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30 luglio 2022

HUM DO HAMARE DO


Segata via mezza stella per il maldestro trattamento del tema dell'adozione da parte della sceneggiatura. Il soggetto conteneva un brillante spunto per una commedia - un giovane uomo benestante, orfano da sempre, decide di adottare un padre e una madre -, ma la trama prende purtroppo una piega traditrice vanificandone l'originalità. Segata via un'altra mezza stella per l'insopportabile tiritera del wedding planner, con annesso imbarazzante zoo, e per il cugino rompiscatole.
Peccato perché Hum Do Hamare Do vanta un cast di un certo livello. Rajkummar Rao è l'adorabile attore che tutti amiamo, Paresh Rawal ispiratissimo, Ratna Pathak deliziosa e non mi stanco mai di ammirarla in azione, Kriti Sanon si sforza di offrire qualcosa che vada oltre il suo bell'aspetto e per questo la stimo. La sceneggiatura però è appesantita da un errore grosso come un macigno (le bugie non pagano e non mi fanno ridere) che assorbe una larga parte della storia, sottraendo spazio a tracce narrative più interessanti. Con il risultato di indebolire il rapporto fra i due protagonisti, complice anche una scrittura asfittica del personaggio di Anya, e di non far decollare quello, assai più tenero ed emozionante, fra i due genitori adottati. Sorvoliamo su dettagli abusati quali la figura del migliore amico privo di vita propria, o del promesso sposo che si rivela un perfetto idiota guarda caso al momento giusto. La regia non ha avvistato l'ostacolo contro cui HDHD stava andando a sbattere, o lo ha sottovalutato, e non si è quindi adoperata per aggirarlo.
Dopo una sfilza di thriller, avevo proprio voglia di un prodotto più leggero, ma HDHD è talmente inconsistente da volare via senza lasciare traccia.

TRAMA

Dhruv è un giovane imprenditore di successo. Anya una ragazza solare. Entrambi sono orfani. Anya desidera sposare un uomo la cui famiglia sia disposta ad accoglierla come una figlia. Dhruv si innamora di lei ma non osa confessarle di non avere i genitori. Anya ricambia il sentimento e non vede l'ora di conoscere i futuri suoceri. Dhruv decide allora di adottare per un breve periodo il celibe Premi e la vedova Deepti, due ex fidanzati che non si incontravano da anni. Ben presto il trio ci prende gusto a vivere come una famiglia, e anche Anya, ignara dell'inganno, si affeziona all'anziana coppia.

RECENSIONI

Film Companion:
'A vapid and unoriginal social comedy. Somewhere inside, there's a nice story about the core idea of family - but it's buried too deep to find it. (...) We've reached a stage in Hindi film discourse where if a movie is dated and formulaic, baffled viewers like myself tend to wonder if it's perhaps a deliberate ode to old-school Bollywood pulp. But I've no such conflicts about Hum Do Hamare Do, which is gratingly basic on many levels. (...) Happy song after sad song, the film seems to be going through the motions, more focused on following bullet-point structures than being honest about its themes. The performances barely matter'.
Rahul Desai, 29.10.21

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: Ratna Pathak e Paresh Rawal (****). Le loro interazioni sono incantevoli.
Punto debole: sceneggiatura incauta, frettolosa scrittura dei personaggi, alcuni espedienti narrativi triti o forzati.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rajkummar Rao - Dhruv
* Kriti Sanon - Anya, fidanzata di Dhruv
* Paresh Rawal - Premi (Purshottam), padre adottato da Dhruv
* Ratna Pathak - Deepti, madre adottata da Dhruv
* Aparshakti Khurana - Shunty, migliore amico di Dhruv

Regia: Abhishek Jain
Sceneggiatura: Prashant Jha
Colonna sonora: Sachin-Jigar
Fotografia: Amalendu Chaudhary
Montaggio: Dev Rao Jadhav
Traduzione del titolo: noi due i nostri due
Anno: 2021

CURIOSITÀ

* Il titolo del film è stato uno slogan della campagna indiana di pianificazione familiare.
* Riferimenti al cinema indiano: Amar Prem, brano Pe Pe Pepein.
* Riferimenti all'Italia: citati i gusti cassata e tutti frutti. Il wedding planner chiede a Dhruv se desidera dei genitori italiani.
* Film che trattano lo stesso tema: 14 Phere.

09 aprile 2022

SHARMAJI NAMKEEN


Commedia leggera, molto piacevole. Soggetto audace, considerando l'età media del pubblico indiano: Sharmaji Namkeen racconta le insoddisfazioni di un neo pensionato, le aspirazioni non sopite dall'età, il rifiuto opposto ai figli di tramutarsi in una statuina silenziosa e invisibile. La sceneggiatura, non articolatissima, è una piccola gemma di semplicità, con qualche perdonabile passo falso, e con qualche sottigliezza inaspettata. Il primo tempo è quasi perfetto: dialoghi, ritmo - tutto ben oliato. Sharmaji, il protagonista, è scritto - e rappresentato (e interpretato) - in modo pressoché impeccabile. La regia non è mai perentoria o invasiva.

SN ha affrontato numerose difficoltà, a seguito del decesso di Rishi Kapoor, l'attore principale, avvenuto durante la realizzazione del film. La famiglia Kapoor ha voluto fortemente completarlo, e Paresh Rawal ha accettato di affiancare il compianto Rishi nel dar vita a Sharmaji. Ed ecco che SN, oltre ai meriti intrinseci, acquista valore aggiuntivo per due ragioni: perché è l'ultima pellicola con Rishi Kapoor, e perché è un prodotto oserei dire rivoluzionario nella raffigurazione del protagonista. In SN, oltre a sequenze più lunghe ad interpretazione singola, vi sono scene brevi a interpretazione mista - intendo scene che si aprono con un attore e si concludono con l'altro. Il risultato è sbalorditivo, certo un po' eccentrico, miracolosamente mai disarmonico. Come ha sottolineato la critica indiana, il generoso Rawal si è calato nel ruolo di Sharmaji sulla scia di quanto avviato da Kapoor senza però imitarlo. In SN Rishi è incomparabile, disinvolto, naturale. Una vera gioia ammirarlo in azione. Paresh, per scelta precisa, si è adattato, ma è riuscito nel colpaccio di offrire nel contempo una performance personale. Cosa niente affatto facile.
Il risultato finale è doppiamente interessante: perché mostra come lo stesso personaggio, nello stesso film, addirittura nelle stesse sequenze, possa mostrare sfumature diverse (più bonario, nel caso di Rishi; leggermente più spigoloso, nel caso di Paresh) a seconda dell'interprete; e perché costituisce la prova tangibile, visionabile, del fatto che una pellicola non venga girata seguendo la cronologia degli eventi narrati nella sceneggiatura - fatto noto, certo, ma constatarlo su grande schermo è curioso e bizzarro. 

