31 gennaio 2020

GHAWRE BAIREY AAJ


L'idea intriga: ambientare Ghawre Bairey, opera di Tagore del 1916, nell'India contemporanea. La trama, i personaggi e le loro dinamiche si prestavano. Il risultato però mi ha in parte delusa. La narrazione è di qualità variabile, talvolta verbosa, e il ritmo si perde in qualche pausa di troppo. Alcuni aspetti della storia sono rappresentati in modo debole o poco credibile. I dialoghi alternano battute brillanti e semplicistiche. Nikhil e Sandy, i due personaggi maschili principali, sono ben delineati, ma Binnie, quello femminile, è piuttosto vacuo a dispetto di un passato interessante. Anirban Bhattacharya è solido come sempre. Jisshu Sengupta perfetto per il ruolo.

L'intenzione di Aparna Sen è da applauso a scena aperta. Visti i tempi, ci vuole un certo coraggio per toccare tasti così sensibili. Il film non possiede le stesse sottigliezze e intuizioni di alcuni dei lavori precedenti della regista, però forse la censura indiana avrebbe posto qualche ostacolo ad una pellicola più diretta. 

TRAMA

Nikhil e Sandy sono amici d'infanzia, e dopo quasi 20 anni si ritrovano a Delhi. Sandy è ospite di Nikhil e di sua moglie, la bellissima Binnie, di origine dalit. Nikhil e il suo giornale sostengono il progetto di costruire un ospedale in un'area maoista contesa da gruppi hindu per motivi religiosi. Sandy è uno storico, simpatizzante dell'ideologia hindu, e quindi contrario al progetto. Da qui scatta il confronto fra due idee diverse di India. Ma GB è anche la storia di un eroe sfortunato, di un sole ingannatore e della sua vittima. 

RECENSIONI

Film Companion:
'It could have been a great way to explore if it’s possible to create a dialogue between the two sides of the great political divide of our times: the right wing and the liberal. But the idea doesn’t translate to the film. (...) Bhattacharya - measured, quieter - has the more solid presence. (...) Ghawre Bairey Aaj is a broad, simplistic film with neither the pleasures of a broad, simplistic film, nor the room for the nuance and complexity of the subject'.
Sankhayan Ghosh, 15.11.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: lo scontro fra le due diverse ideologie incarnate da Nikhil e Sandy, l'intenzione lodevolissima.
Punto debole: non sempre la narrazione fluisce con naturalezza e avvince, alcuni episodi appaiono incasellati ad arte per veicolare un messaggio (un esempio: lo studente di Sandy solo discorrendo con Nikhil si rende conto del pericolo che potrebbe correre il suo amico musulmano). Binnie è rappresentata in modo troppo lezioso, sappiamo che ha un impiego che svolge a casa, ma in larga parte si limita a posare, incedere, riflettere, osservare.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Tuhina Das - Binnie
* Anirban Bhattacharya - Nikhil, marito di Binnie
* Jisshu Sengupta - Sandy, amico di Nikhil
* Sreenanda Shankar - Sammy, amica di Nikhil e Sandy
* Anjan Dutt - il professore

Regia: Aparna Sen
Sceneggiatura: Aparna Sen si è ispirata all'opera Ghawre Bairey (1916) di Tagore - pubblicata in italiano con il titolo La casa e il mondo -, la cui trama è ambientata agli inizi del ventesimo secolo, nel periodo della lotta per l'indipendenza indiana. 
Colonna sonora: Neel Dutt
Lingua: bengali
Anno: 2019

CURIOSITA'

* GBA si apre con una dedica a Gauri Lankesh, giornalista di Bangalore assassinata nel 2017 sulla soglia di casa. Gauri combatteva la destra estremista hindu e le discriminazioni castali e di genere.
* Jisshu Sengupta è stato scritturato in alcuni film hindi, fra cui Mardaani, Piku e Manikarnika.
* Nel 1984 viene distribuito Ghare Baire, di Satyajit Ray, ispirato alla stessa opera di Tagore. La pellicola viene presentata a Cannes, ed inoltre vince il National Award per il miglior film bengali.
* Riferimenti al cinema bengali: Shyam Benegal.

GOSSIP & VELENI

* Sandy butta per terra - in casa - un mozzicone di sigaretta. Dove ho messo l'ascia?
* Premetto che non ho letto l'opera di Tagore. [Spoiler] Il motivo per cui Nikhil sposa Binnie è davvero idiota. La non reazione di Nikhil alla confessione di Binnie è poco credibile, e la conversazione fra i due coniugi, il mattino dopo, surreale. Il perdono di Nikhil un po' finto e tirato. Sappiamo già che Nikhil è il personaggio positivo, perchè strafare?

28 gennaio 2020

PAGALPANTI


Anees Bazmee ha diretto alcune commedie piuttosto divertenti. Sfortunatamente Pagalpanti non è fra queste.

TRAMA

Tre amici. Tre belle ragazze. Una serie di disavventure e un nugolo di criminali. Un tesoro. Imbrogli. (...) ?? (...) LEONI SUL SET. RIPETO: LEONI SUL SET. A TUTTO IL CAST: RIFUGIARSI NELLE AUTO. (...) Poi giuro che non mi ricordo come finisce il film.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* I completini sfoggiati da Anil Kapoor mi hanno fatto palpitare in più di un'occasione.

RECENSIONI

Film Companion:
'It’s 2019, and Bazmee - old-school in the manner of jazzy frame rates, swish pans and songs featuring dancers doing Govinda steps in fluorescent costumes at exotic locations while foreigners gawk at this acidic spectacle - is still trying to replicate his Welcome and Singh Is Kinng days. I’m all for harebrained comedies, but even nonsense needs to have a language. (...) But films like Pagalpanti lack that tone. For starters, it heavily features John Abraham, Kriti Kharbanda and Pulkit Samrat. As a result, the Anil Kapoors and Saurabh Shuklas and Arshad Warsis try doubly hard to salvage the stubborn datedness of the Bazmee universe. (...) Sometimes it’s difficult to tell the difference between the ladies. I guess that’s the point. I never thought I’d be attributing this to the conscious imagination of adult writers, but that’s the world we’re in. In between, there’s a sudden nationalistic surge in dialogue; it’s as if the makers suddenly decide to cash in on John Abraham’s genre because clearly the comedy isn’t working out too well. The closest the film comes to being smart is when the climax features three lions - in England - though I suspect the symbolism is entirely accidental. The big cats look quite confused and cute, as if they were feeling existential like Madagascar’s Alex. (“Is this my purpose in life? To rescue a Bollywood comedy instead of ruling the great wild?”). There’s not much more I can say about Pagalpanti. It exists. I exist. Baby steps. I’m fine. No problem. Thank you'.
Rahul Desai, 22.11.19

Cinema Hindi: * 1/2

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* John Abraham - Raj
* Arshad Warsi - Junky
* Pulkit Samrat - Chandu
* Saurabh Shukla - Raja
* Anil Kapoor - Wi-Fi
* Ileana D'Cruz - Sanjana
* Kriti Kharbanda - Jhanvi
* Urvashi Rautela - Kavya

Regia: Anees Bazmee
Sceneggiatura: Rajiv Kaul, Praful Parekh, Anees Bazmee
Colonna sonora: Sajid–Wajid, Yo Yo Honey Singh, Tanishk Bagchi, Nayeem-Shabir
Traduzione del titolo: follia
Anno: 2019

GOSSIP & VELENI

* Pulkit Samrat e Kriti Kharbanda pare siano fidanzati. In passato Pulkit era stato fidanzato con Yami Gautam.

