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26 novembre 2022

LAAL SINGH CHADDHA


Contro ogni previsione, Laal Singh Chaddha non ha sbancato il botteghino indiano, e il cuore mi si spezza. È un film gentile e generoso. Caldo. Piacevole come una stecca di cioccolato alle nocciole. 
Temevo che il remake ufficiale hindi di Forrest Gump mi avrebbe delusa, invece l'adattamento redatto dal talentuoso attore Atul Kulkarni funziona a dovere, nel senso che gli aspetti che mi convincono meno in LSC sono gli stessi che non mi convincevano nell'originale (vedi i picchi melodrammatici). Quanto ai pregi, LSC vanta una definizione più interessante della figura della protagonista (Rupa) e di un personaggio di supporto (Mohammad, soldato pachistano) - oltre allo spiritosissimo cameo regalato da Shah Rukh Khan. La tragica parabola di Rupa è un nodo alla gola, e Kareena Kapoor rende giustizia alla sua eroina senza strafare. Manav Vij è impressionante, il migliore in campo. Laal non è l'eroe cinematografico che sembra andare per la maggiore di questi tempi in India. Non vuole uccidere nessuno, [spoiler] salva il ferito Mohammad, non soddisfatto ne diventa il migliore amico: davvero ancora mi stupisco che LSC non abbia incendiato le biglietterie?
Confesso che non mi aspettavo grandi cose nemmeno dalla regia, ma la maturazione professionale di Advait Chandan ha contribuito in larga parte alla riuscita del progetto. LSC è diretto con dolcezza e con misura. Il ritmo non incalza la narrazione, piuttosto la snocciola con naturalezza, rispettandone i tempi.

Capitolo a parte per Aamir Khan, che ha anche prodotto LSC. Aamir è musulmano e proviene da una famiglia di registi e produttori. Negli ultimi anni, le sue dichiarazioni e le sue azioni sono state sottoposte a scrutinio costante, e nel 2021 la superstar ha chiuso i profili social personali. A ridosso della distribuzione di LSC, la rete è stata inondata dal solito torrente di richieste di boicottaggio. Aamir si è trovato costretto ad invitare pubblicamente i potenziali spettatori a non disertare la pellicola, e solo grazie alla distribuzione internazionale ha potuto arginare, almeno in parte, le perdite - LSC è, ad oggi, il titolo hindi campione d'incassi del 2022 all'estero. Proprio qualche giorno fa, Aamir ha dichiarato che non reciterà per i prossimi 12-18 mesi, malgrado LSC sia il suo primo lavoro dopo quattro lunghi anni di assenza. 
Premesso tutto ciò, e considerando che adoro Aamir qualsiasi cosa faccia, devo però ammettere che la sua interpretazione in LSC non è fra le migliori della sua prestigiosa carriera, e il cuore mi si spezza. L'ironia è che è sempre stato considerato il Tom Hanks indiano. Aamir ha perso venti chili per il ruolo, il trucco e la post produzione hanno compiuto un lavoro magnifico nel grattar via almeno trent'anni dalla sua età anagrafica. Laal è amabile e disarmante, ma in qualche modo un po' meccanico. Aamir non è solo una superstar, è anche un attore di calibro: da lui pretendo il massimo. 

TRAMA

Durante un viaggio in treno, Laal intrattiene i viaggiatori raccontando la storia della sua vita intrecciata a quella recente del suo Paese. Una storia di amore, amicizia, morte. Laal ha imparato sin da piccolo a non mollare mai. E, in caso di necessità, a correre.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Facile: il cameo del Re.

LA BATTUTA MIGLIORE

* Mohammad: There's God's word and then those who interpret it and fools like us forget God and get swayed (ecco che gli incassi si dimezzano).

RECENSIONI

Mid-Day: ****
'Yes, this is the same story. It is not the same film. The Indian adaptation (by Atul Kulkarni) is totally seeped in desi, earthy imagination. And the original mustn’t matter. For, who’s this film for? The India that must watch its own story, told so softly, entertainingly! And to give Laal Singh Chaddha the love he so sweetly, innocently gives back'.
Mayank Shekhar, 11.08.22

Film Companion:
'Atul Kulkarni's writing - and his sense of translation - manages to suggest that Chaddha's mere presence is political. His guileless reading of religion - rooted in his mother's sugarcoating of communal violence as "malaria" - (...) is political. (...) Even his unwillingness to be political - and his desire to just be - is political. Gump's heroism was an extension of his national identity: Be American and success will find you. But Chaddha's heroism is an indictment of his cultural identity: Be human and history will remember you. (...) Aamir Khan, the producer, deserves credit for recognising Forrest Gump as a film begging to be reformed rather than remade. And for backing Advait Chandan, (...) a director blessed with the narrative manipulation of Rajkumar Hirani and the visual flair of Anurag Basu. (...) But unlike Forrest Gump, which was relentlessly redeemed by Hanks, this film works in spite of - and not because of - Aamir Khan, the actor. (...) His performance is excessive. (...) He reacts better than he acts. (...) Kareena Kapoor Khan doesn't overcook the role. She plays Rupa as someone who - in stark contrast to Laal - is so desperate to make history that she gets consumed by it. (...) It's been a while since I've enjoyed a Hindi big-screen experience like Laal Singh Chaddha. A lot of it is down to the film's marriage of mind with heart. The thinking often morphs into a way of feeling. The writing often digs a tunnel through the political to reach the personal - and it's this fable-like dimension that finds new context'.
Rahul Desai, 11.08.22

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: i miei due Khan preferiti nello stesso film, sceneggiatura fedele all'originale ma anche sorprendente, le calde relazioni fra i personaggi, il coraggio di certi dettagli, Manav Vij.
Punto debole: nulla da attribuire direttamente a LSC, in quanto l'eccesso di eventi nella vita di un solo personaggio e il melodramma sono mutuati dalla sceneggiatura di Forrest Gump.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Laal
* Kareena Kapoor - Rupa
* Naga Chaitanya (delizioso debutto a Bollywood) - Bala, amico di Laal
* Manav Vij - Mohammad, soldato pachistano amico di Laal
* Shah Rukh Khan (cameo) - se stesso

Regia: Advait Chandan
Sceneggiatura: adattamento di Atul Kulkarni della sceneggiatura originale di Forrest Gump, di cui Laal Singh Chaddha è il remake ufficiale hindi.
Colonna sonora: Pritam
Coreografia: Raju Khan
Fotografia: Satyajit Pande
Montaggio: Hemanti Sarkar
Anno: 2022

RASSEGNA STAMPA

'"The process began 14 years ago. Aamir [Khan] had produced a film called Jaane Tu Ya Jaane Na. After the premiere, we were sitting in his house, talking about the movies we like, and he mentioned Forrest Gump and that we both like it. The next day, I had an outdoor shoot which got cancelled. I had 12-15 days in my hand. The DVD of Forrest Gump was lying so I decide to watch it again. While watching the film, I thought what if this character was Indian, what would happen, and I started taking notes. After an hour and so, I felt that I should attempt writing the script. I started from the first scene onwards. I did not know if I would be able to complete the script, but in, the next few days I completed the script, and in the next 2-3 days I completed the second and third draft." (...) Atul [Kulkarni] shared that he always wanted Aamir to play the protagonist in the Hindi adaptation of Forrest Gump. "It was completely written for him. (...) It was always Aamir whom I thought would play the character".' 


CURIOSITÀ

* LSC è stato girato in più di cento località indiane. Atul Kulkarni ha lavorato per dieci anni alla sceneggiatura.
* La vicenda di Rupa e del suo amante si ispira all'analoga vicenda reale che coinvolse l'attrice Monica Bedi e il gangster Abu Salem. 
* Riferimenti al cinema indiano: Dilwale Dulhania Le Jayenge, Swades, Kal Ho Naa Ho, Don, Om Shanti Om, Kuch Kuch Hota Hai, Main Hoon Na, Sushmita Sen.
* Riferimenti all'Italia: credo di aver intravisto Sonia Gandhi nel filmato di repertorio sulla morte di Indira.
* Film che trattano lo stesso tema: My name is Khan.
* Per molte ragioni (fra cui un numero minore di titoli in due anni causa coronavirus), non è un buon periodo per il regale triumvirato dei Khan. In dettaglio, considerando la classifica delle prime dieci posizioni del botteghino solo indiano dal 2014 ad oggi (ammesso che i dati condivisi da Wikipedia siano attendibili):
- Aamir, il meno prolifico: bene PK (2014, ad oggi settimo) e Dangal (2016, quarto); male Thugs of Hindostan (2018) e LSC (2022) che non entrano nemmeno nelle posizioni dall'undicesima alla cinquantesima;
- Salman, il più prolifico: bene Bajrangi Bhaijaan (2015, ottavo); entrano nelle posizioni dall'undicesima alla cinquantesima Kick (2014), Prem Ratan Dhan Payo (2015), Sultan (2016), Tiger Zinda Hai (2017), Race 3 (2018) e Bharat (2019); male Tubelight (2016), Dabangg 3 (2019) e Radhe (2021);
- Shah Rukh: nessun titolo nelle prime dieci posizioni; entrano nelle posizioni dall'undicesima alla cinquantesima Happy New Year (2014) e Raees (2017); male Dilwale (2015), Fan (2016), Jab Harry Met Sejal (2017) e Zero (2018 - ad oggi il suo ultimo film).
Includendo gli incassi internazionali, rientrano Dilwale e Thugs of Hindostan:
1 Dangal 2016
6 Bajrangi Bhaijaan 2015
7 PK 2014
9 Sultan 2016
14 Tiger Zinda Hai 2017
20 Prem Ratan Dhan Payo 2015
24 Kick 2014
27 Happy New Year 2014
30 Dilwale 2015
37 Thugs of Hindostan 2018
39 Bharat 2019
45 Raees 2017
46 Race 3 2018.
Quindi sono sei anni che nessun film interpretato dai tre Khan entra nelle prime dieci posizioni di entrambe le classifiche. 
Ovviamente la situazione cambia prendendo in esame solo le pellicole hindi (incassi esteri inclusi). Dal 2017 in poi, entrano nelle prime dieci posizioni: 
2017 Tiger Zinda Hai, Raees e Tubelight
2018 Thugs of Hindostan e Race 3
2019 Bharat e Dabangg 3
2021 Radhe.

