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08 maggio 2024

TERI BAATON MEIN AISA ULJHA JIYA


Di lacune ce ne sono, eppure nell'insieme Teri Baaton Mein Aisa Uljha Jiya non mi è dispiaciuto. Il film parte malissimo, con presagi di tormentose sciagure narrative e registiche. Dialoghi forzati e recitazione amatoriale da soap opera, esagerazioni, scenografie inquietanti. Vacillo per un attacco improvviso di agorafobia scatenato da quegli interni vasti come cattedrali. Gli innumerabili, nauseanti pregi dell'eroe mi inducono a vergognarmi del mio mortificante curriculum.
Poi per fortuna entra in scena l'eroina e la pellicola cambia registro. Le interazioni fra i due protagonisti sono speziate, Kriti Sanon adorabile, Shahid Kapoor competente come sempre. L'idea del film è molto intrigante, la sceneggiatura tenta di sostenerla e svilupparla in modo altrettanto intrigante, ma il risultato è di qualità instabile. La sceneggiatura perde spesso fuoco, dimentica l'obiettivo - o forse non lo ha mai avuto. L'argomento permetteva di volare alto. TBMAUJ poteva essere una satira pungente, oppure una riflessione - in tono leggero, certo - sul rapporto fra uomo e tecnologia e su un mucchio di altre cose. Purtroppo difetta di immaginazione. 

TRAMA

Durante un viaggio di lavoro, Aryan incontra Sifra, l'assistente personale della zia. Sifra è estremamente istruita, estremamente abile, gentile, accomodante, servizievole e bellissima. Aryan si ritrova innamorato perso quasi senza accorgersene. Ma la ragazza nasconde un non trascurabile segreto.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* L'esilarante episodio della denuncia alla stazione di polizia.
* In generale tutta la sequenza finale del malfunzionamento di Sifra.

RECENSIONI

Mid-Day: **
'The flip side of this film’s tone/genre is that it’s packed with such an OTT, stereotypically Delhi-Punjabi family, and other caricatures for characters, deliberately descending towards thorough silliness, that you might want to replace the rest of the humans in the movie with AI as well! (...) The filmmakers are way too busy attempting a comedy, with hardly a joke that lands, for us to be thinking about the essence of its purpose/point as much. I’m not saying they should’ve gone deeply meditative. (...) But just a few pauses and strong moments for pennies to drop could salvage a script far more obsessed with a commercially safe fam-dram (...) before fatigue eventually sets in'. 
Mayank Shekhar, 11.02.24

Film Companion:
'For most part, the story appears to unfold as a self-reflexive critique of Kabir Singh-style love stories. Everything points towards the commentary of confessional cinema. (...) Aryan is head over heels because Sifra is the primal male fantasy: Subservient, infantile, attentive, curious, sheltered. She cooks, cleans, serves, smiles and asks him innocent questions - (...) he teaches her Hindi slang, smoking, kissing, dancing. It's peak mansplaining. (...) But the enduring horror of this film is that it never gets its own memo. (...) You assume it's being snarky but it's actually being... sober. Apparently, Aryan's love for Sifra is perfectly acceptable. This is no indictment of Kabir Singh, this is Kabir Singh. (...) Every time you expect the screenplay to hold Aryan accountable for being a creepy guy with a fetish for compliant and mechanical soulmates, it turns him into a tortured hero. It refuses to recognise its own metaphor about an entitled Indian man treating his partner like an artificial being'.
Rahul Desai, 09.02.24

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: il soggetto, le interazioni fra Shahid Kapoor e Kriti Sanon.
Punto debole: vistosi errori di sceneggiatura, faciloneria.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Shahid Kapoor - Aryan, ingegnere robotico
* Kriti Sanon - S.I.F.R.A., androide
* Dimple Kapadia - Urmila, ingegnere robotico e imprenditrice, zia di Aryan
* Dharmendra - nonno di Aryan
* Janhvi Kapoor - cameo