27 gennaio 2020

B A L A


Nel 2019 sono stati distribuiti tre film hindi dedicati all'argomento della calvizie. Gone Kesh è il mio preferito, realizzato con sensibilità, offre una sceneggiatura curata e una storia d'amore (non centrale) credibile. Ujda Chaman è scadente. Bala fluttua nel mezzo. Ottime interpretazioni, narrazione e ritmo vivaci, trama abbastanza articolata - anche se non entusiasmante -, sceneggiatura in parte deludente (impeccabile però il finale fra Bala e Latika), colonna sonora gradevole. Bala scivola maldestramente sulla caratterizzazione dei personaggi, poco definiti e poco simpatici. La bizzarria è che proprio il meno encomiabile, mi riferisco a Pari, risulti il più sorprendente, grazie anche alla performance perfetta di Yami Gautam.

Il cast è azzeccato. Ayushmann Khurrana passa dalle battute speziate ai dialoghi emotivi con leggerezza e fluidità, e ci regala una succosa carrellata di espressioni, posture, gestualità. Gli attori di supporto, con l'eccezione di Javed Jaffrey, sono deliziosi. Bhumi Pednekar lotta con un personaggio stridente, ed è truccata in modo agghiacciante. Davvero non capisco perchè la produzione non abbia scritturato un'attrice dalla pelle scura invece di imporre questo imbarazzo a Bhumi.

TRAMA

Bala è un adolescente incantatore, sicuro di sè, stronzetto e presuntuoso. Crescendo subirà una bella lezione.

LA BATTUTA MIGLIORE

* Se gli indiani credono ai politici, perchè non dovrebbero credere ai metodi miracolosi per combattere la calvizie?

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La prima sessione dal medico specializzato in trapianti.

RECENSIONI

Film Companion:
'The Ayushmann Khurrana social message movie is now a bonafide Bollywood sub-genre. In film after film, the actor, usually playing a middle-class, small-town character, tackles subjects that are considered risky and risqué for the traditionally wholesome world of Hindi cinema. He started with sperm donation in Vicky Donor and seems to be working through all types of societal issues. Bala is about lookism, defined as prejudice or discrimination based on physical appearance. (...) There is enough to enjoy here and yet Bala doesn’t land with the sophistication and satisfaction of Amar’s first film - Stree. Largely because the writing doesn’t have that subversion and cleverness. Stree also grappled with important issues but the film didn’t hit you on the head with it. Bala is more simplistic and on-the-nose. A running voiceover by Vijay Raaz explains to us what we are seeing. (...) Bala also tries to do too much - Bhumi Pednekar, painted many shades darker, is Bala’s childhood friend Latika. Latika is Kanpur’s woke activist. She’s in the film to teach us why our obsession with fair skin is a terrible thing. Ironically, the color on Bhumi’s face is so distracting that this moral gets lost. I think filmmakers should have the freedom to cast who they want but here Bhumi’s talent is misplaced. Moreover, her track is half-baked - it seems to be stitched in only so her character could deliver the messaging. Ayushmann, as always, is affable and relatable as Bala. With a refreshing lack of vanity, he nails the extreme insecurity and trauma of balding. Ayushmann isn’t afraid to look foolish and unheroic. We laugh both at Bala and with him. But I do wonder if after so many films, the act of being different has also become somewhat formulaic'.
Anupama Chopra, 08.11.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: ottimo cast, con l'eccezione di Javed Jaffrey; buona commedia, ma poteva essere migliore.
Punto debole: i personaggi (tranne Pari), in parte la sceneggiatura, l'argomento dei pregiudizi nei confronti della pelle scura è trattato in modo grossolano e appesantisce il film, la sequenza della scenata di Latika in casa di Bala è forzata e inopportuna (la colpevole è la zia della ragazza, non Bala).

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Ayushmann Khurrana - Bala
* Yami Gautam - Pari, la modella
* Bhumi Pednekar - Latika, l'avvocatessa
* Saurabh Shukla - padre di Bala
* Abhishek Banerjee - il parrucchiere
* Javed Jaffrey - Bachchan
* Umesh Shukla - nonno materno di Bala
* Sachin Chaudhary - Bala adolescente
* Aparshakti Khurrana - cameo
* Vijay Raaz - narratore

Regia: Amar Kaushik
Sceneggiatura: Niren Bhatt, Ravi Muppa
Colonna sonora: Sachin-Jigar                   
Traduzione del titolo: bal significa capelli.
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Riferimenti a Bollywood: una sfilza, fra cui Amitabh Bachchan, Aamir Khan, Salman Khan, Shah Rukh Khan, Rajinikanth, Hrithik e Rakesh Roshan, Ranveer Singh, Deepika Padukone, Ranbir Kapoor, Anushka Sharma, Rajesh Khanna, Mithun Chakraborty, Jaya Bhaduri, Govinda, Karisma Kapoor, Sonu Nigam, Dilwale Dulhania Le Jayenge, Kabhi Khushi Kabhie Gham, Kal Ho Naa Ho, Jab Tak Hai Jaan, Gully Boy. Bala imita molti attori, e con Pari ripropone alcune coreografie celebri.
* Film che trattano lo stesso tema: Ujda Chaman, Gone Kesh.

GOSSIP & VELENI

* I produttori di Ujda Chaman hanno accusato Bala di essere una copia di UC. 
* Bala ha scatenato diverse polemiche per il modo in cui viene rappresentato il tema della pelle scura.
* Ma Pari che russa?? Quello non lo posta su TikTok?
* Così come in Ujda Chaman, non capisco le sghignazzate perenni. Un uomo calvo fa ridere?

MOTICHOOR CHAKNACHOOR


Nawazuddin, amore: le sceneggiature però vanno lette.

TRAMA

Ani è disposta a sposare chiunque le consenta di vivere all'estero, così può pubblicare le foto nei social e le amiche muoiono d'invidia. (I neuroni raggricciati vanno nell'umido).

RECENSIONI

Mid-Day: * 1/2
'This is a film about small-town India. As is just about every other Hindi movie (of late). It is placed within a middle-class household. (...) So is every other Hindi movie (lately). The genre is romantic comedy, I suppose. Which isn't true for movies starring the intense Nawazuddin Siddiqui in the lead role. He holds a deadpan expression throughout, going super subtle with his comic timing. Where do you go from there? Practically nowhere. The plot is pretty plain and simple. (...) How do filmmakers take this forward? They don't. They effectively put together pages after pages of dialogue in Bundelkhandi between a bunch of aunts, uncles, girls, boys, etc. Some of the lines are funny. Indeed the depiction of small-town life is quite accurate. The film is set in Bhopal, which is one of the best looking Indian state capitals I know. Except, the camera never steps out to explore anything, besides pacing between a couple of living rooms, bedrooms, and the aangan (courtyard). Pacing of the story itself is so slow, you could find yourself in the same scene for more than several minutes at a stretch. This could at best be a play. And that too, quite a boring one. No doubt, the performances are first-rate still. Why should it not be if the actors have Nawaz to match with?'
Mayank Shekhar, 16.11.19

