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07 agosto 2019

LUKA CHUPPI


Sarà il caldo. Sarà l'età. Mi starò rammollendo, a declino cognitivo ormai in corso.
Guardo Luka Chuppi la prima volta, e lo trovo decente. Leggo le recensioni indiane. Spietate stroncature. Il film viene demolito, mattone dopo mattone. Non rimane niente. Mi pongo qualche domanda. Riguardo LC, alla ricerca di tutte quelle deplorevoli ignominie evidentemente sfuggitemi la sera prima. Lo trovo decente. Seguono 24 ore di furiosa riflessione. Sto diventando di manica troppo larga? Ripasso i giudizi assegnati alle ultime pellicole. Stilo una bella lista. Controllo, confronto, rileggo le recensioni. Dubbi a cascata. I neuroni superstiti cominciano ad incazzarsi per il super lavoro. Mi vien mal di testa.
L'anno prossimo metto l'aria condizionata, ma per l'Alzheimer?

LC è una commedia romantica piuttosto frizzante che ha conseguito un buon successo al botteghino. Il film ha la bonaria sfrontatezza di prendere in giro in modo leggero il clima morigerato e restrittivo che in India, per tradizione, complica parecchio i rapporti fra persone di sesso opposto, soprattutto se giovani e adolescenti. Il soggetto stuzzica un certo interesse, la sceneggiatura è dignitosa (per il genere), i dialoghi e il montaggio reggono. I personaggi risultano poco approfonditi, sembrano più pedine da utilizzare per dimostrare una certa tesi che persone. Gli attori sono sufficientemente godibili e disinvolti. Una menzione per Aparshakti Khurrana, Vinay Pathak e per Atul Srivastava. Peccato per il finale posticcio che aggiusta tutto in modo troppo repentino.

Con l'esclusione del personaggio di Babulal, il pacchetto a mio parere è accettabile anche se modesto. La formula dell'entroterra indiano, con tutti gli optional di rito, comincia ad essere un po' sfruttata, e quello che nel 2010 sembrava nuovo (ma Ishqiya ha già 9 anni?), oggi si sta trasformando in una saga di cliché. La satira politica in LC è maldestra è troppo debole, funziona meglio quella sociale, soprattutto considerando che la vicenda è ambientata in provincia. Non so come siano geograficamente suddivisi gli incassi, ma se LC fosse riuscito a farsi apprezzare anche nei piccoli centri, allora non sarebbe proprio da buttare.

TRAMA

Rashmi e Guddu si amano. Guddu propone a Rashmi di sposarlo. Rashmi propone a Guddu di convivere per qualche settimana, prima di accettare. Guddu recalcitra. A complicare le cose, il paese è piccolo e la gente mormora. A complicarle ancora di più, il padre di Rashmi è il leader di un partito politico locale paladino della tradizione hindu. Riusciranno i nostri eroi a: 1. convivere; e 2. sposarsi?

RECENSIONI

Mid-Day: * 1/2
Mayank Shekhar, 01.03.19

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: il soggetto
Punto debole: il personaggio di Babulal

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Kartik Aaryan - Guddu
* Kriti Sanon - Rashmi
* Aparshakti Khurrana - Abbas, collega e amico di Guddu
* Pankaj Tripathi - Babulal
* Atul Srivastava - padre di Guddu
* Vinay Pathak - padre di Rashmi

Regia: Laxman Utekar
Sceneggiatura: Rohan Shankar
Colonna sonora: sembra che tutti i brani siano remix di canzoni già note
Traduzione del titolo: nascondino
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Film che trattano lo stesso tema: Salaam Namaste, Ok Jaanu. Nessuno dei due è però ambientato in un piccolo centro indiano.

GOSSIP & VELENI

* Aparshakti Khurrana è il fratello di Ayushmann Khurrana

20 luglio 2011

EMOTIONAL ATYACHAR



Emotional Atyachar segna il debutto alla macchina da presa di Akshay Shere, assistente regista di Ram Gopal Varma in Sarkar. La pellicola, definita un thriller-road movie, non ha beneficiato di alcuna promozione ed è stata tiepidamente accolta da pubblico e critica. Piuttosto sorprendente, considerando il fatto che nell'ambito della cinematografia hindi EA è originale e diverso dal solito, almeno nell'approccio.

