Visualizzazione post con etichetta REGISTA SUBHASH GHAI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta REGISTA SUBHASH GHAI. Mostra tutti i post

05 febbraio 2012

KHALNAYAK



Una cavalcata di oltre tre ore tra fughe, lotte violente, coreografie e canzoni. Khalnayak , insieme a Karz, è uno dei migliori film di Subash Ghai, titoli riconducibili ad un’era non troppo lontana in cui il regista sapeva ancora regalare al pubblico dell’ ottimo cinema d’intrattenimento, corposo nella storia, incisivo nelle immagini e nelle emozioni, arricchito da numeri musicali la cui notorietà resta immune al passare del tempo.


TRAMA
Dopo la fuga di un pericoloso ricercato (Sanjay Dutt) l’ispettore di polizia Ram (Jackie Shroff) perde la sua credibilità professionale e viene accusato di negligenza, la fidanzata Ganga (Madhuri Dixit) cerca di rendere possibile una nuova cattura di Ballu e si unisce sotto mentite spoglie al gruppo di criminali.


L’Angry Young Man portato sullo schermo con successo da Amitabh Bachchan negli Anni Settanta e Ottanta ispira la caratterizzazione di Ballu, il protagonista di Khalnayak, figlio disilluso di un padre idealista, antieroe che lotta da solo e che malgrado la sua vita sia tutta sbagliata non tradisce chi è al suo fianco né rimpiange le sue scelte. Giudicato dalla società perbene la mela marcia da scartare, Ballu contempla la corruzione in cui è immerso con aria da goliardo, la esalta, ci scherza sopra e non vede all’orizzonte alcuna alternativa, se qualcosa è ancora in grado di ferirlo veramente è solo la sua solitudine.
A differenza delle pellicole del passato l’intensità dello script si diluisce mentre l’azione sovrasta la storia. C’è poco tempo per riflettere perché gli eventi si susseguono senza tregua, numerosi brani musicali si inseriscono nella trama nei momenti più impensati e dove la narrazione sembra rallentare subentra l’escapismo. Subhash Ghai gioca puntando tutto sugli attori e crea per ognuno di essi il personaggio che più si avvicina alla loro presenza scenica: Sanjay Dutt il giovane ribelle viziato dalla madre premurosa, Jackie Shroff l’ufficiale cinico dalla corporatura imponente, Madhuri Dixit temeraria ninfa danzante, forte, indipendente e dagli atteggiamenti mascolini.
Molta della popolarità del film è legata alla presenza di una canzone folk ricca di allusioni erotiche “Choli ke peeche kya hai? / Cosa si nasconde sotto il top?” una maliziosa gipsy dance coreografata da Saroj Khan. Seppur più divertente che volgare (e nobilitata dalla raffinatezza di una performer come Madhuri Dixit) il testo della canzone e le movenze troppo ammiccanti per gli standard allora ammessi dalla censura hanno scatenato un autentifico putiferio. Da una parte l’aver infranto le regole ha garantito a Khalnayak un’immediata notorietà, dall’altra l'ha esposto a critiche di ogni tipo,  il paroliere Anand Bakshi è stato accusato di aver scritto un ritornello indecente e contrario al buon costume. Gli anni sono passati e la canzone oggi appare più vitale e divertente che mai.
Il lungo gioco delle menzogne coinvolge i protagonisti in un’interessante mascherata nella quale il personaggio interpretato da Jackie Shroff, che dovrebbe rappresentare la legge, appare più nervoso, frustrato e sgradevole del suo antagonista, il poliziotto incompetente è impegnato a seminare violenza dentro le mura della prigione ma  una volta fuori dal suo ambiente protetto scarseggia d'intuito e lascia che sia la sua fidanzata a tirarlo fuori dai guai. L’eroe è un anti-eroe, un gangster, un cattivo, ma rovescia sul tavolo le carte senza timori , l’eroina porta avanti da sola la sua crociata per la giustizia ma per fare ciò assume un’altra identità, tende una trappola, agisce con l’astuzia e l’inganno. Ad un certo punto non si capisce chiaramente chi sia l’antagonista e chi l’eroe, chi sia veramente bugiardo e pericoloso e chi no, non una ma decine di etichette si possono attaccare ai personaggi ed è proprio questa imprevedibilità a   renderli speciali.


