13 gennaio 2009

THE TIMES OF INDIA A-E

AA DEKHEN ZARA: ***
L'idea è nuova e intelligente, e l'accoppiata Neil-Bipasha è di quelle di lusso. Il taglio da thriller caratterizza tutta la pellicola. La trama sembra perdere mordente verso la metà, ma riprende il giusto binario prima del pirotecnico climax. Neil, che aveva già catturato l'attenzione nel film di debutto, 'Johnny Gaddar', è furbo e vulnerabile insieme, e sfoggia nuovamente il suo charme e la sua grazia disinvolta.
Nikhat Kazmi, 26.03.09
AAGEY SE RIGHT: **
'Aagey Se Right' avrebbe tutti gli ingredienti, superbo cast incluso, per far ridere a crepapelle. Invece il film è come un'automobile lanciata a tutta velocità senza controllo. La storia procede in modo casuale. Il regista Indrajit Nattoji è avido di gag - ne vuole una al secondo e con poco lavoro - senza curarsi minimamente di costruire una trama. La pellicola è piena di giochi di parole e brevi intelligenti battute, ma non diviene la commedia acuta che vorrebbe essere. Scivola invece senza timone in una farsa grossolana. Peccato davvero, perchè Menon, Talpade e Gill sono buoni attori. Solo Menon riesce ad emergere malgrado i limiti della sceneggiatura. Ma la star del film è Vijay Maurya: le sequenze con Menon sono le migliori. Solo con questi due attori la pellicola sarebbe stata decisamente guardabile. Gill è deludente: a differenza della sua performance in 'Dev D' e in 'Gulaal', qui non provoca nessun batticuore.
Avijit Ghosh, 04.09.09
AAKROSH: ****
Priyadarshan interrompe la dieta a base di commedie per dedicarsi con Aakrosh ad un argomento serio. Ma non è la prima volta: basti pensare a Gardish, Virasat, Kala Paani e a Kanchivaram, quest'ultimo premiato col National Award. In Aakrosh Priyadarshan affronta l'attualità mostrando l'orrore che si cela dietro ai recenti numerosi delitti d'onore che hanno occupato le prime pagine dei giornali. Il film funziona principalmente perchè ha il ritmo di un thriller, e il suo punto di forza sono le scene d'azione e d'inseguimento. Il duo Ajay Devgan-Akshaye Khanna si completa alla perfezione e offre una coppia di coraggiosi investigatori. A cui aggiungere una buona recitazione da parte di Paresh Rawal. Un teso trio, dunque, che sostiene la pellicola in modo avvincente. Bipasha Basu non ha effettivamente molto da fare, e pare inadatta al ruolo. Aakrosh è serio, ma i dinamici personaggi maschili non vi annoieranno.
Nikhat Kazmi, 14.10.10
AAMIR: ***1/2
Nikhat Kazmi, 06.06.08
AARAKSHAN: ***
Il regista Prakash Jha è di una razza a parte. Negli anni settanta-ottanta si affermò come uno dei principali fautori del cinema cosiddetto parallelo, e da allora non ha mai rinnegato le sue radici. Anzi, ha optato per una combinazione di cinema d'autore e di massa, di contenuto e di masala. Da qui l'importanza di film come Gangaajal, Apaharan, Raajneeti, nei quali, senza annoiare, vengono trattati argomenti scottanti. Aarakshan segue le medesime regole, offrendo uno sguardo incisivo sulla politica indiana delle quote riservate e sul suo impatto sul sistema scolastico. O perlomeno questo è il tema del primo tempo, che grazie a ciò risulta davvero drammatico. I confronti sullo schermo fra i personaggi interpretati da Amitabh Bachchan e da Saif Ali Khan sono esplosivi e coinvolgenti. Saif regala una delle sue migliori performance dopo Omkara, ma nel secondo tempo il suo personaggio viene rimosso all'improvviso e in modo arbitrario, perchè la pellicola abbandona completamente l'argomento principale per abbracciare una storia del tutto diversa, rappresentata con la formula tradizionale dell'eroe straordinario (Bachchan) contrapposto allo spregevole, machiavellico villain (Manoj Bajpai). Triste. Il primo tempo funziona, il secondo - una diatriba contro la scuola privata - non porta da nessuna parte.
Nikhat Kazmi, 11.08.11
AASHAYEIN: ***
La pellicola è rimasta nel limbo per due anni, ma ciò non ne cancella le qualità. Aashayein è un piccolo, sensibile film che getta uno sguardo non falso sulle malattie terminali. L'argomento potrebbe deprimere, ma il regista Kukunoor sceglie la via del bicchiere mezzo pieno: la paura e la disperazione sono rimpiazzate dal desiderio di spremere il bello dalla vita. Aashayein cattura l'attenzione con la sua grazia gentile e con la sua dignità. Le interpretazioni di John Abraham e di Anaitha Nair sono emozionanti e infondono credibilità al ruolo di malati terminali che celebrano la vita prima del saluto finale.
Nikhat Kazmi, 26.08.10
ACID FACTORY: ***
Molto prima che Vishal Bhardwaj pagasse il suo tributo a Quentin Tarantino con 'Kaminey', Sanjay Gupta aveva dimostrato col suo cinema crudo e incisivo la sua ammirazione per il regista italo-americano. 'Kaante' aveva rappresentato un appuntamento con 'Le Iene' per tutti gli amanti di cinema desi. 'Acid Factory', scritto e prodotto da Gupta, potrebbe essere ispirato al meno noto 'Identità sospette', ma in termini di stile, caratterizzazione e presentazione rimanda alla scuola di acuta violenza di Tarantino. Vi è lo stesso coraggioso senso di drammaticità che minaccia di esplodere ad ogni colpo di scena. Ma tristemente non accade, specialmente nel primo tempo. E' questo il problema: 'Acid Factory' centra l'obiettivo in fatto di stile, ma fallisce in drammaticità. La pellicola esordisce in modo emozionante, chiedendo una volta di più allo spettatore di mantenere il passo con la narrazione che si sviluppa in flash-back e con velocità non uniforme. Ma poi perde gran parte del suo slancio rallentando il ritmo e cadendo nella ripetitività. L'adrenalina riprende a pompare nel secondo tempo, con Irrfan Khan che porta la narrazione sul filo del rasoio con l'insinuante, melliflua disonestà del suo personaggio. Ovviamente non possiamo dimenticare Dia Mirza che osa per la prima volta un look interamente in pelle nera e tacchi a spillo - una completa trasformazione -, anche se ci piacerebbe che la 'bad-girl' facesse di più. Quasi quanto avremmo voluto che venisse concesso più spazio al savoir-faire di Fardeen Khan. In conclusione ciò che rimane sono le acrobazie rapidissime di Tinnu Verma e la stilosità del look per un film sufficientemente coinvolgente che avrebbe potuto tentare vie nuove.
Nikhat Kazmi, 09.10.09
ACTION REPLAYY: **1/2
In questo periodo a Bollywood il retrò è chic. Da un punto di vista stilistico Action Replayy si guarda con divertimento: Akshay Kumar e Aishwarya Rai riportano in auge il romanticismo del passato, ed anche il linguaggio funziona. Ma l'umorismo in AR non conduce da nessuna parte. Le gag non sono molto buffe, e il rapporto fra i due personaggi principali sconfina nel giovanilismo. Il film si ispira a Ritorno al futuro, ma ci voleva una sceneggiatura più intelligente. E l'uomo comune, un po' sciocco, interpretato da Akshay non colpisce più, semplicemente perchè è stato stravisto. La colonna sonora di Pritam è di media qualità, e include una sola hit: Zor Ka Jhatka.
