15 luglio 2022

R R R


Partirei dal clamore generato da RRR in ambito internazionale. Spero non rimanga un caso isolato, e che, al contrario, segni l'inizio di un interesse sempre maggiore da parte dell'occidente nei confronti del cinema popolare indiano. Certo che i gusti degli spettatori sono davvero imprevedibili. RRR non è un capolavoro, ed è un mistero come sia riuscito ad incontrare il favore di un pubblico così vasto, trasversale ed eterogeneo. Forse la concorrenza comincia ad appannarsi. Forse semplicemente i tempi sono maturi. Alla meraviglia per la novità, mi auguro si affianchi un rispetto sincero per una cinematografia di tradizione ultracentenaria, ricchissima nei contenuti, nelle idee e nei numeri. Che insomma si scongiuri quel rischio delineato da Lakshmi Chaudhry dieci anni fa (riferendosi alla produzione hindi): 'Our movies are newly beloved precisely because they are seen not as great cinema but as a cultural experience of the wild, wild East. (...) No one cares what our movies say as long as they look good and offer mindless fun. In fact, that’s our designated job according the kitsch-is-cool pose adopted by American critics. Cartoonish characters, absurd plotlines and bad dialogue? Thank you, that’s exactly what we ordered, with a giant serving of exotic locales, dance numbers, and costumes, please! (...) In American eyes, Bollywood becomes the cinematic equivalent of going to the circus. (...) Our job on the international cinema stage is simple: look pretty and play dumb.' (My favourite bimbo: Why America loves brain-dead Bollywood, Firstpost, 23 maggio 2012).
Comunque vada, mi godo il momento.

RRR è nel complesso di qualità media. La smania di creare un film epico, panindiano, spettacolare, ha prevalso sulla trama, sulla (frettolosa) sceneggiatura, sulle dinamiche fra i personaggi. La grandiosità di RRR testimonia la passione di S.S. Rajamouli nell'ideare sequenze strabilianti e innovative, ma la pellicola difetta di ispirazione in termini narrativi e di una chiara visione generale. Il regista, quando si focalizza su una scena in particolare, ne cura maniacalmente ogni minimo dettaglio, ed è una gioia per gli occhi ammirare il risultato. Il problema è che trascura il resto. Avrei gradito una maggiore uniformità di trattamento e di ritmo. Il nazionalismo è irrinunciabile di questi tempi, e mi rassegno: il progetto ha richiesto finanziamenti mostruosi, immagino che i produttori abbiano preteso garanzie realistiche sugli incassi, e se non lisci il pelo all'ideologia dominante non incassi. Si poteva però controbilanciare con un minimo di ironia, contenere il tono melodrammatico, dipingere gli invasori in modo meno caricaturale. Un film così costoso e ambizioso meritava un'attenzione superiore. Molti (troppi) personaggi soffrono di una scrittura imbarazzante. I dialoghi sfiorano il dilettantismo. Alia Bhatt è sprecatissima (e Rajamouli un giorno dovrà renderne conto al suo milione di dei).

Il pregio di RRR è nelle sbalorditive sequenze d'azione la cui elaborazione rispecchia il gusto per il fantasmagorico di Rajamouli. La realizzazione, però, pur di qualità eccellente, non raggiunge l'urgenza e il magnetismo stellare di quanto proposto dalla saga di K.G.F. La colonna sonora possiede forza e suggestione a sufficienza per ricucire le numerose smagliature nella narrazione. L'interpretazione di Ray Stevenson mi ha conquistata, malgrado il personaggio monodimensionale. Ram Charan e Jr NTR si sono impegnati anima e corpo, anche se con risultati non sempre soddisfacenti.

Negli ultimi anni l'industria cinematografica in lingua telugu sta registrando un rinnovamento radicale. In primo luogo, la gigantesca infusione di investimenti consente la realizzazione di produzioni sempre più spettacolari. Ma non solo. I contenuti tematici si stanno ampliando verso orizzonti impensabili solo fino a qualche tempo fa. E le innovazioni tecnologiche regalano una veste nuova di zecca ai progetti più spericolati. Insomma, un'agguerrita Tollywood sta affilando le armi, pronta a competere in modo deciso con la sorella maggiore Bollywood, anche nell'ambito della distribuzione internazionale.

