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30 luglio 2016

FAN

 
diretto da Maneesh Sharma, con ShahRukh Khan.
Siamo a metà strada, qualche uscita importante è ancora attesa, ma viene voglia di sbilanciarsi e affermare che Fan è il miglior film dell'anno.
Non quello dalla sceneggiatura più inattaccabile, non quello che ha incassato di più e probabilmente nemmeno quello che sarà più premiato. Ma il più potente e il più sorprendente. Quello che non si fa dimenticare, quello che ci ha fatto pensare, ripensare e ricredere. Quello che ha portato qualcosa di nuovo.
Quello che stavolta non ce n'è per nessun altro.

LA TRAMA
Il giovane Gaurav è un fan della superstar Aryan Khanna da tutta la vita. Si pettina come il suo idolo, si veste come lui, si muove come lui, ne imita la voce e lo impersona nelle feste del quartiere di Delhi in cui è cresciuto e vive.
In occasione del compleanno di Aryan, Gaurav ha la possibilità di partire per Mumbai, il suo sogno è quello di incontrare la star e fargli gli auguri di persona.
I conti con la realtà però non saranno indolore, né privi di conseguenze per nessuno dei due protagonisti.

SECONDO ME ***** 5/5
Pare che Maneesh Sharma, regista di Band Baaja Baaraat e di Ladies Vs Ricky Bahl, nonché produttore di Dum Laga Ke Haisha, abbia cominciato a pensare a Fan un giorno che era in visita a Mannat, colpito dalla quantità di persone assiepate sotto casa di SRK, in attesa di scorgerne un frammento. Una moltitudine che sicuramente fa una certa impressione.
La passione degli indiani per il Cinema non è da sottovalutare e ancora meno lo è l'amore che dimostrano per i loro divi. Qualcosa che non ha paragoni al mondo e che si può accostare, giusto per rendere l'idea, al fanatismo suscitato dalle star musicali internazionali, neanche quelle di oggi, che nessuna reggerebbe il confronto, ma quelle di una volta, come Elvis o i Beatles. Per questo motivo lo script di Fan che affronta il tema del rapporto star-fan è un'intuizione piuttosto brillante, un'idea semplice come un uovo di Colombo, ma anche di grande attualità. E' un argomento che interessa tutti (chi non ha provato almeno una volta una passione vera, profonda, carnale per un cantante o un attore?) e che apre a diverse riflessioni.
Fan è un film complesso e cupo perché Maneesh Sharma è rimasto fedele alle sue intenzioni di riflettere su un fenomeno, di mostrare qualcosa, di svelare una verità. Ed è un film che colpisce emotivamente, che coinvolge, che, come fosse uno specchio, rimanda allo spettatore il riflesso di se stesso. Perché Gaurav Chandna è un folle, ma prima di oltrepassare quel confine, prima di scivolare al di là, lui era uno di noi.
Il confine, il limite, si trova ben prima di arrivare all'aggressione fisica. Forse già nell'illusione di avere una connessione con il proprio idolo. Oppure nella pretesa che egli aderisca all'immagine che abbiamo di lui.
La fama la si deve davvero all'amore dei propri ammiratori o è il frutto del talento, del lavoro di qualcuno messo in luce dall'occasione giusta e da un po' di fortuna, in modo che il mondo possa accorgersi di lui?
Tutti sono in grado di immaginare che cosa significhi essere un fan. Il film si concentra su Gaurav, sui suoi stati d'animo, è facile, fino ad un certo punto, provare empatia per lui.
Più difficile è capire che cosa ci sia dietro ad Aryan Khanna. Non sono in molti a sapere che cosa significhi essere una star venerata universalmente.
E chi è il divo fra i divi? Maneesh stesso ha dichiarato che la storia di Fan è nata pensando a SRK e che non sarebbe stata realizzata se non con lui.
Per costruire Aryan sono state usate immagini storiche della carriera di SRK. Il fatto che non sia stato ideato un personaggio del tutto nuovo offre un ulteriore piano di profondità. Aryan sembra vero. Di più: sembra SRK.
L'attore ha dichiarato: "He’s more real, more grounded, more practical, less mad and probably less compassionate in his dealings than me. He’s scarily real, and I’m not like that at all" (Open *) e che si tratta di un protagonista totalmente inventato, ma di fatto la vita e la carriera di SRK sono parte del film.
In una sequenza che sicuramente entrerà a far parte della storia del Cinema, SRK interpreta Gaurav  che imita Aryan mentre sullo sfondo scorrono le immagini tratte dai film e dalle performance live di SRK stesso. Impossibile non pensare allo stato di super star dell'attore e non interrogarsi sul suo personale rapporto con la fama, i suoi fan e la sua immagine pubblica.
Che impressione abbiano questi semidei delle persone che li seguono con tanta dedizione e fervore, forse ce lo indica il fotogramma del viso trasfigurato di Gaurav  che urla  sotto casa di Aryan. Di certo è una scena inquietante quanto emblematico ed indimenticabile.
In un bell'articolo di Paromita Vohra pubblicato su The Indian Express, nel contesto di un discorso più ampio in cui è analizzato il ruolo di SRK nella società indiana, l'autrice scrive di "uccisione del vecchio fan": " The star advises the fan to live a full life of love, work, family and community. By symbolically killing the old fan, is SRK killing an old self? Is he hoping for a new gaze that he can meet, so he may renew himself?" (*), come a voler confermare la tesi della corrispondenza tra personaggio e persona.
E mentre da una parte Fan toglie ogni illusione che ci si possa mai avvicinare veramente a qualcuno che si conosce solo attraverso uno schermo, dall'altra suggerisce che ci stia raccontando qualcosa di SRK, che il protagonista vero sia lui e non Khanna. Ma è un inganno.
Prima della diffusione del trailer, si immaginava che Fan fosse una commedia d'intrattenimento, qualcosa di spiritoso che avrebbe mostrato le simpatiche stravaganze di un fan appassionato. Nonostante Maneesh Sharma, secondo me intelligentemente e coerentemente rispetto al pubblico a cui si rivolge, abbia inserito diverse scene, in particolare d'azione, che riportano l'intera pellicola alla dimensione di entertainment movie, questa è tutt'altro che una commedia. Nessuno si aspettava un tale livello di serietà e di dramma.
E nessuno si aspettava questo ShahRukh Khan.
La sua infatti è un'interpretazione pazzesca. Al di là della trasformazione fisica.
Pur non essendo la prima volta che l'attore stupisce  con le sue capacità, sembra proprio che i doppi ruoli lo stimolino (come in Duplicate, come in Don, come in Rab Ne Bana Di Jodi), è riuscito una volta di più a spostare l'asticella. E chi si era dimenticato di lui, chi ha pensato che non sapesse più recitare, che non fosse più quello di una volta, ha avuto una risposta forte e chiara. Più forte e più chiara di quanto fosse possibile indovinare.
Il trailer di Fan è uscito il 29 febbraio scorso suscitando un certo clamore. Molti colleghi di SRK e tutta la film fraternity hanno voluto complimentarsi e commentare. Anurag Kashyap, centrando meravigliosamente il punto, ha tweettato: "next year awards Best Actor, Actor in a negative role, debutant, booked #srk #fan..(*)
Raja Sen, critico senza cuore (scherziamo Sen, ti vogliamo bene, soprattutto perché Fan ti è piaciuto!), ha scritto: "Shah Rukh Khan is jawdroppingly good in Fan, both as the 25-year-old young admirer and as the jaded but determined ageing movie star. It is an immensely brave performance demanding stunning commitment, and he shines."(*).
E SRK risplende davvero.
Fan è l'evento dell'anno. E' un film che non si può evitare, che discuterete da mille prospettive, perché ha mille angolazioni.
Guardatelo, vi lascerà sconvolti, vi lascerà tristi, vi toglierà qualcosa. Poi però vi sentirete grati.

Il brutto:
- L'incontro-scontro tra Gaurav e Sid è il passaggio più debole del film.
- Fan non ha fatto un grande incasso, non è entrato nel famoso 100 crore club. Molti hanno analizzato e fornito diverse plausibili cause, come la mancanza di una protagonista femminile o di numeri musicali. Una, la più interessante è stata suggerita dallo stesso SRK, secondo il quale la motivazione di Gaurav, quella di ricevere le scuse da parte di Aryan, fosse un po' debole: "We reduced the guy's (Gaurav Chandna) passion for his icon (Aryan Khanna) by asking for a very small thing in return for the destruction of his life. He asked him for a 'sorry'; he should have asked him for his life. He should have said, "You killed the fan in me, I want to kill the star in you." 'Sorry' wasn't strong enough a plot point to base the whole film on as Gaurav's character was destroyed. Or maybe the film just wasn't good enough. It became purposeless. And it got rejected."(The Huffington Post) (*)
Io aggiungerei che Fan, per certi versi, è una visione disturbante, è un film che assesta qualche pugno. Non tutti la prendono bene.

Il bello
- La canzone e il video Jabra, che non compare nel film. Cantata tra l'altro in 11 lingue, dall'arabo al telegu. Ecco la mashup version.
- SRK che corre e si arrampica  per le strade di Dubrovnik in smoking: SI SI SI (quando lo chiameranno per fare 007???)
- La lotta tra Gaurav e Aryan, in cui Gaurav finisce con il viso schiacciato contro il finestrino di una macchina (perché mio marito ne è rimasto entusiasta).
- Shahrukh Khan, Shahrukh Khan, Shahrukh Khan.
Per come ha sopportato il disagio di recitare sotto le inevitabili e fastidiose applicazioni, per come è riuscito nonostante quelle ad essere espressivo.
Per uno dei suoi ruoli migliori di sempre. Per questo film che per magia è come se fosse il primo. E invece arriva dopo tanti che sarebbero già più che abbastanza.
Per come è stato capace di essere qualcosa che conosciamo e qualcosa di nuovo, una conferma ed una sorpresa. Ancora.