Film Companion:
'Motichoor Chaknachoor is one such not-bad - and sometimes half-decent - film that stays refreshingly honest to its surroundings. (...) It does have someone as talented as Nawazuddin Siddiqui doing something as basic as an awkward talking-to-himself routine so that the audience knows exactly what a soup the hero is in. At one point he just chokes on his food and excuses himself from the table, almost as if the actor were excusing himself from a mismatched genre. The first hour of the film features all of those stereotypes - a noisy Bhopal locality, two motor-mouthed families, plenty of aunts and uncles and soft-spoken fathers bullied by over-dramatic mothers. (...) Some of it is tedious. But some of it is bearable, thanks to Siddiqui’s penchant for “body acting” - a brand of comedy in which an actor unsuited to a particular role elevates the genre by coolly parodying it. He uses our perception of “serious Nawaz” very well, in how he reacts to people or gets a jump scare or beats up his brother with a slipper. In turn, we react to Nawaz acting against type rather than Pushpinder being feeble and funny. He knows that he doesn’t have the accent or the gait, but there’s a physical self-awareness that compensates for the technical flaws. He has fun with the new language, proving that dramatic actors taking to light-hearted comedy can be just as effective as comedians attempting a dramatic role. The second half is where MC acquires an identity of its own. (...) Over the years, we’ve gotten so used to the quintessential middle-North-Indian Hindi film existing for a purpose - to carry a message, to address a social stigma - that it’s fairly nice to see ordinary characters striving to achieve ordinary goals instead of life-altering awakenings. There is no other agenda to this story. Girl and boy have to find a middle ground, and nothing but personality clashes and domestic politics will have to be dealt with. The film is well aware that this is a regressive region, and it operates within the frame of their cultural limitations. (...) There’s no reason for a film to exist only to correct society. (...) Fortunately, films like this one remind us that (...) not every script needs to be a statement'. 
Rahul Desai, 15.11.19

Cinema Hindi: **
Punto di forza: Nawazuddin Siddiqui, sprecatissimo.
Punto debole: la trama veramente idiota.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Nawazuddin Siddiqui - Pushpinder
* Athiya Shetty - Ani

Regia: Debamitra Biswal
Colonna sonora: Bharat-Hitarth, Ramji Gulati, Arjuna Harjai, Amjad Nadeem Aamir, Siddhart Amit Bhavsar.
Anno: 2019

GOSSIP & VELENI

* Athiya Shetty è la figlia di Sunil Shetty
* Non so se mi ha scioccato di più il film o la recensione di Rahul Desai.

24 gennaio 2020

KETTIYOLAANU ENTE MALAKHA


[Il testo contiene spoiler]

Il primo tempo affronta temi inusuali. In India il matrimonio combinato è una pratica tradizionale, diffusa, accettata o quantomeno tollerata. D'istinto solidarizzo con le donne, dimenticando che anche gli uomini stringono legami molto intimi con persone che non conoscono e che non amano. Kettiyolaanu Ente Malakha mi rinfresca la memoria ed è un bene. Non finisce qui. Lo stupore nasce dalla particolare caratterizzazione di Sleeva, il protagonista, un uomo di 35 anni che non ha mai sfiorato una donna perchè non ha mai desiderato farlo. Il tema dell'asessualità (non mi riferisco all'autismo) viene investigato di rado nella letteratura o nel cinema, anche occidentali, e il personaggio che lo incarna è di solito marginale. Immaginatevi dunque la mia sorpresa. KEM non è esattamente un film commerciale, ma il tono è leggero, e Asif Ali, l'attore principale, è un volto celebre e amato. 

Nel secondo tempo, però, l'intenzione dello sceneggiatore non è chiara. Dopo la celebrazione delle sue nozze con Rincy, Sleeva, ubriaco fradicio, stupra la moglie, e la donna finisce al pronto soccorso. KEM mantiene lo stesso tono lieve come nulla fosse. L'atto brutale di Sleeva è condannato da tutti - famiglia, amici, vicinato -, e questo è significativo, ma, col procedere della trama, viene considerato alla stregua di una ragazzata. Persino il prete del villaggio, zio di Rincy, la prende benissimo. Il tema del consenso, anche all'interno del matrimonio, è meritoriamente sottolineato. Rincy vuole separarsi e nessuno osa contraddirla, però le viene chiesto di perdonare il marito. Il lieto fine chiude la storia. Io allibita. 

[Per lo sceneggiatore] Perchè includere uno stupro nella trama? Se preferisci non prendere una direzione drammatica, limitati ai goffi tentativi di approccio di Rincy e di Sleeva. Se invece intendi denunciare il fatto che un'educazione rigida e l'ignoranza in ambito relazionale possono provocare comportamenti pericolosi, allora cambia registro stilistico, e non sminuire la gravità di uno stupro domestico, non pasticciare con Sleeva, non trascurare e svuotare Rincy. Stupro e commedia si sposano male.

Da un punto di vista tecnico, KEM è realizzato con cura. Asif Ali regala una performance solidissima. E' spontaneo e convincente, e tratteggia in modo anche amabile un personaggio pieno di nodi e contraddizioni, semplice solo in apparenza. Gli sguardi, la gestualità: tutto dimostra il grande lavoro compiuto da Ali (forse nel film sbagliato) per caratterizzare Sleeva. 

TRAMA

Sleeva è un uomo generoso e sorridente. Vive con la madre in una grande casa. Lavora con passione la sua terra. Possiede altri immobili. Insomma è un buon partito, anche se l'uomo non vuole saperne di sposarsi. Un giorno la madre, sola in casa, ha un malore. Sleeva si spaventa moltissimo, e accetta il matrimonio combinato con Rincy per garantire una compagnia alla madre (!). A mano a mano che la data delle nozze si avvicina, Sleeva diventa taciturno, intrattabile. L'ansia sale a livelli incontrollabili. Sleeva non ha mai interagito con donne della sua età non appartenenti alla sua famiglia, ed è letteralmente terrorizzato dalla prospettiva della prima notte di nozze. A celebrazione avvenuta, l'uomo le inventa tutte pur di non restare da solo con Rincy. Evita la moglie, non la guarda, non le parla, durante la luna di miele scappa. Rincy gli chiede spiegazioni. Sleeva, afflitto, capisce che non può rimandare a vita la consumazione. Si affida quindi all'alcol per trovare coraggio. Pessima idea.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Il tono da commedia nel secondo tempo e la manipolazione emotiva che lo sceneggiatore orchestra per indurci a simpatizzare con Sleeva.

RECENSIONI

Film Companion:
'On the surface, Nissam Basheer’s Kettiyolaanu Ente Malakha is an Ayushmann Khurrana Movie made in Malayalam. Translation: it’s a cutesy, small-town dramedy centering on a “masculine problem”, but there’s more rootedness, more realism. (...) The film’s success is that it makes us buy this lived-in universe, where everyone is so rooted, so real that even things that would come off as body-shaming in other movies (a girl described as “fat”, a man described as “dark-skinned”) come off like traits being discussed casually, between members of a close-knit family. Even Sleeva’s big “problem” - at first - is treated with winking cuteness. (...) What I found curious - and most interesting - about KEM is how it appears less of a “problematic” movie than Arjun Reddy, despite the fact that Sleeva’s behaviour is far more “problematic” than Arjun Reddy’s. (...) This could be a fascinating case study of how “arrogance” on screen (like in Arjun Reddy) makes it less easy for us to fully embrace a character, while innocence and humility and basic human kindness (like in KEM) make us sympathise more readily with Sleeva. What he did is wrong, certainly, but the poor thing did not know any better. At least, Arjun Reddy is punished. (...) Here, after the shelling from the doctor, the most that happens is that people laugh at Sleeva, affectionately. Everyone rallies around him, including the priest who is Rincy’s uncle and who proposed the match. (Not once does this priest, this uncle, think of consoling Rincy. He’d rather be around Sleeva.) The film’s biggest problem is that it never gets into Rincy’s head. It is not bothered about her trauma. For all you know, the bruises on her lips and neck could have come about due to a fall. Veena Nandhakumar is a quiet, dignified presence - but she’s hampered by the lack of shading in Rincy, and is unable to suggest anything more than a... quiet, dignified presence. (...) Why, then, are we able to overlook all this and see the film solely through Sleeva’s eyes? One is, of course, the gaze. We are primed to follow the protagonist, even if he is evil (...). And two, that is how things are with this particular set of characters in this particular setting. (...) And hey, even this priest, this uncle, sees Sleeva as an innocent and not as a domestic abuser. I am with this priest. I see Sleeva as an innocent, too. An idiot, sure - but an innocent idiot. He needs to be taught (through counselling, which the doctor suggests, and by his married friends) about love, consent, sex. Asif Ali is magnificent. I was weeping for him at the end - and I realised how he and his film had skillfully played me. But how I wished Rincy’s journey had been a part of this, too! Unlike the girlfriend in Arjun Reddy, there is not a single scene where she displays her feelings towards her man. (...) KEM is so well-made (the editing is especially lovely), I am willing to believe that yes, Rincy (this particular girl in this particular story) shrugged it all off as a bad dream. But on the way home, I also kept thinking about how much easier it is to forgive “nice” people who do “bad” things. Had Sleeva been a cocky stud from the city, the conversation around this film might have been entirely different'.
Baradwaj Rangan, 04.12.19

