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26 novembre 2022

LAAL SINGH CHADDHA


Contro ogni previsione, Laal Singh Chaddha non ha sbancato il botteghino indiano, e il cuore mi si spezza. È un film gentile e generoso. Caldo. Piacevole come una stecca di cioccolato alle nocciole. 
Temevo che il remake ufficiale hindi di Forrest Gump mi avrebbe delusa, invece l'adattamento redatto dal talentuoso attore Atul Kulkarni funziona a dovere, nel senso che gli aspetti che mi convincono meno in LSC sono gli stessi che non mi convincevano nell'originale (vedi i picchi melodrammatici). Quanto ai pregi, LSC vanta una definizione più interessante della figura della protagonista (Rupa) e di un personaggio di supporto (Mohammad, soldato pachistano) - oltre allo spiritosissimo cameo regalato da Shah Rukh Khan. La tragica parabola di Rupa è un nodo alla gola, e Kareena Kapoor rende giustizia alla sua eroina senza strafare. Manav Vij è impressionante, il migliore in campo. Laal non è l'eroe cinematografico che sembra andare per la maggiore di questi tempi in India. Non vuole uccidere nessuno, [spoiler] salva il ferito Mohammad, non soddisfatto ne diventa il migliore amico: davvero ancora mi stupisco che LSC non abbia incendiato le biglietterie?
Confesso che non mi aspettavo grandi cose nemmeno dalla regia, ma la maturazione professionale di Advait Chandan ha contribuito in larga parte alla riuscita del progetto. LSC è diretto con dolcezza e con misura. Il ritmo non incalza la narrazione, piuttosto la snocciola con naturalezza, rispettandone i tempi.

Capitolo a parte per Aamir Khan, che ha anche prodotto LSC. Aamir è musulmano e proviene da una famiglia di registi e produttori. Negli ultimi anni, le sue dichiarazioni e le sue azioni sono state sottoposte a scrutinio costante, e nel 2021 la superstar ha chiuso i profili social personali. A ridosso della distribuzione di LSC, la rete è stata inondata dal solito torrente di richieste di boicottaggio. Aamir si è trovato costretto ad invitare pubblicamente i potenziali spettatori a non disertare la pellicola, e solo grazie alla distribuzione internazionale ha potuto arginare, almeno in parte, le perdite - LSC è, ad oggi, il titolo hindi campione d'incassi del 2022 all'estero. Proprio qualche giorno fa, Aamir ha dichiarato che non reciterà per i prossimi 12-18 mesi, malgrado LSC sia il suo primo lavoro dopo quattro lunghi anni di assenza. 
Premesso tutto ciò, e considerando che adoro Aamir qualsiasi cosa faccia, devo però ammettere che la sua interpretazione in LSC non è fra le migliori della sua prestigiosa carriera, e il cuore mi si spezza. L'ironia è che è sempre stato considerato il Tom Hanks indiano. Aamir ha perso venti chili per il ruolo, il trucco e la post produzione hanno compiuto un lavoro magnifico nel grattar via almeno trent'anni dalla sua età anagrafica. Laal è amabile e disarmante, ma in qualche modo un po' meccanico. Aamir non è solo una superstar, è anche un attore di calibro: da lui pretendo il massimo. 

TRAMA

Durante un viaggio in treno, Laal intrattiene i viaggiatori raccontando la storia della sua vita intrecciata a quella recente del suo Paese. Una storia di amore, amicizia, morte. Laal ha imparato sin da piccolo a non mollare mai. E, in caso di necessità, a correre.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Facile: il cameo del Re.

LA BATTUTA MIGLIORE

* Mohammad: There's God's word and then those who interpret it and fools like us forget God and get swayed (ecco che gli incassi si dimezzano).

RECENSIONI

Mid-Day: ****
'Yes, this is the same story. It is not the same film. The Indian adaptation (by Atul Kulkarni) is totally seeped in desi, earthy imagination. And the original mustn’t matter. For, who’s this film for? The India that must watch its own story, told so softly, entertainingly! And to give Laal Singh Chaddha the love he so sweetly, innocently gives back'.
Mayank Shekhar, 11.08.22

Film Companion:
'Atul Kulkarni's writing - and his sense of translation - manages to suggest that Chaddha's mere presence is political. His guileless reading of religion - rooted in his mother's sugarcoating of communal violence as "malaria" - (...) is political. (...) Even his unwillingness to be political - and his desire to just be - is political. Gump's heroism was an extension of his national identity: Be American and success will find you. But Chaddha's heroism is an indictment of his cultural identity: Be human and history will remember you. (...) Aamir Khan, the producer, deserves credit for recognising Forrest Gump as a film begging to be reformed rather than remade. And for backing Advait Chandan, (...) a director blessed with the narrative manipulation of Rajkumar Hirani and the visual flair of Anurag Basu. (...) But unlike Forrest Gump, which was relentlessly redeemed by Hanks, this film works in spite of - and not because of - Aamir Khan, the actor. (...) His performance is excessive. (...) He reacts better than he acts. (...) Kareena Kapoor Khan doesn't overcook the role. She plays Rupa as someone who - in stark contrast to Laal - is so desperate to make history that she gets consumed by it. (...) It's been a while since I've enjoyed a Hindi big-screen experience like Laal Singh Chaddha. A lot of it is down to the film's marriage of mind with heart. The thinking often morphs into a way of feeling. The writing often digs a tunnel through the political to reach the personal - and it's this fable-like dimension that finds new context'.
Rahul Desai, 11.08.22

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: i miei due Khan preferiti nello stesso film, sceneggiatura fedele all'originale ma anche sorprendente, le calde relazioni fra i personaggi, il coraggio di certi dettagli, Manav Vij.
Punto debole: nulla da attribuire direttamente a LSC, in quanto l'eccesso di eventi nella vita di un solo personaggio e il melodramma sono mutuati dalla sceneggiatura di Forrest Gump.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Laal
* Kareena Kapoor - Rupa
* Naga Chaitanya (delizioso debutto a Bollywood) - Bala, amico di Laal
* Manav Vij - Mohammad, soldato pachistano amico di Laal
* Shah Rukh Khan (cameo) - se stesso

Regia: Advait Chandan
Sceneggiatura: adattamento di Atul Kulkarni della sceneggiatura originale di Forrest Gump, di cui Laal Singh Chaddha è il remake ufficiale hindi.
Colonna sonora: Pritam
Coreografia: Raju Khan
Fotografia: Satyajit Pande
Montaggio: Hemanti Sarkar
Anno: 2022

RASSEGNA STAMPA

'"The process began 14 years ago. Aamir [Khan] had produced a film called Jaane Tu Ya Jaane Na. After the premiere, we were sitting in his house, talking about the movies we like, and he mentioned Forrest Gump and that we both like it. The next day, I had an outdoor shoot which got cancelled. I had 12-15 days in my hand. The DVD of Forrest Gump was lying so I decide to watch it again. While watching the film, I thought what if this character was Indian, what would happen, and I started taking notes. After an hour and so, I felt that I should attempt writing the script. I started from the first scene onwards. I did not know if I would be able to complete the script, but in, the next few days I completed the script, and in the next 2-3 days I completed the second and third draft." (...) Atul [Kulkarni] shared that he always wanted Aamir to play the protagonist in the Hindi adaptation of Forrest Gump. "It was completely written for him. (...) It was always Aamir whom I thought would play the character".' 


