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20 aprile 2011

HAR DIL JO PYAR KAREGA



Har Dil Jo Pyaar Karega è una commedia dall’esuberanza oltraggiosa, autoironica fino all’inimmaginabile, comica e melodrammatica, un “one man show” truly bollywood piuttosto curioso. Salman Khan si appropria di tutto lo spazio a disposizione tirando fuori il suo meglio e il suo peggio allo stesso tempo.


TRAMA
Raj ( Salman Khan) salva una sconosciuta (Rani Mukherjee) e la porta in ospedale, mentre la assiste viene confuso da tutti i parenti con il misterioso fidanzato che la giovane era pronta a sposare in segreto. Raj vorrebbe chiarire l’equivoco ma quando scopre di essere capitato in mezzo a grossi milionari preferisce godere degli effetti benefici della situazione. La  tanto sognata carriera da pop star si avvicina ma Raj si innamora di Jhanvi (Preity Zinta) sorella adottiva della ragazza che tutti credono sua moglie, che succederà quando Pooja finalmente sarà guarita ed in grado di smascherare l’impostore?


Rani Mukherjee e Preity Zinta dividono lo schermo senza sgomitare, sono fresche e radiose, entrambe ugualmente irresistibili, il loro talento aggiunge raffinatezza anche ad alcune scene simpaticamente trash. La storia intera è poi però la Sagra dell’Implausibile. Tutto è permesso e Salman coglie la palla al balzo e decide di strafare finchè può, si abbandona in movimenti pelvici da rivolta ormonale, sfoggia un guardaroba da denuncia, si agita, si divincola, fa a pezzi più di una chitarra, canta, esegue coreografie con seduzioni di massa, cambia regolarmente tutto un campionario di canotte davanti alla macchina da presa sfoggiando un fisico invidiabile e ancora non troppo gonfio. Più tagliato per la commedia che per le romanticherie (come dimenticare il divertente di Main Pyaar Kyun Kya?) Sallu è un intrattenitore che non si risparmia e se c’è una cosa che ho imparato ad apprezzare in lui è proprio l’autoironia selvaggia, l’abitudine di eccedere clamorosamente senza mostrare il più pallido rimorso. Paresh Rawal e Shakti Kapoor affiancano il protagonista con due personaggi buffissimi e poi la sorpresa che non mi aspettavo : la comparsa improvvisa di Shahrukh Khan , un pericoloso agguato.
Non nego che tutto il film sia una lunga polpetta di difficile smaltimento gastrico eppure nell’insieme non è proprio da buttare. I bruschi risvolti della storia ( un po’ divertente e un po’ melò) risvegliano una certa nostalgia, il divertimento c’è, l’intrattenimento pure, nonostante la colonna sonora sia inascoltabile le immagini che accompagnano le canzoni sono così divertenti da farla dimenticare.
Da vedere per: Farsi qualche sana risata, gustarsi la disinvoltura di Salman Khan gladiatore di fronte a una trama impazzita, restare affascinati dalla coppia vincente delle due protagoniste, assistere ad una sfilata di moda di stranezze offlimits .

Il mio giudizio globale sul film : ** ½ 2,5 /5

Per le performance di Salman , Preity , Rani , Shakti Kapoor e Paresh Rawal sarebbe però **** 4/5
Voto al temerario costumista di Salman : ***** 5/5


Riassunto dell’abbigliamento di Sallu in HDJPK :

Ciclista rossi in microfibra e camicia bianca con fragoloni giganti
Camicia con girasoli sorridenti e pantaloni da gelataio
Canotta in lurex con fuseax seconda pelle effetto cielo stellato
Minitop bianco (modello da donna) con jeans inguinali
Fazzoletto hawaiano svolazzante a suggerire “sotto il pareo niente”
Canotta larga da rapper con ampia scollatura, jeans cuciti addosso e poi lavati ad alte temperature senza pietà
Maglietta di rete da pesca, dhoti lungo a pois, finti tatuaggi tribali e sandali neri con .. tacco
Polo arcobaleno e Doppio Calzoncino da palestra (troppo difficile spiegare come e dove si incastrano i due calzoncini)
Jeans bianchi con .. intarsi marini.. (?)
T –Shirt monomanica e pantalone nero con variazioni di vernice fresca..


ANNO : 2000

REGIA: Raj Kanwar

TRADUZIONE DEL TITOLO : Ogni cuore che ama

CAST:
Salman Khan ……………………… Raj
Rani Mukherjee ………………… Pooja
Preity Zinta …………………….. Jhanvi
Paresh Rawal ………… Goverdhan
Shakti Kapoor ………… il pazzo
Kamini Kaushal ………………… Biji
Satish Shah ………… Mahesh
Shahrukh Khan ………… Rahul (cameo)
Sana Saeed .................. figlia di Rahul (cameo)


COLONNA SONORA : Anu Malik

PLAYBACK SINGERS : Udit Narayan, Sonu Nigam, Alka Yagnik


QUALCOS’ALTRO:

Har dil jo pyaar karega è il titolo di una famosa canzone del film di Raj Kapoor Sangam, a cui rendono omaggio anche Salman e Shahrukh nel climax .

Salman , Rani e Preity hanno recitato insieme anche nel family drama Chori Chori Chupke Chupke , diretto da Abbas & Mustan. Shahrukh e Salman in Karan Arjun , Hum Tumhare Hain Sanam e Kuch Kuch Hota Hai.

