29 gennaio 2012

FILM MALAYALAM 2011 CONSIGLIATI DA CATERINA






(Abu figlio di Adamo)

Di Salim Ahmed
Con Salim Kumar e Zarina Wahab

Un capolavoro di semplicità e naturalezza vincitore di due National Awards e selezionato in numerosi festival nazionali e internazionali. Poco importa se il film non è riuscito a portare avanti la sua corsa verso gli Oscar, Adaminte Makan Abu è una di quelle pellicole la cui nascita è di per sè un evento straordinario.





Di Santosh Sivan
Con Prithviraj, Genelia D’Souza, Prabhu Deva, Nitya Menon, Arya, Vidya Balan e Tabu

Epica di avventura e azione che stringe a sé molti degli attori più amati nelle cinematografie del Sud e regala due stuzzicanti apparizioni speciali di Vidya Balan e Tabu. Un kolossal avvincente dalle molteplici seduzioni ambientato in una natura selvaggia minacciata dall’ombra del colonialismo.





Di Lijo Jose Pellissery
Con Prithviraj , Rima Kallingal, Parvathi Menon, Indrajith, Swetha Menon, Rajeev Pillai

Una storia intrigante dalla narrativa a incastro,  attimi si ripetono più volte e i diversi punti di vista vivono contemporaneamente nello stesso film. L’industria cinematografica, la malavita ed esperienze di uomini comuni si intrecciano nei labirintici vicoli di Kochi, gli stati d’animo cambiano assieme ai brani trasmessi alla radio. Originale e guidato da un ottimo cast.


e  PRANAYAM
(Amore)

Di Blessy
Con Mohanlal, Anupam Kher, Jaya Prada, Anoop Menon


Struggente trattato filosofico sull’amore, sulla morte e sul perdono firmato da Blessy (Thanmantra) regista che dimostra di saper dirigere al meglio il talentuosissimo artista Mohanlal, protagonista a fianco di Anupam Kher , Jaya Prada e Anoop Menon.  Sensibile e poetico.



4) ORMA MATHRAM
(Solo ricordi)

Di Madhu Kaitapram
Con Dileep e Priyanka Nair

Marito e moglie decidono di abortire il secondo figlio per poter garantire maggiori mezzi economici al primo, la loro pianificazione familiare risente però del volere del destino. Una storia drammatica e fatalista dai risvolti inaspettati, la superstar Dileep sconvolge con una performance splendida e strappalacrime.





5) CHAAPPA KURISH
(Testa o croce)

Di Sameer Thahir
Con Faheed Fazil, Vineeth Sreenivasan, Roma e Remya Nimbesan

Un thriller / esperimento che mette sotto esame l’imprevedibilità delle reazioni umane. Può un cellulare trasformarsi in uno strumento di potere? La vita di tutti i protagonisti cambia drasticamente in seguito al suo smarrimento, guardate il film e scoprirete come. 





6) SALT N’ PEPPER

Di Aashiq Abu
Con Lal, Swetha Menon, Asif Ali, Mythili e Baburaj

Graziosa commedia romantica e "gastronomica", un uomo e una donna ormai single impenitenti si conoscono per caso e sviluppano un’amicizia telefonica alimentata dalla comune passione per la cucina. Una storia d'amore diversa, impacciata e simpatica, un film dall'atmosfera semplice e familiare.






7) BEAUTIFUL

Di KV Prakash
Con Anoop Menon, Jayasurya e Meghna Raj

Un uomo disabile  costantemente accerchiato dai parenti assetati del suo denaro e un musicista sfortunato stanco di vivere senza gratificazioni, due uomini con opposte percezioni della vita e punti di vista sono legati da una profonda amicizia... fino al giorno in cui una bella ragazza non entra nella loro vita.





8) KAYAM
(Vortice)

Di Anil K Nair
Con Shwetha Menon, Manoj j Kalyan, Bala Kumar

Storia di una donna dalle passioni pericolose. Dopo essere sopravvissuta alle esperienze più terribili Tamhara decide di conquistarsi la propria felicità anche a costo di calpestare gli altri e macchiarsi di delitti. Un thriller dal background rurale guidato da suspance ed erotismo.





9) INDIAN RUPEE

Di Ranjith
Con Prithviraj, Rima Kallingal, Tini Tom e Thilakan

Una satira interessante sulla ricerca ossessiva del denaro facile e sulla nascita di continui bisogni da soddisfare. Tre personaggi, giovani, con grandi ambizioni ma poca voglia di lavorare cercano la scorciatoia per sistemarsi una volta per tutte. Un film non commerciale ma mai noioso, promosso da critica e pubblico e proiettato a lungo nelle sale cinematografiche.
Trailer





10) ARJUNAN SAAKSHI
(Arjunan, il testimone)

Di R.Sankar
Con Prithviraj, Anne Augustine e Nedmundi Veenu
A metà strada tra un film romantico / commerciale e un thriller a sfondo politico dai temi impegnativi. Una storia che coinvolge ma tiene col fiato sospeso il cui protagonista altri non è che l’affascinante Prithviraj.

28 gennaio 2012

24 - STAGIONE 8



Un paio d'anni fa la notizia aveva elettrizzato i media indiani: ad Anil Kapoor era stato affidato un ruolo nell'ultima stagione della celebre serie televisiva americana 24. Temevamo che la sua fosse solo una particina da comprimario con poche battute, invece il nostro Anil compare in ben 15 episodi dei 24 totali. E le sorprese non sono finite. Non è questa la sede opportuna per approfondire le ragioni del successo di pubblico e critica conseguito dalla serie, o per segnalarne le lacune. Ci limitiamo a ricordarvi che, secondo Wikipedia, la rappresentazione, nelle stagioni precedenti, dei personaggi di religione musulmana aveva suscitato qualche perplessità. L'ottava stagione, da questo punto di vista, prova a smentire i suoi detrattori.

Non dimentichiamo che 24 è una serie televisiva americana di genere d'azione, con cast affollato, il cui scopo principale è quello di intrattenere. Quindi sbalordiscono la relativa ampiezza, la crucialità e la definizione del ruolo di Omar Hassan, presidente di un Paese islamico di fantasia: il suo è un personaggio elegante, sfaccettato, umano. E come se non bastasse, fra i politici di rango elevato rappresentati nella stagione, Omar è l'unico ad uscirne a testa alta. Malgrado il coinvolgimento sentimentale con una giornalista americana (a cui, da vero gentiluomo, resta accanto in un momento critico), malgrado la furia epuratrice a seguito del fallito attentato alla sua persona, la figura di Omar risulta la più positiva, non solo se rapportata a quella del presidente russo (colpevole di crimini gravissimi), ma persino - badate bene - se rapportata a quella della presidente americana (costretta addirittura a dimettersi). C'è da chiedersi come il pubblico americano abbia reagito all'inusitato capovolgimento morale nei ruoli: i buoni questa volta sono i musulmani, i cattivi gli americani.
Quanto ai dialoghi, le battute meno di genere sono state in larga parte affidate ad Omar e alla moglie Dalia. I terroristi islamici che fanno da corollario alla vicenda, pur con i cliché tipici dei personaggi minori, vengono rappresentati, almeno nel look, in modo inusuale: gli attori Tarek Jafar Ramini e Mido Hamada sono attraenti e fascinosi (troppo per sembrare veri). A differenza dei colleghi russi, sempre pesantemente stereotipati.

