30 ottobre 2019

S A A H O


Avevo letto le recensioni indiane negative, ma sinceramente non mi aspettavo un film così scadente. L'immagine pubblica di Prabhas mi piace. Sembra un uomo amabile e perbene. Il fantasmagorico successo riscontrato dai due capitoli di Baahubali non ha scalfito il senso della realtà dell'attore. Però accettare il ruolo di Saaho, il protagonista di questa pellicola, è stata una decisione incauta. 
Non ricordo un solo dettaglio positivo di Saaho, salvo forse il colpo di scena prima dell'intervallo. Film lunghissimo, noiosissimo, dalla trama pasticciata e incomprensibile, dalle tonalità inutilmente fosche, dalla sceneggiatura che, più che raccontare, si limita a sputare eventi come capita, dalla regia sbronza, dal ritmo singhiozzante, dalle interpretazioni piatte. Saaho parte infliggendoci una catena interminabile di premesse incastonate una nell'altra, e pare che la storia vera e propria non inizi mai. La pellicola è infarcita di sequenze superflue che non contribuiscono alla narrazione nè tantomeno al divertimento, sequenze implausibili, inverosimili sino al delirio, sequenze che andavano riviste o (meglio) spietatamente tagliate. 

Saaho è costato una cifra astronomica, eppure i set non mi hanno impressionata, nè le roboanti scene d'azione, nè le coreografie o la colonna sonora. Il difetto peggiore a mio parere è la totale assenza di ironia, per cui gli eccessi - e sono parecchi, e colossali - infastidiscono invece di stupire e/o intrattenere. Ogni singola parola viene declamata, i dialoghi sono pomposi, i personaggi vacui e insopportabili. Qualche battuta e qualche episodio tentano con sforzo avvertibile di strappare un sorriso, senza riuscirci. Non si crea empatia con i protagonisti, della cui sorte allo spettatore non importa una cippa. 
Fra Saaho e il cambio di stagione nel guardaroba, scelgo il secondo. Persino un documentario sul manto stradale appassionerebbe di più.

TRAMA

Il capo di un cartello mafioso alla guida di un impero economico viene brutalmente ucciso. Si scatena la guerra fra le varie fazioni per la successione. 

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Il cambio di stagione nel guardaroba.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Saaho.

RECENSIONI

Deccan Chronicle: (versione telugu) * 1/2
'Right from the beginning to the end, nothing holds the viewer's interest. Saaho is a completely mindless and unbearable film and one fails to understand how the makers poured so much money into it without any proper story. Even the action scenes are not impressive. While Saaho was being touted as a screenplay-based film, there is in fact no screenplay at all and everything is a disjointed mess. There are too many artistes in the film with a lot of incoherent action scenes, gunfire and racing. For the entire duration of the movie, one simply cannot understand what is happening onscreen. (...) There are no outstanding performances in Saaho. Prabhas’ looks and outfits are unimpressive and he seems a bit lazy and disinterested as he trudges through the film wearing only one expression. Also, Shraddha Kapoor is a total waste in this film while several other Hindi actors like Mahesh Manjrekar, Jackie Shroff, Neil Nitin Mukesh, Mandira Bedi and Tinnu Anand appear and disappear at will. The music and action scenes don’t do anything to redeem the film either. Sadly, Saaho is an unbearable watch. (...) This is easily one of the worst movies in recent times'.
Suresh Kavirayani, 31.08.19

Mid-Day: (versione hindi) * 1/2
'This film is so complex in its stupidity that at some point you fear for your brains dimming a bit, if you try too hard to understand what Saaho is really about. (...) This movie is an attempt to blow your brains out with a series of non-stop, high-octane action sequences, between a bunch of music-videos, with a strange mix of Punjabi pop and wannabe-Rahman peppiness. The aim is to play up Prabhas's under-stated swag. And basically propel him as the superhero, plus arch-enemy, all rolled into one - constantly announcing his entries and exits on screen. Every scene and dialogue is supposed to be a movie moment'.
Mayank Shekhar, 30.08.19

Cinema Hindi: * 1/2
Punto di forza: -
Punto debole: (non ho mica tutto questo tempo).

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Prabhas - Saaho
* Shraddha Kapoor - Amritha
* Jackie Shroff - Roy
* Neil Nitin Mukesh - Ashok
* Chunky Pandey - Devaraj
* Murali Sharma - David
* Mandira Bedi - Kalki
* Mahesh Manjrekar - Prince
* Tinnu Anand - Prithviraj, padre di Devaraj
* Jacqueline Fernandez - item song Bad boy

Regia e sceneggiatura: Sujeeth
Sceneggiatura: Sujeeth, Ashwin Madasu, Anil Kumar Upadyaula
Colonna sonora: Shankar-Ehsaan-Loy, Tanishk Bagchi, Guru Randhawa, Badshah
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Saaho è stato girato in simultanea in telugu, hindi e tamil, e doppiato in malayalam e kannada.
* Riferimenti all'Italia: Armani. La troupe di Saaho era a Roma nell'ottobre 2018, e i titoli di coda lo confermano. Chiedo scusa agli amici romani, ma io non ho identificato nessuna località nel film (ho visto la versione telugu) che possa essere associata alla nostra magnifica capitale (forse dormivo).

GOSSIP & VELENI

* Ashok a testa in giù? Se non sei Ram Gopal Varma, meglio evitare inquadrature azzardate.