CURIOSITÀ

* LSC è stato girato in più di cento località indiane. Atul Kulkarni ha lavorato per dieci anni alla sceneggiatura.
* La vicenda di Rupa e del suo amante si ispira all'analoga vicenda reale che coinvolse l'attrice Monica Bedi e il gangster Abu Salem. 
* Riferimenti al cinema indiano: Dilwale Dulhania Le Jayenge, Swades, Kal Ho Naa Ho, Don, Om Shanti Om, Kuch Kuch Hota Hai, Main Hoon Na, Sushmita Sen.
* Riferimenti all'Italia: credo di aver intravisto Sonia Gandhi nel filmato di repertorio sulla morte di Indira.
* Film che trattano lo stesso tema: My name is Khan.
* Per molte ragioni (fra cui un numero minore di titoli in due anni causa coronavirus), non è un buon periodo per il regale triumvirato dei Khan. In dettaglio, considerando la classifica delle prime dieci posizioni del botteghino solo indiano dal 2014 ad oggi (ammesso che i dati condivisi da Wikipedia siano attendibili):
- Aamir, il meno prolifico: bene PK (2014, ad oggi settimo) e Dangal (2016, quarto); male Thugs of Hindostan (2018) e LSC (2022) che non entrano nemmeno nelle posizioni dall'undicesima alla cinquantesima;
- Salman, il più prolifico: bene Bajrangi Bhaijaan (2015, ottavo); entrano nelle posizioni dall'undicesima alla cinquantesima Kick (2014), Prem Ratan Dhan Payo (2015), Sultan (2016), Tiger Zinda Hai (2017), Race 3 (2018) e Bharat (2019); male Tubelight (2016), Dabangg 3 (2019) e Radhe (2021);
- Shah Rukh: nessun titolo nelle prime dieci posizioni; entrano nelle posizioni dall'undicesima alla cinquantesima Happy New Year (2014) e Raees (2017); male Dilwale (2015), Fan (2016), Jab Harry Met Sejal (2017) e Zero (2018 - ad oggi il suo ultimo film).
Includendo gli incassi internazionali, rientrano Dilwale e Thugs of Hindostan:
1 Dangal 2016
6 Bajrangi Bhaijaan 2015
7 PK 2014
9 Sultan 2016
14 Tiger Zinda Hai 2017
20 Prem Ratan Dhan Payo 2015
24 Kick 2014
27 Happy New Year 2014
30 Dilwale 2015
37 Thugs of Hindostan 2018
39 Bharat 2019
45 Raees 2017
46 Race 3 2018.
Quindi sono sei anni che nessun film interpretato dai tre Khan entra nelle prime dieci posizioni di entrambe le classifiche. 
Ovviamente la situazione cambia prendendo in esame solo le pellicole hindi (incassi esteri inclusi). Dal 2017 in poi, entrano nelle prime dieci posizioni: 
2017 Tiger Zinda Hai, Raees e Tubelight
2018 Thugs of Hindostan e Race 3
2019 Bharat e Dabangg 3
2021 Radhe.

02 febbraio 2019

TALAASH



Questo film è stupefacente. Mi ha ipnotizzato. Mi si è ficcato sottopelle.
Il noir è un genere poco esplorato in India. Figuriamoci un noir scritto e diretto da donne. La storia è ben concepita. La sceneggiatura splendidamente stratificata. Difficile distinguere trama e sottotrame. Ma poi: è proprio (solo) un noir? Talaash mescola sapientemente noir, thriller, paranormale, sentimenti ed emozioni. Sì, un noir dall'ambientazione notturna e dai chiaroscuri psicologici. Mumbai è ammaliante. I personaggi incantano. Sì, un thriller un po' inconsueto intrecciato al paranormale. Sì, un paranormale che è anche un tributo intelligente e innamorato ad una maestosa pellicola di produzione internazionale (che non specifico per evitare spoiler) (*). Un paranormale che esonda dal thriller sino a rivoltare come un guanto il vissuto dei protagonisti. Il tutto innestato su una corrente sotterranea di afflizione senza scampo. I personaggi convivono con un dolore torturante, un macigno infrantumabile abbarbicato alla schiena. Impossibile non provare empatia. Talaash è un film difficile da affrontare per l'angoscia che provoca: mi risucchia, mi attanaglia la gola.

Prendiamo la superba performance di Nawazuddin Siddiqui. Sul set non è più lui. Il suo Tehmur si muove, respira e vive quel brandello di vita concessogli dalle sceneggiatrici, in quel ritaglio di mondo creato dalla regista, dimentico della presenza di macchine da presa e troupe tecnica. Perchè, dal punto di vista di Tehmur, quella è la realtà. Prendiamo Rani Mukherjee. La sua interpretazione è dolente e sincera. L'ammiro recitare a bocca spalancata e già la sua Roshni mi manca. Prendiamo Aamir Khan. Aamir sfoggia un talento che mi ha tramortito. Al suo tormentato Suri spettano le scene più significative e più strazianti. E prendiamo Kareena Kapoor. Sguardi, movimenti, parole, timbro di voce, ironia. Tutto nella sua Rosie mi infligge una stretta al cuore. Talaash mi rende irrazionale. Ci sarà una sorta di universo parallelo dove personaggi così perfettamente definiti confluiscono e continuano in modo autonomo a condurre le loro esistenze, perchè altrimenti la passione profusa da sceneggiatori e attori andrebbe oscenamente sprecata.

Reema Kagti ha diretto Talaash con grande cura e grande partecipazione emotiva. La narrazione scorre con ritmo sinuoso, supportata da una sceneggiatura, scritta a quattro mani da Reema e Zoya Akhtar, che è un'elaborata architettura nella quale anche i tasselli apparentemente più deboli o estranei alla fine trovano il loro posto. I dialoghi rendono giustizia a storia e personaggi. La magnifica colonna sonora intriga. 
Talaash mi è rimasto attorcigliato addosso per giorni. In un modo tutto suo, avvince e seduce.

(*) Non mi riferisco al film di Zemeckis del 2000 (che non ho visto), di cui alcune sequenze e alcuni dialoghi vengono riproposti in Talaash. Grazie a Diana e a Caterina per la precisazione.

TRAMA

All'ispettore di polizia Suri viene affidato uno spinoso caso che coinvolge una star di Bollywood: un incidente? Omicidio? Suicidio? Troppi lati oscuri. Il mistero si infittisce e si intreccia alle vicende personali di Suri, di sua moglie Roshni, di un losco personaggio e di una fascinosa prostituta. 

RECENSIONI

Rediff: ** 1/2
"Am I being too cruel? Perhaps, but because of the wasted opportunity. Someone asked me if Talaash was a watchable film, and indeed it is. It's better put together than a lot of the films we see here, and definitely strongly acted, but ends up so, so much less enjoyable than it deserved to be".
Raja Sen, 30.11.12

Mayank Shekhar, 30.11.12

Cinema Hindi: *****
Punto di forza: sceneggiatura, personaggi, Aamir+Rani+Kareena+Nawazuddin (mai cast più azzeccato)
Punto debole: -

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Suri, ispettore di polizia
* Rani Mukherjee - Roshni, moglie di Suri
* Kareena Kapoor - Rosie
* Nawazuddin Siddiqui - Tehmur
* Rajkummar Rao - Devrath, assistente di Suri

Regia: Reema Kagti
Soggetto e sceneggiatura: Zoya Akhtar e Reema Kagti
Dialoghi: Farhan Akhtar e Anurag Kashyap
Colonna sonora: Ram Sampath, testi di Javed Akhtar. Di qualità altissima. Vi segnalo il video promozionale (non incluso nel film) di Muskaanein Jhooti Hai, brano davvero notevole che accompagna i titoli di testa. Non riesco a levarmelo dalla mente.
Traduzione del titolo: ricerca, caccia
Anno: 2012

RASSEGNA STAMPA (aggiornata al 15 aprile 2023)

* Zoya Akhtar: Everybody in my family has a National Award except me, Mayank Shekhar, Mid-Day, 15 maggio 2020: 'It's a supernatural thriller that, by the way, was based on a true story, that happened to her! "You have to stop. I am going to be the crazy lady that goes on interviews and says all this shit. I know it sounds really crazy, and I don't want to be propagating this nonsense. But, I had a strange experience on Haji Ali, while a bunch of us were driving back from a nightclub. We thought we had hit a naked woman in the middle of the road. Everybody was freaking out. This is something I told Reema about, and where Talaash came from. I am not going to repeat this story, ever again!",'

CURIOSITA'

* Nel famosissimo Leopold Cafe di Mumbai è stato allestito uno dei set del film
* In un'intervista concessa a Rediff il 30 aprile 2012, Siddiqui dichiara: 'It was really good working with Aamir. There is an anecdote though. I had done a scene with Aamir in Sarfarosh, but he had forgotten about it. While shooting a scene in Talaash, he suddenly asked me whether we had worked together before. Of course he knew about my work in Peepli [Live]. So I told him that I had performed in a small scene with him in Sarfarosh. Aamir was really happy. And he told the entire unit, "Nawaz's first film work was with me." It felt good'. 
* Riferimenti a Bollywood: Ajay Devgan 
* Film che trattano lo stesso tema: Sunrise, pellicola in lingua marathi del 2014 diretta da Partho Sen-Gupta e interpretata dal sempre ottimo Adil Hussain, sotto certi aspetti assomiglia curiosamente a Talaash. Phoonk intreccia paranormale e horror al dolore devastante di un padre. 

