26 marzo 2009

QAYAMAT SE QAYAMAT TAK





Dimentichiamoci degli action movies degli anni precedenti, niente più banditi dallo sguardo crudele né pericolosi inseguimenti in sfreccianti auto colorate. Questo film, diretto nel 1988 da Mansoor Khan, reindirizza i gusti del pubblico verso l’empatia assoluta con i protagonisti di una candida e dolcissima storia d’amore. I così detti villains non sono più capi della mala o loschi sicari ma persone normali; rispettabili membri della famiglia che con il loro orgoglio cieco finiscono per distruggere la vita delle persone che amano, dimostrandosi non meno pericolosi dei famigerati gangster …

L’ispirazione parte da Romeo e Giulietta, la tragedia romantica per eccellenza.
Nonostante la diversità storico-geografica del contesto, l'anima dell'opera e l’insieme di purezza, gioventù e romanticismo vengono rispettate a meraviglia. Nello stile dei capolavori Shakspeariani, la storia vera e propria, ricca di tensione, partecipazione, sofferenza, si intervalla a momenti di più leggera commedia rivolgendosi a un pubblico di qualsiasi età ed estrazione sociale.

I protagonisti, Aamir Khan e Juhi Chawla al loro debutto ufficiale, immobilizzano lo spettatore con la loro tenerezza ed è impossibile non adorarli fin dalla prima inquadratura.
Juhi ha addosso un’energia incontrollabile, potrebbe essere una ragazza qualunque e non gioca mai a fare la star, questo le fa guadagnare anche le attenzioni e la simpatia del pubblico femminile, che può identificarsi in lei senza percepirla come rivale. Aamir, ancora adolescente ma già pienamente consapevole del suo ruolo, mostra il disagio che si prova nel ritrovarsi in un territorio affascinante e inesplorato, trasmette le sensazioni di gioia a indecisione legate alla scoperta dell’amore. Sempre in imbarazzo si morde le labbra in maniera convulsa (…ma quanto è carino quando fa così??)

Trama : vedi Romeo & Giulietta, immaginando Romeo con gli occhioni neri di Aamir Khan

Al di là della storia straordinariamente struggente, (capace di far commuovere un masso di granito e abbattere di colpo il primato di chi afferma da sempre “davanti ai film non piango mai!”) QSQT è girato benissimo. Forse potrà sembrare banale ma nel suo essere semplice coinvolge ed è sempre guidato da una fluida naturalezza.
Il finale non vuole soddisfare a tutti i costi e sceglie di rinunciare all’happy ending interrompendo di colpo l’ovattata atmosfera da favola.

Proprio questo film ha portato al successo Aamir, introducendo una nuova versione dello star-crossed lover : fragile, ingenuo ma anche.. casto seduttore (quanti baci in totale? Non mi ricordo, dal quinto in poi ho perso il conto…)

Qayamat se Qayamat tak ha inoltre aperto la strada a tutte le più famose love story degli anni a venire, tanti sono gli elementi che sono stati ripresi in altri titoli: lo spettacolo al college dove il protagonista si esibisce con una canzone, l’ambientazione del campeggio estivo, i due ragazzi che si ritrovano da soli dopo aver perso il gruppo degli amici, le famiglie conservatrici che ostacolano la libera espressione dei figli considerandoli come loro proprietà, la fuga romantica ecc...

Recuperando sentimenti universali e riadattandoli alle nuove circostanze, il film senza troppi investimenti si trasforma in un successo nazionale, risvegliando i ricordi della giovinezza e innestando un ideale di amore assoluto.


Il mio giudizio sul film : **** 4 /5


ANNO: 1988

REGIA: Mansoor Khan

TRADUZIONE DEL TITOLO: Da un'avversità all'altra (nb. Qayamat può essere tradotto anche come Doomsday-Apocalisse)


CAST:

Aamir Khan……… Raj
Juhi Chawla……….Rashmi
Goga Kapoor…… ..Randhir Singh
Dalip Tahil……….. Dhanraj Singh
Beena Banerjee……Saroj
Alok Nath……… Jaswant


COLONNA SONORA: Anand - Milind
La canzone più famosa : "Papa Kehte Hain" ... collegata alla prima comparsa di Aamir nel film

PLAYBACK SINGERS. Alka Yagnik, Udit Narayan

QUALCOS’ALTRO:

- L’uscita del film coincide con l’introduzione in India della videocassetta, il suo successo commerciale sarà seguito da una massiccia vendita di vhs
- Mansoor Khan è cugino di Aamir e figlio del famoso regista Nazir Husain (Yadoon Ki Baarat , Hum Ki se Se Hum Nahin)
- Aamir e Juhi erano apparsi già in film minori ma per entrambi questo è stato il primo vero ruolo della loro carriera

FILMFARE E NATIONAL AWARDS:

- Ai Filmfare del 1988 Qayamat se Qayamat tak vinse come miglior film, e, rispettivamente Aamir, Juhi e i compositori Anand/Milind, trionfarono nelle categorie Best Debut (Male), Best Debut (Female) e Best Music director

- Vinse anche il National Award nella categoria – Best Movie Providing Wholesome Entertainment

24 marzo 2009

LOVESTORY 2050


Tenetevi alla larga da questo film.
Malgrado le immagini e i colori invitanti, il set ultramoderno e gli effetti (si fa per dire) speciali, Love Story 2050 non riuscirà a tenervi svegli nemmeno mezzora.
Il film è inutile, girato tanto per girare, buffa accozzaglia di storielle da bambini raccontate senza un briciolo di energia. (Solo con la convinzione e il sentimento le storielle da bambini si trasformano in qualcosa di interessante per tutti… ma di certo non è questo il caso)

Immagino la genesi del disastro: Harry Baweja ha grandi progetti per il figlio belloccio che vorrebbe sfondare come attore, lo manda in palestra, lo fa assomigliare a Hrithik Roshan, gli prepara un pacchetto costoso e uno scenario sci-fi sul quale muovere i suoi primi passi, condisce il tutto con una buona dose di piatto romanticismo, un accenno al tema della reincarnazione pensando di saperlo gestire come ha fatto Farah Khan in Om Shanti Om, aggiunge un irritante pupazzo parlante rosa, e Priyanka Chopra vestita da Barbie. Ci spende tutti i risparmi di famiglia e fissa la data per una prima mondiale a Londra.
Certo che è proprio un uomo geniale.

