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05 maggio 2020

baaghi 3


che poi non è che son qui a pretendere. guardo horror da secoli. all'incoerenza ci si abitua. i film d'azione non richiedono una sceneggiatura scritta da un nobel. qualcuno è persino entusiasmante (dhoom 2) (dabangg). una pellicola d'intrattenimento può anche solo intrattenere. va bene così.
ma baaghi 3.
(...)
un feto lo giudicherebbe infantile e si rivolterebbe - schiena al cordone ombelicale - nell'utero.

mi limito:
* un personaggio si chiama IPL. minuto di riflessione. l'india non supera il cricket ed io non supero il suo cinema. il sole sorge e tramonta. a posto (scusate).
* ronnie si precipita nella fortezza dei terroristi in mezzo al deserto... col teletrasporto? 
* ronnie si precipita nella fortezza eccetera con una manciata di granate. niente mitra o lanciafiamme. o testate nucleari (che io avrei portato. chiedimi consiglio noo?). implica che ronnie potrebbe scatenare uno tsunami con una pistola ad acqua.
* esattamente ronnie come schiva migliaia di pallottole? ah ho capito. due universi paralleli si incrociano. in quello di ronnie c'è solo ronnie ed è un universo velocissimo. in quello dei terroristi ronnie non c'è ed è un universo lentissimo. si vede che ho studiato.
* il cattivo diventa eroico. ok. da oggi dico che sono una bionda naturale.
* IL TOP: orde di feroci terroristi pronti a sventrare ronnie e suo fratello. tasto pausa. i due si scambiano bacetti (con calma). tasto play. la carneficina riprende.
* alla siria mancava ronnie a fare un po' di casino in giro. e l'onu tace.

ma anche:
* il cameo iniziale (quello finale no) di jackie shroff mi ricorda quanto l'attore meriterebbe ruoli più corposi e progetti più intriganti.
* la brevissima performance di vijay varma ricorda al cast il significato della parola recitare.
* sapete che non mi dispiace il brano do you love me? ripetitivo (vero). rarefatto il giusto. fuori luogo in un film così chiassoso. per i maschietti: blindate gli occhi e spalancate le orecchie.
* le sequenze d'azione non mi convincono (troppo di troppo). ma la scivolosa spaccata sotto al cingolo è da ammirare in ginocchio.


eLLeSSeDì 

16 gennaio 2020

MARJAAVAAN



Surreale. Imbarazzante. 

TRAMA

Raghu s'innamora di Zoya, poi la uccide, poi si vendica, poi muore. Non mi preoccupa lo spoiler: mica vorrete vederlo...

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La recensione di Rahul Desai (vedi sotto) è un capolavoro.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Marjaavaan.

RECENSIONI

Mid-Day: *
'Within all these physical challenges, it's the audience that needs most help - sitting through 136 minutes of essentially grand entries and exits of every character. Each scene is an earth-shattering moment - every line of dialogue bearing weight of a (...) hammer being hit on your head'.
Mayank Shekhar, 16.11.19

Film Companion:
'Director Milap Zaveri doesn’t bother with mundane filmmaking elements like transitions, cuts, continuity and beats. In fact, there is no such thing as a scene - the background score changes while the camera simply pans to another set of actions starting in the corner of the same frame. At one point, I could swear I saw the sun shining in half the frame and rain pouring in the other half. At times I believe Zaveri operates on a level so evolved that none of us are in a position to understand the purpose of his films’ anti-brilliance. Like those high-frequency dog whistles. (...) Marjaavaan cannot be serious. It cannot be possible that I was sitting in a preview show with sane-minded human beings who didn’t want to do something less painful with their life for 137 minutes. At best, it has the IQ of a blind pigeon. At worst, it makes Satyamev Jayate - Zaveri’s previous film - look like Schindler’s List in which Oskar Schindler thinks he is a German Academy Award. And that’s possibly the only compliment I can afford to a Milap Zaveri movie. He may have a point when he says that critics aren’t the audience he makes films for. But he would also have a point if he said that sharks or crocodiles aren’t his target audience either. In his films, for instance, nature is incidental: sand exists so that strong men can leave indentations in it with their footsteps, rain exists so that it can drench the bodies of item girls and grieving lovers, walls exist so that they can crack when heroes get angry, air exists so that bullets have a medium to fly through, sound exists so that it can fill the void between inane one-liners, and women exist so that they can either be mute, dead, sex workers or dancers (or sometimes all at once). (...) My point about Zaveri’s movies - written or directed. I long for the day he realizes that his dead-serious action melodramas are funnier than his crass comedies. The lack of self-awareness in these films is so baffling that it’s sad - everything is a defiant “mass” tool meant to spite the elite and trigger the worst primal instincts of Indian men. Everything is a reaction. But to call him a provocateur would be to acknowledge that these films are legitimate - even if terrible - works of art. For me, they don’t even qualify. This isn’t his voice; this isn’t a voice at all. This is an algorithm in search of the highest bidder. And hence, the final result is the same. Marjaavaan is just another brick in the unbreakable box-office wall. And a tragic reminder that we, as a nation, are the movies we watch'.
Rahul Desai, 15.11.19
Recensione integrale (vi consiglio di leggerla)

Cinema Hindi: *
Punto di forza: eh?
Punto debole: next?

