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27 febbraio 2019

GULLY BOY



Sottoculture, musica, storie di formazione e di riscatto, sogni che si realizzano: Gully Boy, di una bellezza rara, è il film per me. Potreste obiettare: tutto già visto e sentito. Vero. Ma magari non ambientato a Mumbai e non in hindi. E comunque non riuscireste a smorzare il mio incontenibile entusiasmo, perchè l'energia che GB sprigiona è spontanea e travolgente, ed è di forza tale da spazzar via quanto già visto e sentito. Ogni fotogramma emana un'intensità neonatale. Non rappresenta qualcosa, piuttosto nasce sotto i tuoi occhi. 

Proiettato il 9 febbraio 2019, in prima mondiale, al Festival di Berlino, GB è innanzitutto una sorta di manifesto della scena hip-hop mumbaita. Basterebbe già questo a qualificarlo come prodotto nuovo, anzi, nuovissimo nel panorama hindi non autoriale. Ma è anche un mucchio di altre cose. Il retroterra sociale, ad esempio, è robusto: la quotidianità a Dharavi, l'ambiente musulmano, la poligamia, la condizione femminile, la disoccupazione, la criminalità, le divisioni e le barriere da non valicare. Come analizzare un'opera così fitta, così significativa, così coinvolgente? Ogni dettaglio, curato in modo maniacale, suscita una riflessione. Mi limiterò a sottolineare che, nel film, il ritmo della narrazione è perfetto, è vita. Lo senti battere e ti emoziona. I personaggi si muovono sul beat degli umori giornalieri e dei pensieri inespressi, e comunicano solo con improvvise eruzioni. GB è puro amore per la musica. Ogni aspetto, tecnico e/o estetico, soggiace alla musica. Brava Zoya: la musica è dentro di te.

Ranveer Singh qui spicca il salto. Non sembra un clone di, è naturalissimo, come fosse uscito rappando dal grembo materno e non avesse fatto altro da allora. Ruoli comici, ruoli drammatici. Ranveer a questo punto può tutto. Vijay Raaz neanche ve lo dico. Siddhant Chaturvedi mi ha lasciato a bocca spalancata: il ragazzo, superlativamente figo, spacca lo schermo con un carisma addirittura osceno per un esordiente.

Zoya Akhtar segue la storia, non la narra. I personaggi hanno la libertà di essere se stessi. Gli attori non si impongono. Anche la trama si svolge in modo autonomo senza ingerenze esterne. Tutto sembra vivo e reale. Il secondo tempo è lievemente inferiore al primo, ma nel complesso il film è tesissimo e avvincente. Dialoghi brillanti, battute fulminanti, montaggio di gran classe. "Non adatto i miei sogni alla vita, ma la vita ai miei sogni". GB parte da Rock On!! e schizza in alto sino alle stelle. Chi raccoglierà il testimone?  

TRAMA

Murad vive con la famiglia a Dharavi. Studia, lavora part-time, esce con gli amici. Ha una fidanzata che ogni due per tre si becca una denuncia per aggressione. Ma più di ogni altra cosa, Murad ha la musica dentro.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La scena del turismo da slum. Non commento perchè mi monta la iena.
* La scena della ribellione della madre di Murad. Standing ovation.
* 1000 altre scene e 1000 battute. In sostanza: tutto il film è assolutamente da non perdere.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Il lato violento di Safeena. Mi è sembrata l'unica forzatura in una narrazione altrimenti fluidissima.

