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13 agosto 2011

BUNNY



Come molti titoli in cartellone a Tollywood Bunny è una storia per adolescenti che facilmente attrae anche un pubblico più maturo, la presenza di numerosi esaltatori di sapidità lo rende un buon intrattenitore per il fine settimana o un film da guardare volentieri ogni qual volta sia trasmesso in Tv. La longevità della pellicola è garantita anche dalla gioiosa colonna sonora di Devi Sri Prasad e dalla presenza di un protagonista molto avvenente e con buon senso dell’umorismo, Allu Arjun, giovane attore pieno d’energia che attrae, diverte, seduce, recita e balla senza risparmiarsi.

TRAMA
Bunny (Allu Arjun) il ragazzo più carino della scuola decide di corteggiare la bella Mahalakshmi (Gowri Mumjal) nonostante sia la viziatissima figlia di Somaraju (Prakash Raj) un milionario con implicazioni malavitose. Il padre, gelosissimo dei probabili ammiratori, la fa seguire giorno e notte dagli uomini della sua gang ma i trucchi di Bunny sono più efficaci della sua sorveglianza.

Tra le caratteristiche che rendono l'industria telegu un laboratorio creativo ancora diverso dalle altre cinematografie indiane l'impronta sbarazzina e glamourous è forse la prima a farsi notare. Con l’eccezione di alcune superstars ancora ben stabili nel mercato, gli attori sono prevalentemente molto giovani belli da mozzare il fiato, vestiti all’ultima moda, indulgenti in movenze procaci e instancabili ballerini. Allu Arjun, divertente e ironico ragazzo prodigio di Arya e Arya2, qui stava ancora facendo le prove generali ma la sua vocazione per la commedia sentimentale a passo di danza risulta ben chiara. Lo stilosissimo interprete balla ogni tipo di musica e invita il pubblico a seguirlo, per i suoi numeri il regista scrittura Laurence Raghavendra, coreografo specialista nel mescolare passi di hip hop a danze tradizionali  (Style, Indra).
Se in mezzo ai numerosi college movies Bunny si distingue come prodotto più interessante è anche grazie ai due formidabili attori di supporto , l’istrionico e intenso Prakash Raj e Sarath Kumar, veterano attore tamil dalla forte personalità. Come spesso succede nelle cinematografie del Sud al "Villain" viene riservato un posto d’onore nel film, al pari del protagonista e a volte anche più, lo scontro tra i due , che sia verbale o fisico, è l’elemento guida di tutta la trama, i loro profili sono tutt'altro che scontati. Prakash Raj ha perfezionato negli anni un suo personaggio negativo autoritario che da solo riesce a mandare avanti la storia, Somaraju, gangster spietato che stravede per la figlia e la vuole proteggere dalle delusioni sentimentali, finisce per risultare persino più simpatico e accattivante di Bunny, il giovane innamorato.  A contrastarlo  Sarath Kumar, Bhupati Raja, l’eroe temerario e forte messo a tacere dal boss e dimenticato, il suo personaggio seppur non appaia nel film a lungo spinge la storia nella direzione giusta.


Da guardare per :
Lasciarsi intrattenere da un buon” feel good movie” telegu con azione, amore, musiche e danze
Per la presenza scenica di Allu Arjun e i due carismatici co-protagonisti, Prakash Raj e Sarath Kumar

Punti deboli:
La trama non originale
La protagonista femminile, Gowri Mumjal, poco accattivante e non all’altezza di Allu Arjun
Le immagini un po’ sfocate e i colori sbiaditi. Il look globale del film sembra poco rifinito.


Il mio giudizio sul film : *** 3/5


ANNO : 2005

LINGUA : Telegu

REGIA : V.V. Vinayak

CAST :
Allu Arjun ……………. Bunny
Prakash Raj ………………….. Somaraju
Sarath Kumar ………………… Bhupati Raja
Gowri Mumjal ………….. Mahalakshmi
Mukesh Rishi …………… Mysamma


COLONNA SONORA : Devi Sri Prasad

PLAYBACK SINGERS : Devi Sri Prasad, Karthik, Malathi

COREOGRAFIE : Lawrence Raghavendra


QUALCOSA IN PIU' su Prakash Raj e Allu Arjun nella sezione ATTORI DEL CINEMA TELEGU E TAMIL

29 luglio 2011

RAAM



Raam è un film dall’esecuzione scarna ma ruggente, a tratti perfino straziante, realizzato con un budget limitato e senza particolari artifici ed incentrato sulla perfomance dell’indomabile Jeeva, giovane interprete la cui filmografia è già costellata di ruoli difficili e impegnativi. Il racconto è aspro ma fascinoso, le tinte sono estreme, spesso addirittura sinistre, la storia è a volte sussurrata all’orecchio, altre urlata con rabbia e impazienza, il suo incedere è nervoso. Ameer Sultan, in passato assistente favorito di Bala, produce e dirige il suo secondo successo dopo il più commerciale Mounam Pesiyadhe e ci mostra attraverso questo thriller, per niente ingenuo, quanto il suo spirito sia temerario e le sue idee originali.

