27 maggio 2009

A K S


'Aks' è uno di quei film che non soddisfano fino in fondo, ma che comunque colpiscono, e sui quali si ha molto da commentare. Vi sareste mai immaginati un esordio così stiloso e sorprendente da parte di Mehra, regista di 'Rang De Basanti' e di 'Delhi-6'? E Amitabh Bachchan a produrlo e ad interpretarlo?
La pellicola, malgrado la bocciatura del pubblico, ha conquistato diversi award e ha favorevolmente impressionato la critica.

Il soggetto è piuttosto insolito per la cinematografia Hindi. 'Aks' è un thriller con implicazioni soprannaturali, e il fatto che il realistico Mehra si sia cimentato con questo genere per il suo debutto lascia stupefatti.
La sceneggiatura è complessa e interessante. I personaggi brillano di luce propria e si differenziano nettamente dalle solite trite stereotipate figure che spesso, purtroppo, indeboliscono una produzione per altri versi molto vivace. I dialoghi sfortunatamente non sono sempre all'altezza, e alternano battute folgoranti ad altre banali.
La regia in buona parte del primo tempo e in alcune sequenze del secondo lascia senza respiro, grazie anche all'altissima qualità della fotografia e alla bravura del direttore artistico.
La colonna sonora è notturna, pulsante, ipnotica. Le coreografie sono molto tecniche.
Il prodotto finale è un film decisamente dark che affascina e seduce.

Il cast.
Si rimane più colpiti dall'antagonista che dal protagonista, malgrado Amitabh Bachchan si produca in un ruolo insolito per lui. Eppure è così: Manoj Bajpai è COLOSSALE. Il suo Raghavan è probabilmente l'unico killer in tutto il cinema Hindi a possedere caratteristiche così singolari e intriganti. Manoj è selvaggio, demoniaco, oscuro. L'inquietante follia, lo scabroso sex-appeal, l'intensità, lo sguardo penetrante, l'uso della voce, la gestualità: tutto contribuisce a mettere in ombra il grande Bachchan, che pure ci sorprende con un'interpretazione complessa e sfaccettata (di certo il personaggio di Manu è il più difficile).
Raveena Tandon è una perfetta dark lady, figura non comune nel cinema popolare Hindi. La sua Neeta è conturbante, sensuale, perduta. I costumi provocanti, le coreografie altamente seduttive, la musica da brivido caldo, i dialoghi espliciti e le sequenze hot con Manoj (ma anche con Bachchan) alimentano la corrente sotterranea di grande erotismo che impregna la pellicola.
Nandita Das è sempre all'altezza. Peccato che il personaggio di Supriya via via si indebolisca.
Una menzione speciale per Vijay Raaz: il suo cameo è FULMINANTE.

Ma allora cosa non ha funzionato?
L'impronta di eccessiva teatralità: nei fondali, nei tempi, nelle battute declamate, nella gestualità pronunciata. Gradualmente l'azione, la 'stilosità', i dialoghi sembrano spegnersi e svanire. Malgrado la storia sia intrigante quasi sino alla fine. E malgrado l'impeccabile interpretazione di Bachchan. Il ritmo è spesso esageratamente lento più che ipnotico, anche (purtroppo) nelle sequenze che avrebbero richiesto un'accelerazione.
E il finale è TERRIBILE (Mehra non ne ha ancora azzeccato uno).

'Aks' poteva essere davvero un piccolo capolavoro. Peccato che ad un certo punto il regista perda le fila del suo progetto. Il film va completamente fuori fuoco e diventa tutta un'altra cosa.
Dedichiamo comunque un applauso a Mehra, a Bachchan, a Manoj e a Raveena per aver prodotto, diretto e interpretato una pellicola così insolita. Bravi e coraggiosi.

TRAMA

Manu Verma (Amitabh Bachchan) è un funzionario responsabile per la sicurezza di personalità politiche. Raghavan (Manoj Bajpai) è un killer. Inevitabile la collisione. Tutto così semplice? Niente affatto.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: **
'Aks' tecnicamente parlando è un prodotto di qualità superiore, ma fallisce in un aspetto vitale: la narrazione. Per essere un esordiente, Mehra mostra doti tecniche immense. Il film vanta alcune immagini spettacolari. Mehra ha lavorato duro sullo stile, nel tentativo di mantenere uno standard internazionale. Le melodie di Anu Malik si discostano dalla musica a cui ci aveva abituati. La coreografia di 'Ye Raat' e di 'Aaja Gufawon Mein Aa' è affascinante. La fotografia (Kiran Deohans) è sullo stesso piano di quanto di meglio visto nel cinema internazionale. Il più grosso lato negativo è nella lunghezza e nel ritmo. Malgrado l'idea sia nuova ed interessante, la narrazione di Mehra lascia molto a desiderare. Sembra che il regista si sia concentrato più sulla forma che sulla sostanza. Gli avvenimenti diventano pesanti e deprimenti. La storia è stagnante. Ciò che poteva essere raccontato in due ore è stato allungato senza ragione, diluendo quindi l'impatto del film. Il montaggio è lento e la pellicola dovrebbe essere tagliata di almeno venti minuti per velocizzare il ritmo. La sceneggiatura poteva essere scritta meglio. Si doveva pensare ad una fine più appropriata. Dopo tanto tempo si può ammirare Amitabh Bachchan nel suo elemento. Regala un personaggio per il quale si è specializzato negli anni e fa un lavoro meraviglioso. Manoj Bajpai tende a volte a debordare. Raveena Tandon è seducente e fa bene la sua parte. Nandita Das è naturale.'
Taran Adarsh, 13.07.01

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: un primo tempo che incanta; uno scabrosissimo fascinosissimo Manoj Bajpai (*****)
Punto debole: un secondo tempo che annoia (si sente la mancanza di Manoj?)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Amitabh Bachchan - Manu Verma
* Manoj Bajpai ('Satya') - Raghavan
* Raveena Tandon ('Satta') - Neeta
* Nandita Das ('Earth') - Supriya Verma
* Vijay Raaz ('Delhi-6') - Yeda Yakub (cameo)

Regia: Rakeysh Omprakash Mehra al suo debutto cinematografico. Seguiranno 'Rang De Basanti' e 'Delhi-6'

Soggetto: Renzil D'Silva (co-sceneggiatore di 'Rang De Basanti')

Sceneggiatura: Rakeysh Omprakash Mehra, Kamlesh Pandey ('Delhi-6')

Colonna sonora: Ranjit Barot ('Main Hoon Na') e Anu Malik ('Main Hoon Na'). Amitabh Bachchan presta la voce narrante nel brano che accompagna i titoli di testa

Coreografia: Dinesh, Noble, Raju Sundaram ('Ghajini'). Alcune coreografie di 'No Smoking' di Kashyap devono molto a questo film

Fotografia: Kiran Deohans ('Jodhaa-Akbar')

Montaggio: P.S. Barthi ('Delhi-6')

Direzione artistica: Samir Chanda ('Rang De Basanti')

Anno: 2001

Award:

* IIFA: Paul Sims per gli effetti speciali

* Filmfare: Amitabh Bachchan miglior attore per la critica; Raveena Tandon special award; Ranjit Barot miglior commento musicale

* Zee Cine: Manoj Bajpai miglior attore in un ruolo negativo

* Screen: Manoj Bajpai, Raveena Tandon come miglior attrice non protagonista e Ranjit Barot

Traduzione del titolo: 'riflesso', 'ombra' (ringraziamo Gina K.)