La sceneggiatura reitera la vecchia sfruttata storia della valigia piena di denaro di dubbia provenienza su cui uno sgangherato manipolo di personaggi vorrebbe mettere le mani, ma la struttura e la presentazione sono inusuali, e costituiscono il pregio e il difetto del film. La narrazione è un puzzle di vicende diverse raccontate in flash back, che procedono in circolo e che gradualmente compongono il quadro completo. Sembra sia stato scelto il punto di vista di Vikram - è lui l'inconsapevole motore: il denaro promesso per l'investimento in un suo progetto (pare legale), viene riconvogliato dal partner senza preavviso all'ultimo momento verso l'acquisto del locale di Bosco, lasciando Vikram in guai seri -, almeno per gran parte della pellicola. Ad una prima visione, però, risulta difficoltoso capire gli intrecci che legano i personaggi fra loro, e quindi gran parte del godimento viene diluito. Solo ad una seconda visione EA risulta più comprensibile e si può sorvolare sulla sceneggiatura frammentata e slegata.
Il ritmo è veloce, grazie alla brevità del film, alla regia rapida (e molto tecnica), al montaggio privo di pause. Eppure la scarsa chiarezza nell'esposizione della trama inganna il pubblico: EA sembra a tratti addirittura lento, ma in realtà è l'attenzione dello spettatore a calare perchè sottoposta a troppi stimoli simultanei e a poche spiegazioni.

I personaggi sono scritti con cura anche se si resta alla superficie, e sono tutti ambigui e con zone d'ombra (con l'eccezione di Hiten, che però è scarsamente a fuoco). L'ironia di cui è intrisa la sceneggiatura e la qualità delle interpretazioni da parte del cast sono tali da rendere gli svitati protagonisti di EA vividi e reali, malgrado la rapidità con cui vengono presentati al pubblico e le buffe esagerazioni delle loro vicende. Ranvir Shorey e Vinay Pathak si confermano gli esilaranti Blues Brothers del cinema indiano. Kalki Koechlin alterna in modo impeccabile finto candore e calcolo omicida. Ravi Kishan e i suoi due sdruciti compari sono piacevolissimi.
EA è bizzarro ma spezzettato, però rimane un prodotto consigliabile. Le critiche negative pubblicate dai media indiani sembrano poco generose: la pellicola merita una maggiore considerazione, soprattutto per l'originalità.

TRAMA

Hiten (Anand Tiwari) è un aspirante imprenditore. E' alla guida della sua automobile sull'autostrada Goa-Mumbai. Sono le due e un quarto del mattino. La corsia è deserta. Hiten canta a squarciagola per farsi coraggio e mantenersi sveglio. Improvvisamente incappa in Vikram (Mohit Ahlawat), ferito e sanguinante, che lo implora di condurlo all'ospedale.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Alcuni dettagli sono davvero godibili: la maglietta lampeggiante di Hiten, il fantasmino fosforescente nella sua auto, la psichedelica carta da parati del camerino di Sophie, le manette di pelo rosa, i dialoghi fra Joe e Leslie, le interazioni fra Junior Bhai e la sua scalcinata gang (l'asportazione della pallottola, il girotondo intorno al pullmino).

RECENSIONI

The Times of India: **1/2
Emotional Atyachar è breve, sgargiante, ma non all'altezza del titolo preso in prestito da uno dei brani più originali degli ultimi tempi. Copiare l'eccentrico slogan della colonna sonora di Dev D non assicura di realizzare un film altrettanto bizzarro, anche se è possibile scorgere da dove il regista abbia tratto ispirazione: un mix non ben riuscito di Anurag Kashyap, Vishal Bhardwaj e Quentin Tarantino. Cosa non funziona? Il fatto che lo spazio concesso a due dei più raffinati attori non convenzionali attualmente in circolazione, Vinay Pathak e Ranvir Shorey, sia ristretto, mentre gli altri a fatica catturano l'attenzione. EA si rianima quando Pathak e Shorey riempiono la scena col loro imprevedibile, tagliente comportamento e col loro gergo da strada. E il divertimento raddoppia quando al duo si aggiunge la camaleontica Kalki. Furbo ma non abbastanza elaborato, EA è una black comedy che, per la maggior parte, scade nel grigio.
Nikhat Kazmi, 01.09.10