TRAMA

È ora di andare in pensione. Sharmaji non ne è proprio entusiasta. Per combattere la noia, tormenta i vicini, si cimenta con la zumba e con le soap opera, ma soprattutto si scatena in cucina. Successo inaspettato. E grande imbarazzo da parte dei figli.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La movimentata sequenza alla stazione di polizia. Impagabile.

RECENSIONI

Mid-Day: ***
'Fundamentally, this film has no real conflict as such at its core. (...) If you’re sufficiently drawn to a film, it simply doesn’t matter that both Rishi Kapoor and Paresh Rawal (...) turn up as Sharma Ji, depending on the scene. Further, it’s of little consequence that the story itself doesn’t hold much conflict. What’s essential is there’s enough slice of life in it, to go with the flow. What you begin to appreciate then are the characters, their quirks, beats, and most laudably the throwaway lines as asides in the dialogues, that you laugh with, pretty much all along. Good movies are anyway convincing lies. This is a joyous pic'. 
Mayank Shekhar, 02.04.22

Film Companion:
'When I heard about the makers choosing to complete the production with a second actor (...) playing the same character, I didn't really expect the film to be more than a show-must-go-on symbol. In other words, the gesture was the film. But SN is a rare exception. It's a gem of a movie: sweet, funny, soulful, understated, and the perfect marriage of craft and circumstance. Director Hitesh Bhatia has somehow managed to preserve the identity of SN as a standalone film. (...) The heart is heavy while watching the Rishi Kapoor scenes, naturally, but the narrative meaning transcends the moment. (...) We've seen versions of this story before. But the orchestration of the man's modest journey is wonderfully organic. (...) SN resists broad strokes and theatricality in favour of a slice-of-life tone that seldom overplays its social intent. (...) These are people trying to navigate the familial circularity of adulthood as much as men whose egos are doing battle. The solution the film chooses - a superbly choreographed climax at a police station - is amusing, grounded and monologue-free. (...) The overall result is a male-driven iteration of English Vinglish, another movie that owns the line between personal resolution and cultural catharsis. (...) SN, despite being a logistical nightmare, sticks to its original vision and earns its integrity'.
Rahul Desai, 31.03.22

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: la sceneggiatura minimalista ma curata, Rishi Kapoor e Paresh Rawal.
Punto debole: il secondo tempo è meno realistico ma sempre divertente.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rishi Kapoor/Paresh Rawal - Sharmaji
* Juhi Chawla (deliziosa) - Veena
* Suhail Nayyar - Sandeep (Rinku), primogenito di Sharmaji    
* Satish Kaushik - Chadda, amico di Sharmaji

Soggetto e regia: Hitesh Bhatia
Sceneggiatura: Hitesh Bhatia, Supratik Sen
Colonna sonora: Sneha Khanwalkar
Traduzione del titolo: namkeen è un termine generico che indica spuntini salati.
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* Riferimenti al cinema indiano: Baghban, Amitabh Bachchan, Sunny Leone, Dimple Kapadia, Kabhi Khushi Kabhie Gham, Dil Chahta Hai, Jai Santoshi Maa, Zakhmi Aurat, Bobby, Saagar.

23 luglio 2019

URI: THE SURGICAL STRIKE


Le reazioni degli spettatori in sala sono davvero imprevedibili. Chi l'avrebbe detto che un film di guerra, privo di superstar, privo di coreografie, privo di storie d'amore, scritto e diretto da un esordiente, avrebbe conquistato il secondo posto, ad oggi, nella classifica degli incassi (hindi) del 2019?
Uri: The Surgical Strike è la sorpresa dell'anno. Ingenuità e retorica sono diluite in una pellicola ben fatta, con una regia attenta, un cast all'altezza, una sceneggiatura che non delude, e con personaggi sufficientemente delineati (considerando l'affollamento e il genere d'azione). Un montaggio più severo, e il ritmo sarebbe risultato quasi perfetto.

Uri non annoia, ed è già moltissimo per un soggetto che si basa su strategie militari. Le sequenze di combattimento sono rapide (GRAZIE), ben concepite, e nel complesso piuttosto realistiche, con qualche episodio cruento. La narrazione, da un certo punto in poi, assume scaltramente i connotati del thriller e cattura in pieno l'attenzione dello spettatore. L'operato del direttore della fotografia contribuisce a regalare un certo fascino. Da menzionare anche il rapporto madre-figlio, per una volta raccontato in modo sensibile, senza virare nel patetico.
Il film si innesta nel filone patriotico e nazionalista che sta spopolando in India, e, pur commettendo qualche passo falso nella rappresentazione stereotipata del nemico, non manca di misura, almeno in confronto ad altre pellicole similari. La missione di Uri è glorificare i corpi speciali dell'esercito indiano impegnati nella lotta al terrorismo interno ed esterno.
Vicky Kaushal è estremamente convincente nel ruolo, ed è affiancato da un gruppo di ottimi attori, fra cui primeggia il solito Paresh Rawal. L'interpretazione di Kirti Kulhari si fa notare: il suo personaggio è ben calibrato e meritava a mio parere uno spazio maggiore.

TRAMA

La sceneggiatura si ispira ad un evento reale del 2016 di cui è trapelato pochissimo. Lunga premessa a parte, Uri narra la pianificazione ed attuazione di un attacco chirurgico dei corpi speciali in territorio kashmiro occupato dal Pakistan. Lo scopo è distruggere cellule terroristiche localizzate a ridosso del confine con il territorio controllato dall'India, colpevoli di aver compiuto un sanguinoso attentato nella città di Uri.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Il breve colloquio madre-figlio all'inizio del secondo capitolo.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* L'acidità di stomaco del funzionario pachistano.