Ai Filmfare Awards del 2008, Shahrukh Khan e Saif Ali Khan durante uno dei loro scherzi (indirizzato a Saawarya di S.L. Bhansali) hanno proposto una rivisitazione di “Piya Piya” e della danza con l’asciugamano di Rani Mukherjee e Preity Zinta.

Raj Kanwar è il regista che ha scritturato per primo un giovanissimo Shahrukh per il suo film Deewaana.

Kamini Kaushal che qui interpreta la nonna di Rani Mukherjee è in realtà una star degli Anni ’50 celebre per ruoli drammatici accanto a Dilip Kumar. La donna, dall’enorme talento e dal fascino non convenzionale, ha lasciato le scene all’apice della sua carriera per sposare il marito della sorella scomparsa, la sua vicenda biografica ricorda la trama di alcune pellicole cinematografiche come Nadya ke paar (1982) , Hum Aapke hai Kaun e Bewafaa (2005) .

La figlia di Shahrukh Khan nel film è Sana Saeed , la stessa bambina che aveva interpretato Anjali in Kuch Kuch Hota Hai

16 luglio 2010

DIL SE


Dil Se segna il debutto di Mani Ratnam nella cinematografia hindi e chiude la trilogia sul terrorismo. Dopo aver affrontato la delicata questione del Kashmir in Roja e della convivenza spesso problematica fra hindu e musulmani in Bombay, Ratnam in Dil Se tocca un argomento poco noto ma spinoso: i fragili equilibri nell'area nord-orientale del subcontinente, un insieme di piccoli Stati annessi forzosamente all'India dagli inglesi, senza alcun rispetto per l'indipendenza di cui avevano goduto per gran parte della loro storia.

Basterebbe solo questo a rendere Dil Se interessante e consigliabile a dispetto delle sfilacciature nella trama. Ma la pellicola ci regala anche uno dei ruoli femminili più affascinanti e complessi del cinema hindi. Ratnam aveva mostrato in Bombay e soprattutto in Roja una grande attenzione per le protagoniste delle vicende narrate. In Dil Se la misteriosa, silenziosa Meghna cattura la scena dalla prima inquadratura all'ultima, riuscendo nel non facile compito di oscurare l'esuberante antagonista maschile interpretato da Shah Rukh Khan. Un'altra caratteristica che rende Meghna quasi unica: è un personaggio negativo che non si redime per amore ed anzi trascina con sè nella sua follia criminale l'uomo che ama.

Dil Se spicca nella trilogia di Ratnam - e in buona parte della cinematografia hindi - perchè è il terrorista ad essere il protagonista della vicenda, e, malgrado le reticenze di Meghna, la sua storia personale e le sue ragioni vengono approfondite. Ricordiamo che in Roja il personaggio affidato a Pankaj Kapoor rimane ai margini, recita battute poco convincenti e la sua redenzione finale appare debole. In Bombay gli argomenti che spingono hindu e musulmani a massacrarsi senza pietà sono concentrati in pochi (efficaci) dialoghi, mentre il risalto maggiore è posto sulle tragiche conseguenze. Inoltre Roja e Bombay si chiudono con un messaggio di speranza, Dil Se no. E forse questo è uno dei fattori che ne ha decretato l'insuccesso al botteghino indiano, anche se all'estero Dil Se ha guadagnato consensi clamorosi: è stata la prima pellicola indiana ad entrare nella classifica dei dieci film più visti in Gran Bretagna.

La regia, pur dignitosa, non pone Dil Se all'altezza di Bombay, che rimane il capitolo più convincente della trilogia. Dil Se vanta però un insolito, triste fascino che poche pellicole hindi sono riuscite ad eguagliare. Nello sviluppo della trama sono molte le imperfezioni. Il soggetto è davvero brillante, ma la sceneggiatura spesso lo impoverisce anzichè impreziosirlo. Troppe coincidenze portano Amar e Meghna sullo stesso sentiero. E gli implausibili colpi di scena finali fanno sorridere. Ratnam, forse consapevole del fatto che una storia come quella narrata nel suo film non sarebbe stata accolta favorevolmente dal pubblico, nel tentativo di bollywoodianizzare Dil Se qui e là ha un po' pasticciato. Le riprese sono state effettuate in località da sogno (Ladakh, Assam, Kerala) ma non con la stessa spettacolare resa di Roja e di Bombay (ad eccezione dell'incantevole visualizzazione del brano Satrangi Re). La fotografia e il montaggio sono di qualità ma non al livello delle due pellicole precedenti.

Manisha Koirala, struccata e priva di glamour, regala una performance indimenticabile. Le sue origini nepalesi e i suoi tratti somatici l'hanno resa perfetta per un ruolo difficile per ottenere il quale ogni attrice farebbe carte false. Shah Rukh Khan, a tre anni dal successo planetario di Dilwale Dulhania Le Jayenge, è nel 1998 la giovane, luminosa star di Bollywood. Shah Rukh funge da richiamo e non solo: l'attore è la scelta giusta per interpretare l'appassionato ed estroverso Amar, contrapposto all'enigmatica, distante Meghna. Ma in Dil Se nel complesso non offre la sua performance migliore, inoltre Amar non è psicologicamente definito. Preity Zinta, al suo debutto, è naturalissima. Il personaggio di Preeti è il più azzeccato dopo quello di Meghna.

L'intrigante colonna sonora include un gioiello: il celeberrimo Chaiyya Chaiyya, probabilmente il più noto e il più amato brano hindi di tutti i tempi, ripreso da Spike Lee (in originale e in versione remix - ad opera di Panjabi MC) in Inside man e citato persino in programmi televisivi italiani. La coreografia di Chaiyya Chaiyya è diventata un cult e ha lanciato Farah Khan nell'olimpo di Bollywood. Una menzione speciale per la visualizzazione del brano Jiya Jale, nella quale Shah Rukh Khan sfoggia un look pre-Asoka da infarto.