07 aprile 2019

THUGS OF HINDOSTAN



Thugs of Hindostan non è un prodotto eccelso, ma mi sfuggono le ragioni della tiepida accoglienza manifestata dal pubblico in sala, quello stesso pubblico che in precedenza aveva premiato l'altrettanto deludente Dhoom 3, sempre diretto da Vijay Krishna Acharya, e sempre interpretato da Aamir Khan. Alla fine TOH è solo un film d'avventura per ragazzi (forse non era questo il target previsto?), arricchito da un innesto simil-piratesco che mi ha ricordato per certi versi la saga di Sandokan, e imperniato sulla lotta contro lo strapotere della Compagnia delle Indie. 
La storia, nel suo complesso, vista (molto) dall'alto, non è male. L'idea c'è. Un pizzico di umorismo anche. E' chiaro che per lo spettatore adulto la grana è troppo grossa, e la trama è sfilacciata e non sufficientemente articolata. TOH manca del giusto ritmo. Viene concesso ampio spazio al personaggio di Firangi a discapito di Azaad e Zafira, le cui vicende di eroismo e ribellione dovrebbero invece costituire l'ossatura della narrazione. Oltre a questo, a mio parere il difetto maggiore è nell'assoluta incongruità fra il fiume di denaro trasfuso nel progetto e il modesto risultato in termini di effetti speciali e di scene d'azione. 

In TOH Amitabh Bachchan appare poco in forma, e nei combattimenti sembra sofferente. Per fortuna alcuni indimenticabili primi piani ci ricordano il calibro - e il fascino - dell'attore. Il suo personaggio, Azaad, è concepito su scala epica: è puro, invincibile, quasi immortale. Firangi, al contrario, è l'apoteosi della dozzinalità, non manca di ironia, ma non suscita empatia. E' più realistico di Azaad, più sfaccettato, eppure meno caldo. Aamir Khan si impegna per renderlo divertente, anche se l'attore risulta decisamente più convincente nelle (poche) scene drammatiche. 

Per quanto traballante, TOH si può guardare. Le stiracchiature e le ripetizioni mi hanno annoiata, ma ho apprezzato la temerarietà di cimentarsi in un genere poco esplorato nel cinema indiano. 
Sono magnanima, sì. Non aver visto nessun capitolo dei Pirati dei Caraibi aiuta.

TRAMA

Di certo c'è solo la morte. Firangi, un n-giochista di prima classe, aggiunge il tradimento. Azaad crede invece nella libertà, e niente e nessuno può fargli cambiare idea nè fermarlo. La Compagnia delle Indie ingoierà voracemente il subcontinente, ma intanto Azaad - con la collaborazione del riottoso Firangi - si prende qualche soddisfazione.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* I magnetici primi piani di Amitabh Bachchan. Una leggenda. Un Dio.

RECENSIONI

Hindustan Times: *
"It takes a lot to make pirates boring. Without a doubt, Thugs Of Hindostan is a whole lot of movie - the biggest budget Yash Raj production of all time, the first film to star both Amitabh Bachchan and Aamir Khan - and yet this giant period epic turns out to be feeble, formulaic and entirely forgettable. Directed by Dhoom 3’s Vijay Krishna Acharya, here is a film so dull and unoriginal that it can only inspire the shrugs of Hindustan. (...) The plot is so childish I fear the Yash Raj writing room may be an illegal sweatshop. This film, alongside Ashutosh Gowarikar’s painful Mohenjo Daro, may - alarmingly enough - make a strong case for leaving historical Hindi hysterics to Sanjay Leela Bhansali, who understands scale and pageantry. Acharya shoots far too much action in slow-motion, from swordsmen swinging on conveniently placed vines to collapsing mothers, amping up the frames per second to disguise the lack of storytelling craft. Nearly three hours long, TOH is a film hardly ever larger, but certainly slower than life. (...) Firangi is one of Khan’s most unremarkable characters, a rogue free of charisma or cleverness, with barely a line worth remembering. This is principally why TOH sinks. It prioritises size over smarts, set-pieces over the script. The size, too, is unimpressive, with cardboard-y visual effects, poor rope-physics, haphazard continuity and decks of ships that look too small, but all that could have been forgiven - a $ 41 million budget wouldn’t go far in Hollywood - if the film gave us characters worth caring about or laughing with. Set-pieces matter, but adventure films become special because of the lines we end up quoting and the protagonists we cheer. Instead we have Khan-in-kajal, alongside a gruff and grizzly Bachchan, weighed down by armour and cliché (...). The girls have it worse. Fatima Sana Shaikh, who was so good in Dangal, plays a princess who doesn’t have a line for the first hour (...). Shaikh doesn’t bring much to the part, and when she does speak, she does it flatly enough to justify her lack of lines. (...) I may be old school, but I believe pirate movies need to have eye-patches. This one doesn’t, and that’s a shame. The viewing experience would have been hugely improved. I should have gone in wearing two".
Raja Sen, 09.11.18
Recensione integrale (è molto divertente e vi consiglio di leggerla)

Cinema Hindi: *** (perchè lo considero un film per ragazzi)
Punto di forza: Amitabh Bachchan e Aamir Khan
Punto debole: il montaggio; il peso eccessivo del personaggio di Firangi rispetto ad Azaad e Zafira

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Amitabh Bachchan - Azaad
* Aamir Khan - Firangi
* Fatima Sana Shaikh - Zafira
* Katrina Kaif - Suraiyya
* Mohammed Zeeshan Ayyub - Shanichar

Regia e sceneggiatura: Vijay Krishna Acharya
Colonna sonora: Ajay-Atul (canzoni). Segnalo l'insolito brano Suraiyya, visualizzato da una buffa coreografia.
Anno: 2018

CURIOSITA'

* Durante le riprese a Malta, Aamir Khan si è concesso una vacanza in Italia (clicca qui).
* Aamir Khan si è occupato del montaggio della versione del film distribuita in Cina, più breve di 45 minuti, e con l'aggiunta di alcune scene, interpretate da Aamir, scartate nella versione indiana. 

GOSSIP & VELENI

* TOH verrà ricordato come il primo clamoroso passo falso nella catena di successi stellari inanellati da Aamir Khan dal 2006 in poi. E il 2018 verrà ricordato come l'anno della sconfitta - considerando le aspettative - al botteghino del regale triumvirato dei Khan: Salman Khan con Race 3 e Shah Rukh Khan con il delizioso Zero non hanno conquistato pienamente il favore del pubblico indiano. Brutto segnale. La fine di un'era?

17 marzo 2019

SECRET SUPERSTAR



Leggo le recensioni positive, penso agli incassi stratosferici, e rimango perplessa. Cosa c'è in me che non va? Perchè Secret Superstar - uno dei film a tema femminile di maggior successo nella storia del cinema indiano - non mi ha colpito? A mio parere è solo una pellicola per ragazzi di fattura piuttosto modesta. La storia non è male. La sceneggiatura azzarda qualche spunto interessante, come la denuncia della violenza domestica e il diritto all'auto-affermazione femminile. Il cast è del tutto dignitoso. Ma la regia, con l'esclusione delle scene madri, è poco robusta. La narrazione non è abbastanza articolata da coinvolgere anche un pubblico adulto. Zaira Wasim, pur brava, non replica la superlativa performance offerta in Dangal. Da un punto di vista tecnico, SS sembra un prodotto destinato alla programmazione televisiva pomeridiana. Aamir Khan però si ritaglia un cameo elettrizzante e spudoratamente kitsch (GRAZIE!).
Datemi retta: guardate Udaan.

TRAMA

Insia adora cantare e sogna di diventare una superstar. La madre adora Insia e il suo sogno. Il padre no.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Shakti Kumaarr nella sala d'aspetto dell'avvocato. La scena dura solo qualche minuto, forse meno, ma è a dir poco INDIMENTICABILE.
* Shakti Kumaarr dedica a Insia il delirante remix Sexy Baliye.

RECENSIONI

NDTV: *** 1/2
"A simple film that is unashamedly saccharine and manipulative, yet has the ability to surprise us in ways small and large. (...) Aamir Khan is an absolute hoot as he plays Shakti Kumaarr, cheesy and predatorial and self-aggrandizing in completely cartoonish fashion. It is a caricature (...) but Khan brings enough nuance to the table to make even this tasteless fool appear real. (...) Khan embraces the nuttiness with glee, and I'd love to see more of this elaborately goateed idiot. There are times when Secret Superstar feels like a tacky production, as if made on a telefilm budget, and there are sequences that inevitably seem too long, particularly as we go into the film knowing what will happen and the film doesn't even try to prove us wrong. Yet we need more films for and about children in this country, which is why I'd recommend this one even though it is far from perfect".
Raja Sen, 03.08.18

Mid-Day:
"Secret Superstar is, foremost, a fantastical, inspirational film (for teenagers in particular), yet with an uneasy, dark undertone that you constantly find yourself oscillating between emotions - mainly happy, partly sad - as the film twists and turns to tell a story that, at the same time, belongs so uniquely to this age (of the celebrity, and new media). (...) (Zaira Wasim)  owns this story. Because, at some level, it belongs to her. That innate innocence, naturalness, might otherwise be hard for an amateur to so convincingly pull off. (...) Beneath that simplicity (even with cinematic technique, or craft, if you may), the debutant writer-director (Advait Chandan) manages to move you this much, because he sincerely, seamlessly covers so much ground, cutting across issues, from the state of pop-culture, patriarchy, parenting, passion and the prodigy, to some pop-philosophy".
Mayank Shekhar, 24.10.17

Cinema Hindi: *** (se lo considero un film per ragazzi)
Punto di forza: il cameo di Aamir Khan (****)
Punto debole: la regia

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Zaira Wasim - Insia
* Meher Vij - madre di Insia
* Raj Arjun - padre di Insia
* Amir Khan - Shakti Kumaarr
* Tirth Sharma - Chintan

Sceneggiatura e regia: Advait Chandan
Colonna sonora: Amit Trivedi
Anno: 2017

CURIOSITA'

* Il 14 marzo 2019, in occasione del suo 54mo compleanno, Aamir Khan annuncia di aver acquistato i diritti per il remake ufficiale di Forrest Gump. Dovrebbe dirigerlo proprio Advait Chandan.
* SS sotto alcuni aspetti mi ricorda It's Breaking News, film (non per ragazzi) a tema femminile altrettanto modesto e mosso da buone intenzioni.

05 marzo 2019

D A N G A L



Doveva essere un film a tema sportivo. Doveva essere un film imperniato sulla storia vera di due magiche figure femminili. Invece Dangal narra sostanzialmente un'ossessione maschile. 
La pellicola è piacevolissima da guardare, non fraintendetemi. Il primo tempo è molto divertente, il secondo regala una serie di prove sportive realistiche e coinvolgenti. La critica ha esultato. I media indiani hanno sottolineato l'aspetto (secondo loro) femminista. Dangal ha incassato cifre astronomiche. In Cina pare abbia attirato, solo on line, ben 400 milioni di spettatori. 
Aamir Khan è eccellente, una delle migliori performance della sua carriera. Il divo non esita a mostrarsi imbruttito, invecchiato e ingrassato (meritandosi un applauso a scena aperta), e si concede interamente al ruolo. Le due giovanissime attrici, Suhani Bhatnagar e soprattutto la stupefacente Zaira Wasim, affiancano Aamir alla pari, dando vita ad un trio indimenticabile. 

