19 marzo 2011

NO ONE KILLED JESSICA

Dopo quasi tre anni dal suo meraviglioso esordio, Aamir, il regista Raj Kumar Gupta conferma il suo talento e torna con un altro buon film: il racconto di un fatto di cronaca realmente accaduto.

TRAMA

Delhi, mentre sta lavorando come barista ad un party, Jessica (Myra Karn) viene uccisa con un colpo di pistola da un giovane, Manish Bharadwaj (Mohammed Zeeshan Ayyub), a cui aveva rifiutato un drink. Nonostante alla festa partecipino più di trecento potenziali testimoni ed al momento dell'accaduto siano presenti gli amici di Manish e i colleghi di Jessica, ottenere che il colpevole paghi per il delitto commesso si  rivelerà più difficile di quanto l'apparenza farebbe supporre. Manish è infatti il figlio di un politico influente, senza scrupoli e senza morale.

RECENSIONI

The Times of India ****
Basato sull'omicidio della modella Jessica Lall avvenuto nel 1999 in un locale dei quartieri alti di Delhi, e sul desiderio di giustizia della sorella Sabrina Lall, il film mostra l'India contemporanea esattamente com'è. La vicenda è ben nota, però il regista Rajkumar Gupta (che aveva già dato prova del suo talento in Aamir) la gestisce in modo talmente emozionante da creare un nuovo interesse. No one killed Jessica, a differenza delle tipiche saghe di supereroi, non narra solo la lotta di due donne, ma quella di un intero Paese che si unisce a loro. Sono molte le insidie da affrontare quando si decide di realizzare una pellicola che si ispiri ad un fatto di cronaca. NOKJ poteva svilupparsi come un asettico documentario, invece il regista e gli attori infondono anima e corpo nel film, che si offre come un teso thriller. L'ottima sceneggiatura (Rajkumar Gupta), i dialoghi (nei quali è Delhi a prendere vita) e gli attori catturano l'attenzione. L'interpretazione di Rani Mukherjee è adrenalinica. Ma è Vidya Balan a rubare la scena. Il resto del cast è perfetto. La pellicola vanta inoltre un impeccabile primo tempo e un'audace colonna sonora (Amit Trivedi). NOKJ è un'esperienza memorabile.
Nikhat Kazmi, 06.01.11
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
Vidya Balan è splendidamente naturale, però Rani Mukherjee sembra inadatta al ruolo. La location è New Delhi, una città che è nello stesso tempo urbana nell'aspetto e nelle infrastrutture, e feudalmente rurale nell'arrogante mentalità basata sullo sfoggio delle amicizie influenti. Può un film in un paio d'ore raccontare la verità su un fatto di cronaca? Forse no. Ma può rappresentarlo in modo avvincente. Ed è quello che fa il bravo regista e sceneggiatore Rajkumar Gupta. La narrazione è coinvolgente, la colonna sonora (Amit Trivedi) è edificante, la sceneggiatura ben tirata (si concede qualche scivolone solo verso la fine). Studiando No one killed Jessica con attenzione, si nota che la storia sembra più significativa sullo schermo che sulla carta. I fatti di cronaca nera narrati dai tabloid acquistano un'improvvisa rilevanza nazionale se illustrano i tempi in cui viviamo. L'effetto è terapeutico, le opinioni convergono. Il pubblico è insolitamente carico e vuole di più. E qui entra in scena il cinema. Questa è la terza pellicola basata sul caso di Jessica. La seconda è stata Halla Bol di Rajkumar Santoshi, seriosamente esagerata. E la prima è stata, ovviamente, quella andata in onda in diretta sui canali televisivi nazionali nel 2006, con Rang De Basanti come colonna sonora. NOKJ è importante per il modo in cui è stato realizzato, ed è un film da guardare.
Mayank Shekhar, 07.01.11
La recensione integrale.

Diana ***
Raj Kumar Gupta si muove dietro la cinepresa con serietà, onestà e pulizia trasformando una storia di cronaca  particolare in universale. Il caso di Jessica è reso esemplare senza che diventi stucchevole.
L'indignazione, la partecipazione, un comune senso di giustizia sono ancora possibili. Perlomeno in India.

Il bello:
- Rani Mukherjee nel bel ruolo della giornalista capace ed indipendente, Meera, è splendida. Perfetta.
- La Delhi dei titoli di testa.
- La performance misurata di Vidya Balan. La sua presenza è ormai una certezza, quasi una certificazione di qualità. Un vero talento.
- Per una volta si tratta di una storia vera. La voce dell'opinione pubblica si è davvero unita a quella dei mezzi di comunicazione per chiedere giustizia. Un fatto per niente scontato e molto toccante. Una storia da raccontare.

Il brutto:
- A differenza di quanto raccontato durante la promozione del film, No One Killed Jessica non è un thriller. Non si tratta di una pellicola che gioca sulla suspance. Grazie però ad una storia forte e alla regia pulita e capace del bravo Raj Kumar Gupta, il film convince fino in fondo.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Meera Gaity -  Rani Mukherjee
Sabrina Lall - Vidya Balan
Jessica Lall - Myra Karn
Vikram Jai Singh - Neil Bhoopalam
Pramod Bharadwaj - Shireesh Sharma
Manish Bharadwaj - Mohammed Zeeshan Ayyub
Mallika Sehgal - Bubbles Sabharwal
Sanjit Lall - Yogendra Tikku
June Lall - Geeta Sudan

Scritto e diretto da Raj Kumar Gupta

Musiche di Amit Trivedi (Udaan)

Coreografie di Ashley Lobo

Prodotto da Ronnie Screwvala

Distribuito da UTV

Anno 2011

CURIOSITA'

- Un altro film Hindi ispirato al caso di Jessica Lall è Halla Bol del 2008.

- C'è un collegamento ideale tra No One Killed Jessica e Rang de Basanti; per questo motivo nella pellicola di Raj Kumar Gupta sono mostrate alcuni fotogrammi di Rang de Basanti.

- Durante la promozione di No One Killed Jessica si sono diffuse le solite voci sulla presunta rivalità e i  supposti pessimi rapporti tra le due attrici protagoniste. Forse per smentire i maligni, come mossa pubblicitaria o, come preferiamo pensare noi, per il puro gusto della provocazione, durante un'intervista televisiva Rani ha baciato sulle labbra Vidya: grande Rani!
Ecco il video.

16 marzo 2011

FILM 2010 CONSIGLIATI DA CINEMA HINDI


Giudizio: *** ½

17 - Anjaana Anjaani, diretto da Siddharth Anand, con Priyanka Chopra e Ranbir Kapoor. La commedia romantica più frizzante del 2010, con due svitati, tenerissimi personaggi, situazioni divertenti, grande intesa fra gli attori protagonisti. Trailer
16 - Once upon a time in Mumbaai, diretto da Milan Luthria, con Ajay Devgan, Emraan Hashmi e Kangana Ranaut. Stilosissimo gangster movie ambientato negli anni settanta. Si rimane abbagliati dal carisma di Ajay, dalla bravura di Emraan e dal look perfetto di Kangana. La storia non è nuova ma sempre coinvolgente. E il tema musicale di Sandeep Shirodkar è uno dei migliori del 2010. Trailer
15 - Karthik calling Karthik, diretto dall'esordiente Vijay Lalwani, con Farhan Akhtar e Deepika Padukone. Insolito thriller psicologico dall'atmosfera intrigante e dall'ipnotica colonna sonora di Shankar-Ehsaan-Loy. Farhan Akhtar si conferma uno degli attori più interessanti in circolazione. Trailer
14 - Peepli [Live], diretto dall'esordiente Anusha Rizvi, con Raghubir Yadav e Omkar Das Manikpuri. Corrosiva black comedy che strapazza politici e mass media, prodotta da Aamir Khan e selezionata dall'India per rappresentarla agli Oscar. Trailer
13 - Tere Bin Laden, diretto dall'esordiente Abhishek Sharma, con il cantante pachistano Ali Zafar al suo debutto a Bollywood. Irriverente e goliardico, osa l'inosabile: sfiorare con una parodia che sconfina nella satira nientemeno che Osama Bin Laden. Presa di mira anche la politica estera americana: TBL non risparmia proprio nessuno. Trailer

