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31 gennaio 2020

GHAWRE BAIREY AAJ


L'idea intriga: ambientare Ghawre Bairey, opera di Tagore del 1916, nell'India contemporanea. La trama, i personaggi e le loro dinamiche si prestavano. Il risultato però mi ha in parte delusa. La narrazione è di qualità variabile, talvolta verbosa, e il ritmo si perde in qualche pausa di troppo. Alcuni aspetti della storia sono rappresentati in modo debole o poco credibile. I dialoghi alternano battute brillanti e semplicistiche. Nikhil e Sandy, i due personaggi maschili principali, sono ben delineati, ma Binnie, quello femminile, è piuttosto vacuo a dispetto di un passato interessante. Anirban Bhattacharya è solido come sempre. Jisshu Sengupta perfetto per il ruolo.

L'intenzione di Aparna Sen è da applauso a scena aperta. Visti i tempi, ci vuole un certo coraggio per toccare tasti così sensibili. Il film non possiede le stesse sottigliezze e intuizioni di alcuni dei lavori precedenti della regista, però forse la censura indiana avrebbe posto qualche ostacolo ad una pellicola più diretta. 

TRAMA

Nikhil e Sandy sono amici d'infanzia, e dopo quasi 20 anni si ritrovano a Delhi. Sandy è ospite di Nikhil e di sua moglie, la bellissima Binnie, di origine dalit. Nikhil e il suo giornale sostengono il progetto di costruire un ospedale in un'area maoista contesa da gruppi hindu per motivi religiosi. Sandy è uno storico, simpatizzante dell'ideologia hindu, e quindi contrario al progetto. Da qui scatta il confronto fra due idee diverse di India. Ma GB è anche la storia di un eroe sfortunato, di un sole ingannatore e della sua vittima. 

RECENSIONI

Film Companion:
'It could have been a great way to explore if it’s possible to create a dialogue between the two sides of the great political divide of our times: the right wing and the liberal. But the idea doesn’t translate to the film. (...) Bhattacharya - measured, quieter - has the more solid presence. (...) Ghawre Bairey Aaj is a broad, simplistic film with neither the pleasures of a broad, simplistic film, nor the room for the nuance and complexity of the subject'.
Sankhayan Ghosh, 15.11.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: lo scontro fra le due diverse ideologie incarnate da Nikhil e Sandy, l'intenzione lodevolissima.
Punto debole: non sempre la narrazione fluisce con naturalezza e avvince, alcuni episodi appaiono incasellati ad arte per veicolare un messaggio (un esempio: lo studente di Sandy solo discorrendo con Nikhil si rende conto del pericolo che potrebbe correre il suo amico musulmano). Binnie è rappresentata in modo troppo lezioso, sappiamo che ha un impiego che svolge a casa, ma in larga parte si limita a posare, incedere, riflettere, osservare.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Tuhina Das - Binnie
* Anirban Bhattacharya - Nikhil, marito di Binnie
* Jisshu Sengupta - Sandy, amico di Nikhil
* Sreenanda Shankar - Sammy, amica di Nikhil e Sandy
* Anjan Dutt - il professore

Regia: Aparna Sen
Sceneggiatura: Aparna Sen si è ispirata all'opera Ghawre Bairey (1916) di Tagore - pubblicata in italiano con il titolo La casa e il mondo -, la cui trama è ambientata agli inizi del ventesimo secolo, nel periodo della lotta per l'indipendenza indiana. 
Colonna sonora: Neel Dutt
Lingua: bengali
Anno: 2019

CURIOSITA'

* GBA si apre con una dedica a Gauri Lankesh, giornalista di Bangalore assassinata nel 2017 sulla soglia di casa. Gauri combatteva la destra estremista hindu e le discriminazioni castali e di genere.
* Jisshu Sengupta è stato scritturato in alcuni film hindi, fra cui Mardaani, Piku e Manikarnika.
* Nel 1984 viene distribuito Ghare Baire, di Satyajit Ray, ispirato alla stessa opera di Tagore. La pellicola viene presentata a Cannes, ed inoltre vince il National Award per il miglior film bengali.
* Riferimenti al cinema bengali: Shyam Benegal.

GOSSIP & VELENI

* Sandy butta per terra - in casa - un mozzicone di sigaretta. Dove ho messo l'ascia?
* Premetto che non ho letto l'opera di Tagore. [Spoiler] Il motivo per cui Nikhil sposa Binnie è davvero idiota. La non reazione di Nikhil alla confessione di Binnie è poco credibile, e la conversazione fra i due coniugi, il mattino dopo, surreale. Il perdono di Nikhil un po' finto e tirato. Sappiamo già che Nikhil è il personaggio positivo, perchè strafare?