Cinema Hindi: primo tempo *** 1/2, secondo tempo ** 1/2 (salvato da Asif Ali e dal cast tecnico). La media è ***, ma non mi sento di valutare KEM nel suo insieme con un voto così alto, quindi vada comunque per ** 1/2.
Punto di forza: Asif Ali (****), un primo tempo interessante e piuttosto sottile.
Punto debole: un secondo tempo sciaguratissimo che mi fa rivalutare Kabir Singh.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Asif Ali - Sleeva
* Veena Nandakumar - Rincy
* Manohari Joy - madre di Sleeva
* Jafar Idukki - Kuttiyachan, il sensale
* Shine Tom Chacko - cameo

Regia: Nisam Basheer
Sceneggiatura: Aji Peter Thankam
Colonna sonora: William Francis
Lingua: malayalam
Traduzione del titolo: my wife my angel
Anno: 2019

23 gennaio 2020

MONSTER


Un gradevole film non solo per ragazzi. Monster è di una semplicità disarmante, divertente e piuttosto ben fatto. Il soggetto è vivace, la sceneggiatura tiene e si fa perdonare qualche ripetizione, la regia a tratti sorprende. Gli effetti speciali sono dignitosi. Il commento musicale azzeccato. S.J. Surya, l'attore principale, è perfetto per il ruolo del serafico Anjanam, e regala un'interpretazione buffa e gioiosa. Ma è il piccolo, irresistibile partner di Anjanam la vera superstar. Il suo ingresso è annunciato come da tradizione, e l'eroe incede con sequenze al rallentatore. La colonna sonora sottolinea le sue azioni con tono epico o con ritmo frenetico. Tutte le scene in cui è coinvolto sono assolutamente imperdibili.

TRAMA

Anjanam acquista un appartamento e vi si trasferisce, ma due loschi figuri lo spiano con brutte intenzioni: un ladro di diamanti e un topo. Il ladro si rivela il meno pericoloso. Il roditore è un coinquilino scaltro, inossidabile e tenace. Pelo arruffato, baffo ritto, naso aspiratutto, occhio vigile, mente lucida, zanna d'acciaio. Le sue scorribande devastatrici mettono a dura prova la bonomia di Anjanam.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Il ladro e il topo si guardano negli occhi in una brevissima sequenza. Ho riso a più non posso, e pure alla seconda visione.
* Anjanam appollaiato sul lavandino in cucina, pronto all'agguato.

RECENSIONI

The Hindu:
'One way to look at Monster is by assuming that it’s targeted at kids and family audiences. After all, it’s been years since we had a movie exclusively for kids. (...) If that was the case, Monster works - only partially, though. (...) The premise (...) looks delicious on paper, but very few ideas get translated on screen. (...) The writing is redundant, and the tricks that seemed inventive at first, are reduced to gimmickry. (...) The bits involving the rodent are genuinely funny (...) and makes you wonder as to how good Monster could have been. But the film is uneven for the most part, making it an average watch'.
Srivatsan S., 17.05.19

Film Companion:
'Monster is like nothing we’ve seen in Tamil cinema. It’s a live-action cartoon. (...) SJ Surya plays him (Anjanam) perfectly. The actor’s cartoony rigidity, his fondness for jerky movements, his exaggerated expressions - everything fits. (...) At a time so much of our comedy is so mean-spirited (...) Monster is a lovely reminder of how gently (and generously) smiles can be evoked. (...) But the film’s real big problem is its length, padded out by a smuggler subplot. But I didn’t feel like complaining because the sheer joy elsewhere is contagious. I felt like a kid again, watching cartoons on TV. Had Monster been a half-hour shorter, it might have been a classic of its kind'. 
Baradwaj Rangan, 31.05.19

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: l'adorabile mostriciattolo peloso e le sue (ehm) interazioni con Anjanam.
Punto debole: qualche ripetizione; le scene che non coinvolgono Anjanam/topo sono deboli, e i personaggi secondari poco incisivi, tranne qualche rara eccezione (ad esempio, l'impagabile inquilino del piano inferiore).

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Il topo
* S.J. Surya - Anjanam
* Priya Bhavani Shankar - Mekala, fidanzata di Anjanam
* Karunakaran - Ravi, amico di Anjanam

Regia: Nelson Venkatesan
Sceneggiatura: Nelson Venkatesan, Sankar Dass
Colonna sonora: Justin Prabhakaran
Lingua: tamil
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Riferimenti a Bollywood: Ajay Devgan, Kareena Kapoor, Twinkle Khanna, Sunny Deol, Yash Chopra, Anushka Sharma.
* Film che trattano lo stesso tema: l'eroe dello strabiliante Eega è una mosca.

GOSSIP & VELENI

* Quale ragazza sana di mente non vorrebbe in regalo dal proprio fidanzato una bertuccia blu?

22 gennaio 2020

T H A D A M


Thadam è un poliziesco dignitoso che rappresenta una porzione di umanità dai valori discutibili, e che meritava un ritmo più costante. Il soggetto è abbastanza ingegnoso, e la sceneggiatura si sforza di svilupparlo in modo coerente. La trama si concentra sui due protagonisti maschili, Ezhil e Kavin, trascurando le figure femminili e i personaggi secondari. L'interpretazione offerta da Arun Vijay, l'attore principale in un doppio ruolo, è accettabile, a tratti anche convincente. Ma è un peccato che il resto del cast sia così anonimo. La fotografia sa il fatto suo.

L'aspetto più intrigante di Thadam è sicuramente la gestione dell'espediente narrativo dei gemelli, e lo si apprezza meglio alla seconda visione. Si parte con una separazione morale netta fra i due, però, col procedere della storia, le incertezze crescono, coinvolgendo altri personaggi. Thadam è anche una storia di vendetta. Accenna una condanna dei metodi violenti adottati dalla polizia e una lacrimosa vicenda familiare. Ma la vendetta, l'amore, la madre, le vittime, tutto è secondario e funzionale. Si stempera nel grigio. I gemelli, fulcro di Thadam, non incarnano gli opposti, bensì la stessa faccia di un'etica slabbrata.

TRAMA

Ezhil, ingegnere e imprenditore edile, sogna un roseo futuro con Deepika. Kavin, truffatore e violento, passa da un letto all'altro. Un ragazzo viene ucciso. Una fotografia dimostra inequivocabilmente la presenza di Ezhil sul luogo e all'ora del delitto. Ma ecco spuntare il gemello Kavin, ubriaco fradicio. Il caso si ingarbuglia sempre più, e la polizia è in difficoltà: chi è il colpevole fra i due?

