26 febbraio 2009

CORPORATE


Un film Hindi privo di personaggi positivi è davvero raro.
Madhur Bhandarkar in 'Corporate' non giustifica nessuno: persino la protagonista, Nisha, che pure mostra un tiepido senso dell'etica e che pagherà a caro prezzo i propri errori, non riesce a guadagnarsi la simpatia dello spettatore.

La pellicola è ambientata nel mondo della grande industria. Il primo tempo risulta alquanto incomprensibile, e non per lacune nella sceneggiatura o nella regia - il film è patinato quanto l'ambiente che rappresenta richiede, realistico quanto la crudezza della trama impone -, bensì per la tecnicità degli eventi e della terminologia. Nel secondo tempo la narrazione diventa più serrata e più masticabile anche per i profani: spionaggio industriale, corruzione politica, interessi economici internazionali, dubbie manovre borsistiche.
I personaggi sono molto ben costruiti: tutti negativi, in varia misura e a vario titolo, ma tutti realistici. Mostrano una trattenuta spossatezza, un'assenza quasi innocente di etica, un sincero stupore per il disprezzo che suscitano.

Il cast maschile è di prim'ordine. Kay Kay Menon, soprattutto nel secondo tempo, è superbo. Rajat Kapoor misurato e impeccabile dalla prima inquadratura all'ultima. Harsh Chhaya convincente e realistico.
Quanto a Bipasha Basu, si impegna e provoca meno danno del solito, ma il ruolo (e il film) sono troppo grandi per lei.

TRAMA

Nisha (Bipasha Basu) e il fidanzato Ritesh (Kay Kay Menon) lavorano entrambi nell'industria alimentare di proprietà del cognato di lui (Rajat Kapoor). Nisha sottrae alla concorrenza il progetto di lancio di una nuova bibita, ed insieme a Ritesh si adopera per la creazione di un prodotto analogo. Ma la falda acquifera che alimenta lo stabilimento è inquinata da sostanze cancerogene. Niente paura. Si lubrifica qualche politico e la bevanda viene immessa sul mercato.

RECENSIONI

The Times of India
'Tedioso nel primo tempo, teso e tirato nel secondo. Troppi personaggi si muovono sullo schermo, ed alcuni di loro rimangono inesorabilmente in disparte. E' il caso di Minissha Lamba. Persino Kay Kay Menon pare disoccupato sino all'esplosione del climax, quando, con le sue battute, stabilisce il fulcro morale della storia. Il film appartiene sostanzialmente a Rajat Kapoor e a Bipasha Basu. Guardate 'Corporate' per la sua attualità e novità.'
Nikhat Kazmi, 08.07.06

Hindustan Times
'Corporate' è realistico e tecnicamente buono. Ma senz'anima. Emoziona pochissimo. I personaggi sono figurine di cartone con le quali non sembra ci si possa relazionare. Il film esplora l'ipocrisia delle classi elevate e la corruzione nei corridoi del potere: tutte cose che abbiamo già visto nella cinematografia Hindi, anche se forse non confezionate in questo modo. 'Corporate' è prevedibile, e in alcune sequenze ricorda 'Page 3'. Il primo tempo è troppo lento e lo spettatore si gode soltanto gli ultimi 20-25 minuti. Il film si fonda sulle performance, con superbe interpretazioni da parte di tutti gli attori, in particolare di Bipasha che si è aggiudicata il ruolo della sua vita. Con sobrio glamour, l'attrice mostra la sua capacità nel sostenere un ruolo forte. Kay Kay è naturale, ma l'eccellente Rajat Kapoor conquista con Bips la scena.'
Diganta Guha, 08.07.06
Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: Kay Kay Menon al suo meglio
Punto debole: la materia un po' ostica per i non addetti ai lavori

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Kay Kay Menon ('Black Friday') - Ritesh
* Bipasha Basu ('Raaz') - Nisha
* Rajat Kapoor ('Dil Chahta Hai') - Vinay
* Harsh Chhaya - Naveen
* Manoj Joshi ('Satta') - il regista (cameo)
* Javed Akhtar (compositore di testi) - cameo
* Atul Kulkarni ('Rang De Basanti') - narratore

Regia: Madhur Bhandarkar ('Page 3')

Sceneggiatura: Madhur Bhandarkar, Ajay Monga ('Fashion'), Manoj Tyagi ('Page 3')

Anno: 2006

CURIOSITA'

* Corporate è stato proiettato al Cairo International Film Festival 2009 nell'ambito di una retrospettiva dedicata a Madhur Bhandarkar (aggiornamento del 24.11.10).
* Non mancano scene esilaranti: il grande industriale che indossa l'anello con pietra consigliata dall'astrologo di fiducia; l'attrice bollywoodiana che si concede in modo pratico e frettoloso al politico locale; e la più gustosa, il regista che replica scandalizzato ad un giornalista 'QUESTO non è un item number, ok? QUESTA è una canzone filosoficamente sufi, ok?'

* Lo sceneggiatore Ajay Monga è stato protagonista della controversia relativa al presunto caso di plagio che ha coinvolto la sceneggiatura di 'Om Shanti Om', il cui primo tempo pare sia molto simile ad una storia scritta in precedenza da Ajay

GOSSIP&VELENI

* Bipasha Basu è la fidanzata di John Abraham ('Dostana'). Tra i suoi ex, spicca Dino Morea

* La Bipasha che con gli artigli pitturati di celeste arpiona il mio Kay Kay non mi va niente a genio

21 febbraio 2009

DOOSRA AADMI



Come molti altri film degli anni ’70, Doosra Aadmi è stato girato con un budget piuttosto limitato. Le locations, fatta eccezione delle sequenze montane della luna di miele, sono quasi sempre interni di case o uffici, intervallate da qualche scena per le vie di Bombay o strade campestri. Il film non nasce per essere spettacolare per musiche o immagini ma sceglie di puntare tutto sul profilo umano e psicologico, gli  attori, tutti belli, giovani e ricchi di talento  non faranno notare allo spettatore la semplicità della scenografia o l'assenza totale di originalità.

TRAMA :
Karan (Rishi Kapoor) e Timsi (Neetu Singh) sono giovani e ottimisti, gli basta conoscersi per pensare automaticamente al matrimonio e, malgrado le famiglie li invitino a riflettere prima di compiere un passo così importante, i due non li ascoltano e si sposano in segreto. All’inizio è tutto fantastico ma appena si presentano i primi problemi iniziano a vacillare. Timsi si confina in casa a lamentarsi e si corrode dalla gelosia mentre Karan si distrae con la sua brillante e misteriosa collega di lavoro (Rakee).Solo dopo aver sperimentato i propri limiti e le proprie debolezze, capiranno di essere abbastanza maturi per riprendere una nuova vita insieme.


Per tutta la prima parte del film siamo invasi da un’atmosfera leggera e sognante, come solo può esserlo il racconto di un amore adolescenziale. Il film vero e proprio inizia a svilupparsi dal primo ingresso di Rakhee sullo schermo; tutto fa in modo che la sua figura risulti il più misterioso possibile, la favolosa attrice dagli occhi di smeraldo  in Doosra Aadmi regala molto di più di quanto la storia abbia da offrire.

Del film apprezzo il modo in cui viene sviluppato il tema della crescita individuale attraverso il personaggio di Karan. Dal corteggiamento, carico di entusiasmo, attesa, al matrimonio,  l’espressione delle passioni- per ritrovarsi poi nell’età adulta, piena di responsabilità e impegni, dalla quale cerca di scappare attraverso l’inseguimento di una fantasia irraggiungibile e proibita. Nonostante stia rincorrendo un’infatuazione, Rishi Kapoor appare sempre pulito e disinteressato nelle sue intenzioni, Rakhee sembra quasi non essere una donna in carne ed ossa, quanto un’idea, un desiderio nato per restare patrimonio esclusivo dell’immaginazione.


Da vedere per:

- Non perdersi Rishi Kapoor sfrecciare con la sua auto a fianco di un treno in corsa per far colpo sulla sua Neetu Singh. La canzone di sottofondo "Pyaar Hua, Iqraar Hua Hai" è estratta dal film Shree 420, girato e interpretato dal padre Raj nel 1955.

- La moda degli anni ’70 a Bollywood. La adoro.
Le fantasie geometriche dei saree di Rakhee, le sue pettinature morbide e le strane fogge di occhiali che le fanno indossare.

- Ritrovare un meraviglioso Shashi Kapoor affiorare a sorpresa dal passato di Nisha.


Il mio giudizio sul film: *** 3/5


ANNO : 1977

TRADUZIONE DEL TITOLO: Il secondo uomo

REGIA: Ramesh Talwar (assistente di Yash Chopra in Silsila, Deewaar e Kabhi Kabhie)

PRODOTTO DA : Yash Raj Films


CAST :

- Rishi Kapoor …….. Karan
- Neetu Singh………..Timsi
- Rakhee ……..Nisha
- Shashi Kapoor…….. Il secondo uomo
- Deven Verma ………lo zio di Timsi
- Parishkat Sahni……..Bhisham


COLONNA SONORA : Rajesh Roshan

18 febbraio 2009

B I L L U




Delizioso e leggero. Con bonario umorismo solletica delicatamente lo spettatore accendendogli un sorriso. 'Billu' è una commedia realizzata con buon gusto e professionalità. Non scatena fragorose risate, ma allieta e diverte.

Il punto di forza della pellicola, diretta con lodevole mestiere da Priyadarshan, è rappresentato dalla scelta dei due attori protagonisti: Irrfan Khan e Shah Rukh Khan. Due interpretazioni agli antipodi - dimessa e realistica quella di Irrfan, scintillante quella di Shah Rukh -, due personaggi antitetici - il quotidiano ordinario Billu, e il sensazionale straordinario Sahir -, due attori che difficilmente potrebbero incontrarsi allo stesso party - antidivo l'uno, superstar l'altro. Il confronto continuo e lo svolgersi parallelo delle rispettive vicende costituiscono l'aspetto più interessante di una commedia che poteva limitarsi ad essere briosa, e che invece, proprio grazie a questa strategia, diventa sottile e inedita.