Il mio giudizio sul film: **** 4/5


ANNO: 1993

TRADUZIONE DEL TITOLO : L’antieroe

REGIA : Subash Ghai


CAST
Sanjay Dutt ………………… Ballu
Madhuri Dixit ……………… Ganga
Jackie Shroff …………………. Ram
Rakhee ………………………. Aarti
Anupam Kher ……………………. Ishwar Pandey
Ramya Krishna ……………….. l’amante di Ballu
Pramod Muthu …………. Roshan Mahanta


COLONNA SONORA : Laximikant & Pyarelal

PLAYBACK SINGERS : Alka Yagnik, Ila Arun, Mohammed Aziz, Vinod Rathod, Manhar Udhas, Kavita Krishnamurthy, Jagit Singh



QUALCOS'ALTRO

Saroj Khan è stata premiata con il Filmfare Award per le Migliori Coreografie. Lo stesso anno Sanjay Dutt è stato nominato come Miglior Attore Protagonista ma la statuetta fu vinta da Shahrukh Khan per un altro ruolo negativo di tutto rispetto: Ajay Sharma in Baazigar.

Subash Ghai voleva nel ruolo di Ballu Anil Kapoor o Nana Patekar, solo in un secondo tempo la scelta è caduta su Sanjay Dutt.

11 febbraio 2009

T A A L


Volete trascorrere una serata lasciandovi piacevolmente intrattenere da un film leggero, dal sapore esotico e dalle spettacolari coreografie?
Allora 'Taal' è proprio quello che fa per voi. Opulento. Sfarzoso. Bollywoodiano. Corredato da una colonna sonora di grande effetto composta dal geniale A.R. Rahman.
La pellicola colpisce per l'incanto delle immagini: splendida fotografia, direzione artistica accurata, costumi scintillanti. La storia non è proprio originale, però è sviluppata in modo piuttosto avvincente. Le interpretazioni sono del tutto dignitose: Akshaye Khanna è misurato e ironico come sempre, Anil Kapoor cialtrone e spiritoso, Aishwarya Rai - specialmente nella prima parte - convincente (e bellissima).
Il film è del 1999: rispetto a 'Yuvvraaj', sempre diretto da Subhash Ghai, si notano i 10 anni di differenza, pur vantando da un punto di vista estetico livelli qualitativi altissimi. Ma 'Taal' vince il confronto grazie ad una maggior cura per quanto riguarda sceneggiatura e dialoghi, e soprattutto grazie a performance decisamente superiori.

Da osservare (ed ascoltare) con attenzione:
* l'inedita coreografia dei titoli di testa, accompagnata da un brano davvero insolito, 'Beat Of Passion', per il quale Rahman impiega strumenti musicali a dir poco stravaganti;
* l'interpretazione sorprendentemente elegante di Amrish Puri, ben lontana dagli eccessi caricaturali visti altrove;
* l'imitazione affettuosa di Akshaye Khanna del timbro tonante di Amrish;
* l'incontro fra Mansi e Manav: decisamente originale;
* la coreografia 'piovosa' di 'Taal Se Taal Mila', brano dal fascino particolare;
* il timido avvicinarsi dei due protagonisti (Ash è perfetta): ammirateli soprattutto nella coreografia ricca e colorata del brano 'Ishq Bina', il più bello di una colonna sonora che non sbaglia una nota.

Nel secondo tempo la sceneggiatura pasticcia un po' ed è un peccato. La comparsa di Anil Kapoor regala un tocco di simpatia e di freschezza, ma la performance di Aishwarya si spegne. Per fortuna le splendide coreografie tengono alto il morale.
I capolavori della cinematografia Hindi sono altri, intendiamoci, ma 'Taal' rimane comunque un buon prodotto, confezionato con cura, altamente indicativo del fenomeno Bollywood.

TRAMA
Manav (Akshaye Khanna), nato a Londra, rampollo di una ricchissima famiglia indiana, si reca per la prima volta nel Paese di origine dei genitori. In una località montana da fiaba, incontra la bellissima Mansi (Aishwarya Rai), cantante e ballerina classica. L'innamoramento è d'obbligo. Ma le famiglie non dimostrano grande entusiasmo.

