Visualizzazione post con etichetta ATTRICE ANUSHKA SHARMA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ATTRICE ANUSHKA SHARMA. Mostra tutti i post

20 febbraio 2019

P K



Con questo film non mi raccapezzo. Cambio idea ogni due minuti. E' geniale? Una cazzata colossale? Boh. Sono (credo) sicura solo di un paio di cose: l'ho trovato troppo lungo per la storia che narra; il personaggio di PK mi ha molto divertito. Per il resto oscillo come un pendolo. Mi è difficile scrivere una recensione o esprimere una valutazione riassuntiva. Provo a sezionarlo, ma devo prima azzerare decenni di letture di romanzi di fantascienza (dimenticarmi, ad esempio, di Straniero in terra straniera, o di un capolavoro come L'uomo che cadde sulla Terra), e considerarlo una favola per adulti. 

1. Il soggetto, per il cinema indiano, è originale. L'idea alla base brillante. L'intenzione del tutto encomiabile. Uno strampalato alieno si scontra con le ambiguità e le complicazioni delle regole e dei riti di differenti credo religiosi. Un applauso al coraggio di Hirani: se sei in India e stanco di vivere, niente di meglio che criticare, anche bonariamente, la religione, e hai buone possibilità di ritrovarti cadavere.

2. La sceneggiatura arricchisce il soggetto con la storia d'amore di una ragazza indiana hindu e di un ragazzo pachistano musulmano. L'interpretazione dei due attori è freschissima, alcune scene sono godibili, ma devo ancora decidere se sentivo la necessità di questa sottotrama oppure no. Mi intriga di più la potenziale relazione fra PK e Jaggu.

3. I personaggi. Non saprei. Presi singolarmente (ed escludo il protagonista), sono piuttosto curati. Però c'è qualcosa, nelle loro interazioni, che non mi convince fino in fondo. Forse erano stati creati al di fuori del soggetto iniziale, e l'innesto nella sceneggiatura ha richiesto adattamenti che hanno causato qualche esagerazione e qualche implausibilità non accettabili in un progetto di questo calibro. PK è amabilissimo, anche se, come esemplare di un'avanzata civiltà aliena, un po' troppo sprovveduto (mollato sulla Terra per goliardia? I suoi colleghi d'astronave se ne volevano sbarazzare?). 

4. Le interpretazioni sono di buon livello. Saurabh Shukla merita una menzione speciale. Anushka Sharma è molto naturale (labbra escluse). Boman Irani addirittura affascinante. Il film è imperniato sulla figura di PK, ed è quindi Aamir Khan ad accollarsi la responsabilità maggiore. La superstar sembra divertirsi un mondo. Il suo personaggio è stralunato e pasticcione, combina disastri, crea scompiglio, fugge a precipizio inseguito da orde di devoti inferociti, imbastisce surreali (ma neanche tanto) conversazioni, eccetera eccetera. Non annoverando extraterrestri nel giro delle mie conoscenze (dovrò provvedere al riguardo), non posso valutare la credibilità della sua performance. Se considero il tono della pellicola e il tipo di cinema che Hirani predilige, direi che Aamir ha fatto un ottimo lavoro. E poi: esisteranno anche alieni buffi, no?

Arriviamo al punto cruciale. Il film ha raggiunto il suo obiettivo? Mi dico: il tema andava affrontato con più sottigliezza. Si dovevano sfrondare un po' le prediche religiose. Alcune sequenze forse andavano riviste. Poi mi dico: ma è una commedia, una pellicola di intrattenimento, cosa pretendo? Mi dico: PK è da guardare e riguardare per la bontà del messaggio e per alcune azzeccatissime scene. Poi mi dico: gli sceneggiatori dovevano lavorare con zelo maggiore su un progetto che meritava una realizzazione più raffinata. E via così da due giorni.
Come concludere? Mi è piaciuto? Non mi è piaciuto? Ma che ne so. Era meglio se questa recensione la scriveva LuceSole.

TRAMA

Là fuori c'è una civiltà tecnologica che gironzola nello spazio e - ahinoi - scopre la Terra. Nei cieli blu del Rajasthan si materializza un batuffolone volante. Atterra nel deserto, sputando un umanoide dalle orecchie a sventola, nudo come mamma aliena lo ha fatto. Cosa? Come si copre le pudenda? Ma con un monumentale mangiacassette a tracolla (voi no?).

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La prima apparizione di PK. Impagabile. Anche la seconda non è male, soprattutto per il quarto comandamento.
* La sua esilarante, affannosa ricerca di Dio. Statuette sacre con le batterie scariche, lo spavento per la crocifissione, Shiva che minaccia PK con un tridente in un bagno pubblico. E ricordatevelo bene domattina, davanti allo specchio, prima di decidere cosa mettervi: "Faith is connected to fashion".
* La battuta del personaggio di Boman Irani, giornalista televisivo: "Cercare Dio è religione, è trovarlo che è una notizia".

RECENSIONI

Rediff: ****
"The fact remains that PK is a ridiculously effective film, a triumph you are likely to walk away from with a gladder, lighter heart - and, perhaps, a moister handkerchief. (...) It's all cinematic saccharine, but then, given that Hirani takes the opportunity to aim some potshots at organised religion and its gatekeepers, is the familiar a worthy method to sneak in a message? A spoonful of sugar to make the medicine go down? (...) Aamir Khan is exceptional in PK, creating an irresistibly goofy character and playing him with absolute conviction. He laughs at his goblin-ears and walks around with his eyes on high-beam throughout the film, but his transformation isn't restricted to the physical. (...) This is an out-and-out Aamir film, and he soars. PK is no satire - it's a bit too toothless for that - but it is a rollicking mainstream entertainer with ambition to evoke some introspection, one with compelling moments and some genuine surprises".
Raja Sen, 19.12.14

Mayank Shekhar: ***
"Aamir Khan playing an alien PK is absolutely the finest thing about this movie. (...) In an obvious sort of way, this is also Aamir’s best performance yet. For one, his role has absolutely no reference points. (...) For the most part, he seems like a rather original and funny fellow: a short, slim weirdo with overstretched ears, lips red with betel juice, and eyelids that rarely blink. The film essentially works when he’s on screen. (...) PK himself is not the central focus of this film. This is not a sci-fi fantasy. The alien is only used as a device to make a point about humans in general. The reason for this is both simple and profound. Only someone equally distant and detached from this world might be able to objectively question how completely lunatic it is in the first place. Here we’re talking about religion. And you know just as well that humans just can’t talk about religion. It is not seen as an idea anymore. Religion has somehow got mixed up with race. (...) In that sense this hardcore mainstream Bollywood film aiming to set all-time records at the box-office that openly reveals and laughs at ridiculous ways in which humans kill, divide and dupe each other over religions that are basically companies with managers - whether Hinduism, Islam or any other - is laudable to start with. I hope it is watched and more importantly pondered over by masses across India and the sub-continent. (...) It’s also a Rajkumar Hirani movie almost all the way. I say almost, because unlike with his previous films, this script isn’t as sharp and seamless".
2014

Cinema Hindi: sono indecisa fra *** e ****, quindi vada per *** 1/2.
Punto di forza: Aamir Khan e il suo sconcertato, sconcertante PK (****); il messaggio.
Punto debole: la durata, alcuni scivoloni nella sceneggiatura.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - PK
* Anushka Sharma - Jaggu
* Sushant Singh Rajput - Sarfaraz, fidanzato di Jaggu
* Boman Irani - capo di Jaggu
* Saurabh Shukla - santone
* Sanjay Dutt - musicista itinerante
* Ranbir Kapoor - cameo

Regia: Rajkumar Hirani
Soggetto, sceneggiatura e dialoghi: Abhijat Joshi e Rajkumar Hirani
Traduzione del titolo: ubriaco, brillo
Anno: 2014

CURIOSITA'

* All'epoca della distribuzione del film, i danni alle sale indiane da parte di svitati estremisti religiosi erano stati per fortuna limitati.
* Sembra che Junaid, figlio di Aamir Khan, abbia assistito Hirani alla regia di PK.
* Leggete un po' qui: 'Director Rajkumar Hirani’s plans to finish shooting the first schedule of his next, PK, in Italy, have come to an abrupt halt. (...) He had reportedly said, “This portion I shall shoot in Italy with Anushka. Aamir will join us in December.” But now, news is that PK’s October schedule has been pushed forward altogether due to “weather issues” in Italy. “The climatic conditions have changed a lot. The days have become shorter. The sun comes out only around 12.30 pm and light begins to fade by 7 pm. And to top that, it is very cold. We won’t be able to shoot at length in such conditions,” informs an insider. As a result, the Italy schedule has been pushed even further. “We will shoot that portion after everything else is wrapped up by the middle of 2013 (...).” adds the source. (...) Besides Anushka, TV actor Sushant Singh Rajput is also part of the schedule that is to be shot in Italy'. Bad weather stalls shoot of PK, Prashant Singh, Hindustan Times, 8 ottobre 2012.
* Riferimenti a Bollywood: Amitabh Bachchan (semplice, perchè Lui è DIO).