Regia e sceneggiatura: Amit Joshi e Aradhana Sah
Colonna sonora: Tanishk Bagchi, Sachin-Jigar (anche commento musicale), Mitraz, Raghav. Segnalo il brano Akhiyaan Gulaab, composto e interpretato da Mitraz.
Fotografia: Laxman Utekar
Montaggio: Manish Pradhan
Traduzione del titolo: got so entangled/confused in your words
Anno: 2024

CURIOSITÀ

* Riferimenti al cinema indiano: Priyanka Chopra, Deepika Padukone, Katrina Kaif, Kareena Kapoor. Kriti Sanon danza sulle note del brano Dhak Dhak Karne Laga - incluso nella colonna sonora del film Beta (1992) -, accennando i passi della celebre coreografia originale interpretata da Madhuri Dixit.
* Film che trattano lo stesso tema: il delizioso Android Kunjappan Version 5.25 (malayalam), il bizzarro Enthiran (tamil), la serie OK Computer.

GOSSIP & VELENI

* [Spoiler] Dunque:
- che Aryan non intuisca subito la vera natura di Sifra mi fa sospettare che, come ingegnere robotico, sia una pippa;
- che Urmila abbia acconsentito a programmare Sifra anche per flirtare e accoppiarsi con esseri umani mi fa disidratare la mucosa all'istante. E che abbia coinvolto il nipote in questo - diciamo - esperimento sociale, e che sia tutta soddisfatta del risultato, beh, roba da prenderla a ciabattate in fronte;
- Urmila non sgama il nipote, quando Aryan manda all'aria il fidanzamento e le propone di spedirgli Sifra in India. Un'aquila proprio. E poi, non contenta, gli regge il gioco con la madre;
- un androide così sofisticato senza uno straccio di antivirus?? 
- ma non potevano ordinare all'inizio a Sifra di non svelare a nessuno il suo segreto?
- come può Aryan sposare Sifra se lei non ha documenti?
- l'unico argomento di Urmila contro la follia delle nozze è: il robot è di mia proprietà?? E poi lascia correre?? Davvero l'androide è l'unico normale in quella gabbia di matti;
- Urmila è la prima a vedere Sifra rientrare a casa, nota che qualcosa non va e non fa nulla. Però telefona al nipote. Ah beh allora tutto a posto;
- un androide così sofisticato che non si disattiva in automatico in caso di malfunzionamento? E che svalvola per un semplice problema di impianto? Ma il salvavita o roba simile non ce l'ha?
- un ingegnere robotico che affronta un androide malfunzionante con... una sciabola, certo. Poi, chi non ha una sciabola in casa? Posso rinunciare alla lavatrice, ma non alla mia sciabola;
- e perché Sifra non lo stritola? Si blocca solo perché Aryan le ha scorticato a sciabolate qualche centimetro di pelle finta? Non so, sviene dalla vergogna? Dal ridere?
- devo decidere se trovo più balzano il comportamento di Aryan o quello della sua famiglia che non vede l'ora di schiavizzare la nuora perfetta;
- ma poi mi dico: chi sono io per giudicare? Son qui a sfottere uno che se la fa con un androide, cioè evidentemente l'ultima frontiera del porno, ed io mi sparo maratone di film horror/splatter con mostri ululanti e gente squartata;
- allora mi son seduta a riflettere. E se possedessi un androide con le sembianze di sciarùk mio, programmato per compiacermi in tutto, mi ci accoppierei? Ci ho pensato su un bel po' (beh? non la smetteva di piovere), e alla fine ho concluso che mi accontenterei che passasse l'anticalcare e mi preparasse la frittata alle zucchine. Poi: avvisto zanzare/cimici/ragni in casa? Oplà, attivo la macchina assassina. Però sbaciucchiarmelo... bah, no. Mi limiterei ad una più asettica gratitudine. Sarà anche un androide, ma non merita rispetto?
- un attimo: non batto ciglio all'idea dello sterminio di forme di vita (per quanto oggettivamente ripugnanti), però mancare di rispetto a una macchina, cavolo, no. Ma com'è che son cresciuta così male? Son troppo sanguinaria. Corro a dileguarmi nell'ombra (voi dimenticatemi).

