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05 agosto 2012

PAAN SINGH TOMAR


Superata la metà dell'anno, ma ancora in attesa del periodo più caldo per il Cinema in lingua Hindi, quello di Diwali, il film evento del 2012 sembra essere Paan Singh Tomar. Dopo una lunga gestazione, il regista Tigmanshu Dhulia, infatti, pensava a questo soggetto dal 1990, e terminato nel 2010, Paan Singh Tomar è stato distribuito solo lo scorso marzo per una precisa strategia di marketing e perchè potesse essere presentato a più Festival, anche a quelli che richiedono che le pellicole siano inedite (*). Il film ha incassato molto di più di quanto sia costato e ha raccolto un successo ed un entusiasmo, suscitato anche tra gli addetti ai lavori, le cui ragioni, però, vanno al di là di un qualsiasi, per quanto brillantemente ideato, piano di lancio.
(*) L'intervista di Box Office India a Tigmanshu Dhulia, già segnalata da Cinema Hindi nelle Breaking News qui.

TRAMA

Paan Singh Tomar (Irrfan Khan), famigerato fuorilegge della Chambal Valley,  racconta, intervistato da un giornalista, di come sia divenuto prima un soldato dell'esercito, un atleta pluripremiato e infine un ribelle e un bandito. Ispirato alla vera storia di Paan Singh Tomar (1932-1981).

RECENSIONI

The Times of India ****
La pellicola funziona grazie ad Irrfan che dà vita a Paan Singh Tomar come atleta, come marito e come fuorilegge. Una performace impeccabile di un perfetto attore. Come sua moglie, Gill, che emerge con una meravigliosa composta interpretazione. C'è anche dell'umorismo, delicate e intense scene romantiche tra i due.
Dhulia ottiene un ottimo lavoro anche dal resto del cast. Le riprese, soprattutto delle gole e del fiume, sono eccellenti.
In un paese ossessionato dai superpagati giocatori di cricket, una biografia di un ex campione nazionale di atletica è una ragione sufficiente per celebrare. Ma il film di Dhulia è molto di più. E' uno dei film più superbamente realizzati che sottolinea il legame tra vita, sport e società.
Avijit Ghosh, 01.03.2012
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
Irrfan conferisce a Tomar grazia e una quieta dignità. Tanto che  persino quando incontra l'inevitabile destino dei banditi e il suo corpo crivellato dai proiettili cade nella terra, c'è qualcosa di eroico in lui.
Paan Singh Tomar è fiction ispirata a reali avvenimenti. La storia è notevole, Tomar è un un soldato dell'esercito che entra nella squadra di atletica solo per avere delle porzioni di cibo maggiori. Dopo una corsa, la prima cosa che fa è afferrare e divorare un cespo di banane. Tomar ha fede nel sistema e non decide di ricorrere alla violenza fino a quando un fiacco e palesemente corrotto poliziotto si rifiuta di prendere atto delle sue difficoltà e gli chiede invece il perchè gli stranieri, visto che Tomar ha viaggiato per partecipare alle competizioni internazionali, si vestono così poco.
Un ferito e arrabiato Tomar si chiede: Desh ke liye faltu bhagey kya? (E' stato inutile correre per il mio paese?) (*)
Il momento è di genuino pathos.  Come lo è la riflessione dolente (di Tomar) al giornalista sul fatto che nonostante sia stato un sette volte vincitore dei National Games, fosse rimasto anonimo, mentre i sequestri e gli omicidi lo hanno reso famoso. Ma a dispetto  dell'abbondante materiale grezzo e della qualità delle interpretazioni Paan Singh Tomar non vola alto. A tratti la sceneggiatura è lenta e stranamente inerte.
Più grave, non si ha il senso di che cosa abbia causato la conversione di Tomar da soldato a assassino sulla sua psiche. Sì, lui ricorre alla violenza perchè provocato, ma successivamente sembra curiosamente a suo agio come criminale.  Il regista Tigmanshu Dhulia costruisce una relazione amorevole tra Tomar e la moglie, Indra, interpretata da Mahie Gill. Ma Idra e i due figli per lo più scompaiono dalla sua vita quando egli diventa un fuorilegge, e noi non lo vediamo mai soffrire per loro.
Paan Singh Tomar ha buone intenzioni ma non emoziona.
Volevo sentire di più. Ma quello che Dhulia e Irrfan ci danno è un personaggio che è insieme complesso e infantile. Merita di essere visto.
Anupama Chopra , 02.03.2012
La recensione integrale.
(*) Grazie ad Atif e Dev per la consulenza linguistica.

Diana **** 1/2
Tigmanshu Dhulia è stato capace di sorprendere riuscendo a fare ancora meglio che con il già ottimo Sahib biwi aur gangster. Il regista ha scovato anni fa la storia di Paan Singh Tomar, se ne è appassionato e ne ha sviluppato meravigliosamente le ampie potenzialità. Le vicende del campione, diligente soldato e affettuoso marito che diventa un fuorilegge, sembrano già romanzo, nelle mani di  Dhulia si trasformano in leggenda. I torti subiti, le ingiustizie commesse ai danni di Tomar, accostati al ritratto che ne viene offerto nel primo tempo, di uomo mite, disciplinato e volitivo, ispirano grande empatia. Irrfan Khan in stato di grazia rende il suo personaggio vivo e reale. La sua presenza carismatica e l'interpretazione composta regalano naturalezza alle eccezionali imprese dell'atleta e ammantano di fascino la quotidianità del padre di famiglia.
Un film intenso, completo che suscita coinvolgimento, divertimento e commozione di prima classe.