GOSSIP & VELENI

* Nel gennaio di quest'anno Rajkumar Hirani è stato accusato di abusi a sfondo sessuale. Non mi sono ancora ripresa.

29 dicembre 2018

Z E R O



Zero di Aanand L. Rai è il film hindi di questo Natale. 
Anzi, no.
Zero di Aanand L. Rai sembra il film hindi di questo Natale, ma non lo è.
Lo sembra perchè è una storia effervescente e leggera, raccontata con garbo e calore. Diverte tantissimo, emoziona tantissimo. Si ride di gusto. Si piange. Si viene coccolati da un lieto (?) fine. Si esce dalla sala in pace con se stessi.
E non lo è perchè la storia è inusuale, briosa sì, ma dissacrante, maleducata, priva di pietismo. Con spunti interessanti disseminati qua e là. Il lieto (?) fine inganna. Si esce dalla sala col riso sulle labbra, salvo poi bloccarsi di colpo con la sensazione che qualcosa non torni.

Zero è uno sfavillante masala di: Natale, Bollywood, mega-divismo, effetti speciali, esagerazioni cosmiche, asettiche location estere (e oltre),
e di: cattiveria mordace, personaggi (anche) corrosivi dalle vite irriducibilmente vulnerate, registi/sceneggiatori in bilico fra cinema d'autore e popolare, mega-divi che si cimentano in ruoli stimolanti e autoironici (e suicidi), scoppiettante folklore da entroterra indiano. 
L'imperturbabile Aanand L. Rai con Zero apre la strada ad un nuovo modo di strutturare la narrazione bollywoodiana e di concepire l'eroe hindi e l'intrattenimento di massa.
Un applauso ai deliziosi dialoghi, ai personaggi ben definiti, all'originalità della trama, alla regia sempre presente, alle interpretazioni da urlo. Gli attori non protagonisti sono formidabili. Katrina Kaif una sorpresa: grande la sua Babita e sincera la sua performance. Anushka Sharma credibilissima e affascinante. Shah Rukh Khan esplosivo: Bauua è odioso, ma, plasmato dal Re al suo picco pirotecnico, diventa persino amabile, un buffo e sgarrupato mascalzone che non sai se sventrare o consumare di baci.

Zero sta combattendo al botteghino per incassare abbastanza da coprire almeno i faraonici costi di realizzazione. La critica è divisa. Gli spettatori mugugnano. Io devo aver visto un altro film.
A mio parere anche il famigerato, strampalato secondo tempo (pur di livello inferiore rispetto al primo) scorre via piuttosto fluido, non annoia, non è scontato. I tanto vituperati eccessi della sceneggiatura non scalfiscono l'ineccepibile finta serietà del regista. Rai non si scandalizza nè si lascia intimidire, imbriglia con stile gli eccessi e li relega sullo sfondo. Sono lo scenario, non la storia. 
Quanto a me, li ho digeriti senza ripercussioni nocive. La notte ho dormito. 

Zero è assolutamente da non perdere, per tutte queste ragioni e per mille altre che non ho notato e/o che ho dimenticato. E' da assorbire con occhi, orecchie e cuore spalancati. E' come il cinema dovrebbe essere e a cui perdoni tutto. Zero è splendido, pessimo, coinvolgente, deludente, esilarante, soporifero, intelligente, banale. E' stellare. E' pura magia.

TRAMA

Bauua non è alto. Ed è stronzo. Ma quando vuole incanta. I suoi sono sogni bollywoodiani. Aafia non balla. Ed è noiosa. Ma quando vuole incanta. I suoi sono sogni cosmici. Babita è alta. Sa ballare. Si lascia adorare. Ma non sogna più. Le loro orbite si intersecano, provocando scintille, attriti, fughe. E a proposito di fughe: Bauua andrà molto, molto lontano.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* L'ingresso in scena di Bauua: in pieno stile Spaghetti Eastern.
* La battuta finale di Babita.
* Il suggerimento del padre di Bauua al consuocero, il giorno delle nozze.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* La visualizzazione del brano Husn Parcham.

RECENSIONI

Hindustan Times: ***1/2
"It is a strange film, one that lets Shah Rukh Khan do what he does best (...) but also a film that takes him where we wouldn’t expect. Zero becomes odder and odder as it goes along, and while the end is impossible to take seriously, the entire film is meant to be a fable. (...) The first half of Zero is flat-out fantastic, an unabashed charm-offensive from Rai, Khan and the film’s writer Himanshu Sharma. The dialogues crackle with spontaneity and inventiveness. (...) It is as the film continues, and gets more fanciful, that the seams start to show. Rai is aiming high with this fable, but gets caught up in issues characteristic of his cinema. The film threatens to become yet another romanticisation of an obsessive hero who refuses to go away, and to take no for an answer. Rai aces the small-town milieu, but as the film outgrows Meerut, its wit dries up while the drama heightens. This is where the film should have embraced the lunacy and gone entirely bonkers. The melodramatic approach robs Zero of its essential lightness, and the metaphor becomes clumsier. (...) Shah Rukh Khan measures up. The visual effects lack continuity (...). The actor glosses over this with a dominating performance and tremendous energy. Bauaa Singh is a severely flawed character made irresistible by his pluck, and it’s remarkable how much Khan brings to the part. And he remains the best lover in the business".
Raja Sen, 22.12.18

Mid-Day: **
"Zero jerkily jostles between heartland, rustic realism (...), and a far-out romantic fantasy, vaguely along the lines of SRK's wonderfully sorted Om Shanti Om (2007), also partly set in show-biz. You're in fact bored rather than bothered by all the travels on screen". 
Mayank Shekhar, 21.12.18

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: la regia, la magia, Shah Rukh Khan.
Punto debole: alcuni eccessi della sceneggiatura nel secondo tempo.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Shah Rukh Khan - Bauua 
* Anushka Sharma - Aafia 
* Katrina Kaif - Babita 
* Mohammed Zeeshan Ayyub - Guddu, amico di Bauua
* Tigmanshu Dhulia - padre di Bauua
* Abhay Deol - ex-fidanzato di Babita
* R. Madhavan - fidanzato di Aafia
* Salman Khan - special appearance
* Sridevi, Kajol, Rani Mukherjee, Juhi Chawla, Deepika Padukone, Alia Bhatt, Karisma Kapoor - cameo

Regia: Aanand L. Rai
Sceneggiatura: Himanshu Sharma
Colonna sonora: Ajay-Atul
Anno: 2018

CURIOSITA'

* In occasione delle festività natalizie, in India sono stati distribuiti diversi film interpretati da star di grosso calibro, fra cui Maari 2, in lingua tamil, con Dhanush, e il fantascientifico Antariksham 9000 KMPH, in lingua telugu. La pellicola che sta incendiando il botteghino e dando filo da torcere a Zero è K.G.F Chapter 1, in lingua kannada, distribuita anche in versioni doppiate in altre lingue indiane, hindi inclusa.
* Il premio Nobel Malala ha apprezzato Zero: clicca qui.
* Un esempio dell'isteria in sala suscitata dalla special appearance di Salman Khan? Clicca qui.
* Commento di Anurag Kashyap in Twitter: "Tragedy of SRK is when he experiments people want him to be the same old SRK that they have loved & when he plays into it, they say why does he not try new things. I would hate to be in SRK’s place. Bcoz people expect him to cater to their expectations, not knowing what they want".
* Commento di Shekhar Kapur in Twitter: "Shahrukh Khan’s performance in #Zero is pretty amazing and I hope he goes on experimenting with ‘out of the box’ characters".
* Sridevi appare per l'ultima volta su grande schermo in un cameo. Da brivido. 

GOSSIP & VELENI

* Eh? Kajol e Rani Mukherjee a braccetto? Ho visto bene?

07 agosto 2017

JAB HARRY MET SEJAL



JHMS non è un film entusiasmante, però mi è piaciuto malgrado gli innegabili difetti. 
Qualcosa nel personaggio di Harry (e nell'interpretazione di Shah Rukh Khan) mi ha toccato. Harry è intrigante. Uno che con le donne ci sa fare, e sa anche ferirle. Uno che è meglio perderlo che trovarlo. Che nella vita ha combinato poco o niente. Che convive con un rimorso forse immotivato ma ingigantito dallo scorrere del tempo. Che nasconde un grumo di solitudine e di insoddisfazione. 
Niente di nuovo, se non fosse che SRK si diverte un mondo nel ruolo del bastardo infrequentabile, ed io con lui. Ci sono lampi di KANK e di Chak De! India negli spigoli di Harry, e non potrei chiedere di più. Nei titoli di testa, commentati dallo stupendo brano Safar (standing ovation per Pritam e per il timbro ruvido di Arijit Singh), Harry entra in scena senza alcuna enfasi bollywoodiana e spara le mie aspettative alle stelle. 
Però, per diventare un personaggio non solo intrigante ma anche interessante, manca qualcosa. Imtiaz Ali, pur avendo le idee chiare su Harry, pecca di pigrizia e lo schizzo non si perfeziona. Imtiaz rimane in superficie e decide di non esplorare tutte le potenzialità di Harry.
Ho dovuto ridimensionare le mie aspettative, e lasciarmi andare sull'onda del carisma oceanico di SRK. L'attore si accolla la responsabilità di un personaggio incompleto e di un film gracile. E ne esce bene. Anche Harry, tutto sommato.

