Visualizzazione post con etichetta ATTRICE KONKONA SEN SHARMA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ATTRICE KONKONA SEN SHARMA. Mostra tutti i post

24 gennaio 2010

WAKE UP SID


Sotto le ali della Dharma Production di Karan Johar, il debuttante regista Ayan Mukherjee prova a rispondere alla domanda “quando si diventa grandi? E come?” attraverso la storia di un un ragazzo immaturo e viziato (seppur irresistibilmente tenero) che esita ad uscire dal guscio per cercare sè stesso fuori della protettiva sfera familiare.

Wake up Sid esplora con sensibilità i nuovi lati di una trama già vista e sfruttata e se ne riappropria esultando a bassa voce, imponendosi con pazienza, richiamando l'attenzione che merita senza fronzoli e senza fretta.


TRAMA
Siddarth è un figlio di papà cronicamente disinteressato ad impegnarsi; storce il naso davanti ad un futuro nell'azienda familiare ma è altrettanto annoiato dagli studi, si nutre di pizza e videogiochi rimandando a dopodomani qualsiasi schivabile fatica. L'insuccesso all'esame finale del college e l'incontro con l'indipendente Aisha inizieranno a smuovere in lui una catena di progressivi, seppur timidi, cambiamenti.

Il particolarissimo personaggio di Sid si culla nella sua indolenza dietro gli sfondi metropolitani di Mumbai, la città che tanto ama sembra vivere con lui la staticità e i fermenti di un momento di passaggio che culmina con l'arrivo del monsone e la pioggia scrosciante sull'ormai più-grande Siddarth.
Ranbir Kapoor, che già possiede l'aspetto fisico perfettamente richiesto dal ruolo, adattato da un look bizzarro da eterno ragazzino (che dire dei suoi calzini colorati? O delle simpatiche magliette di Batman?) nel film appare tenerissimo, infantile e quasi asessuato; difficile non restare contagiati dal suo caloroso approccio con il mondo, dall'immediatezza della sua comunicazione, dimenticandosi di colpo dei difetti. Arrogante? Materialista? Fannullone? Macchè... Sid nonostante tutto appare solo una creatura adorabile, e questo rende la storia meno scontata e più interessante.

I brani della colonna sonora sono introdotti con armonia, intervallati discretamente alle parole, si fanno da parte al momento giusto per riapparire più tardi, ogni pezzo è piacevole ma non troppo vistoso da avere la meglio sulle immagini.

L'imbattibile Konkona Sen Sharma continua a dimostrarsi un'ottima scelta in ogni caso, su di lei non bastano mai gli aggettivi, mi limito a ripeterne tre: Convincente-efficace-bravissima. Malgrado l'attrice non subisca mai considerevoli cambiamenti d'immagine è in grado di apparire sempre diversa. Ma come fa? La sua presenza diviene fondamentale nella fase in cui inizia a crearsi un punto di fusione tra il suo personaggio e quello di Sid: Aisha, che era partita in quarta imponendosi per la sua maturità, inizia a scoprirsi molto meno seria e adulta di quello che credeva e si sfoga riversando sul ragazzo pioggie di insulti nevrotici, arrivando a vergognarsi della sua crescente attrazione per lui. Non so se in mano ad un'altra persona questo passaggio si sarebbe rivelato così intrigante.

Continuando ad elencare i pregi del film non posso dimenticarmi dell'inossidabile Anupam Kher (un veterano assoluto), il padre sovraindulgente e affettuoso che soffre nel tentativo di distaccarsi, al fianco di Supriya Pathak, (la commovente Shabnam nel durissimo Baazar del 1982) madre impacciata che che cerca disperatamente di parlare inglese per avvicinarsi alla nuova generazione.

Il mio giudizio sul film : **** 4/5


RECENSIONI:

THE HINDUSTAN TIMES *** 3,5 / 5
Wake Up Sid!' appartiene ad un genere che indubbiamente fluisce da 'Dil Chahta Hai' di Farhan Akhtar: in parte Hollywood, in parte Bollywood, principalmente una storia di formazione, sottilmente romantico, in gran parte originale, con sentimenti autentici, anche leggero, Inglese nelle espressioni, Hindi nella lingua. Il film è più che realistico, malgrado il soggetto non nuovo, e persino il look patinato non risulta finto. Si sente che il regista Ayan Mukerji - e gli attori - hanno vissuto questa storia. Konkona Sen Sharma è vera senza alcuno sforzo, come sempre.
Mayank Shekhar, 03.10.09 (Testo integrale)

