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23 dicembre 2022

THANK GOD


Quando credi di aver già visto il peggio del peggio, ecco un film come Thank God, distribuito col chiaro scopo di smentirti.

TRAMA

Aayan è un agente immobiliare sull'orlo della bancarotta. E poiché (è assodato) alla sfiga non c'è mai fine, a seguito di un incidente d'auto, Aayan viene sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico. [Spoiler] Mentre il medico si affanna per salvargli la vita, Aayan si ritrova al cospetto del dio CG, e gli tocca superare alcune prove per non morire. 

RECENSIONI

Film Companion:
'Thank God is (...) an unwitting reincarnation of a scrapped aesthetic. (...) Its audacity to be made in 2022 is almost impressive'.
Rahul Desai, 26.10.22

Cinema Hindi: *
Punto di forza: -
Punto debole: non si salva niente. Niente.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sidharth Malhotra - Aayan, agente immobiliare
* Ajay Devgan - CG (dio Chitragupta)
* Rakul Preet Singh - Ruhi, agente di polizia, moglie di Aayan
* Nora Fatehi (cameo)

Regia: Indra Kumar
Sceneggiatura: adattamento di Aakash Kaushik e Madhur Sharma del film danese Sorte Kugler, di cui Thank God è il remake ufficiale hindi.
Colonna sonora: Tanishk Bagchi, Rochak Kohli, Chamath Sangeeth. 
Fotografia: Aseem Bajaj
Montaggio: Dharmendra Sharma
Anno: 2022

16 gennaio 2020

MARJAAVAAN



Surreale. Imbarazzante. 

TRAMA

Raghu s'innamora di Zoya, poi la uccide, poi si vendica, poi muore. Non mi preoccupa lo spoiler: mica vorrete vederlo...

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La recensione di Rahul Desai (vedi sotto) è un capolavoro.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Marjaavaan.

RECENSIONI

Mid-Day: *
'Within all these physical challenges, it's the audience that needs most help - sitting through 136 minutes of essentially grand entries and exits of every character. Each scene is an earth-shattering moment - every line of dialogue bearing weight of a (...) hammer being hit on your head'.
Mayank Shekhar, 16.11.19

Film Companion:
'Director Milap Zaveri doesn’t bother with mundane filmmaking elements like transitions, cuts, continuity and beats. In fact, there is no such thing as a scene - the background score changes while the camera simply pans to another set of actions starting in the corner of the same frame. At one point, I could swear I saw the sun shining in half the frame and rain pouring in the other half. At times I believe Zaveri operates on a level so evolved that none of us are in a position to understand the purpose of his films’ anti-brilliance. Like those high-frequency dog whistles. (...) Marjaavaan cannot be serious. It cannot be possible that I was sitting in a preview show with sane-minded human beings who didn’t want to do something less painful with their life for 137 minutes. At best, it has the IQ of a blind pigeon. At worst, it makes Satyamev Jayate - Zaveri’s previous film - look like Schindler’s List in which Oskar Schindler thinks he is a German Academy Award. And that’s possibly the only compliment I can afford to a Milap Zaveri movie. He may have a point when he says that critics aren’t the audience he makes films for. But he would also have a point if he said that sharks or crocodiles aren’t his target audience either. In his films, for instance, nature is incidental: sand exists so that strong men can leave indentations in it with their footsteps, rain exists so that it can drench the bodies of item girls and grieving lovers, walls exist so that they can crack when heroes get angry, air exists so that bullets have a medium to fly through, sound exists so that it can fill the void between inane one-liners, and women exist so that they can either be mute, dead, sex workers or dancers (or sometimes all at once). (...) My point about Zaveri’s movies - written or directed. I long for the day he realizes that his dead-serious action melodramas are funnier than his crass comedies. The lack of self-awareness in these films is so baffling that it’s sad - everything is a defiant “mass” tool meant to spite the elite and trigger the worst primal instincts of Indian men. Everything is a reaction. But to call him a provocateur would be to acknowledge that these films are legitimate - even if terrible - works of art. For me, they don’t even qualify. This isn’t his voice; this isn’t a voice at all. This is an algorithm in search of the highest bidder. And hence, the final result is the same. Marjaavaan is just another brick in the unbreakable box-office wall. And a tragic reminder that we, as a nation, are the movies we watch'.
Rahul Desai, 15.11.19
Recensione integrale (vi consiglio di leggerla)

Cinema Hindi: *
Punto di forza: eh?
Punto debole: next?

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sidharth Malhotra - Raghu
* Riteish Deshmukh - Vishnu
* Tara Sutaria - Zoya
* Ravi Kishan - il poliziotto

Regia e sceneggiatura: Milap Zaveri
Colonna sonora: Tanishk Bagchi, Meet Bros, Payal Dev, Yo Yo Honey Singh, Aditya Dev, Sanjoy Chowdhury.
Anno: 2019

19 aprile 2014

HASEE TOH PHASEE




Come sarebbe noioso il mondo senza le commedie romantiche. Quasi non riesco a immaginarmelo. Il giorno in cui spariranno dalla faccia della terra emigrerò su qualche nuovo pianeta (purchè dotato di prese elettriche) portando con me solo un computer, un hard disk e una pila di dvd. A scongiurare l’estinzione di questo antidoto miracoloso alla noia per fortuna c’è il cinema indiano, un’onorabile industria che non ha ancora smesso di sognare e lancia sul mercato iniezioni di positività e di calore per dare un tocco diverso alla vita di tutti i giorni. Hasee Toh Phasee è una commedia romantica a tutto tondo, per gli amanti del genere una tazza di gelato da gustarsi nel luogo più confortevole della casa.