Anil Kapoor basterebbe da solo a soddisfare la golosità bollywoodiana. Ma c'è dell'altro. La figura del protagonista Jack Bauer ricorda moltissimo l'eroe tipico dei film d'azione della tradizione cinematografica indiana. Tutto d'un pezzo, sempre pronto al confronto fisico, cavaliere solitario forse con qualche macchia ma di sicuro senza paura, vendicatore, giustizialista, incline alle roboanti esecuzioni sommarie. I set lucidati a nuovo e ipertecnologici ci ricordano che siamo negli USA, ma la connotazione di Bauer ci conduce di colpo nella violenta Mumbai, pullulante di invincibili angry young men collocati non propriamente contro la legge, bensì in qualche indistinta zona al di là.

Anil Kapoor e Necar Zadegan - 24
TRAMA

Jack Bauer (Kiefer Sutherland) è fuori dal giro. Ma la soffiata di un suo informatore lo catapulta di nuovo al CTU, l'agenzia speciale antiterrorismo. Vi è in atto un complotto per uccidere Omar Hassan (Anil Kapoor), presidente di un Paese islamico, temporaneamente a New York per siglare uno storico accordo di pace con russi e americani. Parte la lotta contro il tempo. In sole 24 ore succederà di tutto: attentati, tradimenti, intrighi, omicidi, esecuzioni, inseguimenti, esplosioni, minacce nucleari, mafia russa, terrorismo islamico, sangue a fiumi, molta azione, poco amore, qualche lacrima.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Anil Kapoor, sempre raffinato nelle sue funzioni di presidente e impeccabile nelle scene madri.
* Jack Bauer che incide il tubo digerente ad un ostaggio (vivo, anche se supponiamo per poco...) e che poi (ehm) espianta l'intestino abbandonandolo sul pavimento, allo scopo di recuperare una SIM precedentemente ingoiata. E non finisce qui: Jack Bauer che  stacca l'orecchio ad un politico con un morso. Cosa dire? Bollywoodiano dentro e non saperlo.

RECENSIONI

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: (siamo di parte) Anil Kapoor (****)
Punto debole: (siamo di parte) i nove episodi privi di Anil Kapoor


Anil Kapoor, Kiefer Sutherland e Necar Zadegan - 24
SCHEDA DELLA STAGIONE

Cast:

* Kiefer Sutherland - Jack Bauer
* Anil Kapoor - presidente Omar Hassan
* Mary Lynn Rajskub - Chloe O'Brian, collega di Jack
* Freddie Prinze Jr. - Cole Ortiz, collega di Jack
* Cherry Jones - presidente Allison Taylor
* Katee Sackhoff - Dana Walsh, collega di Jack e fidanzata di Cole
* Necar Zadegan - Dalia Hassan, moglie di Omar
* Nazneen Contractor - Kayla Hassan, figlia di Omar e Dalia
* Annie Wersching - Renee Walker, collega di Jack
* Mykelti Williamson - Brian Hastings, capo del CTU
* John Boyd - Arlo Glass, collega di Jack
* Akbar Kurtha (Syriana) - Farhad Hassan, fratello di Omar
* Tarek Jafar Ramini (Batman Begins) - Tarin Faroush, capo della sicurezza di Omar
* Mido Hamada - Samir Mehran, capo dei terroristi islamici

Regia: Brad Turner, Milan Cheylov, Nelson McCormick, Michael Klick
Anno: 2010
Vedi anche:
- Anil Kapoor sarà Jack Bauer?, testo nel quale vi avevamo informato dell'acquisizione dei diritti di 24 da parte di Anil per un remake hindi, e nel quale avevamo segnalato alcuni link a video interessanti.
- Abhinay Deo dirigerà la versione indiana di 24 (aggiornamento del 18.04.12).

Anil Kapoor e Annie Wersching - set di 24
CURIOSITA'

* Piccolo riassunto kapooriano: Anil appare in 15 episodi, esce di scena nel 16mo, il 12mo sembrerebbe quello con la sua partecipazione più lunga. Se non avete voglia di sorbirvi tutta la stagione, gli episodi che offrono l'interpretazione migliore di Anil sono il 12mo, il 14mo, il 15mo e il 16mo (promo del 15mo e del 16mo episodio). La voce italiana è quella di Pasquale Anselmo, doppiatore ufficiale di Nicolas Cage. Caratteristiche bollywoodiane del personaggio: l'opulenza patinata, il fratello traditore, l'amore di una donna biondissima, il lato drammatico e quello tragico, un paio di scene d'azione (Omar in un'occasione salva persino la vita a Jack Bauer), qualche breve discorso enfatico, una lacrimuccia, il sacrificio.
* Nazneen Contractor nel 2010 ha sposato l'attore di origine italiana Carlo Rota che in 24 interpreta il ruolo del marito di Chloe O'Brian (nell'ottava stagione il suo personaggio però non compare).
* Freddie Prinze Jr. ha interpretato il ruolo del protagonista nell'orrendo Wing Commander, uno dei peggiori film di fantascienza della storia del cinema (girateci al largo).

(Ringraziamo Massimo Raimondi per il prestito del cofanetto dei DVD).

Kiefer Sutherland, Anil Kapoor, Mary Lynn Rajskub, Katee Sackhoff e Freddie Prinze Jr.

25 gennaio 2012

FILM 2011 CONSIGLIATI DA CATERINA







1) ZINDAGI NA MILEGI DOBARA
(Si vive una volta sola)

Di Zoya Akhtar
Con Hrithik Roshan, Farhan Akhtar, Abhay Deol, Katrina Kaif, Kalki Koechlin e Naseruddin Shah
Zoya Akhtar si siede sul podio. Il bellissimo film on the road (girato quasi esclusivamente in Spagna) diviene la più bella sorpresa dell’anno e conquista anche il pubblico italiano vincendo la passata edizione del River to River Florence Indian Film Festival.
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2)  DON 2

Di Farhan Akhtar
Con Shahrukh Khan, Priyanka Chopra, Boman Irani, Lara Dutta, Kunal Kapoor
Il sequel che dal 2006 a questa parte tutti stavamo aspettando. The King is Back. Shahrukh Khan torna ad interpretare il criminale più sexy e spregiudicato che il cinema abbia mai conosciuto. Ancora più sofisticato, ancora più sadico, ancora più elegante, scordatevi gli eroi e lasciate che il sangue si geli ad ogni sguardo letale del D O N.
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3) DELHI BELLY

Di Abhinay Deo
Con Imraan Khan, Kunal Roy Kapoor, Vir Das e Shenaz Treasurywala
Una vera macchina per risate dai ritmi trascinanti e dalla composizione brillante, irriverente fino alla beffa, così tanto demenziale da risultare geniale. Il suo più grande difetto? Troppo breve. Di un film così divertente e ben fatto non se avrebbe mai abbastanza.




4) RA.ONE

Di Anubhav Sinha
Con Shahrukh Khan, Kareena Kapoor e Arjun Rampal
Shahrukh Khan superman o quasi. Il delizioso fantasy movie di Anubhav Sinha trasforma il re di Bollywood in un eroe da videogioco e lo spettacolo è da non perdere. Gag simpatiche, buoni sentimenti, un antagonista di tutto rispetto (Arjun Rampal), effetti speciali e canzoni. Se non siete riusciti a godervelo al cinema in 3D correte a comprare il dvd originale.