16 marzo 2012

EK MAIN AUR EKK TU



Shakun Batra, assistente alla regia di Abhishek Kapoor in Rock On!!, e di Abbas Tyrewala in Jaane tu .. ya jaane na, debutta da solista in una commedia romantica, da proporre nelle sale la settimana di S.Valentino,  girata in gran parte negli States (come l’altrettanto piacevole Anjaana Anjaani) e incoraggiata dalla casa di produzione di Karan Johar. L’autoironia di Imraan Khan si unisce all’approccio vivace di Kareena Kapoor in un'avventura brillante e genuina pensata ed eseguita senza risparmi di energie, spunti simpatici e buone idee.

TRAMA
Rahul Kapoor (Imraan Khan) è un ragazzo benestante con una promettente carriera di architetto a Las Vegas ma è comandato a bacchetta dai genitori (Boman Irani e Ratna Pathak Shah) che da quando era bambino lo manovrano come un pupazzo. La famiglia si allontana per quindici giorni e Rahul si ritrova improvvisamente senza lavoro e per di più marito di un’ invadente parrucchiera sul lastrico (Kareena Kapoor) con la quale ha condiviso una notte brava conclusasi con un contratto di matrimonio che nessuno dei due ricorda di aver firmato. Nell’intento di divorziare il prima possibile e trovare un nuovo lavoro i due uniscono le forze e diventano amici.

Montagne russe tra gli hotels, riproduzioni in scala ridotta dei monumenti europei, una cappella a pochi passi da una statua della libertà posticcia dove matrimoni si celebrano in pochi secondi per mano di un sosia di Elvis vestito di frange e lustrini: Las Vegas, città simbolo del vuoto assoluto mascherato da una valanga di laser e pacchianate, appare un gigantesco luna park piuttosto che la capitale del gioco d’azzardo. Lo spirito più kitsch degli Stati Uniti diviene lo scenario di una sobria quanto simpatica storia bollywoodiana nella quale il melodramma si spegne per lasciar spazio ad una naturale prosecuzione degli eventi.
Ek Main Aur Ekk Tu è un film sintetico, concentrato, di breve durata, capace però di mettere insieme il meglio della nuova commedia romantica indiana senza rinunciare ad un gusto più nostalgico per i brani musicali, la spensieratezza giocosa, il calore e la danza. La storia è spumeggiante e ricca di humor, i suoi punti forti sono numerosi , dalla coppia di attori scritturati per il film, che sfoggiano una sintonia imprevedibile, fino alla colonna sonora di Amit Trivedi, dal taglio occidentale, con reminescenze vintage disco e country.  Anche i personaggi secondari si inseriscono nella lunga lista dei plus points, tra tutti spicca l’odiosissima madre di Rahul fissata con le firme, l’immagine e l’estetica, l’anziana nonna di Riana preoccupata che i personaggi dal televisore possano vedere ciò che accade nelle stanze, Anusha, la promessa sposa ninfomane protagonista di una delle scene più divertenti del film, ma soprattutto il padre di Rahul, velenoso dentro quanto premuroso fuori, interpretato da un sempre eccellente Boman Irani.
Non si tratta di una vera love story ma di un incontro / scontro tra due personalità che più diverse non potrebbero essere:  un ragazzo delicato, paranoico, incolore, definito “perfectly average” e una ragazza un po’ tamarra e squilibrata che lo prende in giro, lo sbeffeggia ma infondo si prende cura di lui e quando non riesce a convincerlo con le parole finisce per trascinarlo di peso nei suoi luoghi e tra la sua gente. Il film sottolinea  le enormi differenze nei rispettivi background, prende tempo per presentarci Riana e la sua buffa buffa famiglia Braganza, un po’ coatta, per usare un termine tutto italiano, e l’ironica ipocrisia della famiglia Kapoor, composta da ricconi imbalsamati che tengono il figlio al guinzaglio. Divertenti i dettagli dell’arredamento delle due case, il confusionario e popolato appartamentino a Mumbai in cui Riana vive con la famiglia, gli amici e il cagnolone gigante, e l’aria asettica della villa dei Kapoor, i cui muri bianchissimi sono tappezzati di foto di viaggi nelle quali variano luoghi e monumenti ma sempre si ripete la stessa posa idiota.
La narrazione si frammenta in piccoli racconti giornalieri, formato diario, che assomigliano ad una serie di cortometraggi incollati uno all'altro, il regista debuttante propone un nuovo registro, un suo modo di raccontare, qualcosa che senza discostarsi troppo dalla tradizione del cinema hindi riesce a compiere una sua silenziosa rivoluzione in piccolo.

Il mio giudizio sul film : ***1/2 3,5 /5


ANNO: 2012

TRADUZIONE DEL TITOLO : Uno di me e uno di te

REGIA: Shakun Batra

PRODOTTO DA : Dharma Productions


CAST:
Kareena Kapoor ………………… Riana Braganza
Imraan Khan …………………… Rahul Kapoor
Boman Irani ………………….. il padre di Rahul
Ratna Patakh Shah …………….. la madre di Rahul
Ram Kapoor …………………. L’amico del padre di Rahul



COLONNA SONORA : Amit Trivedi, testi di Amitabh Battacharya
PLAYBACK SINGERS: Amit Trivedi, Benny Dayal, Shilpa Rao, Karthik, Shefali Alvares, Nikhil D’Souza, Anusha Manchanda, Shekhar Ravjiani



QUALCOS’ALTRO
Imraan Khan ha già lavorato in un film prodotto da Karan Johar, la commedia romantica I Hate Luv Storys che ha ottenuto un buon successo nel 2010.
Il titolo provvisorio di Ek Main aur Ekk Tu era Short Term Shaadi (trad. matrimonio a breve termine)
Nel film vengono citati i brani “Aaja Aaja Main Hoon Pyaar Tera” dal film Teesri Manzil e "Koi Mil Gaya" da Kuch Kuch Hota Hai.

27 febbraio 2012

RA.ONE

Ambizioso, megalomane e grande appassionato di videogame Shah Rukh Khan ha monopolizzato il Diwali 2011 con la sua produzione Red Chillies Entertainment, Ra.one.
Del re e del suo film hanno parlato proprio tutti. Qualcuno potrà non amare SRK ma di certo è impossibile ignorarlo.

TRAMA

Shekhar Subramaniam (Shahrukh Khan) vive a Londra. E' un creativo e con la sua squadra ha realizzato un videogioco in cui il cattivo, Ra.One, è più forte dell'eroe. Durante la serata di presentazione del nuovo prodotto, però, Ra.One esce dallo schermo per entrare nella vita reale. Il suo obiettivo è trovare ed uccidere proprio il figlio di Shekhar, Prateek.

RECENSIONI

The Times of India ***1/2
Sono diversi gli aspetti che funzionano in Ra.One. Innanzitutto le interessanti sequenze di combattimento fra G.One e Ra.One, poi la calda relazione che G.One intreccia con la famiglia che deve proteggere. La sceneggiatura è spesso ricca di brio. Il brano Chammak Challo è interpretato e coreografato in modo eccellente. Le performance di Shah Rukh Khan e di Kareena Kapoor sono buone, e persino il giovane Armaan Verma è efficace. Il film si affloscia dal punto di vista del quoziente emotivo, e gli effetti speciali, malgrado gli ingenti investimenti, risultano meno brillanti rispetto a quelli realizzati a Hollywood.
Nikhat Kazmi, 25.10.11

Hindustan Times **
Lo scopo del supereroe G.One non è salvare il mondo, e quello del suo antagonista Ra.One non è distruggerlo. Le ragioni che li spingono ad agire rimangono approssimative o troppo tiepide per giustificare le loro azioni. Ra.One in larga parte non sembra affatto un film che narra le vicende di un supereroe. E' più una ricetta bollywoodiana bizzarramente realizzata per compiacere tutti: un pizzico di romanticismo, della commedia alla Salman Khan, del narcisismo alla Shah Rukh Khan. Ma gli appassionati di queste cose forse rimarranno delusi. Gli spettatori riempiranno le sale cinematografiche per due ragioni principali: Shah Rukh Khan (che non risulta convincente nel ruolo di Subramaniam) e gli effetti speciali. Nessuna sorpresa: in Ra.One ci sono entrambi e in grande misura. L'impegno si merita pieni voti, e si sapeva. Dopo un anno di promozione incessante e di aspettative, il pubblico desidera verificare se la pellicola valga tutto quel clamore. Guardate Ra.One: il chiasso era necessario...
Mayank Shekhar, 26.10.11

Diana ***** 5/5
SRK ama i film d'azione. E' dai tempi di Kuch Kuch Hota Hai che si interessa ai thrills, tanto da creare la Red Chillies VFX, all'interno della Red Chillies Entertainment, che si occupi degli effetti speciali. Durante la promozione del film, Shah Rukh ha dichiarato di voler coinvolgere il pubblico più giovane che potrebbe perdere interesse nei confronti del cinema indiano a favore di quello occidentale, ed in particolare americano, che è più spettacolare e vanta tecnologie e budget maggiori. Ra.One, seppur non si possa considerare il primo film di fantascienza made in India, è sicuramente una novità. Gli effetti speciali sono molto curarti e sorprendenti, soprattutto l'assemblaggio dell'eroe carrivo, Ra.One, interpretato dal bravo e bello Ajun Rampal, davvero ben fatto e divertente. Tra inseguimenti, scontri e coreografiche piroette delle auto lanciate in aria, però, resiste l'anima bollywoodiana che è quella che rende speciale il film. La vita familiare di Shekhar Subramaniam, e quella di G.One che ne prende il posto, è importante tanto quanto le scene d'azione ed è rappresentata con la stessa creatività ed attenzione. Ad illuminare ogni fotogramma, ancora una volta, Shah Rukh Khan la cui ambizione è pari solo al suo talento. Occhioni azzurri e fossette irresistibil è da non perdere.

