande fortuna per il nostro cinema, anche se il pubblico locale lo ha largamente tradito (e qualche volta a ragione). Ultimamente Benegal ha iniettato dell'umorismo nel suo lavoro (Welcome to Sajjanpur, Well Done Abba!), e la cosa lo ha subito avvicinato ad un nuovo, emancipato pubblico da multiplex. Oltre a Naseeruddin Shah, Om Puri, Anant Nag e Rajit Kapur (il suo stock di attori), credo che Benegal stesse davvero aspettando un Boman Irani: un gioiello autodidatta che ha fatto il suo ingresso nel mondo del cinema solo pochi anni fa. E' sbalorditivo come questo attore, in un arco di tempo così breve, abbia deliziato un'intera nazione (due Munna Bhai, 3 idiots, Don, Eklavya, Khosla Ka Ghosla, ecc.). Ma in WDA! regala la sua performance più raffinata. Allora davvero well done, Benegal e Boman!
Mayank Shekhar, 26.03.10

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: Boman Irani e Minissha Lamba.
Punto debole: l'espediente della narrazione da parte del protagonista; la vicenda del matrimonio di Sakina.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Boman Irani - Armaan Ali/Rehman Ali
* Minissha Lamba (Bachna Ae Haseeno) - Muskan, figlia di Armaan
* Sammir Dattani (I hate luv storys) - Arif Ali
* Ila Arun (Jodhaa Akbar) - Salma, moglie di Rehman e zia di Muskan
* Rajit Kapur (Ghulam) - l'ispettore di polizia
* Ravi Kishan (Emotional Atyachar) - Vikas Jha, l'ingegnere
* Sonali Kulkarni (Dil Chahta Hai) - la moglie di Vikas
* Anaitha Nair (Chak De! India) - Sakina, amica di Muskan

Regia: Shyam Benegal (Zubeidaa)
Sceneggiatura, dialoghi, collaborazione alla stesura dei testi delle canzoni: Ashok Mishra (Welcome to Sajjanpur). La sceneggiatura si basa su due romanzi brevi, Narsaiyya Ki Bavdi di Jeelani Bano e Phulwa Ka Pul di Sanjeev, nonchè su una sceneggiatura di Jayant Kripalani intitolata Still waters.
Colonna sonora: Shantanu Moitra (3 idiots)
Coreografia: Shabina Khan (Naach), D. Ravi Shankar
Fotografia: Rajen Kothari (Zubeidaa)
Montaggio: Aseem Sinha (Zubeidaa)
Traduzione del titolo: abba significa papà.
Anno: 2009, ma distribuito in India nel 2010.
Awards:
* National Awards: miglior film a tema sociale;
* Zee Cine: miglior attore comico (Boman Irani).
Trailer: il brano musicale visualizzato nel trailer è firmato da Vishal Khurana ed è stato utilizzato solo a scopo promozionale. Si tratta di Jab Bhi Muh Kholta, un curioso rap in lingua telugu e hindi che segna il debutto di Khurana nell'industria del cinema.

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Hindustan Times, 16.09.09: dichiarazioni di Shyam Benegal
* Hindustan Times, 23.10.09: dichiarazioni di Shyam Benegal
* Hindustan Times, 23.02.10: intervista a Shyam Benegal
* Bollywood Hungama, 15.03.10: intervista a Minissha Lamba
* Bollywood Hungama, 17.03.10: intervista a Boman Irani
* Bollywood Hungama, 20.03.10: intervista a Minissha Lamba
* Bollywood Hungama, 26.03.10: intervista a Shyam Benegal
* The Times of India, 27.03.10: intervista a Shyam Benegal
* Bollywood Hungama, 30.03.10: intervista a Minissha Lamba
* The Times of India, 07.04.10: intervista a Boman Irani
* Bollywood Hungama, 26.03.10: video della première
* NDTV: intervista video a Boman Irani, Minissha Lamba e Sammir Dattani
* CNN-IBN: intervista video a Boman Irani e Minissha Lamba


CURIOSITA'