Il bello:
- Il gelato offerto a Tomar dal maggiore Masand come dono di congedo.
- Irrfan Khan.
E sì, di lui si dicono meraviglie e sono tutte meritate. Irrfan dimostra una classe rara e offre una performace straordinaria che rimarrà come una delle migliori della sua già notevole carriera.
- Sui titoli di coda scorrono i nomi degli atleti indiani scomparsi senza essere celebrati ed ora dimenticati.

Il brutto:
Niente.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Paan Singh Tomar - Irrfan Khan
La moglie di Paan Singh Tomar - Mahie Gill
Il Maggiore Masand - Vipin Sharma
Matadeen Singh Tomar - Imran Hasnee
Gopi - Nawazuddin Siddiqui
L'ispettore Rathore - Zakir Hussain
Il coach - Rajendra Gupta
Bhanwar Singh - Khan Jahangir Khan
Il giornalista - Brijendra Kala
Ramcharan - Sitaram Panchal

Scritto da Tigmanshu Dhulia e Sanjay Chauhan

Diretto da Tigmanshu Dhulia

Prodotto da Ronnie Screwvala

Musiche di Abhishek Ray

Distribuito da IBC Motion Pictures

Anno 2012

CUTIOSITA'

- Il film è frutto di un lungo lavoro di ricerca e documentazione da parte di Tigmanshu Dhulia ed è stato girato tra le gole di Chambal, nel Dholpur e nella vera caserma di Roorkee dove visse Tomar.

 - Anche Irrfan si è preparato con grande rigore, allenandosi nella corsa ad ostacoli. Durante le riprese, però, si è rotto la caviglia. Ecco un video, un po' casalingo, in cui si vede l'attore sul set, con il piede fasciato.

 - Tra le diverse interviste ad Irrfan Khan segnalate in questi mesi da Cinema Hindi nelle Breaking News, riproponiamo quella del Times of India dello scorso 13 marzo, in cui Irrfan parla diffusamente del film, della voglia di cimentarsi con un personaggio realmente esistito perchè "la vita è più interessante della finzione". Si esprime inoltre, in merito al rapporto, raccolto dalla polizia, di un nipote di Tomar che ha lamentato il mancato pagamento che gli sarebbe stato promesso da Dhulia per le informazioni fornite.

Il contatto Twitter di Irrfan Khan.
La pagina UTV dedicata al film.

13 dicembre 2011

SAHIB BIWI AUR GANGSTER



Tigamanshu Dhulia, già noto per aver firmato la regia di Shargid, con Sahib Biwi aur Gangster diviene pittore di uno scenario decadente e passionale, un triangolo morboso di sesso e gelosia tra le pareti di una haveli più austera che regale. Il film è d’effetto e seduce al primo sguardo, lo storia falsamente pacata tradisce da subito un forte odore di benzina, tutto è pronto ad incendiarsi ad un minimo contatto con il fuoco.


TRAMA
Babloo (Randeep Hooda), autista al servizio di una famiglia nobile con implicazioni malavitose, è l’amante segreto di Madhavi (Mahi Gill) la moglie del padrone frustrata dalla mancanza di attenzioni del marito (Jimmy Shergill) che di notte visita la sua cortigiana, il giovane però mira molto più in alto e da giocattolo nelle mani di una donna annoiata vorrebbe trasformarsi in leader dell’intera proprietà.


Stucchi scrostati, pareti annerite e fiori marci, stanze che sanno di alcol e fumo, nascosta nella selva ed ingrigita dagli anni la vecchia dimora nobiliare sembra un corpo il lenta decomposizione, nemmeno i divertimenti sessuali e le ambizioni di potere riescono a colmarne il vuoto, la crisi economica e il silenzio incessante. Sahib Biwi aur Gangster non è un film d’azione in senso stretto ma ogni sequenza si dimostra un attimo saliente, il narratore incuriosito ed eccitato guida la storia con ambiguità verso un non-finale, i personaggi si lasciano possedere dai loro lati oscuri, non si svelano, degenerano nelle proprie passioni e debolezze.
Randeep Hooda , Mahi Gill e Jimmy Shergill compongono un triangolo incandescente e distruttivo. Il profilo di Madhavi distesa sul letto ricorderà la ricerca di attenzioni di Chote Bahu in Sahib Biwi aur Ghulam ma questa volta la moglie tradita, sontuosamente avvolta in seta e gioielli, non sarà la vittima quanto il carnefice della storia, l’elemento da nascondere e sopprimere diviene un serpente che uccide nel suo abbraccio. Il classico a cui si ispira aleggia sopra al film come uno spettro, il regista interpreta in modo originale alcuni spunti e atmosfere del capolavoro di Abrar Alvi & Guru Dutt ma smentisce tutto creando situazioni opposte. Dalla pellicola in bianco e nero viene ripreso lo schema base dei personaggi: un servitore di umili natali assoldato dal signorotto dell’haveli, un nobile che si culla nella sua decadenza e si intrattiene con una cortigiana, una moglie dimenticata schiava dell’alcolismo, una ragazza vivace al servizio della famiglia che crea un legame di amicizia/attrazione con il protagonista. L’identità di tutte le figure si disegna da una storia già nota ma si evolve in modo assolutamente autonomo e nuovo, i dialoghi più che drammatici si rivelano ricchi di doppi sensi e umorismo nero. Malgrado la colonna sonora non sia troppo efficace l’ottima messa in scena e le interpretazioni continuano a stregare, tra attrazioni letali, pericoli e depistaggi la trama avanza senza passi falsi e compie un’impetuosa ascesa.

