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19 luglio 2019

THE DIRTY PICTURE



L'importanza di The Dirty Picture nella storia del cinema popolare indiano è maggiore della qualità della pellicola. TDP è talmente significativo, per numerose ragioni, che non solo si è meritato un successo clamoroso infiammando pubblico e critica, ma potrebbe addirittura aggiudicarsi il titolo di film del decennio, strappandolo a pellicole migliori. TDP sprigiona una forza travolgente. E' riuscito nell'impossibile. E' un superfilm. Con una deflagrazione di portata continentale, TDP ha creato un caso mediatico e di costume. Sono trascorsi quasi 8 anni dalla distribuzione nelle sale, eppure l'impatto è ancora avvertibile.

Cosa rende TDP così straordinariamente unico?
Di sicuro ciò che poteva (si temeva potesse) essere e non è: una scontata commediola per adulti, scollacciata e pruriginosa. 
Di sicuro il soggetto impudico. TDP incendia le fantasie del pubblico maschile indiano narrando la vita della sensualissima attrice Silk Smitha, sex-symbol del cinema del sud, e investigando il fenomeno delle pellicole softcore (per lo standard locale) degli anni ottanta. Forse per la prima volta viene affrontato un tema tanto scabroso in un film di intrattenimento.
Di sicuro la storia al femminile che pone al centro una figura ben lontana dall'iconografia classica dell'eroina hindi, e che ribalta completamente il ruolo tradizionale della donna nell'industria cinematografica popolare. Silk è investita dello stesso potere scenico sino ad allora riservato solo ai protagonisti maschili, in termini di rappresentazione, battute folgoranti, estetica e quant'altro. TDP non si è limitato a tracciare un sentiero: dalla sera alla mattina, ha materializzato un'autostrada grazie alla quale tutte le professioniste del settore - e non solo le attrici - da quel momento in poi hanno potuto dimostrare la propria forza e il proprio valore a colleghi e spettatori.
Di sicuro una regia - maschile - misurata e leggera, che non perde mai di vista il divertimento e che non scade mai nel cattivo gusto (applauso a scena aperta a Milan Luthria, grandissimo).
Di sicuro una sceneggiatura - maschile - che, pur con qualche lacuna, scivola via robusta e godibile, e che si sforza di rendere giustizia alla protagonista (applauso a scena aperta a Rajat Aroraa, grandissimo).
Di sicuro la produzione - femminile - che non solo ha sempre tenuto in pugno il progetto imponendo la propria visione a regista e sceneggiatore, ma che lo ha anche sostenuto e promosso con un vigore encomiabile, malgrado l'assenza di una superstar maschile come protagonista (Emraan Hashmi si limita ad un ruolo di supporto), inebriando il pubblico potenziale con una campagna spumeggiante, capillare ed efficace. Una campagna che ha posto l'accento sull'intrattenimento puro, omettendo il risvolto tragico, eludendo scaltramente l'errore nel quale si incorre in India quando si pubblicizza un titolo al femminile, quello cioè di indurre lo spettatore a credere che si tratti di un film d'autore (standing ovation per l'intrepida Ekta Kapoor, grandissima).  
Di sicuro una rappresentazione solare della sensualità che è allegria spudorata e gioia di vivere e risata che sgorga.

E non dimentichiamo i pregi del film.
Primo fra tutti la performance di Vidya Balan, immensa, senz'altro il fattore determinante che ha reso TDP ciò che è: una pellicola audace e innovativa, una commedia che non è solo una commedia. Vidya spazza via inibizioni e condizionamenti, e regala al suo personaggio la giusta licenziosità. Vidya è incontenibile, generosa, conturbante, spregiudicata, marcia come un treno, a testa alta, noncurante delle conseguenze. Un applauso senza fine al suo coraggio.
Nel cinema popolare indiano di solito i protagonisti negativi vengono rappresentati in modo apologetico, quasi come modelli da seguire. TDP non commette questo passo falso e nemmeno azzarda giudizi morali. Regista e sceneggiatore sono innamorati del personaggio, e si vede, ma lo offrono per quello che è, senza edulcorazioni. Lo spettatore? Parlo per me: confesso che all'inizio ho nutrito qualche perplessità, poi, con il dipanarsi della narrazione, sono stata catturata da Silk, dalla sua impudenza, dalla sua prorompente vitalità, dai suoi errori (non ultimi, sovrastimare il proprio divismo e sottostimare l'ego smisurato di una superstar maschile), dal suo dramma.
I dialoghi di Rajat Aroraa sono pungenti, costellati di battute salaci, e qualificano i personaggi più delle loro azioni. Le interazioni acquistano vivacità e pienezza, le relazioni prospettiva, la storia profondità.
Naseeruddin Shah è una sorpresa e un vero spasso, anche se talvolta sembra navigare in acque poco conosciute. Emraan Hashmi offre a Vidya un validissimo, rispettoso supporto: il suo Abraham è l'unico personaggio, in quell'esclusivo ambiente infettato da ipocrisie, a conservare una certa integrità. Apprezzabile il contributo di Tusshar Kapoor.
Le scenografie e i costumi sono spettacolari. La Chennai degli anni ottanta è stata ricreata in modo superbo negli studi di Film City a Mumbai. Le atmosfere vintage sembrano congeniali a Milan Luthria, che in precedenza mi aveva già ammaliato con la rappresentazione dei violenti e modaioli anni settanta in Once upon a time in Mumbaai (sempre prodotto da Ekta Kapoor).  
Che bello assistere ad un cinema che si rinnova di settimana in settimana. Che cresce, cambia, sperimenta, osa. Un cinema che col suo candore e col suo travolgente work-in-progress stupisce un pubblico occidentale intorpidito.