Il bello:
- Il sogno di Prateek, nei primi dieci minuti del film. Il ragazzo immagina di essere Lucifer, un guerriero che salva la sua bella dal pericolo. SRK nei panni di Lucifer infila una serie di spacconate meravigliose e deliranti.

- SRK all'aeroporto ricoperto di piersing: chi è capace di rimanere indifferente alzi la mano.

Il brutto:
- Shekhar che mangia con le mani e si ciuccia le dita.

- Il video dell'insegnante di colore in sovrappeso che balla sexy intorno ad un palo.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Shekhar Subramaniam - Shahrukh Khan
Sonia Subramaniam - Kareena Kapoor
Ra.One - Arjun Rampal
Prateek Subramaniam - Armaan Verma
Jenny Nayar - Shahana Goswami
Akashi - Tom Wu
Barron - Dalip Tahil
Tassista - Suresh Menon
Iyer - Satish Shah

Scritto e diretto da Anubhav Sinha

Prodotto da Gauri Khan

Musiche di Vishal-Shekhar

Coreografie di Ganesh Hegde e Feroze Khan

Distribuito da Eros International Ltd. e Red Chillies Entertainment

Anno 2011

AWARDS

Screen Award 2012:
Best Special Effects - Keitan Yadav, Haresh Hingorani
Best Special Effects - Red Chillies Entertainment
Best Action - Spiro Razatos, N.D.Gill, Parvez Khan, Firoz Boss
Best Song - Akon, Hamsika Iyer
Best Action Film - Gauri Khan

Zee Cine Awards 2012:
Best use of Media - Shahrukh Khan
Best Marketed Film - Shahrukh Khan
Best Sound Design - Resul Pookutty

Apsara Award 2012:
Best VFX - Red Chillies Entertainment
Best Sound Design - Resul Pookutty, Amrit Pritam Dutta
Best Special Effects - Keitan Yadav,  Haresh Hingorani
Best Special Effects - Red Chillies VFX
Best Sound Mixing - Anup Dev, Tarun Bhandari

CURIOSITA'

- Il direttore della forografia di Ra.One è l'italianissimo Nicola Pecorini, che ha accettato, con nostra grande gioia, di scambiare qualche opinione con lo staff di Cinema Hindi. Ecco il link all'intervista.

- Numerosi i cameo presenti nel film: quello di Sunjuy Dutt, Priyaka Chopra e Rajinikanth nelle vesti del mitico Chitti, il personoggio interpretato in Enthiran-Robot.
Amitabh Bachchan ha, inoltre,  accettato di prestare la voce a Ra.One.

- Ra.One è uscito nelle sale poco prima del compleanno di SRK che ha festeggiato così.

- Il cantante americano Akon ha collaborato alla colonna sonora con Criminal e Chammak Challo.
 Il making of Chammak  Challo.

Il sito ufficiale del film.

29 ottobre 2011

BODYGUARD

A Siddique, regista e sceneggiatore, il soggetto di Bodyguard, di cui del resto è l'autore, dev'essere sembrato proprio convincente. Tra il 2010 e il 2011 si è infatti dedicato a dirigere una versione Malayalam (Bodyguard), Tamil (Kaavalan) ed ora Hindi di questa storia. Il box office lo ha premiato: Bodyguard nel giorno d'uscita ha totalizzato un incasso record, la miglior apertura di tutti tempi.
La critica invece si è divisa, insieme alle recensioni positive sono arrivate secche bocciature.

TRAMA

Lovely Singh (Salman Khan), di professione bodyguard, è ingaggiato per proteggere Divya (Kareena Kapoor), la figlia di Sartaj Rana (Raj Babbar), l'uomo che salvò la vita della madre di Lovely quando era incinta.
Lovely ha tutte le intenzioni di tenere fede all'impegno con diligenza e professionalità ma badare a Divya, capricciosetta figlia di papà, non sarà uno scherzo.

RECENSIONI

The Times of India **1/2
I film di Salman Khan sfidano quasi sempre la logica, e, noncuranti della qualità, al botteghino seguono delle norme proprie. Tutto ciò di cui hanno bisogno perchè le folle si accalchino, applaudano e sfiorino l'isteria è il marchio di fabbrica, il tocco di Salman Khan: un Salman ad alto tasso di testosterone, un Salman dai movimenti pelvici, un Salman onnipotente, un tornado umano, impacciato in amore, e sì, in primo luogo un Salman a torso nudo. Shakerate e il risultato è assicurato, il botteghino suona a festa, e al diavolo la storia. E' accaduto di nuovo: Bodyguard è stato accolto da una folla tumultuosa, ma il baccano non può coprire il fatto che in Bodyguard non succede nulla. Il primo tempo è estremamente ripetitivo. La storia d'amore è rappresentata in modo infantile, le conversazioni telefoniche sono interminabili. E come se ciò non bastasse ad annoiare a morte, ecco l'altrettanto zoppicante vena comica. La pellicola emette scintille solo nelle scene d'azione. I combattimenti sono coreografati benissimo. Dal punto di vista delle performance, Bodyguard non ha molto di cui vantarsi. Salman è al suo solito, Kareena ha visto giorni migliori. Del resto corteggiare un cellulare per la maggior parte del tempo non deve costituire un ruolo troppo stimolante. Il film, un remake di un successo del cinema del sud, finirà col diventare un blockbuster, anche se è perlopiù una spacconata (bluster).
Nikhat Kazmi, 01.09.11
La recensione integrale.

Hindustan Times * 1/2
Il climax: si sa cosa succederà. L'eroe di mezz'età, mezzo nudo, flette i bicipiti gonfi, mostra il torace scolpito e depilato, gli addominali quasi perfetti, prima di picchiare il villain. E' ciò che gli appassionati della vecchia Bollywood chiamerebbero il momento culminante. Che si è in parte già visto perchè la scena, inevitabilmente, era finita nel trailer. Stesso discorso per i dialoghi che sono la trappola del film. E poi c'è la colonna sonora, che inizia con un brano idealmente bhangra (Desi Beats), continua con una canzone melodica dai toni alti e dalla voce nasale, sedativa, che induce a meditare su un amante reale o immaginario (Teri Meri), ed ecco l'item number da accogliere con fischi e schiamazzi (Aa Gaya Hai Bodyguard, visualizzato da Katrina Kaif). Queste sono le principali ragioni per cui la metà dei deretani del nord dell'India si allocano sulle poltroncine dei cinema per il blockbuster del super Khan, la proposta per l'Id del 2011. La formula è nota, naturalmente. Ma i risultati forse non sarebbero gli stessi se l'inesplicabile Salman Khan non fosse parte dell'equazione. Non conta cosa l'attore faccia, tanto venderà. Non cercate logica nel pubblico tribale. E' già successo con Rajendra Kumar negli anni sessanta, con Rajesh Khanna poco dopo, con Akshay Kumar più recentemente, eccetera. Può essere una breve fase. La fatica inevitabilmente si avverte, anche in Bodyguard, ma per ora Salman è salvaguardato e protetto dal box office (Wanted, Dabangg, Ready). Per quanto riguarda il film, cosa volete sapere? Faccia dura, occhi orgogliosi nascosti da lenti scure, gambe larghe, braccia roteanti, camicia attillata, calzoni attillati. L'eroina guida la parata modaiola e ridacchia. Ecco cosa la superstar dovrebbe fare in futuro: i remake di tutti i recenti blockbuster tamil di Rajinikanth, perchè è questo che il supereroe da cartone animato Salman sta diventando per il pubblico hindi, il Rajinikanth dell'eccitabile nord. E provate a pronunciare una parola contro quei due in internet. Verrete adeguatamente messi al corrente delle fatali conseguenze della pura blasfemia. Lo so: fa paura. Una guardia del corpo, per favore. Grazie.
Mayank Shekhar, 31.08.11
La recensione integrale.