TRAMA

Amar (Shah Rukh Khan) è un giornalista di All India Radio spedito nelle regioni nord-orientali per un'inchiesta sulle celebrazioni dei 50 anni dell'indipendenza indiana. In una sperduta stazione ferroviaria, in una notte fredda e piovosa, incontra l'enigmatica Meghna (Manisha Koirala).

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sequenza dello show radiofonico di Amar: Shah Rukh Khan è incontenibile e ci offre un saggio del suo celebre istrionismo (video).

RECENSIONI

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: l'interpretazione stellare di Manisha Koirala (*****)
Punto debole: la sceneggiatura non sempre all'altezza delle intenzioni

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Manisha Koirala (Bombay) - Meghna
* Preity Zinta - Preeti
* Raghuvir Yadav (Firaaq) - Shukla, l'assistente di Amar
* Zohra Sehgal (Cheeni Kum) - la nonna di Amar
* Piyush Mishra (Gulaal) - il poliziotto
* Malaika Arora (Housefull) - item song Chaiyya Chaiyya

Soggetto, sceneggiatura e regia: Mani Ratnam
Produttori: Shekhar Kapur (regista di Elizabeth e di Elizabeth: the golden age), Ram Gopal Varma, Mani Ratnam
Dialoghi: Sujatha (Guru), Tigmanshu Dhulia (Family: ties of blood)
Colonna sonora: composta da A.R. Rahman - con testi di Gulzar -, è probabilmente uno dei migliori lavori del musicista di Madras. Oltre al già citato Chaiyya Chaiyya, segnaliamo anche lo splendido Dil Se Re (interpretato dallo stesso Rahman) e il dolcissimo E Ajnabi.
Coreografia: Farah Khan
Fotografia: Santosh Sivan (Roja)
Montaggio: Suresh Urs (Bombay)
Traduzione del titolo: col cuore (letteralmente: dal cuore).
Anno: 1998
Awards (selezione):
* National Film Award per la miglior fotografia
* Filmfare Awards per la miglior colonna sonora, per i migliori testi, per il miglior debutto femminile (Preity Zinta), per le migliori coreografie, per la miglior fotografia, per la miglior voce maschile (Sukhwinder Singh per Chaiyya Chaiyya).
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Video: presentazione della colonna sonora, con A.R. Rahman, Shah Rukh Khan, Manisha Koirala, Preity Zinta e Farah Khan. Versione live di Chaiyya Chaiyya con Sukhwinder Singh e Sapna Avasti. Prima e seconda parte.
* Video: Shah Rukh Khan e Malaika Arora interpretano dal vivo la coreografia di Chaiyya Chaiyya durante la presentazione della colonna sonora.
* Aggiornamento dell'8 giugno 2022: The self and the other: racialisation of the Northeastern region, Anushka Chaudhuri, Senses of Cinema, maggio 2022. Il testo prende in esame Dil Se, Chak De! India e Axone.

CURIOSITA'

* Dil Se è stato proiettato, fra gli altri, al festival di Berlino, dove si è aggiudicato un premio speciale.
* L'area nord-orientale dell'India si distingue dal resto dell'immenso Paese sia dal punto di vista etnico che da quello linguistico, ed è inoltre popolata da diversi gruppi tribali. Geograficamente in posizione isolata, l'area ha visto nel corso degli anni l'insorgere di movimenti locali armati che rivendicano l'autonomia dei propri Stati dall'Unione indiana. A titolo di esempio, nel solo Assam dal 1990 ad oggi si sono susseguiti scontri violenti fra l'esercito indiano e commandos estremisti dell'ULFA (United Liberation Front of Asom) che hanno provocato la morte di circa diecimila persone (fonte: Wikipedia).
* All India Radio è il canale radiofonico governativo indiano, con sede a Delhi. Fondato nel 1936, è uno dei network più estesi del mondo. Sito ufficiale.
* Film che trattano il tema del terrorismo: vedi le note a Roja e a Bombay. Film nei quali uno dei protagonisti è un terrorista: Fanaa, Kurbaan, New York. Film girati in Ladakh: Lakshya, LOC Kargil, in parte 3 idiots.

GOSSIP & VELENI

* Malaika Arora è sposata con Arbaaz Khan (Fashion), fratello di Salman Khan.
* La vita di Zohra Sehgal ha del romanzesco. Vi invitiamo a leggere la pagina di Wikipedia a lei dedicata.

15 giugno 2009

HEAVEN ON EARTH


Con 'Videsh' siamo lontani anni-luce dagli scintillanti successi dei NRI (Non Returning Indians) rappresentati nei patinati film di Karan Johar o della Yash Raj. I personaggi sono Indiani emigrati in Canada, ma il loro tenore di vita è tutt'altro che invidiabile: dividono un angusto appartamento il cui canone è talmente oneroso che, per onorarlo, sono costretti ad affittare i posti letto durante il giorno a lavoratori notturni. L'ombra pesante della disoccupazione rabbuia un'esistenza priva di speranza. I caratteri sono esacerbati. I rapporti avvelenati. La protagonista, spedita da sola aldilà dell'oceano per sposare uno sconosciuto, si ritrova imprigionata in un matrimonio combinato che non soddisfa nemmeno il neo-marito, costretto a contrarre il legame per necessità di denaro: la dote portata dalla ragazza e il misero salario da lei guadagnato come operaia consentono a lui e alla sua famiglia di sopravvivere pur fra gli stenti. L'uomo, inasprito dall'umiliazione, prigioniero a sua volta di relazioni di sangue - soprattutto quella materna - colme di rancore e di acide pretese più che di affetto vero, reagisce con violenza picchiando la moglie, ma senza provare alcuna soddisfazione. Non si instaura un legame, seppur brutale, fra i due coniugi neppure durante le botte. Al contrario: lui spinge la donna via da sè, come a volerla cancellare. Come a volersi cancellare.