TDP non è privo di difetti, ma mi è difficile individuarli con chiarezza. Qualcosa nella narrazione e nel personaggio principale non mi torna, anche se capisco l'esigenza di Luthria di trovare un equilibrio fra solidità e intrattenimento. Talvolta è meglio chiudere un occhio su imperfezioni e lacune e applaudire progetti che tentano di essere innovativi e nel contempo di raggiungere il maggior numero possibile di spettatori. In fondo quale tipo di impatto sociale può provocare in India un film d'autore se nessuno lo guarda? Non sono forse pellicole come TDP ad ottenere risultati concreti? 

TRAMA

Reshma scappa di casa alla vigilia del suo matrimonio, tenta la fortuna nel cinema, si trasforma in Silk e diventa una star. Una cavalcata giocosa ed entusiasmante. Silk non è proprio candida, non è proprio un'attrice, ma possiede il talento innato di titillare i desideri più reconditi del pubblico maschile, scatenando apprensioni e inevitabili gelosie (e qualche emulazione) in quello femminile. Il successo però non è sinonimo di felicità. 

LA BATTUTA MIGLIORE

* Una delle più famose nella storia del cinema indiano: 'Filmein sirf teen cheezo ke wajah se chalti hai: entertainment, entertainment, entertainment. Aur main entertainment hoon - Films do well only because of three reasons: entertainment, entertainment, entertainment. And I am entertainment'. In hindi suona decisamente meglio. Grazie a Filmy Quotes.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Le sequenze indimenticabili sono diverse. Forse la mia preferita è la scena ambientata in un glorioso cinema tradizionale monosala, desolatamente vuoto, che, all'apparizione di Silk sullo schermo, viene preso d'assalto da un rumoroso carosello di spettatori. Acclamazioni, danze, applausi, canti, lanci di monetine. Termina il numero di Silk, e tutti spariscono, in attesa del numero successivo...

RECENSIONI

Rediff: *** 1/2
"Balan's heroine Silk (...) is a highly empowered woman (...). She does what she does (...) simply because she loves it. She feeds off the attention, the control, the adulation and the sizzle of the spotlight. Balan exultantly runs with it, making the character her own with remarkable commitment to the role. There is no vulgarity (...) simply because Balan visibly chooses to have a helluva time. She might not match the legend whose name she's borrowed in terms of sheer screen raunch, but outdoes her with an assault of unashamed oomph. Vanity is disregarded early on as we see the actress' paunch rolling over her waistline, even when she's at her hottest, and later, as her gut barrels out of shape and yet she continues to wear midriff-baring tops, we see just how defiantly unapologetic she is. The film too is defiant, but in more juvenile fashion. Director Milan Luthria's approach to this heroic harlot is a masala one, and in its urge to please crowds, forsakes much potential nuance that could have made this a great film instead of merely a film with a great lead character. There is a surfeit of cartoonish sound effects and annoyingly convoluted lines of dialogue; the storyline settles into predictability halfway through, and never bothers to thrill again; and the one flagbearer for cerebral cinema - an impressive and subdued Emraan Hashmi (...) - sells out promptly enough to become yet another ludicrous star. It is as if, in its rabid defense of formulaic masala, the film condemns any manner of cinema not subscribing to the bums-on-seats credo - and so strong is this unwarranted shunning of the sensible, as it runs like a theme through this film, that it makes The Dirty Picture appear not just insecure but fairly shaky. Pity. Having said that, the film is far more engaging than most Bollywood produce. And it's not just the bosom. Naseeruddin Shah plays a larger-than-life movie star with infectious glee, grotesque neck-skin folds never quelling his mojo. It's a caricature, but Shah squeezes in much lovely detail, from a genteel sense of the proper (if only in front of the flashbulbs) to a foppishly detailed prescience about action cinema of the 80s. His genius is a curse, he claims with extreme world-weariness, and the effect is delightful. (...) It's a very demanding part, and Balan shows that she's worthy of both wolf-whistles and applause. It's a dazzling performance - and a remarkably brave one, considering we live in a country so cinematically repressed (...). Constantly convincing, Balan proves so dynamic that she even makes her parts of the tinny SalimJaved-lite dialogues work. There is a lot of talk of legitimizing the lewd and the hypocrisy of audiences and critics, and Balan might as well be talking about herself in this film, and not Silk, and she delivers the lines in fiery style. She's a treat. (...) It's a performance to be grateful for. So thank you, Ms Balan". 
Raja Sen, 02.12.11