THE TIMES OF INDIA **** 4/5
'Wake Up Sid!' può sembrare solo un altro racconto di formazione di un ragazzo viziato che diventa adulto, un film con tanto atteggiamento e poca anima. Invece finisce con l'essere molto, molto di più. E ciò che lo rende speciale è l'attenzione per i dettagli del regista (anche sceneggiatore) Ayan Mukerji, qui al suo debutto, nonchè il suo modo ricco di sfumature di guardare alle nuove generazioni. La relazione fra i due protagonisti è urbana e attuale in ogni aspetto. Il cambiamento nel tenore del loro rapporto e il cambiamento dei personaggi stessi è delineato con diligenza e tenerezza. Ma c'è grande sottigliezza anche nel modo in cui viene presentata la relazione di Sid con la madre (Supriya Pathak). La distanza fra i due è dovuta a differenti culture: la donna non è istruita, il ragazzo è occidentalizzato. Vi è qualcosa di tragico in questa madre Punjabi che parla Inglese, anche se in modo terribile, nella speranza di avvicinare a sè il figlio. Tragico perchè sappiamo che è vero. Sid è fantastico con gli amici ma brusco con coloro che non viaggiano sulla sua lunghezza d'onda. Nel suo personaggio coesistono differenti personalità, non tutte piacevoli. Non era un ruolo facile e va riconosciuto a Ranbir il merito di aver dato vita ad un Sid quasi perfetto. Konkona è semplicemente superba. La sceneggiatura offre grande spazio al personaggio di Laxmi, l'amica di taglia 'extra-large' di Sid, un raro esempio a Bollywood di ragazza non snella trattata in modo realistico e non come una caricatura. Kher nel ruolo del padre di Sid è efficacemente controllato. E comunque tutto il cast è eccellente.
Avijit Ghosh, 02.10.09 (Testo integrale)


ANNO: 2009

REGIA: Ayan Mukherjee

CAST:

- Ranbir Kapoor......................... Siddhart Mehra
- Konkona Sen Sharma.............. Aisha Banerjee
- Anupam Kher.......................... Mr Mehra
- Supriya Pathak........................ Mrs Mehra
- Namit Das............................... Rishi
- Rahul Khanna.......................... Kabir


COLONNA SONORA: Shankar – Ehsaan - Loy

PLAYBACK SINGERS: Shankar Mahadevan, Clinton Cerejo, Kavita Seth, Uday Benegal

23 luglio 2009

LAAGA CHUNARI MEIN DAAG (LA VERITA' NEGLI OCCHI)



Grandi nomi e grandi aspettative. Estrema fiducia in una storia potenzialmente adatta a far parlare di sé e una protagonista di tutto rispetto (Rani Mukherjee) contornata da preziose star di eri e di oggi, come la divina Jaya Bhaduri, la sempre affascinante Hema Malini, la motivatissima Konkona Sen Sharma e il dolce e sexy Abhishek Bachchan.
I presupposti ci sono, le fondamenta purtroppo no.
Laaga Chunari mein daag si sgretola nonostante tutto, ed è un peccato.


TRAMA
Sognando di risollevare la sua famiglia dai debiti, Badki (Rani Mukherjee) si trasferisce a Mumbai per cercare lavoro ma finisce per diventare una squillo di lusso che concede appuntamenti solo negli alberghi più esclusivi della città. Quando la sorella (Konkona Sen Sharma) termina gli studi e decide di trasferirsi da lei diventerà sempre più difficile mantenere segreta la sua doppia identità.


Antiquato nella narrazione, regressivo nel tema
Mi costa ammetterlo ma anche Rani appare spenta e al di sotto delle sue capacità. Stranamente stanca e poco convinta del ruolo, non riesce a smuoverlo e se lo trascina addosso.
In compenso Jaya Bhaduri, la cui presenza si avverte in un raggio di chilometri, riesce ad infondere le giuste vibrazioni e arriva a creare l’illusione che in alcuni momenti Laaga Chunari mein daag sia davvero un gran film. C’è una scena in cui la sua bravura mi fa impallidire : Jaya sta rovistando con ansia nei cassetti cercando del denaro messo da parte o forse solo le ultime cose da rivendere, le sue mani toccano ogni oggetto per poi riposarlo, senza senso, è del tutto distratta dalla disperazione. In questo momento le telefona la figlia da Mumbai chiedendole consigli sulla strada da prendere… lei parla senza ascoltarsi e con le mani continua a cercare, non si rende nemmeno conto di ciò che sta dicendo .

Abhishek e Rani , che in passato avevano mostrato un’ottima intesa sullo schermo (Yuva, Bunty aur Babli, Kabhi Alvida Naa Kehna), questa volta restano divisi da un muro e sembrano non vedersi. Stonata e male inserita la canzone "Zara gungunalein chalo" dalle immagini pastello sullo sfondo di Lucerna, così come il fastoso ricevimento finale, che sembra messo lì per far passare un po’ di tempo e riempire lo spazio. Più interessante è invece la picturisation del brano che da il titolo al film, bellissimi i primi piani del volto acqua e sapone di Rani; la telecamera la insegue e la spia, la musica si interrompe ripetutamente per inserire le immagini della sua trasformazione da Badki in Natasha.


il mio giudizio sul film ** 2/5
Ridondante, artificiale, noioso e freddo. Odioso il continuo paragone tra le due sorelle, la maggiore che non possiede un’istruzione e non può nutrire ambizioni ma vuole permettere alla più piccola di avere una vita facile e di tutto rispetto. Si avverte già dalle prime inquadrature, il film manca di spirito e ripropone schemi impolverati.


