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02 marzo 2019

DEAR ZINDAGI



Il cinema ama rappresentare i casi neurologici gravi. Il genere thriller ci spaventa e contemporaneamente ci conforta: la patologia dello psicopatico non ci tocca, noi non siamo serial killer. Più rare, più complesse da realizzare (e meno confortanti) sono le pellicole che indagano quei problemi mentali, diffusi e sfumati, che possono toccare anche noi.
Dear Zindagi appartiene a questa ristretta cerchia. Kaira, la sfortunata protagonista, soffre di una comorbilità di disturbi della personalità. La sfera affettiva è compromessa. Kaira è incapace di manifestare i suoi sentimenti. È seduttiva e promiscua. Teme l'abbandono e fugge. Inoltre non controlla la rabbia, e alterna in modo rapido euforia a leggeri stati depressivi. Salta da un progetto all'altro, si muove continuamente, si annoia facilmente. Si comporta da immatura. È inflessibile. Esige il controllo sulle cose e sull'ambiente. Shopping compulsivo e dipendenza da smartphone/social completano il quadro. In larga parte inconsapevole del proprio stato, Kaira si rivolge ad un terapeuta solo per curare l'insonnia.

È incredibile come Gauri Shinde sia riuscita a creare un personaggio così dettagliato e preciso, e a rappresentarlo in modo così efficace nel limitato arco di tempo di un film. La sua sceneggiatura è delicatissima e minuziosa. 
Alia Bhatt è magnifica. Magnifica. Interpreta con abbandono e generosità infinita un personaggio sgradevole, scomodo, complicato. Alia è sostenuta da una regia attenta, ed è affiancata da un team di attori molto diligenti. Shah Rukh Khan è sobrio e insostenibilmente affascinante. Accetta di buon grado di restare defilato e cedere il passo ad Alia, ma è comunque impossibile ignorarlo: sai che c'è, che è lì da qualche parte sul set, e l'occhio lo cerca di continuo.

Dear Zindagi non è banale, è verboso (è la natura dell'argomento a richiederlo) ma non cade mai nella dissertazione clinica, e Kaira non è caricaturale. DZ è quel genere di pellicola che ti scuote e apprezzi più nei giorni successivi che non durante la visione, perchè il tono lieve e ingannevolmente rassicurante ne cela valore reale e sottigliezze.

TRAMA

Kaira vive a Mumbai e lavora nel cinema. Di botto perde appartamento, due fidanzati, e un ingaggio da urlo. Avvilita, torna dai genitori a Goa. Kaira avverte in modo confuso che qualcosa non va. Litiga con la famiglia. Non dorme. Ed ecco che entra in scena Jug.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sfuriata di Kaira a casa dei genitori
* Il racconto a Jug del suo trauma infantile (grandissima Alia)
* Il dolore del distacco da Jug, a terapia conclusa (forse il punto più alto del film)

RECENSIONI

Rediff: ****
"Any on-screen depiction of a patient-therapist dynamic is inevitably oversimplified, as basic psychology is made universal and palatable, and issues are sorted with simplistic ease. What separates the good portrayals from the weak are, I believe, a lack of obviousness, relative realism in the dialogue, some evident (and some hidden) insight, and, most importantly, the feeling that the character is actually learning something right in front of our eyes. (...) Shinde scores on these fronts, cannily focussing on a dyspeptic protagonist whose default setting is to be rubbed the wrong way. (...) This linen-clad therapist, a twinkly-eyed man who tinkers with bicycles and plays kabaddi with waves on the beach, is too good to be true, right from the get-go. He talks, she listens and we, leaning forward, eavesdrop. That is all this darling little film does, and all it needs to do. He is played, with a knowing smile and easy grace, by Shah Rukh Khan, and there is a dashing effortlessness to his charm. We have rarely seen Khan not angling for a girl, and he shines here as he exhorts his young charge toward revelation while backing away from conversational - and cinematic - spotlight. Modesty might not be a colour familiar to him, but Mr. Khan wears omniscience lightly and majestically. (...) The preternaturally talented Bhatt plays Kiara with defiant pluck, a shy girl overcorrecting for her insecurity, lashing out before she's lashed at. There are times the performance appears showy, but the actress brings such a raw, earnest vulnerability to her highly flawed character that she remains compelling throughout. (...) The supporting cast is uniformly solid. (...) The writing is what really shines, restrained and easy. (...) Shinde might be the most celebratory feminist among our mainstream filmmakers, her heroines far from being defined or restrained by men. Dear Zindagi is a lovely picture, made with finesse and heart, and one that not only takes some stigma off the idea of seeking therapy, but - in the most natural of ways - goes a long way in making a viewer think of the people who matter most. The single smartest trick in this film, however, may well be the primary casting decision. Because a good therapist is a superstar".
Raja Sen, 25.11.16