28 ottobre 2019

KHANDAANI SHAFAKHANA


Il soggetto di Khandaani Shafakhana è pari, per capacità di sbalordirmi, a quello di Ek Ladki Ko Dekha Toh Aisa Laga. Pur non vantando un cast di stelle - con l'esclusione di Sonakshi Sinha -, KS rimane nell'ambito del cinema di intrattenimento, ma tratta un tema delicato e insolito: le disfunzioni sessuali maschili. Come se non bastasse, la protagonista assoluta della storia è una ragazza nubile di Amritsar, Baby, che si ritrova, suo malgrado, a dover curare questi disturbi, per poi scoprire - scandalo degli scandali - che la professione l'appassiona. KS è risultato un flop gigantesco al botteghino: gli spettatori indiani, anche nelle megalopoli, hanno girato talmente al largo dalla pellicola da cambiare residenza.

Diretto da una regista, Shilpi Dasgupta, KS non è mai volgare, però non è nemmeno troppo sottile. La sceneggiatura è molto debole e spegne un soggetto brillante e dalle grandi potenzialità. La commedia ha un ritmo stanco, la narrazione non coinvolge. I dialoghi sono altalenanti. I personaggi insignificanti. Le interpretazioni reggono (applauso al sempre ottimo Kulbhushan Kharbanda). Una menzione speciale per il coraggio dimostrato da Sonakshi Sinha e da Badshah nell'accettare i rispettivi ruoli. Buone le scenografie.

TRAMA

Baby è una (fantasiosa) rappresentante di medicinali e il sostegno economico della sua famiglia. Muore lo zio. Baby è l'unica erede testamentaria, anche se il lascito si rivela non proprio allettante, e le condizioni poste dal defunto un tantino imbarazzanti.

RECENSIONI

Hindustan Times: **
'The problem arises when a film like this tries to play sexual troubles for laughs (...) and while Khandaani Shafakhana tries to eventually reach out with empathy, the initial attempts at humour rise mostly from the heroine’s disgust. The other problem comes from the film’s unnecessary attempts at melodrama, but these are both redundant and half-baked. (...) That hurts this film’s simple, good-natured spirit. A big positive comes from the rapper Badshah. (...) It’s a bold role for the musician to take, one that is aware of the connotations, as other characters in the film call him “a homo pop star” because his equipment doesn’t work. Again, the joke is on them and not him - but who is the audience laughing at? Still, big ups to the rapper to take on this persona. (...) Despite visible attempts at sincerity, the actress (Sonakshi Sinha) can’t make the character work (...). Baby Bedi is a poorly written character of convenience, witless in one scene and quick in another, behaving as the script needs her to, and not how the character would. She tries very hard, but her presence only underlines how this is basically an Ayushmann Khurrana film without Ayushmann Khurrana. There is, refreshingly, no hero to speak of. (...) The film has some smashing lines'. 
Raja Sen, 02.08.2019

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: il soggetto
Punto debole: la narrazione

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sonakshi Sinha - Baby
* Varun Sharma - Bhooshit, fratello di Baby
* Badshah - Gabru Gathaak, popstar
* Kulbhushan Kharbanda - Mamaji, zio di Baby e Bhooshit

Regia: Shilpi Dasgupta 
Sceneggiatura: Gautam Mehra
Colonna sonora: Tanishk Bagchi, Rochak Kohli, Badshah, Payal Dev
Traduzione del titolo: 'Shafakhana means a place for recovery, a hospital, or a clinic. However, these days, the word Shafakhana in India is often limited to clinics of certain kind, where taboo issues, mainly those related to sex, are claimed to be resolved. Khaandaani means belonging to a family. Khandaani Shafakhana, thus, means a familial clinic or a hospital, but mostly likely one which is not much reliable, and may have a quack instead of a doctor'. (BollyMeaning)
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Badshah è un noto rapper indiano. Ha composto brani per diverse colonne sonore (Khoobsurat, Jazbaa, Noor, Blackmail, Namaste England). KS segna il suo debutto come attore.
* Film che trattano lo stesso tema: Shubh Mangal Saavdhan.

25 ottobre 2019

BATLA HOUSE


Batla House è stato distribuito nelle sale indiane il 15 agosto 2019, festa dell'indipendenza, insieme a Mission Mangal. Al botteghino BH non ha incassato quanto MM ma si è difeso bene. La critica locale lo ha bocciato per tre ragioni: per come viene raccontata la storia - ispirata ad un tragico fatto realmente accaduto -, sia per il contenuto che per la forma; per la retorica nazionalista; per la performance di John Abraham.

Confesso che BH non mi è dispiaciuto. 
E' vero che il film narra l'evento solo dal punto di vista della polizia, e quindi ne prende la parti (supportate da sentenze emesse da tribunali), ma tenta anche, timidamente, di proporre versioni alternative. Va ricordato che si tratta di una pellicola di intrattenimento destinata ad una distribuzione festiva, con una star - Abraham - che interpreta il protagonista, Sanjay, e che concorre alla produzione. Credo che lo sceneggiatore Ritesh Shah non potesse esporsi di più. 
Quanto alla forma, è vero che BH sembra indeciso fra il taglio documentaristico e il film d'azione, però a mio parere il mix è abbastanza riuscito. Il ritmo è in buona parte incalzante, la regia in buona parte decisa, il montaggio in buona parte asciutto. E' un peccato che BH non mantenga lo stesso livello in maniera uniforme per tutta la durata. La trama viene diluita con incursioni melodrammatiche nella vita coniugale di Sanjay. I brani musicali sono visualizzati in modo maldestro. La sceneggiatura si sfilaccia. 

