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16 luglio 2013

CHORI CHORI





Chori Chori è l’ultimo film che ha unito la coppia cinematografica Raj Kapoor / Nargis, al calare del sipario le strade dei due artisti si sono divise per non ricontrarsi mai più, a distanza di anni il film conserva inalterato il suo fascino, la delicata e sfuggente bellezza di un tramonto. Una volta entrati nella storia non c'è modo di interromperla o venire distratti, la pellicola è una macchina del tempo dalla quale si viene risucchiati.  In occasione del centenario del Cinema Hindi il film è stato restaurato e passato ad un paziente lavoro di colorizzazione, è uscita lo scorso mese una nuova versione di Chori Chori grazie ad un progetto di promozione e rilancio di alcuni classici del passato tra cui Dil Tera Deewana e Half Ticket.

TRAMA
Kammu (Nargis) infatuata di un avvenente cacciatore di dote (Pran) sfugge al padre milionario ingannando la servitù.  Durante un lungo viaggio in bus da Chennai a Bangalore la ragazza incontra Sagar (Raj Kapoor) un giornalista sfortunato che si offre di aiutarla a patto che possa un giorno scrivere un articolo sulla sua storia.

Chori Chori serve fedelmente la primaria vocazione del cinema, quella di raccontare una storia, di coinvolgere, di valorizzare al massimo ogni minuto speso per la sua visione, è ’un film gentile, appassionante e ricco di humor, arricchito da divertenti personaggi di sfondo portati sullo schermo da veterani caratteristi (Jhonny Walker, David Abraham e Master Bhagwan) e può contare sulla personalità del più incredibile bad boy del cinema indiano, Pran, ancora una volta nel ruolo di un ingannevole seduttore.
Raj Kapoor e Nargis sfoggiano impeccabili tempi comici e una sintonia difficile da eguagliare, si cambia registro  velocemente, un attimo appena divide le risate dalle lacrime, l’atmosfera spensierata di questa favola on the road si interrompe lasciando spazio a una strana amarezza, una tensione che chiunque conosca almeno un po’ le vicende personali degli interpreti potrà tentare di decifrare. Il film è stato girato negli AVM studios di Chennai e propone numerosi influssi southern, non solo i rigogliosi paesaggi del Tamil Nadu ma soprattutto splendide esibizioni di bharatnatyam. Tutte le melodie composte da Shankar e Jaikishan sono divenute leggendarie, dal duetto romantico “Yeh Raat bheegi bheegi  alla struggente “Aaja Sanam  fino alla simpatica picturization di “Jahanmein jati hoon” che ha ispirato anche le coreografie di "Phir Raat Kati" in Paheli.
Raj Kapoor ha un ruolo garbato e ricco di fascino  ma la vera protagonista è Nargis, la sua Kammo, più sbadata che elegante, rifugge dallo stereotipo della principessa o ereditiera in fuga e conquista punti per l’autoironia e i suoi manierismi deliziosi. Fin dal primo istante Chori Chori è un colpo di fulmine,  un salto nel passato sempre piacevole da compiere, un dvd che si può guardare all’infinito senza mai sperimentare noia o stanchezza.  Un po’ Vacanze Romane, un po’ Accadde una Notte e un po’ Basant, la trama è semplice e inflazionata ma l’esecuzione originale e setosa, ricca di dialoghi brillanti, di splendide canzoni, di fantasiosi set costruiti in studio, di suggestivi primissimi piani, un vero gioiello per i nostalgici ammiratori dei classici bollywoodiani.  Un brivido corre lungo la schiena quando gli occhi azzurri di Raj Kapoor si voltano verso la telecamera, quando le lacrime di Nargis paiono troppo spontanee per sembrare glicerina, ed è proprio questo sottile confine tra la realtà e la finzione, tra le linee della sceneggiatura e le indiscrezioni sulla tormentata vita dei due attori, a trasformare la visione del film in un’emozione fino in fondo piuttosto che un semplice passatempo.