La disumanità, nel senso di assenza di umanità, caratterizza l'indistricabile groviglio di relazioni nel quale i personaggi si muovono. Silenziosamente. Lentamente. La neo-sposa ne tocca con mano il gelo, e non trova solidarietà nemmeno fra le altre donne. Malgrado la promiscuità soffocante, la distanza fra loro è abissale.

Come reagisce la nostra istruita, disorientata, sradicata eroina? Con una preoccupante regressione. Si chiude al mondo esterno, si spinge dentro di sè per nascondersi, sempre più in fondo. Nei momenti bui si racconta filastrocche attinte alla mitologia parlando di sè in terza persona. E si crea una sorta di compagno immaginario, che ha le sembianze esteriori del marito, ma che, al contrario di lui, le offre quel calore umano di cui la ragazza ha bisogno. L'alienazione è talmente profonda che realtà e fantasia si confondono.
Ma in un estremo atto di autoconsapevolezza, prepara la fuga.

Preity Zinta è di una bravura impressionante. Regge da sola il peso di un film non facile, fatto di silenzi e di movimenti ovattati. Lo sguardo smarrito che a poco a poco si spegne, le espressioni pietrificate, le emozioni trafitte e raggelate. Tutto in lei è perfetto.

La regia mantiene un basso profilo, esaltando così lo squallore delle vite e delle vicende. Le inquadrature sono ravvicinate, mostrano sempre e solo una piccola porzione di realtà, e contribuiscono ad accentuare l'aspetto claustrofobico del film. La scenografia e la fotografia sono quindi volutamente sottotono. La pellicola ne esce impoverita, ma è un difetto marginale.
L'unico vistoso errore è nella sceneggiatura: l'ordalia alla quale si sottopone la donna.

TRAMA

Chand (Preity Zinta) parte per il Canada piena di paure e di speranze per contrarre matrimonio. Il marito (Vansh Bhardwaj) si rivela un uomo ombroso e distante. La loro vita coniugale è fatta di silenzi, di rifiuti. E di botte.

RECENSIONI

The Times of India: **
'Dopo 'Provoked' di Jamohan Mundra, è Deepa Mehta ad indagare sugli abusi domestici subiti da sfortunate donne indiane spedite in terra straniera dalle loro famiglie. Ma 'Videsh' ad un certo punto perde completamente il contatto con la realtà: pozioni magiche, credenze mitiche, un climax melodrammatico. Il film ottiene risultati migliori nella fotografia (Giles Nuttgen) che cattura con glaciali primi piani gli interni claustrofobici della vita da NRI (*). La nuova famiglia di Preity è un ghetto di gente amareggiata che ha lasciato la propria casa in cerca del paradiso. E che finisce senza speranza, senza uno spazio, senza orgoglio. Preity Zinta nel ruolo della giovane sposa disincantata e priva di fascino regala una performance potente.'
(*) Non Returning Indians
Nikhat Kazmi, 26.03.09

Hindustan Times: *1/2
'Preity Zinta impregna di vulnerabile grazia il suo ritratto di una donna che vive costantemente nella paura. La storia ha i suoi buoni momenti (tutti riconducibili a Preity). Ma è un intrecciarsi incongruo di violenza ed alienazione domestiche con racconti antichi che, trasposti in un contesto canadese, semplicemente non funzionano. Preity Zinta, a suo credito, dà più di quello che riceve, attraversando realtà e fantasia con un'interpretazione meravigliosa. Il film non lo fa altrettanto bene.'
Shashi Baliga, 27.03.09

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: Preity Zinta, con un'interpretazione che spezza il cuore
Punto debole: le sequenze col cobra (avete letto bene)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Preity Zinta ('Salaam Namaste') - Chand
* Vansh Bhardwaj (attore teatrale, qui al suo debutto cinematografico) - Rocky, il marito

Regia e sceneggiatura: Deepa Mehta ('Earth')

Award:

* Preity Zinta si è aggiudicata il Silver Hugo Award come miglior attrice protagonista al Chicago International Film Festival

* Deepa Mehta si è aggiudicata il premio per la miglior sceneggiatura al Dubai International Film Festival

Traduzione del titolo: 'Paese straniero'. Termine sanscrito adottato in Punjabi, in Hindi e in altre lingue indiane moderne conservando lo stesso significato (ringraziamo Gina K.)