RECENSIONI

Hindustan Times: ****
"Zoya Akhtar’s Gully Boy, an underdog story shining a light on India’s incipient hip-hop subculture, is the first great Hindi film of 2019 and a rousing celebration of spunk. The writing is enthralling, the texture fantastic, and this world is a revelation. Here are characters without room to breathe who express themselves breathlessly, through a style of music that has always belonged to the marginalised. Dissent finds a way - and a beat. (...) The knockout punch comes from MC Sher. With a name that means both big cat and couplet, Sher is played by Siddhant Chaturvedi with natural, easy ferocity. It’s the film’s top performance. When he battles, he seems to be shutting down rivals for real. (...) Written by Vijay Maurya - who also plays Murad’s uncle - the lines are authentic from the start, allowing us a ringside view. Language varies across classes (...) The genius lies in the dialogues evolving; late in the film, when Murad is raging against his father, you can sense metre in his words. He’s internalised the iambic. (...) Vijay Varma is superb as a neighbourhood crook who must have grown up on Jackie Shroff movies, while Vijay Raaz - one of the finest actors we have - is haunting as Murad’s sore, unambitious father. Cinematographer Jay Oza presents the city in wide shots, while framing faces - especially Singh and Bhatt - mercilessly close, exposing the actors at their rawest. (...) Bhatt is a marvel, all fury and focus and fearlessness. Safeena is strikingly self-assured and frighteningly perceptive, and Bhatt endows her with innocence and impulsiveness. She also seems genuinely capable of walloping people. (...) Murad isn’t Murad till music plays. Armed with microphone or words, Singh is unstoppable. (...) From accent to action, Singh nails it".
Raja Sen, 15.02.19

Mid-Day: ****
"What does it take to so gently bottle up an overflowing volcano like Ranveer Singh, into a completely subdued bloke like Murad? Who is yet someone with such seething anger within, wholly internalised, that you can almost sense his brain inhaling life and surroundings, and exhaling potent words of poetry, in response? It's the script/story, Gully Boy, of course. (...) This is a new kind of 'Angry Young Man' movie, in effect - seamlessly merging sub-culture with pop mainstream".
Mayank Shekhar, 22.02.19

Cinema Hindi: *****
Punto di forza: i dialoghi, i dialoghi, i dialoghi, la sceneggiatura, la regia, il cast, la colonna sonora, il montaggio. Insomma, tutto il film.
Punto debole: -

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Ranveer Singh - Murad/Gully Boy
* Alia Bhatt - Safeena
* Siddhant Chaturvedi - MC Sher
* Vijay Raaz - il padre di Murad
* Kalki Koechlin - Sky
* Vijay Maurya - zio di Murad

Regia: Zoya Akhtar
Sceneggiatura: Zoya Akhtar e Reema Kagti
Dialoghi: Vijay Maurya ha lavorato sulla base dei dialoghi scritti in inglese da Zoya e Reema, rielaborandoli in hindi, con la collaborazione di alcuni rapper.
Colonna sonora: è firmata da una sfilza di rapper. Vi segnalo il tormentone Apna Time Aayega (interpretato da Ranveer Singh), Mere Gully Mein (interpretato da Ranveer, Divine e Naezy), Azadi (interpretato da Divine e Dub Sharma) e Sher Aaya Sher (interpretato da Divine).
Coreografia: Bosco-Caesar
Traduzione del titolo: gully significa strada.
Anno: 2019

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Gully Boy: Zoya Akhtar on her politics, Alia's violence & Ranveer's "brown-face", Ankur Pathak, The Huffington Post India, 21.02.19
* The girl of Gully Boy, Rahul Desai, The Hindu, 22.02.19
* Second Coming, Bhakti Shringarpure, Open, 15.03.19 (analogie e differenze fra Gully Boy e 8 Mile)
* Video ufficiale della Berlinale: conferenza stampa
* Photo gallery ufficiale della Berlinale
* Aggiornamento del 20 gennaio 2024 - The GenX Salim-Javed!, Mayank Shekhar, Mid-Day: 'I ask Zoya to quote examples, where there’s fully Reema in a script, that she’s directed. She points to Alia Bhatt’s part in Gully Boy (2019): “Safeena was the character, from Dharavi, in a script, that Reema had written for her movie. That film didn’t happen. But I fell in love with her. I asked her if I can just take Safeena. Yeah, why not! We supplanted and then adapted her to fit into the world of Gully Boy.” (...) Gully Boy was the first film with Zoya-Reema’s film company, Tiger Baby. The name, by the way comes from “the nickname that Anurag [Kashyap] and all” gave Zoya: “It’s my spirit animal!” Left to Reema, the company would’ve been called Balls of a Brass Monkey: “Zoya is like, don’t be ridiculous! Also, Tiger Baby is fierce and feminine. It has a nice ring to it”.'