Il mio giudizio sul film : **** 1/2  4,5/5
ANNO 1956
REGIA: Anand Thakur
TRADUZIONE DEL TITOLO : Di nascosto

CAST:
Nargis ………….. Kammo
Raj Kapoor ……………….. Sagar
Pran …………… Suman
Gope ………………… Girdharilal
Master Bhagwan …………………. Bhagwan
Raja Sulochana …………… la moglie di Bhagwan
Jhonny Walker ………………. Il poeta
David Abraham ………………….. Banvarilal


COLONNA SONORA : Shankar & Jaikishan
PLAYBACK SINGERS:  Manna Dey, Lata Mangeshkar, Mohammad Rafi


QUALCOS'ALTRO

* Dil Hai Ki Manta Nahin, con un giovanissimo Aamir Khan al fianco di Pooja Bhatt è il remake di Chori Chori, entrambi i film ebbero un notevole successo. Il film con Raj Kapoor e Nargis si ispira però a Basant (con Shammi Kapoor e Nutan, girato nel 1960) a sua volta remake di Accadde una Notte (1934) film hollywoodiano di Frank Capra che ha come protagonisti Clark Gable e Claudette Colbert.

* La leggenda vuole (e le indiscrezioni tramandano) che proprio durante le riprese di Chori Chori il già difficile equilibrio tra i due attori si sia definitivamente spezzato nel momento in cui Raj è venuto a conoscenza della volontà di Nargis di diventare la protagonista di Mother India. Nel set del film di Mehboob Khan Nargis si è legata a Sunil Dutt, i due si sono sposati nel 1958. 

* Shankar e Jaikishan vinsero per la colonna sonora di Chori Chori il primo Filmfare Award della loro carriera. La manifestazione, avviatasi nel 1954, li premierà altre otto volte, il primato dei compositori rimase imbattuto fino all'arrivo di A.R. Rahman (che ha vinto la statuetta come Best Music Director ben dieci volte).

* Tra gli altri film in bianco e nero restaurati e portati al colore troviamo Naya Daur e Haqeeqat, ma  il più famoso è senza dubbio Mughal e Azam, uscito nelle sale nel 2004. Nel 2011 Dev Anand ha autoprodotto la versione color del suo successo Hum Dono.

* Pran, l'elegante antagonista in centinaia di film hindi, si è spento a Mumbai lo scorso 12 Luglio all'età di novantatré anni. La sua filmografia vanta oltre trecentocinquanta ruoli, per lo più personaggi negativi, uno dei pochi, ma significativi, ruoli positivi nella carriera dell'attore è stato in Aah, in cui recita sempre al fianco di Nargis e Raj Kapoor.

17 febbraio 2010

BARSAAT (1949)



Girato tra i paesaggi del Kashmir, cullato da canzoni dolcissime e da una suggestiva background score (il debutto dei compositori Shankar – Jaikishan) Barsaat è un film sofisticato ma dai messaggi diretti, dalla comunicazione immediata. L'ideale coesistere di ricercatezza e semplicità lo rese universalmente attraente permettendogli di vincere il pubblico di ogni livello culturale ed estrazione sociale.
Il regista, produttore e protagonista del film è Raj Kapoor , giovanissimo e bello come un dio, a soli venticinque anni aveva già alle spalle un capolavoro introverso e di difficile lettura (Aag, 1948), ma fu l'impressionante successo di Barsaat che lo consacrò in coppia con l'attrice Nargis. I due, legati sentimentalmente anche nella vita reale, si abbandonano nell'abbraccio più famoso della storia, la cui figura stilizzata è divenuta il simbolo della casa di produzione RK.

TRAMA
Due giovani, Pran, un affascinante violinista (Raj Kapoor) e Gopal, un impenitente conquistatore (Prem Nath) che si diverte ad illudere l'ingenua contadina Neela (Nimmi) , vanno a vivere in Kashmir e affittano l'abitazione di una famiglia locale. La figlia del proprietario, Reshma, (Nargis) cade nel fiume mentre accoglie i nuovi ospiti e viene soccorsa da Pran, tra i due nasce un sentimento travolgente ma il padre si oppone alla storia spingendo la ragazza al suicidio. Pran, anche dopo la notizia della tragedia, e il suo ritorno in città, è deciso a non volerla dimenticare e si isola dal resto del mondo, cercando di comunicare con lei attraverso la musica che li ha uniti.