TRAMA
Raam (Jeeva) e la giovane madre Saratha (Saranya Ponvannan) vengono trovati chiusi dentro la loro abitazione sdraiati su un lago di sangue. La polizia li crede entrambi morti ma il ragazzo è ancora vivo e non vuole separarsi dal corpo della mamma. Date le sue reazioni violente e i suoi problemi comportamentali, Raam viene accusato di aver compiuto l’omicidio della donna con la quale condivideva un legame ossessivo. La storia corre indietro nel tempo e mostra il rapporto tra i due, l’abbandono del padre e l’isolamento della loro vita quotidiana che li aveva stretti in un affetto morboso.

Nella prima parte il regista dipinge un ritratto accurato del protagonista, la vera storia si sviluppa in seguito, quando, tra un depistaggio e l’altro, iniziano a venire a galla le diverse versioni dei fatti. Il film resta sempre fedele alle sue linee guida e invita a non perdersi nei tanti possibili sub-plots, le  vite degli altri personaggi vengono appena accennate perché il fulcro di tutto è la figura di Raam e i suoi molteplici volti. Jeeva si è sottoposto ad una lunga preparazione al ruolo ed ha costruito un profilo ombroso e complesso. Il giovane  è inavvicinabile, aggressivo, il suo aspetto è raffinato ma anche virile, se gli atteggiamenti ricordano le tenerezze di un bambino la sua carica erotica è ben aldilà di quella posseduta da un teenager. L’attore sviluppa il personaggio tra le contraddizioni ma lo rende un essere vivo e reale, fissa lo schermo con i suoi occhi nerissimi e profondi, dosa poteri distruttivi e fragilità, ripete slogan inquietanti, si dedica ad attività spirituali ma lascia emergere una rabbia violenta o si immobilizza terrorizzato al suolo.
La solitudine e l’isolamento stringono Raam e la madre in un rapporto sanguigno e passionale che tuttavia non varca mai la soglia dell’incesto. L’abbandono del marito rimane un trauma per Saratha, la donna viene lasciata sola nel pieno della sua giovinezza, il figlio cresce inquieto e si interroga sulla possibili misfatte dell’uomo. Raam, la cui integrazione sociale è già resa difficile da una forma di autismo, sente addosso le accuse dei compagni di scuola che lo etichettano come diverso e si burlano del fatto che sia nato da una madre single e non conosca l’identità di suo padre. Il ragazzo si difende dichiarandosi “il figlio di Dio” e ad esso cerca di avvicinarsi attraverso la meditazione nella natura e la penitenza.
Il nevrotico susseguirsi degli eventi e i toni prevalentemente dark vengono mitigati dai brani musicali del maestro Yuvan Shankar Raja. La colonna sonora ha qui una funzione puramente narrativa e non invasiva, vengono proposte sonorità tipiche della Katakali, la danza - teatro del Kerala, le coreografie sono assenti, melodie soavi vengono affiancate a testi poetici o taglienti che ci confidano dettagli sul vissuto dei personaggi.
La location è Kodaikanal, paesaggio di montagna ben lontano dall’essere idilliaco, una foresta fitta e nebbiosa, ignorata dai raggi del sole, la fotografia si concentra solo sulle tinte opache e scure, il buio degli interni, il verde degli alberi altissimi a coprire il cielo, il grigio delle nuvole pesanti. La narrazione intrigante, dai ritmi serrati, impedisce allo spettatore di annoiarsi o anche solo di posare gli occhi altrove.


Il mio giudizio sul film : ****1/2   4,5/5


ANNO : 2005

LINGUA : Tamil

REGIA : Ameer Sultan


CAST

Jeeva …………………. Raam
Saranya Ponvannan ……………… Saratha
Murali ………………… Mailachamy
Rehman ………………. Umar
Gajala ……………….. Karthika
Kanja Karuppu ……………… Valhadavan
Kunal Shah …………………. Satish



COLONNA SONORA : Yuvan Shankar Raja

PLAYBACK SINGERS : Yuvan Shankar Raja, Madho Balakrishnan, Vijay Yesudas, KJ Yesudas, Ranjith, Jyotsna, Premji Amaran



QUALCOS’ALTRO:

Il film è stato Selezionato al Goa International Film Festival ed ha vinto nel 2006 ben due premi al Festival Internazionale del Film di Cipro: Miglior Attore Protagonista (Jeeva) e Miglior Colonna Sonora (Yuvan Shankar Raja)

Sito Web del fantastico protagonista : JeevaOnline

Mini profilo di Jeeva nella sezione : I Volti Maschili del Cinema Tamil

19 dicembre 2009

PARINEETA (2005)


L'incontenibile suggestione che solo l'India sa regalare, le atmosfere eleganti dell'elite bengalese, lo charme e la seduzione di una storia accesa di desiderio ma sospesa in una realtà quasi fiabesca.
Il libero adattamento cinematografico del romanzo di Sarat Chandra Chattopadyay, diretto da Pradeep Sarkar, fa rivivere un classico delle letteratura e lo rende appetibile per le nuove generazioni, senza dover rinunciare ad una certa nostalgia. Dietro le spalle del debuttante regista, l'estro e l'esperienza di Vidhu Vinod Chopra, che stringe attorno al film un cast di prim'ordine per non lasciare niente al caso, dall'eccellente qualità della fotografia alla ricchezza di pathos delle interpretazioni.

TRAMA
Shekar e Lolita crescono insieme e vivono un rapporto di complicità e dipendenza reciproca. Con l'arrivo di Girish, un amico di famiglia, Shekar inizia a realizzare che il suo legame con Lolita va ben oltre l'amicizia e si scopre d'un tratto aggressivo e paranoico. Le difficoltà che i due provano nel comprendere e dichiarare i propri sentimenti vengono smantellate dalla volontà del destino, rievocando il rituale sacro del matrimonio si accorgono di aver compiuto senza volerlo ciò che da tempo desideravano. Perseguitato dalla gelosia, e deviato dai commenti fuorvianti del velenoso padre, Shekar inizia a dubitare della buona fede della ragazza che ha sposato in segreto e la immagina legata al suo benefattore Giresh.

Il fiero sguardo di Vidya Balan dalle fessure di una tapparella, tra l'oro dei gioielli e il rosso del sindoor è un'immagine di eccezionale impatto estetico. Il film si apre con la musica di una tradizionale wedding song intrisa di velati richiami erotici, alla quale segue una serie di flashback, una corsa a ritroso nella storia.

Tra eleganti residenze e giardini ideali sbocciano amicizie infantili che presto si convertono in passioni; la forte determinazione di Lalita risalta sulla carenza di iniziative di Shekar, insicuro e inibito dalla figura paterna , cullato nella tranquillità della sua stanza, un mondo in miniatura accogliente e isolato.
Saif Ali Khan e Vidya Balan trasmettono le giuste note ad ogni passo ma le loro interpretazioni si fanno più potenti nella seconda parte, quando il misto di orgoglio, risentimento e gelosia li carica di una sorprendente audacia. Non meno importante la presenza di Sanjay Dutt, in questo film discreto e naturale, protagonista e perfettamente sintonizzato.

Così sofisticato, diretto, immediato, Parineeta strega anche lo spettatore più scettico e lo invita a perdersi nel suo mondo ricercatissimo nei dettagli e traboccante di sensualità. A metà strada tra realismo e sospensione, il film è soprattuto un bel racconto che si apre con un mosaico perfetto di immagini, guidato dall' inconfondibile voce di Amitabh Bachchan.

Riprendendo la location del romanzo, Calcutta, ma spostando il calendario in avanti di cinquanta anni, Shekar e Lolita si circondano di un'atmosfera anni '60 e la storia inizia a giocare, si sospende in sequenze immaginate, reinventa la quotidianità ed ingloba elementi occidentali, come la mania di Shekar per Elvis, (senza rinunciare a citare il premio Nobel R. Tagore) fino all'imprevista scenografia alla Moulin Rouge della divertente item song “Kaisi paheli zindagani” in cui Rekha riappare più giovane e scatenata che mai e il film si concede il suo attimo di follia.

Il mio giudizio sul film: **** 4,5 /5


ANNO: 2005

REGIA: Pradeep Sarkar

TRADUZIONE DEL TITOLO: donna sposata

CAST:

Vidya Balan....................... Lalita
Saif Ali Khan..................... Shekar
Sanjay Dutt........................ Girish
Dia Mirza.......................... Gayatri
Raima Sen........................ Koel
Sabhyasachi Chakravorty.............Navin Rai
Rekha................apparizione speciale


COLONNA SONORA : Shantanu Moitra,

testi di Swanand Kirkire, clicca QUI e leggi l'intervista esclusiva concessa a Cinema Hindi

PLAYBACK SINGERS: Shreya Goshal, Sonu Nigam, Sunidhi Chahuan, Rita Ganguly


CURIOSITA':

- Pradeep Sarkar ebbe con questo film un debutto da favola, il regista venne scoperto da Vidhu Vinod Chopra che gli aveva affidato le picturizations delle canzoni di Mission Kashmir

- Inizialmente Chopra e Sarkar pensavano di portare avanti un'adattamento di Parineeta ambientato ai giorni nostri, solo dopo mesi di considerazioni i due raggiunsero un accordo e decisero di ricreare per il fillm l'atmosfera degli anni '60.