30 luglio 2022

HUM DO HAMARE DO


Segata via mezza stella per il maldestro trattamento del tema dell'adozione da parte della sceneggiatura. Il soggetto conteneva un brillante spunto per una commedia - un giovane uomo benestante, orfano da sempre, decide di adottare un padre e una madre -, ma la trama prende purtroppo una piega traditrice vanificandone l'originalità. Segata via un'altra mezza stella per l'insopportabile tiritera del wedding planner, con annesso imbarazzante zoo, e per il cugino rompiscatole.
Peccato perché Hum Do Hamare Do vanta un cast di un certo livello. Rajkummar Rao è l'adorabile attore che tutti amiamo, Paresh Rawal ispiratissimo, Ratna Pathak deliziosa e non mi stanco mai di ammirarla in azione, Kriti Sanon si sforza di offrire qualcosa che vada oltre il suo bell'aspetto e per questo la stimo. La sceneggiatura però è appesantita da un errore grosso come un macigno (le bugie non pagano e non mi fanno ridere) che assorbe una larga parte della storia, sottraendo spazio a tracce narrative più interessanti. Con il risultato di indebolire il rapporto fra i due protagonisti, complice anche una scrittura asfittica del personaggio di Anya, e di non far decollare quello, assai più tenero ed emozionante, fra i due genitori adottati. Sorvoliamo su dettagli abusati quali la figura del migliore amico privo di vita propria, o del promesso sposo che si rivela un perfetto idiota guarda caso al momento giusto. La regia non ha avvistato l'ostacolo contro cui HDHD stava andando a sbattere, o lo ha sottovalutato, e non si è quindi adoperata per aggirarlo.
Dopo una sfilza di thriller, avevo proprio voglia di un prodotto più leggero, ma HDHD è talmente inconsistente da volare via senza lasciare traccia.

TRAMA

Dhruv è un giovane imprenditore di successo. Anya una ragazza solare. Entrambi sono orfani. Anya desidera sposare un uomo la cui famiglia sia disposta ad accoglierla come una figlia. Dhruv si innamora di lei ma non osa confessarle di non avere i genitori. Anya ricambia il sentimento e non vede l'ora di conoscere i futuri suoceri. Dhruv decide allora di adottare per un breve periodo il celibe Premi e la vedova Deepti, due ex fidanzati che non si incontravano da anni. Ben presto il trio ci prende gusto a vivere come una famiglia, e anche Anya, ignara dell'inganno, si affeziona all'anziana coppia.

RECENSIONI

Film Companion:
'A vapid and unoriginal social comedy. Somewhere inside, there's a nice story about the core idea of family - but it's buried too deep to find it. (...) We've reached a stage in Hindi film discourse where if a movie is dated and formulaic, baffled viewers like myself tend to wonder if it's perhaps a deliberate ode to old-school Bollywood pulp. But I've no such conflicts about Hum Do Hamare Do, which is gratingly basic on many levels. (...) Happy song after sad song, the film seems to be going through the motions, more focused on following bullet-point structures than being honest about its themes. The performances barely matter'.
Rahul Desai, 29.10.21

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: Ratna Pathak e Paresh Rawal (****). Le loro interazioni sono incantevoli.
Punto debole: sceneggiatura incauta, frettolosa scrittura dei personaggi, alcuni espedienti narrativi triti o forzati.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rajkummar Rao - Dhruv
* Kriti Sanon - Anya, fidanzata di Dhruv
* Paresh Rawal - Premi (Purshottam), padre adottato da Dhruv
* Ratna Pathak - Deepti, madre adottata da Dhruv
* Aparshakti Khurana - Shunty, migliore amico di Dhruv