Co-produzione e distribuzione: Amitabh Bachchan

CURIOSITA'

* Nandita Das ha interpretato i film di Deepa Mehta 'Fire' e 'Earth' (con Aamir Khan). Pochi mesi fa è stata distribuita in India la sua già premiata pellicola d'esordio come regista, 'Firaaq', interpretata da Naseeruddin Shah. Nel 2005 è stata membro della giuria al Festival di Cannes

* Godetevi la sequenza con i lupi: pare che Manoj Bajpai ad un certo punto se la sia vista brutta

* L'attore Kunal Kapoor ('Rang De Basanti') ha esordito nel cinema come assistente alla regia proprio in 'Aks'

* Citazioni bollywoodiane: Shah Rukh Khan

GOSSIP&VELENI

* Pare che Nandita Das non abbia gradito l'evoluzione del suo personaggio nel film. Nemmeno noi

* E cosa mi dite di Bachchan che si sveglia dopo una notte di sesso selvaggio? Non so, non mi sono ancora ripresa

26 maggio 2009

BABUL


C’è qualcosa che non mi convince.
Babul è un love triangle imbevuto di dramma ma con una certa tendenza ai giudizi categorici. La storia è tristissima, ok, non si vive di solo happy ending, il problema è che i personaggi, che potevano avere degli spunti interessanti, sono relegati in stabilissime categorie.
Bela è una ragazza povera e infantile, e basta.
Ashok è il bel tenebroso conteso da due donne, e basta.
Usha è la ricca virtuosa e perdutamente innamorata, e basta.
Nello stesso modo in cui ai tre protagonisti non è concesso mostrare di più, la storia non permette alcun ripensamento e ripiega su un finale austero e punitivo. Perché?.

TRAMA
Ashok è un affascinante maestro di musica segretamente legato ad una sua ricchissima allieva. Senza volerlo incoraggia le attenzioni di una ragazza ingenua e povera che ne fraintende gesti e parole iniziando a fantasticare su di lui. Ovviamente prima o poi si renderà conto della presenza di una rivale, ricca e sofisticata, con la quale le sarà impossibile competere.

Data la semplicità del plot la svolta tragica è portata agli eccessi, oltretutto, il personaggio che maggiormente viene attaccato è proprio quello in mano ad una sublime Nargis, accesa, come sempre, da un talento illimitato. Come mai il regista la ostacola e si mette contro di lei? Non si era accorto che è un punto di forza troppo evidente per poter essere svilito dalla storia?
Dilip Kumar è di una bellezza allarmante ma forse la sua intensità tragica nel film non è pienamente motivata, molto espressivo in alcuni momenti ma troppo passivo in altri; non c'è uno sviluppo graduale verso la conoscenza del suo personaggio che resta isolato e non coinvolge abbastanza.

Il mio giudizio sul film ** 2,5 /5
Un vero peccato. Grandi attori con poche possibilità di espressione, la storia tende a limitarli e non riesco a condividere il pessimismo dilagante dell’epilogo.
La qualità della fotografia in bianco e nero è invece suprema, suggestivi i contrasti di luce e l'intervallarsi di immagini lucide-brillanti ad altre opache-offuscate. Alcune scene meritano e andrebbero viste una seconda volta, come la materializzazione del sogno che si divide dal corpo di Nargis o il momento in cui Dilip Kumar fa indossare a Bela dei gioielli, alimentando in maniera evidente la sua illusione.
Sono convinta che se il finale non avesse massacrato gratuitamente, e a scopi ammonitori , la figura che amavo di più ora sarei molto meno delusa.

ANNO: 1950
TRADUZIONE DEL TITOLO: La casa paterna
REGIA: S.U. Sunny
CAST:
- Dilip Kumar...............Ashok
- Nargis.......................Bela
- Munawar Sultana......Usha
COLONNA SONORA: Raccoglie ben undici brani composti da Naushad e cantati da Lata Mangeshkar, Shamshad Beghum e Talat Mahmood.

21 maggio 2009

I Q B A L


Trovate che il cricket sia noioso e incomprensibile? Guardate 'Iqbal' e cambierete opinione. QUESTO è il Nagesh Kukunoor che amiamo. QUESTI sono i film che ci aspettiamo da un regista sensibile e talentuoso come lui.

'Iqbal' è splendido. Narrato, diretto e interpretato in modo eccellente. Con una poesia e un'emotività che incantano. La storia è amabilissima, la sceneggiatura quasi perfetta, i personaggi finemente caratterizzati. La fotografia, la scelta della location, la direzione artistica, la colonna sonora: tutto contribuisce a rendere 'Iqbal' una pellicola indimenticabile.

Naseeruddin Shah è GRANDE: naturale, misurato, ironico. Shreyas Talpade è impeccabile: infonde vita ad un personaggio candido, positivo, appassionato. Il resto del cast è azzeccato.

E' grazie a film come questi che la cinematografia Hindi dimostra di aver molto da dire: i capolavori con cui ci delizia ne testimoniano la vitalità e l'universalità. C'è ancora chi la snobba? Peggio per lui.

TRAMA

Iqbal (Shreyas Talpade) è un ragazzo sordomuto che nutre una passione incontenibile per il cricket. Il padre (Yatin Karyekar) purtroppo non condivide questa follia che pare contagiare tutto il resto della famiglia, donne comprese. Vorrebbe che il figlio diventasse un buon contadino. Ma il destino ha in serbo grandi cose per il nostro Iqbal.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: ***1/2
'I film basati sullo sport sono rari a Bollywood, malgrado la maggior parte degli Indiani sia ossessionata dal cricket. 'Iqbal' non solo guarda allo sport e ai giochi politici che lo manovrano, ma racconta anche la storia di un perdente che aspira a giocare a livello nazionale. La pellicola è narrata in modo convincente e sensibile, e funziona perchè:
a) l'ambientazione è realistica;
b) il motto del perdente è non mollare mai;
c) lo sviluppo del soggetto è abile;
d) le emozioni che sottendono al film sono forti;
e) ogni membro del cast regala una performance esperta.
'Iqbal', a differenza di altre pellicole bollywoodiane che raccontano la scalata al successo di persone comuni, non è affatto stereotipato. Ma il film presenta anche qualche piccolo aspetto negativo: le sequenze dedicate agli allenamenti da un certo punto in poi diventano ingombranti; il secondo tempo è piuttosto lento e prolisso; nella penultima partita non si prova la stessa euforia che provoca 'Lagaan'. Kukunoor è diventato un raffinato narratore, e ha estratto dal cast interpretazioni superbe. 'Iqbal' appartiene a Shreyas Talpade dall'inizio alla fine. L'attore merita un giudizio che lo distingua dagli altri per aver vissuto il suo ruolo al meglio. Lo accompagna ad ogni passo la talentuosissima Shweta Prasad. Yateen Karyekar è fantastico. Pratiksha Lonkar è sempre naturale. Naseer è al solito meraviglioso. Da un punto di vista critico il film guadagna non meno di ***1/2, anche se, al box-office, verrà favorito soprattutto dalle folle che si accalcano nei Multiplex metropolitani.'
Taran Adarsh, 26.08.05

Cinema Hindi: ****1/2
Punto di forza: la poesia, ma anche la vitalità dei sentimenti, delle passioni, dei sogni
Punto debole: qualche esagerazione verso la fine