TRAMA

La piccola Malli viene rapita dal governatore Scott. Il coraggioso Bheem parte in incognito alla ricerca della bambina. Nel suo viaggio incontra Ram (Rama Raju), ed è amicizia a prima vista. Bheem si presenta come Akhtar e nasconde a Ram la sua vera identità e la sua missione. Ram nasconde a Bheem la sua professione (è un ufficiale dell'esercito del Raj britannico) e la sua missione. I due amici si allontaneranno e si riconcilieranno. Tutta fantastoria. Combatteranno entrambi il nemico comune, ma questa è un'altra (vera) storia.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La travolgente coreografia del brano Naatu Naatu (video girato a Kiev).
* La sequenza degli animali feroci (video), anche se alla seconda visione ovviamente perde in termini di sorpresa.
* La parte iniziale della scena della liberazione di Ram.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* La sete di sangue di Catherine. Se ironica, non ho colto l'ironia.

RECENSIONI

The Hindu:
'S.S. Rajamouli has a thing for artistically choreographing chaos. (...) RRR (...) turns out to be a canvas for Rajamouli to scale up his showmanship. (...) Quite a bit of the showmanship comes from Keeravani’s score - from the title cards till the very end - as he blends in Indian and western classical, and contemporary beats to give the film a lot more emotional depth than the storytelling manages to. There is a story that can potentially move you, make you weep for the characters - but it lies buried beneath the overarching effort to mount one visual spectacle after another. Rousing introductory sequences for both the stars and an extended pre-interval sequence where their energies, represented by fire and water, collide, are all presented with jaw-dropping visuals. (...) In the meantime, the sliver of the story that begins in the Adilabad forest languishes on the outskirts of Delhi. The narrative spells out every little detail, leaving little room for disbelief or conceit. (...) The crux of the story comes to the fore in the latter half and at least for some time, tries to give the emotional depth to anchor the extravagant action pieces. The action sequences roll out at regular intervals, transforming the two men into superheroes. (...) With its run time of more than three hours, RRR tries to present a fictional chapter inspired by real freedom fighters as an epic story. The painstaking effort shows. In contrast, the showmanship flowed more easily in Baahubali. (...) RRR made me wonder if in a bid to keep scaling up, Rajamouli the storyteller is taking a backseat. (...) Is RRR a spectacle worthy of the large screen? Most certainly. Is it a riveting film? Not quite'.
Sangeetha Devi Dundoo, 25.03.22

Film Companion:
'RRR is a jaw-dropping marriage of history and fantasy. (...) Rajamouli is that rare director who has the craft and vision to make a movie without being held accountable for its loopholes. It's a trade-off that very few can pull off - the spectacle is so attractive that it has every right to distract us from those dreary interludes and cheesy lines. It's fully committed masala storytelling, where the ravishing waltzes with the ridiculous. (...) Perhaps the main reason RRR works - despite a protracted second half that nearly reaches the land of no return - is its hybrid identity. The surface-level definition of the film is a "period freedom-fighter fantasy actioner", but RRR can really be described as a daring confluence of Indian mythology and life. (...) Rama Raju and Bheem (...) are (...) figures (...) capable of a change of heart. (...) This abrupt transformation of characters always tends to be an achilles' heel in such colour-coded-emotion scripts. (...) But in the hands of Rajamouli, transformation is the cornerstone of cinematic catharsis. (...) It's about humans morphing into fable, history turning into heavens and hells - and life transforming into visual literature'.
Rahul Desai, 25.03.22