Considerati l'argomento e i tempi, dobbiamo rassegnarci e sorbirci la retorica nazionalista. Così come l'occhiolino strizzato al BJP, il sarcasmo sul Congresso, il pedale schiacciato sulla dicotomia hindu buono-musulmano cattivo.
John Abraham non è un attore fra i più espressivi, però in BH si impegna a farci percepire le emozioni contrastanti di Sanjay. Il suo è un personaggio complesso, forte e deciso con colleghi e superiori, pieno di dubbi e affetto da sindrome da stress post traumatico nel privato. Le lacune in fatto di sottigliezza credo siano da imputare allo sceneggiatore e non ad Abraham. Una menzione speciale per Ravi Kishan, a cui è affidato un piccolo ruolo ma sufficiente a farlo brillare.

TRAMA

La polizia tenta la cattura di un gruppo di terroristi islamici (o presunti tali) nascosti a Batla House, a Delhi. Purtroppo segue uno scontro a fuoco nel quale perdono la vita un poliziotto e due giovani terroristi. La comunità islamica insorge e accusa la polizia di aver ucciso intenzionalmente due studenti innocenti. Segue la trafila legale di rito. Nel frattempo gli agenti continuano le indagini per catturare i complici fuggitivi.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sequenza dell'interrogatorio. I critici indiani non l'hanno digerita, io invece l'ho apprezzata moltissimo.

RECENSIONI

Hindustan Times: **
'There’s promise in the subject of a police encounter scrutinised with extreme cynicism by the rest of the nation, and it builds toward an engaging finale, but Advani stands still too long, meandering through wooden actors and limber item-dancers in subplots that miss the point. The film starts off well, by giving us the Batla House police encounter of 2008 (...) in the first few minutes. This is a bold storytelling gambit from writer Ritesh Shah, leaving us to wallow in the aftermath, with the heroic policeman consumed by doubt and rising media speculations. The problem is that Batla House, with its background score forever ringing climactic, doesn’t seem entirely sure whether it wants to be a Talvar or an Ek Tha Tiger. There are long uninteresting digressions and individual chase-sequences while the film wants to be more. There’s no true tension, largely because of a mediocre supporting cast who are amateurishly theatrical in both their fear and their laughter. Abraham is steely, but a stronger performer could have given this demanding role some shades of grey'.
Raja Sen, 15.08.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: la storia, il ritmo, la sceneggiatura (pur con qualche scivolone grossolano).
Punto debole: la relazione fra Sanjay e Nandita è troppo artificiale.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* John Abraham - Sanjay, ufficiale dei corpi speciali di polizia 
* Mrunal Thakur - Nandita, moglie di Sanjay
* Ravi Kishan - K.K., collega di Sanjay
* Manish Choudhary (buona performance) - Jaivir, superiore di Sanjay
* Sahidur Rahman - Dilshad
* Nora Fatehi - Huma, ballerina
* Rajesh Sharma - avvocato 

Regia: Nikhil Advani
Sceneggiatura: Ritesh Shah
Colonna sonora: Rochak Kohli, Tanishk Bagchi, Vishal-Shekhar, Ankit Tiwari, Stereo Nation
Anno: 2019

CURIOSITA'

* La vicenda reale narrata nel film è molto controversa e ha scatenato in India polemiche infuocate. Cinque esplosioni avvengono a Delhi nel settembre 2008. 30 vittime. L'operazione Batla House ha luogo circa una settimana dopo, con lo scopo di catturare i terroristi islamici responsabili degli attentati. Durante lo scontro a fuoco, due terroristi vengono uccisi, due arrestati e uno riesce a fuggire. Un ispettore di polizia - pare privo del giubbotto antiproiettile - muore in ospedale. In seguito, anche alcuni abitanti dell'area vengono arrestati, scatenando le proteste di partiti politici, organizzazioni a sostegno dei diritti civili, professori e studenti dell'università islamica della città. La polizia viene accusata di aver costruito ad arte l'operazione e di aver ucciso/arrestato degli innocenti al solo scopo di dimostrare di aver identificato i colpevoli delle stragi. Se non erro, l'iter processuale si è concluso scagionando gli agenti coinvolti, ma ammetto che la pagina di Wikipedia dedicata all'argomento mi ha un po' confuso le idee. Non mi è chiaro se vi sia spazio per ulteriori gradi di giudizio oppure no.
* Film che trattano lo stesso tema: India's Most Wanted.

23 ottobre 2019

MISSION MANGAL


Se cercate una recensione obiettiva, navigate altrove.
Un conto alla rovescia e il lancio di un razzo mi inducono a considerare qualsiasi film, anche il più scadente, un capolavoro. L'argomento trattato da Mission Mangal mi esalta, ai titoli di testa so già che la pellicola mi piacerà, una delle prime sequenze prevede giusto un lancio, e dunque non ho scampo. 