Diana **
Avete presente Wanted e Dabangg? Ecco, scordateveli.  
Bodyguard è un'occasione mancata.  Con un attore dalla presenza scenica espolsiva come quella di Salman e una star come Kareena, non dovrebbe essere difficile mettere insieme un film dignitoso e magari piacevole, oltre che una superhit. Basta volerlo. Gli incassi sono arrivati, ma Bodyguard è molto al di sotto delle aspettative.
La trama è solo un pretesto perchè l'eroe e l'eroina si trovino via via in situazioni divertenti, pericolose e romantiche. Peccato che le gag siano più urtanti che comiche e la storia d'amore puerile in modo sconcertante. Peggio ancora della costruzione della storia e della narrazione sono i ruoli pensati per Salman Khan e Kareena Kapoor. Lui, un professionista infallibile di un'ingenuità improbabile, si lascia prendere in giro da una ragazzetta pigra e viziata (una delle parti più antipatiche interpretate da Kareena in tutta la sua cariera). Si aggiunga un finale alla "volemosebene" e il disastro è servito. Peccato. Un vero spreco.

Il bello:
- La frase cult di Salman: "Fammi un favore: non farmi mai favori"
- I primi 15 minuti del film. L'entrata in scena di Salman. Bicipiti guizzanti e talmente grossi da non permettergli di accostare le braccia al busto, occhiali neri o sguardo assassino, il suo noto senso del ritmo, un salto da un treno in corsa e  una scazzottata meravigliosamente alla Salman, sono tutte promesse che non verranno mantenute.
- Molte delle scene d'azione mostrano un certo gusto per il divetimento e senso dell'ironia. Al centoduesimo minuto un getto d'acqua strappa di dosso la camicia a Salman lasciandolo a torso nudo.

Il brutto:
- La comicità demenziale a carico di nani, gay e obesi. Dobbiamo ridere?
- Kareena Kapoor scappa terrorizzata da una minaccia spaventosa che la insegue: un elicottero giocattolo telecomandato. Una scena che vi metterà in imbarazzo.
- Non ho mai visto nel cinema Hindi una scena d'amore più brutta di quella in cui Lovely (Salman Khan) dichiara il suo amore a Divya (Kareena). Tutti quelli che aspettano solo che lei e lui si amino per sempre rimarranno malissimo.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Lovely Singh - Salman Khan
Divya - Kareena Kapoor
Sartaj Rana - Raj Babbar
Maya - Hazel Keech
Tsunami Singh - Rajat Rawail
Shekhar - Asrani
Ranjan Mahatre - Mahesh Manjrekar
Bindra - Sharat Saxena
Special appearance - Katrina Kaif as herself 

Scritto e diretto da Siddique

Prodotto da  Atul e Alvira Agnihotri con Reliance Entertainment

Musiche di  Himesh Reshammiya e Pritam Chakraborty

Coreografie di Ganesh Acharya, Vaibhavi Merchant e Vishnudeva

Distribuito da Reliance Entertainment

Anno 2011

ZeeCine Awards 2012
- Best Debut Director - Siddique

CURIOSITA'

- La voce di Chhaya (l'alter ego telefonico di Divya) è quella di Karisma Kapoor, la sorella maggiore di Kareena.

- Molto carina la partecipazione di Katrina Kaif alla title song. Katrina e Salman hanno avuto una relazione di sei anni, iniziata nel 2004. Ecco il video della title song.

- Il making di una delle hit di Bodyguard, Desi Beat.

- Per leggere la recensione di Caterina della versione Tamil, Kaavalan, con Vijay e Asin, clicca qui.

Il sito ufficiale del film.

27 aprile 2011

GOLMAAL 3



Golmaal 3 ha riproposto per il Diwali 2010 il duo regista-attore Rohit Shetty-Ajay Devgan, incendiando ancora una volta il botteghino dopo la vittoria di Golmaal returns in occasione del Diwali 2008 e di All the best: fun begins in occasione del Diwali 2009. Alla luce di questa invidiabile tripletta, e considerando l'intera filmografia di Shetty (con l'esclusione della pellicola di debutto, Zameen, che è un action movie), analizziamo le caratteristiche delle fortunate commedie del regista: Golmaal, Sunday, Golmaal returns, All the best: fun begins e Golmaal 3.

* Ajay Devgan sembra essere il comune denominatore. La star è infatti protagonista - ad oggi - di tutti i titoli di Shetty (arcinota è l'amicizia che li lega da sempre). Nelle commedie di Shetty, Ajay abbandona terreni più familiari per votarsi a ruoli comici, superando la prova malgrado la qualità non esaltante delle pellicole. Mettiamola così: anche Devgan avrà bollette, rette scolastiche, parcelle del dentista da pagare.
* Tutte le commedie presentano cast affollati e nomi ormai abituali: Arshad Warsi (il preferito, assente solo in All the best), Tusshar Kapoor, Kareena Kapoor, Shreyas Talpade, Johnny Lever, Sanjay Mishra, eccetera.
* Le irrealistiche scene d'azione sono essenziali quanto le gag comiche. Combattimenti, esplosioni, inseguimenti. Automobili d'epoca o comunque dal design originale, dai colori sgargianti, che sembrano vivere di vita propria, si inerpicano ovunque, ingaggiano improbabili duelli, si scontrano allegramente accartocciandosi come bignè.
* Le sceneggiature sono esilissime, con l'eccezione di Sunday. I personaggi bidimensionali. La premessa sempre la stessa (con l'esclusione di Sunday): fannulloni che sbarcano il lunario con piccole truffe o che vivono di espedienti, e la bellona di turno da conquistare o da mantenere.
* La fotografia è di ottima qualità e valorizza i coloratissimi set dalle tonalità pastello (ma sature) o fluorescenti. E' tutto volutamente ultra-finto e ultra-vaporoso: sceneggiature, personaggi, situazioni, scenografie, costumi. Location vacanziere (Goa). Colonne sonore perfette per feste sulla spiaggia ma coreografie non memorabili.
* Impossibile non cogliere le similarità fra le commedie di Priyadarshan e quelle di Rohit Shetty: protagonista (ehm) musa (Akshay Kumar per Priyadarshan e Ajay Devgan per Shetty); cast affollati; attori abituali; finali caotici nei quali tutti i personaggi vengono coinvolti. I lavori di Priyadarshan, però, sembrano più articolati, con inquadrature spesso molto tecniche, e con un'irresistibile atmosfera da ruspante entroterra indiano.

Come giudicare dunque la filmografia di Rohit Shetty? Non aspettatevi commedie raffinate e intelligenti. Piuttosto tornate bambini: godetevi i colori, i buffi tic dei personaggi, le scazzottate, le automobili volanti e i fuochi d'artificio. Sunday è forse il titolo più interessante (da non perdere l'esilarante performance di Irrfan Khan). Ma G3 è quello che ha incassato di più.
G3 sembra il capitolo migliore della trilogia, con un minimo di quoziente emotivo al di là delle gag e delle scene d'azione. La rappresentazione dei personaggi affetti da balbuzie e da mutismo è indelicata, ma a parte questo non mancano episodi divertenti: l'incontro fra le due famiglie in occasione del matrimonio, e soprattutto la scena premiata come la migliore del 2010 ai Filmfare Awards (davvero godibile anche se poco elegante).

TRAMA

Pritam (Mithun Chakraborty) incontra nuovamente Geeta (Ratna Pathak) dopo lunghi anni di separazione. L'unione fra i due era stata in passato contrastata dal padre di lei (Prem Chopra). Entrambi non sposati e genitori adottivi di una schiera di orfani, decidono, con la collaborazione di Daboo (Kareena Kapoor), di coronare il loro sogno d'amore. Ma cosa dirà la gente? E soprattutto: come indurre la numerosa prole ad accettare il matrimonio?