- Vidhu Vinod Chopra in principio non era troppo sicuro delle capacità della debuttante Vidya Balan, la quale fu sottoposta ad un training di sei mesi prima di veder confermato il suo ruolo. Saif Ali Khan aveva espresso il desiderio di poter lavorare accanto ad Aishwarya Rai.

-Il fim è stato girato tra Calcutta e Darjeeling, il treno che compare nella canzone “Kasto maaza” è lo stesso che veniva rincorso da Rajesh Khanna in Aradhana film del 1969 in cui la protagonista è la madre di Saif, Sharmila Tagore.

- Il successo del film scatenò un record di vendite del romanzo da cui è ispirato, nella settimana successiva la premiere furono vendute oltre 3000 copie del libro.

11 luglio 2009

N A I N A


'Naina' è il remake bollywoodiano di 'The Eye', horror firmato dai fratelli Pang e ambientato ad Hong Kong.

Naina perde la vista all’età di cinque anni a causa di un incidente stradale in cui muoiono i genitori, durante un’eclissi solare. Si ritrova a vivere con la nonna e una zia a Londra. Ormai adulta si sottopone al trapianto delle cornee. L’intervento è praticato dal dottor Samir Patel e sembra essere perfettamente riuscito. In ospedale Naina apre per la prima volta gli occhi e ritorna a vedere dopo molto tempo. Una notte vede il suo compagno di stanza uscire accompagnato da un’ombra che ha la forma di una persona e lo segue. Nel corridoio viene fermata da un’infermiera che le assicura che non c’è assolutamente nessuno e che è normale che i suoi occhi non riescano ancora a distinguere bene gli oggetti.

Uscita dall’ospedale Naina è tormentata dagli incubi e vede delle persone che nessun altro può vedere. La nonna, preoccupata, la accompagna dal dottor Samir che tenta di calmarla sostenendo che soffre di semplici allucinazioni, comuni postumi dell’intervento. Le visioni di Naina, però, diventeranno sempre più insistenti…

Anno: 2005

Regista: Sripal Morakhia

Attori:

Urmila Matondkar (Naina)
Anuj Sahwney (Dr. Samir Patel)
Khamini Khanna (nonna di Naina)
Shweta Konur (Khemi)

Recensione: ***

Morakhia fa decisamente un buon lavoro con questo suo primo film. E’ vero: è decisamente scopiazzato da 'The Eye' dei fratelli Pang. E allora? Quanti horror americani sono remake di horror asiatici, talvolta girati con la collaborazione degli stessi registi di quello autentico, con un risultato che stravolge l’originale fino a renderlo ridicolo? (L’unico che mi sentirei di salvare dalla spazzatura è 'The Ring' di Verbinski per ovvi motivi).

Il pregio principale di 'Naina' è quello di essere ambientato principalmente a Londra, ma di avere tutti attori indiani e la protagonista non è un’ammazzavampiri o una bomba sexy con scarse capacità recitative: è Urmila Matondkar! Il ruolo di Naina è difficile da interpretare, ma la Matondkar riesce con successo a trasmetterci le sue emozioni. Le inquadrature degli occhi, riprese da 'The Eye', sono ancor più coinvolgenti. Tipicamente bollywoodiano è il personaggio della nonna, la buffa aiutante della protagonista.

Inoltre, per scoprire ciò che nascondono le sue visioni, Naina dovrà recarsi nel paese in cui ha remote radici. Qui si troverà ad affrontare una realtà ben diversa da quella dei patinati bar londinesi e degli ospedali all'avanguardia.

'Naina' è una copia di cui si può essere orgogliosi, nonostante Morakhia si ostini a negare ogni connessione con 'The Eye' e a sostenere che ciò che ha messo in scena è tutta farina del suo sacco (forse perché, al contrario del remake statunitense del 2008 non sono stati pagati i diritti?). La credenza che gli occhi dei defunti possano vedere i fantasmi, però, sembra essere radicata anche in India.

Al suo debutto nelle sale nel 2005 il film è stato fortemente criticato dalle associazioni dei medici indiane perché si temeva alimentasse la diffidenza verso i trapianti di cornee.