CURIOSITA'

* In GB il personaggio di Sher si ispira alla figura del rapper Divine, e il personaggio di Murad al rapper Naezy. Divine ha collaborato alle colonne sonore dei film Mukkabaaz e Blackmail. Naezy ha collaborato alla colonna sonora di Bhavesh Joshi Superhero.
* Riferimenti all'Italia: Benetton.
* Se vi interessa il rapporto fra giovani di religione musulmana e musica popolare, vi suggerisco il romanzo Islampunk di Michael M. Knight.
* Aggiornamento del 21 settembre 2019: GB è stato selezionato dall'India per rappresentarla agli Oscar.

26 maggio 2010

CHANCE PE DANCE


Uscito i primi di gennaio, Chance Pe Dance è uno di quei film che appartiene al filone, tanto sfruttato anche a Hollywood, delle pellicole adolescenziali che raccontano di giovani di talento, ballerini, attori, cantanti, che aspirano alla fama contando solo sulle proprie forze.
Qualcuno li considera solo storielle, per altri, pur avendo passato gli anta, sono una vera e propria passione.

TRAMA

Sameer (Shahid Kapoor), arriva a Mumbai con il desiderio di sfondare nel mondo dello spettacolo. Tra l'affitto da pagare e le molte audizione andate male, però, fatica a mantenere vivo il suo sogno. Durante una selezione incontra Tina (Genelia D'Souza), giovane coreografa che riconosce il suo talento e lo sostiene. Sarà amore...e successo.

RECENSIONI

Times of India ***
Cominciate a contare: quante volte avete visto o sentito la storia di qualcuno che abbandona la sua città natale con un bagaglio pieno di sogni da realizzare nella Maximum City, Mumbai? Innumerevoli. Ed è proprio per questo che il film di Ken Ghosh sdrucciola: la sceneggiatura non offre nulla di nuovo. Ma ciò che lo rende accettabile è la passione che Shahid Kapoor infonde nel suo personaggio: c'è sincerità, c'è autenticità, c'è spontaneità. Aggiungeteci l'effervescenza di Genelia e otterrete un mix adeguato di divertimento e di fantastici passi di danza. Sebbene dobbiamo confessare che la colonna sonora non è all'altezza, soprattutto considerando che CPD è un musical.
Nikhat Kazmi, 14.01.10
La recensione integrale.

Hindustan Times *1/2
E' opinione comune in Occidente che i film Bollywoodiani siano dei musical. Ciò è vero solo in parte. Molti rimarrebbero delusi di sapere che gli attori non sanno cantare e che i bravi vocalist raramente vengono premiati. Pochi conoscono l'aspetto dei compositori. I passi di danza sfoggiati dalle star non sono poi così difficili da imitare. Il protagonista spesso non è nemmeno l'attore migliore del cast, solo il più bello. Le star Bollywoodiane guadagnano tutta l'attenzione nonchè compensi da favola: sono le più sopravvalutate icone nella storia della cultura popolare. Ad esser giusti Shahid Kapoor sa ballare, ma non sempre le sue interpretazioni convincono. CPD si proclama un film interamente sulla danza. La trama e la sua conclusione sono prevedibili. La musica dovrebbe coprire le lacune della sceneggiatura, ma non lo fa. Questo non è un musical, bensì una serie di video musicali.
Mayank Shekhar, 15.01.10
La recensione integrale.

Diana *** 3/5
Film scontato, che non lascia niente nè nella testa nè nel cuore, eppure diverte. Merito dei due protagonisti, Shahid Kapoor e Genelia D'Souza, carini e freschi. E delle molte scene spiritose che mettono di buon umore.
Può bastare? A volte sì.

Il bello:
- Tutta la sequenza del passaggio in motorino: Tina (Genelia D'Souza) è rimasta senza benzina, Sameer (Shahid Kapoor) le offre il suo aiuto e guadagna uno strappo a casa. E' l'emblema del film: due ragazzi carini, qualche battuta, la tenerezza di un incontro.
- Il brano musicale Rishta Hai Mera, durante il quale si vedono Shahid Kapoor e Genelia D'Souza svettare come giganti sulla città. Divertente.
- Sameer che finisce ad insegnare danza in una scuola elementare. Una divagazione inaspettata che arricchisce il film.
- I bloopers nei titoli di coda. Vi ritroverete sotto la doccia a canticchiare: yaba daba yahoo, yaba daba yahoo...

