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14 novembre 2022

JUGJUGG JEEYO


Il pregio di questo film è l'aver affrontato temi inconsueti per un prodotto di intrattenimento: adulterio, divorzio in età non più giovane, successo professionale femminile, insicurezza maschile. Il difetto è l'alternanza schizofrenica di momenti azzeccati - in termini di dialoghi e sceneggiatura - e crolli di stile davvero imperdonabili. Jugjugg Jeeyo ha incontrato il favore di pubblico e critica. È una commedia spesso godibile, dal ritmo sostenuto, dalle interpretazioni di buon livello. Anil Kapoor, in particolare, è nel suo elemento, amabilissimo nel dar vita ad un personaggio moralmente discutibile. La sceneggiatura appesantisce la trama con inutili eventi secondari (la cena di anniversario, l'indecisione della futura sposa, l'agghiacciante addio al celibato) invece di concentrarsi con maggiore arguzia su quelli principali ed offrire una maggiore uniformità nella qualità dei dialoghi. Anche la regia risulta indecisa, incapace di occultare o arginare le lacune. I personaggi a cui viene accordata una formazione, in modo non proprio sottile, ne escono comunque sgualciti, aspetto piuttosto realistico, apprezzabile, di sicuro inaspettato considerando il tenore della pellicola.

TRAMA

Kukoo, innamorato della brillante Nainaa sin da bambino, riesce a conquistarla, a sposarla, e a seguirla in Canada, dove Nainaa trova un lavoro prestigioso mentre lui si arrabatta. Il ragazzo è insoddisfatto, si sente insicuro dinanzi ai successi professionali della moglie. Anche Nainaa è amareggiata. I due decidono di partecipare al matrimonio in India della sorella di Kukoo, e di comunicare la loro imminente separazione ai familiari a nozze avvenute. Ma un'altra sgradevole sorpresa attende Kukoo.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Tutta la tiritera imbastita da Gurpreet per - diciamo - intrattenere Bheem. Di pessimo gusto.

RECENSIONI

Mid-Day: *** 1/2
'This film is what you’d call the quintessential ‘family entertainer’. (...) And yet the theme is totally adult. In the sense that it deals with divorce and infidelity, old-age infatuation, and young-love destroyed. The treatment may well be that of a sex comedy. And yet at no point does the picture feel cheap-assed, salacious. (...) Really, what’s there not to love in a film going back to basics, or ‘Bollywood’, as it were. (...) It’s really the interplay between the four lead characters that makes it work. The warm, genteel Neetu Kapoor provides it the dramatic centre. Looking at her ace scenes with long passages, it’s a loss to humanity that we’re seeing her in a film after almost a decade, and that we lost her from the screen at her prime in the early ’80s. The one more obviously overpowering this show, no points for guessing, is Anil Kapoor, 65, indisputably India’s youngest sexagenarian. (...) This is also such a fantastic plot-driven script (Rishhabh Sharrma), that it’s hard to accurately tell the motivations of characters, in terms of why they do, what they do - Anil’s is the hardest to get. Should it have remained a cranked up, sex-com alone, and this dad would make more sense then? Maybe. Does the film seem too verbose at the same time, explaining itself on occasion? Surely. Can you tell the twists beforehand, though? I couldn’t. Does the gag-fest work, pretty much all through then? Hell, yeah'. 
Mayank Shekhar, 25.06.22

Film Companion:
'Jugjugg Jeeyo is a fascinating film. It speaks like a child but thinks like an adult. It's jarringly loud, long, crude and decadent. (...) Almost every scene is a composition of these two disparate tones: high-pitched humour and high-pitched melodrama. Characters are either funny or serious. There is no middle ground. But for once, this dated language doesn't feel random - it becomes a narrative smokescreen to renovate the vintage Bollywood junction of family and romance. The themes are old, but the resolutions are new. (...) The first half is mostly fun and games. (...) The second half features intense confrontations, fewer gags and surprisingly mature writing; gender and generational conflicts come to the fore. The flawed-parent trope is not a familiar one in mainstream Hindi cinema, less so when the tone resists the moral segregation of heroes and villains. Beneath the crass layers of volume, the writing is perceptive. (...) The women in the film refuse to be clever or playful to be accepted as characters, (...) stay comfortable in their own skin, unlike their attention-seeking partners, who are busy deflecting drama with humour so that nobody notices their inadequacies. I think the casting of JJ doubles up as its own screenplay. No antique star has aged as elegantly - and sportingly - as Anil Kapoor. (...) When Kapoor makes us laugh in every other scene, it's a reminder of how movies have culturally conditioned us to mistake male entitlement for charm, aura and levity. (...) Anil Kapoor's inherent charisma turns Bheem into a man who's so difficult to dislike that we feel culpable for liking him. Unlike most movie patriarchs, he doesn't get a full-fledged redemption arc'.
Rahul Desai, 24.06.22