RECENSIONI

Hindustan Times: **
"Uri is a decent looking film (...) and while the action is convincing, the proceedings are unmistakably dull. (...) The performances are mostly solid - the square jawed Mohit Raina and the lovely Swaroop Sampat stand out - and the action looks okay, but this is an uninteresting depiction of a best-case scenario. (...) This might be a boring film, but it provides drama simply by showing Indian audiences that our military can be competent. The Indian army (...) has everything under control. That efficiency may feel fantastical to an Indian audience, and Uri becomes therefore less a feature film and more an advertisement. Fantasies are about wish-fulfilment. Uri made me wish that Rajit Kapur, this soft-spoken man with no resemblance to Vivek Oberoi, was indeed our Prime Minister".
Raja Sen, 11.01.19

Mid-Day: ***
"Not a minute wasted on sundry peripherals, songs, love-story, and the like, that most Hindi war films (...) have had to resort to, in order to fit into a more mainstream, Bollywood format. (...) Supremely competent first-time director Aditya Dhar uses these weapons - sophisticated machine guns, grenades, rocket launchers, top-grade fighter aircraft - to hit home with a winning plot, over two hours, 10 minutes of stunningly shot (Mitesh Mirchandani), non-stop, military-action drama, packed with pyrotechnics that appear authentic, world-class, technically kickass. Background score (Shashwat Sachdev) is pitch-perfect. Some of the combat sequences (Stefan Richter) are sensational. Sparks fly, quite literally; even as sentiments are firmly in place, to keep you engaged with the characters, and their emotional motivations. (...) No better actor to lead this charge than the fully fired-up Vicky Kaushal (...) with an infectious energy that is impossible to resist".
Mayank Shekhar, 11.01.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: la padronanza dimostrata dal regista Aditya Dhar e da Vicky Kaushal
Punto debole: una narrazione non sempre rapida 

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Vicky Kaushal - Vihaan, maggiore delle forze speciali
* Paresh Rawal - Govind
* Yami Gautam - Jasmine/Pallavi
* Kirti Kulhari - Seerat
* Rajit Kapur - primo ministro

Regia e sceneggiatura: Aditya Dhar
Colonna sonora: Shashwat Sachdev
Anno: 2019
Awards: diversi National Film Awards, fra cui quello per il miglior regista, e per il migliore attore protagonista a Vicky Kaushal.

RASSEGNA STAMPA

* Aggiornamento del 6 settembre 2019 - 'When KJo's video was shared, I had no clue that I became the charsi', intervista concessa da Vicky Kaushal a Mayank Shekhar, pubblicata oggi da Mid-Day. Di seguito un estratto:
''How did you land Uri [given the unlikely CV]? (...)
I got a call from Ronnie Screwvala's office that they had dropped off an action script [to be directed by Aditya, who I already knew]. I saw the title, Uri: The Surgical Strike. And now I wasn't the actor. I was actually curious to know what happened [in Uri]. It took me four-and-a-half hours to read the script, in one go, which is what I prefer - as if I'm watching a film. That's when I get a true sense of what I feel.
As an audience?
Yes. So I started watching the film, and I just couldn't get it. There was just too much information, military-technical-logistical language. Also, I didn't feel anything. Because I hadn't taken four-and-a-half hours to read a script before. (...) My dad, who was equally curious about the Uri incident, and had read the script lying around, asked me what I thought of it. I said I'm not sure. He told me that if I miss this film, it'll be the biggest mistake of my life! He said that maybe I'm in a different space right now, in another kind of military film, and that's why unable to connect.
You were playing a Pak military officer, shooting for Raazi. Of course you're not going to like Uri!
[Laughs] And then I don't know what happened. I got back to the script four days later, finished it in an hour-and-a-half, as if I was reading it for the first time. I called up Sonia [Screwvala's associate] at 3 am, and said, I will do the film'.

CURIOSITA'

* Uri è stato in larga parte girato in Serbia.
* Nel film viene ripetuta una battuta diventata negli ultimi mesi molto popolare: 'The protagonist in the film asks his squad "How's the Josh?" (Hinglish for "How's the spirit?"). The squad replies "High, Sir!". This question is asked to the cadets in military academies in India to test their enthusiasm. This dialogue went viral over Indian social media. The dialogue was quoted by several individuals and institutions. The Indian Prime Minister Narendra Modi, while inaugurating the National Museum of Indian Cinema of Films Division of India in Mumbai, asked this question at the beginning of his address to the film fraternity attending the ceremony'. (Wikipedia).
* Vi avviso che al termine dei titoli di coda c'è una scena finale.
* Riferimenti a Bollywood: un personaggio pachistano accenna al fatto che, ad ogni crisi fra i due Paesi, attori e cantanti pachistani non vengano più scritturati in India.
* Riferimenti all'Italia: Armani

GOSSIP & VELENI

* Uri, distribuito lo scorso gennaio, si è ritrovato invischiato nella polemica che ha riguardato, nei primi mesi del 2019, i film ritenuti propagandistici e a sostegno del BJP. A fine maggio Narendra Modi è stato riconfermato nel suo incarico di primo ministro. E nel 2016, all'epoca dei fatti a cui Uri si ispira, Modi era al suo primo mandato.
* Aggiornamento del 13 giugno 2021: il 4 giugno 2021 Yami Gautam e Aditya Dhar si sono sposati.
* In quell'area del mio cervello dove i personaggi continuano ad esistere, è in corso una storia d'amore fra Seerat e Vihaan...

05 settembre 2013

HIMMATWALA (2013)




Himmatwala, tanto rumore per nulla.  Nel 2013 Sajid Khan dirige una nuova versione del  film che nel 1983 rese celebre Sridevi , già remake di un titolo telugu, Ooriki Monagadu, il cui script non era esaltante di per sè.  Per farla breve, un revenge drama  pieno zeppo di chiché che copia un titolo di trenta anni fa (che a sua volta prende in prestito svariate scene da altri film). Cosa dire, più originali di così non si può.


TRAMA
Ravi  (Ajay Devgan) torna al villaggio natale dopo tanti anni e scopre che sua madre (Zarina Wahab) e la sorella (Lenna Jumani) sono riuscite a fuggire dalle grinfie di un pericoloso signorotto (Mahes Manjrekar) che si diverte ad incutere timore negli abitanti.  Ravi decide di vendicare i torti subiti e far scendere Sher Singh dalla sua poltrona, lo aiuterà la figlia del tiranno (Tamannah), che partecipa alla sua causa e si innamora di lui.