Una donna accattivante e bellissima, un uomo carismatico e affascinante; profondi sguardi, attenzione ai piccoli gesti, una sensualità divinizzata ma a suo modo aggressiva. L'attrazione fisica e mentale diviene materialmente tangibile ed è facile scoprirsi "innamorati dell'amore di qualcun altro", attratti da un desiderio incontrollabile, potente e reale.
Tra scherzi, leggere carezze al volto e reciproci abbandoni, si impose una nuova dimensione del romanticismo che sarà d'ispirazione per i registi contemporanei e non, scatenando un nuovo linguaggio dell'amore, così come Bobby più tardi rivoluzionerà le teenage love-stories fino a Dilwale Dulhania le Jayenge.

Il termine che ho inventato per rendere l'idea dell'intensità di questo rapporto è (...non ridete!!) "romanticismo tridimensionale" .Ovviamente non facendo riferimento all'attuale uso, e abuso, di tecnologie digitali quanto alla presenza quasi prepotente delle sensazioni proposte e all'indubbia realtà del sentimento che scorre, assume vita propria ed esce fuori dalla pellicola pari a un effetto 3D, mantenendosi inalterato, come uno splendido miracolo negli anni.

Una mia traduzione (spero non troppo approssimativa) della spiegazione che Pran / Raj Kapoor da nel film:
"Cos'è l'amore? L'amore annuncia da solo la sua presenza, come venir trafitti da una spina, è imprevedibile, un fiore fuori stagione che nasce all'improvviso e tutto sembra essere nuovo, inizi a vedere un fiume negli occhi di qualcuno e desideri di poterci annegare"

La magia della contemplazione tra Pran e Reshma viene interrotta dal brano seducente "Patli kamar hai" che riallaccia la storia agli altri due personaggi, le immagini della danza intrigante di Gopal con una ballerina di cabaret viene intervallato dal canto disperato di Neela, che attende ancora il ritorno del ragazzo. Il suo lamento è celebrato dalle più belle immagini in bianco e nero, il profilo dell'attrice, stanco, curvato e oscuro davanti a un cielo brillante, mentre fasci di luce trafiggono alberi spogli e inquadrature asimmetriche catturano la sua bellezza semplice, che il dolore non ha ancora cancellato.

Il film propone due storie contrastanti e lo scontro tra una visione sessuale / opportunistica dell'amore ( Gopal e Neela) con un altro fortissimo rapporto, nato dalla fusione di passione fisica e spirituale (Pran e Reshma), un legame perfetto come lo è la bellezza della natura che li circonda... e mentre Raj e Nargis si guardano negli occhi tutto il mondo si ferma in religioso silenzio.



Il mio giudizio sul film ***** 5/5

ANNO: 1949

REGIA: Raj Kapoor

TRADUZIONE DEL TITOLO: Pioggia / Il monsone


CAST:

- Raj Kapoor..............................Pran
- Nargis.....................................Reshma
- Prem Nath.............................. Gopal
- Nimmi.................................. Neela
- Cukoo............................... Ruby
- K.N. Singh........................ Bholu


COLONNA SONORA : Shanker – Jaikishan

PLAYBACK SINGERS: Lata Mangeshakar & Mukesh

26 maggio 2009

BABUL


C’è qualcosa che non mi convince.
Babul è un love triangle imbevuto di dramma ma con una certa tendenza ai giudizi categorici. La storia è tristissima, ok, non si vive di solo happy ending, il problema è che i personaggi, che potevano avere degli spunti interessanti, sono relegati in stabilissime categorie.
Bela è una ragazza povera e infantile, e basta.
Ashok è il bel tenebroso conteso da due donne, e basta.
Usha è la ricca virtuosa e perdutamente innamorata, e basta.
Nello stesso modo in cui ai tre protagonisti non è concesso mostrare di più, la storia non permette alcun ripensamento e ripiega su un finale austero e punitivo. Perché?.

TRAMA
Ashok è un affascinante maestro di musica segretamente legato ad una sua ricchissima allieva. Senza volerlo incoraggia le attenzioni di una ragazza ingenua e povera che ne fraintende gesti e parole iniziando a fantasticare su di lui. Ovviamente prima o poi si renderà conto della presenza di una rivale, ricca e sofisticata, con la quale le sarà impossibile competere.