Mid-Day: ***
"Don't know whether the script's been through several redrafts, or there were too many second thoughts while shooting or editing this film. Throughout, it does seem like the filmmakers are holding back from saying something more. Or they just say it, and step back anyway, making it look ever so slightly clumsy, and patchy in parts then. (...) This film, at its core, is very much an 'indie', as it were - a very talkie/ conversational sort of feature, perhaps preachy, (...), but mostly quiet, even indoorsy. (...) It just appears as if the film's unable to find a point, place a nail there, and just hammer it in. Which was so not the case with Shinde's masterstroke, English Vinglish (2012). This film, instead, touches upon a whole bundle of stuff, often only saying or suggesting it, rather than even showing it".
Mayank Shekhar, 27.11.16

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: Alia Bhatt e Shah Rukh Khan, la sceneggiatura
Punto debole: la terapia (troppo semplicistica)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Alia Bhatt - Kaira
* Shah Rukh Khan - Jug
* Ira Dubey - Fatima
* Yashaswini Dayama - Jackie
* Kunal Kapoor - Raghuvendra
* Ali Zafar - Rumi
* Rohit Saraf - Kiddo
* Angad Bedi - Sid
* Aditya Roy Kapur - cameo

Regia e sceneggiatura: Gauri Shinde
Colonna sonora: Amit Trivedi
Traduzione del titolo: zindagi significa vita
Anno: 2016

RASSEGNA STAMPA (aggiornata al 20 agosto 2022)

* Alia Bhatt: Last actor standing, Raja Sen, Mint, 20 agosto 2022: '“In Alia I saw the restlessness, the raw hunger, the impatience, the charm and the potential to portray Kaira,” Shinde says. “When she heard the script the character truly resonated with her, and I could believe that. Frankly, it’s also a lot of how I have been, impatient and restless, and one recognises those traits in another instantly. It was very important for me that Kaira was a young, ambitious professional. (...) Also, her uniqueness and self-challenging attitude to choose something that not many women had been doing so far. I hadn’t seen many female DoPs (directors of photography). I thought Alia’s delicate, small-built physical structure holding this big, fat camera is even more striking.” Bhatt spent time with DoP Laxman Utekar to understand the camera and acquaint herself with its operations, “to not simply look authentic but for it to become a part of her. (...) It is probably a god-given - or genetics-given - gift, (...) but she is not just sitting on it. She seems to be taking this gift and deepening it, growing it and honing it constantly. Those delicate shoulders have certainly been ready to take on more”.'

CURIOSITA'

* Riferimenti a Bollywood: Sholay, Salman Khan, English Vinglish.
* Riferimenti all'Italia: pasta al ragù; Rumi pronuncia in italiano la frase Vorresti fuggire con me; Jug cita l'opera italiana.

GOSSIP & VELENI

* Ali Zafar nel 2018 è stato accusato di abusi a sfondo sessuale.

21 aprile 2014

TOTAL SIYAPAA



Ci sono film che incontrano di colpo una sorte infelice, recensioni impietose e incassi deboli, alcuni titoli se lo meritano (altri sfuggono a questo destino ma se lo meriterebbero alla stragrande) altri invece ci cadono per caso e finiscono in una categoria in cui non dovrebbero assolutamente stare.  Coloro che sgranocchiano quotidianamente film come biscotti, e che non potrebbero vivere senza, non si lasciano certo impaurire da tutto ciò che è stato detto, scritto e diffuso in rete. E a volte si fanno delle belle scoperte, come nel caso di Total Siyapaa.