Non conosco questo regista-produttore… vado a cercare in Wikipedia, mi chiedo che altri meravigliosi film avrà fatto…. Nel cast di Teesri Aankh, la sua uscita del 2006, noto che la protagonista è Amisha Patel. Questo spiega tutto. Non si tratta di un errore casuale, c’è proprio un problema di fondo.

Per fortuna ogni tanto a Mumbai escono pure film orribili, cosa molto utile per esaminare la nostra capacità di valutazione, qualche volta può essere terapeutico spegnere il televisore inorriditi. Da quando l'ho scoperto, il cinema indiano mi ha regalato così tanto che ci sono momenti in cui quasi quasi lo imploro di lasciarmi vedere una pura schifezza.

TRAMA , Se ci fosse sarebbe più o meno così:
La storia d’amore tra Sana e Karan si interrompe tragicamente con la morte prematura della ragazza. Il giovane spera di poterla rincontrare in un’altra vita e approfitta della macchina del tempo messa a punto dallo zio inventore per precipitarsi nel 2050 in cerca della sua amata.
Come è prevedibile la ritrova, nel frattempo ha cambiato colore di capelli.... (molto interessante...)

Ma il pubblico è un buongustaio e ha rigettato il film dal primo giorno. Perché ci fate vedere questa roba? Siamo abituati ad avere molto di più…


RECENSIONI :

Indiatimes **
Testo originale

Hindustan Times *

Bollywood Hungama **

Caterina : * 1/5
l'unica stellina compare solo per non lasciare lo spazio vuoto
Commento: Beware!!!!


ANNO: 2008

REGIA: Harry Baweja

CAST:

Harman Baweja…….. Karan
Priyanka Chopra……..Sana/Ziesha
Boman Irani …………Uncle Yu

COLONNA SONORA : Anu Malik / Javed Akhtar


ALTRE INFORMAZIONI

- Un’unica domanda a Boman Irani… com’è che sei finito lì dentro? Hai letto il copione durante l’addio al celibato di qualche amico?

- Kareena Kapoor ha dato prova di saggezza estrema tirandosi fuori da questo orrore di pellicola, infatti era stata ingaggiata in un primo momento per il ruolo della protagonista. Per fortuna è riuscita ad andarsene in tempo. Thank you Kareena.

- Il prossimo film con Harmaan e Priyanka What’s your Rashee? sarà firmato da Ashutosh Gowariker, regista fantastico, autore di Jodhaa Akbar, Swades, Lagaan. Mi fido ciecamente del suo giudizio ma resto molto perplessa sulla scelta del cast… incrociamo le dita fin da adesso.
- Alcune sequenze della canzone "Meelon Ka Jaisa Tha Fasla" sono state girate nell'incredibile cornice del Salar de Uyuni in Bolivia... che spreco inutile... visto che avete scelto una location di straordinaria bellezza, potevate chiamare le star giuste ?? Shahrukh e Kajol hanno fatto miracoli per l'Ente del turismo Egiziano...

23 marzo 2009

DEV D


PREMESSA

1 - Anurag Kashyap è il più sperimentale regista Hindi. Si cimenta col grottesco (v. 'No Smoking'). Non dimentica la denuncia e l'attualità (v. 'Black Friday'). Affronta temi classici rivisitandoli alla luce della propria audace immaginazione (v. 'Dev D'). Ma la sua ossessiva ricerca dell'originalità spesso nuoce alla spontaneità. Il risultato è sempre un po' artificioso (con l'eccezione forse di 'Black Friday'), caotico, incompiuto, talvolta incomprensibile. La narrazione procede a singhiozzi, tralascia dettagli importanti, accelera improvvisamente. Spossando lo spettatore. Da un punto di vista tecnico, la preponderante oscurità, le inquadrature azzardate e i virtuosismi, più che affascinare lasciano inappagati. Kashyap non gestisce la sperimentazione con chiarezza di intenti. Non sempre riesce ad essere conclusivo. Difetta in Potere. Quel Potere che Ram Gopal Varma dispiega a piene mani ipnotizzando gli spettatori e inchiodandoli alla poltrona, imponendo loro la propria visione. Si consiglia la filmografia di Anurag Kashyap a tutti coloro che ritengono la Cinematografia Hindi un prodotto di serie B - ne rimarranno sorpresi -, ma sempre, ad ogni suo film, si aspetta la pellicola successiva nella speranza di gridare al capolavoro. Il regista è pieno di idee, è fantasioso. Non può deluderci. Andrà meglio con 'Gulaal'?

2 - Non ho letto il racconto di Sharat Chandra Chatterjee a cui 'Dev D' si ispira, ma ho visto lo splendido 'Devdas' diretto da Sanjay Leela Bhansali, uno dei capolavori della cinematografia Hindi. Inevitabile, quindi, il raffronto continuo fra le due pellicole. E per quanto mi riguarda, è 'Devdas' a vincere la sfida.

DEV D

* Soggetto. L'idea è partorita da Abhay Deol. I due stanno aspettando il fischio d'inizio di una delle partite dell'ultimo Mondiale di calcio, e Abhay ne approfitta per raccontare a Kashyap una storia per un progetto futuro. Anurag se ne innamora all'istante e se ne appropria, scrivendo a quattro mani con Vikram Motwane la sceneggiatura.

* Sceneggiatura. Difficile immaginare una versione contemporanea di 'Devdas' più azzeccata. La rivisitazione in chiave moderna funziona ed è del tutto credibile. Il film è suddiviso in due parti distinte:
a) Primo tempo. I tre protagonisti vengono presentati uno alla volta, e la narrazione, la scenografia e la regia si piegano al punto di vista del personaggio in esame.
- Paro, irruente e dall'aspetto comune. Il ritmo è tumultuoso. L'ambientazione realistica e un po' sciatta.
- Lenny/Chanda, complessa e intrigante. La narrazione si fa più dolente, scava nel passato e racconta con partecipazione emotiva le vicende della diciassettenne Lenny che si trova coinvolta in uno scandalo e che si trasforma nella prostituta Chanda. La parte migliore del primo tempo.
- Dev D, umorale e suicida. Comincia la discesa agli inferi. E comincia la sperimentazione tecnica. L'inferno personale di Dev è ottundente, atemporale, lisergico. La scenografia diventa surrealista.
b) Secondo tempo, il più riuscito. La narrazione alterna caos autodistruttivo a tenerezza emotiva.
Rispetto a 'Devdas' di Bhansali sono molte le novità nella sceneggiatura:
- Paro e Dev rimangono sempre in contatto durante l'esilio londinese di lui, mantenendo vivo il loro rapporto. In 'Devdas' risulta invece implausibile la solidità del legame dopo la lunga separazione. Ma in 'Dev D' l'amore fra i due sembra molto più carnale rispetto a quello che legherà il ragazzo alla prostituta. Dev e Paro galleggiano in una nebbia ormonale permanente che li inebria lasciandoli sempre dolorosamente inappagati. In 'Devdas' i due innamorati sono totalmente immersi l'uno nell'altra, ma in una dimensione da incantesimo che amplifica il mito. Un legame profondo e magico che giustifica la tormentosa rovina di Devdas e l'inevitabile infelicità di Paro.
- Il rapporto fra Dev e Chanda è più caldo e tenero.
- Il finale non devasta come in 'Devdas'. La vicenda personale di Dev alterna alti e bassi, e il film si conclude in una delle fasi alte. Ma il regista non ci rassicura: non sappiamo se Dev - e Chanda - davvero si salveranno.