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Shreyas Talpade ('Dor') - Iqbal
* Naseeruddin Shah ('A Wednesday') - Mohit
* Swetha Prasad ('Darna Zaroori Hai') - Khadija
* Yatin Karyekar ('Hey Ram') - il padre di Iqbal e Khadija
* Prateeksha Lonkar ('Dor') - la madre di Iqbal e Khadija
* Kapil Dev, uno dei più grandi giocatori di cricket di tutti i tempi - special appearance

Regia e sceneggiatura: Nagesh Kukunoor ('Dor')

Colonna sonora: Salim-Sulaiman ('Chak De! India')

Direzione artistica: Sunil Baba

Fotografia: Sudeep Chatterjee ('Chak De! India')

Anno: 2005

Award:

* Shreyas Talpade si è aggiudicato lo Zee Cine Critics Award come Best Actor

* Nagesh Kukunoor si è aggiudicato l'IIFA Popular Award Best Story

Produzione: Subhash Ghai, regista di 'Taal'

CURIOSITA'

* Iqbal è stato proiettato al Tongues on Fire London Asian Film Festival 2010 (aggiornamento del 24.11.10)
* 'Iqbal' è stato il più importante film a basso costo del 2005, incontrando il favore di critica e pubblico. E' riuscito persino a conquistare qualche award strappandolo al pluripremiato 'Black' di Sanjay Leela Bhansali

* Swetha Prasad ha debuttato ad 11 anni nel film 'Makdee', ottenendo al primo colpo il National Award come Best Child Artiste

GOSSIP&VELENI

* Nagesh! Un altro pessimo film come '8 x 10 Tasveer' E TI STROZZIAMO!

* Non male Yatin Karyekar. Begli occhi, bello sguardo, bel sorriso, bella espressione. Sposato?

20 maggio 2009

RACE (UN TRUFFATORE IN FAMIGLIA)



Race è un puzzle superkitsch a tratti divertente e a tratti noioso, profuma di thriller ma non può definirsi tale. Questo film è stato uno dei maggiori successi del 2008 e sicuramente l’unico money-spinner dell’anno per l’attore Saif Ali Khan.
Non ha grandi ambizioni ma nasce con la sola missione di intrattenere, divertire e far guadagnare. Promesse che data la mole degli incassi è riuscito a mantenere.
TRAMA
Due fratelli ricchissimi perdono la testa per la stessa donna e si intrattengono vincendo e perdendo fortune alle corse dei cavalli. L’eredità dell’uno o dell’altro inizia a diventare un piatto appetibile per la top model Sonia, che d’accordo con Rajiv, il fratello alcolista, cerca di mettere fuori gioco il più tranquillo Ranvir.

Malgrado la storia un po’ deludente il pubblico femminile avrà ragioni a tonnellate per non perdersi questo film, se non altro per gustarsi un supersexy Saif Ali Khan in forma smagliante.
Ma lo stesso pubblico poi dovrà anche evitare di non mettersi le mani nei capelli davanti alla piattezza emotiva di Bipasha Basu (non che il film richiedesse una performance da Mughal-e Azam.. però uno sforzino ogni tanto poteva pure farlo) davanti all’inesistente talento di Katrina Kaif (che si salva solo nelle item songs) ed evitare di chiedersi perché abbiano introdotto nella pellicola anche Sameera Reddy. (?)
Stranamente a disagio anche Anil Kapoor con un personaggio defilato in un angolo che male si inserisce nel film, simpatico in alcune scene ma inspiegabilmente pallido in molte altre. Sono abituata a vederlo al fianco delle splendide Madhuri Dixit e Sri Devi… con la Reddy non ha certo fatto un salto di qualità.
Qualche buon cambiamento nella scelta del cast e un briciolo in meno di prevedibilità nei twist della storia ci avrebbe consegnato un risultato migliore. Così com’è il film puzza di “usa e getta” , perfetto per staccare la spina e rilassarsi ma carente di personalità, destinato ad essere dimenticato in fretta.

Il mio giudizio questa volta si divide così:
Saif Ali Khan **** 4/5
Promosso. Bravo nonostante tutto e bello anche più del solito. Da mangiarselo vivo.
Bipasha Basu – Katrina Kaif – Sameera Reddy * 1/5
In tre non fanno per una. Bocciate di netto. Stra – bambole, stra – fighe ma anche stra – inutili e stra – pezzi di legno
Anil Kapoor *** 3/5
Fuori posto, come ho già detto, ma è pur sempre Anil Kapoor.
Akshaye Khanna ** 2/5
Rimandato. Completamente sottotono.
Colonna sonora **** 4/5
Ritmi moderni, canzoni che riattivano l’attenzione. La più carina è forse “Zara zara touch me” copiata da un’inascoltabile canzone cinese sulla quale Pritam ha compiuto un miracolo.
Fotografia, locations, effetti **** 4/5
Il livello è alto. Data la qualità delle immagini proposte guardando il trailer mi aspettavo da Race molto di più di quello che ho trovato.
Plot * 1,5 /5
La storia è ingenua e poco convincente. Non è facile ripetere l’esperimento di Dhoom 2.

La media matematica sarebbe 2,78 ma arrotondo per eccesso e lo porto a 3 ***
Complice l’immagine di Saif Ali Khan seminudo che si rotola nella stalla… neanche a dirlo, il momento del film che preferisco.

ANNO: 2008
REGIA: Abbas & Mustan

CAST:
- Saif Ali Khan..............Ranvir
- Akshaye Khanna........Rajiv
- Bipasha Basu............Sonia
- Katrina Kaif..............Sophia
- Anil Kapoor...............D'Silva
- Sameera Reddy.........Mini
- Jhonny Lever............Max

COLONNA SONORA : Pritam
PLAYBACK SINGERS: Sunidhi Chahuan, Kay Kay, Mona, Shaan



RECENSIONI:
THE TIMES OF INDIA *** 3,5 /4
BOLLYWOOD HUNGAMA : **** 4/5

SITO UFFICIALE del film . Clicca qui

19 maggio 2009

G A U R I


Trama

Roshni, Sudeep e la figlia Shivani sono una famiglia felice. Sudeep ha un ottimo lavoro: è incaricato di progettare un intero quartiere di Mumbai che chiamerà proprio Shivani, mentre Roshni si occupa della bambina che entrambi adorano.
La coppia progetta di andare in vacanza al mare, ma Shivani sfogliando un album di fotografie si sente inspiegabilmente attratta da una bellissima abitazione immersa nella vegetazione: si tratta della vecchia casa di famiglia. Fa i capricci e convince i genitori, loro malgrado, a recarsi là per pochi giorni.Proprio nella dimora in campagna Roshni e Sudeep dovranno letteralmente affrontare i fantasmi del passato. La figlia non voluta, Gauri, scatenerà tutta la sua gelosia…

Regista: Aku Akbar

Anno: 2007

Attori:
Atul Kulkarni (Sudeep)
Rituparna Sengupta (Roshni)
Rushita Pandya (Shivani)
Anupam Kher (nonno)
Praanav (Bhim Singh)

Recensione: **

Probabilmente, se non ci si aspettasse di vedere un horror, il film sarebbe guardabile. Proprio nel momento in cui dovrebbe “decollare”, si trasforma in una propaganda anti-abortista. Trattandosi di un tema molto delicato, alcune scene sono toccanti, ma verso il finale si raggiungono picchi eccessivamente patetici. Gli attori interpretano bene i loro ruoli, ma non riescono a trasmettere né tensione né qualsiasi altro sentimento. Per la tragedia che mette in scena, potrebbe essere un film che rimane impresso negli spettatori, tuttavia ciò non accade. I dialoghi sono prolissi: il nonno ripete lo stesso sermone in più di un’occasione. Suggestiva una delle inquadrature finali di Shivani in cima alla cascata.