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: la bizzarria e le interpretazioni
Punto debole: la sceneggiatura slegata

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Vinay Pathak - Joe
* Ranvir Shorey - Leslie
* Kalki Koechlin - Sophie
* Ravi Kishan (Well Done Abba!) - Junior Bhai
* Mohit Ahlawat (Shagird) - Vikram
* Anand Tiwari (Udaan) - Hiten
* Abhimanyu Singh (Gulaal) - Bosco (special appearance)

Regia: Akshay Shere
Soggetto: Rakshit Dhaiya
Sceneggiatura: Bhavini Bheda, con la collaborazione di S.A. Thanikachalam.
Dialoghi: Kartik Krishnan
Colonna sonora: Mangesh Dhadke. Bappi Lahiri (Disco Dancer) ha composto la title track.
Fotografia: Tribhuvan Babu Sadneni (Ragini MMS)
Scenografia: Aparna Sud (Rann)
Montaggio: Pranav V. Dhiwar (Dabangg)
Traduzione del titolo: ricatto emotivo (fonte: BollyMeaning).
Anno: 2010

CURIOSITA'

* Ranvir Shorey e Vinay Pathak hanno interpretato insieme diverse pellicole: Jism, Khosla Ka Ghosla, Bheja Fry e Aaja Nachle. Dovremmo rivederli presto in Winds of change, il nuovo progetto di Deepa Mehta. Ranvir e Vinay sono molto amici di Rajat Kapoor e di Neha Dhupia. Possiamo ammirare il magnifico quartetto in Mithya (diretto ma non interpretato da Rajat) e in Dasvidaniya.
* L'attore Mohit Ahlawat è anche coproduttore di Emotional Atyachar.
* Lo sceneggiatore Bhavini Bheda è stato assistente alla regia per Rang Rasiya e per EA.
* Emotional Attyachar (rock version) è il noto brano composto da Amit Trivedi contenuto nella splendida colonna sonora di Dev D. Emotional Atyachaar è invece un reality televisivo prodotto da UTV che non ha nulla a che fare col film. Sito ufficiale del programma.
* Riferimenti a Bollywood: Aishwarya Rai.
* Riferimenti all'Italia: menzionata la Sicilia.
* Film che trattano lo stesso tema: Sankat city. In parte Tashan, Kaminey, Ishqiya, Phas Gaye Re Obama.

GOSSIP & VELENI

* Ranvir Shorey e Konkona Sen Sharma si sono sposati il 3 settembre 2010, data di distribuzione di Emotional Atyachar. Insieme i due hanno girato Mixed Doubles, Yun Hota Toh Kya Hota, Traffic Signal, Aaja Nachle e Fashion.

15 luglio 2011

UTT PATAANG

Ecco un film che, seppur prodotto dalla Warner Bros in collaborazione con la Rash Productions, ha goduto di una promozione scarsissima. Utt Pataang non ha niente da invidiare, anzi, ad alcune pellicole molto pubblicizzate che spesso, al di là del clamore sollevato, si rivelano grandi delusioni.

TRAMA

Ram Sharma (Vinay Pathak) è stato da poco lasciato dalla compagna Sanjana (Mahie Gill) e vive ancora con le gigantografie di lei attaccate al muro. La sera in cui l'amico Nandu (Saurabh Shukla) gli presenta un'altra donna, Sanjana irrompe nell'appartamento di Ram. Quello che vuole Sanjana, però, non è un riavvicinamento, ma recuperare il passaporto per scappare con i soldi rubati a Lucky Sardana (Vinay Patha), il suo malavitoso nuovo amante.