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sidharth Malhotra - Raghu
* Riteish Deshmukh - Vishnu
* Tara Sutaria - Zoya
* Ravi Kishan - il poliziotto

Regia e sceneggiatura: Milap Zaveri
Colonna sonora: Tanishk Bagchi, Meet Bros, Payal Dev, Yo Yo Honey Singh, Aditya Dev, Sanjoy Chowdhury.
Anno: 2019

13 gennaio 2020

HOUSEFULL 4


Sceneggiatura scheletrica. Interpretazioni ed effetti speciali accettabili. Bobby Deol in gran forma. Scenografie e costumi in buona parte curati (il film guadagna mezza stella in più). 
Housefull 4 però non mi ha fatto ridere. Prodotto dimenticabilissimo.

TRAMA

Tre squattrinati fratelli vivono a Londra. Per restituire un prestito ad uno strozzino, si fidanzano con tre ricche ereditiere. In India scoprono di essere - tutti e sei - le reincarnazioni di principesse e pretendenti vissuti qualche secolo prima.

Cinema Hindi: **
Punto di forza: -
Punto debole: i personaggi, la sceneggiatura, i dialoghi.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Akshay Kumar - Harry
* Bobby Deol - Max, fratello di Harry e Roy
* Riteish Deshmukh - Roy, fratello di Harry e Max
* Kriti Sanon - Kriti
* Pooja Hegde - Pooja, sorella di Kriti e Neha
* Kriti Kharbanda - Neha, sorella di Kriti e Pooja
* Chunky Pandey - Pasta
* Rana Daggupati - Gama
* Johnny Lever - Winston Churchgate
* Nawazuddin Siddiqui - Ramsey Baba

Regia: Farhad Samji
Sceneggiatura: Farhad Samji, Tushar Hiranandani, Sparsh Khetarpal, Tasha Bhambra
Colonna sonora: Sohail Sen, Farhad Samji, Sandeep Shirodkar
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Riferimenti al cinema indiano: Govinda, Prabhu Deva, Madhubala, Neil Nitin Mukesh, Alia Bhatt, Baahubali.
* Riferimenti all'Italia: un personaggio sceglie l'Italia come destinazione per le nozze; un altro personaggio si chiama Pasta e pronuncia la frase mamma mia.

GOSSIP & VELENI

* La regia inizialmente viene affidata a Sajid Khan, fratello di Farah Khan. Accusato di molestie, Sajid abbandona il progetto. Stessa sorte per Nana Patekar, inizialmente scritturato nel cast.  

21 luglio 2010

JAANE KAHAN SE AAYI HAI


JKSAH è un film leggero, a tratti divertente, infarcito di cameo di lusso, con una buona intesa fra i tre attori principali. Il personaggio di Rajesh è amabile e interpretato con naturalezza da Riteish Deshmukh. Buona la performance della sua spalla, Vishal Malhotra, che ricorda vagamente Arshad Warsi. Jacqueline Fernandez mostra un filo di espressività in più rispetto a quanto offerto in Aladin. Ma la regia e la sceneggiatura non sono abbastanza solide da sostenere la pellicola, il secondo tempo è fiacco, la colonna sonora è insipida.

TRAMA

Rajesh (Riteish Deshmukh) è un assistente di Farah Khan. Innamorato - non ricambiato - della collega Natasha (Sonal Sehgal), sorella della superstar Desh (Ruslaan Mumtaz), per la legge della compensazione universale (è il caso di dirlo), viene risarcito con un dono letteralmente piovuto dal cielo.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* L'esilarante cameo di Akshay Kumar.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Il personaggio del padre di Rajesh è disgustoso.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
E' leggero, arioso, allegro e a tratti davvero divertente. Ma soprattutto JKSAH corregge il difetto di Aladin: mostra un'intima intesa fra Riteish Deshmukh e Jacqueline Fernandez. Forse il film non vanta una grande storia o una sceneggiatura scintillante, ma possiede abbastanza per far sorridere, come il buffo intervento di Farah Khan, l'esilarante cameo di Akshay Kumar, il tempismo comico di Riteish e di uno spigliatissimo Vishal. Concedetevi con JKSAH un intervallo di leggerezza.
Nikhat Kazmi, 08.04.10

