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02 dicembre 2019

PRASSTHANAM


Alla prima visione ci si perde un po' negli intrighi. I personaggi sono numerosi e la confusione è dietro l'angolo. Alla seconda visione va meglio. Prassthanam non racconta nulla di nuovo, la formula e gli stereotipi del melodrammone politico-familiare sono diligentemente rispettati. A stupire è solo la paradossale catena di delitti di cui si macchia (o tenta di) il povero Vivaan - lo sceneggiatore deve odiarlo parecchio, e mi sfugge il motivo, dal momento che non è poi così diverso dal padre. Cosa posso aggiungere? Sanjay Dutt è molto credibile, Ali Fazal si fa notare (ma ha dalla sua il personaggio meno negativo), Satyajeet Dubey è a tratti convincente. Il ruolo affidato a Jackie Shroff è minuscolo, la performance di Chunky Pandey è caricaturale, le figure femminili sono ombre, Manisha Koirala è sprecata. La trama è sanguinosa e i valori morali di tutti i personaggi, in misura diversa, sono discutibili. Prassthanam è un film per chi ama il genere, con un ritmo accettabile. La colonna sonora è dignitosa.

TRAMA

Accese rivalità politiche all'interno dello stesso partito innescano una catena di omicidi e vendette. Una maledizione che si ripercuoterà all'interno della famiglia del vincitore.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Il trattamento riservato ai bambini, sempre testimoni di delitti efferati. Disgustoso.
* Il trattamento riservato alle donne, in particolar modo a Saroj: il personaggio e i drammi che lo riguardano sono scritti malissimo, la battuta sul terzo figlio è davvero infelice. L'odio di Palak adulta nei confronti di Saroj e soprattutto di Vivaan è esagerato. [Spoiler] L'omicidio di Palak viene elaborato molto rapidamente (non da Ayush) rispetto a quello di Vivaan.

RECENSIONI

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: Sanjay Dutt e Ali Fazal.
Punto debole: la sceneggiatura, i personaggi femminili, l'interpretazione di Chunky Pandey, l'implausibile sequenza d'azione iniziale con Baldev, le esagerazioni di Vivaan, Baldev che dichiara in conferenza stampa di disconoscere Vivaan e poi se ne dimentica, il surreale dialogo finale fra Baldev e Ayush.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sanjay Dutt - Baldev
* Ali Fazal - Ayush, figlio del primo matrimonio di Saroj
* Satyajeet Dubey - Vivaan, figlio di Baldev e Saroj
* Jackie Shroff - Badshah, amico di Baldev
* Manisha Koirala - Saroj, moglie di Baldev 
* Chunky Pandey - Bajwa Khatri

Regia e sceneggiatura: Deva Katta, al suo debutto nel cinema hindi
Adattamento hindi della sceneggiatura originale telugu e dialoghi hindi: Farhad Samji
Colonna sonora: Ankit Tiwari, Farhad Samji, Vikram Montrose
Traduzione del titolo: prasthanam in telugu significa regno
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Prassthanam è il remake in lingua hindi di Prasthanam, film in lingua telugu diretto dallo stesso regista. Pare sia in produzione anche un remake in lingua bengali.
* Ali Fazal è il protagonista di Vittoria e Abdul. E' il fidanzato di Richa Chadda.
* Riferimenti a Bollywood: Anil Kapoor.
* Film che trattano lo stesso tema: Raajneeti, Lucifer.

30 ottobre 2019

S A A H O


Avevo letto le recensioni indiane negative, ma sinceramente non mi aspettavo un film così scadente. L'immagine pubblica di Prabhas mi piace. Sembra un uomo amabile e perbene. Il fantasmagorico successo riscontrato dai due capitoli di Baahubali non ha scalfito il senso della realtà dell'attore. Però accettare il ruolo di Saaho, il protagonista di questa pellicola, è stata una decisione incauta. 
Non ricordo un solo dettaglio positivo di Saaho, salvo forse il colpo di scena prima dell'intervallo. Film lunghissimo, noiosissimo, dalla trama pasticciata e incomprensibile, dalle tonalità inutilmente fosche, dalla sceneggiatura che, più che raccontare, si limita a sputare eventi come capita, dalla regia sbronza, dal ritmo singhiozzante, dalle interpretazioni piatte. Saaho parte infliggendoci una catena interminabile di premesse incastonate una nell'altra, e pare che la storia vera e propria non inizi mai. La pellicola è infarcita di sequenze superflue che non contribuiscono alla narrazione nè tantomeno al divertimento, sequenze implausibili, inverosimili sino al delirio, sequenze che andavano riviste o (meglio) spietatamente tagliate. 