RECENSIONI

The Times of India **1/2
Ecco un'altra storia con spunti energetici sparsi in mezzo alla mediocrità. Anche la struttura narrativa risulta discutibile: innovativa (forse) per pochi, pesante e incoerente per lo spettatore medio. Cosa funziona? Gli interludi del tipo ordinario interpretato da Vinay Pathak con la misteriosa straniera (Mona Singh). Ma lo stesso Pathak rovina tutto nel ruolo del gangster che scimmiotta la Pantera Rosa, con il suo francese per nulla divertente e il suo esagerato gigioneggiare. Altrettanto poco accattivante è la performance di Mahie Gill: manca la scintilla mostrata in Dev D. L'attrice sta ancora cercando un equilibrio a Bollywood a dispetto del suo impressionante debutto. Utt Pataang a intermittenza è interessante, però abbiamo già visto le stesse cose tante volte in altri gangster noir sperimentali.
Nikhat Kazmi, 03.02.11
Recensione integrale.

Hindustan Times *1/2
La trama si svolge al chiuso, nel corso di una singola notte, in quattro camere, con quattro attori. E si muove avanti e indietro. Come il film. Senza vita. Avanti e indietro.
Mayank Shekhar, 04.02.11
Recensione integrale.

Diana ***
Consueta commedia in cui uno dei protagonisti si appropria di una borsa piena di soldi (ma potrebbe anche essere un pugno di diamanti o una partita di droga) cercando di fregare l'"illegittimo" proprietario. Utt Pataang si distingue grazie all'interpretazione di attori maturi e allo stile garbato, che si estende anche alla rappresentazione del personaggio del boss Lucky Sardana, caricaturale ma non fino a diventare molesto. Insolito e carino l'incontro tra Ram e Koel, amareggiati e delusi dall'amore si aprono ad una nuova avventura. Ottima la scelta di raccontare la storia come un puzzle, inserendo il  punto di vista di più personaggi. Una soluzione dinamica che rende il film più interessante e piacevole.

Il bello:
- Vinay Pathak in scarpe da ginnastica fa la parte di un trentacinquenne.
- La struttura narrativa.

Il brutto:
- Il muso lungo di Mona Singh. E' vero che l'attrice interpreta  una donna che è appena stata tradita ma un po' più di entusiasmo sarebbe stato gradito.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Ram Sharma / Lucky Sardana -  Vinay Pathak
Nandu Pandey - Saurabh Shukla
Sanjana Mahadik -  Mahie Gill
Koel Datta - Mona Singh
Ghani Bhai - Govind Namdeo
Nimmi - Delnaaz Paul
Inspector Shinde  - Murli Sharma

Scritto e diretto da Srikanth V. Velagaleti

Prodotto da Aparna Joshi

Distribuito da Warner Bros e Rash Productions

Musiche di Shamir Tandon

Anno 2011

CURIOSITA'

- Al ventisettesimo minuto, Ram invita Koel  a casa. Per rompere il ghiaccio, Ram propone di guardare uno dei dvd dell'amico Nandu, ma la situazione si fa più imbarazzante quando sullo schermo compaiono delle inaspettate scene di sesso. Sorpresa: la star dell'inopportuno film è l'italianissima Francesca Dellera!

- Mahie Gill ha debuttato nel cinema Hindi con Dev D, vincendo il  premio della critica come migliore attrice ai Filmfare Awards del 2010. Sarà la protagonista del prossimo film di Ram Gopal Varma Not a love story.

- A bollywood non è infrequente che un attore interpreti due o più ruoli nello stesso film. Esempi celebri sono Shahrukh Khan nel divertente Duplicate (1998) o nel più recente Don (2006). Oppure l'indimenticabile Shahid Kapoor in Kaminey. Per quanto riguarda le ragazze, a parte la mitica Kajol in Dushman e Kuch Khatti Kuch Meethi, ricordiamo Deepika Padukone nel poco consigliabile Chandini chowk to China. In ultimo, il terribile What's your raashee? nel quale Priyanka Chopra interpreta dodici parti diverse.

Non è disponibile un sito ufficiale di questo film. Segnaliamo la pagina dedicata ad Utt Pataang da Bollywood Hungama.

22 aprile 2010

RAAT GAYI BAAT GAYI


Una produzione di classe e un cast di prim'ordine per un film che potrebbe essere proiettato senza esitazioni e con successo in tutte le sale d'Europa. Alle major di Mumbai per ora non interessa, hanno già una platea molto attenta ed ampia, siamo noi che ce ne priviamo.