Hindustan Times: *
L'andherite (*) è un disturbo piuttosto diffuso nei sobborghi settentrionali di Mumbai, la piccola porzione d'India che produce probabilmente il maggior numero di pellicole al mondo. Qui tutti parlano riferendosi al cinema, e forse pensano anche in termini di scene e dialoghi cinematografici. E' convinzione comune che Bollywood sia il mondo. Coloro che soffrono di questo disturbo di solito ambientano i loro film nel mondo del cinema, e JKSAH ne è un esempio. Il sottofondo musicale è un medley di vecchi brani bollywoodiani. Il protagonista, il suo amico e la ragazza di cui è innamorato lavorano nel cinema. Sulle pareti sono affissi manifesti di Dilwale Dulhanya Le Jayenge. Una storia periferica coinvolge la coreografa e regista Farah Khan che si riappacifica con Shah Rukh Khan. Sajid Khan, Akshay Kumar, Karan Johar, Priyanka Chopra regalano dei cameo. L'unico a sentirsi un po' alieno è lo spettatore.
(*) Andheri è il nome del più popoloso sobborgo di Mumbai, con circa quattro milioni di abitanti. Andheri East ha ospitato dagli anni trenta agli anni ottanta molti studi cinematografici. L'aeroporto internazionale di Mumbai è localizzato in quest'area. (nota di Cinema Hindi)
Mayank Shekhar, 09.04.10

Cinema Hindi: **
Punto di forza: le gag con Jacqueline Fernandez nel primo tempo
Punto debole: il secondo tempo

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Riteish Deshmukh (Aladin) - Rajesh
* Jacqueline Fernandez (Aladin) - Tara
* Vishal Malhotra (Kismat Konnection) - Kaushal, l'amico di Rajesh
* Ruslaan Mumtaz - Desh
* Sonal Sehgal - Natasha, sorella di Desh
* Satish Shah (Main Hoon Naa) - il padre di Rajesh
* Farah Khan - special appearance
* Sajid Khan (fratello di Farah e regista di Housefull) - cameo
* Priyanka Chopra - cameo
* Karan Johar - cameo
* Akshay Kumar - cameo
* Boman Irani - cameo
* Amrita Rao (Main Hoon Na) - cameo

Soggetto, sceneggiatura, dialoghi e regia: Milap Milan Zaveri (sceneggiatore di Heyy Babyy e di Housefull)
Colonna sonora: Sajid Wajid (Partner)
Coreografia: Bosco Caesar (3 idiots), Remo D'Souza (Kaminey)
Traduzione del titolo: Non si sa da dove venga (ringraziamo Pushker)
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 02.03.10, Bollywood Hungama: intervista a Riteish Deshmukh
* 10.03.10, Bollywood Hungama: intervista a Milap Zaveri
* 02.04.10, Bollywood Hungama: intervista a Jacqueline Fernandez
* 06.04.10, Bollywood Hungama: intervista a Riteish Deshmukh
* 08.04.10, Bollywood Hungama: intervista a Ruslaan Mumtaz
* 09.04.10, Hindustan Times: intervista a Riteish Deshmukh
* 09.04.10, Bollywood Hungama: intervista a Jacqueline Fernandez
* 10.04.10, Bollywood Hungama: intervista a Riteish Deshmukh
* Bollywood Hungama: intervista-video a Jacqueline Fernandez
* pagina di Bollywood Hungama con la lista dei link agli articoli e ai video dedicati a JKSAH

CURIOSITA'

* Boman Irani ha partecipato solo al trailer di JKSAH. Di fatto nel film l'attore non compare. Pare che questa strategia di marketing sia stata consigliata da Ram Gopal Varma, il quale sembra essere anche il padre dell'idea di una storia d'amore con un'aliena.
* Pare che Ruslaan Mumtaz fosse stato scelto per interpretare Slumdog Millionaire, ma poi scartato in favore di Dev Patel perchè ritenuto troppo bello per il ruolo.
* Jacqueline Fernandez è stata eletta Miss Sri Lanka nel 2006.
* Riferimenti a Bollywood: Amitabh Bachchan e Shah Rukh Khan. Cenni ai brani Dard-E-Disco, Baazigar O Baazigar, Mere Khwabon Mein Jo Aaye da Dilwale Dulhania Le Jayenge, Dastaan-E Om Shanti Om. Vengono mostrati i poster di Kuch Kuch Hota Hai, Dilwale Dulhania Le Jayenge, Kal Ho Naa Ho, Bobby.

05 giugno 2010

HOUSEFULL




Le commedie sono il genere cinematografico che più risente divergenze culturali, non solo sono le più difficili da far funzionare ma anche le meno adatte ad essere esportate e lasciate in mano a un pubblico internazionale. Che lo dico a fare? Non lo so, dato che Housefull non è una di queste. La sua simpatia vince qualsiasi ostacolo linguistico, il sorriso scatta in automatico, che lo vogliate o no ne sarete costretti. Riponete il cervello sul comodino, scordatevi di leggere i sottotitoli, mangiate un pasto leggero e piegatevi in due dalle risate. Bevete poco, il perché vi sarà chiaro ben presto.