Il soggetto, non ciclopico, è morbidamente sviluppato da una sceneggiatura pigra e spigliata insieme. I dialoghi sembrano scoppiettanti: i sottotitoli forse non rendono loro piena giustizia. La regia è attenta e fintamente informale. I personaggi principali hanno spessore quanto basta a renderli reali - è il caso di Billu - o lontanissimi dal reale - vedi Sahir. Ma il film è anche coralità: un fitto stuolo di personaggi minori, tratteggiati da poche efficaci pennellate, interpretati da caratteristi che sanno il fatto loro. Certo, difficile distogliere l'attenzione da Billu: le colossali doti d'attore di Irrfan lasciano in ombra i pur bravi comprimari. Così come è impossibile staccare gli occhi dal luminoso Sahir: Shah Rukh arricchisce di umorismo il suo abituale fascino, ed il carisma di cui è dotato gli consente di fronteggiare ad armi pari ed esiti del tutto eguali un antagonista del livello di Irrfan.

TRAMA

Il barbiere Billu (Irrfan Khan) vive e lavora in un oscuro villaggio. Ha una moglie (Lara Dutta) e due figli. La famiglia conduce una vita di stenti: Billu deve fronteggiare la concorrenza di un agguerrito 'hair-stylist'. I clienti sono sempre di meno, i debiti sempre di più. A movimentare la sua ordinaria esistenza l'arrivo di una troupe cinematografica. Chi è la star? Sahir Khan (Shah Rukh Khan), vecchio amico d'infanzia proprio di Billu. Lo scintillante glamour bollywoodiano intacca la quotidianità anche del nostro barbiere. Il villaggio scopre il rapporto che lega i due, e ondeggia elettrizzato dal set alla bottega di Billu. Ma il barbiere, reso timido dalla povertà, evita di incontrare l'amico.

RECENSIONI

The Times of India: ***
'Scritturate Irrfan Khan e sarete a metà dell'opera: l'attore prende il ruolo e lo interpreta in un modo che è tutto suo, al punto che c'è da chiedersi dove finisca Irrfan e dove inizi Billu. O forse non c'è mai stata dualità: l'attore e il personaggio sono in perfetta sintonia fra loro. D'altronde, grazie al suo eclettismo, Irrfan può soddisfare qualunque richiesta della sceneggiatura. In questo film dà vita al barbiere Billu con sobrio charme e con squisita finezza, arricchendo di palpitante dignità la figura archetipica dell'amico povero. L'ordinario acquista così una regale scintilla. Anche Lara Dutta è convincente nel suo avatar lontano da ogni glamour. Priyadarshan ha previsto alcuni toccanti episodi che rendono la pellicola una commovente ode all'amicizia e all'ordinarietà.'
Nikhat Kazmi, 12.02.09

Hindustan Times: ***
'Shah Rukh Khan interpreta una versione intensificata della superstar, e vacilla spesso fra la caricatura e l'esagerazione. Ma riesce a cavarsela bene. E Irrfan, l'altro Khan del film, riesce magnificamente a contrastare il carisma esibito da SRK. Se l'umile barbiere Billu è degno dell'amicizia di una superstar, Irrfan l'attore guadagna il suo spazio nella pellicola per un caso deliziosamente ironico della vita che imita l'arte. Priyadarshan orchestra un confronto classico, e quando i due alla fine si trovano faccia a faccia, l'incontro è breve ma di quelli che si ricordano. Il regista prepara gradualmente un climax che vale l'attesa, anche se il film nella seconda parte si spegne. La pellicola non è priva di personaggi banali e di sequenze sdolcinate ed eccessive. La colonna sonora di Pritam è tiepida (tranne 'Marjaani'). Di contro, la narrazione è di buon livello, alcune interpretazioni sono grandi e la dose di masala negli item number è salutare. Lara Dutta, con le sue bluse dal taglio perfetto e con i capelli tinti, non è convincente. La cosa balza agli occhi soprattutto perchè Irrfan Khan, al contrario, col suo linguaggio del corpo, col suo abbigliamento e con le unghie sporche, non sbaglia una nota.'
Shashi Baliga, 13.02.09

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: i due stellari Khan
Punto debole: il sermone finale, tollerabile solo perchè Shah Rukh ci delizia anche quando legge l'elenco telefonico

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Irrfan Khan ('The Killer') - Billu
* Shah Rukh Khan - Sahir Khan
* Lara Dutta ('No Entry') - la moglie di Billu
* Om Puri ('D O N') - lo strozzino
* Deepika Padukone ('Om Shanti Om') - item girl per il brano 'Love Mera Hit Hit'
* Priyanka Chopra ('D O N') - item girl per il brano 'You Get Me Rockin' & Reeling'
* Kareena Kapoor ('Jab We Met') - item girl (all'inizio un po' troppo di plastica) per il brano 'Marjaani'

Regia: Priyadarshan ('Bhool Bhulaiyaa')

Sceneggiatura: Manisha Korde ('Bhool Bhulaiyaa') e Mushtaq Sheikh ('Om Shanti Om'), che hanno riadattato la sceneggiatura originale di Sreenivasan per il film 'Kuselan', di cui 'Billu' è il remake in Hindi

Colonna sonora: composta da Pritam ('Dhoom', 'Singh Is Kinng'), è allegra e ritmata. I brani migliori: 'Love Mera Hit Hit' e 'Marjaani'. Sofisticato e rarefatto 'You Get Me Rockin' & Reeling'. (Per la recensione della colonna sonora CLICCA QUI)

Coreografie: Farah Khan ('Main Hoon Na'). Le coreografie mancano di originalità, e si fondano principalmente sul carisma di SRK e sulle trovate registiche

Anno: 2009

Produzione: Red Chillies Entertainment, casa di produzione di Shah Rukh Khan

Sito: http://www.billubarber.com/, con un succulento 'Making of Billu' assolutamente da non perdere

CURIOSITA'

* Il titolo originario del film era 'Billu Barber', ridotto a 'Billu' qualche giorno prima della distribuzione nelle sale a causa delle proteste dei parrucchieri (!)

* Qualche giorno fa la residenza di SRK a Mumbai è stata bersaglio di un atto vandalico. Sembra che un verso del brano 'Marjaani' sia stato frainteso come rivolto al Profeta

* Shah Rukh in persona ha richiesto la presenza di Santosh Sivan, regista di 'Asoka' e stimato direttore della fotografia, per le sequenze del brano 'Ae Aa O'

* Pare che il ruolo di Sahir fosse stato offerto ad Akshay Kumar ('Singh Is Kinng'), e quello della moglie di Billu a Tabu ('Fanaa')

* Priyadarshan è famoso per le sue commedie, e Akshay Kumar è considerato il suo pupillo. Ha diretto film in varie lingue indiane, ed è molto amico della superstar del cinema del Sud Mohanlal ('Company'). Indossa sempre degli occhiali scuri, in seguito ad una ferita riportata ad un occhio durante una partita di cricket

* Potete ammirare Irrfan Khan su grande schermo in Italia nel film 'The Millionaire'

* Lara Dutta ha vinto il titolo di Miss Universo nel 2000 (nello stesso anno Priyanka Chopra si è aggiudicata quello di Miss Mondo). Il TALENTUOSISSIMO musicista di pop anglo-indiano Nitin Sawhney è suo cugino

* Om Puri ha vinto due National Award come miglior attore: nel 1982 per 'Arohan' e nel 1984 per 'Ardh Satya'

* Lo sceneggiatore Mushtaq Sheikh è l'autore della poderosa biografia di SRK 'Still Reading Khan'

GOSSIP&VELENI

* Pare che durante le riprese del film SRK sia stato beccato nell'Hotel di Lara Dutta. La giustificazione ufficiale: voleva sincerarsi che i livelli di comfort della struttura fossero all'altezza dell'attrice

* Duole sottolinearlo: Irrfan Khan è più alto di SRK

* Il film è anche un clamoroso tripudio sciarukkiano. Il Re è in gran forma e si concede in tutto il suo regale fulgore:
- nel brano 'Love Mera Hit Hit', con un inizio a dir poco sconcertante (quest'uomo non conosce la vergogna), SRK si sfila il casco e incendia l'obiettivo con una serie di sguardi infuocati. Preparatevi col dito sul telecomando: il fermoimmagine è d'obbligo;
- nella sequenza ispirata a 'Matrix' (avete letto bene) il Re sfoggia un fascino I-N-S-O-S-T-E-N-I-B-I-L-E;
- il brano 'Ae Aa O' è inframmezzato da fotogrammi tratti da 'Asoka', 'Main Hoon Na', 'Kabhi Khushi Kabhie Gham', 'Josh', 'Om Shanti Om', 'Devdas', 'Chak De! India', 'Mohabbatein', 'Pardes', 'Dilwale Dulhania Le Jayenge', 'Veer-Zaara' e, naturalmente, 'DON'. Da paralisi motoria. Il giusto tributo ad un Re: godetevi il corteo che sfila fra due ali di folla osannante. E chi non si getterebbe sotto l'auto di Shah Rukh pur di gridargli 'ailoviù'?
- un'intera parete tappezzata di locandine di film del Re fa da sfondo ad alcune scene nella piazza principale del villaggio. Botteghe colme di magliette e di poster. La vecchina che improvvisa la puja davanti ad una foto di SRK. I ragazzi che si tagliano i capelli come lui e sventolano copie (autentiche) di 'Movie', 'FilmFare' e 'Stardust'. Curiosi che si arrampicano sugli alberi per spiare le riprese. E l'esilarante proprietario della guest house che ci delizia con la sua personale interpretazione di 'Duplicate';
- vi avviso: l'apparizione di Sahir a Billu è di intensità emotiva tale da svuotare di importanza persino quella della Madonna a Bernadette. Equipaggiatevi con del cardiotonico

16 febbraio 2009

JEWEL THIEF




Da poco ho iniziato ad interessarmi a Dev Anand scoprendo in lui una tremenda calamita. Vedi uno dei suoi film ed automaticamente vorresti vederli tutti.
Jewel Thief è una convincente commedia ricca di colpi di scena capace di fondere romance, poliziesco e avventura in una sontuosissima cornice. Tutti coloro che hanno amato i colorati entertaining thrillers del passato di Hollywood, come How to Steal a Million o Sciarada , impazziranno a prima vista per questo frizzante successo indiano degli Anni Sessanta.