Hindustan Times: ***
"I desideri sessuali del maschio indiano sono influenzati dalle antiche sculture (vedi Khajuraho). Silk Smitha rappresenta quell'estetica femminile sul grande schermo, e The Dirty Picture è la sua storia. Il fem-jep (female in jeopardy = donna in pericolo) è un popolare genere cinematografico americano. Madhur Bhandarkar ne è il santo patrono hindi (Chandni Bar, Fashion). TDP non appartiene a quel filone: Silk si merita abbastanza quanto le capita. Difficile dire se il film racconti in modo veritiero la sua vita. Il veterano Bharati Pradhan, giornalista che intervistò Silk, ritiene che il personaggio sia piuttosto vicino all'originale. La differenza fra la Silk raffigurata in TDP e, a titolo di esempio, una Mallika Sherawat, è che, dopo aver assaporato un moderato successo in pellicole che per loro natura rimangono al di sotto del radar, di solito un'attrice cerca di 'ripulirsi' nel mainstream. Silk non lo fa. Non cerca il rispetto. La vicenda dovrebbe essere ambientata a Madras e di sicuro siamo negli anni ottanta. Ma potrebbe essere benissimo Bollywood. TDP, anche quando non tende a parodiare il suo soggetto, in qualche modo mantiene quell'atmosfera: dialoghi eccessivi, doppi sensi, sequenze chiassose con gli attori sempre in stato di emergenza. Qualche volta si rimane sospesi troppo nell'incredulità. Il film messo in scena in TDP e TDP sembrano combaciare. Quest'ironia intriga in modo bizzarro. Naseeruddin Shah è esilarante. Solo pochi brillanti attori di sesso maschile possono cambiare l'industria cinematografica commerciale guidata dalle star. Ma guardando Vidya Balan, ci si convince che il cambiamento può essere generato anche da un'attrice. Il suo ruolo in TDP è il più aggressivo visto da tempo".
Mayank Shekhar, 02.12.11

The Times of India: **** 1/2
"The Dirty Picture appartiene essenzialmente a Vidya Balan, che offre una performance torreggiante. Il punto di forza dell'interpretazione di Vidya è il fatto che, malgrado il suo personaggio sia una bomba sexy, la sessualità che rappresenta non diventa mai sguaiata o cruda. Anzi, i suoi tentativi di scioccare e meravigliare una società compassata che prospera sulla falsità sono irresistibili. Comunque il tour de force di Vidya non adombra i partner maschili, che fanno la loro figura nonostante il ruolo scarno. I dialoghi sfrontati di Rajat Arora aggiungono un gusto deciso. La sceneggiatura è senza esclusione di colpi, ma rifiuta di trattare il sesso come un semplice atto volgare. Applausi al regista Milan Luthria per aver gestito un tema così controverso con sensibilità e audacia. TDP non è solo il film della settimana bensì un lavoro seminale".
Nikhat Kazmi, 01.12.11

Cinema Hindi: **** 1/2 
Punto di forza: Vidya Balan, l'allegria, la rappresentazione potente di Silk e tutto ciò che TDP implica. 
Punto debole: ci devo ancora riflettere. 

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Vidya Balan - Silk 
* Naseeruddin Shah - Suryakanth
* Emraan Hashmi - Abraham
* Tusshar Kapoor - Ramakanth, fratello di Suryakanth

Regia: Milan Luthria
Sceneggiatura e dialoghi: Rajat Aroraa
Colonna sonora: Vishal-Shekhar. Vi segnalo il video del famosissimo brano Ooh La La Tu Hai Meri Fantasy: dopo quasi un quarto di secolo, sono riusciti a convincere Naseeruddin Shah a ballare.
Anno: 2011
Awards: la lista è impressionante (clicca qui). Elenco solo alcuni dei premi conferiti a Vidya Balan come miglior attrice protagonista: il prestigioso National Film Award, Filmfare Award, IIFA, Asia Pacific Screen Award, Screen Award, Zee Cine Award (miglior attrice e miglior attrice per la critica), Stardust Award (miglior attrice in un ruolo drammatico e star dell'anno).


RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Ekta Kapoor: The Revised Version, Tavishi Paitandy Rastogi, Brunch, 03.12.11 - "Ritengo che negli affari l'aspetto commerciale sia importante quanto quello creativo. E ciò va tenuto a mente. Le mie pellicole sono diverse ma onestamente non le definirei molto coraggiose. Ad esempio: LSAD e Shor in the city sono inusuali, realizzati sulla base di una certa idea ma destinati ad un certo pubblico, e hanno funzionato. OUATIM è un regolare film commerciale. Secondo me è The Dirty Picture il più coraggioso, perchè per la prima volta ho tentato di mescolare i due aspetti, di mescolare le classi e di raggiungere comunque le masse. Da un lato ho prodotto una pellicola su un'attrice soft porno che non è un documentario, e dall'altro ho preteso che non fosse una semplice esposizione di sesso e di nudo. E nemmeno una storia triste. La protagonista non è una vittima, bensì una donna audace e del tutto non apologetica che celebra la sua sessualità e diviene una forza con cui fare i conti. E' stato davvero piuttosto complicato e decisamente azzardato produrlo, ma ho corso il rischio'. Nella stessa intervista, Ekta inoltre dichiara: 'For me, this entire film has been a gamble. I started TDP with a loss. (...) People told me not to take it up. I did. People told me not to cast Vidya in this role. I did. The same people today are stunned'. (Una curiosità: Vidya Balan aveva già partecipato ad una produzione di Balaji agli inizi della sua carriera, la sitcom televisiva Hum Paanch).
* It's been a hurricane of sorts!, Ekta Kapoor, The Times of India, 05.12.11: 'Truly overwhelmed with the feedback that TDP is receiving. It’s taken the audiences by storm. I smile when I hear people calling it a game-changer and myth-buster. (...) I cannot stop gushing over the reviews that TDP has garnered. I’m glad that people are loving it. There’s praise coming in from every quarter. It’s been a hurricane of sorts. I’ve said it before and I’ll say it again - Vidya is the only actress who could pull this off with panache! I remember narrating the script to her and her shocked expression. I told her, “You can do it.” She transformed herself into the character and had everyone enchanted with her curves, passion and drive. Every award next year belongs to Vidya!'.
* Why Vidya Balan Rules, Vir Sanghvi, Brunch, 17.12.11: 'For two weeks now everyone I know and possibly most of urban India has been going crazy about Vidya Balan. Nearly everywhere you go she is the subject of discussion and the conversations are nearly always flattering. The obvious point of reference is The Dirty Picture. For two months before the movie released, Vidya was everywhere. Never before in the history of Indian cinema has a star done so much publicity for a film. And The Dirty Picture was not even a big budget special effects extravaganza. (...) But Vidya appeared on every television show you could think of (and many that you would never have thought of) and in every print publication. (...) Could it be that everyone loved The Dirty Picture? The box office figures suggest that it will be a massive hit not just relative to its (somewhat modest) budget but compared to most other films released this year. Obviously, this is a picture that everyone has seen and liked. Or it could be that they all think that Vidya is terrific in the movie (which she is)? Few actresses could have carried off that role with so much aplomb and managed to hold their own against an actor of the calibre of Naseeruddin Shah who gives one of his best ever performances. (...) The Dirty Picture represented a huge risk. Hindi cinema no longer requires its heroines to be virginal angels of innocence. But I can’t think of a single other film where a heroine is shown as seducing a man simply to advance her career and is still treated as a sympathetic character. And then there was the terrible visual deterioration that her character suffered at the end of the movie. Which heroine would agree to do all this without wondering about the effect on her stardom? But Vidya took the risk. She liked the role, she said. It offered her a chance to take a character that society looked down on and to invest that person with dignity and depth. Her character didn’t have to be somebody you felt sorry for. You just had to accept that she was an independent woman making her own choices in her own interests. “‘Treat her with respect,’ was my motto,” she says. Now that the risk has paid off and the film is such a stupendous success, it is easy to say that Vidya was right to take the role. But had it gone wrong, it could well have been career suicide'.
* Silk Smitha's Bold Interview: nel 2013 Filmfare ripropone un'intervista concessa da Silk Smitha nel 1984.