Il mio giudizio sul film : **** 4/5



RECENSIONI

HIDUSTAN TIMES ***1/2  3,5/5
Randeep Hooda, il raffinato attore protégé di Naseeruddin Shah, possiede un solido talento per la recitazione, sprecato in passato in pellicole di terza classe. Sahib Biwi Aur Gangster gli rende finalmente giustizia. Randeep si rianima con una performance convincente e sicura in un film un po' teatrale e un po' sovraccarico da un punto di vista drammatico. E' la sceneggiatura ad emergere e a mantenere viva l'attenzione del pubblico, con i suoi intrighi e i suoi colpi di scena. Una sceneggiatura che possiede anche logica a sufficienza da non imbarazzare l'intelligenza dello spettatore. Il titolo della pellicola si ricollega a Sahib Bibi Aur Ghulam di Guru Dutt, ma ricorda maggiormente Maqbool di Vishal Bhardwaj, forse per quel senso generale di storia tragica simile aMacbeth, o forse per l'attrice protagonista, Mahie Gill, che assomiglia in modo sfacciato a Tabu (però con metà della sua bravura). SBAG è ammirevolmente ispirato.
Mayank Shekhar, 29.09.11  (Testo originale)


THE TIMES OF INDIA **** 4/5
Sahib Biwi Aur Gangster è un adattamento del classico di Guru Dutt Sahib Bibi Aur Ghulam, la cui storia viene rielaborata e ambientata in un contesto di nobiltà in decadenza e doppio gioco criminale. Il film è assolutamente da vedere per due ragioni. La prima: è intriso di atmosfere e umori che creano un nuovo mondo, in qualche modo familiare ma del tutto intrigante. Un quadro dalle tonalità color seppia che avrete ammirato diverse volte nei musei e nei palazzi storici. In mezzo al nulla vivono l'arrogante discendente reale e la sua tempestosa consorte, altrettanto altezzosa. La tragedia e l'ironia rivestono le mura della magione, ma sembra che nessuno sia in grado di leggerne i segnali. La seconda ragione risiede nelle affascinanti interpretazioni. Jimmy Shergill, Mahie Gill e Randeep Hooda costituiscono un trio seducente che coinvolge grazie all'imprevedibilità delle sue azioni. Il regista Tigmanshu Dhulia possiede un occhio allenato per i dettagli, e costruisce con meticolosità l'evoluzione dei suoi personaggi. Shergill è il ritratto perfetto e vigoroso del potere sull'orlo della caduta. Mahie Gill è la quintessenza della donna enigmatica che ha raffinato l'arte del sotterfugio e della finzione. Randeep Hooda è la ciliegina sulla torta: davvero ipnotizzante nel ruolo del piccolo opportunista e arrampicatore sociale privo di scrupoli. SBAG è un dramma finemente realizzato, con un ritmo da thriller, che cattura l'attenzione del pubblico. Godetevi l'esperienza di una storia rivisitata e ben raccontata. Non vi piace il cinema banale? Allora apprezzerete la diversità di SBAG.
Nikhat Kazmi, 29.09.11 (Testo originale) 



ANNO: 2011

TRADUZIONE DEL TITOLO : Il signore, la signora e il gangster

REGIA : Tigamashu Dhulia


CAST
Randeep Hooda ……………. Babloo
Mahi Gill …………………. Madhavi
Jimmy Shergill ………………. Aditya Pratap Singh
Deepal Shah ……………….. Suman
Shreya Narayan ……………… Mahua
Vipin Sharma ……………….. Gainda Singh



La COLONNA SONORA nasce dalla collaborazione di vari artisti : Amit Sial, Sunil Bhatia, Jaidev Kumar, Anuj Garg, Abhishek Ray, Ankit Tiwari, Mukhtar Sahota

PLAYBACK SINGERS: Shreya Goshal, Parthiv Gohil, Babbu Mann, Shail Hada, Rekha Bhardwaj, Vipin Aneja, Ankit Tiwari, Arif Lohar, Debojit Saha.

SITO UFFICIALE DEL FILM  Sahibbiwiaurgangster.com 


QUALCOS'ALTRO: 

Tigmanshu Dhulia è l'autore della sceneggiatura di Dil Se di Mani Ratnam, è stato direttore del casting per Bandit Queen di Shekhar Kapoor. Il prossimo lavoro del regista sarà Paan Singh Tomar, con Irfaan Khan, già presentato all'edizione 2010 del British Film Institute London Film Festival.

Video del Success Party a cui hanno preso parte le star e alcuni ospiti

Trailer del film.

Brevi interviste a Mahi Gill, Jimmy Shergill e Randeep Hooda : Radio Mirchi, Newsxlive, Talking Cinema with Taran Adarsh ((Parte 1, Parte 2, Parte 3)

08 dicembre 2011

NOT A LOVE STORY

Uscito la scorsa estate, l'ultimo film di Ram Gopal Varma è ispirati all'omicidio di Neeraj Grover. Un delitto che fece molto scalpore, per cui sono stati condannati  l'aspirante attrice Maria Susairaj e il suo compagno Emile Jerome Matthews.

TRAMA

Anusha Chawla (Mahi Gill) sogna di diventare una star. Il fidanzato Robin (Deepak Dobriyal), pazzo di lei, accetta che si trasferisca a Mumbai, per un limitato periodo di tempo, nel tentativo di sfondare.