19 giugno 2010

THE JAPANESE WIFE


The Japanese wife è il nuovo delicatissimo lavoro di Aparna Sen. Il singolare connubio stilistico di colori indiani e di sensibilità estremo-orientale affascina e cattura. Il film, ambientato in una sognante località fatta di acqua e di cielo, è in lingua bengali e in inglese. L'esilità della trama e la lentezza della narrazione si stemperano sino a sciogliersi nello splendore del paesaggio. L'atmosfera è quasi autunnale, la malinconia è estetizzata. I personaggi (con l'esclusione di Mashi) sono timidi, solitari, introversi. Aparna Sen non racconta una storia, bensì rappresenta stati d'animo sovrapponendoli a scenari che ne esaltano l'universalità.

Rahul Bose regala un'interpretazione davvero insolita, ben lontana dal personaggio sofisticato e cosmopolita che ci ha offerto in passato. La sua performance è eccellente e ne dimostra la versatilità. Moushumi Chatterjee è una rivelazione: spontanea, vivace, amabilissima. Raima Sen affronta un ruolo difficile, quello della vedova silenziosa dal volto perennemente velato: Raima è espressiva e dolente, e la sua Sandhya colpisce al cuore.

The Japanese wife non è un film per tutti. E' colmo di poesia struggente, di intime emozioni umane. E' più lirico che psicologico. Non racconta, non avvince, non intrattiene, ma conquista con la sua incantevole bellezza.

TRAMA

Snehamoy (Rahul Bose) risponde ad un annuncio pubblicato da Miyage (Chigusa Cakaku), una timida ragazza giapponese. Inizia così un'amicizia epistolare che sfocerà in un singolare matrimonio a distanza.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Gli splendidi scenari naturali magicamente catturati dalla fotografia di Anay Goswami.

RECENSIONI

The Times of India: ****
Se amate l'estetica e bramate qualcosa che possa saziare la vostra sensibilità, allora dovete gustare il raffinato adattamento che Aparna Sen ha tratto dal racconto The Japanese wife di Kunal Basu. Ci sono una tale bellezza, sobrietà e minimalismo in questa pellicola che vi condurranno in un altro mondo. Guardatelo per la stellare performance di Rahul Bose. E assaporate la superba fotografia di Anay Goswami, che dipinge paesaggi su celluloide. Questo film è davvero una pozione inebriante che offusca i sensi.
Nikhat Kazmi, 08.04.10

Hindustan Times: **
Guardatevi dai commenti degli amici quali 'è un film girato benissimo', o 'le interpretazioni sono fantastiche', o ancora 'la pellicola è buona ma un po' lunga (o lenta)'. Ciò che intendono dire è che la storia fa schifo. The Japanese wife di Aparna Sen è girato a meraviglia, ragionevolmente ben recitato, ed è abbastanza lungo (o lento). Questi elementi distolgono l'attenzione dalla sceneggiatura che, francamente, è orrenda. Se non sbaglio questo è il primo adattamento di Aparna di un'opera letteraria. E si vede. Il realismo e il coinvolgimento dei suoi film qui sono del tutto assenti. In una prolifica carriera di circa 30 pellicole, Aparna è la sola che abbia estratto il top da Rahul Bose (Mr. and Mrs. Iyer, 15 Park Avenue). E qui non fa eccezione: Bose regala probabilmente la sua performance migliore. Ma il film rimane una noia.
Mayank Shekhar, 08.04.10

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: l'interpretazione di Rahul Bose; la fotografia di Anay Goswami (*****).
Punto debole: -

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rahul Bose - Snehamoy
* Moushumi Chatterjee - Mashi, la zia di Snehamoy
* Raima Sen (Parineeta) - Sandhya, la figlioccia di Mashi
* Chigusa Takaku - Miyage
* Kunal Basu (cameo)