Saaho è costato una cifra astronomica, eppure i set non mi hanno impressionata, nè le roboanti scene d'azione, nè le coreografie o la colonna sonora. Il difetto peggiore a mio parere è la totale assenza di ironia, per cui gli eccessi - e sono parecchi, e colossali - infastidiscono invece di stupire e/o intrattenere. Ogni singola parola viene declamata, i dialoghi sono pomposi, i personaggi vacui e insopportabili. Qualche battuta e qualche episodio tentano con sforzo avvertibile di strappare un sorriso, senza riuscirci. Non si crea empatia con i protagonisti, della cui sorte allo spettatore non importa una cippa. 
Fra Saaho e il cambio di stagione nel guardaroba, scelgo il secondo. Persino un documentario sul manto stradale appassionerebbe di più.

TRAMA

Il capo di un cartello mafioso alla guida di un impero economico viene brutalmente ucciso. Si scatena la guerra fra le varie fazioni per la successione. 

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Il cambio di stagione nel guardaroba.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Saaho.

RECENSIONI

Deccan Chronicle: (versione telugu) * 1/2
'Right from the beginning to the end, nothing holds the viewer's interest. Saaho is a completely mindless and unbearable film and one fails to understand how the makers poured so much money into it without any proper story. Even the action scenes are not impressive. While Saaho was being touted as a screenplay-based film, there is in fact no screenplay at all and everything is a disjointed mess. There are too many artistes in the film with a lot of incoherent action scenes, gunfire and racing. For the entire duration of the movie, one simply cannot understand what is happening onscreen. (...) There are no outstanding performances in Saaho. Prabhas’ looks and outfits are unimpressive and he seems a bit lazy and disinterested as he trudges through the film wearing only one expression. Also, Shraddha Kapoor is a total waste in this film while several other Hindi actors like Mahesh Manjrekar, Jackie Shroff, Neil Nitin Mukesh, Mandira Bedi and Tinnu Anand appear and disappear at will. The music and action scenes don’t do anything to redeem the film either. Sadly, Saaho is an unbearable watch. (...) This is easily one of the worst movies in recent times'.
Suresh Kavirayani, 31.08.19

Mid-Day: (versione hindi) * 1/2
'This film is so complex in its stupidity that at some point you fear for your brains dimming a bit, if you try too hard to understand what Saaho is really about. (...) This movie is an attempt to blow your brains out with a series of non-stop, high-octane action sequences, between a bunch of music-videos, with a strange mix of Punjabi pop and wannabe-Rahman peppiness. The aim is to play up Prabhas's under-stated swag. And basically propel him as the superhero, plus arch-enemy, all rolled into one - constantly announcing his entries and exits on screen. Every scene and dialogue is supposed to be a movie moment'.
Mayank Shekhar, 30.08.19

Cinema Hindi: * 1/2
Punto di forza: -
Punto debole: (non ho mica tutto questo tempo).

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Prabhas - Saaho
* Shraddha Kapoor - Amritha
* Jackie Shroff - Roy
* Neil Nitin Mukesh - Ashok
* Chunky Pandey - Devaraj
* Murali Sharma - David
* Mandira Bedi - Kalki
* Mahesh Manjrekar - Prince
* Tinnu Anand - Prithviraj, padre di Devaraj
* Jacqueline Fernandez - item song Bad boy

Regia e sceneggiatura: Sujeeth
Sceneggiatura: Sujeeth, Ashwin Madasu, Anil Kumar Upadyaula
Colonna sonora: Shankar-Ehsaan-Loy, Tanishk Bagchi, Guru Randhawa, Badshah
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Saaho è stato girato in simultanea in telugu, hindi e tamil, e doppiato in malayalam e kannada.
* Riferimenti all'Italia: Armani. La troupe di Saaho era a Roma nell'ottobre 2018, e i titoli di coda lo confermano. Chiedo scusa agli amici romani, ma io non ho identificato nessuna località nel film (ho visto la versione telugu) che possa essere associata alla nostra magnifica capitale (forse dormivo). Però le scenografe Illia Boccia e Giulia Parigi hanno collaborato all'allestimento dei set. Vedi anche Italy says Benvenuto, intervista nella quale Ivano Fucci di ODU Movies, fra le altre cose, dichiara: 'Saaho and [Radhe Shyam] both star Prabhas. While shooting the latter, we got the opportunity to have Saaho's action director Kenny Bates (...) shooting in Italy as well (with Six Underground) and we made a two-week shooting schedule in Rome, building the biggest blue screen ever made in Italy. (...) Saaho was (...) shot in Rome, at the Cinecittà World Studios and at the Fiera di Roma Hangars'.