5) DHOBI GHAT

Di Kiran Rao
Con Monica Dogra, Prateik, Aamir Khan e Kriti Malhotra
Un film dal taglio documentaristico che unisce quattro storie diverse e colleziona scatti preziosi di una città che non si può smettere di amare e di odiare. Una raccolta di immagini, suoni e volti di Mumbai, luogo che sembra non appartenere veramente a nessuno ma che assorbe e trasforma la vita di tutti.
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6) SAHIB BIWI AUR GANGSTER
(il signore, la signora e il gangster)

Di Tigamashu Dhulia
Con Jimmy Shergill, Mahie Gill, Randeep Hooda
Creativa rivisitazione del classico Sahib Bibi aur Ghulam, un film torbido e sensuale girato in una suggestiva cornice decadente. Jimmy Shergill , Mahie gill e Randeep Hooda infiammano un complicato triangolo di passioni e potere.
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7) PATIALA HOUSE

Di  Nikhil Advani
Con Akshay Kumar, Rishi Kapoor,  Anuskha Sharma e Dimple Kapadia
Family drama classico ma dai temi sempre attuali, l’integrazione (o la ghettizzazione) degli NRI all’estero e il desiderio dei giovani di realizzarsi secondo le proprie aspirazioni, idee il più delle volte in contrasto con le tradizioni dei genitori. Un bollywood movie mai deprimente ma capace di dare voce a storie individuali molto più vicine alla realtà di quello che si potrebbe pensare.
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8) LADIES VS RICKY BAHL

Di Maneesh Sharma
Con Ranveer Singh, Anushka Sharma e Parineeti Chopra
Film d’intrattenimento girato senza tempi morti, ricco di musiche, balli e seduzioni. Impossibile resistere al sex appeal del suo protagonista, Ranveer Singh, non più soltanto un idolo per teenager ma un attore sempre più frizzante e fascinoso.
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9) MERE BROTHER KI DULHAN
(La sposa di mio fratello)

Di Ali Abbas Zafar
Con Imraan Khan, Katrina Kaif e Ali Zafar
Mere Brother Ki Dulhan nasce per tutti coloro che non riescono mai a rinunciare ad una commedia romantica positiva e accattivante come solo la fabbrica dei sogni di Mumbai, e ancor più la Yash Raj, sanno regalare. Leggero e godibile con ampio spazio a coreografie e canzoni.
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10) GAME

Di Abhinay Deo
Con Abhishek Bachchan, Anupam Kher, Sara Jane Dias, Kangna Renaut, Boman Irani e Jimmy Shergill
Un piacevole intreccio à la Agatha Christie con colpi di scena, risvolti inaspettati e inviti a cena con delitto. Film sfortunatissimo al botteghino e immeritevole della malasorte che gli è toccata. Game è stato fatto uscire nelle sale in concomitanza con la finale dei mondiali di cricket, il che equivale ad un suicidio commerciale. Lo stesso regista firma anche il brillante Delhi Belly.


23 gennaio 2012

LADIES VS RICKY BAHL





Sulla scìa del successo di Band Baaja Baaraat nasce in tempo record Ladies Vs Ricky Bahl. I due protagonisti (Ranveer Singh e Anushka Sharma) il regista (Maneesh Sharma) i compositori della colonna sonora (Salim & Suleiman) e la casa di produzione (Yash Raj) si riuniscono con l’intento di bissare l’esperienza positiva dello scorso anno. Il film fa un passo in avanti ma gli incassi due passi indietro. Un caso strano: aumenta la qualità della pellicola ma ne diminuisce il pubblico. Nonostante il nuovo prodotto sia migliore dell’offerta precedente sia per gli ideatori che per il cast i festeggiamenti sono ingiustamente cancellati.


TRAMA
Ricky Bahl è nato bello, furbo e attraente, come usare le doti ricevute da Madre Natura per arricchirsi oltre ogni limite? Truffare i soggetti più inclini a cadere nella sua trappola: ragazze single con particolari passioni o ambizioni, sensibili al suo fascino e con alle spalle montagne di quattrini.



L’idea di mettere al centro della scena una coppia che non fa che detestarsi e litigare per buona parte del film (mostrando poi un’improvvisa svolta in cui l’attrazione fatale e il desiderio  invadono il campo molto prima che l’amore faccia capolino) è stato ciò che ha trasformato una trama moscia come quella di Band Baaja Baaraat in un’avventura sentimentale più che godibile. L’esperimento di Maneesh Sharma con la coppia di giovani attori dal look moderno ha garantito immediata popolarità ad un film potenzialmente mediocre, di colpo convertito in un piatto creativo e gustoso. In Ladies Vs Ricky Bahl il regista dimentica però che si è giocato già l’effetto sorpresa : la chimica evidente tra il Ranveer "fighissimo"  Singh e Anushka "megasorriso" Sharma è già nota a tutti, l’arcano è stato svelato in precedenza e questo non aiuta a far lievitare gli incassi anche se la storia proposta questa volta è tutt'altro che noiosa. LVRB non incontra la stessa sorte dorata di BBB pur essendo più intrigante del tanto osannato titolo di debutto.
Il personaggio di Ricky Bahl alias Sunny, Vikram, Deven, Iqbal, Diego e quanti altri, è ben disegnato in tutte le sue camaleontiche sfumature, non ci importa sapere troppo quello che pensa o quello che farà, sappiamo solo che se la spassa da matti e che il suo vizio va ben oltre il mero arrivismo, è una sanguigna dipendenza dal rischio e dal gioco. Osserva, si documenta, si comporta in modo da compiacere la sua preda, colpisce e sparisce, un gigolò che non si concede sessualmente ma vende la sua immagine in un invitante pacchetto, una confezione perfetta capace di far vacillare anche la donna più riluttante e seriosa. E poi la fuga con il bottino e via verso un nuovo obiettivo e una nuova città.
Le vittime designate non sono patetiche, né da biasimare, cadono nella rete di un uomo vergognosamente FIGO e lo sanno, fiutano i problemi ma non li evitano, è un’occasione troppo allettante. Dimple, Raina e Saira risultano affettuosamente antipatiche e neppure Ishika, la donna programmata per intrappolarlo, è abbastanza risoluta da saper congelare in tempo i suoi ormoni. Le pianificazioni per la resa dei conti non sono affatto tediose o di cattivo gusto come era stato invece in Luv Ka The End, l’atmosfera è vivace e la location prescelta, Goa, diviene una cornice perfetta per far cadere abiti e pudori, mostrare feste lascive, costumi da bagno, corpi invidiabili e mondi deluxe.
Se basta una seconda visione per rivalutare un giudizio troppo alto su Band Baaja Baarat, Ladies Vs Ricky Bahl conserva la sua carica molto più a lungo.  Il sex appeal dei protagonisti, le musiche che spingono ad alzarsi e ballare, le coreografie non troppo difficili da imitare e l’atmosfera scacciapensieri lo rendono un prodotto bollywoodiano ad hoc. I risultati del box office dimostrerebbero il contrario eppure Maneesh Sharma sta migliorando e maturando, ha eliminato tutti i tempi morti che penalizzavano il suo debutto ed ha ideato un film equilibrato e frizzante, di facile consumo ma senza esclusione di colpi.