La disinvoltura è forse la più grande forza del suo protagonista, Dev Anand, attore elegante ed eterno ragazzino, qui lo ritroviamo irresistibilmente ambiguo e circondato da primedonne dalla dubbia identità. Tra le tante misteriose figure femminili che ruotano attorno a Vinay /Amar, come non notare Anjali, la bella figlia del capo, che lo seduce giocando con le tende e veli del salotto, è lei,  Tanuj,  madre dell’adorabile Kajol. Il suo sorriso è inconfondibile.Altro personaggio memorabile è Arjun, fratello di Shalini, interpretato da un brillante Ashok Kumar. Dalla seconda parte di Jewel Thief, la sua presenza diviene il fiore all’occhiello del film, aggiungendo quel tocco di mistero e raffinatezza. Grazie a lui la commedia si tinge di gangster movie ed acquista raffinatezza.


TRAMA
La vita del commesso Vinay (Dev Anand) viene turbata improvvisamente quando scopre di essere il sosia di Amar, pericoloso imbroglione e ladro di gioielli ricercato dalla polizia. Per consolare la bella Shalini (Vijayantimala) , ex fidanzata di Amar abbandonata ad un passo dal matrimonio, Vinay inizia ad indossare gli abiti del fantomatico ladro, ritrovandosi presto in un mare di guai.


Il film è ammiccante, divertente, incasinato (ma solo nel senso più positivo della parola). La trama sembra cambiare decine di volte e lo spettatore si vede sconvolgere tutto di continuo.Il momento in cui Vinay si finge ubriaco per riuscire a sfuggire ai rapitori è da standing ovation, Dev Anand ci regala con una delle sue scene migliori. La colonna sonora da urlo rifinisce la perfetta confezione del film. Troviamo  motivetti da cantare all’infinito come "Yeh dil na hota bechara"  e il duetto "Aasman ke neeche", la seducente "Raat akeli hai"  rocamboleschi numeri di danza ("Haton mein haisi baat")  e una superkitsch item song ("Baithe hain kya huske paas").
Il tono spigliato , l’imprevedibilità della storia, scene cult e performance impeccabili fanno di Jewel Thief un film evergreen e un film destinato a soddisfare, divertire e far sorridere un pubblico di tutte le età.


Il mio giudizio sul film  **** 4/5


ANNO: 1967

REGIA: Vijay Anand

Dev Anand………… Vinay/ Amar
Ashok Kumar……….Arjun
Vijayantimala……….Shalini
Tanuja……………….Anjali
Helen………………. .la ballerina del night club
Faryal………………..Julie
Anju Mahendru……...Nina


COLONNA SONORA : Sachin Dev Burman.

PLAYBACK SINGERS: Asha Bhosle, Lata Mangeshkar, Mohammed Rafi e Kishore Kumar



CURIOSITA’:

- Trenta anni dopo è stato realizzato un sequel dal titolo Return of Jewel Thief, uscito nel 1996 in cui viene inserito anche Dharmendra al fianco di Dev Anand e Ashok Kumar.

- Il regista è Vijay Anand, fratello di Dev Anand che fu il protagonista di molti dei suoi film e zio di un altro regista, Shekar Kapur  (Elizabeth The Golden Age, Mister India, Bandit Queen)

15 febbraio 2009

DIL AASHNA HAI


E' sempre divertente vedere i primi film interpretati da Shah Rukh Khan, junior artist ben lontano dai clamori attuali.
'Dil Aashna Hai' rispetta la tradizione: produzione minore, dialoghi agghiaccianti, confezione datata e poco accurata. SRK ha un ruolo comprimario: appare solo all'inizio e alla fine della storia. Ma è già chiara la ragione per cui in seguito verrà incoronato RE: recita le sue battute, davvero imbarazzanti, con una convinzione che altri riserverebbero all'Amleto. Le sue famose fossette, i suoi sorrisi e soprattutto i suoi sguardi di fuoco, lasciano intravvedere il futuro sciupafemmine planetario. La sua indomabile energia non viene certo risparmiata: l'attore deve pagarsi l'affitto e le bollette e guadagna il suo compenso con impegno e (commovente) serietà.

Il film è diretto dall'attrice Hema Malini ('Sholay'). Nel cast è presente anche Dimple Kapadia, abbastanza improbabile nel ruolo di studentessa, ma sofisticata e impeccabile in quello di donna di successo. E poi c'è una sorpresa: Kabir Bedi, elegante, bello come il sole.

La sequenza più paradossale? La morte della madre adottiva della protagonista: non si riesce a smettere di ridere. Ma lascia senza parole anche la scena della ballerina che, per difendersi da un molestatore, spara tranquillamente un colpo in aria, nella propria camera, senza neanche preoccuparsi di verificare lo stato del soffitto (io, al posto suo, SAREI MORTA DAL DOLORE).

In conclusione: pellicola decisamente hardcore, consigliata solo ai fan di Shah Rukh Khan.

TRAMA

Laila (Divya Bharti) lavora come ballerina nell'Hotel di Digvijay Singh (Kabir Bedi). Il figlio Karan (Shah Rukh Khan) si innamora di lei. Alla morte della madre adottiva, la ragazza vuole scoprire l'identità della madre naturale e chiarire i motivi dell'abbandono.

RECENSIONI

Cinema Hindi: *
Punto di forza: IL RE
Punto debole: tutto il resto, tranne Kabir Bedi

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Shah Rukh Khan - Karan
* Divya Bharti ('Deewana') - Laila
* Kabir Bedi - il padre di Karan
* Dimple Kapadia ('Luck By Chance') - Barkha
* Farida Jalal ('Kuch Kuch Hota Hai') - la direttrice dell'orfanotrofio

Regia e produzione: Hema Malini

Sceneggiatura: Imtiaz Hussain (dialoghi in 'Parinda')

Traduzione del titolo: 'Il cuore lo sa'

Anno: 1992

GOSSIP&VELENI

* Hema Malini è la seconda moglie di Dharmendra ('Sholay'). La loro figlia, Esha Deol, è anch'essa attrice ('Darling')

* Divya Bharti è morta in circostanze misteriose all'età di 19 anni

* Kabir Bedi, attore cinematografico, teatrale e televisivo, è noto non solo in Asia ma anche in Europa e in America. Ha recitato in diverse pellicole occidentali, fra cui 'Agente 007. Octopussy: Operazione Piovra', e 'Andata e Ritorno' di Marco Ponti. E' conosciuto in Europa soprattutto per la serie televisiva di produzione italo-franco-tedesca 'Sandokan', che ha frantumato ogni record di ascolto. Ma ha partecipato anche ad altri serial: 'Dinasty', 'Magnum P.I.', 'Un medico in famiglia'. Lo vedremo in 'Kites', diretto da Anurag Basu con Hrithik Roshan, e in 'Blue' con Akshay Kumar. L'attore è stato sposato tre volte, ma ha divorziato dall'ultima moglie.

13 febbraio 2009

PUKAR




Guardatelo attentamente.Immergersi in un film come Pukar è sempre un’esperienza che vale la pena di provare.Vedrete cambiare toni, paesaggi e temi con una velocità inaudita: inizia come un film d’azione, si sviluppa sul tema dell’invidia e della vendetta, porta avanti ben due storie d’amore parallele, si chiude con un finale assolutamente irrazionale e imprevedibile.

Certo i clichet non mancano.E' stato girato nel 2000 ma possiede tutte le caratteristiche dei grandi successi del decennio precedente. E’ un film conservatore, classico, intrattenitore di massa … si può sostenere tutto..Un anno dopo Karan Johar avrebbe girato Kabhie Khushi Kabhie Gham lasciando senza parole, Gowariker terminava il raffinato Lagaan, e Farhan Aktar dava voce alla nuova generazione con Dil Chahta Hai. Strano pensare che con cambiamenti così grandi alle porte Rajkumar Santoshi si divertisse ancora a giocare con i soliti temi della produzione masala: inseguimenti, lanci con il paracadute, esplosioni, missioni segrete e uomini coraggiosi.Nostalgico anche nella scelta del cast: la coppia Anil Kapoor / Madhuri Dixit ha debuttato con Hifazat nel 1987 diventando una delle più gettonate negli anni ’90.Pukar fa un salto nel passato investendo un' ingente somma di denaro in un film che va contro corrente. Un po’ come bloccare con una gigantesca fotografia un paesaggio a cui si è affezionati ma che sta inevitabilmente cambiando.

In Pukar Anil Kapoor è un militare fedele al suo codice d’onore che non esita a lanciarsi in combattimenti sulla neve, sparatorie e disperate ricerche del nemico.Improvvisamente la sequenza avventurosa si blocca per introdurre una dimensione completamente opposta.. quella domestica. Il soldato torna ad essere una persona qualunque, anzi, un cocco di mamma alle prese con problemi del tutto quotidiani. La  spaccatura tra due toni è segnata da una modernissima canzone, “Ke Sera Sera”, composta dal genio A.R. Rahman, in cui ritroviamo una sinuosissima Madhuri Dixit circondata da ombre nere e rosse al fianco del coreografo e ballerino Prabhu Deva.Solo per questa brano, e per il momento in cui è bruscamente introdotto sullo schermo, Pukar merita di figurare ben esposto nell' armadietto di dvd.
Madhuri si appropria di tutto lo spazio e sgomita a tal punto da fare il vuoto intorno. iI suo personaggio, Anjali è l'amica d’infanzia di Jaidev innamorata ma non ricambiata,  furiosa di gelosia. Carica di invidia e risentimento Anjali si trasforma da dolce e sorridente in aggressiva , sensuale e pericolosa.Madhuri dark lady è davvero la fine del mondo, si esibisce in una danza procace sdraiata su un tavolino luminoso, sostituendo uno sguardo torbido al suo classico e famosissimo sorriso.Tra tanto caos, rabbia e tradimenti, il film trova spazio anche per una romantica love song girata in Argentina nel parque de los Galciares ma non ci si può rilassare troppo perchè l’azione riprende, seguita da esplosioni, rocambolesche cadute, torture e rapimenti.
Il finale? Perdonatemi. Non posso resistere. Nostante tutti i disastri che combina e gli errori commessi… Anjali la passa pure liscia, conquista l’amore di Jaidev e diviene una figura positiva. Incredibile,  Irrazionale,  Fuori Luogo, Un colpo di sole in testa. Machissenefrega..