CURIOSITA'
- Fan è il primo film con SRK senza canzoni.
- Alcune sequenze inserite nel film durante la scena in cui Gaurav vede Aryan per la prima volta, sono state realmente girate sotto la casa di SRK, il giorno del suo compleanno.
Gli interni della casa di Aryan invece sono un set e non sono stati filmati all'interno di Mannat.
- Per diventare Gaurav, SRK si è sottoposto ad estenuanti sessioni di prove che si sono protratte per mesi. Durante le riprese il look definitivo, combinazione di make up e applicazione prostetiche, oltre che di un lavoro di vfx in post produzione, ha richiesto delle sedute di 4, 5 ore al giorno.
Per cambiare un volto amato da venticinque anni, perché fosse lo stesso ma di un altro, è stato chiamato il plurivincitore di Oscar Awards Greg Cannon. The making of Gaurav.
- Nel dvd/bluray di Fan c'è uno speciale dedicato al fenomeno dei fan, intitolato Tu Nahin Samjhega (tu non puoi capire), frase cult di Kuch Kuch Hota Hai, pronunciata anche da Gaurav.
- Le prime parole sussurrate da Gaurav imitando Aryan sono: dil se, altro film con SRK.

(*) Grazie a CinemaHindi per tutte le segnalazioni e gli aggiornamenti


15 luglio 2016

SULTAN

diretto da Ali Abbas Zafar, con Salman Khan, Anushka Sharma, Kumud Mishra, Anant Sharma, Amit Sadh e Randeep Hooda (cameo).

Settimana scorsa è successa una cosa eccezionale: uno dei film programmati per Eid, occasione in cui tradizionalmente escono le pellicole più attese dell'anno, i blockbuster annunciati, quelli che tutti fremono per vedere e che faranno il botto, è stato distribuito, non solo in tutto il mondo, come sempre, ma anche in Italia.
Questa incredibile novità, che al pensiero ancora i battiti del cuore accelerano, la si deve a due giovani indiani, Jogi e Uday, che studiano a Milano e che, con un non comune spirito d'iniziativa, tanta passione e forse un po' d'incoscienza, hanno compiuto l'impresa.
Dopo aver fondato l'associazione Italy Indian Cinemas - IIC, venerdì 8 luglio hanno riempito il Cinema Beltrade di Milano con un sold out che riecheggia piccolo ma gigantesco quelli che certamente si sono registrati nelle sale di tutta l'India.
Jogi e Uday non si fermano (perché dovrebbero? Sono riusciti dove nessun grande distributore ha osato), Sultan è in replica il 16 e il 17 luglio, sempre al Beltrade di Milano. E la settimana successiva  è atteso in cartellone niente meno che Kabali con la super star tamil Rajinikanth.
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE.

LA TRAMA
Aakash Oberoi è il fondatore di un campionato di MMA (arti marziali miste) di scarso successo. Per evitare il fallimento, Aakash, consigliato dal padre, è alla ricerca di un campione che porti lustro all'imminente prossima edizione del torneo e ne salvi le sorti. Il prescelto è Sultan Ali Khan, imbattuto campione di wrestling ritiratosi dallo sport, che però rifiuta decisamente la proposta di Aakash.
Qual è la storia di Sultan? Che cosa lo ha allontanato dai combattimenti quando era all'apice del successo?

SECONDO ME **** 4/5
Il film si apre con la folla che inneggia: Sultan, Sultan, Sultan, ma potrebbero benissimo scandire Salman, Salman, Salman.
Gridano Sultan e nella mia testa risuona Salman.
Lui arriva, prima inquadrato di spalle, poi mentre afferra una manciata di terra, "the son of soil" recita la title song, infine nell'arena con indosso i suoi muscoli e degli slip neri. Ed è credibile, e regge la scena, e strappa gli applausi nel film e fuori.
Sono i suoi quasi trentanni di carriera, il suo status di superstar ma soprattutto il suo carisma innato che gli permettono una così gloriosa entrata in scena. Il migliore degli inizi.
Rohit Vats per Hindustan Times ha scritto: "Zafar further breaks the film into three distinct acts, and the actor excels in each of them. From playing a done-and-dust homegrown wrestler to a wonder-boy of freestyle fighting, you see Salman put up a performance like never before". La recensione completa.
Salman Khan e la sua interpretazione sono il cuore del film ma negli ultimi anni il divo non solo è diventato il re del botteghino ma è capace di mettere le mani su copioni piuttosto validi, di intrattenimento ma tutt'altro che sciocchi o banali.
Sultan è esattamente questo, un film d'intrattenimento con un buon script che contiene elementi di prevedibilità ma non meno godibile (ammesso che l'imprevedibilità nel cinema sia un valore, a questo proposito si sono visti anche di recente sforzi per stupire che dimostrerebbero il contrario).
La costruzione della trama è buona, la narrazione scorrevole,  la storia d'amore tra i due protagonisti è risolta con leggerezza e humor senza imbarazzanti scene che costringano un attore cinquantenne che corteggia una trentenne a prendersi troppo sul serio.
Anushka Sharma, con un bel personaggio tra le mani, aggiunge intensità  e spessore. I comprimari sono tutti bravi, in particolare si distinguono Kumud Mishra e Anant Sharma per naturalezza ed ironia.
I dialoghi, scritti da Ali Abbas Zafar, che dirige e che è anche autore della storia, sono vivaci, efficaci, a volte persino significativi e d'impatto.
Le musiche di Vishal–Shekhar sono indispensabili, belle, trascinanti ed emozionanti.
La prima parte del film, la più leggera, è molto divertente, spiritosa. Quando si passa al dramma la cosa diventa ancora più interessante, Salman mostra nella sua interpretazione qualcosa di nuovo.
Qualcuno ha pensato a Rocky, a me è venuto in mente The Wrestler, film del 2008 con Mickey Rourke, ma al di là dei paragoni, Sultan ha la dignità di un film a sé, il ritratto di un uomo solo, sconfitto dalla vita che lotta contro se stesso  in cerca di una qualche redenzione, non lascia davvero indifferenti.

Sultan è proprio il film che si spera di trovare per le feste come Eid o Diwali, gustoso, soddisfacente, grasso nei contenuti e nella durata, ricco di scene comiche, di canzoni, ma anche con qualche spunto più serio.
Zafar va incontro alle aspettative del pubblico come ormai pochi sanno fare, cioè con gusto ed intelligenza. Salman, che si offre sempre generosamente, motiva una volta di più il suo incredibile successo.
Un ottimo lavoro, una pellicola che infiammerà i botteghini e che abbiamo già voglia di rivedere.

Il brutto:
- Se proprio vogliamo trovare qualcosa, la questione dell'autonomia delle donne affrontata parzialmente attraverso il personaggio interpretato da Anushka è appunto solo accennata. Forse avrebbe meritato un maggior approfondimento.

Il bello:
- Il cameo di Randeep Hooda, perché è vero che quest'anno lo mettono dappertutto anche quando non c'entra e qui c'entra meno che altrove. Ma sul serio vogliamo pensare che Randeep infilato in un'usurata felpa con cappuccio sia fuori posto?
- La corsa parkour style dietro agli aquiloni.
- Tutte le scene di lotta (impresa impossibile rendere appassionante uno sport come il wrestling? Pare di no).
- Il crollo del nostro eroe davanti allo specchio.
- Lo sponsor di Sultan per il torneo di MMA.
- La scena finale del film, sui titoli di coda.

CURIOSITA'
- Sultan è stato proiettato anche a Bergamo e a Roma.
Oltre che a Milano, è ancora in programmazione nella Capitale il 17 luglio (info).
- Un articolo della Repubblica in cui si parla di Jogi e Uday.
- Salman Khan canta Jag Ghoomeya, una delle canzoni della colonna sonora. L'articolo di India Today.
- Sultan è il decimo film consecutivo con Salman Khan ad entrare nel 100 crore club.
- Questa è la prima volta in cui Salman e Anushka lavorano insieme.
- Le coreografie sono niente meno che di  Farah Khan e Vaibhavi Merchant.

Il trailer di Sultan

06 settembre 2013

JAB TAK HAI JAAN

Yash Chopra è deceduto il 21 ottobre del 2012, Jab tak hai jaan è il suo ultimo film. Pur non volendo far torto in primo luogo a questo famosissimo autore, produttore e regista, lasciandoci influenzare nel giudizio dalla sua scomparsa, è innegabile che l'ultimo suo lavoro, portato a termine ad ottant'anni compiuti, dopo cinquant'anni di carriera, ha un suo intrinseco interesse.

TRAMA

Samar Anand (Shahrukh Khan) è un artificiere dell'esercito indiano. Attraverso un'intrepida giornalista, Akira Rai  (Anushka Sharma), che si interessa alla sua storia, scopriamo del suo amore mai dimenticato per Meera Thapar (Katrina Kaif), incontrata a Londra, dieci anni prima, quando Samar era cantante di strada e cameriere.