* Regia. Meno sperimentale rispetto a 'No Smoking', meno realistica rispetto a 'Black Friday'. Alterna sperimentazione e realismo in perfetta sincronia con la sceneggiatura e con i personaggi. Ma manca di compiutezza. Non abbastanza emotiva.
Bhansali con 'Devdas' ci ha regalato uno dei film più sontuosi della storia del cinema: ogni singolo fotogramma è un capolavoro e una gioia per gli occhi. Ogni singola inquadratura incanta. Ogni singolo dettaglio rasenta la perfezione.

* Personaggi. Il lavoro maggiore degli sceneggiatori si concentra sulla riscrittura - o arricchimento - dei personaggi:
- Paro. Donna forte. L'amore che nutre per Dev è importante ma non esclusivo. Si salva dall'ossessione e passa oltre.
Rispetto a 'Devdas', la prima differenza che balza all'occhio è estetica: l'incantevole bellezza di Aishwarya Rai giustifica pienamente la disperazione che suscita in Devdas. Ash regala una Paro un po' immota, vero, ma solo perchè NON E' di questo mondo. Nessuna donna reale potrebbe causare una rovina tanto inesorabile. Mahi, al contrario, ha un aspetto comune (così come gli altri due attori protagonisti), ed è difficile comprendere le ragioni che spingono Dev all'ossessione. La sua Paro è più sana, più viva. Indipendente. Piena di carattere. Pragmatica e costruttiva. Non si lascia spaventare dal suo desiderio per Dev, ma nemmeno da un futuro senza di lui. Contrae un matrimonio felice e sembra dimenticare. Il personaggio è però troppo frenetico. Si fatica a seguire questa Paro che non sta ferma un attimo, perennemente spettinata, con ciocche selvagge che le nascondono il volto. Grida. Litiga. Aggredisce. E la scena della fontana è veramente imbarazzante. Nel secondo tempo i due si incontrano, ma Paro non dimostra grande emozione. Dev tenta un approccio, ma il tutto è frettoloso e arido.
- Lenny/Chanda. Il personaggio più interessante. Ha un passato che giustifica il suo presente. Condivide con Dev infelicità e dipendenze, ma non si lascia spezzare.
Rispetto a Chandramukhi è molto meno fascinosa (Madhuri è INARRIVABILE). Conosciamo la sua storia, ma gli sceneggiatori forse esagerano la dimensione 'nazionale' e mediatica della vicenda del video amatoriale, così come la tragedia che colpisce il padre della ragazza. La vergogna di Lenny per l'uploading e la fuga da casa sarebbero state sufficienti. Comunque Kalki è sorprendente. La sua Lenny è moderna, cosmopolita, istruita. Colpita dalla disperazione di Dev, se ne innamora quasi all'istante, ma risponde punto per punto, sfacciatamente, agli insulti e alle asperità di lui. Sua la battuta migliore del film (quando Dev rompe il bicchiere). Sua l'espressione più dolorosamente vera, quando Dev dichiara il suo amore per Paro. Rispetto a Chandramukhi, Chanda abbandona risolutamente il bordello e sembra vincere la sua partita con Dev.
- Dev. Pessimo studente. Inconsistente. Già durante il lungo soggiorno londinese si avvicina alle dipendenze che poi lo intossicheranno fin quasi a distruggerlo.
Rispetto a Devdas è un personaggio negativo. Non ci si appassiona alle sue vicende. Non ispira simpatia. E' per questo che non emoziona. Devdas è debole, Dev è vuoto. Devdas subisce le angherie di un padre autoritario che minano le sue sicurezze. Dev è un bambino ribelle che esaspera il padre, severo ma non crudele. Il padre non osteggia affatto la sua relazione con Paro, e si dimostra anzi pronto ad accettare la ragazza come nuora. Non è ancora troppo tardi, ma Dev, spinto dall'orgoglio - e non dalla debolezza, come Devdas -, rifiuta. Devdas è caldo e umano. Dev è freddo e disumano. In Devdas l'ossessione è preponderante rispetto alla dipendenza dall'alcool. In Dev le (numerose) dipendenze sembrano invece preponderanti rispetto all'ossessione. Il crollo di Devdas è più plateale: il ragazzo è uno studente brillante, un essere umano positivo, pieno di vita, pronto a spiccare il volo verso un roseo futuro. In Dev, invece, la perdita di Paro sembra solo un pretesto per consentirgli di sprofondare nelle sue già sperimentate dipendenze. Non ha prospettive. Nessun progetto concreto. Non disdegna le attenzioni di un'altra quando il rapporto con Paro è ancora vivo. E' viziato ed egoista. Devdas si abbandona totalmente al suo sentimento. E così diventa mortalmente vulnerabile: perde se stesso la prima notte di nozze di Paro per non ritrovarsi mai più.

* Interpretazioni. Con l'eccezione di Kalki, un po' fredde. L'esordiente - nel Cinema Hindi - Mahi è dignitosa ma non eccezionale. Sembra inadatta al ruolo. Abhay è impeccabile come sempre. Ma è la sorprendente Kalki, qui al suo debutto, a colpire dritto al cuore, con un'interpretazione pulita, dolente, emotiva.
Il trio di attori in 'Devdas' è intoccabile. Ash perfetta per la sua eterea e irraggiungibile Paro. Madhuri dolorosa e viva. Shah Rukh Khan disperato fino a trafiggere.