Times of India:

L’etica di questo film è completamente sbagliata. Prende una posizione moralista sull’aborto, anche se è praticato consensualmente e coscientemente e minaccia tutti i futuri possibili genitori che i feti mai nati ritorneranno per far diventare la loro vita un inferno. Forse il film avrebbe potuto avere senso se il regista avesse preso in considerazione l’infanticidio femminile. In questo caso viene da pensare che il film sia stato confezionato come propaganda da parte del movimento anti-abortista.
Peccato, perché il film tecnicamente non è così male. Anzi, è un classico film horror con la sua buona parte di scene da brivido. La felice coppia di città (Rituparno e Atul) ritorna alla vecchia casa di famiglia per una vacanza assieme alla figlia (quella che hanno voluto far nascere), finendo per ritrovarsi in un incubo che li attende in quel luogo immerso nella foresta. Il feto è ormai diventato un fantasma a tutti gli effetti che prende le sembianze della loro bambina e comincia a dargli la caccia, come succede normalmente in questo tipo di film. Vetri che si rompono, altalene che scricchiolano, la figlia che scompare e riappare in cima alla cascata, oggetti che sbattono e ghigni nel buio e la povera coppia è costretta a chiedere perdono alla figlia mai nata, nonostante l’aborto sia stato praticato per troncare una gravidanza indesiderata.
Fate attenzione alla giovanissima attrice Rushita Pandya; la sua recitazione riesce a dare al film qualche brivido. Il resto è solo etica bigotta e confusa.

15 maggio 2009

ANAMIKA




Melodie orecchiabili, una storia stuzzicante, una protagonista da urlo (Jaya Bhaduri) in un insolito ruolo seducente. Mescolando questi ingredienti di base il risultato è un film gradevole e leggero, sicuramente non una pietra miliare della cinematografia Hindi, ma un prodotto discreto, vivace e godibilissimo.


TRAMA
Devendra è uno scrittore acido e irriverente che non ama tanto la compagnia femminile; di ritorno dalla presentazione del suo ultimo libro, soccorre una sconosciuta che al suo risveglio inizierà a fingere, con estrema convinzione, di essere sua moglie. Anamika si sistema in maniera definitiva nel suo appartamento e Devendra, in preda al panico, cerca un modo per di sbarazzarsi di lei. Ma i giorni passano e la ragazza fa di tutto per conquistarsi la sua simpatia…


La prima parte è molto divertente, lo scambio di battute tra Jaya, brillantissima imbrogliona, e Sanjeev Kumar, impacciato e sprovveduto, ci fa dimenticare che per oltre un’ora e mezzo non succede niente o quasi. Il film è statico ma la sceneggiatura è originale, e fino a quì funziona. La seconda parte, che dovrebbe essere il vero fulcro del film, finisce invece per allentare la presa e purtroppo non riesce ad evitare di scivolare nel ripetitivo.
La colonna sonora, composta da Rahul Dev Bhurman contiene due brani particolarmente riusciti “Bahoon mein chale aao”(Lata Mangeshkar) “Bheegi Bheeghi Si” (Kishore Kumar). Il fatto che la canzone a cui presta la voce Kishore Kumar sia diventata una hit negli anni Settanta ha aiutato non poco il successo globale del film; questo brano semplice ma facile da ricordare ha permesso ad Anamika di poter resistere al confronto con pellicole di maggior spessore, restando, ancora oggi, nella memoria del pubblico.

Il mio giudizio sul film: *** 3/5

Senza troppe pretese ma accattivante e divertente. Il regista e Jaya Bhaduri dimostrano che è possibile tirare fuori un buon film anche dal nulla.


ANNO: 1973


TRADUZIONE DEL TITOLO: Ragazza senza nome
(nel 2008 è uscito un altro film con lo stesso titolo, non si tratta di un remake né ha niente a che vedere con questo del 1973)

REGIA: Raghunath Jalani

CAST:

- Jaya Bhaduri………… Anamika
- Sanjeev Kumar……Devendra Dutt
- Iftekhar………………Dott. Irshad
- Helen…………………Rubai


COLONNA SONORA: Rahul Dev Burman


PLAYABACK SINGERS: Lata Mangeshkar , Kishore Kumar, Asha Bhosle

12 maggio 2009

PYAASA



Una scomoda soggezione mi ferma, non posso che sentirmi insicura iniziando un qualunque discorso su questo tema. Davanti a un titolo così è inutile perdersi in discorsi vaghi, Pyaasa non si può soltanto guardare, si sente, si prova.
Ancora più che per le sue doti artistiche va a colpire per il suo valore umano.
Il film è stato diretto e interpretato da Guru Dutt, personaggio incredibile ed enigmatico che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del cinema. Il titolo originale sarebbe dovuto essere Kashmakash, e cioè lotta, la continua lotta dell’artista nel preservare intatto il suo mondo interiore in opposizione alla realtà pratica governata dalle leggi del mercato. E’ la storia di un uomo che va controcorrente in una società spersonalizzante.

TRAMA
Lo scrittore Vijay sceglie di dedicare la sua vita alla poesia ma non riesce a trovare nessun editore, rifiutandosi di scrivere a comando sceglie una strada difficile da percorrere, la società lo tratta da emarginato e la donna che ama preferisce sposare un uomo benestante circondandosi di ogni comodità. Gulab, una prostituta, compra per pochi spiccioli i suoi versi, abbandonati come carta da reciclare, recitandoli è in grado di ridargli nuova vita e, fiduciosa nelle sue qualità creative, cerca in ogni modo di aiutarlo. Coinvolto in un tragico incidente viene creduto morto, a quel punto, le suo opere, prima ampiamente snobbate, diventano di colpo un successo commerciale.