CURIOSITA'

* Silk Smitha (1960-1996) ha recitato in centinaia di pellicole di successo in lingua tamil, telugu, malayalam e kannada (qualcuna anche in hindi). Il corpo senza vita dell'attrice venne rinvenuto nel suo appartamento di Chennai nel 1996. Le cause della morte non furono mai chiarite, ma si ventilò l'ipotesi del suicidio. In questo video potete ammirare la vera Silk Smitha in azione. Nel 2013 sono stati distribuiti Dirty Picture: Silk Sakkath Hot, film di grande successo in lingua kannada interpretato dall'attrice pachistana Veena Malik, e Climax, film in lingua malayalam interpretato da Sana Khan, entrambi ispirati alla vita di Silk Smitha.

Silk Smitha

* Il periodo 2009-2012 è stato davvero dorato per Vidya Balan, soprannominata in quegli anni The Balan, The (Wo)man. L'attrice ha inanellato una collana di successi clamorosi: Paa (2009), Ishqiya (2010), No One Killed Jessica e The Dirty Picture (2011), Kahaani (2012). E una pioggia di premi come miglior attrice protagonista, fra cui: Filmfare Award (Paa, Ishqiya - per la critica -, TDP, Kahaani), IIFA (Paa, TDP, Kahaani), National Film Award (TDP), Screen Award (Paa, Ishqya, TDP, Kahaani), Zee Cine (Ishqiya, TDP - anche per la critica -, Kahaani - per la critica -).

National Film Awards

* Per Ekta Kapoor gli anni 2010-2011 sono stati fondamentali, biennio in cui la produttrice ha finanziato progetti che hanno scosso l'industria dei sogni di Mumbai dalle fondamenta: Love Sex Aur Dhokha, OUATIM, Shor In The City, Ragini MMS, TDP. 
* Vidya Balan è stata la madrina dell'Indian Film Festival of Melbourne 2012. La locandina ufficiale dell'evento è una magnifica rielaborazione grafica del personaggio interpretato da Vidya in TDP.



16 gennaio 2012

SHOR IN THE CITY

Fresco della nomination come Miglior Film agli Star Screen Awards (il premio è andato però ex aequo a Zindagi na milegi dobara e all'acchiappatutto The Dirty Picture), Shor in the city è l'ultima fatica del duo Krishna D.K. - Raj Nidimoru, sceneggiatori e registi del bellissimo 99.

TRAMA

Tilak (Tusshar Kapoor), Mandook (Pitobash Tripathy) e Ramesh (Nikhil Dwivedi) sono tre amici che cercano di sbarcare il lunario con pratiche non propriamente legali. Abhay (Sendhil Ramamurthy), di ritorno dagli Stati Uniti, è in India per intraprendere un piccolo business. Sawan (Sundeep Kishan) è un giovane che aspira a diventare giocatore di cricket professionista, incalzato dalla fidanzata Sejal (Girija Oak), che altrimenti teme di dover sottostare ad un matrimonio combinato. Tutti insieme animano le vie della città più multiforme del mondo, Mumbai.