GOSSIP & VELENI

* Ashok a testa in giù? Se non sei Ram Gopal Varma, meglio evitare inquadrature azzardate.

13 agosto 2019

ROMEO AKBAR WALTER


Premetto che le storie di spionaggio mi annoiano a morte. Non capisco niente di strategie e intrighi, mi perdo nelle trame, mi sfuggono dettagli cruciali. Romeo Akbar Walter non è privo di pregi. Il soggetto è interessante perchè correlato alla nascita del Bangladesh, evento toccato di rado nel cinema indiano, e perchè mostra in modo abbastanza realistico la vita quotidiana di una spia. Se la saga di Bond è iper patinata e piena di glamour, RAW sceglie di raccontarci la verità: il mestiere di spia non è affatto eccitante, bensì estremamente tedioso; se non ti ammazza il controspionaggio, ti ammazza la noia. In RAW l'eroe che si sacrifica per l'India è un musulmano: visti i tempi, fattore da non sottovalutare. I personaggi pachistani sono piuttosto ben scritti, e questa sì che è una novità epocale. L'ambientazione dei primi anni settanta del secolo scorso è ricreata in modo lodevole. La fotografia è plumbea, e predilige i toni del grigio, del marrone, del verde cupo. Il cast di supporto, con l'eccezione di Mouni Roy, è convincente. Indira Gandhi, esponente di primo piano del partito del Congresso, è al potere all'epoca dei fatti narrati in RAW; ultimamente il cinema preferisce invece raccontare storie che mettano in buona luce il BJP.

Eppure RAW non mi ha appassionato. La sceneggiatura è curata ma manca di ritmo. Inoltre si è archiviato in gran fretta l'aspetto psicologico e personale dell'agente musulmano che è costretto a tradire dei correligionari di nazionalità diversa dalla sua. Fra l'altro nel film si sviluppa un rapporto quasi di affetto fra Akbar e il pachistano Isaq. John Abraham mi è sembrato troppo ingessato. La retorica patriottica è molto pesante. Il rapporto madre-figlio melodrammatico.

TRAMA

L'India è sull'orlo di una guerra con il Pakistan. La miccia viene accesa dalla ribellione della popolazione del Pakistan orientale - oggi Bangladesh - contro il governo centrale, ribellione sostenuta da Delhi. Romeo, attore dilettante e figlio di un ufficiale dell'esercito ucciso durante un'azione, viene selezionato dall'agenzia di spionaggio indiana per una pericolosissima missione. 

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La spettacolare automobile di Isaq Afridi

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* La sequenza dell'unghia

RECENSIONI

Hindustan Times: * 1/2
'Romeo Akbar Walter follows spy clichés dutifully and drowns us in minutiae, but never feels immediate or exciting. It’s a slow film. (...) Abraham, possibly a shark at poker, uses expressions sparingly, as if afraid to run out of a restricted repertoire. (...) Pakistani intelligence (...) for once looks efficient enough to be a threat. There is even some third-act skulduggery that could have been clever. Unfortunately, the film drags on for too long, and (...) every little bit is tediously spelt out'.
Raja Sen, 05.04.19

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: una certa onestà nel descrivere i fatti...
Punto debole: ... a scapito della narrazione, che risulta poco accattivante.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* John Abraham - Romeo/Akbar/Walter
* Jackie Shroff - Srikant, il superiore di Romeo
* Sikander Kher - colonnello Khan
* Raghubir Yadav - Mudassar
* Rajesh Shringapore - Awasthi
* Anil George - Isaq Afridi

Regia: Robbie Grewal
Sceneggiatura: Robbie Grewal, Rahul Sen Gupta                  
Colonna sonora: Ankit Tiwari, Sohail Sen, Shabbir Ahmed, Raaj Aashoo
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Il titolo del film condivide l'acronimo con la Research & Analysis Wing, l'agenzia indiana di spionaggio.
* Abhishek Bachchan legge il breve testo prima dei titoli di coda.
* Sushant Singh Rajput inizialmente era stato scritturato per il ruolo del protagonista. Era stata anche presentata una locandina che lo ritraeva. In seguito Sushant abbandonò il progetto.

