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25 ottobre 2019

BATLA HOUSE


Batla House è stato distribuito nelle sale indiane il 15 agosto 2019, festa dell'indipendenza, insieme a Mission Mangal. Al botteghino BH non ha incassato quanto MM ma si è difeso bene. La critica locale lo ha bocciato per tre ragioni: per come viene raccontata la storia - ispirata ad un tragico fatto realmente accaduto -, sia per il contenuto che per la forma; per la retorica nazionalista; per la performance di John Abraham.

Confesso che BH non mi è dispiaciuto. 
E' vero che il film narra l'evento solo dal punto di vista della polizia, e quindi ne prende la parti (supportate da sentenze emesse da tribunali), ma tenta anche, timidamente, di proporre versioni alternative. Va ricordato che si tratta di una pellicola di intrattenimento destinata ad una distribuzione festiva, con una star - Abraham - che interpreta il protagonista, Sanjay, e che concorre alla produzione. Credo che lo sceneggiatore Ritesh Shah non potesse esporsi di più. 
Quanto alla forma, è vero che BH sembra indeciso fra il taglio documentaristico e il film d'azione, però a mio parere il mix è abbastanza riuscito. Il ritmo è in buona parte incalzante, la regia in buona parte decisa, il montaggio in buona parte asciutto. E' un peccato che BH non mantenga lo stesso livello in maniera uniforme per tutta la durata. La trama viene diluita con incursioni melodrammatiche nella vita coniugale di Sanjay. I brani musicali sono visualizzati in modo maldestro. La sceneggiatura si sfilaccia. 

Considerati l'argomento e i tempi, dobbiamo rassegnarci e sorbirci la retorica nazionalista. Così come l'occhiolino strizzato al BJP, il sarcasmo sul Congresso, il pedale schiacciato sulla dicotomia hindu buono-musulmano cattivo.
John Abraham non è un attore fra i più espressivi, però in BH si impegna a farci percepire le emozioni contrastanti di Sanjay. Il suo è un personaggio complesso, forte e deciso con colleghi e superiori, pieno di dubbi e affetto da sindrome da stress post traumatico nel privato. Le lacune in fatto di sottigliezza credo siano da imputare allo sceneggiatore e non ad Abraham. Una menzione speciale per Ravi Kishan, a cui è affidato un piccolo ruolo ma sufficiente a farlo brillare.

TRAMA

La polizia tenta la cattura di un gruppo di terroristi islamici (o presunti tali) nascosti a Batla House, a Delhi. Purtroppo segue uno scontro a fuoco nel quale perdono la vita un poliziotto e due giovani terroristi. La comunità islamica insorge e accusa la polizia di aver ucciso intenzionalmente due studenti innocenti. Segue la trafila legale di rito. Nel frattempo gli agenti continuano le indagini per catturare i complici fuggitivi.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sequenza dell'interrogatorio. I critici indiani non l'hanno digerita, io invece l'ho apprezzata moltissimo.

RECENSIONI

Hindustan Times: **
'There’s promise in the subject of a police encounter scrutinised with extreme cynicism by the rest of the nation, and it builds toward an engaging finale, but Advani stands still too long, meandering through wooden actors and limber item-dancers in subplots that miss the point. The film starts off well, by giving us the Batla House police encounter of 2008 (...) in the first few minutes. This is a bold storytelling gambit from writer Ritesh Shah, leaving us to wallow in the aftermath, with the heroic policeman consumed by doubt and rising media speculations. The problem is that Batla House, with its background score forever ringing climactic, doesn’t seem entirely sure whether it wants to be a Talvar or an Ek Tha Tiger. There are long uninteresting digressions and individual chase-sequences while the film wants to be more. There’s no true tension, largely because of a mediocre supporting cast who are amateurishly theatrical in both their fear and their laughter. Abraham is steely, but a stronger performer could have given this demanding role some shades of grey'.
Raja Sen, 15.08.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: la storia, il ritmo, la sceneggiatura (pur con qualche scivolone grossolano).
Punto debole: la relazione fra Sanjay e Nandita è troppo artificiale.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* John Abraham - Sanjay, ufficiale dei corpi speciali di polizia 
* Mrunal Thakur - Nandita, moglie di Sanjay
* Ravi Kishan - K.K., collega di Sanjay
* Manish Choudhary (buona performance) - Jaivir, superiore di Sanjay
* Sahidur Rahman - Dilshad
* Nora Fatehi - Huma, ballerina
* Rajesh Sharma - avvocato 