Il mio giudizio sul film : **** 4/5



RECENSIONI

THE TIMES OF INDIA ***
Maneesh Sharma al suo debutto alla regia colpì l'attenzione con l'insolito Band Baaja Baaraat. Difficile misurarsi con quel film. Ed in effetti Ladies v/s Ricky Bahl non raggiunge lo stesso livello di brio e di verve. In LVRB non ci sono umorismo, nè sapore realistico, nè fremente sintonia fra i due attori protagonisti: tutti aspetti che resero BBB un campione d'incassi. E quel che è peggio, il personaggio di Anushka Sharma appare solo nel secondo tempo. La storia d'amore è poco convincente. La colonna sonora di Salim-Sulaiman è ordinaria. Le performance e il tenore non isterico lavorano però a favore della pellicola.
Nikhat Kazmi, 09.12.11  (Testo originale)


HINDUSTAN TIMES: ***
In questo periodo quasi tutti i protagonisti maschili a Bollywood sono costretti, come negli anni cinquanta, a interpretare personaggi e non semplicemente se stessi, quindi una storia che sostenga la pellicola diviene necessaria. Il film non ci spiega le motivazioni del comportamento di Bahl. Lo spettatore vede quanto mostrato sullo schermo: Bahl è single, sembra un solitario, poco interessato da un punto di vista sessuale alle donne a cui si accompagna. Il suo unico scopo sono i soldi per i soldi. Un personaggio di questo tipo era stato gestito molto meglio in un titolo precedente di Yash Raj, Badmaash Company (che presentava però lacune di tipo diverso). La trama ad un certo punto prende una piega irresistibile, e Ladies v/s Ricky Bahl diventa un prodotto impregnato di female power. Parineeti Chopra è spontanea e audace. Ma all'ingresso del personaggio interpretato da Anushka Sharma, come al solito ci si chiede perchè mai una ragazza dovrebbe innamorarsi di un truffatore dichiarato. Qualche messa a punto in più nella sceneggiatura avrebbe giovato. Sfortunatamente l'aspetto commerciale ha la precedenza sulle spiegazioni. LVRB è al peggio una noiosa storia d'amore narrata a metà, e al meglio un film che si lascia guardare senza troppa fatica.
Mayank Shekhar, 09.12.11 (Testo originale)



ANNO : 2011

REGIA : Maneesh Sharma

PRODOTTO DA : Yash Raj Films

CAST:
Ranveer Singh …………………………… Ricky Bahl
Anushka Sharma ………………….. Ishika
Parineeti Chopra …………………………. Dimple
Dipannita Sharma ……………………… Raina
Aditi Sharma ……………………………… Saira


COLONNA SONORA : Salim & Sulaiman
PLAYBACK SINGERS: Benny Dayal, Vishal Dadlani, Swetha Pandit, Salim Merchant, Shradda Pandit, Shilpa Rao

COREOGRAFIE : Vaibhavi Merchant



QUALCOS’ALTRO

La trama è vagamente ispirata al film hollywoodiano John Tucker Must Die (2006)

La segreteria telefonica del cellulare di Ricky Bahl ripete una frase dal film Baazigar: "Kabhi kabhi kuch jeetne ke liye kuch harna bhi parta hai, aur harke jeetne wale ko baazigar kehte hain" / " A volte per vincere qualcosa è necessario perdere qualcos'altro, colui che riesce a vincere perdendo si chiama Giocatore"  sentitelo recitare direttamente dalla voce di Shahrukh in questo video dal minuto 4.40

Parineeti è la cugina della star Priyanka Chopra, per lei c’è già un nuovo film in cartellone per il 2012, Ishqazaade, sempre prodotto dalla Yash Raj. La ragazza si è aggiudicatata lo Star Screen Award e lo Zee Cine Award come Miglior Debutto dell’anno.

Sito ufficiale del film , Pagina dedicata a LVRB dal sito della Yash Raj


16 gennaio 2012

SHOR IN THE CITY

Fresco della nomination come Miglior Film agli Star Screen Awards (il premio è andato però ex aequo a Zindagi na milegi dobara e all'acchiappatutto The Dirty Picture), Shor in the city è l'ultima fatica del duo Krishna D.K. - Raj Nidimoru, sceneggiatori e registi del bellissimo 99.

TRAMA

Tilak (Tusshar Kapoor), Mandook (Pitobash Tripathy) e Ramesh (Nikhil Dwivedi) sono tre amici che cercano di sbarcare il lunario con pratiche non propriamente legali. Abhay (Sendhil Ramamurthy), di ritorno dagli Stati Uniti, è in India per intraprendere un piccolo business. Sawan (Sundeep Kishan) è un giovane che aspira a diventare giocatore di cricket professionista, incalzato dalla fidanzata Sejal (Girija Oak), che altrimenti teme di dover sottostare ad un matrimonio combinato. Tutti insieme animano le vie della città più multiforme del mondo, Mumbai.

RECENSIONI

The Times of India ****
Sfrigolante caleidoscopio della caotica, torbida Mumbai, Shor in the city non regala un senso di déjà vu. Il film rappresenta la metropoli come fosse un personaggio, tanto spigoloso, enigmatico ed isterico quanto i vivi protagonisti della storia. E a dispetto del crudo scenario, si avverte una corrente sotterranea di speranza e di innocenza che sembra sprigionarsi dai luoghi più inattesi. Grazie alla spiritosa sceneggiatura (Raj Nidimoru e Krishna DK), all'eccellente fotografia (Tushar Kanti Ray) e alla colonna sonora piena di energia (Sachin-Jigar), SITC è un altro titolo che infrange le norme offerto dalla produttrice Ekta Kapoor, dopo Love Sex Aur Dhokha e Once upon a time in Mumbaai. Non perdetevi questa black comedy dotata di cuore e anima.
Nikhat Kazmi, 28.04.11
La recensione integrale.

Hindustan Times ***1/2
Shor in the city è un film dalla consistenza ricca che si offre come un flusso di coscienza. Tutto può accadere a Mumbai, l'indiscussa protagonista di SITC. La camera cattura abilmente la metropoli, regalando quel tipo di estenuante esperienza che gli stranieri in visita a Mumbai spesso (e con gentilezza) definiscono schiacciante. I personaggi sono ispirati. Ciò che si nota in questa pellicola che è in primo luogo un film su una metropoli, è la sua audacia assoluta, la sua verve e il suo umorismo adorabilmente assurdo. SITC è diretto da due registi di basso profilo (Raj Nidimoru e Krishna DK), il cui ultimo lavoro (99) passò inosservato perchè (almeno in apparenza) il pubblico era troppo occupato a seguire il torneo IPL (*) di cricket in tv. La loro filmografia è imbevuta di quello spirito che caratterizzò il miglior cinema indipendente britannico degli anni novanta (Full Monty, Trainspotting, ecc.). Ed è lo stesso spirito che definì i primi lavori di due altri raffinati registi che, come loro, emigrarono dall'Andhra Pradesh a Mumbai: Nagesh Kukunoor e Ram Gopal Varma. Shor o rumore costante è chiaramente l'energia insopprimibile che si respira nell'aria di Mumbai. Se lo stupendo Maximum city di Suketu Mehta fosse un film, sarebbe molto simile a SITC.
(*) Indian Premier League (nota di Cinema Hindi).
Mayank Shekhar, 29.04.11
La recensione integrale.