TRAMA

Se non volete impicciarvi il cervello inutilmente NON LEGGETE
Aarush (Akshay Kumar) è un vero sfigato e dopo essere stato piantato in asso durante la luna di miele inizia a meditare il suicidio, mentre sceglie di annegare in mare di Puglia viene soccorso dalla bella Sandy (Deepika Padukone) indirizzata a lui dall’intraprendente e fastidioso Akhri Pasta, assurdo direttore d’albergo italo – indiano (Chunkey Pandey) . Incoraggiato dall’amico di infanzia e da sua moglie Hetal (Riteish Deshmukh e Lara Dutta ) Aarush vuole rincorrere una nuova vita e per un po’ sembra riuscirci.
Che succede quando il fratello della sua fidanzata (Arjun Rampal) rigido miliare dentro e fuori la caserma decide di andare a trovare la sorella e mettere alla prova la nuova fiamma? Che succede quando il padre di Hetal sale sul primo volo per Londra con le lacrime agli occhi sapendo di essere diventato nonno? Il nipotino non c’è, la casa neppure, e Aarush continua ad essere comunque uno sfigato. Il bello è che tutto questo pandemonio ha perfino una logica. Impossibile da credere.


Housefull rispolvera situazioni già viste in decine di altri film, dal bollywoodiano Joroo ka Ghulam all’hollywoodiano Ti presento i miei , sicuramente non c’è niente di nuovo ma le trovate comiche, i siparietti tra Akshay Kumar Riteish Deshmukh e Lara Dutta sono un ottimo e appetitoso condimento. Godibilissimo nella sua assurdità promette insaziabile divertimento e relax.

La Puglia torna ad essere location di un high budget movie , parte del film è stata girata nelle spiagge del Gargano nello stesso luogo scelto per alcune sequenze di Bachna ae Haseeno , abiti ridottissimi e bikini per Deepika Padukone, Lara Dutta e Jia Khan assicureranno anche al pubblico maschile un piacevole panorama.

Pollice in alto per :

- Lara Dutta, la bellissima reginetta di bellezza perde di colpo la memoria e si scorda di essere stata Miss Universo per trasformarsi in attrice comica dalla mimica perfetta ( i primi sintomi della sua mutazione nell’assurdo ma divertente Jhoom Barabar Jhoom )
- Chunkey Pandey o meglio Akhri Pasta, circondato dall’orchestrina italiana, un imbarazzante caricatura d’uomo, irritante impiccione e volgarotto. Pregherete di non incontrarlo mai nella vita reale. Leggi i diari dell’esperienza italiana di Chunkey Pandey: Articolo di Cinema Hindi , Testo originale
- Arjun Rampal, il duro. Very macho e iperincavolato, non lo credevo tagliato per la commedia, mai dire mai.
- La villa degli equivoci nella quale Boman Irani si aggira sonnambulo in pigiama e paraorecchie rosa di peluche.

Pollice i basso per:

- Una colonna sonora che lascia il tempo che trova
- Deepika Padukone, freddina e troppo magra da sembrare un manichino vestito. Continuo a ripetere che non mi piace accanto ad Akshay Kumar , meglio Katrina Kaif per lo meno non è anoressica.
- Firmate la petizione “liberate Jia Khan dai ruoli da Lolita” ho capito che ci è geneticamente portata ma non se ne può più (altra petizione in corso “Liberate Kangna Renaut dai ruoli di pazza – alcolista – tossicomane” )


Il mio giudizio sul film : *** 3,5 / 5
Totalmente demenziale ma nel modo giusto. Se volete apparire intellettualoidi e cervelloni evitare di nominarlo in luogo pubblico, se invece non ve ne frega un cavolo rilassate i muscoli facciali e correte a vederlo.

RENCENSIONI:

THE TIMES OF INDIA *** 3/5
Inizia in modo divertente mostrando la quintessenza della recitazione comica di Akshay Kumar: l'umorismo impassibile da 'sono solo un sempliciotto'. Poi il film si diluisce in una parte centrale confusa che frena la commedia, per riprendersi nel secondo tempo. E' una comicità grossolana, ma si ride (se non si cercano arte e intelligenza). La colonna sonora di Shankar-Ehsaan-Loy include qualche brano vivace che però non dovrebbe scalare le classifiche (ad eccezione di"Apni To Jaise" . Akshay e Riteish Deshmukh condividono un'intesa più fra loro che con i personaggi femminili. I ruoli interpretati da Boman Irani e da Lilette Dubey avevano grande potenziale, peccato non siano stati approfonditi. Detto questo, potrebbe non sbancare al botteghino, ma offre un po' di sollievo ai multiplex dopo la prolungata stasi