Data la semplicità del plot la svolta tragica è portata agli eccessi, oltretutto, il personaggio che maggiormente viene attaccato è proprio quello in mano ad una sublime Nargis, accesa, come sempre, da un talento illimitato. Come mai il regista la ostacola e si mette contro di lei? Non si era accorto che è un punto di forza troppo evidente per poter essere svilito dalla storia?
Dilip Kumar è di una bellezza allarmante ma forse la sua intensità tragica nel film non è pienamente motivata, molto espressivo in alcuni momenti ma troppo passivo in altri; non c'è uno sviluppo graduale verso la conoscenza del suo personaggio che resta isolato e non coinvolge abbastanza.

Il mio giudizio sul film ** 2,5 /5
Un vero peccato. Grandi attori con poche possibilità di espressione, la storia tende a limitarli e non riesco a condividere il pessimismo dilagante dell’epilogo.
La qualità della fotografia in bianco e nero è invece suprema, suggestivi i contrasti di luce e l'intervallarsi di immagini lucide-brillanti ad altre opache-offuscate. Alcune scene meritano e andrebbero viste una seconda volta, come la materializzazione del sogno che si divide dal corpo di Nargis o il momento in cui Dilip Kumar fa indossare a Bela dei gioielli, alimentando in maniera evidente la sua illusione.
Sono convinta che se il finale non avesse massacrato gratuitamente, e a scopi ammonitori , la figura che amavo di più ora sarei molto meno delusa.

ANNO: 1950
TRADUZIONE DEL TITOLO: La casa paterna
REGIA: S.U. Sunny
CAST:
- Dilip Kumar...............Ashok
- Nargis.......................Bela
- Munawar Sultana......Usha
COLONNA SONORA: Raccoglie ben undici brani composti da Naushad e cantati da Lata Mangeshkar, Shamshad Beghum e Talat Mahmood.

25 gennaio 2009

AWAARA



In religioso silenzio provo a scrivere qualcosa su un classico della storia di Bollywood, nonché uno dei miei film preferiti di sempre, nato dal genio di Raj Kapoor, attore, regista, produttore, un uomo affascinante e dotato di incredibile umiltà, la prima vera grande star, ancora ricordato con immancabile commozione e nostalgia.
Raj ha girato questo film quando aveva solo 27 anni, Awaara, la sua opera più grandiosa e completa, tutt’ora continua ad essere una grande fonte d’ispirazione. Mescola sapientemente elementi del noir e del dramma, incantate sequenze oniriche, esplora complesse dinamiche sociali senza dimenticarsi dei più semplici, ma non meno dolorosi, problemi familiari. Nonostante la densità dei contenuti e la sua vocazione artistica Awaara non si dimentica di regalare allo spettatore anche momenti di delicata magia, intrattenimento ed evasione.
Uno dei tanti argomenti affrontati dal film è la presunta ereditarietà di qualità e difetti da generazione in generazione. Il figlio di un avvocato è veramente destinato ad essere un esempio di virtù e il figlio del bandito è predisposto solo a diventare tale? Cos’è che decide il destino di un uomo, il sangue o le circostanze?

TRAMA
Un illustre avvocato (Prithviraj Kapoor) si è da poco unito ad una donna a lui devota (Leela Chitnis), ma a turbarne la tranquillità arriva il bandito Jagga (KN Singh), accusato ingiustamente dallo stesso solo perché figlio di un criminale vero. Jagga rapisce la giovane donna e la rilascia solo nel momento in cui scopre che aspetta un figlio da suo marito. E qui la sua vendetta diviene ancora più amara, perché l’avvocato non esiterà a cacciare la moglie di casa pur di mantenere intatta la sua immagine sociale, nel dubbio che il bambino possa non essere suo. Raj (Raj Kapoor) cresce negli slums di Bombay e viene, dallo stesso Jagga iniziato al crimine ; nel momento in cui rincontra Rita (Nargis), l’amica d’infanzia, inizia a cercare una vita diversa ma la società l’ha già schedato come chor / ladro, junglee / selvaggio, awaara / vagabondo.

Combattuto tra istinto e razionalità, Raj è un personaggio complesso, si muove tra gli strati più alti e più bassi della società con estrema naturalezza, ma è come se non appartenesse a nessuno di questi mondi.
Malgrado abbia ben 2 figure paterne provenienti da ambienti fortemente diversi (Jagga il bandito che l’ha cresciuto e Raghunath, il padre naturale) Raj è soprattutto un individuo autonomo, completamente indipendente e sempre in lotta sia con l’uno che con l’altro.