Me lo sono proprio goduto. 
Tratto da una strabiliante storia vera, infarcito di licenze cinematografiche - molte inverosimili -, semplificato sino al delirio, spruzzato di retorica nazionalista, eppure gradevole, caldo, eccitante. Akshay Kumar è affascinante, Vidya Balan amabilissima, Vikram Gokhale divino. Massiccia presenza femminile nel cast. I personaggi sono stereotipati ma la sceneggiatura tenta lodevolmente di accordare loro profondità. Il processo di formazione che li coinvolge riguarda la sfera professionale, anche se nel privato qualcosa si muove, purtroppo non in modo sottile.
Gli effetti speciali sono di buona qualità e per fortuna non strangolano la trama. Le scenografie linde ma realistiche. La narrazione entra ed esce dal tema principale, si snoda fra la cucina di casa e l'hangar dove si progettano satelliti. Tutto normale. Tutto straordinario. Vari argomenti vengono sfiorati, fra cui l'autonomia femminile, il razzismo religioso, la condiscendenza con cui le superpotenze liquidano i Paesi che non lo sono. MM è un prodotto compatto. Il commento musicale è in tono, i dialoghi sono tesi, la regia attenta, il montaggio è ottimo e imprime al film il giusto ritmo.

MM è una di quelle rare pellicole in cui la semplificazione può rivelarsi anche un pregio, e in cui la favola per adulti in larga parte si sposa bene con il soggetto. Rendere interessante un dibattito fra scienziati imperniato su orbite di fuga, razzi, satelliti, non è cosa da poco. MM ci è riuscito senza causare decessi per noia in sala e senza propinarci le solite tonnellate di roboanti effetti speciali tipici del genere.
MM narra sostanzialmente una storia (vera) di speranze, di ottimismo, di sogni che si realizzano, di ingegno premiato.

TRAMA

Il lancio di un razzo non va a buon fine. Il direttore di missione non può essere licenziato, e viene convogliato verso un progetto impossibile in perenne stand-by: l'invio di un satellite in orbita marziana. Ne vedremo delle belle.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Alcune secche battute affidate ad un imperturbabile Akshay Kumar.
* La sequenza dell'incidente in moto architettato da Ananth.
* E vogliamo parlare della rissa in metro?

RECENSIONI

Hindustan Times: **
'The facts are stupendous, but director Jagan Shakti decides to go fast and fictional, creating an underdog story that - while often likeable - plays out like a fable. There are cute scenes, but it is worrisome that a film about several incredibly talented women constantly plays up their stereotypical womanhood more than their scientific acumen. (...) Vidya Balan is wonderful as Tara Shinde, a scientist who must juggle her research with wifely and motherly duties. She gives the narrative a boisterous can-do spirit that is eventually well matched by Akshay Kumar’s Dhawan. Kumar is typically solid as he encourages these ladies to shine - he clearly wants this to be his Chak De India - but he is gifted too many of the best lines. Meanwhile the other actresses are given ‘types’ rather than characters. (...) The problem with creating ‘types’ as underdogs - especially in a film that will largely be mistaken for real-life - is that while asking audiences not to judge these female characters, ironically enough the filmmakers have created them (and their quirks) by judging them. Films about science have to simplify the subject - films about rocket-science doubly so - but here things are brought down to a regretfully basic level. So while there are times Mission Mangal plays out as a pleasant enough entertainer with a message, complete with a caricaturish villain (Dalip Tahil with an unholy accent) there are other times everything feels like too much of a stretch - even the runtime. The film becomes a saddening bore'.
Raja Sen, 15.08.2019

Mid-Day: ***
'This is actually a pretty sweet, syrupy film. (...) To a point that you may even forget sometimes that it's entirely a space-mission movie to begin with. And, indeed India's first of its kind. (...) What we do know about scientists? (...) How do you make such folk interesting enough for a feature film; more importantly reaching out to widest audiences, which is toughest still? Through humanizing stories of scientists on screen. (...) Basically make this about people like us. (...) Frankly, the lovely Balan as the deeply passionate ISRO project director, juggling her job with jostling with her family, is all you need to be drawn to this film, that mixes home science with rocket science. (...) As for the actual science itself, it seems like a far too simplistic, superficial series of eureka moments of epiphany. Here's the thing though - in case that bothers you. It did bore me in parts. You know where this film is headed. Most movies suffer from what's called the 'curse of the second half'-set-up all great, but falling flat on the face by the end of it. This is a rare one that reverses that principle. It gets much better towards the end! Until then, you've hopefully been entertained through comedy and drama'.
Mayank Shekhar, 15.08.2019

Cinema Hindi: **** (ero bendisposta e sfacciatamente di parte sin dalla presentazione del trailer)
Punto di forza: l'argomento, Akshay Kumar, Vidya Balan, Vikram Gokhale, il montaggio, il ritmo, l'entusiasmo.
Punto debole: in alcune parti la sceneggiatura e/o la regia sono poco raffinate. Mi riferisco alle analogie col cricket, alla sequenza della telefonata a Kalam, alla rappresentazione dei ricordi infantili degli scienziati.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Akshay Kumar - Rakesh, direttore di missione
* Vidya Balan - Tara (in hindi significa stella), direttore di progetto
* Vikram Gokhale - direttore ISRO
* Taapsee Pannu - Kritika, esperta di navigazione e comunicazione
* Sonakshi Sinha - Eka, esperta di carburnti e propulsioni
* Kirti Kulhari - Neha, esperta di automazioni nei satelliti
* Nithya Menen - Varsha, progettista di satelliti leggeri
* H.G. Dattatreya - Ananth, esperto di materiali da impiegare nella costruzione di satelliti
* Sharman Joshi (non al suo meglio) - Parmeshwar, esperto di impianti di riprese video, fotografiche, eccetera 
* Dalip Tahil - Rupert, scienziato in prestito dalla NASA
* Sanjay Kapoor - Sunil, marito di Tara
* Mohammed Zeeshan Ayyub - Rishi, marito di Kritika