HINDUSTAN TIMES ** 2/5
La gag con la scimmia ricalca una scena inclusa nella commedia di Ben Stiller Una notte al museo. La gag con la tigre ricordaUna notte da leoni La canzone principale riprende, remixandolo, un brano di Kalyanji-Anandji dalla colonna sonora di Lawaaris Suppongo che fare cinema sia anche un'arte culinaria di marinare insieme spezie e sequenze. Partenze di questo tipo - rapide battute per quasi metà film - sono comuni a Bollywood (tra le pellicole recenti mi viene in mente Bad Luck Govind). La storia è accreditata al produttore Sajid Nadiadwala, e, rispetto a quella di Quarto Potere è solo una catena di gag, una barzelletta dietro l'altra, a volte in relazione fra loro, spesso no. Alcune hanno un senso, molte no. Alcune sono prese in prestito, molte non si adattano alla pellicola. Il soggetto diHousefull è scatenare risate: il film di sicuro non cerca l'applauso della critica.


ANNO: 2010

REGIA : Sajid Khan

CAST:

- Akshay Kumar........... Aarush
- Lara Dutta............. Hetal
- Riteish Deshmukh........ Babu
- Deepika Padukone....... Sandy
- Boman Irani............ Mr Patel
- Arjun Rampal............ Krishna
- Chunkey Pandey......... Akhri Pasta
- Jia Khan............... Dekiva
- Randhir Kapoor......... Kishore
- Lilette Dubey.......... Zulekha
- Malaika Arora......... Pooja
- Jaqueline Fernandes.... apparizione speciale nella canzone "aap kya ka hoga"


COLONNA SONORA: Shankar - Ehsaan - Loy

PLAYBACK SINGERS: Loy Mendonssa, Alissha Mendonsa, Mika Singh, Sunidhi Chahuhan, Shankar Mahadevan, Amitabh Battacharya, Shabbir Kumar

SITO UFFICIALE DEL FILM . Clicca QUI.

02 giugno 2010

R A N N


Ram Gopal Varma con Rann torna alle altezze a cui ci aveva abituati. Sceneggiatura, regia e interpretazioni ruvide, intense, potenti. Sequenze indimenticabili. Graffio ironico. Ma anche una certa pacatezza appena percettibile sul fondo, forse dettata dalla rassegnazione dinanzi al triste spettacolo dell'avidità umana. O piuttosto dalla convinzione che chi raggiunge la cima - politici, industriali, baroni dei media - può solo scendere, prima o poi. E Ram, sornione, ci invita ad osservarne la caduta.

Dopo un lento inizio nel quale vengono introdotti i numerosi personaggi e vengono narrati gli antefatti, il film all'improvviso decolla. Di più: avvince, indigna, emoziona. La storia non racconta nulla di nuovo: la collusione fra politica e media (e grande industria), la diffusione di false notizie allo scopo di eliminare gli avversari politici, la gestione priva di principi etici dei mezzi di comunicazione, gli omicidi, la corruzione. Ma la sceneggiatura è compatta e convincente, impreziosita da dialoghi realistici. Fulminante la battuta pronunciata da Rajpal Yadav (giornalista televisivo) alla volta di Gul Panag (aspirante regista cinematografica): 'Le nostre professioni sono molto simili: entrambi creiamo lo stesso prodotto, solo che voi lo chiamate film e noi notizie'. La regia in moto perpetuo di Ram Gopal Varma ci regala chiaroscuri, acrobazie tecniche e inquadrature da brivido. L'ambientazione è asettica, modernissima, non patinata. La colonna sonora sembra mutuata da un film horror, ed è davvero efficace, opportunamente incastonata nelle immagini.

Altra particolarità di Rann: l'eroe (Purab) non è il protagonista bensì uno dei comprimari, un uomo mite e dimesso. Il protagonista (Jay) è un personaggio negativo ma sfaccettato, tormentato: Sudeep conferma le sue eccezionali doti d'attore. Ad Amitabh Bachchan è affidato il tesissimo climax, e la star incanta e cattura con il monologo forse più lungo della sua carriera: tredici minuti girati in un unico ciak che hanno scatenato l'applauso entusiastico della troupe sul set, nonchè del pubblico in sala in occasione della prima a Delhi. Quanto al resto del cast, ci aspettavamo qualcosa di meglio e di diverso da Yadav, il cui ruolo è mal scritto e male interpretato. Rann è un film tutto maschile: i personaggi femminili sono appena abbozzati e nessuna interpretazione da parte del cast femminile - con l'esclusione di quella di Gul Panag - colpisce particolarmente.