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La colluttazione furiosa fra Kavin e Ezhil alla stazione di polizia. Davvero ben fatta.

RECENSIONI

The Hindu:
'Kollywood - and cinema, in general - has seen many identical twin-based subjects. (...) We’ve seen it so many times in the past that it seems highly unlikely that something can give the same-old subject a new angle. Thadam does. It’s based on a real life incident, it says right at the start. The film ends with information on similar incidents in other countries. All this helps lending authenticity to an otherwise incredulous storyline. (...) Thadam takes quite some time to settle down - there are a few times when you get confused if it’s Ezhil or Kavin you’re watching on the big screen. But once it sets the tone for the two main characters, and a few others in a police station, it kicks off. The second half is where the meat is. That’s where Arun Vijay scores; he delivers a competent performance as both Ezhil and Kavin, showing variations rather subtly. Director Magizh Thirumeni not only gets his lead characters right but also etches a solid character for the female cop Malar (Vidya Pradeep in an effective performance). He does miss a trick, though, by giving us weakly-written female leads (Tanya Hope and Smruthi) who feature in a few sequences and songs that seem to have been put together in haste. The flashback to the twins (and a lengthy tale revolving around Sonia Aggarwal) might act as a speedbreaker to an otherwise taut storyline, but the twist in the end makes up for most of it. It’s something you didn’t see coming, and Magizh ought to have ended it right there, instead of trying to give the film a feel-good sort of finish. Barring these few missteps, Thadam is mostly a taut thriller that keeps you engaged till the very end'.
Srinivasa Ramanujam, 01.03.19

Film Companion: ** 1/2
'In Thadam, writer-director Magizh Thirumeni puts a new spin on one of the oldest masala-cinema tropes: the double role. (...) The twin performances have hinged on a difference: one is good, the other is evil. (...) (In Thadam) there’s no good/evil demarcation. Neither Kavin nor Ezhil is exactly a moral person, but they’re both treated sympathetically, painted in “circumstances made me this way” shades. (...) Arun Vijay gives a muscular performance, though at first I felt he wasn’t doing enough to make Kavin and Ezhil distinct - but slowly, we realise that this is the point. (...) The real low points are very few. (...) The film could have used a (...) better writing in the flashback. (...) But as keep-you-guessing thrillers go, Thadam isn’t bad at all. The reveal is everything, and I enjoyed the present-day portions with the policewoman named Malar (Vidya Pradeep, who makes you want to see what she’ll do in a role with more definition). That this useful supporting character has more footage than either heroine is a sign that the film has at least some of its priorities right'.
Baradwaj Rangan, 28.02.19

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: il soggetto e in larga parte la trama.
Punto debole: qualche passo falso nella sceneggiatura, il personaggio della madre e la sua vicenda in generale, l'interpretazione di Vidya Pradeep.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Arun Vijay - Ezhil/Kavin
* Vidya Pradeep - Malar, la poliziotta
* Tanya Hope - Deepika, fidanzata di Ezhil

Regia e sceneggiatura: Magizh Thirumeni
Colonna sonora: Arun Raj
Lingua: tamil
Traduzione del titolo: traccia
Anno: 2019

CURIOSITA'

* E' in corso di realizzazione Red, il remake telugu di Thadam.
* Vidya Pradeep non si limita al cinema. Laureata (e con un dottorato) in biotecnologia, è anche una ricercatrice nel campo delle cellule staminali.
* Riferimenti al cinema indiano: Ilaiyaraaja.
* Film che trattano lo stesso tema: le storie di Kaminey, Aurangzeb e Dhoom 3 coinvolgono coppie di gemelli.

21 gennaio 2020

DEAR COMRADE


Astuto è l'aggettivo che meglio qualifica Dear Comrade. Bharat Kamma ha ben chiaro in mente il film che vuole realizzare, ma conosce il suo pubblico, sa che prima deve conquistarlo offrendogli ciò che si aspetta, e poi, al momento giusto, colpirlo dritto in fronte. DC merita in pieno il successo che ha ottenuto e le coccole della critica. E' scritto, diretto e interpretato con professionalità. E, nell'ambito del cinema indiano d'intrattenimento, detta regole nuove nella rappresentazione del rapporto uomo/donna.

DC parte sulla falsariga di Kabir Singh ma col valore aggiunto di una sceneggiatura superiore. Gli ingredienti per galvanizzare gli spettatori ci sono tutti: ribellione, prestanza fisica, scazzottate, cricket, matrimoni, stalking, storia d'amore, eroe invincibile, eroina (per la verità poco tradizionale, anche nell'aspetto - un dubbio mi doveva venire), antagonista, eccetera. Il pubblico, stregato, cade nella trappola e si appassiona alla pellicola e alla deliziosa coppia Bobby/Lilly. L'alchimia fra i due è stellare. 
A circa un'ora dai titoli di testa, il primo indizio: Lilly se la svigna con un'argomentazione chiara. Una blasfemia per un'opera non d'autore. Il mio livello d'attenzione sale. Dopo dieci minuti, il secondo indizio: Bobby minaccia di lasciare Lilly se la ragazza trascura il suo sogno a causa della relazione con lui. Io pietrificata. Forse anche Lilly.

Da qui in poi DC cresce moltissimo, perchè sono i due protagonisti a crescere, ciascuno in modo autonomo. DC rivoluziona il genere conservando intatto l'incantesimo. La sceneggiatura diventa sempre più raffinata, i personaggi sempre più profondi. Kamma ci vizia con un ricco spettro di sottigliezze psicologiche raramente offerte in un film d'intrattenimento. [Spoiler] Kamma inquadra con precisione il nocciolo della brutta esperienza subita da Lilly: il terrore. La sequenza finale è da applauso: Bobby comprende che la ragazza non è pronta, e che lui non deve combattere la battaglia di Lilly. In seguito, si fa da parte. E' Lilly a sfogare la sua rabbia e a trovare dentro di sè la forza di aggredire Rao e di denunciarlo, liberandosi così della paura.

Il primo tempo ruota intorno a Bobby, nel secondo è Lilly a brillare. Vijay Deverakonda è un bel ragazzo e possiede un carisma robusto. La sua interpretazione in DC è sincera. Però, per quanto fascinoso, ho preferito la performance fresca e spontanea di Rashmika Mandanna, attrice davvero dotata. 

TRAMA

Bobby è un coraggioso leader studentesco. Per evitare di investire Lilly, finisce con la moto in un fosso. Incazzato nero, sottrae villanamente del denaro alla ragazza a titolo di risarcimento danni. Non il miglior modo per allacciare una relazione.

LA BATTUTA MIGLIORE

* [Spoiler] Bobby a Rao, durante il pestaggio: Le ragazze per arrivare in nazionale devono venire a letto con te? Adesso ti faccio io dormire permanentemente! 

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La partita di cricket di Lilly con i ragazzi del giro di Bobby. 
* Lo scambio di battute fra Bobby e il padre di Lilly, quando Bobby scopre che l'uomo era al corrente di tutto.