'Vedere non è credere' di Anjali Chandra, 25 marzo 2005, Times of India (riassunto)

'Un gruppo di oftalmologi protesta al fianco delle associazioni di non-vedenti che si schierano contro il film 'Naina' uscito di recente. Affermano che il film intralcerà l’intero movimento per la donazione delle cornee. Dinoo Gandhi, Segretario Onorario dell’Associazione Nazionale Non-Vedenti dichiara che 'La donazione degli occhi è ancora agli albori in India. Pertanto, un film che mette il trapianto delle cornee in cattiva luce è destinato ad avere effetti dannosi sulla gente'.

Ma il punto è: per quanto il contenuto di un film possa essere vicino o meno alla realtà, potrà influenzare l'atteggiamento della gente nei riguardi di una causa? La dottoressa Annie Singh, direttrice della Banca degli Occhi di Lucknow pensa di si: 'Potrebbe farci ridere, ma le persone davvero si rifiutano di donare gli occhi perché hanno paura di rinascere ciechi o perché senza non potranno vedere Dio! E’ vero che gli Indiani sono molto superstiziosi, motivo per cui il programma per il trapianto delle cornee fa così fatica a prendere piede.'

Tanuja Joshi, Presidente dell’Associazione della Banca degli Occhi dell’India aggiunge il suo punto di vista: 'Date un occhio alle statistiche. Abbiamo 1.1 milioni di persone che aspettano un trapianto di cornee. Ma tutto quello che riceviamo sono 21.000 cornee e non tutte sono utilizzabili. Temiamo che il film potrebbe danneggiare gli eventuali beneficiari, molti dei quali appartengono agli strati più bassi della società e agli abitanti delle aree rurali, proprio tra coloro che sono i maggiori potenziali spettatori del film. Così, il finale in cui Urmila sembra lanciare il messaggio che avrebbe preferito rimanere cieca, avrà i suoi effetti.'

L’Associazione della Banca degli Occhi dell’India ha fatto appello alla Alta Corte di Delhi contro il film.'

21 maggio 2009

I Q B A L


Trovate che il cricket sia noioso e incomprensibile? Guardate 'Iqbal' e cambierete opinione. QUESTO è il Nagesh Kukunoor che amiamo. QUESTI sono i film che ci aspettiamo da un regista sensibile e talentuoso come lui.

'Iqbal' è splendido. Narrato, diretto e interpretato in modo eccellente. Con una poesia e un'emotività che incantano. La storia è amabilissima, la sceneggiatura quasi perfetta, i personaggi finemente caratterizzati. La fotografia, la scelta della location, la direzione artistica, la colonna sonora: tutto contribuisce a rendere 'Iqbal' una pellicola indimenticabile.

Naseeruddin Shah è GRANDE: naturale, misurato, ironico. Shreyas Talpade è impeccabile: infonde vita ad un personaggio candido, positivo, appassionato. Il resto del cast è azzeccato.

E' grazie a film come questi che la cinematografia Hindi dimostra di aver molto da dire: i capolavori con cui ci delizia ne testimoniano la vitalità e l'universalità. C'è ancora chi la snobba? Peggio per lui.

TRAMA

Iqbal (Shreyas Talpade) è un ragazzo sordomuto che nutre una passione incontenibile per il cricket. Il padre (Yatin Karyekar) purtroppo non condivide questa follia che pare contagiare tutto il resto della famiglia, donne comprese. Vorrebbe che il figlio diventasse un buon contadino. Ma il destino ha in serbo grandi cose per il nostro Iqbal.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: ***1/2
'I film basati sullo sport sono rari a Bollywood, malgrado la maggior parte degli Indiani sia ossessionata dal cricket. 'Iqbal' non solo guarda allo sport e ai giochi politici che lo manovrano, ma racconta anche la storia di un perdente che aspira a giocare a livello nazionale. La pellicola è narrata in modo convincente e sensibile, e funziona perchè:
a) l'ambientazione è realistica;
b) il motto del perdente è non mollare mai;
c) lo sviluppo del soggetto è abile;
d) le emozioni che sottendono al film sono forti;
e) ogni membro del cast regala una performance esperta.
'Iqbal', a differenza di altre pellicole bollywoodiane che raccontano la scalata al successo di persone comuni, non è affatto stereotipato. Ma il film presenta anche qualche piccolo aspetto negativo: le sequenze dedicate agli allenamenti da un certo punto in poi diventano ingombranti; il secondo tempo è piuttosto lento e prolisso; nella penultima partita non si prova la stessa euforia che provoca 'Lagaan'. Kukunoor è diventato un raffinato narratore, e ha estratto dal cast interpretazioni superbe. 'Iqbal' appartiene a Shreyas Talpade dall'inizio alla fine. L'attore merita un giudizio che lo distingua dagli altri per aver vissuto il suo ruolo al meglio. Lo accompagna ad ogni passo la talentuosissima Shweta Prasad. Yateen Karyekar è fantastico. Pratiksha Lonkar è sempre naturale. Naseer è al solito meraviglioso. Da un punto di vista critico il film guadagna non meno di ***1/2, anche se, al box-office, verrà favorito soprattutto dalle folle che si accalcano nei Multiplex metropolitani.'
Taran Adarsh, 26.08.05