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: i temi trattati - [spoiler] JJ non è una storia d'amore ma di divorzio; è il matrimonio combinato a saltare, e per volontà di Geeta; la vita all'estero per nulla invidiabile; ottimo rapporto suocera/nuora; la mancanza di rispetto nei confronti dell'intelligenza e del successo professionale di Nainaa. Alcuni dialoghi, in particolar modo l'efficace sintesi di Geeta della propria esperienza matrimoniale, o il confronto fra Nainaa e Kukoo. Anil Kapoor è uno spasso.
Punto debole: sceneggiatura di qualità intermittente, a tratti generica, anche volgare. Qualche taglio qua e là avrebbe aiutato. Neetu Singh troppo spenta nella sua interpretazione. Il personaggio di Meera. JJ oscilla curiosamente fra il sembrare un film pazzesco e una cazzata colossale.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Varun Dhawan - Kukoo
* Anil Kapoor - Bheem, padre di Kukoo
* Neetu Singh - Geeta, madre di Kukoo
* Kiara Advani - Nainaa, moglie di Kukoo
* Maniesh Paul - Gurpreet, fratello di Nainaa e migliore amico di Kukoo
* Tisca Chopra (cameo) - Meera, amante di Bheem

Regia: Raj Mehta

Sceneggiatura: Rishhabh Sharrma (anche dialoghi), Anurag Singh (anche soggetto), Sumit Batheja, Neeraj Udhwani. 
Colonna sonora: Tanishk Bagchi, Kanishk Seth, Kavita Seth, Diesby, Pozy, Vishal Shelke. Affascinante il remix Duppata, di Diesby, che ricorda le sonorità della dance francese. Il remix ha reso irriconoscibile il brano originale, Dupatta Tera Satrang Da, successo punjabi degli anni novanta composto da Atul Sharma.      
Fotografia: Jay I. Patel
Montaggio: Manish More
Traduzione del titolo: have a long life (jug sta per yug, che nella tradizione induista significa era cosmica).
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* Riferimenti al cinema indiano: Dilip Kumar, Saira Banu, Mr. India, Kalank, Emraan Hashmi, Arjun Kapoor.
* Riferimenti all'Italia: Moscato
* Film che trattano lo stesso tema: Abhimaan, Kabhi Alvida Naa Kehna

15 dicembre 2010

DO DOONI CHAAR




Poco pretenzioso ma divertente, Do Dooni Char è uno di quei film a basso budget che riescono a rimanere a galla contrastando una schiacciante concorrenza ( è stato distribuito la stessa settimana di Robot , dispendiosa pellicola tamil con Rajinikant e Aishwarya Rai) e dei quali non si sa niente, o quasi, prima dell’uscita nelle sale. Senza troppi investimenti in campagne pubblicitarie, trailer, spot etc.. , la sua sola leva promozionale è stata la notizia del ritorno della coppia Rishi Kapoor / Neetu Singh, insieme sullo schermo dopo trenta anni di stop. Il successo commerciale è stato frutto di un frenetico passaparola e delle buone recensioni delle testate giornalistiche e siti web di riferimento. Il regista debuttante, Habib Faisal, già sceneggiatore di alcuni film marcati Yash Raj, crea qualcosa di equilibrato, nuovo e semplice, ugualmente appetibile per un pubblico nazionale e internazionale.