TRAMA
Aman (Ali Zafar) e Asha (Yami Gautam) decidono di sposarsi. Arriva finalmente il giorno in cui la ragazza decide di presentare il fidanzato alla sua rumorosa famiglia punjabi, ha parlato a tutti di lui ma ha dimenticato un dettaglio, l’uomo che ha scelto di sposare è pachistano.

Fare una buona commedia non è affatto facile, continuo a credere che sia più difficile far ridere che far piangere, soprattutto se si rincorre l’obiettivo nel modo giusto, senza rifugiarsi in battute scontate, doppi sensi e a volgarità. Total Siyapaa è una commedia pulita ambientata nell’arco di una sola notte, un film/teatro breve ma ritmato, del quale non scarterei nemmeno un secondo. La storia è guidata da una serie di disavventure che le coppie miste prima o poi si ritrovano ad affrontare, alcuni spunti comici dello script sono presi da situazioni molto meno cinematografiche di quello che si potrebbe pensare. Il film è ben saldo al terreno grazie alle interpretazioni di un cast da applaudire fino a fratturarsi le mani, la cui regina incontrastata è Kirron Kher (favolosa e inimitabile!) accanto al suo compagno di scena, e di vita, Anupam Kher (un puro spasso, che altro dire).  
Ali Zafar è una presenza alternativa a Bollywood, il ragazzo merita davvero, la sua personalità e accattivante e stuzzica più di un aperitivo, per farmi felice dovrebbe girare come minimo un film al giorno. Semplicemente lo adoro e lo trovo perfetto soprattutto per la commedia intelligente (vedi il fantastico Tere Bin Laden) o più elegante, un po’ Hollywood degli anni d’oro, come Total Siyapaa.  Se c’è un genere cinematografico la cui qualità sta andando a picco negli ultimi anni è proprio la buona commedia, ovvero film che non siano solo simpatici, ma che facciano veramente ridere (e ridere di brutto), che riescano a convincere anche un pubblico internazionale e che non siano fiere di volgarità e ragazzotte in bikini. C’è bisogno di prodotti come questo per risollevare la media, pertanto la notizia del suo scarso successo mi resta proprio sullo stomaco, neanche fossi andata subito a letto dopo una serata di giropizza.
Si gioca con intelligenza, e senza parteggiare per una causa piuttosto che per un’altra, sul tema indiani/pachistani, ma si lancia la palla in un campo neutro: una modernissima Londra multirazziale dove Aman e Asha si innamorano senza tenere conto dei rispettivi paesi di provenienza.  A rinfrescargli la memoria saltano fuori poi tutta una serie di personaggi, dal poliziotto britannico ossessionato con le “indagini preventive”, alla madre della ragazza, una casalinga punjabi vecchio stile che sfoggia dei monologhi degni di un drammaturgo ubriaco. Al quadretto di pura follia si aggiunge un padre smemorato che vaga per la città mettendosi in una serie di guai, una fratello razzista e teppista, un nonnetto armato, una sorella maliarda che beve vino a “scopo terapeutico” e il suo marito spilorcio terrorizzato dall’idea di spendere denaro. 
Mi sto dimenticando di qualcuno, ma si, Asha, ovvero Yami Gautam. Un’attrice con i piedi per terra e non una diva da copertina, capace di illuminare lo schermo con un sorriso ma anche di far ridere tanto quanto Ali Zafar e Kirron Kher. Oltretutto la trovo bellissima, insomma, se fossi un regista la scritturerei di continuo, fino all’età della pensione.
Neanche dieci minuti e Total Siyapaa è già candidato a diventare uno dei miei film preferiti del 2014. Non conosco quali saranno le sorprese delle prossime stagioni, ma è certo che questo titolo, responsabile di avermi causato un attacco di colite dalle risate, merita di sicuro un posto nella mia top ten.

Il mio giudizio sul film : **** 4/5
Giudizio direttamente proporzionale all'attacco di colite causato.