RECENSIONI

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: il cast tecnico (****)
Punto debole: qualche pasticcio nella sceneggiatura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aishwarya Rai - Mansi
* Akshaye Khanna ('Dil Chahta Hai') - Manav
* Anil Kapoor ('Black & White') - Vikrant
* Amrish Puri ('Dilwale Dulhania Le Jayenge') - il padre di Manav
* Alok Nath ('Kabhi Khushi Kabhie Gham') - il padre di Mansi
* Saurabh Shukla ('Satya') - Bannerjee

Regia, soggetto, montaggio, produzione: Subhash Ghai ('Pardes', Yuvvraaj')

Sceneggiatura: Sachin Bhowmick ('Karan Arjun', 'Koyla', 'Krrish')

Direzione artistica: Sharmishta Roy ('Kabhi Alvida Naa Kehna', 'Veer-Zaara')

Fotografia : Kabir Lal ('Yuvvraaj')

Colonna sonora: composta da A.R. Rahman, è di qualità altissima. Comprende 11 tracce e il 'taal' - il 'ritmo' -, è il denominatore comune. I brani migliori: il sincopato 'Beat Of Passion', il fascinoso 'Taal Se Taal Mila' e i trascinanti 'Ishq Bina', 'Ramta Jogi' (interpretato, nella coreografia, da un ubriaco Vikrant e da una Mansi biancovestita - vedi locandina del film), 'Taal Se Taal (Western)' e 'Ni Main Samajh Gayee'. Il brano più dolce: 'Nahin Samne Tu', coreografato nelle piovose strade di Mumbai.

Coreografie: Shiamak Davar ('Dhoom 2', 'Yuvvraaj', 'Rab Ne Bana Di Jodi'), Ahmed Khan ('Yuvvraaj', 'Ghajini') e Saroj Khan ('Don', 'Jab We Met'). Se si visionano tutte le coreografie in fila, ci si rende conto che costituiscono un film nel film. Difficile non riconoscere a Subhash Ghai - ed al suo cast tecnico - l'indubbio primato nel regalare, con maestria UNICA, forma, movimento e colore alla musica di A.R. Rahman.

Anno: 1999

Traduzione del titolo: 'ritmo', 'battito'

Award:

* IIFA: Anil Kapoor, miglior attore non protagonista; A.R. Rahman, miglior compositore; Alka Yagnik ('Ishq Kamina') per l'interpretazione canora del brano 'Taal Se Taal Mila'; Anand Bakshi ('Dil To Pagal Hai', 'Dilwale Dulhania Le Jayenge') per il testo del brano 'Ishq Bina'; Neeta Lulla per i costumi

* Filmfare: Anil Kapoor; A.R. Rahman; Kabir Lal per la fotografia; Alka Yagnik; Anand Bakshi

* Zee Cine: Anil Kapoor, A.R. Rahman, Anand Bakshi

* Screen: Anil Kapoor

CURIOSITA'

* 'Taal' è stato il primo film Hindi ad entrare nella Top 20 americana

* Pare che il ruolo di Mansi fosse stato offerto a Mahima Chaudhry ('Pardes'), e quello di Vikrant a Govinda ('Partner')

* Sorpresa: 'Taal' segna il debutto di Shahid Kapoor ('Jab We Met'). Osservate attentamente la coreografia di 'Kahin Aag Lage', nella sequenza dei veli bianchi

* Subhash Ghai si concede in un cameo nella scena del mercato

GOSSIP&VELENI

* Aishwarya Rai ha vinto nel 1994 il titolo di Miss Mondo. Nel 2007 ha sposato Abhishek Bachchan, figlio del grande Amitabh. In passato è stata legata a Salman Khan e a Vivek Oberoi ('Satya')

* Akshaye Khanna è figlio dell'attore Vinod Khanna ed è fratello di Rahul Khanna, che ha esordito nel cinema in 'Earth'

* Amrish Puri ha recitato in 'Indiana Jones e il Tempio Maledetto'

04 gennaio 2009

YUVVRAAJ



Siete riusciti a procurarvi il DVD di questo film? Bene, inseritelo nel lettore, accomodatevi in poltrona, dimenticatevi di inezie quali regia, sceneggiatura, recitazione, e lasciate che l'occhio si sazi di immagini che incantano.
La pellicola, distribuita in India il 21 Novembre 2008, è stata tiepidamente accolta dal pubblico e impietosamente stroncata dalla critica (l'inspiegabile giudizio positivo di The Times of India lascia tutti senza parole). Gli incassi sono stati discreti, ma lontani dal ripagare i produttori dei colossali investimenti.