ANNO: 2007

REGIA: Pradeep Sarkar

TRADUZIONE DEL TITOLO: Il mio velo si è macchiato


CAST:

- Rani Mukherjee......... Badki / Natasha
- Jaya Bhaduri........... Shabitri
- Konkona Sen Sharma..... Chutki
- Abhishek Bachchan...... Rohan
- Kunal Kapoor........... Vivaan
- Anupam Kher............ Shivshankar
- Hema Malini............ la danzatrice
- Tarana Raja............ Sophia


COLONNA SONORA:

PLAYBACK SINGERS: Sunhidi Chauhan, Shreya Ghoshal, K.K., Mahalaxmi Iyer, Shubha Mugdal, Sonu Nigam, Rekha Bardwaj

SITO UFFICIALE DEL FILM. clicca qui.


RECENSIONI:

- INDIA TIMES ** 2/5
(testo originale)

- BOLLYWOOD HUNGAMA * 1,5 /5
(testo originale)

- NEW YORK TIMES
recensione positiva, giudizio dei lettori *** 3,5/5
(testo originale)



QUALCOS' ALTRO:

- Laaga Chunari Mein Daag è stato doppiato in italiano e, come già prevedo, stagliuzzato, per essere mandato in onda su Raiuno sabato 25 luglio in prima serata, terzo appuntamento del ciclo Amori con...turbanti. Il titolo sarà La verità negli occhi.

- Al botteghino il film è stato schiacciato dalla competizione con il nuovo di Pryadarshan Bhool Bhulaiyaa

- Inizialmente i personaggi di Rohan e di Chutki furono proposti a Saif Ali Khan e Vidya Balan, dopo il loro rifiuto la scelta è caduta su Abhishek e Konokona Sen Sharma.

- Strano ma vero, il bellissimo Parineeta (2005) è stato diretto dallo stesso regista: Pradeep Sarkar.

- Abhishek nella realtà è il figlio di Jaya (Bhaduri) Bachchan ma nel film non hanno nessun legame di parentela. Forse al regista è sfuggito un dettaglio: Sono troppo somiglianti!! Hanno lo stesso naso, gli stessi occhi... chi potrebbe farli passare per estranei?

06 luglio 2009

TRAFFIC SIGNAL


Ci sono tanti modi per raccontare una storia.
Si può creare un film poetico parlando di problemi dolorosi allo stesso modo in cui si può rinunciare ad ogni appeal trattando anche una commedia romantica.
Normalmente quando si parla di povertà e di vita di strada lo si fa abbinando i primi due nomi a questi secondi due : squallore e miseria.
E ne nasce un’equazione terribile.
In una realtà quotidiana schematica e organizzata in cui chi possiede una vita disagiata viene allontanato o compatito, il messaggio del regista arriva come ghiaccio su una ferita.

Essere poveri o svolgere un lavoro più umile non significa non poter avere una vita felice e dignitosa e il film lo dimostra attraverso la storia di Silsila, giovane “coordinatore” dell’accattonaggio ad un semaforo di Mumbai, un ritratto dinamico, efficace e umano.
L’aspetto originale è stato introdurre questa figura presentandola come un ragazzo che ama il suo lavoro per quello che è e rispetta la sua gente; non guarda alla vita con rassegnazione (e qui la sorpresa) ma con convinzione e soddisfazione, accettandone il peso ma condividendone le gioie.


TRAMA
La vita quotidiana e i disordini di una grande metropoli vengono raccontati attraverso un mosaico di personaggi diversi le cui vite si intrecciano nel traffico congestionato di Mumbai.
Silsila, giovane pratico ma ancora un po’ ingenuo, viene coinvolto in un assassinio organizzato da un gangster locale, la sua storia si unisce a quella di Rani, che lascia il villaggio per trovare lavoro nella città globale, e a un un bambino Tamil che ricerca ancora i genitori dispersi.


Madhur Bhandarkar, narratore abile nel raccontare ed esporre anche i lati più scomodi della vita metropolitana (come se fosse un osservatore silenzioso e discreto), mescola gli eventi intervallando storie diverse in un plot che non è mai lineare, astenendosi dal dare giudizi e spingendo ad esaminare i molti aspetti delle situazioni, superandone la visione superficiale e scontata.

Le attività al semaforo sono un’organizzazione precisa, una vera e propria industria controllata dall’alto, mentre una folla di persone comuni è impegnata a trovare i mezzi per sopravvivere. Ma il film non è originale nella presentazione della fitta rete criminale che trae profitto dall’accattonaggio quanto nella delineazione di personaggi positivi che agiscono dal basso. Ciò che sorprende in Silsila non è tanto ciò che fa, ma lo spirito con cui lo affronta.
Il film si apre guardando attraverso i suoi occhi, raccontando la sua esperienza personale, più tardi l’orizzonte si allarga mettendo a fuoco anche i personaggi di contorno, costruendo una visione più completa, e più disincantata, dell’intero sistema.