Il mio giudizio sul film: *** 3/5

Consigliato a chi:
- Non può far passare un giorno senza vedere Madhuri Dixit ballare, le sue doti mischiate alle note di Rahman sono una combinazione interessante
- Già conosce e apprezza molti atri titoli della cinematografia indiana ed è pronto a stare al gioco
- Per chi vuole provare l’esperienza di un film capace di passare da un genere all’altro con la velocità di un secondo

Sconsigliato a chi:
- Cerca il realismo e odia l’azione
- Sta muovendo i primi passi in questo mondo. Se non si è un po’ abituati ai film indiani degli ’80-‘90 Pukar potrebbe risultare troppo sconclusionato ed eccessivo.

ANNO: 2000

REGIA: Rajkumar Santoshi

CAST:

Anil Kapoor ......... Jaidev

Madhuri Dixit .........Anjali

Namrata Shirodkar..... Pooja

Om Puri......... Colonel Husain

Farida Jalal………… ..Gayetri


COLONNA SONORA : A.R. Rahman


ULTERIORI INFO:

- Lata Mangeshkar, la più grandiosa cantante mai esistita, fa un’apparizione a sorpresa nel finale
- Ritroviamo Madhuri Dixit /Anil Kapoor in : Hifazat (1987), Tezaab (1988), Kishen Kahanaya (1990) , Jamai Raja (1990), Pratikar (1991), Zindagi Ek Juhaa (1992), Khel (1992), Jeevan Ek Sangaarsh (1992), Beta (1992), Rajkumar (1996), Pukar (2000), Lajja (2001)

12 febbraio 2009

MY NAME IS ANTHONY GONSALVES


Il film non è esaltante. MA: non lo dimenticherò per due motivi.

1 - Un poster del grande David Bowie (l'immagine è quella della copertina del DVD 'Best of Bowie') illumina il locale nel quale Anthony lavora. Come posso tributare al direttore artistico tutta la mia riconoscenza?

2 - So bene che è un'impresa titanica notare, in 'D O N', qualunque altra cosa o persona diversa da Shah Rukh Khan (MIO PER SEMPRE), ma ricordate Pawan Malhotra, l'attore che interpreta il ruolo di Narang? Ebbene: in questa pellicola ho ammirato a bocca spalancata la sua performance, perfetta, dalla prima inquadratura all'ultima.

Quanto al resto, il film alterna momenti divertenti e noiosi. La storia è un po' confusa: le vicende di un aspirante attore si mischiano in modo poco plausibile a quelle di un gruppo di gangster. La sceneggiatura zoppica, la regia pure.
Nikhil Dwivedi, qui al suo debutto, è simpatico e si impegna, ma ricorda troppo Shahid Kapoor, quindi: meglio l'originale. Anupam Kher è impeccabile nel suo ruolo negativo: controllato, convincente, realistico. Le sequenze dei dialoghi fra lui e Pawan Malhotra sono le migliori. Amrita Rao tenta di vivacizzare un personaggio inconsistente. Il cameo di Anil Kapoor, che interpreta se stesso, è di quelli da strapparsi le vesti. Saurab Shukla è il solito caratterista di classe.

TRAMA

Anthony (Nikhil Dwivedi), un orfano allevato da un parroco cattolico grazie all'interessamento e al sostegno del gangster Sikander (Pawan Malhotra), adora Amitabh Bachchan e sogna di diventare attore. Si presenta ad un'importante audizione ed ottiene inaspettatamente la parte. Ma una grave vicenda personale sembra spegnere le sue aspirazioni.

RECENSIONI

The Times of India: **1/2
'Chi è attualmente il più popolare sceneggiatore a Bollywood? Shakespeare, che ha ispirato 'Maqbool' e 'Omkara'. Ora è il regista E. Niwas a provarci: con il 'Giulio Cesare', e con la malavita di Mumbai come scenario. Ma il buon William questa volta non è fortunato. Non possiamo accusare lo sceneggiatore. E nemmeno i caratteristi, che sono di fatto il punto di forza della pellicola. Purtroppo le performance degli attori protagonisti, Nikhil e Amrita, sono prive di consistenza. Ed è quindi compito di Pawan Malhotra e di Anupam Kher salvare le sorti del film.'
Nikhat Kazmi, 11.01.08

Hindustan Times: **
'Lo sviluppo della storia è noioso, così come la colonna sonora e la regia. Quanto al cast, Pawan Malhotra è di prima classe. L'esordiente Dwivedi è appena tollerabile, come tutto il resto di questo 'My name Is Ecc. Ecczz zzz zzz'.'
Khalid Mohamed, 11.01.08

Cinema Hindi: **
Punto di forza: l'interpretazione IMPERDIBILE di Pawan Malhotra (*****)
Punto debole: il soggetto e la sceneggiatura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Nikhil Dwivedi - Anthony
* Pawan Malhotra ('D O N') - Sikander
* Anupam Kher ('Kuch Kuch Hota Hai') - il Boss
* Amrita Rao ('Main Hoon Na') - Riya
* Saurabh Shukla ('Satya') - il cameraman
* Anil Kapoor ('Taal') - cameo
* Priyanka Chopra ('D O N') - cameo
* Hrishita Bhatt ('Asoka') - item song

Regia: E. Niwas

Sceneggiatura: Mayur Puri ('Om Shanti Om' - dialoghi) e Lajan Joseph ('Munnabhai MBBS', co-sceneggiatura)

Colonna sonora: Pritam ('Dhoom 2', 'Singh Is Kinng')

Anno: 2008

CURIOSITA'

* Il titolo del film deriva dal famoso brano omonimo incluso nella pellicola 'Amar Akbar Anthony' (1977), con Amitabh Bachchan e Rishi Kapoor ('Luck By Chance')

* Non perdetevi il bambino che, beedi in bocca, imita Amitabh Bachchan

* Anupam Kher ha recitato in 'Sognando Beckham' e in 'Matrimoni e Pregiudizi'. Si è aggiudicato due National Award, Premio Speciale della Giuria: per 'Daddy' nel 1990 e per 'Maine Gandhi Ko Nahin Mara' nel 2006

* Pawan Malhotra ha recitato nel film 'La Città della Gioia' (nel cast anche Om Puri e Shabana Azmi). Fra i film più famosi: 'Pardes', 'Earth', 'Black Friday', 'Jab We Met'. Lo vedremo in 'Delhi-6'

GOSSIP&VELENI

* Anupam Kher è il marito di Kirron Kher ('Rang De Basanti')

* Hrishita Bhatt (DONNA FORTUNATA) pare abbia avuto una relazione con Shahid Kapoor ('Jab We Met')

11 febbraio 2009

W A F A A


C.M.
Cazzata. Mostruosa.

TRAMA

(ma non fatemi perdere tempo, dài!)

RECENSIONI

The Times of India: *
'Per una ex-superstar, che era anche un buon attore (ricordate 'Aradhna', 'Anand', 'Daag', 'Sacha Jhoota'?), un film come 'Wafaa' di sicuro non è il miglior modo per tornare sulla cresta dell'onda. Speriamo che la prossima volta prevalga il buon senso. Per il momento, invece, si deve sopportare una pellicola che di senso è totalmente priva. E' tempo di un altro anno sabbatico, Kaka-ji?'
Nikhat Kazmi, 19.12.08

Hindustan Times: *
'E' scioccante vedere la star settantenne esporre il peloso torace. Il film è volgare da non credere, ed anche solo le scenografie basterebbero a togliere l'appetito. 'Wafaa' può essere annoverato fra le peggiori pellicole dell'anno (e forse di tutti i tempi). Girato in modo terribile, con performance agghiaccianti, datato. Per non parlare della cigolante superstar, che avrebbe dovuto mostrare il buon senso di non partecipare a questo film. Ed evitare di togliersi la camicia.'
Anand Singh, 19.12.08

Cinema Hindi: (chiuso per nausea)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rajesh Khanna - Amrit

Regia: Rakesh Sawant

Traduzione del titolo: 'Fedeltà'

Anno: 2008

CURIOSITA'

* Rajesh Khanna è l'ex-marito di Dimple Kapadia ('Dil Chahta Hai')

GOSSIP&VELENI

* DIIIIMPLE !!! HAI FATTO BENE A MOLLARLO !!!

T A A L


Volete trascorrere una serata lasciandovi piacevolmente intrattenere da un film leggero, dal sapore esotico e dalle spettacolari coreografie?
Allora 'Taal' è proprio quello che fa per voi. Opulento. Sfarzoso. Bollywoodiano. Corredato da una colonna sonora di grande effetto composta dal geniale A.R. Rahman.
La pellicola colpisce per l'incanto delle immagini: splendida fotografia, direzione artistica accurata, costumi scintillanti. La storia non è proprio originale, però è sviluppata in modo piuttosto avvincente. Le interpretazioni sono del tutto dignitose: Akshaye Khanna è misurato e ironico come sempre, Anil Kapoor cialtrone e spiritoso, Aishwarya Rai - specialmente nella prima parte - convincente (e bellissima).
Il film è del 1999: rispetto a 'Yuvvraaj', sempre diretto da Subhash Ghai, si notano i 10 anni di differenza, pur vantando da un punto di vista estetico livelli qualitativi altissimi. Ma 'Taal' vince il confronto grazie ad una maggior cura per quanto riguarda sceneggiatura e dialoghi, e soprattutto grazie a performance decisamente superiori.