RECENSIONI

The Times of India ****
Sfrigolante caleidoscopio della caotica, torbida Mumbai, Shor in the city non regala un senso di déjà vu. Il film rappresenta la metropoli come fosse un personaggio, tanto spigoloso, enigmatico ed isterico quanto i vivi protagonisti della storia. E a dispetto del crudo scenario, si avverte una corrente sotterranea di speranza e di innocenza che sembra sprigionarsi dai luoghi più inattesi. Grazie alla spiritosa sceneggiatura (Raj Nidimoru e Krishna DK), all'eccellente fotografia (Tushar Kanti Ray) e alla colonna sonora piena di energia (Sachin-Jigar), SITC è un altro titolo che infrange le norme offerto dalla produttrice Ekta Kapoor, dopo Love Sex Aur Dhokha e Once upon a time in Mumbaai. Non perdetevi questa black comedy dotata di cuore e anima.
Nikhat Kazmi, 28.04.11
La recensione integrale.

Hindustan Times ***1/2
Shor in the city è un film dalla consistenza ricca che si offre come un flusso di coscienza. Tutto può accadere a Mumbai, l'indiscussa protagonista di SITC. La camera cattura abilmente la metropoli, regalando quel tipo di estenuante esperienza che gli stranieri in visita a Mumbai spesso (e con gentilezza) definiscono schiacciante. I personaggi sono ispirati. Ciò che si nota in questa pellicola che è in primo luogo un film su una metropoli, è la sua audacia assoluta, la sua verve e il suo umorismo adorabilmente assurdo. SITC è diretto da due registi di basso profilo (Raj Nidimoru e Krishna DK), il cui ultimo lavoro (99) passò inosservato perchè (almeno in apparenza) il pubblico era troppo occupato a seguire il torneo IPL (*) di cricket in tv. La loro filmografia è imbevuta di quello spirito che caratterizzò il miglior cinema indipendente britannico degli anni novanta (Full Monty, Trainspotting, ecc.). Ed è lo stesso spirito che definì i primi lavori di due altri raffinati registi che, come loro, emigrarono dall'Andhra Pradesh a Mumbai: Nagesh Kukunoor e Ram Gopal Varma. Shor o rumore costante è chiaramente l'energia insopprimibile che si respira nell'aria di Mumbai. Se lo stupendo Maximum city di Suketu Mehta fosse un film, sarebbe molto simile a SITC.
(*) Indian Premier League (nota di Cinema Hindi).
Mayank Shekhar, 29.04.11
La recensione integrale.

Diana ***1/2
Difficile trovare un film così ben scritto, con dei personaggi ancor meglio delineati. I protagonisti di Shor in the city sono interessanti e caratterizzati, si trovano (o si mettono) in situazioni al limite e mostrano il loro lato più meschino ma anche l'istinto e la capacità di sopravvivenza. I confini morali sono spostati un po' più in là, si è disposti a cedere al compromesso se non alla corruzione. Le occasioni di ripensamento sono poche e vanno colte per potersi, forse, redimere.
La narrazione scorre con ritmo, l'alternarsi delle vicende assicura dinamismo, il mood della pellicola è agrodolce, a tratti cupo e sconfortante. Shor in the city  è un film scritto, diretto, prodotto ed interpretato da professionisti.
Krishna D.K. e Raj Nidimoru  sono due da tenere d'occhio!

Il bello:
- La scena in cui Abhay, Tilak e Ramesh, per curiosità e per gioco, vogliono fare esplodere, in un campo isolato, un piccolo ordigno. Mentre aspettano la detonazione, un bimbetto di strada raccoglie la bomba. I tre, nel panico, inseguono il ragazzino urlando, mentre lui scappa senza mollare il tesoro che ha trovato. Tutta la superficialità, la trivialità, l'ottusità e la meschinità dei tre amici; tutta l'indigenza, la fame e l'incolpevole rapacità del bambino, dal posizionamente dell'esplosivo all'epilogo: quattro minuti di tragico, struggente, altissimo cinema.

Il brutto:
- La sceneggiatura è quasi perfetta. Quando si arriva così vicini al sublime divento ingorda e pretendo l'impeccabilità.
- La visione cinica, che però è anche il bello del film.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Abhay - Sendhil Ramamurthy
Tilak - Tusshar Kapoor
Ramesh - Nikhil Dwivedi
Shalmili - Preeti Desai
Sawan - Sundeep Kishan
Mandook - Pitobash
Sapna - Radhika Apte
Sejal - Girija Oak
Tipu - Amit Mistry as Tipu
Il malavitoso - Zakir Hussain

Scritto da Krishna D.K., Raj Nidimoru e Sita Menon

Diretto da Krishna D.K. e Raj Nidimoru

Prodotto da Ekta Kapoor e Shobha Kapoor

Musiche di Sachin, Harpreet e Jigar

Lirycs di Priya Panchal e Sameer

Distribuito da  Balaji Motion Pictures e ALT Entertainment

Anno 2011

AWARDS

- Star Screen Awards per Miglior attore in un ruolo comico a Pitobash.

- ZeeCine Award Best Singer (Female) a Shreya Ghoshal (Saibo)

- Con Shor in the City, Krishna D.K. e Raj Nidimoru hanno vinto il Best Director Award al MIAAC a New York.

CURIOSITA'

- Sendhil Ramamurthy è nato a Chicago da genitori indiani. E' un attore americano molto noto, soprattutto per la sua partecipazione al telefilm Heroes.

- EKTA KAPOOR: LA VERA SIGNORA DI BOLLYWOOD di CinemaHindi.

- Star Screen Awards, i nominati e i vincitori.

- Magnifiche inquadrature della metropoli come quelle di Shor in the city, sono frequenti nei film ambientati a Mumbai. Il fascino stesso della città è talmente potente che essa diventa uno degli elementi più influenti ed interessanti del film. Come anche in A Wednesday! e Dhobi Ghat.