Galatta: 
'S.S. Rajamouli (...) takes plots and events we have already seen (...) and he attaches a grenade to it. That grenade is his secret touch, which makes the scene on paper look magnificent on screen. (...) Very few in India understand masala cinema like him, and fewer still take it as seriously as he does. (...) I spent half the movie marvelling at the fact that thank god there is still one industry that takes masala cinema seriously, without reducing it to MASS cinema, which is more about fans and star worship. (...) Rajamouli's cinema is not just masala cinema but also mythological cinema. (...) Despite the three-hour running time, I was never bored but I wished the film had been so much more. Mainly, I wished there had been more emotional moments. (...) Right now, it just looks like a series of action scenes. (...) RRR could have been better, but it's one-of-a-kind and certainly something you want to see on a big screen'.
Baradwaj Rangan

Cinema Hindi: *** (ho arrotondato per eccesso)
Punto di forza: la grandiosità, le sequenze d'azione, la colonna sonora, alcune inquadrature d'effetto (qualche esempio: la pupilla di Ram che rispecchia il ritiro dei facinorosi, la presentazione pittorica di Bheem, la scena della piramide umana).
Punto debole: visione generale sfocata, sceneggiatura mediocre, dialoghi elementari, personaggi inglesi caricaturali, eccesso di melodramma e di nazionalismo, posticcia inclusione del brano Etthara Jenda. RRR commette un errore comune fra le pellicole popolari: trattare in modo grossolano l'argomento del movimento di indipendenza indiana dal dominio britannico. Non mi è piaciuta la semideificazione di Ram ma è un mio problema.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Ram Charan - Rama Raju (Ram), ufficiale indiano dell'esercito britannico
* Jr NTR - Akhtar/Bheem, amico di Ram
* Ajay Devgan - padre di Ram
* Olivia Morris - Jenny, amica di Bheem
* Alia Bhatt - Seetha, fidanzata di Ram
* Ray Stevenson - governatore Scott, zio di Jenny
* Alison Doody - Catherine, moglie di Scott e zia di Jenny
* Shriya Saran - madre di Ram (cameo)
* S.S. Rajamouli - cameo in Etthara Jenda

Sceneggiatura e regia: S.S. Rajamouli
Colonna sonora: M.M. Keeravani. Ha una certa effervescenza, inclusa la parte strumentale. Fra i brani, segnalo il ritmatissimo Naatu Naatu, l'intenso Komuram Bheemudo, il fiabesco Komma Uyyala, oltre a Dosti e a Raamam Raaghavam (solo audio). 
Coreografia: Prem Rakshith
Azione: Solomon Raju, Nick Powell
Fotografia: K.K. Senthil Kumar
Scenografia: Sabu Cyril
Montaggio: Sreekar Prasad
Lingua: telugu
Traduzione del titolo: nato come titolo provvisorio (acronimo di Rajamouli, Ram Charan, Rama Rao alias Jr NTR), diventa poi definitivo e acronimo di Raudraṁ Raṇaṁ Rudhiraṁ in telugu, Rattam Raṇam Rauttiram in tamil, Raudra Raṇa Rudhira in kannada, Rudhiram Raṇam Raudhram in malayalam: tutti significano Rage War Blood. Per l'edizione hindi e per la distribuzione internazionale, l'acronimo sta per Rise Roar Revolt.
Anno: 2022
Award:
RRR si è aggiudicato diversi riconoscimenti internazionali, fra cui l'Oscar per la miglior canzone originale - Naatu Naatu (clicca qui). Aggiornamento del 13 marzo 2023.
* National Award: numerosi premi, fra cui miglior film d'intrattenimento, migliori effetti speciali, miglior coreografia (Naatu Naatu), migliori sequenze d'azione (aggiornamento del 24 agosto 2023).