Diana ***1/2
Difficile trovare un film così ben scritto, con dei personaggi ancor meglio delineati. I protagonisti di Shor in the city sono interessanti e caratterizzati, si trovano (o si mettono) in situazioni al limite e mostrano il loro lato più meschino ma anche l'istinto e la capacità di sopravvivenza. I confini morali sono spostati un po' più in là, si è disposti a cedere al compromesso se non alla corruzione. Le occasioni di ripensamento sono poche e vanno colte per potersi, forse, redimere.
La narrazione scorre con ritmo, l'alternarsi delle vicende assicura dinamismo, il mood della pellicola è agrodolce, a tratti cupo e sconfortante. Shor in the city  è un film scritto, diretto, prodotto ed interpretato da professionisti.
Krishna D.K. e Raj Nidimoru  sono due da tenere d'occhio!

Il bello:
- La scena in cui Abhay, Tilak e Ramesh, per curiosità e per gioco, vogliono fare esplodere, in un campo isolato, un piccolo ordigno. Mentre aspettano la detonazione, un bimbetto di strada raccoglie la bomba. I tre, nel panico, inseguono il ragazzino urlando, mentre lui scappa senza mollare il tesoro che ha trovato. Tutta la superficialità, la trivialità, l'ottusità e la meschinità dei tre amici; tutta l'indigenza, la fame e l'incolpevole rapacità del bambino, dal posizionamente dell'esplosivo all'epilogo: quattro minuti di tragico, struggente, altissimo cinema.

Il brutto:
- La sceneggiatura è quasi perfetta. Quando si arriva così vicini al sublime divento ingorda e pretendo l'impeccabilità.
- La visione cinica, che però è anche il bello del film.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Abhay - Sendhil Ramamurthy
Tilak - Tusshar Kapoor
Ramesh - Nikhil Dwivedi
Shalmili - Preeti Desai
Sawan - Sundeep Kishan
Mandook - Pitobash
Sapna - Radhika Apte
Sejal - Girija Oak
Tipu - Amit Mistry as Tipu
Il malavitoso - Zakir Hussain

Scritto da Krishna D.K., Raj Nidimoru e Sita Menon

Diretto da Krishna D.K. e Raj Nidimoru

Prodotto da Ekta Kapoor e Shobha Kapoor

Musiche di Sachin, Harpreet e Jigar

Lirycs di Priya Panchal e Sameer

Distribuito da  Balaji Motion Pictures e ALT Entertainment

Anno 2011

AWARDS

- Star Screen Awards per Miglior attore in un ruolo comico a Pitobash.

- ZeeCine Award Best Singer (Female) a Shreya Ghoshal (Saibo)

- Con Shor in the City, Krishna D.K. e Raj Nidimoru hanno vinto il Best Director Award al MIAAC a New York.

CURIOSITA'

- Sendhil Ramamurthy è nato a Chicago da genitori indiani. E' un attore americano molto noto, soprattutto per la sua partecipazione al telefilm Heroes.

- EKTA KAPOOR: LA VERA SIGNORA DI BOLLYWOOD di CinemaHindi.

- Star Screen Awards, i nominati e i vincitori.

- Magnifiche inquadrature della metropoli come quelle di Shor in the city, sono frequenti nei film ambientati a Mumbai. Il fascino stesso della città è talmente potente che essa diventa uno degli elementi più influenti ed interessanti del film. Come anche in A Wednesday! e Dhobi Ghat.

Il sito ufficiale del film.

12 gennaio 2012

POO



Ispirato al racconto breve di Tamilzhselvan Veyyilod Poi,  Poo (trad. fiore) è una favola sull’adolescenza raccontata con gusto e buoni sentimenti la cui trama ricorda Kushboo di Gulzar, un’altra pellicola in cui la determinazione femminile e la titubanza maschile si scontrano nel corso degli anni. L'opera figura tra i migliori “village movies” di sempre, un genere molto popolare nella cinematografia tamil, il regista stupisce con un film dall’approccio poetico, girato tra il deserto e i paesaggi rurali di una località remota, che si fa amare per i suoi tagli simpatici e inaspettati, per i salti nell’irrazionale, per la sua creatività.

TRAMA
La giovane Maari (Parvathy Menon) sogna il suo futuro accanto al cugino Thangarasu (Srikanth),  il ragazzo però abbandona il villaggio per andare a studiare a Chennai e i due smettono di frequentarsi. Passano gli anni e arriva il momento in cui il sentimento che li aveva uniti da bambini potrebbe evolversi in una relazione adulta ma l’incertezza di Thangarasu rallenta le decisioni e cambia il corso degli eventi.

Ci sono tante forme di poesia, c’è chi scrive componimenti in versi, chi imprigiona attimi nella pittura ma anche chi riesce a far recitare ad un paesaggio campestre meravigliosi racconti d’immagini. Lo schermo diviene una tela bianca su cui dipingere le crepe della terra segnata dai raggi del sole associate al volto aggrinzito di una donna molto anziana, l’ombra delle palme sulla sabbia e le brocche variopinte,  le rocce desertiche accanto ai verdi e prosperosi campi coltivati. Il film ci mostra uno spaccato di vita quotidiana nei villaggi più remoti, il rapporto degli uomini con un ambiente non facilmente domabile , i lunghi viaggi in autobus per raggiungere i centri urbani e le strade sterrate che sembrano condurre verso il nulla. Il paesaggio è distante da tutto,  isolato, i personaggi vivono nelle loro comunità ma sono soli, si trovano a riflettere, a parlare con sé stessi, a fissare a lungo l’orizzonte. Sentimenti delicati si contrappongono ad una natura aggressiva, nel silenzio che la circonda la mente è libera di viaggiare e la maggior parte dei momenti più belli della storia sono in realtà attimi non vissuti.
Il regista ci distrae e ci imbroglia facendo iniziare il film con il suo finale, dopo poco siamo convinti che la storia non abbia niente da dare ed ecco invece che tutto viene smentito, capovolto, approfondito, Sasi sceglie di raccontare con semplicità e dolcezza i turbamenti di un’adolescente e le sue fantasie per il cugino che vive lontano, la sua smania di rincontrarlo, di farsi notare, di mostrarsi bella per lui. Protagonista della pellicola la giovane Parvathi Menon che per la sua vibrante espressività si è aggiudicata il Filmfare Award South come Miglior Attrice l’anno stesso del suo debutto.
Catene di sogni stringono i personaggi l’uno all’altro, Maari desidera divenire la moglie di Thangarasu, il padre del ragazzo aspira a realizzarsi economicamente, nonostante sia un magazziniere sogna per il figlio un vita lussuosa e parla per numeri, gli esami che ancora gli mancano per diventare ingegnere, le cifre che comporranno i suoi futuri stipendi una volta che otterrà la laurea. C’è poi il sogno di qualcun altro, un’aspirazione che silenziosa rivoluzionerà il finale della storia, il proprietario dell’oleificio preoccupato per la brutta strada che i suoi figli hanno intrapreso vorrebbe vederli trasformati in adulti retti e responsabili. Come le loro vite si uniscono e si dividono è tutto da scoprire.
Poo è un film che si può guardare semplicemente per intrattenersi o lasciarsi avvolgere dai suoi impulsi sensoriali, colori e ritmi, ma è anche una storia che si presta a molteplici sguardi e interpretazioni, ci si può sedere davanti all’opera con la voglia di ricercare elementi diversi ed accogliere l’invito a scavare più a fondo.
Alcune sequenze sono velocissime, altre molto lente, sospirate, la protagonista è mossa dalle migliori intenzioni ma non si sente al di sopra degli altri, né perfetta. Maari è un personaggio splendido e ricco di calore, la ragazza è umile ma fiera di sé, il suo è un amore disinteressato, slegato da ogni ambizione di possesso, anche le sue più piccole azioni sono significative, anche il suo mondo immaginario è realistico.
Il racconto della crescita dei due cugini si intervalla a immagini del presente e suggerisce un nuovo modo di confrontarsi con il proprio passato. La disponibilità a comprendere e la riservatezza del marito di Maari dimostrano come accettando una persona come parte della propria vita si debba essere disposti ad abbracciare tutto di lei, dai suoi ricordi ai suoi timori, quello che è stata prima di appartenerci a anche quello che forse non riuscirà mai a dirci.

