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09 settembre 2019

STUDENT OF THE YEAR 2


Non rientro nella fascia d'età a cui questo film si propone. E non sono in grado di rispondere alla domanda: a 12 anni, se avessi visto Student of the Year 2, mi sarebbe piaciuto? Boh. Procedo con cautela. La produzione ha speso troppo per una pellicola dalla storia modesta. Lo spreco si nota e stona, anzi, infastidisce. La sceneggiatura è un susseguirsi di cliché tipici del genere. Idem i dialoghi. I personaggi sono stereotipati e innaturali. Del quartetto di attori, la debuttante Tara Sutaria mi è sembrata un filo più espressiva rispetto ai colleghi. Tiger Shroff è un ballerino talmente sciolto e dotato che potrebbe danzare dall'inizio alla fine di ogni suo film e il mio giudizio sarebbe sempre 5/5. In SOTY2 si cimenta però anche in altre attività.

Nel primo tempo ho colto l'unico spunto interessante poi purtroppo abortito. Rohan, il protagonista, riesce ad iscriversi allo stesso college frequentato da Mia, la ragazza di cui è innamorato. Mia lo accoglie con la battuta (vado a memoria): 'Mi sto evolvendo. Faccio cose nuove. Ti avrei rispettato di più se tu fossi venuto qui per te stesso'. Segue il vuoto. Shreya è l'unico personaggio ad azzardare una maturazione e ad avere ben chiaro in mente un obiettivo da perseguire. Gli altri si limitano al cazzeggio.

TRAMA

Studenti in un college, anzi due. Ballano, corrono, si dannano col kabaddi. Tutti probabilmente analfabeti, dal momento che non aprono mai un libro.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Il bambino con la scritta sull'addome '6 pack coming soon'.

RECENSIONI

Hindustan Times: * 1/2
'Irony is in predictably short supply. (...) The film exists exclusively to flaunt Tiger Shroff’s physique. (...) Still, Shroff is sincere. As is Ananya Pandey, who takes a poorly written character (...) and at least attempts to give her a vibe. (...) The kids aren’t intolerable, the motives are. The film lacks drama, conflict and narrative tension, with dialogues written for mannequins'.
Raja Sen, 10.05.19

Cinema Hindi: **
Punto di forza: -
Punto debole: la sceneggiatura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Tiger Shroff - Rohan
* Ananya Pandey - Shreya
* Tara Sutaria - Mia
* Aditya Seal - Manav, fratello di Shreya
* Gul Panag - allenatrice
* Farah khan - cameo
* Alia Bhatt - item song The Hook Up Song
* Will Smith - un cameo talmente breve che non ha fatto in tempo ad impressionarmi la retina

Regia: Punit Malhotra
Sceneggiatura: Arshad Sayed
Colonna sonora: Vishal-Shekhar
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Film che trattano lo stesso tema: Kuch Kuch Hota Hai, Main Hoon Na, Jo Jeeta Wohi Sikandar, Student of the Year.

GOSSIP & VELENI

* Ananya Pandey è la figlia di Chunky Pandey; Tiger Shroff è il figlio di Jackie Shroff.

31 agosto 2010

I HATE LUV STORYS


Prima volta insieme sullo schermo per i giovani Sonam Kapoor e Imran Khan, prima volta anche per Punit Malhotra, che debutta alla regia. Tiene a battesimo Karan Johar. Per lui, con la sua Dharma Productions, in associazione con la UTV Motion Pictures, mettere insieme una commedia romantica ambientata nel mondo del cinema, nello stesso tempo autocelebrativa ed autoironica, è fin troppo facile.

TRAMA
Jay (Imran Khan) è il giovane assistente di un regista, Veer Kapoor (Sameer Soni), famoso per i suoi film sentimentali. Ha una visione cinica dell'amore e sbeffeggia tutti i cliché tipici delle pellicole romantiche. Simran (Sonam Kapoor), invece, ama e crede talmente tanto nelle storie dirette da Veer da vivere la sua vita come se fosse una di esse. Quando Jay e Simran si troveranno a dover lavorare insieme, ognuno di loro sarà costretto a fare i conti con le convinzioni dell'altro.

RECENSIONI

The Times of India ***
Prima di tutto: Imran Khan e Sonam Kapoor formano una coppia interessante, la più fresca dopo quella composta da Ranbir Kapoor e Katrina Kaif. I due condividono una bella intesa, una compatibilità fisica ed un quoziente emotivo ben bilanciato. Complimenti a Imran e a Sonam per la responsabilità di gestire un film che, ancora una volta, da un punto di vista narrativo ha poco di cui vantarsi. IHLS è estremamente semplicistico, non stratificato e del tutto prevedibile. L'esordiente regista Punit Malhotra dirige una pellicola zuccherosa. I dialoghi sono molto ordinari, talvolta sentimentali. La fotografia di Ayananka Bose offre un film visivamente piacevole. La colonna sonora di Vishal-Shekhar è frizzante e adatta al tenore della pellicola. Da segnalare la title-track, Bin Tere e Bahara. I costumi di Manish Malhotra sono un punto di forza: uber-cool e urban-chic. Quanto alle performance, sono stilose, non indimenticabili, ma guardabili: ammirate l'espressività e il broncio di Imran, nonchè la forma smagliante e la piacevole presenza scenica di Sonam.
Nikhat Kazmi, 01.07.10
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
L'esordiente regista Punit Malhotra raccoglie amabilmente tutti i cliché tipici delle storie d'amore bollywoodiane. L'idea è interessante e sviluppata in modo innovativo in un film dentro un film, con una coppia fresca che condivide un'intesa vivace, e con la frizzante colonna sonora di Vishal-Shekhar. Ma la novità subito si sgonfia a causa di una trama prevedibile, soprattutto nel secondo tempo. Sonam Kapoor è piacevole ma non possiede la gaiezza sorridente di Preity Zinta o la naturale sensualità di Kajol. Comunque l'attrice promette bene e c'è spazio per migliorare. La somiglianza di Imran Khan con lo zio Aamir Khan è troppo evidente per essere ignorata: l'aspetto da ragazzo della porta accanto, lo sforzo di raggiungere la perfezione, la determinazione di sfuggire al convenzionale. Imran ha solo bisogno di una sceneggiatura più adatta per offrirsi al meglio.
Roshmila Bhattacharya, 02.07.10
La recensione integrale.

Diana *** 1/2
Film fresco e carino, in cui si finge di ridicolizzare gli stereotipi bollywoodiani per, in realtà, utilizzarli tutti. Si può perdonare questo piccolo espediente e una certa autoreferenzialità, grazie, come spesso accade, alle buone performance degli attori e ad una inscalfibile passione per le storie d'amore. Imran Khan, divertente e delizioso, dimostra di essere più fortunato con le pellicole sentimentali (come il precedente Jaane Tu... Ya Jaane Na) che non con quelle d'azione (Kidnap e Luck). Sonam Kapoor che, dopo l'importante debutto in Saawariya di Sanjay Leela Bhansali e il ruolo da protagonista in Delhi 6 di Rakeysh Omprakash Mehra, ha il difficile compito di confermare un inizio di carriera così importante, con I Hate Luv Storys si concede una parentesi di leggerezza.
Fin ad ora la miglior commedia romantica del 2010.

Il bello:
- Le magliette indossate da Jay (Imran Khan). Una riporta la scritta: Bollywood Sucks. Un'altra, disegnata da Neil Dantas, giovane creativo nato a Mumbai e famoso per le sue idee innovative, recita: Forget Superman Try Me.
- Imran Khan che si scatena nella title song I Hate Luv Storys

Il brutto:
- Una volta un buon film bollywoodiano prevedeva almeno 5 o 6 brani musicali e, con un po' di fortuna, altrettante danze. Ultimamente registi, sceneggiatori e produttori sono diventati crudelmente avari. In I Hate Luv Storys balla solo Imran Khan, davvero per pochi minuti: peccato.
- Un secondo tempo troppo lungo durante il quale Jay (Imran Khan) è impegnato a far ingelosire Simran (Sonam Kapoor) con l'aiuto di Giselle (Bruna Abdulla). Una trovata superflua e piuttosto noiosa.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Jay Dhingraa - Imran Khan
Simran - Sonam Kapoor
Raj Dholakia - Sameer Dattani
Veer Kapoor - Sameer Soni
Gisselle - Bruna Abdulla
la madre di Simran - Ketaki Dave
la madre di Jay - Anju Mahendroo

Scritto e diretto da Punit Malhotra

Prodotto da Karan Johar, Hiroo Yash Johar e Ronnie Screwvala

Musiche: Vishal - Shekhar (Om Shanti Om)

Coreografie: Bosco Martis (3Idiots) e Caesar Gonsalves (Love Aaj Kal)

Distribuito da Dharma Productions e UTV Motion Pictures

Anno 2010

CURIOSITA'

- Punit Malhotra dirige il suo primo film, I Hate Luv Storys, dopo essere stato assistente alla regia di Dostana, Paheli, Kal Ho Naa Ho e Kabhi Khushi Kabhie Gham.

- Nei film Hindi spesso sono presenti riferimenti a pellicole di successo. In I Hate Luv Storys, tra le molte citazioni, ci sono clip da Dilwale Dulhania Le Jayenge, Dil Chahta Hai e Hum Tum, alcune allusioni a Veer-Zaara e Rab Ne Bana di Jodi; a tratti si sentono le note di Maahi Ve, brano della colonna sonora di Kal Ho Naa Ho.

Il sito ufficiale del film

Le chat con Imran Khan e Sonam Kapoor organizzate da Bollywood Hungama in occasione dell'uscita nelle sale di I Hate Luv Storys