RECENSIONI

The Times of India ***1/2
Jab Tak Hai Jaan è il canto del cigno di Yash Chopra, il grande padre del genere romantico. Ogni fotogramma è ritratto alla perfezione, le emozioni sono ben sfumate. Ma c'è un sostanziale difetto: la storia di Aditya Chopra è stereotipata.
Shah Rukh Khan è la spina dorsale di JTHJ. E' carismatico come innamorato ed enigmatico come ufficiale dell'esercito.
Katrina Kaif grazie ad un look intelligente appare splendida. Inoltre durante la canzone Ishq Shava è bella da guardare, sta diventando una ballerina di film drammatici bollywoodiani. Ma quando è ora di saper gestire scene emotive ed intense, Kat rimane una bambola Barbie, bella ma di plastica.
Anushka Sharma è un piacere per gli occhi, ideale per la parte di una ragazza che parla no-stop. Ha una perfetta figura ma porta il peso di un ruolo insoddisfacente.
Francamente se qualcuno chiedesse qual è il valore aggiunto di JTHJ, sono le immagini dei titoli di coda, dove si vede Yash Chopra scherzare con i suoi attori, immerso in intensi confronti con i suoi collaboratori. Fanno venire un groppo in gola perché il film è stato realizzato così vicino alla sua scomparsa.
Un consiglio: Jab Tak Hai Jaan non vi piacerà se il romanticismo sdolcinato non fa per voi. La pellicola non ha l'intensità di alcuni altri precedenti film sentimentali di Yash Chopra come Daag, Kabhie-Kabhie, Silsila e Chandini. Ma ha ancora il tocco dell'uomo che ha realizzato alcuni dei migliori romantici lavori a Bollywood. 
Meena Iyer, 12.11.2012
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
In quale mondo una bella, favolosamente ricca ragazza che gira per Londra in una Bentley guidata da un autista, si innamorerebbe di un cameriere? Ma nel mondo di Yash Chopra, ovviamente!
Aiuta moltissimo che il cameriere sia interpretato da Shah Rukh Khan con un fascino a livelli abbaglianti. In ogni caso non si va a vedere un film di Yash Chopra per immergersi nel realismo o nella complessità di una relazione. Si va per partecipare alla fantasia di un amore idealizzato che fa perdere i sensi, e Jab Tak Hai Jaan soddisfa pienamente in questo.
Questa pellicola presenta tutti gli elementi che si desiderino da un lavoro di Yash Chopra, meravigliose locations in UK e nel Kashmir, sfarzose canzoni e tre nobili personaggi che lottano con integrità contro i loro personali obblighi.
Ma quello che Jab Tak Hai Jaan non ha è una trama coerente. Attraverso una serie di colpi di scena poco convincenti, il cameriere diventa un ufficiale dell'esercito, un esperto artificiere, niente di meno.
La storia di Aditya Chopra è grossolanamente artificiale e sul filo del ridicolo.
Non sono rimasta coinvolta dalla storia, ma mi hanno convinto le interpretazioni sincere.
Tutti e tre, Shah Rukh, Katrina and Anushka, sono eccellenti.
E signore, prendete nota: Shah Rukh è senza sforzo il più affascinante ufficiale del cinema Hindi dai tempi di Balraj Sahni in Haqeeqat, e in questo film ha finalmente infranto la sua regola di non baciare sullo schermo.
E' possibile ammirare anche la sua capacità di interpretare l'eroe romantico.
Glielo abbiamo visto fare per due decadi ma lo rende ancora ammaliante.
Jab Tak Hai Jaan  è troppo pasticciato per coinvolgere. Per quasi 180 minuti, richiede un'enorme pazienza. Ma io raccomando di vederlo.
Perché solo Yash Chopra può rendere lo struggimento così attraente e nobilitarlo al punto che il suo eroe lo porti come un distintivo d'onore.
Anupama Chopra, 13.11.2012
La recensione integrale.

Diana ***1/2
Per godere di ciò che Jab Tak Hai Jaan offre dovete essere pronti a quella che Coleridge chiamava "volontaria sospensione dell'incredulità momentanea". 
Le circostanze della storia non stanno in piedi ed oltre ad essere assurde, spesso sono fastidiose. Personalmente trovo il ruolo determinante dato alla fede, a Dio, incomprensibile e difficile da sopportare, ma ognuno può valutare secondo il proprio gusto quali siano gli aspetti del film più irritanti o ridicoli. C'è davvero l'imbarazzo della scelta.
Se decidete però di disinteressarvi della verosimiglianza e riuscite a superare il secondo problema: non sentirvi stupidi per quello che state guardando e che magari vi sta pure piacendo, che cosa avrete in cambio?
Una pellicola grandiosamente confezionata che non bada a spese, scenari strepitosi, musiche allegre e coinvolgenti, un drammone sentimentale che vi strapperà, contro il buon senso e la vostra volontà, più di un'emozione, e un pieno di Shah Rukh Khan da urlo.
Se non vi basta sappiate che Jab Tak Hai Jaan mette in scena la sfida del secolo: SRK vs Jesus. E che qualcuno pensa che solo in cielo ormai si potesse trovare un avversario degno del baadshah di Bollywood.
Chi la spunterà?

Il bello:
- Un minuto di silenzio per l'entrata in scena di SRK, in moto, tuta mimetica e occhiali a goccia.
- Durante una serata in discoteca, Samar si presenta scherzosamente a Meera con il nome di Raj e Meera risponde che il suo è Tina. Subito Samar chiede: italian?
 Dopo gli "spaghetti bolognese" di Don 2, questo "italian" pronunciato da SRK comincia a farci pensare che il re abbia un debole per noi. Aaaah lasciatemi sognare...
- La tenerezza di Samar per la giovane Akira. Il desiderio che lei realizzi i suoi sogni e non rinunci alle sue passioni dimostra che la scorza del tormentato artificiere non è irrimediabilmente indurita.
- Il video della canzone Ishq Shava che mette in luce quella che evidentemente, secondo la Yash Raj Fims, è la caratteristica più importante di Katrina Kaif: la sensualità.
- I titoli di coda con Yash Chopra che lavora, già visibilmente debilitato, fanno stringere il cuore.

Il brutto:
- Challa è una canzone fresca e carina ma onestamente la sequenza in cui SRK gira per le strade di Londra con la chitarra in spalla è imbarazzante.
- Anche se SRK interpreta in modo apprezzabilmente diverso il giovane e ottimista Samar del primo tempo dall'ufficiale più amareggiato e disincantato del secondo, in nessun mondo possibile e non, King Khan può passare per un ventottenne.
- La battuta secondo la quale la dottoressa che si occupa di Samar sarebbe omosessuale. Non è divertente ed è una caduta di stile.
- Le co-protagoniste, Katrina Kaif e Anushka Sharma, sono al loro meglio, soprattutto esteticamente. Il loro look, come quello di tutta la pellicola, è curato e impeccabile, eppure mancano di luce. Nessuna delle due ha la presenza sufficiente, accanto a SRK sembrano figurine di cartone, di secondo piano. Spente e piatte.
- Aditya Chopra.
La sceneggiatura di Jab Tak Hai Jaan non solo è brutta, è anche vecchia, antiquata. La concezione del film  ricorda davvero "quelle di una volta" ma in senso negativo. Niente di più lontano dalla freschezza di DDLJ.
Addio Aditya, ti abbiamo perso definitivamente.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Samar Anand - Shahrukh Khan
Meera Thapar - Katrina Kaif
Akira Rai - Anushka Sharma
il padre di Meera - Anupam Kher
Pooja, la madre di Meera - Neetu Singh
Imraan - Rishi Kapoor
Dr. Zoya Ali Khan - Sarika Thakur
Frank - Andrew Bicknell
Zain - Sharib Hashmi
Maria - Jasmine Jardot
Captain Jagdeep Deewan - Gireesh Sahedev
Captain Kamal Singh - Amarinder Sodhi

Scritto da Aditya Chopra e Devika Bhagat

Diretto da Yash Chopra

Musiche di A.R. Rahman

Coreografie di Vaibhavi Merchant

Prodotto da Aditya Chopra

Distribuito da Yash Raj Films

Anno 2012

AWARDS

Zee Cine Awards 2013:
Best Actress in a Supporting Role - Anushka Sharma
Best Singer Female - Shreya Ghoshal for Saans
International Film Icon - Male - Shahrukh Khan
International Film Icon - Female - Katrina Kaif
Power Club Box Office Award - Yash Chopra

Filmfare Award 2013:
Best Actor In A Supporting Role (Female) - Anushka Sharma
Best Lyrics - Gulzar for Challa
Filmfare Award for R.D. Burman Award - Neeti Mohan for Jiya Re
Lifetime Achievement Award - Yash Chopra for all his films

Stardust Award 2013:
Best Actor (Editor's choice) - Shahrukh Khan
Star of the Year - Male - Shahrukh Khan
Best Actress - Comedy/Romance - Anushka Sharma

International Indian Film Academy (IIFA) 2013:
Performance in a Supporting Role (Female) - Anushka Sharma
Forever Director - Yash Chopra
Digital Star of the Year - Shahrukh Khan

Qui tutti gli altri awards vinti da Jab tak hai jaan.

CURIOSITA'

- Il titolo del film, Jab Tak Hai Jaan, è ispirato alla canzone, Haa Jab Tak Hai Jaan, parte della colonna sonora di  Sholay.
- Alcuni dei suggestivi scenari meravigliosamente filmati da Yash Chopra sono del Kashmir e del Ladakh. Quest'ultima location pare sia stata suggerita dallo stesso Shah Rukh Khan che la conosceva per esserci stato in occasione delle riprese di Dil se..
- Due settimane prima della premiere di Jab Tak Hai Jaan, Ajay Devgn, il cui film, Son of Sardaar, era in uscita nello stesso fine settimana, a Diwali, ha mandato una notifica alla Competition Commission of India accusando la Yash Raj Films di monopolizzare il mercato occupando la maggior parte delle sale cinematografiche. E' probabilmente per questo motivo che Ajay e sua moglie, la splendida Kajol, perfetta e adorata partner di SRK in grandi successi, sono stati praticamente gli unici a non presenziare alla speciale proiezione di Jab Tak Hai Jaan, del 12 novembre 2012 a Mumbai, in commemorazione di Yash Chopra.
Un'idea delle numerosissime star che non hanno voluto mancare all'evento in questo video.
- E' proprio vero, dopo anni in cui il re di Bollywood continuava a ripetere che non avrebbe baciato nessuna delle sue co-star, il tabù è stato infranto. Ma non aspettatevi niente di sconvolgente, si tratta di un timoroso  e poco entusiasta sfiorarsi di labbra che mal si addice a due appassionati innamorati. Si assiste come ad un evento storico ma Shah Rukh sembra più a suo agio a distanza, quando sfodera il carisma innato e l'ormai dolorosamente noto sguardo assassino.

Il sito ufficiale del film.

Uno speciale ringraziamento a Treme per la sua collaborazione a questo post e per aver offerto un punto di vista diverso quanto appassionato sul film.