Anno: 2008, ma distribuito in India nel 2009, anche in una versione doppiata in Hindi (il film originale è in Punjabi e in Inglese)

Sito ufficiale: CLICCA QUI per visionare il trailer sottotitolato e per leggere le note molto esaurienti postate da Deepa Mehta

CURIOSITA'

* Heaven on earth è stato proiettato al Toronto International Film Festival 2008

* Deepa Mehta è emigrata in Canada nel 1973. Nella sua filmografia spicca soprattutto la cosiddetta 'trilogia degli elementi': 'Fire' (1996); lo splendido 'Earth' (1998) con Aamir Khan; 'Water' (2005) con John Abraham, distribuito anche in Italia. Circola la voce che stia per girare l'adattamento cinematografico del capolavoro di Salman Rushdie 'I figli della mezzanotte'

* Deepa Mehta ha incontrato Preity Zinta durante gli IIFA award del 2007 nello Yorkshire (alla regista, in quell'occasione, è stato consegnato un premio alla carriera), e le ha subito proposto il ruolo di Chand

* Nel sito ufficiale del film Deepa sottolinea che i temi affrontati da 'Videsh' sono tre: immigrazione, isolamento, potere dell'immaginazione

* Gli immigrati provenienti dall'Asia Meridionale sono i più numerosi in Canada, e fra loro la comunità Punjabi è la più folta (un milione di unità). Il film è ambientato a Brampton, nell'Ontario, la cui periferia viene denominata 'Bramladesh': i segnali stradali sono in Inglese e in Punjabi, lingua che sta rapidamente diventando la quarta più diffusa nel Paese

* Il film si è aggiudicato il Digichannel Audience Award come miglior lungometraggio all'edizione 2009 del River to River Indian Film Festival di Firenze (aggiornamento del 13.12.09). E sarà riproiettato nell'edizione del 2010 (aggiornamento del 24.11.10).

03 giugno 2009

KABHI ALVIDA NAA KEHNA (NON DIRE MAI ADDIO)


Lo devo ammettere, sarò spaventosamente di parte. Non farei uscire una parola negativa nemmeno sotto minaccia.
Non solo perché mi ritrovo avvolta dalla mia costante carenza di obiettività ( in fondo chi può esserlo di fronte al proprio film preferito?) ma anche perché non è difficile tirare fuori valanghe di meriti avendo questo titolo tra le mani.

E’ il più sofisticato tra i film di Karan Johar, regista da record, figlio della radiosa nuova generazione bollywoodiana che ha già alle spalle clamorosi blockbuster e un pubblico delirante di seguaci sparso per il mondo intero.
Ripeto casomai fosse sfuggito a qualcuno: per il mondo intero!! Il film mira ad essere universalmente appetibile. Lo prescriverei come cura nei casi di pregiudizio latente nei confronti della cinematografia indiana, considerata ancora , da una vasta schiera di ignoranti, un’industria di serie B e destinata solo al veloce consumo nazionale. Vogliamo svegliarci una buona volta?

Kabhi Alvida Naa Kehna è un progetto ambizioso, dal budget illimitato e dal cast stellare, riunisce attori da paura e regala a ciascuno dei suoi grandi interpreti un personaggio accuratamente studiato.
Mantenendo le giuste dosi di ragione e sentimento, il film è impeccabile nella forma e al tempo stesso strabordante d’emozione. I fragili equilibri tra i rapporti umani perdono ogni contatto con la quotidianità per trasformarsi in uno spettacolo seducente ma non meno toccante, efficace e reale.


TRAMA
Dev e Maya sono insoddisfatti della loro vita di coppia e si confrontano per cercare di migliorare l’intesa con i rispettivi partner; col passare del tempo si accorgono che sta nascendo un legame nuovo che li coglie impreparati e che forse era stato già deciso dal destino. (La trama è semplice, ma garantisco, tutto il resto no)


La bellezza esteriore non è mai freddo estetismo piuttosto una costante ricerca del film perfetto, intoccabile, capace di incantare con sequenze meravigliose sfruttando mezzi all’avanguardia saziando gli occhi , appagando i sensi, raccontando una storia.
L’eccezionale fotografia mostra una New York di un fascino mai visto, nota è la cura maniacale di Karan per il raggiungimento della bellezza assoluta dell’immagine, dalla location alla luce; colori che devono sorprendere, rilassare, scioccare, attrarre magicamente la telecamera e accompagnare gli stati d’animo dei personaggi. Dai suoi interpreti richiede ovviamente l’eccellenza e presuppongo che per soddisfare i suoi ideali arriverà a strizzarli come limoni.
Karan vuole il meglio e sa come, e da chi, ottenerlo.

Dev Saran è il mio personaggio preferito nell'abbondante filmografia di Shahrukh Khan. E’ così intenso, così reale, così velenoso. Non un uomo dei sogni ma una persona vera piena di difetti, di rancore, di desideri non realizzati, di passioni represse che lo corrodono e lo rendono aggressivo. Le sue battute sono taglienti, la sua emotività disarmante, la sua tenerezza angelica. Il sex appeal? Lasciamo perdere; è capace di farmi sentire subito bene se mi sento male, o subito male, se al contrario mi sento bene.

La sceneggiatura, moderna, intensa. I dialoghi non concedono spazio alla noia.
Ognuno dei personaggi possiede un registro proprio, Dev è cinico ma anche stuzzicante, sempre provocatore nelle affermazioni. Rhea è realista e diplomatica, sa come utilizzare il linguaggio per mantenersi vaga o per colpire l’orgoglio. Maya è misurata, perfettina, anche nelle sue parole svela il suo perpetuo trattenersi. Che dire poi delle perle di saggezza che sono state scritte per Sam/Amitabh Bachchan? Il dialogo con Maya in ospedale è da respiro interrotto. Casomai dovesse squillarmi il telefono durante questa sequenza potrei tranquillamente spappolarlo contro un muro.


TIME STOPPING SCENES:

-Il mix di immagini nella canzone “Where’s the party tonight?”, la materializzazione del tradimento tra Dev e Maya si intervalla ai festeggiamenti della moglie Rhea e del marito Rishi, contenti di aver raggiunto i proprio obiettivi e sicuri dell’amore dei rispettivi partner.