Regia: Nikhil Advani
Sceneggiatura: Ritesh Shah
Colonna sonora: Rochak Kohli, Tanishk Bagchi, Vishal-Shekhar, Ankit Tiwari, Stereo Nation
Anno: 2019

CURIOSITA'

* La vicenda reale narrata nel film è molto controversa e ha scatenato in India polemiche infuocate. Cinque esplosioni avvengono a Delhi nel settembre 2008. 30 vittime. L'operazione Batla House ha luogo circa una settimana dopo, con lo scopo di catturare i terroristi islamici responsabili degli attentati. Durante lo scontro a fuoco, due terroristi vengono uccisi, due arrestati e uno riesce a fuggire. Un ispettore di polizia - pare privo del giubbotto antiproiettile - muore in ospedale. In seguito, anche alcuni abitanti dell'area vengono arrestati, scatenando le proteste di partiti politici, organizzazioni a sostegno dei diritti civili, professori e studenti dell'università islamica della città. La polizia viene accusata di aver costruito ad arte l'operazione e di aver ucciso/arrestato degli innocenti al solo scopo di dimostrare di aver identificato i colpevoli delle stragi. Se non erro, l'iter processuale si è concluso scagionando gli agenti coinvolti, ma ammetto che la pagina di Wikipedia dedicata all'argomento mi ha un po' confuso le idee. Non mi è chiaro se vi sia spazio per ulteriori gradi di giudizio oppure no.
* Film che trattano lo stesso tema: India's Most Wanted.

03 maggio 2011

PATIALA HOUSE




Nikhil Advani ci riprova. Per consolarsi dal flop, ahimè disastroso, di Chandni Chowk to China, il regista abbandona la commedia demenziale e propone un film più serio capace di toccare temi diversi, dalla denuncia del razzismo all’eccessiva chiusura nell’orgoglio nazionale, dal pregiudizio generalizzato all'ostinazione di un padre dispotico che genera figli frustrati. Liti, abbracci, lacrime, sorrisi, il quadretto della numerosa famiglia  NRI viene dipinto con tinte pastello ma non è certo un luogo idilliaco, anzi piuttosto claustrofobico. La passione per il cricket diviene il collante ideale per rendere appetibile la storia di un uomo comune e dei suoi rimpianti anestetizzati.

TRAMA
Patiala House è la residenza londinese di chiassosa comunità Punjabi d’impostazione patriarcale, nonostante vivano a Southall , quartiere di Londra abitato da immigrati, vige un regime di totale chiusura e la rigidità del capofamiglia (Rishi Kapoor) impedisce ai membri più giovani di poter realizzare le proprie ispirazioni. Gattu (Akshay Kumar) ha rinunciato ad una carriera nel cricket perché il padre non poteva accettare che il figlio, legalmente cittadino britannico, entrasse nella nazionale inglese. Il ragazzo dimentica il suo sogno e obbedisce abbassando la testa fino a che la testarda Simran (Anushka Sharma) non lo spinge a desiderare di giocare ancora.