Il mio giudizio sul film : *****    5/5


ANNO : 2008
LINGUA : Tamil
TRADUZIONE DEL TITOLO : Fiore
REGIA : Sasi


CAST
Parvathi Menon ………………… Maari
Srikhant …………………… Thangarasu
Inbanila ………………… Cheeni
Ramu ………… Il padre di Thangarasu


COLONNA SONORA : SS Kumaran

PLAYBACK SINGERS : SS Kumaran, Shankar Mahadevan, Karthikk, Harini, Chinmayee, Hemambiga, Periya Karuppa Thevar, Mridula, Srimathi Parthasarathy


QUALCOS'ALTRO

Poo è stato scelto dalla rivista specializzata Galatta Magazine tra i 100 migliori film della storia del cinema tamil 

La pellicola è stata proiettata al Norway Film Festival (Sito ufficiale della manifestazione) e al Chennai International Film Festival, ha inoltre vinto nella categoria Miglior Film e Miglior Regia all'edizione 2008 dell'Ahmenabad Film Festival.

Il villaggio divenuto set del film è situato nella periferia di Rajapalayam, in Tamil Nadu a sud-ovest di Madurai

08 gennaio 2012

ARUNDHATI



L’esplorazione del genere fantasy è ormai diventata una delle caratteristiche del cinema contemporaneo in lingua telugu, ingenti investimenti e sofisticate tecnologie digitali danno vita a storie suggestive con salti indietro nel tempo, pericolosi nemici, reincarnazioni e sortilegi. Il pubblico sembra non averne mai abbastanza e gli elementi vengono riproposti in tutte le loro possibili varianti, se Magadheera è più che altro un’epopea romantica creata per mettere in luce il fascino dei due giovani interpreti e Anaganaga o Dheerudu una favola Disneyana con tanto di strega, principi e principesse, Arundhati sceglie tinte più oscure e sostituisce la storia d’amore con un racconto di superstizione e mistero.


TRAMA
Arundhati (Anushka Shetty) sta per sposarsi con il fidanzato Rahul (Arjan Bajwa) quando una serie di imprevisti interrompono i preparativi delle nozze. La ragazza inizia a scoprire il passato della sua famiglia e conosce per la prima volta la storia della nonna Jejamma, della quale tutti i parenti credono lei sia la reincarnazione.


Un film tutto al femminile, non ci sono eroi o impavidi cavalieri ma una sola eroina dal portamento regale, una lunga lotta tra il bene e il male che passa attraverso vendette, rituali, sacrifici, nella quale scindere tra ciò che sogno, incubo e realtà diviene difficile. Lo spettacolo regge, almeno per tutta la prima parte, Anushka Shetty è una splendida protagonista, indossa abiti imponenti e recita con audacia, la costruzione del suo doppio personaggio si rivela terribilmente intrigante. Rivolgendosi ad un pubblico più adulto rispetto altri titoli dello stesso filone Arundhati può incedere in violente danze della vendetta, mostrare l’esecuzione di riti superstiziosi ed evitare di tagliare le immagini piuttosto forti della morte di Jejamma. Le scene più crude e violente sono forse le migliori del film, girate con maestria e per niente nauseanti a conti fatti risultano le sequenze più originali, se non addirittura geniali, gli attimi in cui la pellicola dimostra veramente di avere una solida forza narrativa.
Arundhati è un fantasy dark ben ideato ma non eseguito alla perfezione, il difetto più evidente resta la figura dell’antagonista, un personaggio troppo iperbolico e poco incisivo per il quale Sonu Sood appare totalmente sprecato. Tra i pregi c’è invece la coerenza e la capacità di selezione, l’assenza di elementi superflui inseriti con il solo scopo di conquistare un pubblico più vasto, la capacità di schivare agilmente molti luoghi comuni. La pellicola ha un aspetto estremamente sofisticato, a Rahul Nambiar, il direttore creativo, dobbiamo la suggestiva atmosfera del film, l'immersione in un ambiente surreale e l’introduzione di piacevoli effetti speciali,  la fusione di set artigianali costruiti negli studio arricchiti da dettagli aggiunti in grafica digitale risulta molto interessante, lo stesso esperimento sarà ripetuto in Magadheera.  

Il mio giudizio sul film : ***1/2 3,5/5


ANNO : 2009

LINGUA : Telegu

REGIA : Kodi Ramakrishna


CAST:
Anushka Shetty ……………….. Arundhati
Sonu Sood ……………………. Pasupathi
Arjan Bajwa …………………… Rahul
Sayaji Shinde …………………. Anwar
Divya Nagesh .............. Jejamma da bambina


COLONNA SONORA : Koti

PLAYBACK SINGERS : Kailash Kher, Sandeep, Kushi Muralidhar


QUALCOS'ALTRO: 

Arundhati è stato doppiato in tamil e malayalam riscuotendo un ottimo successo anche negli altri stati indiani.

Arjan Bajwa ha lavorato accanto a Priyanka Chopra in Fashion di Madhur Bhandarkar, in alcuni film compare con il nome d'arte Deepak.

Anushka Shetty ha vinto la statuetta di Miglior Attrice alla cerimonia dei Filmfare Awards South del 2009. L'abito indossato da Anushka nel ruolo di Jejamma è stato pazientemente confezionato per oltre tre mesi da artisti dell'area del Charminar di Hyderabad, il peso dell'abito era di circa 20kg.

Qualche informazione in più su Anushka Shetty. Clicca qui.

06 gennaio 2012

DESI BOYZ

Debutto alla regia di Rohit Dhawan che si cimenta con poca fortuna nella tipica commedia per famiglie. La censura ci mette lo zampino, i critici storcono il naso e gli incassi stentano.

TRAMA

Jerry (Akshay Kumar), guardia di sicurezza in un centro commerciale, e Nick (John Abraham), broker, vivono insieme a Londra. Colpiti dalla crisi finanziaria rimangono senza lavoro. Jerry, per paura di perdere la custodia del nipote orfano, e Nick, per garantire alla fidanzata (Deepika Padukone) il matrimonio da favola e il tenore di vita che lei si aspetta, finiscono per fare gli spogliarellisti e gli accompagnatori per signore. Ma i loro problemi sono solo agli inizi.