La sceneggiatura, a cui ha collaborato il regista Nitesh Tiwari, risulta però troppo sbilanciata a favore del protagonista, e i personaggi sono unidimensionali. 
Prendiamo Mahavir: sappiamo solo della sua ossessione, e non ci viene mostrato altro. Confesso che ho provato un certo disagio nei suoi confronti. L'uomo non si cura di nascondere la delusione per il mancato figlio maschio e quindi di ferire più volte i sentimenti della moglie e delle figlie. Ed ecco che di colpo le due figlie maggiori acquistano valore in quanto strumenti per la realizzazione del suo sogno. Nessuna preoccupazione per la loro incolumità o per il loro rendimento scolastico. Non parliamo poi delle loro aspirazioni: il padre considera le ragazze una sua proprietà, non riconosce loro alcuna individualità o autonomia. Non esita ad estirpare crudelmente la loro femminilità. Come uno schiacciasassi, tritura la personalità delle figlie e impone le sue decisioni e la sua volontà, senza mai ascoltare la loro opinione nè quella della moglie. Vero: chiede solo un anno delle loro vite. Ma è la brutalità e l'arroganza del suo comportamento ad orripilarmi. Le ragazze, a prova conclusa, continuano ad allenarsi e a vincere, anche se, nel film, sembra più per compiacere Mahavir, al quale viene comunque attribuito tutto il credito per le loro medaglie. 
La sceneggiatura perdona con troppa leggerezza la sua condotta, preferendo ammantare il personaggio di una luce eroica. E si guarda bene dall'offrirci il punto di vista delle ragazze: cosa pensano, cosa sognano per se stesse, cosa fanno quando non si allenano?
Propinarci Dangal come un manifesto contro la discriminazione di genere è davvero discutibile. Mahavir risparmia alle figlie un matrimonio precoce e un destino predeterminato dalle convenzioni sociali solo in ossequio alla propria ossessione, e non certo per amore paterno o in segno di rottura contro la mentalità maschilista imperante.

E veniamo agli inevitabili confronti. 
Sultan è una splendida pellicola di intrattenimento puro che parla di wrestling. Sfiora anche qualche tema sociale. Vanta una sceneggiatura ben calibrata, un robusto Salman Khan e uno dei personaggi femminili più insoliti ed efficaci. 
Chak De! India è forse il mio film sportivo preferito, insieme a Iqbal. Ottima sceneggiatura, narrazione inattaccabile, stratosferica performance di Shah Rukh Khan, significativa presenza femminile. Una delle opere più progressiste nel panorama del cinema popolare indiano degli ultimi anni. 
Sultan intrattiene, decisamente. Chak De! India intrattiene e rompe gli stereotipi, decisamente. Dangal intrattiene e tenta di rompere qualche stereotipo, ma a mio parere è decisamente inferiore ad entrambi.

TRAMA

Mahavir, ex-campione nazionale di wrestling, vive con la sua famiglia in un villaggio dello Stato dell'Haryana. Un giorno scopre con grande sorpresa che le figlie maggiori, Geeta e Babita, hanno malmenato due sfortunati coetanei. Ecco che Mahavir ha un'illuminazione.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* I fantasioni consigli elargiti da tutto il villaggio per concepire un maschio. Qui sì che gli sceneggiatori si sono divertiti a satireggiare.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* L'inutile rivalità fra Mahavir e l'allenatore della nazionale indiana femminile di wrestling.

RECENSIONI

Rediff: **** 1/2
"The villain in Dangal is the mindset. (...) Aamir Khan plays this phenomenal character, both fascinating and flawed, a winner utterly sure of his beliefs who bends the world around him to his will. It is the performance of a lifetime, and Khan - incredibly buff when young, proud and paunchy when old - is sensational as he shows them the moves and imparts knowledge to the girls. With his wrist resting on his hip like a too-full teapot, his Phogat seems always to be thinking, planning, focussing. He knows what he's doing. Eschewing vanity and leading man cliché, Khan shows us commitment to the part. (...) This is by far the most credible an Indian sport film has ever felt, with even the commentators getting in on the action, giving most of us a tutorial in how to watch the sport. (...) India needs to watch this film for the way it puts the 'her' in 'hero'."
Raja Sen, 22.12.16

Mid-Day: ****
"It's a movie about female empowerment. The fact that it is set in rural Haryana (the part of India lowest on most female-centric indices, and I hope people watch it there), makes the subject all the more rich, and timely. (...) Your eyes hardly ever waver from the screen for 160 minutes, while you mildly laugh, go teary eyed, and on occasion even bite your nails, thoroughly enthralled as much by the intricacies of wrestling as a sport - that this film so wonderfully introduces us to - as some key moments, turning points, and inspired performances both by the girls (when they're kids, and when they grow up), and the old father, that's Aamir, wholly controlling the viewer's emotions in a dark hall, like a consummate puppeteer".
Mayank Shekhar, 09.01.17

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: Aamir Khan, Zaira Wasim e Suhani Bhatnagar
Punto debole: la disonestà del finto messaggio femminista

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Mahavir Singh Phogat
* Zaira Wasim - Geeta 
* Suhani Bhatnagar - Babita
* Fatima Sana Shaikh - Geeta adulta
* Sanya Malhotra - Babita adulta
* Ritwik Sahore - Omkar, cugino di Geeta e Babita
* Aparshakti Khurana - Omkar adulto

Regia: Nitesh Tiwari
Colonna sonora: Pritam
Traduzione del titolo: "Dangal is a Hindi word used for wrestling competition. The word is as such used for wrestling and the entire setup where the wrestling happens, too, but it most commonly refers to a competition, where you often wrestle numerous people to win a pre-declared prize". BollyMeaning
Anno: 2016
Awards: fra gli altri, il National Film Award per la migliore attrice non protagonista a Zaira Wasim (meritatissimo!).

CURIOSITA'

* Mahavir Singh Phogat ha allenato quattro figlie e due nipoti (figlie del fratello di Mahavir, morto assassinato). Sono tutte diventate campionesse di wrestling a livello nazionale e/o internazionale. 
* Aamir Khan ha dovuto guadagnare 30 chili di peso per il ruolo.
* Aggiornamento del 17 febbraio 2024: Suhani Bhatnagar purtroppo è deceduta oggi a soli 19 anni a seguito di una malattia.
* Riferimenti a Bollywood: Sholay, Dilwale Dulhania Le Jayenge.

GOSSIP & VELENI

* Il Natale è tradizionalmente (fra le altre cose...) una data fortunata per i film di Aamir Khan.
* Dangal ha dato il via ad un feroce gossip riguardante la presunta relazione fra Aamir Khan e Fatima Sana Shaikh. I due hanno interpretato anche Thugs of Hindostan.

20 febbraio 2019

P K



Con questo film non mi raccapezzo. Cambio idea ogni due minuti. E' geniale? Una cazzata colossale? Boh. Sono (credo) sicura solo di un paio di cose: l'ho trovato troppo lungo per la storia che narra; il personaggio di PK mi ha molto divertito. Per il resto oscillo come un pendolo. Mi è difficile scrivere una recensione o esprimere una valutazione riassuntiva. Provo a sezionarlo, ma devo prima azzerare decenni di letture di romanzi di fantascienza (dimenticarmi, ad esempio, di Straniero in terra straniera, o di un capolavoro come L'uomo che cadde sulla Terra), e considerarlo una favola per adulti. 

1. Il soggetto, per il cinema indiano, è originale. L'idea alla base brillante. L'intenzione del tutto encomiabile. Uno strampalato alieno si scontra con le ambiguità e le complicazioni delle regole e dei riti di differenti credo religiosi. Un applauso al coraggio di Hirani: se sei in India e stanco di vivere, niente di meglio che criticare, anche bonariamente, la religione, e hai buone possibilità di ritrovarti cadavere.

2. La sceneggiatura arricchisce il soggetto con la storia d'amore di una ragazza indiana hindu e di un ragazzo pachistano musulmano. L'interpretazione dei due attori è freschissima, alcune scene sono godibili, ma devo ancora decidere se sentivo la necessità di questa sottotrama oppure no. Mi intriga di più la potenziale relazione fra PK e Jaggu.

3. I personaggi. Non saprei. Presi singolarmente (ed escludo il protagonista), sono piuttosto curati. Però c'è qualcosa, nelle loro interazioni, che non mi convince fino in fondo. Forse erano stati creati al di fuori del soggetto iniziale, e l'innesto nella sceneggiatura ha richiesto adattamenti che hanno causato qualche esagerazione e qualche implausibilità non accettabili in un progetto di questo calibro. PK è amabilissimo, anche se, come esemplare di un'avanzata civiltà aliena, un po' troppo sprovveduto (mollato sulla Terra per goliardia? I suoi colleghi d'astronave se ne volevano sbarazzare?). 

4. Le interpretazioni sono di buon livello. Saurabh Shukla merita una menzione speciale. Anushka Sharma è molto naturale (labbra escluse). Boman Irani addirittura affascinante. Il film è imperniato sulla figura di PK, ed è quindi Aamir Khan ad accollarsi la responsabilità maggiore. La superstar sembra divertirsi un mondo. Il suo personaggio è stralunato e pasticcione, combina disastri, crea scompiglio, fugge a precipizio inseguito da orde di devoti inferociti, imbastisce surreali (ma neanche tanto) conversazioni, eccetera eccetera. Non annoverando extraterrestri nel giro delle mie conoscenze (dovrò provvedere al riguardo), non posso valutare la credibilità della sua performance. Se considero il tono della pellicola e il tipo di cinema che Hirani predilige, direi che Aamir ha fatto un ottimo lavoro. E poi: esisteranno anche alieni buffi, no?

Arriviamo al punto cruciale. Il film ha raggiunto il suo obiettivo? Mi dico: il tema andava affrontato con più sottigliezza. Si dovevano sfrondare un po' le prediche religiose. Alcune sequenze forse andavano riviste. Poi mi dico: ma è una commedia, una pellicola di intrattenimento, cosa pretendo? Mi dico: PK è da guardare e riguardare per la bontà del messaggio e per alcune azzeccatissime scene. Poi mi dico: gli sceneggiatori dovevano lavorare con zelo maggiore su un progetto che meritava una realizzazione più raffinata. E via così da due giorni.
Come concludere? Mi è piaciuto? Non mi è piaciuto? Ma che ne so. Era meglio se questa recensione la scriveva LuceSole.