10 febbraio 2019

DHOOM:3



Dhoom 3 mi ha alquanto deluso.
Spiace per Vijay Krishna Acharya, il cui primo titolo da regista, Tashan, è a mio parere un ottimo esempio di film demenziale, purtroppo sottostimato. Vijay ha anche redatto la magnifica sceneggiatura di Dhoom 2 (in piedi, per favore). Le aspettative erano dunque altissime. Ma ho trovato questa pellicola sconfortante. Il soggetto non mi ha del tutto convinto. La sceneggiatura (sempre di Acharya) è insoddisfacente. Le implausibilità non si contano. La narrazione zoppica. Il primo tempo mi ha annoiato a morte. I personaggi sono freddi, con l'eccezione di Samar. I dialoghi molesti. La regia spenta. D3 è in larga parte ripetitivo, poco avvincente, poco emozionante. E manca di ironia.

Spiace per Aamir Khan, che è stato tanto audace e/o incosciente da accettare il ruolo negativo. Dopo la scintillante performance, in Dhoom 2 (in piedi, per favore), della coppia Aishwarya-Hrithik, si era creato il vuoto cosmico. Solo una superstar poteva essere scritturata nel terzo capitolo della serie. All'epoca erano circolati i nomi di Salman e di Shah Rukh Khan, i quali, saggiamente, avevano preferito declinare. Aamir ha raccolto la sfida, ed è stato ripagato da incassi stellari, ma (e mi si spezza il cuore) la sua interpretazione è lontana dall'essere altrettanto stellare. Il suo Sahir è piatto, inespressivo, perennemente ingrugnito. Samar è più caldo e simpatico, peccato compaia a ravvivare la scena solo nel secondo tempo.

Dhoom 2 (in piedi, per favore) è uno dei miei film d'intrattenimento preferiti in assoluto, e non solo del cinema indiano. E', nel suo genere, di una perfezione abbagliante. Mi basta adocchiarne un fotogramma per ritrovarmi incollata a ventosa allo schermo. Non mi aspettavo che D3 potesse eguagliarlo, però speravo che, grazie a Vijay e ad Aamir, mi avrebbe quantomeno intrigata. Non è stato così. A peggiorare le cose, il montaggio è pessimo. E Abhishek Bachchan gareggia in tetraggine. 
Promuovo le coreografie. 

TRAMA

Jai e Ali sono in trasferta professionale a Chicago. Un rapinatore di banche firma i suoi gesti criminosi con una frase in devanagari e una maschera da clown. Nel contempo, Sahir, prestigiatore e ginnasta, organizza il suo spettacolo a metà fra musical e circo.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Una menzione speciale al corpo di ballo nei titoli di testa (brano Dhoom Tap). Bella anche la coreografia con annesse acrobazie del brano Kamli, e brava Katrina (e la sua controfigura). Superba la visualizzazione del brano Malang.

RECENSIONI

Rediff: * 1/2
"Twenty minutes into Dhoom 3, reeling from the assault of cinema so amateurish it’s hard to believe it was put together by grown men, I began to ask myself precisely what this film was trying to be. (...) There were stunts seemingly executed in slow-motion and shown to us even slower, resulting in yawnworthy chase scenes. There was Aamir Khan running down the side of a building for no apparent reason. Everything - repeat, everything - looked too goofy to be either thrilling or realistic or compelling or even plain fun. (...) How else can you explain this famine of originality? How else can you possibly justify the lack of a single interesting scene right up to the intermission?"
Raja Sen, 20.12.13

Mayank Shekhar: ***

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: le coreografie, Aamir in versione Samar
Punto debole: sceneggiatura, regia, montaggio

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Sahir, Samar
* Abhishek Bachchan - Jai
* Katrina Kaif - Aaliya
* Uday Chopra - Ali
* Jackie Shroff - padre di Sahir e Samar

Sceneggiatura e regia: Vijay Krishna Acharya
Colonna sonora: Pritam
Traduzione del titolo: clicca qui
Anno: 2013
Trailer