RECENSIONI

The Times of India ***1/2
Ciò che rende divertente Desi Boyz è la scoppiettante sintonia condivisa da John Abraham e Akshay Kumar. Il loro cameratismo è speziato e perfetto. L'esordiente regista Rohit Dhawan racconta la sua storia con una vena leggera. Sembra che abbia appreso il mestiere dal padre, David Dhawan, senza mai cadere in eccessi. La narrazione procede in modo vertiginoso, condita con una sceneggiatura vivace, e con brevi battute spiritose sparse qua e là. La colonna sonora di Pritam è ricca di verve, e la title song è già un successo. Deepika Padukone e Chitrangada Singh sono deliziose, appetitose e sfrigolanti. Impossibile staccare gli occhi dallo schermo. Divertitevi con DB: una commedia non insensata perchè le buffonerie sono sostenute da una trama.
Nikhat Kazmi, 24.11.11
Recensione integrale.

Hindustan Times *1/2
Le canzoni si susseguono una dopo l'altra senza alcun legame col film. Viene da chiedersi perchè i produttori non realizzino semplicemente degli album e dei video musicali interpretati da star del cinema. Perchè si preoccupano di finanziare pellicole intenzionalmente stupide al solo scopo di tener legata una colonna sonora? Le canzoni sopravvivono. I film di rado. I cineasti stessi non si curano troppo dei personaggi, perchè dovrebbero farlo gli spettatori? La formula espressa in Desi Boyz potrebbe essere quella di una pellicola post-2000 di David Dhawan. Capita che sia suo figlio il regista di DB. Le generazioni cambiano. Anche il pubblico. Ma alcune idiozie vengono ancora riciclate. Ce lo meritiamo. Quindi che sia così.
Mayank Shekhar, 25.11.11
Recensione integrale.

Diana ***
Di gusto che appare ormai un po' datato, Desi Boyz si sviluppa secondo uno schema che non riserva sorprese. La trama è scritta senza ambizioni puntando su un'atmosfera allegra e colorata, sui buoni sentimenti, sulle musiche e sulla bravura e simpatia degli attori protagonisti. Pur non offrendo nessuno spunto innovativo, però, Desi Boyz è piacevole, a tratti brillante e divertente. Le star del cast sono un valore aggiunto. In particolare Anupam Kher e John Abraham formano un'alleanza suocero-genero irresistibile; così com'è molto affiatata la coppia Akshay Kumar-Chitrangda Singh, con lei nei panni di una splendida e sensuale docente universitaria.
Rohit Dhawan (secondo assistente alla regia di Don: the chase begins again) è troppo giovane per andare sul sicuro e viene punito con un eccesso di severità. Il suo Desi Boyz è un flop immeritato, un fim semplice, una commedia leggera per chi ha voglia di svago.

Il bello:
- La colonna sonora. Ben quattro canzoni coreografate ed inserite nella trama: di questi tempi è una festa!
- Akshay Kumar, bravo e più sexy del perfettamente scolpito John Abraham.
- Il nome, probabilmente di origine nordica, dell'alter ego di Jerry, Rocco, che è italianissimo.
- Jerry fa notare ad un tronfio professore di matematica inglese che è stato un indiano ad inventare lo zero.
Il professore sbotta: "Se siete tutti dei dannati geni perchè non studiate nel vostro Paese?"
Jerry: "Solo le menti più brillanti sono ammesse nei college indiani"
Come dire che gli altri si iscrivono in scuole meno selettive, quelle di Londra.

Il brutto:
- La prevedibilità della trama.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Jerry Patel - Akshay Kumar
Nick Mathur - John Abraham
Radhika Awasthi - Deepika Padukone
Tanya Mehra - Chitrangda Singh
Veer - Master Virej Desai
Ajay Bapat - Omi Vaidya
Suresh Awasthi - Anupam Kher
Assistente sociale - Mohnish Bahl
Avvocato - Ashwin Mushran
La madre di Jerry - Bharti Achrekar
Cameo di Sanjay Dutt e di Bruna Abdulla

Scritto e diretto da Rohit Dhawan

Prodotto da Krishika Lulla, Vijay Ahuja, Jyoti Deshpande e Akshay Kumar

Musiche di Pritam Chakraborty

Coreografie di Bosco Martis Caesar Gonsalves

Distribuito da EROS International

Anno 2011

CURIOSITA'

- Il film è stato certificato con una A (Adult) dalla censura indiana, a causa della professione, considerata scabrosa, intrapresa dai due protagonisti.
- Il making di Desi Boyz.
- Il video della trascinante title song.

La pagina Facebook dedicata da Eros Entertainment a Desi Boyz.

01 gennaio 2012

DILWALE DULHANIA LE JAYENGE





Aditya Chopra aveva appena ventritre anni durante le riprese di Dilwale Dulhania Le Jayenge e forse non poteva immaginare che il suo film romantico, il cui titolo riprende il ritornello di una vecchia canzone, sarebbe diventato uno dei più grandi successi dell’industria cinematografica indiana. A distanza di sedici anni la pellicola continua ad essere proiettata ed è ancora oggi fenomeno di culto per il pubblico, un’abitudine rassicurante o un vecchio amico, un album dei ricordi o forse un custode di attimi felici, è un racconto che ha in sé una positività contagiosa, una fresca e irresistibile lirica giovanile, un film che porta sullo schermo un amore quasi vero, anzi, mi correggo, è una storia d’amore vera che sembra quasi un film.


TRAMA
Raj (Shahrukh Khan) e Simran (Kajol) si conoscono e si innamorano durante un lungo viaggio in Europa ma al termine della vacanza si separano senza dirsi niente o rendersi conto della natura dei propri sentimenti. Il padre di Simran (Amrish Puri) nonostante abbia vissuto a Londra vuole che la figlia si sposi nel suo villaggio natale e appena intuisce che la ragazza ha perso la testa per uno sconosciuto la obbliga a lasciare per sempre l’Inghilterra ed accettare un matrimonio combinato. Raj la segue fino in Punjab fiducioso di riuscire a conquistare la simpatia della famiglia e strappare via Simran al suo promesso Kuljeet (Parmeet Sethi).