RECENSIONI

The Times of India ***
Basato sul noto caso dell'attrice kannada Maria Susairaj, del suo fidanzato Jerome Matthew e del funzionario televisivo assassinato Neeraj Grover, Not a love story è un film sconvolgente perchè mostra i recessi brutali e oscuri di persone dall'apparenza normale. Ed è questo il punto di forza di NALS. Artisticamente forse non è il lavoro migliore di Ram Gopal Varma, ma l'esperienza che offre è agghiacciante. Gli assassini non provano mai rimorso, nè temono la punizione: vivono le loro vite come se nulla fosse accaduto. NALS si conclude bruscamente e lascia allo spettatore un senso di incompiutezza, però cattura l'attenzione. Sia Mahie Gill che Deepak Dobriyal infondono realismo nei loro personaggi. Il commento musicale crea un linguaggio suo proprio.
Nikhat Kazmi, 19.08.11
La recensione integrale.

Hindustan Times **
Ad alcuni le immagini in movimento causano una genuina emicrania. O almeno quelle contenute in Not a love story potrebbero farlo. La camera oscilla alla velocità della luce e la testa gira. Vi sono film di serie A, perlopiù determinati dalla popolarità delle star presenti nel cast, e quindi dal budget. E vi sono film di serie B, adorabilmente di cattivo gusto. Negli ultimi anni i lavori di Ram Gopal Varma si sono meritati una categoria del tutto propria. Dai tempi di Sarkar Raj (2008), NALS è la prima pellicola di Varma tratta da una sceneggiatura o comunque da un soggetto accattivante. E la location è il cuore della capitale pop-culturale indiana: la repubblica semi-indipendente di Andheri (*). La vicenda si basa sul sensazionale caso di omicidio di Neeraj Grover (2008), di cui anche i media in lingua inglese si occuparono principalmente per due ragioni (nessuna delle quali aveva a che fare con un cadavere in una borsa di plastica: un altro corpo è stato rinvenuto nelle medesime condizioni la mattina prima della distribuzione di NALS senza che il ritrovamento abbia eccitato i giornali di Mumbai). La prima: il contesto. La donna (Maria Susairaj) era un'aspirante attrice e l'uomo assassinato un funzionario di una casa di produzione. Poche professioni generano tanta curiosità nel pubblico quanto quelle correlate allo spettacolo, alla polizia e alla politica. La seconda: i dettagli macabri. Si presume che la donna e il suo fidanzato (Emile Jerome) consumarono un rapporto sessuale subito dopo aver commesso il crimine, nello stesso appartamento. Varma ha dunque raccolto un buon soggetto, e riesce a catturare l'attenzione dello spettatore. L'ambientazione è realistica. L'omicidio, narrato nel primo tempo, viene giustamente rappresentato con considerevole misura. Ma in seguito il regista sembra confuso su come proseguire, e l'imbarazzo si vede. NALS poteva imbastire una storia sulle procedure di polizia, sull'esempio di Black friday di Anurag Kashyap. Sono stati pubblicati degli estratti dal libro non ancora distribuito di Meenal Baghel, Death in Mumbai, dedicato appunto al caso di Neeraj Grover, nel quale l'autrice descrive l'insolita calma mostrata in pubblico da Maria ed Emile dopo l'omicidio. In NALS Zakir Hussain interpreta il ruolo dell'astuto ispettore capo, e la sua performance regala la parte migliore del film. Poi, improvvisamente, i due amanti vengono trascinati in tribunale. I genitori del defunto appaiono come personaggi irrilevanti. NALS non scava in profondità nè nei giovani protagonisti che inseguono un sogno nel mondo dello spettacolo, nè nelle raggelanti procedure di un infame caso di polizia, ma si limita a rappresentare il dramma così come riportato dai tabloid scandalistici. La narrazione è prevedibilmente lineare. Uno spreco. Consiglierei piuttosto di leggere il testo di Meenal Baghel.
(*) Andheri è un sobborgo di Mumbai (nota di Cinema Hindi).
Mayank Shekhar, 19.08.11
La recensione integrale.

Diana *** 1/2
Not a love story è un film, non è una ricostruzione o un'inchiesta. Il fatto di cronaca a cui è dichiaratamente riferito è solo una fonte d'ispirazione; per convincersene basta andare al cinema. Di Maria Susairaj e Emile Jerome Matthews ci si dimentica subito, perchè, per quanto efferato, il delitto in cui sono coinvolti è pittosto banale. A RGV non importa essere fedele alla realtà, nè offrire uno spettacolo che soddisfi la morbosa curiosità del pubblico. La vicenda in sè, infatti, non è interessante quanto la realizzazione. E' il regista e non il tema a fare la differenza.
Un delitto in fondo poco significativo diventa Cinema passando per le mani di RGV, amante delle figure di donna forti e complesse, maestro della cinepresa, capace di regalare allo spettatore inquadrature di grande impatto, intriganti e memorabili.

Il bello:
- La visione di RGV.
- La passione insana tra Anusha e Robin.

Il brutto:
- I due personaggi principali sono criminali spietati ma dilettanti. Commettono un errore dopo l'altro.
In questo caso però ciò che conta non è la storia.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Anusha Chawla - Mahi Gill
Robin Fernandes - Deepak Dobriyal
Ashish Bhatnagar - Ajay Gehi
Sam- Mahesh Thakur 
Anju - Prabhleen Sandhu
Ispettore Mane - Zakir Hussain
L'avvocato di  Anusha - Darshan Jariwala
L'avvocato di Robin - Ganesh Yadav
Savitri (la madre di Ashish) - Rasika Joshi

Scritto da Rohit G. Banawlikar

Diretto da Ram Gopal Varma

Prodotto da Sunil Bohra, Shailesh R. Singh e Kiran Kumar Koneru

Musiche di Sandeep Chowta

Distribuito da Bohra Bros Prod. Pvt. Ltd.