Regia: Abhishek Jain
Sceneggiatura: Prashant Jha
Colonna sonora: Sachin-Jigar
Fotografia: Amalendu Chaudhary
Montaggio: Dev Rao Jadhav
Traduzione del titolo: noi due i nostri due
Anno: 2021

CURIOSITÀ

* Il titolo del film è stato uno slogan della campagna indiana di pianificazione familiare.
* Riferimenti al cinema indiano: Amar Prem, brano Pe Pe Pepein.
* Riferimenti all'Italia: citati i gusti cassata e tutti frutti. Il wedding planner chiede a Dhruv se desidera dei genitori italiani.
* Film che trattano lo stesso tema: 14 Phere.

21 aprile 2022

BACHCHHAN PAANDEY


Il personaggio di Bachchhan Paandey ha un potenziale enorme, e Akshay Kumar, con barba ispida, ghigno satanico e inquietante occhio di vetro, è in larga parte strepitoso in questo ruolo sanguinario e iperviolento, ma anche comicamente folle. Il film si accende ogniqualvolta Akki appare sullo schermo, e meno male, perché rimane poco altro degno di nota. La sceneggiatura è scialba, il ritmo lento, la regia fiacca. La storia è narrata senza brio. Alcune virate drammatiche o pseudo tali sono superflue. Qualche fulminante battuta e qualche sequenza divertente danno fiato ad una pellicola che, con una maggior esuberanza, poteva risultare molto più accattivante. 
Il cast è di tutto rispetto però sprecatissimo. Arshad Warsi sembra disoccupato, ignominia che non dimenticherò, e Sanjay Mishra si intravede appena sullo sfondo. Analogo doloroso destino per Seema Biswas. Kriti Sanon - sempre diligente - ha la sfortuna di interpretare un personaggio appena abbozzato. Sul contributo di Pankaj Tripathi devo ancora riflettere. 
Bachchhan Paandey, distribuito nelle sale il 18 marzo 2022, non ha incontrato i favori del pubblico. Spero che i produttori non seppelliscano l'esplosivo protagonista, a cui auguro un secondo capitolo più a fuoco, con una sceneggiatura pirotecnica e un ritmo effervescente. Perché di spaghetti eastern in salsa indiana non ne ho mai abbastanza.

TRAMA

Myra ha scelto il soggetto del suo primo lungometraggio: le gesta criminali del temutissimo gangster Bachchhan Paandey. Ma come avvicinarlo senza rischiare la vita? Myra chiede aiuto all'amico Vishu, ed insieme imbastiscono una strategia. Fra appostamenti, indagini improvvide e fughe precipitose, eccoli dunque, non proprio volontariamente, al cospetto del fuorilegge. Porteranno a casa la pelle?  

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La favolosa Buick 1947 di proprietà di quello scellerato di Paandey. Da togliere il respiro.

RECENSIONI

Film Companion:
'In 2014, writer-director Karthik Subbaraj gave us the fabulously inventive, superbly funny, genre-melding Jigarthanda. (...) It has taken eight years for the story to find its way to Hindi cinema, which is just as well because Bollywood has mangled it beyond recognition. Bachchhan Paandey is a loud, joyless bore. (...) A bizarrely confused film. (...) Akshay [Kumar] unfortunately is saddled with a sloppy script that is too afraid to take chances with him'.
Anupama Chopra, 18.03.22

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: Akshay Kumar è una vera delizia (****)
Punto debole: narrazione asfittica

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Akshay Kumar - Bachchhan Paandey, gangster
* Kriti Sanon - Myra, aspirante regista
* Arshad Warsi - Vishu, aspirante attore
* Jacqueline Fernandez - Sophie, fidanzata di Bachchhan
* Prateik Babbar - Virgin, scagnozzo di Bachchhan
* Abhimanyu Singh - scagnozzo di Bachchhan
* Sanjay Mishra - scagnozzo di Bachchhan
* Pankaj Tripathi - insegnante di recitazione
* Seema Biswas - madre di Bachchhan
* Sajid Nadiadwala - regista (cameo)