TRAMA

Purab (Riteish Deshmukh) viene assunto dal prestigioso canale di informazione India 24x7, gestito da Vijay Malik (Amitabh Bachchan). Jay (Sudeep), figlio di Vijay, tenta di convincere il padre a sensazionalizzare i programmi e ad accettare finanziamenti da parte di gruppi industriali, pena il crollo di audience e la chiusura del canale. Ma Vijay è irremovibile. Intanto il canale concorrente, Headlines 24, gestito in modo alquanto subdolo da un ex giornalista di India 24x7, Amrish (Mohnish Behl), continua la sua scalata verso il successo. Jay prende una decisione sofferta (e criminale) all'insaputa del padre: collabora ad un complotto politico ordito da Mohan Pandey (Paresh Rawal), aspirante primo ministro.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La caduta morale di Jay Malik: le nevrosi, il conflitto interiore, il tradimento dei valori del padre e l'inganno, il terrore, il crollo a precipizio. Grande Sudeep.
* L'incorruttibilità di Vijay Malik, esponente di un mondo che sta scomparendo (che è già scomparso). L'espressione pietrificata dinanzi al tradimento. L'ultimo, dolente, memorabile commento televisivo. La disperazione devastante. Grande Amitabh.
* La criminalità della politica che viene vissuta come una recita perenne, un gioco nel quale conta solo vincere, a qualunque prezzo. Col personaggio di Mohan Pandey, Varma si diverte un mondo: ironia e sarcasmo a palate. Un esempio: Pandey, sporco dentro come una fogna, pulisce il palmo della mano all'anziana madre prima di imporselo sul capo. Grande Paresh.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* L'episodio dell'intervista pilotata. Ma Rajpal: cosa combini?? Ma Ram: cosa gli fai combinare??

RECENSIONI

The Times of India: ****
E' coraggioso. E' grigio. Ed è anche molto attuale. Ram Gopal Varma torna al suo cinema da dissezioniamo la realtà con l'avvincente, pungente Rann, che ci mostra i retroscena delle notizie ad ogni costo, sindrome che sembra affliggere certi settori dei media. Come in Satya, in Company e in Sarkar, che raffiguravano il potere della criminalità organizzata indiana attraverso le lenti di un acuto quasi-realismo, anche Rann strappa la maschera della finta onestà ai canali televisivi che presentano qualunque cosa - mitologia, folklore, fantasia e persino falsità - come notizie. Non aspettatevi nessuna grande rivelazione: Rann semplicemente reitera ciò che avete sempre saputo. Che le notizie spesso non sono vere. Che la linea sottile fra notiziario e intrattenimento diventa sempre più confusa. Che esiste un legame fra politici, uomini d'affari e baroni dei media che trasforma il reporter in un burattino. E che sensazionalismo non è il solo slogan del momento nel mondo delle news: la rapidità è altrettanto fondamentale. Ma colpisce il modo in cui la storia viene narrata, come un thriller tirato e iroso. Gli espedienti sono un po' scontati, ma la sceneggiatura tiene perchè è ben strutturata. La fotografia di Amit Roy è molto stilosa e crea una tela che cattura e ribolle. Ma sono soprattutto le interpretazioni a pompare sangue e vita nei personaggi. Ram Gopal Varma non solo riesce a catturare l'attenzione dall'inizio alla fine con la sua narrazione tesa, ma orchestra in modo davvero magistrale le performance del suo ricco cast. Guida il gruppo Amitabh Bachchan, che trasuda gravità e regale nobiltà. Ammiratelo per la sua oratoria da manuale e per il suo discorso finale sul giornalismo pulito. Paresh Rawal è una rivelazione nel creare un personaggio di malvagità pura. Ma sono gli attori minori ad uscire di scena accompagnati dagli applausi: Sudeep con la sua intensità e le sue ombre, Rajat Kapoor col suo perfido charme, Riteish Deshmukh con la sua sobrietà, Mohnish Behl col suo nudo mantra da uomo privo di scrupoli, e Neetu Chandra in un ruolo da leggimi-negli-occhi. Rann è un'esperienza davvero affascinante.
Nikhat Kazmi, 28.01.10

Hindustan Times: **
Rann non denuncia e non spiega: è puro esercizio e basta, e non si discosta molto da ciò che giudica. Il tema della pellicola è serio e meriterebbe una riflessione globale sulla gestione delle notizie, sia da un punto di vista meramente commerciale che da un punto di vista istituzionale. Ma Rann non lo fa. Per un film determinato a investigare sui media, la poca cura riservata all'argomento è inquietante. Sembra più una gangster story, e mi preoccupa che questa stupidità venga percepita come verità. Sudeep è involontariamente umoristico. Bachchan, dignitoso e signorile come sempre, sembra più una guida spirituale che un giornalista televisivo, e regala un commovente monologo che poteva esserci offerto anche senza il corredo della pellicola. Varma si è limitato a valorizzare i lavori di Madhur Bhandarkar con inquadrature migliori (e con Bachchan, ovviamente).
Mayank Shekhar, 29.01.10