Nikhat Kazmi, 04.11.10
AGYAAT: **
'Agyaat' è molto deludente per essere il prodotto di un regista che ha già dimostrato la sua abilità nel genere horror con film come 'Bhoot' e 'Raat'. 'Agyaat' è assolutamente freddo. Non tiene alta la tensione nè spaventa con le sue ripetitive corse per la vita e con l'irritante finale che non offre alcuna spiegazione. Tutto quello che il regista si limita a fare è affidarsi alla sua telecamera e alle tracce audio per raffazzonare un po' di horror. Ma ci vuole qualcosa di più dello stormire delle foglie, del ringhio degli animali notturni e dell'ululato di una bestia per spaventare l'appassionato di cinema più esigente. Anche lo sguardo ad occhi sbarrati e le labbra sporgenti di Priyanka Kothari falliscono nell'enfatizzare il fattore paura, di cui peraltro 'Agyaat' è completamente privo.
Nikhat Kazmi, 07.08.09
AHISTA AHISTA
Personaggi carini. Tutti ben intenzionati, che sbagliano semplicemente perchè sono umani. Storia carina. Si tiene alla larga dagli stereotipi e tenta di raccontare qualcosa di nuovo. Ambientazione carina. Benvenuti a Delhi. Ritmo carino. La storia d'amore è rilassata, languorosa, sussurrata. Musica carina. Himesh Reshammiya mescola sufi e sentimento per creare una morbida sinfonia. Risultato finale? Film carino. Ma le carinerie non bastano per far sensazione al box office ad alto decibel di Bollywood. E 'carino' è sinonimo di 'noioso' nella speziata produzione desi che sforna masala ogni venerdì. E' da biasimare il nostro gusto bollywoodiano cresciuto male, ma questo piccolo, silenzioso film indipendente a fatica troverà estimatori nell'era dell'esagerazione.
Nikhat Kazmi, 19.08.06
AISHA: ****
Aisha, diretto da Rajshree Ojha e prodotto da Rhea Kapoor, è affascinante per molte ragioni. In primo luogo il film abbaglia col suo stile. Aisha è davvero una delle pellicole di fattura più squisita create a Bollywood non nel genere d'azione. Gli abiti, gli accessori e le tonalità di colore sono stati attentamente coordinati. Complimenti alla stilista Pernia Qureshi e al costumista Kunal Rawal per aver inaugurato un nuovo canone estetico per il cinema desi. Ma il quoziente stilistico funziona perchè i personaggi femminili sono veri, e quelli maschili non sono da meno. Quanto alle performance, Sonam Kapoor è grande, Abhay Deol sfodera uno charme irresistibile, e tutto il cast è all'altezza. La colonna sonora composta da Amit Trivedi è eccellente.
Nikhat Kazmi, 05.08.10
AJAB PREM KI GHAZAB KAHANI: ***
Davvero: Ranbir è una rivelazione, Katrina è su di giri, e la frizzante intesa che li lega infiamma lo schermo. APKGK è una corsa sulle montagne russe: Raj Kumar Santoshi tenta di ripercorrere le tracce del suo 'Andaz Apna Apna'. Le monellerie di Salman e di Aamir non avevano sbancato il box office negli anni Novanta (anche se oggi quel film conta uno stuolo di fan devoti che non si perdono nemmeno una delle innumerevoli repliche televisive), ma APKGK potrebbe non condividere lo stesso destino. Non solo Ranbir e Katrina ma anche il resto del cast è in forma scoppiettante. La trama procede come un'allegra corsa. Ranbir conquista la scena con le sue pagliacciate, le sue spiritose fulminanti battute ed il suo senso del tempismo comico. Katrina lo accompagna passo passo, creando un tango perfetto che mostra pochi momenti di noia: lento verso la metà e con un climax mal costruito. La colonna sonora di Pritam è spumeggiante: cattura la giovanile esuberanza del film senza diluire la melodia, ma soprattutto incanala il talento dei migliori crooner Bollywoodiani. I dialoghi di Santoshi sono fra i più divertenti ascoltati di recente. La fotografia crea una colorata cittadina, ma l'artisticità di Thiru esplode nel duetto romantico 'Tu Jaane Na', lussuosamente girato in Turchia: mai prima d'ora l'obiettivo aveva corteggiato Katrina in questo modo.
Nikhat Kazmi, 05.11.09
ALADIN: **
La pellicola proprio non funziona. Amitabh Bachchan e Sanjay Dutt non creano nessuna magia e offrono una delle interpretazioni più bizzarre della loro carriera. La storia d'amore non emoziona. Ritesh deambula con l'aria stordita e con la testa confusa. L'esordiente Jacqueline fallisce nel dimostrare di essere qualcosa di più di un viso grazioso. Il film colpisce solo per le scenografie di Sabu Cyril. La storia non diverte e diviene a mano a mano più sconcertante. Gli effetti speciali sono patetici. Il duo Vishal-Shekhar ha sfornato una colonna sonora da dimenticare.
Nikhat Kazmi, 29.10.09
ALLAH KE BANDAY: ***1/2
La pellicola brasiliana City of God ha ispirato molti registi indiani che hanno scelto di raccontare la vita dei ragazzi di Dharavi. Anche Faruk Kabir ha tratto spunto da quel classico, ma il suo linguaggio e la sua rappresentazione sono originali. Allah Ke Banday non intende intrattenere, e suscita nello spettatore un lamento silenzioso per l'innocenza perduta. Il punto di forza del film sono le interpretazioni efficaci e l'autenticità dello scenario. Girato nelle località reali, AKB colpisce grazie alla sua energia visuale. Sia Sharman Joshi che Faruk Kabir recitano con fuoco e con verve, ma è il cameo di Naseeruddin Shah a rubare la scena. E tenete d'occhio Faruk Kabir: è davvero promettente, sia come regista che come attore.
Nikhat Kazmi, 26.11.10
ALL THE BEST: FUN BEGINS: ***
Ajay Devgan sembra godersi il suo nuovo amore per la commedia da quando ha scoperto il proprio lato comico con la serie di 'Golmaal'. Avendo già dimostrato il suo meglio nei ruoli forti, appassionati, frementi, l'attore sta cercando di reinventare se stesso come il nuovo 'imbranato' di Bollywood. E sembra che la trasformazione stia funzionando, a dispetto del look poco burlone: Ajay si fa notare per l'interpretazione, per il tempismo comico e per le battute recitate con noncuranza. 'All The Best', realizzato dalla sua casa di produzione, gli offre l'opportunità di bissare il successo di 'Golmaal Returns'. Il film inizia così pigramente da indurre quasi lo spettatore a considerarlo un fallimento. Le prime sequenze di 'All The Best' si ostinano a mostrare un completo abbassamento di livello qualitativo in termini di trama, personaggi, tono della commedia. Ma se si è abbastanza pazienti da concedere tempo alle teste matte sullo schermo, le burlonerie cominciano a scoppiettare e la pellicola prende quota dopo l'ingresso di Sanjay Dutt. 'All The Best' regala alcuni momenti davvero divertenti, soprattutto nel secondo tempo, quando la trama procede a briglia sciolta dando vita ad un enorme caos. La colonna sonora di Pritam è brillante e ben si accoppia con l'atmosfera carnevalesca di Goa e con le feste sulla spiaggia.
Nikhat Kazmi, 15.10.09
ANJAANA ANJAANI: ***
La nuova coppia formata da Ranbir Kapoor e da Priyanka Chopra funziona. I loro personaggi sono riconoscibili e urbani. Le performance sono vibranti, spontanee, ricche di sfumature. Il problema risiede nella sceneggiatura e nella narrazione. Il regista sceglie il format del road movie, ma sembra tutto piatto e prevedibile. Così, malgrado la coppia protagonista faccia scintille, Anjaana Anjaani non infiamma lo schermo. Offre solo alcune piacevoli sequenze, una colonna sonora (composta da Vishal-Shekhar) piena di energia, e le brillanti interpretazioni di Ranbir e di Priyanka. Se non cercate nulla di nuovo, allora vi divertirete.