Sejal, al contrario, è fuori fuoco. Instabile. Frulla vivacità, sfrontatezza e paure. Imtiaz non riesce ad inquadrarla, e dipinge con tonalità accese un personaggio chiassoso e in parte implausibile. Sejal oscilla, corre via, torna, scappa di nuovo, sconcertando sia Harry che gli spettatori.   
Sembra che in Sejal tutto ruoti intorno alle sue insicurezze sessuali, e che Harry sia il maschio prescelto a scioglierle. Sejal, eroina moderna, non esita a chiedere (lecito). Non è abbastanza moderna però da accettare un no come risposta, e rifiutare è un diritto, tanto femminile quanto maschile. Sejal è anarchica, maleducata, molesta. Ma fortunata: Harry, contro ogni logica, si innamora.
Anushka Sharma è un'attrice diligente che si impegna nel ruolo, però Sejal sfugge anche a lei. 

Risultato? Una narrazione poco godibile, che risente degli umori e delle lacune di Sejal, e che impedisce a Harry di mostrare spessore. Alla fine tutto è perdonabile - il pretesto debole dell'anello, la sceneggiatura asfittica, la ripetitività, alcuni aspetti un po' forzati -, dal momento che JHMS è sostanzialmente la storia della relazione fra Sejal e Harry. Ma se uno dei due personaggi non funziona, allora la struttura si incrina.

TRAMA

Sejal, figlia di un ricchissimo commerciante di gioielli, è in viaggio in Europa con la famiglia e con il fidanzato Rupen. Harry è la loro guida turistica. Al momento del ritorno in India, Sejal si accorge di aver perduto l'anello di fidanzamento, appartenuto alla nonna di Rupen. Il ragazzo minaccia di annullare le nozze. Sejal allora si rifiuta di partire e, accompagnata da Harry, cerca l'anello.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Sejal chiede ad Harry di recitare la parte del fidanzato per aiutarla a ricordare. Manco a dirlo: SRK ci regala il meglio di sè e ricorda a noi, se mai ce ne fosse bisogno, perchè lo amiamo.
* Harry ritrova Sejal e si dichiara. Qui è Imtiaz Ali ad offrire il meglio di sè e a permettere a SRK di fare un figurone.
* I celebri manierismi di SRK. Non ne ho mai abbastanza. Sarò grave?

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* L'incontro fra Sejal e l'ex fidanzata di Harry. Al momento sembra una scena divertente, che però lascia in bocca un gusto cattivo.
* Perchè Harry piange? Imtiaz: cosa mi combini? Lo sai che ho il cuore di pietra, dài.

GIUDIZIO: ***
Punto di forza: l'interpretazione fascinosa di Shah Rukh Khan (****).
Punto debole: il personaggio di Sejal, la narrazione infelice.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Harry - Shah Rukh Khan
* Sejal - Anushka Sharma

Regia e sceneggiatura: Imtiaz Ali
Colonna sonora: Pritam
Fotografia: K.U. Mohanan
Montaggio: Aarti Bajaj
Traduzione del titolo: Quando Harry incontrò Sejal
Anno: 2017

Vedi anche:
recensione di LuceSole.

CURIOSITA'

* Riferimenti a Bollywood: Deepika Padukone.
* Riferimenti all'Italia: per un secondo viene mostrata un'immagine del Colosseo. Harry pronuncia la parola espresso.

GOSSIP & VELENI

* Il titolo del film, male accolto in India, sembra sia stato suggerito da Ranbir Kapoor.


(Grazie a Uday e a Jogi di Italy Indian Cinemas, e al cortese signore della biglietteria del Cinema Ariosto di Milano).

jab harry met sejal



datemi shah rukh khan in versione sciupafemmine stropicciato ed io sono in pace col mondo.
poi certo ci sono inezie come la sceneggiatura piatta o i dialoghi non a fuoco o quell'anatra di sejal da schiacciare con una pressa.
ma non mi asciugate. è agosto. sono crocifissa a milano. 90 gradi in frigo. pietà.
datemi shah rukh khan col dito nell'ombelico (non il suo). sbattuto fuori dall'ingrata di turno (ma sei scema? SEI SCEMA? harry: vieni a sciuparmi a casa mia che ti incateno al contatore del gas). che dardeggia sguardi lascivi. che grida luceeeeee all'oceano. ed io sono in pace col mondo.

#JHMS senza sciarùk: gesù che spavento. anche no. inconsistente confuso implausibile. l'anello è pure una schifezza. non succede una mazza e quel poco che succede era meglio che non succedeva. tutto un vorticare di aeroporti piazze chiese che mi gira la testa. l'anatra che starnazza sentenzia legifera rompe i coglioni. implacabile. abbattetela. scusa anushka. tu non c'entri.

#JHMS con sciarùk: National Award for best film.

applauso:
all'idea al sentore al sapore di harry nei titoli di testa e al brano di commento (safar. MAGNIFICO). alla tecnica del fidanzato perfetto (maschietti: osservare&imparare). alla dichiarazione finale (sprecata per l'anatra). a shah rukh khan che col suo ruvido incontenibile carisma colma i vuoti di harry.

però:
sejaaal! non è che devi menarmela allo sfinimento che hai soldi che non sei sistertype e che ti vuoi sbattere harry! eccheppalle. HO CAPITOOO. 
harrrry! il toyman con l'anatra no che è pure contronatura! e NON frignare!
come? basta un viaggio in europa e anche un'anatra stronza e infantile diventa umana? difficile se l'italia è esclusa.

(spoilerrrr)
L'ANELLO E' SEMPRE STATO NELLA BORSA. il primo posto dove guardereste? come siete prevedibili.


e quindi insomma JHMS è bruttarello ma mi è piaciuto. mi sono anche divertita. certo che Imtiaz: non ti veniva mica l'artrite ad approfondire il personaggio maschile. impagliavi l'anatra. chiamavi il film harry. ed io ero felice.

eLLeSSeDì

15 luglio 2016

SULTAN

diretto da Ali Abbas Zafar, con Salman Khan, Anushka Sharma, Kumud Mishra, Anant Sharma, Amit Sadh e Randeep Hooda (cameo).

Settimana scorsa è successa una cosa eccezionale: uno dei film programmati per Eid, occasione in cui tradizionalmente escono le pellicole più attese dell'anno, i blockbuster annunciati, quelli che tutti fremono per vedere e che faranno il botto, è stato distribuito, non solo in tutto il mondo, come sempre, ma anche in Italia.
Questa incredibile novità, che al pensiero ancora i battiti del cuore accelerano, la si deve a due giovani indiani, Jogi e Uday, che studiano a Milano e che, con un non comune spirito d'iniziativa, tanta passione e forse un po' d'incoscienza, hanno compiuto l'impresa.
Dopo aver fondato l'associazione Italy Indian Cinemas - IIC, venerdì 8 luglio hanno riempito il Cinema Beltrade di Milano con un sold out che riecheggia piccolo ma gigantesco quelli che certamente si sono registrati nelle sale di tutta l'India.
Jogi e Uday non si fermano (perché dovrebbero? Sono riusciti dove nessun grande distributore ha osato), Sultan è in replica il 16 e il 17 luglio, sempre al Beltrade di Milano. E la settimana successiva  è atteso in cartellone niente meno che Kabali con la super star tamil Rajinikanth.
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE.

LA TRAMA
Aakash Oberoi è il fondatore di un campionato di MMA (arti marziali miste) di scarso successo. Per evitare il fallimento, Aakash, consigliato dal padre, è alla ricerca di un campione che porti lustro all'imminente prossima edizione del torneo e ne salvi le sorti. Il prescelto è Sultan Ali Khan, imbattuto campione di wrestling ritiratosi dallo sport, che però rifiuta decisamente la proposta di Aakash.
Qual è la storia di Sultan? Che cosa lo ha allontanato dai combattimenti quando era all'apice del successo?