Regia e dialoghi: Farhad Samji
Sceneggiatura: remake di Jigarthanda, film tamil del 2014 scritto e diretto da Karthik Subbaraj. Adattamento dalla sceneggiatura originale di Sajid Nadiadwala, Farhad Samji, Tushar Hiranandani, Sparsh Khetarpal, Tasha Bhambra, Zeishan Quadri.
Colonna sonora: Amaal Malik, Jaani, Vikram Montrose, Roy, B. Praak. Commento musicale di Julius Packiam. Non male il tema del film, che accompagna anche i titoli di testa.
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* Ricordate Tashan? Il personaggio interpretato da Akshay Kumar si chiama Bachchhan Paandey.
* Riferimenti al cinema indiano: Salman Khan, Kuch Kuch Hota Hai, Vicky Kaushal, Sanju, Munna Bhai M.B.B.S., Baaghi 3, Company, Shootout at Lokhandwala, Once upon a time in Mumbaai, Vaastav, Satya, Sarkar, Gangs of Wasseypur, Sanjay Dutt, Shah Rukh Khan, Amitabh Bachchan, Don, K.G.F. - Chapter 1.


13 gennaio 2020

HOUSEFULL 4


Sceneggiatura scheletrica. Interpretazioni ed effetti speciali accettabili. Bobby Deol in gran forma. Scenografie e costumi in buona parte curati (il film guadagna mezza stella in più). 
Housefull 4 però non mi ha fatto ridere. Prodotto dimenticabilissimo.

TRAMA

Tre squattrinati fratelli vivono a Londra. Per restituire un prestito ad uno strozzino, si fidanzano con tre ricche ereditiere. In India scoprono di essere - tutti e sei - le reincarnazioni di principesse e pretendenti vissuti qualche secolo prima.

Cinema Hindi: **
Punto di forza: -
Punto debole: i personaggi, la sceneggiatura, i dialoghi.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Akshay Kumar - Harry
* Bobby Deol - Max, fratello di Harry e Roy
* Riteish Deshmukh - Roy, fratello di Harry e Max
* Kriti Sanon - Kriti
* Pooja Hegde - Pooja, sorella di Kriti e Neha
* Kriti Kharbanda - Neha, sorella di Kriti e Pooja
* Chunky Pandey - Pasta
* Rana Daggupati - Gama
* Johnny Lever - Winston Churchgate
* Nawazuddin Siddiqui - Ramsey Baba

Regia: Farhad Samji
Sceneggiatura: Farhad Samji, Tushar Hiranandani, Sparsh Khetarpal, Tasha Bhambra
Colonna sonora: Sohail Sen, Farhad Samji, Sandeep Shirodkar
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Riferimenti al cinema indiano: Govinda, Prabhu Deva, Madhubala, Neil Nitin Mukesh, Alia Bhatt, Baahubali.
* Riferimenti all'Italia: un personaggio sceglie l'Italia come destinazione per le nozze; un altro personaggio si chiama Pasta e pronuncia la frase mamma mia.

GOSSIP & VELENI

* La regia inizialmente viene affidata a Sajid Khan, fratello di Farah Khan. Accusato di molestie, Sajid abbandona il progetto. Stessa sorte per Nana Patekar, inizialmente scritturato nel cast.  

15 ottobre 2019

ARJUN PATIALA


E' sempre un peccato constatare quanto un film con potenzialità interessanti stenti a decollare e finisca col deludere su più fronti. Arjun Patiala parte bene, con il tono ironico giusto per una commedia scoppiettante e insolita. Sfortunatamente si sgonfia troppo presto. La sceneggiatura, pur con diverse idee divertenti, è debole e incerta. I personaggi sono freddi. Le loro interazioni si capovolgono in maniera repentina e inspiegabile. Il protagonista ad un certo punto stanca, e la protagonista copia - male - il ruolo meglio scritto in Luka Chuppi. Qualche battuta è simpatica ma insufficiente per imporre un ritmo consono alla pellicola, la cui trama diviene tristemente vacua col procedere della narrazione. AP tenta una parodia del masala, e in minima parte ci riesce anche, ma difetta in robustezza per centrare l'obiettivo.