TRAMA

Dev (Abhay Deol) torna a Chandigarh dopo aver studiato per anni a Londra e riabbraccia Paro (Mahi Gill), la sua fidanzata. Ma in seguito ad un equivoco i due litigano furiosamente, e Paro sposa un altro. Dev per dimenticarla si abbandona all'alcool e alle droghe. E incontra Chanda (Kalki Koechlin), una giovane prostituta che si innamora di lui.

RECENSIONI

The Times of India: *****
Nikhat Kazmi, 05.02.09

Hindustan Times: ***1/2
Shashi Baliga, 06.02.09

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: l'originalità, la sperimentazione, il cast (soprattutto Kalki)
Punto debole: un primo tempo non sempre all'altezza e (scusate) LA MANCANZA DI UN'ILLUMINAZIONE ADEGUATA

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhay Deol ('Oye Lucky! Lucky Oye!') - Dev
* Mahi Gill - Paro
* Kalki Koechlin - Lenny/Chanda

Regia e co-sceneggiatura: Anurag Kashyap

Co-sceneggiatura: Vikram Motwane

Fotografia: Rajeev Ravi ('No Smoking')

Montaggio: Aarti Bajaj, moglie di Kashyap ('Black Friday', 'Aamir')

Colonna sonora: bizzarra, originale, a tratti intensa. Composta da Amit Trivedi ('Aamir') per la musica e da Amitabh Bhattacharya per i testi. 'Pardesi' è forse il brano migliore, rappresentato sullo schermo in modo molto intrigante, con un'insolita coreografia. 'Emosonal Attyachar', il brano suonato al matrimonio di Paro, è di un'allegria contagiosa. Le recensioni critiche indiane sono favorevolissime. Anche il pubblico ha apprezzato la varietà e la modernità del sound. E pare che 'Emosonal Attyachar' sia diventato una specie di inno per i giovani indiani

Anno: 2009

Sito ufficiale: http://www.devdthefilm.com/, per visionare il trailer e consultare la rassegna stampa

CURIOSITA'

* Dev D è stato proiettato all'Indian Film Festival Bollywood & Beyond 2010, al Salone Internazionale del Libro 2010, al Filmfest Munchen 2010, al London Indian Film Festival 2010 e al Minneapolis/St. Paul Asian Film  Festival 2010 (aggiornamento del 24.11.10).
* Nei titoli di testa si ringrazia Danny Boyle, regista di 'Slumdog Millionaire'
* Paro e Lenny si incontrano fuggevolmente solo una volta, sul treno: Paro sta andando dal fotografo, Lenny sta scappando
* Lenny, durante il suo esilio dai nonni, legge 'Il Disprezzo' di Alberto Moravia
* Anurag in un'occasione è stato costretto ad interrompere le riprese in esterni: si era diffusa la voce che Shah Rukh Khan stesse girando un film, e una folla oceanica si era raccolta attorno al set, rifiutandosi decisamente di disperdersi
* Anurag Kashyap ha esordito nel cinema con la sceneggiatura di 'Satya', il capolavoro di Ram Gopal Varma. Ha anche firmato la sceneggiatura di 'Water' di Deepa Mehta. Ha interpretato se stesso in un cameo in 'Luck By Chance'. E ha co-prodotto la pellicola più emozionante del 2008: 'Aamir'. Ha dichiarato che 'Ladri di biciclette' di De Sica è il film che più lo ha influenzato.
* Sharat Chandra Chatterjee ha scritto anche un altro famoso racconto, 'Parineeta', da cui è stata tratta l'omonima pellicola con Saif Ali Khan. Pare che il suo 'Devdas' abbia ispirato ben 9 versioni cinematografiche. 'Dev D' è la decima
* Kalki Koechlin è nata in India da genitori francesi. Parla davvero tamil, inglese e francese. Ma ha dovuto studiare la lingua hindi per interpretare Chanda
* Mahi Gill ha esordito nel cinema Punjabi. Prima di 'Dev D', aveva recitato in 'Gulaal', sempre diretto da Kashyap. Ma 'Gulaal' è stato distribuito un mese dopo rispetto a 'Dev D'
* Lo sceneggiatore Vikram Motwane è stato assistente alla regia in 'Devdas' e in 'Hum Dil De Chuke Sanam', entrambi diretti da Bhansali
* Alla domanda 'E' curioso di vedere com'è questo Devdas?', Shah Rukh Khan risponde: 'Mi piace molto Anurag Kashyap perchè ha gli occhi da folle, e mi piace quello che scrive. Mi aveva proposto di interpretare 'No Smoking'. 'Emosonal Attyachar' suona benissimo. E sono sicuro che Abhay abbia fatto un lavoro molto migliore del mio'. Intervista originale
* Kashyap nel suo blog personale ha scritto diffusamente di 'Dev D'. Di seguito alcuni dei testi dedicati all'argomento:
'Nel mio film Devdas non si compatisce ma scopre se stesso. Scopre che è dissoluto, ipocrita, edonista, autodistruttivo, ma non sa come distruggersi.'
- La genesi di 'Dev D', 20.12.08, dove scrive fra l'altro di Abhay e di Danny Boyle
- La genesi (II), 30.12.08
'Dev D' è una storia di auto-realizzazione, di scoperta di se stessi. E l'autodistruzione è una delle strade per arrivarci, o ne è il risultato.'
- Lo stile di 'Dev D', 02.01.09, nel quale il regista descrive la scelta delle scenografie, dei costumi, delle location
* Aggiornamento del 07.08.09: vedi Anurag Kashyap: intervista esclusiva.
* Aggiornamento del 19.09.09: 'Dev D' è stato proiettato pochi giorni fa fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia (Anurag Kashyap era uno dei membri della giuria)

GOSSIP&VELENI

* Vikram Motwane è uno dei più vecchi amici di Abhay Deol. E' stato lui a presentarlo a Kashyap

BHOOT


Swati e Vishal traslocano in un appartamento al dodicesimo piano di un grattacielo di Mumbai, dove ha avuto luogo un fatto terribile: una donna, Manjeet, si è buttata dal balcone assieme al figlio. Quando Vishal acquista l’appartamento è informato della tragedia dall’amministratore del palazzo ma non ritiene opportuno riferire nulla alla giovane moglie.
Una notte Swati, non riuscendo a prendere sonno si mette a guardare la televisione. Nello specchio che ha di fronte, improvvisamente vede per un attimo una donna. Da quel momento comincerà a soffrire di sonnambulismo e allucinazioni sempre più intense e frequenti.
Pochi giorni dopo la prima apparizione, il guardiano al condominio viene trovato assassinato in un modo alquanto strano. Il poliziotto che indaga sull’omicidio indirizza subito i suoi sospetti sulla povera Swati.
La condizione psicologica della donna si aggrava e Vishal si rivolge prima ad uno psichiatra, poi ad una medium…