SECONDO ME **** 4/5
Il film si apre con la folla che inneggia: Sultan, Sultan, Sultan, ma potrebbero benissimo scandire Salman, Salman, Salman.
Gridano Sultan e nella mia testa risuona Salman.
Lui arriva, prima inquadrato di spalle, poi mentre afferra una manciata di terra, "the son of soil" recita la title song, infine nell'arena con indosso i suoi muscoli e degli slip neri. Ed è credibile, e regge la scena, e strappa gli applausi nel film e fuori.
Sono i suoi quasi trentanni di carriera, il suo status di superstar ma soprattutto il suo carisma innato che gli permettono una così gloriosa entrata in scena. Il migliore degli inizi.
Rohit Vats per Hindustan Times ha scritto: "Zafar further breaks the film into three distinct acts, and the actor excels in each of them. From playing a done-and-dust homegrown wrestler to a wonder-boy of freestyle fighting, you see Salman put up a performance like never before". La recensione completa.
Salman Khan e la sua interpretazione sono il cuore del film ma negli ultimi anni il divo non solo è diventato il re del botteghino ma è capace di mettere le mani su copioni piuttosto validi, di intrattenimento ma tutt'altro che sciocchi o banali.
Sultan è esattamente questo, un film d'intrattenimento con un buon script che contiene elementi di prevedibilità ma non meno godibile (ammesso che l'imprevedibilità nel cinema sia un valore, a questo proposito si sono visti anche di recente sforzi per stupire che dimostrerebbero il contrario).
La costruzione della trama è buona, la narrazione scorrevole,  la storia d'amore tra i due protagonisti è risolta con leggerezza e humor senza imbarazzanti scene che costringano un attore cinquantenne che corteggia una trentenne a prendersi troppo sul serio.
Anushka Sharma, con un bel personaggio tra le mani, aggiunge intensità  e spessore. I comprimari sono tutti bravi, in particolare si distinguono Kumud Mishra e Anant Sharma per naturalezza ed ironia.
I dialoghi, scritti da Ali Abbas Zafar, che dirige e che è anche autore della storia, sono vivaci, efficaci, a volte persino significativi e d'impatto.
Le musiche di Vishal–Shekhar sono indispensabili, belle, trascinanti ed emozionanti.
La prima parte del film, la più leggera, è molto divertente, spiritosa. Quando si passa al dramma la cosa diventa ancora più interessante, Salman mostra nella sua interpretazione qualcosa di nuovo.
Qualcuno ha pensato a Rocky, a me è venuto in mente The Wrestler, film del 2008 con Mickey Rourke, ma al di là dei paragoni, Sultan ha la dignità di un film a sé, il ritratto di un uomo solo, sconfitto dalla vita che lotta contro se stesso  in cerca di una qualche redenzione, non lascia davvero indifferenti.

Sultan è proprio il film che si spera di trovare per le feste come Eid o Diwali, gustoso, soddisfacente, grasso nei contenuti e nella durata, ricco di scene comiche, di canzoni, ma anche con qualche spunto più serio.
Zafar va incontro alle aspettative del pubblico come ormai pochi sanno fare, cioè con gusto ed intelligenza. Salman, che si offre sempre generosamente, motiva una volta di più il suo incredibile successo.
Un ottimo lavoro, una pellicola che infiammerà i botteghini e che abbiamo già voglia di rivedere.

Il brutto:
- Se proprio vogliamo trovare qualcosa, la questione dell'autonomia delle donne affrontata parzialmente attraverso il personaggio interpretato da Anushka è appunto solo accennata. Forse avrebbe meritato un maggior approfondimento.

Il bello:
- Il cameo di Randeep Hooda, perché è vero che quest'anno lo mettono dappertutto anche quando non c'entra e qui c'entra meno che altrove. Ma sul serio vogliamo pensare che Randeep infilato in un'usurata felpa con cappuccio sia fuori posto?
- La corsa parkour style dietro agli aquiloni.
- Tutte le scene di lotta (impresa impossibile rendere appassionante uno sport come il wrestling? Pare di no).
- Il crollo del nostro eroe davanti allo specchio.
- Lo sponsor di Sultan per il torneo di MMA.
- La scena finale del film, sui titoli di coda.

CURIOSITA'
- Sultan è stato proiettato anche a Bergamo e a Roma.
Oltre che a Milano, è ancora in programmazione nella Capitale il 17 luglio (info).
- Un articolo della Repubblica in cui si parla di Jogi e Uday.
- Salman Khan canta Jag Ghoomeya, una delle canzoni della colonna sonora. L'articolo di India Today.
- Sultan è il decimo film consecutivo con Salman Khan ad entrare nel 100 crore club.
- Questa è la prima volta in cui Salman e Anushka lavorano insieme.
- Le coreografie sono niente meno che di  Farah Khan e Vaibhavi Merchant.

Il trailer di Sultan

06 settembre 2013

JAB TAK HAI JAAN

Yash Chopra è deceduto il 21 ottobre del 2012, Jab tak hai jaan è il suo ultimo film. Pur non volendo far torto in primo luogo a questo famosissimo autore, produttore e regista, lasciandoci influenzare nel giudizio dalla sua scomparsa, è innegabile che l'ultimo suo lavoro, portato a termine ad ottant'anni compiuti, dopo cinquant'anni di carriera, ha un suo intrinseco interesse.

TRAMA

Samar Anand (Shahrukh Khan) è un artificiere dell'esercito indiano. Attraverso un'intrepida giornalista, Akira Rai  (Anushka Sharma), che si interessa alla sua storia, scopriamo del suo amore mai dimenticato per Meera Thapar (Katrina Kaif), incontrata a Londra, dieci anni prima, quando Samar era cantante di strada e cameriere.

RECENSIONI

The Times of India ***1/2
Jab Tak Hai Jaan è il canto del cigno di Yash Chopra, il grande padre del genere romantico. Ogni fotogramma è ritratto alla perfezione, le emozioni sono ben sfumate. Ma c'è un sostanziale difetto: la storia di Aditya Chopra è stereotipata.
Shah Rukh Khan è la spina dorsale di JTHJ. E' carismatico come innamorato ed enigmatico come ufficiale dell'esercito.
Katrina Kaif grazie ad un look intelligente appare splendida. Inoltre durante la canzone Ishq Shava è bella da guardare, sta diventando una ballerina di film drammatici bollywoodiani. Ma quando è ora di saper gestire scene emotive ed intense, Kat rimane una bambola Barbie, bella ma di plastica.
Anushka Sharma è un piacere per gli occhi, ideale per la parte di una ragazza che parla no-stop. Ha una perfetta figura ma porta il peso di un ruolo insoddisfacente.
Francamente se qualcuno chiedesse qual è il valore aggiunto di JTHJ, sono le immagini dei titoli di coda, dove si vede Yash Chopra scherzare con i suoi attori, immerso in intensi confronti con i suoi collaboratori. Fanno venire un groppo in gola perché il film è stato realizzato così vicino alla sua scomparsa.
Un consiglio: Jab Tak Hai Jaan non vi piacerà se il romanticismo sdolcinato non fa per voi. La pellicola non ha l'intensità di alcuni altri precedenti film sentimentali di Yash Chopra come Daag, Kabhie-Kabhie, Silsila e Chandini. Ma ha ancora il tocco dell'uomo che ha realizzato alcuni dei migliori romantici lavori a Bollywood. 
Meena Iyer, 12.11.2012
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
In quale mondo una bella, favolosamente ricca ragazza che gira per Londra in una Bentley guidata da un autista, si innamorerebbe di un cameriere? Ma nel mondo di Yash Chopra, ovviamente!
Aiuta moltissimo che il cameriere sia interpretato da Shah Rukh Khan con un fascino a livelli abbaglianti. In ogni caso non si va a vedere un film di Yash Chopra per immergersi nel realismo o nella complessità di una relazione. Si va per partecipare alla fantasia di un amore idealizzato che fa perdere i sensi, e Jab Tak Hai Jaan soddisfa pienamente in questo.
Questa pellicola presenta tutti gli elementi che si desiderino da un lavoro di Yash Chopra, meravigliose locations in UK e nel Kashmir, sfarzose canzoni e tre nobili personaggi che lottano con integrità contro i loro personali obblighi.
Ma quello che Jab Tak Hai Jaan non ha è una trama coerente. Attraverso una serie di colpi di scena poco convincenti, il cameriere diventa un ufficiale dell'esercito, un esperto artificiere, niente di meno.
La storia di Aditya Chopra è grossolanamente artificiale e sul filo del ridicolo.
Non sono rimasta coinvolta dalla storia, ma mi hanno convinto le interpretazioni sincere.
Tutti e tre, Shah Rukh, Katrina and Anushka, sono eccellenti.
E signore, prendete nota: Shah Rukh è senza sforzo il più affascinante ufficiale del cinema Hindi dai tempi di Balraj Sahni in Haqeeqat, e in questo film ha finalmente infranto la sua regola di non baciare sullo schermo.
E' possibile ammirare anche la sua capacità di interpretare l'eroe romantico.
Glielo abbiamo visto fare per due decadi ma lo rende ancora ammaliante.
Jab Tak Hai Jaan  è troppo pasticciato per coinvolgere. Per quasi 180 minuti, richiede un'enorme pazienza. Ma io raccomando di vederlo.
Perché solo Yash Chopra può rendere lo struggimento così attraente e nobilitarlo al punto che il suo eroe lo porti come un distintivo d'onore.
Anupama Chopra, 13.11.2012
La recensione integrale.