TRAMA

Arjun Patiala, campione nazionale di judo, grazie ai suoi meriti sportivi viene reclutato nella polizia con il grado di ispettore o simile. Due i traguardi da raggiungere: ripulire dai criminali l'area di sua competenza, e conquistare la bella Ritu.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* I titoli di testa sono uno spettacolo. Un applauso a piene mani agli ideatori.

RECENSIONI

Cinema Hindi: **
Punto di forza: l'idea di una parodia con un film nel film
Punto debole: la sceneggiatura deludente

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Diljit Dosanjh - Arjun Patiala
* Kriti Sanon - Ritu
* Varun Sharma - Onidda, il sottoposto di Arjun
* Ronit Roy - Amatjeet, l'ufficiale superiore
* Pankaj Tripathi - il produttore
* Mohammed Zeeshan Ayyub - Sakool, il gangster
* Sunny Leone - Baby Narula

Regia: Rohit Jugraj
Sceneggiatura: Ritesh Shah, Sandeep Leyzell
Colonna sonora: Sachin-Jigar. Orecchiabile il brano Main Deewana Tera, molto hindi pop nel senso più allegro del termine.
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Riferimenti a Bollywood: Kuch Kuch Hota Hai

GOSSIP & VELENI

* Sunny Leone in camicia bianca e completo nero con pantalone sta benissimo!

07 agosto 2019

LUKA CHUPPI


Sarà il caldo. Sarà l'età. Mi starò rammollendo, a declino cognitivo ormai in corso.
Guardo Luka Chuppi la prima volta, e lo trovo decente. Leggo le recensioni indiane. Spietate stroncature. Il film viene demolito, mattone dopo mattone. Non rimane niente. Mi pongo qualche domanda. Riguardo LC, alla ricerca di tutte quelle deplorevoli ignominie evidentemente sfuggitemi la sera prima. Lo trovo decente. Seguono 24 ore di furiosa riflessione. Sto diventando di manica troppo larga? Ripasso i giudizi assegnati alle ultime pellicole. Stilo una bella lista. Controllo, confronto, rileggo le recensioni. Dubbi a cascata. I neuroni superstiti cominciano ad incazzarsi per il super lavoro. Mi vien mal di testa.
L'anno prossimo metto l'aria condizionata, ma per l'Alzheimer?

LC è una commedia romantica piuttosto frizzante che ha conseguito un buon successo al botteghino. Il film ha la bonaria sfrontatezza di prendere in giro in modo leggero il clima morigerato e restrittivo che in India, per tradizione, complica parecchio i rapporti fra persone di sesso opposto, soprattutto se giovani e adolescenti. Il soggetto stuzzica un certo interesse, la sceneggiatura è dignitosa (per il genere), i dialoghi e il montaggio reggono. I personaggi risultano poco approfonditi, sembrano più pedine da utilizzare per dimostrare una certa tesi che persone. Gli attori sono sufficientemente godibili e disinvolti. Una menzione per Aparshakti Khurrana, Vinay Pathak e per Atul Srivastava. Peccato per il finale posticcio che aggiusta tutto in modo troppo repentino.

Con l'esclusione del personaggio di Babulal, il pacchetto a mio parere è accettabile anche se modesto. La formula dell'entroterra indiano, con tutti gli optional di rito, comincia ad essere un po' sfruttata, e quello che nel 2010 sembrava nuovo (ma Ishqiya ha già 9 anni?), oggi si sta trasformando in una saga di cliché. La satira politica in LC è maldestra è troppo debole, funziona meglio quella sociale, soprattutto considerando che la vicenda è ambientata in provincia. Non so come siano geograficamente suddivisi gli incassi, ma se LC fosse riuscito a farsi apprezzare anche nei piccoli centri, allora non sarebbe proprio da buttare.