- La cena a cui partecipano tutti i protagonisti, letteralmente incendiata dalle battute al vetriolo tra Dev (Shahrukh Khan) e Sam (Amitabh Bachchan). Uno scontro tra titani.

- Le scene di gelosia a teatro e le rispettive provocazioni; il gioco scorretto e gli sguardi che si intrecciano. Nessuna sillaba viene pronunciata, sarebbe stata superflua.


QUALCOS’ALTRO:

La protagonista inizialmente scelta per il ruolo di Maya era Kajol, che poi rifiutò consegnando questa meraviglia di film nelle mani di Rani Mukherjee. L’attrice compare in un breve cameo all’interno della canzone “Rock ‘n Roll Sonye”
Fin dal suo primo film Karan ha voluto assicurarsi che tutti i suoi attori indossassero sempre abiti all’ultimo grido, dalle grandi firme ai voluttuosi e scintillanti embroided saree. Il buon gusto e la cura per i dettagli sono una sua prerogativa. Eleganza + Eccentricità è un binomio possibile, guardate uno dei suoi lavori e ve ne renderete conto.


ANNO : 2006
REGIA : Karan Johar
TRADUZIONE DEL TITOLO: Mai dirsi addio
CAST:

- Shahrukh Khan.................... Dev Saran

- Rani Mukherjee....................Maya

- Amitabh Bachchan.................Sam Talwar

- Abhishek Bachchan................Rishi

- Preity Zinta.........................Rhea

- Kirron Kher..........................Kamaljit

- Arjun Rampal.........................Jai

Special Guests : Kajol e John Abraham


La COLONNA SONORA , firmata Shankar- Ehsaan- Loy è sicuramente meno coinvolgente delle loro precedenti collaborazioni (Kal Ho Naa Ho, Bunty aur Bably) ma tutto sommato basta così, non avrei nemmeno voluto in questo film canzoni troppo piacevoli e orecchiabili. Le song picturizations spaziano dall’incanto della natura alla frenesia della metropoli, dove si alternano bizzarre feste private di ricchi NRI, disco parties, sensualità che trabocca, attualità e un pizzico di fatalismo

PLAYBACK SINGERS: Sonu Nigam, Alka Yagnik, Shankar Mahadevan (Shankar), Loy Mendonsa (Loy), Shaan, Shafqat Amanat Ali, Vasundara Dhas.


RECENSIONI:
Bollywood Hungama (testo originale)
BBC Bollywood (testo originale)
The Times of India (testo originale)
New York Times (testo originale)


Il mio giudizio sul film: ***** 5/5
Se vi piacerà vi innamorerete irreversibilmente del cinema indiano.
Per coloro che sostengono che sia eccessivamente lungo (3h09’) melodrammatico, pesante, patinato, ho in serbo un unico commento: non ve lo meritate!!

04 maggio 2009

SALAAM | NAMASTE (CUORI IN ONDA)




Un applauso ai due frizzanti attori protagonisti: Preity Zinta e Saif Ali Khan. In 'Salaam Namaste' sorprendono per l'affiatamento e la complicità. Ma un applauso anche al regista e sceneggiatore Siddharth Raj Anand, qui al suo esordio (in precedenza aveva collaborato alla sceneggiatura del non esaltante 'Hum Tum'), per aver impresso alla pellicola un ritmo scoppiettante ed avvincente. Non stupisce che il film sia annoverato fra i maggiori successi del 2005.

Il soggetto è piuttosto inusuale per una commedia romantica Hindi: all'inizio sembra la classica trita storia d'amore fra due NRI di successo, con la classica luccicante confezione 'Yash Raj Films', con la classica location esotica, con il classico tripudio di lusso (abiti modaioli, case da sogno, feste esclusive, ecc.). Ad un certo punto però la sceneggiatura ci sorprende: i due protagonisti decidono di convivere (morti e feriti nelle sale cinematografiche indiane) e - scandalo - affrontano una gravidanza (a questo punto nessun sopravvissuto).

La sceneggiatura alterna commedia e, nel secondo tempo, dramma. E' di qualità alta rispetto allo standard delle commedie romantiche bollywoodiane, e media rispetto allo standard dei film drammatici Hindi non proprio ascrivibili al genere popolare. L'argomento trattato nel secondo tempo di 'Salaam Namaste' è talmente delicato che è facile cadere nella banalità o nella superficialità, ma la pellicola in questione, per essere uno smaccato prodotto commerciale di intrattenimento, ne esce abbastanza bene, grazie soprattutto all'interpretazione di Preity. Con qualche esagerazione in meno nel primo tempo e con una maggior sensibilità nel secondo, il film sarebbe stato un piccolo capolavoro.

Una menzione speciale per Arshad Warsi, attore dal talento mai abbastanza sottolineato. Ultimamente si è cimentato in film piuttosto imbarazzanti, e ci ha quindi deliziato vederlo in azione in una pellicola scintillante come questa.
Javed Jaffrey è sempre divertente, ma il suo personaggio è forse un po' troppo sopra le righe.
Amiamo Abhishek Bachchan. Ogni giorno di più.

'Salaam Namaste' è un ottimo esempio della famosa abilità della 'Yash Raj' di costruire successi planetari, indovinando i desideri più segreti del suo pubblico e amplificandone i sogni. Ma è indicativo anche di come la cinematografia popolare in lingua Hindi stia sempre più modernizzandosi, nelle tematiche e nell'approccio psicologico.