TRAMA

Rahul (Rajat Kapoor) e sua moglie Mitali (Iravati Harshe) passano la serata ad una festa a casa di amici di vecchia data. Lì Rahul incontra una giovane sconosciuta e, dopo aver bevuto diversi drink, si apparta con lei. Il mattino successivo, però, non ricorda più assolutamente nulla di quello che è avvenuto in seguito.

RECENSIONI

The Times of India: ***
Il film diretto da Saurabh Shukla inizia in modo intelligente, con grandi caratterizzazioni, dialoghi spiritosi, situazioni eccentriche. Purtroppo però si affievolisce in modo poco realistico verso il climax. Tuttavia RGBG offre punti di vista interessanti e regala l'occasione per radunare l'intero cast dell'attuale scena del cinema d'autore. Le interpretazioni sono raffinate: i veterani Rajat Kapoor, Vinay Pathak e Ranvir Shorey sone come sempre altamente raccomandabili, ma è Neha Dhupia ad emergere seccamente.
Nikhat Kazmi, 31.12.09
La recensione integrale.

Hindustan Times: **
Forse il regista voleva rappresentare un pugno di uomini che attraversano la crisi della mezza età. Ma si realizza quasi subito che non sa come procedere, Molte sequenze sono prive di umorismo e inducono sonnolenza. RGBG è in gran parte ambientato in una festa, tanto inautentica e noiosa quanto lo è il film stesso.
Mayank Shekhar, 02.01.10

Diana: *** 1/2
Film meno imprevedibile ed originale di quello che si vorrebbe far credere che però, grazie ad una certa vivacità, ad un buon montaggio ed alla presenza di attori intensi e talentuosi, supera la prova.
Tra le maglie della commedia traspare qualche triste ed innegabile verità sulla vita matrimoniale, sempre senza fare troppo male (e forse è meglio così). Dialoghi da 10 e lode e colonna sonora spiritosa per una serata godibilissima.

Il bello:
- Neha Dhupia nel ruolo di Sophia. Un oggetto del desiderio incarnato da una donna (e non da una ragazzina) procace e sensuale. Una buona scelta.
- Il vestito giallo indossato da Neha Dhupia durante i titoli di coda: tutte fuori a comprarne uno uguale!
- Il finale dolce seppur un po' ingenuo. Alla larga da cinismo e disincanto, un po' di ottimismo, almeno nei film, è il benvenuto. Giusto?

Il brutto:
- Il finale dolce seppur un po' ingenuo. Quanti mariti nei panni di Rahul (Rajat Kapoor) farebbero la sua stessa scelta?

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Rahul - Rajat Kapoor
Amit - Vinay Pathak
Sophia - Neha Dhupia
Mitali - Iravati Harshe
Jolly - Navneet Nishan
Saxena - Dalip Tahil
Nandini -Anuradha Menon
Dr. Patker - Viveck Vaswani
Gagandeep Singh (Gags) - Ranvir Shorey
Sophia's Father - Sudhir Mishra

Scritto da Saurabh Shukla (Salaam-E-Ishq) e Rajat Kapoor

Diretto da Saurabh Shukla

Musiche di Ankur Tewari

Distribuito da T-Series

Anno 2009

CURIOSITA'

- Rajat Kapoor, attore poliedrico ed internazionale, è noto al pubblico italiano per la sua interpretazione in Monsoon Wedding di Mira Nair.

- Uno dei personaggi di Raat Gayi Baat Gayi è un artista; nel suo studio si vede il dipinto della locandina di Pyaasa.

- Nel film i protagonisti mangiano pasta Barilla e condiscono con olio extra vergine d'oliva: viva l'Italia!

Il sito ufficiale del film.

27 aprile 2009

STRAIGHT


Qual è esattamente il tema di questa frizzante commedia psicologica?
La confusione dei sentimenti umani: il protagonista, Pinu, ha perso entrambi i genitori in un incidente aereo, ed è stato allevato dagli zii. Comincia la confusione nei ruoli: più zii o più genitori? Quanto al cugino: più fratello? più amico? Una recisione così netta in tenera età degli affetti primari rende il nostro eroe incline all'anaffettività. Da adulto vive un'esistenza solitaria, scaldata solo dai familiari e dai dipendenti del ristorante di cui è proprietario. Non ha una fidanzata nè l'ha mai avuta. Persino gli incontri combinati dalla mamma-zia non portano ad alcun risultato. Qualcuno maligna sulla sua possibile omosessualità. Pinu, complici l'assenza di stimoli affettivi e l'esuberante inaspettata amicizia offertagli da un nuovo giovane dipendente, comincia ad interrogarsi.