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: le interpretazioni di Sudeep e di Amitabh Bachchan; la tensione che percorre gran parte del film.
Punto debole: l'interpretazione di Rajpal Yadav.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sudeep (Phoonk) - Jay Malik, giornalista, figlio di Vijay
* Amitabh Bachchan - Vijay Malik, giornalista, responsabile del canale India 24x7
* Riteish Deshmukh (Aladin) in un ruolo insolitamente drammatico - Purab Shastri, giornalista di India 24x7
* Paresh Rawal - Mohan Pandey, aspirante primo ministro
* Mohnish Behl (Raja Hindustani, Duplicate) - Amrish Kakkar, giornalista, responsabile del canale Headlines 24
* Rajat Kapoor (Raat Gayi, Baat Gayi?) - Naveen, industriale, cognato di Jay e genero di Vijay
* Gul Panag - Nandita, aspirante regista cinematografica, compagna di Purab
* Rajpal Yadav (Chandni Bar) - Anand Prakash Trivedi, giornalista di India 24x7

Sceneggiatura: Rohit G. Banawlikar
Colonna sonora: Dharam & Sandeep (Main Aurr Mrs. Khanna), Bapi-Tutul (Bhoot), Jayesh Gandhi (Apne), Sanjeev Kohli (Veer-Zaara), Amar Mohile (Bhoot)
Fotografia: Amit Roy (Sarkar)
Montaggio: Nipun Gupta (Sarkar)
Traduzione del titolo: battaglia, guerra, lotta
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 30.10.08: testo di Ram Gopal Varma nel quale il regista presenta i personaggi e il cast di Rann
* 10.10.09: testo di Ram Gopal Varma dedicato a Rann
* 20.01.10, Hindustan Times: conferenza stampa a Delhi, dichiarazioni di Amitab Bachchan
* 21.01.10, The Times of India: conferenza stampa a Delhi, dichiarazioni di Ram Gopal Varma
* 24.01.10, The Times of India: intervista ad Amitabh Bachchan
* 25.01.10, Bollywood Hungama: intervista a Gul Panag
* 29.01.10: testo di Amitabh Bachchan dedicato alla prima di Rann a Delhi
* 30.01.10: testo di Ram Gopal Varma che riporta diverse recensioni di Rann e i relativi commenti dei lettori
* Video: Amitabh Bachchan presenta Rann
* Bollywood Hungama: intervista video ad Amitabh Bachchan, prima parte e seconda parte
* Times Now: intervista video ad Amitabh Bachchan, Ram Gopal Varma, Riteish Deshmukh
* Times Now: video della conferenza stampa a Delhi.

CURIOSITA'

* Il 16.10.2008 Ram Gopal Varma annuncia nel suo blog il progetto di Rann: 'Il modo in cui oggi vengono presentate le notizie le rende molto più avvincenti delle soap o dei thriller. L'aspetto peggiore è che questa presentazione ci piace talmente tanto che ne siamo diventati dipendenti'. Testo originale.
* La campagna pubblicitaria di Rann è stata gestita in modo molto intelligente. Nelle settimane precedenti la première, a partire dal 25 dicembre 2009, è stato distribuito in 500 multisala un quotidiano di 10 pagine, Rann Times, in 300.000 copie (clicca qui). Amitabh Bachchan si è presentato agli eventi promozionali nei panni di Vijay Malik, il personaggio che interpreta nel film. Per il canale televisivo Times Now si è addirittura prestato a condurre il notiziario della sera. Vedi anche: Amitabh Bachchan giornalista televisivo per Times Now, e i link al termine del testo.
* Il brano Jana Gana Mana Rann Hai, ispirato all'inno nazionale indiano, è stato proibito dalla corte suprema perchè ritenuto offensivo. Varma lo ha sostituito con Vande MataramDichiarazione rilasciata in proposito dal regista e riportata da Hindustan Times. Testi di Ram Gopal Varma dedicati a Jana Mana Gana Rann Hai: primo testo e secondo testo.
* E' stato lo stesso Amitabh ad imporre il nome di Vijay al suo personaggio, nome che gli ha portato fortuna in più di un film (Deewaar, Don, eccetera).
* Riferimenti a Bollywood: si cita un generico Sameer Khan presentato come l'attore musulmano più noto e amato (un riferimento a Shah Rukh Khan?).
* Film che trattano lo stesso tema: It's breaking news, anche se di livello decisamente inferiore. Per la corruzione politica vedi Satta.