Tutto si svolge all’interno di una famiglia indiana ma il protagonista può essere veramente chiunque, un uomo a caso che per una ragione qualsiasi si è dimenticato dei propri sogni e pensa di poterne fare a meno. Le scene iniziali fanno vivere allo spettatore il silenzio quotidiano di Gattu, la cui vita, tranquilla, indolore, ma irrimediabilmente vuota, è stata sacrificata in nome delle tradizioni e delle apparenze. Come risposta al divieto , l’ipocrisia e l’inganno, (seppur portati sullo schermo in modo molto simpatico) e una vera e propria “mascherata”. Meglio chiedere il perdono che attendere il permesso.
La trama non è certo troppo originale, il finale è lacrimante e chiassoso, l’abbraccio e il tifo da stadio del tutto melenso ed rappacificatore, eppure Patiala House non è un film che delude, propone uno schema classico ma lascia trapelare uno spirito inquieto e disobbediente. Akshay Kumar ne esce a testa alta, sempre perfetto quando il ruolo da interpretare è quello di un uomo tenero e vulnerabile, tra i tanti volti dell’attore questo è quello che preferisco. Ottimo il resto del cast, dalla coppia Rishi Kapoor / Dimple Kapadia (anche se lei ha davvero due o tre battute in tutto il film) ad Anushka Sharma, bella, frizzante e gioiosa.
La vicenda non potrebbe coinvolgere alcun altro sport al di fuori del cricket, la cui passione folle nel sub continente indiano si lega spesso anche a ragioni politico/religiose oltre che al più semplice patriottismo. Il film suggerisce almeno un messaggio positivo: Gattu vuole giocare perché ama lo sport e non unisce ad esso rivalità di diversa natura, piuttosto ne fa il suo strumento d’integrazione.

Da guardare per : Godersi un film coinvolgente e ben strutturato (commovente ma non piagnone, grazie al cielo) con ottimi dialoghi, belle canzoni e molte scene divertenti.

Il mio giudizio sul film : **** 4/5


RECENSIONI : 

THE TIMES OF INDIA  ***  3/5
La trama è un po' noiosa, affondata dalla prevedibilità. Ogni piccolo colpo di scena in questa soap opera sull'autorealizzazione sembra preordinato e già visto. I personaggi sono poveramente disegnati. Ciò che colpisce sono le performance. Akshay Kumar si rinnova offrendo un diverso avatar, accantonando la figura ormai super sfruttata dell'eroe comico. Il suo Gattu è composto, sobrio, intenso: un gigante a riposo. Rishi Kapoor, come sempre, è ipnotizzante e non sbaglia un colpo. Tenete d'occhio Anushka Sharma: la ragazza è davvero inarrestabile. La colonna sonora di Shankar-Ehsaan-Loy possiede un ritmo energico, soprattutto nella title track.

Nikhat Kazmi, 11.02.11   (Testo originale)

HINDUSTAN TIMES  **  2/5
Patiala House è ambientato a Southall, un sobborgo londinese infinitamente più popolare di South Mumbai come location per le pellicole hindi. E un quarto dei freelance di Bollywood resterebbe senza lavoro se Akshay Kumar non sfornasse almeno cinque film all'anno. PH è uno dei migliori fra i più recenti interpretati dalla superstar. Una saga familiare anni novanta, colorata,a la Yash Raj, che unisce Londra a Ludhiana. I suoi numerosi personaggi ruotano intorno alla figura del padre severo. Tutti sono incredibilmente indiani nell'accento e nei modi, ossessionati dalle danze di gruppo e dai grossi grassi matrimoni. Tutto è meravigliosamente allegro. Come Anushka Sharma, che, con Badmaash Company, Band Baaja Baarat e ora PH sta deliziando il suo pubblico.  
Mayank Shenkar  12.02.2011  (Testo originale)


ANNO : 2011

REGIA : Nikhil Advani

CAST:

Akshay Kumar ……………………… Gattu
Anushka Sharma ………………Simran
Rishi Kapoor ………………………Gurtej Khalon
Dimple Kapadia ………………………Mrs Khalon
Armaan Kirmani ……………… Jassi
Hard Kaur …………………… Komal
Suparna Marwal ………………Harleen
Tinu Anand ……………………… Mr Bedi


COLONNA SONORA : Shankar – Ehsaan - Loy

PLAYBACK SINGERS : Shankar Mahadevan, Vishal Dadlani, Alyssa Mendonsa, Suraj Jagan, Jasbir Jassi, Mahalkakshmi Iyer, Hard Kaur, Shafqat Amanat Ali, Richa Sharma, Hans Raj Hans, Master Saleem

COREOGRAFIE : Remo ( Rangeela, Shabd, Chameli, Pyaar ke side effects, Rock On!)