Anno 2011

CURIOSITA'

- I due bravi protagonisti, Mahi Gill e Deepak Dobriyal, vantano una filmografia di tutto rispetto. Mahi Gill ha vinto un Filmfare Critics Award for Best Actress nel 2010 per Dev D ed è nel cast di Gulaal, Dabangg, Utt Pataang e Saheb Biwi Aur Gangster. Deepak Dobriyal si è aggiudicato un Filmfare Special Performance Award nel 2006 per Omkara e nel 2010 un Apsara Award for Best Performance In Negative Role in Gulaal.

- Not a love story è stato completato in soli 20 giorni e parzialmente girato a Dheeraj Solitaire, l'edificio nel quale nel 2008 fu assassinato Neeraj Grover.

 - Una delle canzoni della colonna sonora del film è il riarrangiamento di Rangeela Re, notissima pezzo tratto da uno dei film migliori e più popolari di Ram Gopal Varma, Rangeela.
Ecco il video originale di Rangeela Re, protagonista Urmila Matondkar. E quello tratto da Not a love story.

- Sia Maria che Jerome Matthews hanno inviato a Ram Gopal Varma e al produttore Sunil Bohra una comunicazione tramite avvocato con la richiesta di abbandonare il progetto del film. Il regista ha più volte dichiarato che la pellicola non tratta la storia di Neeraj Grover ma è solo fiction.
L'articolo integrale.
L'intervista a RGV di Bollywood Hungama.

Il sito ufficiale del film.

15 luglio 2011

UTT PATAANG

Ecco un film che, seppur prodotto dalla Warner Bros in collaborazione con la Rash Productions, ha goduto di una promozione scarsissima. Utt Pataang non ha niente da invidiare, anzi, ad alcune pellicole molto pubblicizzate che spesso, al di là del clamore sollevato, si rivelano grandi delusioni.

TRAMA

Ram Sharma (Vinay Pathak) è stato da poco lasciato dalla compagna Sanjana (Mahie Gill) e vive ancora con le gigantografie di lei attaccate al muro. La sera in cui l'amico Nandu (Saurabh Shukla) gli presenta un'altra donna, Sanjana irrompe nell'appartamento di Ram. Quello che vuole Sanjana, però, non è un riavvicinamento, ma recuperare il passaporto per scappare con i soldi rubati a Lucky Sardana (Vinay Patha), il suo malavitoso nuovo amante.

RECENSIONI

The Times of India **1/2
Ecco un'altra storia con spunti energetici sparsi in mezzo alla mediocrità. Anche la struttura narrativa risulta discutibile: innovativa (forse) per pochi, pesante e incoerente per lo spettatore medio. Cosa funziona? Gli interludi del tipo ordinario interpretato da Vinay Pathak con la misteriosa straniera (Mona Singh). Ma lo stesso Pathak rovina tutto nel ruolo del gangster che scimmiotta la Pantera Rosa, con il suo francese per nulla divertente e il suo esagerato gigioneggiare. Altrettanto poco accattivante è la performance di Mahie Gill: manca la scintilla mostrata in Dev D. L'attrice sta ancora cercando un equilibrio a Bollywood a dispetto del suo impressionante debutto. Utt Pataang a intermittenza è interessante, però abbiamo già visto le stesse cose tante volte in altri gangster noir sperimentali.
Nikhat Kazmi, 03.02.11
Recensione integrale.

Hindustan Times *1/2
La trama si svolge al chiuso, nel corso di una singola notte, in quattro camere, con quattro attori. E si muove avanti e indietro. Come il film. Senza vita. Avanti e indietro.
Mayank Shekhar, 04.02.11
Recensione integrale.

Diana ***
Consueta commedia in cui uno dei protagonisti si appropria di una borsa piena di soldi (ma potrebbe anche essere un pugno di diamanti o una partita di droga) cercando di fregare l'"illegittimo" proprietario. Utt Pataang si distingue grazie all'interpretazione di attori maturi e allo stile garbato, che si estende anche alla rappresentazione del personaggio del boss Lucky Sardana, caricaturale ma non fino a diventare molesto. Insolito e carino l'incontro tra Ram e Koel, amareggiati e delusi dall'amore si aprono ad una nuova avventura. Ottima la scelta di raccontare la storia come un puzzle, inserendo il  punto di vista di più personaggi. Una soluzione dinamica che rende il film più interessante e piacevole.

Il bello:
- Vinay Pathak in scarpe da ginnastica fa la parte di un trentacinquenne.
- La struttura narrativa.

Il brutto:
- Il muso lungo di Mona Singh. E' vero che l'attrice interpreta  una donna che è appena stata tradita ma un po' più di entusiasmo sarebbe stato gradito.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Ram Sharma / Lucky Sardana -  Vinay Pathak
Nandu Pandey - Saurabh Shukla
Sanjana Mahadik -  Mahie Gill
Koel Datta - Mona Singh
Ghani Bhai - Govind Namdeo
Nimmi - Delnaaz Paul
Inspector Shinde  - Murli Sharma

Scritto e diretto da Srikanth V. Velagaleti

Prodotto da Aparna Joshi

Distribuito da Warner Bros e Rash Productions

Musiche di Shamir Tandon

Anno 2011

CURIOSITA'

- Al ventisettesimo minuto, Ram invita Koel  a casa. Per rompere il ghiaccio, Ram propone di guardare uno dei dvd dell'amico Nandu, ma la situazione si fa più imbarazzante quando sullo schermo compaiono delle inaspettate scene di sesso. Sorpresa: la star dell'inopportuno film è l'italianissima Francesca Dellera!

- Mahie Gill ha debuttato nel cinema Hindi con Dev D, vincendo il  premio della critica come migliore attrice ai Filmfare Awards del 2010. Sarà la protagonista del prossimo film di Ram Gopal Varma Not a love story.