Nikhat Kazmi, 30.09.10
ANTAHEEN: ****
Tutti coloro che hanno visto il film di debutto di Aniruddha Roy Chowdhury, 'Anuranan', ricorderanno il regista come una nuova sensibile voce del cinema Bengali. 'Antaheen' è un convincente seguito di quel promettente debutto. E' un lavoro più raffinato non solo per la narrazione - descrive l'angoscia esistenziale urbana dell'India di oggi -, ma anche per la fotografia (Avik Mukhopadhyaya) che raggiunge livelli di arte pura. Nel cinema contemporaneo Kolkata raramente è sembrata così bella, così esclusiva, così uber chic. Le pressioni dei sentimenti, della carriera, della solitudine metropolitana tendono ad un climax magnifico che incatena lo spettatore sino alla fine. 'Antaheen' è uno sguardo umorale, languido ed estremamente artistico sulla vita in una grande città.
Nikhat Kazmi, 08.05.09
ANTARDWAND: ***1/2
Il film si basa su una pratica che pare dilagante persino oggi nel Bihar: il rapimento dello sposo. Davvero una trama singolare. Ma la novità del soggetto non è il solo aspetto a rendere coinvolgente Antardwand. Il regista Sushil Rajpal narra la sua storia con un'autenticità e un tocco altamente drammatico che incollano lo spettatore alla sedia. La fragranza del linguaggio (il bihari al suo meglio), l'ambientazione semiurbana che cattura i pittoreschi luoghi oltre Patna, i personaggi vivi e il tenace attaccamento al realismo, dotano Antardwand di un richiamo originale. Dopo Peepli (Live) ecco un altro film che proviene dritto dalle profondità dell'"altra" India, l'India al di fuori delle metropoli al neon, l'India traboccante di Persone (Non) Come Noi. E' un'ambientazione bizzarra ma credibile. Antardwand vanta alcune raffinate performance (sia Vinay Pathak che Akhilendra Mishra sono immensamente godibili, ma anche gli attori più giovani convincono) e si è meritato il National Award per il miglior film a tema sociale.
Nikhat Kazmi, 26.08.10
APARTMENT: ***
Ricordate Inserzione pericolosa? Bene, Apartment è uno dei tanti plagi di pellicole hollywoodiane, ma vale la pena vederlo, soprattutto per Neetu Chandra che si sta rivelando un'attrice raffinata. Neetu finisce con l'essere il punto di forza del film e regala davvero un'ottima interpretazione.
Nikhat Kazmi, 22.04.10
ATITHI TUM KAB JAOGE?: ***
Sottile. Non sguaiato. Divertente e leggero. ATKJ è piuttosto diverso dalle ultime isteriche commedie Bollywoodiane che soffocano lo spettatore con il loro bisogno disperato di far ridere. Il film non cerca di convincervi che la vita è tutta una risata. Crea invece situazioni e personaggi pieni di calore che si guadagneranno il vostro sorriso perchè riconoscibili e familiari. Paresh Rawal guida la spiritosa brigata disegnando un perfetto Chachaji. Devgan è misurato e piacevole. Konkona realistica. Robin Bhatt e Tushar Hiranandani regalano una storia familiare rinfrescando lo stile delle commedie degli anni Ottanta di Basu Chatterjee e Hrishikesh Mukherjee.
Nikhat Kazmi, 04.03.10
BACHNA AE HASEENO: ***1/2
Nikhat Kazmi, 15.08.08
BADMAASH COMPANY: ***1/2
Badmaash Company presenta alcune sequenze interessanti, sebbene la storia segua una prevedibilissima traccia di crimine e punizione/pentimento. Ciò che disturba di più è la ripetitiva sequenza dei fatti che appesantiscono la pellicola e non raccontano nulla di nuovo. L'intesa fra il quartetto di attori è piena di energia, anche se la maggior parte del tempo è impiegata a ballare e a cantare. Shahid Kapoor riesce a catturare l'attenzione in alcune scene, ma è essenzialmente il gruppo composto da Vir Das, Chang e Anushka a colpire. Parmeet Sethi esordisce alla sceneggiatura e alla regia con Badmaash Company. La storia è interessante, ma solo perchè rappresenta le nuove generazioni che hanno fretta di arrivare in cima. La colonna sonora non sembra composta da Pritam. Nessun brano da classifica.
Nikhat Kazmi, 07.05.10
BAND BAAJA BAARAAT: ***
Delhi viene raffigurata film dopo film con un delizioso ventaglio di colori. I cineasti tentano di comprendere cosa renda la capitale indiana - un amalgama di culture e comunità - così carismatica. Band Baaja Baaraat sembra un intelligente studio sociologico di Delhi, con umori, momenti e personaggi che in modo frizzante ne catturano la vita. I protagonisti sono caldi e vibranti. Se si considera la pellicola un'amabile, sentita rappresentazione di Delhi, allora BBB cattura l'attenzione del pubblico. Sfumature ed emozioni riconoscibili spillano dalla sceneggiatura e dai dialoghi (Habib Faisal). Ma se si considera il film una storia d'amore new age, allora BBB diviene in qualche modo goffo e grezzo, soprattutto perchè la coppia potagonista non illumina lo schermo di passione. Però i due attori possiedono una spontaneità che disarma, specialmente Anushka Sharma che offre la sua migliore interpretazione. La colonna sonora di Salim-Sulaiman non è indimenticabile, malgrado l'effervescenza del bhangra-beat di Delhi. Forse BBB non incendierà il botteghino e non entrerà nella lista dei vostri titoli preferiti, eppure è una pellicola che coinvolge.
Nikhat Kazmi, 09.12.10
BARAH AANA: ***
La sceneggiatura è intelligente, la narrazione è tesa, l'umorismo sottile, l'ironia cruda. Ma più di tutto questo, sono le performance a sostenere il film, con i silenzi laceranti di Naseeruddin e con la rabbia disperata di Vijay Raaz.
Nikhat Kazmi, 20.03.09
BBUDDAH HOGA TERRA BAAP: ***1/2
Bbuddah Hoga Terra Baap è un divertente recital di Amitabh Bachchan. Non curatevi del titolo, di sicuro uno dei peggiori della sua filmografia, e guardate oltre l'ingannevole sfumatura pulp: finirete con l'assaporare una pellicola che mostra ampiamente il perchè Bachchan sia il più grande showman che l'industria cinematografica indiana abbia mai prodotto. BHTB non è il miglior film di Bachchan e non può essere paragonato ai suoi classici, tuttavia è davvero piacevole, e l'attore non cessa mai di meravigliare con la sua gamma di istrionismi. A dispetto dell'età, cattura l'attenzione con le scene d'azione, i camei comici, le canzoni romantiche (con Hema Malini), i duelli sensuali (con Raveena Tandon), i lampi emotivi, l'audacia, e il suo chiassoso senso sartoriale. Bachchan torreggia sullo schermo come un colosso. BHTB presenta certamente delle lacune, ma possiamo ignorarle con facilità.
Nikhat Kazmi, 01.07.11
BENNY AND BABLOO: **
Pronti per lo scontro fra alta e bassa società? Benny and Babloo potrebbe essere interessante se solo non fosse così pieno di cliché. I ricchi sono rappresentati come privi di morale, i meno abbienti come persone che si aggrappano all'onore e all'umanità a dispetto della loro lotta per la sopravvivenza. BAB è troppo moralista e affrettatamente critico. Rajpal Yadav e Kay Kay Menon, con i loro personaggi da uomo comune, emergono nel coraggioso tentativo di catturare l'attenzione dello spettatore, attenzione che però continua a calare.