RECENSIONI

Deccan Chronicle: *** 1/2
'Vijay Deverakonda uses the canvas afforded by Dear Comrade (...) to show why he is considered one of the best actors of his generation. (...) Debutant director Bharat Kamma infuses a big dose of social awareness into a love story. (...) Vijay’s character is similar to that of Arjun Reddy, but in Dear Comrade his aggression is for a cause. Bharat infuses Bobby’s relationship with Lilly with emotion and warmth. The director deals with the subject of sexual harassment in the second half but takes some time to get to it. The only minus point could be the time Bharat takes to establish his lead characters. The last half-an-hour is terrific. Vijay Deverakonda once again comes up with a stunning performance. He has set up quite a track record and in Dear Comrade he is Bobby personified. For Rashmika Mandanna, the role of Lilly is a big challenge because it comes very early in her career and she lives up to it. She steals the show with her lively presence in the first half and an emotional peformance in the second. Such roles come but rarely. (...) Dear Comrade is the intense love story of Bobby and Lilly, narrated realistically with all its emotion and pain by Bharat Kamma, the latest addition to the string of newcomers who are breaking the mould. Vijay Deverakonda and Rashmika are stunning. If there is a blemish, the movie is a mite too long'.
Suresh Kavirayani, 28.07.19

Film Companion:
'Dear Comrade is (...) a pretty unique film. On one level, it is a love story - and yet, it isn’t quite that love story. On the one hand, there’s the considerable pleasure of spending time with a young, easy-on-the-eyes couple (...). But it’s not just about looks. (...) Rashmika Mandanna is the film’s surprise, at once soft and steely. (...) The writing (refreshingly) doesn’t explain everything, but there’s enough for us to connect the dots. (...) Dear Comrade contains all the traditional joys of mainstream cinema, like the brilliantly choreographed song sequence at a wedding. The world and the people around Bobby and Lilly (...) are so warm, so lived-in, so lovable that I would have happily settled for just a love story. But I was impressed by the film’s utter commitment to its other story. (...) These are not the beats I expected, and it felt amazing to watch the hero take a backseat to the heroine’s journey. Bobby isn’t the saviour who snaps his fingers and frees Lilly from her trauma. He is forced to wait till she finds it within her to do what he wants her to do'. 
Baradwaj Rangan, 29.07.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: la sceneggiatura, l'astuzia di Kamma, il finale, le interpretazioni di Rashmika Mandanna e di Vijay Deverakonda.
Punto debole: l'aggressività di Bobby a mio parere si sposa male con la caratterizzazione del personaggio nel suo complesso e con la storia che Kamma ci vuole raccontare. [Spoiler] Troppe coincidenze: l'incontro in ospedale con Jaya e quello con Rubina per strada. L'incidente di Lilly, dopo le minacce di Rao, è eccessivo e inutile. 

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Vijay Devarakonda - Bobby
* Rashmika Mandanna - Lilly
* Shruti Ramachandran - Jaya, sorella maggiore di Lilly
* Raj Arjun - Ramesh Rao, selezionatore per la nazionale femminile di cricket

Regia e sceneggiatura: Bharat Kamma
Colonna sonora: Justin Prabhakaran
Lingua: telugu
Anno: 2019

CURIOSITA'

* DC è stato distribuito anche in versiona doppiata malayalam, tamil e kannada. Sembra che Karan Johar abbia acquistato i diritti per il remake ufficiale hindi.
* Vijay Devarakonda è l'attore protagonista di Arjun Reddy, pellicola telugu di grande successo di cui Kabir Singh è il remake ufficiale hindi.

GOSSIP & VELENI

* [Spoiler] Perchè Rubina non viene convocata come testimone? Perchè Kamma non ci dice se anche lei tornerà a giocare?
* Capito, ragazze, come si fa breccia nel cuore di un figone come Vijay Deverakonda? Su, di corsa a rompersi la testa con le regole del cricket. (...) Cricket? (...) Ehm, io magari passo.


20 gennaio 2020

A S U R A N


Dhanush è un attore pieno di talento, una superstar venerata, un uomo seducente con l'aria da eterno ragazzo. Vetrimaaran è un regista dallo stile personalissimo. I due insieme hanno prodotto in passato film di alto livello. Asuran è ad oggi l'ultimo della serie. Asuran racconta una storia tragica, ma ha l'audacia di condannare la vendetta e la cultura distorta che la produce. L'onore si avvinghia in modo inestricabile all'identità. Le sue ferree regole schiavizzano, imbarbariscono, vengono spontaneamente accettate dai forti e dai deboli. E chiedono sangue.

Asuran, adattamento cinematografico del romanzo Vekkai, è diretto e interpretato con grande convinzione. I personaggi sono tutti violenti. I forti si rivelano più brutali, ma i piccoli proprietari terrieri - donne comprese -, se si arricchissero, non risulterebbero diversi dai latifondisti, e anzi ne divengono già complici quando trasmettono ai figli la stessa fatale visione di onore e vendetta. 
Lo sventurato Sivasamy, il protagonista, sembra non avere scampo. Sivasamy però riflette, impara a carissimo prezzo la lezione, e matura. L'etica di Sivasamy diventa il perno centrale della trama. I lutti gli hanno insegnato che il nemico è anche dentro di lui. Ed è questo il messaggio rivoluzionario di Asuran

Alcuni dialoghi sono molto significativi. La fotografia notturna (le sequenze diurne scarseggiano, soprattutto nel primo tempo) è ottima. Come in Visaaranai, assistiamo a due storie similari di soprusi e ingiustizie, di fuga, di caccia all'uomo, di paura. Vetrimaaran ci regala anche una spruzzata di intrattenimento, ma Asuran rimane una pellicola aspra, difficile da affrontare.

TRAMA

Siamo negli anni ottanta. Sivasamy è un inoffensivo agricoltore. Alcolista, per nulla eroico. Il suo cane muore fulminato dalla recinzione che delimita la terra confinante. Da qui parte un'escalation di violenza con vendette incrociate sempre più sanguinose. Sivasamy tenta di fermare il massacro, si umilia dinanzi all'intero villaggio, risparmia l'assassino di un congiunto, rinuncia al suo podere, si affida alla magistratura. Sivasamy è l'unico a comprendere con lucidità il nocciolo del problema e a chiedersi: se succede qualcosa ad un nostro caro, cosa ce ne facciamo dell'onore? Ma le sue parole rimangono inascoltate. Allora non gli resta che rievocare il passato.

LA BATTUTA MIGLIORE

* Sivasamy al figlio: Possono toglierci la terra, i soldi, ma non l'istruzione. Se vuoi combatterli, devi studiare ed acquistare potere. Però, se diventi potente, non devi far loro quello che hanno fatto a noi. Veniamo dalla stessa terra, parliamo la stessa lingua.

RECENSIONI

The Hindu:
'Asuran is the fastest Vetri Maaran has ever worked on a film. And that helps with its defining aspect - Asuran is Vetri Maaran’s simplest film yet. But the subliminal messaging also makes it the most complicated socio-political film he has shot till date. (...) The base emotion that threads together this plot is revenge - a recurring element in Vetri Maaran’s films. But here, his protagonist doesn’t give into this primal emotion, at least not at the beginning. (...) How wonderful an actor we have amongst us in Dhanush. He puts on a subdued performance as Sivasamy, and that therein is proof of the actor’s brilliance. It is amazing to think just how far out ahead he is of his contemporaries. Manju Warrier could not have asked for a better film to debut in Tamil; her Pachiammal only lends credence to her abilities as an actor par excellence. (...) It is remarkable how Vetri Maaran gets his casting right every single time'. 
Pradeep Kumar, 04.10.19