RASSEGNA STAMPA

* Aamir is the villain in Dhoom 3, The Times of India, 2 febbraio 2011 - Aamir ha dichiarato: 'Sarà davvero un piacere lavorare di nuovo con Yash e Aditya Chopra. Dhoom è un marchio famoso, sinonimo di grande intrattenimento. Tutte le volte che ne sento il tema musicale, i piedi si muovono da soli. La sceneggiatura mi ha proprio convinto e non vedo l'ora di iniziare'. Yash Chopra ha dichiarato: 'È un grande piacere aver scritturato Aamir Khan. Sono incredibilmente eccitato all'idea di ciò che un attore come lui potrà apportare alla serie Dhoom, grazie al suo star power unico e al livello del suo talento. Aditya e Acharya hanno lavorato più di un anno al progetto, e mi sento di affermare che si tratterà di una delle migliori sceneggiature offerte dalla Yash Raj'.

Vedi anche:

CURIOSITA'

* La scena finale è stata girata sulla diga della Verzasca, nel Canton Ticino.
* Riferimenti a Bollywood: Hema Malini
* Riferimenti all'Italia: Sahir pronuncia la parola fantastico

GOSSIP & VELENI

* Ai tempi, circolarono voci di una partecipazione congiunta di Aamir e Shah Rukh alla pellicola, voce che causò l'insorgenza di patologie cardiache fra i fan.

26 febbraio 2016

JAZBAA


Che piaccia o no Jazbaa è un film che non si può fare a meno di guardare. E' il ritorno della Diva dopo un'assenza che pareva interminabile e soprattutto insieme a Irrfan Khan, accanto al quale forma una coppia insolita quanto ammaliante. Il punto di partenza è sufficiente a scatenare la curiosità mesi prima dell'uscita nelle sale, è stata trepidante l'attesa delle prime immagini, dei trailer, fino ai pareri dei critici e del pubblico.


TRAMA
Anuradha (Aishwarya Rai) è un'avvocato all'apice del suo successo ma anche una madre single che si divide tra le responsabilità familiari e gli impegni in tribunale. Per ottenere la sua collaborazione un misterioso ricattatore rapisce sua figlia e minaccia di ucciderla se la donna non sarà in grado di riaprire il processo e scagionare un assassino a un passo dalla pena di morte. Solo pochi giorni per tentare un'impresa impossibile: provare, o costruire di sana pianta, la sua innocenza.


Remake ufficiale del coreano Seven Days, Jazbaa è un thriller elegante pensato ed eseguito con cura. Veloci corse in auto, emozioni forti, ritmi serrati e un evidente  virtuosismo tecnico, tutto è molto bello da guardare, il coinvolgimento emotivo non manca. La fotografia è fantastica e garantisce ad ogni scena la giusta intensità, dominano i toni del verde, del grigio e del nero riprendendo i colori della toga e degli occhi cristallini di Aishwarya, orizzonti profondi, vedute aeree di una brulicante Mumbai in HDR e una dimensione alternativa in cui ogni dettaglio appare realistico a un primo sguardo e surreale a un secondo. Nonostante le buone performance, e una narrazione avvincente che non concede pause, le linee guida della storia a tratti vacillano. Il climax mi è sembrato esaustivo ma forse poco originale.

Non privo di difetti ma comunque molto buono, Jazbaa è uno dei titoli del 2015 da guardare assolutamente. Sempre grati a Sanjay Gupta per aver proposto una coppia cinematogafica inusuale e aver scritturato Irrfan Khan nel ruolo di un poliziotto un po' corrotto e sempre con la battuta pronta. I dialoghi scritti per il personaggio di Yohaan sono davvero irresistibili e capaci di contrastare qualche eccesso di melodramma e lacrime in glicerina di troppo sparse qua e là.

Tutto ruota intorno ad Aishwarya, protagonista e presenza abbagliante della quale si sentiva una mancanza tremenda. Il ruolo di Anuradha le si addice molto, una donna bella, brillante, matura e grintosa. La lista degli aggettivi potrebbe proseguire in eterno. Buona la sua interpretazione ed ottimo il look sobrio adatto sia alle situazioni che al personaggio. L'attrice è in gran forma e apre il film con una sessione di ginnastica al parco indossando una tutina seconda pelle che mette in risalto curve sexy e un corpo tonico.  Uno schiaffo in faccia a tutti coloro che l'avevano data per spacciata e anche alle sue colleghe più giovani ma sempre più (inutilmente) pelle ed ossa.