C'è una ragione a tutto questo.
Diretto dal veterano Subhash Ghai ('Pardes', 'Black & White') - ho scritto 'diretto'? -, ideato e sceneggiato dallo stesso, su ispirazione (sic) di 'Rain Man' - ho scritto 'sceneggiato'? -; interpretato da un meno scialbo del solito (ma del tutto fuori luogo) Salman Khan (anche carino, peccato per i vistosi cerchi alle orecchie), dalla solita, inutile Katrina Kaif (di una bellezza da togliere il fiato, e, grazie a questo, la figura meglio incastonata nella splendida cornice della pellicola), dal solito, bravo Anil Kapoor (il migliore - facile - del cast: il suo personaggio è il più amabile ed interessante, ma l'attore, forse non troppo convinto neanche lui del film, si è impegnato giusto quel poco), da Zayed Khan (imbellito ma peggiorato, quanto a recitazione, rispetto a 'Main Hoon Na' - e comunque si stenta a comprendere l'esigenza del suo personaggio), dal solito, divertente Boman Irani (ammiratelo nella coreografia di 'Mustam Mustam') - ho scritto 'interpretato'? -, la pellicola risulta davvero imbarazzante.

MA: standing ovation a tutto il cast tecnico, ASSOLUTAMENTE DI PRIM'ORDINE, che, di fatto, crea, sostiene e fornisce una ragione d'essere al film.
La fotografia: SUPERBA. Le riprese in esterni dipingono Praga e i paesaggi non urbani cechi ed austriaci con un incantesimo da fiaba, con una meraviglia innamorata che solo un indiano che brami l'ombra cittadina e la verdeggiante frescura della natura può esprimere. Le riprese in interni accarezzano marmi, affreschi, arredi con una delicatezza ed una maestria che catturano.
I costumi: SPLENDIDI. Gli abiti indossati da Katrina con grazia incantatrice non sfigurerebbero sulle passerelle dell'alta moda romana. Lo sfoggio sontuoso di tessuti, colori, accessori da parte del nutrito corpo di danza è di quelli da ammirare con rispetto.
Le coreografie: non inedite ma SPETTACOLARI, curatissime nei dettagli, ricche di figure, ottimamente inquadrate dal regista, esaltate dal nitore quasi accecante della fotografia. Rendono pienamente giustizia al genio e allo sforzo dei costumisti.
La direzione artistica: ECCELLENTE, SUBLIME, DA OSCAR. Noi Italiani, in silenzio, ad osservare colmi di ammirazione questo dotatissimo allievo spuntato dall'Oriente in grado di insegnarci, e bene, il significato di classicismo europeo. Khaled Mohamed, nella sua recensione negativa pubblicata sullo Hindustan, non si può trattenere dal citare il geniale direttore artistico accanto al regista e al cast e con questa modalità: 'Scenografia di Omung Kumar DA VINCI'.
La colonna sonora: MAGNIFICA, forse priva di brani orecchiabili da classifica, ma piena, sinfonica, varia, ottimamente orchestrata, con vocalismi e virtuosismi da parte dei cantanti che non mancheranno di deliziare i cultori del genere. Eseguita dall'orchestra di violini di Chennai.

Sembra un film di Sanjay Leela Bhansali. Peccato non lo sia davvero.

TRAMA

L'amore fra Deven (Salman Khan) e Anushka (Katrina Kaif) è osteggiato dal padre di quest'ultima (Boman Irani), che sogna per la figlia un marito milionario. La famiglia di Deven non è affatto bisognosa, ma il ragazzo l'ha abbandonata 12 anni prima scomparendo dalla circolazione. Ora, alla morte del facoltoso padre, Deven e i suoi due fratelli si ritrovano a spartire (forse) un generoso patrimonio. Nozze in vista per la bella Anushka?