TRAMA

Là fuori c'è una civiltà tecnologica che gironzola nello spazio e - ahinoi - scopre la Terra. Nei cieli blu del Rajasthan si materializza un batuffolone volante. Atterra nel deserto, sputando un umanoide dalle orecchie a sventola, nudo come mamma aliena lo ha fatto. Cosa? Come si copre le pudenda? Ma con un monumentale mangiacassette a tracolla (voi no?).

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La prima apparizione di PK. Impagabile. Anche la seconda non è male, soprattutto per il quarto comandamento.
* La sua esilarante, affannosa ricerca di Dio. Statuette sacre con le batterie scariche, lo spavento per la crocifissione, Shiva che minaccia PK con un tridente in un bagno pubblico. E ricordatevelo bene domattina, davanti allo specchio, prima di decidere cosa mettervi: "Faith is connected to fashion".
* La battuta del personaggio di Boman Irani, giornalista televisivo: "Cercare Dio è religione, è trovarlo che è una notizia".

RECENSIONI

Rediff: ****
"The fact remains that PK is a ridiculously effective film, a triumph you are likely to walk away from with a gladder, lighter heart - and, perhaps, a moister handkerchief. (...) It's all cinematic saccharine, but then, given that Hirani takes the opportunity to aim some potshots at organised religion and its gatekeepers, is the familiar a worthy method to sneak in a message? A spoonful of sugar to make the medicine go down? (...) Aamir Khan is exceptional in PK, creating an irresistibly goofy character and playing him with absolute conviction. He laughs at his goblin-ears and walks around with his eyes on high-beam throughout the film, but his transformation isn't restricted to the physical. (...) This is an out-and-out Aamir film, and he soars. PK is no satire - it's a bit too toothless for that - but it is a rollicking mainstream entertainer with ambition to evoke some introspection, one with compelling moments and some genuine surprises".
Raja Sen, 19.12.14

Mayank Shekhar: ***
"Aamir Khan playing an alien PK is absolutely the finest thing about this movie. (...) In an obvious sort of way, this is also Aamir’s best performance yet. For one, his role has absolutely no reference points. (...) For the most part, he seems like a rather original and funny fellow: a short, slim weirdo with overstretched ears, lips red with betel juice, and eyelids that rarely blink. The film essentially works when he’s on screen. (...) PK himself is not the central focus of this film. This is not a sci-fi fantasy. The alien is only used as a device to make a point about humans in general. The reason for this is both simple and profound. Only someone equally distant and detached from this world might be able to objectively question how completely lunatic it is in the first place. Here we’re talking about religion. And you know just as well that humans just can’t talk about religion. It is not seen as an idea anymore. Religion has somehow got mixed up with race. (...) In that sense this hardcore mainstream Bollywood film aiming to set all-time records at the box-office that openly reveals and laughs at ridiculous ways in which humans kill, divide and dupe each other over religions that are basically companies with managers - whether Hinduism, Islam or any other - is laudable to start with. I hope it is watched and more importantly pondered over by masses across India and the sub-continent. (...) It’s also a Rajkumar Hirani movie almost all the way. I say almost, because unlike with his previous films, this script isn’t as sharp and seamless".
2014

Cinema Hindi: sono indecisa fra *** e ****, quindi vada per *** 1/2.
Punto di forza: Aamir Khan e il suo sconcertato, sconcertante PK (****); il messaggio.
Punto debole: la durata, alcuni scivoloni nella sceneggiatura.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - PK
* Anushka Sharma - Jaggu
* Sushant Singh Rajput - Sarfaraz, fidanzato di Jaggu
* Boman Irani - capo di Jaggu
* Saurabh Shukla - santone
* Sanjay Dutt - musicista itinerante
* Ranbir Kapoor - cameo

Regia: Rajkumar Hirani
Soggetto, sceneggiatura e dialoghi: Abhijat Joshi e Rajkumar Hirani
Traduzione del titolo: ubriaco, brillo
Anno: 2014

CURIOSITA'

* All'epoca della distribuzione del film, i danni alle sale indiane da parte di svitati estremisti religiosi erano stati per fortuna limitati.
* Sembra che Junaid, figlio di Aamir Khan, abbia assistito Hirani alla regia di PK.
* Leggete un po' qui: 'Director Rajkumar Hirani’s plans to finish shooting the first schedule of his next, PK, in Italy, have come to an abrupt halt. (...) He had reportedly said, “This portion I shall shoot in Italy with Anushka. Aamir will join us in December.” But now, news is that PK’s October schedule has been pushed forward altogether due to “weather issues” in Italy. “The climatic conditions have changed a lot. The days have become shorter. The sun comes out only around 12.30 pm and light begins to fade by 7 pm. And to top that, it is very cold. We won’t be able to shoot at length in such conditions,” informs an insider. As a result, the Italy schedule has been pushed even further. “We will shoot that portion after everything else is wrapped up by the middle of 2013 (...).” adds the source. (...) Besides Anushka, TV actor Sushant Singh Rajput is also part of the schedule that is to be shot in Italy'. Bad weather stalls shoot of PK, Prashant Singh, Hindustan Times, 8 ottobre 2012.
* Riferimenti a Bollywood: Amitabh Bachchan (semplice, perchè Lui è DIO).

GOSSIP & VELENI

* Nel gennaio di quest'anno Rajkumar Hirani è stato accusato di abusi a sfondo sessuale. Non mi sono ancora ripresa.

10 febbraio 2019

DHOOM:3



Dhoom 3 mi ha alquanto deluso.
Spiace per Vijay Krishna Acharya, il cui primo titolo da regista, Tashan, è a mio parere un ottimo esempio di film demenziale, purtroppo sottostimato. Vijay ha anche redatto la magnifica sceneggiatura di Dhoom 2 (in piedi, per favore). Le aspettative erano dunque altissime. Ma ho trovato questa pellicola sconfortante. Il soggetto non mi ha del tutto convinto. La sceneggiatura (sempre di Acharya) è insoddisfacente. Le implausibilità non si contano. La narrazione zoppica. Il primo tempo mi ha annoiato a morte. I personaggi sono freddi, con l'eccezione di Samar. I dialoghi molesti. La regia spenta. D3 è in larga parte ripetitivo, poco avvincente, poco emozionante. E manca di ironia.

Spiace per Aamir Khan, che è stato tanto audace e/o incosciente da accettare il ruolo negativo. Dopo la scintillante performance, in Dhoom 2 (in piedi, per favore), della coppia Aishwarya-Hrithik, si era creato il vuoto cosmico. Solo una superstar poteva essere scritturata nel terzo capitolo della serie. All'epoca erano circolati i nomi di Salman e di Shah Rukh Khan, i quali, saggiamente, avevano preferito declinare. Aamir ha raccolto la sfida, ed è stato ripagato da incassi stellari, ma (e mi si spezza il cuore) la sua interpretazione è lontana dall'essere altrettanto stellare. Il suo Sahir è piatto, inespressivo, perennemente ingrugnito. Samar è più caldo e simpatico, peccato compaia a ravvivare la scena solo nel secondo tempo.

Dhoom 2 (in piedi, per favore) è uno dei miei film d'intrattenimento preferiti in assoluto, e non solo del cinema indiano. E', nel suo genere, di una perfezione abbagliante. Mi basta adocchiarne un fotogramma per ritrovarmi incollata a ventosa allo schermo. Non mi aspettavo che D3 potesse eguagliarlo, però speravo che, grazie a Vijay e ad Aamir, mi avrebbe quantomeno intrigata. Non è stato così. A peggiorare le cose, il montaggio è pessimo. E Abhishek Bachchan gareggia in tetraggine. 
Promuovo le coreografie. 

TRAMA

Jai e Ali sono in trasferta professionale a Chicago. Un rapinatore di banche firma i suoi gesti criminosi con una frase in devanagari e una maschera da clown. Nel contempo, Sahir, prestigiatore e ginnasta, organizza il suo spettacolo a metà fra musical e circo.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Una menzione speciale al corpo di ballo nei titoli di testa (brano Dhoom Tap). Bella anche la coreografia con annesse acrobazie del brano Kamli, e brava Katrina (e la sua controfigura). Superba la visualizzazione del brano Malang.

RECENSIONI

Rediff: * 1/2
"Twenty minutes into Dhoom 3, reeling from the assault of cinema so amateurish it’s hard to believe it was put together by grown men, I began to ask myself precisely what this film was trying to be. (...) There were stunts seemingly executed in slow-motion and shown to us even slower, resulting in yawnworthy chase scenes. There was Aamir Khan running down the side of a building for no apparent reason. Everything - repeat, everything - looked too goofy to be either thrilling or realistic or compelling or even plain fun. (...) How else can you explain this famine of originality? How else can you possibly justify the lack of a single interesting scene right up to the intermission?"
Raja Sen, 20.12.13

Mayank Shekhar: ***

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: le coreografie, Aamir in versione Samar
Punto debole: sceneggiatura, regia, montaggio

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Sahir, Samar
* Abhishek Bachchan - Jai
* Katrina Kaif - Aaliya
* Uday Chopra - Ali
* Jackie Shroff - padre di Sahir e Samar

Sceneggiatura e regia: Vijay Krishna Acharya
Colonna sonora: Pritam
Traduzione del titolo: clicca qui
Anno: 2013
Trailer

RASSEGNA STAMPA

* Aamir is the villain in Dhoom 3, The Times of India, 2 febbraio 2011 - Aamir ha dichiarato: 'Sarà davvero un piacere lavorare di nuovo con Yash e Aditya Chopra. Dhoom è un marchio famoso, sinonimo di grande intrattenimento. Tutte le volte che ne sento il tema musicale, i piedi si muovono da soli. La sceneggiatura mi ha proprio convinto e non vedo l'ora di iniziare'. Yash Chopra ha dichiarato: 'È un grande piacere aver scritturato Aamir Khan. Sono incredibilmente eccitato all'idea di ciò che un attore come lui potrà apportare alla serie Dhoom, grazie al suo star power unico e al livello del suo talento. Aditya e Acharya hanno lavorato più di un anno al progetto, e mi sento di affermare che si tratterà di una delle migliori sceneggiature offerte dalla Yash Raj'.

Vedi anche:

CURIOSITA'

* La scena finale è stata girata sulla diga della Verzasca, nel Canton Ticino.
* Riferimenti a Bollywood: Hema Malini
* Riferimenti all'Italia: Sahir pronuncia la parola fantastico

GOSSIP & VELENI

* Ai tempi, circolarono voci di una partecipazione congiunta di Aamir e Shah Rukh alla pellicola, voce che causò l'insorgenza di patologie cardiache fra i fan.