Regista: Ram Gopal Varma
Produttore: Nitin Manmohan
Colonna sonora: Salim-Sulaiman
Anno: 2003
Genere: horror

Attori:
Urmila Matondkar (Swati)
Ajay Devgan (Vishal)
Nana Patekar (Liaqat Quereshi)
Rekha (Sarita)
Barkha Madan(Manjeet Khosla)
Fardeen Khan (Sanjay)
Tanuja (Mrs Khosla)
Seema Biswas (Kamla Bai)
Victor Banerjee (Dr. Rajan)
Sabeer Masani (guardiano)

Recensione ****

Horror ben riuscito: nonostante la banalità della trama il film è molto intenso. Ottime le inquadrature, i dettagli, la musica di suspence e l’interpretazione degli attori. Urmila Matondkar è fantastica sia nel ruolo della mogliettina moderna che in quello della posseduta. Anche Rekha recita bene la medium misteriosa.
La trama prende spunto da quella del film “L’esorcista”, mentre la figura del fantasma deve molto alla rappresentazione degli spettri del cinema horror asiatico.
Sullo sfondo del film si profila una riflessione sul rapporto tra modernità e tradizione. Il mondo moderno non può fare a meno del passato, anzi è proprio rivolgendosi a quest’ultimo che si possono risolvere i problemi del presente.

17 marzo 2009

ABHIMAAN





Il giovane cantante Subir è bravo, bello, famoso e circondato da centinaia di fans deliranti, esce con l’avvenente Chintra ed ha una vita a 5 stelle. E poi l' incontro con Uma, una ragazza del villaggio, sensibile e gentile, dotata di una voce assolutamente unica (non a caso, presa in prestito da Lata Mangeshkar) ed è così affascinato dalle sue qualità che dopo il matrimonio giura di esibirsi solo con lei tutta la vita.. Ma Uma ha un talento davvero speciale ed è destinata a catturare su di sé l’attenzione a discapito della pop star che soffre di un improvviso calo di consensi. La gelosia e l’orgoglio diventano insostenibili e compromettono la loro relazione.

Gran parte del film si incentra sul dibattito Pop Music / Classic Music
Costante il confronto tra la formazione classica di Uma e l’impostazione moderna di Subir
Il divino e il commerciale.
Ogni volta che Subir sente la voce di Uma, quelle vibrazioni melodiose sembrano fuoriscire direttamente dal tempio della divinità; lei canta per pura passione, in una dimensione semplice e spirituale slegata da ogni forma di consumismo, e raggiunge in un attimo la sensibilità della gente.
Subir si esibisce per fama e denaro ed è quasi spaventato dalla mole di premi e statuette ai lati del suo letto, cantare è solo un lavoro, un mezzo per ottenere visibilità e benessere.
Una frase chiave nella prima parte del film è il consiglio che Uma lascia a Subir, ancora prima di avvicinarsi a lui: ..."Canti per accontentare le persone? Dovresti cantare semplicemente per te stesso"...
Pur facendo di tutto per evitarlo, da un giorno all'altro Uma si ritrova ad essere un personaggio in vista, a dimostrazione che il pubblico sa riconoscere e premiare l'autenticità dell'arte e la vera dedizione.

POLLICE IN BASSO
Per l’alto contenuto di misoginia. Tutte le figure femminili del film sono assoggettate dalla presenza di Subir. Durga, la zia, vive solo in funzione del nipote e passa intere giornate aspettando che torni per cucinare per lui. Uma, la moglie che non può permettersi di essere più brava del marito ed offuscare la sua carriera. La bella Chintra, ex fidanzata di Subir, allontanata perché non abbastanza conforme all’ideale di donna sposabile tipo zia-madre-nonna ecc..

POLLICE IN ALTO
Per i meravigliosi interpreti
Amitabh Bachchan e Jaya Bhaduri, sposati anche nella vita reale, mostrano un legame a dir poco perfetto; gli scherzetti, gli sguardi, tradiscono una confidenza che va al di là delle riprese cinematografiche.
La convinzione e l’abilità della coppia nel far arrivare le sensazioni giuste allo spettatore, le severe espressioni di Amitabh, la fragilità e la dolcezza nei grandi occhi di Jaya, una donna equilibrata ed intelligente, sobria nelle sue interpretazioni ma al tempo stesso incisiva, capace di non sfigurare mai nemmeno a fianco di Big. B.

Isolando i già discussi elementi di misoginia riconosco la qualità del film, uno dei più famosi di Amitabh e Jaya insieme, toccante, introspettivo. Il successo di Abhimaan è merito esclusivo dei suoi attori, anzi… di Jaya in particolare, ed è proprio la sua performance eccellente a far trionfare la forza femminile in una storia che cercava di dimostrare il contrario.

Il mio giudizio sul film : *** 3/5


ANNO: 1979

REGIA : Hrishikesh Mukerjee

TRADUZIONE DEL TITOLO: Orgoglio

CAST:

- Amitabh Bachchan (Subir)

- Jaya Bhaduri (Uma)

- Bindu (Chintra)

- Durga Kahte (Durga)


COLONNA SONORA : Sachin Dev Burman

PLAYBACK SINGERS: Lata Mangeshkar, Mohammed Rafi, Kishore Kumar



QUALCOSA IN PIU':

- Nei titoli di apertura, ci sono alcune riprese in cui vediamo le fans del cantante Subir in puro delirio, con in mano una foto del divino Bachchan pubblicata sulla copertina di Filmfare ... come biasimarle.

- Jaya Bhaduri vinse con Abhimaan il Filmfare Award nella categoria Best Actress , S.D. Burman invece nella categoria Best Music Director

- Pare che i coniugi Bachchan investirono parte dei propri soldi pur di veder realizzato il film dopo un periodo di stand-by

- Il titolo inizialmente era "Raag Ragini" , poi sostituito con "Abhimaan"

12 marzo 2009

DIL KABADDI


Irrfan Khan, Soha Ali Khan, Rahul Bose e Konkona Sen Sharma: un cast interessante per un film non brutto, a tratti vivace, che si ispira a 'Mariti e Mogli' di Woody Allen. I protagonisti vivono a Mumbai, provengono dal ceto medio, non rispettano le tradizioni: personaggi e vicende universalmente collocabili.