TRAMA

Ambar (Preity Zinta) e Nick (Saif Ali Khan) vivono a Melbourne. Decidono di coabitare per testare la natura della loro relazione. Ebbene sì: è amore. Pronti per il matrimonio e la famiglia? Bah, sembrerebbe non tanto.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: ****
'La 'Yash Raj' e Siddharth Raj Anand presentano un film che osa essere differente senza però urtare la sensibilità dello spettatore indiano. 'Salaam Namaste' combina il meglio del cinema di Aditya Chopra e di Karan Johar con l'azzardo di avventurarsi in aree rischiose e sinora inesplorate. La sceneggiatura è molto intelligente. I personaggi di Nick e Ambar sono realistici. Anand è un regista che spicca tra la folla. La fotografia (Sunil Patel) è fantastica. I dialoghi sono meravigliosi. La ciliegina sulla torta è rappresentata senza ombra di dubbio dalla piacevole colonna sonora di Vishal-Shekar. Saif Ali Khan regala una performance vivace: l'attore è eccezionale, sia nelle sequenze leggere che in quelle drammatiche. Preity Zinta è pazzesca, e offre la sua migliore interpretazione. Arshad Warsi è super-bravo.'
Taran Adarsh, 09.09.05

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: le interpretazioni e la regia
Punto debole: le solite roboanti esagerazioni (ma quando ti ci abitui, impari persino ad apprezzarle...)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Preity Zinta ('Kal Ho Naa Ho') - Ambar
* Saif Ali Khan ('Omkara') - Nick
* Arshad Warsi ('Munna Bhai') - Ron
* Javed Jaffrey ('Shauriya') - il padrone di casa
* Abhishek Bachchan ('Delhi-6') - narratore e cameo

Regia e sceneggiatura: Siddharth Raj Anand ('Bachna Ae Haseeno')

Dialoghi: Abbas Tyrewala (sceneggiatore e regista di 'Jaane Tu Ya Jaane Na')

Colonna sonora: composta da Vishal-Shekhar ('Dostana'), è di qualità media. Include l'allegro tormentone hindi-pop 'Salaam Namaste', da ascoltare a tutto volume

Coreografie: Ahmed Khan ('Ghajini')

Anno: 2005

Traduzione del titolo: 'salaam' è la forma di saluto fra musulmani, 'namaste' fra hindu

Award:

* Javed Jaffrey si è aggiudicato l'IIFA award come miglior attore comico

Produzione: Yash Raj Films

Sito: Clicca qui per ascoltare i brani della colonna sonora, visionare il trailer e i video musicali

CURIOSITA'

* Il film è il remake di 'Nine Months', con Hugh Grant

* Il regista Siddharth Raj Anand ha co-sceneggiato 'Hum Tum' e ha esordito alla regia con 'Salaam Namaste', a cui sono seguiti 'Ta Ra Rum Pum' e 'Bachna Ae Haseeno'. Regala un cameo in 'Salaam Namaste', quasi alla fine della pellicola, nel ruolo del tassista

* Preity Zinta ha debuttato in 'Dil Se' di Mani Ratnam con Shah Rukh Khan. Ha recitato in pellicole in diverse lingue indiane e in produzioni internazionali. E' coproprietaria di una squadra di cricket dell'Indian Premier League: i Kings XI Punjab. Nota anche come la 'Pretty Woman' indiana, Preity Zinta nel 2003 ha dimostrato un coraggio non comune testimoniando in un processo per mafia senza ritrattare la deposizione rilasciata prima dell'udienza (a differenza di quanto fatto da 13 altri testimoni, fra cui due impavidi maschioni: Salman Khan e Shah Rukh Khan). La stampa la ribattezzò 'il solo uomo a Bollywood'...

* Saif Ali Khan è figlio dell'attrice Sharmila Tagore ('8 x 10 Tasveer'). Soha Ali Khan ('Dil Kabaddi') è sua sorella. Si è aggiudicato il National Award come miglior attore per 'Hum Tum' (2004)

* 'Salaam Namaste' è stato il primo film Hindi interamente girato in Australia

* Altri cameo di volti meno noti: la donna e il bambino in libreria sono la moglie e il figlioletto di Arshad Warsi. L'uomo che legge il giornale sull'autobus, accanto a Preity Zinta, è il suo (ex?) fidanzato

* In una sequenza con Javed Jaffrey, viene diffuso il citatissimo tema de 'Il Buono Il Brutto Il Cattivo'. Il personaggio di Jaffrey menziona Roma

* Non perdetevi gli esilaranti titoli di coda: Saif Ali Khan è scatenatissimo

* Aggiornamento del 30 agosto 2010: nell'estate 2009, Salaam|Namaste è stato trasmesso da Rai 1, doppiato in italiano, col titolo Cuori in onda. 2.317.000 telespettatori (fonte TvBlog).

GOSSIP&VELENI

* Abhishek Bachchan COSI' non l'avete mai visto...