Il giudice Raghunath possiamo vederlo come un rappresentante della tradizione, della società patriarcale, dei rigidi principi morali, della lotta al mantenimento della rispettabilità. La sua casa, monumentale e inaccogliente, ne riflette la personalità cupa e austera, decorata con emblemi del passato coloniale , come orologi inglesi, scaloni vittoriani, inquietanti arredamenti.

Allo stesso tempo, il personaggio di Rita introduce la modernità.
Una donna avvocato dal carattere forte e deciso; indossa sia saree che abiti occidentali, appare in costume da bagno, non esita a incoraggiare le attenzioni di Raj, piuttosto audace per una ragazza del suo tempo pronunciare la frase: “let the boat sink”… Questa bellissima immagine femminile ha nel film il volto di Nargis, musa ispiratrice di Raj Kapoor come uomo e come regista, oltre che una delle migliori attrici che il cinema indiano abbia mai conosciuto. Raj nei suoi film l’ha saputa valorizzare al massimo, arrivando persino a divinizzarla.

Ci sarebbe molto, troppo, di cui parlare, cercherò di fare una sintesi per non scivolare in un monologo senza fine:

- Il tema del regalo:
In due momenti il film si concentra sul compleanno di Rita. Da bambino Raj ruba un fiore per sistemarglielo nei capelli, da adulto cerca però di stupirla con un dono molto meno semplice e fugace, una collana di brillanti rubata al giudice, incorruttibile e lussuosa.
Ma solo nell'ultima scena del film Raj riuscirà veramente ad offrire un regalo autentico alla sua amata: un gioiello che gli ha lasciato la madre, di sicuro meno prezioso ma carico di valore affettivo e ricordi.

- Paradiso / inferno, sogno / incubo, libertà/ costrizione ,
il protagonista è costantemente combattutto dalla sovrapposizione nella sua vita di questi elementi.

- costanti simbologie:
La barca, dove ha luogo l’incontro tra Raj e Rita, è un territorio neutro, dove i due possono amarsi senza preoccuparsi, per il momento, della società.

Gli inquietanti volti degli angeli barocchi pronti a giudicare le pessime scelte compiute dall’avvocato ( tra l’altro, immagini molto simili le ritroviamo in altri film con Raj Kapoor: Jagte Raho e Sangam, in entrambi compaiono dei soprammobili che puntano gli occhi sulle azioni dei protagonisti)

- La lettera R come iniziale per Raj, Rita e Raghunath
E il gioco di parole tra Jugga , nome del bandito e Judge/Justice

- Raj ripete più volte la frase “se mi ha preso per ladro, è colpa dell’apparenza”
Confonde le sue emozioni, maschera la tristezza, è un gentiluomo che si comporta da ladro e un ladro che nasconde la sua innata nobiltà.

Che altro mi sono dimenticata?
La fotografia, di sublime bellezza, e la musica, fatta per essere portata nel cuore,
I più intellettuali sapranno aggiungere richiami al cinema di Chaplin e ai personaggi di Dickens, io mi limito a venerare un capolavoro senza età cercando di fare ordine tra le tante sensazioni che tale opera può scatenare.

Il mio giudizio sul film: ***** 5/5

Anno : 1951

Regia : Raj Kapoor

Traduzione del titolo: Il vagabondo

Raj Kapoor .... Raj
•Nargis .... Rita
•Prithviraj Kapoor .... Judge Raghunath
•Leela Chitnis .... Leela Raghunath
•K.N. Singh .... Jagga
•Shashi Kapoor .... Raj da bambino
•Cukoo...... la ballerina nel brano "Ek do teen"

Colonna sonora di : Shankar – Jaikishan
Playback singers : Mukesh e Lata Mangeshkar


ALTRE INFORMAZIONI:

- La fantastica coppia  Raj Kapoor / Nargis, appare in altri film indimenticabili, tra i miei preferiti : Chori Chori, Aah, Barsaat  e Shree 420.

- Nel film compaiono 4 generazioni di Kapoor , L. B. Nath (il giudice che presiede l’udienza finale ), Pritavraj (giudice Ragunath) , Raj e Shashi (Raj da bambino)