- A bollywood non è infrequente che un attore interpreti due o più ruoli nello stesso film. Esempi celebri sono Shahrukh Khan nel divertente Duplicate (1998) o nel più recente Don (2006). Oppure l'indimenticabile Shahid Kapoor in Kaminey. Per quanto riguarda le ragazze, a parte la mitica Kajol in Dushman e Kuch Khatti Kuch Meethi, ricordiamo Deepika Padukone nel poco consigliabile Chandini chowk to China. In ultimo, il terribile What's your raashee? nel quale Priyanka Chopra interpreta dodici parti diverse.

Non è disponibile un sito ufficiale di questo film. Segnaliamo la pagina dedicata ad Utt Pataang da Bollywood Hungama.

23 marzo 2009

DEV. D


PREMESSA

1 - Anurag Kashyap è il più sperimentale regista Hindi. Si cimenta col grottesco (v. 'No Smoking'). Non dimentica la denuncia e l'attualità (v. 'Black Friday'). Affronta temi classici rivisitandoli alla luce della propria audace immaginazione (v. 'Dev D'). Ma la sua ossessiva ricerca dell'originalità spesso nuoce alla spontaneità. Il risultato è sempre un po' artificioso (con l'eccezione forse di 'Black Friday'), caotico, incompiuto, talvolta incomprensibile. La narrazione procede a singhiozzi, tralascia dettagli importanti, accelera improvvisamente. Spossando lo spettatore. Da un punto di vista tecnico, la preponderante oscurità, le inquadrature azzardate e i virtuosismi, più che affascinare lasciano inappagati. Kashyap non gestisce la sperimentazione con chiarezza di intenti. Non sempre riesce ad essere conclusivo. Difetta in Potere. Quel Potere che Ram Gopal Varma dispiega a piene mani ipnotizzando gli spettatori e inchiodandoli alla poltrona, imponendo loro la propria visione. Si consiglia la filmografia di Anurag Kashyap a tutti coloro che ritengono la Cinematografia Hindi un prodotto di serie B - ne rimarranno sorpresi -, ma sempre, ad ogni suo film, si aspetta la pellicola successiva nella speranza di gridare al capolavoro. Il regista è pieno di idee, è fantasioso. Non può deluderci. Andrà meglio con 'Gulaal'?

2 - Non ho letto il racconto di Sharat Chandra Chatterjee a cui 'Dev D' si ispira, ma ho visto lo splendido 'Devdas' diretto da Sanjay Leela Bhansali, uno dei capolavori della cinematografia Hindi. Inevitabile, quindi, il raffronto continuo fra le due pellicole. E per quanto mi riguarda, è 'Devdas' a vincere la sfida.

DEV D

* Soggetto. L'idea è partorita da Abhay Deol. I due stanno aspettando il fischio d'inizio di una delle partite dell'ultimo Mondiale di calcio, e Abhay ne approfitta per raccontare a Kashyap una storia per un progetto futuro. Anurag se ne innamora all'istante e se ne appropria, scrivendo a quattro mani con Vikram Motwane la sceneggiatura.

* Sceneggiatura. Difficile immaginare una versione contemporanea di 'Devdas' più azzeccata. La rivisitazione in chiave moderna funziona ed è del tutto credibile. Il film è suddiviso in due parti distinte:
a) Primo tempo. I tre protagonisti vengono presentati uno alla volta, e la narrazione, la scenografia e la regia si piegano al punto di vista del personaggio in esame.
- Paro, irruente e dall'aspetto comune. Il ritmo è tumultuoso. L'ambientazione realistica e un po' sciatta.
- Lenny/Chanda, complessa e intrigante. La narrazione si fa più dolente, scava nel passato e racconta con partecipazione emotiva le vicende della diciassettenne Lenny che si trova coinvolta in uno scandalo e che si trasforma nella prostituta Chanda. La parte migliore del primo tempo.
- Dev D, umorale e suicida. Comincia la discesa agli inferi. E comincia la sperimentazione tecnica. L'inferno personale di Dev è ottundente, atemporale, lisergico. La scenografia diventa surrealista.
b) Secondo tempo, il più riuscito. La narrazione alterna caos autodistruttivo a tenerezza emotiva.
Rispetto a 'Devdas' di Bhansali sono molte le novità nella sceneggiatura:
- Paro e Dev rimangono sempre in contatto durante l'esilio londinese di lui, mantenendo vivo il loro rapporto. In 'Devdas' risulta invece implausibile la solidità del legame dopo la lunga separazione. Ma in 'Dev D' l'amore fra i due sembra molto più carnale rispetto a quello che legherà il ragazzo alla prostituta. Dev e Paro galleggiano in una nebbia ormonale permanente che li inebria lasciandoli sempre dolorosamente inappagati. In 'Devdas' i due innamorati sono totalmente immersi l'uno nell'altra, ma in una dimensione da incantesimo che amplifica il mito. Un legame profondo e magico che giustifica la tormentosa rovina di Devdas e l'inevitabile infelicità di Paro.
- Il rapporto fra Dev e Chanda è più caldo e tenero.
- Il finale non devasta come in 'Devdas'. La vicenda personale di Dev alterna alti e bassi, e il film si conclude in una delle fasi alte. Ma il regista non ci rassicura: non sappiamo se Dev - e Chanda - davvero si salveranno.

* Regia. Meno sperimentale rispetto a 'No Smoking', meno realistica rispetto a 'Black Friday'. Alterna sperimentazione e realismo in perfetta sincronia con la sceneggiatura e con i personaggi. Ma manca di compiutezza. Non abbastanza emotiva.
Bhansali con 'Devdas' ci ha regalato uno dei film più sontuosi della storia del cinema: ogni singolo fotogramma è un capolavoro e una gioia per gli occhi. Ogni singola inquadratura incanta. Ogni singolo dettaglio rasenta la perfezione.