Da osservare (ed ascoltare) con attenzione:
* l'inedita coreografia dei titoli di testa, accompagnata da un brano davvero insolito, 'Beat Of Passion', per il quale Rahman impiega strumenti musicali a dir poco stravaganti;
* l'interpretazione sorprendentemente elegante di Amrish Puri, ben lontana dagli eccessi caricaturali visti altrove;
* l'imitazione affettuosa di Akshaye Khanna del timbro tonante di Amrish;
* l'incontro fra Mansi e Manav: decisamente originale;
* la coreografia 'piovosa' di 'Taal Se Taal Mila', brano dal fascino particolare;
* il timido avvicinarsi dei due protagonisti (Ash è perfetta): ammirateli soprattutto nella coreografia ricca e colorata del brano 'Ishq Bina', il più bello di una colonna sonora che non sbaglia una nota.

Nel secondo tempo la sceneggiatura pasticcia un po' ed è un peccato. La comparsa di Anil Kapoor regala un tocco di simpatia e di freschezza, ma la performance di Aishwarya si spegne. Per fortuna le splendide coreografie tengono alto il morale.
I capolavori della cinematografia Hindi sono altri, intendiamoci, ma 'Taal' rimane comunque un buon prodotto, confezionato con cura, altamente indicativo del fenomeno Bollywood.

TRAMA
Manav (Akshaye Khanna), nato a Londra, rampollo di una ricchissima famiglia indiana, si reca per la prima volta nel Paese di origine dei genitori. In una località montana da fiaba, incontra la bellissima Mansi (Aishwarya Rai), cantante e ballerina classica. L'innamoramento è d'obbligo. Ma le famiglie non dimostrano grande entusiasmo.

RECENSIONI

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: il cast tecnico (****)
Punto debole: qualche pasticcio nella sceneggiatura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aishwarya Rai - Mansi
* Akshaye Khanna ('Dil Chahta Hai') - Manav
* Anil Kapoor ('Black & White') - Vikrant
* Amrish Puri ('Dilwale Dulhania Le Jayenge') - il padre di Manav
* Alok Nath ('Kabhi Khushi Kabhie Gham') - il padre di Mansi
* Saurabh Shukla ('Satya') - Bannerjee

Regia, soggetto, montaggio, produzione: Subhash Ghai ('Pardes', Yuvvraaj')

Sceneggiatura: Sachin Bhowmick ('Karan Arjun', 'Koyla', 'Krrish')

Direzione artistica: Sharmishta Roy ('Kabhi Alvida Naa Kehna', 'Veer-Zaara')

Fotografia : Kabir Lal ('Yuvvraaj')

Colonna sonora: composta da A.R. Rahman, è di qualità altissima. Comprende 11 tracce e il 'taal' - il 'ritmo' -, è il denominatore comune. I brani migliori: il sincopato 'Beat Of Passion', il fascinoso 'Taal Se Taal Mila' e i trascinanti 'Ishq Bina', 'Ramta Jogi' (interpretato, nella coreografia, da un ubriaco Vikrant e da una Mansi biancovestita - vedi locandina del film), 'Taal Se Taal (Western)' e 'Ni Main Samajh Gayee'. Il brano più dolce: 'Nahin Samne Tu', coreografato nelle piovose strade di Mumbai.

Coreografie: Shiamak Davar ('Dhoom 2', 'Yuvvraaj', 'Rab Ne Bana Di Jodi'), Ahmed Khan ('Yuvvraaj', 'Ghajini') e Saroj Khan ('Don', 'Jab We Met'). Se si visionano tutte le coreografie in fila, ci si rende conto che costituiscono un film nel film. Difficile non riconoscere a Subhash Ghai - ed al suo cast tecnico - l'indubbio primato nel regalare, con maestria UNICA, forma, movimento e colore alla musica di A.R. Rahman.

Anno: 1999

Traduzione del titolo: 'ritmo', 'battito'

Award:

* IIFA: Anil Kapoor, miglior attore non protagonista; A.R. Rahman, miglior compositore; Alka Yagnik ('Ishq Kamina') per l'interpretazione canora del brano 'Taal Se Taal Mila'; Anand Bakshi ('Dil To Pagal Hai', 'Dilwale Dulhania Le Jayenge') per il testo del brano 'Ishq Bina'; Neeta Lulla per i costumi

* Filmfare: Anil Kapoor; A.R. Rahman; Kabir Lal per la fotografia; Alka Yagnik; Anand Bakshi

* Zee Cine: Anil Kapoor, A.R. Rahman, Anand Bakshi

* Screen: Anil Kapoor

CURIOSITA'

* 'Taal' è stato il primo film Hindi ad entrare nella Top 20 americana

* Pare che il ruolo di Mansi fosse stato offerto a Mahima Chaudhry ('Pardes'), e quello di Vikrant a Govinda ('Partner')

* Sorpresa: 'Taal' segna il debutto di Shahid Kapoor ('Jab We Met'). Osservate attentamente la coreografia di 'Kahin Aag Lage', nella sequenza dei veli bianchi

* Subhash Ghai si concede in un cameo nella scena del mercato

GOSSIP&VELENI

* Aishwarya Rai ha vinto nel 1994 il titolo di Miss Mondo. Nel 2007 ha sposato Abhishek Bachchan, figlio del grande Amitabh. In passato è stata legata a Salman Khan e a Vivek Oberoi ('Satya')

* Akshaye Khanna è figlio dell'attore Vinod Khanna ed è fratello di Rahul Khanna, che ha esordito nel cinema in 'Earth'

* Amrish Puri ha recitato in 'Indiana Jones e il Tempio Maledetto'

JOSH



Sicuramente con un cast diverso il film sarebbe stato molto meno noioso, nel dire questo non mi riferisco certo alla presenza del fantastico Shahrukh Khan, che è l’unico faro nella nebbia, come al solito in grado di far esplodere lo schermo con la sua energia, salvandoci grazie alle sue apparizioni stellari da uno dei più terribili colpi di sonno.
Il regista Mansoon Khan, prova a rievocare le atmosfere (e il successo) del riuscito Qayamat se Qayamat tak, ma la copiatura ogni tanto si fa sentire. Due bande rivali divise da storica inimicizia e immotivato odio, una storia d’amore contrastata tra due ragazzi provenienti da schieramenti opposti, che, dopo essersi frequentati di nascosto, vogliono uscire alla luce del sole e si impegnano per riappacificare le due fazioni.
Considerando che  sia QSQT che Josh sono stati pensati dallo stesso regista, il confronto diventa fin troppo diretto ma se il film con Aamir era chiaramente una trasposizione bollywoodiana di Romeo e Giulietta, Josh prende ispirazione dal celebre musical West Side Story e lo trapianta nelle spiagge di Goa.

Inizio: Una veloce introduzione storica girata apposta per non far capire niente allo spettatore.
E poi la scena si sposta negli anni ’80 e si concentra sui costanti atti di violenza in cui sono coinvolte due gang di ragazzi sempre in lotta tra loro: gli Eagles, capitanati dal ribelle Maxy, e i Bicchu, incitati dal velenoso Prakash. Il film segue così, liti e inseguimenti a go-go fino a che non appare Shahrukh Khan a cavallo della sua moto, bulletto arrogante e pieno di sé, dalla camminata da figo e meravigliosamente impertinente. Il personaggio di Maxy non passa certo inosservato grazie alla sua brillante interpretazione, resa indimenticabile da quegli sguardi che uccidono.

Aishwariya Rai, giovanissima, è di una bellezza fresca e naturale ma ancora un po’ spenta e piatta nella sua interpretazione, ben lontana dalle straordinarie performance di DevdasRaincoatGuru e Jodhaa Akbar. Rispetto i primi film, in cui appariva molto incerta, ora le sue capacità ora si sono ben sviluppate ed espresse, ma in Josh Aishwarya è ancora soltanto una reginetta di bellezza. Una bellissima Barbie in carne ed ossa. Maxy è veramente gradevole e sexy a suo modo, come solo riesce ad essere King Khan; si presenta come il teppistello affascinante e sicuro che si diverte a fare la voce grossa ma finisce per sciogliersi come uno zuccherino nel latte per un improvviso gesto d’affetto. Il colpo di sonno tanto annunciato è però destinato ad arrivare e coincide con l’introduzione di un nuovo personaggio : Rahul, fratello di Prakash, di ritorno a Goa dopo una lunga assenza, ragazzino moralmente integro e odioso fino alla nausea, che non fa in tempo a posare la valigia a Vasco Town per scoprirsi innamorato cotto e folgorato da Shirley, gemella di Maxy, il rivale storico.E ora la digestione si fa più lenta… Josh smette di essere un film divertente per trasformarsi in noia mortale.Non so se sia stato un errore di coloro che hanno assegnato questo ruolo a Chandrachur Singh o se è la mia predisposizione negativa verso di lui a farmi scivolare nel pessimismo più profondo, so solo che la sua presenza scenica è talmente irrilevante da mettere a repentaglio l’esito di un film iniziato bene.


Scene divertenti:

- L’espressione buffissima di Shahrukh Khan mentre ascolta malvolentieri i richiami del parroco o mentre impazzisce di gelosia e fa piazza pulita dei ridicoli ammiratori della sorella. Fin qui il film sembra un puro spasso.
- Shahrukh mente sbatte le uova per la frittata direttamente con la pistola. Devo aprire un sondaggio.. qualche altro attore nel mondo sarebbe capace di ripetere la stessa scena senza sembrare ridicolo?? ... Credo nessuno!!
- La scenografie del carnevale di Goa, i costumi e i ritmi latini
- La canzone “Lola Lola” , in cui il King si cimenta in una travolgente salsa.
- Pensare Maxy e Shirley fratelli gemelli richiede un discreto sforzo d’immaginazione, anche se, chi ha visto Karan Arjun potrà certo constatare quanto la fratellanza tra il Re di Bollywood e la meravigliosa Ex Miss World divenga improvvisamente più credibile se paragonata all’idea di proporre Shahrukh e Salman come consanguinei.