Irrfan appare un vero e proprio figo in ogni inquadratura, occhiali scuri, giacchetti di pelle, magliette aderenti che mettono in mostra la sua figura alta e slanciata, strafottente e dolce al punto giusto, credibile anche nelle scene un po' esagerate e sempre desiderabile. Anuradha e Yohaan, i due protagonisti, non hanno una vera e propria love story ma si rispettano e si completano a vicenda, sanno essere colleghi e amici, condividono una velata attrazione. Quest'intesa vibrante e una scintilla di passione mai dichiarata sono il valore aggiunto del film, non ci resta che creare un Jazbaa 2 nella nostra mente e immaginare tutto ciò che potrebbe avvenire al termine della vicenda principale. 

Aishwarya Rai è in India quello che sono state Marilyn e Audrey per gli States e Brigitte per la Francia. Lei non è solo un'icona di bellezza e una trendsetter nella moda, nello stile e nel makeup ma una diva vera, un'immagine che va ben oltre il mondo del cinema, delle passerelle e delle copertine. Aishwarya è uno di quei volti che visti una volta è impossibile dimenticare, elegante e leggiadra in ogni momento e in ogni situazione, anche quando i media la facevano a pezzi per il suo peso aumentato con la gravidanza spargendo gratuitamente veleno. In barba ai sabotatori la diva non ha mai smesso di ammaliare il suo pubblico, prima a distanza e a piccoli passi, poi finalmente con un una serie di film di diverso genere e mood. Come tantissimi altri fans non vedevo l'ora di vederla di nuovo in un lungometraggio tutto suo. Uno sguardo di Aishwarya trasforma gli uomini in statue di sale, ed è così magnetica da sedurre il pubblico femminile placando anche la più tiepida fiamma di gelosia. E' semplicemente qualcosa di più. Basta riconoscerlo.



Il mio giudizio sul film: *** 3/5

ANNO: 2015

TRADUZIONE DEL TITOLO : Coraggio

REGIA: Sanjay Gupta

CAST:

Aishwarya Rai ............Anuradha
Irrfan Khan ............ Yohaan
Shabana Azmi ............ Garima Chaudary
Jackie Shroff ........... Mahesh Maklai
Atul Kulkarni .......... Ronit

COLONNA SONORA: Amjad - Nadeem ("Bandeyaa"), Badshah ("Aaj Raat Ka Scene"), Arko Mukherjee ("Kahaaniya" e "Jaane Tere Shehar")

Vedi anche : articoli di Cinema Hindi su Jazbaa nella sezione Breaking News
Le prime del 9 ottobre 2015 : Jazbaa
Jazbaa: nuova locandina
Jazbaa : Kahaaniya
Jazbaa: locandine, trailer e video

05 febbraio 2012

KHALNAYAK



Una cavalcata di oltre tre ore tra fughe, lotte violente, coreografie e canzoni. Khalnayak , insieme a Karz, è uno dei migliori film di Subash Ghai, titoli riconducibili ad un’era non troppo lontana in cui il regista sapeva ancora regalare al pubblico dell’ ottimo cinema d’intrattenimento, corposo nella storia, incisivo nelle immagini e nelle emozioni, arricchito da numeri musicali la cui notorietà resta immune al passare del tempo.


TRAMA
Dopo la fuga di un pericoloso ricercato (Sanjay Dutt) l’ispettore di polizia Ram (Jackie Shroff) perde la sua credibilità professionale e viene accusato di negligenza, la fidanzata Ganga (Madhuri Dixit) cerca di rendere possibile una nuova cattura di Ballu e si unisce sotto mentite spoglie al gruppo di criminali.