RASSEGNA STAMPA

* S.S. Rajamouli's American crossoveRRR, Tatsam Mukherjee, Film Companion, 15 giugno 2022:
'Rajamouli's new film has been accomplishing something unique in the United States in the past two months. (...) Releasing in over 1000 screens in March (2022), RRR mostly ran to packed shows in the US, reflecting in the film's earnings from the region. (...) A consistent word of mouth and the film's release on Netflix (on May 20) has mostly contributed to many "encoRRRe" screenings till a week ago. (...) RRR has reached a place no other Indian film has. (...) There are many reasons why RRR has crossed over as successfully as it has, and a lot of it has to do with Hollywood's steady Marvel-isation over the last decade, where non-franchise films have become increasingly rare. Being assaulted with the heavily templated Marvel superhero films, where most climaxes suffer from a deluge of rushed, standardised VFX (...) making the audience feel absolutely nothing, RRR almost came as an antidote. (...) On the one hand, RRR reinforces the image of mainstream Indian cinema, one that is largely over-the-top, about song & dance, and melodrama. On the other hand, it also reintroduces the audience to the potential of mainstream Indian cinema if it was meticulously and painstakingly sculpted, with the volume turned to 11. (...) It's also important to mind the subtext for some of RRR's most potent sequences. There's been a concerted criticism about the explicit Hindu iconography and allusions to caste pride that probably helped with the widespread acceptance of Rajamouli's films in the Hindi belt. (...) For someone as precise and deliberate as Rajamouli, it's hard to overlook (...) the caste implications as mere accident'.
* Il carro del vincitore è targato Hyderabad, Luotto Preminger, I 400 calci, 16 giugno 2022:
'RRR è un film che esagera, ed esagera benissimo. Nelle sue tre ore di durata riesce a giostrare una quantità sconvolgente di generi ed elementi, cerca il modo migliore per rendere più GROSSO possibile ogni genere e ogni elemento, e poi puntualmente lo fa. (...) Non si diventa fenomeni internazionali per caso, e soprattutto non è per caso che un film, tutto da solo, riesce a vincere decenni di pregiudizi contro un’intera cinematografia nazionale, creando un passaparola più forte degli stereotipi. (...) Anche se segue stilemi conosciuti, non vuol dire che non li segua A MERAVIGLIA. (...) È un film che vuole che esultiate e tranquilli, esulterete'. (La recensione è esilarante e vi consiglio di leggerla integralmente).
* RRR, storia del film indiano più costoso di sempre, Gabriele Ferrari, BadTaste, 19 giugno 2022: 
'Un film ferocemente politico oltre i limiti della caricatura. (...) RRR non fa nulla di radicalmente diverso da quello che il cinema indiano, e lo stesso Rajamouli, già fa da parecchi anni a questa parte. È vero, è un film al quale è difficile attribuire un genere: le gabbie così rigide sono una prerogativa soprattutto nostra, mentre i film che arrivano dall’India capiscono che ogni genere, ogni linguaggio ha un suo uso, un suo scopo e un suo momento. (...) Ma è anche tutto fatto straordinariamente bene: il fatto che RRR sia il film più costoso mai uscito dall’India si vede, ed è una prova di forza, una dimostrazione di come si spendono i soldi quando hai ambizioni da kolossal. (...) È un film sostanzialmente perfetto, e impacchettato nel modo migliore per distribuirlo in giro per il mondo: ha tutto quello che serve per piacere anche al pubblico internazionale. (...) Insomma: oltre a essere un gran film (e pur non essendo il miglior film di S.S. Rajamouli), RRR è anche il film giusto al momento giusto, e tra qualche anno potremmo ricordarcelo non solo per il suo valore artistico ma anche per il suo ruolo di pioniere'.

CURIOSITÀ

* RRR è ad oggi il film indiano più costoso, alla cui realizzazione ha contribuito un esercito di 3.000 tecnici. È stato girato in 300 giorni di cui 75 dedicati solo alle sequenze d'azione. Jr NTR e Ram Charan hanno doppiato le versioni tamil, hindi e kannada.
* Alison Doody ha debuttato come Bond girl in 007 - Bersaglio mobile. Nella sua filmografia spicca Indiana Jones e l'ultima crociata.