* Well Done Abba! è stato presentato in prima mondiale fuori concorso al Montreal World Film Festival 2009 (area del sito ufficiale del festival dedicata a WDA!), al Dubai International Film Festival 2009 (area del sito ufficiale del festival dedicata a WDA!), al Tongues on Fire London Asian Film Festival 2010 (intervista video a Shyam Benegal: prima e seconda parte), all'Off Plus Camera 2010 Krakow International Festival of Independent Cinema.
* Il villaggio nel quale è ambientato WDA! è stato interamente costruito presso la nota struttura Ramoji Film City di Hyderabad.
* Shyam Benegal, classe 1934, è imparentato con Guru Dutt ed è lo zio del regista Dev Benegal (Split wide open). Il numero dei National Award collezionati dalle pellicole dirette da Benegal è impressionante: ben diciotto, fra i quali uno per il miglior regista (Trikaal), uno per il miglior film (Samar) e sette per il miglior film hindi.
* L'attrice Ila Arun è anche cantante: fra i suoi brani più noti citiamo Ringa Ringa (in coppia con Alka Yagnik), composto da A.R. Rahman e incluso nella colonna sonora di Slumdog Millionaire. Ila Arun interpreta una canzone della colonna sonora di WDA!, Meri Bano Hoshiya, oltre ad aver collaborato alla stesura del testo.
* Rajit Kapur si è aggiudicato il National Award come miglior attore protagonista per The making of the Mahatma (1996), diretto da Shyam Benegal. La pellicola era stata premiata anche col National Award per il miglior film in lingua inglese.
* Sonali Kulkarni ha recitato nella pellicola italiana del 2006 Fuoco su di me (trailer), diretta da Lamberto Lambertini e interpretata da Omar Sharif. Fuoco su di me è stato riconosciuto film d'interesse culturale nazionale, ed è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Al Milano Film Festival pare che Sonali abbia vinto il premio come miglior attrice. Sonali scrive nel suo sito ufficiale: 'Lavorare in Fuoco su di me senza conoscere la lingua è stato interessante ed eccitante. E' stata una decisione coraggiosa da parte del produttore scritturare un'attrice indiana per ricoprire il ruolo di un personaggio italiano in un cast interamente italiano. L'aver partecipato sette anni fa alla pellicola Vrindavan Film Studios (*) mi ha fatto guadagnare la parte. Ho dovuto sottopormi per due anni ad elaborate prove e sessioni fotografiche sino ad ottenere l'approvazione del regista Lambertini. Ma lavorare in Fuoco su di me è stata un'esperienza favolosa, soprattutto per la presenza di Omar Sharif. Girato principalmente a Procida, ho dovuto imparare l'italiano e perfezionare l'accento un mese prima che le riprese iniziassero. Grazie alla troupe a agli altri attori, il mio italiano è migliorato e non mi è mai stato richiesto di ripetere una scena a causa della mia pronuncia'. L'attrice racconta nel dettaglio la sua esperienza italiana in questo divertente articolo pubblicato da IndiaGlitz.
(*) Vrindavan Film Studios è la prima pellicola diretta da Lambertini. Ambientata in India, era stata anch'essa presentata alla Mostra del Cinema di Venezia.
* Riferimenti a Bollywood: Waheeda Rehman, Katrina Kaif, Rani Mukherjee, Preity Zinta, Malaika Arora.
* Film che trattano lo stesso tema: Peepli (live), Vihir Chorila Geli (in lingua marathi) e il deludente Khatta Meetha. In Road, movie, diretto da Dev Benegal (nipote di Shyam), si affronta marginalmente il tema della scarsità idrica. In Do Dooni Chaar il rapporto padre-figlia è rappresentato in modo fresco e realistico. In Dor, in Fanaa e in Tere Bin Laden i personaggi femminili di religione musulmana sono coraggiosi e indipendenti.

GOSSIP & VELENI

* Sammir Dattani è stato campione nazionale di roller skate, ed è proprietario di un ristorante cinese a Mumbai.
* Anaitha Nair è una componente del gruppo musicale S5 (video di un'esibizione).

02 marzo 2011

GUZAARISH


Nel 2007 è uscito Saawariya, il progetto di Sanjay Leela Bhansali che seguiva al suo grandissimo e pluripremiato successo Black. Saawariya, pur essendo un film raffinato ed impeccabile, è stato il primo vero e proprio flop della carriera del regista che infatti ha dichiarato: 
"Dopo l'insuccesso di Saawariya, ho sperimentato il dolore del fallimento. E' stato il momento più difficile della mia vita. Improvvisamente tutti sono spariti, compresi coloro che avevano lavorato con me al film per due anni. A causa di questa sofferenza ho cominciato ad interessarmi seriamente al tema dell'eutanasia. Mi sono documentato e ho scoperto che l'eutanasia è illegale in molti paesi, anche in India. Dopo un anno di studi di questo tema sensibile, sono arrivato alla conclusione che ogni essere umano ha il diritto di morire con dignità. Questo è quello che mi ha portato a realizzare un film sulla "dolce morte"." (L'intervista completa.)
Ecco come nasce Guzaarish. Con un nesso emotivo avventato, Sanjay Leela Bhansali accosta idealmente la delusione causata da un fallimento lavorativo al dramma esistenziale del suo protagonista tetraplegico.
Date tali premesse, l'infelice risultato non deve sorprendere.