02 febbraio 2019

TALAASH



Questo film è stupefacente. Mi ha ipnotizzato. Mi si è ficcato sottopelle.
Il noir è un genere poco esplorato in India. Figuriamoci un noir scritto e diretto da donne. La storia è ben concepita. La sceneggiatura splendidamente stratificata. Difficile distinguere trama e sottotrame. Ma poi: è proprio (solo) un noir? Talaash mescola sapientemente noir, thriller, paranormale, sentimenti ed emozioni. Sì, un noir dall'ambientazione notturna e dai chiaroscuri psicologici. Mumbai è ammaliante. I personaggi incantano. Sì, un thriller un po' inconsueto intrecciato al paranormale. Sì, un paranormale che è anche un tributo intelligente e innamorato ad una maestosa pellicola di produzione internazionale (che non specifico per evitare spoiler) (*). Un paranormale che esonda dal thriller sino a rivoltare come un guanto il vissuto dei protagonisti. Il tutto innestato su una corrente sotterranea di afflizione senza scampo. I personaggi convivono con un dolore torturante, un macigno infrantumabile abbarbicato alla schiena. Impossibile non provare empatia. Talaash è un film difficile da affrontare per l'angoscia che provoca: mi risucchia, mi attanaglia la gola.

Prendiamo la superba performance di Nawazuddin Siddiqui. Sul set non è più lui. Il suo Tehmur si muove, respira e vive quel brandello di vita concessogli dalle sceneggiatrici, in quel ritaglio di mondo creato dalla regista, dimentico della presenza di macchine da presa e troupe tecnica. Perchè, dal punto di vista di Tehmur, quella è la realtà. Prendiamo Rani Mukherjee. La sua interpretazione è dolente e sincera. L'ammiro recitare a bocca spalancata e già la sua Roshni mi manca. Prendiamo Aamir Khan. Aamir sfoggia un talento che mi ha tramortito. Al suo tormentato Suri spettano le scene più significative e più strazianti. E prendiamo Kareena Kapoor. Sguardi, movimenti, parole, timbro di voce, ironia. Tutto nella sua Rosie mi infligge una stretta al cuore. Talaash mi rende irrazionale. Ci sarà una sorta di universo parallelo dove personaggi così perfettamente definiti confluiscono e continuano in modo autonomo a condurre le loro esistenze, perchè altrimenti la passione profusa da sceneggiatori e attori andrebbe oscenamente sprecata.

Reema Kagti ha diretto Talaash con grande cura e grande partecipazione emotiva. La narrazione scorre con ritmo sinuoso, supportata da una sceneggiatura, scritta a quattro mani da Reema e Zoya Akhtar, che è un'elaborata architettura nella quale anche i tasselli apparentemente più deboli o estranei alla fine trovano il loro posto. I dialoghi rendono giustizia a storia e personaggi. La magnifica colonna sonora intriga. 
Talaash mi è rimasto attorcigliato addosso per giorni. In un modo tutto suo, avvince e seduce.

(*) Non mi riferisco al film di Zemeckis del 2000 (che non ho visto), di cui alcune sequenze e alcuni dialoghi vengono riproposti in Talaash. Grazie a Diana e a Caterina per la precisazione.

TRAMA

All'ispettore di polizia Suri viene affidato uno spinoso caso che coinvolge una star di Bollywood: un incidente? Omicidio? Suicidio? Troppi lati oscuri. Il mistero si infittisce e si intreccia alle vicende personali di Suri, di sua moglie Roshni, di un losco personaggio e di una fascinosa prostituta. 

RECENSIONI

Rediff: ** 1/2
"Am I being too cruel? Perhaps, but because of the wasted opportunity. Someone asked me if Talaash was a watchable film, and indeed it is. It's better put together than a lot of the films we see here, and definitely strongly acted, but ends up so, so much less enjoyable than it deserved to be".
Raja Sen, 30.11.12

Mayank Shekhar, 30.11.12

Cinema Hindi: *****
Punto di forza: sceneggiatura, personaggi, Aamir+Rani+Kareena+Nawazuddin (mai cast più azzeccato)
Punto debole: -

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Suri, ispettore di polizia
* Rani Mukherjee - Roshni, moglie di Suri
* Kareena Kapoor - Rosie
* Nawazuddin Siddiqui - Tehmur
* Rajkummar Rao - Devrath, assistente di Suri

Regia: Reema Kagti
Soggetto e sceneggiatura: Zoya Akhtar e Reema Kagti
Dialoghi: Farhan Akhtar e Anurag Kashyap
Colonna sonora: Ram Sampath, testi di Javed Akhtar. Di qualità altissima. Vi segnalo il video promozionale (non incluso nel film) di Muskaanein Jhooti Hai, brano davvero notevole che accompagna i titoli di testa. Non riesco a levarmelo dalla mente.
Traduzione del titolo: ricerca, caccia
Anno: 2012

RASSEGNA STAMPA (aggiornata al 15 aprile 2023)

* Zoya Akhtar: Everybody in my family has a National Award except me, Mayank Shekhar, Mid-Day, 15 maggio 2020: 'It's a supernatural thriller that, by the way, was based on a true story, that happened to her! "You have to stop. I am going to be the crazy lady that goes on interviews and says all this shit. I know it sounds really crazy, and I don't want to be propagating this nonsense. But, I had a strange experience on Haji Ali, while a bunch of us were driving back from a nightclub. We thought we had hit a naked woman in the middle of the road. Everybody was freaking out. This is something I told Reema about, and where Talaash came from. I am not going to repeat this story, ever again!",'

CURIOSITA'

* Nel famosissimo Leopold Cafe di Mumbai è stato allestito uno dei set del film
* In un'intervista concessa a Rediff il 30 aprile 2012, Siddiqui dichiara: 'It was really good working with Aamir. There is an anecdote though. I had done a scene with Aamir in Sarfarosh, but he had forgotten about it. While shooting a scene in Talaash, he suddenly asked me whether we had worked together before. Of course he knew about my work in Peepli [Live]. So I told him that I had performed in a small scene with him in Sarfarosh. Aamir was really happy. And he told the entire unit, "Nawaz's first film work was with me." It felt good'. 
* Riferimenti a Bollywood: Ajay Devgan 
* Film che trattano lo stesso tema: Sunrise, pellicola in lingua marathi del 2014 diretta da Partho Sen-Gupta e interpretata dal sempre ottimo Adil Hussain, sotto certi aspetti assomiglia curiosamente a Talaash. Phoonk intreccia paranormale e horror al dolore devastante di un padre. 

28 marzo 2011

DHOBI GHAT



Un piccolo film composto, dal gusto e dal ritmo più europei che bollywoodiani, che dura solo un'ora e trentacinque minuti. Anche questa è India.

TRAMA

Arun (Aamir Khan), un artista che ha appena traslocato in un vecchio appartamento di Mumbai e Shai (Monica Dogra), che vive in America ma è in India per un anno sabbatico, s'incontrano ad un'esposizione. Incuriosita da Arun, che si rivela un tipo schivo e solitario, Shai conosce Munna (Prateik Babbar), il ragazzo che lava i panni nel quartiere del pittore.
Munna, fan di Salman Khan ed aspirante attore, si avvicina sempre più a Shai, mentre Arun si scopre completamente assorbito da alcune videocassette-diario, trovate per caso, che appartengono alla precedente proprietaria dell'appartamento, Yasmin (Kriti Malhotra).

RECENSIONI

Times of India *** 1/2
Qual è il tratto che qualifica una metropoli se non la moltitudine di persone che vi abita? L'indice di alienazione di chi vi giunge da luoghi differenti per conquistare il proprio spazio. Tutte anime perdute, bramanti, solitarie. Dhobi Ghat è un coinvolgente film sull'angoscia urbana. Le esperienze vissute sullo schermo dai quattro protagonisti possono essere diverse fra loro, ma presentano un aspetto in comune: la disperata ricerca di un'ancora di salvezza. DG segna il sensibile debutto di Kiran Rao, ed è una pellicola fortemente impregnata di umori e di anima. La regista utilizza i personaggi con intelligenza per dissezionare il tanto chiacchierato spirito di Mumbai, senza mai diventare querula. Il punto di forza del film è la sobria eleganza. Il quartetto scivola dentro e fuori dai fotogrammi, inseguendo sogni e aspirazioni. Aamir Khan enuncia l'arte della discrezione con la sua interpretazione di Arun. Monica Dogra e Kriti Malhotra alternano abilmente forza e vulnerabilità. Il Munna di Prateik Babbar è irresistibile, anche se un po' troppo chic per il suo ruolo. Ma alla fine è il quinto personaggio a stagliarsi, con i suoi colori e i suoi imprevedibili mutamenti: Mumbai, la maximum city. La fotografia di Tushar Kanti Ray cattura Mumbai in tutte le sue originali sfumature: nero, grigio, soleggiato, ombroso, caotico, desolato. DG è un esempio di intelligente cinema d'autore, un'ode lirica alla malattia contemporanea della metro-eccentricità.
Nikhat Kazmi, 20.01.11
La recensione integrale

Hindustan Times ***1/2
Prateik Babbar è incommensurabilmente naturale. Monica Dogra è disinvolta. Aamir Khan, accettando un ruolo così sommesso, ha compiuto una mossa ammirevole per una superstar, anche se, per la stessa ragione, forse non era adatto. Dhobi Ghat dura circa 90 minuti e non prevede intervallo. La trama è minimalista. La drammaticità è solo nelle emozioni espresse. L'esecuzione è abile. Kiran Rao, sicura in modo supremo per un'esordiente, sposa davvero il mondo dei suoi personaggi. Le storie si incrociano. Lo spettatore è catturato da quanto vede. Bombay è al centro dell'attenzione del film. E' probabilmente la sola città al mondo nella quale così tante classi si amalgamano in un fiume comune di dispiaceri, bellezza, speranze, ciascuno ignaro dell'effetto che provoca ogni giorno sugli altri. DG è viscerale, un omaggio di prima classe alla metropoli.
Mayank Shekhar, 21.01.11
La recensione integrale.

Diana ****
Kiran Rao firma un ottimo esordio dietro la cinepresa, debuttando con un film che svela molto della personalità della sua autrice. Le scelte di Kiran sono precise e sicure. Il suo stile elegante, controllato si traduce in un'estetica asciutta ma poetica e vitale. Un film dal look raffinato che però è palpitante, inteso ed emozionante.
I quattro protagonisti sono tutti bravi e giusti. Per il mitico Aamir Khan è un gioco da ragazzi, ma chi spicca davvero sono l'affascinante, Monica Dogra, nel suo primo ruolo da protagonista, e Prateik Babbar (già visto in Jaane Tu... Ya Jaane Na) dolcissimo e quasi troppo tenero per essere vero.

Il bello:
-  Aah Mumbai...sembra di essere lì e non si vorrebbe più venire via.