Diana ***1/2
Per godere di ciò che Jab Tak Hai Jaan offre dovete essere pronti a quella che Coleridge chiamava "volontaria sospensione dell'incredulità momentanea". 
Le circostanze della storia non stanno in piedi ed oltre ad essere assurde, spesso sono fastidiose. Personalmente trovo il ruolo determinante dato alla fede, a Dio, incomprensibile e difficile da sopportare, ma ognuno può valutare secondo il proprio gusto quali siano gli aspetti del film più irritanti o ridicoli. C'è davvero l'imbarazzo della scelta.
Se decidete però di disinteressarvi della verosimiglianza e riuscite a superare il secondo problema: non sentirvi stupidi per quello che state guardando e che magari vi sta pure piacendo, che cosa avrete in cambio?
Una pellicola grandiosamente confezionata che non bada a spese, scenari strepitosi, musiche allegre e coinvolgenti, un drammone sentimentale che vi strapperà, contro il buon senso e la vostra volontà, più di un'emozione, e un pieno di Shah Rukh Khan da urlo.
Se non vi basta sappiate che Jab Tak Hai Jaan mette in scena la sfida del secolo: SRK vs Jesus. E che qualcuno pensa che solo in cielo ormai si potesse trovare un avversario degno del baadshah di Bollywood.
Chi la spunterà?

Il bello:
- Un minuto di silenzio per l'entrata in scena di SRK, in moto, tuta mimetica e occhiali a goccia.
- Durante una serata in discoteca, Samar si presenta scherzosamente a Meera con il nome di Raj e Meera risponde che il suo è Tina. Subito Samar chiede: italian?
 Dopo gli "spaghetti bolognese" di Don 2, questo "italian" pronunciato da SRK comincia a farci pensare che il re abbia un debole per noi. Aaaah lasciatemi sognare...
- La tenerezza di Samar per la giovane Akira. Il desiderio che lei realizzi i suoi sogni e non rinunci alle sue passioni dimostra che la scorza del tormentato artificiere non è irrimediabilmente indurita.
- Il video della canzone Ishq Shava che mette in luce quella che evidentemente, secondo la Yash Raj Fims, è la caratteristica più importante di Katrina Kaif: la sensualità.
- I titoli di coda con Yash Chopra che lavora, già visibilmente debilitato, fanno stringere il cuore.

Il brutto:
- Challa è una canzone fresca e carina ma onestamente la sequenza in cui SRK gira per le strade di Londra con la chitarra in spalla è imbarazzante.
- Anche se SRK interpreta in modo apprezzabilmente diverso il giovane e ottimista Samar del primo tempo dall'ufficiale più amareggiato e disincantato del secondo, in nessun mondo possibile e non, King Khan può passare per un ventottenne.
- La battuta secondo la quale la dottoressa che si occupa di Samar sarebbe omosessuale. Non è divertente ed è una caduta di stile.
- Le co-protagoniste, Katrina Kaif e Anushka Sharma, sono al loro meglio, soprattutto esteticamente. Il loro look, come quello di tutta la pellicola, è curato e impeccabile, eppure mancano di luce. Nessuna delle due ha la presenza sufficiente, accanto a SRK sembrano figurine di cartone, di secondo piano. Spente e piatte.
- Aditya Chopra.
La sceneggiatura di Jab Tak Hai Jaan non solo è brutta, è anche vecchia, antiquata. La concezione del film  ricorda davvero "quelle di una volta" ma in senso negativo. Niente di più lontano dalla freschezza di DDLJ.
Addio Aditya, ti abbiamo perso definitivamente.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Samar Anand - Shahrukh Khan
Meera Thapar - Katrina Kaif
Akira Rai - Anushka Sharma
il padre di Meera - Anupam Kher
Pooja, la madre di Meera - Neetu Singh
Imraan - Rishi Kapoor
Dr. Zoya Ali Khan - Sarika Thakur
Frank - Andrew Bicknell
Zain - Sharib Hashmi
Maria - Jasmine Jardot
Captain Jagdeep Deewan - Gireesh Sahedev
Captain Kamal Singh - Amarinder Sodhi

Scritto da Aditya Chopra e Devika Bhagat

Diretto da Yash Chopra

Musiche di A.R. Rahman

Coreografie di Vaibhavi Merchant

Prodotto da Aditya Chopra

Distribuito da Yash Raj Films

Anno 2012

AWARDS

Zee Cine Awards 2013:
Best Actress in a Supporting Role - Anushka Sharma
Best Singer Female - Shreya Ghoshal for Saans
International Film Icon - Male - Shahrukh Khan
International Film Icon - Female - Katrina Kaif
Power Club Box Office Award - Yash Chopra

Filmfare Award 2013:
Best Actor In A Supporting Role (Female) - Anushka Sharma
Best Lyrics - Gulzar for Challa
Filmfare Award for R.D. Burman Award - Neeti Mohan for Jiya Re
Lifetime Achievement Award - Yash Chopra for all his films

Stardust Award 2013:
Best Actor (Editor's choice) - Shahrukh Khan
Star of the Year - Male - Shahrukh Khan
Best Actress - Comedy/Romance - Anushka Sharma

International Indian Film Academy (IIFA) 2013:
Performance in a Supporting Role (Female) - Anushka Sharma
Forever Director - Yash Chopra
Digital Star of the Year - Shahrukh Khan

Qui tutti gli altri awards vinti da Jab tak hai jaan.

CURIOSITA'

- Il titolo del film, Jab Tak Hai Jaan, è ispirato alla canzone, Haa Jab Tak Hai Jaan, parte della colonna sonora di  Sholay.
- Alcuni dei suggestivi scenari meravigliosamente filmati da Yash Chopra sono del Kashmir e del Ladakh. Quest'ultima location pare sia stata suggerita dallo stesso Shah Rukh Khan che la conosceva per esserci stato in occasione delle riprese di Dil se..
- Due settimane prima della premiere di Jab Tak Hai Jaan, Ajay Devgn, il cui film, Son of Sardaar, era in uscita nello stesso fine settimana, a Diwali, ha mandato una notifica alla Competition Commission of India accusando la Yash Raj Films di monopolizzare il mercato occupando la maggior parte delle sale cinematografiche. E' probabilmente per questo motivo che Ajay e sua moglie, la splendida Kajol, perfetta e adorata partner di SRK in grandi successi, sono stati praticamente gli unici a non presenziare alla speciale proiezione di Jab Tak Hai Jaan, del 12 novembre 2012 a Mumbai, in commemorazione di Yash Chopra.
Un'idea delle numerosissime star che non hanno voluto mancare all'evento in questo video.
- E' proprio vero, dopo anni in cui il re di Bollywood continuava a ripetere che non avrebbe baciato nessuna delle sue co-star, il tabù è stato infranto. Ma non aspettatevi niente di sconvolgente, si tratta di un timoroso  e poco entusiasta sfiorarsi di labbra che mal si addice a due appassionati innamorati. Si assiste come ad un evento storico ma Shah Rukh sembra più a suo agio a distanza, quando sfodera il carisma innato e l'ormai dolorosamente noto sguardo assassino.

Il sito ufficiale del film.

Uno speciale ringraziamento a Treme per la sua collaborazione a questo post e per aver offerto un punto di vista diverso quanto appassionato sul film.

22 aprile 2013

MATRU KI BIJLEE KA MANDOLA

 

Vishal Bhardwaj è uno dei nomi per i quali vale la pena convertirsi a vita al credo bollywoodiano. Il regista che si è cimentato in originali rivisitazioni shakespeariane a mano ferma e senza timore alcuno continua a dar vita a imprevedibili progetti che pochi oserebbero anche solo immaginare.  Il V.Bhardwaj che preferisco è proprio quell’uomo che si butta senza paracadute e che crede fermamente nella forza dei suoi personaggi, l’autore che mentre pensa alle sue storie si commuove, si diverte e al tempo stesso se la ride, sapendo quanto l’ironia sappia rendere indelebile e facilmente fruibile qualsiasi messaggio. 
 
 
TRAMA
Harry Mandola (Pankaj Kapoor), proprietario di ampi territori agricoli in Haryana, progetta la costruzione di un nuovo polo industriale e residenziale. Mandola ha due ossessioni : Il denaro e la birra, ma un solo punto debole : la figlia adolescente Bijlee (Anushka Sharma) fidanzata con il figlio idiota (Arya Babbar) della sua socia in affari (Shabana Azmi).  Matru (Imran Khan), amico d’infanzia di Bijlee,  organizza il malcontento dei coltivatori ma i piani in atto risultano difficili da frenare.
 
 
ADORO  Matru Ki Bijlee Ka Mandola.  A Bhardwaj vorrei stringere la mano e complimentarmi per la sua irresistibile follia, per la capacità di oscillare dal realismo al delirio senza dare spiegazioni o chiedere scusa. Mi piace la libertà che ne traspira, mi piace l’idea che la scena più intelligente possa essere seguita da quella più stupida, mi piace vedere che c’è qualcuno che gira esattamente quello che vuole girare, senza pentimenti del giorno dopo e senza timore dei commenti negativi.
 