L’entertainment, come promesso da trailer e locandine, c’è, ma di che tipo? L’intrattenimento di Himmatwala resta fedele all’etimologia stessa della parola: tenere a bada, trattenere a sé.  Il film almeno per la sua durata si fa guardare e non avvia raptus distruttivi nei confronti del materiale audiovisivo (fenomeno che ho accusato pesantemente durante la visione di Yamla Pagla Deewana 2) ma si rivela del tutto privo di innovazioni. Si attende il momento in cui il film di Sajid Khan inizi a divergere almeno un pochino dallo schema, l’attimo in cui il regista faccia fare, o dire, qualcosa in più ad Ajay Devgan e Tamannah, ma  arriva l’epilogo e la pellicola si conclude come uno dei più scintillanti buchi nell’acqua che abbia mai visto.
La carica della musica Anni Ottanta, baffi parrucche e barbe vistosamente posticci, logorroici e stravaganti personaggi di cornice, la madre vedova che piange sui gradini del tempio e il girotondo di botte finale. Non manca niente,  persino il tiranno della storia parla con le stesse battute di Amjad Khan e  gli abiti di Tamannah sembrano presi pari pari dal guardaroba di Sridevi. Non è un film omaggio, si tratta di un copia – incolla.
Investire così tanto in un remake iperfedele di un film vecchio solo trentanni è davvero un lavoro inutile oltre che dispendioso. Si doveva fare un ulteriore remake? Francamente non se ne sentiva il bisogno. Manca l’originalità e gli anni che separano le due pellicole sono troppo pochi per garantire il successo di un'altra variante pressoché identica, Himmatwala con Jeetendra e Sridevi  è un film ancora onnipresente nelle programmazioni televisive e relativamente giovane per essere oggetto di una nuova versione non creativa.
Ad essere sincera mi resta difficile elencare una lunga lista dei buoni film degli Anni Ottanta, la mente mi si confonde in una marea di  caos e pellicole abbondantemente rumorose; ci sono sì dei titoli intriganti ma preferisco nettamente la produzione dei decenni precedenti o successivi.  Se l’odierno Himmatwala fosse uscito anni fa sarebbe stato migliore della prima versione ma gli anni passano e i gusti cambiano, e oggi  è troppo datato e ingombrante per essere riproposto al pubblico allo stesso modo.


Da guardare per :
I due protagonisti, Ajay Devgan e Tamannah sono una combinazione interessante.
I numeri musicali presi in prestito dal film del 1983:  “Naino me sapna” e “Taki o taki”. Entrambe le rivisitazioni sono frizzanti , ipercolorate e riportano indietro nel tempo.
Le sequenze di apertura e l’item song visualizzata da Sonakshi Sinha versione disco dancer.

Punti deboli:
La totale  e imbarazzante mancanza di originalità.

Il mio giudizio sul film : **  2/5

ANNO : 2013
REGIA: Sajid Khan
TRADUZIONE DEL TITOLO: Il coraggioso

CAST:
Ajay Devgan …………………  Ravi “Himmatwala”
Tamannah …………………… Rekha
Paresh Rawal …………………… Narayandas
Mahesh Manjrekar ……………… Sher Singh
Zarina Wahab …………….. la madre
Lenna Jumani …………………Padma
Adyayan Suman ……………..Shakti

Apparizioni speciali di Sonakshi Sinha,  Riteish Deshmukh e Chunky Pandey

COLONNA SONORA : Sajid / Wajid  (ad esclusione dei brani “Naino me sapna” e “Takio taki” , composti da Bappi Lahiri e di “Thank God its Friday!” composta da Sachin / Jigar).
PLAYBACK SINGERS : Shreya Goshal, Mika Singh, Bappi Lahiri, Shaan, Sunidhi Chauhan, Mamta Sharma.
QUALCOS’ALTRO:
Ooriki Monagadu (1981), la prima versione, è stata diretta da K. Raghavendra Rao per la cinematografia in lingua telugu, i protagonisti sono Jaya Pradha e Krishna.  Lo stesso regista ha prodotto un remake nel 1983, Himmatwala, il cast era composto da Sridevi, Jeetendra e Amjad Khan, la colonna sonora di Bappi Lahiri divenne famosissima e assicurò il successo della pellicola.
Un debutto bollywoodiano poco fortunato per la bella Tamannah, star delle cinematografie telugu / tamil. L’attrice ha appena ventritrè anni ma ha già recitato in molte pellicole, tra quelle che preferisco : Paiyaa, Ayan, 100% Love e Konchem Ishtam Konchem Kashtam.
Asrani è l’unico attore ad avere comparire in entrambe le versioni  (1983 e 2013)
Vedi anche gli articoli: Le prime del 23 marzo: Himmatwala.
Himmatwala : La locandina
Sonakshi Sinha item girl per Himmatwala

20 aprile 2011

HAR DIL JO PYAR KAREGA



Har Dil Jo Pyaar Karega è una commedia dall’esuberanza oltraggiosa, autoironica fino all’inimmaginabile, comica e melodrammatica, un “one man show” truly bollywood piuttosto curioso. Salman Khan si appropria di tutto lo spazio a disposizione tirando fuori il suo meglio e il suo peggio allo stesso tempo.


TRAMA
Raj ( Salman Khan) salva una sconosciuta (Rani Mukherjee) e la porta in ospedale, mentre la assiste viene confuso da tutti i parenti con il misterioso fidanzato che la giovane era pronta a sposare in segreto. Raj vorrebbe chiarire l’equivoco ma quando scopre di essere capitato in mezzo a grossi milionari preferisce godere degli effetti benefici della situazione. La  tanto sognata carriera da pop star si avvicina ma Raj si innamora di Jhanvi (Preity Zinta) sorella adottiva della ragazza che tutti credono sua moglie, che succederà quando Pooja finalmente sarà guarita ed in grado di smascherare l’impostore?


Rani Mukherjee e Preity Zinta dividono lo schermo senza sgomitare, sono fresche e radiose, entrambe ugualmente irresistibili, il loro talento aggiunge raffinatezza anche ad alcune scene simpaticamente trash. La storia intera è poi però la Sagra dell’Implausibile. Tutto è permesso e Salman coglie la palla al balzo e decide di strafare finchè può, si abbandona in movimenti pelvici da rivolta ormonale, sfoggia un guardaroba da denuncia, si agita, si divincola, fa a pezzi più di una chitarra, canta, esegue coreografie con seduzioni di massa, cambia regolarmente tutto un campionario di canotte davanti alla macchina da presa sfoggiando un fisico invidiabile e ancora non troppo gonfio. Più tagliato per la commedia che per le romanticherie (come dimenticare il divertente di Main Pyaar Kyun Kya?) Sallu è un intrattenitore che non si risparmia e se c’è una cosa che ho imparato ad apprezzare in lui è proprio l’autoironia selvaggia, l’abitudine di eccedere clamorosamente senza mostrare il più pallido rimorso. Paresh Rawal e Shakti Kapoor affiancano il protagonista con due personaggi buffissimi e poi la sorpresa che non mi aspettavo : la comparsa improvvisa di Shahrukh Khan , un pericoloso agguato.
Non nego che tutto il film sia una lunga polpetta di difficile smaltimento gastrico eppure nell’insieme non è proprio da buttare. I bruschi risvolti della storia ( un po’ divertente e un po’ melò) risvegliano una certa nostalgia, il divertimento c’è, l’intrattenimento pure, nonostante la colonna sonora sia inascoltabile le immagini che accompagnano le canzoni sono così divertenti da farla dimenticare.
Da vedere per: Farsi qualche sana risata, gustarsi la disinvoltura di Salman Khan gladiatore di fronte a una trama impazzita, restare affascinati dalla coppia vincente delle due protagoniste, assistere ad una sfilata di moda di stranezze offlimits .