Giudizio: ****

12 - Aakrosh, diretto da Priyadarshan, con Ajay Devgan, Akshaye Khanna e Paresh Rawal. Adrenalinico thriller d'azione di ottima fattura. Interpretazioni superbe e ritmo coinvolgente. Non manca la denuncia sociale. Trailer
11 - The Japanese wife, in lingua bengali, diretto da Aparna Sen, con Rahul Bose. Poetico e intimista. Splendida fotografia. L'eclettico Rahul Bose si offre in un'inedita versione. Trailer
10 - Road to Sangam, diretto da Amit Rai, con Paresh Rawal e Om Puri. Soggetto originale. Grande performance di Paresh Rawal. Un inno alla convivenza pacifica a cui tutti noi possiamo e dobbiamo contribuire. Didattico. Trailer
9 - Phas Gaye Re Obama, diretto da Subhash Kapoor, con Sanjay Mishra, Rajat Kapoor e Neha Dhupia. Commedia satirica a 360 gradi: recessione, NRI, Obama, l'anonima sequestri, yes we can, corruzione politica, femmine letali e chi più ne ha più ne metta. Sceneggiatura e interpretazioni robuste. In ginocchio al cospetto di Sanjay Mishra. Trailer
8 - Well Done Abba, diretto da Shyam Benegal, con Boman Irani e Minissha Lamba. Satira educata ma non per questo meno pungente. Al centro un caldo rapporto padre-figlia. E una performance indimenticabile da parte di Boman Irani. Trailer
7 - Rann, diretto da Ram Gopal Varma, con Amitabh Bachchan, Sudeep, Paresh Rawal e Riteish Deshmukh. Realizzato con taglio da thriller, offre un quadro non proprio edificante della società contemporanea indiana, mettendo a nudo la corruzione di politici, baroni dei media, industriali. Trailer
6 - Do Dooni Chaar, diretto dall'esordiente Habib Faisal, con Rishi Kapoor e Neetu Singh. Commedia gentile e realistica, quasi perfetta, che ricorda il cinema popolare italiano degli anni sessanta. Sceneggiatura e interpretazioni da manuale. Trailer
5 - My name is Khan, diretto da Karan Johar, con Shah Rukh Khan e Kajol. Favola moderna che ha incantato il pubblico di mezzo mondo. Performance stellare dell'attore protagonista. MNIK è stato proiettato al Festival di Roma alla presenza di un raggiante Shah Rukh Khan (clicca qui), ed in seguito è stato distribuito nelle nostre sale doppiato in italiano. Trailer

Giudizio: **** ½

4 - Dabangg, diretto dall'esordiente Abhinav Kashyap, con Salman Khan. Il film campione d'incassi del 2010, stupidissimo, divertentissimo, diretto e interpretato talmente bene da diventare irrinunciabile. Salman Khan è uno spettacolo. La colonna sonora di Sajid-Wajid e l'item song Munni Badnaam di Lalit Pandit sono incendiarie. Trailer
3 - Ishqiya, diretto dall'esordiente Abhishek Chaubey, con Naseeruddin Shah, Arshad Warsi e Vidya Balan. Intrattenimento puro. Performance clamorose. Zero difetti. Ishqiya ha prepotentemente segnato una svolta nel cinema popolare hindi: distribuito poco più di un anno fa, è già copiatissimo. Trailer
2 - Udaan, diretto dall'esordiente Vikramaditya Motwane, con Rajat Barmecha al suo debutto e Ronit Roy. Film sottile e psicologico, il più emozionante del 2010, ha conquistato consensi unanimi e premi a pioggia. Un classico. Trailer
1 - Love Sex Aur Dhokha, diretto da Dibakar Banerjee, con Rajkummar Rao. Dirompente, innovativo, coraggioso, epocale. La pellicola più raggelante e significativa degli ultimi anni, nonché una delle pietre miliari nella storia della cinematografia indiana. Trailer

14 marzo 2011

PHAS GAYE RE OBAMA


Nel 2010 due sceneggiature hanno tratto spunto dalla recessione economica per sviluppare una frizzante commedia romantica (Anjaana Anjaani) e un'originalissima commedia satirica (Phas Gaye Re Obama). Mentre in Anjaana Anjaani l'ambientazione rimane occidentale, e solo nel finale si accenna ad un ritorno in India, Phas Gaye Re Obama rientra nel filone sempre più nutrito di quelle pellicole che non si accontentano nemmeno di una metropoli indiana, bensì cercano il sapore e il colore delle cittadine di provincia. Scelta che, a giudicare dai risultati e dal gradimento di critica e pubblico, si rivela azzeccata. Scelta che segna un avvicinamento stilistico alle cinematografie in lingue indiane diverse dalla hindi, nonchè un ritorno alla tradizione seppur con sensibilità contemporanea.

PGRO ironizza con intelligenza sullo spauracchio della recessione, accostando due mondi lontanissimi fra loro, stravolgendo e rappresentando in modo esilarante il processo di eventi a catena che specularmente, su scala planetaria, ha causato la crisi economica globale. Lo sberleffo, bonario ma significativo, manda in frantumi il sogno luccicante di una nuova vita nell'opulento primo mondo. L'India si prende la rivincita: PGRO volta pagina e fa sembrare vecchio e superato tutto quel cinema popolare hindi nel quale l'enfasi posta sull'occidente si traduceva in lusso ostentato e location da vip. Un accenno alla satira politica costituisce la ciliegina sulla torta, ma non è solo il soggetto a rendere accattivante il film. Le interpretazioni sono davvero impeccabili, con in prima linea il mattatore Sanjay Mishra affiancato da un godibilissimo Manu Rishi.

PGRO, a dispetto del budget contenuto e dell'assenza di superstar, ha ottenuto un successo inaspettato, chiudendo un'annata contraddistinta da fortunate pellicole dirette da registi esordienti o quasi e sostenute da sceneggiature originali: Ishqiya, Road to Sangam, Tere Bin Laden, Udaan, Peepli (live), Do Dooni Chaar, solo per citare alcuni titoli. La spinta innovativa non perde lo slancio. Il cinema indiano si conferma il rivale più agguerrito di Hollywood, e non solo grazie al numero di spettatori e di film prodotti.

TRAMA

India. Bhai Sahib (Sanjay Mishra) e il suo manipolo di sdruciti gangster specializzati in rapimenti fanno i conti con la recessione. Mancano i soldi per corrompere la polizia, per la benzina, per le pallottole, persino per ricaricare i cellulari. E i parenti dei rapiti, invece di pagare i riscatti, chiedono prestiti agli stessi rapitori. Stati Uniti. L'ex-milionario Om Shastri (Rajat Kapoor) a causa della recessione perde tutto. Le due vicende si incrociano in modo casuale per condurre, comicamente, a sviluppi inaspettati.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Alcune sequenze di PGRO sono già entrate nella storia: la lezione d'inglese, l'appropriazione indebita dello slogan elettorale di Obama, i rapimenti gestiti con tanto di apparato contabile e burocratico. Un vero spasso.
* Neha Dhupia: così non l'avete mai vista.