ADORO  Imran Khan e Pankaj Kapoor.  Perché i due attori sono la coppia cinematografica che non mi aspettavo, i loro duetti comici al limite del demenziale sono spettacolari. ADORO vedere Shabana Azmi nei panni di una politica corrotta che sfoggia pomposi discorsi fatti d'aria e usa il suo fascino per far presa su uomini infantili e repressi. ADORO l'imponente piramide di stupidità costruita per il personaggio di Badal. Pollice in alto anche per Anushka Sharma.  La giovane attrice continua a firmare lo stesso tipo di ruoli e ogni gesto sembra ormai parte di un format (perfino il guardaroba ultimamente si ripete dagli shorts alle scene in bikini) eppure, nonostante Anuskha non si  allontani da alcune linee guida, la sua presenza sullo schermo è sempre cosa assai gradita.
ADORO  il quadro decadente che sta intorno alla ricchezza sconsiderata del fantomatico Mandola, la descrizione dei suoi parties e delle stravaganze, delle sue sbornie iperboliche, delle allucinazioni, della sua dimora che a volte pare splendida e a volte fatiscente, del mondo in cui i suoi timidi desideri sessuali per la provocante Chaudhari Devi vengano sempre rimandati al giorno dopo. 
 
Come appare l’Haryana dal finestrino di una macchina?  Pianure che paiono estendersi fino all’altro capo del mondo, superfici anonime in attesa di investitori, industrializzazione selvaggia, mastodontici malls, tra i più grandi al mondo, isolate città dormitorio costruite apposta per le classi operaie e divise in societies, a seconda del livello e del salario. Il film lancia un sasso ma subito dopo abbandona i vetri a terra senza curarsi di raccogliergli, la sua vera tematica è ben coperta da una panatura  croccante, una catena di parodie  mascherano un quadro sotto sotto alquanto realistico.
MKBKM potrebbe essere una pièce teatrale, c’è del dramma ma anche tanto umorismo, c’è molto di nuovo ma anche qualcosa di noto, eccellenti scambi di battutte ma anche un disordinato fracasso.  Vishal è innamorato di Shakspeare e dimostra di aver imparato a trarre da lui l’ispirazione nei modi più originali e impensati, come nel suo teatro la commedia, la satira, l’ironia, i sentimenti, elementi realistici e fantasiosi si fondono e divengono un metallo unico.  Il regista rende omaggio ancora una volta al suo autore favorito facendo leggere ai protagonisti alcuni passaggi di Macbeth, che è stato il soggetto di Maqbool, il film che più amo della sua filmografia e probabilmente la miglior trasposizione cinematografica dell'opera mai realizzata.
 
 
Il mio giudizio sul film : **** 4/5

 
ANNO: 2013
 

REGIA : Vishal Bhardwaj
 
 
CAST:
Pankaj Kapur ………………. Harry Mandola
Imran Khan …………………….. Matru
Anushka Sharma …………………… Bijlee
Shabana Azmi ……………………… Chaudhari Devi
Arya Babbar ……………………………….Badal
Apparizione speciale di Ranvir Shorey
 
 
COLONNA SONORA : Vishal Bhardwaj

PLAYBACK SINGERS: Sukhwinder Singh, Shankar Mahadevan, Rekha Bhardwaj, Mohit Chauhan, Vishal Bhardwaj, Prem Dehati, African Umoja, Ranjit Baron


 

23 gennaio 2012

LADIES VS RICKY BAHL





Sulla scìa del successo di Band Baaja Baaraat nasce in tempo record Ladies Vs Ricky Bahl. I due protagonisti (Ranveer Singh e Anushka Sharma) il regista (Maneesh Sharma) i compositori della colonna sonora (Salim & Suleiman) e la casa di produzione (Yash Raj) si riuniscono con l’intento di bissare l’esperienza positiva dello scorso anno. Il film fa un passo in avanti ma gli incassi due passi indietro. Un caso strano: aumenta la qualità della pellicola ma ne diminuisce il pubblico. Nonostante il nuovo prodotto sia migliore dell’offerta precedente sia per gli ideatori che per il cast i festeggiamenti sono ingiustamente cancellati.


TRAMA
Ricky Bahl è nato bello, furbo e attraente, come usare le doti ricevute da Madre Natura per arricchirsi oltre ogni limite? Truffare i soggetti più inclini a cadere nella sua trappola: ragazze single con particolari passioni o ambizioni, sensibili al suo fascino e con alle spalle montagne di quattrini.



L’idea di mettere al centro della scena una coppia che non fa che detestarsi e litigare per buona parte del film (mostrando poi un’improvvisa svolta in cui l’attrazione fatale e il desiderio  invadono il campo molto prima che l’amore faccia capolino) è stato ciò che ha trasformato una trama moscia come quella di Band Baaja Baaraat in un’avventura sentimentale più che godibile. L’esperimento di Maneesh Sharma con la coppia di giovani attori dal look moderno ha garantito immediata popolarità ad un film potenzialmente mediocre, di colpo convertito in un piatto creativo e gustoso. In Ladies Vs Ricky Bahl il regista dimentica però che si è giocato già l’effetto sorpresa : la chimica evidente tra il Ranveer "fighissimo"  Singh e Anushka "megasorriso" Sharma è già nota a tutti, l’arcano è stato svelato in precedenza e questo non aiuta a far lievitare gli incassi anche se la storia proposta questa volta è tutt'altro che noiosa. LVRB non incontra la stessa sorte dorata di BBB pur essendo più intrigante del tanto osannato titolo di debutto.
Il personaggio di Ricky Bahl alias Sunny, Vikram, Deven, Iqbal, Diego e quanti altri, è ben disegnato in tutte le sue camaleontiche sfumature, non ci importa sapere troppo quello che pensa o quello che farà, sappiamo solo che se la spassa da matti e che il suo vizio va ben oltre il mero arrivismo, è una sanguigna dipendenza dal rischio e dal gioco. Osserva, si documenta, si comporta in modo da compiacere la sua preda, colpisce e sparisce, un gigolò che non si concede sessualmente ma vende la sua immagine in un invitante pacchetto, una confezione perfetta capace di far vacillare anche la donna più riluttante e seriosa. E poi la fuga con il bottino e via verso un nuovo obiettivo e una nuova città.
Le vittime designate non sono patetiche, né da biasimare, cadono nella rete di un uomo vergognosamente FIGO e lo sanno, fiutano i problemi ma non li evitano, è un’occasione troppo allettante. Dimple, Raina e Saira risultano affettuosamente antipatiche e neppure Ishika, la donna programmata per intrappolarlo, è abbastanza risoluta da saper congelare in tempo i suoi ormoni. Le pianificazioni per la resa dei conti non sono affatto tediose o di cattivo gusto come era stato invece in Luv Ka The End, l’atmosfera è vivace e la location prescelta, Goa, diviene una cornice perfetta per far cadere abiti e pudori, mostrare feste lascive, costumi da bagno, corpi invidiabili e mondi deluxe.
Se basta una seconda visione per rivalutare un giudizio troppo alto su Band Baaja Baarat, Ladies Vs Ricky Bahl conserva la sua carica molto più a lungo.  Il sex appeal dei protagonisti, le musiche che spingono ad alzarsi e ballare, le coreografie non troppo difficili da imitare e l’atmosfera scacciapensieri lo rendono un prodotto bollywoodiano ad hoc. I risultati del box office dimostrerebbero il contrario eppure Maneesh Sharma sta migliorando e maturando, ha eliminato tutti i tempi morti che penalizzavano il suo debutto ed ha ideato un film equilibrato e frizzante, di facile consumo ma senza esclusione di colpi.



Il mio giudizio sul film : **** 4/5



RECENSIONI

THE TIMES OF INDIA ***
Maneesh Sharma al suo debutto alla regia colpì l'attenzione con l'insolito Band Baaja Baaraat. Difficile misurarsi con quel film. Ed in effetti Ladies v/s Ricky Bahl non raggiunge lo stesso livello di brio e di verve. In LVRB non ci sono umorismo, nè sapore realistico, nè fremente sintonia fra i due attori protagonisti: tutti aspetti che resero BBB un campione d'incassi. E quel che è peggio, il personaggio di Anushka Sharma appare solo nel secondo tempo. La storia d'amore è poco convincente. La colonna sonora di Salim-Sulaiman è ordinaria. Le performance e il tenore non isterico lavorano però a favore della pellicola.
Nikhat Kazmi, 09.12.11  (Testo originale)