TRAMA 

Ethan Mascarenhas (Hrithik Roshan), un illusionista di grande talento, è tetraplegico a causa di un incidente accaduto proprio durante uno spettacolo di magia. Vive in una suggestiva casa a Goa, a fianco dell'infermiera ed insostituibile aiuto Sofia D'Souza (Aishwarya Rai). Per quattordici anni Ethan ha reagito con determinazione alla sua condizione ed è diventato il vitale speaker di una stazione radio. Decide, però, di sottoporre ad un tribunale la sua richiesta di eutanasia.

RECENSIONI

The Times of India ***
Guzaarish è una pellicola insolita sotto molti aspetti. Innanzitutto perchè è un'opera cinematografica che si avvicina all'arte pura. Il regista Sanjay Leela Bhansali e il direttore della fotografia Sudeep Chatterjee hanno creato un collage di quadri incantevoli. La squisita minuziosa descrizione della routine quotidiana di Sophie è ipnotizzante. Ancora più insolito è lo spirito del film, con la morte in attesa ma con la vita che sprizza e prorompe in ogni fotogramma. Inoltre Guzaarish racconta un'insolita storia d'amore priva di stereotipi: tutto è lasciato non detto, e gli sguardi e le espressioni sopperiscono alle parole. Un applauso a Hrithik Roshan e ad Aishwarya Rai: le performance sono uniformemente buone, comprese quelle del cast di supporto (con una menzione speciale per Shernaz Patel), ma sono Hrithik e Ash a provocare un'impressione indelebile con la loro interpretazione di due personaggi non convenzionali ed estremamente difficili. Hrithik recita con gli occhi. Ash è un meraviglioso quadro fatto di grazia e di fuoco. Ugualmente degna di nota è la colonna sonora, con la quale Sanjay Leela Bhansali debutta come compositore. Guzaarish non guarda al box office bensì alla gratificazione dei sensi, e ci riesce in ampia misura.
Nikhat Kazmi, 18.11.10
La recensione integrale.

Hindustan Times ***  
Guzaarish si ispira a Mare dentro tanto quanto Black si ispirava ad Anna dei miracoli. Hrithik Roshan, il Jesus Christ Superstar indiano, recita la sua parte sfiorato da ombre rosseggianti, sotto un vasto cielo grigio. Penso sia, in quella fascia d'età, l'attore migliore che abbiamo. Hrithik in Guzaarish punta alla conquista di qualche premio, ma fortunatamente lo sforzo non si vede, lo zelo sì. Aishwarya Rai colpisce più per la sua avvenenza che per la devozione del suo personaggio. Nel film l'estetica sovrasta tutto il resto. L'immaginazione di Sanjay Leela Bhansali è un sogno potente che cambia colore in ogni pellicola. Guzaarish, nei toni del blu scuro, è in larga parte un mix di raffinata coreografia e di grande magia. Le inquadrature sono sensazionali, meravigliose (non la colonna sonora, composta dallo stesso Bhansali, ma è un male minore), però la loro perfezione allontana lo spettatore dall'interiorità dei personaggi. Dovremmo commuoverci per la vicenda narrata in Guzaarish, e questa distanza purtroppo non lo consente. Rimanere ipnotizzati dalla magnificenza del grande schermo non sempre è positivo: all'inizio si viene soverchiati, e alla fine si resta leggermente delusi. Ecco il problema di Guzaarish, che è, sotto altri aspetti, un buon film.
Mayank Shekhar, 19.11.10
Recensione integrale.

Diana **
Sanjay Leela Bhansali  ha le capacità e il talento per permettersi i progetti più ambiziosi. Guzaarish nelle intenzioni è un film difficile e delicato. Purtroppo questa volta a Bhansali non riesce l'incanto e toppa clamorosamente. 
Nonostante l'impatto estetico della pellicola sia come sempre alto, la sceneggiatura è sovrabbontante di elementi che più che aiutare a mettere a fuoco la storia, risultano dispersivi. I comprimari sono mal tratteggiati, marginali, a volte ridotti a caricature e in alcuni casi di troppo. Quello che manca è, invece, il giusto spazio per sviluppare i personaggi dei due protagonisti, per approfondirne le motivazioni. Le difficoltà di Ethan e  di Sophie, la complessità del loro rapporto  avrebbero potuto essere la forza del film. 
Bhansali invece di concentrare l'attenzione, di sondare con sensibilità l'ntimità di Ethan, di sottrarre, fa l'operazione opposta: aggiunge e aggiunge. Senza gusto, senza equilibrio, senza senso della misura e del ridicolo. Situazioni, trovate, elementi  spesso sono superflui fino a diventare fastidiosi. 
Il soggetto è svolto superficialmente, con l'aggravante che si tratta di un tema delicato, e con un eccesso di retorica che non permette allo spettatore di sentirsi emotivamente coinvolto. 
Siamo i primi ad essere sinceramente sconcertati e dispiaciuti ma è necessario ammettere che Bhansali ha scritto e diretto  con un gusto così grossolano che Guzaarish risulta spesso persino grottesco. Un film da dimenticare.