GOSSIP & VELENI

* Riteish Deshmukh è figlio di Vilasrao Deshmukh, uomo politico del partito del Congresso e attualmente ministro del governo indiano.
* Mohnish Behl pare sia cugino di Kajol.
* Alla domanda posta da un blogger 'perchè tutti i personaggi in Rann hanno una moglie o una fidanzata tranne il personaggio interpretato da Rajpal Yadav?', Ram Gopal Varma risponde: 'Perchè è l'unico intelligente del gruppo'. Testo originale.
* Sudeep 'involontariamente umoristico'??

01 gennaio 2010

ALADIN

La lampada c'è, il Genio anche, ma scordatevi l'antica fiaba delle Mille e una notte o il cartoon della Disney: la rivisitazione indiana di Aladino è una storia completamente nuova.
Uno dei pochissimi approcci del cinema bollywoodiano al fantasy, Aladin, nonostante la presenza nel cast di un mostro sacro come Amitabh Bachchan e l'utilizzo di costosi effetti speciali, non ha convinto nè critica nè pubblico.

TRAMA

In una cittadina immaginaria, Khwahish, che significa, non a caso, "sogno", il timido ed imbranato Aladin (Riteish Deshmukh) vive con il nonno. Sin da bambino è stato sbeffeggiato dai compagni a causa del suo insolito nome e quando la bella Jasmine (Jacqueline Fernandez), entra nella sua vita, Aladin è troppo impacciato per riuscire a conquistarla. Ci vorranno l'aiuto di un curioso Genio della lampada e qualche ostacolo prima del meritato lieto fine.

RECENSIONI

The Times of India **
La pellicola proprio non funziona. Amitabh Bachchan e Sanjay Dutt non creano nessuna magia e offrono una delle interpretazioni più bizzarre della loro carriera. La storia d'amore non emoziona. Ritesh deambula con l'aria stordita e con la testa confusa. L'esordiente Jacqueline fallisce nel dimostrare di essere qualcosa di più di un viso grazioso. Il film colpisce solo per le scenografie di Sabu Cyril. La storia non diverte e diviene a mano a mano più sconcertante. Gli effetti speciali sono patetici. Il duo Vishal-Shekhar ha sfornato una colonna sonora da dimenticare.
Nikhat Kazmi, 29.10.09
La recensione integrale

Hindustan Times *
Le interpretazioni di Amitabh Bachchan con l'età diventano sempre più rare. Il pubblico è tuttora interessato al suo lavoro, ma Amitabh non avrebbe dovuto accettare questa implausibile spazzatura.
Mayank Shekhar, 31.10.09
La recensione integrale

Diana *** 3/5
Film d'intrattenimento non privo di fascino grazie all'ambientazione incantata, alle musiche divertenti ed allegre e ad Amitabh Bachchan. Mentre Riteish Deshmukh e Jacqueline Fernandez fanno il loro dovere senza entusiasmare, rimane il rammarico per la superflua presenza dell'incolpevole Sanjay Dutt, che tenta, disperato, di dare consistenza e credibilità ad un personaggio senza il quale la storia avrebbe senza dubbio guadagnato.
Poichè si tratta di uno dei primi passi del cinema indiano nel diffilcile mondo delle produzioni fantasy, ci saremmo accontentati della tenera storia d'amore ed di un tocco di magia. Peccato.

Il bello:
- Amitabh Bachchan, in una nuova e generosissima interpretazione. Nella canzone Genie Rap, lo sentiamo addirittura reppare: make a wish!

Il brutto:
- L'inutile e puerile minaccia rappresentata dal Ringmaster.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

Il Genio - Amitabh Bachchan
Il Ringmaster - Sanjay Dutt (Lage Raho Munna Bhai)
Aladin Chatterjee - Riteish Deshmukh (Heyy Babyy)
Jasmine - Jacqueline Fernandez
Il nonno - Victor Banerjee
Marjina - Ratna Pathak Shah
Kasim - Sahil Khan
Joy Sengupta - Arun Chatterjee
Sohini Ghosh - Riya Chatterjee
Arif Zakariya - Prof. Nazif
Xi Guang Lee - William Ong

Diretto da Sujoy Ghosh

Musiche: Vishal Dadlani e Shekhar Ravjiani (Dostana)

Coreografie:
Bosco Martis (Love Aaj Kal)
Caesar Gonsalves (All The Best)
Geeta Kapoor (Heyy Babyy)
Saroj Khan (Delhi-6)
Shiamak Davar (Taare Zameen Par)

Anno: 2009

Distribuito dalla Eros Enterainment

CURIOSITA'

- Aladin è il film di debutto di Jacqueline Fernandez che prima di approdare a bollywood è stata eletta Miss Sri Lanka nel 2006.
- Durante le riprese Amitabh Bachchan si è ferito ad un polso, ma ha preferito continuare a girare piuttosto che prendersi qualche giorno di stop.

Il sito ufficiale del film