TRAMA

Santosh Duggal (Rishi Kapoor) è un insegnante di matematica che fatica ad arrivare a fine mese; dopo il matrimonio ha convinto la moglie Kusum (Neetu Singh) a lasciare il suo impiego di bibliotecaria per dedicarsi solo alla famiglia, ma ora, con la globalizzazione e l’insorgere continuo di nuove esigenze, si accorge che il suo stipendio non basta più. Mentre i due cercano di mantenere il controllo del bilancio familiare con una serie di estenuanti conti e tabulati, i figli sognano mp3, nuovi elettrodomestici , magliette firmate e vorrebbero sostituire il vecchio scooter con una comoda e graziosa automobile. Come fare per stare al passo coi tempi ? I figli ci provano con le scommesse clandestine, lavori part time , fino all’illusione di vincere un concorso a premi … ma è possibile ottenere beni di lusso vivendo in quattro con un solo stipendio?


Neetu e Rishi fianco a fianco sono già uno spettacolo imperdibile di per sè ed è facile ritrovarsi a rimpiangere quello che ci siamo persi finora (trenta anni sono troppi... Neetu perchè sei sparita??) ma il film ha anche un’altra brillante star, Aditi Vasudev, adorabile il personaggio di Payal, teenager spigliata e mascolina. Imperdibile la chimica della giovanissima attrice con il veterano Rishi Kapoor, l’inadeguatezza del timido bonaccione prof. Duggal vacilla davanti all'approccio pratico della cosiddetta “nuova generazione” meravigliosamente rappresentata dalla figlia, sbarazzina, dai capelli corti e amante dei motori.
Il film esaspera ( e lo fa in modo alquanto divertente) l’isteria collettiva legata al desiderio di un’automobile, e non un’automobile qualsiasi, un’automobile NUOVA. Il passaggio dalle due alle quattro ruote diviene una moltiplicazione delle proprie possibilità ( o meglio, impossibilità) di fronte ad una tentazione. Una vittoria che , se riuscita ad afferrare, segnerà l'inserimento anche solo apparente in un nuovo status .
Allegramente schiavi di una società che vuole tutto sommato solo apparire, attraverso il possesso di beni di lusso, mode e comodità, i personaggi vedono un esorcismo alle proprie paure e insicurezze. La frustrazione dovuta alle crisi economiche accende una serie di domande, soluzioni ed espedienti, ma la tovaglia tirata da una parte e dall’altra continua a rimanere corta.

Do Dooni Chaar è stato girato completamente a Delhi con molto cuore e con pochi sforzi. A volte il solo calore liberato da interpretazioni genuine, credibili e oneste può bastare ad arricchire una trama scheletrica tanto da farla funzionare alla grande. Ma il sipario cala troppo in fretta. Purtroppo il climax arriva di colpo e sigilla la storia come la serranda di un garage, per esigenze di tempo il regista si è trovato a dover troncare con le cesoie l’evoluzione del film facendo nascere un prematuro lieto fine dentro il limite ( proabilmente imposto dalla Disney) di 118 minuti.


il mio giudizio sul film : *** 3,5 /5



RECENSIONI :

- THE TIMES OF INDIA ***

Semplice, dolce e sensibile: Do Dooni Chaar è un'ode alla categoria degli insegnanti. La famiglia Duggal è la più calda e la più realistica vista recentemente sul grande schermo. DDC va goduto per le deliziose interpretazioni di Rishi e Neetu Kapoor e dei due attori più giovani. E' una celebrazione della straordinarietà della gente comune offerta con verve e con gusto.
Nikhat Kazmi, 07.10.10 (Testo integrale. clicca qui.)


- HINDUSTAN TIMES ****
Questo film intrattiene in modo fenomenale, ed offre performance brillanti da parte di alcuni dei migliori attori cinematografici in circolazione, oltre a rappresentare un sorprendente, sicuro debutto per il regista. Affidatevi a Do Dooni Chaar e non rimarrete delusi.
Mayank Shekhar, 09.10.10 (Testo integrale clicca qui)



ANNO: 2010

TRADUZIONE DEL TITOLO : Due e due quattro

REGIA: Habib Faisal

DISTRIBUITO DA : Walt Disney Pictures


CAST:

Rishi Kapoor ……………………Santosh Duggal
Neetu Singh ……………………… Kusum
Aditi Vasudev ………………………Payal
Archit Krishna …………………Sandy


COLONNA SONORA: Meet Brothers & Anjan (testi di Manoj Muntashir)


SITO UFFICIALE DEL FILM : Clicca qui.