Il bello:
- La vitalità  innata dello sguardo e del sorriso di Roshan.
- L'eleganza e la devozione di
Aishwarya Rai, nonostante il discutibile look spagnoleggiante scelto per lei.


Il brutto:
- La scena finale del film che ne racchiude tutti i difetti.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

Ethan Mascarenhas - Hrithik Roshan
Sophie D'souza - Aishwarya Rai
Omar Siddiqui - Aditya Roy Kapur
Estella Francis - Monikangana Dutta
Devyani Dutta - Shernaz Patel
Father Samuel - Sanjay Lafont
Isabel Mascarenhas - Nafisa Ali
Dr. Nayak - Suhel Seth
Yasser Siddiqui - Ash Chandler
Nevile Dsouza - Makrand Deshpande

Regia di Sanjay Leela Bhansali

Sceneggiatura di Sanjay Leela Bhansali insieme a Bhavani Iyer

Musiche di Sanjay Leela Bhansali

Coreografie di Ashley Lobo (Aisha), Longines Fernandes (Jail) e Pony Verma (De Dana Dan)

Prodotto da Ronnie Screwvala e Sanjay Leela Bhansali

Distribuito da SLB Films e UTV Motion Pictures

Anno 2010

AWARDS

Di seguito i premi assegnati fino ad oggi a Guzaarish.

IIFA

- Best Cinematography - Sudeep Chatterji

STAR SCREEN AWARDS

- Miglior attrice non protagonista - Shernaaz Patel  
- Best Cinematography - Sudeep Chatterjee

APSARA FILM & TELEVISION PRODUCERS GUILD AWARDS

- Cinematic Excellence (Regia) - Sanjay Leela Bhansali
- Cinematic Excellence (Attore) - Hrithik Roshan
- Cinematic Excellence (Attrice)- Aishwarya Rai Bachchan
- Best Cinematography - Sudeep Chatterji
- Migliori Effetti Speciali - Prime Focus

ZEE CINE AWARDS

- Premio della Giuria per il Miglior Attore Protagonista - Hrithik Roshan
- Premio della Giuria per la Migliore Attrice Protagonista - Aishwarya Rai Bachchan
- Miglior Art Direction - Rajneesh Basu

STARDUST AWARDS

- Miglior Attore Drammatico - Hrithik Roshan

- Miglior Attrice Drammatica - Aishwarya Rai Bachchan
- New Musical Sensation - Uomo - Shail Hada - Tera Zikhr Hai
- New Musical Sensation - Donna - Vibhavari Joshi (Saiba)

GLOBAL INDIAN FILM & TELEVISION AWARDS

- Premio della Giuria come Miglior Attore Protagonista - Hrithik Roshan 


INTERNATIONAL INDIAN FILM ACADEMY AWARDS
 

- Best Cinematographer - Sudeep Chatterjee

Insieme a tanta gloria con Guzaarish Bhansali ha raccolto anche due  Kolden Kela, uno come peggior regista e un premio per il ricatto emotivo.

CURIOSITA'

- Il film è ambientato a Goa, ma è stato girato negli Studios di Mumbai.

- Per ottenere un aspetto più naturale e realistico Hrithik Roshan si è lasciato crescere una lunga barba e ha sospeso gli allenamenti, in modo che il suo fisico apparisse appesantito e meno definito.



- Sembra che una delle maggiori ispirazioni di Bhansali nella realizzazione di Guzaarish sia stata la cantante Lata Mangeshkar. Anche i due attori protagonisti, Hrithik Roshan e Aishwarya Rai Bachchan, sono stati scelti "per incarnare la bellezza fisica e spirituale della voce di Lata".(L'articolo originale.)


- La sceneggiatura di Guzaarish è stata richiesta dall'Academy of Motion Picture Arts & Sciences per essere inserita nella loro raccolta permanete.