Ranvir Shorey e Konkona Sen Sharma, si appoggiano alla storia centrale come attori non protagonisti ma finiscono per creare un proprio “film nel film”. Lontani dall’atmosfera protetta della grande famiglia di Silsila, Dominic, un tossicodipendente, e Noorie, una prostituta, costruiscono un rapporto di affetto reciproco che gli da la spinta per andare avanti, seppure sia l’esistenza dell’uno, che dell’altra, sia seriamente compromessa dalla dipendenza e dallo sfruttamento.

Riprendendo il tema centrale di Corporate, il suo film precedente, il regista continua ad attaccare la scorrettezza delle strategie aziendali. Una critica al bombardamento dei media è la scena in cui il bambino tamil acquista una delle tante creme sbiancanti per la pelle, sicuro di ottenere i risultati promessi dalla pubblicità. Le sue speranze crollano giorno dopo giorno mettendo in luce l'inganno di un messaggio promozionale del tutto sleale.


Il mio giudizio sul film : **** 4/5
Equilibrato nelle emozioni, denso di messaggi, realistico ma mai documentaristico.
E poi un buon finale, intelligente e d’impatto, che rifinisce e rende ancora più prezioso un film portato avanti benissimo.
L’abbattimento del “traffic signal” viene proposto con immagini toccanti, un congedo che ricorda un rito funebre; è la cancellazione di un punto nevralgico attorno al quale ruotava la vita di centinaia di persone che sentono sradicare in un attimo la propria identità, costretti a rinunciare ad un mondo nel quale sapevano muoversi, e al quale, nonostante tutto, erano abituati.


ANNO: 2007

REGIA: Madhur Bhandarkar

CAST:

- Kunal Khemu.................. Silsila
- Neetu Chandra................ Rani
- Ranvir Shorey................ Dominic
- Konkona Sen Sharma........... Noorie
- Sudhir Mishra................ Afzal Bhai
- Chinmay Kambli............... Tsunami
- Manish Mehta................. Gullu
- Viky Tulashkar............... Afzal
- Indira Iyer.................. Mausi
- Nassar Abdulla............... Sanjeev
- Yakub Sayeed................. Dagdu
- Manoj Joshi.................. Engeneer Sailesh Jha

COLONNA SONORA: Raju Singh, Shamir Tandon


RECENSIONI:

- The Times of India
testo originale

- Bollywod Hungama
testo originale

- Hindustan Times
testo originale


QUALCOS'ALTRO:

- In Traffic Signal il protagonista è stato chiamato Silsila (in italiano = relazione) perchè ai genitori era piaciuto il film di Yash Chopra al punto da voler trasformare il titolo in un nome proprio.

- Il prossimo lavoro di Madhur Bhandarkar (in uscita ad ottobre) sarà intitolato Jail e vedrà Neil Nitin Mukesh in un ruolo da protagonista. Clicca quì per il trailer.

05 giugno 2009

D O S A R


'Dosar' non è un film in lingua Hindi. Girato a Calcutta in un sofisticato bianco e nero, è un esempio della cinematografia indiana d'autore in lingua Bengali. Priva dell'aura scintillante che contraddistingue la produzione bollywoodiana, la pellicola è ad alto tasso di introspezione psicologica, con performance davvero di altissimo livello da parte dei due attori protagonisti: Konkona Sen Sharma e la superstar bengalese Prasenjit Chatterjee.

L'inizio non è per nulla promettente: statico, lento, con dialoghi mal scritti. E la fine arriva di colpo, dopo una brusca accelerazione nella trama. Ma il corpo del film è molto interessante. Il modo intimista con cui viene sondato il rapporto fra i due coniugi al ritorno a casa dall'ospedale del marito è sottile e ben rappresentativo della fragilità dei rapporti umani in una situazione di crisi improvvisa.

Alcune sequenze sono magistrali:

* l'incidente d'auto: il raggelante frastuono, lo sguardo attonito degli astanti;
* il trasporto della salma della donna vittima dell'incidente, con al seguito marito e figlio;
* l'annuncio della morte della collega bruscamente comunicato da Kaberi a Koushik in ospedale;
* il pianto sommesso ma disperato di Koushik mentre viene imboccato dall'infermiera (da nodo alla gola);
* molti dettagli nella fase di riavvicinamento di Kaberi e Koushik.

Superflua la vicenda parallela dell'amica di Kaberi e del suo amante. Sottrae tempo prezioso alla storia principale.

TRAMA

Koushik rimane gravemente ferito in un incidente d'auto nel quale l'amante perde la vita. La moglie Kaberi si trova all'improvviso a dover affrontare la tragedia delle condizioni critiche di salute del marito e la scoperta devastante della sua infedeltà. Il divorzio sembra l'unica soluzione praticabile.