ANNO: 2014
REGIA:  E. Nivas
TRADUZIONE DEL TITOLO : Caos totale

CAST
Ali Zafar ............................. Aman

Yami Gautam .........................Asha

Kirron Kher ........................... la madre di Asha

Anupam Kher ......................... il padre di Asha

Sarah Khan................................. la sorella di Asha

Anuj Pandit ............................il fratello di Asha

Vishwa Badola .................. il nonno di Asha

COLONNA SONORA: Ali Zafar

PLAYBACK SINGERS: Ali Zafar e Fariha Pervez

04 aprile 2012

LONDON PARIS NEW YORK



Il nuovo anno bollywoodiano si apre con una pioggia di pellicole romantiche più o meno riuscite. Da un lato la frizzante semplicità di Ek Main aur Ekk Tu e dall’altro l’occasione mancata di Tere Naal Love Ho Gaya o le prove tecniche di disastro di Ek Deewana ThaLondon Paris New York propone l’affascinante attore, cantante,  compositore  Ali Zafar  al  fianco di Aditi Rao Hydari, promossa attrice protagonista dopo sei anni di gavetta in parti minori.


TRAMA
Nikhil (Ali Zafar)  e Lalitha (Aditi Rao Hydari) si perdono e si ritrovano nel corso degli anni in tre città diverse,  si lasciano e si rincorrono, litigano e si desiderano. Passando per Londa, Parigi e New York il lungo tira e molla tra i due ragazzi  rincorre il suo lieto fine o semplicemente la parola F I N E.


Come iniziare l’elenco dei tanti spunti originali del film? Dunque: c’è un eroe aspirante regista e un’eroina decisa a studiare in America, entrambi festeggiano passeggiando per il centro di Londra la loro conquistata libertà
Riprovo.
Due sconosciuti si conoscono in aeroporto, i loro voli sono in ritardo così decidono di visitare insieme la città in cui fanno scalo e improvvisamente si innamorano.
No.
C’è una love story ambientata in Europa  e una corsa contro il tempo a fermare un matrimonio che non s’ha da fare.
Nemmeno.
C’è un ragazzo che si dimentica di chiudere a chiave la porta di casa prima di lanciarsi a letto con la nuova conquista giusto in tempo perché la donna che ama possa coglierlo in flagrante.
Dopo questa abbandono l’impresa e ripiego in un elenco disordinato degli attimi per cui vale la pena di guardarlo:
La divertente gag della panchina londinese, messaggio chiaro e simpatico capace di schivare battute  spicce o facili volgarità.
Lalitha che, avvolta in un candido lenzuolo, fa colazione in una terrazza parigina spizzicando croissants, Nikhil che sorride a mezza bocca con l’aria di chi si sente fighissimo.
La canzone dei titoli di coda ed il look degli attori nella visualizzazione del brano.
Le immagini della notte d’amore tra i protagonisti e il passionale bacio a Brooklyn.
Dulcis in fundo: Ali Zafar, sempre gradito in tutte le salse, e le apparizioni speciali di Londra, Parigi e New York, visioni ugualmente amabili sul grande schermo.

Una volta aperta la confezione si comincia a sognare di averci trovato dentro ben altro, la pellicola regala  però qualche buon momento e può essere una scelta felice per impegnare una pausa pranzo o una serata in cui si è troppo stanchi per fare qualcos’altro. C’è chi ha definito LPNY una ventata  fresca nell’universo della rom - com made in bollywood, non male come definizione soprattutto se il film è sostanzialmente fatto d’aria.  Aria venduta in bottiglia, o meglio, più e differenti bottiglie sigillate con una promessa di turismo visivo da sala cinematografica e colorate da qualche battuta piccante o un paio di scene piuttosto sensuali. Il film purtroppo  non riesce nemmeno a dichiararsi  un "nonsense movie" di dimensioni colossali come lo fu  Jhoom Barabar Jhoom  (nel quale dal primo minuto all'ultimo si assisteva ad una catena di situazioni da capelli verdi) si tratta più che altro di qualcosa che nascendo con la pretesa di essere  moderno e dissacrante è finito con l’apparire posticcio tanto quanto il guardaroba di una soubrette.