QUALCOS'ALTRO:

- Il titolo Do Dooni Char è lo stesso di una commedia del 1968 interpretata da Kishore Kumar

- L'attrice Neetu Singh aveva lasciato definitivamente le scene nel 1982 dopo il matrimonio con Rishi Kapoor, la coppia, prima del ritorno ufficiale con questo film, è apparsa per la prima volta insieme dopo decenni nel finale di Love Aaj Kal (ma solo per alcuni secondi), love story prodotta e interpretata da Saif Ali Khan.

- Tra i film più famosi della coppia Rishi & Neetu Kapoor, ricordo: Amar Akbar Anthony, Khel Khel Mein, Rafoo Chakkar , Doosra Aadmi e Kabhie Kabhie.


- Il successo di Do Dooni Char è stato una vera e continua sorpresa, dopo un box office promettente e ottime recensioni la vincita del prestigioso National Award come Miglior Film Hindi. Approfondimenti nell'articolo di Cinema Hindi.


29 marzo 2010

AMAR AKBAR ANTHONY



Trascinando in un vortice di commedia ad azione, amore a dramma, passando da situazioni incredibili ad altre normalmente quotidiane, Amar Akbar Anthony è una pietra miliare della scoppiettante filmografia anni Settanta. Potrei consigliarlo come l’esempio più classico di “lost and found movie” un genere molto in voga nei decenni postclassici del cinema indiano, la cui storia è intrecciata e sospesa nel tempo, i legami tra i personaggi si rompono, si confondono, per poi ritrovarsi nel corso degli anni. L’avvincente e variegato multi-starrer unisce in un solo film dalla trama rocambolesca i nomi di Pran, Nirupa Roy, Parveen Babi, Neetu Singh e Shabana Azmi, accanto ad un’eccezionale triade di protagonisti : Amitabh Bachchan, Vinod Khanna e Rishi Kapoor.

TRAMA
Ingannato da un potente gangster locale, Kishanlal vede sgretolare in un attimo la sua vita, la moglie tenta il suicidio e i suoi figli si dividono e si perdono mentre cercano di scappare. Adottati rispettivamente da una famiglia induista, da un sarto musulmano e da un parroco cristiano, ciascun ragazzo cresce in un contesto diverso: Amar diviene un ispettore di polizia, Akbar un gioioso musicista qawali e Anthony un impenitente contrabbandiere di alcolici. Ancora prima di conoscere la loro vera identità i tre si scoprono amici e le loro storie si intrecciano di nuovo.


Manmohan Desai è un vero mago dell’intrattenimento popolare. Apparentemente rustici e poco elaborati i suoi film incedono a ritmi pulsanti e nascondono una conoscenza profonda dei meccanismi di gradimento e coinvolgimento del pubblico.
Le tre storie hanno equivalente spessore e si alternano con vivacità ed equilibrio. La classe di Amitabh Bachchan trionfa nel sarcastico e simpatico personaggio di Anthony Gonzalves, che si ubriaca, lotta tra la polvere e ride dietro le sbarre ma è anche capace di trasformarsi in eroe romantico o campione d’eleganza, fino a saltare fuori da un gigantesco uovo di Pasqua sorprendendo gli ospiti con divertenti indovinelli, privi di senso, ma in perfetto British English. Quest’uomo ha dell’incredibile, sarete d'accordo con me.
Rishi Kapoor aggiunge quel tocco di energia scanzonata accanto alla sua luminosa e sempre sorridente Neetu Singh. A Vinod Khanna spetta invece il personaggio più bacchettone e meno loquace, nonché l’eroina più smorta, (Shabana Azmi) ma il tanto antipatico Amar della prima parte diviene molto meno serioso nella seconda, fino a meritarsi una standing ovation nella canzone che da il titolo al film, in cui si esibisce coperto di strumenti musicali in un mix di straordinaria follia.