HINDUSTAN TIMES: ***
In questo periodo quasi tutti i protagonisti maschili a Bollywood sono costretti, come negli anni cinquanta, a interpretare personaggi e non semplicemente se stessi, quindi una storia che sostenga la pellicola diviene necessaria. Il film non ci spiega le motivazioni del comportamento di Bahl. Lo spettatore vede quanto mostrato sullo schermo: Bahl è single, sembra un solitario, poco interessato da un punto di vista sessuale alle donne a cui si accompagna. Il suo unico scopo sono i soldi per i soldi. Un personaggio di questo tipo era stato gestito molto meglio in un titolo precedente di Yash Raj, Badmaash Company (che presentava però lacune di tipo diverso). La trama ad un certo punto prende una piega irresistibile, e Ladies v/s Ricky Bahl diventa un prodotto impregnato di female power. Parineeti Chopra è spontanea e audace. Ma all'ingresso del personaggio interpretato da Anushka Sharma, come al solito ci si chiede perchè mai una ragazza dovrebbe innamorarsi di un truffatore dichiarato. Qualche messa a punto in più nella sceneggiatura avrebbe giovato. Sfortunatamente l'aspetto commerciale ha la precedenza sulle spiegazioni. LVRB è al peggio una noiosa storia d'amore narrata a metà, e al meglio un film che si lascia guardare senza troppa fatica.
Mayank Shekhar, 09.12.11 (Testo originale)



ANNO : 2011

REGIA : Maneesh Sharma

PRODOTTO DA : Yash Raj Films

CAST:
Ranveer Singh …………………………… Ricky Bahl
Anushka Sharma ………………….. Ishika
Parineeti Chopra …………………………. Dimple
Dipannita Sharma ……………………… Raina
Aditi Sharma ……………………………… Saira


COLONNA SONORA : Salim & Sulaiman
PLAYBACK SINGERS: Benny Dayal, Vishal Dadlani, Swetha Pandit, Salim Merchant, Shradda Pandit, Shilpa Rao

COREOGRAFIE : Vaibhavi Merchant



QUALCOS’ALTRO

La trama è vagamente ispirata al film hollywoodiano John Tucker Must Die (2006)

La segreteria telefonica del cellulare di Ricky Bahl ripete una frase dal film Baazigar: "Kabhi kabhi kuch jeetne ke liye kuch harna bhi parta hai, aur harke jeetne wale ko baazigar kehte hain" / " A volte per vincere qualcosa è necessario perdere qualcos'altro, colui che riesce a vincere perdendo si chiama Giocatore"  sentitelo recitare direttamente dalla voce di Shahrukh in questo video dal minuto 4.40

Parineeti è la cugina della star Priyanka Chopra, per lei c’è già un nuovo film in cartellone per il 2012, Ishqazaade, sempre prodotto dalla Yash Raj. La ragazza si è aggiudicatata lo Star Screen Award e lo Zee Cine Award come Miglior Debutto dell’anno.

Sito ufficiale del film , Pagina dedicata a LVRB dal sito della Yash Raj


03 maggio 2011

PATIALA HOUSE




Nikhil Advani ci riprova. Per consolarsi dal flop, ahimè disastroso, di Chandni Chowk to China, il regista abbandona la commedia demenziale e propone un film più serio capace di toccare temi diversi, dalla denuncia del razzismo all’eccessiva chiusura nell’orgoglio nazionale, dal pregiudizio generalizzato all'ostinazione di un padre dispotico che genera figli frustrati. Liti, abbracci, lacrime, sorrisi, il quadretto della numerosa famiglia  NRI viene dipinto con tinte pastello ma non è certo un luogo idilliaco, anzi piuttosto claustrofobico. La passione per il cricket diviene il collante ideale per rendere appetibile la storia di un uomo comune e dei suoi rimpianti anestetizzati.

TRAMA
Patiala House è la residenza londinese di chiassosa comunità Punjabi d’impostazione patriarcale, nonostante vivano a Southall , quartiere di Londra abitato da immigrati, vige un regime di totale chiusura e la rigidità del capofamiglia (Rishi Kapoor) impedisce ai membri più giovani di poter realizzare le proprie ispirazioni. Gattu (Akshay Kumar) ha rinunciato ad una carriera nel cricket perché il padre non poteva accettare che il figlio, legalmente cittadino britannico, entrasse nella nazionale inglese. Il ragazzo dimentica il suo sogno e obbedisce abbassando la testa fino a che la testarda Simran (Anushka Sharma) non lo spinge a desiderare di giocare ancora.

Tutto si svolge all’interno di una famiglia indiana ma il protagonista può essere veramente chiunque, un uomo a caso che per una ragione qualsiasi si è dimenticato dei propri sogni e pensa di poterne fare a meno. Le scene iniziali fanno vivere allo spettatore il silenzio quotidiano di Gattu, la cui vita, tranquilla, indolore, ma irrimediabilmente vuota, è stata sacrificata in nome delle tradizioni e delle apparenze. Come risposta al divieto , l’ipocrisia e l’inganno, (seppur portati sullo schermo in modo molto simpatico) e una vera e propria “mascherata”. Meglio chiedere il perdono che attendere il permesso.
La trama non è certo troppo originale, il finale è lacrimante e chiassoso, l’abbraccio e il tifo da stadio del tutto melenso ed rappacificatore, eppure Patiala House non è un film che delude, propone uno schema classico ma lascia trapelare uno spirito inquieto e disobbediente. Akshay Kumar ne esce a testa alta, sempre perfetto quando il ruolo da interpretare è quello di un uomo tenero e vulnerabile, tra i tanti volti dell’attore questo è quello che preferisco. Ottimo il resto del cast, dalla coppia Rishi Kapoor / Dimple Kapadia (anche se lei ha davvero due o tre battute in tutto il film) ad Anushka Sharma, bella, frizzante e gioiosa.
La vicenda non potrebbe coinvolgere alcun altro sport al di fuori del cricket, la cui passione folle nel sub continente indiano si lega spesso anche a ragioni politico/religiose oltre che al più semplice patriottismo. Il film suggerisce almeno un messaggio positivo: Gattu vuole giocare perché ama lo sport e non unisce ad esso rivalità di diversa natura, piuttosto ne fa il suo strumento d’integrazione.

Da guardare per : Godersi un film coinvolgente e ben strutturato (commovente ma non piagnone, grazie al cielo) con ottimi dialoghi, belle canzoni e molte scene divertenti.

Il mio giudizio sul film : **** 4/5


RECENSIONI : 

THE TIMES OF INDIA  ***  3/5
La trama è un po' noiosa, affondata dalla prevedibilità. Ogni piccolo colpo di scena in questa soap opera sull'autorealizzazione sembra preordinato e già visto. I personaggi sono poveramente disegnati. Ciò che colpisce sono le performance. Akshay Kumar si rinnova offrendo un diverso avatar, accantonando la figura ormai super sfruttata dell'eroe comico. Il suo Gattu è composto, sobrio, intenso: un gigante a riposo. Rishi Kapoor, come sempre, è ipnotizzante e non sbaglia un colpo. Tenete d'occhio Anushka Sharma: la ragazza è davvero inarrestabile. La colonna sonora di Shankar-Ehsaan-Loy possiede un ritmo energico, soprattutto nella title track.

Nikhat Kazmi, 11.02.11   (Testo originale)

HINDUSTAN TIMES  **  2/5
Patiala House è ambientato a Southall, un sobborgo londinese infinitamente più popolare di South Mumbai come location per le pellicole hindi. E un quarto dei freelance di Bollywood resterebbe senza lavoro se Akshay Kumar non sfornasse almeno cinque film all'anno. PH è uno dei migliori fra i più recenti interpretati dalla superstar. Una saga familiare anni novanta, colorata,a la Yash Raj, che unisce Londra a Ludhiana. I suoi numerosi personaggi ruotano intorno alla figura del padre severo. Tutti sono incredibilmente indiani nell'accento e nei modi, ossessionati dalle danze di gruppo e dai grossi grassi matrimoni. Tutto è meravigliosamente allegro. Come Anushka Sharma, che, con Badmaash Company, Band Baaja Baarat e ora PH sta deliziando il suo pubblico.  
Mayank Shenkar  12.02.2011  (Testo originale)


ANNO : 2011

REGIA : Nikhil Advani

CAST:

Akshay Kumar ……………………… Gattu
Anushka Sharma ………………Simran
Rishi Kapoor ………………………Gurtej Khalon
Dimple Kapadia ………………………Mrs Khalon
Armaan Kirmani ……………… Jassi
Hard Kaur …………………… Komal
Suparna Marwal ………………Harleen
Tinu Anand ……………………… Mr Bedi


COLONNA SONORA : Shankar – Ehsaan - Loy

PLAYBACK SINGERS : Shankar Mahadevan, Vishal Dadlani, Alyssa Mendonsa, Suraj Jagan, Jasbir Jassi, Mahalkakshmi Iyer, Hard Kaur, Shafqat Amanat Ali, Richa Sharma, Hans Raj Hans, Master Saleem

COREOGRAFIE : Remo ( Rangeela, Shabd, Chameli, Pyaar ke side effects, Rock On!)