RECENSIONI

Rediff: ***
'Rituparno Ghosh è indubbiamente un grande narratore. Il soggetto sembra semplice e forse convenzionale, ma la sceneggiatura fa la differenza. Rituparno rappresenta molto bene le emozioni umane e dà spazio ai punti di vista di tutti i personaggi. Sia Prasenjit che soprattutto Konkona regalano grandi performance. Non si comprende la ragione del bianco e nero, seppur piacevole. La fotografia quasi perfetta e il buon commento musicale offrono il dovuto supporto.'
Srabanti Chakrabarti, 12.05.06

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: la storia principale e le interpretazioni
Punto debole: l'inizio troppo lento

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Konkona Sen Sharma ('Luck By Chance') - Kaberi
* Prasenjit Chatterjee ('The Last Lear') - Koushik

Regia e sceneggiatura: Rituparno Ghosh ('The Last Lear')

Traduzione del titolo: 'compagno'

Anno: 2006

Sito ufficiale: per visionare il trailer Clicca qui

CURIOSITA'

* Il film è stato presentato alla 60ma edizione del Festival di Cannes nella sezione 'Les Cinema du Monde', ed è stato recentemente proiettato a Roma nel corso della rassegna 'Rainbow of Indian Films'

* Uno dei personaggi viene sorpreso a leggere 'L'omonimo', il notissimo romanzo di Jhumpa Lahiri da cui è stato tratto il film 'The Namesake. Il destino nel nome' diretto da Mira Nair

* Il regista Rituparno Ghosh ha vinto nel 2003 il National Award per il miglior film in Bengali per 'Shubho Mahurat'

* Prasenjit Chatterjee è da quasi due decenni il più famoso attore del cinema di intrattenimento in lingua Bengali. La sua filmografia è impressionante: circa 270 film, con una media del 40% di successi negli ultimi dieci anni. Ha dichiarato di considerare il suo ruolo in 'Dosar' come la sfida più grande della sua carriera: '(Koushik) subisce gravi ferite, e per la maggior parte del tempo sono rimasto in posizione orizzontale e potevo esprimere le mie emozioni solo con gli occhi. Nessun'altra parte del mio corpo doveva muoversi. E' stato estremamente estenuante, ma anche stimolante perchè il pubblico indiano generalmente non accetta questo tipo di personaggi.'

12 marzo 2009

DIL KABADDI


Irrfan Khan, Soha Ali Khan, Rahul Bose e Konkona Sen Sharma: un cast interessante per un film non brutto, a tratti vivace, che si ispira a 'Mariti e Mogli' di Woody Allen. I protagonisti vivono a Mumbai, provengono dal ceto medio, non rispettano le tradizioni: personaggi e vicende universalmente collocabili.

Il tema è piuttosto inedito per la cinematografia Hindi, ma 'Dil Kabaddi' è appesantito da una certa verbosità e da qualche inaccuratezza di troppo: l'adulterio di Samit è sopra le righe e il personaggio della sua amante è costruito in modo agghiacciante.
Nel secondo tempo la narrazione diventa ripetitiva e non avvince. I protagonisti parlano parlano parlano, e quanto alla trama... succede poco o niente. Lo spettatore sorride, apprezza la bravura del cast e la modernità del tema trattato, un po' si annoia.

'Dil Kabaddi' è dignitoso ma si dimentica con facilità.

TRAMA

Mita (Soha Ali Khan) e Samit (Irrfan Khan) annunciano agli amici Simi (Konkona Sen Sharma) e Rishi (Rahul Bose) la loro intenzione di separarsi. La notizia colpisce in particolar modo Simi, che comincia ad interrogarsi sul proprio matrimonio, causando dubbi e incertezze anche nel marito. A complicare le cose: un'avvenente insegnante di aerobica (Payal Rohatgi), un romantico collega (Rahul Khanna) e una giovane studentessa (Saba Azad). Matrimoni che traballano, tradimenti, corteggiamenti, abbandoni, ripensamenti, divorzi. Tutto il caos delle relazioni umane.

RECENSIONI

The Times of India: **
'Irrfan Khan riassume il tema centrale del film proprio all'inizio, quando dichiara che il matrimonio non ha nulla a che spartire col romanticismo. Preparatevi a dare un'occhiata dall'interno all'angoscia coniugale urbana. Il film inizia in modo promettente per poi scadere nella ripetitività.'
Nikhat Kazmi, 04.12.08

Hindustan Times: **1/2
'A chi appartiene il cuore del titolo? A Woody Allen, perchè questa storia è una diretta emanazione del suo film 'Mariti E Mogli'. Abbiamo a che fare con un gruppo di yuppie di Mumbai, eccessivamente umorali, pazzi per la cucina cinese, che litigano, si scusano, litigano e di nuovo si scusano. Bene: dov'è la storia? Più banalità che trama. Chiacchiere rivolte alla telecamera come in un dibattito televisivo. Irrfan Khan tende a strafare, e l'item number in cui si cimenta è il peggiore nella storia del cinema indiano. Konkona Sen-Sharma comincia a diventare un tantino noiosa. L'esordiente Saba recita con grande naturalezza. Soha Ali Khan impreziosisce il suo ruolo di sfumature che la sceneggiatura non possiede. Rahul Bose è ispirato.'
Khalid Mohamed, 06.12.08