Il brutto:
- Le coreografie davvero bruttine. Trattandosi di un musical, non è una pecca da poco.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Tina Sharma - Genelia D'Souza
Sameer Behl - Shahid Kapoor
Il Preside - Satish Shah
Gaurav - Vikas Bhalla

Scritto da Nupur Asthana

Diretto da Ken Ghosh

Musiche:
Pritam Chakraborty (Dulha Mil Gaya)
Adnan Sami
Sandeep Shirodkar
Ken Ghosh

Coreografie:
Bosco Martis (3 Idiots)
Caesar Gonsalves (3 Idiots)
Ahmed Khan (Kaminey)
Marty Kundelka

Distribuito da UTV Motion Pictures

Anno 2010

CURIOSITA'

- Nella scuola dove insegna Sameer, le bambine amano giocare ad hockey su erba. La battuta del preside è: "l'effetto Chak de India!"

-Il contatto di Shahid Kapoor su Twitter è @shahidkapoor

Il sito ufficiale del film.

11 febbraio 2009

T A A L


Volete trascorrere una serata lasciandovi piacevolmente intrattenere da un film leggero, dal sapore esotico e dalle spettacolari coreografie?
Allora 'Taal' è proprio quello che fa per voi. Opulento. Sfarzoso. Bollywoodiano. Corredato da una colonna sonora di grande effetto composta dal geniale A.R. Rahman.
La pellicola colpisce per l'incanto delle immagini: splendida fotografia, direzione artistica accurata, costumi scintillanti. La storia non è proprio originale, però è sviluppata in modo piuttosto avvincente. Le interpretazioni sono del tutto dignitose: Akshaye Khanna è misurato e ironico come sempre, Anil Kapoor cialtrone e spiritoso, Aishwarya Rai - specialmente nella prima parte - convincente (e bellissima).
Il film è del 1999: rispetto a 'Yuvvraaj', sempre diretto da Subhash Ghai, si notano i 10 anni di differenza, pur vantando da un punto di vista estetico livelli qualitativi altissimi. Ma 'Taal' vince il confronto grazie ad una maggior cura per quanto riguarda sceneggiatura e dialoghi, e soprattutto grazie a performance decisamente superiori.

Da osservare (ed ascoltare) con attenzione:
* l'inedita coreografia dei titoli di testa, accompagnata da un brano davvero insolito, 'Beat Of Passion', per il quale Rahman impiega strumenti musicali a dir poco stravaganti;
* l'interpretazione sorprendentemente elegante di Amrish Puri, ben lontana dagli eccessi caricaturali visti altrove;
* l'imitazione affettuosa di Akshaye Khanna del timbro tonante di Amrish;
* l'incontro fra Mansi e Manav: decisamente originale;
* la coreografia 'piovosa' di 'Taal Se Taal Mila', brano dal fascino particolare;
* il timido avvicinarsi dei due protagonisti (Ash è perfetta): ammirateli soprattutto nella coreografia ricca e colorata del brano 'Ishq Bina', il più bello di una colonna sonora che non sbaglia una nota.

Nel secondo tempo la sceneggiatura pasticcia un po' ed è un peccato. La comparsa di Anil Kapoor regala un tocco di simpatia e di freschezza, ma la performance di Aishwarya si spegne. Per fortuna le splendide coreografie tengono alto il morale.
I capolavori della cinematografia Hindi sono altri, intendiamoci, ma 'Taal' rimane comunque un buon prodotto, confezionato con cura, altamente indicativo del fenomeno Bollywood.

TRAMA
Manav (Akshaye Khanna), nato a Londra, rampollo di una ricchissima famiglia indiana, si reca per la prima volta nel Paese di origine dei genitori. In una località montana da fiaba, incontra la bellissima Mansi (Aishwarya Rai), cantante e ballerina classica. L'innamoramento è d'obbligo. Ma le famiglie non dimostrano grande entusiasmo.