TRAMA
Nikhil (Sidharth Malotra), cerca di sfondare ma è a corto di finanziatori, il fidanzamento con la ricca Karishma (Adah Sharma), stilosissima aspirante attrice di bollywood, potrebbe porre fine ai suoi problemi, fino a che non spunta fuori dal nulla Meeta (Parineeti Chopra), la sorella stravagante e imbottita di psicofarmaci che la futura sposa vorrebbe nascondere agli occhi della famiglia in occasione delle sue nozze.

Da quando si inizia ad apprezzare un film? Qual è il momento in cui si decide se è amore oppure no? Un attimo è sufficiente per far scuocere la pasta e far scendere a picco la qualità del migliore dei piatti. Non mi ricordo quando il minuto decisivo è scoccato, so’ solo che dopo un inizio freddino di colpo ho iniziato a seguire il film con divertimento e attenzione, il tempo ha preso a volare e ancora, a distanza di ore, sembra irrintracciabile. Il finale è arrivato senza che me ne accorgessi  lasciandomi una sensazione positiva, e tanta voglia di aprire un file word per intraprendere una recensione.
Le ragazze della porta accanto ora sono di moda e la scaltra Parineeti si sta costruendo una carriera brillante sulla sua immagine da persona comune, chiacchierona, energica e dal sorriso smagliante. Mi piace, mi convince sempre di più, la sua carica e la sua autoironia fanno girare le scene dal verso  giusto. Ma fin qui niente di nuovo.  Poi sono arrivate le parti più emotive e difficili da interpretare, e da lì ho finalmente imparato ad apprezzarla in tutte le sue sfumature, rompendo una volta per tutte un grosso (ed errato) pregiudizio dal nome “Parineeti cugina di”.  Sidharth si muove bene, è un bel ragazzo ma non mi trasmette più di tanto, non mi impazzisce l'ormone, forse semplicemente non è il mio tipo ma come attore non è affatto da buttare. La  sua personalità è in linea con il personaggio di Nikhil, la sua interpretazione è molto spontanea, gli ci vorranno anni forse per smettere di essere lo “studente dell’anno” però ci siamo, l’autostrada è lunga ma l’indirizzo impostato nel navigatore è quello giusto.
Si sente lo zampino di Karan Johar, eccome, nello stile generale della pellicola, nei colori abbinati, nella qualità impeccabile delle riprese, negli arredi, nella creazione di ambienti interni, ed esterni, anche troppo belli per essere veri (e infatti si tratta quasi sempre di sets).  Immagino che dietro ad una scena sensuale e delicata, racchiusa in pochi secondi, e di forte impatto, ci sia non tanto la mano del regista quanto quella di Karan, un pittore famoso che lascia in HTP una pennellata indelebile. Se non è un colpo del maestro si tratta comunque di un’imitazione degna d’onore.
La storia? Un inizio prevedibile e un finale classicissimo. E’ tutto quello che c’è nel mezzo a fare la differenza. Dopo aver pensato più di una volta che l’overacting di Parineeti nella prima parte fosse fuori luogo, e che le espressioni di Sidharth Malhotra non cambiassero mai, ho dovuto attendere un’altra manciata di minuti per rimangiarmi tutto e rilassare le guance, finalmente con un sorriso. I due protagonisti sono un abbinamento un po’ bizzarro ma in linea con l’evoluzione della storia, che immaginavo un semplice a boy – meets – a girl, e invece ci ho trovato molto di più, frugando in una piacevole confusione tra colorate canzoni, baraonde familiari, alcune scene simpatiche e altre molto intense ed emozionanti (affidate soprattutto alla protagonista femminile, una vera a propria Leader).  Potrà non essere un film perfetto ma sicuramente vale il tempo e il denaro spesi per guardarlo, non c’è un limite ben preciso tra il delirio e la filosofia, oltre che a una ritmata punjabi wedding song, e magari pure le piogge monsoniche, il cielo grigio di Mumbai e una bella indigestione di vada pav.

Il mio giudizio sul film : *** 3/5
ANNO : 2014
REGIA:  Vinil Mathew
TRADUZIONE DEL TITOLO : Se ti sorride è in trappola!

CAST :
Parineeti Chopra ………………… Meeta
Sidharth Malhotra ………………. Nikhil
Adah Sharma ………………… Karishma
Manoj Joshi ……………………… Il padre di Meeta e Karishma

COLONNA SONORA : Vishal & Shekhar
PLAYBACK SINGERS: Vishal, Shekhar, Sunidhi Chahuan, Benny Dayal, Shreya Goshal, Shafqat Amanat Ali, Nupur Pant, Chinmayi Sripaada, Sanam Puri, Shipria Goyal.

QUALCOS’ALTRO:
Il film è stato prodotto da Karan Johar in collaborazione con Anurag Kashyap , Vikramaditya Motwane e Vikas Bahl.
Per pochi secondi Karan Johar compare in una scena della pellicola.
Il regista Vinil Mathew compie con Hasee toh Phasee il suo debutto cinematografico. La sua gavetta è stata al fianco di due autori di tutto rispetto delle cinematografie del sud, Bharath Bala e Santosh Sivan.