QUALCOS’ALTRO:

Per dare maggiore autenticità alle partite di cricket, famosi giocatori come Andrew Symonds hanno concesso un’apparizione speciale.
Patiala è il nome di una città nello stato indiano del Punjab.
Il trailer è stato svelato durante le proiezioni del film di Farah Khan, Tees Maar Khan
Dimple Kapadia è la suocera di Akshay Kumar, l’attore ha sposato la bella Twinkle Khanna (tra l’altro una dei produttori del film), figlia di Dimple e dell’attore Rajesh Khanna.
Prem Chopra, uno dei più celebri villain cinematografici dei ’70, ha un piccolo ruolo nel film, è lo zio Veerendra Singh Sahni.
Rishi Kapoor e Dimple Kapadia hanno debuttato nel dolcissimo Bobby di Raj Kapoor, nel film compare anche Prem Chopra. I tre attori si incontrano di nuovo in Patiala House
Nel canale YouTube  "ThePatialaHouse"  potrete vedere tutti i trailer del film, song promos e video sul making of.

25 gennaio 2009

CHANDNI CHOWK TO CHINA


Dov'è la regia? Dov'è la sceneggiatura? Dov'è il soggetto?
Nikhil Advani non è un cattivo regista. Assistente di Karan Johar in 'Kuch Kuch Hota Hai' e in 'Kabhi Khushi Kabhie Gham' e di Aditya Chopra in 'Mohabbatein', il suo film d'esordio, 'Kal Ho Naa Ho', è in buona parte una piacevole commedia. Il successivo, 'Salaam-E-Ishq', una pellicola dignitosa. Come ha potuto credere in un progetto tanto strampalato? Forse era sua intenzione realizzare un film delirante e fuori dagli schemi sul modello di 'Tashan'. Peccato non ci sia riuscito. 'Chandni Chowk To China' è senza capo nè coda e, nel primo tempo, davvero noioso.

Gli attori hanno fatto il loro dovere, ma non è bastato. Akshay Kumar è il solito ciclone comico, ma il suo carisma non è abbastanza potente da indurre lo spettatore a sorvolare sull'incomprensibile trama. Deepika Padukone sembra un filo più convincente rispetto alle precedenti, spente, interpretazioni. Peccato abbia scelto la pellicola sbagliata per mostrare i suoi (timidi) progressi.

Del film si salva davvero poco: i titoli di testa con un indaffaratissimo Akshay che affetta verdure, frigge patate, semina il panico fra santoni e veggenti; i due numeri musicali, 'Chandni Chowk To China' e 'India Se Aaya Mera Dost', con coreografie tutte da gustare; l'inedito look nero-totale di Deepika; l'addestramento di Akshay al kung-fu e... nient'altro.

TRAMA

Sidhu (Akshay Kumar) viene ritenuto la reincarnazione di un eroe cinese e indotto ad emigrare in Cina per aiutare una comunità di oppressi a liberarsi del loro aguzzino. E' tutto qui. E la Warner Bros. ci ha anche investito dei soldi.