Il mio giudizio sul film: ** 2/5


ANNO: 2012
REGIA : Anu Menon

CAST:
Ali Zafar ………………………… Nikhil Chopra
Aditi Rao Hydari …………….. Lalitha Krishnan


COLONNA SONORA : Ali Zafar
PLAYBACK SINGERS: Ali Zafar, Aditi Rao Hydari, Sunidhi Chahuan, Asad Ahmed, Ali Mustafa, Danyal Zafar


QUALCOS'ALTRO:

Ali Zafar è per la prima volta anche compositore dell'intera colonna sonora, Aditi Rao Hydari ha lavorato come attrice non protagonista in Delhi 6, Rockstar e Yeh Saali Zindagi.

Sito Ufficiale del film.Clicca qui.

24 ottobre 2011

MERE BROTHER KI DULHAN

Ecco il tipo di film a cui non si può resistere. La storia è tradizionale, gli ingredienti sono quelli consueti della commedia sentimentale, quelli attesi, ma lo sviluppo è  fresco, leggero e il gusto attualizzato.
Ali Abbas Zafar non rischia ma diverete e non delude.

TRAMA

Luv Agnihotri (Ali Zafar), giovane in carriera a Londra, dopo essersi lasciato con la fidanzata, Piyali (Tara D’Souza), chiede al fratello Kush (Imran Khan) di trovargli una sposa indiana. Durante la scrupolosa ricerca, Kush si imbatte in Dimple Dixit (Katrina Kaif), affascinante, vivace e di ottima famiglia, è la candidata perfetta.

RECENSIONI

The Times of India ***
Imran Khan e Katrina Kaif formano una coppia del tutto insolita. Imran è il ritratto della sobrietà e del basso profilo. Mere Brother Ki Dulhan finisce con l'essere una commedia leggera e briosa, nella quale la tipica storia d'amore bollywoodiana dimentica la tradizione e diviene non convenzionale. Ma solo in parte. MBKD è un interessante debutto per il regista Ali Abbas Zafar, però ironicamente qualcosa sembra trattenerlo dal creare una commedia completa. Il primo tempo non convince. La festa comincia con l'arrivo di Ali Zafar, che ci mette un po' a scaldarsi ma poi nessuno lo ferma più. L'attore aveva già mostrato la sua inclinazione per la commedia in Tere Bin Laden. E' il fattore verve che funziona in modo ammirevole, dal momento che il film non ha una storia di cui gloriarsi. MBKD cerca di mantenere alta la propria vivacità in termini di narrazione e di interpretazioni, e riesce per la maggior parte del tempo a far sorridere.
Nikhat Kazmi, 09.09.11

Hindustan Times *1/2
Imran Khan in Mere Brother Ki Dulhan si guarda intorno perennemente confuso. Il suo personaggio si trova in una situazione complicata senza necessità, faticosa, zoppicante, solo allo scopo di servire una trama sovra-immaginosa. Ali Zafar è informale e affascinante. Lo so che non dovremmo sempre paragonare il cinema con la realtà, ma nemmeno film come questi dovrebbero trattare di alieni, cosa che invece MBKD fa. La pellicola è così tirata da tutti i lati che si può vederne lo strappo al centro. Difficile dire se il personaggio interpretato da Katrina Kaif sia incessantemente ribelle o piattamente ritardato, un equilibrio delicato che alcune recenti (ma più godibili) commedie romantiche hanno gestito molto bene (Tanu Weds Manu, Jab We Met).
Mayank Shekhar, 09.09.11

Diana ***
Due ragazzi e una ragazza in una delle tante variazioni del classico triangolo sentimentale: lei ama lui, lui ama lei, ma lei è fidanzata con un altro. Rivisitazione in forma di commedia senza drammi o lacrime. Il film segue i binari di una trama semplice, diciamo pure esile, la cui forza è l'intento disimpegnato e festoso. I due innamorati si liberano del terzo incomodo senza ferire o scontentare qualcuno. Giocano, complottano, si divertono e non si prendono mai troppo sul serio.
Ali Abbas Zafar, al suo debutto (è stato assistente alla regia di altre ottime produzioni Yash Raj, tra cui Tashan e New York), dirige affidandosi al carisma dei suoi protagonisti: il bel Ali Zafar (a bollywood sono tutti pazzi di lui), Imran Khan, fisicamente meno appariscente ma di sicuro fascino, e Katrina Kaif, che lo ripagano con generosità.
Un film che rilassa e intrattiene: non è poco!