Le scene più belle:
1) Medaglia d'oro al monologo di Amitabh Bachchan ubriaco davanti allo specchio. Da solo vale il prezzo del film. Uno dei momenti in cui Big B supera se stesso per ironia, stile e credibilità. Gustiamocela con calma e gettiamoci a suoi piedi.
2) La serenata di Rishi Kapoor sotto casa della sua bella, matta e divertente la canzone "Taiyyab Ali pyar ki dushman" / (Taiyyab Ali nemico dell’amore) nasce per essere un corteggiamento alla ragazza e finisce per diventare un attacco irresistibilmente velenoso al padre stizzito e tutto d'un pezzo.
3) La rivalsa di Kishanlal. L’uomo ordina al suo nemico di lucidargli le scarpe ripetendo al contrario l’umiliazione subita in passato. Dieci e lode ad un inossidabile Pran che trafigge lo schermo con una sola azzeccatissima scena.


Il mio giudizio sul film : **** 4/5


ANNO: 1977

REGIA: Manmohan Desai


CAST :
Amitabh Bachchan………………Anthony Gonzalvez

Rishi Kapoor…………………………Akbar Allahbadi

Vinod Khanna……………………… Amar Khanna

Pran……………………………………… Kishanlal

Parveen Babi………………………Jenny

Neetu Singh…………………………Salma

Shabana Azmi………………………… Laxmi

Jeevan………………………………… Robert

Nirupa Roy……………………………Bharti



COLONNA SONORA : Laxmikant & Pyarelal

PLAYBACK SINGERS: Mohammed Rafi, Kishore Kumar, Lata Mangeshkar, Mukesh, Mahendra Kapoor, Shailendra Singh

QUALCOS'ALTRO:
- Amitabh Bachchan si aggiudicò il Filmfare Award come miglior attore protagonista per la sua interpretazione nel film. Laximikant & Pyarelal vinsero nella categoria Miglior colonna sonora.
- Esistono remakes Telegu e Malayamal usciti negli anni ’80 intitolati Ram Robert Rahim e John Jaffard Janardhan
- My name is Anthony Gonzalves oltre ad essere il ritornello della canzone più popolare di Amar Akbar Anthony è anche il titolo di un film uscito nel 2008
- Nel film Baadshah, Shahrukh Khan improvvisa una veloce parodia del famoso discorso strampalato di Big B in inglese.
- Il nome Anthony Gonzalves viene usato come identità immaginaria dell'amico di Ajay Devgan in uno degli equivoci di Golmaal Returns (2008)

21 febbraio 2009

DOOSRA AADMI



Come molti altri film degli anni ’70, Doosra Aadmi è stato girato con un budget piuttosto limitato. Le locations, fatta eccezione delle sequenze montane della luna di miele, sono quasi sempre interni di case o uffici, intervallate da qualche scena per le vie di Bombay o strade campestri. Il film non nasce per essere spettacolare per musiche o immagini ma sceglie di puntare tutto sul profilo umano e psicologico, gli  attori, tutti belli, giovani e ricchi di talento  non faranno notare allo spettatore la semplicità della scenografia o l'assenza totale di originalità.

TRAMA :
Karan (Rishi Kapoor) e Timsi (Neetu Singh) sono giovani e ottimisti, gli basta conoscersi per pensare automaticamente al matrimonio e, malgrado le famiglie li invitino a riflettere prima di compiere un passo così importante, i due non li ascoltano e si sposano in segreto. All’inizio è tutto fantastico ma appena si presentano i primi problemi iniziano a vacillare. Timsi si confina in casa a lamentarsi e si corrode dalla gelosia mentre Karan si distrae con la sua brillante e misteriosa collega di lavoro (Rakee).Solo dopo aver sperimentato i propri limiti e le proprie debolezze, capiranno di essere abbastanza maturi per riprendere una nuova vita insieme.