27 agosto 2013

GO GOA GONE


 
Mentre in alcune delle nostre sale è ancora in programmazione World War Z con Brad Pitt, in India la mania per gli zombie ha incominciato a dilagare mesi fa. Prima con Rise of the Zombie, poi con Go Goa Gone, ultima produzione della Illuminati Films, casa di produzione dell'illuminatissimo Saif Ali Khan.

TRAMA

Bunny (Anand Tiwari), Hardik (Kunal Khemu) e Luv (Vir Das) sono coinquilini ed amici. Quando Hardik perde il lavoro e Luv viene lasciato dalla ragazza, decidono di approfittare del viaggio di lavoro di Bunny a Goa per divertirsi insieme.
Quello che ci vuole è proprio il rave party a cui li invita la bella Luna (Puja Gupta). Peccato che il risveglio riserverà qualche pessima sorpresa.

RECENSIONI

The Times of India ***
Go Goa Gone è differente in senso positivo da qualsiasi altra cosa abbiate visto prima. E per i giovani e irrequieti (tatuati, con i piercing, entusiasti dei rave party) o persino per quelli a cui piace il divertimento folle, è un grande corsa...
Comunque alcune situazioni di GGG sono ripetitive. Perciò, le risate che erano spontanee, da un certo punto in poi diventano un po' forzate in alcune circostanze.
Meena Iyer, 09.05.2013

Hindustan Times **1/2
Una commedia bollywoodiana sugli zombie, l'idea stessa è appetitosa. Ero davvero su di giri al pensiero di vedere Go Goa Gone. Gli sceneggiatori-registi Raj Nidimoru e Krishna DK offrono quello che il folle promo ha promesso, ma solo per metà film. Dopo l'intervallo la pellicola fa di noi degli zombie, diventa morta, pesante, noiosa...
Raj, DK e il loro team di scrittori mantengono il susseguirsi delle gag fitto e veloce. Le battute sono acide, irriverenti e molto divertenti, ci sono stati diversi momenti in cui ho riso di gusto.
E dopo, all'improvviso, l'energia scema come aria da un palloncino. Una volta che la situazione è stata preparata, i registi sembrano rimanere senza idee.
La trama si avvolge su se stessa. Il gruppo continua ad essere attaccato dagli zombie e a cercare di scappare...
Penso che il problema di Go Goa Gone sia troppa intelligenza e non abbastanza trama.
Anupama Chopra, 10.05.2013

Diana ****
Parente alla lontana di Kaminey e più stretto di Delhi Belly, GGG fa parte di un filone, ancora nuovo a Bollywood, che non possiamo che amare alla follia.
Già l'idea di base secondo cui è una droga a trasformare le persone in zombie è geniale, degna della scena del film di Romero, Zombi, in cui i morti viventi si ammassano al centro commerciale, e delle relative implicazioni sociologiche di quella scelta.
In più GGG è meravigliosamente scanzonato e cialtrone. L'umorismo è irriverente e i protagonisti funzionano alla perfezione. Prima ancora che entrino in scena gli zombie ed il meraviglioso Boris (Saif Ali Khan); i tre amici, il playboy Hardik (nome per niente casuale...come non lo sono gli altri), il romantico Luv e il più timido Bunny, hanno già conquistato tutti con la loro buffa coabitazione, le disavventure amorose, lo scambio di battute impietose e il rapporto d'amicizia goliardico. Poi si aggiunge l'elemento splatter e l'ironia e il divertimento aumentano.
Molto carina anche Puja Gupta che si fa valere nel suo piccolo ruolo.
Confesso che nel corso della prima visione del film ho cominciato a sviluppare una passione speciale per i due autori e registi Krishna DK e Raj Nidimoru, che si è rafforzata durante l'inevitabile bis. A loro devo già 99 e Shor in the city.
E' ufficiale: li adoro.
Da vedere.

Il bello:
- Saif Ali Khan biondo che fa il russo: P R I C E L E S S.
- Il film è super divertente. Tra le scene più esilaranti quella in cui Hardik viene sottoposto a vari test per capire se è stato infettato dagli zombie.

Il brutto:
- La fine di Nikolai.
- Un paio di scene non sono adatte ai deboli di stomaco. Assumere lontano dai pasti.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Boris - Saif Ali Khan
Hardik - Kunal Khemu
Luv - Vir Das
Bunny - Anand Tiwari
Luna - Puja Gupta
Priyanka - Meenal Thakur
Cameo di Pitobash Tripathy, Krishna DK, Suparn Verma e Soha Ali Khan

Scritto da Krishna DK, Raj Nidimoru e Sita Menon

Diretto da Krishna DK e Raj Nidimoru

Musiche di Sachin-Jigar

Coreografie di Aadil Shaikh

Prodotto da Illumminati Films

Distribuito da Eros Now

Anno 2013

CURIOSITA'

- Curiosando su internet ho trovato alcune notizie risalenti al 2012 che riportavano casi di cronaca di aggressioni a morsi dopo l'assunzione di una droga chiamata settimo cielo o bath salts, in America, o droga dei cannibali. Che Krishna DK, Raj Nidimoru e Sita Menon abbiano preso ispirazione? Beh un colpo di genio!
- La pellicola si apre con il famosissimo (o famigerato?) video della canzone Golimar, parte della colonna sonora di Donga, film telegu del 1985. Il protagonista Chiranjeevi, circondato da zombie, riprende le mosse di Michael Jackson in Thriller.
Ecco il video.
- Soha Ali Khan, che fa una piccola apparizione in Go Goa Gone, è legata sentimentalmente a Kunal Khemu.
- Alla canzone sui titoli di coda, Babaji Ki Booty, prestano la loro voce anche i tre protagonisti Kunal Khemu, Vir Das e Anand Tiwar.
- Il finale del film lascia aperta la possibilità di un eventuale seguito. Magari!

Il sito ufficiale del film.

20 agosto 2013

ROCKSTAR

Successo del 2011, diretto da Imtiaz Ali che ha come protagonista il premiatissimo Ranbir Kapoor, Rockstar, parzialmente girato a Verona (no, non ci stanchiamo mai di ripeterlo), è stato proiettato al River to river - Florence Indian Film Festival nel 2012 (fortunati i presenti!).

TRAMA

Struggente storia d'amore tra lo stralunato aspirante musicista Janardhan "Jordan" Jakhar (Ranbir Kapoor) e Heer (Nargis Fakhri), corteggiatissima e altera studentessa, dalle idee chiare e dal futuro prestabilito.

RECENSIONI

The Times of India ****
Le storie romantiche sotto la sua (di Imtiaz Ali, ndr) visione creativa, diventano multistrato, sensibilmente ricche di sfumature, una grandiosa esperienza che ha più a che vedere con il fare una serenata al proprio innamorato piuttosto che con uno stereotipato rapporto tra coniugi...
... il film è una pietra miliare nella carriera di Ranbir Kapoor come attore...
Guardate Rockstar e aspettate per il prossimo lavoro di Imtiaz Ali, dalla sua antologia sull'amore.
Nikhat Kazmi, 10.11.2011
La recensione integrale.

Hindustan Times *** 1/2
...Tutti ricorderanno Ranbir Kapoor in questo film. Qualcuno conoscerà Mohit Chauhan, la splendida voce dietro il peronaggio. Come eroe bollywoodiano, Ranbir, per cambiare, merita tutta l'attenzione della nazione...Questa storia gli appartiene...
Il regista Imitiaz Ali (Jab We Met, Love Aaj Kal) riesce a mantenere il tocco d'autore personale in un genere che è ampiamente commerciale, mainstream. Una vera impresa.
...Qualcosa delude nel finale. Non ci si può rammaricare, però, di un film che è stato fino a quel momento così coinvolgente e divertente.
Mayank Shekhar, 11.11.2011
La recensione integrale.

Diana **** 1/2
Jordan (Ranbir Kapoor) è un giovane iscritto al college in cerca della sua strada. Appassionato di musica, suona la chitarra fin da bambino, aspira ad emulare le rockstar, suoi idoli. Ma che cosa fa di un uomo un artista?
La risposta del più maturo confidente di Jordan, Khatana, interpretato da Kumud Mishra, è definitiva: il dolore.
Jordan, che ha sperimentato ben poco dei problemi che affliggono i meno fortunati di lui, è privo di qualsiasi esperienza. Decide così di prendere in mano il suo destino, andare in cerca di un po' di sofferenza, corteggiando l'algida spezza cuori Heer (Nargis Fakhri).
Troverà molto più di quello che desiderava, sorprendendo se stesso e noi spettatori, perché quel che fa di un uomo un artista è la stessa cosa che trasforma un ragazzo in uomo: la vita.
L'aspetto più appassionante ed interessante del film è proprio la crescita del personaggio di Jordan, da impacciato musicista ad acclamata rockstar, da giovane inesperto ad adulto, tormentato ed intenso innamorato. Crescita che va di pari passo con l'evolversi della suo rapporto con Heer. Relazione che è il cuore del film.
Jordan e Heer diventano adulti, entrambi misurando se stessi con l'altro. Bevendo insieme, ridendo insieme, ballando insieme, imbrogliando, tradendo, mentendo, accettando nuove sfide, superando i limiti, sconvolgendo se stessi, crescendo insieme anche quando separati.
Questo è un film sull'amore e quindi sulla vita ma anche sulla musica, sulla ricerca e la realizzazione di se stessi.
Imtiaz Ali dimostra di saper capire e rappresentare superbamente i rapporti sentimentali per quanto complessi siano. Il suo è un tocco lieve, anche nel dramma, una capacità non comune ed apprezzatissima. 
La devozione che è espressa da Jordan per Heer, la dedizione rappresentata tramite Jordan, è un capolavoro di umanità, di passione e toglie il fiato.
Le immagini sono intrise di poesia e la colonna sonora, firmata A.R. Rahman, è perfetta. 
Guardate questo film di rara intensità, ricco e denso che vi lascerà commossi ma anche appagati; che vi farà venire voglia di cantare, di aspettare l'alba accanto all'amore della vostra vita. Che vi rimarrà in testa e nel cuore. Per sempre. 
Da vedere. 