Il tema è piuttosto inedito per la cinematografia Hindi, ma 'Dil Kabaddi' è appesantito da una certa verbosità e da qualche inaccuratezza di troppo: l'adulterio di Samit è sopra le righe e il personaggio della sua amante è costruito in modo agghiacciante.
Nel secondo tempo la narrazione diventa ripetitiva e non avvince. I protagonisti parlano parlano parlano, e quanto alla trama... succede poco o niente. Lo spettatore sorride, apprezza la bravura del cast e la modernità del tema trattato, un po' si annoia.

'Dil Kabaddi' è dignitoso ma si dimentica con facilità.

TRAMA

Mita (Soha Ali Khan) e Samit (Irrfan Khan) annunciano agli amici Simi (Konkona Sen Sharma) e Rishi (Rahul Bose) la loro intenzione di separarsi. La notizia colpisce in particolar modo Simi, che comincia ad interrogarsi sul proprio matrimonio, causando dubbi e incertezze anche nel marito. A complicare le cose: un'avvenente insegnante di aerobica (Payal Rohatgi), un romantico collega (Rahul Khanna) e una giovane studentessa (Saba Azad). Matrimoni che traballano, tradimenti, corteggiamenti, abbandoni, ripensamenti, divorzi. Tutto il caos delle relazioni umane.

RECENSIONI

The Times of India: **
'Irrfan Khan riassume il tema centrale del film proprio all'inizio, quando dichiara che il matrimonio non ha nulla a che spartire col romanticismo. Preparatevi a dare un'occhiata dall'interno all'angoscia coniugale urbana. Il film inizia in modo promettente per poi scadere nella ripetitività.'
Nikhat Kazmi, 04.12.08

Hindustan Times: **1/2
'A chi appartiene il cuore del titolo? A Woody Allen, perchè questa storia è una diretta emanazione del suo film 'Mariti E Mogli'. Abbiamo a che fare con un gruppo di yuppie di Mumbai, eccessivamente umorali, pazzi per la cucina cinese, che litigano, si scusano, litigano e di nuovo si scusano. Bene: dov'è la storia? Più banalità che trama. Chiacchiere rivolte alla telecamera come in un dibattito televisivo. Irrfan Khan tende a strafare, e l'item number in cui si cimenta è il peggiore nella storia del cinema indiano. Konkona Sen-Sharma comincia a diventare un tantino noiosa. L'esordiente Saba recita con grande naturalezza. Soha Ali Khan impreziosisce il suo ruolo di sfumature che la sceneggiatura non possiede. Rahul Bose è ispirato.'
Khalid Mohamed, 06.12.08

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: il cast
Punto debole: qualche (grosso) scivolone nella sceneggiatura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Irrfan Khan ('Billu') - Samit
* Soha Ali Khan ('Rang De Basanti') - Mita, moglie di Samit
* Rahul Bose ('Shaurya') - Rishi
* Konkona Sen Sharma ('Luck By Chance') - Simi, moglie di Rishi
* Rahul Khanna ('Earth') - Veer, collega di Simi
* Payal Rohatgi ('Corporate') - l'insegnante di aerobica
* Saba Azad, al suo esordio - la studentessa

Regia: Anil Sharma (senior) al suo debutto

Sceneggiatura: Vivek Anand, Anil Sharma e Lezlie George Sparkx
Traduzione del titolo: gioco di parole intraducibile. 'Dil' significa 'cuore'. Il 'Kabaddi' è un gioco indiano di squadra. Due gruppi si fronteggiano, ciascuno appostato nella propria delimitata zona. Uno alla volta i giocatori devono tentare di entrare nell'area avversaria e 'rapire' almeno un giocatore dell'altra squadra conducendolo nella propria zona. La peculiarità è che il giocatore in azione deve ripetere senza interruzione la parola 'kabaddi'. Se vuole prender fiato deve rientrare nella propria area. (Ringraziamo Rajesh per la collaborazione. Rajesh propone la seguente traduzione inglese: 'Heart playing games')

Anno: 2008
CURIOSITA'

* Nei titoli di testa si ringrazia il grande regista Madhur Bhandarkar ('Page 3', 'Fashion', 'Corporate')

* Soha Ali Khan è figlia di Sharmila Tagore e sorella di Saif Ali Khan ('Omkara')

* Rahul Bose è attore, regista e giocatore professionista di rugby. E' stato definito da Time 'la superstar del cinema d'autore indiano'

* Rahul Khanna è il fratello di Akshaye Khanna ('Taal'). E' stato VJ per MTV Asia dal 1994 al 1998. Ha debuttato come attore nello splendido 'Earth'

03 marzo 2009

BANDINI


Diretto e prodotto da Bimal Roy, artista geniale e padre di capolavori come Do Bigha Zameen e Parineeta (1953).
Bandini esplora il tema dell’amore e della colpa attraverso un personaggio d’assoluta forza comunicativa: Kalyani, una donna forte, sensibile, meravigliosa, sulla quale però grava una pesante condanna; ma il suo spirito e il suo essere smentiscono ogni accusa e ne svelano un’anima pura. Tanta è la sua umanità che non possiamo evitare di domandarci: “come ha fatto ad arrivare fin lì?” "E’ la stessa donna così dolce e altruista ad essersi macchiata di un reato di omicidio?"

La storia corre a ritroso, attraverso i suoi racconti in un diario scopriamo un una vita tranquilla e felice, affetti, progetti per il futuro.
Poi un sogno infranto, polverizzato, una vita tutta da ricostruire.
Abbandonata da un amore fuggitivo scappa dal villaggio e trova lavoro in città, dove incontra una donna pazza e arrogante che la umilia e sfoga su di lei i suoi dolori; Kalyani assimila ogni colpo senza fiatare ma arriva un momento in cui le circostanze decidono per lei.
La notizia della morte del padre la cambierà per sempre. Completamente stordita , la donna esce fuori di sè per compiere un atto crudele: avvelena la paziente irascibile e violenta che le era stata affidata, oltretutto, moglie legittima dell’uomo che le aveva promesso il suo amore.
Il regista cattura l’intensità della scena e l’irreversibilità delle azioni attraverso un efficace gioco di ombre e di luci, i riflessi delle scale sul muro, l’espressività del volto di Nutan, il rumore del ferro che viene battuto dagli operai della casa a fianco.
Immagini che si susseguono al ritmo delle martellate... e il suo destino sembra dover cambiare per sempre.