GOSSIP & VELENI

* Nandamuri Taraka Rama Rao Jr. alias Jr NTR è il nipote del celebre attore e politico Nandamuri Taraka Rama Rao o N.T. Rama Rao alias NTR, capostipite di una famiglia di attori e politici.
* Anche Ram Charan è imparentato con diversi attori, fra cui Chiranjeevi (che è suo padre) e Pawan Kalyan (che è suo zio). Allu Arjun è suo cugino. Il mese scorso Ram Charan era con la moglie in vacanza in Italia per festeggiare il decimo anniversario di matrimonio, nella stessa località in Toscana dove nel 2012 la coppia trascorse la luna di miele (clicca qui).
* Non che mi lamenti dello sdilinquimento diabetogeno internazionale, ma avrei qualche appunto. In troppe sequenze importanti Rajamouli trascura il contesto. Ad esempio:
- Ram si fionda sulla moltitudine in tumulto da vera rockstar. Mena, le prende, corre, vola, plana, eccetera. Tutto bellissimo. Il resto (cospicuo) della moltitudine educatamente in stand by invece di sventrare quattro inglesi terrorizzati.
- Bheem sguinzaglia i cuccioli. Sbranamenti (sbranature?). Incornamenti (incornature?). Tutto bellissimo. Poi Bheem e Ram si attorcigliano. Sullo sfondo qualche comparsa corre dalla sinistra alla destra dello schermo e ritorno come in Rinascente per i saldi. Fucili muti. I cuccioli sotto un albero a digerire.
- Bheem viene fustigato. Momento di gloria per la frusta sadomaso. La moltitudine in tumulto ruggisce e straripa. Un tizio azzanna alla gola un inglese. Una signora di mezz'età ne artiglia un altro e quasi gli cava gli occhi. Tutto bellissimo. Poi Ram carica Bheem sulla camionetta. Fine del tumulto.
* La favola per adulti non può giustificare qualsiasi assurdità. Vogliamo parlare di Jenny&Bheem? O di Bheem&Seetha?
- Jenny va in moto al mercato col primo indiano che incontra e senza capire un cazzo di quello che dice. (Bheem con borsetta e fiocco rosa però è una chicca).
- Poi lo invita ad un party di ricconi inglesi snob e razzisti. Senza capire un cazzo di quello che dice. 
- Poi lo rimorchia per strada e se lo trascina a palazzo. E sempre senza capire un cazzo di quello che dice.
- Bheem incontra Seetha, per caso, in un subcontinente. Ripeto: in un subcontinente. Non si poteva trovare un espediente narrativo più credibile?
* Imperialisti non ci si improvvisa (almeno non credo: non avendo imperializzato niente - sin qui - l'esperienza mi manca), ma in RRR:
- Gli inglesi non fanno una mazza da mattina a sera. Vite spente a cui l'ossessione per Bheem regala uno scopo. Evviva.
- La zietta Cathy dalla frusta sadomaso di sicuro mastica dalmata vivi dopo averli ammorbiditi nel tè.
- Inglesi stronzissimi ok. Ridicolmente caricaturizzati però no perché mi desensibilizzo invece d'indignarmi.
* Cosa mi ha insegnato RRR?
- Le bandiere umide hanno proprietà ignifughe.
- Si può correre sott'acqua. Non lo sapevo. Non perderò più il sottomarino delle otto e un quarto.
- Le tigri son grandi come dinosauri (ma più pelose).
- I cervi (alci? renne?) son feroci come le tigri.
* (Fra ragazze: Ram Charan ha il suo perché. Jr NTR è un ricciolone simpatico. Niente epica di estrogeni però. Li risparmio - gli estrogeni - per il prossimo lavoro di Rajamouli con Mahesh Babu. Sembra confermato. Stop finalmente a tipacci nerboruti, baffuti e barbuti. Via libera ad un uomo fulgido come il sole, elegante, di classe, lavato e profumato. Che secondo me non suda. Raja: non fargli metter su un'oncia di muscolo perché lui è perfetto così, alto e snello come assemblato in origine dalla sua mamma. Non me lo trasformare in un bruto urlante perché altro che i tuoi micioni di pelouche: giuro che io ti spolpo come una braciola).


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