Il brutto:
- Un film minimalista, magari un po' snob, di cui lo stesso Aamir Khan ha detto: "...non è per le persone a cui piacciono le commedie, gli action, i thriller o altri film facilmente catalogabili. E' più per il pubblico che ama la musica e che legge molto, più per un pubblico di nicchia". (L'articolo integrale).
Che si preferiscano le pellicole essenziali o quelle più fastose e persino un po' trash, Dhobi Ghat è un gran bel film.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Arun - Aamir Khan
Munna - Prateik Babbar
Shai - Monica Dogra
Yasmin - Kriti Malhotra
Vatsala - Kitu Gidwani
Amma - Nafisa Khan

Scritto e diretto da Kiran Rao

Musiche di Gutavo Santaolalla

Prodotto e distribuito da Aamir Khan Productions

Anno 2011

CURIOSITA'

- Aamir Khan e Kiran Rao si sono sposati nel 2005, dopo essersi conosciuti sul set di Lagaan, quando  Kiran era uno degli assistenti alla regia di Ashutosh Gowariker. Per Aamir è il secondo matrimonio.
Insieme hanno fondato la Aamir Khan Productions e prodotto film di grande successo come Taare Zameen Par, Jaane Tu Ya Jaane Na e Peepli Live.

- Dhobi Ghat è stato realizzato con una tecnica chiamata "guerilla", spesso utilizzata per le pellicole a basso budget, che prevede di girare con una troupe ridotta, in locations reali, molto velocemente e senza richiedere i permessi.

- Monica Dorga, di origine indiana e cresciuta negli States, è una cantautrice e fa parte del duo electro punk Shaa'ir+Func.
Il sito ufficiale del gruppo Shaa'ir+Func.
Da You Tube un'intervista ed un assaggio delle doti canore di Monica Dogra.


Il sito ufficiale del film.

17 luglio 2010

TAARE ZAMEEN PAR (STELLE SULLA TERRA)

Questa sera Raiuno ha avuto il privilegio di trasmettere Taare Zameen Par (Stelle sulla Terra). Pur essendo grati alla rete e riconoscendo ad essa il merito di avere portato sui nostri schermi un film di così grande importanza, ci rammarichiamo dei numerosi tagli imposti alla pellicola che ne è risultata brutalmente mortificata.
Taare Zameen Par è il debutto alla regia di Aamir Khan, attore di enorme talento già noto al pubblico italiano perchè protagonista di Lagaan (*).
Oltre ad essere una grandissima star, un attore intelligente, sensibile, con una carriera ventennale ed un vasto seguito, Aamir è un perfezionista. E da perfezionista, insieme ad Amole Gupte, ha ideato e diretto Taare Zameen Par, con attenzione ai contenuti ed alla forma, perchè aspirasse all'eccellenza.
La tenace volontà, la dedizione, la passione di Aamir Khan per il suo lavoro, uniti alla creatività e al suo incredibile talento fanno di Taare Zameen Par un film non solo eccellente, ma perfetto.
Per questo motivo riteniamo che trasmettere Taare Zameen Par in una versione che non sia quella integrale rappresenti una gravissima mancanza.

TRAMA
Ishaan (Darsheel Safary) è un bambino che sembra avere difficoltà di apprendimento e di socializzazione. A causa degli scarsi risultati scolastici, la sua famiglia decide di allontanarlo da casa e di farlo studiare in un collegio. L'incontro di Ishaan con l'insegnante, supplente di disegno, Ram Shankar (Aamir Khan), cambierà la sua vita.

RECENSIONI

Times of India ****
...Aamir Khan getta brillantemente uno sguardo nella misteriosa e magica mente di un bambino che davvero non capisce le motivazioni di adulti confusi che si ostinano a reprimere tutto ciò che è bello, innocente e libero, solo perchè senza profitto...
Nikhat Kazmi, 21.12.07
La recensione integrale.

Hindustan Times ****
...Sopra tutti l'attore bambino Darsheel Safary; con la sua incredibile sicurezza è il grande asso del film.
Un'esperienza imperdibile per gli spettatori più sensibili...
Khalid Mohamed, 28.12.07
La recensione integrale.

Diana ***** 5/5
Un film magnifico. Un primo tempo perfetto nel quale è protagonista assoluta la solitudine di Ishaan. Un bambino vivace, vitale, intelligente, curioso, creativo che è incompreso ed abbandonato a se stesso. Un mondo raccontato non a parole ma attraverso le immagini, la musica e il volto meravigliosamente espressivo di Darsheel Safary. Un inizio cupo, un'amarezza che nel secondo tempo si attenua e permette una consolazione. Il bisogno profondo di accettazione, di comprensione, di amore viene svelato, capito, soddisfatto.
Taare Zameen Par è un film giusto, commovente, spiritoso, realizzato rifuggendo banalità e retorica con abilità e grande senso artistico.
Un capolavoro da non perdere.
Tutti bravi, dal cast artistico a quello tecnico.
Un applauso fragoroso per Aamir Khan che debutta alla regia con un lavoro strabiliante che sarà termine di paragone altissimo e scomodo per tutti i suoi prossimi progetti.
La colonna sonora è indispensabile e bellissima.

Da vedere, rivedere e rivedere.

Il bello:
Taare Zameen Par è un film meraviglioso nelle sua interezza e per le tante piccole, splendide scene che contiene.
Ci limitiamo ad indicarne una su tutte che la Rai, per trasformare un film di 2 ore e 45 minuti in uno di 2 ore (pubblicità compresa), non ha trasmesso integralmente: il piccolo Ishaan che, dopo aver saltato la scuola di nascosto, gironzola da solo per le strade di Mumbai. Il Cinema con la C maiuscola. Mera Jahan.

Il brutto:
Assolutamente nulla.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Ishaan Awasthi - Darsheel Safary
Ram Shankar Nikumbh - Aamir Khan
Maya Awasthi/Ma - Tisca Chopra
Nandkishore Awasthi/Papa - Vipin Sharma
Yohaan Awasthi - Sachet Engineer
Rajan Damodran - Tanay Chheda
Il Preside - M.K. Raina

Scritto da Amole Gupte

Diretto da Aamir Khan

Musiche: Shankar-Ehsaan-Loy (Housefull)

Coreografie: Shiamak Davar (Aladin)

Distribuito da Aamir Khan Productions, UTV Home Entertainment e Walt Disney Company Home Entertainment

Anno 2007

AWARDS

Filmfare Awards 2007:
Miglior Film
Miglior Regia - Aamir Khan
Miglior Attore - Aamir Khan
Miglior Testo - Prasoon Joshi per la canzone Maa
Miglior Storia - Amole Gupte

Stardust Awards 2008:
Miglior Attrice non Protagonista - Tisca Chopra

Screen Awards 2008:
Miglior Regia - Aamir Khan
Miglior Attore non Protagonista - Aamir Khan
Miglior Testo - Prasoon Joshi per la canzone Maa
Migliore Storia - Arjun Kapoor
Migliori Dialoghi - Arjun Kapoor
Miglior giovane artista - Darsheel Safary

Apsara Awards 2009:
Miglior Film: Aamir Khan
Miglior Regia: Aamir Khan
Miglior Sceneggiatura: Amole Gupte
Miglior Storia: Amole Gupte
Miglior Testo - Prasoon Joshi per la canzone Maa
Migliori Effetti Speciali - Dhimant Vyas e Vaibhav Kumaresh
Miglior Cantante (Uomo) - Shankar Mahadevan per la canzone Maa

Nel 2008, inoltre, Taare Zameen Par ha vinto il National Film Award come Best Film on Family Welfare.

CURIOSITA'

- Per realizzare la magnifica animazione di Taare Zameen Par è stata utilizzata per la maggior parte la tecnica della Clay Animation o Claymation, che consiste nel creare personaggi, oggetti o sfondi con materiali malleabili, come la plastilina, per poi riprenderli in modo che sembrino in movimento.

- Nel film Abhishek Bachchan è citato come esempio di una persona che ha ottenuto un grande successo pur avendo avuto da bambino problemi con la lettura. Per farlo è stato chiesto il permesso a suo padre Amitabh Bachchan.
Altri personaggi famosi nominati che abbiano sofferto di dislessia: l'italiano Leonardo Da Vinci.

- Tre dei disegni che compaiono in Taare Zameen Par sono stati dipinti appositamente dal noto pittore indiano Samir Mondal.

- Aamir Khan ha un blog che cura personalmente e, da poche settimane, un contatto Twitter che è @aamir_khan.

Il sito ufficiale del film.

(*) Lagaan è uno dei pochissimi film in lingua Hindi arrivati nei nostri cinema grazie alla nomination ricevuta agli Oscar nel 2002 nella sezione Miglior Film Straniero.

Aggiornamento del 18.07.10:
Ieri Taare Zameen Par (Stelle sulla Terra) con 2.394.000 telespettatori e il 18,26% di share è stato il programma più seguito della serata.

02 maggio 2010

3 IDIOTS



Adoriamo la leggerezza solare di Rajkumar Hirani, leggerezza che non scade mai nella superficialità. Adoriamo l'ottimismo e il tepore confortante dei suoi film, la simpatia istintiva che i suoi personaggi suscitano, il semplice messaggio delle sue storie: l'umanità prima di tutto. Adoriamo quel solletico placido e bonario che ci increspa le labbra in un guizzo, e quelle emozioni lievi, appena accennate, che ci commuovono quanto basta per poi svanire, soffiate via da un nuovo sorriso.

Dopo Munna Bhai M.B.B.S. e Lage Raho Munna Bhai, Hirani incappa in un romanzo indiano non proprio esaltante, Un misero 18 di Chetan Bhagat, e lo trasforma - con la collaborazione di Abhijat Joshi (e di Vidhu Vinod Chopra) - in una sceneggiatura ben oliata. Ma non è solo il riadattamento della storia a convincerci. I personaggi sprigionano un calore umano che nel libro mancava. Ryan, soprattutto, da ragazzo perfetto, bello, ricco e intelligente, in 3 idiots diventa Rancho, una sorta di folletto simpatico ma non invincibile, dall'aspetto comune, senza un soldo, svagato, ma (nell'ordine) dal cuore buono e dal cervello fino. La sua umanità viene prima della sua intelligenza. Ed è con la sua umanità che conquista.

3 idiots non racconta nulla di nuovo. L'amicizia maschile era già stata esaltata in Dil Chahta Hai nel 2001. La condanna di un sistema scolastico che impone agli studenti indiani ritmi massacranti era stata espressa prima e meglio nello splendido Taare Zameen Par nel 2007. Il confronto fra l'immaginosa visuale del mondo del protagonista e le granitiche certezze del professore ci rievoca il brutto Mohabbatein. Gli elementi della tradizione bollywoodiana ci sono tutti. Eppure 3 idiots incanta e cattura. Il cast fa scintille, con Aamir Khan in testa ad interpretare in modo dolce e angelico il personaggio di Rancho. Ma, a differenza di molte pellicole di questa cinematografia, al di là del cast è il film ad esserci, con una sceneggiatura ed una regia che lo sostengono dalla prima inquadratura all'ultima. La grandezza di Hirani è anche nel non lasciarsi condizionare dal carisma degli attori: il regista mantiene la sua personale impronta, e con garbata abilità riesce a non snaturare mai i suoi lavori.