Il bello:
- Kush e Dimple si confrontano; alle loro spalle il Taj Mahal: un'immagine bellissima.
- Il rapporto giocoso tra Kush e Dimple.

Il brutto:
 - L'iniziale look rockettaro di Katrina, seppur funzionale allo sviluppo del personaggio.
E' un vero peccato che dopo il meritato successo di Rock On!! non si possa più fare a meno di infilare una rockstar tra i protagonisti di ogni pellicola.
- Sempre Katrina (Dimple) che attraversa la strada bendata. Più che di una simpatica bravata si tratta di un'imperdonabile idiozia.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Kush Agnihotri - Imran Khan
Luv Agnihotri - Ali Zafar
Dimple Dixit - Katrina Kaif
Piyali Patel - Tara D’Souza
Colonel Agnihotri - Parikshat Sahni
Mr. Dilip Dixit - Kanwaljit Singh
Special appearance - John Abraham

Scritto e diretto da Ali Abbas Zafar

Prodotto da  Aditya Chopra

Musiche di Sohail Sen

Coreografie di  Bosco Martis e Caesar Gonsalves

Distribuito da Yash Raj Films

Anno 2011

CURIOSITA'

- I riferimenti ad altri film contenuti in Mere brother ki dulhan sono numerosi. I più divertenti sono quello a Qayamat Se Qayamat Tak ( "io non sono Aamir Khan e tu non sei Juhi Chawla") e la  title song in cui Imran omaggia i 3 Khan: lo zio Aamir di Rang de Basanti, Shah Rukh Khan in Dil se e Salman in Dabangg.  Il gesto di Salman di portare le mani alla cintura sulle note di Udd Udd Dabangg è diventato un cult; persino Shah Rukh Khan, in occasione degli IIFA 2011, ne ha fatto una splendida imitazione.
Shah Rukh Khan agli IIFA 2011 (al decimo minuto).
Un assaggio del video della canzone Mere brother ki dulhan.

- Il direttore musicale di Mere brother ki dulhan, Sohail Sen, è il giovane autore della colonna sonora di What's Your Raashee?

- Oltre alla chitarra in mano, lo stile di Katrina prevede un'ispirazione grunge. Prima di lei ad apparire sullo schermo sexy, decise ed indipendenti, sono state l'indimenticabile Aishwarya Rai di Crazy Kiya Re (Dhoom 2) e Kareena Kapoor in Chhaliya (Tashan).
L'articolo integrale di Bollywood Hungama.

- Ali Zafar cantante e musicista pakistano, nel 2010 è stato protagonista di un fulminante debutto da attore con il geniale Tere Bin Laden. In Mere Brother Ki Dulhan ha incantato la critica confermando le sue doti.
Eccolo scatenarsi nella canzone Madhubala, a cui ha prestato anche la voce.

- Sembra che ci siano delle notevoli somiglianze tra la trama di Mere Brother Ki Dulhan e quella di Sorry Bhai!, film del 2008 con Shabana Azmi e Boman Irani, diretto da Onir (I Am).

Il sito ufficiale del film.

15 gennaio 2011

TERE BIN LADEN



Sfido qualunque regista del pianeta a realizzare un buon film partendo da questi presupposti : 1) C’è un sosia di Osama Bin Laden che corre dietro alle galline 2) c’è un giornalista semi-disoccupato che si trucca da yankee per ottenere un visto 3) c’è l’intelligence americana pronta a sbucare dal tombino o in attesa di news in sotterranei dove si serve Nescafè 4) ci sono un falso Bin Laden e un agente FBI che si ritrovano ad urinare da una parte e dall’altra dello stesso cespuglio (vietato tradurre cespuglio in inglese).

L’impresa sembra disperata e invece qualcuno c’è riuscito. Abhishek Sharma ha superato la prova ed è appena un debuttante. Chissà quante altre sorprese ci aspettano.


TRAMA

Ali Hassan (Ali Zafar) è un reporter per una tv locale pakistana ma sogna di emigrare negli Stati Uniti per far decollare la sua carriera. Quasi rassegnato a riporre nel cassetto il suo sogno a stelle e strisce, Ali incontra Noora (Pradhuman Singh) , un ingenuotto allevatore di galli sosia esatto di Bin Laden . Grazie all’aiuto di una truccatrice , di uno scriptwriter capace di comporre in arabo, di un cameraman e un doppiatore, Ali mette in piedi una farsa colossale: un finto videomessaggio da vendere come scoop alle emittenti televisive. Ovviamente non ha idea delle conseguenze del suo piano..