Bimal Roy, regista bengalese di impronta neorealista, intervalla senza sosta vari livelli di narrazione. Scopriamo il passato di Kalyani attraverso un continuo gioco di flashback; la conoscenza graduale della protagonista cresce scena dopo scena, e, mano a mano che ci avviciniamo a lei, finiamo per comprenderla anche nei suoi errori.

Nutan è un’interprete favolosa, regge solo sulle sue spalle il peso di una tale opera, il film ruota attorno alla sua presenza. Ogni possibile emozione è in grado di passare attraverso i suoi occhi, neri, penetranti, a volte passivi e poi d'improvviso accesi di gioia o logorati dalla sofferenza... ma anche persi nel vuoto, nell’assenza di sensazioni.

Da prigioniera del destino a potenziale artefice della propria libertà. "Mere saajan hain us paar" la canzone della scelta, introdotta nel climax assoluto del film, momento in cui Kalyani deve capire se vuole vivere nel futuro o nel passato, se iniziare una nuova vita con il giovane Davendra o se continuare ad inseguire l’uomo per il quale è arrivata a compiere un gesto estremo, Bikash, più grande di lei e gravemente ammalato.

La pioggia incessante di un temporale scandisce le circostanze dolorose e l'ironia del destino vuole che un sole abbagliante continui a splendere nel cortile della prigione. Gli eventi sembrano decidere al suo posto anche quando si rassegna e perde ogni entusiasmo, quando si sente già vecchia e vorrebbe annullarsi in un angolo.
Nel momento in cui pensa che niente possa mai cambiare, un fiore selvaggio sboccia a sorpresa tra i muri di cemento, e Bandini (la reclusa) torna ad essere di nuovo Kalyani.

Il mio giudizio sul film : **** 4,5/5
da vedere e rivedere, per non lasciarsi scappare nemmeno un dettaglio.

ANNO: 1963

REGIA: Bimal Roy

TRADUZIONE DEL TITOLO: La Reclusa


CAST:

- Nutan ............ Kalyani

- Ashok Kumar.........Bikash

- Dharmendra...........Davendra


COLONNA SONORA : S.D. Bhurman

PLAYBACK SINGERS: Lata Mangeshkar , Mukesh, Manna Dey, Asha Bhosle

AWARDS:

1964 Filmfare Awards vincitore nelle categorie: Miglior film , Miglior regia, Miglior attrice protagonista, Miglior cinematografia in bianco e nero, miglior background music


QUALCOS'ALTRO

- Se volete conoscere qualcosa in più sul famoso regista Bimal Roy, visualizzate la pagina del sito web costruito in sua memoria. Bimal Roy Memorial Website.

- la meravigliosa Nutan è stata l'unica ad aver vinto per ben 5 volte il Filmfare Award per le sue interpretazioni.. E' figlia dell'attrice Sahobna Samart , sorella minore di Tanuja, e zia di Kajol.

02 marzo 2009

DELHI 6


Rakeysh Omprakash Mehra è senza dubbio un regista molto dotato.
In 'Rang De Basanti' e in 'Delhi 6' colpisce il suo talento nel rappresentare l'atmosfera e gli ambienti urbani. Nello specifico: Delhi, la sua città, della quale ci offre sempre una visione pulsante, contemporanea, ma non priva di poesia. Colpisce il ritmo che impone alla narrazione. Colpisce l'abilità nel gestire cast affollati ottenendo sempre performance di alta classe. Colpisce l'inusualità dei temi affrontati.
Ma nel finale di entrambe le pellicole: il tonfo.

'Delhi 6' è un film gradevolissimo.
Sceneggiatura accurata, regia da bacio accademico, montaggio serrato, fotografia splendida, personaggi realistici, interpretazioni eccellenti. Difficile decretare se il merito maggiore della pellicola vada riconosciuto alle inquadrature mozzafiato o al cast.
Abhishek Bachchan lascia ammutoliti per l'inarrestabilità della sua crescita come attore. Il suo è uno stile personalissimo. E in coppia col padre, Amitabh Bachchan, provoca nello spettatore metri quadrati di pelle d'oca: solo Kajol e Shah Rukh Khan riescono ad eguagliarli quanto a impatto emotivo.
Sonam Kapoor è S-P-L-E-N-D-I-D-A. Brava. Bella. Spigliata. Naturale. Espressiva. Sonam sembra l'unica giovane attrice in grado di seguire le orme di Kajol.
Waheeda Rehman è impeccabile. Il ruolo sembra cucito addosso a lei. L'attrice colpisce per la sobrietà, l'eleganza, il realismo. La vera coppia di 'Delhi 6' è sicuramente insolita: Waheeda e Abhishek. Mostrano reciprocamente un affetto e una familiarità tali da indurre a credere che fra loro esista davvero un legame di sangue.
Il resto del cast non è da meno: Om Puri (perfetto), Pawan Malhotra, Atul Kulkarni, Divya Dutta (BRAVISSIMA), il sempre esilarante Vijay Raaz, il raffinato Rishi Kapoor.

La metafora di 'Black Monkey' è al contrario piuttosto sgradevole. L'intenzione didascalica del regista è chiara, ma la sua attuazione pratica risulta posticcia e innaturale.
Godetevi comunque 'Delhi 6'. Malgrado il finale.

TRAMA

Roshan (Abhishek Bachchan) è nato e cresciuto negli Stati Uniti. La madre è musulmana, il padre hindu. Roshan visita per la prima volta il Paese d'origine dei genitori in compagnia della nonna paterna (Waheeda Rehman). E' amore a prima vista. Come biasimarlo?