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: il cast
Punto debole: qualche (grosso) scivolone nella sceneggiatura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Irrfan Khan ('Billu') - Samit
* Soha Ali Khan ('Rang De Basanti') - Mita, moglie di Samit
* Rahul Bose ('Shaurya') - Rishi
* Konkona Sen Sharma ('Luck By Chance') - Simi, moglie di Rishi
* Rahul Khanna ('Earth') - Veer, collega di Simi
* Payal Rohatgi ('Corporate') - l'insegnante di aerobica
* Saba Azad, al suo esordio - la studentessa

Regia: Anil Sharma (senior) al suo debutto

Sceneggiatura: Vivek Anand, Anil Sharma e Lezlie George Sparkx
Traduzione del titolo: gioco di parole intraducibile. 'Dil' significa 'cuore'. Il 'Kabaddi' è un gioco indiano di squadra. Due gruppi si fronteggiano, ciascuno appostato nella propria delimitata zona. Uno alla volta i giocatori devono tentare di entrare nell'area avversaria e 'rapire' almeno un giocatore dell'altra squadra conducendolo nella propria zona. La peculiarità è che il giocatore in azione deve ripetere senza interruzione la parola 'kabaddi'. Se vuole prender fiato deve rientrare nella propria area. (Ringraziamo Rajesh per la collaborazione. Rajesh propone la seguente traduzione inglese: 'Heart playing games')

Anno: 2008
CURIOSITA'

* Nei titoli di testa si ringrazia il grande regista Madhur Bhandarkar ('Page 3', 'Fashion', 'Corporate')

* Soha Ali Khan è figlia di Sharmila Tagore e sorella di Saif Ali Khan ('Omkara')

* Rahul Bose è attore, regista e giocatore professionista di rugby. E' stato definito da Time 'la superstar del cinema d'autore indiano'

* Rahul Khanna è il fratello di Akshaye Khanna ('Taal'). E' stato VJ per MTV Asia dal 1994 al 1998. Ha debuttato come attore nello splendido 'Earth'

08 febbraio 2009

LUCK BY CHANCE



Distribuito il 30 Gennaio e già incluso nella lista dei migliori film del 2009: non male, vero? Soprattutto per Farhan Akhtar che, con l'esclusione di 'Lakshya', fin qui non ha sbagliato un colpo, nè come attore (ricordate il frizzante 'Rock On !!'?) nè come regista: con 'Dil Chahta Hai' ha inaugurato una nuova spigliata era del Cinema Hindi, e quanto a 'D O N' si può solo manifestare sconfinata gratitudine.

'Luck By Chance' è PIACEVOLISSIMO. Per innumerevoli ragioni. Fresco, ben narrato, ottimamente recitato. Sfiora con leggerezza - ma non con superficialità - e con ironia il lato amaro e nascosto dello scintillante mondo di Bollywood. E nel contempo esprime - sempre con ironia - l'amore che lega la regista e sceneggiatrice, Zoya Akhtar (sorella di Farhan e qui al suo esordio), ad una cinematografia così atipica per noi occidentali ma così profondamente radicata nella società indiana.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE:

* i titoli di testa: splendidi, un tributo agli straordinari tecnici indiani che, dietro le quinte, con la loro infaticabile dedizione sostengono un cinema U-N-I-C-O al mondo (GRAZIE GRAZIE GRAZIE); il maxi-cartellone pubblicitario di 'D O N' - quasi mi prende un infarto - (GRAZIE GRAZIE GRAZIE); l'inquadratura dedicata ai 'Filmistan Studio' di Mumbai (a questo punto ero in ginocchio: IN LACRIME);

* la sequenza iniziale con maxi-sorpresa (GRAZIE GRAZIE GRAZIE);

* la citazione quasi felliniana per il brano 'Baawre', non esaltante da un punto di vista strettamente musicale, ma di grande impatto visivo per scenografia, costumi, colori, coreografia;

* Hrithik Roshan, dolcissimo, che gioca con i suoi piccoli fan;

* i silenzi di Akshaye Khanna: esilaranti;

* la spiritosissima battuta pronunciata da Ranbir Kapoor alla volta del padre, Rishi;

* ehm, signore e signori: IL RE, nero-vestito, in tutto il suo splendore (GRAZIE GRAZIE GRAZIE);

* il superbo monologo finale recitato da Konkona: da standing ovation.

LA BATTUTA ENTRATA NELLA LEGGENDA:

* 'Facile diventare attori a Hollywood: devi solo recitare! Ma nel cinema Hindi non basta: devi anche saper cantare e ballare; devi adeguarti alla commedia e all'azione. CI VOGLIONO DUE PALLE COSI', A BOLLYWOOD !!!'
Dinanzi a tanta saggezza ci si può solo prostrare. The New York Times ha commentato: 'una sottile gemma comica'.

Ma siete ancora lì??? FUORI A PROCURARVI IL DVD! E DI CORSA!