Per tutta la prima parte del film siamo invasi da un’atmosfera leggera e sognante, come solo può esserlo il racconto di un amore adolescenziale. Il film vero e proprio inizia a svilupparsi dal primo ingresso di Rakhee sullo schermo; tutto fa in modo che la sua figura risulti il più misterioso possibile, la favolosa attrice dagli occhi di smeraldo  in Doosra Aadmi regala molto di più di quanto la storia abbia da offrire.

Del film apprezzo il modo in cui viene sviluppato il tema della crescita individuale attraverso il personaggio di Karan. Dal corteggiamento, carico di entusiasmo, attesa, al matrimonio,  l’espressione delle passioni- per ritrovarsi poi nell’età adulta, piena di responsabilità e impegni, dalla quale cerca di scappare attraverso l’inseguimento di una fantasia irraggiungibile e proibita. Nonostante stia rincorrendo un’infatuazione, Rishi Kapoor appare sempre pulito e disinteressato nelle sue intenzioni, Rakhee sembra quasi non essere una donna in carne ed ossa, quanto un’idea, un desiderio nato per restare patrimonio esclusivo dell’immaginazione.


Da vedere per:

- Non perdersi Rishi Kapoor sfrecciare con la sua auto a fianco di un treno in corsa per far colpo sulla sua Neetu Singh. La canzone di sottofondo "Pyaar Hua, Iqraar Hua Hai" è estratta dal film Shree 420, girato e interpretato dal padre Raj nel 1955.

- La moda degli anni ’70 a Bollywood. La adoro.
Le fantasie geometriche dei saree di Rakhee, le sue pettinature morbide e le strane fogge di occhiali che le fanno indossare.

- Ritrovare un meraviglioso Shashi Kapoor affiorare a sorpresa dal passato di Nisha.


Il mio giudizio sul film: *** 3/5


ANNO : 1977

TRADUZIONE DEL TITOLO: Il secondo uomo

REGIA: Ramesh Talwar (assistente di Yash Chopra in Silsila, Deewaar e Kabhi Kabhie)

PRODOTTO DA : Yash Raj Films


CAST :

- Rishi Kapoor …….. Karan
- Neetu Singh………..Timsi
- Rakhee ……..Nisha
- Shashi Kapoor…….. Il secondo uomo
- Deven Verma ………lo zio di Timsi
- Parishkat Sahni……..Bhisham


COLONNA SONORA : Rajesh Roshan

20 dicembre 2008

DEEWAAR




Bombay.
La foto della Marine Drive in un calendario prende vita, questa la prima vera scena del film, ciò che è stato incluso fino a quel momento può considerarsi solo un’introduzione ai personaggi.
Da quel preciso istante inizia veramente Deewaar, un film mitico, che ha consacrato Amitabh Bachchan al vertice dell’olimpo bollywoodiano e che l’ha convertito, insieme a Sholay, in un immagine simbolo per l’intera nazione.
Tutto nasce dalla vendetta.Un uomo innocente vittima delle calunnie viene accusato ingiustamente e dalla vergogna lascia per sempre la famiglia. Una madre fugge dal paese di campagna perché ossessionata dalle maldicenze e si ritrova in una grande città a svolgere i lavori più umili pur di tirare avanti. Due bambini, Vijay e Ravi, l’uno è determinato e orgoglioso, segnato per sempre da un orribile tatuaggio che i nemici del padre gli hanno lasciato, per non dimenticare. Ravi, al contrario, ha visto molto meno e questo lo ha aiutato a preservare la sua ingenuità ancora intatta.Gli anni passano e i due bambini diventano uomini. Vijay insegue la strada del crimine mentre Ravi, inconsapevole delle attività del fratello, diventerà difensore della giustizia.
Ma chi è dei due il vero eroe?
Il pubblico, malgrado il suo personaggio rappresenti valori negativi, continua  a stare dalla parte di Bachchan, c’è una tale nobiltà nelle sue azioni da giustificare ogni cosa, tanto che a un certo punto si inizia ad odiare Ravi e a sperare che non riesca mai a raggiungerlo, perché la sua figura nasce esclusivamente per annullarsi in Vijay.