Cinema Hindi: ****1/2
Punto di forza: la poesia, ma anche la vitalità dei sentimenti, delle passioni, dei sogni
Punto debole: qualche esagerazione verso la fine

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Shreyas Talpade ('Dor') - Iqbal
* Naseeruddin Shah ('A Wednesday') - Mohit
* Swetha Prasad ('Darna Zaroori Hai') - Khadija
* Yatin Karyekar ('Hey Ram') - il padre di Iqbal e Khadija
* Prateeksha Lonkar ('Dor') - la madre di Iqbal e Khadija
* Kapil Dev, uno dei più grandi giocatori di cricket di tutti i tempi - special appearance

Regia e sceneggiatura: Nagesh Kukunoor ('Dor')

Colonna sonora: Salim-Sulaiman ('Chak De! India')

Direzione artistica: Sunil Baba

Fotografia: Sudeep Chatterjee ('Chak De! India')

Anno: 2005

Award:

* Shreyas Talpade si è aggiudicato lo Zee Cine Critics Award come Best Actor

* Nagesh Kukunoor si è aggiudicato l'IIFA Popular Award Best Story

Produzione: Subhash Ghai, regista di 'Taal'

CURIOSITA'

* Iqbal è stato proiettato al Tongues on Fire London Asian Film Festival 2010 (aggiornamento del 24.11.10)
* 'Iqbal' è stato il più importante film a basso costo del 2005, incontrando il favore di critica e pubblico. E' riuscito persino a conquistare qualche award strappandolo al pluripremiato 'Black' di Sanjay Leela Bhansali

* Swetha Prasad ha debuttato ad 11 anni nel film 'Makdee', ottenendo al primo colpo il National Award come Best Child Artiste

GOSSIP&VELENI

* Nagesh! Un altro pessimo film come '8 x 10 Tasveer' E TI STROZZIAMO!

* Non male Yatin Karyekar. Begli occhi, bello sguardo, bel sorriso, bella espressione. Sposato?

04 maggio 2009

SALAAM | NAMASTE (CUORI IN ONDA)




Un applauso ai due frizzanti attori protagonisti: Preity Zinta e Saif Ali Khan. In 'Salaam Namaste' sorprendono per l'affiatamento e la complicità. Ma un applauso anche al regista e sceneggiatore Siddharth Raj Anand, qui al suo esordio (in precedenza aveva collaborato alla sceneggiatura del non esaltante 'Hum Tum'), per aver impresso alla pellicola un ritmo scoppiettante ed avvincente. Non stupisce che il film sia annoverato fra i maggiori successi del 2005.

Il soggetto è piuttosto inusuale per una commedia romantica Hindi: all'inizio sembra la classica trita storia d'amore fra due NRI di successo, con la classica luccicante confezione 'Yash Raj Films', con la classica location esotica, con il classico tripudio di lusso (abiti modaioli, case da sogno, feste esclusive, ecc.). Ad un certo punto però la sceneggiatura ci sorprende: i due protagonisti decidono di convivere (morti e feriti nelle sale cinematografiche indiane) e - scandalo - affrontano una gravidanza (a questo punto nessun sopravvissuto).

La sceneggiatura alterna commedia e, nel secondo tempo, dramma. E' di qualità alta rispetto allo standard delle commedie romantiche bollywoodiane, e media rispetto allo standard dei film drammatici Hindi non proprio ascrivibili al genere popolare. L'argomento trattato nel secondo tempo di 'Salaam Namaste' è talmente delicato che è facile cadere nella banalità o nella superficialità, ma la pellicola in questione, per essere uno smaccato prodotto commerciale di intrattenimento, ne esce abbastanza bene, grazie soprattutto all'interpretazione di Preity. Con qualche esagerazione in meno nel primo tempo e con una maggior sensibilità nel secondo, il film sarebbe stato un piccolo capolavoro.

Una menzione speciale per Arshad Warsi, attore dal talento mai abbastanza sottolineato. Ultimamente si è cimentato in film piuttosto imbarazzanti, e ci ha quindi deliziato vederlo in azione in una pellicola scintillante come questa.
Javed Jaffrey è sempre divertente, ma il suo personaggio è forse un po' troppo sopra le righe.
Amiamo Abhishek Bachchan. Ogni giorno di più.