RECENSIONI

The Times of India: **
'Akshay: prenditi una pausa! In passato ci hai viziato con alcune delle più scintillanti scene comiche del cinema contemporaneo. Ora ci stupisce rimanere impassibili dinanzi alla tua ultima impresa. Spiacenti, amico: il personaggio del bifolco sta perdendo il suo tocco ed è quasi una noia. Il problema in 'Chandni Chowk To China' è nella storia priva di mordente. La pellicola non è intelligente e non intrattiene. La trama procede in modo incoerente. I personaggi non emozionano. Mentre Akshay recita un po' troppo sopra le righe, Deepika sembra sperduta ed abbandonata per la maggior parte del film.'
Nikhat Kazmi, 15.01.09

Hindustan Times: *
'E' solo un deplorevole, confuso modo di fare cinema sprecando risorse? Dal principio alla fine la regia e la sceneggiatura sono rappezzate, le inquadrature effettuate in maniera irresponsabile, il montaggio è soporifero, la colonna sonora una lagna (la title track suona meglio su cd). Inoltre ci sono troppi salti narrativi. Deepika Padukone appare discretamente bene e recita discretamente male. Quanto ad Akshay Kumar, la sua formula 'sono-uno-zoticone-così-carino' ('Namastey London', 'Singh Is Kinng') è diventata di una noia esagerata. Per favore: basta gigioneggiare.'
Khalid Mohamed, 16.01.09

Cinema Hindi: *
Punto di forza: la pazienza dello spettatore
Punto debole: la diserzione di soggettista, sceneggiatore, regista

SCHEDA TECNICA

Cast:

* Akshay Kumar ('Tashan') - Sidhu
* Deepika Padukone ('Om Shanti Om') - Sakhi/Meow Meow
* Ranvir Shorey ('Singh Is Kinng') - Chopstick
* Gordon Liu ('Kill Bill') al suo debutto bollywoodiano - Hojo

Regia: Nikhil Advani

Sceneggiatura: Shridhar Raghavan ('Bluffmaster')

Colonna sonora: composta da Shankar-Ehsaan-Loy ('Don', 'Rock On!!'), non è esaltante, e comprende una versione rap della title-track interpretata dallo stesso Akshay

Coreografie: Pony Verma ('Kyon Ki', 'Bhool Bhulaiyaa')

Anno: 2009

Co-produzione e co-distribuzione: Warner Bros., al suo 'debutto' bollywoodiano

Sito: http://www.cc2c-thefilm.com/ - decisamente superiore al film (prevede anche un videogiochino)

CURIOSITA'

* E' il primo film bollywoodiano girato in Cina. La notizia ha destato talmente tanta curiosità che se n'è parlato persino in Italia. Il Corriere della Sera gli ha dedicato un articolo il 15 Gennaio 2009. E per la prima volta le autorità cinesi hanno consentito di girare scene di combattimento sulla Grande Muraglia. Le riprese sono durate 7 giorni. Akshay è rimasto sul set anche per 18 ore di fila

* E' il terzo film bollywoodiano prodotto e distribuito in partnership con Hollywood, dopo 'Saawariya', di Sanjay Leela Bhansali (Sony, 2007), e il film d'animazione 'Roadside Romeo' (Walt Disney Pictures, 2008)

* Incredibile ma vero: una pellicola tanto sconclusionata è riuscita a creare un caso diplomatico. Non con la Cina bensì col Nepal, Paese nel quale si è protestato (sic!), e per diversi giorni (sic sic!), a causa della battuta contenuta nel film che accrediterebbe l'India quale luogo natale di Buddha. Studenti e gruppi giovanili hanno minacciato di bruciare (sic sic sic!) le sale dove la pellicola era in cartellone. Le copie distribuite in Nepal sono state mutilate della battuta incriminata, ma, malgrado ciò, pare che il film sia stato ritirato. Buddha è nato a Lumbini, località oggi inclusa entro i confini nepalesi

GOSSIP&VELENI

* Akshay Kumar proviene davvero dal Chandni Chowk di Delhi, e, prima di diventare una star, è stato cuoco a Bangkok

* Deepika Padukone è l'attuale fidanzata di Ranbir Kapoor ('Saawariya'), figlio di Rishi Kapoor

* Ranvir Shorey è il fidanzato di Konkona Sen Sharma ('Page 3')