Il mio giudizio globale sul film : ** ½ 2,5 /5

Per le performance di Salman , Preity , Rani , Shakti Kapoor e Paresh Rawal sarebbe però **** 4/5
Voto al temerario costumista di Salman : ***** 5/5


Riassunto dell’abbigliamento di Sallu in HDJPK :

Ciclista rossi in microfibra e camicia bianca con fragoloni giganti
Camicia con girasoli sorridenti e pantaloni da gelataio
Canotta in lurex con fuseax seconda pelle effetto cielo stellato
Minitop bianco (modello da donna) con jeans inguinali
Fazzoletto hawaiano svolazzante a suggerire “sotto il pareo niente”
Canotta larga da rapper con ampia scollatura, jeans cuciti addosso e poi lavati ad alte temperature senza pietà
Maglietta di rete da pesca, dhoti lungo a pois, finti tatuaggi tribali e sandali neri con .. tacco
Polo arcobaleno e Doppio Calzoncino da palestra (troppo difficile spiegare come e dove si incastrano i due calzoncini)
Jeans bianchi con .. intarsi marini.. (?)
T –Shirt monomanica e pantalone nero con variazioni di vernice fresca..


ANNO : 2000

REGIA: Raj Kanwar

TRADUZIONE DEL TITOLO : Ogni cuore che ama

CAST:
Salman Khan ……………………… Raj
Rani Mukherjee ………………… Pooja
Preity Zinta …………………….. Jhanvi
Paresh Rawal ………… Goverdhan
Shakti Kapoor ………… il pazzo
Kamini Kaushal ………………… Biji
Satish Shah ………… Mahesh
Shahrukh Khan ………… Rahul (cameo)
Sana Saeed .................. figlia di Rahul (cameo)


COLONNA SONORA : Anu Malik

PLAYBACK SINGERS : Udit Narayan, Sonu Nigam, Alka Yagnik


QUALCOS’ALTRO:

Har dil jo pyaar karega è il titolo di una famosa canzone del film di Raj Kapoor Sangam, a cui rendono omaggio anche Salman e Shahrukh nel climax .

Salman , Rani e Preity hanno recitato insieme anche nel family drama Chori Chori Chupke Chupke , diretto da Abbas & Mustan. Shahrukh e Salman in Karan Arjun , Hum Tumhare Hain Sanam e Kuch Kuch Hota Hai.

Ai Filmfare Awards del 2008, Shahrukh Khan e Saif Ali Khan durante uno dei loro scherzi (indirizzato a Saawarya di S.L. Bhansali) hanno proposto una rivisitazione di “Piya Piya” e della danza con l’asciugamano di Rani Mukherjee e Preity Zinta.

Raj Kanwar è il regista che ha scritturato per primo un giovanissimo Shahrukh per il suo film Deewaana.

Kamini Kaushal che qui interpreta la nonna di Rani Mukherjee è in realtà una star degli Anni ’50 celebre per ruoli drammatici accanto a Dilip Kumar. La donna, dall’enorme talento e dal fascino non convenzionale, ha lasciato le scene all’apice della sua carriera per sposare il marito della sorella scomparsa, la sua vicenda biografica ricorda la trama di alcune pellicole cinematografiche come Nadya ke paar (1982) , Hum Aapke hai Kaun e Bewafaa (2005) .

La figlia di Shahrukh Khan nel film è Sana Saeed , la stessa bambina che aveva interpretato Anjali in Kuch Kuch Hota Hai

15 febbraio 2011

A A K R O S H


Aakrosh è un action thriller di ottima fattura imperniato sulla piaga sociale dei delitti d'onore. Priyadarshan interrompe la serie infinita di commedie per cimentarsi in una pellicola comunque di grande intrattenimento (spettacolari sequenze d'azione, confezione stilosa, item song incendiaria), che non disdegna però di rappresentare in modo crudo la brutalità della guerra fra caste. Da un punto di vista tecnico, Aakrosh è impeccabile: regia robusta e onnipresente, splendide inquadrature supportate da una magnifica fotografia, montaggio teso, scenografia accurata, commento musicale incalzante e drammatico. La sceneggiatura e i dialoghi sostengono il film dall'inizio alla fine, con un'unica vistosa smagliatura: la superflua storia d'amore fra Pratap e Geeta, fortunatamente marginale. Le interpretazioni sono strepitose: Ajay Devgan e Akshaye Khanna costituiscono una superba coppia cinematografica, carismatica e tutta da guardare. Paresh Rawal completa il trio dei protagonisti offrendo una performance indimenticabile.

Ma Aakrosh in India non ha convinto nè il pubblico - malgrado i numerosi entusiastici commenti postati in rete - nè la critica, quest'ultima impantanata nell'accusare la pellicola di plagio ai danni di Mississipi burning, e incapace di valutare Aakrosh per ciò che è, indipendentemente dalle sue fonti di ispirazione. Un remake può essere realizzato bene o male: Aakrosh è ben fatto. E' un film avvincente e non stupido, del tutto consigliabile. Priyadarshan ha intelligentemente coniugato la matrice hollywoodiana con un'inchiesta del 1995 di The Times of India che indagava sugli infamanti delitti d'onore in Bihar. Il risultato è soddisfacente, e merita un'attenzione e una valutazione decisamente maggiori di quelle riservategli in India da un pubblico distratto e da una critica troppo severa.

TRAMA

La violenta storia narrata in Aakrosh si svolge nel 2005. Tre studenti di Delhi scompaiono nel nulla durante un viaggio in Bihar. Due ufficiali della polizia centrale, Pratap (Ajay Devgan) e Sidhant (Akshaye Khanna), ricevono l'incarico di indagare, ma dovranno scontrarsi con omertà, terrore, corruzione, pregiudizi, in un'area lontana anni luce dalle cosmopolite metropoli indiane. L'entroterra, affascinante e selvaggio, si rivela una palude insidiosa, nella quale una milizia privata di stampo terroristico, lo Shool Sena, detta legge e semina la morte, supportata dalle consenzienti autorità locali.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Le sequenze d'inseguimento: poco realistiche, ma fantasiose e adrenaliniche.
* Lo sguardo tagliente di Ajay Devgan.
* La scena del combattimento fra i due fighissimi investigatori: Ajay e Akshaye al loro meglio. 