TRAMA

Rashmi e Guddu si amano. Guddu propone a Rashmi di sposarlo. Rashmi propone a Guddu di convivere per qualche settimana, prima di accettare. Guddu recalcitra. A complicare le cose, il paese è piccolo e la gente mormora. A complicarle ancora di più, il padre di Rashmi è il leader di un partito politico locale paladino della tradizione hindu. Riusciranno i nostri eroi a: 1. convivere; e 2. sposarsi?

RECENSIONI

Mid-Day: * 1/2
Mayank Shekhar, 01.03.19

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: il soggetto
Punto debole: il personaggio di Babulal

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Kartik Aaryan - Guddu
* Kriti Sanon - Rashmi
* Aparshakti Khurrana - Abbas, collega e amico di Guddu
* Pankaj Tripathi - Babulal
* Atul Srivastava - padre di Guddu
* Vinay Pathak - padre di Rashmi

Regia: Laxman Utekar
Sceneggiatura: Rohan Shankar
Colonna sonora: sembra che tutti i brani siano remix di canzoni già note
Traduzione del titolo: nascondino
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Film che trattano lo stesso tema: Salaam Namaste, Ok Jaanu. Nessuno dei due è però ambientato in un piccolo centro indiano.

GOSSIP & VELENI

* Aparshakti Khurrana è il fratello di Ayushmann Khurrana

19 febbraio 2019

DILWALE



La regia è dell'imperatore del botteghino Rohit Shetty, quindi le mie aspettative erano bassissime. Come al solito, la produzione ha speso più risorse per le automobili da fracassare che per la sceneggiatura (che è davvero mostruosamente... cosa dire? stupida?). Non starò a ripetere i difetti delle pellicole firmate da questo regista perchè mi annoierei persino io. Vi basti sapere che anche in Dilwale ci sono tutti. Amen. Procediamo oltre.

Il fiore all'occhiello del film è la presenza nel cast della coppia più scintillante del cinema indiano, quindi, in tal senso, le mie aspettative erano altissime. Come al solito, l'elettricità che Kajol e Shah Rukh Khan condividono sullo schermo mi ubriaca e ottenebra la mia capacità di giudizio. Rimarrei deliziata (e tramortita) anche se si limitassero a fare gli alberi per tre ore consecutive. Penso con tristezza che forse passeranno degli anni prima che vengano scritturati in un nuovo progetto. Penso con terrore che forse non lavoreranno più insieme (cosa vivo per fare, allora?). Perciò Dilwale mi è prezioso e ringrazio quel matto scriteriato di Shetty.
Riassumendo: il valore e l'importanza di Dilwale risiedono esclusivamente nella performance del magico duo. Rohit ci regala una Kajol cattivissima (GRAZIE), accompagnata da uno Shah Rukh che, quando la sceneggiatura esaurisce la melassa, entra in modalità-Don (GRAZIE), e io sdilinquisco. 

La delusione del film risiede nelle potenzialità inespresse. Invece di concedere spazio ai due familiari dei protagonisti (carucci, ma delle loro vicende - scusate - non m'importa una cippa), mi sarebbe piaciuta una storia imperniata sulle azioni criminose di Meera e Kaali, in un chiassoso carosello in perfetto stile Bollywood, infiorettato da liti furibonde e riappacificazioni, acrobazie e scazzottate, scorribande su e giù per l'India. Purtroppo devo accontentarmi di quei lampi che il regista regala, e deliziarmi e tramortirmi e riguardarli a ripetizione. 
Peccato.

TRAMA

Kaali incontra Meera in Bulgaria. Lei gli concede solo 5 minuti per conquistarla. Lui ci prova e crede di avercela fatta. Non è così, anzi. Poi ci sono altri personaggi, ma chi siano e cosa facciano non me lo ricordo (nè mi turba).