* Personaggi. Il lavoro maggiore degli sceneggiatori si concentra sulla riscrittura - o arricchimento - dei personaggi:
- Paro. Donna forte. L'amore che nutre per Dev è importante ma non esclusivo. Si salva dall'ossessione e passa oltre.
Rispetto a 'Devdas', la prima differenza che balza all'occhio è estetica: l'incantevole bellezza di Aishwarya Rai giustifica pienamente la disperazione che suscita in Devdas. Ash regala una Paro un po' immota, vero, ma solo perchè NON E' di questo mondo. Nessuna donna reale potrebbe causare una rovina tanto inesorabile. Mahi, al contrario, ha un aspetto comune (così come gli altri due attori protagonisti), ed è difficile comprendere le ragioni che spingono Dev all'ossessione. La sua Paro è più sana, più viva. Indipendente. Piena di carattere. Pragmatica e costruttiva. Non si lascia spaventare dal suo desiderio per Dev, ma nemmeno da un futuro senza di lui. Contrae un matrimonio felice e sembra dimenticare. Il personaggio è però troppo frenetico. Si fatica a seguire questa Paro che non sta ferma un attimo, perennemente spettinata, con ciocche selvagge che le nascondono il volto. Grida. Litiga. Aggredisce. E la scena della fontana è veramente imbarazzante. Nel secondo tempo i due si incontrano, ma Paro non dimostra grande emozione. Dev tenta un approccio, ma il tutto è frettoloso e arido.
- Lenny/Chanda. Il personaggio più interessante. Ha un passato che giustifica il suo presente. Condivide con Dev infelicità e dipendenze, ma non si lascia spezzare.
Rispetto a Chandramukhi è molto meno fascinosa (Madhuri è INARRIVABILE). Conosciamo la sua storia, ma gli sceneggiatori forse esagerano la dimensione 'nazionale' e mediatica della vicenda del video amatoriale, così come la tragedia che colpisce il padre della ragazza. La vergogna di Lenny per l'uploading e la fuga da casa sarebbero state sufficienti. Comunque Kalki è sorprendente. La sua Lenny è moderna, cosmopolita, istruita. Colpita dalla disperazione di Dev, se ne innamora quasi all'istante, ma risponde punto per punto, sfacciatamente, agli insulti e alle asperità di lui. Sua la battuta migliore del film (quando Dev rompe il bicchiere). Sua l'espressione più dolorosamente vera, quando Dev dichiara il suo amore per Paro. Rispetto a Chandramukhi, Chanda abbandona risolutamente il bordello e sembra vincere la sua partita con Dev.
- Dev. Pessimo studente. Inconsistente. Già durante il lungo soggiorno londinese si avvicina alle dipendenze che poi lo intossicheranno fin quasi a distruggerlo.
Rispetto a Devdas è un personaggio negativo. Non ci si appassiona alle sue vicende. Non ispira simpatia. E' per questo che non emoziona. Devdas è debole, Dev è vuoto. Devdas subisce le angherie di un padre autoritario che minano le sue sicurezze. Dev è un bambino ribelle che esaspera il padre, severo ma non crudele. Il padre non osteggia affatto la sua relazione con Paro, e si dimostra anzi pronto ad accettare la ragazza come nuora. Non è ancora troppo tardi, ma Dev, spinto dall'orgoglio - e non dalla debolezza, come Devdas -, rifiuta. Devdas è caldo e umano. Dev è freddo e disumano. In Devdas l'ossessione è preponderante rispetto alla dipendenza dall'alcool. In Dev le (numerose) dipendenze sembrano invece preponderanti rispetto all'ossessione. Il crollo di Devdas è più plateale: il ragazzo è uno studente brillante, un essere umano positivo, pieno di vita, pronto a spiccare il volo verso un roseo futuro. In Dev, invece, la perdita di Paro sembra solo un pretesto per consentirgli di sprofondare nelle sue già sperimentate dipendenze. Non ha prospettive. Nessun progetto concreto. Non disdegna le attenzioni di un'altra quando il rapporto con Paro è ancora vivo. E' viziato ed egoista. Devdas si abbandona totalmente al suo sentimento. E così diventa mortalmente vulnerabile: perde se stesso la prima notte di nozze di Paro per non ritrovarsi mai più.

* Interpretazioni. Con l'eccezione di Kalki, un po' fredde. L'esordiente - nel Cinema Hindi - Mahi è dignitosa ma non eccezionale. Sembra inadatta al ruolo. Abhay è impeccabile come sempre. Ma è la sorprendente Kalki, qui al suo debutto, a colpire dritto al cuore, con un'interpretazione pulita, dolente, emotiva.
Il trio di attori in 'Devdas' è intoccabile. Ash perfetta per la sua eterea e irraggiungibile Paro. Madhuri dolorosa e viva. Shah Rukh Khan disperato fino a trafiggere.

TRAMA

Dev (Abhay Deol) torna a Chandigarh dopo aver studiato per anni a Londra e riabbraccia Paro (Mahi Gill), la sua fidanzata. Ma in seguito ad un equivoco i due litigano furiosamente, e Paro sposa un altro. Dev per dimenticarla si abbandona all'alcool e alle droghe. E incontra Chanda (Kalki Koechlin), una giovane prostituta che si innamora di lui.