RECENSIONI

The Times of India: ****
Priyadarshan interrompe la dieta a base di commedie per dedicarsi con Aakrosh ad un argomento serio. Ma non è la prima volta: basti pensare a Gardish, Virasat, Kala Paani e a Kanchivaram, quest'ultimo premiato col National Award. In Aakrosh Priyadarshan affronta l'attualità mostrando l'orrore che si cela dietro ai recenti numerosi delitti d'onore che hanno occupato le prime pagine dei giornali. Il film funziona principalmente perchè ha il ritmo di un thriller, e il suo punto di forza sono le scene d'azione e d'inseguimento. Il duo Ajay Devgan-Akshaye Khanna si completa alla perfezione e offre una coppia di coraggiosi investigatori. A cui aggiungere una buona recitazione da parte di Paresh Rawal. Un teso trio, dunque, che sostiene la pellicola in modo avvincente. Bipasha Basu non ha effettivamente molto da fare, e pare inadatta al ruolo. Aakrosh è serio, ma i dinamici personaggi maschili non vi annoieranno.
Nikhat Kazmi, 14.10.10

Hindustan Times: *1/2
Aakrosh è forse il primo film hindi di Priyadarshan con un'ambientazione definita. E propone un suo ventaglio di argomenti. Il regista all'inizio puntualizza che Aakrosh non descrive alcun episodio reale. In effetti Aakrosh è un lavoro di povera fantasia. La vicenda si svolge in Bihar, e tutti i personaggi parlano con una cattiva imitazione dell'accento diffuso fra i locali di bassa estrazione. Sembra che, per trarre ispirazione, Priyadarshan abbia visto Mississipi burning seduto nel salotto di casa sua piuttosto che effettuare ricerche in loco. C'è talmente tanta confusione che risulta difficile seguire la pellicola o capire la cospirazione narrata. La camera sussulta. I suoni riecheggiano. Le numerose sequenze d'azione sono presentate come fossero una sceneggiatura. Aakrosh è quel genere di film che viene venduto con la prestigiosa etichetta di pellicola efficace e di sostanza.
Mayank Shekhar, 16.10.10

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: tutto il comparto tecnico (*****). La coppia Ajay-Akshaye buca lo schermo
Punto debole: Bipasha Basu

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Ajay Devgan - Pratap Kumar
* Akshaye Khanna - Sidhant Chaturvedi
* Paresh Rawal - Ajatshatru Singh
* Reema Sen - Jhamunia
* Bipasha Basu (special appearance) - Geeta
* Sameera Reddy (Red alert: the war within) - item song Ishq Se Mitha
* Amita Pathak - Roshni

Regia: Priyadarshan
Soggetto e sceneggiatura: Robin Bhatt e Akash Khurana
Dialoghi: Aditya Dhar (testi della colonna sonora di Kabul Express)
Colonna sonora: composta da Pritam, include la trascinante item song Ishq Se Mitha, una delle migliori del 2010. Il buon commento musicale è firmato da Ousephachan
Coreografia: Pony Verma (Guzaarish), G. Kala (Hello) per Ishq Se Mitha (ottima visualizzazione combinata ad una coreografia accurata), B. Selvi
Sequenze d'azione: Thyagarajan e R.P Yadav
Fotografia: Tirru S. (Ajab Prem Ki Ghazab Kahani)
Scenografia: Sabu Cyril (Om Shanti Om, Robot)
Montaggio: Arun Kumar (Billu)
Traduzione del titolo: rabbia (fonte BollyMeaning)
Anno: 2010
Sito ufficiale
Canale ufficiale in YouTube

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 04.08.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Ajay Devgan
* 29.09.10, Bollywood Hungama: live chat con Priyadarshan
* 05.10.10, Bollywood Hungama: dichiarazioni di Ajay Devgan, prima e seconda parte
* 09.10.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Ajay Devgan
* 11.10.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Akshaye Khanna
* 13.10.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Ajay Devgan
* 18.10.10, Bollywood Hungama: dichiarazioni di Ajay Devgan
* 26.10.10, Bollywood Hungama: photogallery degli effetti speciali nelle sequenze d'azione
* Video: making del film
* Video: dichiarazioni di Priyadarshan
* Video: dichiarazioni di Akshaye Khanna
* Video: making del brano Ishq Se Mitha
* Video: making delle scene d'azione
* 27.08.10, Bollywood Hungama: intervista video a Priyadarshan
* 15.09.10, Bollywood Hungama: intervista video a Paresh Rawal
* 18.09.10, Bollywood Hungama: intervista video ad Akshaye Khanna, prima e seconda parte
* 06.10.10, Bollywood Hungama: intervista video ad Ajay Devgan, prima e seconda parte
* Bollywood Hungama: lista di tutti i link agli articoli e ai video dedicati ad Aakrosh

CURIOSITA'