IL FILM E IL ROMANZO

3 idiots si ispira al romanzo Un misero 18 di Chetan Bhagat, ma i cambiamenti apportati nella storia, nella caratterizzazione dei personaggi, e, soprattutto, l'enfasi posta su determinati temi, rendono 3 idiots un adattamento autonomo rispetto al libro. Rimangono l'ambientazione nel campus di un'università indiana, l'amicizia di tre studenti diversi fra loro e dagli altri, la ribellione alle imposizioni di un sistema scolastico obsoleto, l'approccio scanzonato alla vita, il tono leggero. Analizziamo le differenze:

1 - la storia: gli sceneggiatori praticamente riscrivono il romanzo regalando una maggior compattezza alla narrazione. Anche gli episodi ispirati al libro presentano una veste tutta nuova e, spesso, più azzeccata;

2 - i personaggi: Hirani e Joshi operano un piccolo miracolo, caratterizzando e approfondendo le personalità dei tre amici, mentre i protagonisti del romanzo appaiono vacui e non molto a fuoco. Il colpo di genio: la rielaborazione di Rancho (Ryan nel libro), che si trasforma da super-eroe prepotente e allegro (e con le idee un po' confuse), in un essere umano gentile e innamorato delle meraviglie del mondo. Il peso della storia si sposta quindi da Farhan (Hari nel romanzo) a Rancho. Per nulla convincente, al contrario, la riscrittura dei personaggi negativi: sia il temuto professor Virus (Cherian nel romanzo), sia lo studente primo della classe (Chatur), appaiono nel film meno realistici e più caricaturali;

3 - i temi: Un misero 18 denuncia il nozionismo e l'eccessivo stress a cui gli studenti indiani vengono sottoposti, ma nel romanzo sembra che i personaggi non sappiano scorgere un'alternativa valida al sistema (e di fatto cazzeggiano). Nel film, invece, i protagonisti tentano una via nuova di autoeducazione e di autoistruzione: Rancho e i suoi amici non si ribellano al sistema che criticano, bensì più saggiamente ne sfruttano le potenzialità a loro vantaggio. Lo scopo è imparare ciò che li affascina, infischiandosene dei voti e della corsa al successo.

3 idiots risulta nel complesso un prodotto migliore rispetto a Un misero 18: narrazione e personaggi più solidi, maggior chiarezza nel messaggio da trasmettere. Fattori che rendono 3 idiots una pellicola di intrattenimento, certo, eppure intelligente e stimolante. Hirani ha dimostrato una volta di più le sue eccezionali doti di regista di commedie dal tocco leggero e profondo insieme, abilissimo nel rappresentare errori e debolezze e nel suggerire che non esiste altra via se non quella di coltivare la nostra umanità.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sequenza del parto, molto criticata in India. Un consiglio: se avete sposato un ingegnere, è meglio che lo teniate lontano dagli sturalavandini.

RECENSIONI

The Times of India: *****
Il 2009 è iniziato con Dev D ed è finito con 3 idiots: è ora di celebrare uno degli anni più eccitanti nella storia del cinema indiano contemporaneo. I 'tre idioti' sono l'esempio perfetto del nuovo cittadino indiano che è essenzialmente anti-conformista, che sceglie di vivere in base ai propri principi, e che esplora strade nuove scansando la corsa al successo e rifiutandosi di diventare la rotella di un ingranaggio. In 3 idiots Rancho (Aamir Khan) guida i suoi amici attraverso il dedalo del sistema educativo indiano, che è competitivo, illogico, quasi crudele, e che sottopone gli studenti ad una pressione spaventosa. Rancho insegna loro ad inseguire l'eccellenza e non il successo, a pensare autonomamente, ad inventare e a sperimentare invece di copiare, a seguire il proprio cuore, ad essere non solo intelligenti ma anche umani. L'aspetto più importante del film è il fatto che il regista Rajkumar Hirani racconta tutto questo e di più senza perdere il senso dell'umorismo e la leggerezza. 3 idiots è davvero divertente. Aggiungi un emozionante nocciolo ed ottieni quasi la perfezione. Hirani convoglia il suo semplice messaggio 'solo l'umanità funziona' (vedi Munna Bhai). Il secondo tempo presenta qualche esitazione, ma non ci mette molto a rimettersi in carreggiata. Quanto alle performance, Aamir Khan è meraviglioso, e il resto del cast non rimane in ombra: persino Kareena brilla, malgrado il ruolo minuscolo. Che ci crediate o no, Aamir, Madhavan e Sharman sembrano davvero - e si comportano come - tre studentelli. Una menzione speciale per Boman Irani che è impeccabile. La colonna sonora di Shantanu Moitra acquista vita sullo schermo. Il paroliere Swanand Kirkire ha regalato all'India lo slogan per il 2010: Aal Izz Well. Precipitatevi a vederlo.
Nikhat Kazmi, 24.12.09

Hindustan Times: ***1/2
Le opinioni sono come i blog: ognuno ha le sue. Ma Hirani possiede anche un peculiare senso dell'umorismo, e questo lo avvicina al pubblico con facilità. Con 3 idiots Hirani e il suo co-sceneggiatore Abhijat Joshi segnano punti significativi, pur mantenendo la leggerezza di Munna Bhai. Il sistema educativo indiano è rappresentato come un crudele organismo esaminatore e classista, e non sorprende quindi che persino le migliori istituzioni scolastiche del Paese producano più burocrati al servizio di multinazionali o banche che liberi pensatori. Il messaggio che il film veicola (e che nella vita capiamo sempre tardi) è che alla fine ogni cosa si sistema. Il regista ammette che 3 idiots si ispira al massimo per un 5% a Un misero 18 di Chetan Bhagat, e per fortuna. La pellicola non rinuncia mai a Bollywood in favore dell'autenticità: mostra alternativamente i suoi alti e bassi emotivi, ha una buona presa sul pubblico, un eroe invincibile, una perfetta consapevolezza di quando scivolare nel sentimentalismo, nelle canzoni o nell'intervallo.
Mayank Shekhar, 24.12.09

Cinema Hindi: ****1/2
Punto di forza: il tocco inconfondibile e amabile del mago della commedia indiana, Rajkumar Hirani, e, naturalmente, Aamir Khan.
Punto debole: Boman Irani, ed è un vero peccato. Grandissimo attore qui mal sfruttato.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Rancho
* R. Madhavan - Farhan
* Sharman Joshi - Raju
* Boman Irani - Virus
* Omi Vaidya - Chatur
* Javed Jaffrey (special appearance)

Regia e montaggio: Rajkumar Hirani, sempre da applauso. Tre film tre centri.

Sceneggiatura e dialoghi: Rajkumar Hirani e Abhijat Joshi (Mission Kashmir, Lage Raho Munna Bhai), con la collaborazione di Vidhu Vinod Chopra alla sceneggiatura

Colonna sonora: composta da Shantanu Moitra (Parineeta, Lage Raho Munna Bhai), con testi firmati da Swanand Kirkire (Parineeta, Lage Raho Munna Bhai). Leggera e mai invasiva, in sintonia perfetta con le immagini. Vi suggeriamo il dolcissimo Zoobi Doobi dall'atmosfera vagamente retrò, e l'allegro tormentone Aal Izz Well.

Coreografia: Bosco-Caesar (Jab We Met) per Zoobi Doobi, e Avit Diaz per Aal Izz Well

Fotografia: C.K. Muraleedharan (Lage Raho Munna Bhai, Johnny Gaddaar)

Anno: 2009

Award: National Award per il miglior film d'intrattenimento, per il miglior testo (Behti Hawa Sa Tha Woh, firmato da Swanand Kirkire), per il miglior produttore (Vidhu Vinod Chopra) - aggiornamento del 16 settembre 2010

Sito ufficiale

Canale ufficiale in YouTube, con trailer, interviste, making, audizioni


RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 02.12.09, The Times of India: intervista ad Aamir Khan
* 22.12.09, The Times of India: intervista ad Aamir Khan
* 23.12.09, Mid Day: intervista ad Aamir Khan
* 25.12.09, Hindustan Times: intervista a Rajkumar Hirani
* 30.12.09, Hindustan Times: intervista a Rajkumar Hirani
* pagina di Bollywood Hungama con la lista dei link a tutti gli articoli e a tutti i video dedicati a 3 idiots.
* Aggiornamento marzo 2010 - Intervista concessa da Aamir al Mumbai Mirror: 'Riguardo all'incredibile successo di 3 idiots, il mio approccio non è mai quello di competere con un altro attore o un'altra pellicola, nemmeno con i miei lavori precedenti. Il mio solo scopo è che il nocciolo della storia arrivi chiaramente al pubblico, e che il film ottenga il successo che merita. Mi piace dedicarmi a progetti che mi stimolino, e non penso mai ai record d'incasso. L'aspetto più importante è che la pellicola non solo intrattenga il pubblico, ma sia anche diversa dal solito. Per me è sufficiente il fatto che 3 idiots offra agli studenti e ai loro genitori un nuovo punto di vista, e che abbia un impatto positivo. I numeri non mi danno nessuna soddisfazione. E comunque non si può mai essere sicuri se un dato film avrà successo. Riguardo a Shah Rukh Khan, non c'è mai stata fra noi una lotta per la supremazia. Non sono in competizione con lui e non ho mai sollevato l'argomento. SRK è venuto alla prima di 3 idiots, e dopo quell'incontro abbiamo parlato al telefono un paio di volte. Non ci frequentiamo molto, ma il nostro rapporto è cordiale come sempre'.

Vedi anche:
- recensione della colonna sonora
- intervista a Swanand Kirkire
- Aamir Khan/Rajkumar Hirani: making of 3 idiots. Cliccando sul link segnalato alla fine del pezzo, si possono consultare a cascata ulteriori testi dedicati all'argomento, con abbondanza di video.