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Le casine tradizionali in tonalità pastello, le automobili dalle forme tondeggianti e dai colori chiassosi, le festose canzoni bollywoodiane, i tramonti-spettacolo a Goa. Cosa desiderare di più? Ammiri gli scenari di G3 e ti senti un mentecatto. Non resta che valutare con rinnovato interesse l'opzione della fuga.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Le locandine ufficiali: tristi e banali, non rendono giustizia al look effervescente della pellicola.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
In un'industria nella quale i sequel raramente funzionano, il marchio Golmaal sembra aver trovato l'oro con la sua formula: rendere sensato l'insensato. Golmaal 3 è il film perfetto per il Diwali. E' una commedia scervellata non destinata ad un pubblico raffinato. Ma nessuno si lagna perchè è davvero divertente e chiassoso, grazie anche all'esplosione di colori nei set e nei costumi. G3 andava sfrondato di alcune gag ripetitive, ma nell'insieme è uno spasso.
Nikhat Kazmi, 04.11.10

Hindustan Times: *1/2
Golmaal 3 riporta agli anni settanta, e trae ispirazione per il suo umorismo solo da Bollywood. Praticamente ogni dialogo e quasi ogni scena rimandano ad un'altra pellicola o ad una celebrità. Il cast e la troupe si sono certamente divertiti a girare G3. Buon per loro. I personaggi principali e secondari sono molti, ma il link mancante è proprio il film. G3 dura tre ore, troppe per essere racchiuse in una sceneggiatura, ma il Diwali bussa alla porta e la narrazione non è importante: bastano buffonerie e dialoghi triti da parte di qualunque attore al momento disponibile.
Mayank Shekhar, 04.11.10

Cinema Hindi: **1/2
Punto di forza: la fotografia (****) e le performance
Punto debole: la sceneggiatura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Ajay Devgan - Gopal
* Kareena Kapoor - Daboo
* Mithun Chakraborty - Pritam
* Arshad Warsi - Madhhav
* Tusshar Kapoor - Lucky
* Shreyas Talpade - Laxman (I)
* Kunal Khemu - Laxman (II)
* Ratna Pathak - Geeta
* Johnny Lever - Pappi
* Sanjay Mishra - Daga
* Vrajesh Hirjee - Teja
* Mukesh Tiwari - Vasooli
* Prem Chopra - Prem Chopra (cameo)
* Ashwini Kalsekar - Chintu
* Murali Sharma - ispettore di polizia

Regia: Rohit Shetty
Sceneggiatura: Yunus Sajawal (All the best: fun begins) con la consulenza di Robin Bhatt (Kites)
Dialoghi: Farhad-Sajid (All the best) con la collaborazione di Bunty Rathore (All the best)
Colonna sonora: composta da Pritam, è molto allegra ma, a parte la title track tormentone (visualizzata da una coreografia purtroppo legnosa), poco incisiva. La rivisitazione di Disco dancer (video originale) e di Yaad Aa Raha Hai (video originale) è a cura di Amar Mohile (commento musicale di Sarkar Raj). I brani sono tratti da Disco dancer, 1982. Il commento musicale è di Sanjoy Chowdhury (All the best).
Coreografia: Chinni Prakash (Jodhaa Akbar), Ganesh Acharya (Dabangg), Rajeev Surti (Don), Seemaa Desai (Dil Toh Bachcha Hai Ji)
Fotografia: Dudley
Traduzione del titolo: golmaal indica una situazione caotica che implica inganno, raggiro (fonte: BollyMeaning). Aggiornamento del 18.10.11: nel glossario accluso al romanzo Le donne di Panjaur, il vocabolo gol-maal viene tradotto con disonesto, losco.
Anno: 2010
Awards:
* Filmfare: miglior sequenza (video);
* Star Screen: miglior performer (Ajay Devgan). Aggiornamento del 31.07.11;
* Golden Kela: alla serie Golmaal è stato assegnato il premio speciale per la peggior trilogia di sempre nella storia del cinema (aggiornamento del 31.07.11).
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Bollywood Hungama, 27.10.10: intervista a Kunal Khemu
* Bollywood Hungama, 04.11.10: dichiarazioni di Tusshar Kapoor
* Bollywood Hungama, 06.11.10: intervista a Tusshar Kapoor
* Bollywood Hungama, 21.10.10: intervista video a Kareena Kapoor, prima e seconda parte
* Bollywood Hungama, 28.10.10: intervista video ad Ajay Devgan, prima e seconda parte
* Bollywood Hungama, 28.10.10: intervista video ad Arshad Warsi
* Bollywood Hungama, 01.11.10: intervista video a Tusshar Kapoor
* Bollywood Hungama, 02.11.10: intervista video a Rohit Shetty
* Bollywood Hungama, 11.11.10: intervista video a Rohit Shetty
* Bollywood Hungama: lista di tutti i link agli articoli e ai video dedicati a G3

CURIOSITA'

* Golmaal 3 non è solo il titolo di maggior successo diretto da Rohit Shetty: Box Office India lo proclama anche il secondo nella classifica degli incassi del 2010 dopo Dabangg, e addirittura il quarto di tutti i tempi. Inoltre pare abbia concluso la prima trilogia comica nella storia del cinema hindi.
* Come da tradizione di Shetty, in G3 non mancano spettacolari scene d'azione. I terrorizzati attori hanno dovuto mettere alla prova il loro coraggio per affrontare le sequenze iniziali che li introducono: Ajay ritto sulle fiancate di due automobili in bilico, Kareena incollata sul cofano di un'auto in corsa (mezzo guidato dallo stesso regista), Arshad - a piedi - trainato da una moto a tutta velocità, Shreyas piazzato con una gru alla sommità di una ruota panoramica, Tusshar in auto su una colonna di macchine. Nell'inseguimento finale, sei automobili spiccano il volo, una delle quali si conficca nella ruota panoramica. Shetty ha dichiarato che lo stuntman abbandonò il mezzo a metà volo (non chiediamoci come). E a proposito: vista l'impossibilità di noleggiare una ruota panoramica, la produzione decise di acquistarla... Video del making delle scene d'azione iniziali.
* Il 2010 è stato per Ajay Devgan un anno incredibile, costellato da tre film di enorme successo (Raajneeti, Once upon a time in Mumbaai, G3), due piuttosto soddisfacenti (Atithi Tum Kab Jaoge? e Toonpur Ka Superrhero) e uno - il migliore - che purtoppo ha convinto il pubblico solo in parte (Aakrosh). Sul piano personale, ricordiamo la nascita del figlio Yug.
* Pritam ha composto le colonne sonore di entrambe le pellicole distribuite in occasione del Diwali: Golmaal 3 e Action Replayy. La seconda è una delle migliori colonne sonore del 2010.
* E' ormai pratica comune in India pubblicizzare i nuovi film nei programmi televisivi di maggior successo, soap opera comprese: i protagonisti delle pellicole regalano un cameo, una special appearance, o si prestano a partecipare a giochi o sfide. Quanto ai serial, diede il via Abhishek Bachchan nel 2008 per Drona (serie Balika Vadhu, video). Ricordiamo nel 2010 Akshay Kumar per Khatta Meetha (serie Sasural Genda Phool, video); Salman Khan per Dabangg (serie Laagi Tujhse Lagan, video); Neetu Singh e Rishi Kapoor per Do Dooni Chaar (serie Tarak Mehta Ka Ulta Chashma, video). Il cast di G3 ha scelto il quiz Kaun Banega Crorepati? (Chi vuol essere milionario?) condotto da Amitabh Bachchan, approfittando della puntata speciale del Diwali (video). Hindustan Times ha raccolto alcune dichiarazioni del riservatissimo Ajay Devgan: 'Sono sempre sotto pressione da parte dei produttori per partecipare a questo tipo di promozione. Se qualcuno lo ha fatto, allora anche gli altri devono seguirlo perchè il pubblico se lo aspetta. Nei programmi televisivi vengono scritte scene apposite che incorporano le star del cinema. Ma non è una buona idea. Non so quando la smetteranno. Un solo attore non può fermare questo processo: dovremmo farlo tutti insieme'.
* Negli ultimi due anni Goa ha ospitato un numero sempre crescente di set cinematografici, fra cui quelli di Golmaal returns, G3, Endhiran (Robot), All the best, Khelein Hum Jee Jaan Se, Kaminey, Guzaarish. Fra i meno recenti citiamo Josh, Golmaal e Honeymoon Travels Pvt. Ltd. Nel mese di marzo 2011 sembra che ben venti produzioni stessero girando contemporaneamente a Goa.
* Riferimenti a Bollywood: numerosissimi. Ne segnaliamo alcuni: Don, Ghajini (e il brano Behka), Chak De! India, Paa; la canzone Duniya Mein Logon Ko (Apna Desh, 1972); il compositore Pritam; Aamir Khan, Shah Rukh Khan, Salman Khan. E ovviamente i brani Disco dancer e Yaad Aa Raha Hai. Ricordiamo che in Disco Dancer (1982) il protagonista era proprio Mithun Chakraborty. La scena con Mithun e Prem Chopra contenuta in G3 si ispira al non esaltante Pyaar Jhukta Nahin (1985) di Vijay Sadanah (sempre interpretato da Mithun). La pellicola che la coppia di coniugi in G3 guarda mentre, alle loro spalle, si svolge la famosa scena premiata ai Filmfare, è Hum Saath-Saath Hain (1999) di Sooraj R. Barjatya.
* Film che trattano lo stesso tema: Hamare Tumhare (1979) di Umesh Mehra, Khatta Meetha (1978) di Basu Chatterjee. Il fratello di Shetty, Hriday, diresse nel 2005 Pyaar Mein Twist, una pellicola curiosamente simile a G3.