* La vicenda narrata in Aakrosh è ambientata in Bihar, ma il set è stato allestito a Karaikudi, vicino a Chennai, in Tamil Nadu. Il palazzo nel quale vive il personaggio interpretato da Amita Pathak è lo splendido Atangudi Palace.
* Robin Bhatt è il fratello di Mahesh Bhatt, e ha firmato diverse sceneggiature di film di successo, quali Baazigar, Raja Hindustani, Duplicate, Chalte Chalte, Koi Mil Gaya, Krrish, U Me Aur Hum, All the best: fun begins, Atithi Tum Kab Jaoge?, Kites, Golmaal 3. Robin si è anche cimentato con la recitazione: U Me Aur Hum, Golmaal returns.
* Akash Khurana ha collaborato a varie sceneggiature fra cui Baazigar e Duplicate. La sua carriera di attore sembra più proficua: Sarfarosh, Company, Koi Mil Gaya, Krrish, Kurbaan.
* Ousephachan, che ha firmato il commento musicale di Aakrosh (e di Khatta Meetha), è uno dei più importanti compositori della scena cinematografica in lingua malayalam, vincitore del National Award per la colonna sonora di Ore Kadal (2007).
* Lo Shool Sena si ispira al temuto Ranvir Sena, una milizia privata di estrema destra attiva principalmente in Bihar, fondata nel 1994, costituita da proprietari terrieri locali bramini, e responsabile di numerosi atti di violenza (omicidi, stupri e furti) perpetrati ai danni di membri delle caste inferiori e dei naxaliti. Il governo indiano ha classificato il Ranvir Sena come gruppo terroristico. Il governo del Bihar nel 1995, dopo il massacro di 50 persone avvenuto in concomitanza con le elezioni statali, bandì la milizia, che da allora entrò in clandestinità. Il Ranvir Sena sembra ben organizzato e finanziato, e diverse sono state le accuse di collusione rivolte a politici e forze dell'ordine. A titolo di esempio: nell'aprile del 1997 ad Ekwari, in Bihar, la polizia forzò le porte delle case dei dalit (gli intoccabili o fuoricasta) per consentire l'ingresso ai membri del Ranvir Sena che uccisero otto persone. Il termine sena significa esercito, armata. (Fonte: Wikipedia).
* Aakrosh è stato distribuito in India con il divieto per la visione ai minori e il taglio di un paio di scene. Il produttore ha accettato di buon grado la decisione della censura, malgrado la conseguente riduzione del potenziale pubblico, per risparmiare alla pellicola tagli ulteriori.
* Ajay Devgan e Akshaye Khanna hanno interpretato in coppia un altro thriller: Deewangee (2002), di Anees Bazmee, con Urmila. Stellare performance di Ajay.
* Un'esclusiva linea di abbigliamento denominata Aakrosh è stata pubblicizzata da Ajay e da Bipasha, e posta in vendita durante un'apposita asta organizzata da eBay a scopo benefico. Il ricavato è stato devoluto alle vittime dei delitti d'onore.
* Nel 1980 e nel 1998 furono distribuite due pellicole intitolate Aakrosh, di cui la prima - interpretata da Naseeruddin Shah e Om Puri - vinse il National Award per il miglior film hindi. Le trame sono tutte diverse fra loro.
* Film che trattano il tema dei delitti d'onore: Love Sex Aur Dhokha. Film che trattano il tema delle milizie private: Gulaal.

GOSSIP & VELENI

* Amita Pathak è la figlia di Kumar Mangat Pathak, produttore di Aakrosh.
* Sembra che Bipasha Basu non sia più la fidanzata di John Abraham, e che il suo ruolo in Aakrosh sia stato spietatamente ridimensionato (comunque non abbastanza...) nel montaggio finale.
* Akshaye Khanna in passato è stato fidanzato con Tara Sharma (Dulha Mil Gaya). I due si sono lasciati nel 2006.

10 agosto 2010

DE DANA DAN


De Dana Dan è una tumultuosa commedia nella quale Priyadarshan ripropone il formidabile trio del suo grande successo Hera Pheri, ossia Akshay Kumar, Paresh Rawal e Sunil Shetty. Si ricompone anche l'amata coppia di Namastey London diretto da Vipul Shah: Akshay e Katrina Kaif. A completare il cast un nugolo di caratteristi di fama: Chunky Pandey, Rajpal Yadav, Manoj Joshi, Sharat Saxena, Johnny Lever, eccetera. De Dana Dan è la quinta e ultima pellicola distribuita nel 2009 che vede protagonista l'infaticabile Kumar, attore preferito - insieme a Mohanlal (Company) - di Priyadarshan, nonchè l'unica ad entrare nelle prime cinque posizioni nella classifica degli incassi in un anno non particolarmente fortunato per il nostro Akki.

A Priyadarshan vogliamo bene, inutile negarlo. Per i sorrisi che ci regala. Per il modo speziato e divertito con cui rappresenta la vita rurale e di provincia in India. Per i caotici, roboanti finali nei quali tutti inseguono tutti, scambiandosi, già che ci sono, solenni scazzottate. Anche De Dana Dan offre alcune gag davvero gustose e un ritmo spesso rapido. Ma l'architettura della narrazione è debole e non sostiene efficacemente il peso delle tante situazioni e dei tanti personaggi che si susseguono sullo schermo. Inoltre l'ambientazione in un hotel di lusso risulta meno congeniale al regista. I personaggi femminili sono vacui, con l'esclusione della prostituta d'alto bordo interpretata dalla solita dignitosa Neha Dhupia. Nel complesso mancano la cura nei costumi e nelle scenografie nonchè certe inquadrature ardite, dettagli che in passato ci avevano fatto apprezzare le commedie di Priyadarshan. Se desiderate trascorrere una serata in allegria, De Dana Dan è perfetto, ma se volete un assaggio delle doti tecniche di questo prolifico regista di lingua malayalam, allora girate al largo: vi fareste un'idea sbagliata delle sue capacità.

TRAMA

Nitin (Akshay Kumar) e Ram (Sunil Shetty) sono disperati perchè non hanno un soldo e le loro ricche fidanzate minacciano di sposare altri uomini. Chadda (Paresh Rawal) è pieno di debiti e combina matrimoni fra ragazze provenienti da famiglie agiate e il proprio figlio (Chunky Pandey), intascando la dote e svanendo nel nulla. Nitin e Ram congegnano uno strampalato rapimento per raggranellare velocemente una cifra considerevole che risolva i loro problemi. Ma qualcosa va storto. Da qui un turbine di equivoci, personaggi, inseguimenti...

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Hotty naughty, il brano più buffo della colonna sonora la cui coreografia è ironicamente interpretata da Neha Dhupia.
* La spettacolare sequenza finale, un po' eccessiva, un po' lunga, ma vorticosa all'inverosimile. Gli effetti speciali sono stati curati dalla società di Shah Rukh Khan, la Red Chillies VFX.

RECENSIONI

The Times of India: **1/2
Perchè mai un regista dovrebbe scritturare i tre cavalli di razza della commedia - Akshay Kumar, Sunil Shetty e Paresh Rawal - per poi sprecarli? E perchè spazzar via la loro scoppiettante intesa a favore di un enorme caos creato da un pugno di caratteristi che domina l'intero secondo tempo? Ma soprattutto perchè mai un regista dovrebbe chiudere a chiave in un armadio il protagonista, Akshay Kumar, per lunghissime sequenze, quando è grazie a lui che si è riso per la maggior parte del primo tempo? De Dana Dan parte col botto, ma in seguito le vicende secondarie prendono il sopravvento e la trama diventa confusa. Troppi personaggi nel secondo tempo. Il climax è prolungato ed eccessivo. La coppia da blockbuster Akshay e Katrina si vede poco. L'umorismo è grossolano, la trama è molto esile.
Nikhat Kazmi, 26.11.09