Regia: Jagan Shakti
Sceneggiatura: Jagan Shakti, Nidhi Singh Dharma, Saketh Kondiparthi, R. Balki 
Colonna sonora: Amit Trivedi
Traduzione del titolo: Mangal significa Marte 
Anno: 2019

CURIOSITA' (fonte: Wikipedia)

* Il 5 novembre 2013 l'ISRO lancia nello spazio un razzo con un passeggero illustre: un satellite leggero la cui destinazione è Marte. La missione è denominata MOM (Mars Orbiter Mission) o Mangalyaan (significa Mars-Craft). Il satellite è in orbita marziana dal 24 settembre 2014. Il 30 settembre 2014 l'ISRO e la NASA siglano un accordo per future congiunte missioni esplorative di Marte. Al 24 settembre 2019, il satellite è ancora in orbita e con carburante sufficiente a completare un altro anno.
* MOM è la prima missione interplanetaria indiana. A seguito del pieno successo di MOM, l'ISRO diviene il quarto ente spaziale al mondo ad aver raggiunto Marte, dopo Roscosmos, NASA e ESA; e l'India diviene il primo Paese asiatico ad aver raggiunto Marte e il primo al mondo ad esserci riuscito al primo tentativo. Parliamo di costi? 450 crore circa (1 crore = 10.000.000); ad oggi la missione su Marte meno costosa della storia.
* Gli scienziati indiani hanno lavorato al progetto sino a 18-20 ore al giorno. La struttura del satellite è composta da alluminio e fibre plastiche. Il razzo che ha condotto il satellite in orbita terrestre è stato un ripiego per mancanza di tempo e fondi, anche se non abbastanza potente da lanciare il satellite verso Marte. Realmente accadute anche le sequenze delle accensioni del motore al perigeo e successivi spegnimenti per risparmiare carburante, così come il fallimento di una delle manovre di accensione.
* Il retro della banconota da 2.000 rupie raffigura un disegno del satellite.
* L'ISRO (Indian Space Research Organisation) nasce il 15 agosto 1969. MM, distribuito il 15 agosto 2019, ne celebra il cinquantenario. Il 15 agosto cade la festa dell'indipendenza indiana.
* Il primo mandato di Narendra Modi parte dal 26 maggio 2014, a lancio già avvenuto. Manmohan Singh era primo ministro al momento dell'annuncio della missione e del lancio del razzo.
* Abdul Kalam, ex-presidente dell'Unione Indiana dal 2002 al 2007, era un fisico e un ingegnere aerospaziale. Non ha contribuito alla MOM.
* Jagan Shakti è stato l'aiuto regista in Padman.
* H.G. Dattatreya, ingegnere, è riuscito a conciliare nella sua vita la carriera di ufficiale dell'aeronautica militare indiana con quella di attore. Si è aggiudicato anche un paio di National Film Award. 
* L'attore R. Madhavan sta dirigendo Rocketry: The Nambi Effect, ispirato alla vita dello scienziato dell'ISRO Nambi Narayanan, accusato ingiustamente di spionaggio. Se ho capito bene, c'è lo zampino di Nambi anche nella MOM, perchè il suo team aveva in precedenza sviluppato il motore per la tipologia di razzo che ha lanciato il satellite con destinazione Marte.
* Riferimenti a Bollywood: A.R. Rahman.
* Film che trattano lo stesso tema: Mission Mars: Keep Walking India è un cortometraggio di 24 minuti del 2018 che segna il debutto alla regia dell'attore Imran Khan. Potete visionarlo qui. Il 10 settembre 2019 la mitica produttrice Ekta Kapoor diffonde la serie web Mission Over Mars, prima stagione, 8 episodi. Antariksham 9000 KMPH è un film telugu del 2018 a tema aerospaziale. Vi segnalo anche il fighissimo teaser di Cargo, pellicola diretta da Arati Kadav, coprodotta da Anurag Kashyap e presentata in questi giorni al Mumbai International Film Festival.

GOSSIP & VELENI

* Voglio Akshay Kumar in versione Rakesh Dhawan che sfreccia agile sul tavolo della mia cucina. 
* Hai capito l'India che, zitta zitta quatta quatta, oltre a produrre il miglior cinema del mondo, se ne gironzola per lo spazio...

17 ottobre 2019

M A L A A L


Sanjay Leela Bhansali ha concorso alla produzione, all'adattamento della sceneggiatura, e alla composizione della colonna sonora di Malaal, film incenerito quando non ostentatamente ignorato dalla critica. Così brutto? Non proprio. Malaal racconta la solita storia d'amore fra e per adolescenti, con tutte le semplificazioni del genere, però da un punto di vista tecnico è apprezzabile. La fotografia, i set e le scenografie regalano alla pellicola una marcia in più. Regia e montaggio sono accettabili. 
La narrazione tiene, anche se alcuni dettagli si potevano irrobustire: le motivazioni che spingono Shiva, il protagonista, ad abbandonare il movimento marathi, il suo percorso di formazione, l'infelicità coniugale della madre. Mi aspettavo una maggiore conflittualità nella famiglia di Astha, la protagonista, e meno fatalismo (già a quell'età?). La punizione finale è moralistica e troppo melodrammatica. 
I due giovani attori esordienti a mio parere se la cavano e senza darsi troppe arie, malgrado il lignaggio: Meezaan Jaffrey è il figlio di Javed Jaffrey, Sharmin Segal (timbro di voce interessante) è la nipote di Bhansali. Attendo il loro prossimo ingaggio.