Il sito ufficiale del film.

KAAKHA KAAKHA




Kaakha Kaakha è uno strepitoso poliziesco in lingua Tamil, enorme successo commerciale, prima superhit per il regista Gautham Menon e vera glorificazione per la star Suriya, eletto a furor di popolo l’attore di punta dopo l’ottima performance in questo film. Presto uscirà a Bollywood un remake in lingua Hindi dal titolo Force con John Abraham e Genelia D’Souza, chissà se il progetto (rifiutato da Menon e diretto da Nishikanth Kamat) riuscirà a reggere il confronto con la coinvolgente pellicola a cui si ispira.


TRAMA
Anbuselvan (Suriya) è un agente di una squadra specializzata nella lotta alle mafie locali e la sua vita è continuamente esposta al rischio, motivo per cui non riesce a costruirsi degli affetti e vuole tenere alla larga Maya (Jyothika) un’insegnante che si è innamorata di lui e apertamente lo corteggia. Non riuscendo a deviare le attenzioni della ragazza Anbu inizia a frequentarla ma il pericoloso boss Pandya (Jeevan) torna da Mumbai per ottenere la sua vendetta .


Ormai definito un autentico classico contemporaneo, Kaakha Kaakha è un film avvincente e sensuale in grado di rapire i sensi. Lasciando da parte ogni illusione rovescia sul tavolo realismo, violenza, urla e polvere senza alcun freno, senza paura di appesantire il morale degli spettatori con elementi pessimisti e dark. Il pubblico del Cinema Tamil dimostra una scarsa dipendenza da happy ending e conclusioni appaganti, anzi, molto spesso i titoli più amati hanno svolgimenti travagliati e oscuri oltre che finali bruschi e amari.
Lo straordinario successo della pellicola è del tutto giustificato, il film è robusto , intenso, supportato da un ottimo script e da una brillante regia, la colonna sonora piace già dal primo ascolto, le sequenze d’azione sono inserite nella trama con armonia , senza eccessi. Nel racconto non ci sono pause e la sua apertura è già una suggestiva ipnosi, l’incedere della storia, i suoi ritmi e il montaggio, fanno sì che l’attenzione non possa disperdersi neanche per un attimo.
Gautham Menon crea per Jyothika un personaggio femminile che ridefinisce l’immagine dell’eroina tipo e ispira nuovi canoni e metri di giudizio. Maya è una donna moderna, forte, una che se ne frega di apparire perfetta e si veste come vuole, lavora, affronta le sue scelte senza ricorrere all’aiuto di nessuno, seduce il suo uomo e gli dichiara apertamente di voler fare l’amore con lui. Una frizzante musa, una guida, una ragazza della porta accanto che parla senza timori e cerca di liberare Anbu dalla sua abitudine di rinchiudersi in spazi ristretti, di nascondersi, di rimandare ogni piacere terreno. La protagonista, salvatrice e provocante al tempo stesso,   appare sullo schermo per la prima volta come una sirena che solleva il compagno tramortito dal fondo delle acque e lo riporta alla vita. L’eroe è forte e macho ma la sua donna è ancora più coraggiosa e “maschio” di lui. Suriya e Jyothika, (oggi felicemente sposati fuori dal set) vantano una fantastica presenza scenica e una chimica elettrizzante, Kaakha Kaakha è film che meglio ha valorizzato la loro intesa professionale e sentimentale.


Il mio giudizio sul film **** ½ / 4,5 /5


ANNO : 2003

LINGUA : Tamil

TRADUZIONE DEL TITOLO : Proteggere



CAST
Suriya …………………… Anbuselvan
Jyothika ……………….. Maya
Jeevan …………………… Pandya
Daniel Balaji ………. Shrikanth


COLONNA SONORA : Harris Jayaraj

PLAYBACK SINGERS : Bombay Jayashree, Kay Kay, Suchitra, Sunita Sarathy, Febi Mani, Karthik, Timmy, Pop Shalini


QUALCOS’ALTRO
E’ stato già girato un remake Telegu del film, Gharshana, con Venkatesh e Asin, Menon ha accettato di dirigerlo rifiutando però un ulteriore remake della stessa pellicola in Hindi.
Pandya , il villain, è stato interpretato da Jeevan, ma Gautham Menon ha voluto doppiarlo con la sua voce, il regista recita anche nel film in un piccolo ruolo, è uno degli agenti di polizia che affiancano il protagonista.
Kaakha Kaakha è stato girato principalmente in Sri Lanka e per le strade di Chennai. I set sono soprattutto locations reali e non allestite appositamente per il film.