Hindustan Times:
Piccola sorpresa: a metà pellicola il protagonista scompare. Improvvisamente l'azione passa ad altri personaggi, e non si capisce la relazione che li lega. Decifrare la trama diventa difficile. Tutto lo stock di attori di Priyadarshan (Asrani, Rajpal Yadav e chiunque disponibile per un giorno o due) si insegue l'un l'altro. Il film è il più lungo spot pubblicitario per un hotel mai visto prima. La location è Singapore dove, come in tutte le pellicole bollywoodiane ambientate all'estero, in ogni angolo si materializza un indiano che parla impeccabilmente in hindi. Mesi fa il regista ha conquistato un National Award per Kanchivaram, un sobrio, caldo film in lingua tamil. Pochi, me incluso, lo hanno visto. In un'intervista a Hindustan Times Priyadarshan ha dichiarato: 'Ho capito che se la critica apprezza una pellicola, allora questa non funziona al botteghino e viceversa. Spero che i critici odieranno De Dana Dan.' Bene: noi critici abbiamo fatto la nostra parte. Ora sta al pubblico fare la sua.
Mayank Shekhar, 28.11.09

Cinema Hindi: **
Punto di forza: Akshay Kumar, che nelle pellicole del suo regista preferito, Priyadarshan, regala sempre il meglio di sè.
Punto debole: la girandola di gag, personaggi, equivoci non è ben orchestrata.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Akshay Kumar - Nitin Bankar
* Sunil Shetty (Hera Pheri) - Ram Mishra
* Paresh Rawal - Harbans Chadda
* Katrina Kaif - Anjali Kakkad, fidanzata di Nitin
* Sameera Reddy (Race) - Manpreet Oberoi, fidanzata di Ram
* Neha Dhupia (Raat Gayi, Baat Gayi?) - Anu Chopra
* Chunky Pandey (Housefull) - Nonney Chadda, figlio di Harbans
* Manoj Joshi (Guru) - Mohan Oberoi, padre di Manpreet
* Tinu Anand (Ghajini) - Kakkad, padre di Anjali
* Archana Puran Singh (Kuch Kuch Hota Hai) - Kuljeet Kaur, la datrice di lavoro di Nitin
* Johnny Lever (Kuch Kuch Hota Hai) - Kala Krishna Murari, il killer
* Rajpal Yadav (Chandni Bar) - Dagdu, il cameriere
* Sharat Saxena (Fanaa) - Wilson Pereira, il poliziotto

Regia e sceneggiatura: Priyadarshan
Dialoghi: Jay Master
Colonna sonora: composta da Pritam, è molto allegra e spensierata, ma nessun brano spicca sugli altri. La canzone Paisa è firmata invece dal gruppo RDB che aveva già collaborato con Pritam per Singh Is Kinng.
Coreografia: Pony Verma (Prince), C. Prasanna Sujith, Ganesh Acharya (Raavan)
Fotografia: N.K. Ekhambram
Scenografia: Sabu Cyril (Om Shanti Om)
Montaggio: Arun Kumar (Billu)
Traduzione del titolo: picchiare senza sosta qualcuno o qualcosa, colpo dopo colpo. Fare molte cose, una dopo l'altra, senza pensare. (Fonte: BollyMeaning).
Anno: 2009
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 20.10.09, Hindustan Times: intervista a Priyadarshan
* 27.10.09, Bollywood Hungama: live chat con Akshay Kumar
* 24.11.09, The Times of India: dichiarazioni di Akshay Kumar
* 24.11.09, Bollywood Hungama: intervista a Sunil Shetty
* 25.11.09, Hindustan Times: dichiarazioni di Priyadarshan
* 25.11.09, Bollywood Hungama: intervista a Priyadarshan
* 25.11.09, Bollywood Hungama: intervista a Neha Dhupia
* 26.11.09, Hindustan Times: intervista ad Akshay Kumar e a Katrina Kaif
* 26.11.09, The Times of India: dichiarazioni di Akshay Kumar
* 26.11.09, Bollywood Hungama: intervista a Katrina Kaif
* 27.11.09, Bollywood Hungama: intervista ad Akshay Kumar
* Bollywood Hungama: lista di tutti i link agli articoli e ai video dedicati a De Dana Dan
* Video: The making
* Video: Making del video di Paisa
* Video: Making del coloratissimo video di Bamulaihza
* Bollywood Hungama: intervista-video a Priyadarshan, prima e seconda parte
* Bollywood Hungama: intervista-video ad Akshay Kumar, Sunil Shetty e Paresh Rawal - prima e seconda parte.

CURIOSITA'

* De Dana Dan è stato girato a tempo di record in soli 80 giorni, di cui 35 a Singapore. Gran parte della vicenda è ambientata nel centralissimo Pan Pacific Hotel di Singapore, albergo nel quale ha soggiornato il cast. La spettacolare sequenza finale, che ha richiesto 15 giorni di lavoro, è stata però girata a Mumbai, in un set gigantesco che riproponeva gli interni dell'hotel. Lo scenografo Sabu Cyril ha creato delle miniature di alcune sezioni del Pan Pacific utilizzate per riprese particolarmente difficoltose.
* Gale Lag Ja è il sensualissimo video interpretato da Akshay Kumar e da Katrina Kaif. Nel corso della campagna promozionale di sostegno a De Dana Dan, sono state diffuse molte voci riguardanti questo brano ma nessun promo. Durante la prima settimana di programmazione, il film non includeva il video. Gale Lag Ja è stato aggiunto solo dopo, costringendo di fatto il pubblico a tornare al cinema per poterlo ammirare. Akshay ha dichiarato che le occhiate di fuoco lanciate a Katrina erano dovute, più che alla simulata passione, all'influenza che lo aveva colpito... De Dana Dan è la sesta pellicola interpretata dalla coppia Akshay-Katrina, dopo Hum Ko Deewana Kar Gaye, Namastey London, Welcome, Singh Is Kinng e Blue.
* A Singapore pare che folle di indiani abbiano seguito con grande divertimento le riprese in esterni, ammirando un imperterrito Akshay determinato ad insegnare al resto del cast l'hula hoop.
* Tinu Anand è anche regista: ha diretto alcuni film interpretati da Amitabh Bachchan quali Kaalia, Shahenshah, Main Azaad Hoon e Major Saab.
* Riferimenti a Bollywood: Ghajini.

GOSSIP & VELENI

* Neha Dhupia ha conquistato il titolo di Miss India nel 2002 (anche se le assegnazioni dei premi sono piuttosto complicate e prevedono un nugolo di miss ex aequo che rappresentano il Paese nelle competizioni internazionali) ed è entrata nelle prime dieci posizioni nel concorso per Miss Universo nello stesso anno.
* Archana Puran Singh è la moglie di Parmeet Sethi, attore (Dilwale Dulhania Le Jayenge) e regista (Badmaash Company).