Regia: Aparna Sen (Mr. and Mrs. Iyer)
Sceneggiatura: redatta da Aparna Sen, è basata sull'opera di Kunal Basu The Japanese wife and other stories, una raccolta di racconti pubblicata nel 2008. Recensione letteraria di Hindustan Times. Per la prima volta nella filmografia di Aparna, la regista ha lavorato su un soggetto non suo.
Colonna sonora: composta da Sagar Desai (Siddharth: the prisoner) mescola sapientemente sonorità classiche indiane e giapponesi. Dichiarazioni di Sagar Desai rilasciate a Hindustan Times.
Fotografia: Anay Goswami (Dil Kabaddi)
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 29.01.08, Hindustan Times: dichiarazioni di Aparna Sen
* 15.03.10, The Times of India: dichiarazioni di Raima Sen
* 26.03.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Aparna Sen
* 30.03.10, The Times of India: dichiarazioni di Aparna Sen
* 31.03.10, The Times of India: dichiarazioni di Moushumi Chatterjee
* 04.04.10, Hindustan Times: lunga ed interessante intervista a Rahul Bose
* 09.04.10, Hindustan Times: intervista a Raima Sen
* 17.04.10, Hindustan Times: esilarante intervista ad Aparna Sen. Non perdetevi la barzelletta sui cannibali. E prendete nota del fatto che La Strada di Fellini è uno dei tre film che la regista si porterebbe sull'isola deserta.
* 17.04.10, The Times of India: intervista a Rahul Bose
* aggiornamento del 5 dicembre 2010 - India è donna, La Repubblica: 'Voleva raccontare l'amore. Ma in quale modo? «Gli aspetti più straordinari di questo sentimento, oggi, sono stati divorati dalla banalità del quotidiano». (...) Aparna Sen, una delle firme più autorevoli del cinema d'autore indiano, (...) ha deciso dunque di mettere in scena gli affari di cuore da prospettive nuove. (...) The Japanese wife (...) racconta l'innamoramento tra un uomo e una donna chiuso nel platonico rito di una corrispondenza epistolare. Spiega Sen: «Sono stanca di storie d'amore messe in scena in chiave realistica, dove non accade niente di nuovo perché tutto è stato detto e vissuto. Del romanzo di Kunal Basu, da cui ho tratto questa mia opera, mi ha affascinato l'assurdità, la contrapposizione tra questo mondo cinico e l'innocenza di un amore che non conoscerà mai un contatto fisico».' 
* Bollywood Hungama: video della conferenza stampa di presentazione del film
* video della presentazione della colonna sonora
* video della première
* intervista video a Rahul Bose
* video della presentazione del dvd

CURIOSITA'

* The Japanese wife ha subito una lunga gestazione: la regista ha atteso le stagioni giuste - e il monsone - per effettuare le splendide riprese degli scenari naturali.
* La pellicola è stata presentata all'Off Plus Camera Krakow International Festival of Independent Cinema 2010. Aggiornamento del 24.11.10: è stata inoltre proiettata al Melbourne International Film Festival 2010 e sarà presentata al River to River Florence Indian Film Festival 2010.
* Aparna Sen, prima di dedicarsi con successo alla regia, è stata un'acclamata attrice, e ha interpretato diversi film diretti da Satyajit Ray, Mrinal Sen e Rituparno Ghosh. Come regista ha vinto il National Film Award per 36 Chowringhee Lane - sua opera di debutto - e per lo splendido Mr. and Mrs. Iyer.
* Chigusa Takaku non parla inglese. Aparna Sen ha utilizzato un interprete presente sul set per tutta la durata delle riprese.
* The Japanese wife è ambientato nella località denominata Sundarbans, nota per la foresta di mangrovie di eccezionale estensione, e considerata dall'Unesco patrimonio dell'umanità. L'area, ricca di corsi d'acqua e di isolotti, conta la presenza di centinaia di esemplari di tigre reale del Bengala. Emilio Salgari vi ha ambientato diversi romanzi, fra cui I misteri della giungla nera. Alcune delle vicende narrate ne I figli della mezzanotte di Salman Rushdie si svolgono qui. Indimenticabili le descrizioni paesaggistiche contenute ne Il paese delle maree di Amitav Ghosh.
* Riferimenti a Bollywood: John Abraham; un accenno al trascinante brano Beedi dalla colonna sonora di Omkara.
* Film che trattano il tema delle relazioni fra persone di nazionalità diverse: Bombay to Bangkok, Kites. Da un punto di vista formale, The blue umbrella è una pellicola altrettanto lenta e poetica, ambientata in scenari da sogno.

GOSSIP & VELENI

* Aparna Sen è la madre di Konkona Sen Sharma.
* Sharmila Tagore, nota attrice, madre di Soha e di Saif Ali Khan, nonchè responsabile in India del Central Board of Film Certification - potente organismo che si occupa, fra le altre cose, di censura -, il 16.04.10 ha pubblicato su Hindustan Times un interessante pezzo che contesta punto per punto le critiche (francamente eccessive) a The Japanese wife mosse dal recensore cinematografico della stessa testata, Mayank Shekhar. Vi invitiamo a leggere anche i commenti dei lettori. Articolo originale.
* Raima Sen vanta un impressionante pedigree di sangue blu.