Francamente è difficile certificare la plausibilità o meno della storia (uno psicologo potrebbe illuminarci in tal senso), ma di certo la sceneggiatura, soprattutto, e i dialoghi sviluppano il soggetto in modo accattivante: la commedia che ne risulta è briosa quanto basta a suscitare l'ilarità negli spettatori, ma anche delicata e sensibile nell'affrontare un argomento insolito forse anche per la cinematografia occidentale.
La regia è complice in toto delle vicende del protagonista: fresca, originale, dal tocco lieve. La regista è innamorata del suo film, e si vede, ma anche di Pinu: personaggio problematico, introverso, spaventato dalla vita.
Una menzione particolare per la colonna sonora: da ascoltare con attenzione.

Il cast? I-N-E-C-C-E-P-I-B-I-L-E.
Vinay Pathak è perfetto per il ruolo. Impossibile essere più convincenti: Pinu prende vita sotto i nostri occhi e ci dimentichiamo completamente dell'attore che gliel'ha infusa.
Gul Panag sfoggia la sua abituale intensità. Attrice che non delude mai.
L'esordiente Anuj Choudhry e Sid Makkar regalano interpretazioni del tutto dignitose (e non mancheranno di affascinare le spettatrici più giovani). Così come il resto del cast, tranne qualche eccezione di scarsa rilevanza.

TRAMA

Pinu (Vinay Pathak) è il proprietario di un ristorante indiano a Londra. Un giorno si lascia convincere ad assumere contemporaneamente un giovane cuoco aspirante attore (Anuj Choudhry) ed una cassiera aspirante cartoonist (Gul Panag). Un segno del destino?

RECENSIONI

The Times of India: ***
'Straight' è una briosa esplorazione dei due spauracchi che spaventano la maggior parte degli uomini indiani circa la sessualità. Primo: sono imbarazzati dalla loro verginità. Secondo: amano farlo etero. La sessualità alternativa è tenuta in gran segreto, e molti uomini - e donne - sarebbero traumatizzati dal constatare un comportamento strano nei loro ormoni. In tono dimesso e leggero, il film batte nuovi sentieri. Vinay Pathak cementa il suo status di attore non convenzionale e veleggia con successo in solitaria.'
Nikhat Kazmi, 19.03.09

Hindustan Times: **
'Forse le intenzioni della regista Balagopalan erano buone, ma 'Straight' offre una visione dell'omosessualità piuttosto priva di tatto. Alcune performance sono gigionesche e dilettantesche, e questo non migliora le cose. Vinay Pathak e Gul Panag regalano credibilità al film con la loro sincerità e con la loro capacità di mostrarsi superiori a situazioni e battute a volte davvero banali. E' una vergogna aver sprecato due attori di quel calibro. Meritano ruoli migliori.'
Shashi Baliga, 20.03.09

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: l'inusualità del soggetto, la bravura del cast, il ritmo della regia
Punto debole: -

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Vinay Pathak ('Rab Ne Bana Di Jodi') - Pinu
* Gul Panag ('Dor') - Renu
* Anuj Choudhry - Kamlesh
* Sid Makkar - il cugino di Pinu

Regia: Parvati Balagopalan

Soggetto e co-sceneggiatura: Uttam Gada ('Maharathi')

Dialoghi e co-sceneggiatura: Anahata

Colonna sonora: Louiz Banks ('Duplicate'), Gino Banks e Sagar Desai ('Siddharth: The Prisoner')

Anno: 2009

Distribuzione: Sony

CURIOSITA'

* Vinay Pathak ha partecipato ai film di Deepa Mehta 'Fire' e 'Water'

* Parvati Balagopalan ha scritto la sceneggiatura di 'Oh Darling Yeh Hai India', ed è stata assistente alla regia per la stessa pellicola

* Citazioni bollywoodiane: 'Dilwale Dulhania Le Jayenge'