Nikhat Kazmi, 30.09.10
BHEJA FRY 2: ***
Finirete con l'essere leggermente delusi dal sequel, soprattutto perchè Bheja Fry era scintillante. Qui l'umorismo è più rilassato, si ride meno, e il tango fra Vinay Pathak e Kay Kay Menon non mostra la stessa sintonia che scoppiettava fra Pathak e Rajat Kapoor nel prequel. Ma concedetevi un po' di tempo e lasciate che i personaggi prendano forma. Non impiegherete molto a realizzare che Bharat Bhishan è tuttora il matto più simpatico del mondo. Bheja Fry 2 possiede inoltre un fattore addizionale: l'interessante cameo di Amole Gupte, attore che si sta costruendo una nicchia tutta sua.
Nikhat Kazmi, 16.06.11
BHINDI BAAZAAR INC.: **1/2
Bhindi Baazaar Inc. tenta di cogliere un quadro realistico di vita vissuta nella sordida Mumbai, ma impiega troppo a prendere una direzione, ed è ingombrato da cianfrusaglie disordinate e slegate che dovevano essere tagliate. Ciò che funziona è l'autenticità dell'ambientazione e il corso cangiante degli eventi.
Nikhat Kazmi, 16.06.11
BILLU: ***
Scritturate Irrfan Khan e sarete a metà dell'opera: l'attore prende il ruolo e lo interpreta in un modo che è tutto suo, al punto che c'è da chiedersi dove finisca Irrfan e dove inizi Billu. O forse non c'è mai stata dualità: l'attore e il personaggio sono in perfetta sintonia fra loro. D'altronde, grazie al suo eclettismo, Irrfan può soddisfare qualunque richiesta della sceneggiatura. In questo film dà vita al barbiere Billu con sobrio charme e con squisita finezza, arricchendo di palpitante dignità la figura archetipica dell'amico povero. L'ordinario acquista così una regale scintilla. Anche Lara Dutta è convincente nel suo avatar lontano da ogni glamour. Priyadarshan ha previsto alcuni toccanti episodi che rendono la pellicola una commovente ode all'amicizia e all'ordinarietà.
Nikhat Kazmi, 12.02.09
BLUE: ***
Bollywood si immerge sott'acqua e ne riemerge vincitrice. 'Blue' è esagerato e fresco, e vanta alcune notevoli riprese nelle profondità marine (grazie a Pete Zuccarini, direttore della fotografia dei 'Pirati dei Caraibi'), fantastiche sequenze d'azione fuori dall'acqua e una scoppiettante colonna sonora firmata dai due vincitori Indiani dell'Oscar (A.R. Rahman e Resul Pookutty). 'Blue', pubblicizzato come il più costoso film bollywodiano, abbaglia per la forma più che per la sostanza. Non è la storia bensì sono le scene d'azione, gli inseguimenti, lo splendore marino e il look opulento a giustificare il costo del biglietto.
Nikhat Kazmi, 16.10.09
BODYGUARD: **1/2
I film di Salman Khan sfidano quasi sempre la logica, e, noncuranti della qualità, al botteghino seguono delle norme proprie. Tutto ciò di cui hanno bisogno perchè le folle si accalchino, applaudano e sfiorino l'isteria è il marchio di fabbrica, il tocco di Salman Khan: un Salman ad alto tasso di testosterone, un Salman dai movimenti pelvici, un Salman onnipotente, un tornado umano, impacciato in amore, e sì, in primo luogo un Salman a torso nudo. Shakerate e il risultato è assicurato, il botteghino suona a festa, e al diavolo la storia. E' accaduto di nuovo: Bodyguard è stato accolto da una folla tumultuosa, ma il baccano non può coprire il fatto che in Bodyguard non succede nulla. Il primo tempo è estremamente ripetitivo. La storia d'amore è rappresentata in modo infantile, le conversazioni telefoniche sono interminabili. E come se ciò non bastasse ad annoiare a morte, ecco l'altrettanto zoppicante vena comica. La pellicola emette scintille solo nelle scene d'azione. I combattimenti sono coreografati benissimo. Dal punto di vista delle performance, Bodyguard non ha molto di cui vantarsi. Salman è al suo solito, Kareena ha visto giorni migliori. Del resto corteggiare un cellulare per la maggior parte del tempo non deve costituire un ruolo troppo stimolante. Il film, un remake di un successo del cinema del sud, finirà col diventare un blockbuster, anche se è perlopiù una spacconata (bluster).
Nikhat Kazmi, 01.09.11
BODYGUARD
Ciò che funziona in Bodyguard è che, a differenza delle pellicole più esagerate di Salman Khan, l'umorismo qui non scade nella farsa grossolana, e l'atteggiamento non è chiassoso nè crasso. Salman è sempre il glorificato eroe in topless nel climax, però il suo personaggio è piacevolmente misurato. La storia non è nuova ma almeno non va fuori tema, ed è leggera per la maggior parte della narrazione, a differenza delle versioni tamil o malayalam. Il popolare regista del sud Siddique ha diretto tutte le edizioni, e sembra a suo agio nel realizzare la terza. In Bodyguard elabora maggiormente l'elemento sorpresa nel climax, nel senso che, malgrado la scena sia prevedibile, non diventa troppo melodrammatica. Il ritmo è veloce, la musica è energetica, l'azione è stilizzata e il montaggio è ruspante. Salman Khan è convincente e figo. Bodyguard è un decente prodotto commerciale.
Gaurav Malani, 31.08.11
BOL: ****
Bol racconta i problemi di una famiglia di classe medio-bassa di Lahore: povertà, ortodossia, potere repressivo dettato dal pregiudizio sessuale. Il punto più alto del film è rappresentato dal conflitto fra la figlia maggiore (Humaima Malik) e il padre legato alle tradizioni (Manzar Sehbai). Il regista Shoaib Mansoor sta rapidamente diventando il portabandiera del nuovo cinema pachistano. Aveva già catturato l'attenzione internazionale con Khuda Kay Liye, acclamata diatriba sul fondamentalismo e sul razzismo in un mondo post 11 settembre. Mansoor torna ora con Bol, un altro incisivo atto d'accusa contro la discriminazione sessuale. La pellicola è un tour de force, sia in termini di recitazione che di narrazione. La sceneggiatura è scioccante e ricca di colpi di scena. Humaima Malik è il ritratto perfetto della figlia ribelle che osa discutere col padre e persino adottare misure drastiche per assicurare che la giustizia prevalga. Manzar Sehbai è magnifico nel ruolo del tiranno che tenta disperatamente di preservare l'onore della famiglia nel rispetto di moribonde tradizioni. La forza della caratterizzazione del suo personaggio risiede nel fatto che non diviene mai la quintessenza del villain malgrado il suo comportamento. Va riconosciuto al regista il merito di non aver creato eroi positivi e negativi: il biasimo è destinato alla vecchia mentalità sociale e alla cieca ortodossia. Bol è un film da non perdere: attuale, provocatorio, serio.
Nikhat Kazmi, 01.09.11
BOMBAY TO BANGKOK: *
E' davvero Nagesh Kukunoor a dirigere questa 'cosa' che non dice nulla e non va da nessuna parte? La storia è completamente folle. Talpade lavora sodo ma non c'è molto che possa fare con una sceneggiatura così scervellata.
Nikhat Kazmi, 18.01.08
BREAKAWAY (SPEEDY SINGHS): ***
Speedy Singhs è un'intelligente piccola sorpresa. E' un film allegro che fa sorridere col suo sottile umorismo, la sua sceneggiatura ricca di battute argute, la sua abilità nel gestire un nugolo di relazioni, e con le raffinate sfumature delle sue performance. Ma il cuore di SS è costituito dai numerosi rapporti fra i personaggi. Un po' più di pepe non avrebbe guastato, tuttavia la pellicola regala un buon intrattenimento.