RECENSIONI

The Times of India: ****
Bisogna essere in gamba per collegare lo sgretolamento di Wall Street alle sfaccendate gang indiane. E molto in gamba per tradurre lo slogan 'Yes we can' di Obama nel grido di guerra di un pugno di teppistelli. Il regista Subhash Kapoor ci riesce, ed il cast infonde vita ad un'adunata di divertenti personaggi. Dalla Grande Mela all'entroterra indiano, questa commedia degli equivoci respira grazie anche ad una sceneggiatura spiritosa. Le performance sono splendide. Phas Gaye Re Obama è un delizioso regalo a sorpresa di fine anno.
Nikhat Kazmi, 02.12.10

Hindustan Times: ***
L'esito del film è esilarante. Sanjay Mishra è l'attore che davvero fa funzionare Phas Gaye Re Obama, una black comedy scritta in modo superbo da Subhash Kapoor. Vale i soldi del biglietto.
Mayank Shekhar, 03.12.10

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: Sanjay Mishra (*****); l'originalità del soggetto.
Punto debole: -

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rajat Kapoor - Om Shastri
* Sanjay Mishra (Sankat City) - Bhai Sahib
* Manu Rishi (Oye Lucky! Lucky Oye!) - Anni
* Neha Dhupia - Munni
* Amol Gupte (Kaminey) - il ministro

Soggetto, sceneggiatura, regia e dialoghi: Subhash Kapoor
Colonna sonora: Manish J. Tipu
Coreografia: Sagar Das
Fotografia: Arvind Kannabiran (I am) e Mujahid Raza
Montaggio: Sandeep Singh Bajeli (Lahore)
Traduzione del titolo: Sono in trappola, Obama.
Anno: 2010
Awards:
* South Asian International Film Festival 2010 di New York: premio del pubblico;
* Star Screen: miglior attore comico (Sanjay Mishra). Dichiarazioni di Mishra.

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Hindustan Times, 12.12.10: dichiarazioni di Rajat Kapoor
* Bollywood Hungama, 09.11.10: video della presentazione della colonna sonora. Vi consigliamo di non perdere l'ingresso in scena di Sanjay Mishra e della sua gang...
* Bollywood Hungama, 01.12.10: intervista video a Manu Rishi e Amol Gupte
* Bollywood Hungama, 02.12.10: video della première
* Bollywood Hungama, 03.12.10: PGRO - The making
* Bollywood Hungama, 09.12.10: intervista video a Sanjay Mishra, Rajat Kapoor e Neha Dhupia
* Bollywood Hungama, 20.01.11: video della presentazione del DVD

CURIOSITA'

* Phas Gaye Re Obama è stato presentato in prima mondiale al South Asian International Film Festival 2010 di New York, dove ha conquistato il premio del pubblico.
* Subhash Kapoor, laureato in letteratura hindi, condivide con Anusha Rizvi, regista di Peepli (live), un passato da giornalista a Delhi. La sua prima pellicola, Salaam India (2007), è stata un insuccesso. Lo spunto per PGRO nacque casualmente: la moglie di Ashok Pandey, amico di Subhash e produttore del film, progettava di recarsi in Uttar Pradesh. Il regista la mise scherzosamente in guardia: 'Attenta a non farti rapire!'. La donna rispose: 'Oh, i rapitori rimarrebbero delusi nel constatare che non ho un soldo'. Tornando a casa, l'idea di PGRO si sviluppò nella mente di Subhash. E quando una settimana più tardi Kapoor raccontò all'amico la trama della pellicola, Ashok volle a tutti i costi produrla. PGRO è stato ultimato in 30 giorni. Il cast e la troupe tecnica hanno prestato la loro collaborazione senza ricevere alcun compenso in anticipo. Ora Subhash sta lavorando al suo prossimo progetto, una satira sul sistema giuridico indiano dal titolo provvisorio di Jolly LLB. Articolo di Mumbai Mirror.
* Manu Rishi ha scritto i dialoghi di Oye Lucky! Lucky Oye!, aggiudicandosi il Filmfare e l'IIFA award. Stimato attore teatrale, ha preso parte ad un adattamento di un'opera di Dario Fo: Morte accidentale di un anarchico.
* Riferimenti a Bollywood: Madhuri Dixit, Rani Mukherjee, Kareena Kapoor, Preity Zinta, Deepika Padukone. Citato Gabbar Singh, il leggendario eroe negativo di Sholay.
* Film che trattano il tema della recessione: Anjaana Anjaani, anche se marginalmente. In My name is Khan il presidente Obama è uno dei personaggi secondari della storia. The president is coming è una divertente commedia ispirata alla visita di Bush in India.

07 marzo 2011

WELL DONE ABBA


La satira sociale non è molto comune nella cinematografia hindi, tuttavia nel 2010 sono state distribuite ben tre pellicole che, pur con esiti diversi, hanno osato cimentarsi nel genere: Well Done Abba!, Khatta Meetha e Peepli (live).
Well Done Abba! è un prodotto godibilissimo, che cresce e avvince (e diverte) a mano a mano che la narrazione procede, ed emana un tepore lieto dal quale è piacevole lasciarsi avvolgere. La performance di Boman Irani è irresistibile. Sorprendente l'interpretazione di Minissha Lamba, del tutto nel ruolo. L'intesa condivisa fra i due è piena di calore, e aggiunge un altro fiore all'occhiello: WDA! è anche la storia di uno splendido rapporto padre-figlia, rapporto che di fatto oscura la storia d'amore. Da segnalare l'inusualità delle figure femminili principali: da Muskan - una ragazza musulmana che vive in un villaggio, ma è indipendente, istruita e per nulla sottomessa - a Salma, lontana anni luce dalle zie tradizionali, alla sensualissima moglie dell'ingegnere. 
La satira è bonaria ma martellante e mai fuori fuoco. Il graffio non è corrosivo come in Peepli (live) eppure ugualmente efficace. La burocrazia e la corruzione indiane sono messe alla berlina con allegria e amabile candore, la sceneggiatura non è superficiale, i personaggi sono finemente tratteggiati, si sorride, si gusta la vivacità delle performance, l'ambientazione rustica, il sapore dolce-amaro del messaggio, la regia non invasiva di Benegal. Forse WDA! non è il miglior film dell'anno, forse non meritava di rimpiazzare Peepli (live) agli Oscar (come auspicato da alcuni critici indiani), ma di certo è consigliabile, oltre a costituire un'ulteriore pietra miliare nella carriera cinematografica di Boman Irani.

TRAMA

Armaan Ali (Boman Irani) si reca nel suo paesello d'origine per occuparsi del matrimonio della figlia Muskan (Minissha Lamba), ma ben presto si trova coinvolto in una ragnatela di burocrazia e mazzette. Niente paura. Muskan è sveglia. Intelligente. E ha un'idea.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Rehman Ali: i tentativi di fuga in un frullio d'ali di galline terrorizzate; la danza demenziale al matrimonio di Muskan (clicca qui). Finto, sopra le righe, ma adorabile come solo Boman Irani sa essere.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* L'interpretazione di Ravi Kishan.

RECENSIONI

The Times of India: ****
Il patriarca del cinema parallelo torna con un film che mostra in modo efficace perchè la new-wave indiana degli anni settanta inaugurò un nuovo trend in termini artistici e di significato. E oggi, mentre assistiamo ad un'altra ondata di sperimentazione, Well Done Abba! di Shyam Benegal emerge a parametro di riferimento. La pellicola si apre come una sinfonia gentile - mai eccessiva, mai isterica -, per chiudersi con una satira incisiva dell'inappropriata definizione di India shining. La sceneggiatura di Benegal se la prende con l'intera macchina governativa - politici, ingegneri, burocrati, poliziotti - che corrode il sistema, precludendo progresso e sviluppo. Il film è pura delizia, con gli eventi che si schiudono in una vena comica e briosa. Ma l'aspetto più affascinante è dato dai coloriti personaggi e dall'approccio ai problemi del villaggio, un microcosmo che rispecchia l'intera nazione. Boman Irani è assolutamente fantastico. Ma alla fine ciò che rimane è la firma del maestro, Shyam Benegal, su una tela realizzata con finezza. Assaporate sostanza e anima: guardate del cinema well done.
Nikhat Kazmi, 25.03.10