L’Angry Young Man portato sullo schermo con successo da Amitabh Bachchan negli Anni Settanta e Ottanta ispira la caratterizzazione di Ballu, il protagonista di Khalnayak, figlio disilluso di un padre idealista, antieroe che lotta da solo e che malgrado la sua vita sia tutta sbagliata non tradisce chi è al suo fianco né rimpiange le sue scelte. Giudicato dalla società perbene la mela marcia da scartare, Ballu contempla la corruzione in cui è immerso con aria da goliardo, la esalta, ci scherza sopra e non vede all’orizzonte alcuna alternativa, se qualcosa è ancora in grado di ferirlo veramente è solo la sua solitudine.
A differenza delle pellicole del passato l’intensità dello script si diluisce mentre l’azione sovrasta la storia. C’è poco tempo per riflettere perché gli eventi si susseguono senza tregua, numerosi brani musicali si inseriscono nella trama nei momenti più impensati e dove la narrazione sembra rallentare subentra l’escapismo. Subhash Ghai gioca puntando tutto sugli attori e crea per ognuno di essi il personaggio che più si avvicina alla loro presenza scenica: Sanjay Dutt il giovane ribelle viziato dalla madre premurosa, Jackie Shroff l’ufficiale cinico dalla corporatura imponente, Madhuri Dixit temeraria ninfa danzante, forte, indipendente e dagli atteggiamenti mascolini.
Molta della popolarità del film è legata alla presenza di una canzone folk ricca di allusioni erotiche “Choli ke peeche kya hai? / Cosa si nasconde sotto il top?” una maliziosa gipsy dance coreografata da Saroj Khan. Seppur più divertente che volgare (e nobilitata dalla raffinatezza di una performer come Madhuri Dixit) il testo della canzone e le movenze troppo ammiccanti per gli standard allora ammessi dalla censura hanno scatenato un autentifico putiferio. Da una parte l’aver infranto le regole ha garantito a Khalnayak un’immediata notorietà, dall’altra l'ha esposto a critiche di ogni tipo,  il paroliere Anand Bakshi è stato accusato di aver scritto un ritornello indecente e contrario al buon costume. Gli anni sono passati e la canzone oggi appare più vitale e divertente che mai.
Il lungo gioco delle menzogne coinvolge i protagonisti in un’interessante mascherata nella quale il personaggio interpretato da Jackie Shroff, che dovrebbe rappresentare la legge, appare più nervoso, frustrato e sgradevole del suo antagonista, il poliziotto incompetente è impegnato a seminare violenza dentro le mura della prigione ma  una volta fuori dal suo ambiente protetto scarseggia d'intuito e lascia che sia la sua fidanzata a tirarlo fuori dai guai. L’eroe è un anti-eroe, un gangster, un cattivo, ma rovescia sul tavolo le carte senza timori , l’eroina porta avanti da sola la sua crociata per la giustizia ma per fare ciò assume un’altra identità, tende una trappola, agisce con l’astuzia e l’inganno. Ad un certo punto non si capisce chiaramente chi sia l’antagonista e chi l’eroe, chi sia veramente bugiardo e pericoloso e chi no, non una ma decine di etichette si possono attaccare ai personaggi ed è proprio questa imprevedibilità a   renderli speciali.


Il mio giudizio sul film: **** 4/5


ANNO: 1993

TRADUZIONE DEL TITOLO : L’antieroe

REGIA : Subash Ghai


CAST
Sanjay Dutt ………………… Ballu
Madhuri Dixit ……………… Ganga
Jackie Shroff …………………. Ram
Rakhee ………………………. Aarti
Anupam Kher ……………………. Ishwar Pandey
Ramya Krishna ……………….. l’amante di Ballu
Pramod Muthu …………. Roshan Mahanta


COLONNA SONORA : Laximikant & Pyarelal

PLAYBACK SINGERS : Alka Yagnik, Ila Arun, Mohammed Aziz, Vinod Rathod, Manhar Udhas, Kavita Krishnamurthy, Jagit Singh



QUALCOS'ALTRO

Saroj Khan è stata premiata con il Filmfare Award per le Migliori Coreografie. Lo stesso anno Sanjay Dutt è stato nominato come Miglior Attore Protagonista ma la statuetta fu vinta da Shahrukh Khan per un altro ruolo negativo di tutto rispetto: Ajay Sharma in Baazigar.

Subash Ghai voleva nel ruolo di Ballu Anil Kapoor o Nana Patekar, solo in un secondo tempo la scelta è caduta su Sanjay Dutt.

30 luglio 2009

AGNI SAKSHI


La sceneggiatura di 'Agni Sakshi' è piuttosto robusta, e già questo è un motivo sufficiente per celebrare. La regia non ne è purtroppo all'altezza (tranne per alcune sequenze) e si nasconde impaurita dietro la GIGANTESCA performance di Nana Patekar, cedendo di fatto il timone all'attore che regala un'interpretazione da ammirare in ginocchio. Voci maligne insinuano che il film si ispiri ad un paio di altre pellicole Indiane se non addirittura a 'A letto col nemico' del 1991 con Julia Roberts. Ma questi sono solo dettagli irrilevanti.