'Salaam Namaste' è un ottimo esempio della famosa abilità della 'Yash Raj' di costruire successi planetari, indovinando i desideri più segreti del suo pubblico e amplificandone i sogni. Ma è indicativo anche di come la cinematografia popolare in lingua Hindi stia sempre più modernizzandosi, nelle tematiche e nell'approccio psicologico.

TRAMA

Ambar (Preity Zinta) e Nick (Saif Ali Khan) vivono a Melbourne. Decidono di coabitare per testare la natura della loro relazione. Ebbene sì: è amore. Pronti per il matrimonio e la famiglia? Bah, sembrerebbe non tanto.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: ****
'La 'Yash Raj' e Siddharth Raj Anand presentano un film che osa essere differente senza però urtare la sensibilità dello spettatore indiano. 'Salaam Namaste' combina il meglio del cinema di Aditya Chopra e di Karan Johar con l'azzardo di avventurarsi in aree rischiose e sinora inesplorate. La sceneggiatura è molto intelligente. I personaggi di Nick e Ambar sono realistici. Anand è un regista che spicca tra la folla. La fotografia (Sunil Patel) è fantastica. I dialoghi sono meravigliosi. La ciliegina sulla torta è rappresentata senza ombra di dubbio dalla piacevole colonna sonora di Vishal-Shekar. Saif Ali Khan regala una performance vivace: l'attore è eccezionale, sia nelle sequenze leggere che in quelle drammatiche. Preity Zinta è pazzesca, e offre la sua migliore interpretazione. Arshad Warsi è super-bravo.'
Taran Adarsh, 09.09.05

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: le interpretazioni e la regia
Punto debole: le solite roboanti esagerazioni (ma quando ti ci abitui, impari persino ad apprezzarle...)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Preity Zinta ('Kal Ho Naa Ho') - Ambar
* Saif Ali Khan ('Omkara') - Nick
* Arshad Warsi ('Munna Bhai') - Ron
* Javed Jaffrey ('Shauriya') - il padrone di casa
* Abhishek Bachchan ('Delhi-6') - narratore e cameo

Regia e sceneggiatura: Siddharth Raj Anand ('Bachna Ae Haseeno')

Dialoghi: Abbas Tyrewala (sceneggiatore e regista di 'Jaane Tu Ya Jaane Na')

Colonna sonora: composta da Vishal-Shekhar ('Dostana'), è di qualità media. Include l'allegro tormentone hindi-pop 'Salaam Namaste', da ascoltare a tutto volume

Coreografie: Ahmed Khan ('Ghajini')

Anno: 2005

Traduzione del titolo: 'salaam' è la forma di saluto fra musulmani, 'namaste' fra hindu

Award:

* Javed Jaffrey si è aggiudicato l'IIFA award come miglior attore comico

Produzione: Yash Raj Films

Sito: Clicca qui per ascoltare i brani della colonna sonora, visionare il trailer e i video musicali

CURIOSITA'

* Il film è il remake di 'Nine Months', con Hugh Grant

* Il regista Siddharth Raj Anand ha co-sceneggiato 'Hum Tum' e ha esordito alla regia con 'Salaam Namaste', a cui sono seguiti 'Ta Ra Rum Pum' e 'Bachna Ae Haseeno'. Regala un cameo in 'Salaam Namaste', quasi alla fine della pellicola, nel ruolo del tassista

* Preity Zinta ha debuttato in 'Dil Se' di Mani Ratnam con Shah Rukh Khan. Ha recitato in pellicole in diverse lingue indiane e in produzioni internazionali. E' coproprietaria di una squadra di cricket dell'Indian Premier League: i Kings XI Punjab. Nota anche come la 'Pretty Woman' indiana, Preity Zinta nel 2003 ha dimostrato un coraggio non comune testimoniando in un processo per mafia senza ritrattare la deposizione rilasciata prima dell'udienza (a differenza di quanto fatto da 13 altri testimoni, fra cui due impavidi maschioni: Salman Khan e Shah Rukh Khan). La stampa la ribattezzò 'il solo uomo a Bollywood'...