Hindustan Times: ***
La sceneggiatura di Benegal è sicuramente lirica e stratificata. Il soggetto è serio, l'ottimismo unico. Il film è una raffinata black comedy che potrebbe solo parzialmente deludere con il suo ritmo lento. Benegal debuttò nel 1962. Nehru era ancora primo ministro, la conquista della Luna lontana, il canale Doordarshan sarebbe diventato a diffusione nazionale vent'anni dopo. Benegal si è costruito con onestà una carriera più significativa di quella di un'intera industria cinematografica. Il suo lavoro è oggetto di tesi di dottorato. Che un intellettuale gentile e umile, dotato di dignità - qualità rara nei personaggi pubblici indiani -, abbia scelto di diventare regista, è una grande fortuna per il nostro cinema, anche se il pubblico locale lo ha largamente tradito (e qualche volta a ragione). Ultimamente Benegal ha iniettato dell'umorismo nel suo lavoro (Welcome to Sajjanpur, Well Done Abba!), e la cosa lo ha subito avvicinato ad un nuovo, emancipato pubblico da multiplex. Oltre a Naseeruddin Shah, Om Puri, Anant Nag e Rajit Kapur (il suo stock di attori), credo che Benegal stesse davvero aspettando un Boman Irani: un gioiello autodidatta che ha fatto il suo ingresso nel mondo del cinema solo pochi anni fa. E' sbalorditivo come questo attore, in un arco di tempo così breve, abbia deliziato un'intera nazione (due Munna Bhai, 3 idiots, Don, Eklavya, Khosla Ka Ghosla, ecc.). Ma in WDA! regala la sua performance più raffinata. Allora davvero well done, Benegal e Boman!
Mayank Shekhar, 26.03.10

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: Boman Irani e Minissha Lamba.
Punto debole: l'espediente della narrazione da parte del protagonista; la vicenda del matrimonio di Sakina.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Boman Irani - Armaan Ali/Rehman Ali
* Minissha Lamba (Bachna Ae Haseeno) - Muskan, figlia di Armaan
* Sammir Dattani (I hate luv storys) - Arif Ali
* Ila Arun (Jodhaa Akbar) - Salma, moglie di Rehman e zia di Muskan
* Rajit Kapur (Ghulam) - l'ispettore di polizia
* Ravi Kishan (Emotional Atyachar) - Vikas Jha, l'ingegnere
* Sonali Kulkarni (Dil Chahta Hai) - la moglie di Vikas
* Anaitha Nair (Chak De! India) - Sakina, amica di Muskan

Regia: Shyam Benegal (Zubeidaa)
Sceneggiatura, dialoghi, collaborazione alla stesura dei testi delle canzoni: Ashok Mishra (Welcome to Sajjanpur). La sceneggiatura si basa su due romanzi brevi, Narsaiyya Ki Bavdi di Jeelani Bano e Phulwa Ka Pul di Sanjeev, nonchè su una sceneggiatura di Jayant Kripalani intitolata Still waters.
Colonna sonora: Shantanu Moitra (3 idiots)
Coreografia: Shabina Khan (Naach), D. Ravi Shankar
Fotografia: Rajen Kothari (Zubeidaa)
Montaggio: Aseem Sinha (Zubeidaa)
Traduzione del titolo: abba significa papà.
Anno: 2009, ma distribuito in India nel 2010.
Awards:
* National Awards: miglior film a tema sociale;
* Zee Cine: miglior attore comico (Boman Irani).
Trailer: il brano musicale visualizzato nel trailer è firmato da Vishal Khurana ed è stato utilizzato solo a scopo promozionale. Si tratta di Jab Bhi Muh Kholta, un curioso rap in lingua telugu e hindi che segna il debutto di Khurana nell'industria del cinema.

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Hindustan Times, 16.09.09: dichiarazioni di Shyam Benegal
* Hindustan Times, 23.10.09: dichiarazioni di Shyam Benegal
* Hindustan Times, 23.02.10: intervista a Shyam Benegal
* Bollywood Hungama, 15.03.10: intervista a Minissha Lamba
* Bollywood Hungama, 17.03.10: intervista a Boman Irani
* Bollywood Hungama, 20.03.10: intervista a Minissha Lamba
* Bollywood Hungama, 26.03.10: intervista a Shyam Benegal
* The Times of India, 27.03.10: intervista a Shyam Benegal
* Bollywood Hungama, 30.03.10: intervista a Minissha Lamba
* The Times of India, 07.04.10: intervista a Boman Irani
* Bollywood Hungama, 26.03.10: video della première
* NDTV: intervista video a Boman Irani, Minissha Lamba e Sammir Dattani
* CNN-IBN: intervista video a Boman Irani e Minissha Lamba


CURIOSITA'

* Well Done Abba! è stato presentato in prima mondiale fuori concorso al Montreal World Film Festival 2009 (area del sito ufficiale del festival dedicata a WDA!), al Dubai International Film Festival 2009 (area del sito ufficiale del festival dedicata a WDA!), al Tongues on Fire London Asian Film Festival 2010 (intervista video a Shyam Benegal: prima e seconda parte), all'Off Plus Camera 2010 Krakow International Festival of Independent Cinema.
* Il villaggio nel quale è ambientato WDA! è stato interamente costruito presso la nota struttura Ramoji Film City di Hyderabad.
* Shyam Benegal, classe 1934, è imparentato con Guru Dutt ed è lo zio del regista Dev Benegal (Split wide open). Il numero dei National Award collezionati dalle pellicole dirette da Benegal è impressionante: ben diciotto, fra i quali uno per il miglior regista (Trikaal), uno per il miglior film (Samar) e sette per il miglior film hindi.
* L'attrice Ila Arun è anche cantante: fra i suoi brani più noti citiamo Ringa Ringa (in coppia con Alka Yagnik), composto da A.R. Rahman e incluso nella colonna sonora di Slumdog Millionaire. Ila Arun interpreta una canzone della colonna sonora di WDA!, Meri Bano Hoshiya, oltre ad aver collaborato alla stesura del testo.
* Rajit Kapur si è aggiudicato il National Award come miglior attore protagonista per The making of the Mahatma (1996), diretto da Shyam Benegal. La pellicola era stata premiata anche col National Award per il miglior film in lingua inglese.
* Sonali Kulkarni ha recitato nella pellicola italiana del 2006 Fuoco su di me (trailer), diretta da Lamberto Lambertini e interpretata da Omar Sharif. Fuoco su di me è stato riconosciuto film d'interesse culturale nazionale, ed è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Al Milano Film Festival pare che Sonali abbia vinto il premio come miglior attrice. Sonali scrive nel suo sito ufficiale: 'Lavorare in Fuoco su di me senza conoscere la lingua è stato interessante ed eccitante. E' stata una decisione coraggiosa da parte del produttore scritturare un'attrice indiana per ricoprire il ruolo di un personaggio italiano in un cast interamente italiano. L'aver partecipato sette anni fa alla pellicola Vrindavan Film Studios (*) mi ha fatto guadagnare la parte. Ho dovuto sottopormi per due anni ad elaborate prove e sessioni fotografiche sino ad ottenere l'approvazione del regista Lambertini. Ma lavorare in Fuoco su di me è stata un'esperienza favolosa, soprattutto per la presenza di Omar Sharif. Girato principalmente a Procida, ho dovuto imparare l'italiano e perfezionare l'accento un mese prima che le riprese iniziassero. Grazie alla troupe a agli altri attori, il mio italiano è migliorato e non mi è mai stato richiesto di ripetere una scena a causa della mia pronuncia'. L'attrice racconta nel dettaglio la sua esperienza italiana in questo divertente articolo pubblicato da IndiaGlitz.
(*) Vrindavan Film Studios è la prima pellicola diretta da Lambertini. Ambientata in India, era stata anch'essa presentata alla Mostra del Cinema di Venezia.
* Riferimenti a Bollywood: Waheeda Rehman, Katrina Kaif, Rani Mukherjee, Preity Zinta, Malaika Arora.
* Film che trattano lo stesso tema: Peepli (live), Vihir Chorila Geli (in lingua marathi) e il deludente Khatta Meetha. In Road, movie, diretto da Dev Benegal (nipote di Shyam), si affronta marginalmente il tema della scarsità idrica. In Do Dooni Chaar il rapporto padre-figlia è rappresentato in modo fresco e realistico. In Dor, in Fanaa e in Tere Bin Laden i personaggi femminili di religione musulmana sono coraggiosi e indipendenti.