Nikhat Kazmi, 22.09.11
BREAK KE BAAD: ***
Break Ke Baad riesce a catturare l'attenzione del pubblico perchè si esprime in un tono del tutto differente. Il debutto del regista Danish Aslam è una storia d'amore, ma vi è anche una misurata sottotrama che parla direttamente allo spettatore. I personaggi sembrano attinti dal nostro circolo di amici. La performance di Imran Khan è contenuta ed efficace. Deepika Padukone è disinvolta, e nel climax regala forse la migliore interpretazione della sua carriera. Il film presenta una parte centrale terribilmente lenta, e in alcuni punti sembra che non conduca da nessuna parte, ma lo spiritoso scambio di battute fra i protagonisti in qualche misura colma questa lacuna. I dialoghi sono intelligenti, la conversazione divertente. Nulla di drammatico, solo freschezza: BKB è l'altro lato, l'altro gusto del romanticismo.
Nikhat Kazmi, 26.11.10
BUMM BUMM BOLE: ***
Priyadarshan svela una volta di più le sue sfaccettature. Accantonando le solite commedie, ultimamente non molto divertenti, il regista dirige la versione desi dell'apprezzato film iraniano Children of heaven. Riesce a catturare il calore e l'intensità del classico del 1997 di Majid Majidi? In parte. BBB è guardabile, sia dagli adulti che dai ragazzi, almeno sino a quando segue la storia dei piccoli protagonisti (e i due giovani attori interpretano perfettamente i loro ruoli, senza sembrare troppo precoci come spesso accade nel cinema indiano). Ma l'argomento del terrorismo è del tutto ingiustificato e finisce con l'essere una nota stonata.
Nikhat Kazmi, 13.05.10
CHAALIS CHAURAASI: ***1/2
Un film poco pubblicizzato può anche rivelarsi un successo, dimostrando che le leggi di Bollywood sono sbagliate. Soprattutto quando vanta un cast di attori veterani che non hanno nulla a che fare con la figura dello stucchevole hero. Naseeruddin Shah, Kay Kay Menon, Atul Kulkarni, Ravi Kissen e Zakir Hussain bastano in Chaalis Chauraasi a condurre ed arricchire una trama poco elaborata ma ricca di colpi di scena imprevedibili e difficilmente riscontrabili nelle solite commedie. L'idea è di rubare un macchinario per stampare moneta falsa, per farne Dio sa cosa. Non ci sono nè un piano nè un'esecuzione del piano. Ciascun personaggio va per conto suo, con i suoi sogni e le sue ambizioni. Ad esempio, il Pinto interpretato da Menon è un ladro di automobili di lusso, ma ciò che desidera è una classica Fiat vintage. Quindi ruba tutte le Fiat rimaste in circolazione a Mumbai per poi distruggerle. La ragione? In città ci deve essere solo una Fiat: la sua. Con CC godetevi un nuovo, fresco genere di commedia.
Nikhat Kazmi, 12.01.12
CHALA MUSSADDI: ***
La storia narrata in Chala Mussaddi ha acquisito un'immensa popolarità grazie ai numerosi episodi della serie televisiva Office Office, e il personaggio di Mussaddi Lal, l'archetipico uomo comune, è divenuto una figura familiare nella cultura popolare. Nella versione cinematografica Pankaj Kapoor si dimostra nuovamente attore raffinato. L'aspetto ispirato di CM risiede nel fatto che Mussaddi non perde mai la speranza, nè soccombe alle pressioni del sistema, ma combatte da solo contro la corruzione ed ottiene quanto gli spetta in modo onesto.
(Autore non indicato), 04.08.11
CHALO DILLI: ***1/2
La storia può anche essere semplice, lineare, disseminata di prevedibili colpi di scena. Inoltre ricorda qua e là Jab We Met, e ciò adombra l'originalità della sceneggiatura. Ma in Chalo Dilli c'è molta anima, soprattutto nel climax, e le lacune vengono dimenticate. La narrazione induce dolcemente lo spettatore a vivere il viaggio che si racconta sullo schermo. Lara Dutta e Vinay Pathak sostengono il film con la loro spontaneità.
Nikhat Kazmi, 28.04.11
CHANCE PE DANCE: ***
Cominciate a contare: quante volte avete visto o sentito la storia di qualcuno che abbandona la sua città natale con un bagaglio pieno di sogni da realizzare nella Maximum City, Mumbai? Innumerevoli. Ed è proprio per questo che il film di Ken Ghosh sdrucciola: la sceneggiatura non offre nulla di nuovo. Ma ciò che lo rende accettabile è la passione che Shahid Kapoor infonde nel suo personaggio: c'è sincerità, c'è autenticità, c'è spontaneità. Aggiungeteci l'effervescenza di Genelia e otterrete un mix adeguato di divertimento e di fantastici passi di danza. Sebbene dobbiamo confessare che la colonna sonora non è all'altezza, soprattutto considerando che CPD è un musical.
Nikhat Kazmi, 14.01.10
CHANDNI CHOWK TO CHINA: **
Akshay: prenditi una pausa! In passato ci hai viziato con alcune delle più scintillanti scene comiche del cinema contemporaneo. Ora ci stupisce rimanere impassibili dinanzi alla tua ultima impresa. Spiacenti, amico: il personaggio del bifolco sta perdendo il suo tocco ed è quasi una noia. Il problema in Chandni Chowk To China è nella storia priva di mordente. La pellicola non è intelligente e non intrattiene. La trama procede in modo incoerente. I personaggi non emozionano. Mentre Akshay recita un po' troppo sopra le righe, Deepika sembra sperduta ed abbandonata per la maggior parte del film.
Nikhat Kazmi, 15.01.09
CHASE: **
Jagmohan Mundra la scorsa settimana ci ha offerto Apartment, e questa settimana tocca a Chase. Prolifico, vero? Ma non c'è scopo ad essere tanto produttivi se non si mantiene la qualità. Chase è un thriller che difetta proprio nella tensione, allentata a metà film, soprattutto a causa di una storia inconsistente, di una recitazione priva di lustro (sia Udita che Anuj sembrano estranei a quanto accade loro intorno) e di un montaggio debole. La trama è affollata e tocca troppi temi: il terrorismo, la corruzione, il romanticismo, il patriottismo, la polizia, la mafia... Tutto ciò mentre il nostro eroe giace in coma e l'infermiera danza seminuda davanti a lui per terapia. Potremmo dissentire, ma non importa. Il trattamento funziona e l'eroe risorge a mostrare i bicipiti in una serie di sequenze d'azione vecchio stile. No, Chase non va da nessuna parte e potrebbe solo finire in un vicolo cieco.
Nikhat Kazmi, 29.04.10
CHOWRASTA: ***
Il regista riesce a creare un'atmosfera ipnotica e a coinvolgere lo spettatore in un gioco di emozioni che si rivela con pigro charme. Darjeeling è meravigliosamente raffigurata sullo schermo dal direttore della fotografia Indraneel Mukherjee.