Il primo tempo si può tranquillamente tralasciare e saltare diretti al secondo. Jackie Shroff è come al solito sprecato in ruoli così leggeri e non convince per nulla. Manisha sembra gironzolare sul set piuttosto assente. Ma dopo l'intervallo fortunatamente arriva il talentuoso Nana a salvarci dalla noia e l'attenzione subito si ridesta. Il personaggio a cui infonde vita è da storia del cinema. Inutile aggiungere altro, se non che perdersi la sua performance in 'Agni Sakshi' dovrebbe essere considerato un reato perseguibile dalla legge. Persino Manisha, accanto a lui, pare riprendere a respirare dopo 90 minuti di apnea (e comprendiamo benissimo).

Da non sottovalutare un aspetto sorprendente nella trama: in una cinematografia maschilista come quella Hindi nella quale il ruolo della donna/moglie è sempre mortificato e molto stereotipato, il personaggio di Madhu è di una modernità sbalorditiva. Costretta a sevizie fisiche e psicologiche inaudite (e molto ben rappresentate nel film. Le uniche sequenze nelle quali ci si accorge della presenza di un regista a dirigerle), la ribellione dell'eroina che abbandona il marito, contravvenendo alle regole sociali, e che si crea in modo illecito una nuova vita, è di sicuro di impatto dirompente. Malgrado questo, sembra che la pellicola sia stata ben accolta dal pubblico, chiaro segnale dei tempi che cambiano: masala, certo, ma sono richieste anche idee. E slanci innovativi. Il cinema popolare in lingua Hindi è stato lento nella sua evoluzione perchè cineasti e spettatori hanno percorso insieme il loro cammino: i primi offrendo stimoli e punti di vista (timidamente) differenti dal passato, i secondi (timidamente) incoraggiandoli con una lusinghiera approvazione.

TRAMA

Suraj (Jackie Shroff) si innamora della bella e misteriosa Shivangi (Manisha Koirala) e la sposa a tempo di record, ignorando quasi tutto di lei. I due sembrano felici. Ma l'incontro con l'inquietante Vishwanath (Nana Patekar) getta un'ombra malsana sulle loro vite, ed insinua molti dubbi nella mente di Suraj.

RECENSIONI

Cinema Hindi: * al primo tempo (illuminato da sporadiche apparizioni di Nana) e **** al secondo
Punto di forza: NANA PATEKAR (*****)
Punto debole: la regia sciatta e insicura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Manisha Koirala ('Dil Se') - Shivangi/Madhu
* Jackie Shroff ('Rangeela') - Suraj
* Nana Patekar ('Ab Tak Chhappan') - Vishwanath
* Divya Dutta ('Delhi-6') - Urmi

Regia: Partho Ghosh

Soggetto e sceneggiatura: Ranbir Pushp

Traduzione del titolo: 'il fuoco è testimone' (ringraziamo Rajesh). Il nostro Pushker ci regala un'interessante analisi: il titolo si riferisce ovviamente alla cerimonia religiosa del matrimonio, che nella tradizione Hindu raggiunge il suo culmine con i sette giri intorno al fuoco. Il fuoco diviene così testimone - e sacralizza - l'unione degli sposi. Considerando la trama del film, qual è il messaggio allora che vuole trasmettere il regista con questo titolo che sembrerebbe ironico? Che il Fuoco sacro benedice il vero amore, senza alcun bisogno di 'santificazione' da parte della società

Award: Nana Patekar (chi altri?) si aggiudica il prestigioso National Award per il miglior attore non protagonista. C'è giustizia, a questo mondo

Anno: 1996

CURIOSITA'

* C'è anche un altro fuoco presente nel film: Suraj salva Shivangi da un incendio divampato sul palcoscenico. E' da qui che ha tratto ispirazione Farah Khan per l'analoga sequenza in 'Om Shanti Om'?

* Sta per essere distribuito nelle prossime settimane il nuovo lavoro del regista Partho Ghosh, 'Ek Second Jo Zindagi Badal De', un thriller ambientato in Malesia e interpretato dalla coppia Jackie Shroff e Manisha Koirala