GOSSIP & VELENI

* Sammir Dattani è stato campione nazionale di roller skate, ed è proprietario di un ristorante cinese a Mumbai.
* Anaitha Nair è una componente del gruppo musicale S5 (video di un'esibizione).

02 marzo 2011

GUZAARISH


Nel 2007 è uscito Saawariya, il progetto di Sanjay Leela Bhansali che seguiva al suo grandissimo e pluripremiato successo Black. Saawariya, pur essendo un film raffinato ed impeccabile, è stato il primo vero e proprio flop della carriera del regista che infatti ha dichiarato: 
"Dopo l'insuccesso di Saawariya, ho sperimentato il dolore del fallimento. E' stato il momento più difficile della mia vita. Improvvisamente tutti sono spariti, compresi coloro che avevano lavorato con me al film per due anni. A causa di questa sofferenza ho cominciato ad interessarmi seriamente al tema dell'eutanasia. Mi sono documentato e ho scoperto che l'eutanasia è illegale in molti paesi, anche in India. Dopo un anno di studi di questo tema sensibile, sono arrivato alla conclusione che ogni essere umano ha il diritto di morire con dignità. Questo è quello che mi ha portato a realizzare un film sulla "dolce morte"." (L'intervista completa.)
Ecco come nasce Guzaarish. Con un nesso emotivo avventato, Sanjay Leela Bhansali accosta idealmente la delusione causata da un fallimento lavorativo al dramma esistenziale del suo protagonista tetraplegico.
Date tali premesse, l'infelice risultato non deve sorprendere.

TRAMA 

Ethan Mascarenhas (Hrithik Roshan), un illusionista di grande talento, è tetraplegico a causa di un incidente accaduto proprio durante uno spettacolo di magia. Vive in una suggestiva casa a Goa, a fianco dell'infermiera ed insostituibile aiuto Sofia D'Souza (Aishwarya Rai). Per quattordici anni Ethan ha reagito con determinazione alla sua condizione ed è diventato il vitale speaker di una stazione radio. Decide, però, di sottoporre ad un tribunale la sua richiesta di eutanasia.

RECENSIONI

The Times of India ***
Guzaarish è una pellicola insolita sotto molti aspetti. Innanzitutto perchè è un'opera cinematografica che si avvicina all'arte pura. Il regista Sanjay Leela Bhansali e il direttore della fotografia Sudeep Chatterjee hanno creato un collage di quadri incantevoli. La squisita minuziosa descrizione della routine quotidiana di Sophie è ipnotizzante. Ancora più insolito è lo spirito del film, con la morte in attesa ma con la vita che sprizza e prorompe in ogni fotogramma. Inoltre Guzaarish racconta un'insolita storia d'amore priva di stereotipi: tutto è lasciato non detto, e gli sguardi e le espressioni sopperiscono alle parole. Un applauso a Hrithik Roshan e ad Aishwarya Rai: le performance sono uniformemente buone, comprese quelle del cast di supporto (con una menzione speciale per Shernaz Patel), ma sono Hrithik e Ash a provocare un'impressione indelebile con la loro interpretazione di due personaggi non convenzionali ed estremamente difficili. Hrithik recita con gli occhi. Ash è un meraviglioso quadro fatto di grazia e di fuoco. Ugualmente degna di nota è la colonna sonora, con la quale Sanjay Leela Bhansali debutta come compositore. Guzaarish non guarda al box office bensì alla gratificazione dei sensi, e ci riesce in ampia misura.
Nikhat Kazmi, 18.11.10
La recensione integrale.

Hindustan Times ***  
Guzaarish si ispira a Mare dentro tanto quanto Black si ispirava ad Anna dei miracoli. Hrithik Roshan, il Jesus Christ Superstar indiano, recita la sua parte sfiorato da ombre rosseggianti, sotto un vasto cielo grigio. Penso sia, in quella fascia d'età, l'attore migliore che abbiamo. Hrithik in Guzaarish punta alla conquista di qualche premio, ma fortunatamente lo sforzo non si vede, lo zelo sì. Aishwarya Rai colpisce più per la sua avvenenza che per la devozione del suo personaggio. Nel film l'estetica sovrasta tutto il resto. L'immaginazione di Sanjay Leela Bhansali è un sogno potente che cambia colore in ogni pellicola. Guzaarish, nei toni del blu scuro, è in larga parte un mix di raffinata coreografia e di grande magia. Le inquadrature sono sensazionali, meravigliose (non la colonna sonora, composta dallo stesso Bhansali, ma è un male minore), però la loro perfezione allontana lo spettatore dall'interiorità dei personaggi. Dovremmo commuoverci per la vicenda narrata in Guzaarish, e questa distanza purtroppo non lo consente. Rimanere ipnotizzati dalla magnificenza del grande schermo non sempre è positivo: all'inizio si viene soverchiati, e alla fine si resta leggermente delusi. Ecco il problema di Guzaarish, che è, sotto altri aspetti, un buon film.
Mayank Shekhar, 19.11.10
Recensione integrale.

Diana **
Sanjay Leela Bhansali  ha le capacità e il talento per permettersi i progetti più ambiziosi. Guzaarish nelle intenzioni è un film difficile e delicato. Purtroppo questa volta a Bhansali non riesce l'incanto e toppa clamorosamente. 
Nonostante l'impatto estetico della pellicola sia come sempre alto, la sceneggiatura è sovrabbontante di elementi che più che aiutare a mettere a fuoco la storia, risultano dispersivi. I comprimari sono mal tratteggiati, marginali, a volte ridotti a caricature e in alcuni casi di troppo. Quello che manca è, invece, il giusto spazio per sviluppare i personaggi dei due protagonisti, per approfondirne le motivazioni. Le difficoltà di Ethan e  di Sophie, la complessità del loro rapporto  avrebbero potuto essere la forza del film. 
Bhansali invece di concentrare l'attenzione, di sondare con sensibilità l'ntimità di Ethan, di sottrarre, fa l'operazione opposta: aggiunge e aggiunge. Senza gusto, senza equilibrio, senza senso della misura e del ridicolo. Situazioni, trovate, elementi  spesso sono superflui fino a diventare fastidiosi. 
Il soggetto è svolto superficialmente, con l'aggravante che si tratta di un tema delicato, e con un eccesso di retorica che non permette allo spettatore di sentirsi emotivamente coinvolto. 
Siamo i primi ad essere sinceramente sconcertati e dispiaciuti ma è necessario ammettere che Bhansali ha scritto e diretto  con un gusto così grossolano che Guzaarish risulta spesso persino grottesco. Un film da dimenticare.

Il bello:
- La vitalità  innata dello sguardo e del sorriso di Roshan.
- L'eleganza e la devozione di
Aishwarya Rai, nonostante il discutibile look spagnoleggiante scelto per lei.


Il brutto:
- La scena finale del film che ne racchiude tutti i difetti.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

Ethan Mascarenhas - Hrithik Roshan
Sophie D'souza - Aishwarya Rai
Omar Siddiqui - Aditya Roy Kapur
Estella Francis - Monikangana Dutta
Devyani Dutta - Shernaz Patel
Father Samuel - Sanjay Lafont
Isabel Mascarenhas - Nafisa Ali
Dr. Nayak - Suhel Seth
Yasser Siddiqui - Ash Chandler
Nevile Dsouza - Makrand Deshpande

Regia di Sanjay Leela Bhansali

Sceneggiatura di Sanjay Leela Bhansali insieme a Bhavani Iyer

Musiche di Sanjay Leela Bhansali

Coreografie di Ashley Lobo (Aisha), Longines Fernandes (Jail) e Pony Verma (De Dana Dan)

Prodotto da Ronnie Screwvala e Sanjay Leela Bhansali

Distribuito da SLB Films e UTV Motion Pictures

Anno 2010

AWARDS

Di seguito i premi assegnati fino ad oggi a Guzaarish.