 Il bello:
- Ranbir Kapoor.
Dopo un debutto di lusso come protagonista di uno dei film più raffinati di Bhansali, Saawariya, Ranbir dimostra anno dopo anno di volersi meritare il cognome che porta. Figlio del grandissimo Rishi e di Neetu Singh, nipote dell'ingombrante quanto leggendario Raj Kapoor, pare proprio non essere intimidito da eventuali scomodi confronti e non sbaglia un colpo. E' lui il protagonista di Rockstar, il film più premiato del 2011 e della pellicola più interessante del 2012, Barfi!. Senza dimenticare i precedenti Wake up Sid, Rocket Singh: Salesman of the Yeare e Anjaana AnjaaniEspressivo, versatile, talentuoso, ormai possiamo affermare senza tema di essere smentiti che Ranbir è uno dei più intelligenti attori della sua generazione. Da tenere d'occhio!!
Prossimo appuntamento ad ottobre del 2013 con Besharam, diretto dal regista di Dabangg
Eccovi locandina e trailer.

Il brutto:
- Niente.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Janardhan "Jordan" Jakhar / JJ - Ranbir Kapoor
Heer Kaul - Nargis Fakhri
Ustad Jameel Khan - Shammi Kapoor
Jai - Moufid Aziz
Sheena - Aditi Rao Hydari
Khatana - Kumud Mishra
Dhingra - Piyush Mishra
Neena Kaul - Shernaz Patel
il fratello di Jordan - Jaideep Ahlawat
la cognata di Jordan - Shreya Narayan

Scritto da Imtiaz Ali e Muazzam Beg

Diretto da Imtiaz Ali

Prodotto da Shree Ashtavinayak Cine Vision Ltd e Eros International

Musiche di A. R. Rahman

Coreografie Ashley Lobo, Bosco Martis e Caesar Gonsalves

Distribuito da Eros International

Anno 2011

AWARDS

Screen Award 2012:
Best Actor (Male) - Ranbir Kapoor
Best Playback Singer (Male) - Mohit Chauhan
Best Music - A. R. Rahman

Zee Cine Awards 2012
Best Actor - Ranbir Kapoor
Best Director - Imtiaz Ali
Best Lyrics - Irshad Kamil
Best Singer - Mohit Chauhan
Best Editing - Aarti Bajaj

Filmfare Award 2012:
Best Actor In A Leading Role (Male) - Ranbir Kapoor
Best Music Director - A. R. Rahman
Best Lyrics - Irshad Kamil
Best Playback Singer (Male) - Mohit Chauhan
Best Actor Male (Critics) - Ranbir Kapoor

Apsara Award 2012:
Best Actor in a Leading Role (Male) - Ranbir Kapoor
Best Lyrics - Irshad Kamil
Best Music - A R Rahman
Best Playback Singer - Male - Mohit Chauhan

International Indian Film Academy (IIFA) 2012:
Playback Singer (Male) - Mohit Chauhan
Music Direction - A R Rahman
Best Lyrics - Irshad Kamil
Performance in a Leading Role (Male) - Ranbir Kapoor
Best Background Score - A. R. Rahman
Hottest Pair of the year - Ranbir Kapoor e Nargis Fakhri

CURIOSITA'

- Data la location italiana, all'inizio del film si sentono le comparse pronunciare qualche parola nella nostra lingua (estasi).
E' sempre un piacere ripassare la mappa delle locations italiane dei film bollywoodiani, grazie all'articolo di Caterina.

- Nargis Fakhiri è al debutto. Il prossimo 23 agosto è in uscita Madras Cafe, con John Abraham, il suo secondo film. 
- Tutto da gustare il video della divertente Hawa Hawa.
Rockstar rappresenta l'ultima apparizione sullo schermo di Shammi Kapoor scomparso il 14 agosto del 2011.


La pagina di Bollywood Hungama dedicata a Rockstar.

13 agosto 2012

KUCH KUCH HOTA HAI

Clamoroso successo degli anni '90, Kuch Kuch Hota Hai (KKHH) è un classico. Uno di quei film immortali che hanno consacrato il proprio cast e che sono entrati a far parte della storia della cinematografia in lingua Hindi.

TRAMA

La madre di Anjali (Sana Saeed), Tina (Rani Mukherjee), prima di morire in seguito alle complicazioni del parto, ha lasciato delle lettere per la sua bambina, perchè non crescesse senza conoscerla. Il giorno dell'ottavo compleanno, Anjali legge la lettera che le rivela la storia dell'incontro tra suo padre Rahul (Shah Rukh Khan) e Tina, e quella di Anjali Sharma (Kajol), la migliore amica di Rahul ai tempi del college.

Diana *****
KKHH è una storia d'amore. La trama è semplice ma abbastanza articolata.
La prima parte, che è raccontata da Tina nella lettera per sua figlia, è  mostrata in flashback: Rahul, lo sbruffone della scuola, ci prova con tutte ma ha una sola migliore amica, la straripante, un po' maschiaccio, Anjali. Quando entra in scena la figlia del preside Tina, molto femminile ed affascinante, Rahul rimane incantato. Ad Anjali, che si è resa conto di essere innamorata dell'amico, non resta che uscire di scena.
Tornati al presente, Rahul e Anjali avranno l'occasione di reicontrarsi. Anjali sarà, però, fidanzata con Aman (Salman Khan).
La storia è, quindi, dinamica, la sua vivacità e la sua freschezza sono tra le carte vincenti del film.
L'appeal dei protagonisti, l'allegria degli ambienti, la bella colonna sonora e le frizzanti coreografie di Farah Khan danno vita ad un'orgia coloratissima per lo spettatore che può bearsene felice. Tutto, inoltre, è raccontato con leggerezza ed umorismo ma mai con superficialità. Karan Johar, sceneggiatore e regista al suo debutto, dà prova di maturità. I suoi personaggi funzionano, divertono e colpiscono al cuore. Tra le molte scene buffe, infatti, sono quelle romantiche le più coinvolgenti, quelle rimaste nella memoria di tutti. La scoperta e la tenerezza del primo amore, il dolore della perdita e la sensualità di un'intesa in età più adulta (basterà nominare la "scena del gazebo" per sentire sospirare schiere di fan bollywoodiani) fanno vibrare la pellicola di intense emozioni.
Il cast è eccezionale, vanta la coppia d'oro di Bollywood, Kajol e SRK, la splendida Rani Mukherjee ai suoi primi passi, la star Salman Khan e i mitici Anupam Kher e Farida Jalal. Tutti bravissimi. Naturalmente a spiccare sono i protagonisti: SRK, che in più di un'occasione ha affermato che nella vita reale non si metterebbe mai in ginocchio per conquistare una donna e che certe smancerie sentimentali non fanno per lui, ma che evidentemente nella parte dell'eroe romantico è perfettamente a suo agio tanto da reinventarne le caratteristiche e creare un delizioso Rahul. E Kajol, la meravigliosa. Caschetto sbarazzino nel primo tempo, eleganti saree nel secondo, iperenegetica e vitale. E' attaverso il suo viso, il sorriso luminoso, lo sguardo loquace che passano tutte le emozioni del film, tutto il suo significato.
Anupama Chopra, nel suo libro King of Bollywood: Shah Rukh Khan and the seductive world of Indian cinema, sostiene che KKHH offrisse al pubblico degli anni '90 la perfetta fusione tra modernità e tradizione di cui c'era bisogno. In un momento di crescita economica, di apertura commerciale e culturale nei confronti dell'Occidente si avvertiva la necessità di conciliare i valori tradizionali indiani e l'ondata di novità portata dall'Occidente, sia in termini consumistici che di costumi. I protagonisti di KKHH vestono con abiti firmati, frequentano un college, molto diverso da un tipica scuola indiana, animato da cheerleaders e da studenti in skateboard,  eppure si recano al tempio per le preghiere e conservano il dovuto rispetto e la devozione per i genitori e i legami familiari. Essi offrono un'attraente immagine del proprio paese d'origine e la possibilità di identificazione anche agli indiani residenti all'estero che si lasciano andare alla nostalgia.
Le considerazioni di Anupama sono interessanti ed indubbiamente KKHH ha contribuito a segnare un'epoca.
Quello, però, a cui mi piace pensare è a un giovane uomo di ventisei anni, grassottello e insicuro che raggiunge con passo goffo il palco dei Filmfare Awards del 1999, per ricevere la statuetta come miglior regista. Un ragazzo cresciuto a pane e cinema che racconta con il groppo in gola di come inconsapevolmente si fosse preparato per tutta la sua giovane vita a quel momento, come lo avesse sognato, provando e riprovando il discorso di ringraziamento davanti allo specchio. Quel ragazzo era Karan Johar all'inizio di una luminosa carriera e Kuch Kuch Hota Hai è proprio questo: il meraviglioso frutto di un sogno.

Il bello:
Questo film per ragioni personali ed affettive è il mio preferito e mi è molto caro. Auguro a tutti quelli che lo guarderanno per la prima volta di divertirsi e di provare le stesse emozioni che travolsero me.

Il brutto:
Karan Johar è sempre stato una persona sensibile e molto intelligente. Lui stesso riconosce alcune ingenuità del suo film, come per esempio l'espediente delle lettere, otto per i primi otto anni di vita della bambina, che non tiene conto di come possano essere lette e comprese, soprattutto le prime. O di come, per esempio, Tina abbia avuto il tempo di scriverle. Karan, inoltre, esprime delle perplessità sul finale, lo definisce un compromesso e ammette di non essere riuscito a trovare di meglio per risolvere la situazione che lui stesso aveva ideato. Quello che pensò allora è che se fosse stato abbastanza convinto di se stesso e del film, avrebbe convinto anche il pubblico. E la cosa funzionò. La sua onestà, la sua freschezza e la sua determinazione sono nel film e ognuno le può sentire. Mai più, dice Karan, potrò rifare un film come KKHH, perchè non avrò mai più ventisei anni, non sarò mai più la stessa persona che ero allora. Quella magia fermata sulla pellicola rimane per noi e per tutti gli spettatori che verranno perchè, come recita il titolo Kuch Kuch Hota Hai (Qualcosa sta succedendo), quando si guarda KKHH qualcosa succede davvero.