Nikhat Kazmi, 16.04.09
CITY OF GOLD: ****
Mahesh Manjrekar reinventa completamente se stesso con City of gold, un documento incisivo, intenso, non apologetico, emozionante, di ciò che la crescita di Mumbai ha effettivamente comportato. Un'intera generazione di operai sta ancora combattendo una battaglia persa che dura da 28 anni contro i datori di lavoro che hanno arbitrariamente chiuso le fabbriche, senza curarsi della legalità e senza preoccuparsi dei risarcimenti. E un'intera generazione di ragazzi figli di quei lavoratori ha abbracciato il crimine creando l'infame ventre molle di Mumbai: la malavita organizzata. L'ampia tela di Manjrekar osa catturare questa battaglia socio-economica che ha sgomentato la città negli anni ottanta. E lo fa con un'abilità e un'intensità che scuotono. Il punto di forza del film è nel cast, anche se privo di star. Manjrekar ricava dai suoi attori delle performance fra le più raffinate ammirate negli ultimi tempi. Seema Biswas è assolutamente indimenticabile. Ma sono Naru e il suo gruppo a meritarsi l'applauso. Congratulazioni a Manjrekar per aver creato un Deewar post-moderno.
Nikhat Kazmi, 23.04.10
COFFEE HOUSE: ***
'Coffee House' narra grandi sogni di cambiamento e valorizza il potere dell'uomo comune. E' un piccolo film, ma significativo e per nulla pretenzioso. Ispirato alle vicende del noto attivista teatrale Safdar Hashmi, che morì di morte violenta negli anni '90, la pellicola mostra i coraggiosi tentativi di Ashutosh Rana e del suo gruppo teatrale di strada di cambiare il sistema e renderlo più responsabile e umano. Il Caffè dove i personaggi si incontrano quotidianamente è testimone del mutamento profondo delle idee riguardanti la società, la politica e l'etica, ma diviene anche una vetrina dei problemi dell'India contemporanea. Il film convince soprattutto per le interpretazioni da parte di attori non famosi ma di grande talento, come Ashutosh Rana, Harsh Chhaya, Vinod Nagpal e Sakshi Tanwar. 'Coffee House' ha sostanza e anima.
Nikhat Kazmi, 09.04.09
CORPORATE
Tedioso nel primo tempo, teso e tirato nel secondo. Troppi personaggi si muovono sullo schermo, ed alcuni di loro rimangono inesorabilmente in disparte. E' il caso di Minissha Lamba. Persino Kay Kay Menon pare disoccupato sino all'esplosione del climax, quando, con le sue battute, stabilisce il fulcro morale della storia. Il film appartiene sostanzialmente a Rajat Kapoor e a Bipasha Basu. Guardate 'Corporate' per la sua attualità e novità.
Nikhat Kazmi, 08.07.06
CROOK: ***
Crook fa centro per la sua estrema attualità. Il regista Mohit Suri trae una storia dalle notizie di questi giorni e la narra con l'audacia e il nervosismo suoi propri. Ed è un terreno di gioco familiare anche per Emraan Hashmi, ancora una volta nel ruolo dell'enfant terrible. Mohit sviluppa l'argomento in modo nuovo, rappresentando entrambi gli schieramenti - quello indiano e quello australiano - come ugualmente razzisti. A differenza dei precedenti lavori di Suri (Kalyug e Jannat), Crook parte in modo incoerente e ci mette un po' a focalizzare. La maggior parte del primo tempo è sprecata, ma nel secondo la storia decolla provocando un significativo rumore: abolire le discriminazioni razziali o morire.
Nikhat Kazmi, 07.10.10
DABANGG: ****
Volete sapere cos'è Bollywood? Guardate Dabangg. E' chiassoso, pazzo, esagerato, eccessivo, fumettistico, kitsch, generosamente insaporito con l'obbligatoria guarnizione desi di canzoni e danze, e traboccante di carisma da star. Ma soprattutto non ha un significato: vuole solo intrattenere, e lo fa in dosi massicce. L'esordiente regista Abhinav Kashyap compie un'inversione ad U e sceglie di percorrere un'altra strada rispetto a quella intrapresa dal fratello Anurag: no al realismo, sì alla re-invenzione in chiave contemporanea della vecchia formula del masala. Il fatto che in Dabangg non vi sia una trama è irrilevante. L'unico aspetto importante è Salman Khan, Salman Khan, Salman Khan e ancora Salman Khan. Così, da bravi, sedetevi e gustate lo star power di un intrattenitore di razza. La performance di Salman è talmente coinvolgente che perdonerete e dimenticherete tutto il resto. A questo aggiungete due aspetti altrettanto fondamentali: le eccellenti sequenze d'azione coreografate da S. Vijayan, e la trascinante colonna sonora di Sajid-Wajid e del debuttante Lalit Pandit. Ambientato in una piccola, sonnolenta cittadina dell'Uttar Pradesh, Dabangg crea un'affascinante tela di decadenza.
Nikhat Kazmi, 10.09.10
Kamal Haasan ridistribuisce il suo film Tamil, questa volta in Hindi. Ma gli esperimenti non sempre hanno successo. Proprio come 'Dashavtaram', l'ambizioso progetto di Haasan che lo vede interpretare ben 10 ruoli. Il make-up spesso sconfina nel comico, e molti dei personaggi stranieri sono buffi. Ma i soli avatar che funzionano davvero sono il rude sacerdote del tempio, l'investigatore e lo scienziato. La trama è internazionale. A dispetto del kitsch, il film riesce ad essere un thriller vivace, in parte grazie alla storia che ha un sapore di attualità post-11 Settembre. Inoltre Haasan imprime un rapido ritmo alla pellicola, spostandosi nel tempo e nello spazio con infaticabile zelo. L'attore dona un certo grado di coerenza al caos che sembra essere al nocciolo del film. Gli tiene compagnia, e vivacemente, una rurale Asin, che aveva perfezionato l'arte dell'esuberanza anche prima di 'Ghajini'. Guardate 'Dashavtaram' per la sua confezione vistosa e per il coraggio di Haasan.
Nikhat Kazmi, 17.04.09
DE DANA DAN: **1/2
Perchè mai un regista dovrebbe scritturare i tre cavalli di razza della commedia - Akshay, Suniel e Paresh - per poi sprecarli? E perchè spazzar via la loro scoppiettante intesa a favore di un enorme caos creato da un pugno di caratteristi che dominano l'intero secondo tempo? Ma soprattutto perchè mai un regista dovrebbe chiudere a chiave in un armadio il protagonista, Akshay Kumar, per lunghissime sequenze, quando è grazie a lui che si è riso per la maggior parte del primo tempo? 'De Dana Dan' parte col botto, ma in seguito le vicende secondarie prendono il sopravvento e la trama diventa confusa. Troppi personaggi nel secondo tempo. Il climax è prolungato ed eccessivo. La coppia da blockbuster Akshay e Katrina si vede poco. L'umorismo è grossolano, la trama è molto esile.
Nikhat Kazmi, 26.11.09
DELHI BELLY: ****
Delhi Belly diverte in modo intelligente. Ma chi è il vero eroe del film? E' Akshat Verma, che ha regalato a Bollywood una delle sceneggiature più brillanti degli ultimi anni? DB è una commedia che rappresenta un piacevole cambiamento, perchè ben diversa dall'ordinaria, puerile sfrenatezza comica offerta dalle pellicole hindi. In DB l'umorismo è tutto situazionale, abilmente inserito nella sceneggiatura. Oppure l'eroe del film è il regista, Abhinay Deo, che racconta in un modo realistico che funziona a meraviglia una storia condita con gli eventi più insoliti? Per fortuna Abhinay non ha provato alcun desiderio di scioccare o meravigliare o provocare attacchi di risate isteriche, semplicemente perchè le situazioni narrate sono così bizzarre da scioccare e meravigliare per loro natura. O l'eroe del film sono le performance, tutte raffinati esempi di una recitazione misurata ma che colpisce alla grande? Imran Khan regala, ad oggi, il meglio di sè. Vir Das offre senza sforzo la sua solita, competente, clownesca performance, rubando la scena. Vijay Raaz è uno spasso. E per finire, l'eroe del film è forse la censura indiana, che ha mostrato grande maturità nel consentire la distribuzione di DB senza imporre tagli? Per la prima volta abbiamo una pellicola nella quale i personaggi parlano in un linguaggio reale. La sceneggiatura trabocca di parolacce e imprecazioni che aggiungono divertimento al film, tanto quanto la colonna sonora. DB è un buon esempio di come cineasti lucidi e sfrontati che mettono in comune il loro talento possano creare un prodotto che vale i soldi del biglietto e che riscrive tutte le antiquate regole dell'industria cinematografica hindi. Godetevelo!
