Visualizzazione post con etichetta REGISTA SRIJIT MUKHERJI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta REGISTA SRIJIT MUKHERJI. Mostra tutti i post

24 agosto 2022

SHABAASH MITHU


Confesso che le biografie di persone giovani mi fanno una certa impressione. È come se stampassero il timbro concluso, definitivo su vite che hanno ancora tanto da sperimentare e da dare. Penso ad esempio a Mary Kom, film del 2014 dedicato alla celebre campionessa di pugilato, allora solo 32enne, che, dopo la distribuzione della pellicola, vinse la medaglia d'oro ai giochi asiatici 2014, ai giochi asiatici femminili 2017, ai giochi del Commonwealth 2018 e ai mondiali femminili AIBA 2018 (tralascio il bronzo agli AIBA 2019). 
Anche Mithali Raj, campionessa di cricket dal curriculum sbalorditivo, è nata nel 1982 - compirà 40 anni in dicembre. Agli inizi di giugno ha annunciato il suo ritiro dalle competizioni internazionali, e dovrebbe continuare a giocare solo a livello nazionale. Questo film racconta la sua storia sino al mondiale femminile del 2017.

Shabaash Mithu è un prodotto poco accattivante. I primi trenta minuti sono deliziosi. Narrano un'amicizia fra due bambine che nasce a lezione di danza e che si consolida sul campo da cricket. Le giovanissime attrici sono adorabili. Nelle due ore successive, la sceneggiatura purtroppo via via si appiattisce. Le tematiche femminili vengono ovviamente prese in considerazione, ma in modo non sempre efficace e talvolta forzato: parecchi spunti interessanti, scarso approfondimento sostanziale. SM stenta a creare coinvolgimento emotivo. Il finale mi ha stupito - non conoscendo la carriera sportiva di Mithali, non me l'aspettavo. 
L'interpretazione di Taapsee Pannu si limita ad oscillare dalla modalità grave a quella addolorata. Vijay Raaz, che è sempre convincente, è costretto ad enunciare solo secche battute seriose e non gli è mai data l'opportunità di condividere un dialogo naturale con qualcuno. Non posso credere che una colonna sonora così scialba sia firmata da Amit Trivedi (cosa gli avete fatto??). Le sequenze sportive sono troppo generiche.

TRAMA

Mithu e Noorie sono due grandi amiche, entrambe dotate giocatrici di cricket. Purtroppo Noorie è costretta dal padre a sposarsi giovanissima e ad abbandonare l'attività sportiva. Mithu viene selezionata per gli allenamenti professionali in ambito nazionale. Riuscirà ad entrare in squadra e a battere un nugolo di primati. Ma il suo obiettivo è (anche) il riconoscimento del valore del cricket femminile. 

RECENSIONI

Film Companion:
'For a film about a remarkable woman who democratized the most popular male-dominated field in the country, Shabaash Mithu has regrettably little to say - except that she's a woman. (...) The Mithali Raj in this movie isn't a person so much as a concept. Her journey is a vessel for a very facile, binary reading of womanhood and gender disparity. (...) The film-making, too, lacks empathy - it refuses to engage with the stillness of self-doubt. Like most Indian hagiographies posing as biopics, it interprets progress as narrative motion. (...) Amit Trivedi's soundtrack is painfully generic. (...) The craft often goes out of its way to look pretentious. (...) Many scenes are strangely conceived. (...) SM has absolutely no sense of time. (...) It looks like there's no more than two years between Mithali Raj's debut as a teenager in 1999 and her comeback to lead the team to the 2017 Women's World Cup final. (...) Changing skin tones are the only cosmetic indication of time passing. (...) Taapsee Pannu's performance, too, suffers from this narrative jetlag. (...) It never looks like Mithali Raj has lived a lot between her innings'.
Rahul Desai, 15.07.22

Firstpost: **
'Mithali [Raj] is a global cricketing icon with accomplishments that could send your head spinning, but director Srijit Mukherji’s biopic fails to note or convey the full blast of her achievements. (...) The film acknowledges Mithali’s role in raising the profile of women’s cricket in India but gives us little idea of the grit that must have helped her along. Shabaash Mithu is also unable to capture the fire on the field that made Mithali Raj the heavyweight that she is. (...) The chemistry and warmth between the two little kids, the sense of humour, innocence and intelligence written into their interactions, (...) make Shabaash Mithu’s opening half hour or so an enjoyable ride. (...) Shabaash Mithu thereafter has an episodic feel and pretensions to a grandeur that it does not possess. The writing becomes progressively weaker and the direction increasingly limp. (...) It does not portray caste accurately, referring to the economic hardships some of the women face and not the discrimination intrinsic to the caste system. (...) Shabaash Mithu does not capture the complexity of circumstances that led to increasing visibility for women’s cricket in India in the run-up to the 2017 Cup: Mithali Raj’s charisma, the live telecast of matches, the advent of the social media that mainstreamed discussions on the neglect of women’s cricket, and so much more. Through all this, Taapsee [Pannu], who has been so much better so often in the past, looks inexplicably distant and wan as Mithu. With such flaccid direction and writing coming her way, who can blame her?'.
Anna MM Vetticad, 15.07.22

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: i primi trenta minuti e la combinazione Kasturi Jagnam/Inayat Verma.
Punto debole: il film è poco coinvolgente.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Taapsee Pannu - Mithali Raj, campionessa di cricket
* Inayat Verma - Mithali bambina
* Vijay Raaz - Sampath, allenatore
* Kasturi Jagnam - Noorie bambina, amica di Mithali

Regia: Srijit Mukherji
Sceneggiatura: Priya Aven
Colonna sonora: Amit Trivedi
Fotografia: Sirsha Ray
Montaggio: Sreekar Prasad
Traduzione del titolo: shabaash significa ben fatto, bravo/a!
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* Inayat Verma è la bimba ansiosa di essere rapita in Ludo.
* Il numero di giugno 2022 del periodico Femina vede in copertina Taapsee Pannu con la vera Mithali Raj.