Il mio giudizio sul film : ** ½ 2,5 / 5

Da guardare solo per gustarsi Shahrukh a 360°.
Niente di indimenticabile. Dovendo scegliere quale trasposizione di Romeo e Giulietta diretta da Mansoor Khan mettere nel lettore dvd preferisco di gran lunga la genuina innocenza di Qayamat se Qayamat Tak.



ANNO : 2000

REGIA : Mansoor Khan

CAST :
Shahrukh Khan ….. Maxy
Aishwariya Rai…… Shirley
Chandrachur Singh …. Rahul
Sharad Kapoor ……… Prakash
Priya Gill ……. Rosanne
Nadira ………….. Louise
Boman Irani…….. D’Mello


COLONNA SONORA : Anu Malik



QUALCOS’ALTRO:

- La canzone "Apun Bola" è stata cantata (o dovrei dire.. parlata) da Shahrukh Khan
- Sembra che il film sia stato girato ben 2 anni prima del suo effettivo arrivo sulle sale, quindi iniziato nel 1998 e distribuito solo nel 2000
- Anche Boman Irani ha un piccolo ruolo nel film
- "Lola Lola" è cantata da Ricky Martin ed estratta dall’album "Vuelve"

10 febbraio 2009

S A T T A


Un suggerimento: questo film va visto a stomaco vuoto, se non volete che vi blocchi la digestione.
Corruzione, collusione mafiosa, brutali omicidi, intimidazioni a scopo elettorale, avidità, tracotanza criminale, vuoto di ideali: tutta la degenerazione della classe politica messa a nudo con grande realismo da uno dei più dotati registi del Cinema Hindi, Madhur Bhandarkar.

La singolarità di 'Satta' (traduzione: 'Potere') è nel ruolo principale, affidato ad un personaggio femminile che, a seguito di un meschino calcolo altrui, si ritrova invischiato nel circo della politica. Non solo: l'espediente consente al regista di denunciare anche la discriminazione sessuale. Ma l'eroina, Anuradha, NON E' una vittima. Il suo percorso è molto simile a quello dell'eroe tradizionale di questa cinematografia: osserva, incassa, cresce, si ribella - anche con violenza -, vince.

La storia è davvero interessante, la sceneggiatura ben costruita, i dialoghi ILLUMINANTI. I personaggi sono sfaccettati, evolutivi, tridimensionali, arricchiti da balenii psicologici che affondano in profondità. La regia presenta l'abituale taglio documentaristico di Bhandarkar.
Le interpretazioni, con qualche rara eccezione, sono superbe, comprese quelle degli attori minori. Il sempre convincente Atul Kulkarni infonde vita ad un personaggio sottile e complesso con una performance misurata e molto realistica. Govind Namdeo è PERFETTO: il suo Baig è corrotto, elegante, privo di scrupoli. Manoj Joshi incarna con veemenza l'unico personaggio maschile positivo (e costruttivo) di tutta la pellicola. Ma la vera sorpresa è Raveena Tandon: la sua interpretazione, non esaltante nelle sequenze iniziali, cresce di pari passo col film, sino ad assumere un cipiglio marziale che quasi incute timore.

In 'Satta' sono molte le scene da applauso. Le migliori: il litigio fra Anuradha e il marito; il dialogo fra Anuradha e l'ispettore di polizia; la resa dei conti fra Anuradha e i suoceri. Ma il film è un susseguirsi di battute taglienti, a volte ironiche, spietate.
Nessuno sconto. Nessuna redenzione. Il gioco al massacro si compie fino a consentire un barlume finale di speranza: si apprezza il tentativo di Bhandarkar di rincuorarci, ma chi ci casca?

TRAMA

Anuradha (Raveena Tandon) è una ragazza vivace, sveglia, indipendente. Sposa l'attraente Vivek (Sameer Dharmadhikari), figlio di un politico locale. Ma il matrimonio rivela la personalità sordida e brutale di lui. A seguito di un tragico evento, inizia la guerra fra i due. Senza esclusione di colpi. E che coinvolge suoceri e colleghi politici. I sentimenti e la fiducia della ragazza si sgretolano, ma la forza che acquista in cambio è davvero letale. La combattiva Anuradha impara velocemente le regole del gioco, le fa proprie e le ritorce contro coloro che le hanno imposte. Il suo asso nella manica: il rigore morale. Nessuno si salverà.

RECENSIONI

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: la veemenza nella denuncia
Punto debole: la sfumatura un po' troppo caricaturale di alcuni personaggi negativi

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Raveena Tandon ('Zamaana Deewana') - Anuradha
* Atul Kulkarni ('Rang De Basanti') - Yashwant
* Govind Namdeo ('Sarkar Raj') - Baig
* Sameer Dharmadhikari - Vivek
* Manoj Joshi ('Bhool Bhulaiyaa') - l'ispettore
* Shri Vallabh Vyas - il padre di Vivek

Regia, soggetto e dialoghi: Madhur Bhandarkar ('Page 3', 'Fashion')

Sceneggiatura e dialoghi: Manoj Tyagi ('Page 3')

Anno: 2003

GOSSIP&VELENI

* Madhur Bhandarkar si è aggiudicato ben tre National Award: per 'Chandni Bar', 'Page 3' (SPLENDIDO) e 'Traffic Signal'

* Atul Kulkarni si è aggiudicato due National Award come miglior attore non protagonista in 'Chandni Bar' e in 'Hey Ram'

* Raveena Tandon si è aggiudicata un National Award come miglior attrice per il film 'Daman: A Victim Of Marital Violence'. Fra i suoi ex-fidanzati, spiccano i nomi di Akshay Kumar e di Ajay Devgan

08 febbraio 2009

DEV D (II)



Pubblichiamo anche la traduzione integrale della recensione di Hindustan Times. 

Hindustan Times: ***1/2

'Per riprendere una delle storie più rappresentate nel Cinema Hindi occorrono coraggio e una nuova, audace visione. Il regista Anurag Kashyap li possiede entrambi.
'Dev D' è un'interpretazione avventurosa e piena di stile, che dona al racconto classico un taglio contemporaneo e travalica i confini del Cinema Hindi. I personaggi sono trasportati da un signorile Bengala ad un grossolano Punjab, e da un secolo ad un altro. Lo spettatore è preso alla sprovvista dal libero sfogo dell'immaginazione di Kashyap. Il film rimbalza dal coraggioso al bizzarro, e sorprendentemente il gioco tiene, almeno per la maggior parte della pellicola.
Sotto la direzione di Kashyap, Dev e Paro sono amanti sessualmente avventurosi, che si lasciano a causa di una bugia. Il famoso brano rappresentato al matrimonio di Paro è uno dei momenti più alti del film, con la sua resa visiva eccentrica tanto quanto lo sono la musica e il testo.
Con l'uscita di scena di Paro, Dev inizia la sua lenta discesa agli inferi. Incontra Chanda, la prostituta multilingue che seduce in Hindi, Tamil, Inglese e Francese. Col suo viso inusuale e con la fresca assenza di scaltrezza recitativa, Kalki Koechlin impregna il suo ruolo di toccante fragilità.
A differenza dei precedenti registi, Kashyap arricchisce questo personaggio: la degradazione di Chanda inizia con un video pornografico a scuola. Allora si chiamava Lenny, poi si attribuisce il nome di Chanda dopo aver visto Chandramukhi nel 'Devdas' di Sanjay Leela Bhansali.
Ma Paro torna nella vita di Dev. Kashyap sdrammatizza il tanto atteso incontro con un inaspettato sapore di quotidianità domestica, in alcune sequenze meravigliosamente riuscite, ed intreccia le due relazioni di Dev in una storia di redenzione.
Se c'è dolore, c'è anche umorismo, e in varie tinte, ma principalmente in nero. I dialoghi sono perfetti, la fotografia è sia ricca che affilata, la direzione artistica eccellente. La colonna sonora di Amit Trivedi è radiosamente innovativa. Mahi Gill è affascinante, e vi sono alcune gemme assolute fra il cast di supporto, in particolare nel caso di Dibyendu Bhattacharya.
C'è solo un problema: negli ornamenti stilistici e nell'inventiva, Kashyap ha perso l'aspetto emotivo. Si guarda affascinati questo film, ma raramente si prova partecipazione addolorata per Dev. L'interpretazione di Abhay Deol è pulita e controllata, ma manca di vulnerabilità.
Se apprezzate una cinematografia lontana dalla tradizione, non dovete perdervi 'Dev D'.'

Shashi Baliga, 06.02.09

LUCK BY CHANCE



Distribuito il 30 Gennaio e già incluso nella lista dei migliori film del 2009: non male, vero? Soprattutto per Farhan Akhtar che, con l'esclusione di 'Lakshya', fin qui non ha sbagliato un colpo, nè come attore (ricordate il frizzante 'Rock On !!'?) nè come regista: con 'Dil Chahta Hai' ha inaugurato una nuova spigliata era del Cinema Hindi, e quanto a 'D O N' si può solo manifestare sconfinata gratitudine.

'Luck By Chance' è PIACEVOLISSIMO. Per innumerevoli ragioni. Fresco, ben narrato, ottimamente recitato. Sfiora con leggerezza - ma non con superficialità - e con ironia il lato amaro e nascosto dello scintillante mondo di Bollywood. E nel contempo esprime - sempre con ironia - l'amore che lega la regista e sceneggiatrice, Zoya Akhtar (sorella di Farhan e qui al suo esordio), ad una cinematografia così atipica per noi occidentali ma così profondamente radicata nella società indiana.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE:

* i titoli di testa: splendidi, un tributo agli straordinari tecnici indiani che, dietro le quinte, con la loro infaticabile dedizione sostengono un cinema U-N-I-C-O al mondo (GRAZIE GRAZIE GRAZIE); il maxi-cartellone pubblicitario di 'D O N' - quasi mi prende un infarto - (GRAZIE GRAZIE GRAZIE); l'inquadratura dedicata ai 'Filmistan Studio' di Mumbai (a questo punto ero in ginocchio: IN LACRIME);

* la sequenza iniziale con maxi-sorpresa (GRAZIE GRAZIE GRAZIE);

* la citazione quasi felliniana per il brano 'Baawre', non esaltante da un punto di vista strettamente musicale, ma di grande impatto visivo per scenografia, costumi, colori, coreografia;

* Hrithik Roshan, dolcissimo, che gioca con i suoi piccoli fan;

* i silenzi di Akshaye Khanna: esilaranti;

* la spiritosissima battuta pronunciata da Ranbir Kapoor alla volta del padre, Rishi;

* ehm, signore e signori: IL RE, nero-vestito, in tutto il suo splendore (GRAZIE GRAZIE GRAZIE);

* il superbo monologo finale recitato da Konkona: da standing ovation.