20 dicembre 2008

RAB NE BANA DI JODI (UN INCONTRO VOLUTO DAL CIELO)


Eccoci.
Le sei del mattino.
Mi giravo nel letto da un'ora.
Sì, perchè non puoi aspettare 13 mesi il nuovo film di Shah Rukh Khan, diretto da Aditya Chopra, regista da record grazie a 'Dilwale Dulhania Le Jayenge' (pellicola del 1995 tuttora proiettata nelle sale a Mumbai), incollarti allo schermo con scarpe e tutto, sgranocchiare una scatola di Tuc per cena, e, dopo due ore e mezza, spegnere delusa il televisore.
Nè puoi scrivere la prima recensione di un film di SRK da pubblicare su questo sito nuovo di zecca, stroncando la pellicola e puntando il dito contro il regista (che è anche soggettista, sceneggiatore, scrittore dei dialoghi, produttore; altro per completare il danno?).
Posterò quindi il testo col cuore infranto (capitemi), anche un po' spaventata, rassegnata a provare rimorso per il resto della vita.
Che prevedo breve, se costellata da film così deludenti.
Confido in Diana e Caterina per recensioni più concilianti. Auguri.

Via: da dove partiamo?
Anacronistico.
Troppo retorico, troppo bollywoodiano nell'accezione negativa del termine. Aditya Chopra probabilmente va poco al cinema. Non si è reso conto di QUANTO e con QUALE supersonica velocità stia cambiando la cinematografia Hindi. E sì che in veste di produttore ci ha regalato delle chicche ('Kabul Express', 'Chak De! India', 'Tashan').
Poi: sceneggiatura e regia superficiali, più attente alla forma, impeccabile, che alla sostanza, e che hanno svilito un soggetto brillante. Rajkumar Hirani ne avrebbe tratto un capolavoro.
Pensavo che 'Mohabbatein' - che pure ci ha offerto una versione inedita di SRK con occhialino da artista e pulloverino da professore, nonchè un Amitabh Bachchan DA URLO - fosse stato un incidente di percorso, nella carriera di Aditya Chopra. Mi sbagliavo (a volte succede anche ai migliori: vogliamo farne un dramma? a quest'ora?). Duole ammetterlo, ma quando sai di poter contare sull'amicizia di SRK, e sai di possedere abbastanza potere economico da permetterti il cachet di Amitabh, la sceneggiatura deve sembrarti un'inezia, uno spreco di tempo. Tanto il film avrà ugualmente successo.

Ma cerchiamo di non essere negative. La vita è già amara di suo.
Shah Rukh Khan è un vero mattatore. Straripante. La sua interpretazione del personaggio di Suri mi ha deliziata - peccato che la sceneggiatura non gli abbia concesso più spazio. Sarà difficile dimenticare la commovente timidezza del protagonista nei confronti della giovane moglie, i sentimenti non espressi, le inaspettate felicità subito represse. Le prime sequenze sono incantevoli. La quotidianità della coppia, i silenzi, le ritrosie, le attenzioni. Poi compare Raj. Sbracato, cialtrone, eccessivo come solo SRK sa essere quando vuole. Ma predominante rispetto a Suri. Errore madornale.
Cos'altro? Ah, sì: i titoli. Quelli di testa, con una panoramica di Amritsar e dei suoi inturbantati abitanti. E quelli di coda.
Poi: davvero simpatico il personaggio dell'amico barbiere. Ciuffettino e abbigliamento coraggiosi.
Poi: SRK che lava i piatti lo voglio subito nella mia cucina.

TRAMA

Surinder (Shah Rukh Khan) è fresco di nozze. La giovane moglie (Anushka Sharma, al suo debutto) però non lo ama.
Galeotto sarà un corso di danza. Il miracolo dell'amico barbiere (Vinay Pathak). Sfrontatezza in doti industriali. Un aiuto dall'alto (MOLTO in alto). Ma, mi piace pensare, soprattutto il coraggio e la generosità di Suri.