RECENSIONI

The Times of India: ***
'Dopo 'Rang De Basanti' - inno dedicato alla ribellione giovanile -, Mehra sceglie di diventare il portabandiera dell'Indiano di buon cuore che vive a Delhi 6. Il regista miscela diversi ritratti dell'India contemporanea, sino a creare un quadro composito che rispecchia l'Indiano moderno e che lo rivela eroico ma anche brutale. Il deludente climax e il ritmo indolente del film limitano il delizioso aroma di 'Delhi 6'. Il regista crea un'intera galleria di personaggi magnetici, ma avrebbe dovuto focalizzarsi un po' di più sulla spumeggiante Bittu, soprattutto perchè Sonam Kapoor possiede una piacevole presenza scenica. Sfortunatamente è ridotta ad un mero schizzo in questa colorata tela ove, una volta di più, Abhishek Bachchan dimostra di essere in forma smagliante. La musica di Rahman ha già conquistato tutte le classifiche di vendita.'
Nikhat Kazmi, 19.02.09

Hindustan Times: ***
'La macchina da presa si libra magicamente sulle terrazze della città, serpeggia attraverso i vicoli e le case, e si incendia in una profusione di colori. Mehra compone tutti i fili in un arazzo di Delhi 6 perfetto e senza nodi. L'umorismo è leggero, i dialoghi sono intelligenti, la direzione artistica superba, i personaggi credibili. La colonna sonora di Rahman è di qualità artistica così alta da lasciare senza parole. Abhishek Bachchan regala una delle sue migliori interpretazioni. Si adatta con onestà ad un ruolo sobrio. Sonam Kapoor illumina lo schermo con la sua spontaneità. Grandi cameo da parte di Divya Dutta, Deepak Dobriyal, Rishi Kapoor e Vijay Raaz. E Waheeda Rehman è una piccola gemma di quieta eleganza. Sfortunatamente il film presenta un grosso aspetto negativo: il climax, nettamente ridicolo. Inoltre la pellicola è zeppa di messaggi. Oltre al tema centrale dei conflitti fra comunità, si levano critiche alla superstizione, al sistema castale, alla demagogia dei politici, al sensazionalismo della TV. Mehra di sicuro ha il cuore al posto giusto, ma non poteva concedere a se stesso e allo spettatore un po' più di leggerezza?'
Shashi Baliga, 20.02.09

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: la perfetta combinazione fra virtuosismo tecnico (****) e interpretazioni (*****)
Punto debole: il finale (*)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhishek Bachchan ('Sarkar') - Roshan
* Waheeda Rehman ('Rang De Basanti') - la nonna
* Sonam Kapoor ('Saawariya') - Bittu
* Rishi Kapoor ('Luck By Chance') - Ali Baig
* Om Puri ('Singh Is Kinng') - il padre di Bittu
* Pawan Malhotra ('My Name Is Anthony Gonsalves') - lo zio di Bittu
* Atul Kulkarni ('Satta') - Gobar
* Divya Dutta ('Veer-Zaara') - l'intoccabile Jalebi
* Prem Chopra - Lala
* Vijay Raaz ('Monsoon Wedding') - l'ispettore
* Deepak Dobriyal ('Shaurya') - Mamdu
* Amitabh Bachchan (cameo) - il nonno di Roshan
* Javed Akhtar (compositore di testi) - cameo

Regia: Rakeysh Omprakash Mehra ('Rang De Basanti')

Sceneggiatura: Rakeysh Omprakash Mehra, Prasoon Joshi (al suo debutto come sceneggiatore) e Kamlesh Pandey ('Rang De Basanti')

Fotografia: Binod Pradhan ('Devdas', 'Rang De Basanti', 'Mission Kashmir')

Montaggio: P.S. Bharathi, moglie di Mehra

Colonna sonora: davvero splendida, è composta ovviamente da A.R. Rahman. I testi sono di Prasoon Joshi ('Black', 'Fanaa'). Si passa dall'intimismo di 'Rehna Tu' (scena del biliardo) al ritmo di 'Dilli 6' (footing per la città vecchia), dalla dolcezza di 'Dil Gira Dafatan' (il sogno a Times Square) all'allegria di 'Masakali' (che contiene il tema del film). E non manca un inedito rap, 'Hey Kaala Bandar', rappresentato sullo schermo da Abhishek e dai due attori bambini. Le recensioni sono tutte entusiastiche. I critici musicali indiani considerano la colonna sonora di 'Delhi 6' superiore persino a quella di 'Slumdog Millionaire' - premiata con l'Oscar. Fra gli interpreti canori: Amitabh Bachchan, che presta la voce narrante nel brano 'Noor'. (Per la recensione della colonna sonora CLICCA QUI)

Coreografie: Saroj Khan ('Taal', 'Devdas', 'Don') - per il Ram Leela -, e Vaibhavi Merchant ('Devdas', 'Lagaan')

Anno: 2009

Sito: http://www.delhi6.co.in/, per visionare il trailer e i video musicali, per ascoltare i brani della magnifica colonna sonora, per leggere le recensioni e il commento del regista, per lasciare messaggi nel blog dedicato alla pellicola

CURIOSITA'

* Il codice postale di Old Delhi è 110006: i suoi abitanti chiamano la vecchia cittadella murata 'Delhi 6', meglio conosciuta come Chandni Chowk. Ma nel film molte riprese sono state effettuate a Sanbar, nei pressi di Jaipur

* Nel 2001 a Delhi dilaga la leggenda metropolitana di Monkey Man (o Kaala Bandar), leggenda definita dalla polizia locale 'un caso di isteria pubblica'

* Il Ram Leela è un adattamento popolare del Ramayana, e la sua rappresentazione è parte integrante della vita culturale Hindu del Nord dell'India

* Rakeysh Omprakash Mehra si è aggiudicato nel 2007 il National Award come miglior regista per 'Rang De Basanti'

* Sonam Kapoor, insieme a Ranbir Kapoor ('Saawariya'), è stata assistente alla regia di Sanjay Leela Bhansali in 'Black'

* Waheeda Rehman ha conquistato nel 1971 il National Award come miglior attrice per 'Reshma Aur Shera'

* Deepak Dobriyal, attore teatrale, ha preso parte ad un adattamento di un'opera di Dario Fo: 'Morte accidentale di un anarchico'

* Ricordate il video tutto bollywoodiano del brano 'Romeo' dei Basement Jaxx? Ebbene: Divya Dutta era parte del cast

* Il 15 Febbraio 'Delhi 6' è stato proiettato al MOMA di New York

* La colonna sonora di Rahman è stata ufficialmente presentata nel programma 'Indian Idol', più volte menzionato nel film

* Nei titoli di testa si ringrazia Kiran Rao, (fortunata) moglie di Aamir Khan

* 'Delhi 6' pare non stia incontrando i favori del pubblico

* Aggiornamento del 23.11.2010: Delhi-6 è stato proiettato alla Mostra del Cinema di Venezia 2009, pare con un diverso finale. Per saperne di più: clicca qui.

GOSSIP&VELENI

* Abhishek Bachchan è stato ufficialmente - e brevemente - fidanzato con Karisma Kapoor ('Dil To Pagal Hai'), sorella di Kareena ('Jab We Met')

* Waheeda Rehman è stata legata al (coniugato) (e anche defunto) regista e attore Guru Dutt

* La figlia di Prem Chopra, Prerana, è la moglie di Sharman Joshi ('Hello')