RECENSIONI

The Times of India: *****
Nikhat Kazmi, 05.02.09

Hindustan Times: ***1/2
Shashi Baliga, 06.02.09

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: l'originalità, la sperimentazione, il cast (soprattutto Kalki)
Punto debole: un primo tempo non sempre all'altezza e (scusate) LA MANCANZA DI UN'ILLUMINAZIONE ADEGUATA

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhay Deol ('Oye Lucky! Lucky Oye!') - Dev
* Mahi Gill - Paro
* Kalki Koechlin - Lenny/Chanda

Regia e co-sceneggiatura: Anurag Kashyap

Co-sceneggiatura: Vikram Motwane

Fotografia: Rajeev Ravi ('No Smoking')

Montaggio: Aarti Bajaj, moglie di Kashyap ('Black Friday', 'Aamir')

Colonna sonora: bizzarra, originale, a tratti intensa. Composta da Amit Trivedi ('Aamir') per la musica e da Amitabh Bhattacharya per i testi. 'Pardesi' è forse il brano migliore, rappresentato sullo schermo in modo molto intrigante, con un'insolita coreografia. 'Emosonal Attyachar', il brano suonato al matrimonio di Paro, è di un'allegria contagiosa. È un tributo a Meri Jaan AAA, dalla colonna sonora di Om Dar-B-Dar. Le recensioni critiche indiane sono favorevolissime. Anche il pubblico ha apprezzato la varietà e la modernità del sound. E pare che 'Emosonal Attyachar' sia diventato una specie di inno per i giovani indiani

Anno: 2009

Award: National Film Award per la miglior colonna sonora (aggiornamento del 16 settembre 2010)

Sito ufficiale: http://www.devdthefilm.com/, per visionare il trailer e consultare la rassegna stampa

Vedi anche Amit Trivedi: è nata una stella, 19 settembre 2010

CURIOSITA'

* Dev D è stato proiettato all'Indian Film Festival Bollywood & Beyond 2010, al Salone Internazionale del Libro 2010, al Filmfest Munchen 2010, al London Indian Film Festival 2010 e al Minneapolis/St. Paul Asian Film  Festival 2010 (aggiornamento del 24.11.10).
* Nei titoli di testa si ringrazia Danny Boyle, regista di 'Slumdog Millionaire'
* Paro e Lenny si incontrano fuggevolmente solo una volta, sul treno: Paro sta andando dal fotografo, Lenny sta scappando
* Lenny, durante il suo esilio dai nonni, legge 'Il Disprezzo' di Alberto Moravia
* Anurag in un'occasione è stato costretto ad interrompere le riprese in esterni: si era diffusa la voce che Shah Rukh Khan stesse girando un film, e una folla oceanica si era raccolta attorno al set, rifiutandosi decisamente di disperdersi
* Anurag Kashyap ha esordito nel cinema con la sceneggiatura di 'Satya', il capolavoro di Ram Gopal Varma. Ha anche firmato la sceneggiatura di 'Water' di Deepa Mehta. Ha interpretato se stesso in un cameo in 'Luck By Chance'. E ha co-prodotto la pellicola più emozionante del 2008: 'Aamir'. Ha dichiarato che 'Ladri di biciclette' di De Sica è il film che più lo ha influenzato.
* Sharat Chandra Chatterjee ha scritto anche un altro famoso racconto, 'Parineeta', da cui è stata tratta l'omonima pellicola con Saif Ali Khan. Pare che il suo 'Devdas' abbia ispirato ben 9 versioni cinematografiche. 'Dev D' è la decima
* Kalki Koechlin è nata in India da genitori francesi. Parla davvero tamil, inglese e francese. Ma ha dovuto studiare la lingua hindi per interpretare Chanda
* Mahi Gill ha esordito nel cinema Punjabi. Prima di 'Dev D', aveva recitato in 'Gulaal', sempre diretto da Kashyap. Ma 'Gulaal' è stato distribuito un mese dopo rispetto a 'Dev D'
* Lo sceneggiatore Vikram Motwane è stato assistente alla regia in 'Devdas' e in 'Hum Dil De Chuke Sanam', entrambi diretti da Bhansali
* Alla domanda 'E' curioso di vedere com'è questo Devdas?', Shah Rukh Khan risponde: 'Mi piace molto Anurag Kashyap perchè ha gli occhi da folle, e mi piace quello che scrive. Mi aveva proposto di interpretare 'No Smoking'. 'Emosonal Attyachar' suona benissimo. E sono sicuro che Abhay abbia fatto un lavoro molto migliore del mio'. Intervista originale
* Kashyap nel suo blog personale ha scritto diffusamente di 'Dev D'. Di seguito alcuni dei testi dedicati all'argomento:
'Nel mio film Devdas non si compatisce ma scopre se stesso. Scopre che è dissoluto, ipocrita, edonista, autodistruttivo, ma non sa come distruggersi.'
- La genesi di 'Dev D', 20.12.08, dove scrive fra l'altro di Abhay e di Danny Boyle
- La genesi (II), 30.12.08
'Dev D' è una storia di auto-realizzazione, di scoperta di se stessi. E l'autodistruzione è una delle strade per arrivarci, o ne è il risultato.'
- Lo stile di 'Dev D', 02.01.09, nel quale il regista descrive la scelta delle scenografie, dei costumi, delle location
* Aggiornamento del 07.08.09: vedi Anurag Kashyap: intervista esclusiva.
* Aggiornamento del 19.09.09: 'Dev D' è stato proiettato pochi giorni fa fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia (Anurag Kashyap era uno dei membri della giuria)
* Aggiornamento del 01.07.22: A Devdas for every generation, Jaymini Mistry, Senses of Cinema, maggio 2022. 

GOSSIP&VELENI

* Vikram Motwane è uno dei più vecchi amici di Abhay Deol. E' stato lui a presentarlo a Kashyap