TRAMA

Una brava ragazza, Astha, si innamora di un tipaccio, Shiva. Il tipaccio prova a redimersi, ci riesce, ma è troppo tardi.

RECENSIONI

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: le ambientazioni e la fotografia
Punto debole: il finale

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Meezaan Jaffrey - Shiva
* Sharmin Segal - Astha

Regia: Mangesh Hadawale
Sceneggiatura: Mangesh Hadawale, Sanjay Leela Bhansali, Sanjeev - adattamento dalla storia originale di Selvaraghavan
Colonna sonora: Sanjay Leela Bhansali, Shail Hada, Shreyas Puranik
Traduzione del titolo: rimorso, rimpianto
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Malaal è il remake hindi di 7G Rainbow Colony, film tamil del 2004 diretto da Selvaraghavan che vanta un nugolo di remake in diverse lingue indiane.

GOSSIP & VELENI

* Sanjay Leela Bhansali è lo zio di Sharmin Segal. La madre di Sharmin, Bela, è la sorella di Sanjay ed è la regista di Shirin Farhad Ki Toh Nikal Padi.
* Shiva frantuma il parabrezza della Mercedes del fidanzato di Astha. Il fidanzato fila via abbandonando Astha in mezzo alla strada. Un mondo di gentiluomini.

15 ottobre 2019

ARJUN PATIALA


E' sempre un peccato constatare quanto un film con potenzialità interessanti stenti a decollare e finisca col deludere su più fronti. Arjun Patiala parte bene, con il tono ironico giusto per una commedia scoppiettante e insolita. Sfortunatamente si sgonfia troppo presto. La sceneggiatura, pur con diverse idee divertenti, è debole e incerta. I personaggi sono freddi. Le loro interazioni si capovolgono in maniera repentina e inspiegabile. Il protagonista ad un certo punto stanca, e la protagonista copia - male - il ruolo meglio scritto in Luka Chuppi. Qualche battuta è simpatica ma insufficiente per imporre un ritmo consono alla pellicola, la cui trama diviene tristemente vacua col procedere della narrazione. AP tenta una parodia del masala, e in minima parte ci riesce anche, ma difetta in robustezza per centrare l'obiettivo.

TRAMA

Arjun Patiala, campione nazionale di judo, grazie ai suoi meriti sportivi viene reclutato nella polizia con il grado di ispettore o simile. Due i traguardi da raggiungere: ripulire dai criminali l'area di sua competenza, e conquistare la bella Ritu.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* I titoli di testa sono uno spettacolo. Un applauso a piene mani agli ideatori.

RECENSIONI

Cinema Hindi: **
Punto di forza: l'idea di una parodia con un film nel film
Punto debole: la sceneggiatura deludente

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Diljit Dosanjh - Arjun Patiala
* Kriti Sanon - Ritu
* Varun Sharma - Onidda, il sottoposto di Arjun
* Ronit Roy - Amatjeet, l'ufficiale superiore
* Pankaj Tripathi - il produttore
* Mohammed Zeeshan Ayyub - Sakool, il gangster
* Sunny Leone - Baby Narula

Regia: Rohit Jugraj
Sceneggiatura: Ritesh Shah, Sandeep Leyzell
Colonna sonora: Sachin-Jigar. Orecchiabile il brano Main Deewana Tera, molto hindi pop nel senso più allegro del termine.
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Riferimenti a Bollywood: Kuch Kuch Hota Hai

GOSSIP & VELENI

* Sunny Leone in camicia bianca e completo nero con pantalone sta benissimo!

11 ottobre 2019

KABIR SINGH


Sono giorni che penso alla recensione di questo film. Kabir Singh suscita emozioni contrastanti. Temo di essere troppo severa, anche per ragioni estranee alla pellicola, e temo di non esserlo. 
Parto con la cronologia:
1. KS viene distribuito nelle sale indiane il 21 giugno ed è un successo clamoroso di pubblico;
2. i critici lo stroncano e lo definiscono regressivo e pericoloso per il messaggio misogino che trasmette; 
3. lo sceneggiatore e regista Sandeep Reddy Vanga il 6 luglio concede a Film Companion un'intervista infelice, nella quale fra l'altro dichiara: 'When you are deeply in love, when you’re deeply connected with your woman and vice versa, there’s a lot of honesty in it and if you don’t have that physical demonstration, if you don’t have the liberty of slapping each other, then I don’t see anything there. I feel these women, whoever are criticising it, I feel they were never in love. They’ve probably never experienced it in the right way. I can clearly see they’ve never experienced it and it’s new to them. (...) And if you can’t slap, and if you can’t touch your woman wherever you want and if you can't slap and you can't kiss and you can't use cuss words, I don’t see emotion there';
4. le polemiche diventano infuocate, e non si sono ancora placate.