Il film si apre con le immagini di un isolamento dell’artista nella natura, la meditazione si interrompe nel momento in cui un uomo schiaccia l’insetto che Vijay stava osservando, l’invasione spezza con un gesto solo l’armonia del paesaggio. Il poeta deve tornare alla realtà, è inevitabile, ma può salvarsi attraverso l’uso della sua immaginazione, frequenti nel film le sovrapposizioni tra i termini poem/ poesia e wings/ali.
Le figure femminili, apparentemente diversissime, possiedono un elemento comune, entrambe si sono vendute per poter accedere ai beni materiali. Le meravigliose interpreti, Mala Sinha e Waheeda Rehman sono rispettivamente Meena e Gulab, l’una incarnazione del successo e del riconoscimento sociale, l’altra dell’anonimato, dell’inseguimento di una felicità personale, lontana dalla società.
Nella tradizione dei film di Guru Dutt, viene inserito un numero musicale con Jhonny Walker, nella celebre canzone "Sar Jo Tera Chakraye" aggiunge una nota di saggio umorismo calandosi nei panni di un massaggiatore improvvisato, simpatico ciarlatano e venditore d’aria… una figura che si aggira per i vicoli della città in cerca di creduloni.
Pyaasa è un film capace di lavorare ininterrottamente su due livelli, da un lato sviluppa una storia coinvolgente, dall’altro elabora pazientemente una sua filosofia.
Vijay è un uomo fuori posto, pessimista, abbattuto, a volte troppo ingenuo e vittima dell’opportunismo, i fratelli fingono di non conoscerlo finchè è un perdente ma corrono a rivendicare i loro diritti nel momento in cui il suo talento si dimostra una miniera d’oro. Altrettanto grottesche sono le figure degli editori, un po’ ignoranti e poco fiduciosi delle novità, lo deridono da vivo e finiscono per glorificarlo dopo la notizia della sua morte, approfittando dell’evento per pubblicizzare in modo clamoroso la loro nuova operazione commerciale.
Il pubblico si dimostra una macchina spaventosa, acquista quello che gli viene suggerito, si appassiona alla cronaca nera, consuma ed esige sempre di più, e così come esalta è pronto a distruggere velocemente.
La figura del poeta che improvvisamente ritorna alla vita viene avvicinata da Guru Dutt all’immagine del Cristo risorto, non a caso in vari momenti del film l’attore assume simbolicamente la posizione del crocefisso, richiamo presente anche in Jagte Raho, dove Raj Kapoor , un presunto ladro d’appartementi, viene assaltato senza riserve dalla folla di un "rispettabile" condominio borghese.
Inutile dire che il film è realizzato con cura estrema, arricchito da alcuni particolari che Guru Dutt ha aggiunto
per rendere Pyaasa un’esperienza davvero indimenticabile; per esempio trovo geniale l'idea di far scorrere direttamente sulla telecamera le lacrime degli attori o la sovrapposizione disordinata dei ricordi che Meena scatena in Vijay , proposta in modo del tutto naturale, come lo sarebbero i pensieri che riaffiorano gradualmente e senza logica. Particolarmente sarcastico il personaggio del gentiluomo (si fa per dire) che pur essendo molto ricco paga il lavoro svolto da Vijay con una moneta falsa, in contrapposizione all’immagine del povero che dona la sua stessa vita per ricambiare un gesto d’affetto.


Il mio giudizio sul film : ***** 5/5

ANNO: 1957
TRADUZIONE DEL TITOLO: Sete insaziabile
REGIA: Guru Dutt

CAST:
Guru Dutt.................... Vijay
Waheeda Rehman........Gulab
Mala Sinha...................Meena
Jhonny Walker.............Abdul Sattar
Rehman....................... Mr Ghosh

COLONNA SONORA: Sachin Dev Bhurman, Sahir Ludhiavi (tra l'altro l'ultima collaborazione dei due artisti)
PLAYBACK SINGERS: Geeta Dutt, Mohammed Rafi, Hemant Kumar

QUALCOS’ALTRO:
L’ultimo film di Sanjay Leela Bhansali, Saawarya, si è ispirato a molti classici del passato di Bollywood, possiamo ritrovarci anche numerosi omaggi a Pyaasa: l’ambientazione notturna, il personaggio della prostituta amica del protagonista chiamata Gulab, e la canzone "Pari" / Fata , in cui le donne sentono piangere un bambino e si voltano verso la finestra, immagine già presente nel film di Dutt.
Le attrici femminili originariamente scelte per il ruolo di Meena e di Gulab erano Nargis e Madhubala
Pyaasa è stato tradotto in italiano e trasmesso in programmazione notturna dalla Rai, con il titolo "Sete Eterna"

08 maggio 2009

AB TAK CHHAPPAN



Prodotto da Ram Gopal Varma, 'Ab Tak Chhappan' segna l'esordio del regista Shimit Amin, che nel 2007 ci regalerà il clamoroso 'Chak De! India'.

La pellicola è davvero interessante, amara, diretta in modo teso, con uno stratosferico Nana Patekar.
Ambientata in una Mumbai livida e violenta, segue le vicende di un ispettore di polizia a capo di una squadra molto speciale: gli agenti scelti che ne fanno parte hanno licenza di uccidere. La legalità per loro è sospesa tanto quanto lo è per i pericolosi criminali a cui danno la caccia.
Difficile distinguere i buoni dai cattivi in un film come questo in cui l'etica è impaludata in un informe grigio. Ma la sceneggiatura è molto più complessa: sonda i legami fra politica e criminalità organizzata, e le acque si confondono ulteriormente, in un continuo rimando di ruoli e di (in)certezze morali.
La cinematografia Hindi vanta ormai una lunga e solida tradizione in materia di crime-story: 'Parinda' ha indicato la strada per il salto di qualità e lo splendido 'Satya' ne ha codificato gli stilemi. Ma 'Ab Tak Chhappan' spicca per originalità e complessità.
Anche la figura carismatica dell'eroe-giustiziere è uno degli aspetti dominanti di questo cinema, e Sadhu, il protagonista di ATC, ne regala una versione aggiornata e vivificata.

Nana Patekar è SUPERBO. Malgrado tutto il cast sia di ottima qualità, l'attore protagonista condanna i pur bravi comprimari all'ombra, infondendo vita ad un personaggio brutale, complesso, tagliente. Il fisico asciutto, l'aspetto ruvido, lo sguardo affilato, lo stile innato, la recitazione personale, la scelta ponderata di ruoli e pellicole: tutto contribuisce a qualificare Nana Patekar come una delle punte di diamante del Cinema Indiano e non solo Hindi.

TRAMA

Sadhu Agashe (Nana Patekar) è un ispettore di polizia a cui è stato affidato un compito molto particolare: catturare e uccidere i peggiori criminali che governano la malavita di Mumbai. Sadhu è in gamba e spietato. Ma la politica cambia, cambiano i suoi superiori, ed improvvisamente da cacciatore diventa preda.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: *1/2
'La Factory di Ram Gopal Varma sembra sfornare film con impressionante regolarità. Non tutti incontrano il favore del pubblico, ma non si può negare il fatto che il marchio 'RGV' sia sinonimo di cinema di qualità, di un cinema che osa sfidare gli stereotipi. ATC non fa eccezione. Le intenzioni dell'esordiente regista Shimit Amin sono sincere. La pellicola è estremamente realistica. L'ambientazione, il legame politica-polizia-mafia, la rivalità fra agenti e la vita stressante che conducono: tutto viene descritto con la massima precisione. Ma il film cattura l'attenzione ad intermittenza. Il primo tempo ha un ritmo estremamente lento. La storia acquista interesse nel secondo, ma la sequenza degli eventi ad un certo punto diventa prevedibile. Il finale lascia molto a desiderare. ATC guadagna punti grazie al cast tecnico. La fotografia di Vishal Sinha è di qualità superiore. I dialoghi di Sandeep Srivastaval sono superbi. Il commento musicale di Salim-Sulaiman è di prima classe. Nana Patekar regala una performance impeccabile. Prasad Purandare è una rivelazione. Ecco un attore che può dare molto se gli viene offerta l'opportunità di farlo. L'interpretazione di Jeeva è impressionante: i suoi dialoghi con Nana sono elettrizzanti. Yashpal Sharma è come sempre altamente competente. Nakul Vaid offre una performance naturale. Kunal Vijaykar impersona il proprio ruolo con la massima convinzione.'
Taran Adarsh, 27.02.04

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: la sceneggiatura e l'interpretazione di Nana Patekar
Punto debole: dov'è la condanna per la violazione dei diritti civili?