Il sito ufficiale del film.

27 aprile 2011

GOLMAAL 3



Golmaal 3 ha riproposto per il Diwali 2010 il duo regista-attore Rohit Shetty-Ajay Devgan, incendiando ancora una volta il botteghino dopo la vittoria di Golmaal returns in occasione del Diwali 2008 e di All the best: fun begins in occasione del Diwali 2009. Alla luce di questa invidiabile tripletta, e considerando l'intera filmografia di Shetty (con l'esclusione della pellicola di debutto, Zameen, che è un action movie), analizziamo le caratteristiche delle fortunate commedie del regista: Golmaal, Sunday, Golmaal returns, All the best: fun begins e Golmaal 3.

* Ajay Devgan sembra essere il comune denominatore. La star è infatti protagonista - ad oggi - di tutti i titoli di Shetty (arcinota è l'amicizia che li lega da sempre). Nelle commedie di Shetty, Ajay abbandona terreni più familiari per votarsi a ruoli comici, superando la prova malgrado la qualità non esaltante delle pellicole. Mettiamola così: anche Devgan avrà bollette, rette scolastiche, parcelle del dentista da pagare.
* Tutte le commedie presentano cast affollati e nomi ormai abituali: Arshad Warsi (il preferito, assente solo in All the best), Tusshar Kapoor, Kareena Kapoor, Shreyas Talpade, Johnny Lever, Sanjay Mishra, eccetera.
* Le irrealistiche scene d'azione sono essenziali quanto le gag comiche. Combattimenti, esplosioni, inseguimenti. Automobili d'epoca o comunque dal design originale, dai colori sgargianti, che sembrano vivere di vita propria, si inerpicano ovunque, ingaggiano improbabili duelli, si scontrano allegramente accartocciandosi come bignè.
* Le sceneggiature sono esilissime, con l'eccezione di Sunday. I personaggi bidimensionali. La premessa sempre la stessa (con l'esclusione di Sunday): fannulloni che sbarcano il lunario con piccole truffe o che vivono di espedienti, e la bellona di turno da conquistare o da mantenere.
* La fotografia è di ottima qualità e valorizza i coloratissimi set dalle tonalità pastello (ma sature) o fluorescenti. E' tutto volutamente ultra-finto e ultra-vaporoso: sceneggiature, personaggi, situazioni, scenografie, costumi. Location vacanziere (Goa). Colonne sonore perfette per feste sulla spiaggia ma coreografie non memorabili.
* Impossibile non cogliere le similarità fra le commedie di Priyadarshan e quelle di Rohit Shetty: protagonista (ehm) musa (Akshay Kumar per Priyadarshan e Ajay Devgan per Shetty); cast affollati; attori abituali; finali caotici nei quali tutti i personaggi vengono coinvolti. I lavori di Priyadarshan, però, sembrano più articolati, con inquadrature spesso molto tecniche, e con un'irresistibile atmosfera da ruspante entroterra indiano.

Come giudicare dunque la filmografia di Rohit Shetty? Non aspettatevi commedie raffinate e intelligenti. Piuttosto tornate bambini: godetevi i colori, i buffi tic dei personaggi, le scazzottate, le automobili volanti e i fuochi d'artificio. Sunday è forse il titolo più interessante (da non perdere l'esilarante performance di Irrfan Khan). Ma G3 è quello che ha incassato di più.
G3 sembra il capitolo migliore della trilogia, con un minimo di quoziente emotivo al di là delle gag e delle scene d'azione. La rappresentazione dei personaggi affetti da balbuzie e da mutismo è indelicata, ma a parte questo non mancano episodi divertenti: l'incontro fra le due famiglie in occasione del matrimonio, e soprattutto la scena premiata come la migliore del 2010 ai Filmfare Awards (davvero godibile anche se poco elegante).

TRAMA

Pritam (Mithun Chakraborty) incontra nuovamente Geeta (Ratna Pathak) dopo lunghi anni di separazione. L'unione fra i due era stata in passato contrastata dal padre di lei (Prem Chopra). Entrambi non sposati e genitori adottivi di una schiera di orfani, decidono, con la collaborazione di Daboo (Kareena Kapoor), di coronare il loro sogno d'amore. Ma cosa dirà la gente? E soprattutto: come indurre la numerosa prole ad accettare il matrimonio?

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Le casine tradizionali in tonalità pastello, le automobili dalle forme tondeggianti e dai colori chiassosi, le festose canzoni bollywoodiane, i tramonti-spettacolo a Goa. Cosa desiderare di più? Ammiri gli scenari di G3 e ti senti un mentecatto. Non resta che valutare con rinnovato interesse l'opzione della fuga.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Le locandine ufficiali: tristi e banali, non rendono giustizia al look effervescente della pellicola.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
In un'industria nella quale i sequel raramente funzionano, il marchio Golmaal sembra aver trovato l'oro con la sua formula: rendere sensato l'insensato. Golmaal 3 è il film perfetto per il Diwali. E' una commedia scervellata non destinata ad un pubblico raffinato. Ma nessuno si lagna perchè è davvero divertente e chiassoso, grazie anche all'esplosione di colori nei set e nei costumi. G3 andava sfrondato di alcune gag ripetitive, ma nell'insieme è uno spasso.
Nikhat Kazmi, 04.11.10