Ho affrontato KS con scarso interesse, con un bagaglio di pregiudizi, e con la prospettiva di un'incazzatura colossale. Alla prima visione, lo trovo estremamente noioso, ripetitivo, vacuo. A parte Shahid Kapoor, non salvo nulla, e mi sembra eccessivo il polverone sollevato da un prodotto così modesto. Passano i giorni. Rimugino un po'. Alla seconda visione, decido di non lasciarmi distrarre dalla prepotenza del protagonista, Kabir, o influenzare dalle polemiche. Uno sceneggiatore è libero di scrivere la storia che preferisce, anche una storia che non mi piace. Conta com'è fatto un film, come racconta e non cosa racconta.

Ricomincio.
Kabir Singh è il titolo più controverso del 2019, nonchè, ad oggi, il campione hindi d'incassi. Ha umiliato Bharat con Salman Khan, Kesari e Mission Mangal con Akshay Kumar, Total Dhamaal con Ajay Devgan, Super 30 con Hrithik Roshan (War in questi giorni sta tentando il sorpasso). KS è diretto da un regista proveniente dal cinema telugu qui al suo debutto a Mumbai - e al suo secondo lavoro -; è certificato per adulti, classificazione che ha ridotto il bacino di spettatori; non rientra nel filone nazionalista-patriotico ultimamente in voga in India; non vanta un eroe positivo o una trama edificante. Il successo che ha ottenuto è davvero sorprendente.

Il soggetto è estremo: una storia d'amore tossico. Kabir è malato, quindi violento, quindi misogino, quindi autolesionista. Ma seducente, almeno per Preeti, la sua compagna. La sceneggiatura alterna spunti provocatori - non dimentichiamo che KS è una pellicola popolare e non d'autore - a scivoloni grossolani. E' divisa in tre parti. La prima (i due sono studenti) è agghiacciante. La seconda (i due sono laureati) è la migliore, scritta in modo robusto: narrazione, ritmo e dialoghi sono quasi impeccabili. La terza (i due si allontanano) è accettabile. 
KS è pesantemente protagonista-centrico. Kabir monopolizza l'attenzione di Sandeep. Vanga non lo dipinge in modo positivo e non ci nasconde nulla, poi però si pente o perde coraggio. E' ossessivo nei suoi confronti: lo coccola, lo smussa, tenta di renderlo meno ostico allo spettatore. E commette l'errore imperdonabile di giustificarlo. Kabir è l'emblema di una mascolinità infetta e brutale, resta da definire se e in quale misura KS la glorifichi, dal momento che la sceneggiatura, più indecisa che misogina, oscilla fra esaltazione e condanna.

Il contesto è appena accennato, la prospettiva assente. Gli altri personaggi sono ombre il cui unico scopo è ammirare, ascoltare, sostenere Kabir. Preeti è insondabile ma poco sana. All'inizio è solo una sagoma priva dell'uso della parola. E' terrorizzata da Kabir? Non tanto. Lusingata dall'interesse esclusivo e possessivo di Kabir? Direi di sì. Fastidiosamente, la ragazza si compiace di essere ammantata dall'invulnerabilità di Kabir. In sostanza: Kabir vuole dominare, Preeti vuole essere dominata. Le rispettive patologie si completano e non confliggono. Suggerirei un salto dal neurologo pure a Shiva, l'amico servile di Kabir. Il buffo è che tutti e tre i personaggi sono medici, ma non se ne salva uno. 
KS si è guadagnato la certificazione per adulti anche per ragioni moralistiche: Kabir e Preeti, già da studenti, condividono una vita sessuale alla luce del sole, non imposta da Kabir, e vissuta da Preeti con soddisfazione visibile. Questo è forse l'aspetto più rivoluzionario del film. 

KS è per certi versi potente, per certi versi sconcertante, per certi versi trito e scadente, per certi verso sovrastimato nella sua importanza, per certi versi incompreso. Colpisce, disgusta, annoia. E' il risultato di una sceneggiatura interessante, caparbia ma immatura. Shahid Kapoor interpreta Kabir con grande sincerità e convinzione. L'eroico attore si impegna - forse troppo, ed è uno spreco - ad iniettare vita e credibilità al personaggio. La sua performance vale da sola la visione della pellicola. 

Aggiornamento del 24 ottobre 2019: War ha effettuato il sorpasso al botteghino. 

TRAMA

KS è una sorta di nefasta rivisitazione di Devdas, dal finale alternativo.

LA BATTUTA MIGLIORE

Kabir: 'Se non avessi incontrato Preeti, mi sarei specializzato in Neurologia'. (Perchè era una battuta, giusto?)

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Kabir insegue la cameriera con furia omicida. La sequenza è involontariamente comica.
* Geniale la scena del pestaggio organizzato dal fratello di Preeti. 
* Shiva minaccia un'innocua vecchina con un vaso di fiori (queste cose però non si fanno). 

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE 

* La ridicola sequenza di Kabir che si addormenta sulla panchina, mentre Preeti non osa allontanarsi.
* L'avvocato giustifica Kabir con la battuta: 'Democracy does not accept free spirited people'. Eh? Free spirited??
* La sceneggiatura tocca il fondo quando Shiva, per salvarlo, offre a Kabir - violento, alcolizzato, cocainomane - la mano di sua sorella. Lo supplica addirittura. Ma abbattetelo. (KS si è giocato mezza stella solo per questo).