RECENSIONI

The Times of India: **1/2
'L'eroe del film è una new entry nella galleria dei personaggi interpretati da Shah Rukh Khan. E quindi rimane impresso nella memoria. Ma questo è l'unico aspetto di cui possa gloriarsi l'attesissima pellicola. La storia inizia in modo promettente, per poi trasformarsi in dramma in modo assolutamente fuori sincrono rispetto alla Bollywood contemporanea. Guardatelo solo per ammirare il protagonista: una fresca, nuova versione dell'eroe Hindi.'
Nikhat Kazmi

Hindustan Times: ***1/2
'Dopo una lunga carestia, siete invitati ad un banchetto di intrattenimento puro, le cui ricche portate sono tutte costituite da uno straripante Shah Rukh Khan. Anche quando la sceneggiatura perde quota, l'attore incanta e fa scintille con la sua disinvolta abilità nel passare da un ruolo all'altro. E vi chiederete come riesca a metterci tutta quella convinzione a dispetto dell'implausibilità della storia. In effetti la trama è tanto improbabile quanto un canguro volante e tanto antiquata quanto un dinosauro. La durata poi è eccessiva. E allora perchè, malgrado tutte queste riserve, il film avvince? Perchè in fondo stimola nello spettatore un sentimento di compartecipazione alla guerra quotidiana che il piccolo Davide deve combattere contro il gigante Golia, in primo luogo contro le proprie ansie e la propria fragilità.'
Khalid Mohamed
Cinema Hindi: **1/2
Punto di forza: Shah Rukh Khan, per fortuna quasi onnipresente (e onnipotente)
Punto debole: Aditya Chopra, la cui scadente sceneggiatura spegne di fatto il film

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Shah Rukh Khan - Surinder/Raj
* Anushka Sharma - la moglie
* Vinay Pathak - il barbiere
* Kajol, Rani Mukherjee, Preity Zinta, Lara Dutta e Bipasha Basu (special appearance nel brano 'Phir Milenge Chalte Chalte')

Regia: Aditya Chopra

Sceneggiatura, soggetto e dialoghi: Aditya Chopra

Colonna sonora: non eccelsa, composta da Salim-Sulaiman ('Chak De! India'). La mia preferenza va al dolcissimo brano 'Haule Haule'

Coreografie: Vaibhavi Merchant ('Devdas') e Shiamak Davar ('Dhoom 2', 'Saawariya')

Anno: 2008

Traduzione del titolo: Una coppia fatta da Dio

Award: Sukhwinder Singh si è aggiudicato il FilmFare Award per la miglior interpretazione maschile per il brano 'Haule Haule'. Aditya Chopra è stato premiato con il Sony FilmFare Best Scene of the Year Award per la sequenza che vede protagonista Shah Rukh: prima di recarsi al lavoro, al mattino, Suri lascia un fiore per la moglie sul tavolo della colazione, ma poi, intimidito dal suo stesso gesto, ci ripensa e se lo riprende (ringraziamo Diana). (Aggiornamento del 29.09.09)

Produzione: Yash Raj Films

Sito: http://www.yashrajfilms.com/microsites/rnbdjmicro/fullpage.html, per scaricare immagini, ascoltare stralci dei brani della colonna sonora, leggere i testi delle canzoni, visionare i trailer, i video musicali, le interviste agli attori, il 'making' dei video 'Dance Pe Chance' e 'Haule Haule', recensire il film, partecipare al concorso per vincere un CD autografato da SRK

CURIOSITA'

* RNBDJ è stato proiettato all'Indian Film Festival Bollywood & Beyond 2010. Aggiornamento del 4 giugno 2012: RNBDJ verrà trasmesso quest'estate da Rai Movie.

* SRK ha dichiarato di aver tranquillamente bighellonato sul set, durante i primi giorni di riprese, truccato da Suri, senza essere riconosciuto

* Aggiornamento dell'11 aprile 2010: RNBDJ conquista la prima posizione nella classifica dei film indiani (non solo hindi) 2008 per incassi all'estero.

GOSSIP & VELENI

* Ma allora SRK è come Suri, al mattino appena sveglio? NOOOOOO !!!!!

* Aditya Chopra, coniugatissimo, pare sia l'amante della talentuosa Rani Mukherjee. Questo forse può spiegare le scelte infelici dell'attrice circa i film da interpretare...

* SRK: le tue frequentazioni ci tediano. CAMBIA AMICI!