Film Companion:
'Sivasamy, for the most part, is the least superheroic man possible. (...) There’s some expectedly brilliant writing. (...) The screenwriting is cyclical, too - whatever happened in one generation finds echoes in the next. (...) The star-Dhanush of the second half is fine, but it’s the actor-Dhanush - the senior Sivasamy - who gives this film its heat. Sivasamy looks older than his years, his brow constantly creased with worry. He rarely raises his voice. (...) He’s so... contained that even his screams for a dead son stop rising after a certain decibel. We shouldn’t be saying things like “no other actor would have done this role” - it’s an actor’s job to do all kinds of roles. And yet, in the current Kollywood scenario (and with the exception of Vijay Sethupathi), which other actor can you imagine consenting to be humiliated in front of an entire village and then walking away calmly? Sivasamy is so weak by the time he gets home that he collapses when his wife pushes him. A million macho clichés are shattered right here. But the character’s arc isn’t convincingly etched out. (...) When Poomani’s “realistic” world is expanded to something “cinematic”, it feels odd - not because a film has to do everything a novel does, but because Vetri Maaran is himself a fairly “realistic” filmmaker, who prefers understatement even when operating in quasi-masala mode. At the interval point, he seems to be saying, “Okay, so far I made the movie I want. Now I need to do something for fans.” None of the characters feel fully formed, because the timelines feel rushed. (...) The messaging is more overt. What was shown in films like Visaranai is told here - but there’s no denying the power of the material. (...) Vetri Maaran still manages to leave traces of a signature. Asuran is not in the league of his earlier films, but even on its own, it’s a rare-enough beast in Tamil cinema: a character-driven action movie (or maybe we should call it an action-filled character drama). (...) I’m still not convinced that “mass” and social messaging are a good mix, but this, probably, is about as well as it can be done'.
Baradwaj Rangan, 04.10.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: Dhanush e il messaggio del film.
Punto debole: i personaggi di Chidambaram e di Pandi, cruciali per la trama, sono malscritti.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Dhanush - Sivasamy
* Manju Warrier - Pachaiyamma, moglie di Sivasamy
* Pasupathy - Murugesan, fratello di Pachaiyamma
* Ken - Chidambaram, figlio di Pachaiyamma e Sivasamy
* Teejay Arunasalam - Murugan, figlio maggiore di Pachaiyamma e Sivasamy
* Prakash Raj - Seshadri, l'avvocato

Regia: Vetrimaaran 
Sceneggiatura: Manimaran, Vetrimaaran - adattamento del romanzo Vekkai di Poomani
Colonna sonora: G.V. Prakash Kumar
Fotografia: Velraj
Lingua: tamil
Traduzione del titolo: demone
Anno: 2019
Awards: 
* National Film Award per il miglior film in lingua tamil (aggiornamento del 30 marzo 2021)
* National Film Award per il miglior attore a Dhanush (aggiornamento del 30 marzo 2021)

CURIOSITA'

* Vetrimaaran ha diretto in precedenza l'acclamatissimo Aadukalam, vincitore di una pioggia di National Award, fra cui quelli per il miglior regista, la miglior sceneggiatura e il miglior attore protagonista (Dhanush). Visaaranai, altro lavoro di Vetrimaaran, è stato presentato in prima mondiale nel 2015 alla Mostra del Cinema di Venezia, sezione Orizzonti, e selezionato dall'India per rappresentarla agli Oscar. Visaaranai si è aggiudicato il premio speciale assegnato da Amnesty International Italia, nonchè diversi National Award, fra cui quello per il miglior film tamil.
* Asuran segna il debutto di Manju Warrier nel cinema tamil .


17 gennaio 2020

90 ML


Se siete interessati all'evoluzione della rappresentazione della figura femminile nel cinema indiano, 90 ML potrebbe essere guardabile. Se però cercate anche un film di fattura decente, girate al largo. 90 ML, sorprendentemente, è scritto, diretto e prodotto da una donna, Anita Udeep. E' una (brutta) commedia per adulti che racconta le vicende di cinque/sei amiche, capitanate dalla gioiosa e inarrestabile Rita. L'intenzione è meritoria. Le donne si confidano senza (troppi) filtri. L'argomento dell'omosessualità è trattato in modo abbastanza innovativo per un prodotto di intrattenimento. I grattacapi procurati dalle ragazze al gangster Sathish e al suo boss sono esilaranti. Rita è un personaggio parecchio fuori dal coro. Ma gli stereotipi non mancano e sono sempre gli stessi: abbigliamento, fumo, alcol, droga, fragoroso sghignazzo perenne. La sceneggiatura è poca cosa, la narrazione ripetitiva, le interpretazioni scadenti, la regia dilettantesca.

TRAMA

Rita è contraria al matrimonio e molla il fighissimo e supportivo partner Venky quando questi, innamorato cotto, le chiede la mano. Thamarai usa le armi della seduzione per strappare Sathish alla criminalità. Suganya rapisce Chris sull'altare. Le amiche vivono nello stesso palazzo, e periodicamente organizzano serate da vivere senza regole o corrono in aiuto di chi fra loro è in difficoltà.

RECENSIONI

The Hindu:
'The film is yet another case of cinematic marvel where the filmmaker thinks that gender reversal is the ultimate act of liberating women from the shackles of society. But in reality, the subsequent effect is so plasticky on screen that there’s a fair chance that 90ml might receive vehement opposition, given that Tamil Nadu Government has imposed a ban on plastics. (...) We get that the director wanted to write a ‘dude’ film. But what we see is not that. Crass is crass, no matter who portrays it. 90ml ends up being one of those so-called ‘adult entertainers’ that needs to be called out for its terribly unimaginative ideas and insensitive portrayal of LGBT communities'.
Srivatsan S., 01.03.19
Film Companion: ** 1/2
'90ml says whatever men do, women can do. (...) 90ml is reasonably fun and remarkably non-judgmental about Rita. (...) Though they embark on booze and weed adventures, those don’t define them. Their closeness does, their willingness to be there for each other. (...) The very existence of a Tamil film where women demand sexual satisfaction feels like it’s worth all that screaming in the theatre. As always, the writing doesn’t keep up. It’s patchy. 90ml can’t decide whether to treat Rita as a poster girl or a flesh-and-blood character, and her decisions about her boyfriend feel too random. Several episodes (a shootout in the streets, or threatening a man who’s taken on a mistress) needed to be less gimmicky. And don’t even get me started about the ending. But I keep thinking about the killer twist at the interval and the non-sensational way this development is handled. I keep thinking about the neglected married woman who finds a caretaker for her “bungalow” again. I keep thinking that this film doesn’t reduce emancipation to an earnest Jyothika-starrer - realisation and self-improvement are important, but so is the freedom to live like men do, maybe even making the same mistakes. And this makes me want to give 90ml an extra half-star. It opens the door for a conversation that doesn’t always come up, and that’s more than what most mainstream movies do'.
Baradwaj Rangan, 01.03.19

Cinema Hindi: **
Punto di forza: l'idea di una commedia per adulti al femminile.
Punto debole: la realizzazione.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Oviya Helen - Rita
* Bommu Lakshmi - Thamarai
* Masoom Shankar - Kajal
* Shree Gopika - Paru
* Monisha Ram - Suganya
* Tej Raj - Sathish, marito di Thamarai
* Anson Paul - Venky, fidanzato di Rita

Regia, sceneggiatura e produzione: Anita Udeep
Colonna sonora: Silambarasan
Lingua: tamil
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Il compositore Silambarasan, noto anche come Simbu, regala un cameo in 90 ML (è l'anima gemella di Rita).
* Nel 2019 è stata distribuita una pellicola telugu con lo stesso titolo che racconta però una storia del tutto diversa.
* Film che trattano lo stesso tema: Veere Di Wedding (hindi), Girlz (marathi - la pellicola narra le avventure a Goa di un trio di ragazze 18enni; sceneggiatura penosa ma soggetto non convenzionale; personaggi femminili ribelli anche se stereotipati).