Il grande Amitabh ci regala un’interpretazione sensazionale, come dimenticare una delle prime apparizioni dell’attore nel film, maestoso e impeccabile anche come caricatore di porto, con una sensualissima camicetta blu sbottonata? Come non ricordare ogni fotogramma della celebre lotta tra i bidoni di una rimessa? Vijay da solo contro tutti, irrequieto, conturbante, coraggioso, l’uomo pratico che si contrappone all’uomo di principi, personificato da Ravi.

Nel film troviamo tutto, una procace danzatrice che si esibisce per un pubblico di soli uomini, cocktail parties ad alto tasso di nicotina, festini bordo piscina ai quali Bachchan si presenta rigorosamente in completo crema con maglione a collo alto, a sottolineare ancora di più la sua superiorità da quella massa di ridicoli in boxer e bikini..
Sempre tenebroso quanto basta, misterioso ma non troppo, così che si mantenga intatto il rapporto di reciproca fiducia con gli spettatori, che entusiasti, sazi , sanno già che Vijay sta per diventare leggenda e chiunque, sarà pronto a perdersi nei suoi occhi sanguigni, sofferenti, al punto che, la vittoria di Ravi diviene puramente fittizia.La giustizia di Ravi trionfa “sulla carta”, in realtà, lo spettatore si strappa l’anima mentre vede morire Vijay, e questa scena mi richiama alla memoria improvvisamente un’altra immagine… Baazigar.
Non amo i paragoni, soprattutto tra due stelle di questo calibro, anche perché scegliere tra Amitabh e Shahrukh è come cercare di rispondere alla domanda: E’ più bella Roma o Venezia?
Nel finale di Baazigar ho ritrovato un’altra situazione in cui il bene “deve” trionfare per forza ma tutto fa in modo che ogni persona crolli ai piedi del cattivo mentre muore teneramente tra le braccia della madre, come se fosse il più indifeso degli esseri umani.
Ed ecco lo stesso brivido, il forte impatto delle immagini che rimane addosso per minuti e ore. Tanto in Baazigar quanto in Deewaar, il magnetismo di quell’attimo ci fa dimenticare ogni cosa. Chi è più in grado di riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?

Il mio giudizio sul film: ***** 5/5


CAST

Amitabh Bachchan ... Vijay Verma
• Shashi Kapoor ... Ravi Verma
• Nirupa Roy ... Sumitra Devi
• Neetu Singh ... Veera Narang
• Parveen Babi ... Anita

Regia di Yash Chopra

Anno : 1975

Traduzione italiana del titolo: Il Muro

Awards:

Filmfare Best Movie Award- Gulshan Rai - Producer
Filmfare Best Director Award- Yash Chopra
Filmfare Best Supporting Actor Award - Shashi Kapoor
Filmfare Best Story Award - Salim Khan & Javed Akhtar
Filmfare Best Dialogue Award - Salim Khan & Javed Akhtar
Filmfare Best Sound Award - M.A. Shaikh
Filmfare Nomination for Best Actor-Amitabh Bachchan
Filmfare Nomination for Best Supporting Actress-Nirupa Roy


INFO E CURIOSITA'

- A sopresa, Amitabh Bachachan non vinse il filmfare award per la categoria miglior attore. Dovrà aspettare altri 3 anni per poter stringere a sè la meritatissima statuetta.

- Nella sua attuale filmografia, Amitabh Bachchan ha interpretato un personaggio di nome Viajy ben 19 volte in altrettanti film. Il più recente: Nishabd di Ram Gopal Varma nel 2006, il più lontano nel tempo : Zanjeer di P.Mehra nel 1973.

- "Angry young Man" Definizione spesso attribuita ad alcuni personaggi nella carriera di Amitabh Bachchan, che, come in Deewaar , presentavano alcune caratteristiche comuni: giovinezza, fascino , grinta e sangue freddo, ma soprattutto, desiderio di vendetta, tormento, capacità di cavarsela da solo sempre e in ogni circostanza.

- Nel 1990 Amitabh è stato protagonista di Agneepath,film ispirato fortemente al classico di Yash Chopra

- Sempre Amitabh Bachchan ha girato un film nel 2004 proprio intitolato Deewaar, questa volta però si tratta di una sceneggiatura completamente diversa, e , titolo e interprete a parte, i due film non hanno nient'altro in comune.