QUALCOS’ALTRO:

Per dare maggiore autenticità alle partite di cricket, famosi giocatori come Andrew Symonds hanno concesso un’apparizione speciale.
Patiala è il nome di una città nello stato indiano del Punjab.
Il trailer è stato svelato durante le proiezioni del film di Farah Khan, Tees Maar Khan
Dimple Kapadia è la suocera di Akshay Kumar, l’attore ha sposato la bella Twinkle Khanna (tra l’altro una dei produttori del film), figlia di Dimple e dell’attore Rajesh Khanna.
Prem Chopra, uno dei più celebri villain cinematografici dei ’70, ha un piccolo ruolo nel film, è lo zio Veerendra Singh Sahni.
Rishi Kapoor e Dimple Kapadia hanno debuttato nel dolcissimo Bobby di Raj Kapoor, nel film compare anche Prem Chopra. I tre attori si incontrano di nuovo in Patiala House
Nel canale YouTube  "ThePatialaHouse"  potrete vedere tutti i trailer del film, song promos e video sul making of.

14 aprile 2011

BAND BAAJA BAARAAT



Dopo un periodo poco fortunato la Yash Raj Films torna a sorridere e a pianificare con ottimismo. A lanciare in porta stavolta sono solo giovani e debuttanti: Anuskha Sharma, la pepatissima protagonista che vuole il film tutto per sé, Ranveer Singh, il volto nuovo pronto a far strage di adolescenti, Habib Faisal, il promettente sceneggiatore reduce dal successo della prima avventura dietro la cinepresa (Do Dooni Char). Ad alzare la coppa è Maneesh Sharma, l’esordiente regista meritevole di aver riportato il sereno con un film facilmente vendibile, ammiccante e neanche troppo costoso.


TRAMA
Bittoo ( Ranveer Singh) scopre il talento e la personalità di Shruti (Anushka Sharma) durante un matrimonio nel quale si è infiltrato in cerca di cibo gratis, la ragazza aiuta la zia nell’organizzazione di ricevimenti vecchio stile ma sogna un’impresa tutta sua dove dare libero sfogo a nuove idee. Spinta da Bittoo, Shruti inizia a mettersi in proprio, la giovane impresa cresce e con essa la popolarità dei soci. Pur avendo istaurato un rapporto esclusivamente professionale i due si ritrovano presto a mischiare i sentimenti con gli affari . Da quel momento.. solo guai.


Probabilmente sopravvalutata (data la mole degli incassi e nominations ) la pellicola è più che altro un sorridente intrattenitore, non perfetto ma per niente cattivo, fatto per essere consumato con piacere in una sola serata. Fin dalla prima scena Band Baaja Baaraat reclama a gran voce un happy ending che sia positivo e glitterato tanto quanto le sue immagini, e ciò avviene, anzi “deve” avvenire perché Il film intero è già di per sé un festoso lieto fine della durata di due ore, sigillato da un invitante packaging .
I dialoghi sono vivaci e le interpretazioni naturali, difficile non venir abbagliati dai colori sgargianti e sedotti dallo studiatissimo look dei protagonisti , dalla cura nell’allestimento dei set, dall’ottima colonna sonora e dalla qualità delle coreografie. Eppure manca sempre qualcosa. Si incontrano bolle d’aria, improvvise banalità e le emozioni sono solo passeggere, non sufficienti a rendere intrigante una seconda visione. Se la scintilla non scatta però non è certo colpa degli attori, loro ce la mettono davvero tutta, sono affiatati, carini e pure molto credibili. Diventato una star dall’oggi al domani, Ranveer Singh si gode i frutti della neo acquisita popolarità, la nuova scoperta della Yash Raj raccoglie il testimone da Anuskha Sharma che con questo film si slega dal triplice contratto firmato al tempo di Rab ne bana di Jodi. Anuskha mi piace abbastanza, sa recitare e si impegna, deve ancora riuscire del tutto a non restare imprigionata nel personaggio di Taniji (ma immagino non sia per niente facile) la conferma del suo talento la avremo nei film che firmerà in futuro.

Tre gradite sorprese di BBB :

- I titoli di apertura. Semplice e veloce introduzione ai personaggi nello stile più classico ma evergreen: una raccolta di momenti rubati, sensazioni, immagini quotidiane montate in musica.
- Una notevole sfrontatezza nel comportamento di Bittoo e Shruti . Finalmente una storia d’amore più acida che zuccherata. Finalmente una scena sensuale “calda”, capace di essere né melensa, né irrealistica, né forzata.
- Tutte, ma proprio t u t t e, le canzoni. Applausi a Salim & Sulaiman.


Il mio giudizio sul film : *** 3/5


RECENSIONI

THE TIMES OF INDIA  ***  3/5

Delhi viene raffigurata film dopo film con un delizioso ventaglio di colori. I cineasti tentano di comprendere cosa renda la capitale indiana - un amalgama di culture e comunità - così carismatica. Band Baaja Baaraat sembra un intelligente studio sociologico di Delhi, con umori, momenti e personaggi che in modo frizzante ne catturano la vita. I protagonisti sono caldi e vibranti. Se si considera la pellicola un'amabile, sentita rappresentazione di Delhi, allora BBB cattura l'attenzione del pubblico. Sfumature ed emozioni riconoscibili spillano dalla sceneggiatura e dai dialoghi (Habib Faisal). Ma se si considera il film una storia d'amore new age, allora BBB diviene in qualche modo goffo e grezzo, soprattutto perchè la coppia potagonista non illumina lo schermo di passione. Però i due attori possiedono una spontaneità che disarma, specialmente Anushka Sharma che offre la sua migliore interpretazione. La colonna sonora di Salim-Sulaiman non è indimenticabile, malgrado l'effervescenza del bhangra-beat di Delhi. Forse BBB non incendierà il botteghino e non entrerà nella lista dei vostri titoli preferiti, eppure è una pellicola che coinvolge.

Nikhat Kazmi, 09.12.10    (Testo originale)


HINDUSTAN TIMES **  2/5

Se nei sobborghi occidentali di Mumbai vi imbattete in un gruppo di giovani che lavorano nel cinema, vi sembrerà di assistere ad un incontro di studenti universitari di Delhi. Di questi tempi pare che chiunque operi nell'industria cinematografica provenga dalla capitale. Shah Rukh Khan è stato il catalizzatore, non in termini di creatività bensì quanto a volontà di trasferirsi a Bollywood. Pochi fra loro sono diventati registi (Dibakar Banerjee, Imtiaz Ali, eccetera), molti sono sceneggiatori (Jaideep Sahni, eccetera), e molti ingrossano le fila dei giovani assistenti alla regia. Delhi è il luogo dove sono cresciuti e che conoscono meglio. E ciò ispira i film di Mumbai. Ripetutamente. Accade anche nel caso di Band Baaja Baaraat. La colonna sonora offre un mix pesante di bhangra, e suona come alcune tracce di Dev D, Tashan, Delhi-6, Aisha. I dialoghi sono in hindi colloquiale, comunissima al nord. Anushka Sharma è incredibilmente a proprio agio. Le sfumature sono scritte in modo intelligente, anche se poi la realizzazione è una completa parodia. Ma non ve ne curerete. E' questo il mondo conosciuto dai Non-Resident Indians di Bollywood, e il realismo inizia dove il divertimento finisce. O finisce dove il divertimento inizia. BBB è un'altra favola che ruota attorno all'eroe macho e alla sua spumeggiante compagna. Così eccovi una commedia romantica, laddove una commedia e basta avrebbe funzionato. Non c'è nessuna proverbiale alchimia fra i due protagonisti.

Mayank Shekhar, 10.12.10    (Testo originale)



ANNO : 2010

REGIA : Maneesh Sharma

TRADUZIONE DEL TITOLO : Banda musica e nozze

PRODOTTO DA : Yash Raj Films


CAST:
Anushka Sharma …………………. Shruti
Ranveer Singh ……………………… Bittoo


COLONNA SONORA : Salim & Sulaiman

PLAYBACK SINGERS : Sunidhi Chahuhan, Benny Dayal, Shreya Ghoshal, Himani Kapoor, Sukhwinder Singh

COREOGRAFIE : Vaibhavi Merchant

BAND BAAJA BAARAAT OFFICIAL WEBSITE.


QUALCOS'ALTRO:

Ranveer Singh fin dal primo giorno di uscita nelle sale del film è diventato un idolo dei teenager. L'attore saà protagonista della prossima avventura cinematografica di Maneesh Sharma per la Yash Raj : Ladies Vs Rickie Bahl. La compagna di scena ancora una volta Anushka Sharma.  Per maggior info: clicca qui.

Band Baaja Baaraat si è aggiudicato ben 4 Stars Screen Awards  (Miglior Debutto alla Regia, Miglior Debutto maschile, Miglior Sceneggiatura, Miglior Editing) , 6 Apsara Awards (Miglior Film, Miglior Editing, Miglior Costumista di scena, Miglior Debutto maschile, Miglior Debutto alla Regia, Miglior Screenplay e Migliori Coreografie), 1 Zee Cine Award (Miglior Debutto maschile)  e 2 Filmfare Awards (Miglior Debutto Maschile e Miglior Regista Debuttante).

Come prevedibile sono circolate voci su una presunta relazione fuori dalle scene tra i due protagonisti del film, più volte smentita sia da Anushka Sharma che da Ranveer Singh.