GOSSIP & VELENI
 
* Mi chiedo se alcuni eventi raccontati nel film siano accaduti realmente o non siano licenze cinematografiche. Ad esempio la scena del chiodo (spero finzione), l'incomprensibile ostilità delle compagne di squadra e della capitana, gli antidolorifici sottratti, il tiro al bersaglio con le palline, eccetera. Se tutto vero, è abbastanza mortificante. In caso contrario, non ne capisco la necessità: non era meglio approfondire le tematiche principali invece di perder tempo così?


18 settembre 2019

VINCI DA


Nel 2019 ricorre il cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, e, per le celebrazioni, tutto potevo aspettarmi tranne che questo singolare mix di noir e black comedy. La narrazione si dipana su tre livelli, con registri stilistici differenti. Adi, un serial killer - o, come preferisce definirsi il personaggio, un serial lawyer - ostenta un concetto distorto di applicazione della giustizia che farebbe impallidire Machiavelli. La gioiosità con cui il demoniaco Adi vive la sua vita, la patologia e i suoi crimini efferati, è forse l'aspetto più originale della pellicola. Quando l'attenzione vira sullo sventurato Vinci Da, un talentuosissimo creatore di trucco prostetico, la black comedy viene imbrigliata, e ci spostiamo nella realtà. L'ambiente del cinema popolare in lingua bengali è descritto con grande ironia, e il regista ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
Ad un certo punto le traiettorie dei protagonisti fatalmente si incrociano, e il film alterna noir e pulp. Adi diviene l'anima buia di Vinci Da, e ne avvelena la passione artistica. I due sono intrappolati, consumati dalle rispettive ossessioni, e spinti all'omicidio.

Il curioso soggetto si sviluppa in una sceneggiatura volonterosa, ricca di battute intriganti e di satira sorniona. La regia è quasi impeccabile. Il personaggio di Vinci Da è finemente costruito, e Rudranil Ghosh regala un'ottima interpretazione, così come il resto del cast. La pellicola è ben concepita e ben confezionata, ma il ritmo non è sempre all'altezza. Un montaggio teso e deciso e il taglio di alcune scene superflue avrebbero reso Vinci Da molto più godibile. 

TRAMA

Vinci Da vive a Kolkata, lavora nello spettacolo, è un grande ammiratore di Leonardo, e ama la dolcissima Jaya. Un giorno gli viene commissionato uno stimolante lavoro da Adi, un sedicente produttore cinematografico. Da qui parte per entrambi la discesa agli inferi.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sequenza iniziale, non proprio rinascimentale (Leonardo scusaci), vale da sola la visione di Vinci Da.

RECENSIONI

Film Companion: *** 1/2
'Vinci Da kicks off with a sequence so nonchalantly brutal in its execution and stunning in its impact that a lesser filmmaker would probably have held on to it, putting it much later in the film. (...) What constitutes the film’s major strengths are the performances and the dialogues'.
Shantanu Ray Chaudhuri, 12.04.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: le interpretazioni, l'originalità del soggetto.
Punto debole: il montaggio e il mix non sempre riuscito di generi diversi. Il film perde in compattezza.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rudranil Ghosh - Vinci Da
* Ritwick Chakraborty - Adi Bose
* Sohini Sarkar - Jaya, l'adorabile fidanzata di Vinci Da
* Anirban Bhattacharya - Poddar, lo strampalato ispettore di polizia
* Srijit Mukherji (cameo) - il preside 

Regia, sceneggiatura e dialoghi: Srijit Mukherji
Soggetto: Rudranil Ghosh e Srijit Mukherji
Colonna sonora: Anupam Roy
Lingua: bengali
Traduzione del titolo: da è il diminutivo di dada, parola maschile che segue il nome della persona. In lingua bengali si ha l'abitudine, quando ci si rivolge a qualcuno, soprattutto se maggiore di età, di far seguire al nome le parole dada se di sesso maschile e didi se di sesso femminile. I diminutivi sono da e di.
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Srijit Mukherji ha vinto una serie impressionante di National Film Award.
* Riferimenti a Bollywood e a Tollywood, ossia al cinema popolare in lingua bengali: 'Bumba' Prosenjit Chatterjee. Sbaglio o in una scena, alla televisione, passa per un secondo un giovanissimo Dev? E sbaglio o Adi canticchia tra sè It's the time to disco?
* Riferimenti all'Italia: Leonardo da Vinci, Michelangelo, L'Ultima Cena. Il film include un'irriverente sequenza onirica che rappresenta Leonardo mentre dipinge la Gioconda. Riproduzioni della Gioconda e dei disegni di Leonardo sono appesi alle pareti della casa di Vinci Da.