IIFA

- Best Cinematography - Sudeep Chatterji

STAR SCREEN AWARDS

- Miglior attrice non protagonista - Shernaaz Patel  
- Best Cinematography - Sudeep Chatterjee

APSARA FILM & TELEVISION PRODUCERS GUILD AWARDS

- Cinematic Excellence (Regia) - Sanjay Leela Bhansali
- Cinematic Excellence (Attore) - Hrithik Roshan
- Cinematic Excellence (Attrice)- Aishwarya Rai Bachchan
- Best Cinematography - Sudeep Chatterji
- Migliori Effetti Speciali - Prime Focus

ZEE CINE AWARDS

- Premio della Giuria per il Miglior Attore Protagonista - Hrithik Roshan
- Premio della Giuria per la Migliore Attrice Protagonista - Aishwarya Rai Bachchan
- Miglior Art Direction - Rajneesh Basu

STARDUST AWARDS

- Miglior Attore Drammatico - Hrithik Roshan

- Miglior Attrice Drammatica - Aishwarya Rai Bachchan
- New Musical Sensation - Uomo - Shail Hada - Tera Zikhr Hai
- New Musical Sensation - Donna - Vibhavari Joshi (Saiba)

GLOBAL INDIAN FILM & TELEVISION AWARDS

- Premio della Giuria come Miglior Attore Protagonista - Hrithik Roshan 


INTERNATIONAL INDIAN FILM ACADEMY AWARDS
 

- Best Cinematographer - Sudeep Chatterjee

Insieme a tanta gloria con Guzaarish Bhansali ha raccolto anche due  Kolden Kela, uno come peggior regista e un premio per il ricatto emotivo.

CURIOSITA'

- Il film è ambientato a Goa, ma è stato girato negli Studios di Mumbai.

- Per ottenere un aspetto più naturale e realistico Hrithik Roshan si è lasciato crescere una lunga barba e ha sospeso gli allenamenti, in modo che il suo fisico apparisse appesantito e meno definito.



- Sembra che una delle maggiori ispirazioni di Bhansali nella realizzazione di Guzaarish sia stata la cantante Lata Mangeshkar. Anche i due attori protagonisti, Hrithik Roshan e Aishwarya Rai Bachchan, sono stati scelti "per incarnare la bellezza fisica e spirituale della voce di Lata".(L'articolo originale.)


- La sceneggiatura di Guzaarish è stata richiesta dall'Academy of Motion Picture Arts & Sciences per essere inserita nella loro raccolta permanete.


Il sito ufficiale del film.

KAAKHA KAAKHA




Kaakha Kaakha è uno strepitoso poliziesco in lingua Tamil, enorme successo commerciale, prima superhit per il regista Gautham Menon e vera glorificazione per la star Suriya, eletto a furor di popolo l’attore di punta dopo l’ottima performance in questo film. Presto uscirà a Bollywood un remake in lingua Hindi dal titolo Force con John Abraham e Genelia D’Souza, chissà se il progetto (rifiutato da Menon e diretto da Nishikanth Kamat) riuscirà a reggere il confronto con la coinvolgente pellicola a cui si ispira.


TRAMA
Anbuselvan (Suriya) è un agente di una squadra specializzata nella lotta alle mafie locali e la sua vita è continuamente esposta al rischio, motivo per cui non riesce a costruirsi degli affetti e vuole tenere alla larga Maya (Jyothika) un’insegnante che si è innamorata di lui e apertamente lo corteggia. Non riuscendo a deviare le attenzioni della ragazza Anbu inizia a frequentarla ma il pericoloso boss Pandya (Jeevan) torna da Mumbai per ottenere la sua vendetta .


Ormai definito un autentico classico contemporaneo, Kaakha Kaakha è un film avvincente e sensuale in grado di rapire i sensi. Lasciando da parte ogni illusione rovescia sul tavolo realismo, violenza, urla e polvere senza alcun freno, senza paura di appesantire il morale degli spettatori con elementi pessimisti e dark. Il pubblico del Cinema Tamil dimostra una scarsa dipendenza da happy ending e conclusioni appaganti, anzi, molto spesso i titoli più amati hanno svolgimenti travagliati e oscuri oltre che finali bruschi e amari.
Lo straordinario successo della pellicola è del tutto giustificato, il film è robusto , intenso, supportato da un ottimo script e da una brillante regia, la colonna sonora piace già dal primo ascolto, le sequenze d’azione sono inserite nella trama con armonia , senza eccessi. Nel racconto non ci sono pause e la sua apertura è già una suggestiva ipnosi, l’incedere della storia, i suoi ritmi e il montaggio, fanno sì che l’attenzione non possa disperdersi neanche per un attimo.
Gautham Menon crea per Jyothika un personaggio femminile che ridefinisce l’immagine dell’eroina tipo e ispira nuovi canoni e metri di giudizio. Maya è una donna moderna, forte, una che se ne frega di apparire perfetta e si veste come vuole, lavora, affronta le sue scelte senza ricorrere all’aiuto di nessuno, seduce il suo uomo e gli dichiara apertamente di voler fare l’amore con lui. Una frizzante musa, una guida, una ragazza della porta accanto che parla senza timori e cerca di liberare Anbu dalla sua abitudine di rinchiudersi in spazi ristretti, di nascondersi, di rimandare ogni piacere terreno. La protagonista, salvatrice e provocante al tempo stesso,   appare sullo schermo per la prima volta come una sirena che solleva il compagno tramortito dal fondo delle acque e lo riporta alla vita. L’eroe è forte e macho ma la sua donna è ancora più coraggiosa e “maschio” di lui. Suriya e Jyothika, (oggi felicemente sposati fuori dal set) vantano una fantastica presenza scenica e una chimica elettrizzante, Kaakha Kaakha è film che meglio ha valorizzato la loro intesa professionale e sentimentale.


Il mio giudizio sul film **** ½ / 4,5 /5


ANNO : 2003

LINGUA : Tamil

TRADUZIONE DEL TITOLO : Proteggere



CAST
Suriya …………………… Anbuselvan
Jyothika ……………….. Maya
Jeevan …………………… Pandya
Daniel Balaji ………. Shrikanth


COLONNA SONORA : Harris Jayaraj

PLAYBACK SINGERS : Bombay Jayashree, Kay Kay, Suchitra, Sunita Sarathy, Febi Mani, Karthik, Timmy, Pop Shalini


QUALCOS’ALTRO
E’ stato già girato un remake Telegu del film, Gharshana, con Venkatesh e Asin, Menon ha accettato di dirigerlo rifiutando però un ulteriore remake della stessa pellicola in Hindi.
Pandya , il villain, è stato interpretato da Jeevan, ma Gautham Menon ha voluto doppiarlo con la sua voce, il regista recita anche nel film in un piccolo ruolo, è uno degli agenti di polizia che affiancano il protagonista.
Kaakha Kaakha è stato girato principalmente in Sri Lanka e per le strade di Chennai. I set sono soprattutto locations reali e non allestite appositamente per il film.

28 febbraio 2011

VAARANAM AAYIRAM




Il film , vincitore del prestigioso National Award, nasce dalla combinazione esplosiva di due elementi : c’è un attore pronto a tutto per servire i suoi personaggi e c’è un regista menestrello che ha talento da vendere e pure slanci di onnipotenza. Complesso ed avvincente come un romanzo, Vaaranam Aayriam riesce a creare una sensazione permanente di sazietà, nel film c’è tutto e tutto viene incastrato con pazienza, tassello su tassello. Ogni istante della narrazione è importante e speciale.

TRAMA
Nella sua lunga fase di riabilitazione dalla tossicodipendenza, Suriya ricerca se stesso e ricorda il passato, l’adolescenza, il suo primo amore, gli errori , il buio e la volontà di un riscatto, racconta la sua storia e quella del padre Krishna, due uomini così diversi, e con due opposti percorsi, uniti da un legame basato sulla complicità e sul reciproco rispetto.