GOSSIP & VELENI

* Tej Raj ricorda pericolosamente Randeep Hooda.
* Non ho la certezza che la locandina sia quella ufficiale, ma è troppo bella per non postarla.

16 gennaio 2020

A M B I L I



Una favola per adulti, semplicistica ma divertente, sorretta dagli sguardi di Ambili, l'amabile protagonista. Il soggetto è gradevole, la narrazione indebolisce gli sforzi della sceneggiatura, e il ritmo si perde in qualche ripetizione di troppo e nello stiracchiatissimo finale. La pseudo storia d'amore non convince. L'interpretazione del mattatore Soubin Shahir è brillante per buona parte del film. Con l'eccezione del piccolo Sooraj Thelakkadu (il suo Shipru è irresistibile), il resto del cast non colpisce, e i personaggi secondari sono spenti. Bobby è una muffa totale (Naveen Nazim è inespressivo, l'esatto opposto di Shahir), Teena è mal scritta. Peccato perchè valeva la pena approfondire e raccontare in modo più sottile le relazioni personali. Johnpaul George, regista e sceneggiatore, ha preferito invece concentrare la sua attenzione sul gioioso Ambili, lasciandogli campo libero.

TRAMA

Ambili è il sempliciotto del villaggio, raggirato - ma anche amato - da tutti. Scrive surreali poesie, si cimenta col cricket, è innamorato di Teena, amica d'infanzia. Il fratello della ragazza, Bobby, è un campione di ciclismo. Bobby intraprende un viaggio su due ruote dal Kerala al Kashmir. Ambili - non invitato e non gradito - decide di accompagnarlo.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* L'abilità danzereccia di Ambili nella coreografia del brano Njan Jackson Allada.

RECENSIONI

The Hindu:
'We see layers in a seemingly-simple character as the director unravels his world, inch by inch, with gentle care. The storyline is suffused in tenderness, but there are no extra toppings: no uproarious antics or tearjerker tracks. Ambili exudes warmth and compassion, but in clearly-measured volumes, making it a genuine, heart-warming watch. (...) The screenplay takes its own sweet time to set the mood before picking up a steady pace. It may seem a little slow, but the film never loses its cinematic momentum. Its transition into a road movie in the second half is swift, but the director maintains its unrushed rhythm there too, which seems intentional. (...) Soubin Shahir brings alive Ambili, a blend of naivety and grit, like a graceful symphony. He makes sure that the loneliness is not lost in the goofy body language, making it very palpable at times'.
Navamy Sudhish, 10.08.19

Film Companion:
'The hero of Ambili (Soubin Shahir), doesn’t want to be the hero of anything. His dreams and aspirations are not his own. (...) In a lesser film, Ambili would have been relegated to playing the hero’s friend, the comic relief, with his autism contributing to the laughs. (...) Despite the fact that both of them (Ambili e Bobby) are attempting the same journey, the film does a great job in juxtaposing their philosophies through the challenges that lay ahead. (...) On a deeper level, Ambili’s journey seems to have a real meaning to it. He touches lives, makes new friends and spreads joy wherever he goes. (...) A lot of what works in the film is due to Soubin’s performance. He is immensely likeable even though we’ve seen subtler variations of this performance in many films before. His character’s joy and wildness is best reflected in his body language with a spurt of fresh charm in his every step. But the same cannot be said about Naveen Nazim, who plays Bobby. A more able actor would have added several layers to the role, making him more than the joyless, lifeless brute he is. (...) It’s a film that could have worked just as well had it not taken itself so seriously. It has many wonderful moments culminating in a really moving climax, but the film doesn’t seem to be satisfied with that. It works best as prose even though it tries really hard to become poetry.
Vishal Menon, 16.08.19

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: la performance di Soubin Shahir (****).
Punto debole: il personaggio di Bobby.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Soubin Shahir - Ambili
* Naveen Nazim - Bobby
* Thanvi Ram - Teena, sorella di Bobby
* Sooraj Thelakkadu - Shipru

Regia e sceneggiatura: Johnpaul George
Colonna sonora: Vishnu Vijay. Allegro il brano Njan Jackson Allada (versione integrale con testo) interpretato da Antony Dasan.
Lingua: malayalam
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Riferimenti a Bollywood: Gully Boy
* Film che trattano lo stesso tema: Barfi!

GOSSIP & VELENI

* Ma il ciuffo di Bobby??


MARJAAVAAN



Surreale. Imbarazzante. 

TRAMA

Raghu s'innamora di Zoya, poi la uccide, poi si vendica, poi muore. Non mi preoccupa lo spoiler: mica vorrete vederlo...

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La recensione di Rahul Desai (vedi sotto) è un capolavoro.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Marjaavaan.

RECENSIONI

Mid-Day: *
'Within all these physical challenges, it's the audience that needs most help - sitting through 136 minutes of essentially grand entries and exits of every character. Each scene is an earth-shattering moment - every line of dialogue bearing weight of a (...) hammer being hit on your head'.
Mayank Shekhar, 16.11.19

Film Companion:
'Director Milap Zaveri doesn’t bother with mundane filmmaking elements like transitions, cuts, continuity and beats. In fact, there is no such thing as a scene - the background score changes while the camera simply pans to another set of actions starting in the corner of the same frame. At one point, I could swear I saw the sun shining in half the frame and rain pouring in the other half. At times I believe Zaveri operates on a level so evolved that none of us are in a position to understand the purpose of his films’ anti-brilliance. Like those high-frequency dog whistles. (...) Marjaavaan cannot be serious. It cannot be possible that I was sitting in a preview show with sane-minded human beings who didn’t want to do something less painful with their life for 137 minutes. At best, it has the IQ of a blind pigeon. At worst, it makes Satyamev Jayate - Zaveri’s previous film - look like Schindler’s List in which Oskar Schindler thinks he is a German Academy Award. And that’s possibly the only compliment I can afford to a Milap Zaveri movie. He may have a point when he says that critics aren’t the audience he makes films for. But he would also have a point if he said that sharks or crocodiles aren’t his target audience either. In his films, for instance, nature is incidental: sand exists so that strong men can leave indentations in it with their footsteps, rain exists so that it can drench the bodies of item girls and grieving lovers, walls exist so that they can crack when heroes get angry, air exists so that bullets have a medium to fly through, sound exists so that it can fill the void between inane one-liners, and women exist so that they can either be mute, dead, sex workers or dancers (or sometimes all at once). (...) My point about Zaveri’s movies - written or directed. I long for the day he realizes that his dead-serious action melodramas are funnier than his crass comedies. The lack of self-awareness in these films is so baffling that it’s sad - everything is a defiant “mass” tool meant to spite the elite and trigger the worst primal instincts of Indian men. Everything is a reaction. But to call him a provocateur would be to acknowledge that these films are legitimate - even if terrible - works of art. For me, they don’t even qualify. This isn’t his voice; this isn’t a voice at all. This is an algorithm in search of the highest bidder. And hence, the final result is the same. Marjaavaan is just another brick in the unbreakable box-office wall. And a tragic reminder that we, as a nation, are the movies we watch'.
Rahul Desai, 15.11.19
Recensione integrale (vi consiglio di leggerla)

Cinema Hindi: *
Punto di forza: eh?
Punto debole: next?

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sidharth Malhotra - Raghu
* Riteish Deshmukh - Vishnu
* Tara Sutaria - Zoya
* Ravi Kishan - il poliziotto

Regia e sceneggiatura: Milap Zaveri
Colonna sonora: Tanishk Bagchi, Meet Bros, Payal Dev, Yo Yo Honey Singh, Aditya Dev, Sanjoy Chowdhury.
Anno: 2019