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Tutte le sequenze con Kajol e Shah Rukh, soprattutto quelle non zuccherose. Le mie preferite? Kaali scopre la vera identità di Meera (Kajol è stratosferica); Kaali, sotto la pioggia, ripara l'auto di Meera (Shah Rukh è stratosferico) - in sottofondo il brano Janam Janam; il parapiglia finale al matrimonio. E poi gli sguardi, i sorrisi, le battute, i gesti, i manierismi... potrei continuare per ore, comodi?

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Tutte le sequenze prive di Kajol e Shah Rukh, escluso il cameo di Kabir Bedi.
* Raj/Kaali che piange: basta, Shah Rukh, BASTAAA!

RECENSIONI

Rediff: *
"Budget and access. These have long been Shetty's favoured Lego blocks, and they have never been more visible than in Dilwale, where the greatest on screen pair in modern Hindi cinema are reduced to insignificance. Sure, there is a sparkle here and a gleam there of what could have been - and Kajol looks beguilingly beautiful, better here than ever - but Dilwale is an absolute dud. We expect insignificant froth from the director, but this particular can of Rohit Shetty has been lying open too long. The contents are not merely un-fizzy but, unforgivably, flat. (...) Hamming, of course, is the sensible option in a film this badly written. No actor in the world could have lifted this material, and Khan cleverly chooses to play his part - lips q-q-q-quivering, eyes 'intense' - with such showiness that it looks like he's in on the joke. Thank God. Kajol is more earnest, and both actors occasionally conjure up some fire when their eyes lock or when their grins match, but there is too little of this amid the increasingly loud tomfoolery".
Raja Sen, 18.12.15

Mayank Shekhar: * 1/2
2015

Cinema Hindi: *** perchè, per quanto scadente, un film con Kajol-SRK non posso valutarlo di meno (lapidatemi). Ogni avventura cinematografica di questa coppia stellare ha qualcosa di magico. Un incanto che, come sempre, seduce, ammalia, incatena.
Punto di forza: (non vorrei ripetermi) KAJOL-SHAH RUUUUKH !!! (*****)
Punto debole: tutto il resto, purtroppo

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Kajol - Meera
* Shah Rukh Khan - Raj/Kaali
* Varun Dhawan - Veer, fratello di Raj
* Kriti Sanon - Ishita, sorella di Meera
* Kabir Bedi - Malik, padre di Meera e Ishita
* Vinod Khanna - padre di Raj e Veer
* Boman Irani, Sanjay Mishra, Johnny Lever, Pankaj Tripathi - ruoli di supporto

Regia: Rohit Shetty
Sceneggiatura: Yunus Sajawal
Colonna sonora: Pritam
Anno: 2015

CURIOSITA'

* Il 9 novembre 2015, giorno di presentazione del trailer nel corso di un patinatissimo evento organizzato a Mumbai, dal profilo Twitter di Shah Rukh sono partiti simultaneamente centinaia di Tweet con il link al trailer, indirizzati a tutti coloro che, il precedente 2 novembre, avevano inviato gli auguri di compleanno alla superstar. Lo abbiamo ricevuto anche noi (e quasi ci prende un infarto). Mossa promozionale davvero azzeccata. Video Dilwale First Look Promo Launch, Bollywood Hungama.
* Riferimenti a Bollywood: il solito oceano. Fra gli altri: Dilwale Dulhania Le Jayenge, Deepika Padukone, Kareena Kapoor, Aishwarya Rai, Dhoom 2, Ranveer Singh, Arjun Kapoor, Gunday, Amitabh Bachchan, Sarkar, Sunny Deol, Tashan, Akshay Kumar, Karan Arjun, eccetera.
* Riferimenti all'Italia: Veer indossa una maglietta con la scritta Italian Stallion

GOSSIP & VELENI

* Si avverte l'imbarazzo di Pankaj Tripathi lontano un miglio, ah ah ah.