Suriya interpreta nel film contemporaneamente il ruolo del padre e del figlio  e sviluppa i due personaggi con enfasi e credibilità in tutte le fasi della loro vita. Un tale impegno ha richiesto da parte dell’attore non solo uno sforzo interpretativo non indifferente ma anche drastici cambiamenti nel suo aspetto fisico e peso corporeo. La star mostra una versatilità totale, e , anche quando le due figure condividono lo schermo e parlano tra loro, sia ha la sensazione di avere davanti due attori diversi che pronunciano i dialoghi in contemporanea. La gestazione del film inizia nel 2005, il film viene completato nel 2008, in questi tre anni Suriya si è impegnato al massimo per adattarsi alle trasformazioni de personaggi, è ingrassato visibilmente, si è dimagrito fino a sfibrarsi , si è soffocato con la palestra fino a tirar fuori misure da culturista, ha di nuovo detto addio ai muscoli per assumere un aspetto snello e ordinario. L’attore risulta credibile sia come gioioso ragazzino del college che come disciplinato e silenzioso ufficiale dagli addominali scultorei, arriva a violentarsi fisicamente per girare la porzione del film in cui è un giovane tossicodipendente, anche il suo volto diviene segnato e irriconoscibile, il suo corpo perde tono, la sua danza diviene uno sfogo disperato. La pazienza con cui la star si è sottoposta a continui cambiamenti (alcuni dei quali estremamente invasivi, si va ben oltre il semplice make up) e la sua incredibile capacità di trasformarsi hanno permesso al film di diventare un evento irripetibile.

Gautham Menon ha dedicato il personaggio di Krishna a suo padre, lo descrive come il suo eroe domestico, un uomo che sebbene non avesse mai compiuto grandi cose, nei suoi consigli, nella sua verità e perseveranza ha dimostrato valore. Il regista, sempre schivo nel concedere interviste e dettagli personali, ha rivelato che il film è altamente autobiografico senza svelare quali eventi siano realmente accaduti e quali invece sole licenze narrative. Sicuramente ciò che risalta da subito è che ogni scena è sentita con partecipazione totale, la rievocazione nostalgica del passato è ugualmente celebrata nei momenti di gioia e tranquillità sia in quelli di smarrimento e confusione.

Realizzare di un film così lungo e variegato ha richiesto pesanti somme di denaro e investimenti a catena. Senza badare a spese sono stati costruiti set interi anche solo per riprese di pochi secondi, la troupe si è spostata da S. Francisco, ad Agra e da Singapore al Kashmir, sono stati ricreati scenari e costumi vintage e stravaganti architetture artificiali per le scene d’amore. L’abbondanza e l’eccesso dominano ogni istante, ciascun elemento trabocca , dall’emotività alle lacrime (da molti giudicate eccessive) dai capitali investiti alla dedizione di coloro che al progetto hanno preso parte. Vaaranam Aayiram è forse solo un costosissimo fuoco d’artificio che il regista ha voluto regalare a se stesso. Un’autocelebrazione per Menon e per il suo attore prediletto Suriya. Una pura pazzia.


Il mio giudizio sul film : ***** 5/5


ANNO: 2008

LINGUA : Tamil

TRADUZIONE DEL TITOLO : La forza di mille elefanti



CAST :

Suriya …………………… Suriya / Krishna
Sameera Reddy …………….. Meghna
Divya Spandana ………………… Priya
Simran …………………… Malini


COLONNO SONORA : Harris Jayaraj

PLAYBACK SINGERS: Karthik, Prasanna, Sudha Raghunathan, Clinton Cerejo, SPB Charan, Naresh Iyer, Prashanthini, Benny Dayal, Hariharan, Devan Ekambaram, Shruti Haasan



QUALCOS’ALTRO

Vaaranam Aayram ha collezionato incassi da capogiro anche all’estero ed ha attratto un pubblico ben più vasto dei soli Nri di lingua Tamil. L’anno successivo è stato doppiato in Telegu e distribuito in Andhra Pradesh con il titolo Suriya son of Krishna.

I titoli di apertura e di coda non sono stati scritti in alfabeto tamil, evento alquanto anomalo in una cinematografia che mette in primo piano l’uso e l’esaltazione della propria lingua. Normalmente i titoli sono solo in Tamil e in alcuni casi appare una traduzione Tamil / Inglese.

Parte del film doveva essere girata in Malaysia e in Afghanistan, la prima meta è saltata per mancanza di ulteriori investimenti, la seconda per ragioni di sicurezza. A S.Francisco, le riprese sono state effettuate principalmente all’interno dell’Università di Berkley.

Asin aveva aspresso la volontà di interpretare il ruolo di Meghna ma degli attriti in corso tra lei e il protagonista Suriya (successivi al suo abbandono del film Silluni Oru Kaadhal) hanno convinto Menon a non scritturarla. La scelta è caduta su Genelia D’Souza che per motivi di date ha dovuto declinare l’offerta, qualche mese dopo è stata chiamata Sameera Reddy.

Tabu era stata contattata per la parte di Malini ma ha rifiutato perché non voleva recitare il ruolo di una donna anziana per oltre metà film.

Il regista compare velocemente in una scena, interpreta l’informatore che suggerisce dettagli sul rapimento del ragazzino nelle scene girate in Kashmir.

Sameera Reddy è molto più alta di Suriya ma nel film questa differenza non si nota perché sapientemente “livellata” .

24 febbraio 2011

FILM TELUGU 2010 CONSIGLIATI DA CATERINA






1) LEADER
Di Sekhar Kammula

Dopo aver trascorso una vita ad idolatrare il padre, primo ministro dell’Andhra Pradesh, Arjun inizia a scoprirne un ritratto ben diverso , vede i suoi ideali schiacciati dalla corruzione e dal compromesso, capisce di non averlo mai conosciuto. Film intimo e intelligente, senza scivolate morali o scene superflue. Promosso a pieni voti il debuttante Rana Daggubati , il suo nome compare già nella lista degli attori più richiesti del momento e presto lo vedremo al fianco di Abhishek Bachchan nel suo primo film Hindi (Dum Maaro Dum).

Biography of Leader – dal Blog ufficiale di Rana Daggubati


2 ) GAAYAM 2
Di Praveen Sri

Durga, un potente boss di Hyderabad, fugge a Bangkok e si costruisce una nuova identità fino a quando una sua immagine apparsa in Tv non scatena la reazione degli oppositori che lo credevano morto. Il sequel di Gayaam, film del 1993 diretto da Ram Gopal Varma, è stato girato diciassette dopo il primo capitolo, protagonista di entrambi i titoli il carismatico Jagapathi Babu che accetta lo stesso ruolo dopo un intervallo di quasi due decenni. Indubbiamente una delle pellicole più interessanti della passata stagione.

Sito ufficiale del film



Versione Telugu del successo Vinnaithandi Vaaruvaya , diversi gli attori (Naga Chaitanya & Samantha), diverse le interpretazioni, diverse le locations e un finale alternativo. Se la versione tamil appare più sofisticata nelle songs picturizations il film telugu si dimostra molto più chiaro e soddisfacente nel climax. Suggerisco di guardarli entrambi e cantare per mesi sulle note della colonna sonora di A.R. Rahman.



4) MARYADA RAMANNA
Di S.S. Rajamouli

Non aprite quella porta! Anzi.. Non varcate quella soglia!! Il perché vi sarà chiaro dopo la prima mezzora. Rajamouli dopo il kolossal fantasy Magadheera cambia genere e tenta con successo la strada della commedia. Graziose canzoni e coreografie, simpatico l’eroe / non eroe Ramanna ( Sunil )  troppo impegnato a doversi salvare da una claustrofobica casa di assassini per accorgersi che una ragazza bella e sexy (Saloni) si è innamorata di lui. Scacciapensieri, colorato e molto divertente.