GOSSIP & VELENI

* Pare che ultimamente l'amicizia fra Ajay Devgan e Rohit Shetty si sia incrinata. Se vogliamo dare credito alla stampa scandalistica, sembra che Rohit abbia avvicinato Shah Rukh Khan per un progetto futuro che non coinvolgerebbe Devgan (si parla del remake di Angoor), e che Ajay si sia risentito per la frettolosità dimostrata da Shetty sul set di Bol Bachchan, frettolosità dovuta al desiderio del regista di buttarsi nella nuova avventura.
* Si vocifera che Arshad Warsi, dopo il successo di Ishqiya, abbia preteso un compenso altissimo dai produttori di G3, superiore a quello concesso a Kareena Kapoor e secondo solo a quello corrisposto ad Ajay Devgan.
* Rohit Shetty è il figlio del direttore di sequenze d'azione Jaggu Shetty, che dominò il campo degli action movie in lingua hindi negli anni sessanta e settanta. Anche il padre di Ajay Devgan, Veeru Devgan, è uno dei più importanti direttori di scene d'azione di Bollywood.
* Tusshar Kapoor è figlio di Jeetendra e fratello della produttrice Ekta Kapoor.
* Kunal Khemu è fidanzato con Soha Ali Khan, ed è più giovane di Soha di cinque anni.
* Ratna Pathak è la moglie di Naseeruddin Shah e madre di Imaad Shah (Little Zizou).
* Kareena Kapoor ha rivelato che Daboo è il nome del cane del padre. L'attrice ha insistito affinchè il suo personaggio si chiamasse così.
* Il prossimo lavoro di Shetty è un action movie, Singam, ispirato all'omonimo film in lingua tamil interpretato da Surya. A seguire Bol Bachchan, una nuova commedia, con Abhishek Bachchan e Kareena Kapoor. Superfluo precisare che Ajay Devgan compare nel cast di entrambi.
* Per il Diwali 2011, Ajay e Rohit pare che cederanno il passo a Ra.One, l'attesissimo film di fantascienza prodotto e interpretato da Shah Rukh Khan.

12 ottobre 2010

WE ARE FAMILY

Ecco un'altra pellicola che conferma il flirt tra Cinema indiano e produttori americani. Non si sa ancora quale sia lo spasimante e quale il corteggiato, di fatto si mettono insieme la Sony Pictures e Karan Johar per realizzare il remake ufficiale (i crediti compaiono nei titoli di testa del film) di Stepmom (Nemiche amiche), successo made in Usa del 1998.

TRAMA
Maya (Kajol) è una madre divorziata che si occupa dei suoi tre figli insieme all'ex marito Aman (Arjun Rampal), con il quale è rimasta in buoni rapporti. Dal momento in cui Aman decide di presentare la compagna, Shreya (Kareena Kapoor), ai bambini, però, gli equilibri cominciano ad incrinarsi e scoppiano i primi conflitti.
Solo un grave problema di salute di Maya farà in modo che tutti si impegnino perchè questa famiglia allargata funzioni.

RECENSIONI

The Times of India ***
In We are family il remake è legale, quindi non importa se il film copia scena dopo scena l'originale, Nemiche amiche, con gli attori e il regista che preferiscono non aggiungere nulla di nuovo. Ma è questo il punto debole. Avremmo preferito qualche extra, soprattutto dal momento che WAF vanta due delle contendenti più adatte - Kajol e Kareena Kapoor - ai ruoli ricoperti da Susan Sarandon e da Julia Roberts. Con due attrici desi così raffinate c'era grande spazio per l'originalità, l'intesa e i fuochi d'artificio. Invece lo schermo non s'infiamma. Inoltre un senso di angoscia appesantisce lo svolgersi della trama. WAF funziona principalmente grazie alle interpretazioni femminili. Kajol sfodera il suo abituale carisma illuminando la scena. Kareena mostra una nuova maturità. Entrambe le attrici riempiono di cuore e di anima una sceneggiatura prevedibile e priva di verve. Purtroppo la colonna sonora di Shankar-Ehsaan-Loy lascia freddi, senza nessun brano memorabile, con l'eccezione del tributo a Jailhouse Rock di Elvis.
Nikhat Kazmi, 01.09.10
Recensione integrale.

Hindustan Times **
In We are family Arjun Rampal è il personaggio maschile silenzioso e privo di voce in capitolo, ma, rispetto al vecchiotto e privo di charme Ed Harris dell'originale hollywoodiano, Rampal ne esce meglio. La location è l'asettico primo mondo. Spaghetti pronti per cena. Moderna gestione della casa. Le due protagoniste sono le più talentuose e luminose attrici bollywoodiane. Il film è girato in modo pulito. Ma è solo l'idea che tiene legato tutto, e l'idea è interamente occidentale. Dio sa quanto sia povera l'immaginazione indiana, e WAF è semplicemente il raro riconoscimento ufficiale. I produttori hanno pagato i diritti, e questa volta quindi non rubano idee. Potrebbero esserci centinaia di originali sceneggiatori locali che aspettano una possibilità per esprimere qualcosa di nuovo, ma la pigrizia creativa non riguarda il pubblico. Il film c'è, in affitto dal cinema occidentale o remake indiano bello e pronto, a chi importa? In WAF il pathos non è creato dalla storia bensì solo dalle interpretazioni, in particolare da quella, meravigliosa, di Kajol.
Mayank Shekhar, 02.09.10
Recensione integrale.

Diana ***
Girato con cura ma senza mordente, ambientato nella moderna Sidney, recitato con impegno da tutti e tre i protagonisti, We Are Family non scalda il cuore. Coinvolge poco fino ad annoiare soprattuto chi ne conosce la versione hollywoodiana. Kajol, Kareena Kapoor ed anche gli spettatori, indiani e non, meriterebbero script più originali e stimolanti. Sappiamo che a Bollywood ne sono capaci.

Il bello:
- Kajol. Una stelletta in più nel giudizio unicamente per lei.
Il suo talento naturale rede credibile ed interessante anche il più anonimo dei ruoli, peccato non poterne godere più spesso.

Il brutto:
- We Are Family è quasi perfettamente aderente a Nemiche amiche. Non solo come remake non aggiunge niente ma dove si differenzia sbaglia. In Nemiche amiche il personaggio qui interpretato da Kajol decide di accogliere la compagna dell'ex marito perchè riconosce il loro legame. Decide di deporre le armi perchè un domani i suoi figli non continuino la guerra per lei. Aiuta i propri figli ad accettare Shreya (Isabel, in Nemiche amiche) perchè possano superare il trauma e crescere amati, senza rancori, senza sensi di colpa, il più serenamente possibile.
In We Are Family, invece, sembra che Maya cerchi qualcuno che prenda il suo posto per non lasciare soli i figli. Il padre è completamente fuori gioco, non conta, in una visione un po' triste e sorpassata dei ruoli genitoriali.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Aman - Arjun Rampal
Maya - Kajol
Shreya - Kareena Kapoor
Aleya - Aanchal Munjal
Ankush - Nominath Ginsburg
Anjali - Diya Sonecha
Dr. Rati Malhotra - Iravati Harshe

Regia di Siddharth Malhotra

La sceneggiatura è basata su quella scritta per Stepmom (Nemiche amiche) da Gigi Levangie, Jessie Nelson, Steven Rogers, Karen Leigh Hopkins e Ronald Bass

Prodotto da Karan Johar e Hiroo Johar insieme a Sony Pictures

Musiche di Shankar Mahadevan , Ehsaan Noorani e Loy Mendonca

Parole di Irshad Kamil e Anvita Dutt Guptan

Coreografie di Bosco Martis e Caesar Gonsalves

CURIOSITA'

- We Are Family è stato girato tra Sydney e Mumbai.