LA BATTUTA ENTRATA NELLA LEGGENDA:

* 'Facile diventare attori a Hollywood: devi solo recitare! Ma nel cinema Hindi non basta: devi anche saper cantare e ballare; devi adeguarti alla commedia e all'azione. CI VOGLIONO DUE PALLE COSI', A BOLLYWOOD !!!'
Dinanzi a tanta saggezza ci si può solo prostrare. The New York Times ha commentato: 'una sottile gemma comica'.

Ma siete ancora lì??? FUORI A PROCURARVI IL DVD! E DI CORSA!

TRAMA

Vikram (Farhan Akhtar) lascia Delhi per tentare a Mumbai la carriera di attore. Incontra Sona (Konkona Sen Sharma), attrice in ruoli minori in attesa della grande occasione. Si innamorano. Alla ragazza sta per essere assegnato il primo ruolo da protagonista, mentre Vikram viene chiamato per un'importante audizione. Uno dei due personaggi verrà baciato dalla fortuna. E questo cambierà le vite di entrambi.

RECENSIONI

The Times of India: ****
'Il ventre molle di Bollywood è attualmente il tema preferito del cinema desi: sempre più cineasti focalizzano la propria attenzione sull'industria cinematografica, il cui sordido malcostume non può essere nascosto dalle luminose storie di successo. Come Farah Khan, anche Zoya Akhtar, regista qui al suo debutto, osserva i Davide e i Golia che frequentano gli Studi di Mumbai con il loro bagaglio di sogni e di ansie, dandone però una visione differente: non l'indulgente parodia di 'Om Shanti Om', bensì un morbido realismo. La stampa scandalistica, il fardello pesante del successo, le bizze degli amanti, l'ambizione spietata, lo sfrenato egocentrismo: la pellicola è lo specchio non solo dell'industria cinematografica ma della vita stessa. L'aspetto più riuscito del film sono le interpretazioni. Sia Farhan Akhtar che Konkona Sen Sharma sono del tutto naturali. Rishi Kapoor e Dimple Kapadia dimostrano che il 'vintage' non perde mai il suo sapore, ma anzi lo crea. Le allusioni non sono maligne, il tono è appassionato e forte. E ancor più importante, i personaggi non hanno nulla di filmico o di superficiale: sono assolutamente reali, esuberanti ed imperfetti.'
Nikhat Kazmi, 29.01.09
Hindustan Times: ****
'Il film mostra dall'interno 'La Dolce & Gabbana Vita' (*) dello show biz, ambiente falso quanto un Vuitton cinese. La sceneggiatura di Zoya Akhtar è un po' prolissa, ma arricchita dai brillanti dialoghi scritti dal padre (Javed Akhtar) che scatenano frequenti sonore risate. Miracolosamente, tutte le interpretazioni sono realistiche: Dimple Kapadia è eccellente, Rishi Kapoor bravo da morire, Juhi Chawla irresistibile come sempre. Dopo 'Rock On !!', Farhan Akhtar è ancora una volta piacevole e naturale. Konkona Sen Sharma meravigliosamente perfetta.'
(*) In Italiano nel testo
Khalid Mohamed, 30.01.09
Cinema Hindi: ****1/2
Punto di forza: la storia + i dialoghi + Farhan (Bravo. Bello. FIGO) + soprattutto la succulenta scorpacciata di cameo e di citazioni (da rimanerne felicemente storditi PER ORE)
Punto debole: il secondo tempo è a tratti un po' lento

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Farhan Akhtar - Vikram
* Konkona Sen Sharma ('Page 3') - Sona
* Rishi Kapoor ('Namastey London'), il migliore fra gli attori non protagonisti - il Produttore
* Juhi Chawla ('Phir Bhi Dil Hai Hindustani'), bellissima - la Moglie del Produttore
* Dimple Kapadia ('Dil Chahta Hai') - l'Attrice Famosa (il personaggio più interessante)
* Isha Sharvani ('U Me Aur Hum') (la meno convincente del cast) - la Figlia dell'Attrice Famosa
* Hrithik Roshan ('Dhoom 2') - l'Attore Famoso
* Sanjay Kapoor ('Kal Ho Naa Ho) - il Regista
* Saurab Shukla ('Satya') - l'Insegnante di Recitazione (cameo): sua la battuta entrata nella leggenda
* Boman Hirani ('Page 3') - il Finanziatore (cameo)
* Aamir Khan - cameo
* Rajkumar Hirani (regista dei due splendidi 'Munna Bhai') - cameo
* Manish Malhotra (costumista) - cameo
* Akshaye Khanna ('Dil Chahta Hai') - cameo
* Javed Akhtar (compositore di testi) - cameo
* Shabana Azmi ('Fire') - cameo
* Rani Mukherjee ('Black') - cameo
* Dia Mirza ('Dus Kahaniyaan') - cameo
* Abhishek Bachchan ('Dostana') - cameo
* John Abraham ('Dostana') - cameo
* Ranbir Kapoor ('Saawariya') - cameo
* Vivek Oberoi ('Company') - cameo
* Kareena Kapoor ('Jab We Met') - cameo
* Karan Johar (regista di 'Kuch Kuch Hota Hai'; FIGHISSIMO) - cameo
* Shah Rukh Khan - cameo
* Anurag Kashyap (regista di 'Black Friday') - cameo

Regia e sceneggiatura: Zoya Akhtar

Dialoghi e testi delle canzoni: Javed Akhtar

Colonna sonora: composta dal trio Shankar-Ehsaan-Loy ('D O N', 'Rock On !!'), è di qualità medio-alta. Perlopiù melodica, con buone interpretazioni da parte dei cantanti (Farhan non ha però qui ripetuto l'esperienza canora di 'Rock On !!'). I brani migliori: 'Yeh Zindagi Bhi', che accompagna gli splendidi titoli di testa, e 'Sapnon Se Bhare Naina', che commenta la sequenza dell'audizione. Il brano principale, 'Baawre', non entusiasma, anche se, forse complici la scenografia e i costumi, ricorda vagamente le melodie del grande Nino Rota (vagamente, ok?). (Per la recensione della colonna sonora CLICCA QUI)

Anno: 2009

CITAZIONI BOLLYWOODIANE:

* 'Bachna Ae Haseeno'
* 'Sholay'
* 'Singh Is Kinng' (la parte migliore. Sììììììììììììììì: QUELLA!)
* 'Kabhi Alvida Naa Kehna'
* varie ed eventuali che, in tutta quella divina abbondanza, non ho fatto in tempo a registrare.

CURIOSITA'

* LBC è stato proiettato all'Indian Film Festival Bollywood & Beyond 2010 e al Filmfest Munchen 2010 (aggiornamento del 24.11.10)

* ROMA E MILANO VENGONO CITATE DA UNO DEI PERSONAGGI!!!! E prima di Parigi !!! (GRAZIE GRAZIE GRAZIE)

* Viene inquadrata una inedita versione del manifesto de 'Il Buono Il Brutto Il Cattivo', accompagnata da un rapido accenno al celeberrimo (citatissimo) tema di Morricone

* Menzionati gli stilisti Gucci e Versace

* Fatto sconcertante: pare che la pellicola non stia incontrando il favore del pubblico indiano

* Sapete che fra le comparse c'è anche uno studente italiano? Leggete qui e lasciatevi rodere dall'invidia: http://www.stampa.unibocconi.it/articolo.php?ida=2073&idr=4
GOSSIP&VELENI

* Farhan Akhtar, regista, produttore, attore, cantante e presentatore televisivo, è figlio di Javed Akhtar e Honey Irani, e fratello di Zoya Akhtar. E' cugino della coreografa e regista Farah Khan ('Om Shanti Om'). Ha scritto (con Zoya) i testi delle canzoni del film 'Matrimoni e Pregiudizi', interpretato da Aishwarya Rai

* Javed Akhtar è sceneggiatore e compositore di testi. Insieme a Salim Khan, padre di Salman, ha scritto la sceneggiatura di 'Sholay' e di 'Don' (la versione con Amitabh Bachchan). Ha vinto 5 National Award come compositore di testi, di cui uno per 'Lagaan'

* Shabana Azmi è la seconda moglie di Javed Akhtar, attrice molto stimata nella cinematografia indiana d'autore. E' stata a lungo legata al regista Shekhar Kapur ('Elizabeth: The Golden Age'). Ha partecipato a diverse produzioni occidentali. Anche Shabana ha vinto 5 National Award, come migliore attrice. Nel 1994, al Festival di Taormina, ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile in 'Patang'

* Konkona Sen Sharma è figlia dell'attrice e regista Aparna Sen, vincitrice di tre National Award. Konkona a sua volta ne ha già vinti due: il primo per il film diretto dalla madre 'Mr. And Mrs. Iyer' (per il quale anche Aparna si è aggiudicata il prestigioso premio), e il secondo per 'Omkara'

* Rishi Kapoor è figlio di Raj Kapoor. E' padre di Ranbir, e zio di Karisma ('Dil To Pagal Hai') e Kareena

* Dimple Kapadia è una delle icone sexy di Bollywood: famosissima la love-scene in 'Janbaaz' con Anil Kapoor. A soli 16 anni sposò l'attore Rajesh Khanna, da cui divorziò 11 anni dopo. La figlia, Twinkle, è moglie di Akshay Kumar, e ha recitato in 'Baadshah' con Shah Rukh Khan

* Hrithik Roshan è stato assistente regista del padre, Rakesh, nei film 'Karan-Arjun' e 'Koyla'. La moglie, Suzanne Khan, è sorella dell'attore Zayed Khan ('Main Hoon Na'). Lo zio di Suzanne è Feroz Khan ('Welcome'), padre di Fardeen Khan ('Darling')

* Sanjay Kapoor è fratello di Anil ('Slumdog Millionaire') e del produttore Boney Kapoor. E' stato legato per anni all'attrice Tabu ('Fanaa')

* Boman Irani, attore di teatro, ha debuttato a Bollywood in 'Josh'

EK VIVAAH AISA BHI



In una parola: hardcore.
E poi non dite che non vi avevo avvisato.