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Nana Patekar ('Parinda') - Sadhu Agashe
* Kunal Vijaykar ('Salaam Namaste') - Francis
* Yashpal Sharma ('Singh Is Kinng') - Imtiaz
* Nakul Vaid ('Chak De! India') - Jatin Shukla
* Prasad Purandare ('Contract') - Zamir Zaffar
* Mohan Agashe ('Rang De Basanti') - Pradhan
* Jeeva ('Sarkar') - Suchak
* Hrishitaa Bhatt ('Asoka') - fidanzata di Jatin

Regia: Shimit Amin ('Chak De! India')
Sceneggiatura: Sandeep Srivastava (aiuto regista in 'Kabul Express')
Colonna sonora: Salim-Sulaiman ('Rab Ne Bana Di Jodi')
Anno: 2004
Traduzione del titolo: '56 finora'. Si riferisce al numero di persone uccise da Sadhu
Award: Zee Cine Award per il miglior commento musicale a Salim-Sulaiman
Produzione: Ram Gopal Varma

CURIOSITA'

* Nana Patekar si è aggiudicato il National Award come miglior attore protagonista nel 1994 per 'Krantiveer', e come miglior attore non protagonista nel 1990 per 'Parinda' e nel 1997 per 'Agni Sakshi'. Ha interpretato film in diverse cinematografie indiane, e ne ha perfino diretto uno: 'Prahaar' (1991)
* Mohan Agashe è un illustre psichiatra, e alterna la carriera medica a quella cinematografica
* Citazioni bollywoodiane: Salman Khan, Vivek Oberoi ('Company') e Aishwarya Rai

06 maggio 2009

AHISTA AHISTA


'Ahista Ahista' è un raro esempio di come si possa trarre una sceneggiatura insolita e avvincente da un soggetto tutto sommato debole.

Il film è delizioso e ben costruito: la regia è molto attenta, i personaggi sono amabili e realistici, i dialoghi impeccabili, la location spettacolare (il quartiere islamico di Delhi), la fotografia splendida, le scenografie curate.
La pellicola, grazie ad una intelligente sceneggiatura, non si limita a raccontare una delicata storia d'amore, ma offre qualcosa di più. E' anche e soprattutto una storia di formazione: e se intenerisce la fiducia in se stesso che Ankush scopre di possedere e che lo induce a migliorare la propria vita in una direzione del tutto inaspettata, è significativa anche la graduale trasformazione della silenziosa Megha che si schiude come un fiore.

Quanto al cast, Abhay Deol è l'attore di maggior talento fra i volti nuovi in India. Soha Ali Khan regala al suo personaggio un'eleganza ed una discrezione che incantano. Shakeel Khan e gli altri caratteristi sono piacevoli. L'unico a non convincere è l'inespressivo Shayan Munshi.

TRAMA

Ankush (Abhey Deol) si presta a pagamento come testimone per le nozze. Un giorno incontra una ragazza, Megha (Soha Ali Khan), che è scappata dal suo villaggio per sposarsi. Il fidanzato Deeraj (Shayan Munshi), però, non sembra altrettanto puntuale.

RECENSIONI

The Times of India
'Personaggi carini. Tutti ben intenzionati, che sbagliano semplicemente perchè sono umani. Storia carina. Si tiene alla larga dagli stereotipi e tenta di raccontare qualcosa di nuovo. Ambientazione carina. Benvenuti a Delhi. Ritmo carino. La storia d'amore è rilassata, languorosa, sussurrata. Musica carina. Himesh Reshammiya mescola sufi e sentimento per creare una morbida sinfonia. Risultato finale? Film carino. Ma le carinerie non bastano per far sensazione al box office ad alto decibel di Bollywood. E 'carino' è sinonimo di 'noioso' nella speziata produzione desi che sforna masala ogni venerdì. E' da biasimare il nostro gusto bollywoodiano cresciuto male, ma questo piccolo, silenzioso film indipendente a fatica troverà estimatori nell'era dell'esagerazione.'
Nikhat Kazmi, 19.08.06

Hindustan Times: **1/2
'Ogni tanto Bollywood sforna sorprese di questo tipo. Un semplice piccolo film che regala una storia d'amore carina, priva dei singhiozzi pulp da melodramma masala. 'Ahista Ahista' si differenzia nel modo in cui il regista Nair sviluppa il climax: non come ti aspetteresti. E la storia ti piace sempre di più. Al suo secondo film, Abhay Deol prova di essere andato oltre le due espressioni e mezza del clan dei Deol. Soha Ali Khan è perfetta.'
Vinayak Chakravorty, 19.08.06

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: nessun aspetto spicca sugli altri; è tutto molto omogeneo e funziona a meraviglia
Punto debole: Abhay in un numero danzato NO, per favore, NO

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhay Deol ('Dev D') - Ankush
* Soha Ali Khan ('Dil Kabaddi') - Megha
* Shayan Munshi ('My Brother Nikhil') - Deeraj
* Shakeel Khan ('Don') - Zulfi

Regia: Shivam Nair ('Maharathi') qui al suo debutto cinematografico

Soggetto e Sceneggiatura: Imtiaz Ali (regista e sceneggiatore di 'Jab We Met')

Colonna sonora: Himesh Reshammiya ('Fool'N'Final')

Fotografia: Prakash Kutti ('My Name Is Anthony Gonsalves')

Anno: 2006

Traduzione del titolo: 'A poco a poco'

CURIOSITA'

* Nel 1981 è stato distribuito un film con lo stesso titolo, la cui trama non ha nulla a che vedere con la pellicola del 2006

* La storia si ispira ad un fatto realmente accaduto, ma ricorda anche 'Le Notti Bianche' di Dostoevskij

* Nei titoli di testa si ringraziano i registi Anurag Kashyap ('Dev D') e Sriram Raghavan ('Johnny Gaddar')

* Ultime parole famose. Una delle battute finali pronunciate dal personaggio interpretato da Abhay Deol: 'Non diventerò un Devdas'. Vedi 'Dev D' del 2009...

GOSSIP&VELENI

* Ma c'è solo da augurarsi di essere mollate sull'altare, se il risarcimento è il conforto di Abhay Deol. Ragazze: ABHAY DEOL! Mica un pirla qualunque

05 maggio 2009

LOC KARGIL



Non ricordo un film di guerra che mi sia piaciuto. E 'LOC Kargil' non fa eccezione.
La pellicola, una delle più lunghe (e più costose) nella storia del cinema indiano, dura ben 4 ore. Durante le quali non succede nulla. La trama si ispira ad un conflitto - purtroppo - reale, e ne segue fedelmente - purtroppo - la cronaca. La sceneggiatura è ripetitiva e tediosa.

Ma è la parzialità nel rappresentare il nemico a disturbare di più.
I soldati indiani nel film hanno volti, parole, gesti. Madri, mogli, fidanzate, figli. Sono tutti eroici ('Vittoria o martirio' il loro motto). Offrono impavidi il petto ai proiettili dell'invasore. Si immolano per salvare i compagni, eccetera eccetera.
I soldati pachistani, al contrario, non hanno volto. Nè madri, mogli o figli. Nascono spontaneamente dal fertile suolo della Terra dei Puri come muschio e funghi sulle cortecce degli alberi. L'appellativo con cui vengono più educatamente apostrofati è 'cani' o 'bastardi'. Tralascio quelli più pesanti. Sono tutti codardi e indegni di vivere.
Solo al termine del film Sanjay Dutt recita una battuta FINALMENTE umana alla volta del nemico. E per fortuna l'ordine è di seppellire le vittime pachistane invece di abbandonarle sul campo come animali.