- Al diciottesimo minuto (e trenta secondi) vengono messi in tavola gli spaghetti.

- Shah Rukh Khan, grande amico di Karan Johar, ha partecipato alla promozione di We Are Family, con alcune apparizioni durante gli incontri con la stampa. La notizia completa.
Il video di una delle interviste di Shah Rukh Khan insieme a Kareena Kapoor e Arjun Rampal.

- Lo scorso 13 settembre Kajol ha dato alla luce il suo secondo genito. Dopo Nysa, una bambina di 7 anni, è nato un maschietto, Yug.

Il sito ufficiale del film.

14 settembre 2010

MILENGE MILENGE


Milenge Milenge segna il ritorno alla regia di Satish Kaushik, che recentemente ha offerto una brillante prova d'attore in Road, Movie di Dev Benegal. Ma soprattutto segna il ritorno sullo schermo della supercoppia di Jab We Met, Kareena Kapoor e Shahid Kapoor, nel primo film distribuito dopo la loro clamorosa rottura. La pellicola ha subito un iter travagliatissimo: le prime sequenze sono state girate a partire dal 2004, ma in seguito, per problemi finanziari e per problemi con il cast, la distribuzione è stata costantemente rinviata.

Milenge Milenge è un prodotto davvero modesto, e si comprende bene il motivo per cui i due protagonisti abbiano nicchiato all'idea di promuovere il film. La pellicola è realizzata in modo antiquato. La sceneggiatura è forzata. I personaggi sono appena abbozzati. I dialoghi e la colonna sonora non aiutano. Kareena e Shahid in un modo o nell'altro riescono a cavarsela sempre, ma Milenge Milenge non è un titolo di cui andare fieri.

TRAMA

Priya (Kareena Kapoor) cerca l'uomo giusto e crede di trovarlo in Immi (Shahid Kapoor). Ma Immi la conquista con l'inganno, per poi perderla un attimo dopo aver realizzato che, malgrado lui non assomigli al principe azzurro sognato dalla ragazza, Priya è però la donna che fa per lui. Come riconquistarla?

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Shahid Kapoor in minigonna, tacco alto, push-up imbottito, rossetto e cerchi alle orecchie. L'unico sprazzo di vita in un film molto anemico.

RECENSIONI

The Times of India: **1/2
La trama non offre nulla di nuovo, ed è quasi criminale in tempi in cui persino le ordinarie storie d'amore vengono riscritte secondo lo stile della new-age bollywoodiana. Oggi più nessuno crede nelle cartomanti o nelle frasi tipo 'da qualche parte c'è qualcuno fatto per me'. Anche i Chopra e Karan Johar hanno capito il rischio potenziale che i cliché alla 'coppia fatta da Dio' comportano nell'era di Facebook, degli appuntamenti veloci, degli amori istantanei e delle rotture rapide. Naturalmente Shahid e Kareena si impegnano ad iniettare vita in una sceneggiatura morta e si sforzano di mostrare complicità. Ma è tutto fuori moda: le coreografie, l'umorismo da college, i costumi, la colonna sonora di Himesh Reshammiya. Milenge Milenge non ha l'attualità della pyaar-mohabbat pulp fiction bollywoodiana di oggi.
(Autore non indicato), 09.07.10

Hindustan Times: *
Milenge Milenge fu girato in anni in cui il compositore della sua colonna sonora, Himesh Reshammiya, contribuì all'inquinamento acustico indiano più di quanto il fumo danneggiò i polmoni umani. I produttori volevano trarre profitto portando sullo schermo la zuccherosa storia d'amore interpretata da due star che, allora, erano fidanzate tra loro anche nella vita reale. E questa fu l'unica idea che partorirono per il film.
Mayank Shekhar, 09.07.10

Cinema Hindi: *
Punto di forza: Kareena e Shahid
Punto debole: (lunga lista)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Kareena Kapoor - Priya
* Shahid Kapoor - Amit (Immi)
* Delnaaz Paul (Kal Ho Naa Ho) - Honey, l'amica di Priya
* Satish Kaushik - il libraio
* Kirron Kher (Kurbaan) - la cartomante

Regia: Satish Kaushik (Tere Naam)
Sceneggiatura: Shiraz Ahmed (Wanted)
Colonna sonora: Himesh Reshammiya (Namastey London)
Coreografia: Ahmed Khan (Ghajini)
Fotografia: S. Sriram (Wanted)
Montaggio: Sanjay Verma (Tere Naam)
Traduzione del titolo: ci incontreremo.
Anno: il film è stato distribuito nel 2010, ma le riprese sono iniziate nel 2004.
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 28.10.04, Bollywood Hungama: intervista a Kareena Kapoor
* 15.05.09, Bollywood Hungama: intervista a Satish Kaushik
* 04.06.10, The Times of India: dichiarazioni di Satish Kaushik
* 07.07.10, The Times of India: dichiarazioni di Delnaaz Paul
* 10.07.10, The Times of India: intervista a Satish Kaushik
* 14.07.10, Bollywood Hungama: intervista a Satish Kaushik
* Bollywood Hungama: lista di tutti i link agli articoli e ai video dedicati a Milenge Milenge

CURIOSITA'

* Milenge Milenge si ispira a Serendipity.
* Malgrado il trailer dal sapore un po' antiquato, la colonna sonora non esaltante e l'assenza di Kareena e di Shahid nelle attività promozionali, Milenge Milenge non ha causato alcuna perdita ai suoi produttori, anzi. Ancor prima della sua distribuzione il film aveva pareggiato i costi grazie ai diritti elargiti dai canali satellitari, dalle case di produzione del dvd e del cd della colonna sonora, dai circuiti distributivi esteri. Sembra addirittura che Milenge Milenge abbia procurato un utile del 30%, considerato oggi una rarità. I media indiani ritengono che la distribuzione così tardiva sia stata vantaggiosa per la pellicola, che ha potuto beneficiare dei diritti satellitari - qualche anno fa non previsti - e del fatto che entrambi gli attori protagonisti siano oggi delle star. Articolo originale.
* Pare che il cast e la troupe abbiano evitato d'un soffio il tragico tsunami del dicembre 2004. La produzione aveva prenotato uno degli hotel distrutti dal cataclisma. Shahid Kapoor aveva fortunatamente chiesto di rimandare le riprese in Thailandia perchè impegnato nella promozione di Dil Maange More.
* Prasad Doke, 24 anni, ingegnere elettronico, è il vero titolare del numero di telefono mostrato in una sequenza del film. Dopo la prima di Milenge Milenge Prasad ha ricevuto in un giorno più di centocinquanta telefonate di fan, alcuni anche aggressivi, che desideravano parlare con Kareena o con Shahid. Boney Kapoor ha dichiarato che, ai tempi della realizzazione della pellicola, quel numero era inesistente. Articolo originale.
* Riferimenti a Bollywood: accenno al brano No Entry/Ishq Di Galli Vich.

GOSSIP & VELENI

* Kareena Kapoor e Shahid Kapoor si innamorarono sul set di Fida (2004). Le due star si sono frequentate per tre anni, per poi lasciarsi durante le riprese del blockbuster Jab We Met (2007). Kareena è attualmente legata a Saif Ali Khan, incontrato sul set di Omkara (2006). Quanto a Shahid, si vocifera di una sua nascente relazione con Priyanka Chopra, gossip mai confermato dagli interessati. L'attrice è stata sua partner in Kaminey (2009).
* Pare che Salman Khan abbia rifiutato di regalare un cameo in Milenge Milenge perchè offeso dall'intimità mostrata da Kareena e Shahid che, nel corso di un impegno professionale precedente, evitarono di mescolarsi col resto della troupe - di cui Salman faceva parte - preferendo restare da soli. Articolo originale.
* Non è la prima volta che Kareena Kapoor causa un (costoso) rallentamento nella realizzazione di un film prodotto da Boney Kapoor. Sembre che, nel caso di Bewafaa, Boney avesse addirittura minacciato di bruciare la pellicola delle sequenze già girate di fronte alla casa di Kareena. In quel periodo il padre dell'attrice stava affrontando una delicata operazione al cuore.
* In Scozia Milenge Milenge e Innocenti bugie sono stati distribuiti lo stesso giorno, in due sale attigue. Shahid era in quel periodo in Scozia per le riprese di Mausam. L'attore, grande fan di Tom Cruise, pare abbia preferito precipitarsi a vedere Innocenti bugie, snobbando platealmente il proprio film.