CURIOSITA'

* 3 idiots pare abbia frantumato ogni record d'incasso nella storia di Bollywood, grazie anche ad una campagna promozionale molto aggressiva, articolata e capillare. Aamir Khan ha organizzato delle apparizioni a sorpresa in diverse città indiane: l'attore, truccato e irriconoscibile, ha gironzolato tranquillamente per strada fermandosi a chiacchierare con gli ignari interlocutori di passaggio. La colonna sonora è stata presentata on-line nel sito ufficiale del film, con tutto il cast disponibile ad interagire con i fan nel corso di un'affollatissima videochat. Peccato per la cattiva organizzazione che non ha saputo fronteggiare la prevedibile marea di utenti collegati, ma soprattutto per i commenti volgari rivolti ad un'educatissima e molto professionale Kareena. E come non menzionare la première ad alto tasso adrenalinico: il trio regale dei Khan riunito per l'occasione, in un evento mediatico più unico che raro. Secca ammetterlo ma Salman Khan ha fatto un figurone: in forma perfetta ed elegantissimo ha oscurato col suo charme il brioso ma decisamente malvestito padrone di casa, nonchè un trafelato Shah Rukh (arrivato in ritardo).
- video di Aamir Khan in viaggio
- testo dedicato alla tappa a Varanasi pubblicato da Aamir Khan nel suo blog
- testo dedicato alla tappa a Bangalore e a Kolkata pubblicato da Aamir Khan nel suo blog
- articolo di Hindustan Times dedicato alla tappa a Varanasi
- articolo di The Times of India dedicato alla tappa in Punjab
- articolo di Hindustan Times dedicato alla tappa nel Tamil Nadu
- video della presentazione della colonna sonora
- video della première diffuso da The Times of India
- fotografie della première.

* 3 idiots è stato presentato all'Hong Kong International Film Festival 2010, all'Indian Film Festival Bollywood & Beyond 2010 (Australia e Nuova Zelanda), al quale ha presenziato anche il regista; e all'Indian Film Festival Los Angeles 2010. Aggiornamento del 24.11.10: la pellicola è stata inoltre proiettata all'Indian Film Festival of London 2010 e all'Asiatica Film Mediale 2010, e nei prossimi giorni verrà presentata all'International Film Festival of India 2010

* Aggiornamento del 13 maggio 2010 - 3 Idiots conquista la prima posizione:
- nella classifica dei film indiani (non solo hindi) 2009 per incassi in India;
- nella classifica dei film indiani (non solo hindi) 2009 per incassi all'estero. 

* 3 idiots è stato proiettato all'ONU il 17.05.10 alla presenza di Rajkumar Hirani e di Abhijat Joshi. E' seguito un dibattito a cui il pubblico ha attivamente partecipato. Gli organizzatori si aspettavano poco meno di 200 spettatori, ma alla proiezione si è presentata una piccola folla di 700 persone. Articolo originale di Hindustan Times, 19.05.10 (aggiornamento del 28.05.10)

* La prima visione televisiva di 3 idiots in India ha segnato un nuovo record. Trasmesso da Sony Entertainment Channel, il film ha raggiunto lo share più alto conquistato da una pellicola negli ultimi anni: 30,5. Un indiano su tre ha quindi guardato 3 idiots la sera del 25 luglio 2010. Il canale di Sony si conferma al numero uno negli ascolti, seguito da Colors. L'attesa prima televisiva era stata sostenuta da una campagna promozionale che aveva coinvolto diversi programmi della rete. Segnaliamo la partecipazione di Aamir Khan, Sharman Joshi e Rajkumar Hirani alla puntata di Indian Idol del 19 luglio. Articolo di Hindustan Times. Video 1 e video 2. (Aggiornamento del 06.08.10).

* Aggiornamento del 02.10.11: 3 idiots è stato distribuito in Cina nel 2011 col titolo San Ge Sha Gua. Ad oggi è stato visto da 1.300.000 spettatori cinesi. Articolo di The Times of India. Aggiornamento del 29.12.11: articolo di The Economic Times.

* Il successo stellare di 3 idiots è stato adombrato solo dalla sgradevole polemica con lo scrittore Chetan Bhagat, autore del romanzo Un misero 18. Difficile capire in questa bega contrattuale chi abbia ragione e chi abbia torto. Sembra che la produzione abbia acquistato da Bhagat i diritti all'adattamento cinematografico, impegnandosi a riconoscere i crediti allo scrittore nei titoli di coda. Alla distribuzione della pellicola, Bhagat contesta il fatto che nei titoli di testa sia stato però attribuito il soggetto di 3 idiots a Hirani e a Joshi, senza menzionare il suo nome. I produttori rispondono che il film si ispira ad Un misero 18 solo per il 5%. Bhagat ritiene invece che il 70% del suo romanzo sia stato infuso nell'adattamento cinematografico. Per alcuni giorni in India si sono susseguite dichiarazioni, non sempre pacate nei toni, che hanno coinvolto anche il cast, con Aamir Khan in prima linea. Di seguito offensivi commenti postati nei blog della star e dello scrittore da parte dei fan hanno scatenato un'altra delle solite schermaglie dialettiche virtuali. Per gli argomenti presentati da Bhagat, vedi la recensione di Un misero 18. Hirani risponde in questo video, e Aamir Khan in questo testo pubblicato nel suo blog.

* Nel giugno 2010 è stato distribuito il volume 3 idiots – The original screenplay, di Smriti Kiran, edito da Om Books International. Il produttore Vidhu Vinod Chopra, durante la conferenza stampa di presentazione del libro, ha annunciato la costituzione di un fondo al fine di pubblicare le sceneggiature del cinema indiano. Fra i primi titoli sono previsti Chuadhvin Ka Chand, Kaagaz Ke Phool e Sahib Bibi Aur Ghulam di Guru Dutt. Articolo di Hindustan Times e video di Bollywood Hungama (aggiornamento del 12.06.10). Recensione video di Bollywood Hungama (aggiornamento del 15.06.10).

* Aggiornamento del 4 dicembre 2011: Vidhu Vinod Chopra takes dig at Bhagat, The Times of India. Nel corso di una conferenza stampa, organizzata in occasione dell'International Film Festival of India di Goa, Vidhu Vinod Chopra avrebbe rivelato la possibilità di un musical italiano ispirato a 3 idiots.

* Pare che Vidhu Vinod Chopra abbia venduto i diritti di 3 idiots per la realizzazione di un remake in tamil e in telugu. Pare anche che la superstar Vijay debba interpretare il ruolo di Rancho. Aggiornamento del 15.01.12: recensione di Nanban, remake tamil di 3 idiots, pubblicata da Hindustan Times.

* Rajkumar Hirani nasce come direttore di montaggio (Mission Kashmir), e con la sua pellicola d'esordio in qualità di regista, Munna Bhai M.B.B.S., vince il National Award per il best popular film.

* Vidhu Vinod Chopra è un regista e un produttore molto dotato e molto noto. Fra le pellicole dirette da Chopra ricordiamo Parinda e Mission Kashmir. Fra le pellicole prodotte da Chopra, oltre a tutti i film diretti da Hirani, segnaliamo Parineeta.

* Aamir Khan ha dichiarato nel suo blog di aver creato un falso profilo in Facebook, spacciandosi per un ragazzo. Lo scopo era quello di studiare il modo di esprimersi e di pensare dei giovani, per potersi meglio calare nel ruolo di Rancho. Testo di Aamir. Il cast ha soggiornato presso il campus dell'Indian Institute of Management di Bangalore. Aamir, ex-campione di tennis e grande appassionato di scacchi, ha anche improvvisato delle partite con i fortunati attoniti studenti.

* Omi Vaidya è un attore (nonchè regista e tecnico di montaggio) indo-americano. Gli appassionati della serie Bones forse lo riconosceranno. Omi ha dichiarato che, durante l'audizione, gli era stato richiesto di leggere alcuni dialoghi tratti da Munna Bhai. L'attore, pur non afferrandone bene il significato, non si è perso d'animo. Una volta scritturato, la produzione gli ha intimato di non studiare la lingua hindi e di non guardare film hindi. Articolo di Mumbai Mirror, 30.12.09. Aggiornamento del 9 maggio 2012: il documentario di produzione indo-americana Big in Bollywood (2011) narra il rocambolesco successo di Omi Vaidya conseguito grazie a 3 idiots, e mostra sequenze con Aamir Khan, Rajkumar Hirani e Vidhu Vinod Chopra (trailer).

* Lo sceneggiatore Abhijat Joshi è stato premiato col prestigioso National Film Award per Lage Raho Munna Bhai. Joshi, che è dal 2003 professore di inglese nell'Ohio, sta attualmente collaborando alla sceneggiatura dell'attesissimo Munna Bhai Chale Amerika, sempre diretto da Hirani.

* Il compositore Shantanu Moitra agli inizi della sua carriera ha collaborato col regista Pradeep Sarkar (Parineeta) per numerosi spot pubblicitari. A Cannes è stato premiato per il jingle della pubblicità di Happydent. Ha composto la colonna sonora del prossimo film di Prakash Jha, Raajneeti, nonchè della pellicola bengali vincitrice del National Film Award per il miglior film del 2008, Antaheen.

* Il paroliere Swanand Kirkire ha vinto il National Film Award per il testo del brano Bande Mein Tha Dum Vande Mataram tratto dalla colonna sonora di Lage Raho Munna Bhai. Kirkire ha scritto i dialoghi dello splendido Chameli, pellicola per la quale è stato anche aiuto regista.

* 3 idiots è il terzo film consecutivo interpretato da Aamir Khan ad essere distribuito in dicembre, dopo Taare Zameen Par nel 2007 e Ghajini nel 2008. La star ha però dichiarato che si è trattata solo di una coincidenza, e non di una decisione spinta da superstizione.

* Riferimenti all'Italia: menzionata la Lamborghini. Duole segnalarlo, ma i personaggi più antipatici (Virus e il fidanzato di Pia) ascoltano musica italiana. Di contro, il sito del Corriere della Sera pubblica una foto raffigurante Vidya Balan e Vidhu Vinod Chopra alla prima di 3 idiots: clicca qui. Nel sito italiano di Omni Auto si menzionano il film e il cast in riferimento al modello di Volvo utilizzato da Farhan e Raju per raggiungere Rancho: clicca qui. Aggiornamento del 28.05.10: vedi anche Giovani sulla rampa di lancio, Livia Manera, Il Sole 24 Ore. Aggiornamento del 22.06.10: video diffuso da La7. Aggiornamento del 25.06.10: articolo del Corriere della Sera.

GOSSIP & VELENI

* Vidhu Vinod Chopra ha sposato in seconde nozze la giornalista Anupama Chopra, autrice di diversi testi dedicati al cinema hindi, fra i quali Sholay: the making of a classic (premiato con il National Film Award per il miglior libro sul cinema), Dilwale Dulhania Le Jayenge e King of Bollywood: Shah Rukh Khan and the seductive world of Indian cinema. Anupama è la sorella del noto scrittore Vikram Chandra, autore di Giochi sacri.

* Shah Rukh Khan e Salman Khan proprio in occasione della première di 3 idiots hanno condiviso lo stesso spazio per la prima volta dopo la ben nota furiosa lite alla festa di compleanno di Katrina Kaif. Clicca qui per la spiritosa cronaca del quasi-incontro pubblicata da Mumbai Mirror.