* Saif Ali Khan è fidanzato con Kareena Kapoor ('Jab We Met'). In passato era stato legato all'italiana Rosa Catalano

* Considerazione fra noi pochi intimi: quando si tratta di Bollywood, non importa QUANTO la pellicola sia melensa, tamarra, implausibile, sdolcinata, esagerata, retorica, strappalacrime. Mentre inorridita ripasso mentalmente tutti questi aggettivi, da brava tossica il dito è già posizionato sul tasto play del telecomando per sciropparmi il film successivo. Potere di un cinema ingenuo, divertente, cialtrone, pieno di candore e adorabilmente kitsch che induce ad un'assuefazione più pericolosa di quella provocata dall'eroina. Bollywood batte Hollywood 1-0. Non c'è altro da aggiungere

16 dicembre 2008

DIL CHAHTA HAI


Akash proviene da una famiglia benestante ed è abituato a vivere come gli pare, è sicuro di sé e si diverte spudoratamente nonostante i genitori siano abbastanza furbi da accorgersi che materialmente non sta combinando un cavolo . Da bravo figlio di papà fa finta di non sentire e rimanda fin che può gli impegni col lavoro e con la vita.
Non c'è da dargli torto.
Siddarth, al contrario, è eccessivamente responsabile. Un tipo introverso, riflessivo e con un estremo amore per l’arte; vive tra le tele della sua soffitta e le serate in compagnia degli amici (forse le uniche vere proprie occasioni in cui, seppur trascinato, riesce ad uscire di casa). Ha un ottimo rapporto con la madre single che lo ha cresciuto alla pari, ma i problemi nascono il giorno in cui inizia ad interessarsi alla conturbante vicina , già adulta, e con pendenti problemi familiari a cui si aggiunge un avanzato stadio di depressione.
Nasce un delicato rapporto di complicità, mai forzato e mai volgare.
E poi Samir, ipersensibile , appiccicoso e coccolone, una ragazza vale l’altra per lui, purchè possa sbavare ai piedi di qualcuna. L’idea di essere innamorato lo intrattiene più dell’amore in sé per sé e vive di costanti e frivole infatuazioni.

Tre personalità a confronto, neanche la nostra più fervida immaginazione saprebbe immaginarli inseparabili amici, e una storia che ad un primo sguardo appare già sentita e banale.
Eppure c’è il trucco.
Ed ecco che la magia esce fuori dal cilindro di Farhan Akhtar, un regista giovane , promettente, straordinariamente moderno, (e, da non dimenticare, straordinariamente figo) intelligente nel dipingere psicologie ma al tempo stesso sapiente intrattenitore (come scordarci il look disco del trio Saif-Akshaye-Aamir nella canzone "Koi Kahe Kehta Rahe"?)
Certo non è un film perfetto, il pre-climax risente un po’ della moda cinematografica degli anni precedenti, e cioè, l’inserimento classico di un matrimonio che sta per compiersi, all’improvviso fermato da un atto “eroico” di Aamir Khan (non invitatelo mai alle cerimonie). Insomma, fuggire con la sposa sembra essere quasi uno sport, si è già visto molte volte, e qui, forse, si poteva anche evitare.
Carinissima invece la scena della cena a casa di Shalini in presenza del suo fidanzato. Particolarmente interessante il continuo gioco di sguardi a insaputa del promesso sposo, abbastanza idiota e disorientato, mentre Aamir sa il fatto suo e lancia delle battute al vetriolo. Non è mai stato così affascinante (forse è il caso di non invitarlo mai nemmeno alle cene)…

Le strade si dividono e cosa resta della vecchia amicizia?
Lo stesso tema verrà ripreso in modo diverso in Rock On!! Film del 2008 che tra l’altro vedrà proprio il debutto come attore del regista di Dil Chahta Hai, Farhan Akthar. Seppur diverse, ora più che mai, queste due pellicole mi sembrano unite da un motivo di sottofondo : non è mai troppo tardi per ritrovarsi, meglio vincere l’orgoglio e passarci sopra, piuttosto che sbarrare porte e finestre ai primi accenni di temporale.

ANNO : 2001


TRADUZIONE DEL TITOLO : Desideri del Cuore

REGIA: Farhan Akthar

CAST:
- Aamir Khan - Akash
- Saif Ali Khan - Sameer
- Akshaye Khanna - Siddharth (Sid)
- Preity Zinta - Shalini
- Sonali Kulkarni - Pooja
- Dimple Kapadia - Tara Jaiswal

La COLONNA SONORA (firmata Shankar-Ehsaan-Loy) è sobria e metropolitana, così come l’abbigliamento degli attori, una standing ovation al costumista per il look favoloso di Aamir Khan. Che siano camicette, completi o T-shirts, il risultato è sempre da 10 e lode.


RECENSIONI

The Hindu (Entusiasta)
Recensione Originale

Bollywood hungama ** 2/5 (Impietosa)
Recensione Originale

Caterina **** 4/5
Un film senza dubbio interessante che merita di essere visto con attenzione.
Gli attori sono eccezionali e il giovane Farhan alla regia aggiunge quel tono di freschezza e spontaneità.
Nonostante Akshaye Khanna questa volta gli dia seriamente filo da torcere, la scena la domina inevitabilmente Aamir Khan, disinvolto e sbruffone quanto basta, elegante e casual nelle giuste dosi, sempre a suo agio e capace di scuotere e mobilitare una Preity Zinta ancora insicura.
L’ho guardato e mi sono divertita. W la nuova generazione di Bollywood!!


RICONOSCIMENTI E PREMI:

2002 Filmfare Awards

Best Supporting Actor - Akshaye Khanna
Best Comedian - Saif Ali Khan
Critics Award Best Movie
Best Screenplay
Best Choreography
Best Editing
RD Burman Award for New Music Talent - Shankar-Ehsaan-Loy

Per comodità sto citando solo i Filmfare Awards vinti… attenzione, ci sono altrettante nominations, e vittorie anche ai Zee Cine, IIfa e Star Screen Awards e il prestigioso National Award.