Il nutrito grappolo di attori si impegna, ma il cast è talmente affollato che, alla fine, nessun personaggio ha abbastanza tempo a sua disposizione per impressionare lo spettatore. Inoltre si fatica a ricordare chi è chi e a capire chi fa cosa. Mi pare che l'unico a spiccare sia Ajay Devgan.
Il cast femminile è del tutto sprecato: la presenza delle attrici è talmente inutile, ridicola, solo decorativa, che definirla 'cameo' è esagerato.

TRAMA (ci provo)

Soldati ovunque. Marciano, sparano, muoiono. L'azione si svolge in una gelida landa desertica. Molte giovani vite recise di netto per conquistare un'inutile pietraia che io non vorrei nemmeno regalata.
Meglio un sanguinolento, onesto horror. Almeno si muore per un motivo plausibile.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: ****
'LOC Kargil' è probabilmente il più vivido e viscerale film indiano di guerra. I personaggi sono uomini vulnerabili e veri, forzati a diventare vittime o eroi o entrambi. La pellicola funziona soprattutto perchè mostra la dura realtà senza nascondere nulla. Ed è arricchita da dialoghi taglienti (O.P. Dutta), da una meravigliosa fotografia (Karim Khatri), da sequenze di battaglia ben costruite (Bhiku Verma) e da un efficace commento musicale (Aadesh Shrivastava). Il regista J.P. Dutta è brillante, ed è uno dei migliori sceneggiatori dei nostri tempi. Quanto al cast, le interpretazioni che spiccano sono quelle offerte da Ajay Devgan, Saif Ali Khan, Abhishek Bachchan e Manoj Bajpai. Ajay entra nella pelle del suo personaggio e regala una performance che può assicurargli solo elogi. Saif migliora di film in film, e riesce ad emergere malgrado il cast importante. Abhishek è estremamente piacevole e la sua interpretazione è fra le migliori della sua carriera. Manoj Bajpai è controllato e il cameratismo che condivide con Ashutosh Rana è fantastico. Il ruolo di Sanjay Dutt è poco consistente. Suniel Shetty è relegato nelle retrovie. Akshaye Khanna è bravo. Nel cast femminile, è Kareena Kapoor ad emergere, seguita da Esha Deol.'
Taran Adarsh, 25.12.03

Cinema Hindi: *
Punto di forza: (non so, dormivo)
Punto debole: troppi, ma spicca su tutti la parzialità

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sanjay Dutt ('Munna Bhai') - Lt. Col. Jyoshi
* Ajay Devgan ('Company') - Lt. Manoj Pandey
* Saif Ali Khan ('Omkara') - Capt. Anuj Nayyar
* Suniel Shetty ('Hera Pheri') - Sanjay Kumar
* Sanjay Kapoor ('Luck By Chance') - Maj. Deepak Rampal
* Abhishek Bachchan ('Dostana') - Lt. Vikram Batra
* Nagarjuna ('Shiva') - Maj. Padmapani Acharya
* Akshaye Khanna ('Dil Chahta Hai') - Lt. Balwan Singh
* Manoj Bajpai ('Satya') - Yogender Singh Yadav
* Rani Mukherjee ('Black') - fidanzata di Manoj Pandey
* Kareena Kapoor ('Jab We Met') - fidanzata di Anuj Nayyar
* Raveena Tandon ('Satta') - moglie di Deepak Rampal
* Mahima Chaudhry ('Lajja') - moglie di Yogender Singh Yadav
* Esha Deol ('Darling') - fidanzata di Vikram Batra
* Isha Koppikar ('Don') - fidanzata di Sanjay Kumar
* Divya Dutta ('Delhi-6') - (la moglie di non ricordo più chi)

Regia, sceneggiatura, montaggio e produzione: J.P. Dutta ('Umrao Jaan')

Colonna sonora: Anu Malik ('Main Hoon Na'). Il brano 'Main Kahin Bhi Rahoon' dura ben 13 minuti

Anno: 2003

CURIOSITA'

* Il conflitto di Kargil è esploso nel Maggio-Luglio 1999 fra Indiani e Pachistani nel distretto di Kargil in Kashmir. La causa scatenante fu l'infiltrazione in territorio indiano di Pachistani e terroristi Kashmiri, che si spinsero oltre la linea di controllo (Line Of Control) designata come confine fra i due Stati. Gli Indiani riuscirono a respingerli e a ristabilire la LOC. L'evento ha ispirato diversi film (fra cui il non esaltante 'Lakshya' del 2004) in diverse lingue indiane, serie televisive e pièce teatrali

* J.P. Dutta è specializzato in film di guerra: con 'Border' (1997) si è aggiudicato il prestigioso National Award. E pare che nessuna cerimonia militare possa in India considerarsi conclusa senza l'esecuzione del brano 'Sandese Ate Hain' tratto da questa pellicola

* Sanjay Dutt è figlio dell'attore Sunil Dutt e dell'attrice Nargis

* Nagarjuna, stella del cinema Telugu, è laureato in ingegneria informatica. Ha conquistato il National Award nel 1996 per 'Ninne Pelladutha' e nel 1998 per 'Annamayya'. Ma si è guadagnato la nostra riconoscenza eterna fidandosi di uno sconosciuto giovane regista e acconsentendo ad interpretare il suo primo film. La pellicola è uno dei più clamorosi successi di Tollywood, 'Shiva'. E il regista nientedimenoche il GRANDE Ram Gopal Varma. Nagarjuna: GRAZIE!

* Manoj Bajpai si è aggiudicato il National Award nel 1999 per 'Satya' per la sua splendida interpretazione del personaggio di Bhiku, e nel 2003 per 'Pinjar'

* Citazioni bollywoodiane: ma Madhuri Dixit, ovviamente

GOSSIP&VELENI

* Fa una certa impressione vedere Ajay Devgan e Rani Mukherjee recitare il ruolo degli innamorati in un film. Nella vita reale Ajay è sposato con la cugina di Rani, Kajol, e pare che il rapporto fra le due non sia dei più affettuosi

* Fa una certa impressione vedere anche Saif Ali Khan e Kareena Kapoor, da qualche tempo fidanzati nella vita

* Ma la coppia forse più inedita è rappresentata da Abhishek Bachchan e Esha Deol, figli di due mostri sacri di Bollywood (Amitabh Bachchan e Dharmendra) che hanno interpretato insieme la pellicola più amata dal pubblico indiano: il classico, intoccabile 'Sholay'

* Quale film Hindi mi ha annoiato più di questo? Di sicuro 'Drona' (povero Abhishek: recita in entrambi).

04 maggio 2009

SALAAM | NAMASTE (CUORI IN ONDA)




Un applauso ai due frizzanti attori protagonisti: Preity Zinta e Saif Ali Khan. In 'Salaam Namaste' sorprendono per l'affiatamento e la complicità. Ma un applauso anche al regista e sceneggiatore Siddharth Raj Anand, qui al suo esordio (in precedenza aveva collaborato alla sceneggiatura del non esaltante 'Hum Tum'), per aver impresso alla pellicola un ritmo scoppiettante ed avvincente. Non stupisce che il film sia annoverato fra i maggiori successi del 2005.