L’innominabile viene nominato, anzi diventa lo spunto per una pazza commedia brillante che oltre ad intrattenere ricostruisce in maniera ironica la guerra dei media , l’Osamafobia, le paranoie e le reazioni più comuni, proponendo a suo modo un messaggio di pace. Il film intreccia catene di fraintendimenti, iper-situazioni e parodie ma la storia procede in modo coerente e del tutto non convenzionale. Di Abhishek Sharma ( che del fim è anche sceneggiatore) colpisce certo l’originalità e l’abilità di combinare la satira più sfrenata a commenti piuttosto concreti.

Tere Bin Laden è un film da seguire con trepidazione dall’inizio alla fine e l’idea da cui si sviluppa è semplicemente geniale. Un esperimento di 120 minuti, un’imprevedibile fusione tra due elementi in netto contrasto: l’ilarità del film da una parte e lo spauracchio del terrorismo e la caccia all’uomo più clamorosa della storia dall’altra. I registi della nuova generazione indiana sono impazienti di esprimersi e hanno tutti i mezzi per dare voce alle proprie idee. Non ci resta che attendere e godere dei frutti di tanta creatività e dinamismo.


Il mio giudizio sul film **** 4/5


Sito Ufficiale del Film. TereBinLaden.com



RECENSIONI:

THE TIMES OF INDIA ***
TBL è superiore a molte commedie bollywoodiane di successo, perchè vanta una sceneggiatura intelligente ed una buona recitazione. Godetevi la satira.
Nikhat Kazmi, 15.07.10


HINDUSTAN TIMES ***
Mi hanno detto che Karachi possiede una sua versione di yuppie, detti burg. Il protagonista di TBL è appunto un burg. E cosa rara per un film indiano, la storia narrata è davvero ambientata a Karachi. L'ingegnosa sceneggiatura (Abhishek Sharma) in stile burlesco procede a briglia sciolta, meravigliosamente, come un volo selvaggio dell'immaginazione. Lo stupefacente compimento comico è nel suo modo così convincente di scherzare su una tragedia. Cosa desiderare di più basso? Tirate dritti e, privi di sensi di colpa, fatevi una scorta di risate!
(Autore non indicato), 16.07.10


BOLLYWOOD HUNGAMA *** ½
Un cast composto esclusivamente da giovani attori, sicuri di se, ma soprattutto di talento, fa partire il film con la spinta giusta. Ali Zafar è già una star, questo è certo.
Di Taran Adarsh


ANNO: 2010

REGIA : Abhishek Sharma

TRADUZIONE DEL TITOLO : Doppio senso, può tradursi come “Senza te Laden” o “Tuo Bin Laden”


CAST:

Ali Zafar……………. Ali Hassan
Pradhuman Singh …………….. Noora
Sughanda Garg ……………… Zoya
Rahul Singh…………………… Qureshi
Piyush Mishra ……………………Majeed Khan
Barry John……………………….Ted Wood


COLONNA SONORA: Shankar – Ehsaan - Loy


QUALCOS’ALTRO:

Il protagonista è Ali Zafar , cantante pakistano soprannominato "Principe del Pop", qui al suo debutto cinematografico, l’attore sfoggia un innato talento per la commedia brillante e una buona dose di autoironia. Promosso!! Per saperne di più consultate il suo Sito Ufficiale, Alizafar.Net

Il film è stato girato quasi interamente a Hyderabad cercando di riprodurre le strade di Karachi. Gli scenografi hanno compiuto mesi di ricerche per ricreare scenari esterni somiglianti.

L’attore Pradhuman Singh è stato trasformato nel sosia esatto di Bin Laden attraverso una lunga sessione di trucco. Guarda il video del Making of.

E’ stata vietata la distribuzione del film al cinema (e anche del dvd) in Pakistan e negli Stati Uniti. La tematica e gli eccessi di satira non sono stati approvati.