TRAMA

Vikram (Farhan Akhtar) lascia Delhi per tentare a Mumbai la carriera di attore. Incontra Sona (Konkona Sen Sharma), attrice in ruoli minori in attesa della grande occasione. Si innamorano. Alla ragazza sta per essere assegnato il primo ruolo da protagonista, mentre Vikram viene chiamato per un'importante audizione. Uno dei due personaggi verrà baciato dalla fortuna. E questo cambierà le vite di entrambi.

RECENSIONI

The Times of India: ****
'Il ventre molle di Bollywood è attualmente il tema preferito del cinema desi: sempre più cineasti focalizzano la propria attenzione sull'industria cinematografica, il cui sordido malcostume non può essere nascosto dalle luminose storie di successo. Come Farah Khan, anche Zoya Akhtar, regista qui al suo debutto, osserva i Davide e i Golia che frequentano gli Studi di Mumbai con il loro bagaglio di sogni e di ansie, dandone però una visione differente: non l'indulgente parodia di 'Om Shanti Om', bensì un morbido realismo. La stampa scandalistica, il fardello pesante del successo, le bizze degli amanti, l'ambizione spietata, lo sfrenato egocentrismo: la pellicola è lo specchio non solo dell'industria cinematografica ma della vita stessa. L'aspetto più riuscito del film sono le interpretazioni. Sia Farhan Akhtar che Konkona Sen Sharma sono del tutto naturali. Rishi Kapoor e Dimple Kapadia dimostrano che il 'vintage' non perde mai il suo sapore, ma anzi lo crea. Le allusioni non sono maligne, il tono è appassionato e forte. E ancor più importante, i personaggi non hanno nulla di filmico o di superficiale: sono assolutamente reali, esuberanti ed imperfetti.'
Nikhat Kazmi, 29.01.09
Hindustan Times: ****
'Il film mostra dall'interno 'La Dolce & Gabbana Vita' (*) dello show biz, ambiente falso quanto un Vuitton cinese. La sceneggiatura di Zoya Akhtar è un po' prolissa, ma arricchita dai brillanti dialoghi scritti dal padre (Javed Akhtar) che scatenano frequenti sonore risate. Miracolosamente, tutte le interpretazioni sono realistiche: Dimple Kapadia è eccellente, Rishi Kapoor bravo da morire, Juhi Chawla irresistibile come sempre. Dopo 'Rock On !!', Farhan Akhtar è ancora una volta piacevole e naturale. Konkona Sen Sharma meravigliosamente perfetta.'
(*) In Italiano nel testo
Khalid Mohamed, 30.01.09
Cinema Hindi: ****1/2
Punto di forza: la storia + i dialoghi + Farhan (Bravo. Bello. FIGO) + soprattutto la succulenta scorpacciata di cameo e di citazioni (da rimanerne felicemente storditi PER ORE)
Punto debole: il secondo tempo è a tratti un po' lento

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Farhan Akhtar - Vikram
* Konkona Sen Sharma ('Page 3') - Sona
* Rishi Kapoor ('Namastey London'), il migliore fra gli attori non protagonisti - il Produttore
* Juhi Chawla ('Phir Bhi Dil Hai Hindustani'), bellissima - la Moglie del Produttore
* Dimple Kapadia ('Dil Chahta Hai') - l'Attrice Famosa (il personaggio più interessante)
* Isha Sharvani ('U Me Aur Hum') (la meno convincente del cast) - la Figlia dell'Attrice Famosa
* Hrithik Roshan ('Dhoom 2') - l'Attore Famoso
* Sanjay Kapoor ('Kal Ho Naa Ho) - il Regista
* Saurab Shukla ('Satya') - l'Insegnante di Recitazione (cameo): sua la battuta entrata nella leggenda
* Boman Hirani ('Page 3') - il Finanziatore (cameo)
* Aamir Khan - cameo
* Rajkumar Hirani (regista dei due splendidi 'Munna Bhai') - cameo
* Manish Malhotra (costumista) - cameo
* Akshaye Khanna ('Dil Chahta Hai') - cameo
* Javed Akhtar (compositore di testi) - cameo
* Shabana Azmi ('Fire') - cameo
* Rani Mukherjee ('Black') - cameo
* Dia Mirza ('Dus Kahaniyaan') - cameo
* Abhishek Bachchan ('Dostana') - cameo
* John Abraham ('Dostana') - cameo
* Ranbir Kapoor ('Saawariya') - cameo
* Vivek Oberoi ('Company') - cameo
* Kareena Kapoor ('Jab We Met') - cameo
* Karan Johar (regista di 'Kuch Kuch Hota Hai'; FIGHISSIMO) - cameo
* Shah Rukh Khan - cameo
* Anurag Kashyap (regista di 'Black Friday') - cameo