Il soggetto è piuttosto inusuale per una commedia romantica Hindi: all'inizio sembra la classica trita storia d'amore fra due NRI di successo, con la classica luccicante confezione 'Yash Raj Films', con la classica location esotica, con il classico tripudio di lusso (abiti modaioli, case da sogno, feste esclusive, ecc.). Ad un certo punto però la sceneggiatura ci sorprende: i due protagonisti decidono di convivere (morti e feriti nelle sale cinematografiche indiane) e - scandalo - affrontano una gravidanza (a questo punto nessun sopravvissuto).

La sceneggiatura alterna commedia e, nel secondo tempo, dramma. E' di qualità alta rispetto allo standard delle commedie romantiche bollywoodiane, e media rispetto allo standard dei film drammatici Hindi non proprio ascrivibili al genere popolare. L'argomento trattato nel secondo tempo di 'Salaam Namaste' è talmente delicato che è facile cadere nella banalità o nella superficialità, ma la pellicola in questione, per essere uno smaccato prodotto commerciale di intrattenimento, ne esce abbastanza bene, grazie soprattutto all'interpretazione di Preity. Con qualche esagerazione in meno nel primo tempo e con una maggior sensibilità nel secondo, il film sarebbe stato un piccolo capolavoro.

Una menzione speciale per Arshad Warsi, attore dal talento mai abbastanza sottolineato. Ultimamente si è cimentato in film piuttosto imbarazzanti, e ci ha quindi deliziato vederlo in azione in una pellicola scintillante come questa.
Javed Jaffrey è sempre divertente, ma il suo personaggio è forse un po' troppo sopra le righe.
Amiamo Abhishek Bachchan. Ogni giorno di più.

'Salaam Namaste' è un ottimo esempio della famosa abilità della 'Yash Raj' di costruire successi planetari, indovinando i desideri più segreti del suo pubblico e amplificandone i sogni. Ma è indicativo anche di come la cinematografia popolare in lingua Hindi stia sempre più modernizzandosi, nelle tematiche e nell'approccio psicologico.

TRAMA

Ambar (Preity Zinta) e Nick (Saif Ali Khan) vivono a Melbourne. Decidono di coabitare per testare la natura della loro relazione. Ebbene sì: è amore. Pronti per il matrimonio e la famiglia? Bah, sembrerebbe non tanto.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: ****
'La 'Yash Raj' e Siddharth Raj Anand presentano un film che osa essere differente senza però urtare la sensibilità dello spettatore indiano. 'Salaam Namaste' combina il meglio del cinema di Aditya Chopra e di Karan Johar con l'azzardo di avventurarsi in aree rischiose e sinora inesplorate. La sceneggiatura è molto intelligente. I personaggi di Nick e Ambar sono realistici. Anand è un regista che spicca tra la folla. La fotografia (Sunil Patel) è fantastica. I dialoghi sono meravigliosi. La ciliegina sulla torta è rappresentata senza ombra di dubbio dalla piacevole colonna sonora di Vishal-Shekar. Saif Ali Khan regala una performance vivace: l'attore è eccezionale, sia nelle sequenze leggere che in quelle drammatiche. Preity Zinta è pazzesca, e offre la sua migliore interpretazione. Arshad Warsi è super-bravo.'
Taran Adarsh, 09.09.05

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: le interpretazioni e la regia
Punto debole: le solite roboanti esagerazioni (ma quando ti ci abitui, impari persino ad apprezzarle...)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Preity Zinta ('Kal Ho Naa Ho') - Ambar
* Saif Ali Khan ('Omkara') - Nick
* Arshad Warsi ('Munna Bhai') - Ron
* Javed Jaffrey ('Shauriya') - il padrone di casa
* Abhishek Bachchan ('Delhi-6') - narratore e cameo

Regia e sceneggiatura: Siddharth Raj Anand ('Bachna Ae Haseeno')

Dialoghi: Abbas Tyrewala (sceneggiatore e regista di 'Jaane Tu Ya Jaane Na')

Colonna sonora: composta da Vishal-Shekhar ('Dostana'), è di qualità media. Include l'allegro tormentone hindi-pop 'Salaam Namaste', da ascoltare a tutto volume

Coreografie: Ahmed Khan ('Ghajini')

Anno: 2005

Traduzione del titolo: 'salaam' è la forma di saluto fra musulmani, 'namaste' fra hindu

Award:

* Javed Jaffrey si è aggiudicato l'IIFA award come miglior attore comico

Produzione: Yash Raj Films

Sito: Clicca qui per ascoltare i brani della colonna sonora, visionare il trailer e i video musicali

CURIOSITA'

* Il film è il remake di 'Nine Months', con Hugh Grant

* Il regista Siddharth Raj Anand ha co-sceneggiato 'Hum Tum' e ha esordito alla regia con 'Salaam Namaste', a cui sono seguiti 'Ta Ra Rum Pum' e 'Bachna Ae Haseeno'. Regala un cameo in 'Salaam Namaste', quasi alla fine della pellicola, nel ruolo del tassista

* Preity Zinta ha debuttato in 'Dil Se' di Mani Ratnam con Shah Rukh Khan. Ha recitato in pellicole in diverse lingue indiane e in produzioni internazionali. E' coproprietaria di una squadra di cricket dell'Indian Premier League: i Kings XI Punjab. Nota anche come la 'Pretty Woman' indiana, Preity Zinta nel 2003 ha dimostrato un coraggio non comune testimoniando in un processo per mafia senza ritrattare la deposizione rilasciata prima dell'udienza (a differenza di quanto fatto da 13 altri testimoni, fra cui due impavidi maschioni: Salman Khan e Shah Rukh Khan). La stampa la ribattezzò 'il solo uomo a Bollywood'...

* Saif Ali Khan è figlio dell'attrice Sharmila Tagore ('8 x 10 Tasveer'). Soha Ali Khan ('Dil Kabaddi') è sua sorella. Si è aggiudicato il National Award come miglior attore per 'Hum Tum' (2004)

* 'Salaam Namaste' è stato il primo film Hindi interamente girato in Australia

* Altri cameo di volti meno noti: la donna e il bambino in libreria sono la moglie e il figlioletto di Arshad Warsi. L'uomo che legge il giornale sull'autobus, accanto a Preity Zinta, è il suo (ex?) fidanzato

* In una sequenza con Javed Jaffrey, viene diffuso il citatissimo tema de 'Il Buono Il Brutto Il Cattivo'. Il personaggio di Jaffrey menziona Roma

* Non perdetevi gli esilaranti titoli di coda: Saif Ali Khan è scatenatissimo

GOSSIP&VELENI

* Abhishek Bachchan COSI' non l'avete mai visto...

* Saif Ali Khan è fidanzato con Kareena Kapoor ('Jab We Met'). In passato era stato legato all'italiana Rosa Catalano

* Considerazione fra noi pochi intimi: quando si tratta di Bollywood, non importa QUANTO la pellicola sia melensa, tamarra, implausibile, sdolcinata, esagerata, retorica, strappalacrime. Mentre inorridita ripasso mentalmente tutti questi aggettivi, da brava tossica il dito è già posizionato sul tasto play del telecomando per sciropparmi il film successivo. Potere di un cinema ingenuo, divertente, cialtrone, pieno di candore e adorabilmente kitsch che induce ad un'assuefazione più pericolosa di quella provocata dall'eroina. Bollywood batte Hollywood 1-0. Non c'è altro da aggiungere