* Saif Ali Khan è figlio dell'attrice Sharmila Tagore ('8 x 10 Tasveer'). Soha Ali Khan ('Dil Kabaddi') è sua sorella. Si è aggiudicato il National Award come miglior attore per 'Hum Tum' (2004)

* 'Salaam Namaste' è stato il primo film Hindi interamente girato in Australia

* Altri cameo di volti meno noti: la donna e il bambino in libreria sono la moglie e il figlioletto di Arshad Warsi. L'uomo che legge il giornale sull'autobus, accanto a Preity Zinta, è il suo (ex?) fidanzato

* In una sequenza con Javed Jaffrey, viene diffuso il citatissimo tema de 'Il Buono Il Brutto Il Cattivo'. Il personaggio di Jaffrey menziona Roma

* Non perdetevi gli esilaranti titoli di coda: Saif Ali Khan è scatenatissimo

* Aggiornamento del 30 agosto 2010: nell'estate 2009, Salaam|Namaste è stato trasmesso da Rai 1, doppiato in italiano, col titolo Cuori in onda. 2.317.000 telespettatori (fonte TvBlog).

GOSSIP&VELENI

* Abhishek Bachchan COSI' non l'avete mai visto...

* Saif Ali Khan è fidanzato con Kareena Kapoor ('Jab We Met'). In passato era stato legato all'italiana Rosa Catalano

* Considerazione fra noi pochi intimi: quando si tratta di Bollywood, non importa QUANTO la pellicola sia melensa, tamarra, implausibile, sdolcinata, esagerata, retorica, strappalacrime. Mentre inorridita ripasso mentalmente tutti questi aggettivi, da brava tossica il dito è già posizionato sul tasto play del telecomando per sciropparmi il film successivo. Potere di un cinema ingenuo, divertente, cialtrone, pieno di candore e adorabilmente kitsch che induce ad un'assuefazione più pericolosa di quella provocata dall'eroina. Bollywood batte Hollywood 1-0. Non c'è altro da aggiungere

06 aprile 2009

RAMJI LONDON WALEY


Il film è del 2005, distribuito quindi due anni prima di 'Namastey London' la cui trama deve molto a 'Ramji London Waley', anche se con esiti del tutto diversi. Debole e ingenuo RLW, curato e convincente NL.

La pellicola segna l'esordio come regista di Sanjay Daima, co-sceneggiatore e assistente alla regia del leggendario 'Lagaan'. Ed è tratta da un soggetto dell'attore e regista Kamal Hassan ('Hey Ram'). La colonna sonora è composta dal regista e compositore Vishal Bharadwaj ('Omkara'). Le coreografie sono firmate dalla talentuosa Vaibhavi Merchant ('Devdas'). Il ruolo principale è affidato a Madhavan ('13B'). E non dimentichiamo il cameo da arresto cardiaco di Amitabh Bachchan.

Insomma: sulla carta, con un cast tecnico di questa levatura e con un attore naturale e spontaneo come Madhavan, il film sembrava promettente. Ma allora cosa non ha funzionato? La pellicola risulta talmente dilettantesca da essere quasi imbarazzante. La sceneggiatura è immatura. La regia sciatta. Gli attori dignitosi ma limitati da personaggi surreali. La colonna sonora banale. Le coreografie improvvisate.

Un altro esempio di film che guardi e dimentichi.

TRAMA

Il cuoco Ramji (Madhavan) si trasferisce da uno sperduto villaggio del Bihar a Londra per guadagnare quanto serve per la dote della sorella. Al suo arrivo nella capitale britannica scopre il decesso del futuro datore di lavoro. Subisce il furto di passaporto e permesso di lavoro e diventa un clandestino. Fortunatamente incontra Guru (Harsh Chhaya), un connazionale proprietario di un ristorante, che gli offre un alloggio e un lavoro. Ma l'ufficio immigrazione sta loro alle costole. Ecco che allora Ramji sposa 'temporaneamente' la sofisticata Sameera (Samita Bangargi) per evitare il rimpatrio.

RECENSIONI

Cinema Hindi: *
Punto di forza: la simpatia che ispira il personaggio principale, malgrado non sia ben costruito
Punto debole: l'imbarazzante sceneggiatura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* R. Madhavan ('13B') - Ramji
* Harsh Chhaya ('Corporate') - Guru
* Samita Bangargi - Sameera
* Govind Namdeo ('Satta') - Pandey
* Satish Shah ('Main Hoon Na') - l'impiegato dell'ufficio immigrazione
* Amitabh Bachchan - cameo

Regia, co-sceneggiatura e co-dialoghi: Sanjay Daima

Soggetto: Kamal Hassan

Colonna sonora: Vishal Bharadwaj ('Omkara')

Coreografie: Vaibhavi Merchant ('Devdas')
Traduzione del titolo: 'Ramji il londinese'. E' una forma linguistica locale proveniente dal Bihar, dove si usa il plurale anche per indicare la singola persona, quindi 'waley' e non 'wala'. (Ringraziamo l'insostituibile Rajesh)

Anno: 2005

CURIOSITA'

* Il film è il remake di una pellicola Tamil, 'Nala Damayanthi'

* Madhavan ha collaborato alla stesura dei dialoghi