5) ORANGE
Di Bashkar

Il celebre regista di Bommarillu stavolta non centra in pieno il bersaglio e il  nuovo film si rivela  sottotono nonostante la presenza della sua protetta Genelia D'Souza. Includo comunque il titolo nella mia lista dei preferiti per la colonna sonora del fuoriclasse Harris Jayaraj.   Non basta?  Ok allora lo dico. Perché Ram Charan Teja è gran figaccione e rifarsi gli occhi non è reato…



6) DON SEENU
di Gopichand Malineni

Sfegatato fan di Amitabh Bachchan, Seenu cresce sognando di trasformasi in Don, uno dei personaggi più celebri della carriera dell’attore, a cinque anni è riuscito a vedere il film 31 volte in una settimana, a  trentacinque l’ossessione per Big B lo porta ad immischiarsi negli affari di due gangster locali. Ravi Teja, soprannominato “intrattenitore di massa” dopo il frizzate Kick torna ad interpretare un ruolo da sbruffone irriverente e sempre nei pasticci. Superfrivola parodia a ritmo di musica girata anche in Italia.

18 febbraio 2011

ACTION REPLAYY



Vipul Shah , dopo il divertente Namastey London , consolida la sua collaborazione con Akshay Kumar e gli  offre  un personaggio che è già il suo cavallo di battaglia,  il giovanotto impacciato a ripetizione da un sapiente Love Guru, qui inserito in un graziosissimo fotoromanzo comico e modaiolo. Akshay aveva già interpretato qualcosa di simile in Jaan e Mann nel 2006, al suo fianco non c’era il debuttante Aditya Roy Kapoor (dall’inconfodibile chioma ribelle), ma un ruggente e strampalato Salman Khan. Entrambi i film non hanno avuto successo. Entrambi avrebbero meritato di più.


TRAMA

Bunty (Aditya Roy Kapoor) è terrorizzato dal matrimonio e continua a tenere a distanza la sua bella fidanzata. Nel momento in cui incontriamo il padre Kishen (Akshay Kumar), uno sfigato senza speranze, e la madre Mala (Aishwarya Rai), un’irritante egocentrica, ed assistiamo per più di cinque minuti ai loro litigi il perché della sua titubanza ci sarà ben chiaro. La scena si sposta negli anni ’70, Bunty fugge indietro nel tempo e raggiunge Kishen e Mala ancora ragazzi in una patinata Mumbai Vintage, la sua missione è trasformare il loro odioso matrimonio combinato in un “very filmy” love marriage servendosi di ogni mezzo possibile. La rieducazione dei genitori nella loro adolescenza avrà effetti tremendamente benefici.


Vittima di una troppo veloce amnesia, Action Replayy è stato dimenticato in tempo record pur essendo un film godibilissimo, sembra che i buoni i film di Akshay Kumar non vengano mai premiati né dal pubblico né dalla critica mentre le sue commedie insensate producono in serie incassi da capogiro. Dieci anni dopo Khakee Akshay e Aishwarya tornano insieme sullo schermo, la coppia cinematografica del thriller di Rajkumar Santoshi diviene un abbinamento irresistibile in questa patinata commedia all’insegna dell’overacting più selvaggio. La sempre affascinante Bollywood Queen sfoggia un travolgente look da Mumtaz e la sua verve è un colorato soft drink, la diva , sempre più di diva, colei che può permettersi di camminare dieci metri sopra il livello della gente comune, è qui autoironica e simpatica come non mai, un mix gustoso di immagine, ritmo e bollicine.

Coerenza e realismo sono vocaboli sconosciuti . Il film si adagia comodamente nel limbo dell’inverosimile e si diverte da matti, la stessa Mumbai è sapientemente in cartongesso, molti degli scenari sono in computer grafica, anche le parrucche sono posticce, come le ciglia, le unghia finte.. dentiere (si anche quella c’è per non farsi mancare proprio niente) le auto giocattolo, i giardinetti di simil-erba, le minigonne in rayon, il makeup e le super-saturazioni di colore. Basta sedersi sul divano con la consapevolezza che le uniche cose autentiche sono gli orecchini di Aishwarya Rai e tutto il resto è delirio confezionato coi fiocchi. Action Replayy, variopinta girandola comica, diverte e intrattiene senza mezze misure e lo fa con stile, nella traboccante abbondanza di dettagli, stranezze ed esuberanze. La febbre degli anni ’70 contagia ancora e si conferma una piacevolissima epidemia.

Il mio giudizio sul film : *** 3/5


RECENSIONI:

THE TIMES OF INDIA ** / 2,5
In questo periodo a Bollywood il retrò è chic. Da un punto di vista stilistico Action Replayy si guarda con divertimento: Akshay Kumar e Aishwarya Rai riportano in auge il romanticismo del passato, ed anche il linguaggio funziona. Ma l'umorismo in AR non conduce da nessuna parte. Le gag non sono molto buffe, e il rapporto fra i due personaggi principali sconfina nel giovanilismo. Il film si ispira a Ritorno al futuro, ma ci voleva una sceneggiatura più intelligente. E l'uomo comune, un po' sciocco, interpretato da Akshay non colpisce più, semplicemente perchè è stato stravisto. La colonna sonora di Pritam è di media qualità, e include una sola hit: Zor Ka Jhatka.
Nikhat Kazmi, 04.11.10 (TESTO INTEGRALE)

HINDUSTAN TIMES ** / 2
Il primo tempo di Om Shanti Om di Farah Khan - un nostalgico, amabile sguardo sulla Bollywood degli anni settanta - ha ispirato parecchie pellicole successive. Om Shanti Om era in parte cinema e in parte caricatura, ed è stato il campione d'incassi del 2007. Action Replayy non è destinato a coloro che sono cresciuti in quel periodo, bensì a coloro che possono solo immaginare quel decennio con l'ausilio di film e moda. Quel tipo di nostalgia che non richiede realismo, ma fascinazione, evasione, zuccheroso intrattenimento. AR promette tutto questo però lo mantiene solo in piccole parti sparpagliate qua e là. E la colonna sonora è di terza classe. Akshay Kumar, la star indiana che lavora di più (con una media di quattro pellicole all'anno), è l'unico aspetto meritevole di AR, nel quale offre la migliore interpretazione della sua carriera, anche se questa affermazione ha poco significato considerando le scelte professionali dell'attore.
Mayank Shekhar, 04.11.10 (TESTO INTEGRALE)



ANNO: 2010

REGIA : Vipul Shah

CAST :

Akshay Kumar ……………… Kishen
Aishwarya Rai ………………. Mala
Aditya Roy Kapoor ……….. Bunty
Om Puri ……………………….. Rai Bahadur
Kirron Kher ………………. Bholi Devi
Rannvijay Singh ……………Kundalal
Neha Dhupia ……………… Mona
Sudeepa Singh ……………… Tanya
Randhir Kapoor …………. Prof. Anthony Gonsalves
Rajpal Yadav ……………… Bhiku


COLONNA SONORA : Pritam

PLAYBACK SINGERS :  Shreya Ghoshal, Richa Sharma, Daler Mehndi, Sunidhi Chahuan, Mika Singh, Suraj Jagan, Fracoise, Karthik, Antara Mitra, KK, Tulsi Kumar



QUALCOS'ALTRO: 

Zor Ka Jhatka  , la canzone più popolare di Action Replayy, è diventata il titolo della nuova trasmissione televisiva condotta dalla star Shahrukh Khan a partire da Febbraio 2011. Sito dello show.clicca qui.

Il personaggio interpretato da Randhir Kapoor si chiama Anthony Gonsalves in omaggio ad un celebre personaggio di Amitabh Bachchan nel film Amar Akbar Anthony. 

Vengono citati i film Murder e Ghajini, le star Kareena Kapoor, Katrina Kaif e Deepika Padukone. L'attrice Mallika Sherawat, protagonista dell' over-sensuale Murder viene nominata spesso ed è l'oggetto di un simpatico fraintendimento.

Nel set sono stati appese locandine pubblicitarie del controverso film Julie, uscito nel 1975 e oggetto di numerose critiche per i suoi contenuti audaci, l'attrice Neha Dhupia, presente anche in Action Replayy, ha interpretato un film omonimo nel 2004, anch'esso oggetto di controversie e censure.

Altri film famosi che propongono un revival anni '70 sono Om Shanti Om e Once upon a time in Mumbaai.