RECENSIONI

Hindustan Times: * 1/2
'Substance abuse is, however, the least toxic thing about this misogynistic film. This is a film about a bully, an abuser of women, an alcoholic surgeon, and a foulmouthed hothead - and that’s just the so-called hero. (...) Kabir Singh applauds its pathetic protagonist, and ends up an obnoxious celebration of toxic masculinity. Shahid Kapoor does well to play Kabir like a hand-grenade who lost his pin hours ago. (...) The film looks slick, and is smartly shot'.
Raja Sen, 22.06.19

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: Shahid Kapoor (****).
Punto debole: le giustificazioni, eccessive e superflue. Lo sceneggiatore è molto maldestro nel suo tentativo di umanizzare Kabir, e combina un pasticcio gigantesco: svuota i personaggi di supporto, inquina la trama, schiaccia il pedale della misoginia.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Shahid Kapoor - Kabir 
* Kiara Advani - Preeti
* Soham Majumdar - Shiva, amico di Kabir
* Nikita Dutta - Jia Sharma, attrice
* Arjan Bajwa - Karan, fratello di Kabir
* Suresh Oberoi - padre di Kabir e di Karan
* Adil Hussain - preside (cameo)

Regia e sceneggiatura: Sandeep Reddy Vanga
Colonna sonora: Mithoon, Amaal Mallik, Vishal Mishra, Sachet-Parampara, Akhil Sachdeva
Anno: 2019

CURIOSITA'

* KS è il remake di Arjun Reddy, pellicola in lingua telugu del 2017 di enorme successo, scritta e diretta sempre da Sandeep Reddy Vanga, al suo esordio alla regia. E' in corso di realizzazione Adithya Varma, il remake in lingua tamil, primo lavoro di Gyreesaaya (in precedenza era stato aiuto regista dello stesso Vanga), interpretato da Dhruv Vikram, figlio della superstar Vikram, qui al suo debutto. 
* KS è il primo film indiano certificato A (solo per adulti) ad aver incassato più di 200 crore (1 crore = 10.000.000).
* Film che trattano lo stesso tema: Not a love story è altrettanto estremo, anzi di più, ma di qualità decisamente superiore. Devdas, Dev D.

GOSSIP & VELENI

* Arjun Reddy è il nome del figlio del regista Vanga.
* Kiara Advani è un nome d'arte. Il nome reale dell'attrice è Alia Advani. Alia ha scelto Kiara ispirandosi alla protagonista femminile di Anjaana Anjaani. Juhi Chawla è la zia di Kiara Advani.
* Suresh Oberoi è il padre di Vivek Oberoi.
* Ho come l'impressione che Vanga nutra un certo feticismo per le secrezioni umane.
* Ma in una clinica un giovane medico potrebbe davvero comportarsi come Kabir? Mi devo ricordare di evitare di ammalarmi.

02 ottobre 2019

YAJAMANA


Una pellicola di intrattenimento puro che sventaglia tutte le astuzie, tutti i cliché, pregi e difetti del masala tradizionale, croce e delizia di noi appassionati di cinema indiano. Yajamana non è brillante, ma è abbastanza curato - ad esempio, nell'allestimento dei set e nella gestione delle comparse -, e confesso che alla prima visione mi ha piuttosto divertita. La storia è ruspante, il protagonista amabile, il torreggiante attore che lo interpreta - Challenging Star Darshan - è carismatico, l'antagonista non delude. La narrazione è articolata, per il genere, e coinvolge. Nel film trovano spazio anche argomenti seri come le contraffazioni alimentari e lo strapotere delle grandi aziende ai danni delle microimprese familiari.
Però i personaggi femminili sono da dimenticare. L'evento scatenante da cui ha origine la trama è troppo debole e non giustifica il dramma che segue. La retorica sull'utilizzo dei prodotti locali risulta pesantina. La vena comica stenta a decollare. Un montaggio più severo avrebbe di sicuro giovato.

TRAMA

Krishna vive in un'area rurale nella quale la principale attività economica è costituita dalla produzione di un ottimo olio da tavola. Una potente azienda alimentare è decisa a conquistare il monopolio nel settore. Il villaggio di Krishna viene ridotto alla fame, e Krishna stesso è costretto ad emigrare a Mumbai. 

RECENSIONI

Film Companion: ** 1/2
Karthik Keramalu, 01.03.19

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: la convinzione di Darshan.
Punto debole: i siparietti comici, troppo superati.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Darshan - Krishna
* Thakur Anoop Singh - Devi Shetty
* Rashmika Mandanna - Kaveri, fidanzata di Darshan
* Dynamic Hero Devaraj - il Presidente, padre di Kaveri
* Tanya Hope - Ganga, la giornalista
* Ravi Shankar - Pulla Reddy
* Dhananjay - Soori
* Sadhu Kokila - Captain

Regia e sceneggiatura: P. Kumar e V. Harikrishna
Colonna sonora: V. Harikrishna
Lingua: Kannada
Anno: 2019

CURIOSITA'

* V. Harikrishna, qui al suo debutto da regista, è un compositore di colonne sonore.
* Riferimenti a Bollywood: Amitabh Bachchan.

GOSSIP & VELENI

* Nel 2011 Darshan è stato accusato dalla moglie di violenza domestica.
* Ma il bambino ubriaco??