Ambientato a Bhopal, trasuda retorica da ogni inquadratura. Dopo un quarto d'ora, si perde già il conto dei brani musicali. Dedizione sacrificale - femminile - alla famiglia, TRE matrimoni, culto delle tradizioni, rifiuto della modernità.
Il film non è un sequel del non esaltante 'Vivaah', e la mancanza del sorriso del cucciolo Shahid Kapoor si fa sentire pesantemente, anche se l'interpretazione degli attori protagonisti, Eesha Koppikhar e Sonu Sood, non è poi proprio da buttare.

Cosa suggerirvi?
Bah. Siete sufficientemente 'bollywoodiani tosti' da reggere l'hardcore?
Allora: auguri.

TRAMA

Chandni (Eesha Koppikhar) studia canto folk. Ad una audizione incontra Prem (Sonu Sood), compositore e interprete di ghazal. Si innamorano e i genitori (miracolo) approvano. Ma poco prima delle nozze una tragedia familiare impone un drastico cambio di programma.

RECENSIONI

The Times of India: **
'Il film applica completamente la formula Barjatya (*), con una sola differenza: manca di finezza e non vi è segno della grandeur delle epiche odi di Sooraj Barjatya alla Grande Famiglia Indiana ('Maine Pyar Kiya', 'Hum Aapke Hain Kaun', 'Vivaah'). La pellicola finisce con l'essere il parente povero degli originali. Persino la musica è priva d'anima ed infastidisce, soprattutto perchè ce n'è troppa. Come tutti i pulp familiari di Barjatya, anche EVAB presenta momenti toccanti, ma il conto dei kleenex è piuttosto basso, poichè la storia è essenzialmente un rimasticamento di 'Tapasya', un vecchio film proveniente dalla stessa scuderia. La vicenda è prevedibile. Il solo aspetto che funziona sono le interpretazioni. Isha Koppikar è efficace. Sonu Sood piacevole e misurato. Il resto è trito e fuori moda.'
(*) Sooraj Barjatya è il produttore
Nikhat Kazmi, 07.11.08
Hindustan Times: **
'Tutti cantano a cuore e polmoni aperti, tanto da convincervi che EVAB sia un rilancio per il compositore Ravindra Jain. Se sopravviverete a questo tsunami di canzoni, vi ricorderete che il film è un remake di 'Tapasya'. L'aspetto negativo è nell'atteggiamento e nella tecnica: questa pellicola strappalacrime è intrappolata in un'alterazione temporale. Non presenta nessun progresso, nè in termini di valori nè in termini di relazioni personali. I costumi, la scenografia, lo stile della narrazione indicano che l'intenzione dei Barjatya è quella di raggiungere un pubblico legato alla tradizione. Ad essere onesti, si può provare comunque un certo nascosto riguardo per il film, perchè è così innocente e naif da spezzare il cuore. L'interpretazione di Eesha Koppikhar è la migliore della sua carriera. Sonu Sood fa la sua parte con sentita convinzione.'
Khalid Mohamed, 07.11.08
Cinema Hindi: *
Punto di forza: la vivace coreografia del brano 'Lo Ji Hum Aa Gaye', ambientata nei vicoli di Bhopal, con centinaia di comparse. A tratti molto ritmata, molto colorata, anche spiritosa
Punto debole: l'anacronismo, davvero davvero pesante

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Eesha Koppikhar ('Hello') - Chandni
* Sonu Sood ('Jodhaa Akbar') - Prem
* Aloknath ('Kabhi Khushi Kabhie Gham') - il padre di Chandni

Regia: Kaushik Ghatak, al suo esordio nel cinema

Sceneggiatura e dialoghi: Shashi e Sumit Mittal

Colonna sonora: composta da Ravindra Jain ('Vivaah'), è molto tradizionale, un mix di folk e ghazal. Solo per estimatori del genere

Coreografie: Shabinaa Khan

Anno: 2008

Traduzione del titolo: Un matrimonio così unico

GOSSIP&VELENI

* E ho comunque avuto il coraggio di frignare tantissimo...

05 febbraio 2009

DEV D (I)


Considerando l'importanza di questa pellicola, l'entusiastico giudizio del critico di The Times of India, e, non da ultimo, il mio amore sconfinato per Abhay Deol, ho deciso di infrangere la regola e di pubblicare la traduzione pressochè integrale della recensione.
Spero che il buon Nikhat non mi venga a cercare reclamando i diritti d'autore, nel qual caso mi vedrei costretta a vendere una retina (l'articolo interessa?).
The Times of India: *****
'Ben vengano gli anticonformisti, soprattutto quando la creatività è agli sgoccioli e il kitsch impera. Immaginate un mondo privo di coloro che infrangono le regole. E poi lasciate vagare la vostra immaginazione a briglia sciolta, come se foste Anurag Kashyap.
'Dev D' è davvero un volo di fantasia da parte di un cineasta che sfida con determinazione tutte le convenzioni e che demolisce tutte le formule. Anurag riscrive la tecnica del mezzo 'cinema' con un'inusuale fotografia, un montaggio che dà le vertigini, una narrazione non lineare, un mix di dialoghi dal sapore antico intrecciati ad una bizzarra colonna sonora che toglie il respiro (musica: Amit Trivedi; testi: Amitabh Bhattacharya). E non solo: il regista revisiona completamente il testo classico, che pure ha già lasciato il segno nei suoi diversi avatar - l'ultimo: l'interpretazione dal timbro acuto dell'eroe autodistruttivo resa da Shah Rukh Khan nel 'Devdas' di Sanjay Leela Bhansali.
Kashyap è da sempre un regista controcorrente, che si è consapevolmente allontanato dalla Bollywood più tradizionale con film come 'Black Friday', 'Paanch' e 'No Smoking'. I suoi precedenti lavori erano un'innovativa ricerca del giusto ritmo; mentre 'Dev D' è come un cocktail pesante a base di vodka. Critica nei confronti degli ambienti ricchi del Punjab e di Delhi, la pellicola narra il viaggio autodistruttivo di un giovane eroe contemporaneo che rispecchia l'angoscia esistenziale dell'outsider tipico, quello reso leggendario dalle opere di Sartre, Camus, Kafka, Kerouac, e dalle ballate di Kurt Cobain.
Ma Dev D (Abhay Deol), a differenza di Devdas, non è un tuffo nel passato. Nel suo essere privo di radici, privo di uno scopo, privo di legami col mondo reale (leggi: tradizionale), egli riflette l'archetipo della mentalità del nuovo millennio, che non è in grado di armonizzare la tradizione con la modernità, il permissivismo con l'ortodossia. E così Dev D chiede all'ex-ragazzina amata nella sua infanzia, Paro (Mahi Gill), di trasmettergli via e-mail delle foto che la ritraggano nuda, ma poi non riesce a gestire la questione della verginità e della sessualità di lei. In un accesso di rabbioso machismo, Dev rifiuta sdegnosamente l'avventurismo sessuale della ragazza che, pronta per un appuntamento con lui all'alba, nei campi del vicinato, porta con sè sulla bicicletta un materasso arrotolato con cura. E non lo aiuta il rendersi conto che Paro non è mera creta nelle sue mani.
La ragazza dà libero sfogo alla sua rabbia e al suo dolore, e passa oltre, mentre Dev si estrania ancora di più con la dipendenza da alcool e droga. Si rifugia in uno squallido hotel vicino a Delhi e, stordito dall'alcool, finisce nel boudoir rosa e porpora della giovane Chanda (Kalki Koechlin). Kashyap ricrea in termini del tutto postmoderni il personaggio della cortigiana pronta al sacrificio di sè: Chandramukhi. In questo film è Lenny, la studentessa che finisce col prostituirsi, col nome di Chanda, dopo essere stata abbandonata dalla famiglia e dagli amici in seguito alla sua partecipazione ad un video pornografico.
La relazione fra Dev e Chanda inizia con odio, disprezzo, derisione: il decadente Dev sfoga sulla prostituta tutto il suo sciovinismo ed il suo egocentrismo. E sotto l'effetto ottundente della cocaina ricomincia col rancore. Dopo la degradazione estrema, il nostro eroe sogna una seconda possibilità. La otterrà o è destinato a sprecare la propria vita? Lo vediamo per l'ultima volta in uno squallido vicolo, solo, ovviamente, dal momento che l'orgogliosa piccola Paro lo ha lasciato e la sopravvissuta Chanda è troppo forte per fargli da zerbino.
'Dev D' è un film davvero maturo, nonchè una brillante, significativa svolta per la stessa Bollywood. Non importa l'esito al botteghino: per lo spettatore perspicace 'Dev D' è un appuntamento con una pietra miliare del cinema. Mahi e Kalki sono un'incantevole scoperta, destinate ad una lunga carriera. Abhay Deol aggiunge un nuovo completo significato all'eroe non convenzionale. 'Manorama' e 'Oye Lucky! Lucky Oye!' in confronto sono stati solo uno stuzzichino: il personaggio di Dev è l'interpretazione di classe di Deol. Non perdetevi questo film che reinventa completamente la 'musical love story'. E, ancor più importante, la pellicola potrebbe passare alla storia come uno dei più radicali film Indiani, anche solo per il suo modo di delineare la sessualità maschile e femminile.'
Nikhat Kazmi, 05.02.09