RECENSIONI

The Times of India: ***
'Subhash Ghai è l'ultimo degli showmen rimasti: non tanto tempo fa era sinonimo dell'opulenta stravaganza bollywoodiana degli anni '80 e '90. L'avvento di nuovi stili e nuovi soggetti può aver relegato la vecchia guardia in una posizione secondaria, ma ha fallito nell'oscurarne la passione. Oggi questo veterano del cinema ritorna con 'Yuvvraaj', un film grandioso che ha molto di cui gloriarsi, malgrado vacilli qua e là in termini di sceneggiatura e narrazione. In cima agli aspetti positivi la scintillante colonna sonora di A.R. Rahman, che infonde vita alla poesia di Gulzar con sublime fluidità. In secondo luogo è l'estetica della pellicola ad incidere un'impressione duratura. Infine il film colpisce per la recitazione, specialmente di Salman Khan che in sostanza interpreta se stesso con slancio perfetto. 'Yuvvraaj' mostra alcuni delicati momenti fra Salman e Anil. Zayed fallisce a connettersi e rimane defilato. Auguriamo al duo Katrina-Salman più tempo per infiammare lo schermo con la loro scoppiettante alchimia. Dall'altro lato, però, la storia perde vigore verso la metà e sfocia in un climax che sa di naftalina. Guardate 'Yuvvraaj' per il suo gusto retrò.'
Nikhat Kazmi
Hindustan Times: **
'Caro Subhashji, posso solo ricordarti che i gusti del pubblico sono cambiati, anche se non sempre per il meglio (ne è una prova il successo di 'Golmaal Returns'). 'Yuvvraaj' è il 18mo film che hai diretto. Spiacente, ma è un facile bersaglio. Non potevi istruire Irani ad essere un tantino controllato? Ma non importa, perchè la PEGGIOR interpretazione del cast arriva da Zayed Khan. Nessuna riconoscibile emozione umana sulla sua faccia. Anil è il solo vero attore sulla scena. Salman Khan è un Tom Cruise con orecchino, camicia a fiori e accento Greco-Italiano (*). Katrina Kaif, perennemente ad occhi spalancati e labbra glossate, mostra un'alchimia più vitale col suo violoncello che con Salman, e svanisce nel secondo tempo (troppo occupata ad arricciarsi i capelli?). La regia è molto artificiosa.'
Khalid Mohamed
(*) Com'è l'accento 'Greco-Italiano'? E dove ha scovato questa espressione il nostro Khalid?
Cinema Hindi: **
Punto di forza: IL CAST TECNICO DA URLO *****
Punto debole: sceneggiatura inesistente, personaggi incomprensibili, recitazione scadente

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Salman Khan - Devan Yuvvraaj
* Katrina Kaif - Anushka
* Anil Kapoor - Gyanesh Yuvvraaj
* Boman Irani - padre di Anushka
* Zayed Khan - Danny Yuvvraaj

Regia, soggetto, sceneggiatura e produzione: Subhash Ghai

Direzione artistica: Omung Kumar ('Saawariya', 'Black')

Colonna sonora: composta da A.R. Rahman, chi altri?

Coreografie:

* Shiamak Davar ('Dhoom 2', 'Saawariya', 'Rab Ne Bana Di Jodi') per la sofisticata 'Shano Shano'
* Ahmed Khan ('Jab We Met', 'Bachna Ae Haseeno') per 'Dil Ka Rishta'
* Chinni Prakash e Rekha Prakash (entrambi in 'Jodhaa Akbar') per la spettacolare 'Mastam Mastam', da manuale del genere musical

Fotografia: Kabir Lal

Costumi: Anna Singh ('Umrao Jaan') e Rocky S ('Dil To Pagal Hai')

Anno: 2008
Award: per il brano 'Meri Dost Hain' Benny Dayal si è aggiudicato il FilmFare Special Award dedicato al grande compositore R.D. Burman. (Aggiornamento del 29.09.09)

Distribuzione: Eros International

Sito: http://www.yuvvraaj.com/, per visionare immagini rubate sul set e le interviste a Salman Khan, Anil Kapoor, Subhash Ghai e, soprattutto, alla leggenda A.R. Rahman (da guardare in ginocchio, in religioso silenzio, dopo un'opportuna doccia purificatrice). Il sito, molto pittorico ma non all'altezza qualitativa del film, vanta anche un blog gestito dal regista e video di opinioni del pubblico, catturate in diretta all'uscita dalle sale.

CURIOSITA'

* Non perdetevi i titoli di coda: tutto il cast - compreso quello tecnico - partecipa alla coreografia. Impagabile il tentativo di Salman di coinvolgere il regista in un duetto

GOSSIP&VELENI

* Carino qualche siparietto sullo schermo fra i fidanzati nella vita reale Salman e Katrina, anche se è quest'ultima a mostrare maggior trasporto
* Subhash Ghai, con grande fatica, è riuscito a convincere il 44enne Salman a rimanere vestito il più possibile
* Pare proprio che la triade dei Khan sia scivolata compatta nella nostalgia, a giudicare dall'innegabile anacronismo degli ultimi film interpretati: 'Yuvvraaj', 'Rab Ne Bana Di Jodi' e 'Ghajini'