Un uomo dà da mangiare ai piccioni di Trafalgar Square ma sogna di essere altrove, ricorda la gioventù e la sua terra e si chiede perché l’abbia lasciata, due amanti si stringono in un lungo abbraccio tra i fiori gialli di un prato, si ritrovano proprio quando pensavano che non si sarebbero mai più visti, parte la musica, si cambia location, un treno sta per partire, c’è un motivetto che ci rincorre e due sguardi che non vorremmo mai abbandonare. Simran appare sullo schermo con i capelli crespi e le sopracciglia incolte, non ha una linea invidiabile ma è autentica, energica e comunicativa, si morde le labbra se è felice e quando sorride i suoi occhi sorridono. Raj è affascinante e anche un po’ buffo, lascivo negli atteggiamenti ma puro nelle intenzioni, scoppia a ridere in faccia alla ragazza quando invece vorrebbe dichiararle il suo amore, fragilità e tenerezza si nascondono dietro la sua aria da spavaldo giocherellone. Ai personaggi ci si affeziona inevitabilmente, dopo pochi minuti ci si sente rapiti da una mano invisibile e di colpo siamo nel set a fianco di Raj e Simran, davanti alle sguardi impietosi di Baldev Singh, a sorridere schifati per gli atteggiamenti di Kuljeet , vorremmo scherzare o condividere perle di saggezza con Mr Malhotra e quando il padre lascia il polso della figlia per dirle … "va e vivi la tua vita".. sentiamo di volerla incitare ad andare, a correre più in fretta.
Il film sembra non avere affatto le pretese di un grande kolossal, non è nè raffinato né perfetto, se vogliamo ricco di situazioni enfatizzate, ma ha in sé qualcosa di irresistibile, ci sono momenti in cui è molto sopra le righe, altri attimi sembrano invece rubati all’intimità e ci si accorge solo dopo ripetute visioni di tante piccole adorabili sfumature. La sua semplicità formale non gli impedisce di continuare ad esercitare il suo fascino anche se i tempi cambiano e nascono nuove mode. Altri mille film potrebbero avere la stessa trama ma nessun altro sarà mai DDLJ.
La storia e le performance degli attori emozionano, commuovono ma addirittura trascinano via, basta sedersi una volta nelle poltroncine del Maratha Mandir per capire che il film è un’esperienza da vivere fino in fondo e da vivere insieme, se lo si ama la prima volta non ci si stancherebbe mai di guardarlo.
Shahrukh e Kajol come Raj e Simran divengono i simboli della giovinezza e dell’amore, un nuovo sentimento che rende possibile fare tutto ciò che fino a quel momento non si pensava, non si voleva, o si aveva paura di affrontare. Per i protagonisti, appartenenti ad una nuova generazione, far accettare alla famiglia tradizionalista un matrimonio non combinato diviene un’impresa difficile, per i genitori renderlo possibile significa anche accettare i tempi che cambiano e i confini che si assottigliano. Alla severità del patriarca vecchio stile, per il quale l’incontro di Simran con un giovane sconosciuto è abbastanza per spezzare l’equilibrio della propria famiglia, si contrappone il il rapporto amichevole / cameratesco tra Raj e il padre, l’uomo che del figlio festeggia anche i fallimenti e che lo incita a realizzarsi, a non lasciare niente indietro, a non abbandonare mai i suoi anni felici.
A differenza di altri film sulla diaspora precedentemente girati qui lo scontro West vs East non presenta alcun vinto né vincitore, il mondo europeo non appare negativo a priori così come gli abitanti del villaggio indiano non sono esenti da vizi e difetti. L’ integrità morale e la capacità di amare dipendono dalla predisposizione dei singoli individui più che dal luogo in cui essi nascono o crescono, questo l’elemento assolutamente nuovo che ha permesso al film di rompere le barriere e smentire la routine della caratterizzazione standard dei personaggi , e abiti, occidentali. Ogni tanto ho la sensazione che DDLJ avrebbe voluto essere ancora più moderno di quanto in realtà sia stato, che avrebbe voluto osare di più di quanto ha fatto ma di certo il timore di venir rifiutato dal pubblico, o giudicato per i suoi contenuti, può aver condizionato molte scelte registiche.
DDLJ sembra senza luogo e senza tempo, la sua purezza disarmante diviene un linguaggio universale e forse la storia non conduce veramente né a Londra, né in Svizzera, né in Punjab ma semplicemente in un altro mondo. Il film si inserisce all’interno di un filone, quello dei family drama del passato della Yash Raj, ma a suo modo detta nuove regole, risulta un buon compromesso tra un leggero prodotto d’intrattenimento e una storia più profonda e coinvolgente, sa essere delicato, poetico, zuccherato come un film di Raj Kapoor, ma anche più impetuoso e violento come una pellicola degli Anni ’80. Un Giano bifronte che non dichiara apertamente ciò che vuole ma insinua  pensieri nuovi attraverso la tenerezza e i sorrisi, lasciando tutti contenti ed evitando polemiche e dissapori.


Il mio giudizio sul film : ***** 5/5


ANNO : 1995

TRADUZIONE DEL TITOLO : Il coraggioso porterà via la sposa

REGIA : Aditya Chopra

PRODOTTO DA : Yash Raj Films


CAST
Shahrukh Khan ………………… Raj Malhotra
Kajol ……………………… Simran Singh
Amrish Puri …………………. Chaudray Baldev Singh
Anupam Kher …………………. Dharamver Malhotra
Farida Jalal……………….. Lajjo
Pooja Ruparel …………………. Rajeshwari
Parmeet Sethi …………… Kuljeet
Satish Shah ……………. Ajit
Mandira Bedi ……………….. Preeti
Anaita Shroff Adajaina ……………… Sheena
Karan Johan …………………. L’amico di Raj
Himani Shivpuri .................. la zia di Simran


COLONNA SONORA : Jatin & Lalit, testi di Anand Bakshi

PLAYBACK SINGERS : Udit Narayan, Asha Bhosle, Lata Mangeshkar, Manpreet Kaur, Ajay Trivedi, Kumar Sanu, Abhijit, Pamela Chopra.

COREOGRAFIE : Saroj Khan e Farah Khan (“Rukh ja o dil deewane”)



QUALCOS’ALTRO:

Il titolo è stato suggerito dall’attrice Kirron Kher , si tratta del ritornello della canzone “Le Jayenge , le jayenge” dal film del 1974 Chor Machaye Shor con Mumtaz e Shashi Kapoor

I costumi sono stati disegnati da Manish Malhotra e Karan Johar

Nel 2001 DDLJ è riuscito a sorpassare Sholay in quanto a incassi e persistenza nelle sale, DDLJ è ancora proiettato quotidianamente al Maratha Mandir , uno dei cinema storici di Mumbai, nel febbraio del 2011 il film ha completato le sue 800 settimane di programmazione.

Esistono pacchetti di viaggio che prevedono un tour completo delle locations del film , da Saanen a Gstaad, da Interlaken a Sweisimmen, tra le bellissime montagne della Jungefrau. Sito Ufficiale.

Dopo Guide, DDLLJ è stato il film che si è aggiudicato un maggior numero di statuette alla cerimonia dei Filmfare Awards, ha trionfato nelle categorie: Best Movie, Best Direction, Best Actor, Best Actress, Best Supporting Actress (Farida Jalal) , Best Comedian (Anupam Kher), Best Lyricist (Anand BAkshi), Best Screenplay (Aditya Chopra) , Best Dialogues (Aditya Chopra & JAved Siddiqui) , Best Male Playback singer (Udit Narayan)

Nel 2003 è stato pubblicato dal British Film Institute il libro di Anupama Chopra Dilwale Dulhania Le Jayenge (the brave-hearted will take the bride)

The making of DDLJ , uno sguardo dietro le quinte del più famoso film della Yash Raj , Parte 1, Parte 2, Parte 3


Il sito ufficiale di YASH RAJ FILMS, il CANALE YOUTUBE, la PAGINA DI DDLJ


Alcune delle SCENE ELIMINATE


Bollywood Hungama's King Khan Film Festival, ricordi, video e fuori scena di DDLJ, Video 1Video 2


Intervista di Shahrukh e Kajol in occasione del 500° giorno di programmazione del film nelle sale, Parte 1, Parte 2


Farida Jalal intervista Shahrukh : Parte 1, Parte 2


In una sequenza del film in cui i protagonisti cantano brani di colonne sonore cinematografiche vengono citati "Pyar kiya to darna kya" da Mughal e Azam, "Kahin Pe Nigahein Kahin pe Nishana" da C.I. D. e "Ichak Dana Bichak Dana" da Shree420. Nella scena in cui Raj e Simran si incontrano per la prima volta Raj canticchia il motivetto di "Hum Tum Ek Kamre Mein Band Hon" da Bobby e "Baharaon Phool Barsao" è la canzone che accompagna un simpatico scambio di sguardi tra Anupam Kher e Himani Shivpuri.