RECENSIONI

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: il cast tecnico (****)
Punto debole: qualche pasticcio nella sceneggiatura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aishwarya Rai - Mansi
* Akshaye Khanna ('Dil Chahta Hai') - Manav
* Anil Kapoor ('Black & White') - Vikrant
* Amrish Puri ('Dilwale Dulhania Le Jayenge') - il padre di Manav
* Alok Nath ('Kabhi Khushi Kabhie Gham') - il padre di Mansi
* Saurabh Shukla ('Satya') - Bannerjee

Regia, soggetto, montaggio, produzione: Subhash Ghai ('Pardes', Yuvvraaj')

Sceneggiatura: Sachin Bhowmick ('Karan Arjun', 'Koyla', 'Krrish')

Direzione artistica: Sharmishta Roy ('Kabhi Alvida Naa Kehna', 'Veer-Zaara')

Fotografia : Kabir Lal ('Yuvvraaj')

Colonna sonora: composta da A.R. Rahman, è di qualità altissima. Comprende 11 tracce e il 'taal' - il 'ritmo' -, è il denominatore comune. I brani migliori: il sincopato 'Beat Of Passion', il fascinoso 'Taal Se Taal Mila' e i trascinanti 'Ishq Bina', 'Ramta Jogi' (interpretato, nella coreografia, da un ubriaco Vikrant e da una Mansi biancovestita - vedi locandina del film), 'Taal Se Taal (Western)' e 'Ni Main Samajh Gayee'. Il brano più dolce: 'Nahin Samne Tu', coreografato nelle piovose strade di Mumbai.

Coreografie: Shiamak Davar ('Dhoom 2', 'Yuvvraaj', 'Rab Ne Bana Di Jodi'), Ahmed Khan ('Yuvvraaj', 'Ghajini') e Saroj Khan ('Don', 'Jab We Met'). Se si visionano tutte le coreografie in fila, ci si rende conto che costituiscono un film nel film. Difficile non riconoscere a Subhash Ghai - ed al suo cast tecnico - l'indubbio primato nel regalare, con maestria UNICA, forma, movimento e colore alla musica di A.R. Rahman.

Anno: 1999

Traduzione del titolo: 'ritmo', 'battito'

Award:

* IIFA: Anil Kapoor, miglior attore non protagonista; A.R. Rahman, miglior compositore; Alka Yagnik ('Ishq Kamina') per l'interpretazione canora del brano 'Taal Se Taal Mila'; Anand Bakshi ('Dil To Pagal Hai', 'Dilwale Dulhania Le Jayenge') per il testo del brano 'Ishq Bina'; Neeta Lulla per i costumi

* Filmfare: Anil Kapoor; A.R. Rahman; Kabir Lal per la fotografia; Alka Yagnik; Anand Bakshi

* Zee Cine: Anil Kapoor, A.R. Rahman, Anand Bakshi

* Screen: Anil Kapoor

CURIOSITA'

* 'Taal' è stato il primo film Hindi ad entrare nella Top 20 americana

* Pare che il ruolo di Mansi fosse stato offerto a Mahima Chaudhry ('Pardes'), e quello di Vikrant a Govinda ('Partner')

* Sorpresa: 'Taal' segna il debutto di Shahid Kapoor ('Jab We Met'). Osservate attentamente la coreografia di 'Kahin Aag Lage', nella sequenza dei veli bianchi

* Subhash Ghai si concede in un cameo nella scena del mercato

GOSSIP&VELENI

* Aishwarya Rai ha vinto nel 1994 il titolo di Miss Mondo. Nel 2007 ha sposato Abhishek Bachchan, figlio del grande Amitabh. In passato è stata legata a Salman Khan e a Vivek Oberoi ('Satya')

* Akshaye Khanna è figlio dell'attore Vinod Khanna ed è fratello di Rahul Khanna, che ha esordito nel cinema in 'Earth'

* Amrish Puri ha recitato in 'Indiana Jones e il Tempio Maledetto'