Nikhat Kazmi, 01.07.11
DELHI 6: ***
Dopo 'Rang De Basanti' - inno dedicato alla ribellione giovanile -, Mehra sceglie di diventare il portabandiera dell'Indiano di buon cuore che vive a Delhi 6. Il regista miscela diversi ritratti dell'India contemporanea, sino a creare un quadro composito che rispecchia l'Indiano moderno e che lo rivela eroico ma anche brutale. Il deludente climax e il ritmo indolente del film limitano il delizioso aroma di 'Delhi 6'. Il regista crea un'intera galleria di personaggi magnetici, ma avrebbe dovuto focalizzarsi un po' di più sulla spumeggiante Bittu, soprattutto perchè Sonam Kapoor possiede una piacevole presenza scenica. Sfortunatamente è ridotta ad un mero schizzo in questa colorata tela ove, una volta di più, Abhishek Bachchan dimostra di essere in forma smagliante. La musica di Rahman ha già conquistato tutte le classifiche di vendita.
Nikhat Kazmi, 19.02.09
DESI BOYZ: ***1/2
Ciò che rende divertente Desi Boyz è la scoppiettante sintonia condivisa da John Abraham e Akshay Kumar. Il loro cameratismo è speziato e perfetto. L'esordiente regista Rohit Dhawan racconta la sua storia con una vena leggera. Sembra che abbia appreso il mestiere dal padre, David Dhawan, senza mai cadere in eccessi. La narrazione procede in modo vertiginoso, condita con una sceneggiatura vivace, e con brevi battute spiritose sparse qua e là. La colonna sonora di Pritam è ricca di verve, e la title song è già un successo. Deepika Padukone e Chitrangada Singh sono deliziose, appetitose e sfrigolanti. Impossibile staccare gli occhi dallo schermo. Divertitevi con DB: una commedia non insensata perchè le buffonerie sono sostenute da una trama.
Nikhat Kazmi, 24.11.11
DEV D: *****
Traduzione integrale: http://filmcinehindi.blogspot.com/2009/02/dev-d-i.html#
Nikhat Kazmi, 05.02.09
DHOBI GHAT: ***1/2
Qual è il tratto che qualifica una metropoli se non la moltitudine di persone che vi abita? L'indice di alienazione di chi vi giunge da luoghi differenti per conquistare il proprio spazio. Tutte anime perdute, bramanti, solitarie. Dhobi Ghat è un coinvolgente film sull'angoscia urbana. Le esperienze vissute sullo schermo dai quattro protagonisti possono essere diverse fra loro, ma presentano un aspetto in comune: la disperata ricerca di un'ancora di salvezza. DG segna il sensibile debutto di Kiran Rao, ed è una pellicola fortemente impregnata di umori e di anima. La regista utilizza i personaggi con intelligenza per dissezionare il tanto chiacchierato spirito di Mumbai, senza mai diventare querula. Il punto di forza del film è la sobria eleganza. Il quartetto scivola dentro e fuori dai fotogrammi, inseguendo sogni e aspirazioni. Aamir Khan enuncia l'arte della discrezione con la sua interpretazione di Arun. Monica Dogra e Kriti Malhotra alternano abilmente forza e vulnerabilità. Il Munna di Prateik Babbar è irresistibile, anche se un po' troppo chic per il suo ruolo. Ma alla fine è il quinto personaggio a stagliarsi, con i suoi colori e i suoi imprevedibili mutamenti: Mumbai, la maximum city. La fotografia di Tushar Kanti Ray cattura Mumbai in tutte le sue originali sfumature: nero, grigio, soleggiato, ombroso, caotico, desolato. DG è un esempio di intelligente cinema d'autore, un'ode lirica alla malattia contemporanea della metro-eccentricità.
Nikhat Kazmi, 20.01.11
DHOONDTE REH JAOGE: **
Il primo tempo è tedioso, ma nel secondo potreste raccogliere qualche risata. Il film aveva un gran potenziale, e gli attori sono bravi e si impegnano, ma vengono traditi da una sceneggiatura immatura.
Nikhat Kazmi, 05.03.09
DIL BOLE HADIPPA!: ***
Il cuore di 'Dil Bole Hadippa!' è certamente al posto giusto, ma la pellicola non riesce a sedurre il pubblico: non è un'accattivante commedia romantica nè un vero film sportivo. DBH fallisce nel costruire la tensione drammatica che troviamo nel climax di 'Lagaan'. Peggio: le canzoni - poco allettanti - interrompono il flusso narrativo. Comunque la pellicola ha i suoi buoni momenti, ed anche gli attori fanno del loro meglio. DBH è stato concepito come veicolo di ritorno sullo schermo per Rani Mukherjee, e il film le offre ampie opportunità di mostrare le sue doti: commedia, dramma, danze... Rani fa tutto, e recita con lo stesso abbandono che l'ha resa cara a milioni di spettatori. Ma a volte sembra troppo ansiosa di impressionare favorevolmente il pubblico. Kapoor è sobrio ed efficace.
Avijit Ghosh, 18.09.09
DIL KABADDI: **
Irrfan Khan riassume il tema centrale del film proprio all'inizio, quando dichiara che il matrimonio non ha nulla a che spartire col romanticismo. Preparatevi a dare un'occhiata dall'interno all'angoscia coniugale urbana. Il film inizia in modo promettente per poi scadere nella ripetitività.
Nikhat Kazmi, 04.12.08
DIL TOH BACCHA HAI JI: ***
Madhur Bhandarkar prova a cambiare indirizzo. Si prende una pausa dal cinema più serio per passare ad una commedia romantica. Con quale risultato? In parte buono: Dil Toh Baccha Hai Ji ha il cuore al posto giusto, ma il tono è un po' debole, brioso solo ad intermittenza. L'intreccio diventa ripetitivo, la lunghezza del film è un po' eccessiva, e l'umorismo spesso viene a mancare.
(Autore non indicato), 27.01.11
(THE) DIRTY PICTURE: ****
The dirty picture appartiene essenzialmente a Vidya Balan, che offre una performance torreggiante. Il punto di forza dell'interpretazione di Vidya è il fatto che, malgrado il suo personaggio sia una bomba sexy, la sessualità che rappresenta non diventa mai sguaiata o cruda. Anzi, i suoi tentativi di scioccare e meravigliare una società compassata che prospera sulla falsità sono irresistibili. Comunque il tour de force di Vidya non adombra i partner maschili, che fanno la loro figura nonostante il ruolo scarno. I dialoghi sfrontati di Rajat Arora aggiungono un gusto deciso. La sceneggiatura è senza esclusione di colpi, ma rifiuta di trattare il sesso come un semplice atto volgare. Applausi al regista Milan Luthria per aver gestito un tema così controverso con sensibilità e audacia. TDP non è solo il film della settimana bensì un lavoro seminale.
Nikhat Kazmi, 01.12.11
DO DOONI CHAAR: ***
Semplice, dolce e sensibile: Do Dooni Chaar è un'ode alla categoria degli insegnanti. La famiglia Duggal è la più calda e la più realistica vista recentemente sul grande schermo. DDC va goduto per le deliziose interpretazioni di Rishi e Neetu Kapoor e dei due attori più giovani. E' una celebrazione della straordinarietà della gente comune offerta con verve e con gusto.