LA SCHEDA DEL FILM
 

Cast:
Rahul Khanna -
Shahrukh Khan
Anjali Sharma - Kajol
Tina Malhotra - Rani Mukherjee
Aman Mehra - Salman Khan
La madre di Rahul - Farida Jalal
Il preside Malhotra, padre di Tina -
Anupam Kher
Col. Almeida - Johny Lever
Anjali Khanna -
Sana Saeed
Mrs. Sharma -
Reema Lagoo
Il bambino silenzioso - Parzun Dastur
Ms. Briganza - Archana Puran Singh
Rifat Bi - Himani Shivpuri
Neelam - Neelam Kothari

Scritto e diretto da Karan Johar

Prodotto da Yash Johar

Musiche di Jatin-Lalit

Coreografie di Farah Khan

Distribuito da Dharma Productions e Yash Raj Films

Anno 1998

AWARDS

National Film Awards:
Best Film For Providing Wholesome Entertainment - Karan Johar
Best Female Playback Singer - Alka Yagnik (Kuch Kuch Hota Hai)

Filmfare Awards:
Best Movie - Yash Johar
Best Director - Karan Johar

Best Actor - Shahrukh Khan
Best Actress - Kajol
Best Supporting Actor - Salman Khan
Best Supporting Actress - Rani
Mukherjee
Best Art Direction - Sharmishta Roy
Best Screenplay - Karan Johar


Zee Cine Awards:
Best Film - Yash Johar
Best Director - Karan Johar
Best Actor-Male - Shahrukh Khan
Best Actor-Female - Kajol
Best Actor in a Supporting Role-Female - Rani
Mukherjee
Best Music Director - Jatin Lalit
Best Playback Singer - Female - Alka Yagnik (Kuch Kuch Hota Hai)
Best Lyricist - Sameer (Kuch Kuch Hota Hai)
Lux Face of the Year - Rani
Mukherjee

Sansui Viewer’s Choice Movie Awards:
Best Actor - Shahrukh Khan
Best Actress - Kajol

Star Screen Awards:
Best Film - Yash Johar
Best Director - Karan Johar
Best Music Director - Jatin Lalit
Best Comedian - Archana Puran Singh

Bollywood Movie Awards:
Best Film - Yash Johar
Best Director - Karan Johar
Best Actor - Shahrukh Khan
Best Actress - Kajol
Best Music Director - Jatin Lalit
Best Playback Singer Male - Udit Narayan (Kuch Kuch Hota Hai)
Best Playback Singer Female - Alka Yagnik (Kuch Kuch Hota Hai)
Best Costume Designer - Manish Malhotra
Best Choreography - Farah Khan


CURIOSITA'

- Yash Johar è l'amatissimo padre di Karan Johar. L'indimenticato produttore è deceduto nel 2004.

- Per Rani Mukherjee Kuch Kuch Hota Hai fu il secondo film in lingua Hindi e divenne quello di lancio. Premiata e acclamata fece un esordio memorabile.

-  Il personaggio di Aman Mehra inizialmente era stato offerto a Saif Ali Khan che rifiutò. Karan Johar non aveva mai pensato a Salman Khan, che all'epoca era già una star, per un ruolo sì importante ma non molto ampio. Pare che proprio Salman abbia avvicinato Karan e gli abbia detto: "so che stai cercano un attore per un ruolo che nessuno accetta, lo faccio io". E che alle sorpresa di Karan abbia risposto semplicemente : "perchè mi piace tuo padre". Grande Salman!

- Un altro aneddoto carino a proposito del film riguarda la prima volta che il trio delle meraviglie, Kajol, Karan e SRK, s'incontrarono per parlare della storia. E di come i due attori temessero che l'idea del giovane regista non fosse buona. A quei tempi, Kajol, Karan e SRK, erano già ottimi amici: come deludere Karan e dirgli di no? Kajol e SRK si auguravano che la storia fosse buona fino a desiderare di farsela piacere. Beh pare che Karan tolse tutti dall'imbarazzo, perchè Kajol pianse e rise entusiasta durante tutto il racconto, rimanendo in lacrime sul finale, e SRK, anche se più compostamente, fu conquistato.

- Parte del video di Tujhe Yaad Na Meri Aayee e quello della title song, Kuch Kuch Hota Hai, furono girati in Scozia. Ecco una miniguida per chi volesse visitare i mitici luoghi dove la magia prese forma.

-Il successo del film è speculare a quello della bella colonna sonora curata dai fratelli Jatin e Lalit Pandit. La musica di Kuch Kuch Hota Hai si aggiudicò diversi awards ed è stata votata al terzo posto nella classifica delle quaranta migliori colonne sonore di sempre nel sondaggio di BBC Asian Network.
(Grazie a Cinema Hindi)

-  Per festeggiare i 10 anni trascorsi dall'uscita del film i protagonisti hanno rilasciato una bella intervista caricata su You Tube. Il nostro Karan racconta di quando si recò con Manish Malhotra a Londra per scegliere i costumi per Kuch Kuch Hota Hai, e misero gli occhi sulla maglietta Polo Sport blu e verde, indossata da SRK durante la canzone Koi Mil Gay, che costava 75 pounds. Ci vollero tre ore di discussione e una nottata di riflessione, per decidersi a spendere così tanto per una sola t-shirt.
Kajol, invece, ipersorridente ammette di aver suggerito a Karan di mostrarsi duro con lei e di urlarle dietro in modo che il resto della troupe non lo credesse troppo molle e non approfittasse della sua gentilezza ed educazione. Si immaginava, infatti, che tutti sarebbero rimasti impressionati se Karan avesse osato addirittura alzare la voce con lei, ma l'espediente non si rese necessario, l'autorità di Karan, naturalmente, non venne mai massa in discussione. Anzi, nel Making of inserito negli speciali del DVD, e ripreso da Bollywood Hungama qui, Rani, divertita, rivela che Karan aveva le idee chiare e conosceva benissimo i personaggi tanto che avrebbe potuto interpretare Tina anche meglio di lei.

- Da qualche tempo è annunciata l'uscita di Koochie Koochie Hota Hain, film d'animazione remake di Kuch Kuch Hota Hai, a cui presterebbe la voce gran parte del cast originale. Sarà il 2012 l'anno giusto?

 - Come tutti i film immortali, Kuch Kuch Hota Hai ha iniziato un filone, è stato oggetto di diversi tentativi di replica ed imitazione, ed è citatissimo. Ecco Farah Khan e Boman Irani in verisone Anjali e Rahul per la promozione di Shirin Farhad Ki Toh Nikal Padi (in uscita il prossimo 24 agosto). E una delle simpatiche locandine del film.








La pagina della Yash Raj Films dedicata al film.
La pagina della Dharma Productions dedicata al film.

05 agosto 2012

PAAN SINGH TOMAR


Superata la metà dell'anno, ma ancora in attesa del periodo più caldo per il Cinema in lingua Hindi, quello di Diwali, il film evento del 2012 sembra essere Paan Singh Tomar. Dopo una lunga gestazione, il regista Tigmanshu Dhulia, infatti, pensava a questo soggetto dal 1990, e terminato nel 2010, Paan Singh Tomar è stato distribuito solo lo scorso marzo per una precisa strategia di marketing e perchè potesse essere presentato a più Festival, anche a quelli che richiedono che le pellicole siano inedite (*). Il film ha incassato molto di più di quanto sia costato e ha raccolto un successo ed un entusiasmo, suscitato anche tra gli addetti ai lavori, le cui ragioni, però, vanno al di là di un qualsiasi, per quanto brillantemente ideato, piano di lancio.
(*) L'intervista di Box Office India a Tigmanshu Dhulia, già segnalata da Cinema Hindi nelle Breaking News qui.

TRAMA

Paan Singh Tomar (Irrfan Khan), famigerato fuorilegge della Chambal Valley,  racconta, intervistato da un giornalista, di come sia divenuto prima un soldato dell'esercito, un atleta pluripremiato e infine un ribelle e un bandito. Ispirato alla vera storia di Paan Singh Tomar (1932-1981).

RECENSIONI

The Times of India ****
La pellicola funziona grazie ad Irrfan che dà vita a Paan Singh Tomar come atleta, come marito e come fuorilegge. Una performace impeccabile di un perfetto attore. Come sua moglie, Gill, che emerge con una meravigliosa composta interpretazione. C'è anche dell'umorismo, delicate e intense scene romantiche tra i due.
Dhulia ottiene un ottimo lavoro anche dal resto del cast. Le riprese, soprattutto delle gole e del fiume, sono eccellenti.
In un paese ossessionato dai superpagati giocatori di cricket, una biografia di un ex campione nazionale di atletica è una ragione sufficiente per celebrare. Ma il film di Dhulia è molto di più. E' uno dei film più superbamente realizzati che sottolinea il legame tra vita, sport e società.
Avijit Ghosh, 01.03.2012
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
Irrfan conferisce a Tomar grazia e una quieta dignità. Tanto che  persino quando incontra l'inevitabile destino dei banditi e il suo corpo crivellato dai proiettili cade nella terra, c'è qualcosa di eroico in lui.
Paan Singh Tomar è fiction ispirata a reali avvenimenti. La storia è notevole, Tomar è un un soldato dell'esercito che entra nella squadra di atletica solo per avere delle porzioni di cibo maggiori. Dopo una corsa, la prima cosa che fa è afferrare e divorare un cespo di banane. Tomar ha fede nel sistema e non decide di ricorrere alla violenza fino a quando un fiacco e palesemente corrotto poliziotto si rifiuta di prendere atto delle sue difficoltà e gli chiede invece il perchè gli stranieri, visto che Tomar ha viaggiato per partecipare alle competizioni internazionali, si vestono così poco.
Un ferito e arrabiato Tomar si chiede: Desh ke liye faltu bhagey kya? (E' stato inutile correre per il mio paese?) (*)
Il momento è di genuino pathos.  Come lo è la riflessione dolente (di Tomar) al giornalista sul fatto che nonostante sia stato un sette volte vincitore dei National Games, fosse rimasto anonimo, mentre i sequestri e gli omicidi lo hanno reso famoso. Ma a dispetto  dell'abbondante materiale grezzo e della qualità delle interpretazioni Paan Singh Tomar non vola alto. A tratti la sceneggiatura è lenta e stranamente inerte.
Più grave, non si ha il senso di che cosa abbia causato la conversione di Tomar da soldato a assassino sulla sua psiche. Sì, lui ricorre alla violenza perchè provocato, ma successivamente sembra curiosamente a suo agio come criminale.  Il regista Tigmanshu Dhulia costruisce una relazione amorevole tra Tomar e la moglie, Indra, interpretata da Mahie Gill. Ma Idra e i due figli per lo più scompaiono dalla sua vita quando egli diventa un fuorilegge, e noi non lo vediamo mai soffrire per loro.
Paan Singh Tomar ha buone intenzioni ma non emoziona.
Volevo sentire di più. Ma quello che Dhulia e Irrfan ci danno è un personaggio che è insieme complesso e infantile. Merita di essere visto.
Anupama Chopra , 02.03.2012
La recensione integrale.
(*) Grazie ad Atif e Dev per la consulenza linguistica.

Diana **** 1/2
Tigmanshu Dhulia è stato capace di sorprendere riuscendo a fare ancora meglio che con il già ottimo Sahib biwi aur gangster. Il regista ha scovato anni fa la storia di Paan Singh Tomar, se ne è appassionato e ne ha sviluppato meravigliosamente le ampie potenzialità. Le vicende del campione, diligente soldato e affettuoso marito che diventa un fuorilegge, sembrano già romanzo, nelle mani di  Dhulia si trasformano in leggenda. I torti subiti, le ingiustizie commesse ai danni di Tomar, accostati al ritratto che ne viene offerto nel primo tempo, di uomo mite, disciplinato e volitivo, ispirano grande empatia. Irrfan Khan in stato di grazia rende il suo personaggio vivo e reale. La sua presenza carismatica e l'interpretazione composta regalano naturalezza alle eccezionali imprese dell'atleta e ammantano di fascino la quotidianità del padre di famiglia.
Un film intenso, completo che suscita coinvolgimento, divertimento e commozione di prima classe.

Il bello:
- Il gelato offerto a Tomar dal maggiore Masand come dono di congedo.
- Irrfan Khan.
E sì, di lui si dicono meraviglie e sono tutte meritate. Irrfan dimostra una classe rara e offre una performace straordinaria che rimarrà come una delle migliori della sua già notevole carriera.
- Sui titoli di coda scorrono i nomi degli atleti indiani scomparsi senza essere celebrati ed ora dimenticati.

Il brutto:
Niente.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Paan Singh Tomar - Irrfan Khan
La moglie di Paan Singh Tomar - Mahie Gill
Il Maggiore Masand - Vipin Sharma
Matadeen Singh Tomar - Imran Hasnee
Gopi - Nawazuddin Siddiqui
L'ispettore Rathore - Zakir Hussain
Il coach - Rajendra Gupta
Bhanwar Singh - Khan Jahangir Khan
Il giornalista - Brijendra Kala
Ramcharan - Sitaram Panchal

Scritto da Tigmanshu Dhulia e Sanjay Chauhan

Diretto da Tigmanshu Dhulia

Prodotto da Ronnie Screwvala

Musiche di Abhishek Ray

Distribuito da IBC Motion Pictures

Anno 2012

CUTIOSITA'

- Il film è frutto di un lungo lavoro di ricerca e documentazione da parte di Tigmanshu Dhulia ed è stato girato tra le gole di Chambal, nel Dholpur e nella vera caserma di Roorkee dove visse Tomar.

 - Anche Irrfan si è preparato con grande rigore, allenandosi nella corsa ad ostacoli. Durante le riprese, però, si è rotto la caviglia. Ecco un video, un po' casalingo, in cui si vede l'attore sul set, con il piede fasciato.

 - Tra le diverse interviste ad Irrfan Khan segnalate in questi mesi da Cinema Hindi nelle Breaking News, riproponiamo quella del Times of India dello scorso 13 marzo, in cui Irrfan parla diffusamente del film, della voglia di cimentarsi con un personaggio realmente esistito perchè "la vita è più interessante della finzione". Si esprime inoltre, in merito al rapporto, raccolto dalla polizia, di un nipote di Tomar che ha lamentato il mancato pagamento che gli sarebbe stato promesso da Dhulia per le informazioni fornite.

Il contatto Twitter di Irrfan Khan.
La pagina UTV dedicata al film.

31 luglio 2012

TERI MERI KAHAANI

Per la gioia di tutti coloro che amano le storie sentimentali, è uscito a giugno Teri Meri Kahaani, il nuovo film di Kunal Kohli.

TRAMA

1960, Rukhsar, attrice affermata, e Govind, musicista in cerca di fortuna, condividono lo stesso scompartimenti sul treno per Mumbai. 2012, Radha, romantica studentessa in gita, e Krish, mollato dalla fidanzata il giorno del compleanno, si scontrano per le strade di Stratford-upon-Avon. 1910, Aradhana, figlia di un attivista, e Javed, disimpegnato seduttore, si conoscono a colpi di strofe per le strade di Lahore.
Sarà amore a prima vista.

RECENSIONI

The Times of India ***
...Non è la prima volta che  Priyanka Chopra recita più ruoli in un unico film, ma in questo non cambia molto, a parte il periodo storico e il modo di esprimersi (oltre che il guardaroba). Arrossisce con ritrosia per tutto il tempo, ingaggia scaramucce dialettiche con il partner-del-secolo e passa da un ruolo all'altro senza troppa energia. Certamente è naturale e spumeggiante come sempre ma non meravigliosa come la si vorrebbe.
Shahid Kapoor è al meglio come Javed. Sfodera il suo fascino fanciullesco, danzando come il vento (in in Uff and Humse Pyar Karle Tu) e conquistando impudentemente le ragazze in ogni capitolo.
Shahid seduce il pubblico con il suo stile, i versi, e accende una scintilla in un racconto zeppo di cliché.
Kunal Kohli, nel tentativo di creare un'ampia tela per rappresentare questa storia d'amore (usando i secoli, le barriere culturali, le caste, le abitudini e i costumi) non combina l'insieme. Persino con l'apporto di vigorosi talenti, la sceneggiatura manca di profondità e non vibra di sufficiente passione per essere una love-story. Non è priva di romanticismo, stucchevoli conversazioni e dolci-qualcosa; ma non ci sono nè alti nè bassi, conflitti o complicazioni per entusiasmare o far venire la pelle d'oca.
In sintesi, questo film è: un ragazzo incontra una ragazza. Punto. Un ragazzo incontra una ragazza. Punto. E un ragazzo incontra una ragazza. Punto...
Madhureeta Mukherjee, 22.07.12
La recensione integrale.

Hindustan Times **
...Il regista e co-autore Kunal Kohli vorrebbe creare una storia epica, un incontro tra anime che trascende il tempo. Il concetto è simile ad una pellicola del 2005 di Hou Hsiao-Hsien, Three Times, ma le sensibilità sono all'opposto. Three Times è deliberatamente lento, una raffinata, dolorante ode all'amore
Teri Meri Kahaani è un banale racconto romantico che vuole trattare di tutto, così nell'India coloniale abbiamo le poesie e in quella contemporanea Facebook, Twitter e gli sms.
Ma se si vuole mantenere vivo l'interesse di chi guarda le stesse due persone che si innamorano per due ore, la sceneggiatura e l'interpretazione devono davvero brillare. Purtroppo qui, nessuna delle due lo fa. Shahid è in versione Dreamboat e interpreta bene l'appariscente parlatore-in-rima Javed. Ma Priyanka si affida unicamente al look, abbigliamento, pettinatura e una serie di manierismi sempre più fasulli.
C'è una sola canzone splendida, Mukhtasar, ma il resto della colonna sonora è troppo debole per ravvivare la sempre più convoluta narrazione (nel 1910, compare il movimento per la liberazione e Javed si esibisce in un animato numero cantato e ballato all'interno della prigione di Sargodh).
Quello che ho apprezzato di più è stata la ricostruzione di Mumbai nel 1960: le strade vuote, un cinema Art Deco, le donne in bluse strette da togliere il fiato e le acconciature gonfie.
Ma l'ingrediente principale del film, l'amore, è troppo condensato per volare alto.
Anupama Chopra, 22.07.12
La recensione integrale.

Diana *** 1/2
Il tema delle anime gemelle seppur un po' ingenuo è sempre accattivante. Kunal Kohli apre il suo ultimo lavoro con l'immagine di due neonati, un maschietto e una femminuccia, nelle culle, una accanto all'altra, di un reparto maternità. Due bimbi che si sfiorano all'inizio della vita per ritrovarsi epoca dopo epoca, qualsiasi siano le circostanze e i percorsi, per sempre. Il destino, nel film di Kolhi, è un'idea consolatoria che a seconda della situazione attenua i dubbi, annulla le colpe, divide le responsabilità e induce alla rassegnazione. A chi non è ancora in coppia rimane la speranza, mentre per chi lo è, si rafforza la convinzione di essersi trovati e riconosciuti.
Non c'è bisogno di andare più a fondo per godersi due ore e mezza di intrattenimento e lasciarsi coccolare da una favola lieve e innocua. Teri meri kahaani è quel tipo di film che inizia con scritte colorate, in cui i protagonisti si incontrano romanticamente per caso, si sorridono al ritmo di una canzone ed è già amore. Il resto è sospeso, lasciato all'immaginazione. La fatica di essersi scoperti innamorati è ripagata dal diritto di camminare mano nella mano verso il tramonto. A volte un happy end è tutto quello che ci vuole!
Shahid Kapoor, una delizia come sempre, brilla particolarmente nella parte del musicista esordiente Govind. La storia tra Rukhsar e Govind è senza dubbio la mia preferita, per l'ambientazione storica-geografica, perchè i due protagonisti fanno entrambi parte del mondo del cinema e perchè è la più spiritosa e dolce.

Il bello:
- I cartelli presi in prestito dal cinema muto nel capitolo del 1960.
- Jabse Mere Dil Ko Uf: la canzone più frizzante del film. Buon divertimento!

Il brutto:
- Gli inglesi ridotti a macchietta nella parte dedicata ad Aradhana e Javed. In generale la presenza dei britannici è rappresentata con superficialità, persino tenendo in considerazione che si tratta di una commedia sentimentale.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Javed/Govind/Krish - Shahid Kapoor
Radha/Aradhana/Rukhsar - Priyanka Chopra
Meera - Neha Sharma
Il padre di Aradhana - Surendra Pal
L'amica di Rukhsar - Prachi Desai
Il fotografo - Vrajesh Hirjee
Uno degli amici di Krish - Raj Singh Arora

Scritto da Kunal Kohli insieme a Robin Bhatt

Diretto da  Kunal Kohli

Prodotto da Kunal Kohli, Vicky Bahri e Sunil Lulla

Musiche di Sajid-Wajid

Coreografie di Rekha Chinni Prakash, Chinni Prakash e Ahmed Khan

Distribuito da Nadiawala Grandson Entertainment

Anno: 2012

CURIOSITA'

- Kunal Kohli ammette di essere (come noi!) ossesionato dalle storie d'amore. Nella bella intervista rilasciata a Faridoon Shahryar per Bollywood Hungama, racconta i suoi personaggi e confronta il suo lavoro con i precedenti successi, Hum Tum e Fanaa.

- La prima parte, gli anni '60, è ispirata alle immortali star del passato come Dilip Kumar, Dev Anand, Shammi Kapoor e Raj Kapoor, ma non manca qualche riferimento a Shahrukh Khan.
L'articolo di Gobollywood.com.

- I versi recitati nel capitolo ambientato nel 1910 sono scritti da Javed Akthar.

- Nei titoli di coda e nel making (part. 5) è mostrata la ricostruzione della Mumbai degli anni sessanta. Come già segnalato da Anupama Chopra si tratta di uno degli aspetti migliori del film.

- Dopo tre anni dal loro precedente film insieme, Kaminey, Priyanka e Shahid tornano a condividere lo schermo in Teri meri kahaani. Apparsi splendidi e affiatati sulla copertina del 4 luglio di Filmfare in occasione della promozione della pellicola, hanno scatenato il gossip. Dopo la loro rottura definitiva nel 2011, però, non si è saputo più nulla di certo. A proposito di Priyanka, che è diventata molto suscettibile in termini di privacy, si è vociferato di un suo coinvolgimento con SRK. Mentre per quanto riguarda Shahid, sembra stia frequentando Nargis Fakhri. Staremo a vedere.

Non c'è un sito ufficiale di Teri meri kahaani. Segnaliamo la pagina di Bollywood Hungama dedicata al film.

27 febbraio 2012

RA.ONE

Ambizioso, megalomane e grande appassionato di videogame Shah Rukh Khan ha monopolizzato il Diwali 2011 con la sua produzione Red Chillies Entertainment, Ra.one.
Del re e del suo film hanno parlato proprio tutti. Qualcuno potrà non amare SRK ma di certo è impossibile ignorarlo.

TRAMA

Shekhar Subramaniam (Shahrukh Khan) vive a Londra. E' un creativo e con la sua squadra ha realizzato un videogioco in cui il cattivo, Ra.One, è più forte dell'eroe. Durante la serata di presentazione del nuovo prodotto, però, Ra.One esce dallo schermo per entrare nella vita reale. Il suo obiettivo è trovare ed uccidere proprio il figlio di Shekhar, Prateek.

RECENSIONI

The Times of India ***1/2
Sono diversi gli aspetti che funzionano in Ra.One. Innanzitutto le interessanti sequenze di combattimento fra G.One e Ra.One, poi la calda relazione che G.One intreccia con la famiglia che deve proteggere. La sceneggiatura è spesso ricca di brio. Il brano Chammak Challo è interpretato e coreografato in modo eccellente. Le performance di Shah Rukh Khan e di Kareena Kapoor sono buone, e persino il giovane Armaan Verma è efficace. Il film si affloscia dal punto di vista del quoziente emotivo, e gli effetti speciali, malgrado gli ingenti investimenti, risultano meno brillanti rispetto a quelli realizzati a Hollywood.
Nikhat Kazmi, 25.10.11

Hindustan Times **
Lo scopo del supereroe G.One non è salvare il mondo, e quello del suo antagonista Ra.One non è distruggerlo. Le ragioni che li spingono ad agire rimangono approssimative o troppo tiepide per giustificare le loro azioni. Ra.One in larga parte non sembra affatto un film che narra le vicende di un supereroe. E' più una ricetta bollywoodiana bizzarramente realizzata per compiacere tutti: un pizzico di romanticismo, della commedia alla Salman Khan, del narcisismo alla Shah Rukh Khan. Ma gli appassionati di queste cose forse rimarranno delusi. Gli spettatori riempiranno le sale cinematografiche per due ragioni principali: Shah Rukh Khan (che non risulta convincente nel ruolo di Subramaniam) e gli effetti speciali. Nessuna sorpresa: in Ra.One ci sono entrambi e in grande misura. L'impegno si merita pieni voti, e si sapeva. Dopo un anno di promozione incessante e di aspettative, il pubblico desidera verificare se la pellicola valga tutto quel clamore. Guardate Ra.One: il chiasso era necessario...
Mayank Shekhar, 26.10.11

Diana ***** 5/5
SRK ama i film d'azione. E' dai tempi di Kuch Kuch Hota Hai che si interessa ai thrills, tanto da creare la Red Chillies VFX, all'interno della Red Chillies Entertainment, che si occupi degli effetti speciali. Durante la promozione del film, Shah Rukh ha dichiarato di voler coinvolgere il pubblico più giovane che potrebbe perdere interesse nei confronti del cinema indiano a favore di quello occidentale, ed in particolare americano, che è più spettacolare e vanta tecnologie e budget maggiori. Ra.One, seppur non si possa considerare il primo film di fantascienza made in India, è sicuramente una novità. Gli effetti speciali sono molto curarti e sorprendenti, soprattutto l'assemblaggio dell'eroe carrivo, Ra.One, interpretato dal bravo e bello Ajun Rampal, davvero ben fatto e divertente. Tra inseguimenti, scontri e coreografiche piroette delle auto lanciate in aria, però, resiste l'anima bollywoodiana che è quella che rende speciale il film. La vita familiare di Shekhar Subramaniam, e quella di G.One che ne prende il posto, è importante tanto quanto le scene d'azione ed è rappresentata con la stessa creatività ed attenzione. Ad illuminare ogni fotogramma, ancora una volta, Shah Rukh Khan la cui ambizione è pari solo al suo talento. Occhioni azzurri e fossette irresistibil è da non perdere.

Il bello:
- Il sogno di Prateek, nei primi dieci minuti del film. Il ragazzo immagina di essere Lucifer, un guerriero che salva la sua bella dal pericolo. SRK nei panni di Lucifer infila una serie di spacconate meravigliose e deliranti.

- SRK all'aeroporto ricoperto di piersing: chi è capace di rimanere indifferente alzi la mano.

Il brutto:
- Shekhar che mangia con le mani e si ciuccia le dita.

- Il video dell'insegnante di colore in sovrappeso che balla sexy intorno ad un palo.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Shekhar Subramaniam - Shahrukh Khan
Sonia Subramaniam - Kareena Kapoor
Ra.One - Arjun Rampal
Prateek Subramaniam - Armaan Verma
Jenny Nayar - Shahana Goswami
Akashi - Tom Wu
Barron - Dalip Tahil
Tassista - Suresh Menon
Iyer - Satish Shah

Scritto e diretto da Anubhav Sinha

Prodotto da Gauri Khan

Musiche di Vishal-Shekhar

Coreografie di Ganesh Hegde e Feroze Khan

Distribuito da Eros International Ltd. e Red Chillies Entertainment

Anno 2011

AWARDS

Screen Award 2012:
Best Special Effects - Keitan Yadav, Haresh Hingorani
Best Special Effects - Red Chillies Entertainment
Best Action - Spiro Razatos, N.D.Gill, Parvez Khan, Firoz Boss
Best Song - Akon, Hamsika Iyer
Best Action Film - Gauri Khan

Zee Cine Awards 2012:
Best use of Media - Shahrukh Khan
Best Marketed Film - Shahrukh Khan
Best Sound Design - Resul Pookutty

Apsara Award 2012:
Best VFX - Red Chillies Entertainment
Best Sound Design - Resul Pookutty, Amrit Pritam Dutta
Best Special Effects - Keitan Yadav,  Haresh Hingorani
Best Special Effects - Red Chillies VFX
Best Sound Mixing - Anup Dev, Tarun Bhandari

CURIOSITA'

- Il direttore della forografia di Ra.One è l'italianissimo Nicola Pecorini, che ha accettato, con nostra grande gioia, di scambiare qualche opinione con lo staff di Cinema Hindi. Ecco il link all'intervista.

- Numerosi i cameo presenti nel film: quello di Sunjuy Dutt, Priyaka Chopra e Rajinikanth nelle vesti del mitico Chitti, il personoggio interpretato in Enthiran-Robot.
Amitabh Bachchan ha, inoltre,  accettato di prestare la voce a Ra.One.

- Ra.One è uscito nelle sale poco prima del compleanno di SRK che ha festeggiato così.

- Il cantante americano Akon ha collaborato alla colonna sonora con Criminal e Chammak Challo.
 Il making of Chammak  Challo.

Il sito ufficiale del film.