Hindustan Times: *1/2
Golmaal 3 riporta agli anni settanta, e trae ispirazione per il suo umorismo solo da Bollywood. Praticamente ogni dialogo e quasi ogni scena rimandano ad un'altra pellicola o ad una celebrità. Il cast e la troupe si sono certamente divertiti a girare G3. Buon per loro. I personaggi principali e secondari sono molti, ma il link mancante è proprio il film. G3 dura tre ore, troppe per essere racchiuse in una sceneggiatura, ma il Diwali bussa alla porta e la narrazione non è importante: bastano buffonerie e dialoghi triti da parte di qualunque attore al momento disponibile.
Mayank Shekhar, 04.11.10

Cinema Hindi: **1/2
Punto di forza: la fotografia (****) e le performance
Punto debole: la sceneggiatura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Ajay Devgan - Gopal
* Kareena Kapoor - Daboo
* Mithun Chakraborty - Pritam
* Arshad Warsi - Madhhav
* Tusshar Kapoor - Lucky
* Shreyas Talpade - Laxman (I)
* Kunal Khemu - Laxman (II)
* Ratna Pathak - Geeta
* Johnny Lever - Pappi
* Sanjay Mishra - Daga
* Vrajesh Hirjee - Teja
* Mukesh Tiwari - Vasooli
* Prem Chopra - Prem Chopra (cameo)
* Ashwini Kalsekar - Chintu
* Murali Sharma - ispettore di polizia

Regia: Rohit Shetty
Sceneggiatura: Yunus Sajawal (All the best: fun begins) con la consulenza di Robin Bhatt (Kites)
Dialoghi: Farhad-Sajid (All the best) con la collaborazione di Bunty Rathore (All the best)
Colonna sonora: composta da Pritam, è molto allegra ma, a parte la title track tormentone (visualizzata da una coreografia purtroppo legnosa), poco incisiva. La rivisitazione di Disco dancer (video originale) e di Yaad Aa Raha Hai (video originale) è a cura di Amar Mohile (commento musicale di Sarkar Raj). I brani sono tratti da Disco dancer, 1982. Il commento musicale è di Sanjoy Chowdhury (All the best).
Coreografia: Chinni Prakash (Jodhaa Akbar), Ganesh Acharya (Dabangg), Rajeev Surti (Don), Seemaa Desai (Dil Toh Bachcha Hai Ji)
Fotografia: Dudley
Traduzione del titolo: golmaal indica una situazione caotica che implica inganno, raggiro (fonte: BollyMeaning). Aggiornamento del 18.10.11: nel glossario accluso al romanzo Le donne di Panjaur, il vocabolo gol-maal viene tradotto con disonesto, losco.
Anno: 2010
Awards:
* Filmfare: miglior sequenza (video);
* Star Screen: miglior performer (Ajay Devgan). Aggiornamento del 31.07.11;
* Golden Kela: alla serie Golmaal è stato assegnato il premio speciale per la peggior trilogia di sempre nella storia del cinema (aggiornamento del 31.07.11).
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Bollywood Hungama, 27.10.10: intervista a Kunal Khemu
* Bollywood Hungama, 04.11.10: dichiarazioni di Tusshar Kapoor
* Bollywood Hungama, 06.11.10: intervista a Tusshar Kapoor
* Bollywood Hungama, 21.10.10: intervista video a Kareena Kapoor, prima e seconda parte
* Bollywood Hungama, 28.10.10: intervista video ad Ajay Devgan, prima e seconda parte
* Bollywood Hungama, 28.10.10: intervista video ad Arshad Warsi
* Bollywood Hungama, 01.11.10: intervista video a Tusshar Kapoor
* Bollywood Hungama, 02.11.10: intervista video a Rohit Shetty
* Bollywood Hungama, 11.11.10: intervista video a Rohit Shetty
* Bollywood Hungama: lista di tutti i link agli articoli e ai video dedicati a G3

CURIOSITA'

* Golmaal 3 non è solo il titolo di maggior successo diretto da Rohit Shetty: Box Office India lo proclama anche il secondo nella classifica degli incassi del 2010 dopo Dabangg, e addirittura il quarto di tutti i tempi. Inoltre pare abbia concluso la prima trilogia comica nella storia del cinema hindi.
* Come da tradizione di Shetty, in G3 non mancano spettacolari scene d'azione. I terrorizzati attori hanno dovuto mettere alla prova il loro coraggio per affrontare le sequenze iniziali che li introducono: Ajay ritto sulle fiancate di due automobili in bilico, Kareena incollata sul cofano di un'auto in corsa (mezzo guidato dallo stesso regista), Arshad - a piedi - trainato da una moto a tutta velocità, Shreyas piazzato con una gru alla sommità di una ruota panoramica, Tusshar in auto su una colonna di macchine. Nell'inseguimento finale, sei automobili spiccano il volo, una delle quali si conficca nella ruota panoramica. Shetty ha dichiarato che lo stuntman abbandonò il mezzo a metà volo (non chiediamoci come). E a proposito: vista l'impossibilità di noleggiare una ruota panoramica, la produzione decise di acquistarla... Video del making delle scene d'azione iniziali.
* Il 2010 è stato per Ajay Devgan un anno incredibile, costellato da tre film di enorme successo (Raajneeti, Once upon a time in Mumbaai, G3), due piuttosto soddisfacenti (Atithi Tum Kab Jaoge? e Toonpur Ka Superrhero) e uno - il migliore - che purtoppo ha convinto il pubblico solo in parte (Aakrosh). Sul piano personale, ricordiamo la nascita del figlio Yug.
* Pritam ha composto le colonne sonore di entrambe le pellicole distribuite in occasione del Diwali: Golmaal 3 e Action Replayy. La seconda è una delle migliori colonne sonore del 2010.
* E' ormai pratica comune in India pubblicizzare i nuovi film nei programmi televisivi di maggior successo, soap opera comprese: i protagonisti delle pellicole regalano un cameo, una special appearance, o si prestano a partecipare a giochi o sfide. Quanto ai serial, diede il via Abhishek Bachchan nel 2008 per Drona (serie Balika Vadhu, video). Ricordiamo nel 2010 Akshay Kumar per Khatta Meetha (serie Sasural Genda Phool, video); Salman Khan per Dabangg (serie Laagi Tujhse Lagan, video); Neetu Singh e Rishi Kapoor per Do Dooni Chaar (serie Tarak Mehta Ka Ulta Chashma, video). Il cast di G3 ha scelto il quiz Kaun Banega Crorepati? (Chi vuol essere milionario?) condotto da Amitabh Bachchan, approfittando della puntata speciale del Diwali (video). Hindustan Times ha raccolto alcune dichiarazioni del riservatissimo Ajay Devgan: 'Sono sempre sotto pressione da parte dei produttori per partecipare a questo tipo di promozione. Se qualcuno lo ha fatto, allora anche gli altri devono seguirlo perchè il pubblico se lo aspetta. Nei programmi televisivi vengono scritte scene apposite che incorporano le star del cinema. Ma non è una buona idea. Non so quando la smetteranno. Un solo attore non può fermare questo processo: dovremmo farlo tutti insieme'.
* Negli ultimi due anni Goa ha ospitato un numero sempre crescente di set cinematografici, fra cui quelli di Golmaal returns, G3, Endhiran (Robot), All the best, Khelein Hum Jee Jaan Se, Kaminey, Guzaarish. Fra i meno recenti citiamo Josh, Golmaal e Honeymoon Travels Pvt. Ltd. Nel mese di marzo 2011 sembra che ben venti produzioni stessero girando contemporaneamente a Goa.
* Riferimenti a Bollywood: numerosissimi. Ne segnaliamo alcuni: Don, Ghajini (e il brano Behka), Chak De! India, Paa; la canzone Duniya Mein Logon Ko (Apna Desh, 1972); il compositore Pritam; Aamir Khan, Shah Rukh Khan, Salman Khan. E ovviamente i brani Disco dancer e Yaad Aa Raha Hai. Ricordiamo che in Disco Dancer (1982) il protagonista era proprio Mithun Chakraborty. La scena con Mithun e Prem Chopra contenuta in G3 si ispira al non esaltante Pyaar Jhukta Nahin (1985) di Vijay Sadanah (sempre interpretato da Mithun). La pellicola che la coppia di coniugi in G3 guarda mentre, alle loro spalle, si svolge la famosa scena premiata ai Filmfare, è Hum Saath-Saath Hain (1999) di Sooraj R. Barjatya.
* Film che trattano lo stesso tema: Hamare Tumhare (1979) di Umesh Mehra, Khatta Meetha (1978) di Basu Chatterjee. Il fratello di Shetty, Hriday, diresse nel 2005 Pyaar Mein Twist, una pellicola curiosamente simile a G3.

GOSSIP & VELENI

* Pare che ultimamente l'amicizia fra Ajay Devgan e Rohit Shetty si sia incrinata. Se vogliamo dare credito alla stampa scandalistica, sembra che Rohit abbia avvicinato Shah Rukh Khan per un progetto futuro che non coinvolgerebbe Devgan (si parla del remake di Angoor), e che Ajay si sia risentito per la frettolosità dimostrata da Shetty sul set di Bol Bachchan, frettolosità dovuta al desiderio del regista di buttarsi nella nuova avventura.
* Si vocifera che Arshad Warsi, dopo il successo di Ishqiya, abbia preteso un compenso altissimo dai produttori di G3, superiore a quello concesso a Kareena Kapoor e secondo solo a quello corrisposto ad Ajay Devgan.
* Rohit Shetty è il figlio del direttore di sequenze d'azione Jaggu Shetty, che dominò il campo degli action movie in lingua hindi negli anni sessanta e settanta. Anche il padre di Ajay Devgan, Veeru Devgan, è uno dei più importanti direttori di scene d'azione di Bollywood.
* Tusshar Kapoor è figlio di Jeetendra e fratello della produttrice Ekta Kapoor.
* Kunal Khemu è fidanzato con Soha Ali Khan, ed è più giovane di Soha di cinque anni.
* Ratna Pathak è la moglie di Naseeruddin Shah e madre di Imaad Shah (Little Zizou).
* Kareena Kapoor ha rivelato che Daboo è il nome del cane del padre. L'attrice ha insistito affinchè il suo personaggio si chiamasse così.
* Il prossimo lavoro di Shetty è un action movie, Singam, ispirato all'omonimo film in lingua tamil interpretato da Surya. A seguire Bol Bachchan, una nuova commedia, con Abhishek Bachchan e Kareena Kapoor. Superfluo precisare che Ajay Devgan compare nel cast di entrambi.
* Per il Diwali 2011, Ajay e Rohit pare che cederanno il passo a Ra.One, l'attesissimo film di fantascienza prodotto e interpretato da Shah Rukh Khan.