Regia e sceneggiatura: Zoya Akhtar

Dialoghi e testi delle canzoni: Javed Akhtar

Colonna sonora: composta dal trio Shankar-Ehsaan-Loy ('D O N', 'Rock On !!'), è di qualità medio-alta. Perlopiù melodica, con buone interpretazioni da parte dei cantanti (Farhan non ha però qui ripetuto l'esperienza canora di 'Rock On !!'). I brani migliori: 'Yeh Zindagi Bhi', che accompagna gli splendidi titoli di testa, e 'Sapnon Se Bhare Naina', che commenta la sequenza dell'audizione. Il brano principale, 'Baawre', non entusiasma, anche se, forse complici la scenografia e i costumi, ricorda vagamente le melodie del grande Nino Rota (vagamente, ok?). (Per la recensione della colonna sonora CLICCA QUI)

Anno: 2009

CITAZIONI BOLLYWOODIANE:

* 'Bachna Ae Haseeno'
* 'Sholay'
* 'Singh Is Kinng' (la parte migliore. Sììììììììììììììì: QUELLA!)
* 'Kabhi Alvida Naa Kehna'
* varie ed eventuali che, in tutta quella divina abbondanza, non ho fatto in tempo a registrare.

CURIOSITA'

* LBC è stato proiettato all'Indian Film Festival Bollywood & Beyond 2010 e al Filmfest Munchen 2010 (aggiornamento del 24.11.10)

* ROMA E MILANO VENGONO CITATE DA UNO DEI PERSONAGGI!!!! E prima di Parigi !!! (GRAZIE GRAZIE GRAZIE)

* Viene inquadrata una inedita versione del manifesto de 'Il Buono Il Brutto Il Cattivo', accompagnata da un rapido accenno al celeberrimo (citatissimo) tema di Morricone

* Menzionati gli stilisti Gucci e Versace

* Fatto sconcertante: pare che la pellicola non stia incontrando il favore del pubblico indiano

* Sapete che fra le comparse c'è anche uno studente italiano? Leggete qui e lasciatevi rodere dall'invidia: http://www.stampa.unibocconi.it/articolo.php?ida=2073&idr=4

* Aggiornamento del 16 marzo 2012: Anurag, Zoya, Imtiaz and Amole discuss movie-making, Nikhil Ramsubramaniam, Bollywood Hungama. Zoya dichiara: 'Personally if you ask me I prefer my first film Luck By Chance. It was not easy making that film. I remember we couldn't get a single mainstream male actor for the budget we had and then zeroed in on Farhan. The film got various nominations and received a lot of critical acclaim but sadly it didn't quite work at the Box Office'.

GOSSIP&VELENI

* Farhan Akhtar, regista, produttore, attore, cantante e presentatore televisivo, è figlio di Javed Akhtar e Honey Irani, e fratello di Zoya Akhtar. E' cugino della coreografa e regista Farah Khan ('Om Shanti Om'). Ha scritto (con Zoya) i testi delle canzoni del film 'Matrimoni e Pregiudizi', interpretato da Aishwarya Rai

* Javed Akhtar è sceneggiatore e compositore di testi. Insieme a Salim Khan, padre di Salman, ha scritto la sceneggiatura di 'Sholay' e di 'Don' (la versione con Amitabh Bachchan). Ha vinto 5 National Award come compositore di testi, di cui uno per 'Lagaan'

* Shabana Azmi è la seconda moglie di Javed Akhtar, attrice molto stimata nella cinematografia indiana d'autore. E' stata a lungo legata al regista Shekhar Kapur ('Elizabeth: The Golden Age'). Ha partecipato a diverse produzioni occidentali. Anche Shabana ha vinto 5 National Award, come migliore attrice. Nel 1994, al Festival di Taormina, ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile in 'Patang'

* Konkona Sen Sharma è figlia dell'attrice e regista Aparna Sen, vincitrice di tre National Award. Konkona a sua volta ne ha già vinti due: il primo per il film diretto dalla madre 'Mr. And Mrs. Iyer' (per il quale anche Aparna si è aggiudicata il prestigioso premio), e il secondo per 'Omkara'

* Rishi Kapoor è figlio di Raj Kapoor. E' padre di Ranbir, e zio di Karisma ('Dil To Pagal Hai') e Kareena

* Dimple Kapadia è una delle icone sexy di Bollywood: famosissima la love-scene in 'Janbaaz' con Anil Kapoor. A soli 16 anni sposò l'attore Rajesh Khanna, da cui divorziò 11 anni dopo. La figlia, Twinkle, è moglie di Akshay Kumar, e ha recitato in 'Baadshah' con Shah Rukh Khan

* Hrithik Roshan è stato assistente regista del padre, Rakesh, nei film 'Karan-Arjun' e 'Koyla'. La moglie, Suzanne Khan, è sorella dell'attore Zayed Khan ('Main Hoon Na'). Lo zio di Suzanne è Feroz Khan ('Welcome'), padre di Fardeen Khan ('Darling')

* Sanjay Kapoor è fratello di Anil ('Slumdog Millionaire') e del produttore Boney Kapoor. E' stato legato per anni all'attrice Tabu ('Fanaa')

* Boman Irani, attore di teatro, ha debuttato a Bollywood in 'Josh'