Nikhat Kazmi, 07.10.10
DON 2: ****
Don è tornato col suo caratteristico savoir faire. Don 2 è un classico action/crime thriller che lascia senza respiro. La trama, soprattutto, è finemente costruita, e ogni colpo di scena va a comporre un complesso puzzle. Muovendosi dalla Thailandia alla Malesia a Zurigo a Berlino, il film vi sfida a saltare a bordo e condividerne la velocità, seguendo con attenzione gli exploit del suo fascinoso protagonista: un gangster che oscilla fra il Tom Cruise di Mission: impossible e James Bond, senza rinunciare però al carisma desi. Il punto di forza di Don 2 è il modo in cui Shah Rukh Khan delinea il suo personaggio: arrogante, svelto, vizioso, selvaggio, temerario. Shah Rukh rimane sempre al comando e non perde mai l'equilibrio, nemmeno durante le sequenze drammatiche o d'azione. E le scene d'azione costituiscono l'altro punto di forza di Don 2. Gli inseguimenti, i combattimenti, le distruzioni, le irruzioni, le fughe sono tutte realizzate con un'abilità che rivaleggia con il meglio di Hollywood. Semmai al film manca un certo quoziente emotivo, e alle relazioni umane è data scarsa possibilità di crescere. I dialoghi sono brillanti. La colonna sonora mediocre.
Nikhat Kazmi, 22.12.11
DOSTANA: ****
Dostana funziona perchè presenta la più trasgressiva scena del cinema popolare hindi.
Effervescenza ed entusiasmo contagiosi.
Grande alchimia fra i due protagonisti: Abhishek e John.
Sono la modernità del look e l'inconvenzionalità della storia a prevalere.
Nikhat Kazmi, 14.11.08
DULHA MIL GAYA: **1/2
Il problema di 'Dulha Mil Gaya' è che non ha niente di nuovo da offrire. Inoltre che cosa ci fa Shah Rukh Khan lì? Interpreta il fidanzato trascurato di Sushmita che attende all'aereoporto un piccolo saluto al telefono. Possibile? Nah! Nessuno può disinteressarsi di Shah Rukh. Neanche una super modella che preferisce trascorrere il suo tempo con il cane e i domestici. DMG funziona solo a tratti e ti lascia la sensazione di un'opportunità sprecata, nonostante la confezione scintillante. Shah Rukh e Sushmita falliscono nel tentativo di ricreare la magia di 'Main Hoon Naa', e persino la storia d'amore tra Fardeen e Ishita sembra tiepida.
(Ringraziamo Diana per la traduzione)
Nikhat Kazmi, 08.01.10
DUM MAARO DUM: ***1/2
Quando Abhishek Bachchan ricopre ruoli da poliziotto la sua interpretazione funziona sempre. In Dhoom l'attore ha regalato - ad oggi - una delle sue performance più memorabili. Abhishek replica in Dum Maaro Dum: con il linguaggio del corpo, la resa dei dialoghi, l'indolente zelo e l'atteggiamento laconico, aggiunge un taglio definito al suo personaggio. Ma il film è arricchito da un insieme di ottime interpretazioni: Prateik Babbar, Anaitha Nair, Bipasha Basu, Rana Daggubati (in un debutto pieno di slancio) e Aditya Pancholi infondono vita a personaggi credibili e molto godibili. E ancor più la stilizzazione e la narrazione drammatica rendono DMD stimolante, malgrado si avverta la necessità di un ritmo più teso. Le pause però sono seguite da bruschi colpi di scena. Shridhar Raghavan e Purva Naresh hanno scritto un coinvolgente poliziesco nel quale non mancano furbe battute. Goa è rappresentata nella sua grandezza e nelle sue miserie con colori splendenti, grazie alla fotografia di Amit Roy. La colonna sonora di Pritam è energetica. Il regista Rohan Sippy offre una prodotto vivace e avvincente fino ai titoli di coda. E non dimentichiamo Vidya Balan con i suoi sorrisi irresistibili, in un cameo nel quale prova ancora una volta di essere la partner più in sincronia con Abhishek. L'item song di Deepika Padukone vanta una coreografia bollente, malgrado il testo discutibile della canzone.
Nikhat Kazmi, 21.04.11
8 X 10 TASVEER: *1/2
L'idea di base era abbastanza interessante, ma sfortunatamente Nagesh Kukunoor non ha saputo sfruttarla. Non ci sono momenti di tensione, e la sceneggiatura ha un approccio fiacco. Dopo molto tempo Akshay Kumar recita in un ruolo non comico, ma non impressiona molto. Ayesha Takia sembra in Canada in vacanza. Javed Jaffrey regala i pochi momenti di riscatto malgrado il personaggio non sia compiutamente definito. Nagesh Kukunoor ha pregato i critici di non divulgare il finale del film nelle recensioni. Ma la questione è: quanti spettatori rimarranno seduti in sala fino alla fine? La pellicola non funziona nè come giallo nè come thriller soprannaturale.
Gaurav Malani, 03.04.09
EK THE POWER OF ONE: **
La storia e la narrazione sono stantie. Bobby Deol sonnambula nel ruolo dell'assassino e si limita a sfilare sfoggiando fucili, sguardi minacciosi e trucco gotico. E' l'interpretazione di Nana Patekar a salvare questo triste film che continua ad andare alla deriva. Ecco come si presentava la vecchia Bollywood, prima che l'intelligente new wave spazzasse via le ragnatele.
Nikhat Kazmi, 27.03.09
EK VIVAAH AISA BHI: **
Il film applica completamente la formula Barjatya (*), con una sola differenza: manca di finezza e non vi è segno della grandeur delle epiche odi di Sooraj Barjatya alla Grande Famiglia Indiana ('Maine Pyar Kiya', 'Hum Aapke Hain Kaun', 'Vivaah'). La pellicola finisce con l'essere il parente povero degli originali. Persino la musica è priva d'anima ed infastidisce, soprattutto perchè ce n'è troppa. Come tutti i pulp familiari di Barjatya, anche EVAB presenta momenti toccanti, ma il conto dei kleenex è piuttosto basso, poichè la storia è essenzialmente un rimasticamento di 'Tapasya', un vecchio film proveniente dalla stessa scuderia. La vicenda è prevedibile. Il solo aspetto che funziona sono le interpretazioni. Isha Koppikar è efficace. Sonu Sood piacevole e misurato. Il resto è trito e fuori moda.
(*) Sooraj Barjatya è il produttore
Nikhat Kazmi, 07.11.08
EMOTIONAL ATYACHAR: **1/2
Emotional Atyachar è breve, sgargiante, ma non all'altezza del titolo preso in prestito da uno dei brani più originali degli ultimi tempi. Copiare l'eccentrico slogan della colonna sonora di Dev D non assicura di realizzare un film altrettanto bizzarro, anche se è possibile scorgere da dove il regista abbia tratto ispirazione: un mix non ben riuscito di Anurag Kashyap, Vishal Bhardwaj e Quentin Tarantino. Cosa non funziona? Il fatto che lo spazio concesso a due dei più raffinati attori non convenzionali attualmente in circolazione, Vinay Pathak e Ranvir Shorey, sia ristretto, mentre gli altri a fatica catturano l'attenzione. EA si rianima quando Pathak e Shorey riempiono la scena col loro imprevedibile, tagliente comportamento e col loro gergo da strada. E il divertimento raddoppia quando al duo si aggiunge la camaleontica Kalki. Furbo ma non abbastanza elaborato, EA è una black comedy che, per la maggior parte, scade nel grigio.
Nikhat Kazmi, 01.09.10

Nessun commento: